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Impresa della Juventus che allo Stadium, rimonta l’Atletico Madrid con una tripletta di Cristiano Ronaldo e accede ai quarti di finale di Champions. Dopo lo 0-2 dell’andata, i bianconeri passano nei primi con Chiellini ma il gol è annullato per una carica sul portiere. Poi CR7 con due colpi di testa, al 27mo e al 49mo rimette il turno in equilibrio. All’86mo arriva il terzo gol del portoghese su rigore per un fallo su Berdardeschi. Nell’altro ottavo di finale il Manchester City ha rifilato un 7-0 allo Schalke 04.

Buona la prima per Claudio Ranieri sulla panchina della Roma. I giallorossi battono per 2-1 l’Empoli all’Olimpico. Tutte nel primo tempo le reti. Apre le marcature El Shaarawy al 9′ minuto. Quattro minuti dopo però l’Empoli trova il pareggio con un autogol di Juan Jesus. Ci pensa Schick al 33′ a riportare gli uomini di Ranieri in vantaggio con un colpo di testa su punizione di Florenzi battuta dalla destra.

Il secondo tempo vede più pericolosa la squadra degli uomini di Iachini che più volte si rendono pericolosi dalle parti del portiere giallorosso Olsen. La partita si complica ancora per la Roma quando al 79′ Florenzi si fa espellere per doppia ammonizione.

I giallorossi rischiano il pareggio all’88’. Krunic segna ma l’arbitro Maresca annulla dopo aver consultato il Var, punendo un fallo di mano di Oberlin all’origine dell’azione che poi avrebbe portato al gol. Finisce con il parziale del primo tempo, con la Roma che torna a meno quattro punti dal 3 posto, a tre punti da Inter e Milan che nella prossima giornata si sfideranno nel derby di Milano mentre la Roma affronterà la Spal nell’anticipo di sabato prossimo.

E’ ufficiale il ritorno al Real Madrid di Zinedine Zidane. Per il tecnico francese contratto fino al 30 giugno 2022. Un ritorno clamoroso a nove mesi e mezzo dal sorprendente annuncio delle dimissioni, cinque giorni dopo la storica conquista della terza Champions League consecutiva.

Come aveva anticipato in mattinata la stampa spagnola, il presidente delle merengues, Florentino Perez, ha incontrato il consiglio di amministrazione e ha deciso di esonerare Santiago Solari, all’indomani della vittoria in campionato con il Valladolid, magra consolazione dopo la cocente eliminazione dalla Champions League.

Oltre alla sconfitta casalinga per 1-4 con l’Ajax, costato l’addio all’Europa, Solari paga la doppia sconfitta casalinga con il Barcellona, il febbraio in campionato e il 27 febbraio in Coppa del Re. Zidane guiderà la squadra nelle restanti 11 giornate di campionato in questa tribolata stagione (a fine ottobre era stato esonerato il suo successore, Julen Lopetegui) e in proiezione futura avrà carta bianca per preparare la rivoluzione. Nella Liga spagnola il Real è terzo in classifica con 51 punti, 5 in meno dell’Atletico Madrid e a 13 punti dalla capilista Barcellona. 

La Procura di Milano ha chiesto condanne fino a 5 anni e 8 mesi di carcere nel processo col rito abbreviato a carico di sei ultrà arrestati con l’accusa principale di rissa aggravata nell’inchiesta sugli scontri del 26 dicembre prima di Inter-Napoli, in cui perse la vita Daniele Belardinelli. La pena più severa è stata chiesta dai pm per Nino Ciccarelli: 5 anni, 8 mesi e 10 giorni. Tre anni, otto mesi e 20 giorni è stata la richiesta per il designer- tifoso Guido Piovella, 4 anni, 4 mesi e 20 giorni per Alessandro Martinoli, due anni, 11 mesi e 10 giorni per Simone Tira e Francesco Baj.

