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AGI – Uno Slam in terra di Francia, dieci tornei del circuito maggiore, il 62 per cento di vittorie nei match disputati a livello professionistico. Non tantissimo, se vuoi, per un top ten, in 14 anni di carriera. Certo, mai nessuno come lui nel 1976: i trionfi a Roma e Parigi, la prima e unica Coppa Davis della nostra storia strappata al Cile di Pinochet, il settimo posto in classifica a fine anno (è stato anche numero 4, meglio di lui soltanto Nicola Pietrangeli).

Eppure, di Adriano Panatta – 70 anni il 9 luglio – il tennista italiano più importante del mezzo secolo 1970-2020, si ricordano tanto anche memorabili sconfitte. Quella nel ’79 nei quarti a Wimbledon contro il modesto Pat Dupré, tre spanne inferiore. La finale a Roma nel 1978 al quinto contro Borg (quella delle monetine lanciate in campo dagli spalti). La battaglia agli Us Open (quarto turno) contro Jimmy Connors (1978), forse la migliore partita di Adriano di sempre.

Sedici finali perse contro 10 vinte, quasi tutte sfumate per un errore di troppo, un calo fisico, un passaggio a vuoto. “Non è vero che sono pigro – ha dichiarato giorni fa al Corriere della Sera – la verità è che avevo un gioco molto rischioso, da equilibrista, senza margini, che mi richiedeva di essere sempre al cento per cento. E poi avevo tanti interessi, mica solo il tennis. Certo, tornassi indietro, sono sincero, alcune cose non le rifarei”.

Numero uno, senza esserlo mai diventato

Ci crediamo. Panatta è entrato nella storia di questo sport anche per quello che sarebbe potuto essere, più di così, e non è stato. Quanto a talento puro – purtroppo non esistono algoritmi che possano validare una classifica della classe tennistica – l’ex Re del Foro Italico entra per acclamazione nel gruppetto dei migliori di sempre. Un ‘braccio assoluto’, lo stesso che hanno avuto Nastase e Laver, Federer e Ashe.

Gesti eleganti e sorprendenti, come nessun maestro potrà mai insegnare. Certi giorni Panatta è stato immortale, tennista universale e completo. In Davis a Roma nel ’79 spiegò a un giovane Ivan Lendl cosa fosse il tennis, con un 60/60 negli ultimi due set (un ace battendo da sotto) che umiliò quello che di lì a poco sarebbe stato il dittatore del circuito. Al primo turno del Foro nel ’76 fu capace di annullare 11 match-point all’australiano Warwick con un paio di smorzate e una volè in tuffo, per poi piegare in finale la resistenza di Guillermo Vilas, un Rafa d’altri tempi. Migliaia i ‘15′ da applausi ‘tutti in piedi’ che oggi avrebbero sbancato su YouTube.

Lampi di divinità che avrebbero meritato traguardi migliori, almeno un altro Slam, almeno il primo posto in classifica per qualche settimana: sì perché se i più forti di allora si chiamavano Borg e Connors, McEnroe e Orantes, Ramirez e Gerulaitis, il Cristo dei Parioli ce l’avrebbe potuta fare, ce l’avrebbe dovuta fare ad arrivare in vetta. Adriano Panatta è stato un autentico ‘numero uno’ che non è mai diventato numero uno. Sarebbe bastato forse un pizzico di Djokovic nel sangue, o magari uno zio come quello di Nadal sugli spalti. Ai suoi tempi non si usavano i coach, ma se Adriano avesse incontrato Ivan Ljubičić sulla sua strada (o la mamma di Andy Murray) avrebbe certamente messo tutti in riga a suon di servizi slice e attacchi in back di dritto (dopo di lui, solo McEnroe e Federer hanno salvato la specialità dall’estinzione).

La vita oltre il tennis

A 70 anni ben portati Panatta scrive libri sul tennis col suo amico e consulente giornalistico Daniele Azzolini, conduce trasmissioni radiofoniche su Radiouno accanto a Claudio Sabelli Fioretti e Nicoletta Simeone, dirige una rivista (Match Point), è ospite ambito in programmi televisivi (Fabio Fazio ha una passione per lui), gira l’Italia con i suoi ‘campioni per amici’ Daniele Lucchetta, Yuri Chechi e Bruno Conti a incontrare i ragazzi delle scuole.

