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È del 9,2%, significativamente più alta della media mondiale, la letalità del coronavirus in Italia, che in grande maggioranza (poco meno dell’80%) riguarda soggetti sopra i 70 anni. È il dato dell’aggiornamento epidemiologico dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato oggi.

Si contano tra i 30-39enni solo lo 0,2% dei decessi, l’1% tra i 40-49enni, 3,6% nella fascia di età 50-59, 11,2% in quella 60-69, e poi il dato si impenna con il 35,3% dei decessi tra persone 70-79enni e il 39,7% nella fascia 80-89 anni. L’8,9% riguarda gli ultranovantenni.

Potrebbero essere tre, sostiene l’Iss, gli aspetti da considerare per giustificare un tasso cosi’ alto: tendenza a diagnosticare casi piu’ gravi (con sottostima del denominatore) in particolare in aree con trasmissione sostenuta, la struttura demografica diversa dalla Cina per soggetti over 70 (dato confortato anche dal fatto che la letalita’ e’ confrontabile con quella cinese fino alla decade 60-69 anni) e l’alta letalita’ in contesti fragili.

Tra le patologie più comuni osservati nei soggetti deceduti, ipertensione, diabete, cardiopatie, insufficienza renale. Nel complesso, il 2% dei deceduti non presentava altre patologie, il 21,3% ne aveva una, il 25,9% due e il 50,7% tre o più patologie. 

“Non sta crescendo la linea di contagi” e “penso stia per iniziare la discesa”. Lo ha detto il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, a proposito dell’emergenza coronavirus. Il governatore ha ribadito che “bisogna fare la media di almeno 5 giorni per avere una visione”, il che “conferma che quello di ieri è stato determinato da una situazione assolutamente particolare”.

Boris Johnos positivo al test

Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato sul suo profilo Twitter di essere positivo al Cofid-19. “Nelle ultime 24 ore, ho sviluppato dei lievi sintomi e sono stato testato positivo al coronavirus”, si legge nel post di Johnson.

Johnson si è “autoisolato”, si legge ancora sul suo profilo Twitter, seguito da 1,8 milioni di persone. Ma, prosegue, “ma continuerò a guidare la risposta del governo via video conferenza per combattere questo virus”. 

La settimana scorsa, Downing Street aveva fatto sapere che in caso di contagio di BoJo, a prendere temporaneamente le redini del governo sarebbe stato il ministro degli Esteri, Dominc Raab.

Over the last 24 hours I have developed mild symptoms and tested positive for coronavirus.

I am now self-isolating, but I will continue to lead the government’s response via video-conference as we fight this virus.

Together we will beat this. #StayHomeSaveLives pic.twitter.com/9Te6aFP0Ri

— Boris Johnson #StayHomeSaveLives (@BorisJohnson)
March 27, 2020

I numeri in Italia

Dopo la frenata di mercoledì, tornano ad aumentare i casi di coronavirus in Italia. Il nuovo bilancio della Protezione Civile parla di 80.539 casi totali, 6.153 in più rispetto alla giornata precedente, che aveva fatto registrare 5.210 nuovi casi. I decessi invece salgono di 662 unità a quota 8.165 (683 in più il giorno precedente).

Le persone attualmente malate sono 62.013 (4.492 in più in 24 ore), i guariti 10.361 (999 in più in 24 ore). I ricoverati in terapia intensiva sono 3.612 in totale, 123 in più. Si conferma preoccupante la situazione in Lombardia, dove si sono registrati quasi 2.500 nuovi casi in un giorno. Il governatore Attilio Fontana si è detto “preoccupato”.

L’Organizzazione mondiale della sanità vede “segnali incoraggianti” in Europa anche se l’impressione è invece che continui inarrestabile la diffusione del coronavirus nel mondo. In tutto i malati si avvicinano al mezzo milione, 6 su dieci in Europa, e i decessi ai 20 mila.

Invece di continuare a fare (pochi) tamponi per scoprire chi, presentando sintomi, è positivo al Covid-19, c’è la proposta scientifica di puntare piuttosto su più semplici screening che rilevano gli anticorpi e scoprono chi è immune.

Se il coronavirus è attivo in Lombardia da ormai un paio di mesi, come sembra dalle ultime stime, ci sarà sicuramente una parte della popolazione, probabilmente il 10-15%, che ha sviluppato gli anticorpi e può tranquillamente proseguire le sue attività senza rischio.

