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AGI – Morte, minacce, salvataggi e sbarchi: parte dello stesso dramma dell’immigrazione. Ancora un naufragio al largo di Lampedusa. Quattro i dispersi tra cui due fratellini: un neonato di 3 mesi e uno di 6 anni. Trentatre i superstiti, tre le donne e sette i minori non accompagnati. Quattro sono stati condotti in ospedale. Fra i sopravvissuti ci sono i genitori delle due piccole vittime. Gli altri dispersi sono due uomini. Erano tutti su un barchino di sei metri partito da Sfax, in Tunisia, affondato nelle acque antistanti Lampedusa. A intervenire nell’operazione di soccorso la motovedetta Cp327 della Guardia costiera.

Appena due giorni fa un’altra tragedia del mare: un barcone carico di migranti si era ribaltato sempre al largo dell’isola: in 40 erano stati tratti in salvo, tre i dispersi secondo le testimonianze dei superstiti. L’imbarcazione si era ribaltata quando si era avvicinata alla motovedetta e i migranti si erano spostati su un lato.

I numeri degli ultimi sbarchi

A Lampedusa sono approdati dall’alba cinque barchini: in tutto 144 persone: gruppi di 33, 35, 33 e 43 migranti, fra cui 22 minorenni. Ai soccorritori hanno dichiarato di essere originari di Guinea, Mali, Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio e Senegal ed essere partiti da Sfax, in Tunisia. Ieri, invece, si sono registrati 5 sbarchi con un totale di 202 migranti, fra cui i 33 salvati dopo che il barchino su cui viaggiavano è colato a picco con 4 occupanti, fra cui due bambini, che non sono riusciti a salire e sono tutt’ora dispersi. All’hotspot di contrada Imbriacola ci sono oltre 400 ospiti, poche unità oltre la capienza massima prevista. Nella notte si sono concluse invece le operazioni di sbarco di 39 migranti.

Le operazioni delle Ong

E proseguono i soccorsi delle navi ong. Geo Barents di Medici senza frontiere ha effettuato una seconda operazione di salvataggio dopo quella di ieri: 164 sono a bordo, tra cui 14 donne e circa 50 minori non accompagnati. Il più piccolo di loro ha soli 10 anni: “Quando ho soccorso dal gommone il bambino – afferma una soccorritrice – ci ha raccontato in lacrime che stava viaggiando con il fratello, ma lui non era riuscito a imbarcarsi dalla Libia. Ora è da solo e non ha contatti con nessuno dei suoi familiari”.

Dai risvolti drammatici il salvataggio della Louise Michel e della Humanity1 che hanno dichiarato di essere stati minacciati dai mitra libici. La Louise Michel ha raccontato di avere individuato un gommone dove erano stipate 103 persone. L’equipaggio ha distribuito giubbotti di salvataggio, acqua e cibo mentre aspettava l’arrivo della Humanity1, nave di salvataggio più grande. A quel punto, sostiene il team, “una nave libica armata si è avvicinata, minacciando con le pistole, la gente ha iniziato a farsi prendere dal panico e il gommone ha cominciato ad affondare”. La Sos Humanity riferisce di “una mitragliatrice mentre venivano aggrediti verbalmente gli equipaggi della Louise Michel e Humanity 1”.

 “L’equipaggio ha portato rapidamente tutte le 103 persone, comprese diverse donne, alcune delle quali incinte, e bambini sul Louise Michel”. Si è poi provveduto nella notte al trasbordo sulla Humanity1: “In precedenza abbiamo aspettato diverse ore che i centri di coordinamento dei soccorsi responsabili si coordinassero senza alcuna risposta positiva”, è la denuncia.

Piantedosi: “L’Europa deve fare la propria parte”

“Il governo è determinato a mettere al centro dell’agenda europea la questione dei flussi migratori nel Mediterraneo”, ha affermato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in una intervista al quotidiano Libero. “Per noi – ha detto – è una questione di grande importanza: anche l’Europa deve fare la propria parte. Sono temi di grande complessita’ ma servono al più presto risposte concrete, in primo luogo per evitare tragedie del mare. È questo lo spirito con cui parteciperò al consiglio dei ministri dell’Interno Ue dell’8 dicembre. Confido sia lo spirito di tutti” e “anche la questione rimpatri deve essere al centro dell’agenda Ue: servono iniziative comuni europee”.

Il nuovo decreto flussi, ha aggiunto il titolare del Viminale, “sarà un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ci stiamo lavorando per vararlo al più presto e poter garantire un flusso di migranti regolari che possano essere inseriti proficuamente nel tessuto economico del paese. I nuovi ingressi di migranti regolari avverranno tenendo in considerazione i percettori del reddito di cittadinanza. Salvaguarderemo la loro possibilità di essere reinseriti nel mercato del lavoro”.

Interviene la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson secondo cui “è davvero promettente vedere quanto il Consiglio stia progredendo” sul Patto Ue per la migrazione e l’asilo, “lo abbiamo visto sotto la presidenza francese” dell’Ue “e ora sotto quella ceca devo dire che si stanno raggiungendo più progressi di quanto fosse atteso. Davvero è promettente il fatto che potremmo vedere diversi nuovi negoziati iniziare già sotto questa presidenza. Se tutto va bene, già questa settimana potremmo vedere la parte della solidarietà avallata al Consiglio e, poi, la presidenza svedese ha promesso di iniziare fin da ora a trasporre questa parte in un testo legislativo”.

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