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AGI – La “Museumsinsel” (isola dei musei in italiano) porta questo nome perché qui, sull’isola della Sprea al centro di Berlino, si trovano tutti i maggiori musei della capitale tedesca.

Dichiarata patrimonio dell’Unesco nel 1999 in quanto complesso architettonico e museale unico al mondo, qui sorgono il Pergamon, l’Altes Museum, il Neues Museum, la Alte Nationalgalerie e il Bode Museum.

Costruiti tra il 1824 e il 1930, fanno parte del gruppo dei musei statali di Berlino, appartenenti alla Fondazione del patrimonio culturale prussiano (Stiftung Preussischer Kulturbesitz) in quanto buona parte dei reperti e delle opere proviene dalle collezioni private della famiglia reale prussiana.

Il complesso fu voluto ed edificato nell’epoca degli ideali educativi dell’Illuminismo: in particolare, la sua costruzione fu caldeggiata da Federico Guglielmo IV di Prussia che, dopo l’edificazione dell’Altes Museum nel 1830, decise di dare una casa all’arte e alla scienza che fosse comparabile all’antico Foro Romano.

L’area venne chiamata “Museumsinsel” per la prima volta nel 1870: l’idea era quella di realizzare qualcosa di comparabili con le realtà museali di Parigi e di Londra.

Il primo ad essere costruito fu l’Altes Museum, nel 1830, seguito nel 1859 dal museo reale prussiano, l’attuale Neues Museum (che vanta tra le sue meraviglie il celeberrimo busto di Nerfertiti).

La Nationagalerie fu terminata nel 1876, mentre nel 1904 fu la volta del Kaiser Friedrich Museum, a cui fu cambiato nel 1956 nome in Bode Museum.

E’ sorto invece nel 1930 il Pergamonmuseum, oggi la “star” dell’isola dei musei, con l’incredibile Altare di Pergamo, cui deve il nome, e che comprende non solo esposizioni greche e romane, ma anche il Museo dell’Asia anteriore nonché, in seguito agli scavi del 1936, la ricostruzione della Porta di Ishtar.

Molti pezzi qui conservati provengono dagli scavi nelle città di Uruk, Babilonia, Assur, Zincirli, Tel Halaf e Toprakkale.       

 Il Pergamon – a due passi dall’abitazione di Angela Merkel – ha compiuto proprio a inizio ottobre i 90 anni dalla sua apertura. Chiuso, come gli altri musei, durante il lockdown, aveva appena riaperto, ma in condizioni normali ogni anno attira oltre un milione di visitatori. Complessivamente, il complesso di musei conta circa 3,1 milioni di visitatori.

Le nuove caratteristiche introdotte in RIDE 4 su PC e Console, con il meteo dinamico che può stravolgere repentinamente una gara, rendono fondamentale il raggiungimento di una certa padronanza della moto anche in condizioni di pista bagnata. Se a prima vista il bagnato è da sempre la vostra bestia nera, sappiate che ci sono alcune tecniche e accorgimenti che, se tenuti, aiutano non poco ad avere uno stile di guida funzionale ed efficace.

Vediamo quindi qualche consiglio per fare chiarezza sulle aree in cui agire e sugli elementi ai quali fare attenzione. Questi consigli sono validissimi anche sull’asciutto, ma sul bagnato diventano fondamentali per affrontare gare bagnate o con repentini cambi metereologici.

Ride 4

Gradualità nei movimenti

Questo è un consiglio che occorre tenere anche sull’asciutto, ma sul bagnato la sua utilità accresce in maniera esponenziale. Tenete sempre a mente una cosa: la moto è l’esatto specchio dei movimenti che state facendo sul pad: se sterzate in maniera violenta e siete troppo generosi sull’acceleratore o sul freno, questo si tradurrà immediatamente in reazioni violente e nervose da parte della moto, alzando drasticamente il livello di difficoltà e rendendo davvero complicato il poter staccare tempi buoni.

Siate dolci, sia a scendere in piega, sia negli spostamenti, perché perdere grip è davvero molto facile.

