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Paolo Dal Pino è il nuovo presidente della Lega Serie A. L’ex manager del settore delle telecomunicazioni ha ottenuto 12 voti dall’assemblea della Lega in corso in via Rosellini a Milano. Subentra a Gaetano Miccichè, dimessosi dalla carica di presidente lo scorso novembre. Lo stesso Miccichè ha ottenuto 7 voti e c’è stata anche una scheda bianca nella votazione che ha eletto Dal Pino.  

Daniele De Rossi lascia il calcio. Secondo Sky Sport l’ex capitan Futuro giallorosso, volato in Argentina dopo l’addio alla Roma a giugno, smetterà di giocare e lascerà il Boca Juniors nei prossimi giorni. All’origine della decisione sembra probabile il fatto che la nuova proprietà giallorossa, che dovrebbe essere ufficializzato entro poche settimane, lo vuole in un ruolo di primo piano come dirigente. Insieme, forse, a Francesco Totti.

La notizia è confermata dal giornalista Fernando Carlos su Instagram che scrive: “Siamo Fuori dalla Boca” con tanto di virgolettato riferito al giocatore. Poi aggiunge: “Daniele De Rossi se va de Boca por motivos personales. Se vuelve a Italia”. Stamattina De Rossi ha svolto l’ultimo allenamento con la maglia del Boca e alle 19.30 (orario italiano) è prevista la conferenza stampa del nuovo presidente del Boca che annuncerà l’addio di De Rossi.

Proprio l’arrivo della nuova dirigenza sarebbe all’origine della decisione di DDR. Dopo le elezioni presidenziali che avevano portato al vertice dei Boca Juniors Jorge Ameal, infatti, si è subito parlato di possibili problemi per l’ex giallorosso. Il nuovo presidente, infatti, ha chiarito subito: “Non sappiamo cosa farà De Rossi, se rimane, se continuerà a giocare. Bisogna vedere tante cose.

Qualcuno lo ha portato e lo ha fatto venire in questo club, e ora non sappiamo se si sentirà a suo agio anche con noi. E comunque rivedremo il contratto”. Il suo contratto, infatti, sarebbe scaduto il prossimo 30 giugno. Con il suo ritiro, tra i campioni del mondo a Berlino in attività, rimane solo Gianluigi Buffon.

Gli sportivi scendono in campo in difesa dell’Australia devastata dagli incendi che da diverse settimane stanno colpendo il Paese costringendo molte persone a lasciare le loro case e decimando molte specie animali. Il numero due del tennis australiano, il 24enne Nick Kyrgios, ha deciso di donare 200 dollari australiani per ogni ace realizzato durante i tornei che giocherà a gennaio, Australian Open compreso: “Abbiamo la capacità e le risorse per fare qualcosa del genere. La mia città natale è Canberra, dove abbiamo l’aria più tossica del mondo. Una cosa piuttosto triste. È qualcosa di più grande del tennis”.

Queste le sue parole alla fine della partita giocata contro il tedesco Struff, valida per la coppa ATP, dove ha raccolto 4 mila dollari (20 battute vincenti). È stato lo stesso Kyrgios, numero 30 del mondo, a confermare che altri tennisti australiani come Alex de Minaur, Millman e Peers, e tenniste come Stosur, Hon e Sanders, lo hanno seguito nell’iniziativa. Anche la federazione tennistica australiana ha aderito al progetto filantropico donando 100 dollari australiani per ogni ace realizzato. Nel primo giorno del torneo, che si gioca tra Brisbane, Perth e Sydney, sono stati raccolti oltre 21 mila dollari. 

Il 15 gennaio è stata annunciata una giornata di partite di esibizione volte proprio a raccogliere fondi destinati a chi sta operando per fermare l’emergenza e a chi ha perso tutto. “Andranno alle famiglie, ai vigili del fuoco, agli animali, a tutti coloro che stanno perdendo la loro casa. È una cosa vera e reale”. I nomi saranno svelati nei prossimi giorni ma l’adesione sembra alta, anche da parte dei giocatori di primissima fascia.

