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AGI – Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è tornato a parlare delle possibili evoluzioni del conflitto in Ucraina e delle armi inviate a Kiev dagli alleati. In particolare si è soffermato sulle indiscrezioni dei cosiddetti droni “fuori sacco” spiegando come si tratti di voci non veritiere. “Droni fuori sacco? Lo smentisco, se fosse vero sarebbe un reato perché il ministero della Difesa e lo Stato non ne sono a conoscenza, qualcuno dovrebbe finire in galera”, ha detto ospite de ‘L’aria che tira’ a La7.

“Gli aiuti che arrivano non servono solo per salvare l’Ucraina, sono un freno all’escalation che la guerra potrebbe avere espandendosi, cosi’ invece la guerra resta tra due nazioni e non si allarga”, ha precisato poi il Ministro. “Dobbiamo evitare scenari peggiori, i primi preoccupati di questo sono i paesi europei e della Nato, nessuno vuole una escalation. Tutti auspichiamo l’apertura di un tavolo per la pace”.

“L’Italia – sottolinea ancora Crosetto – invierà le armi per difendersi, lo sto dicendo da mesi. Gli attacchi missilistici contro l’Ucraina sono su obiettivi civili e noi ci siamo resi disponibili a dare un sistema di difesa che consenta agli ucraini di abbattere i missili prima che giungano al suolo“. “Il decreto contiene solo armi difensive e materiale per aiutare a superare l’inverno, dovrebbe essere un decreto inattaccabile anche dal punto di vista pacifista”.

“Non esiste un conflitto tra italiani e russi – ha concluso Crosetto – perché gli italiani continuano ad essere amici dei russi, auspico che tra i popoli i rapporti continuino ad essere quelli di prima di rispetto e amicizia”. Insomma, per il ministro “la contrapposizione esiste, perché Putin ha deciso di invadere Ucraina che noi invece stiamo difendendo”.  

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Questa è una recensione scritta interamente da un intelligenza artificiale (AI) a cui è stato assegnato un semplice compito: “Scrivi una recensione di Elden Ring”. Ammetto che quello che ne è uscito mi ha fatto sentire un po’ sminuito come redattore, ma cerchiamo di chiarire e vediamo se un’intelligenza artificiale può – e se si con che limiti – sostituirsi a un recensore in carne e ossa.

Questo è quello che un AI ha prodotto.

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Elden Ring è un action RPG sviluppato da FromSoftware, famosa per la serie di giochi Soulsborne, tra cui Dark Souls e Bloodborne. Il gioco è stato creato in collaborazione con George R. R. Martin, autore della serie di libri fantasy “Il Trono di Spade”, e presenta un mondo aperto immersivo e una trama intrigante.

Il gioco inizia con una breve introduzione che presenta il mondo di Elden Ring e i personaggi principali. Il giocatore assume il ruolo di un “Pilgrim”, un viaggiatore alla ricerca dell’Elden Ring, un oggetto leggendario che dona potere e immortalità a chi lo possiede. Il mondo è popolato da una varietà di creature, tra cui mostri feroci e boss impegnativi che rappresentano una sfida per il giocatore.

Il combattimento in Elden Ring è fluido e dinamico, con un sistema di parata e contrattacco che richiede abilità e precisione. Il giocatore ha a disposizione una vasta gamma di armi e armature, ognuna con le proprie statistiche e abilità uniche. Il giocatore può anche personalizzare il proprio personaggio scegliendo tra diversi stili di combattimento e abilità.

Il mondo di Elden Ring è vasto e pieno di segreti da scoprire. Il giocatore può esplorare diverse aree, tra cui foreste, caverne, castelli e città abbandonate. Ci sono anche diverse attività secondarie da completare, come la raccolta di oggetti rari e la risoluzione di enigmi.

La trama di Elden Ring è intrigante e misteriosa, con numerosi colpi di scena e rivelazioni inaspettate. Il giocatore incontra una varietà di personaggi interessanti lungo il proprio viaggio, ognuno con la propria storia e motivazioni. La narrazione è ben scritta e ben recitata, con dialoghi accattivanti e una trama ben strutturata.