Ride 4

Frenare a moto dritta

Sembrerebbe un consiglio scontato su un gioco come Ride 4, ma così non è: normalmente in pista occorre portare molta velocità in curva, entrando con il freno in mano cercando subito il punto di corda, per poi rialzare la moto e accelerare il prima possibile. Sul bagnato occorre essere più “rotondi” possibile nelle traiettorie, in modo tale da non dover accelerare bruscamente a moto piegata e non dover entrare in curva con il freno in mano, perché a quel punto la chiusura di anteriore è praticamente inevitabile. Quando vedete l’acqua non spaventatevi, frenate a moto dritta e solo quando avrete rallentato abbastanza mollate il freno e inserite gradualmente la moto in curva.

È vero che per fare questo tipo di operazione dovete stare più larghi in ingresso e quindi fare più strada, ma questo vi permetterà di essere più fluidi e graduali nel piegare la moto, a tutto vantaggio della pulizia di guida.

Ride 4

Utilizzare il freno motore

Sembra un consiglio strano da dare, ma è tra i più importanti se si vuole guidare forte sul bagnato: aiutarsi con il cambio per frenare è da sempre una delle tecniche più utilizzate nella guida su pista bagnata e funziona anche su Ride 4, pertanto dimenticatevi il cambio automatico e imparate a gestire da soli la scalata delle marce. Così facendo sarà più facile fermare la moto in staccata, a tutto vantaggio della fluidità di guida.

Ride 4

Scegliere la corretta rapportatura del cambio

Questo è un elemento sottovalutato da molti, ma che in realtà se ben compreso cambia totalmente la vita in pista. Ricordatevi sempre che si va più forte sfruttando la coppia massima piuttosto che gli elevati giri motore, pertanto se la vostra moto ha il picco di coppia a 9000 giri, far volare la lancetta oltre quella cifra con il posteriore che esce in derapata a ogni curva, è tanto spettacolare quanto inutile e dannoso.

Quando la gomma posteriore scivola, si surriscalda e si consuma molto rapidamente, lasciandovi con la gomma finita prima del previsto. Sul bagnato questo aspetto viene aumentato in maniera esponenziale tanto in real quanto in Ride 4, a causa della mancanza di grip: se il vostro stile di guida vi porta a intraversare la moto molto spesso, è tempo di lavorare su questo aspetto allungando un po’ la rapportatura del cambio. Una moto potente come una superbike 1000 ha talmente tanta potenza che non ha bisogno di avere rapporti corti per raggiungere alte velocità in breve tempo, pertanto allungare quel tanto che basta i rapporti del cambio aiuta a ridurre il fenomeno del pattinamento della gomma posteriore.

Ride 4

Gestire la trazione

Sul bagnato non conta tanto la velocità massima, quanto riuscire a dare più trazione possibile alla moto, altrimenti non si riesce a uscire dalle curve e si perde tantissimo in termini cronometrici. Memorizzate questo concetto: ogni volta che in accelerazione la moto scivola, state perdendo decimi preziosi. Se non ci credete, prendete su Ride 4 una qualsiasi moto, scegliete una pista che conoscete bene, settate il meteo bagnato e fate un giro come siete abituati a fare. Successivamente, cercate di applicare questi concetti e vi renderete conto da soli di quanto elevati siano i miglioramenti.

Oltre a un’adeguata rapportatura del cambio, gestite bene l’acceleratore e, soprattutto, cambiate marcia molto prima del punto al quale siete abituati a farlo o dove va a cambiare l’algoritmo che gestisce l’inserimento della marcia superiore. All’inizio la sensazione sarà quella di essere molto più “fermi” e quindi meno veloci, ma una volta tagliato il traguardo, avrete delle belle sorprese. Magia? Affatto, il posteriore che pattina e gira a vuoto è solo una perdita di tempo e un maggior consumo delle gomme, riuscire a evitare questo fenomeno permette di fare molti più metri e di avere una guida molto meno impegnativa.

Ride 4

Lavorare sull’assetto

Adottare sul bagnato un assetto da asciutto, magari molto rigido e votato alla reattività della moto nei cambi di direzione, è fortemente sconsigliabile. La mancanza di grip infatti amplifica qualsiasi reazione brusca e, alla minima mancanza di aderenza, la moto potrebbe diventare davvero poco gestibile. Se partecipate a una endurance o a una corsa dove è previsto un cambiamento climatico, ricordatevi di non fare un assetto completamente votato all’asciutto ma di cercare sempre un compromesso, al fine di poter essere efficaci in qualsiasi condizione climatica.