All’udienza nell’aula bunker del carcere di San Vittore era presente anche Cristina Bianchi, vedova di ‘Dede’ Belardinelli. La donna è indicata come parte offesa nel decreto che ha disposto il giudizio ma non si è costituita parte civile come invece dovrebbe fare nell’eventuale processo sulla morte di suo marito, investito da un’auto (sono in corso accertamenti per identificare quale). Il procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella e il pm Michela Bordieri hanno chiesto pene fino a cinque anni e otto mesi; a loro avviso inoltre per nessuno degli imputati dovrebbero essere concesse le attenuanti generiche

Mancano poco più di 24 ore alla calcio d’inizio che per la Juventus potrebbe valere un’intera stagione. E se la squadra di Allegri ci arriva con la tranquillità di avere lo scudetto già in tasca, sono molte le implicazioni che potrebbero determinare forti ripercussioni all’interno del club. Questioni relative al tifo, sempre più diviso; al futuro dell’allenatore toscano, su cui si allunga l’ombra di Zidane; al futuro di Cristiano Ronaldo, che qualcuno vorrebbe nostalgico e con la testa già verso altri lidi. Ma il tema più importante, intorno al match di Champions League, è quello economico che potrebbe condizionare i prossimi mesi tra calciomercato e investimenti.

Guadagni ad oggi (e quelli possibili)

A febbraio avevamo pubblicato un approfondimento per mettere in evidenza quanto Roma e Juventus, sopravvissute ai gironi eliminatori, si giocassero nelle sfide degli ottavi in termini di introiti. I giallorossi, eliminati dal Porto e orfani di Di Francesco, hanno dovuto rinunciare a una cifra che oscilla tra gli 11 e i 12 milioni di euro derivanti dai premi messi in palio dalla UEFA. La Juventus, domani sera, rischia di fare altrettanto. Soldi che andrebbero a rimpinguare un gruzzolo di 75 milioni già incassati per il percorso fatto finora.

Secondo quanto riporta il sito Calcio e Finanza, invece, la Juve avrebbe invece già fatto sua una cifra intorno agli 82 milioni di euro e, in caso di sconfitta, perderebbe una cifra di poco superiore ai 10 milioni di euro. Per Eurosport, che inserisce anche una stima degli incassi derivanti dai biglietti, la Juve arriverebbe a perdere circa 15 milioni di euro (10,5 + 4) rinunciando ad altri 16 milioni messi in palio (12 + 4) per la sfida successiva, quella dei quarti di finale.

 Se arrivasse l’impresa di ribaltare il risultato del Wanda Metropolitano, il club torinese tornerebbe in corsa per l’intero jackpot che, vista anche l’uscita della Roma, vale oltre 125 milioni milioni euro complessivi (compresi quelli già ottenuti). 

Un altro elemento di cui la Juventus deve tenere conto è la presenza del suo titolo nella borsa di Milano. Dopo il 2-0 dell’andata, per opera dei gol di Gimenez e Godin, ci fu un crollo delle azioni di notevoli dimensioni (-11%). Una giornata nera per il titolo, quella del 21 febbraio, che collocò la Juventus nella lista dei peggiori della seduta, con una discesa da 1.45 a 1.26 euro per azione. Non stupisce dunque che la gara di ritorno, con una possibile eliminazione sullo sfondo, venga osservata con attenzione anche da tutti quelli che hanno sottoscritto il bond lanciato dalla società qualche settimana fa.

Secondo quanto scrive Money, inoltre, se lo scenario peggiore dovesse infine verificarsi, ovvero con la squadra eliminata dalla Champions, “a pesare di più potrebbe essere la perdita in termini di immagine e diritti TV su cui la società bianconera basa prevalentemente i suoi guadagni, più che in termini di premi UEFA e incassi da vendite dei biglietti”.

Le ultime dai campi

Accanto a tutto ciò ci sono le questioni sportive. L’ultima riguarda Godin, il centrale di difesa uruguaiano promesso sposo dell’Inter, inserito nella lista dei convocati da Simeone nonostante la botta presa in allenamento. Sfuma la speranza dei tifosi bianconeri di non vederlo partire per l’Italia come accadrà, invece, per lo squalificato Diego Costa.

L’Allianz Stadium registrerà l’ennesimo tutto esaurito e proverà a spingere la squadra nonostante i dissidi tra le varie frange emersi durante il match con l’Udinese di venerdì. I Drughi, gruppo storico del tifo organizzato, sulla pagina Facebook hanno fatto sapere che lo sciopero in corso verrà sospeso per maricare tutti uniti verso l’obiettivo della qualificazione. Una decisione saggia che però rimanda un problema che non sembra facilissimo da gestire per la società, nonostante gli appelli di Cristiano Ronaldo.

