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Stando ad un messaggio promozionale rilasciato di recente dal Twitter ufficiale di Falcom, la compagnia sarebbe alla ricerca di nuovo personale da integrare nel suo staff. Sembra che la loro ricerca, indirizzata sempre nel lato dei Jrpg, sia piuttosto generale, in quanto sono alla ricerca di gente per coprire tanti e diversi ruoli, come game designer, programmatore, compositore, designers per progetti in generale, graphic designer e persino addetti che svolgano mansioni al di fuori di ciò che concerne lo sviluppo dei giochi di per se.

Falcom nuovi titoli

Falcom ha precisato che tale manovra è attuata allo scopo di migliorare la produzione di nuovi titoli e sequel per alcune delle loro serie più in voga, come Ys – il cui ottavo capitolo sembra essere andato molto bene, sebbene qualche difficoltà nella localizzazione – e Trails Of, che vedrà l’arrivo del terzo titolo di Cold Steel in Occidente durante il prossimo anno, mentre il quarto – che concluderà la serie – arriverà in Giappone nello stesso periodo. Inoltre, sono stati annunciati dei porting della serie su Playstation 4. Nonostante ciò, Falcom è imperterrita nel voler creare anche nuovi titoli, discostati dalle suddette serie.

Aldilà dei numerosi progetti già in corso, qualcosa di nuovo potrebbe annunciato in un futuro non lontano. Il suo ultimo titolo uscito quest’anno in Europa, Ys VIII: Lacrimosa of Dana, è disponibile su Playstation 4, Playstation Vita e arriverà in futuro su Steam, non appena saranno conclusi gli ultimi lavori di localizzazione. Se lo possedete già, potrebbero tornarvi utili alcune nostre guide in merito ai naufraghi e al true ending.

Al Jump Festa 2018 si è svolto un torneo ufficiale di Dragon Ball FighterZ, indetto da Dragon Ball FighterZ Jump Festa gameplay. Durante l’evento principale è stato anche mostrato del gameplay, il cui scopo è mostrare i tre nuovi personaggi presentati recentemente, Hit, Beerus e Black Goku, in azione. Nello scontro assisteremo a due team affrontarsi, uno composto da Hit, Frieza e Black Goku contro Goku Sayan, Beerus e Gotenks al terzo stadio. Trovate il video al minuto 56:48.

Vi ricordiamo, infine, che troverete una sfilza di notizie, trailer e altro ancora su Dragon Ball FighterZ visitando l’apposita sezione.

Dragon Ball FighterZ è sviluppato da Arc System Works, uscirà il 25 Gennaio per Playstation 4 e Xbox one, mentre il 26 Gennaio arriverà anche su PC.

Bandai Namco ha rilasciato il trailer di debutto per Black Cover: Quartet Knights, rivelandone uno shooting game adrenalinico. Il video è stato mostrato durante il Jump Festa 2018, lo trovate al minuto 38:02.

Bandai Namco ha informato inoltre che il titolo possederà delle modalità Co-op e che sebbene si tratti di un gioco d’azione, la strategia sarà spesso vitale. Black Cover: Quartet Knights uscirà su PC e Playstation 4.

Si è oggi concluso il Dead or Alive 5 Battle Royal 2017 in America. Alla fine delle celebrazioni Team Ninja, che segue il titolo e lo supporta da ormai più di 5 anni, ossia quando è stato lanciato sul mercato, ha rilasciato un video di circa 4 minuti. In questo video vengono rilasciati dei messaggi dal Game Director Yohei Shimbori, dal capo della direzione artistica Yutaka Saito e infine dal manager di Team Ninja, Yosuke Hayashi. I tre pezzi grossi dello staff “salutano” Dead or Alive 5, ringraziando tutti i fan per il supporto mostrato in questi lunghi anni. Lo scopo è semplicemente quello di cominciare a dedicarsi sui progetti futuri, quanto a qualche nuovo titolo relativo alla celebre famosa serie di picchiaduro con il giusto fanservice. Ecco il video rilasciato da Team Ninja:

Non rimane che augurarsi l’annuncio di un nuovo titolo della serie Dead or Alive. Vi ricordiamo che il suo quinto capitolo è disponibile su Playstation 3, Playstation Vita, Xbox 360 e PC.