In generale, Elden Ring è un gioco emozionante e sfidante che offre ore di divertimento. Il mondo immersivo e la trama intrigante sono sostenuti da un combattimento fluido e dinamico e da una vasta gamma di armi e armature. Consiglio vivamente ai fan dei giochi action RPG e della serie Soulsborne di dargli una chance.

In totale la AI ha prodotto 330 parole con una grammatica passabile e un solo errore di ortografia. A parte la lunghezza al di sotto degli standard che ci si aspetterebbe per una “normale” recensione di un videogioco, il contenuto risulta coerente e comunque facilmente utilizzabile ampliando i concetti e inserendo le immagini.

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Se io mi mettessi, paragrafo per paragrafo a imbellettare e ampliare un po’ quanto scritto dalla AI vi assicuro che con poco lavoro si arriverebbe tranquillamente alle 800/1000 parole, che poi è la soglia massima di attenzione del lettore medio.

Come sottotesto, letto e interpretato all’interno di una videorecensione stringata, invece, potrebbe quasi andare bene così com’è. Contate che l’AI che ho utilizzato è free e soprattutto non viene aggiornata in maniera costante con il caricamento di nuovi contenuti.

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Per esempio ho il forte dubbio che per quanto riguarda Elden Ring sia ferma a poco prima della sua pubblicazione poiché chiedendole di elencare semplicemente le classi utilizzabili va in crisi e mi risponde che non ha dati certi in merito, o sforna un semplice:

Elden Ring è un gioco di ruolo d’azione sviluppato da FromSoftware, quindi è probabile che le classi disponibili siano simili a quelle presenti in altri giochi della serie, come Dark Souls e Bloodborne.

Se questo da un lato (soprattutto visti i precedenti risultati) delude, dall’altro fa riflettere: avendo dati aggiornati e accesso pieno alla rete, cosa sarebbe in grado di fare questo software?

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Inoltre esistono varianti di Ai ancora più complesse. A questa ho chiesto un paragrafo conclusivo SEO friendly:

Di recente ho acquistato l’Elden Ring e devo dire che ne è valsa la pena. La grafica è bellissima e la trama è accattivante. Ma quello che mi ha davvero convinto è stata la funzione Elden Ring! Aggiunge un nuovo livello di immersione e rende l’esperienza di gioco ancora più piacevole. Sicuramente vale la pena dare un’occhiata se sei un fan dei giochi di ruolo!

e ancora:

Elden Ring è un gioco fantastico! All’inizio ero un po’ scettico al riguardo, ma una volta che ho iniziato a giocarci, sono rimasto assolutamente sbalordito. È uno di quei giochi di cui non ti annoierai mai a causa della trama intensa e della grafica dettagliata. La costruzione del mondo è di prim’ordine e le meccaniche di gioco sono super coinvolgenti. Consiglio vivamente Elden Ring a tutti i fan dei giochi di ruolo là fuori!

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Potrei passare del tempo a dissertare su come questi testi siano in effetti validi e quindi utilizzabili dalla maggior parte delle parsone o su quanto una AI evoluta e con pieno accesso a Internet potrebbe spacciarsi per un essere umano, ma quello che davvero mi preme sottolineare è come sia facilmente sostituibile il lavoro di un redattore. Se la creatività può essere demandata a un programma, all’essere umano rimane davvero poco e se da un lato può essere piacevole crogiolarsi nella pigrizia, dall’altro diventa preoccupante quando ci viene tolta l’etichetta di libero pensatore. In ogni caso, giorno dopo giorno viene eroso il confine e risulta sempre più difficile scindere il confine tra noi e una AI.

Ponendo ad una AI la domanda che titola questo editoriale essa risponde:

In alcune attività, un’intelligenza artificiale (AI) può essere addestrata per svolgere compiti in modo simile o addirittura superiore rispetto a un essere umano. Tuttavia, le attuali tecnologie AI non sono in grado di sostituire completamente le capacità umane come la creatività, l’empatia e la comprensione del contesto. Inoltre, le decisioni prese da un’AI sono buone quanto i dati di addestramento e l’algoritmo utilizzato, quindi gli esseri umani devono rimanere coinvolti nel processo decisionale per garantire che le decisioni siano etiche e appropriate.