Anche la federazione di Cricket, sport molto diffuso nel Paese, ha dichiarato di voler organizzare iniziative per aiutare a fronteggiare i danni che gli incendi stanno causando in molte zone. I migliori battitori del campionato nazionale, come Chris Lynn, Glenn Maxwell e D’Arcy Short doneranno 250 dollari per ogni fuori campo da sei punti realizzato nelle prossime partite.

Tre squadre di calcio della massima serie, tutte di Melbourne, hanno annunciato che doneranno due dollari per ogni biglietto venduto nel fine-settimana. Ma altre iniziative sono in corso anche all’interno della lega del football australiano (sport molto particolare ma che ha molti appassionati in Australia) dove diversi giocatori, come il capitano del Richmond football, Trent Cotchin, ha messo all’asta una sua maglia firmata e altri privilegi (pass ticket) su Instagram. “È orribile pensare a ciò che la gente sta attraversando a causa degli incendi. In questo momento ogni piccolo aiuto conta”.

La Roma potrebbe presto cambiare proprietà. Manca ancora l’ufficialità ma è questione di giorni, se non di ore, riferiscono fonti vicine al club capitolino che dovrebbe passare nelle mani del miliardario americano Dan Friedkin.

Nell’ultimo mese e mezzo ci sono stati diversi incontri tra il suo gruppo e l’attuale presidente James Pallotta. A dividerli finora, secondo quanto è emerso, è stato il prezzo: Pallotta e i suoi investitori valuterebbero la società circa 800 milioni, compreso il progetto stadio. L’offerta iniziale di Friedkin era di circa 750 milioni, ma la differenza si sarebbe assottigliata nelle ultime ore e entro il 31 dicembre è attesa l’ufficializzazione del passaggio.

Se nuova proprietà sarà, dunque, sarà comunque una proprietà americana. A seguire le fasi è Goldman Sachs, che si è mossa da quando lo scorso 20 novembre hanno cominciato a circolare le voci su un possibile cambio al vertice. Per Dan Friedkin si tratterebbe dell’occasione giusta per entrare nel mondo del business dello sport. Nel 2017 ci provò ma senza successo con gli Huston Rockets, squadra gioiello dell’Nba, dove militano anche i Boston Celtics nel cui bord siede proprio l’attuale presidente della Roma Pallotta.

Friedkin, proprietario e amministratore delegato della Friedkin Group e con un patrimonio netto personale di 4,3 miliardi di dollari, è secondo Forbes tra gli uomini più ricchi degli Stati Uniti e subentrerebbe a uno stanco Pallotta, che sembra sempre meno interessato alle sorti della squadra, complici anche le vicissitudini della costruzione dello stadio, la cui realizzazione doveva completarsi entro il 2016, ma che oggi è ancora bloccato dalle indecisioni della giunta capitolina.

Nonostante il prezzo richiesto da Pallotta possa sembrare eccessivo, sarebbe proprio la costruzione dello stadio a rappresentare l’asset più interessante per Friedkin, insieme all’investimento nel ‘brand’ Roma, allettante per un imprenditore americano attivo anche nel campo del lusso. Alcuni giornali online della Capitale intanto danno già l’accordo per fatto. RomaPress cita alcuni legali del magnate americano che avrebbero confermato un “accordo totale” tra le parti. 

 

Nato 54 anni fa a San Diego, California, Dan Friedkin è proprietario e amministratore delegato della Gulf State, società fondata dal padre Thomas nel 1969. Secondo Forbes il suo patrimonio netto è di 4,3 miliardi di dollari, è al 187esimo posto nella top 400 dei miliardari stilata dalla rivista americana e il 504esimo uomo più ricco del mondo. Soldi arrivati in buona parte dalla società di famiglia che negli anni si è assicurata l’esclusiva di distribuire auto Toyota in cinque Stati attraverso 150 concessionarie a Houston, in Texas, dove ha sede, e poi in Arkansans, Mississipi, Louisiana e Oklahoma. Dopo la morte del padre, nel 2017, a Dan e’ passata la gestione dell’intera holding di famiglia.