Il Jump Festa 2018 è ormai sulla sua conclusione, ma Bandai Namco ha ancora qualcosa da mostrare, come il nuovo trailer di debutto per One Piece: World Seeker. Bandai ha ammesso che questo titolo si tratta di uno dei più ambiziosi in merito al famoso manga di Eichiro Oda, in quanto si tratterà di un’esperienza diversa dal solito mentre si vestono i panni di Rufy in un open world pieno di locations diverse. Vi lasciamo al trailer di debutto:

One Piece: World Seeker uscirà su Playstation 4, Xbox One e PC. Il titolo uscirà durante un generico 2018.

Alla vigilia delle elezioni regionali in Catalogna, a pochi giorni dal referendum indipendentista in Corsica, al Sardegna compie un passo in direzione dell'indipendenza digitale. Secondo quanto scrive "L'Unione Sarda", la regione autonoma avrà il suo dominio e il potere di assegnare in autonomia gli indirizzi web con il suffisso ".srd".

La procedura è già stata avviata. A gestire il dominio sarà la Regione, con tanto di possibilità di assegnare i siti. "Entro sei mesi avremo la proprietà del dominio", dichiara a "L'Unione Sarda" l'assessore agli Affari generali Filippo Spanu, che nei giorni scorsi ha ricevuto dalla Giunta il via libera per il progetto.

Nadia Toffa è tornata a parlare in tv dopo il malore di due settimane fa a Trieste. In un'intervista al programma per cui lavora, Le Iene, ha esordito rassicurando tutti, e scherzando molto con l’intervistatore: “Sto bene porco cane!” ha urlato di gioia all'inizio dell'intervista. Toffa, 38 anni, ha parlato dal suo appartamento di Milano. Ha ricordato i momenti prima del malore: “Quella sera sono andata a mangiare, sono andata in camera e poi ho chiamato te che sei dietro la telecamera”, riferendosi all’intervistatore che ha ricordato che già in quella telefonata si era accorto che qualcosa non andava: “Rispondevi in ritardo alle domande, pensavo ti fossi fatta una canna” hanno scherzato. Poi Toffa ha ripreso il suo racconto. 

Il ricordo della sera del malore

"Dovevo tornare a Milano, ho fatto la valigia, ho messo il cappotto. Sentivo la necessità di riposarmi, volevo rimanere in camera a dormire, poi ho pensato che non era da me, non sono abituata a riposarmi, vado sempre di fretta, corro in continuazione. Quindi sono scesa nella hall dell’albergo e ho chiamato il taxi dalla reception. Sono caduta, e poi non ricordo niente”.

Nadia Toffa è caduta colpendo con il volto a terra, e ancora porta un evidente livido sulla parte destra della faccia. “Ha cambiato tutti i colori dell’arcobaleno. Era color ciclamino, poi ha cambiato in blu, marrone”. Il ricordo successivo lo ha in ambulanza: “Sentivo la sirena dell’ambulanza, non ero mai stata in un'ambulanza, la sentivo vicina e ho capito che ero io che ero in ambulanza. Lì ho ripreso conoscenza e ho riconosciuto un collega”. “Adesso ci rido ma ci sono tante persone che si sono preoccupate e me ne rendo conto, in primis i miei genitori,  se ci penso mi commuovo”.

La preghiera come conforto

“In quel momento non mi sono resa conto che ci stavo lasciando le penne. Mi ricordo che ho pregato. L’Ave Maria, il Padre Nostro e la preghiera a tutti i Santi. Non sapevo nemmeno di ricordarmela”. E ancora: “Ad un certo punto mi dicono che bisognava andare in elicottero a Milano. E siamo partiti. Quando il capitano sorvolava le città pensavo ai servizi che ho fatto nei vari posti su cui stavo volando”.

Dopo è stato il momento del ricovero al San Raffaele a Milano. “In ospedale, mi hanno ribaltato come un calzino. Stare in ospedale ti riporta un po' al succo delle cose. Non è la prima volta che vado all'ospedale perché ascolto poco i segnali del mio fisico. Ogni volta che ti ricoverano però ti riportano proprio all'essenza delle cose, rivaluti anche la fisicità, le cose basilari".