Ha chiuso già da un po’ con la politica (è stato consigliere comunale con Rutelli sindaco, oggi simpatizzante zingarettiano), e con la motonautica, dopo la morte dell’amico Stefano Casiraghi nel 1990. Ha chiuso anche con la Federazione (Panatta è stato un longevo e capace capitano di Davis, direttore degli Internazionali d’Italia), dopo una lunga e faticosa battaglia (anche legale) che lo ha visto scontrarsi – e perdere – con l’attuale presidente Angelo Binaghi.

Romanista sofferente, padre di tre figli, un matrimonio durato una vita con Rosaria Luconi, oggi ha una compagna trevigiana, Anna Bonamigo, per la quale ha lasciato Roma e rilevato l’ex Sporting Club di Treviso. Vuole farne un circolo all’antica dove si possano insegnare i colpi classici, quelli che non si usano più, piatti e piazzati, che fanno emettere alle corde di una racchetta il vero suono del tennis, quel ‘pof, pof, pof’ dell’ormai celebre cameo cinematografico ne ‘La profezia dell’armadillo’ di Daniele Scariggi (gli è valso un Nastro d’argento nel 2019).

In televisione a parlare di tennis Panatta va sempre più di rado. È stato commentatore accanto a Giampiero Galeazzi, negli anni Novanta, e ai telecronisti di Eurosport in tempi recenti, ma solo negli Slam e per semifinali e finale. Il tennis di oggi, tutto muscoli e bordate da fondo, lo annoia a morte e non ne ha mai fatto mistero nemmeno in diretta.

Lui guarda Re Roger, quando capita, il più grande di tutti, l’unico tennista per il quale sembra mostrare rispetto assoluto, quasi timore reverenziale. Re Roger che per certe movenze intorno alla palla lo ricorda (altre corde, altre racchette, altre scarpe, ma alcuni movimenti dei due si somigliano assai). Federer – spiega sempre Adriano – gioca a tennis come nessuno ha mai fatto prima, non importa cosa dice la statistica.

Un’ultima smorzata?

Oggi, dalla sua nuova vita lontano dal Centrale, Adriano Panatta dà l’impressione – a leggere tra le righe delle sue interviste – di non aver ancora chiuso la partita con lo sport che lo ha reso celebre, malgrado un palmares forse solo buono, per un talento come lui. Come se serbasse ancora una smorzata di rovescio, una veronica spalle alla rete da far venire giù lo stadio. Per chiudere da numero uno (dirigente? politico?) una vicenda bellissima cominciata tanti anni fa al Tennis Club Parioli, dove papà Ascenzio faceva il guardiano. A campioni e campioncini di oggi la vicinanza di un questo signore farebbe ancora un gran bene. Perché è vero che il talento assoluto non si può insegnare, ma ascoltare il suono del tennis può aiutare anche i più modesti a capire il senso vero di questo gioco.  

AGI – Clamorosa rimonta del Bologna ai danni dell’Inter: a San Siro finisce 2-1 per i rossoblu, grazie alle reti del classe 2001 Juwara e di Barrow, capaci di ribaltare l’iniziale vantaggio di Lukaku.

Sconfitta amarissima per la squadra di Conte, ripensando soprattutto al rigore del possibile 2-0 fallito da Lautaro e a quei 20 minuti di superiorità numerica non sfruttati. La Lazio rimane così avanti 4 lunghezze in classifica.

L’inizio di gara è quasi tutto di marca locale a livello di gioco e di intensità. Al 13′ il primo a farsi vedere è Lukaku, che servito in area si gira e deposita in rete, ma dopo essersi aiutato con un braccio. Sarà lo stesso attaccante belga a portare i nerazzurri in vantaggio una decina di minuti più tardi: Young crossa da sinistra, Lautaro stacca di testa e prende il palo, la cui respinta si trasforma in un assist per Lukaku. A ridosso della mezz’ora l’Inter va anche ad un passo dal raddoppio con una giocata pazzesca di Young, che ubriaca Tomiyasu e accentrandosi sul destro chiama al miracolo Skorupski. Bravo anche Danilo a deviare provvidenzialmente la conclusione di Lautaro, mentre dall’altra parte ci pensa Handonovic a salvare la prima vera palla gol emiliana di Orsolini, che fallisce a tu per tu il possibile 1-1.  

