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(AGI) – Roma, 11 mag. – E’ un 30enne romano il violentatore e rapinatore della tassista di Roma. L’uomo, Simone Borgese, e’ crollato al termine di un lungo interrogatorio della polizia. All’inizio ha tentato di negare le responsabilita’, poi la confessione: “si, sono stato io. Volevo prendere l’autobus, poi ho visto quel taxi e l’ho fermato. E’ stato un raptus, non so cosa mi abbia preso in quel momento. L’ho colpita, ho scavalcato il sedile e l’ho costretta ad un rapporto orale”.

All’uomo si e’ arrivati grazie all’identikit fatto dagli specialisti della polizia in base alla descrizione fornita dalla vittima. Alla Squadra Mobile e’ quindi giunta una segnalazione di un altro tassista, che qualche settimana fa aveva trasportato Borgese nella stessa zona dove e’ avvenuta l’aggressione. L’uomo aveva tentato di non pagare la corsa, lasciando pero’ il numero di cellulare al conducente che ha quindi indirizzato gli investigatori su quella pista.

Grazie alle ricerche sulle celle telefoniche, il trentenne e’ stato cosi’ individuato e fermato in prossimita’ di via della Pineta Sacchetti. Condotto in Questura, e’ stato interrogato dagli investigatori della IV sezione della Squadra mobile. In tarda serata la confessione. L’uomo avrebbe precedenti per reati comuni (furto, minacce e violazione di domicilio), ma nessun precedente specifico riferito al brutale episodio di venerdi’ mattina nella zona di Ponte Galeria, avvenuto in una stradina di campagna dove il 30enne romano aveva chiesto di essere portato dalla tassista e dove poi ha messo in atto la violenza. (AGI)

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