La telefonata di Berlusconi

“Un'altra cosa che mi ha stupita sono i messaggi ricevuti da parte di politici con cui ho un rapporto "conflittuale". È nel nostro mestiere da Iene battersi per tutelare diritti, parlare di salute, problematiche, difendere la gente, quindi andiamo senza paura di nessuno e affrontiamo chiunque. Sono arrivati messaggi anche di politici che ho affrontato in passato”, ha continuato Toffa, che ricorda la telefonata di Berlusconi: “Mi ha promesso un brunch, non sapevo mi conoscesse, mi ha detto che guarda Le Iene. Io pensavo stessi parlando con un suo imitatore”.

"Ho esagerato con il lavoro"

Ora Toffa, ha detto, è costretta dai medici al riposo assoluto. “Ho un marito impegnativo, si chiama le iene, è la mia vita. Quando noi parliamo di un argomento, facciamo show ma ci prendiamo carico di quell’argomento, è come se il problema fosse tuo. Ma mi devo fermare un po’. Ho ignorato i segnali di stanchezza del mio corpo e ne ho pagato le conseguenze”.

La Turchia aprirà una ambasciata a Gerusalemme Est. Lo ha annunciato il presidente Recep Tayyip Erdogan, confermandosi il più acerrimo oppositore alla decisione degli Usa di riconoscere la città santa come capitale di Israele. "Se Dio vuole, è vicino il giorno in cui ufficialmente, con il suo permesso, apriremo la nostra ambasciata lì", ha detto Erdogan, citato dal quotidiano israeliano Haaretz.

Retorica ad uso e consumo del proprio elettorato o annuncio della prossima mossa dopo la decisione di Donald Trump? Forse è  presto per dirlo, ma la dichiarazione è destinata a destare scalpore. "Il vertice per la Cooperazione dei Paesi Islamici (Oic) ha già riconosciuto Gerusalemme Est come capitale della Palestina, tuttavia non abbiamo potuto aprire la nostra ambasciata perché Gerusalemme è occupata dalle forze israeliane. Con l'aiuto di dio apriremo l'ambasciata turca a Gerusalemme": queste le parole pronunciate da Erdogan durante un comizio nella città di Karaman, nel sud ovest dell'Anatolia

Ma qual è la situazione della città, al netto della decisione di Trump e Erdogan?

Storia di Gerusalemme

In base alla Risoluzione Onu 181 del 1947, Gerusalemme sarebbe dovuta essere un corpus separatum rispetto allo Stato israeliano e allo Stato palestinese che sarebbero dovuti nascere, e sarebbe dovuta essere amministrata direttamente dalle Nazioni Unite (parte III, lettera A).

Queste disposizioni non sono mai entrate in vigore, per via della guerra arabo-israeliana del 1948. In quell’occasione Gerusalemme finì divisa in due, con la parte ovest controllata da Israele e la parte est – dove si trova la Città Vecchia, coi principali luoghi santi per le tre religioni monoteiste – controllata dalla Giordania (che assunse il controllo anche della Cisgiordania, mentre l’Egitto quello della striscia di Gaza).

La situazione è poi evoluta ulteriormente nel 1967, con la “Guerra dei sei giorni”. Israele, che vinse rapidamente la guerra contro Egitto, Siria, Giordania e Iraq, occupò allora i territori palestinesi di Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est.

A differenza della Cisgiordania e di Gaza, che sono stati trattati come territori occupati da Israele (più o meno), Gerusalemme est è stata “annessa” allo Stato israeliano. Il diritto internazionale non riconosce questa annessione, ma Israele ha invece legiferato di conseguenza.

Nel 1980 la Knesset – il parlamento israeliano – passò infatti una legge costituzionale (“Basic Law”) che dichiarava Gerusalemme la capitale unica e unita di Israele, coronando così il sogno del fondatore di Israele Ben Gurion, che già nel 1949 aveva rivendicato in un celebre discorso all’Onu Gerusalemme come “capitale eterna” del neonato Stato israeliano. In seguito a tale legge costituzionale, la Knesset e gli altri uffici del potere legislativo, giudiziario ed esecutivo sono stati trasferiti a Gerusalemme.

Le Nazioni Unite hanno reagito approvando due risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, sempre nel 1980: la 476, che condanna l’occupazione israeliana dei territori palestinesi e di Gerusalemme est, e nega qualsiasi validità giuridica alle decisioni di Israele di trasformarla nella sua capitale, e la 478. Quest’ultima, vista la mancata ottemperanza di Israele alla precedente, oltre a ribadire la nullità della “Basic Law” israeliana per il diritto internazionale dispone il ritiro di tutte le ambasciate dei vari Paesi da Gerusalemme. Ad oggi queste si trovano infatti a Tel Aviv.