Nella ripresa il Bologna tenta il tutto per tutto per riaprire la gara e al 53′ ci va ancora vicinissimo con Barrow, che spara un missile dalla distanza centrando un palo clamoroso. Qualche istante dopo, però, Soriano complica i piani di rimonta dei suoi facendosi espellere per qualche parola di troppo rivolta al direttore di gara. Al 62′ l’Inter avrebbe il colpo del ko in canna per il rigore concesso dopo il fallo di Dijks su Candreva, ma Lautaro calcia malissimo facendosi ipnotizzare da Skorupski. La squadra di Mihajlovic rimane in vita e al 74′ trova la fiammata per il pareggio: Gagliardini liscia clamorosamente un rinvio al limite della propria area, il neo entrato Juwara è lì appostato e lascia partire un sinistro mortifero per Handanovic. È qui che la gara cambia completamente faccia, perché Bastoni rimedia un doppio giallo che ristabilisce la parità numerica e all’80’ arriva l’incredibile ribaltone del Bologna.

A segnare il match point ci pensa Barrow, che con un diagonale mancino fredda il portiere nerazzurro. Nel finale Sanchez avrebbe un paio di occasioni per il nuovo pareggio, una delle quali è miracolosamente salvata da Skorupski, grande protagonista del successo bolognese.

AGI – La Formula 1 ha riacceso i motori dopo oltre cento giorni regalando una gara, in Austria, ricca di emozioni e colpi di scena. Ha vinto Valtteri Bottas che ha confermato in gara un weekend vissuto da protagonista, con la sua Mercedes vestita di nero, per tutta la stagione, in segno di solidarietà con il movimento ‘Black Lives Matter’.

Ma il protagonista assoluto della gara è Charles Leclerc che, nonostante una Ferrari lenta e impacciata per gran parte della gara, ha compiuto negli ultimi sei giri due sorpassi mozzafiato, nei confronti di Norris e Perez, che gli hanno garantito un secondo posto che sembrava insperato. Una condotta di gara magistrale che ha mostrato, una volta di piu’, il talento del pilota monegasco della scuderia di Maranello.

Terzo posto per la McLaren di Lando Norris che ha sfruttato una penalità inflitta a Lewis Hamilton per un contatto tra la sua Mercedes e la Red Bull di Alexander Albon, costretto poi al ritiro. Cinque secondi da scontare all’arrivo che hanno fatto retrocedere il campione inglese in quarta posizione, guastando in parte il Gran Premio della scuderia tedesca.

Una gara da dimenticare anche per Verstappen, tradito dal sistema elettrico della sua Red Bull che lo ha costretto al ritiro anticipato all’undicesimo giro. Impalpabile la gara dell’altro ferrarista, Sebastian Vettel, che ha tagliato il traguardo in decima posizione superato anche da un ottimo Giovinazzo a 6 giri dal termine.

I problemi per le Mercedes si sono materializzati principalmente dall’entrata in pista della “safety car” che, per ben tre volte, ha annullato le distanze create dalle iniziali performance delle monoposto tedesche e dando la possibilita’ ai rivali di compiere una rimonta strepitosa ai danni di Hamilton che resta, tuttavia, saldo al primo posto della classifica mondiale.

Prima del “semaforo verde” quattordici dei venti piloti presenti in Austria si sono inginocchiati per mostrare la loro vicinanza al movimento Black Lives Matter indossando, inoltre, una maglietta celebrativa. Tutti gli altri hanno indossato, invece, magliette con la scritta ‘end racism’, basta con il razzismo. 

AGI – Un grande Milan riscatta il passo falso con la Spal piazzando un vero e proprio colpaccio in casa della Lazio, che cade per la prima volta in assoluto tra le mura amiche e rischia di dire addio al sogno Scudetto. Finisce 3-0 con le reti di Calhanoglu, Ibrahimovic e Rebic: i rossoneri superano momentaneamente il Napoli e accorciano sulla Roma, in attesa proprio del faccia a faccia tra partenopei e giallorossi.La squadra di Inzaghi, invece, scivola a -7 dalla Juventus.

Equilibrio totale nella prima metà del primo tempo all’Olimpico, combattuto soprattutto nella zona centrale del campo. Non succede praticamente nulla fino al 23′, minuto in cui i rossoneri sbloccano la gara: Calhanoglu si destreggia al limite dell’area e lascia partire un destro, deviato da Parolo, che non lascia scampo a Strakosha.