Si tratta, secondo l’ex direttore del Policlinico di Milano, il professor Ferruccio Bonini, di adottare una diversa strategia di screening del Covid-19 che punti a trovare coloro che sono già immuni pur non avendo avuto i sintomi della malattia, almeno in Lombardia dove i casi si sono verificati per primi, permettendo a una parte delle attività collettive di riprendere prima che l’economia subisca danni irreparabili.

Assieme alla direttrice dell’UO di Epatologia, centro di riferimento della Regione Toscana per le malattie croniche e il tumore del fegato, Maurizia Brunetto, Bonini ha realizzato uno studio in proposito e lo ha illustrato all’AGI. Emerge che nel caso del nuovo coronavirus, il 60-75% dei pazienti è positivo per 9 giorni dal contagio. Dopo il nono giorno, solo il 40-50% dei pazienti rimane positivo. 

 “I dati scientifici pubblicati e ripetutamente confermati dai colleghi cinesi che hanno sperimentato e studiato l’infezione per primi, confermano anche per l’infezione da Sars-Cov-2 la validità di test molecolari per valutare la positività degli anticorpi, come accade per i virus HIV e HCV che circolano nel sangue – ha spiegato all’AGI – Il fatto che nonostante la disponibilità di test anticorpali di comprovata sensibilità tali test non siano usati per lo screening di prima battuta è un errore”. 

La procedura del test tramite tampone, osserva Bonino, “è gravata dal rischio di errore di campionamento fino al 20%, sicuramente molto più alto della probabilità di trovare un malato ancora negativo per l’anticorpo anti-Sars-Cov-2”.

Secondo lo scienziato, la cui carriera si è soprattutto concentrata su virus che colpiscono il fegato e la ricerca dei relativi vaccini, “il test anticorpale è molto meno costoso e potrebbe essere effettuato anche in laboratori periferici, per la semplicità della procedura e della strumentazione richiesta”. La sua caratteristica, in seconda battuta, è che tale test “dovrebbe essere fatto per sapere se un positivo per anticorpo ha un’infezione attiva o è immunizzato dopo avere avuto una infezione asintomatica.     

Secondo Bonino, “tale approccio a doppia via dovrebbe essere utilizzato almeno per lo screening e il monitoraggio del personale sanitario”. In particolare, sostengono i due professori, a Milano e in Lombardia “gli ospedali dovrebbero avviare una sperimentazione interna e testare tutto il personale e per controllo coloro della popolazione generale che vengono a fare prelievi o donatori presso i Centri Trasfusionali: (dopo consenso approvato da CE) ciò verificherebbe il livello di infezione e immunità effettivo nella popolazione Milanese oggi. Dato indispensabile per una strategia di intervento molto più efficace e anche tranquillizzante perché almeno il 10-15% della popolazione dovrebbe essere già immune e protetta e lavorare per far ripartire l’economia”. 

Individuare coloro che, tra il personale sanitario, risultino essere positivi per l’anticorpo e negativi per il tampone, rappresenterebbe inoltre un altro vantaggio: si eviterebbe che il personale ancora negativo, per entrambi i test, possa entrare a contatto con i malati.

Nel mondo sono una decine le navi da crociera a cui per l’emergenza coronavirus viene impedito l’attracco, con 10.000 passeggeri e migliaia di membri degli equipaggi in estenuante attesa a bordo tra i confinamenti in cabina e la paura per i contagiati. Se l’odissea della Grand Princess in California e della Diamond Princess in Giappone avevano avuto grande attenzione mediatica, ora queste notizie sono affogate nel calderone della pandemia.

Costa Crociere ha reso noto di aver già sbarcato 25.000 ospiti e parte dei suoi equipaggi. Nelle ultime ore a Civitavecchia è stato completato lo sbarco dei passeggeri dalla Costa Pacifica, su cui non si erano registrati contagi. La nave ha proseguito per La Spezia, la destinazione finale dei 900 membri dell’equipaggio. Nel porto laziale è in corso anche lo sbarco dalla Costa Victoria dei 1.400 passeggeri che avviene a rilento e ‘blindato’ perché a Creta una passeggera era risultata contagiata.