Diritto interno e diritto internazionale

Dunque, in base al diritto costituzionale israeliano Gerusalemme è la capitale unica e unita dello Stato d’Israele. Lo sancisce la “Basic Law” del 1980.

Per il diritto internazionale, invece, quella norma non ha alcun valore, così come non hanno valore le azioni intraprese dallo Stato israeliano in conseguenza della “Basic Law”. Nessuno Stato, a parte gli Usa dopo la decisione di Trump, riconosce  Gerusalemme quale capitale israeliana.

L’Italia ad esempio, che come gli altri Stati non considera Gerusalemme nel complesso la capitale di Israele e non riconosce l’annessione israeliana della parte Est, ha anzi nella città (sia nella sua parte Est che nella sua parte Ovest) un Consolato che cura i rapporti con le autorità palestinesi.

Il consolato è rimasto a Gerusalemme proprio per la mancata risoluzione del caos giuridico seguito all’abbandono dello status di corpus separatum della città e agli sviluppi seguenti.

Il caso Unesco

La questione è ancora molto delicata. Ad esempio negli accordi di Oslo del 1993 fu tenuta fuori – insieme ad altre materie – dal negoziato, proprio per la sua capacità di pregiudicare il risultato finale.

Anche in tempi più recenti lo status della città è stato fonte di frizioni internazionali. In particolare l’Unesco (l’agenzia Onu per la cultura, la scienza e l’educazione) è stata spesso il fulcro di queste recenti frizioni.

A ottobre 2016 fu adottata una risoluzione – e l’Italia si astenne, suscitando molte polemiche – su Gerusalemme Est, che ribadiva l’illegalità dell’occupazione israeliana. Fu molto criticata perché utilizzava solo i nomi arabi per i luoghi santi della città, alcuni dei quali (il Monte del Tempio, in particolare) sacri anche per l’ebraismo. Ed è in questa parte della città che Erdogan sposterà l'ambasciata turca, in netta contrapposizione a Trump. 

Nel 2017, a maggio, fu poi votata un’altra risoluzione Unesco su Gerusalemme – questa volta l’Italia votò contro – che, evitando stavolta di utilizzare una terminologia divisiva e riconoscendo la città santa per le tre religioni del Libro, negava la validità di qualsiasi decisione presa dalla “potenza occupante” (Israele) su Gerusalemme.

La contrarietà italiana (e non solo) in questo caso era dovuta più al metodo che al merito, ritenendo infatti l’Unesco un foro non adeguato per questo genere di risoluzioni.

Nota. La seconda parte dell'articolo è la riproposizione di un nostro Fact-Checking a cura di Pagella Politica. 

"Se non raggiungiamo il 40%" dei  voti alle politiche di certo ci prenderemo la responsabilità di assicurare un governo a questo paese". Lo ha detto Luigi Di Maio ospite del programma di Lucia Annunziata 'Mezz'ora in più'. E ha spiegato: "Faremo un appello pubblico la sera delle elezioni a tutti i gruppi parlamentari per chiedere di votare la fiducia alla nostra forza politica e al nostro governo sui temi. Quindi ci incontreremo alla luce del sole per spiegare quali sono i nostri obiettivi programmatici per cambiare il Paese. Sono sicuro che Fi e Pd non fanno il 51% . Chi risponderà al nostro appello sarà incontrato per mettere in piedi le priorità del governo"

Il candidato premier dei 5 Stelle spiega poi che quando il Movimento 5 Stelle sarà al governo "voglio andare" a parlare in Europa per "cambiare alcuni vincoli intorno all'euro, altrimenti chiederemo agli italiani" con un referendum "se restare dentro oppure no. E quello che decideranno gli italiani mi fa stare al sicuro". "Sono cambiati i rapporti di forza tra i Paesi europei – ha aggiunto – e l'Italia ora può essere molto più forte nella contrattazione".

"Banca Etruria è la fine della terza Repubblica", dice Di Maio 

 "Ho paragonato la vicenda politica di Etruria e Boschi alla vicenda di Mario Chiesa che fece iniziare il declino della prima Repubblica, chiamiamola pure Bancopoli ma è chiaro che queste vicende determineranno la morte della seconda Repubblica e con la 18esima legislatura inizierà la terza". Lo ha affermato Luigi Di Maio a 'Mezz'ora in piu'' su Rai Tre. E ha continuato: "Dipende da quanto è ampio questo scandalo, visto che coinvolge esponenti istituzionali in conflitto di interessi".