Superata la mezz’ora di gioco viene annullato un gol per fuorigioco a Ibrahimovic, che qualche istante più tardi ha subito la possibilita’ di rifarsi. Fallo di mano in area di Radu sul cross di Saelemaekers e rigore sacrosanto: lo svedese non calcia benissimo e rischia di esser neutralizzato da Strakosha, sfortunato nel vedersi carambolare il pallone sulla gamba e poi in rete.

Senza Immobile e Caicedo, i due centravanti di ruolo, la squadra di Inzaghi fa tanta fatica a farsi vedere con pericolosità in avanti, tant’è che Donnarumma non viene quasi mai chiamato in causa. L’unico pericolo vero prima dell’intervallo e’ portato da Luis Alberto, che tenta la rasoiata dalla distanza senza inquadrare lo specchio.

La Lazio prova ad alzare un po’ il ritmo ad inizio ripresa e al 53′ spreca una grande chance per riaprirla, con Luis Alberto che tarda l’assist per Lazzari facendolo finire in fuorigioco, proprio pochi istanti prima del gol che sarebbe valso l’1-2. Il Milan viene graziato e dall’altra parte non perdona: al 60′ mette la firma sulla gara anche il neo entrato Rebic, che riceve da Bonaventura e tutto solo non può sbagliare il 3-0 ospite.

La squadra di Pioli avrebbe anche un paio di chances clamorose con Theo Hernandez per aumentare ancora di più il passivo, ma il terzino francese le spreca incredibilmente. La sostanza però non cambia, il diavolo fa festa a Roma.  

AGI – Doppia festa per Codogno grazie al baseball: la città del Lodigiano divenuta simbolo della lotta al coronavirus ha ospitato la prima partita di campionato dopo lo stop per la pandemia e a sorpresa ha visto vincere la squadra di casa dei Jaguars 12-11 nel derby contro il Piacenza, altra città martire del Covid-19.

La sfida a porte chiuse si è svolta davanti a una cinquantina di spettatori fra dirigenti, parenti e fidanzate ed è stata preceduta da un minuto di silenzio per le vittime del Covid e l’omaggio ai sanitari. Il Codogno schierava molti giocatori under 18 ma in quasi quattro ore e mezza di gioco ha avuto ragione dei piu’ esperti avversari proprio all’ultimo inning. La partita di serie B ha segnato la ripresa dell’intera stagione di baseball e per l’occasione per annunciare la candidatura dell’Italia a ospitare l’Europeo 2021.  

AGI – Derby senza storia quello che è andato in scena allo Juventus Stadium oggi pomeriggio vinto dai bianconeri per 4-1. Troppo forte la squadra di Sarri, troppo evidente il divario tecnico e troppo diverse le motivazioni. La Juventus in cerca di un’altra vittoria per staccare la Lazio (che alle 21.45 ospita il Milan), il Torino intenzionato a fare punti per mantenersi lontano dal terz’ultimo posto, attualmente occupato dal Lecce.

I bianconeri, che schieravano in porta Gigi Buffon che cosi’ ha timbrato il suo 648esimo cartellino in serie A, record di sempre nel campionato italiano (meglio, nell’ordine, di Mandini, Totti e Zanetti), si sono presentati con la stessa formazione che ha vinto a Genova col tridente composto da Bernardeschi, Dybala e Ronaldo.

Il Torino di Longo rispondeva con un 3-4-3 con Verdi, Belotti e Berenguer in avanti. Meitè e Lukic in mezzo al campo, mentre in difesa non c’è Nkoulou, bensì Izzo, Lyanco e Bremer. Partita che sembrava già virtualmente chiusa dopo mezz’ora con la Juve in doppio vantaggio con le reti di Dybala al 3′ e di Cuadrado al 29′, e che invece allo scadere del primo tempo veniva riaperta con un rigore messo a segno da Belotti col quale il Torino accorciava le distanze.

Nella ripresa bianconeri in campo con la stessa grinta della prima mezz’ora di gioco e terzo gol: Ronaldo direttamente su punizione al 61′. A 4 minuti dalla fine dei tempi regolamentari, la Juventus confeziona il suo poker grazie a un autogol di Djidji. Ora i bianconeri, tornati a +7 sulla Lazio, aspettano che il Diavolo stasera gli faccia un regalo per ipotecare virtualmente anche questo scudetto.  

