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AGI –  “Noi non sosterremo mai la ricandidatura della sindaca Raggi perchè credo che sono stati 5 anni drammatici per Roma e occorre dare voce alla città e indicare una speranza nuova per Roma anche perché all’Italia serve una Roma protagonista in positivo e quindi occorre costruire un progetto che ridia alla Capitale il giusto ruolo”. Lo ha detto il segretario del Pd, nicola Zingaretti, rispondendo alle domande in conferenza stampa a Orbetello assieme al candidato alla presidenza della regione Toscana Giani.

“E’ tutto molto chiaro – ha aggiunto il leader dem – i candidati delle amministrative 2021 si decidono dopo le amministrative del 2020, quindi non c’è nessun ritardo”, prima i contenuti e poi individuare la personalità da candidare a sindaco, ha concluso Zingaretti.

Il segretario Pd ha parlato anche di legge elettorale. Il rinvio della discussione a settembre “è un peccato per l’Italia”, ha detto Zingaretti, e ha spiegato: “Il tema lo abbiamo posto noi ma oggi è nel programma di governo. Se non ce la facciamo è un problema della maggioranza di governo che si è presa un impegno e non riesce a mantenerlo. Io spero che si farà di tutto per mantenere questo impegno, con tutte le forze politiche che fanno parte di questa maggioranza”.

AGI – Ferragosto ultima spiaggia per le discoteche. Parola del governo che annuncia una ‘stretta’ sin dalla prossima settimana a causa dell’aumento dei contagi. In un colloquio con La Stampa il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia annuncia un programma di misture restrittive: “Con i colleghi Speranza e Patuanelli abbiamo fatto un discorso chiaro alle regioni: le discoteche non andavano proprio riaperte, le linee guida del governo andavano in questa direzione”. Ma le Regioni forti dell’autonomia hanno si sono mosse in ordine sparso consentendo quasi tutte, di fatto, seppure tra restrizioni, minacce di sanzioni e appelli al buon senso, la riapertura delle piste da ballo. 

Santelli spegne la musica in Calabria

È l’unica Regione dove le discoteche resteranno chiuse dopo l’ordinanza della governatrice Jole Santelli che  ha vietato l’apertura di tutti i locali da ballo, compreso le serate danzanti negli stabilimenti balneari. La decisione è giunta dopo la positività di un giovane che, nei giorni scorsi, aveva frequentato due noti locali di Soverato, località turistica della costa ionica catanzarese. Subito dopo la scoperta di questo caso erano stati alcuni sindaci ad ordinare la chiusura dei locali da ballo, provvedimento esteso poi a tutta la regione dalla presidente Santelli. Una decisione in qualche modo inattesa in una regione che  era stata tra le prime riaprire le discoteche  e altri locali subito dopo il lockdown, salvo ora dover fare i conti con i nuovi contagi in piena stagione estiva. 

In Puglia tutto aperto nonostante la polemiche

Le discoteche saranno regolarmente aperte a Ferragosto, malgrado le polemiche di questi ultimi giorni per gli assembramenti sulle piste da ballo documentati da foto e filmati diffusi sul web. Uno degli episodi più discussi si è verificato in una nota discoteca di Gallipoli la sera del 31 luglio scorso, dove il famoso dj francese Bob Sinclar ha girato e poi pubblicato sui social un video in cui si vedono numerosi ragazzi intenti a ballare molto vicini tra loro e senza le mascherine. Al momento, sembra non avere sortito alcun effetto la richiesta che il Codacons ha rivolto ai prefetti pugliesi di disporre la chiusura dei locali per evitare aggregazioni e affollamenti potenzialmente rischiosi, tenuto conto dell’impennata della curva epidemiologica che, l’altro ieri, in Puglia ha fatto segnare un picco di 33 casi di Covid-19. 

In Sicilia si balla ma capienza ridotta del 60%

Vietata l’attività delle discoteche al chiuso, in Sicilia si può ballare in sale all’aperto solo se si ha la mascherina e si si rispetta il distanziamento sociale. Il locale che ospita i clienti non può accoglierne oltre il 40% della capienza autorizzata. Lo stabilisce l’ordinanza emanata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, il 9 agosto scorso. Per chi viola le disposizioni è prevista la sospensione dell’attività, come è accaduto a Custonaci, nel Trapanese, dove i carabinieri hanno ‘sorpreso’ 800 giovani a danzare senza mascherina e pericolosamente vicini l’un l’altra. I sindaci hanno inoltre, hanno il potere di inibire l’esercizio di ciascuna attività in caso di violazioni e fino al ripristino delle condizioni previste dall’ordinanza. Per quel che riguarda le notti dei giorni 14 e 15 agosto, i locali che vogliano organizzare feste e balli devono comunicarlo al Comune e alla prefettura 48 ore prima.

In Campania serate musica e aperitivo per evitare multe 

In Campania si balla, almeno all’aperto. Le discoteche sono aperte da giugno. Meno gente, distanziamento, mascherine nelle parti dei locali al chiuso. Le regole sono semplici e fissate dall’ordinanza numero 59 firmata dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, il primo luglio scorso. I locali hanno potuto ospitare di nuovo serate danzanti dal 4 luglio, dopo che con l’ordinanza numero 56 avevano riaperto ma solo per l’ascolto di musica.

Le prescrizioni imposte dalla regione, fissate dagli esperti dell’Unità di crisi, hanno previsto la riorganizzazione degli spazi, con percorsi di ingresso e uscita separati per garantire l’accesso in modo ordinato ed evitare assembramenti. La capienza massima nelle sale è determinata dall’obbligo di garantire un metro tra i clienti seduti e 2 metri tra quelli che accedono alla pista da ballo. Molte discoteche di Napoli però, tra cui alcune delle più gettonate della movida nella zona di Coroglio, hanno preferito mantenere l’abitudine delle serate con aperitivi accompagnati da musica piuttosto che incorrere nelle multe salate per mancato rispetto delle norme da parte dei loro clienti.