In pratica la “macchina” ci relega al compito di controllori e definisce se stessa come superiore solo in alcuni casi, dato l’attuale livello tecnologico. Questo presuppone che l’unico freno sia un hardware migliore. Tu cosa ne pensi?

L’articolo Può un AI sostituirsi a un essere umano? proviene da GameSource.

AGI – Sempre meno giovani abbracciano la vita religiosa, e conventi e monasteri si svuotano fino a chiudere i battenti. La crisi delle vocazioni ha investito anche quello di Santa Chiara a Ravello, centro di spiritualità che racconta sette lunghi secoli di vita claustrale, ritenuto tra le più antiche fondazioni francescane femminili del Paese. Soltanto tre le suore rimaste tra le sue mura per scongiurare il suo declino. Una situazione da delicata che era, sembra oramai irreversibile.

Tra le consorelle rimaste vi è suor Maria Cristina Fiore, 97 anni, a Ravello ininterrottamente dal 1955. E’ inferma e di lei si prendono amorevolmente cura suor Angela Maria Punnackal, di nazionalità indiana, e suor Massimiliana Panza, nolana di 46 anni. Dopo alterne vicende che hanno visto i superiori tendere a bloccare qualsiasi attività delle monache che avrebbe potuto anche solo potenzialmente rivitalizzare il monastero, il Dicastero per la vita consacrata (l’organismo della Curia romana che decide la vita religiosa del mondo cattolico), sollecitato e in comunione d’intenti con la federazione, ha decretato la soppressione del monastero di Ravello. 

Così nel 2021 è stato nominato un commissario pontificio, un francescano del Santuario di Sant’Antonio di Padova, con l’incarico di censire tutto il patrimonio immobiliare dell’istituzione religiosa, situata in una delle zone più suggestive della città della musica, tra Villa Cimbrone e la Rondinaia che fu dello scrittore Gore Vidal.

Oltre al vastissimo complesso storico monumentale (composto dal corpo centrale con la chiesa, le celle, una foresteria, un grosso rudere e vasti terreni coltivati con vista mare) il monastero detiene, quale frutto di donazioni accolte nei secoli di servizio alla comunità locale, anche la proprietà dell’edificio storico dell’hotel Parsifal e tre locali commerciali in piazza Fontana Moresca che, insieme, pare rendano non meno di 200mila euro l’anno.

Il valore stimato di tutto il patrimonio, mobile e immobile (opere d’arte e fondo librario dell’antica biblioteca compresi) si aggirerebbe tra i 50 e i 60 milioni di euro. Le monache superstiti non vogliono abbandonare il monastero sia per scongiurare che i beni vengano assorbiti di diritto dalla federazione, sia perchè non è mai stata fornita una chiara motivazione dagli organi superiori della loro cancellazione.

Assistite nell’ultimo anno da un legale competente in diritto canonico, hanno ritenuto di salvare i beni da possibili mire speculative e dare seguito a una decisione presa in capitolo ancor prima che ci fosse il commissariamento: donare tutto al Pontefice.

La scorsa primavera, quindi, le tre monache hanno scritto a Papa Francesco offrendogli tutte le proprietà del monastero per la sua carità. Il 25 giugno dal Vaticano il sostituto per la Segreteria di Stato veniva incaricato da Francesco I di comunicare alle monache l’accettazione della donazione.

Ma la gioia delle consorelle è durata davvero poco perché il Dicastero vaticano per i religiosi disponeva il trasferimento, immediato e perentorio, delle tre suore in tre diversi monasteri italiani, col chiaro intento di svuotare, e dunque estinguere il monastero. Finanche l’anziana e inferma suor Maria Cristina avrebbe dovuto lasciare tempestivamente la sede in cui è vissuta per circa settant’anni. Intanto non si è ancora giunti alla formalizzazione del passaggio di proprietà alla Santa Sede.

A oggi le monache restano nel limbo, ma rischiano di essere allontanate forzatamente da un giorno all’altro. E così suor Massimiliana e le altre resistono per sola obbedienza a Papa Francesco in attesa di un suo intervento decisivo. 