Sposato, padre di 4 figli, Friedkin si è laureato alla Georgetown University di Washington mentre alla Rice University di Houston ha conseguito un master in Business administration. Nel 2018 ha venduto Toyota negli Stati Uniti per circa 9 miliardi di dollari, e la vendita di auto è la sua principale fonte di ricchezza.

Negli anni poi ha cercato di differenziare gli investimenti della holding: tra i principali risultano quelli nei resort di lusso della Auberge, che ha strutture ad Aspen, in Colorado e Capo San Lucas in Messico.

La prima volta che Dan Friedkin ha manifestato interesse a diventare manager di una società sportiva è stato nel 2017, quando ha tentato di comprare la squadra dell’Nba Houston Rockets poco dopo che il proprietario Leslie Alexander aveva manifestato la volontà di vendere. L’affare non andò in porto. Più recente l’interesse per l’As Roma, per la quale si è prima offerto per un aumento di capitale da 150 milioni come socio di minoranza, prima di uscire allo scoperto con l’interesse a rilevare la quota di maggioranza di James Pallotta.

Come molti magnati americani, ha impegnato parte del patrimonio di famiglia in progetti filantropici. Il principale è quello della Friedkin Conservation Fund, che lavora per la salvaguardia di oltre 2 milioni di ettari di territori incontaminati della Tanzania. Impegno che però non lo distoglie da alcune passioni private da record: possiede infatti una delle pù grandi collezioni di aerei militari da guerra degli Stati Uniti ed è tra gli unici nove piloti civili ad avere l’onore di poter prendere parte alla formazione dei voli acrobatici dell’Air Force.

Appassionato di cinema, è stato produttore di diverse pellicole. Nel 2016 ha co-prodotto con Ridley Scott “All the money in the world”, dove il regista di Blade Runner ha raccontato il rapimento di John Paul Getti III, nipote dell’allora uomo più ricco del mondo Paul Getty, avvenuto proprio a Roma nel 1973. Tra i film prodotti anche ‘The Square’, vincitore della Palma d’Oro nel 2017, e ‘The Mule’, diretto e interpretato da Clint Eastwood. 

In un incidente stradale in provincia di Siracusa è morto il portiere 19enne del Rosolini Nino Malandrino. Nello schianto sono rimasti feriti altri due calciatori che viaggiavano con lui sulla strada provinciale Pachino-Rosolini: i giovani di 20 e 23 anni sono stati trasportati all’ospedale “Di Maria” di Avola dove sono ricoverati in prognosi riservata. I tre, a bordo di una Fiat 500, stavano rientrando da Rosolini, quando nella notte, intorno alle 3, il mezzo è uscito fuori strada schiantandosi contro un muretto in contrada Luparello di Pachino. Quando sono arrivati i soccorsi, per il diciannovenne non c’era più nulla da fare: era morto nell’impatto. 

Zlatan Ibrahimovic di nuovo con la casacca rossonera: Il Milan comunica di aver concluso un accordo per il diritto alle prestazioni sportive del calciatore svedese. L’accordo con il club rossonero va fino al termine di questa stagione, con l’opzione di estenderlo per la stagione successiva.

Nato a Malmo (Svezia) il 3 ottobre 1981, Ibra fa ritorno al Milan dopo aver scritto pagine importanti nella storia rossonera, collezionando, nelle stagioni 2010/11 e 2011/12, 85 presenze e 56 reti e contribuendo nel 2011 in maniera decisiva alla conquista del diciottesimo Scudetto e della Supercoppa Italiana.

La straordinaria carriera di Zlatan, iniziata con la maglia del Malmo Fotbollforening, è stata scandita, oltre che dal Milan, da AFC Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Paris Saint-Germain, Manchester United e Los Angeles Galaxy, per un totale di 788 partite e 473 gol. Tra gli innumerevoli riconoscimenti individuali, Ibrahimovic ha vinto 5 titoli di capocannoniere (2 in Italia) e 11 edizioni del Guldbollen, il premio assegnato al miglior calciatore svedese. In Serie A è stato eletto per 3 volte miglior giocatore assoluto e 5 volte miglior giocatore straniero.