In Sardegna tutto aperto, lo chiede il Consiglio regionale 

Discoteche aperte in Sardegna. Lo ha deciso il presidente della Regione Christian Solinas anche in seguito alle richieste pressanti degli esercenti e dopo che il ‘caso’ era finito in Consiglio regionale. Tutti in pista da ballo nei vari locali dell’isola, secondo quanto prevede il provvedimento emanato nella notte di martedì, ma rispettando rigorosamente in locali all’aperto e rispettando la distanza di due metri. 

Il presidente della Regione, dopo due giorni di ‘vuoto legislativo’ per il mancato rinnovo della precedente ordinanza, ha deciso per il sì nonostante una quindicina di giovani, una settimana fa, siano risultati positivi dopo una serata in discoteca a Carloforte. Un provvedimento scaturito dopo una giornata convulsa in Aula dove è stato interrotto il dibattito sulla riforma sanitaria per discutere dei ‘locali da ballo’. Solinas ha chiesto e ottenuto un ordine del giorno unitario per il via libera alle discoteche firmato dai rappresentanti di maggioranza e opposizione. 

In Toscana  discoteche ‘blindate’ dall’ordinanza Rossi

Dai locali griffati del Forte dei Marmi alle luci stroboscopiche al laser delle piste dell’Argentario la voglia di ballare facendo l’alba resta per i giovani toscani un must irrinunciabile. Ma in tempi di Covid, senza osservare le precauzioni, potrebbe costare molto caro. In Toscana, il governatore della Regione, Enrico Rossi, pur affermando di essere “personalmente favorevole alla chiusura” dei locali, in attesa di un “provvedimento nazionale” ha stilato un’accurata ordinanza “restrittiva rispetto alle linee guida nazionali”.

Nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione le prescrizioni prevedono una adeguata informazione (cartellonistica, audio, video, etc) sulle misure di prevenzione e spazi per garantire l’accesso in modo ordinato, in modo di evitare assembramenti di persone. Il numero di capienza massima calcolato deve essere documentato e comunicato alle autorità e non può essere in alcun modo superato. Occorrerà anche organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita, monitorare gli accessi e prevedere addetti alla sorveglianza del rispetto del distanziamento. Obbligatorio anche il rilevamento della temperatura corporea.

Molti locali chiusi in Emilia Romagna, ma si temono le feste in spiaggia

Nonostante in Emilia-Romagna numerose discoteche siano state ‘sigillate’ dalle forze dell’ordine negli ultimi giorni per il non rispetto delle normative sul distanziamento, la Regione non prevede per ora provvedimenti di chiusure generalizzate come già accaduto per esempio in Calabria. Sono quindi in vigore, anche per Ferragosto, le linee guide già approntate alcune settimane fa: sono aperte le strutture con piste da ballo solo all’aperto e con distanza minima tra gli avventori di due metri. 

È inoltre obbligatoria la mascherina negli spazi al chiuso, non è consentita la consumazione di bevande al banco, dovrà essere mantenuto se possibile un registro delle presenza. I gestori dovranno  favorire i pagamenti con modalità elettroniche. Il problema assembramenti è particolarmente sentito sulla riviera romagnola, quanto mai affollata di turisti in questo periodo, molto poco inclini a rispettare le precauzioni anti-Covid. Per Ferragosto, anche a causa di molti locali chiusi forzatamente, sono state organizzate numerose feste in spiaggia. Per questo motivo, da Cervia la Cooperativa bagnini ha lanciato un appello affinché si annullino gli eventi sull’arenile organizzati negli stabilimenti balneari: tra i motivi la difficoltà di far rispettare i distanziamenti.

In Veneto si apre, preoccupano ‘assembramenti organizzati’

Discoteche aperte in Veneto anche a Ferragosto e nessuna limitazione se non quelle previste dalle misure di contenimento del coronavirus. E quindi si dovrà entrare nei locali, rigorosamente all’aperto, con percorsi differenziati in entrata e in uscita, muniti di mascherina e nel rispetto delle misure di distanziamento. Fa eccezione la nota discoteca il Muretto di Jesolo che ha annunciato la chiusura anticipata della stagione dopo essere stata sanzionata più volte negli ultimi giorni. Dal canto suo il governatore del Veneto Luca Zaia ha ribadito nel corso di una conferenza stampa che sarebbe errato parlare solo discoteche, mentre sarebbe da fare “un discorso più complessivo che riguarda tutti gli assembramenti organizzati in occasione del Ferragosto”.

Lombardia, ‘guancia a guancia’ sì ma tra congiunti

Balli all’aperto, in terrazze e giardini in Lombardia, ma ad “almeno un metro di distanza”. Le discoteche che hanno uno spazio sotto le stelle possono, con tutte le cautele imposte dall’emergenza sanitaria, accogliere chi ha voglia di scatenarsi in pista a Ferragosto.

La Regione ha emanato delle linee guida per i titolari dei locali aggiornate in base all’ordinanza del 13 agosto 2020, chiarendo ogni dettaglio. Si balla ad almeno un metro di distanza e bisogna garantire “almeno due metri tra gli utenti che accedono alla pista da ballo”. Il guancia a guancia è ammesso, ma solo tra congiunti. Gel disinfettante a disposizione di tutti in più punti del locale. Quanto alla mascherina, per gli ospiti questa va usata negli ambienti al chiuso e anche all’esterno tutte le volte che non è possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro, e resta sempre obbligatoria per il personale di servizio.

