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Ai Mondiali di altetica in corso a Londra, il saltatore in alto Gianmarco Tamberi ha fallito l'ingresso in finale, non riuscendo a saltare 2.29 e finando al tredicesimo posto in classifica, dunque primo degli esclusi. Dopo il lungo infortunio, per l'atleta azzurro la delusione è stata tanta. Ecco il salto finale, con le lacrime di delusione.

Video Eurosport

Chi ama il calcio sa che la maglia n°10 è una cosa seria. Anzi, serissima. Il 10 è il numero del fantasista, spesso del capitano. È quello che identifica un giocatore particolarmente rappresentativo per la squadra. Quello abituato a parlare, a prendere posizione e a difendere o scuotere l’ambiente. Dentro e fuori dal campo. È un numero che pesa. 

Lo hanno indossato Pelé e Maradona, Zico e Rivera, Baggio e Mancini, Totti e Messi. Ma anche Sivori e Del Piero. E ora lo porterà sulla schiena Paulo Dybala. Sì, perché la Juventus ha deciso di affidare la maglia sacra al suo talento più cristallino. Una scelta che lo stesso Del Piero ha benedetto con un tweet e con un messaggio rivolto al giovane attaccante: “In bocca al lupo. Goditela da juventino vero. E facci divertire!”.

Messaggio a cui Dybala ha risposto rilanciando la sfida: “Grazie mille. È un onore portare la tua maglia. La sfida di punizione tra 10 sarà ancora più bella”.

Sarà il campo a decretare se l’argentino è pronto, oltre che sui social, a raccogliere quelle che è una delle eredità più pesanti del calcio italiano.

 

L'Olanda guidata da Sarina Wiegman batte 4-2 la Danimarca nella finale al cardiopalma degli Europei di calcio femminile al Twente Stadion e sale per la prima volta nella storia sul tetto d'Europa

L’attaccante olandese Shanice van de Sanden con il trofeo degli Europei di calcio femminile vinti contro la Danimarca 

Gli ultimi 100 metri in carriera di Usain Bolt. Gli ultimi nove secondi in pista sono stati non il suo trionfo ma il riscatto del fischiatissimo Justin Gatlin. A Londra, dove sono in corso i Mondiali di atletica, l'ultima notte del giamaicano nella gara regina si trasforma nella serata magica dell'americano. Gatlin che con una reazione prepotente nel finale ha portato a casa un oro che gli mancava da 12 anni zittendo l'intero stadio che lo aveva fischiato. Un oro arrivato con il tempo di 9"92, 9"94 il tempo di Coleman, 9"95 il bronzo di Bolt.

La tessera del tifoso si trasforma in fidelity card, la biglietteria resta aperta fino all'ultimo momento e sugli spalti tornano tamburi e megafoni. L'auspicio, però, è che tornino anche le famiglie. A sette anni dall'introduzione, va in pensione uno strumento odiato dagli ultrà e studiato per contrastare la violenza negli stadi. Il risultato, però, è stato regalare definitivamente le curve al tifo organizzato, in quanto le difficoltà nell'abbonarsi e la necessità di acquistare i biglietti in deciso anticipo avevano allontanato dal pallone chi allo stadio va una volta ogni tanto. Il nuovo regime dovrebbe essere effettivo entro tre anni. O almeno così è stato stabilito dal protocollo firmato in Figc dal ministro dell'Interno Marco Minniti e dal responsabile dello Sport Luca Lotti.

Tavecchio: "Speriamo di meritarcelo come tifosi"

“Siamo convinti che le misure siglate oggi possano far tornare le famiglie negli stadi”, spera il presidente della Figc Carlo Tavecchio, "speriamo di meritarcelo come tifosi”. Minniti, si legge sul Fatto Quotidiano, ha posto l’accento sulla sicurezza e sull’adeguamento degli stadi perché “in una bomboniera i tifosi riescono meglio a sostenere la propria squadra e i giocatori, ed è evidente che indipendentemente da quanto questa sia grande si riesce ad esprimere meglio le proprie qualità professionali e morali”. La Gazzetta dello Sport sottolinea invece il commento di Lotti: "Abbiamo prima rimosso le barriere dallo stadio Olimpico, ora facciamo concretamente un ulteriore passo in avanti per riportare allo stadio le famiglie, le giovani generazioni di appassionati, per sostenere quel senso di inclusione che lo sport favorisce".

Il primo esperimento è Verona-Napoli

"Ora la palla passa ai club", scrive Repubblica, "dovranno creare una fidelity card a pagamento (attenti alle speculazioni) e controllare che i loro tifosi ripettino il codice etico. Se sgarrano, via dagli stadi. Come succede a chi si comporta male in teatro. Come succede nelle Nazioni più evolute. I tifosi saranno più responsabilizzati, niente tregua però ai violenti. Si comincia già con un test il 20 agosto, nella prima di campionato: Verona-Napoli. Partita aperta e biglietti disponibili anche last minute. Ma sempre biglietti nominativi e posti fissi. La curva del Verona è chiusa, la società farà gli abbonamenti solo dalla seconda di campionato. Così gli ultrà veronesi potranno andare in tribuna. E si vedrà subito se tutti condivideranno questo percorso virtuoso". Appare emblematico che sia stato scelto un match tra due squadre le cui tifoserie hanno tra loro rapporti non precisamente idilliaci.