AGI – Quello che sta per iniziare lo possiamo definire il grande fine settimana della ripartenza sportiva in Italia. Calcio a parte che ha già ripreso a metà maggio con la semifinale di ritorno della Coppa Italia e con il campionato che sta proseguendo a ‘gonfie vele’ – nel senso che non ci sono comunicazioni di giocatori contagiati – domani e domenica diverse discipline sportive riprendono le competizioni. In Italia le difficoltà comunque restano. Gli sport di contatto per il momento sono aperti a livello regionale e poi c’è la problematica delle palestre scolastiche che non possono essere utilizzate dalle società sportive. Come ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò a margine della Giunta nazionale ha definito il mancato utilizzo “una cosa assurda”. Il numero uno di Palazzo H, sede del Coni, si è detto “dispiaciuto che della madre di tutte le battaglie, ovvero risolvere il problema atavico del rapporto tra sport e scuola, in tutto questo periodo nessuno si è preoccupato” aggiungendo che il “rischio è quello di perdere un’intera generazione”.

Particolarmente attiva è l’atletica leggera che tra domani e domenica, con continui aggiornamenti dei protocolli sanitari anche legati alle ordinanze delle singole regioni, avrà due manifestazioni di alto livello nazionale (Rieti e Vittorio Veneto) e alcune minori ma comunque con la presenza di azzurri. Gli eventi saranno comunque tutti a porte chiuse. Ammessi tecnici, giudici e dirigenti.

ATLETICA LEGGERA

Saranno il meeting di Rieti e quello di Vittorio Veneto i due grandi eventi della ripresa della ‘Regina dello sport’. Sulla pista di color azzurro del ‘Raul Guidobaldi’ della città reatina l’attesa maggiore è per l’esordio di Filippo Tortu. Il primatista italiano dei 100 metri con 9”99 su un rettilineo a lui caro – lo scorso anno corse in 9”97 ma accompagnati da un leggero vento oltre la norma (2,4 m/s) – inizierà una stagione orfana dei grandi eventi, dalle Olimpiadi agli Europei, ma nel corso della quale si è prefissato di scendere in 9”92. Un tempo sicuramente alla porta dello sprinter brianzolo ma non proprio un “detto fatto”. A Rieti ci sarà anche Gianmarco Tamberi. ‘Mezza barba’ o ‘Halfshave’ come ama farmi chiamare, Gimbo proverà a confermare quel 2,30 valicato domenica scorsa nella sua Ancona. A distanza di un anno dall’eccellente record italiano sui 400 piani (44”77), per Davide Re sarà un ritorno alle gare dal 2 ottobre scorso (semifinale dei Mondiali di Doha, 44”85) anche se su 100 e 200. Sui blocchi tornerà a distanza di pochi giorni anche Luminosa Bogliolo sui 100 ostacoli.

Considerando che alcune Regioni stanno riaprendo agli sport di contatto, la Fidal, ha indicato Sicilia, Liguria, Puglia, Veneto, Marche, Friuli-Venezia Giulia e Lazio, Regioni dove si possono disputare gare in ‘modalità tradizionale’ per quanto concerne staffetta 4×400 e tutte quelle del mezzofondo, fondo e marcia in pista “con limitazione al numero di partecipanti per serie”. (800 metri 6/8 atleti; 1500. 6/8; 2000, 3000 (anche con siepi), 5000, 8 atleti; 10.000. 8 atleti; marcia 8 atleti).

FORMULA 1

Questo è anche il fine settimana dell’attesa ripartenza del Mondiale di Formula 1. Si riprende, a porte chiuse, dall’Austria con due Gran premi che si terranno sul circuito di Spielberg. Per il momento si conoscono le date delle prime otto tappe di un calendario che ha già visto la cancellazione di sette Gp (Australia, Olanda, Montecarlo, Azerbaijan, Francia, Singapore e Giappone). Gli eventi, fino a ordine contrario, per il momento sono a porte chiuse. Dopo tre mesi rispetto a quanto previsto, i bolidi oggi sono tornati a sfrecciare nelle prove del Gp d’Austria che si disputerà domenica. Il Red Bull Ring domenica 12 ospiterà un secondo Gran Premio ribattezzato ‘Gp di Stiria’. Il 19 luglio il Mondiale di trasferirà su un circuito noto, l’Hungaroring nei pressi di Budapest per il Gp d’Ungheria. Il 2 agosto a Silverstone è previsto il Gp di Gran Bretagna mentre la domenica successiva è in agenda il Gp del 70° anniversario dall’inizio della Mondiale di Formula 1. Il 16 agosto Gp di Spagna sul circuito di Montmelò. Agosto terminerà con un classico, il Gp del Belgio a Spa-Francorchamps. Il 6 settembre sarà il giorno del Gran Premio d’Italio a Monza.