Quella del Movimento 5 stelle "sarà una squadra di governo patrimonio del paese, non del M5S", ha proseguito Di Maio. "Stiamo coinvolgendo le migliori energie del paese – ha spiegato – non ne possiamo più di governi a scatola chiusa, avremo una squadra chiara". E ha aggiunto: vogliamo eliminare le definizioni: "tecnici, politici o società civile". I membri del governo "saranno competenti e con alta sensibilità politica" e "non faccio distinzioni tra interni ed esterni" al Movimento. "Non farò discriminazioni", assicura. 

"Incontro con Salvini? Vi saluto"

Infine taglia corto con un "Vi saluto e vi ringrazio" quando Lucia Annunziata approfitta del collegamento con Matteo Salvini per chiedere a entrambi un confronto tv. Il candidato premier M5S si toglie il microfono e si alza, mentre prende la parola Salvini, secondo ospite della giornalista. Immediato il commento del leader della Lega. "Di Maio è abbastanza democristiano, io sono pronto al confronto – dice da parte sua Salvini – se uno è convinto della bontà delle sue idee non ha  paura di confrontarsi".

"Senza programma comune nessuna alleanza", dice Salvini

Poi Salvini rispondendo alle domande sull'alleanza nel centrodestra: "Chiedo al centrodestra che ci sia un programma comune. Se Berlusconi non firma? Non c'è alleanza. Se si firma c'è alleanza. Che cosa faccio, vinco le elezioni per poi andare al voto subito dopo?". Torna poi a chiedere chiarezza per l'alleanza del centrodestra prendendo spunto dal tema della legge Fornero che va "cancellata" e che "non c'è trattativa possibile". Il leader del Carroccio si mostra scettico sulla possibilità di un vertice del centrodestra prima delle feste, incontrerà Berlusconi prima di Natale solo "per gli auguri come buona educazione prevede".

Quindi ribadisce "Chiunque voti Lega ha la certezza che non andremo mai a sostenere governi con il centrosinistra, noi inseriremo anche il vincolo di mandato, chiedo un patto contro gli inciuci". "In questa settimana – ricorda – sono rimasto deluso dal fatto che Forza Italia non ha votato il nostro progetto di legge sull'aumento della pena per stupratori e assassini. Va bene essere garantisti ma stiamo parlando di stupratori e assassini". 

"La lega è il primo partito della coalizione, è in salute"

"La Lega è in ottima salute, il centrodestra stando a tutti i sondaggi è in netto vantaggio, l'accordo con Forza Italia è che chi tra me e Berlusconi prende un voto in piu' indica il presidente del Consiglio. Io lo posso fare, mentre Berlusconi, purtroppo, per una sentenza al momento non lo puo' fare. Quindi chi sceglie Salvini e la Lega sa che sceglie per il futuro", ha inoltre detto il leader della Lega. 

Atlus potrebbe essere al lavoro su un seguito o un remaster di un suo titolo uscito precedentemente su Playstation 3. Un paio di mesi fa vi abbiamo informato della vaga possibilità di un Catherine 2 in arrivo, per via di vari indizi sparsi qua e la durante uno streaming indetto da Atlus per celebrare la nascita del suo Studio Zero a Settembre.

Atlus al lavoro di una remaster

In questi giorni, varie voci sparse da chi solito fornisce le prime informazioni da Famitsu e Dengeki trattano la possibilità di un’imminente annuncio da parte di Atlus entro la fine del 2017. Infine, sempre le stesse fonti rivelerebbero che – qualora la notizia sia vera – l’annuncio potrebbe trattarsi di una remaster con eventuali DLC inclusi, o più ipoteticamente un seguito. Atlus ha inoltre confermato in precedenza che è attualmente in lavoro con Studio Zero su un titolo non inerente a Project Re Fantasy, il che potrebbe rafforzare la suddetta teoria. Uno streaming da parte di Atlus, relativo tuttavia a Persona 5 The Animation, si terrà il 24 Dicembre. Che sia l’occasione giusta, e che si tratti di una remaster di Catherine? Non rimane che attendere fiduciosi, in quanto fino ad ora si trattano solo di rumor e la compagnia non ha ancora lasciato trapelare nulla in merito.

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