​In Piemonte si balla all’aperto, ma controlli intensificati 

Via libera a sale da ballo e discoteche all’aperto, ma massima attenzione al rispetto delle norme anti-Covid che vietano assembramenti e contatti ravvicinati. Il Piemonte si prepara al sabato di Ferragosto senza, al momento, porre limitazioni agli appassionati della movida. Resta quindi in vigore l’ordinanza che a inizio luglio ha consentito la riapertura dei locali, pur nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale. L’aumento dei contagi registrato nelle ultime ore potrebbe cambiare le cose, ma dalla Regione non è arrivata alcuna segnalazioni su possibili restrizioni. Ieri sera la polizia di Asti ha eseguito un blitz in una sala da ballo di Vigliano d’Asti dove erano presenti oltre 500 persone, in violazione delle regole sulla distanza interpersonale di un metro. Gli agenti hanno interrotto la serata, fatto defluire il pubblico e denunciato i gestori.

In Liguria niente ordinanze, i gestori puntano sulla responsabilità

Nessuna ordinanza della Regione sulle discoteche, ma l’invito è quello a mantenere massima prudenza e rigido rispetto delle regole. Tra gli avventori, “c’è chi rispetta le regole e chi non le rispetta: bisogna responsabilizzare gli avventori e, in caso, toccare il portafogli”. Lo dice Stefano Rosina, vice presidente provinciale Silb Genova, parlando delle misure anticovid e della polemica che si è innescata sulle discoteche di tutta Italia. “Per quanto riguarda le discoteche autorizzate, con tanto di licenza, quando abbiamo riaperto abbiamo rivisto la capienza dei locali in modo da dare ad ogni cliente la possibilità di avere un metro fuori dalla pista e due in pista”.

Ma non è l’unica misura del protocollo da rispettare: percorsi obbligati in ingresso e uscita, obbligo di mascherina quando si accede e anche all’interno qualora non si riesca a garantire il distanziamento. E poi sanificazione dei locali, dei divani dove c’è scritto il numero massimo di persone che si può sedere, dei bagni, dispenser di igienizzante e megaschermi in cui si proiettano messaggi sul rispetto del distanziamento e sull’uso della mascherina. “Ma l’unica strada – dice Rosina – è far sì che il cliente si responsabilizzi”.

Restrizioni in Alto Adige, ma la discoteca è ‘passatempo invernale’

In Alto Adige accesso limitato in discoteca: è consentito solo il 30 per cento della capienza. Cartelli con il numero massimo sono affissi all’ingresso dei locali. Le misure sono previste da una modifica della legge provinciale altoatesina che contiene norme generali e misure specifiche per i diversi settori che viene costantemente aggiornata alla luce dell’andamento dei dati epidemiologici del Covid-19. Ma, tra le montagne altoatesine, dove le discoteche hanno riaperto il 15  luglio, l’usanza di andare a ballare è soprattutto legata all’‘apres-ski’, ovvero il ‘dopo-sci’ nei mesi invernali. In alcune località turistiche le sale da ballo anche in estate sono comunque frequentate soprattutto da giovani.

AGI – Il discorso della nomination dalla Casa Bianca. Non era mai successo, ma questa è l’era del coronavirus e quello che non era possibile diventa (im)possibile. Dunque Trump farà il suo discorso “su un prato, abbiamo vari prati qui”, dalla villa in stile neoclassico al numero 1600 di Pennsylvania Avenue, Washington D.C., che dal 1800 è la residenza e ufficio esecutivo del Presidente degli Stati Uniti.

Intervista al New York Post, copertina e via con l’idea di fare il 27 agosto il discorso d’accettazione dalla Casa Bianca.

“È un posto fantastico. È un posto che mi fa sentire bene, fa sentire bene il Paese”. Naturalmente Trump sottolinea che è “un enorme risparmio sui costi” (logistica, Air Force One, Secret Service, alloggio di tutto il team che lo segue in ogni spostamento, lo staff di un presidente americano che si muove è immenso), ma quello che gli frulla in testa è il messaggio simbolico: vi parlo dalla Casa Bianca e qui resterò altri 4 anni. L’idea ha fatto saltare – ci vuole poco – i nervi ai Democratici che pur indossando la mascherina come la divisa di un guerriero ninja hanno dimenticato che il coronavirus produce conseguenze inattese – e vantaggi politici – anche per Trump, al quale la fantasia non manca.

Dunque Biden e Harris fanno il loro esordio pubblico marciando con la mascherina, in contrapposizione al presidente senza mascherina (o quando capita e allora diventa “patriottica”), dipinto come un “irresponsabile”, mentre Trump servirà in tavola il suo discorso dalla Casa Bianca. L’ha detto e messo nero su bianco anche il comitato etico che verifica le regole dell’Hatch Act del 1939 che può farlo. Secondo le regole dell’Hatch Act del 1939 non si può usare un edificio federale per ottenere un proprio beneficio personale (e dunque anche politico), ma la residenza e il prato della Casa Bianca non sono considerati un dominio federale. E i precedenti esistono. Come ricorda il Wall Street Journal, il presidente Jimmy Carter annunciò la sua corsa per il secondo mandato (che non arrivò mai) dalla East Room.

Alternative? Trump potrebbe variare il programma all’ultimo minuto con il piano B: Gettysburg, Pennsylvania, il luogo simbolo della guerra civile americana, il campo di battaglia dove si scontrarono le truppe dell’Unione guidate dal generale George G. Meade e quelle degli Stati Confederati agli ordini del generale Robert E. Lee. Tre giorni di battaglia, dal 1° al 3 luglio del 1863, perdite enormi per entrambi i fronti (tra 46 mila e 51 mila tra morti e feriti), vittoria dell’Unione con l’esercito del Potomac e Abramo Lincoln in trionfo. Il parco di Gettysburg è sotto la tutela e gestione dal National Park Service, anche in questo caso ci sarebbero obiezioni sulla base dell’Hatch Act. Più facile per Trump provare il colpo dalla Casa Bianca.

