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AGI – La Lazio conquista un punto prezioso al Signal Iduna Park di Dortmund pareggiando per 1-1 contro il Borussia ma mastica amaro per le tante occasioni sprecate. Al gol di Guerreiro a pochi minuti dalla fine del primo tempo, per colpa di un errore in disimpegno, ha risposto Ciro Immobile, dal dischetto, a metà della ripresa.

La squadra di Simone Inzaghi è scesa in campo con lo stesso atteggiamento della gara dell’Olimpico dove sorprese, grazie a un gioco rapido ed efficace, i quotati tedeschi. Il ‘bis’ e’ mancato solo a causa dell’imprecisione dei biancocelesti che si sono mangiati diverse occasioni da rete: da quella capitate sui piedi di Correa, nella prima frazione, alle parate di Burki sulle conclusioni nella ripresa di Immobile e Luis Alberto dalla distanza.

Negli ultimi 15 minuti la squadra capitolina ha costretto i tedeschi ad abbassare il proprio baricentro e a ergere un fortino per evitare una sconfitta che avrebbe potuto comprometterne il cammino. Con questo punto il Borussia resta primo nel girone a quota 10 punti, seguito dalla Lazio a quota 9 e dal Bruges con 7 punti.

Settimana prossima, nel match dell’Olimpico contri i belgi, servirà un punto per qualificarsi agli ottavi di finale. E se lo Zenit dovesse fare lo sgambetto alla squadra di Favre potrebbe persino aprirsi la possibilità di conquistare la vetta del girone. Di certo la sconfitta in campionato contro l’Udinese sembra lontana anni luce dalla prestazione fornita oggi.  

AGI – Per una notte la Juventus di Andrea Pirlo scaccia i fantasmi, dimentica la pareggite, e s’impone con autorità contro un avversario assai modesto. Il 3-0 casalingo in Champions League contro la Dinamo Kiev è però la risposta che il gruppo doveva dare alla società e al tecnico dopo le prestazioni singhiozzanti fornite contro Ferencvaros e Benevento.

A segno tutto l’attacco bianconero: Federico Chiesa, nel primo tempo, Cristiano Ronaldo e Alvaro Morata, nella ripresa. Con questa vittoria la Juventus conferma il suo secondo posto nel girone sperando di potersi giocare il primato, al Camp Nou contro il Barcellona (vittorioso 3-0 sul campo del Fencvaros), nell’ultima giornata di questa prima fase.

Gli ospiti, guidati da Mircea Lucescu, vecchia conoscenza del calcio italiano, hanno avuto un sussulto d’orgoglio solo nel finale del primo tempo quando Tsygankov, sfruttando un errore di De Ligt, ha avuto l’occasione del pareggio trovando in Szczesny un muro insormontabile.

Mattatore del match e’ stato un altro giocatore entrato sotto i riflettori delle critiche per qualche partita sottotono, Federico Chiesa, autore della rete che ha sbloccato la partita, con un pregevole colpo di testa su cross del rientrante Alex Sandro, della scorribanda che ha portato al raddoppio di Ronaldo, e dell’assist per l’ultima rete dell’infallibile Morata. la Juventus sale così a 12 punti in classifica, tre in meno dei blaugrana che guidano a punteggio pieno.

AGI – “Ho visto la morte troppo da vicino. Non posso più essere lo stesso uomo”. Il pilota della Haas, Romain Grosjean, coinvolto in uno spaventoso incidente nello scorso weekend durante il Gran Premio di Formula 1 in Bahrain, ha lasciato oggi l’ospedale in cui era stato ricoverato e rilasciando una breve intervista all’agenzia Afp dove racconta la dinamica dell’incidente.

Dopo il terribile impatto “mi sono slacciato subito la cintura di sicurezza e ho cercato di uscire dall’auto, ma mi sono accorto che il mio casco colpiva qualcosa”, ha detto Grosjean, con voce tremante. “Mi sono seduto di nuovo, pensavo di essere rimasto bloccato” nell’abitacolo “e che avrei quindi aspettato i soccorsi. Ma alla mia sinistra stava diventando tutto arancione e mi sono accorto delle fiamme. Ho capito che non c’era più tempo per aspettare”.