A Savona ha attraccato la Costa Luminosa che ha già fatto scendere tutti i passeggeri. In mare sono rimaste Costa Favolosa, Costa Magica e Costa Diadema che hanno a bordo solo gli equipaggi:  le prime due sono state respinte da molti porti nei Caraibi e ora sono al largo di Miami. In attesa del via libera allo sbarco, sei persone con sintomi del coronavuirus sono state evacuate dalla Magica e altre sette dalla Favolosa.

La Diadema invece è in navigazione nel Mediterraneo diretta in Italia con 80 membri dell’equipaggio in isolamento precauzionale dopo lo sbarco a Cipro di un loro collega con un’insufficienza respiratoria. Non desta preoccupazione la Deliziosa, in navigazione nell’Oceano Indiano senza contagi a bordo e che effettuerà solo scali tecnici fino al termine del suo giro del mondo tra un mese.

La Msc, altra compagnia di crociere italiana, ha una sola nave in navigazione, la Magnifica in Australia, che non ha casi a bordo ma è ferma a Freemantle in attesa di poter ripartire per Dubai nell’ambito di un giro del mondo che si dovrebbe concludere a maggio a Genova. C’è però preoccupazione per la Grandiosa, ormeggiata da più di una settimana al porto di Civitavecchia: a bordo ci sono infatti 12 membri dell’equipaggio positivi al Covid-19. “Tutte le persone restano lì sotto controllo sanitario, non scende nessuno”, ha detto il sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco.

L’emergenza riguarda tutto il comparto crocieristico.  Uno dei casi più delicati è quello della Zaandam, nave della Holland America con a bordo centinaia turisti americani, australiani, inglesi e canadesi. La nave ha registrato 140 casi di crisi respiratoria ed è stata respinta dal Cile. Ora si trova al largo dell’Ecuador in attesa del permesso per attraccare in Florida che però potrebbe essergli negato perché la crociera non era iniziata lì.

“Il concerto del primo maggio non si può fare”. Lo dice ad AGI Massimo Bonelli, organizzatore e direttore artistico del concertone di Roma, riferendosi all’evento che ha preso in gestione con la sua ICompany dal 2014. Una notizia che naturalmente era già nell’aria considerata l’emergenza sanitaria in atto, ma che oggi viene confermata ufficialmente.

“Non ci sono le condizioni nemmeno per immaginarlo il concerto per come lo conosciamo. E’ una giornata importante – aggiunge – e sarà ancora più importante perché risolto il problema del coronavirus il problema più grande diventerà il lavoro e quindi il primo maggio assumerà un significato ancora maggiore”.

Riguardo l’ipotesi di un evento alternativo in altra data Bonelli precisa che “se ci saranno le condizioni, sia emotive che logistiche, qualcosa va pensato. Non potendo sfruttare il format del concertone, che è in quel modo e ormai si conosce, bisogna inventarsi un’altra ipotesi eventuale di lavoro e costruirla mentalmente immaginando come potrebbe essere”. 

Per molti anni BioWare è stata lo standard per eccellenza nel settore dei videogiochi. Con produzioni del calibro di Dragon Age, Mass Effect, Jade Empire, Star Wars: Knights of the Old Republic e molti altri, la software house canadese è sempre stata una delle migliori (se non la migliore) nei videogiochi RPG e soprattutto nello stile di narrazione.

Frostbite difficoltà

Purtroppo però, come ben sappiamo, negli ultimi anni BioWare ha passato dei momenti abbastanza stressanti e difficili. Mass Effect Andromeda, uscito nel 2017, ha deluso moltissimi fan e la loro ultima IP del 2018, Anthem, è stata letteralmente un disastro al lancio tanto da portare gli sviluppatori ad una completa ricostruzione e rivisitazione del titolo. A quanto sembra però, BioWare starebbe lavorando per riportare in vita un’“antica gloria” e cercare di riparare al difficile periodo trascorso.

Un recente annuncio di lavoro infatti, rivelerebbe che la compagnia stia cercando nuovo personale da assumere per lavorare su quello che viene descritto come “uno dei franchise più prestigiosi di BioWare”. La mansione ricercata sembra essere quella del direttore creativo, come riportato nella pagina ufficiale disponibile a questo link.

Sicuramente le potenziali saghe che potrebbero essere continuate sono parecchie e BioWare ha letteralmente l’imbarazzo della scelta. Come già sappiamo un nuovo capitolo di Dragon Age è già in sviluppo e più volte la compagnia ha affermato che Mass Effect “ha ancora molte storie da raccontare”. Staremo a vedere, ma qualunque cosa sia speriamo che il progetto riesca a riportare BioWare ai tempi d’oro.