AGI – La terra trema in Romagna: diverse scosse di terremoto sono state avvertite dalla popolazione già dall’alba di questa mattina. Paura, gente in strada, alcune scuole evacuate ma ad ora, fortunatamente, non sono stati segnalati danni

Intanto dalle 11.50 la circolazione ferroviaria è stata sospesa in via precauzionale sulla linea Adriatica tra Cesena e S. Arcangelo di Romagna e tra Igea Marina e Cervia.  Nessun treno è fermo in linea ed è in corso l’attivazione di un servizio bus sostitutivo.

“Il provvedimento – informa un comunicato – si è reso necessario per consentire ai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (gruppo Fs) i controlli previsti dalle normative di sicurezza sullo stato della linea dopo l’evento sismico”. 

Prima di pranzo, alle 11.45, è avvenuta la scossa più forte di magnitudo 4.1 con epicentro a Cesenatico, in provincia di Forlì-Cesena (come ha rilevato l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia).

#ForlìCesena, registrata alle 11:45 scossa sismica ML 4.1 con profondità di 19 km, epicentro Cesenatico. Al momento nessuna segnalazione di danni è giunta alle sale operative dei #vigilidelfuoco [#26gennaio 12:30] pic.twitter.com/ykmBWciFdR

— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco)
January 26, 2023

Al momento nessuna segnalazione di danni è giunta alle sale operative dei vigli del fuoco.

Come da prassi è partita la ‘macchina’ della protezione civile per le verifiche del caso. “Dopo la scossa siamo in contatto con la Protezione Civile: mentre si stanno operando tutte le verifiche sui dati, gli studenti di Cesenatico sono stati fatti uscire dagli edifici scolastici”, ha detto il sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli, invitando  i genitori “appena possono -ad andare a prendere i bambini. Nel frattempo il personale scolastico attenderà all’esterno fino all’arrivo del trasporto scolastico. Stiamo già controllando gli edifici”.  

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Sempre in Romagna, a Gambettola, questa mattina alle 7 è stata avvertita un’altra scossa questa volta di magnitudo 3,5. 

AGI – Ultima Supermedia prima del black-out in vista delle elezioni regionali di febbraio (con cui saranno chiamati alle urne oltre un quarto degli aventi diritto al voto totali in Italia). Anche questa settimana, come quella precedente, il confronto è con il dato di fine dicembre. Perde un po’ di consenso FdI, scende anche il Pd mentre sale il M5s. In calo anche Lega e Terzo polo. In leggera flessione Forza Italia. Meglio Verdi/Sinistra e +Europa.

Supermedia liste

  • FdI 29,7 (-0,6)
  • M5S 17,7 (+0,1)
  • Pd 15,6 (-0,4)
  • Lega 8,5 (-0,5)
  • Terzo Polo 7,7 (-0,2)
  • Forza Italia 6,8 (-0,1)
  • Verdi/Sinistra 3,6 (+0,2)
  • +Europa 2,5 (+0,2)
  • Italexit 2,2 (=)
  • Unione Popolare 1,5 (-0,2)
  • Noi Moderati 1,1 (-0,2)

Supermedia coalizioni 2022

  • Centrodestra 46,2 (-1,3)
  • Centrosinistra 21,7 (+0,1)
  • M5S 17,7 (+0,1)
  • Terzo Polo 7,7 (-0,2)
  • Italexit 2,2 (=)
  • Altri 4,5 (+1,3)

NB: le variazioni tra parentesi indicano lo scostamento rispetto alla Supermedia di un mese fa (29 dicembre 2022)

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 12 al 25 gennaio, e’ stata effettuata il giorno 26 gennaio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Demopolis (data di pubblicazione: 25 gennaio), EMG (16 e 23 gennaio), Ipsos (25 gennaio), SWG (16 e 23 gennaio) e Tecnè (14 e 21 gennaio). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato e’ disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it. 

AGI – Le due sezioni penali della Corte di Appello di Brescia hanno preso atto della nota dell’Ufficio Istruzione di Bruxelles, pervenuta ieri pomeriggio, che rinuncia alla procedura di consegna e hanno revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Silvia Panzeri e di Colleoni Maria Dolores, rispettivamente figlia e moglie dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri. Lo comunica in una nota il presidente Claudio Castelli.