Le corse infatti non si vincono solo facendo giri da qualifica, ma gestendo le gomme e il passo gara correndo meno rischi possibile.

L’articolo RIDE 4 – Come migliorare la guida sul bagnato proviene da GameSource.

Nella giungla minacciosa, c’è un pericolo in agguato, è una banda misteriosa, sono i Cobra! Attenti Joe!

Se avete letto la frase qui sopra canticchiando siete anche voi dei reduci da un’infanzia a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 e potete saltare a piè pari alle conclusioni tecniche, dato sapete esattamente di cosa parla G.I. Joe: Operation Blackout, Third Person Shooter sviluppato da IguanaBee e pubblicato da Maximum Games. Altrimenti, mettetevi comodi e preparatevi a un viaggio tra il patriottismo tamarro made in U.S.A.

G.I. Joe: Operation Blackout

Intanto, chi sono i G.I. Joe? Sono una squadra super specializzata delle forze armate americane, con operatori specifici provenienti dai più disparati corpi: marines (e ci mancherebbe!), berretti verdi, infiltratori, piloti, ninja. Aspettate un attimo… ninja?? Esatto! Perché i G.I. Joe – che incarnano come avrete capito lo spirito del quattro luglio – sono (citazione testuale) “The Real American Heroes”, quindi fichissimi e diciamocelo cosa c’è di più fico di un ninja a stelle e strisce che affetta i cattivi? Ecco avete capito il registro generale di questo franchise. Ma non avete ancora visto tutto!

Infatti i G.I. Joe combattono contro il malefico gruppo terroristico Cobra, dotato di un vero e proprio esercito privato, con tanto di marina, aviazione e un proprio programma spaziale (!). Come i nostri eroi americani, anche i malvagi antagonisti sono un insieme di specialisti di vario tipo, solo che assieme agli immancabili ninja cattivi, troviamo un sacco di gentaglia dallo spiccato retrogusto “oltre cortina” – giusto perché la guerra fredda era ancora più che attuale – capitanati da uno che vuol fare il cosplay a basso costo di Darth Vader, da un russo con la pelata di metallo e dalla conturbante Baronessa, personaggio che ha agitato il sonno dei ragazzini dell’epoca (e che ha continuato a farlo una volta adulti dopo che è stata interpretata da Sienna Miller nel film del 2009).

G.I. Joe: Operation Blackout

Tutto questo trash ha un senso, se lo contestualizziamo ai tempi in cui il titolo è uscito e al fatto che si trattava di una linea di giocattoli fatta per intercettare l’esaltazione da commando dei bambini dell’epoca. A traino della linea di giocattoli, immancabilmente è saltata fuori una serie di cartoni animati dalle trame assurde e con tanto di pistolotto moralista finale, in puro stile Masters of the Universe. G.I. Joe: Operation Blackout si propone, a detta degli sviluppatori, come una sorta di incrocio tra Gears of War e Fortnite (!!), impreziosito dalla sopra descritta atmosfera da action trash anni ’80. Sulla carta un must have per tutti gli amanti del periodo e delle serie vintage. Nella realtà, uno sfacelo praticamente totale!

Partiamo dal comparto grafico: a primo impatto potrebbe sembrare un simpatico cell shading, che da al tutto un aspetto molto cartoonesco, il che ci starebbe anche. Purtroppo però, andando appena al di la delle scene di apertura, ci si ritrova davanti a una grafica agghiacciante, con poligoni spesso tagliati con il coltello e animazioni “minimali”, per non dire nulle). Una cosa del genere, che non avrebbe spiccato neppure su PlayStation 2 (roba come Okami se la mangia viva), su un gioco per PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch a neppure un mese dal lancio di una nuova generazione di console è inaccettabile.

G.I. Joe: Operation Blackout

Oltre a questo, G.I. Joe: Operation Blackout ha anche dei controlli che definire poco precisi è fargli un complimento. Durante la nostra prova abbiamo avuto costantemente problemi con la sensibilità della mira, anche ricalibrandola per quanto possibile. Un disastro. Anche con l’opzione aggancio automatico attivata, che funziona però solo quando si mira, le cose non migliorano per nulla.