La Juve, per la sfida di martedì sera, si affiderà al suo bunker che fino ad ora ha fatto registrare l’80% di vittorie, con solo 9 sconfitte all’attivo,  per tentare una vera e propria impresa. L’ultima vera delusione, tra le mura amiche, fu quella impartita dal campione portoghese, con la rovesciata, nella sfida con l’altra squadra di Madrid. Tempi che oggi sembrano lontani di fronte a una gara in cui la squadra, l’allenatore e la società si giocano moltissimo. 

 

“Dzeko e Schick per me devono giocare insieme”, risolve così il nuovo tecnico della Roma, Claudio Ranieri, il dubbio sui due centravanti che ha afflitto i giallorossi nelle ultime due stagioni. “Ho visto Schick entrare ad Oporto con grande rabbia e volontà. Ha una qualità incredibile, è fortissimo, velocissimo, tecnico”, ha detto l’allenatore romano e romanista, che oggi farà il suo nuovo debutto sulla panchina della Roma a otto anni dall’ultima volta.

L’attaccante ceco, 23 anni compiuti a gennaio, è arrivato alla Roma nell’estate 2017, dopo il mancato superamento delle visite mediche con la Juventus, che rinunciò al trasferimento, lasciando il calciatore alla Sampdoria. A Genova aveva giocato la sua prima stagione in Italia nel 2016/17, raccogliendo 35 presenze tra campionato e Coppa Italia per un totale di 1.653 minuti in campo, in cui aveva realizzato 13 reti e 5 assist, di cui 11 goal in Serie A, per una media di uno ogni 127,15 minuti.

Nelle due stagioni successive, il giocatore viene impiegato 51 volte con la maglia giallorossa, collezionando soltanto 2.600 minuti in campo tra Serie A, Champions League e Coppa Italia, in cui realizza 7 reti e 2 assist, di cui 4 goal in campionato e 3 in coppa nazionale, per una media di uno ogni 371 minuti.

È possibile che il calo di rendimento dell’attaccante sia legato al modulo adottato dall’allenatore? Nella Sampdoria di Marco Giampaolo, Patrick Schick giocava infatti insieme a Quaglierella, Budimir o Muriel, mentre in giallorosso Eusebio Di Francesco lo ha schierato spesso punta centrale nel suo 4-3-3 circondato da esterni. Eppure nelle cinque gare giocate in nazionale in questa stagione, in cui ha segnato 3 reti in altrettante gare contro Ucraina e Slovacchia, l’attaccante ceco gioca spesso prima punta nel 4-2-3-1 del ct Jaroslav Silhavy. 

Finisce con un pareggio per 1-1 l’incontro al Mapei stadium tra Sassuolo e Napoli grazie a due reti messe a segno da due dei leader delle rispettive squadre, Berardi e Insigne. Per le due compagini era difficile trovare motivazioni. Il Napoli va così a 57 punti, ormai a 18 dalla Juve capolista, dopo aver ha archiviato ogni speranza di scudetto e con un margine di 6 sul Milan terzo, che appare sufficiente per garantirsi la piazza d’onore.

Il Sassuolo, con i suoi 32 punti resta al centro della classifica a distanza rassicurante dai 18 della terzultima. L’incontro parte così a ritmi blandi e la prima frazione di gioco vede un paio d’occasioni per parte con Insigne e Verdi per i partenopei, Duncan e Berardi per gli emiliani. Il primo tempo si conclude però sullo 0 a 0 con scarse emozioni. Nella ripresa il Sassuolo prova a vincere e dopo 7 minuti passa in vantaggio: Boga serve Lirola che crossa, deviazione sul fondo ma Boga rimette palla al centro e Berardi non fallisce.

Il Napoli prova a reagire e mette in campo Milik al posto di Verdi. I napoletano si rendono quindi pericolosi con Diawara ma si espongono al contropiede: prima Magnanelli poi Bourabia non riescono però a concretizzare delle buone occasioni. All’86’ però, il guizzo dei partenopei che agguantano il pareggio con Insigne. Il Sassuolo non riesce quindi a invertire il trend che negativo che lo vede protagonista di una sola vittoria al Mapei nelle ultime 11 partite.