Perché il luogo del discorso di accettazione è diventato così importante? Le misure contro il coronavirus hanno impedito le classiche convention dei due partiti, tutto sarà virtuale, lo scenario dunque diventa un elemento determinante di uno spettacolo inedito e senza la folla delle campagne presidenziali che è diventata un’iconografia dell’America. La Casa Bianca per Trump è il tocco in più, mentre i Democratici a Milwaukee, nel Wisconsin, dovranno inventarsi qualcosa. Cosa?

Tom Perez, il presidente del comitato nazionale dei Democratici,  intervistato dal New York Times, dice che la convention dei dem sarà l’occasione per lanciare il messaggio della riunificazione dell’America, condanna l’idea di Trump di parlare dalla Casa Bianca (solleva l’obiezione sulle regole etiche) o da un luogo carico di storia come Gettysburg, dove c’era Lincoln ma i repubblicani con Trump sono un’altra cosa. Esaurito il copione del “nevertrumpismo”, cosa faranno i Dem senza la folla da mostrare? Proietteranno le immagini dell’America, ci saranno luoghi e persone online, la storia di una comunità che si riconosce nei valori di quel partito.

Nel 2016 in Pennsylvania con Hillary Clinton c’erano 50 mila persone, il 17 agosto tutto questo non ci sarà, fine dei giochi, c’è un nuovo inizio. La lista degli speaker non è ancora ufficiale, parleranno gli “Obamas” (Michelle è più attesa di Barack), Elizabeth Warren, Hillary Clinton, Bernie Sanders e altri. Parlerà Alexandria Ocasio-Cortez? E Nancy Pelosi? Come sarà presentato, impacchettato, l’evento dei dem? È un territorio mai visto, senza mappe, un’occasione e una sfida difficile.

La campagna di Biden e Harris finora non esce da quel che ha seminato il coronavirus sul piano elettorale (il vantaggio dem nella corsa presidenziale). La candidata alla vicepresidenza twitta sul collasso dell’economia, parla di diritti delle minoranze e  questione razziale, ma la domanda che si pongono gli analisti è se questo tipo di racconto dell’America basterà a vincere, evitare una rimonta (possibile) di Trump, perché agli elettori non sfugge che sul lavoro l’amministrazione Trump prima del coronavirus aveva battuto tutti i record e gli ultimi dati sulle iscrizioni alle liste per i sussidi di disoccupazione sono per la prima volta scesi sotto il milione nell’ultimo fine settimana. Sondaggio dell’Istituto di Politica della Georgetown University:

Il sondaggio è in generale sfavorevole a Trump, ma bisogna guardare cosa sta accadendo soprattutto nel settore dell’economia e proiettare lo scenario futuro per disegnare il trend delle prossime settimane.

L’economia dopo il lockdown ha iniziato a mostrare segni robusti di rimbalzo (conferenza stampa alla Casa Bianca e raffica di tweet di Trump), l’indice S&P 500 ha sfiorato di nuovo i valori massimi, la ripresa è in corso e l’argomento della catastrofe economica già a settembre rischia di diventare un boomerang per i dem. Lo scenario potrebbe anche peggiorare e trasformare la corsa di Biden-Harris in una vittoria a valanga, ma confidare nell’effetto coronavirus e imbastire un racconto monocorde e sempre negativo è un’impresa ad alto rischio, potrebbe condurre alla dissipazione del capitale di consenso che finora ha accumulato Biden senza fare troppi sforzi.

Biden ha scelto la candidata più energica e preparata,  ma con i limiti che conosciamo: è un senatore della California, uno Stato non scalabile dai repubblicani, non aggiunge i voti di uno Stato in bilico (nel 1960 John Fitzgerald Kennedy conquistò la Casa Bianca grazie alla scelta di Lyndon Johnson che gli assicurò la vittoria in Texas e alcuni Stati del Sud), non era la concorrente più forte alle primarie in termini di consenso (è uscita dalla corsa in dicembre), ha attaccato duramente il vicepresidente nei dibattiti, copre egregiamente l’ala sinistra del partito ma, essendo nella fase retorica ben più svelta e efficace di Biden, ne sposta il messaggio finale da una posizione centrista a una fortemente progressista. L’alchimia tra i due, per ora, vede prevalere gli elementi di Kamala e non di Joe.

Il vantaggio di Biden nella media di Real Clear Politics è di 7.4 punti.

Partita chiusa? No. Guardate questa tabellina:

Come ha spiegato Nate Silver su FiveThirtyEight, a questo punto tutto è ancora possibile: “Tre candidati in vantaggio nei sondaggi nazionali in questo periodo — Michael Dukakis nel 1988, George W. Bush nel 2000, e John Kerry nel 2004 — non vinsero il voto popolare. Bush consumò il suo vantaggio di 10 punti, che è più largo dell’attuale vantaggio di Biden (e per sua fortuna Bush vinse nel voto dell’Electoral College). In altri casi, i sondaggi a questo punto “chiamano” correttamente il vincitore, ma i margini sono ben lontani. Jimmy Carter alla fine ha battuto Gerald Ford di soli 2,1 punti percentuali – non i 26,6 punti di vantaggio che aveva a questo punto della campagna. Bill Clinton ha vinto per 5,6 punti – non di 20,1 punti. E Barack Obama ha ottenuto nel 2008  una vittoria molto più importante di quanto previsto dai sondaggi a questo punto”. Tutto chiaro, la corsa è aperta.
 