Grosjean ha quindi raccontato dei primi tentativi vani di abbandonare la vettura. “Ho pensato che non poteva finire così. Ho cercato di uscire di nuovo, ma non ci sono riuscito, così mi sono seduto e ho visto la morte, non vicina ma vicinissima. è qualcosa che non auguro a nessuno”.

Quel che ha cambiato tutto, secondo il pilota franco-svizzero è stato il pensiero della moglie e dei tre figli. Così, mentre le fiamme continuavano ad avvolgere il suo veicolo, ha trovato il modo di uscire. “È lì che ho trovato le risorse per estrarre il piede che era rimasto bloccato, voltare il viso e alzare le mani per issarmi fuori. Sapevo che avrebbero toccato il fuoco e si sarebbero bruciate ma mi sono detto che tutto sarebbe andato bene”.

Grosjean ha confessato di aver ora intensificato le chiacchierate con la psicologa dello sport, che già lo seguiva, per risolvere e prevenire i problemi che potrebbero derivare da un incontro così ravvicinato con la morte. “Per ora, non sto avendo incubi, cattivi pensieri, flashback o momenti di paura, ma questo non significa che non verranno e per questo continueremo a discuterne”, ha detto.

Il pilota spera ora di tornare a correre nell’ultimo GP della stagione 2020, ad Abu Dhabi, il mese prossimo. Una gara che potrebbe essere anche la sua ultima in Formula 1 visto che la Haas ha annunciato di aver raggiunto un accordo per la prossima stagione con il figlio di Michael Schumacher, Mick.

“I miei dubbi non riguardano la paura che quest’incidente possa accadere un’altra volta, ma piuttosto il fatto di non voler mai più far sì che i miei cari subiscano tutto questo”, ha detto. “Una settimana fa, prendersi un anno di pausa sembrava impossibile. Oggi dico a me stesso che potrò fare kitesurf, gare di ciclismo, vedrò i miei figli, mi divertirò, berrò vino. Mi cambierà la vita per sempre”. 

AGI – Mick Schumacher è un nuovo pilota della Haas, il leader del campionato di Formula 2 passerà alla Formula 1 nel 2021. Lo annuncia in una nota la scuderia statunitense. “Il team Haas F1 – si legge – ha firmato il contratto pluriennale con il tedesco Mick Schumacher come parte della sua nuovissima formazione di piloti per il Campionato del Mondo di Formula 1 del 2021”.
“La prospettiva di essere sulla griglia di Formula 1 il prossimo anno mi rende incredibilmente felice e sono semplicemente senza parole”, ha dichiarato il 21enne tedesco, figlio del sette volte campione del mondo Michael Schumacher.

AGI – I tifosi del Borussia Moenchegladbach hanno sparato mortaretti e fuochi d’artificio davanti all’albergo che ospita l’Inter per disturbare il sonno dei giocatori in vista della sfida di Champions. Intorno alle 4 del mattino, riferiscono i media tedeschi, un gruppo di sostenitori biancoverdi si è radunato sul piazzale antistante l’Hotel Dorint e ha dato il via a cinque minuti di botti e fuochi pirotecnici ininterrotti. E’ stato anche esposto uno striscione in inglese con la scritta “Ricordati Inter, le cose vanno meglio con la Coca Cola”, in riferimento al famoso episodio del 1971 quando in una partita di Coppa dei Campioni una lattina colpì in testa Boninsegna e costò la sconfitta a tavolino al club tedesco. 

Le scuse del club tedesco e il precedente del 1971

La polizia tedesca ha avviato un’indagine ma intanto il Borussia Moenchengladbach si è scusato con l’Inter per l’episodio. L’iniziativa, più che nell’attesa per la sfida di Champions, si inserisce probabilmente nei rancori mai sopiti nella tifoseria tedesca per l’eliminazione negli ottavi di finale di Coppa dei Campioni, il 20 ottobre 1971. Al 29mo del primo tempo Boninsegna fu colpito da una lattina e fu sostituito dall’allenatore Invernizzi quando il risultato era sull’1 a 1. Il capitano Mazzola e gli altri giocatori nerazzurri protestarono immediatamente ma la partita proseguì in un clima surreale con l’Inter che smise praticamente di giocare, anche perché restò in 10 per l’infortunio di Jair. Il risultato finale fu 7-1 con la coda dell’espulsione di Mario Corso. Grazie al ricorso presentato e difeso magistralmente dall’avvocato Giuseppe Prisco, la Uefa accordò la ripetizione del match a Berlino. Nel frattempo a San Siro si giocò quella che divenne la gara di andata, il 3 novembre 1971, e terminò con la vittoria dei nerazzurri per 4-2. Il primo dicembre la gara di ritorno a Berlino finì 0-0.