Le due donne erano state arrestate lo scorso 9 dicembre sulla base di un mandato d’arresto europeo nell’ambito dell’inchiesta Qatargate.

Silvia Panzeri e Maria Dolores Colleoni si trovavano ai domiciliari con le accuse di associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio. Nei giorni scorsi la magistratura belga aveva fatto sapere alla procura di Milano che era venuto meno l’interesse alla ‘remise’, ovvero la consegna della figlia e della moglie di Panzeri.

Una decisione che non è stata motivata nel dettaglio ma che si ipotizza sia legata alla scelta dell’ex eurodeputato socialista di “pentirsi” e di collaborare con gli inquirenti Bruxelles sullo scandalo legato alla presunta corruzione per favorire gli interessi del Qatar e del Marocco.

AGI – Nel bel mezzo di un’ondata di tagli di posti di lavoro che si sta abbattendo nei settori della tecnologia e dei media nel corso delle ultime settimane, le riduzioni a lungo attese e confermate martedì al Washington Post caratterizzano un periodo di massima incertezza nel settore. Per ora si tratta di 20 dipendenti della redazione, persone dello staff, numeri che vengono giudicati inferiori alle attese.

Infatti, poco più di un mese fa, a metà dicembre, l’editore del Post aveva annunciato l’intenzione di eliminare una buona percentuale del suo personale, costituito da 2.500 addetti, spiegando che “non può continuare a investire risorse in iniziative che non soddisfano le esigenze dei nostri clienti”.

Quale effetto di queste interruzioni dei rapporti di lavoro, il Post chiuderà la sezione videogiochi, eSport, Launcher, che ha debuttato nel 2019, così come KidsPost, una sezione di notizie rivolta ai bambini. L’editore esecutivo Sally Buzbee ha poi assicurato che “non stiamo pianificando ulteriori eliminazioni di posti di lavoro in questo momento” per affermare poi che i responsabili della redazione hanno cercato di dare la priorità all’eliminazione dei posti di lavoro dei collaboratori eccedenti rispetto al licenziamento dei dipendenti contrattualizzati” e che comunque agli estromessi “è stato offerto aiuto per fare domanda per eventuali nuove aperture dentro la redazione”.

La reazione sindacale è stata immediata: “Riteniamo che qualsiasi eliminazione di posti di lavoro in questo momento – in un momento di continua crescita ed espansione – sia inaccettabile”, è stato il Commento della Washington Post Guild, anche se il quotidiano sottolinea che tutto il settore editoriale sta attraversando una cupa stagione di tagli. Ma per quanto riguarda il Post, si tratta di una brusca inversione di tendenza, anche culturale, “per un’istituzione che tagli e licenziamenti ha cercato per lo più sempre di evitarli”, si legge nell’articolo.

Lo stesso Washington Post che dà la notizia dei licenziamenti scrive anche che Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, “ha trasformato The Post dopo averlo acquistato per 250 milioni di dollari nel 2013, inaugurando anni di investimenti e ambiziosi programmi per raggiungere un pubblico nazionale e internazionale più vasto”, tanto che “la redazione del Post è passata da circa 580 dipendenti a più di 1.000 oggi”. E che gli anni successivi sono stati “un periodo di boom per i media, poiché la candidatura e la presidenza di Donald Trump e successivamente la pandemia hanno sovralimentato il ciclo delle notizie” al punto che il traffico digitale del Post “è aumentato vertiginosamente, raggiungendo 139 milioni di visitatori mensili nel marzo 2020”. Però da allora “molte testate giornalistiche hanno assistito a un notevole calo del pubblico” tanto che nel dicembre 2022, “solo circa 58 milioni di persone hanno visitato le piattaforme digitali del Post” e gli abbonamenti digitali, “che erano cresciuti a 3 milioni entro gennaio 2021, sono scesi a 2,7 milioni entro la fine dello stesso anno”.