L’articolo BioWare: sequel per uno dei suoi famosi franchise? proviene da GameSource.

La rete Internet europea – per non parlare di quella mondiale – sta subendo una pressione mai sperimentata prima. Streaming, smart working e e-learning, ma soprattutto i videogiochi online, hanno moltiplicato in modo esponenziale il traffico dati, con punte anche di un +90% in Italia, Paese in blocco pressoché totale.

Si rischia il collasso del sistema? E cosa si può fare per impedire che le attività da remoto vengano compromesse dai problemi sulle linee sia fisse che wireless? L’utilizzo di Internet così come lo conoscevamo prima della crisi sanitaria è destinato a cambiare? Ne abbiamo parlato con i vertici italiani di Zte, Huawei e Nokia, protagonisti della realizzazione di reti in Italia. Ericsson, il quarto player, seppure interpellato, non è stato disponibile a rispondere.

“Tutti gli operatori europei stanno affrontando la stessa sfida” dice all’Agi Hu Kun, ceo di Zte Italia, “il traffico su mobile è più che raddoppiato, quello su rete fissa è aumentato del 50% e persino il traffico voce è aumentato del 30%. In Italia negli ultimi giorni la rete si è molto rallentata e in Svizzera si discute di limitare l’utilizzo di Netflix o di veicolare più o meno traffico in diversi slot temporali. Tutti i Paesi europei stanno subendo la stessa pressione, ma per adesso la rete regge”.

Non vede particolari minacce alla tenuta del traffico nemmeno Massimo Mazzocchini, ad di Nokia Italia. “Senza dubbio sono tempi senza precedenti, anche per quel che concerne il traffico di rete” dice all’AGI, “quindi è davvero difficile fare previsioni, ma abbiamo visto che le reti 4G/LTE sono più che in grado di gestire situazioni di crisi, e lo fanno da tempo. Continueremo a monitorare attentamente la situazione”.

L’emergenza coronavirus, secondo Hu Kun, deve però essere di stimolo a una riflessione più ampia. “Quello che gli operatori devono fare è un ragionamento sul lungo termine per essere pronti ad affrontare le crisi” dice il ceo di Zte Italia, “questa è una lezione per tutti: la rete Internet deve essere considerata con la stessa importanza di quella della distribuzione dell’acqua, del gas, dell’energia elettrica”.

 “Quando tutto sarà passato” aggiunge, “non bisogna pensare che il traffico sulla rete tornerà quello di pre-crisi. Oltre il 70% delle aziende sta sperimentando lo smart-working e prevediamo che dopo l’emergenza molte decideranno di mantenerlo per una certa quota. Questo, insieme all’e-learning e alle altre esperienze da remoto che si stanno sperimentando porterà a un aumento del traffico, certamente non ai livelli di questi giorni, ma consistente e soprattutto sul lungo termine”.

C’è qualcosa che i service provider possono fare per venire incontro all’emergenza, aggiunge Mazzocchini, come “aumentare i loro domini di aggregazione e di service edge routing e aggiungere capacità di rete all’aumentare della domanda”.

Fuori dalla terminologia strettamente tecnica, si tratta di elementi della rete di trasporto e i gateway di servizio a banda larga nelle reti dei service provider che forniscono tutti i servizi broadband che arrivano nelle abitazioni degli utenti, incluso il collegamento Internet, che possono andare maggiormente in sofferenza in queste condizioni.

Secondo Hu Kun nell’immediato, per quanto riguarda l’infrastruttura di rete, “non c’è molto che si possa fare”. “Serve un piano di lungo termine, ma se si dovesse agire in fretta, servirebbe da parte delle autorità locali la disponibilità a concedere nuovi siti per le antenne”.

Quello del rapporto tra operatori ed enti locali è uno dei temi più complessi nella gestione delle reti. Basti pensare alle campagne contro l’installazione dell’infrastruttura 5G e alle lungaggini burocratiche che bisogna affrontare prima di poter attivare un impianto.

Ma non è solo una questione di permessi e carte bollate. “I fornitori di servizi, come tutti gli altri, stanno adottando ogni precauzione per limitare l’esposizione del proprio personale in termini di interazione fisica con altre persone” aggiunge Mazzocchini, “alcune delle procedure di installazione e messa in servizio necessarie per aumentare la capacità richiedono la presenza fisica di lavoratori qualificati”.