EQUITAZIONE

L’attività degli azzurri del salto ostacoli riprendono a gareggiare all’estero, in Francia, Belgio e Germania. A St. Tropez-Grimaud in gara Lorenzo De Luca, Emanuele Gaudiano, Alberto Zorzi e Roberto Previtali. A Lier in Belgio saranno in gara  Antonio Alfonso, Giampiero Garofalo, Lucia Le Jeune Vizzini e Filippo Tabarini mentre a nella località tedesca di Luhmuehlen tra gli iscritti figura Emanuele Camilli.

CANOTTAGGIO

Le barche ritornano in acqua ma le competizioni nazionali e regionali saranno riprogrammate da settembre a seguito dell’impossibilità di rispettare il distanziamento sociale in barca. Da lunedì 6 torneranno ad allenarsi gli atleti azzurri. La ripartenza è prevista da Sabaudia.

RUGBY

La Nazionale di rugby inizia a muovere i primi passi e lunedì 6 (fino a giovedì 9) sarà a Parma per il primo raduno dopo il forzato ‘rompete-le-righe’ di marzo causa il divampare della pandemia di Covid-19. Sarà un ritiro all’insegna della massima tutela degli atleti e staff tecnico. All’arrivo a Parma saranno effettuati test sierologici per tutti.

PESISTICA

In attesa di ritornare alle competizioni – molto probabilmente dall’autunno – la nazionale italiana di pesistica olimpica è in ritiro al Centro di Preparazione Olimpica di Formia. In questi giorni in allenamento anche la squadra paralimpica.

ARRAMPICATA SPORTIVA

L’attività italiana dell’arrampica sportiva, sport che proprio dall’edizione di Tokyo 2020 farà il suo esordio alle Olimpiadi, riprenderà la prossima settimana da Innsbruck (Austria) con il primo collegiale post-Covid della nazionale olimpica. In allenamento ci saranno i tre big azzurri, Ludovico Fossali, Michael Piccolruaz e Laura Rogora (Rogora e Fossali hanno già il pass olimpico).

BASEBALL

Il campionato nazionale di baseball con sette squadre e girone unico scatterà l’8 luglio con una delle partite più classiche dello sport del ‘batti e corri’: Parma-Bologna. Tre partite settimanali su 7 inning fino al 22 agosto, poi semifinali e finali.

MOTOMONDIALE

In gran parte definito il calendario del Motomondiale che riprenderà il 19 da Jerez de la Frontera. Per la Moto2 e Moto3 sarà una ripresa mentre per la MotoGp un vero e proprio inizio. Nella località spagnola il 26 andrà di scena un secondo Gp, quello denominato dell’Andalusia. Il 9 agosto a Brno si svolgerà il Gp della Repubblica Ceca, quindi due tappe in Austria, il 16 e il 23 rispettivamente per Gp d’Austria e il Gp di Stiria. A settembre spazio per due Gp in Italia, entrambi a Misano Adriano: il 13 ci sarà il Gp di San Marino e della Riviera di Rimini, il 20 il Gp dell’Emilia Romagna e della Riviera di Rimini. Settembre terminerà con il Gp di Catalogna. Tre gli appuntamento ad ottobre. Si partirà l’11 con il Gp di Francia a Le Mans, si proseguirà il 18 con il Gp d’Aragona e si concluderà il 25 sempre ad Aragon con il Gp di Teruel. Due gli eventi previsti a novembre, entrambi a Valencia, l’8 con il Gp d’Europa e il 15 con il Gp della Comunità Valenciana.