AGI – Dopo il via libera degli Stati Uniti e della Germania all’invio di carri armati a Kiev, il dibattito sul sostegno militare all’Ucraina da parte degli Stati alleati sale di livello: ora in gioco c’è l’eventuale fornitura di aerei da combattimento. E’ l’analisi del Finantial Times che pone comunque l’accento sugli  “enormi ostacoli” legati soprattutto alla vocazione all’attacco dei jet americani e alla difficoltà dunque a mantenere la linea ‘difensiva’ sugli aiuti al paese di Zelensky.

Ma tra gli alleati, sostiene il quotidiano britannico, c’è chi è pronto a dare a Kiev tutte le armi necessarie per liberare il territorio invaso dai russi.  “Ci sono molte discussioni sul trasferimento di F-16 a Paesi terzi“, racconta al Ft un alto dirigente di Lockheed Martin, il più grande appaltatore della difesa degli Stati Uniti e produttore del jet da combattimento.

Teoricamente gli Alleati potrebbero proporre di inviare gli aerei da combattimento direttamente a Kiev. Oppure potrebbero inviare moderni jet occidentali (come l’F-16) negli ex Stati del Patto di Varsavia (da sostituire agli aerei militari dell’epoca sovietica) per poi dirigerli in Ucraina. Una terza possibilità: finanziare l’acquisto di jet in entrambi gli scenari. Tutte ipotesi ma al momento una sola certezza: gli Stati Uniti hanno respinto l’idea.

Nonostante questo c’è chi spera in un’inversione di rotta da parte di Washington proprio come è avvenuto per i carri Armati M1 Abrams: ne saranno consegnati  (al momento) 31 in coordinamento con la Germania che manderà i Leopard.  

Carri armati e jet, terra e cielo: due vocazioni diverse in guerra e anche due “livelli tecnici distinti” per i militari a bordo. A livello logistico “a differenza di un soldato che guida un carro armato pieno di missili non si può scambiare un pilota Nato con uno ucraino sorvolando il confine polacco a 2mila chilometri orari”, è il ragionamento del Ft.

Il dibattito sul jet è attenuato nei paesi occidentali più ottimisti che vedono nei tank tedeschi Leopard 2 la chiave di volta per la vittoria di Kiev. Ma la loro efficacia in guerra dipenderà in gran parte dalla capacità dell’Ucraina di condurre le cosiddette “operazioni combinate di armi”, paragonabili a un gioco di “sasso, carta, forbici” declinato sul campo di battaglia.

AGI – Spingere sulle vendite, anche a scapito dei margini di guadagno a breve termine. La nuova linea detta da Elon Musk per lo sviluppo di Tesla è (quasi inutile dirlo) particolarmente aggressiva. Così l’istrionico imprenditore ha comunicato che Tesla potrebbe consegnare fino a 2 milioni di auto quest’anno, dopo i notevoli tagli dei prezzi di tutto il listino.

Qualche esempio? La Model 3 passa da 57.490 euro a 44.990, sconto che per la versione performance è ancora più generoso (dai 67.490 agli attuali 59.990). Sconti simili anche per la Model Y che passa da 49.990 a 46.990.

Ma non ci sono solo gli sconti. Per spingere ancora di più sulla produzione, e quindi sulle vendite, Tesla investirà più di 3,6 miliardi di dollari (circa 3,3 miliardi di euro) per espandere il suo complesso Nevada Gigafactory con due nuovi stabilimenti, uno per produrre in serie il suo camion Semi a lungo ritardato e l’altro per la sua nuova cella a batteria 4680. L’impianto di celle sarebbe in grado di produrre batterie sufficienti per 2 milioni di veicoli leggeri all’anno comprese le batterie che utilizzano la cella di tipo 4680. La cella 4680 è la chiave per raggiungere l’obiettivo di Tesla di dimezzare i costi della batteria e aumentare la produzione di batterie di quasi 100 volte entro il 2030. Insieme, le strutture daranno lavoro a circa 3.000 persone.

Una strategia che sembra ben vista dagli investitori se si considera che le azioni della società, che nel 2022 hanno perso circa 700 miliardi di dollari di valore di mercato, sono ora in rialzo di quasi il 40% questo mese.