Ecco perché puntare tutto sul coronavirus è un limite e lo storytelling dell’America del razzismo e dei diritti negati funziona tra le fasce di popolazione in progress, nei grandi centri urbani, sulle coste, nelle cittadine del “buen retiro” delle classi colte, ma il paese è un altro, non è Santa Fe, né San Francisco, Los Angeles, Boston, Seattle e l’eterno sogno della Grande Mela Democratica, New York. Kamala Harris è una gran combattente, ma questa energia senza una direzione, una rotta, un programma politico ampio – davvero inclusivo, senza il “noi” contrapposto al “voi”, che fu il problema della presidenza di Obama – rischia di essere sprecata. La coppia dem (dove è chiaramente lei quella destinata a guidare) non parla all’uomo bianco che ha votato Trump, agli ispanici degli Stati al confine con il Messico che non vogliono altra immigrazione, agli imprenditori grandi e piccoli che devono far ripartire il business, alla grande industria che in America non è solo quella della Silicon Valley. Biden e Harris sono ancora fermi al “noi” e “voi”, con una differenza sostanziale: nessuno dei due ha il carisma e la classe di Obama.

I repubblicani giocheranno le stesse carte digitali? Dovevano riunirsi in massa a Charlotte, in North Carolina (buco nell’acqua), puntavano su un grande evento a Jacksonville, in Florida (altro buco nell’acqua). Si torna a Charlotte in soli 300, dal 25 al 28 agosto, anche la convention repubblicana sarà virtuale, domina il coronavirus. Che cosa inventeranno? Si sa poco, tutto ruota intorno a Trump e alla strategia del suo team elettorale.

Il presidente conosce le regole dello spettacolo, è imprevedibile (pregio e difetto), la convention online ne limita le possibilità e così dal suo cilindro è uscita l’idea di parlare dalla Casa Bianca. Cosa dirà? Nel 2016 Trump aveva la grande occasione di presentarsi come l’outsider, l’uomo che doveva prosciugare “the swamp”, la palude di Washington. Quattro anni dopo, Trump è il presidente uscente (o rientrante), egli fa parte dell’establishment, recitare la parte del “maverick”, dell’anticonformista, del dissidente, del cane sciolto, è impossibile. Dovrebbe dire cosa farà nel secondo mandato e lo dirà, ma in contrapposizione netta alla coppia Biden-Harris. Fox News ha rivelato che il tema sarà quello della “grandezza della storia americana”, una scelta precisa, in aperto contrasto con il messaggio dei democratici sul declino dell’impero. L’idea della Casa Bianca e di Gettysburg fa andare al loro posto le tessere del mosaico, è la scena giusta per questo tipo di sceneggiatura.

Trump punta sull’economia, anche questo va in contrasto con la narrazione da Armageddon di Biden e Harris. Una conferenza stampa alla Casa Bianca e 6 tweet con relativi grafici sulla ripresa dell’economia e il lancio di un video sulla riapertura e il “boom” sono eloquenti, il racconto si basa su tre “erre”, una ripresa della dottrina sulla costruzione di uno Stato: “Renewing”, “Restoring”, “Rebuilding” e un finale da Broadway: “And the best is yet to come”, il meglio deve ancora arrivare. Il video a meno di 24 ore dal lancio ha 1,2 milioni di visualizzazioni. La campagna repubblicana è sul “fare”, sul “Made in America”, il programma della convention secondo Fox News avrà ogni giorno la sua “Terra”: della promessa, dell’opportunità, degli eroi e della grandezza. La corsa alla Casa Bianca è il contrasto di queste visioni, una terra di opposti che non si incontrano mai, il racconto dem del disastro di un paese trumpiano, la narrazione del successo dell’America guidata dal presidente. Chi vincerà?

Il resto è cronaca, il giorno dopo giorno in cui bisogna stare in campo e schiacciare tutte le palle. Così Trump mette a segno un colpo di politica estera importante, è il mediatore di uno storico accordo tra Israele e Emirati Arabi Uniti, conferma di aver giocato bene una partita lunga con Gerusalemme e l’Arabia Saudita, nella logica del contenimento dell’Iran (e della Turchia) e nel tentativo – per quanto possibile in quell’area del mondo – di separare i gruppi armati dalle élite politiche. Ma non sarà questo a dargli l’energia per recuperare il distacco, la politica estera non è il primo punto nell’agenda degli elettori americani, secondo l’ultimo sondaggio di Pew Research (13 agosto), questa è la lista delle priorità per gli elettori americani:

La politica estera è al sesto posto, al primo c’è l’economia (79% degli intervistati, prima spia rossa accesa), seguita dalla Sanità, dalle nomine alla Corte Suprema (l’altro giocatore invisibile presente in queste elezioni), il coronavirus (seconda spia rossa accesa, non è al primo posto e questo dovrebbe essere visibile sul radar dei Democratici), la criminalità. L’America vota con il portafoglio in mano, il resto viene dopo, molto dopo.

Sorprese? Ci saranno. Trump è il “Commander in Chief”, probabilmente farà un annuncio ufficiale sul dimezzamento delle truppe in Afghanistan (ci sono problemi con il capo del Pentagono Mark Esper, ma lo stesso segretario alla Difesa ha anticipato il taglio delle truppe qualche giorno fa), gli ordini esecutivi sull’economia e l’immigrazione sono un pulsante sulla scrivania del presidente. Un accordo con la Cina sul commercio è sempre possibile (si terrà domani, 15 agosto, il nuovo vertice sulla Fase 1, in videoconferenza ci saranno il rappresentante commerciale degli Stati Uniti, Robert Lighthizer, e il vice premier cinese Liu He), nonostante la tensione sia alta e Richard Haass, presidente del Council on Foreign Relations, scriva su “Project Syndicate” che “la buona notizia è che la guerra fredda con la Cina non è inevitabile, quella cattiva è che le possibilità di una seconda guerra fredda siano più alte oggi di quanto lo fossero un mese fa”.