SPORT AQUATICI

Gli sport acquatici stanno per riprendere tra tante difficoltà. In questa prima parte della ripartenza vengono organizzate gare a distanza mentre una vera e propria ripresa delle gare dovrebbe coincidere con gli Internazionali di Roma che saranno validi anche per i Campionati italiani assoluti. I tuffi dovrebbero riprendere nel fine settimana 5-7 agosto a Bolzano. Prosegue l’attività della nazionale azzurra del nuoto sincronizzato. Due i collegiali fino al 18 luglio, il primo a Savona con 18 convocati e il secondo con 6 atleti presso il Centro Federale di Pietralata (Roma).

CANOA

Fortemente compromessa l’attività nazionale, a livello internazionale le federazioni competenti hanno cercato di salvare alcuni eventi. Nello slalom, gli Europei Senior originariamente previsti a metà maggio in Gran Bretagna, sono stati riprogrammati a settembre a Praga (Junior e Under 23 in gara ai primi di ottobre a Cracovia). La canoa discesa ripartirà dai Campionati europei Junior e under 23 in Slovenia (4-7 novembre). Due gli eventi di Coppa del mondo per la canoa slalom Tacen (Slovenia) ad ottobre e Pau (Francia) a novembre. Gli Europei di Ivrea del 2021 (6-9 maggio) varranno come qualificazione olimpica.

PENTATHLON MODERNO

La federazione pentathlon moderno ha allungato fino al 2 agosto la sospensione di tutta l’attività nazionale e regionale.

PUGILATO

In attesa di una uniforme normativa sugli sport di contatto, il pugilato nazionale ha posticipato l’attività da settembre in poi.

GINNASTICA

La ginnastica riparte a settembre. Saranno le gare Silver a dare il segnale della grande rinascita ginnica, il ritorno alla normalità delle pedane e l’inizio della cosiddetta ‘Fase 3′.  Prima gara, la terza prova della Serie A di ritmica, il 10 e 11 ottobre. L’artistica femminile e maschile riprenderà il 17 e 18. L’autunno per la ginnastica italiana sarà una ‘maratona’ anche perché i calendari nazionali sono stati incastrati in quelli internazionali in particolare con i tre Campionati europei (Ritmica a Kiev in Ucraina dal 26 al 29 novembre; Artistica maschile dal 9 al 13 dicembre, femminile dal 17 al 20 dicembre a Baku in Azerbaijan). 

AGI – Col trascorrere delle settimane le speranze di vedere accolta in maniera positiva la richiesta di posticipare al 2022 l’atteso e fortemente voluto Campionato mondiale di sci alpino assegnato al 2021 alla ‘Perla delle Dolomiti’, Cortina d’Ampezzo, si erano sempre più affievolite. Il coronavirus nell’ultimo mese è diminuito nel contagio. Un dato positivo nel quale, però, ancora non cullarsi. La Federazione Italiana Sport Invernali, raccolto il desiderio della Fondazione Cortina 2021 e di altri enti con l’appoggio della Regione Veneto, si è fatta portavoce della richiesta. Oggi quel desiderio è tramontato e la richiesta è stata bocciata.

Una decisione maturata giorno dopo giorno perché l’intenzione del mondo dello sci non era quella di portare il Mondiale nello stesso anno delle Olimpiadi, quelle di Pechino nel 2022. Così è stato e la kermesse iridata, sarà la numero 46 della storia (la 47esima sarà in Francia), si terrà tra puntuale tra sette mesi, dal 9 al 21 febbraio del 2021. La richiesta avanzata dalla Fisi il 25 maggio scorso era legata al fatto che il Veneto e l’Italia erano stati fortemente colpite dalla pandemia di Covid-19 con implicazioni finanziarie senza precedenti per la comunità imprenditoriale locale e nazionale oltre che per la popolazione. Sono stati illustrati quali rischi avrebbe portato una seconda ondata del virus in autunno: la cancellazione del Mondiale nell’Ampezzano con ulteriore importante danno economico dopo la cancellazione delle finali di Coppa del mondo del marzo scorso.

Su questo punto oggi è intervenuto il presidentissimo della Federazione Internazionale dello Sci, Gian Franco Kasper. “La Fis ha deciso di sostenere finanziariamente la federazione italiana per un massimo di 10 milioni di franchi svizzeri in caso di cancellazione dei Mondiali di Cortina per un ritorno dell’epidemia di coronavirus – ha detto Kasper, 76 anni, svizzero di Sankt Moritz a capo della Fis da ben 22 anni (è prossimo a lasciare il trono) -. Si tratta di una forma di garanzia che la federazione ha voluto dare all’Italia, auspicando che non ce ne sia bisogno e che il Mondiale si disputi regolarmente”.