​Tanto tuonò che piovve. Dopo tante proteste e minacce e denunce, proprio il giorno della Festa della Donna, le cinque giocatrici più forti della nazionale campione del mondo che fra tre mesi difendono il titolo, hanno fatto causa a nome delle 28 compagne di squadra alla Federcalcio degli Stati Uniti per “istituzionalizzata discriminazione sessuale”. Guidano la rivolta le superstar Hope Solo, Megan Rapinoe, Carli Lloyd, Becky Sauerbrunn e Alex Morgan, che contestano la stridente differenza di trattamento economico dei colleghi uomini.

Molto meno vincenti, eppure retribuiti il 40 per cento in più. Il premio individuale per le giocatrici della nazionale è 99mila dollari se vincono almeno 20 amichevoli (niente bonus se superano questa soglia), con una retribuzione quindi di  5000 dollari a partita vinta, mentre per gli uomini la cifra sale a 263mila dollari – più di 13mila per ogni successo – con in più un garantito di 100mila a testa e un extra di 5-17mila dollari dalla ventunesima partita disputata in poi.

La questione va avanti da anni. Dopo che invano le ragazze si erano rivolte tre anni fa alla Equal Employment Opportunity Commission. “Siamo le migliori, abbiamo vinto tanto, ma la nazionale maschile viene pagata molto di più”, dichiarava già prima dell’Olimpade di Rio 2016 il portiere, Hope Solo. Portando alla luce l’eclatante disparità di retribuzione per spiegare la pubblica denuncia con un comunicato: “Siamo state noi il motore di questo sport che è finalmente decollato negli Stati Uniti”.

Impossibile dar loro torto. Mia Hamm è ancora per molti il simbolo del soccer Usa, uomini compresi. I 90.185 spettatori della finale dei Mondiali del 1999 contro la Cina rappresentano tuttora il record per questo sport in America. Così come i 25 milioni di telespettatori per la trionfale finale dei Mondiali 2015. Ed è proprio da quell’anno, esattamente dal 4 febbraio, che oggi le pioniere del calcio negli Stati Uniti chiedono giustizia nella causa arcimilionaria che hanno intentato alla corte distrettuale di Los Angeles contro la USSF (United States Soccer Federation).

Con tanto di risarcimento danni per tutte le giocatrici che hanno vestito la maglia della nazionale e il chiaro obiettivo di sfruttare la sentenza per dividere la torta anche delle sponsorizzazioni e dei diritti televisivi. In considerazione del +20 milioni di dollari nei ricavi dell’ultimo anno della Federcalcio Usa.

L’aggravante della causa e della richiesta di arretrati è la continua, inascoltata, protesta negli anni. A cominciare da quella, clamorosa, della stella Alexandra Patricia Morgan Carrasco – la popolare Alex Morgan – attaccante dell’Orlando già nel 2016 i microfoni della NBC: “Ogni singolo giorno lavoriamo e facciano sacrifici esattamente come gli uomini. Resistiamo allo stesso livello sia di fisico che di testa. I nostri tifosi ci dimostrano continuamente quanto ci apprezzano. Come ci hanno confermato anche ai Mondiali. Perciò, davvero, chiediamo, e insistiamo, perché la nostra federazione, che il nostro datore di lavoro aumenti e apprezzi anche noi”.

Nell’aprile del 2017, dopo l’oro olimpico conquistato dalle ragazze a stelle americane, le parti avevano raggiunto un accordo complessivo quinquennale, ma le differenze di trattamento economico uomo-donna erano rimaste talmente clamorose da alimentare il malcontento.

Ecco quindi l’ultima, clamorosa, reazione, appena tre giorni dopo che la nazionale donne si è assicurata il secondo posto nella SheBelieves Cup, grazie all’1-0 sul Brasile. «Per anni, siamo state pazienti nella speranza che la federazione avrebbe fatto la cosa giusta retribuendoci nel modo che meritavamo. Invano”, attacca l’ultimo Pallone d’Oro, Carly Lloyd. A nome della nazionale numero 1 del mondo per dieci degli ultimi undici anni.