“La domanda più frequente che riceviamo dagli investitori riguarda la domanda… quindi voglio fugare questa preoccupazione – ha spiegato Musk parlando alla conferenza stampa di presentazione dei risultati economico – finora, a gennaio, abbiamo registrato gli ordini più forti di sempre nella nostra storia. Attualmente gli ordini sono quasi il doppio della produzione. Pensiamo che la domanda sarà buona nonostante la probabile contrazione del mercato automobilistico nel suo complesso, credo che ci sia un gran numero di persone che vorrebbe comprare un’auto Tesla ma non può permettersela. E quindi queste variazioni di prezzo fanno davvero la differenza per il consumatore medio”.

I conti dell’ultimo trimestre dell’anno mostrano un fatturato record per l’azienda con 24,3 miliardi di dollari di fatturato (+37% rispetto all’anno scorso) e utile netto di 3,7 miliardi di dollari in leggera crescita rispetto alle previsioni di 3,6 miliardi di dollari. Conti che mostrano chiaramente un trend già di per sé in calo dei margini, già prima del taglio dei prezzi di listino.

AGI – Una nuova indagine dell’Università di Toronto pubblicata dall’American Psychilogical Association collega direttamente “il consumo costante di informazioni politiche al maggiore stress e deterioramento del benessere emotivo”. Lo rivela il Paìs, secondo cui “gli autori dello studio sottolineano che un meccanismo di prevenzione contro questo malessere è quello di disconnettersi completamente dall’attualità, ma che ciò scoraggia anche dal partecipare all’attività politica”.

Ovvero, i risultati dimostrano che “la politica è altamente personale, un modello che ha conseguenze potenti per la vita quotidiana delle persone”. E aggiungono che, più in generale, “dimostrando in che modo gli eventi politici hanno un impatto personale sul cittadino medio, compresa la sua salute psicologica e fisica”, la ricerca “rivela l’impatto di vasta portata che i politici hanno al di là dei poteri formali che detengono”. Sostanzialmente, i ricercatori hanno scoperto che “pensare a questioni politiche quotidiane evoca emozioni negative, anche quando ai partecipanti allo studio non veniva chiesto di pensare a eventi politici negativi”.

Ma da dove nasce questo tipo di ricerca e studio? Secondo il quotidiano, i ricercatori hanno avviato lo studio perché si sono resi conto di come il rumore del chiacchiericcio politico “avesse completamente intossicato la propria vita quotidiana” producendo una vera e propria “ossessione viscerale, al di là dell’appuntamento con le elezioni ogni quattro anni o dei grandi eventi politici” perché ciò a cui “ci riferiamo è la politica di tutti i giorni”, ha affermato il professor Matthew Feinberg, dell’Università di Toronto, in quanto “le controversie quotidiane della politica moderna hanno un impatto emotivo” sulle persone.

E per misurare il ciclo di iperpoliticizzazione, alimentato dal consumo costante di notizie in ogni momento della giornata sui telefoni cellulari, gli autori hanno progettato lo studio con quattro diversi esperimenti. Feinberg spiega come i primi due campioni siano stati ottenuti da un gruppo di circa un migliaio di persone, cittadini americani (democratici, repubblicani, indipendenti e non affiliati) che ogni notte registravano le proprie emozioni su un diario. “Un’app per tracciare le emozioni”, riassume Feinberg. Nell’applicazione è stato registrato che la normale esposizione alla politica potrebbe persino generare “stress cronico” nei partecipanti.

Conclusione in sintesi: il consumo passivo del rumore di sottofondo da chiacchiericcio politico influisce negativamente sulla salute mentale, quindi per Feinberg è tutto chiaro: “Se l’informazione non motiva ad agire per cambiare le cose, perché sacrificare il proprio benessere per nulla?” I nuovi dati delle ricerca forniscono perciò una “prospettiva psicologica sul motivo per cui le persone smettono di leggere le notizie”.

Non è un caso, infatti, che proprio il Digital News Report 2021 promosso dal Reuters Institute abbia osservato che il 38% degli spagnoli dichiara di “evitare attivamente le notizie”. In quello studio, si osservava appunto che tra i principali fattori per evitarle c’è proprio quello secondo cui esse “generano stati d’animo negativi, spossatezza e discussioni”. Troppe discussioni.

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