Alessandro Benetton, presidente della Fondazione Cortina 2021, ha subito accolto positivamente la conferma del 2021 affermando, “c’è un grande gioco di squadra di istituzioni e territorio, dimostreremo che nonostante tutte le eccezionalità di questo periodo sapremo rendere onore al prestigio del nostro Paese”. Benetton ha precisato, “saremo pronti dimostrando che un Mondiale può cambiare la storia di un territorio nonostante le avversita’ e che Cortina 2021 sarà decisiva per rimettere in circolo energie positive nel Paese e tornare a guardare al domani con la fiducia e l’orgoglio di essere italiani”.

Sin dalla proposta gli atleti si erano detti perplessi e contrari per un doppio appuntamento importante come Olimpiadi e Mondiali a distanza di poche settimane. L’azzurra Federica Brignone, detentrice della Coppa del mondo generale al termine di una stagione sportivamente fantastica, ha detto di essere “molto contenta che la Fis abbia confermato i Mondiali nel 2021 soprattutto per Cortina perché dopo avere saltato le finali dello scorso mese di marzo si merita un evento così importante nella data fissata originariamente”. La campionessa valdostana ha precisato che, “dal punto di vista di un atleta, disputare nel 2022 due grandi eventi come Olimpiadi e Mondiali nello spazio di così poco tempo avrebbe creato qualche problema”.

Sul tema posticipo non si era mai espressa Sofia Goggia che ha detto di voler attendere la decisione odierna. “Sono contenta per Cortina perché ospiterà il primo grande evento internazionale dopo l’epidemia di coronavirus, visto anche lo spostamento delle Olimpiadi estive di Tokyo – ha detto l’oro olimpico in carica della discesa libera -. Va bene la conferma al 2021 anche perché sarà un appuntamento importantissimo e una grande festa per lo sci e la squadra italiana farà di tutto per farsi valere e mostrare il proprio valore”.

Nei giorni del Mondiale di sci, Cortina ospiterà un altro evento internazionale: la seconda fase della qualificazione olimpica femminile. Il torneo si terrà dall’11 al 14 febbraio allo stadio Olimpico, quello della solenne cerimonia d’apertura dei Giochi del ’56, con le azzurre che affronteranno Kazakistan, Spagna e Taipei. Una concomitanza dal sapore olimpico, piccolo antipasto di quello che accadrà nel febbraio del 2026 quando ci saranno, già ampiamente assegnati con la vittoria sulla Svezia, i Giochi olimpici di Milano-Cortina. 

Vittoria facile facile per l’Inter ai danni del Brescia: a San Siro finisce 6-0. Decisive le reti di Young, Sanchez, D’Ambrosio, Gagliardini, Eriksen e Candreva. Alla squadra di Conte basta di fatto il primo tempo per mettere in cassaforte i 3 punti e mantenere il passo della Lazio, ancora distante 4 lunghezze. Rimane sempre all’ultimo posto invece il Brescia, ormai quasi spacciato e condannato al ritorno in Serie B.

La prima grandissima palla gol del match, a sorpresa, e’ per la formazione ospite con Donnarumma, che dopo appena tre minuti calcia incredibilmente alto tutto solo davanti ad Handanovic. I nerazzurri vengono graziati e dall’altra parte puniscono nell’azione successiva: Sanchez crossa in area, Young si coordina per la battuta al volo e fulmina Joronen con il destro. Al 20′ arriva anche il raddoppio della squadra di Conte, stavolta firmato su rigore da Sanchez dopo un fallo di Mateju su Moses in piena area.

Prima dell’intervallo c’è spazio anche per il tris di D’Ambrosio, che sfrutta l’assist di Young per battere Joronen con la testa e chiudere i conti anticipatamente. Nella ripresa l’Inter non deve far altro che controllare il largo vantaggio, ma quando possono i nerazzurri cercano sempre di affondare altri colpi. Al 53′ Gagliardini firma il poker sul secondo assist di serata di Sanchez, poi sono Moses e Candreva (traversa dalla distanza) a sfiorare il quinto gol locale. Nel finale la squadra di Conte dilaga e trova anche altre due reti con Eriksen e lo stesso Candreva, che fissano il punteggio sul tennistico 6-0.

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