 

AGI – Il pluri-campione del mondo di Formula 1, Lewis Hamilton è risultato positivo al coronavirus durante i test obbligatori precedenti le gare. Lo riferisce la Fia su Twitter. Il pilota della Mercedes si trova al momento in isolamento. Al momento sono in corso i controlli sui suoi contatti, che sono stati tutti individuati. 

Il sette volte campione del mondo salterà così il Gran Premio di Sakhir, in Bahrein, che si svolgerà regolarmente questo fine settimana, aggiunge la federazione. Lo stop forzato non influirà sull’esito del campionato, che il pilota britannico si è già aggiudicato matematicamente lo scorso 15 novembre, quando vinse il GP di Turchia ed eguagliò il record di campionati vinti di Michael Schumacher.

La Mercedes ha spiegato che il pilota  “si è svegliato lunedì mattina con sintomi lievi ed è stato informato contemporaneamente che uno dei suoi contatti prima del suo arrivo in Bahrein (la settimana precedente per un primo GP nel regno, che ha vinto, ndr) era risultato positivo”. Hamilton è quindi risultato positivo a due test consecutivi. Al momento, spiega il costruttore, si trova “in forma e in salute”.      

Il nome del pilota che lo sostituirà, spiega la casa automobilistica, sarà annunciato “a tempo debito”. La squadra ha due piloti di riserva: il belga Stoffel Vandoorne e il messicano Esteban Gutierrez. Vandoorne, che ha guidato in Formula 1 nel 2017 e nel 2018 con la McLaren, corre attualmente con la Mercedes nei test pre-stagionali di Formula E a Valencia, in Spagna. 

AGI – Stéphanie Frappart è l’arbitro che dirigerà Juventus-Dinamo Kiev, in programma il 2 dicembre, per la Champions League. E’ la prima volta che ad una donna viene assegnata la direzione di gara nell’ambito della più importante competizione per club in Europa.

Nata a Herblay, un comune francese di 26.272 abitanti situato nel dipartimento della Val-d’Oise nella regione dell’Île-de-France a una ventina di cilometri da Parigi, Stéphanie Frappart è stata la prima donna ad arbitrare una partita di calcio maschile della Ligue 2 (la serie B francese) tra Niort e Brest nel 2014.  Il fischietto rosa è poi tornato ad arbitrare partite di calcio femminile partecipando al Mondiale 2015, alle Olimpiadi 2016 (Canada – Australia e Brasile – Sudafrica ) e all’Europeo 2017. Nel 2018 ha diretto la finale del Mondiale femminile Under-20 tra Spagna e Giappone.   

Il 28 aprile 2019 di nuovo protagonista nel calcio maschile dove è stata chiamata ad arbitrare Amiens-Strasburgo della Ligue 1 maschile, primo fischietto rosa nella massima serie francese. Quindi ai campionati mondiali femminili del 2019 ha arbitrato quattro partite, tra cui la finale tra Stati Uniti e Paesi bassi, vinta dalla nazionale Usa per 2-0. Il 14 agosto 2019 di nuovo è stato il primo arbitro donna a dirigere una finale di Supercoppa europea di calcio maschile, direttore di gara del derby inglese tra Liverpool e Chelsea alla Vodafone Arena di Beşiktaş. 

Un anno dopo la direttrice di gara francese ha fatto il suo esordio nei gironi di Uefa Europa League maschile: è stata designata per una gara della prima giornata tra gli inglesi del Leicester City e gli ucraini dello Zorya il 22 ottobre 2020. Il preludio alla designazione di oggi che la renderà prima donna ad arbitrare una partita di Champions League maschile, quella tra Juventus e Dynamo Kiev in programma a Torino mercoledì 2 dicembre, alle 20.45.