Non vale comunque per tutte le attività, spiega ancora l’ad  di Nokia Italia, perché “la maggior parte dei servizi può essere eseguita da remoto. Molti abbonati hanno aggiornato i loro piani con una semplice chiamata al proprio service provider. L’attivazione del servizio remoto e gli upgrade del piano di servizio sono aree in cui l’automazione di rete svolge un ruolo cruciale”.

Una delle caratteristiche della rete 5G, ancora lungi dall’essere pienamente operativa in Italia, è di permettere il collegamento simultaneo di un numero esponenziale di device rispetto al 4G. C’è da chiedersi se questo sarebbe servito ad alleggerire la pressione di questi giorni. “Certo la campagna contro il 5G e contro Huawei ha rallentato tutto”, dice Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Italia, “ma qualcosa si potrebbe già fare: ad esempio liberare le frequenze, avere un piano che preveda l’installazione di parecchie antenne 5G nelle zone critiche, come la Lombardia”.

Proprio nelle aree in cui il coronavirus ha colpito più duramente, secondo i manager, sarebbe utile l’attivazione di una rete 5G. “Da un punto di vista tecnologico un piano di emergenza a breve termine per dotare un’area limitata come la regione Lombardia di una rete 5G immediatamente operativa è perfettamente realizzabile” dice Hu Kun, “Ma, ancora una volta, il problema sono le concessioni e le autorizzazioni degli enti locali. Le frequenze sono già identificate: è il permesso per lo sviluppo dei siti che manca”.

“Pensate all’utilità che la rete 5G avrebbe nei collegamenti in ponti radio fra ospedali, protezione civile, regioni” aggiunge De Vecchis, “bisogna installare la fibra e attivare i trial che sono già disponibili in giro, come quelli di Bari o Milano”.

Secondo Mazzocchini, anche se “finora non si sono riscontrato problemi significativi, le reti 5G miglioreranno notevolmente la capacità, il che significa che sono in grado di gestire maggiori volumi di traffico”. “Come abbiamo potuto vedere in questa circostanza” aggiunge, “non solo le reti mobili sono state gravate da una grande mole di traffico aggiuntivo, ma l’ondata di traffico ha colpito tutte le infrastrutture, mobili e fisse”.

L’ad di Nokia Italia non ritiene che sia necessario attivare una rete di emergenza.  Tuttavia “le reti 5G – con latenza inferiore e velocità più elevate – miglioreranno il processo. Nokia sta già lavorando con operatori di telefonia mobile di tutto il mondo per aggiornare le proprie reti per l’era del 5G e abbiamo già l’esperienza di reti 5G attive con milioni di abbonati. In particolare, Nokia ritiene che ogni parte della rete debba essere predisposta per la tecnologia 5G e incoraggia gli operatori di telefonia mobile a iniziare sin da subito questo percorso di aggiornamento”.

 

 

Il rugby italiano dichiara conclusa la stagione 2019-2020 a causa del coronavirus ed è il primo sport a decidere che i campionati non saranno portati a termine. E’ stata la Federazione a deliberare la sospensione definitiva di tutti i tornei nazionali decidendo che non verrà assegnato  il titolo di campione d’Italia e saranno congelate promozioni e retrocessioni. In una nota si spiega che con questa decisione senza precedenti si è voluta “tutelare la salute e il futuro dei giocatori di rugby di ogni età e livello”, mostrando come il rugby sia “pronto a rispondere eticamente” alla sfida sanitaria ed economica di questa epidemia. 

Sulle modalità per la ripresa dell’attività per la stagione 2020-21 si dovrà pronunciare il Consiglio federale che terrà una prima riunione già mercoledì prossimo, il primo aprile.

In un mondo così grande come quello di Half-Life: Alyx non potevano certo mancare easter eggs sparsi lungo tutto il cammino. Molti di questi sono dei semplici riferimenti ai vecchi titoli Valve, perciò alcuni di voi potranno aver già notato alcune nostalgiche chicche, soprattutto se la curiosità vi ha spinto a cercarli intenzionalmente.

C’è molto più di quanto immaginate e non rimarrete delusi dalla quantità di segreti che rendono il mondo di gioco ancora più immersivo, con gran parte della storia di Half-Life raccontata in background, trasmessa attraverso piccoli frammenti di informazioni e dettagli raccolti qua e là.