G.I. Joe: Operation Blackout si compone di una campagna single player con una storia trascurabile e che, sia messo agli atti, non ha nulla a che vedere con con quella di Gears of War, una modalità coop in locale, con split screen e un multiplayer competitivo (a squadre e non) con svariate modalità. Che però è giocabile solo in locale. Niente online. Si, avete letto bene. O collegate quattro o più controller alla vostra console o nisba. L’unico, e ripetiamo l’unico, pregio di G.I. Joe: Operation Blackout è che sono presenti praticamente tutti i bizzarri personaggi della serie e un bel po’ di personalizzazioni simpatiche per i suddetti. Tutto qui? Purtroppo si.


In conclusione, G.I. Joe: Operation Blackout è più di un’occasione sprecata. Senza pensare di accostarlo minimamente a Fortnite o Gears of War come nelle parole degli sviluppatori, poteva uscire un titolo simpatico, di grande interesse per i tanti nostalgici di quegli anni. L’atmosfera c’è tutta (ed è l’unica cosa che alza misericordiosamente) il voto finale, ma per il resto proprio non ci siamo. Peccato davvero.

L’articolo G.I. Joe: Operation Blackout – Recensione proviene da GameSource.

AGI – Un attacco in grande stile all’”Isola dei musei” di Berlino: oltre 70 opere d’arte e oggetti sfregiati, imbrattati con un misterioso liquido olioso. Sotto accusa sono, incredibilmente, gli ambienti di cospirazionisti e negazionisti del Covid.

Messo in atto non a caso il 3 ottobre, ossia il giorno in cui cade la riunificazione tedesca ma rivelato solo oggi , nel raid sono stati colpiti musei-simbolo come il Pergamon, il Neues Museum, la Alte Nationalgalerie.

Sono state la Zeit e l’emittente Deutschlandfunk a rivelare l’attacco, oggi confermato dalla polizia della capitale tedesca.

Come scrive il settimanale amburghese, si tratta “di uno dei più estesi attacchi alle opere d’arte e alle antichità nella storia del dopoguerra in Germania”.

Tra le vittime di questo sfregio su larga scala, alcuni sarcofaghi egizi, sculture in pietra, dipinti del 19esimo secolo: le macchie sono ben visibili, confermano le direzioni dei musei colpiti.       

Un’inchiesta è stata avviata subito, mentre l’ufficio criminale del Land di Berlino (Lka), scrive il Tagesspiegel, ha chiesto a tutti i visitatori dei musei che avevano acquistato biglietti per il 3 ottobre di dare il proprio contributo con segnalazioni e testimonianze.

C’è un sospetto

Ufficialmente non vengono fatti nomi, ma è la stessa Zeit a citare come persona sospetta lo chef vegano Attila Hildmann, uno dei più noti cospirazionisti tedeschi: aveva diffuso già ad agosto e a settembre sul proprio canale Instagram – che conta oltre 100 mila follower – la propria teoria secondo la quale al Pergamon si trova “il trono di Satana” (il riferimento sarebbe all’altare di Baal) e che il museo ospita “il centro della scena globale dei satanisti e dei criminali del coronavirus”.     

Secondo Hildmann, che si autodefinisce un nazionalista di estrema destra, “qui fanno i loro sacrifici umani e abusano i bambini”.

A inizio estate, lo chef cospirazionista era stato allontanato dalla scalinata dell’Altes Museum, dove aveva l’abitudine di tenere i suoi comizi. Noto anche per aver diffuso teorie di stampo antisemita, è stato animatore di alcuni eventi di negazionisti del Covid-19.      

Patrimonio dell’umanità

L’Isola dei Musei è classificata dal 1999 patrimonio universale dell’Unesco.

Il Pergamon – che si trova a due passi dall’abitazione di Angela Merkel – ha compiuto proprio a inizio ottobre i 90 anni dalla sua apertura, ed è famoso appunto per l’Altare di Pergamon del II secolo avanti Cristo.

Ogni anno attira oltre un milione di visitatori

Complessivamente, il complesso di musei che si trova a cavallo all’incrocio delle due “braccia” del fiume Sprea è composto anche dall’Altes Museum, dal Bode Museum, dalla Alte Nationalgalerie e dal Neues Museum, che vanta tra i suoi capolavori il celeberrimo busto di Nofretete. Tutti insieme, contano circa 3,1 milioni di visitatori.