Addio a uno strumento controverso e contestatissimo

Voluta dall'allora ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nell'agosto del 2009, il contrastatissimo strumento di fidelizzazione e di prevenzione del controllo prese servizio nella stagione 2010-2011. Grande come una carta di credito e dotata di microchip e foto del possessore, la tessera del tifoso, adottata dalle società di calcio italiane, viene rilasciata e rinnovata dietro verifiche da parte della Questura al fine di identificare i tifosi di una squadra o della nazionale. In tal modo, sostiene chi l'ha ideata e chi l'ha adottata, si garantisce una maggior sicurezza negli stadi. Secondo quanto previsto dal ministero dell'Interno, infatti, la tessera non può essere rilasciata a chi ha una condanna per reati da stadio (anche con sentenza non definitiva) entro i 5 anni successivi alla sentenza, né tantomeno a coloro che sono sottoposti a Daspo.

La tessera del tifoso è, inoltre, utilizzata per seguire la propria squadra in trasferta ed entrare nei settori dello stadio riservato agli ospiti, ma puo' servire anche per snellire il controllo dei documenti ai varchi, o dalle società per incrementare il merchandising. Per ottenerla bisogna fare domanda alla società calcistica e pagare circa 10 euro, mentre per gli abbonati, in genere, è gratis.
Sin dal suo esordio la tessera del tifoso ha spaccato il mondo del calcio diviso tra chi ritiene che sia l'unico modo per garantire la sicurezza e chi pensa che lo stadio debba essere aperto alle famiglie. Tra i detrattori non ci sono solo gli ultrà, ma anche chi considera lo strumento una limitazione della libertà dei tifosi rispettosi, chiedendo certezza della pena per chi provoca problemi. Di certo c'è una sola cosa: negli ultimi anni gli spalti sono rimasti sempre più vuoti.

Quant’è facile pensarla così, in astratto, la cifra di 222 milioni di euro. Sarà per quel due ripetuto tre volte, sarà perché è la cifra più pronunciata in questi giorni con annesse polemiche: il costo del trasferimento del brasiliano Neymar, il cambio di maglia più caro nella storia del calcio, quell’assegno staccato dal Paris Saint-Germain al Barcellona per la clausola con cui ha sbloccato il cartellino. Ciò che rimane in mente è 222. Per calare l’astronomico importo sulla Terra, ossia nella realtà di un normale tifoso o di un profano di calcio che ne fosse curioso, El País si è divertito a trovare 12 esempi cui equivalgono 222 milioni di euro. A cosa possono corrispondere? Cosa se ne potrebbe fare?

Quanto otto volte una Ferrari 250 GTO…

  • Il doppio della spesa statale spagnola per la povertà infantile
  • Costruire 15 chilometri di linea ferroviaria Alta velocità
  • Comprare otto volte una Ferrari 250 GTO (e non otto esemplari, perché sarebbe troppo difficile reperirli. Se ne fabbricarono 36 tra il 1962 e il 1964 e solo 33 persone al mondo ne possiedono una). L’ultima fu aggiudicata all’asta nel 2014 per 28 milioni di euro
  • Il bilancio della città di Burgos, di quasi 180 mila abitanti, pari a 222,5 milioni di euro
  • Un soggiorno di otto anni nell’albergo più caro del mondo. El País indica l’albergo The Mark di New York dove calcola l’importo per la suite più prestigiosa: cinque camere da letto, sei bagni, terrazza con vista, biblioteca e due mini-bar per le 24 persone che potrebbe ospitare. Mille metri quadrati da sogno, dove il presidente del Paris Saint-Germain poteva alloggiare fino al 2025 invece di incaponirsi a “liberare” Neymar
  • Quindici volte il bilancio del fanalino di serie della Prima Divisione spagnola nel 2017, il club Osasuna di Pamplona
  • Due viaggi sulla Luna, considerando che la impresa Space Adventures chiede 110 milioni di euro per mettere una Soyuz a disposizione dell’eventuale turista.

… O quanto 895.161 degli hamburger più cari del mondo

  • Ricomprare 15 volte – con la macchina del tempo – l’attaccante montenegrino Pedja Mijatovic: acquisto che apparve folle per l’importo, nel 1996 un miliardo e mezzo di pesetas. Fu realizzato dall’allora presidente del Real Madrid, Lorenzo Sanz, che strappò il calciatore al Valencia
  • Comprare 15 isole come quella di Shakira, che ne acquistò nel 2011 una al nord delle Bahamas per 12 milioni di euro
  • Mangiare 895.161 volte l’hamburger più costoso del mondo. E’ quello, secondo la rivista “Forbes”, del ristorante Serendipity 3 di New York: costa 248 euro ed è a base di carne di manzo Waygu giapponese, più trionfi di contorni e condimenti speciali e uno stuzzicadente d’oro massiccio con diamanti
  • Bere 25.227 bicchierini del whisky più caro del Pianeta: quello di cui un turista cinese ha pagato 8.760 euro due decilitri, nella stazione elvetica di St Moritz pochi giorni fa (era un puro malto del 1878)
  • Un iPhone in dono a ogni abitante di Vigo, città di 290 mila anime, la quattordicesima della Spagna. (In Italia qualcosa fra Venezia con 261 mila abitanti e Catania con 312 mila).