Half-Life: Alyx

ATTENZIONE AGLI SPOILER: nonostante non venga discussa la trama, le immagini potrebbero rovinare la vostra prima esperienza del gioco, perciò sarebbe meglio conservare questa lista per dopo. Se al contrario siete venuti qui in cerca di una guida su come trovare le piccole curiosità sparse per il gioco, allora preparatevi a rispolverare alcuni vecchi titoli Valve che hanno fatto la storia della compagnia.


Il libro del Dr. Isaac Kleiner

Half-Life: Alyx

“From Here to There in under a second” del Dr. Isaac Kleiner si trova sul balcone all’inizio di Half-Life: Alyx. Il dorso di questo libro è visibile in Half-Life 2, e ovviamente si riferisce a Kleiner, il noto scienziato che sperimenta il teletrasporto nei titoli precedenti.


La foto di DOG e gli schizzi del suo progetto

DOG è il fedele cane robot di Alyx Vance, un dono di suo padre Eli per proteggerla da bambina. Su Half-Life 2 DOG è enorme, ma non è sempre stato così. Nella sua base operativa, all’inizio del gioco, si possono trovare degli appunti con schizzi di eventuali aggiornamenti per DOG, insieme ad una foto da “cucciolo”.


Lo Snark nel barattolo

Nella stessa stanza dei progetti di DOG, vi sarà un barattolo con all’interno uno Snark. Questo “esserino” poteva essere lanciato come una granata nel primo Half-Life. Alyx sembra averne catturato uno e può essere nutrito usando un barattolino con su scritto “NOT COFFEE”.


Il mappamondo di Alyx e il destino degli Stati Uniti

Half-Life: Alyx

Proprio accanto allo Snark, si potrà consultare un curioso mappamondo. Degli scarabocchi di un cerchio con delle frecce puntano verso una vaga zona vicino alla Russia. Si sà che City 17 si trova da qualche parte nell’Europa orientale, ma se si ruota il ​​globo, un grosso segno nero farà intendere che fine abbia fatto il Nord America. Tutto ciò rimanda all’incidente causato involontariamente da Gordon Freeman nel primo titolo della serie. La Black Mesa fu disintegrata da un esplosione termonucleare e il destino dell’umanità cadde nelle mani dei Combine.


Il codice per i guanti gravitazionali

Half-Life: Alyx

Una volta raggiunto il laboratorio di Russell, ci sarà molto da scoprire. Una volta entrati, nell’immediata destra ci sarà un monitor CRT. Se acceso, si potrà riconoscere il duro lavoro del progetto dei guanti gravitazionali. Più di una dozzina di file in C ++ disseminano il desktop. Il cestino è anche chiamato “inceneritore” – forse un riferimento a Portal?


Chompski, il celebre gnomo da giardino

Half-Life: Alyx

La scoperta più sensazionale (ed emotivamente traumatica) all’interno del laboratorio è sicuramente l’apribottiglie dello gnomo da giardino Chompski. Lo gnomo Chompski è apparso per la prima volta in Half-Life 2: Episode Two come oggetto chiave per un achievement. Il giocatore doveva infatti trasportarlo attraverso l’intero gioco per poi lanciarlo con un razzo. In Half-Life: Alyx, la situazione non è diversa: un giocatore ha scoperto il vero Gnome Chompski a grandezza naturale dietro un divano bianco nell’area di test per i guanti gravitazionali. Ci sarà un achievement per portarlo fino a The Vault, alla fine del gioco!


Il salvaschermo della Black Mesa

Half-Life: Alyx

Basta sollevare lo sguardo per notare un monitor CRT con il logo arancione della Black Mesa come salvaschermo.


La bubblehead dello Scout

Half-Life: Alyx

Sempre all’interno dell’ufficio c’è una bobblehead dello Scout di Team Fortress 2. Quando Russel vi chiederà di “trovare qualcosa che li rappresenti”, potrete usarla per sbloccare un achievement. C’è una controparte blu di questo bobblehead rosso su uno scaffale verso la fine del gioco, che fa riferimento alle squadre RED e BLU di Team Fortress 2.