Attenzione alle mosse del segretario della Giustizia, William Barr. Ci saranno novità sul fronte della contro-inchiesta sulle origini del Russia-gate. Barr in un’intervista su Fox News ha detto che sono in arrivo importanti elementi sull’inchiesta condotta da John Durham. “Non farà tremare la terra”, ha detto Barr, ma arriveranno fatti nuovi su quel che è successo nella campagna presidenziale del 2016 e all’inizio della presidenza Trump nel 2017. “Ci saranno sviluppi, significativi sviluppi, prima del voto”. Contro-inchiesta a orologeria? Questo lo diranno certamente i democratici, Barr anticipa la tempesta: “Ciò che detta i tempi sono gli sviluppi del caso”. Viene in mente una frase di Mark Twain: “Con l’opportuna ambiguità risolveremo tutti i vostri problemi”.

AGI – Sono state definite le nuove date degli Internazionali BNL d’Italia. Il tabellone principale si svolgerà dal 14 al 21 settembre, dunque con ultima giornata di lunedi’, nella cornice del Foro Italico. 

Nei prossimi giorni, si legge in una nota, “si deciderà se il tabellone delle qualificazioni maschili sarà allargato a 64 giocatori e in questo caso le partite inizieranno l’11 settembre. Altrimenti si partirà sabato 12”.

Inoltre, come ha sottolineato il direttore del torneo Sergio Palmieri in un’intervista a SuperTennis,”i semifinalisti degli US Open (31 agosto-13 settembre) avranno un bye all’esordio con la possibilità di scendere in campo non prima di mercoledì o giovedì”.

Nel weekend delle qualificazioni, sabato 12 settembre, si svolgerà anche l’Assemblea elettiva della Federazione Italiana Tennis, sempre nel parco del Foro Italico. Il torneo, che normalmente si gioca prima dell’estate, è stato posticipato a causa della pandemia da Covid. 

AGI – Le autoritè afghane hanno avviato la liberazione di 400 prigionieri talebani, l’ultimo ostacolo nei negoziati di pace a lungo ritardati tra le due parti in guerra, anche se il presidente Ashraf Ghani ha avvertito che i quattrocento detenuti rappresentano un “pericolo per il mondo”. Il governo afghano e i talebani si incontreranno pochi giorni dopo il completamento del rilascio dei prigionieri, con una mossa che ha suscitato una condanna diffusa dopo che è emerso che molti dei detenuti erano coinvolti in attacchi che hanno ucciso decine di afghani e stranieri.

La pace ha un costo e con questo comunicato “stiamo pagando la rata più grande, il che significa che la pace avrà delle conseguenze”, ha avvertito il presidente afghano durante una videoconferenza organizzata da un centro di analisi di Washington specializzato in relazioni estere. Il rilascio di “criminali incalliti” e trafficanti di droga “potrebbe rappresentare un pericolo per noi, per gli Stati Uniti e per il mondo”, ha aggiunto.

Un gruppo di 80 prigionieri è stato rilasciato ieri, ha detto il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Javid Faisal. La mossa “accelera gli sforzi per colloqui diretti e un cessate il fuoco duraturo a livello nazionale”, ha twittato. 

 

AGI –  Dopo i soccorsi, il dolore e l’incredulità, è il momenti di cercare giustizia. Per il disastro che il 12 agosto a a Chiareggio, frazione di Chiesa in Valmalenco, è costato a tre persone – tra le quali una bambina  di 10 anni – la Procura della Repubblica di Sondrio ha aperto un fascicolo a carico di ignoti. I reati ipotizzati sono omicidio colposo plurimo e disastro colposoIl sindaco Renata Petrella ha disposto l’evacuazione per 15 famiglie residenti in un complesso di appartamenti a ridosso del torrente Nevasco.  

Intanto sembra migliorare leggermente Leo, il figlio di 5 anni della coppia morta, recuperato dal torrente e trasportato all’ospedale di Bergamo. “Il bimbo – hanno confermato ad AGI in ospedale – è stazionario è grave. Ci sono segnali di leggero miglioramento”. “I genitori della piccola – ha raccontato ad AGI il sindaco – hanno scavato a mani nude nel fango per cercare di salvare la ragazzina”. Nello smottamento, come conferma la Prefettura, non sono rimaste coinvolte altre persone. 

Secondo quanto ricostruito dai soccorritori la Suzuki di Gianluca Pasqualone, 45 anni, è stata investita da un fiume di fango e sassi poco dopo le 17 e trascinata nel greto del Nevasca. Nell’abitacolo sono stati recuperati i corpi senza vita dell’uomo, della compagna Silvia Brocca, 41 anni, e di Alabama Guizzardi, 10 anni festeggiati proprio mercoledì, figlia di amici che precedevano il fuoristrada. Davide Rizzi, vigile del fuoco volontario a Erba, è stato travolto dai detriti mentre cercava di scavare a mani nude per salvare la famiglia. L’uomo è ricoverato, ma non è grave. 

Come interviene la Regione Lombardia

Gli assessori regionali a Territorio e protezione civile, Pietro Foroni, e agli Enti locali, Montagna e piccoli Comuni, Massimo Sertori, hanno effettuato ieri un sopralluogo per fare il punto della situazione con gli amministratori locali, i geologi e i tecnici: “Abbiamo verificato tutto il bacino della frana per capire gli immediati interventi per il ripristino delle condizioni di sicurezza – ha spiegato Foroni – è stato deciso di finanziare due interventi da 100 mila euro ciascuno per liberare sia a monte che a valle, l’alveo, le briglie e il ‘tombotto’, il condotto sotto la stradaÈ stato anche tolto materiale che ostruiva passaggio dell’acqua nel condotto

 “Con l’elicottero e i droni – ha aggiunto Sertori – abbiamo verificato che a monte della strada c’è ancora materiale che si è mosso a seguito della bomba d’acqua di ieri, ma non ancora sceso a valle. In caso di pioggia il materiale residuo restato a monte potrebbe causare condizioni di pericolosità. Al momento la strada e’ sotto sequestro

Fatte le opportune verifiche con i tecnici, – ha aggiunto – si valuterà se ci sono le condizioni per un’apertura anche solo parziale della strada che dovrà essere preceduta da una verifica statica della struttura. A monte della frana restano ancora circa 600 persone che al momento sono isolate“. “Prevediamo un intervento maggiore per mettere una briglia selettiva che valuteremo di finanziare come Regione – ha spiegato l’assessore alla Protezione civile – previo naturalmente uno studio per verificare le condizioni reali del sito”. 