La sicurezza dei musei

Per rimanere a Berlino, oltre tre anni fa, il Bode Museum è finito sulle prime pagine per il clamoroso furto del cosiddetto “Big Maple Leaf”, una moneta gigantesca del valore di ben 3,75 milioni di euro, sottratta la notte del 27 marzo 2017 da una vetrina e portata via su una carriola.

A tutt’oggi l’opera risulta scomparsa: quasi certamente è stata fatta a pezzi e venduta.

L’anno scorso due ignoti sono penetrati nella stanza della “Volta verde” al Castello di Dresda, rubando gioielli e preziosi dal valore definito “inestimabile” dalla leggendaria collezione di Augusto il Forte
 

AGI –  È record di miliardari in Cina nell’anno segnato dall’epidemia di Covid-19. Sono 878 in totale, 257 in più rispetto allo scorso anno: un risultato dovuto soprattutto alle molte Ipo e alla crescita dei settori della new economy. In cima alla Hurun List, che traccia la classifica annuale dei più ricchi di Cina, rimane per il terzo anno consecutivo il fondatore di Alibaba, Jack Ma: la sua fortuna è cresciuta del 45% a 58,8 miliardi di dollari, sostenuta dalle buone performance della piattaforma di e-commerce e dall’imminente Ipo del colosso fintech Ant Group.

Il fondatore del gigante dell’e-commerce è tallonato da Pony Ma Huateng, creatore di TenCent, la piattaforma che gestisce la app di messaggistica e servizi WeChat, a quota 57,4 miliardi di dollari. Sul podio anche Zhong Shanshan, a capo del colosso dell’acqua in bottiglia Nongfu, popolarissima in Cina, con un patrimonio di 53,7 miliardi di dollari dopo il debutto del titolo alla Borsa di Hong Kong a settembre scorso.

“Quest’anno ha visto il più grande incremento di ricchezza nei 22 anni della Hurun List”, ha commentato il presidente e ricercatore capo della Hurun List, Rupert Hoogewerf, che conta cinque nuovi miliardari in dollari in Cina a settimana nell’ultimo anno. “Il mondo non ha mai visto una tale ricchezza creata in un solo anno. Gli imprenditori cinesi hanno fatto molto meglio delle attese. Nonostante il Covid-19, sono cresciuti a livelli record”, e con la ricchezza accumulata, che ha superato il traguardo dei quattromila miliardi di dollari, più del prodotto interno lordo della Germania, sono, da soli, la quarta economia mondiale.

La ricchezza concentrata in sei città

La ricchezza si concentra, in gran parte, in sei città (Pechino, Shenzhen, Shanghai, Hangzhou, Guangzhou e Suzhou) che ospitano la meta’ dei nomi presenti sulla lista. L’epidemia ha pesato sulle fortune individuali soprattutto nei primi due mesi, mentre a marzo e aprile scorsi si è verificata una ripresa a V, e da giugno in poi la new economy, e soprattutto il digitale, ha registrato livelli record.

Nella classifica di quest’anno, figurano 743 volti nuovi: un record, a partire dal terzo classificato. L’e-commerce ha fatto registrare le migliori performance: oltre ad Alibaba, tra i casi di maggiore successo c’è quello del 41enne Wang Xing, proprietario del colosso del food delivery Meituan, che ha quadruplicato il suo patrimonio, oggi a quota 52 miliardi di dollari, e tredicesimo in classifica; scala posizioni anche Colin Huang Zheng, fondatore di Pinduoduo, che a quaranta anni è il più giovane imprenditore a figurare nella top ten, con un patrimonio di 32,4 miliardi di dollari.

Penalizzato dalle difficoltà geopolitiche è Ren Zhengfei, il fondatore di Huawei: la sua fortuna è calata del 10% nell’ultimo anno, ed è oggi a quota 2,8 miliardi di dollari. Sorride il fondatore della rivale Xiaomi, Lei Jun: il suo patrimonio si è più che raddoppiato, a quota 25 miliardi di dollari, trainato anche dalla crescita del titolo in parte a causa delle sanzioni inflitte dagli Usa al colosso delle telecomunicazioni di Shenzhen.