AGI – Il medico personale di Diego Maradona, Leopoldo Luque, si è difeso, in lacrime durante una conferenza stampa, dalle accuse di negligenza nelle cure del calciatore morto mercoledì all’età di 60 anni. La procura argentina ha aperto un’indagine per omicidio colposo e tra i principali indiziati vi è il medico 39enne che lo aveva operato un paio di settimane prima del decesso. “Volete sapere di cosa sono responsabile?”, ha chiesto Luque tra i singhiozzi. “Di averlo amato, di essermi preso cura di lui, di avergli allungato la vita, di averla migliorata fino in fondo”.

Luque ha detto di aver fatto “tutto quello che poteva, fino all’impossibile” e si considerava un “amico” di Maradona e lo vedeva “come un padre, non come un paziente”. Il giovane chirurgo, titolare di una clinica a Buenos Aires, aveva pubblicato una sua foto con Maradona quando l’ex giocatore aveva lasciato l’ospedale il 12 novembre, otto giorni dopo l’intervento di rimozione di un edema al cervello.

Maradona è tornato a casa a Tigre, a nord della capitale argentina, dove ha ricevuto cure mediche 24 ore su 24 e poteva rimanere vicino alle sue figlie. “Sarebbe dovuto andare in un centro di riabilitazione. Non voleva”, ha detto Luque che ha definito Maradona un paziente “ingestibile”. Luque ha poi spiegato di non sapere perché non ci fosse il defibrillatore da usare in caso di crisi cardiaca nella casa di Maradona e ha chiarito che l’assistenza domiciliare non era sua responsabilità.

“Sono un neurochirurgo”, ha sottolineato. “Sono la persona che si è presa cura di lui. Sono orgoglioso di tutto quello che ho fatto. Non ho nulla da nascondere. Sono a disposizione della giustizia“, ha insistito. L’avvocato di Maradona, Matias Morla, aveva chiesto un’indagine sulle affermazioni secondo cui le ambulanze hanno impiegato più di mezz’ora per raggiungere la casa del mito del calcio in risposta a una chiamata di emergenza il giorno della sua morte. Luque ha affermato che un’ambulanza avrebbe dovuto essere parcheggiata lì fuori. “Non so chi sia responsabile del fatto che non ci fosse un’ambulanza”, ha affermato. 

AGI – Lorenzo Insigne, dopo aver segnato il gol del vantaggio nel posticipo di Serie A contro la Roma, ha reso omaggio a Diego Armando Maradona mostrando, davanti a una telecamera dello stadio San Paolo, una maglia dedicata al campione scomparso in settimana. La maglia, la stessa indossata dalla squadra nella partita di stasera, richiama i colori dell’argentina con le strisce bianche e celesti. Il fantasista partenopeo ha poi dato alcuni baci alla stessa maglia ricevendo i complimenti dal tecnico Gattuso.

La partita

Vittoria rotonda quella del Napoli contro la Roma nel posticipo della nona giornata di serie A, la prima dopo la scomparsa di Diego Armando Maradona. Allo stadio San Paolo finisce 4-0 grazie alle reti di Insigne, Fabian Ruiz, Mertens e Politano.

I ragazzi di Gattuso riscattano così le ultime due sconfitte tra le mura amiche, con Sassuolo e Milan, raggiungendo la Roma in classifica a quota 17 punti e certificando il tentativo di fuga dei rossoneri. 

I partenopei sono scesi in campo con una maglia che ha ricordato quella ‘albiceleste’ dell’Argentina e in curva è spuntato uno striscione con la scritta’The King’. Tutti omaggi a Maradona il cui ricordo, per tutta la partita, ha dato una motivazione in più ai giocatori napoletani per superare un avversario ostico e ben organizzato.  L’equilibrio si sblocca, come detto, grazie ad  Insigne, con una precisa punizione a giro sopra la barriera. 

 La Roma è rimasta in partita per circa un’ora fino al momento in cui è arrivato il raddoppio di Fabien Ruiz che ha superato Mirante con un preciso diagonale incrociato, a filo d’erba, da fuori area. Nel finale sono andati a segno anche Mertens, su respinta corta del portiere avversario, e Politano, con un pregevolissimo dribbling di maradoniana fattura. I giallorossi di Fonseca si fermano dopo 3 vittorie consecutive e registrano gli infortuni di Mancini e Veretout.  