AGI –  Nuova escalation nel braccio di ferro nel Mediterraneo orientale tra Turchia e Grecia: un confronto diretto tra navi da guerra dei due Paesi si è verificato nelle acque a est dell’isola di Rodi. L’incidente risale a mercoledì ma se ne è avuta notizia solo oggi. Secondo la versione turca, la fregata greca Limnos ha compiuto una manovra di disturbo nei confronti della nave da esplorazione turca Oruc Reis, impegnata in attività di prospezione energetica all’interno della Zona economica esclusiva (Zee) greca non riconosciuta da Ankara. Sarebbe a questo punto intervenuta la nave turca di scorta Kemal Reis, che ha fronteggiato la fregata greca, urtandola, danneggiandola e costringendola al rientro.    

La versione di Atene

Secondo il giornale greco Ekatemirini, invece, vi è stata una collisione dovuta apparentemente ad un errore di manovra della nave da guerra turca, che avrebbe riportato i danni maggiori.
L’incidente è stato inserito nel dossier che il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, presenta oggi al Consiglio straordinario per gli affari Esteri dell’Ue convocato dal capo della politica estera, Josep Borrell, su richiesta proprio di Atene. 

Ankara all’attacco

Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha scritto ai colleghi dell’Unione per denunciare “atti unilaterali e alleanze di Grecia e Cipro che hanno escluso la Turchia”. Per il ministro di Ankara l’accordo marittimo tra Grecia ed Egitto “viola le piattaforme continentali di Turchia e Libano” e “dimostra la riluttanza di Atene ad avviare un dialogo onesto con la Turchia”.
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha rivendicato l’incidente come una risposta di Ankara alla minaccia della Marina greca. “Lo avevamo detto, se ci attaccano pagheranno un prezzo altissimo. Oggi hanno avuto la prima risposta”, ha commentato. Fonti diplomatiche greche sostengono tuttavia che la rivendicazione di Erdogan serva solo a giustificare gli “ingenti danni riportati dalla nave turca”.  

Diplomazia e manovre militari 

Nel frattempo, si moltiplicano gli sforzi diplomatici per allentare le tensioni innescate dalla presenza della Turchia nell’area al largo dell’isola greca di Kastellorizo, con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in contatto sia con il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, che con Erdogan. 
Mitsotakis ha trovato però un fedele alleato nel presidente francese, Emmanuel Macron, che ha anche mosso navi e caccia per avvicinarle di più alle acque agitate – politicamente – dell’Egeo. Ieri due Mirage 2000 e una fregata della Marina di Parigi hanno condotto manovre militari congiunte con la Grecia al largo dell’isola di Creta.

Annunciato un po’ a sorpresa, Hyper Scape è uno sparatutto in prima persona curato da Ubisoft. Disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC dall’11 agosto, il titolo è free-to-play e si basa sulla modalità di tendenza al momento, la Battle Royale.

Di seguito tutti i trofei di Hyper Scape presenti su PlayStation 4, che constano di 11 di bronzo, 2 d’argento e 1 d’oro; assente invece il platino.


f1 2020

  • Ancora novantotto… – Elimina il primo di molti, molti sfidanti.
  • Settebello – Trova e apri un totale di 7 casse in una partita.
  • Che hack! – Elimina uno sfidante con un hack.
  • Esibizionista – Usa un’olotag mentre sei in possesso della corona.
  • Pestaggio – Elimina un nemico con un’arma corpo a corpo.
  • La prima di tante – Sbaraglia gli avversari e vinci la tua prima partita!
  • Non si lascia indietro nessuno! – Ripristina un alleato 4 volte in una partita.
  • Dall’oltretomba – Elimina uno sfidante dopo essere stato ripristinato almeno una volta.
  • Inchinatevi di fronte al vostro sire – Vinci mantenendo il controllo della corona.
  • Fusione massima! – In modalità individuale, equipaggia contemporaneamente due armi e due hack fusi al massimo.
  • Non vi siete divertiti? – Esegui un totale di 5 colpi di grazia o assist in una singola partita.

f1 2020

  • Lunga vita alla corona – Elimina 2 portatori di corona nella singola partita.
  • Pacifista – In modalità individuale, vinci senza eliminare alcuno sfidante.

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  • Leggenda – Fagli vedere chi sei. Ottieni 10 vittorie.

L’articolo Hyper Scape – Lista trofei proviene da GameSource.

AGI – Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, respinge “al mittente” le accuse di aver fatto trapelare la notizia che ha scoperchiato il caso dei parlamentari che hanno chiesto – e ottenuto – il bonus da 600 euro pensato per aiutare le partite Iva in difficoltà davanti alla pandemia da Coronavirus. 

Prima pagare, successivamente controllare

L’Inps, ha spiegato in audizione informale alla commissione Lavoro della Camera, si è basata “sulla legge”. “Con il decreto Cura Italia il governo ha cercato di dare una risposta veloce ai cittadini che ne avevano bisogno, in momenti convulsi – ha detto – L’Istituto ha risposto in modo efficace predisponendo una misura che non esisteva, appunto il bonus degli autonomi, lo ha elargito in 15 giorni. La procedura costruita dall’amministrazione si basa sulla legge. Automaticamente l’istituto paga il bonus ai richiedenti se ne ricorrono le condizioni e se li trova nei nostri archivi”.