È ufficiale, nonostante le incertezze Dirt 5 sarà disponibile anche su PS5 sin dal lancio di questa console! Il titolo in questione arriverà normalmente il 6 Novembre su PlayStation 4 e Xbox One, ma dal 19 Novembre, o per i paesi più fortunati dal 12, riceverà anche la sua versione dedicata su PlayStation 5 (oltre che dal 10 Novembre su Xbox Series X). Tutti gli utenti in possesso di una copia PS4 di questo gioco riceveranno automaticamente un upgrade gratuito per giocare ad una qualità più alta su PS5, oltre che sfruttarne tutte le sue altre potenzialità.

Dirt 5 ps5

L’annuncio giunge tramite un post sulla pagina ufficiale Twitter di Dirt, il quale riporta anche alcune interessanti notizie aggiuntive su questa versione migliorata. Oltre a sfruttare dei caricamenti più rapidi, grazie all’ssd di PS5, Dirt 5 avrà delle opzioni grafiche per impostare una risoluzione fino a 4K, oltre che un framerate massimo di 120fps. Il tutto permettendovi anche di giocare con i vostri amici non ancora in possesso della nuova console di Sony, essendo presente il cross-play con PS4.

Sarà infine incluso il supporto alle funzionalità esclusive del nuovo DualSense, il feedback aptico e i grilletti adattivi; entrambe funzioni che possono risultare essere estremamente interessanti per giochi di guida. Con questa conferma ufficiale Dirt 5 entra definitivamente a far parte della lineup di lancio di PS5, pertanto preparatevi a gareggiare e sfruttare la nuova modalità carriera promessa da Codemasters, con tanto di storyline dedicata!

L’articolo Dirt 5: disponibile su PS5 dal lancio con upgrade proviene da GameSource.

AGI –  Un’identificazione mediante…Google: l’account Twitter del Borussia Monchengladbach ha rivelato l’insolito metodo utilizzato dal suo 23enne attaccante per convincere un inserviente a lasciarlo entrare a San Siro per l’allenamento. Marcus Thuram, figlio dell’ex difensore francese Lilian, era stato fermato da uno steward all’ingresso dello stadio. Non avendo un documento a portata di mano, Thuram si e’ “googlato” sul suo cellulare e ha mostrato foto e articoli che lo riguardavano. L’operazione e’ stata immortalata da una foto twittata dal club tedesco.

‘Do you have any identification?’@MarcusThuram: * *

#DieFohlen pic.twitter.com/M6yEWCj8PO

— Gladbach (@borussia_en)
October 21, 2020

Thuram jr. ha rivelato in un’intervista che nonostante la militanza del padre nella Juve e nel Parma, la citta’ in cui e’ nato, in Italia tifava per il Milan.

 

AGI – Massima attenzione per arginare l’ondata del virus che sta dilagando nelle metropoli. Perché “se la pandemia si scatena in una grande città” come Milano “l’effetto è dirompente”. L’avvertimento è del sindaco Giuseppe Sala, intervenuto in radio e sui social per rassicurare i cittadini e dirgli che farà tutto quello che deve fare “per far sì che Milano sia protetta”. “Sono verso la fine del mio mandato ma per me adesso l’idea del consenso, del futuro, conta zero. Per me adesso conta una sola cosa: il bene della mia città, l’amore per la mia città, la protezione dei miei cittadini”

“La situazione è oggettivamente grave e io non posso stare qua a girarmi dall’altra parte – continua – bisogna fare le cose con buonsenso”. Tra queste c’è il coprifuoco che da giovedì scatterà in Lombardia, dalle 23 alle 5, e le altre misure previste nell’ordinanza regionale. 

Milano non può pagare questo prezzo 

“Il quadro è questo: adesso c’è un’impennata dei ricoveri in Lombardia tranne che per tre province, Bergamo, Brescia e Cremona, perché li c’è una sorta di immunità. Ma che prezzo hanno pagato per arrivarci? Milano non può pagare questo prezzo, per le sue dimensioni avrebbe un problema enorme”. 

Appello agli over 65: ‘state a casa’

Da qui l’appello del sindaco a stare a casa, rivolto soprattutto a chi ha superato i 65 anni di età. “Poco fa ho parlato con il professor Remuzzi che mi ha detto che in Italia ci sono stati 36 mila morti a oggi, e di questi, 33 mila sono over 65. Quindi – sottolinea – distinguiamo tra chi è contagiato e chi purtroppo ci lascia le penne”. “Noi dobbiamo proteggere quella fascia di età. Quindi rivolgo un invito agli over 65: ‘state a casa in questo momento, vedete poca gente, rinunciate agli affetti purtroppo, ma siete quelli più a rischio’“. 