Tributo a Laszlo

Non appena si avrà la possibilità di equipaggiare i guanti gravitazionali, basta voltarsi e guardare nella stanza a destra per notare un’altra chicca. Accanto alla testa di un manichino si noteranno dei post-it con su scritto “pw: lazl0”. In Half-Life 2, Laszlo è il nome di un membro della Resistenza che muore tragicamente dopo aver disturbato un nido di Antlioni. A quel punto il suo compagno esclamerà: “Oddio! Povero Laszlo! La mente più brillante della sua generazione, scomparsa in questo modo.” Essendo stato importante per la Resistenza, ha senso che Russell abbia usato il suo nome come password. RIP Laszlo.


Dr. Breed sulla copertina di una celebre rivista

Sempre nel laboratorio di Russel (vi giuro che è l’ultimo) si potrà scorgere una rivista chiamata Tech Impact, un chiaro omaggio alla rivista Wired. La copertina ritrae il Dr. Wallace Breen con sotto il titolo “The Mind Of Breen”. Il sottotitolo dice “Come l’uomo giusto nel posto giusto potrebbe salvarci tutti”. Questo è ovviamente evocativo del monologo di apertura di G-Man in Half-Life 2 – “L’uomo giusto nel posto sbagliato può fare la differenza nel mondo”.


I giornali parlano del disastro alla Black Mesa

In giro per il mondo di gioco, ci saranno dei quotidiani in inglese e russo, anche qui Dr. Wallace Breen apparirà a seguito di un articolo sul disastro alla Black Mesa. Altri articoli in prima pagina tracciano il crollo delle infrastrutture e dei mercati globali tra l’invasione degli Xen e Combine e le continue tempeste causate dall’incidente.


Un simpatico graffito di Portal

Più tardi, usciti per combattere il blocco di Combine, non si potrà non notare questo grazioso graffito di una torretta di Portal che esprime il suo affetto per noi.


0451

Half-Life: Alyx

Si tratta di un tipico scherzo dei game designer, un codice solitamente necessario per risolvere i primi puzzle di molti giochi, tra cui Deus Ex, Dishonored e Bioshock. In Half-Life: Alyx non ha alcuna funzione (per quanto si sappia) ma lo si può trovare nell’hotel Northern Star.


Pubblicità controverse

Half-Life: Alyx

Durante il gioco, ci sono tonnellate di manifesti che pubblicizzano Mountain Peaks, un marchio di acqua in bottiglia. Questo è probabilmente un riferimento alla voce diffusa in Half-Life 2 che i Combine abbiano manomesso l’approvvigionamento idrico per controllare i cittadini durante l’invasione. Come spiega un cittadino che abita in una stazione ferroviaria: “Non bere l’acqua… ci mettono qualcosa per farti dimenticare. Non ricordo nemmeno come sono arrivato qui”.


Lo zampino di Kojima

È stato da poco scoperto da un utente reddit (KnightzIX) un riferimento ad una celebre collaborazione tra Valve e Kojima Productions. Si tratta di un pacco in stile Death Stranding, completo di logo BRIDGES e dell’iconico nastro giallo che riporta l’avvertimento “Void if tampered”. Accanto ad esso c’è uno stivale nero con suole gialle. Sembra essere situato nel capitolo 8 di Half-Life: Alyx, in un ripostiglio chiuso a chiave sorvegliato da mine laser.

L’articolo Half-Life: Alyx – Easter Eggs e dove trovarli proviene da GameSource.

Le autorità sanitarie in Belgio hanno deciso di adottare delle raccomandazioni per i proprietari di animali di compagnia, dopo che un gatto è stato contagiato dal suo padrone positivo al Coronavirus. “I nostri colleghi della facoltà di medicina veterinaria di Liegi hanno potuto mettere in evidenza che un gatto era stato infettato dal suo padrone e ha sviluppato sintomi e un’infenzione che è stata confermata”, ha spiegato il portavoce del ministero della Sanità, Emmanuel Andre, durante la conferenza stampa quotidiana sull’epidemia di Coronavirus.

“Questo tipo di trasmissione è dall’uomo verso l’animale, e non dall’animale verso l’uomo, e questo necessita un contatto ravvicinato tra il padrone e l’animale. E’ un caso isolato. Non è la regola”, ha spiegato il portavoce. Tuttavia “le autorità hanno proposto di adottare una serie di precauzioni per le persone infettate e che hanno un animale di compagnia”. Secondo il portavoce, “non c’è ragione di pensare che gli animali siano vettori di epidemia nella nostra società”.

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