È appena sbarcato a Parigi Neymar, il fuoriclasse brasiliano che dalla prossima stagione giocherà al Paris St. Germain per l'incredibile cifra di 222 milioni. Mentre i tifosi francesi già impazziscono per lui, gli spagnoli sponda blaugrana si disperano, come dimostra questo video in cui la vecchia maglia di Neymar viene letteralmente data alle fiamme Courtesy Rete7 – fonte Twitter

Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev-Agi

 

 

Sorteggio in salita per il Napoli di Maurizio Sarri: sarà il Nizza di Mario Balotelli l'avversario nel play off di Champions League. Lo ha stabilito il sorteggio effettuato a Nyon. La gara di andata è in programma il 15 o 16 agosto al San Paolo, il ritorno il 22 o 23 dello stesso mese in Francia. 

Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, era stato chiaro. "La Liga non accetterà i soldi per la clausola rescissoria di Neymar denunciando il Psg per concorrenza sleale e l'impossibilità di competere contro i club/Stato", aveva dichiarato il numero uno del calcio spagnolo, mentre gli agenti di Neymar preparavano l'assegno da 222 milioni di euro necessario a strappare l'attaccante brasiliano al Barcellona e portarlo al Paris Saint-Germain, il club posseduto dagli sceicchi qatarioti. Così è stato. I rappresentanti legali del calciatore, presentatisi a saldare la clausola rescissoria più costosa della storia del pallone, si sono visti rifiutare il pagamento. Una battaglia necessaria perché il fair play finanziario non resti solo una bella parola e il calciomercato non diventi una gara al rialzo dove a vincere è chi può permettersi di sprecare denaro. Una battaglia che la Liga ha dimostrato di prendere sul serio. Tanto da avventurarsi in quella che si preannuncia come uno scontro legale difficile e convulso. 

"Un caso di doping finanziario"

Dal punto di vista tecnico, la Liga ha respinto il versamento asserendo che il pagamento della clausola di rescissione – spiega il quotidiano sportivo spagnolo 'As' – è un diritto che solo i club spagnoli possono esercitare. E, soprattutto, che non sa da dove provenga il denaro."Il problema del Psg non sono le perdite superiori ai 30 milioni di euro in tre anni ma i ricavi gonfiati", ha dichiarato Tebas alla testata iberica, "siamo di fronte a un evidente caso di doping finanziario".

Tebas intende inoltre denunciare alla Fifa per concorrenza sleale una squadra che è parigina di nome ma ha di fatto dietro uno degli Stati più ricchi del mondo. "La denuncia è pronta e sarà presentata all' Uefa, l'Unione europea e la Corte di Svizzera, che sono i tribunali competenti", prosegue il numero uno della Liga, "i conti del Psg mostrano che le entrate commerciali sono superiori a quelle di Real Madrid o Manchester United e ciò vorrebbe dire che il valore del marchio sarebbe superiore a questi due club, cosa che è impossibile".

"Si apre un percorso legale tortuoso"

"Si apre uno scenario complicato, un cammino legale tortuoso", scrive ancora 'As', spiegando che ora il Psg dovrà "depositare i 222 milioni della clausola davanti un notaio e denunciare la Liga per non aver accettato il pagamento. Qui comincerà il contenzioso: con questa mossa la squadra del Parco dei Principi intende obbligare il Barcellona a negoziare il trasferimento del giocatore e aggirare così il veto dell'istituzione guidata da Javier Tebas". La valutazione sulla denuncia per violazione del fair play finanziario è invece competenza della Uega, che non si esprimerà prima del 31 agosto.

Il primo passo di Neymar e dei suoi agenti, si legge su 'Marca', sarà però ottenere dalla Fifa  un via libera provvisorio che consenta alla stella verdeoro di debuttare con la maglia del Psg già sabato prossimo contro l'Amiens, nella prima giornata del campionato transalpino. La clausola rescissoria faceva infatti parte del contratto e la Liga non può bloccare il trasferimento solo per questo. Non che Tebas ci speri. Il suo obiettivo, si legge in un articolo sul sito di Gianluca Di Marzio, è quello di "fare rumore". "Non vogliamo impedire i trasferimento, ma soltanto che la Liga venga utilizzata come meccanismo di illeciti. Il nostro obiettivo è che il Paris Saint Germain venga sanzionato", ha spiegato. Il trasferimento più costoso del mondo, quindi, alla fine si farà lo stesso. Salvo sorprese, che nel calcio non mancano mai.

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