Per Tridico, dunque, quando il bonus di 600 euro è stato istituito “l’importante era pagare e non controllare, pagare subito e successivamente controllare”. “Ora si apre la fase dei controlli, sui quali saremo altrettanto attenti”.

“La notizia non è certo venuta da noi”

Al tempo stesso il presidente dell’Inps ha tenuto a discolpare l’istituto e se stesso dalle accuse di essere la ‘gola profonda’ che ha scoperchiato il caso. “La notizia non è certo venuta dall’Istituto e non è uscita in modo più assoluto né direttamente né indirettamente dal sottoscritto”, ha attaccato. Per questo, ha aggiunto Tridico, le accuse che gli sono state rivolte da diverse parti “sono infondate e da rimandare al mittente”, ha aggiunto.

“Rimando a tutti i mittenti le accuse verso il sottoscritto e verso l’Istituto di un’azione manipolata architetta”, ha ribadito, sottolineando che “l’azione da parte delle tecnostrutture – che è indipendente e autonoma rispetto al sottoscritto – è stata egregia come anche quella di tutti i 30mila dipendenti dell’istituto che in questo periodo hanno dato lacrime e sangue per mettersi al servizio del paese e pagare tutto ciò che c’era da pagare”. In ogni caso Tridico ha “già ordinato un audit interno” per capire se le notizie sono arrivate in qualche modo dall’Inps a Repubblica, che ha sollevato il caso. “La stessa notizia del 200 politici a livello nazionale e dei 5 deputati che avevano chiesto il bonus dei 600 euro l’ho condivisa a fine maggio con il cda dell’istituto. Questo per permettere successivamente alle strutture di poter fare le verifiche del caso”.

La privacy garantita 

“La notizia esce il 9 agosto senza i nomi perché i nomi non li sa nessuno. I nomi non li dà l’Istituto che garantisce la privacy. Anche oggi avete visto che nessuno ha dato i nomi”, ha continuato la propria arringa il presidente dell’Inps, sottolineando che quelli noti riguardano persone che “si sono autodenunciate negli ultimi giorni, sia per i politici locali che per i politici nazionali”. Il direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, il 7 agosto ha chiesto al presidente dell’Inps i nomi dei cinque parlamentari che hanno chiesto e ricevuto il bonus di 600 euro per le partite Iva “che non gli ho dato”. Chiunque sostenga che sia stato Tridico a far filtrare la notizia “lo fa per fini che sfuggono, fantasiosi”. 

Sul tema interviene anche la direzione del quotidiano che spiega: “Venerdì 7 agosto ‘Repubblica’ ha chiesto al presidente dell’Inps una conferma della notizia sul bonus Iva percepito da cinque parlamentari. La notizia era arrivata al giornale tramite un’altra fonte la cui identità non sarà rivelata in linea con quanto scritto nel codice deontologico dei giornalisti”. 

Il presidente dell’Inps ha ribadito anche l’importanza dell’attività antifrode “in un Paese come il nostro in cui ci sono 115 miliardi di evasione fiscale e contributiva, dove ci sono danni fraudolenti a danno dall’Istituto”. “Noi quotidianamente subiamo attacchi da individui e anche da organizzazioni criminali che vogliono sottrarre risorse pubbliche. E siamo a protezione di queste risorse pubbliche, al servizio del paese e per tutelare interesse del futuro previdenziale dei cittadini”

AGI – Con la vittoria a sorpresa per 2-1 sull’Atletico Madrid e l’approdo alla semifinale di Champions League contro il Psg, il Lipsia ha riportato la Germania orientale nell’elite del calcio europeo. Era dal 1974, quando il Magdeburgo vinse la Coppa delle Coppe battendo il Milan 2-0 nella finale di Rotterdam, che l’ex Ddr non si avvicinava all’Olimpo del vecchio continente. 

Il miracolo del Roten Bull

E’ un piccolo miracolo se si considera che la città della Sassonia è sì la culla del calcio tedesco (qui fu fondata la federazione Dfb nel 1900), ma da tempo i due club di Lipsia, Lokomotiv e Vfb, annaspavano tra serie minori e fallimenti mentre l’RB Lipsia (l’acronimo viene da Roten Bullen, lo sponsor Red Bull) è stato fondato appena nel maggio 2009. Nel 2012-13 il club biancorosso giocava ancora in quarta serie e solo nel 2015-16 era stato promosso in Bundesliga. 

I giganti Sablitzer e Upamecano 

In campo i grandi protagonisti sono stati due: Marcel Sabitzer, il duttile talento austriaco che ha messo lo zampino in entrambe le reti e non ha fatto rimpiangere la stella Timo Werner, il bomber già ceduto al Chelsea e che non ha voluto rischiare infortuni. L’altro è il 21enne difensore centrale francese di origini guineensi Dayot Upamecano che ha giganteggiato nella marcatura spietata su Diego Costa.

Il patron Mateschiltz e il ‘piccolo Mourinho’

Questa semifinale europea viene però da più lontano: anzitutto dalla scommessa del patron della Red Bull, Dietrich Mateschitz. Il miliardario austriaco della multinazionale della bevanda energetica ha trasferito al Lipsia l’esperienza fatta con il suo marchio in Formula 1 e soprattutto con il Salisburgo, che ha reso competitivo anche in Europa. C’è poi la panchina su cui si sono seduti Ralf Rangnick, il Professore che aveva dato al Lipsia un’impronta tattica ‘sacchiana’, e ora il suo successore 33enne Julian Nagelsmann, già soprannominato il ‘baby Mourinho’. Il bavarese è il più giovane allenatore della storia a centrare il penultimo atto della Champions. E non si vuole fermare: “Siamo arrivati in semifinale e ora vogliamo anche la finale: è normale. Con il Psg sarà una sfida difficile contro una squadra piena di fuoriclasse”. 

 

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