Coprifuoco in molte grandi città

Quanto alle polemiche sul coprifuoco, “questa idea di chiudere la sera – Sala precisa – non è che sia una follia che è nata in Lombardia, oggi Parigi è in lockdown dalle 21 alle 6 per un mese, io sono stato a Londra tre settimane fa e alle 22 i ristoranti chiudono, Barcellona ha i centri commerciali chiusi per 10 giorni. Quindi le grandi città hanno oggi questo tipo di rischio, purtroppo è cosi'”.

“Su Area B probabilmente torneremo su nostri passi”

Intanto, per venire incontro alle esigenze dei cittadini, potrebbero spegnersi le telecamere di Area B, la zona a traffico limitato con divieto di accesso per i veicoli più inquinanti e per quelli con lunghezza superiore ai 12 metri che trasportano merci, entrata nuovamente in funzione dopo mesi, il 15 ottobre.”Io sull’Area B non ho nessun problema e probabilmente – annuncia – ritorneremo sui nostri passi, perché in questo momento ha senso”. Mentre nessuno stop per le telecamere dell’Area C.

Il governo aiuti il commercio 

Le nuove restrizioni per il contenimento del coronavirus incidono pesantemente sulle attività economiche. Il sindaco lo riconosce e auspica l’intervento del governo. Il coprifuoco “è chiaro che va a toccare, a colpire, una fascia del commercio e io – dice Sala – mi sto sgolando con il Governo per far sì che questa fascia in particolare in questo momento sia tutelata e aiutata”. 

AGI – La Commissione europea ieri ha emesso obbligazioni per 17 miliardi di euro nell’ambito dello strumento Sure per la cassa integrazione Ue. L’emissione consisteva in due tipi di obbligazioni, con 10 miliardi di euro da rimborsare nell’ottobre 2030 e 7 miliardi di euro nel 2040. L’interesse degli investitori per questi bond, che godono di un alto rating, è stato molto forte e le obbligazioni sono state sottoscritte oltre 13 volte in eccesso rispetto a quanto richiesto dall’Ue ai mercati. Una domanda che, secondo quanto afferma una nota della Commissione, ha determinato condizioni di prezzo favorevoli per entrambe le obbligazioni.

“Per la prima volta nella storia, la Commissione emette obbligazioni sociali sul mercato per raccogliere fondi che aiuteranno a mantenere le persone al lavoro”, ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Questo passo senza precedenti corrisponde ai tempi straordinari in cui stiamo vivendo”, ha aggiunto.

“Con questa operazione, la Commissione europea ha compiuto un primo passo per entrare nella massima serie dei mercati globali dei capitali di debito”, commenta il commissario europeo al Bilancio Johannes Hahn. “Il forte interesse degli investitori e le condizioni favorevoli in cui è stata collocata l’obbligazione sono un’ulteriore prova del grande interesse per le obbligazioni dell’Ue”, ha aggiunto il politico austriaco. “Il carattere di ‘obbligazione sociale’ dell’emissione ha contribuito ad attrarre investitori che desiderano aiutare gli Stati membri dell’Ue a sostenere l’occupazione in questi tempi difficili”, ha concluso.

Soddisfazione anche da parte del commissario Ue, Paolo Gentiloni, che su Twitter scrive:  “L’emissione di bond per Sure è stata più di un’operazione di mercato di successo: è stato un enorme voto di fiducia nel piano di ripresa dell’Unione europea e nel nostro futuro economico comune”. 

AGI   Il reparto di cardiologia dell’ospedale Sacco di Milano è stato svuotato dei pazienti a causa di un cluster di Covid. Oggi è stato dimesso l’ultimo paziente e sono in corso le operazioni di sanificazione. A quanto apprende l’AGI, sono diversi gli operatori sanitari risultati positivi al tampone del coronavirus, tra cui circa una ventina di infermieri e un medico.

Una settimana fa era stata riscontrata la positività di un’infermiera che lavora in cardiologia, sottoposta a tampone dopo avere manifestato blandi sintomi influenzali. In seguito erano stati effettuati test a tappeto da cui è emerso il contagio diffuso. (AGI)  

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