Un canale televisivo sul web interamente dedicato a pugni, calci e botte di ogni genere. Ha debuttato ieri FNSPORTITALY.TV. l’unica TV on demand via Internet dedicata integralmente al pubblico delle arti marziali olimpiche e agli sport da combattimento. L’hanno fondata Stefano Ribaldi (Ceo di Image Factory), e i suoi partner, l’inglese Natlive e la canadese Anthem Sports&Entertainment.

Su FNSPORTITALY.TV si possono vedere incontri ed eventi (in Italia e all’estero) di judo, karate, brazilian jiu Jitsu, karate combat, grappling, kickboxing, MMA e wrestling. C’è anche la box, naturalmente, per il pubblico più ‘moderato’ e tradizionalista.

Quella interessata agli sport da combattimento è una community di appassionati e praticanti in continua crescita, che conta più di 1.400.000 tesserati nelle varie discipline, molto dei quali iscritti alle oltre 600 palestre dedicate solo a questi sport. Un pubblico televisivo che secondo Ribaldi e soci supera i 6 milioni di appassionati.

Si può accedere a FNSPORTITALY.TV tramite smartphone, tablet, pc, smarttv e televisione tradizionale, con le stesse modalità cui il pubblico italiano è stato abituato da DAZN e NetFlix.

“Gli appassionati potranno seguire i loro sport preferiti non solo selezionandoli per eventi, ma anche e soprattutto per disciplina, atleta e addirittura singola tecnica/colpo eseguito durante i match”, spiegano in una nota i promotori del nuovo canale. “Questo grazie al commento e alla catalogazione tecnica di ogni incontro da parte dei giornalisti FNSport e dei più famosi maestri e dirigenti delle federazioni sportive e promotions nazionali e internazionali”.

Il team di commentatori 

Il team di giornalisti è formato da Luca Lotrecchiano e Fabrizio Forconi le voci italiane ufficiali dell’MMA, l’uno atleta e istruttore di varie discipline, l’altro figlio d’arte di un grande judoka; Dario Bacci, presidente dell’Unione Italiana Brazilian jiu Jitsu per il Bjj e il Grappling; Vic Antico per Boxe e la KickBoxing, italo americano, già 4 volte campione del mondo di questa disciplina; il maestro Filippo Calà per il Karate Combat ed infine i più grandi esperti di Wrestling italiani, Alessio Di Nicolantonio e Daniele De Micco, grandi appassionati e migliori interpreti dell’Impact & Explosion Wrestling, la property del partner editoriale canadese Anthem Sport&Entertainment in esclusiva su FNSPORTITALY.TV.

Visione gratuita fino al 30 aprile

La fruizione dei contenuti FNSPORTITALY.TV sarà gratuita fino al 30 aprile e da maggio al costo di 4 euro mese con luglio e agosto gratis per sempre: “Meno del costo di un caffè a settimana”, come recita la campagna di lancio.

FNSPORTITALY.TV è frutto della collaborazione di tre partner: la Image Factory, Ceo Stefano Ribaldi, società di creazione e produzione di audiovisivi che dal dicembre del 2017 ha portato al grande successo di audience la piattaforma editoriale TV Fight Network prima sul CH62 del DTT e ora sul CH165 del DTT. Natlive, Ceo Fabio Porcellini, società dedicata alla creazione di piattaforme OTT per la distribuzione di contenuti video on demand e live streaming, video storage e delivery in total cloud, con sede a Londra, Miami e Forlì. Anthem Sports&Entertainment, Ceo Leonard Asper, società di creazione e produzione di eventi Wrestling proprietaria della promotion USA Impact&Explosion ed editore del canale TV Internazionale Fight Network.

Monchi lascia la Roma: a darne notizia è Sky Sport 24. Nelle prossime ore arriverà la comunicazione dell’addio ufficiale, che maturerà con la formula della rescissione consensuale del contratto.

Le strade del direttore sportivo spagnolo e del club giallorosso si separano a 20 mesi dal suo arrivo nel calcio italiano. La necessità di inseguire il quarto posto e dare una sterzata alla stagione, testimoniata dall’esonero di Eusebio Di Francesco e dalla scelta di puntare su Claudio Ranieri in panchina, hanno portato la Roma a questa scelta, accettata serenamente da Monchi come le modalità dell’addio tra il ds e il club confermano. 
 

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