“Sto tornando in un club che rispetto enormemente e in una città che amo – ha dichiarato Ibrahimovic – Lotterò con i miei compagni di squadra per cambiare il corso di questa stagione e farò di tutto per centrare i nostri obiettivi”. Ibrahimovic sarà a Milano giovedì 2 gennaio per sostenere i test medici necessari alla regolare formalizzazione dell’accordo, per poi unirsi ai nuovi compagni di squadra per i primi allenamenti. Una volta ufficializzato il contratto, verrà organizzata la conferenza stampa di presentazione, con diretta televisiva sul Club Channel “Milan TV” e sulla App Ufficiale AC Milan. 

Zlatan Ibrahimovic ha detto sì al Milan: la notizia è riportata sul sito di Sky Sport. Lo svedese ha sciolto le riserve comunicando ai rossoneri di aver accettato la loro proposta, si legge ancora. Le parti sono ora al lavoro per sistemare gli ultimi dettagli. Ibrahimovic dovrebbe firmare un contratto di 6 mesi con opzione di rinnovo legata al verificarsi di determinate condizioni.

Corinna, la moglie del pluricampione del mondo di F1 Michael Schumacher, ha dato ai fan un insolito aggiornamento, pochi giorni prima del sesto anniversario dell’incidente sulla neve che è quasi costato la vita all’ex pilota. È quanto riferito dal tabloid britannico Mirror. “Le grandi cose iniziano con piccoli passi”, avrebbe detto la donna ai tifosi del marito, sulle cui condizioni di salute viene mantenuta una strettissima privacy dalla famiglia. In vista del lancio di una nuova pagina social da parte del fan club di Schumacher, ‘KeepFightingMichael’, Corinna si è espressa parlando di “molte piccole particelle” che “possono formare un grande mosaico”.

Lo scorso settembre, la stampa francese aveva annunciato che il sette volte campione del mondo tedesco di F1 era stato ricoverato in gran segreto all’ospedale europeo Georges-Pompidou di Parigi per essere sottoposto a una cura con cellule staminali da un luminare nel campo. Il leggendario ex pilota della Ferrari ha subito una lesione cerebrale che quasi gli è costata la vita in un incidente di sci nel 2013 sulle Alpi francesi: una banalissima caduta durante la quale però Schumacher battè la testa su una roccia tanto che si spaccò il suo caschetto protettivo.

Dopo una prima, lunga fase in rianimazione e poi in una clinica specializzata, da 5 anni è tornato a casa, nella quiete della sua abitazione a Losanna in Svizzera sulle rive del lago di Ginevra. È assistito 24 ore su 24 e protetto da sguardi indiscreti all’interno della villa-bunker immersa nel verde e protetta da Alte mura di cinta. Sulle sue condizioni si sa poco: nessuno della sua famiglia e degli amici piu’ intimi ha mai voluto divulgare i dettagli.

La Ferrari ha esteso il contratto con Charles Leclerc, che sarà legato al team fino alla fine della stagione 2024. “Sono estremamente contento di rinnovare con la Scuderia Ferrari. La stagione appena conclusa come pilota della squadra più prestigiosa in Formula 1 è stata per me un anno da sogno”, ha affermato Leclerc, aggiungendo: “Non vedo l’ora di rendere ancora più profondo il rapporto già forte che mi lega al team dopo un 2019 intenso e ricco di emozioni. Guardo al futuro con impazienza, prontissimo a cominciare la prossima stagione”. 

“La decisione e il desiderio di prolungare il contratto con Charles ci sono parsi sempre più naturali gara dopo gara, nell’ottica di assicurarci la collaborazione con il nostro pilota per le prossime cinque stagioni. Ciò a riprova dell’impegno della Scuderia e di Charles nel legare saldamente i propri nomi per il prossimo futuro”, ha dichiarato Mattia Binotto, team principal di Ferrari in una nota.

“Charles – aggiunge – fa parte della nostra famiglia già dal 2016 e siamo più che orgogliosi dei frutti che stiamo raccogliendo dalla nostra Academy. Ci fa quindi un grande piacere poter annunciare che sarà con noi per molti anni a venire e siamo impazienti di scrivere con lui nuove pagine della storia del Cavallino Rampante”. 

 

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