AGI – Il Milan supera per 2-0 la Fiorentina ed è sempre più capolista della Serie A. La squadra di Pioli ha chiuso la questione già nel primo tempo grazie alle reti di Romagnoli, al 17′ su azione di calcio d’angolo, e di Frank Kessie, su calcio di rigore, dopo l’atterramento di Saelemaekers da parte di Pezzella. Al 37′ il centrocampista ivoriano ha fallito l’occasione per arrotondare il risultato facendosi respingere un secondo tiro dagli undici metri da Dragowski.

Seconda sconfitta su due partite giocate per la Fiorentina di Cesare Prandelli apparsa ancora legnosa e poco fluida nella gestione del pallone e nelle trame offensive. Il Milan sale così a 23 punti in classifica e prova una mini-fuga visto che le prime inseguitrici Inter e Sassuolo, in attesa della Roma, distano già cinque punti. La Fiorentina resta nelle parti basse e in acque pericolose con appena 8 punti conquistati in 9 partite giocate.

Udinese sbanca l’OIlimpico

Un altro colpaccio della nona giornata di Serie A è quello che mette a segno l’Udinese in casa della Lazio. I friulani riescono a sbancare a sorpresa l’Olimpico per 3-1, grazie alle reti di Arslan, Pussetto e Forestieri; a nulla serve il rigore di Immobile. Secondo successo di fila per la squadra di Gotti, che costringe la banda di Inzaghi ad un nuovo ko dopo quattro risultati utili di fila.

La prima grande occasione del match è per i padroni di casa dopo appena 4 giri di lancette, con Correa che s’inserisce alle spalle della difesa e cerca di colpire con il mancino, trovando la buona risposta in spaccata di Musso. Nell’equilibrio generale, la fiammata di Arslan al 18′, vale l’inaspettato vantaggio ospite: il centrocampista calcia da fuori e fulmina Strakosha, ma è decisiva la deviazione di Acerbi nel sorprendere il proprio portiere.

La Lazio fa fatica a costruire, merito dell’attenzione e dell’organizzazione dell’Udinese, che al 24′ e al 29′ spaventa ancora i capitolini con Samir (traversa scheggiata in girata) e Forestieri (colpo di testa a lato). A qualche istante dall’intervallo, arriva l’incredibile quanto meritato raddoppio bianconero, con De Paul e Pussetto che orchestrano una fantastica ripartenza conclusa alla perfezione dal numero 23.

Nella ripresa ci si aspetta la reazione rabbiosa da parte della squadra di Inzaghi, ma a parte un pizzico di voglia in più sul rettangolo verde si vede poco altro. La squadra di Gotti serra le linee e concede pochissimo e al 71′ sembra poter far scorrere i titoli di coda sul match, trovando il 3-0 con la conclusione di Forestieri. Una disattenzione difensiva bianconera, però, permette ai biancocelesti di riaprire parzialmente la gara, con il rigore conquistato e trasformato da Immobile al 74′. Un gol comunque inutile per la Lazio, che non riesce nel disperato tentativo di rimontare i bianconeri, che fanno festa all’Olimpico.

Bologna di misura sul Crotone

Il Bologna batte di misura il Crotone per 1-0 e riscatta l’eliminazione dalla Coppa Italia subito in settimana per opera dello Spezia. Il gol partita è stato realizzato da Roberto Soriano nel recupero del primo tempo. Il centrocampista azzurro ha portato a termine un’azione iniziata con il colpo di testa di Sansone, disinnescato da una parata miracolosa di Cordaz, e la conseguente traversa di Palacio sulla respinta.

Il terzo tentativo è stato quello giusto con Soriano che ha dovuto solo spingere la palla in porta con un colpo di testa a pochi centrimetri dalla linea. I calabresi hanno avuto due buone occasioni con Messias e Simy ma, per larghi tratti della partita, hanno dovuto subire il prolungato possesso palla della squadra di Sinisa Mihajlovic.

Il Bologna ha avuto però il demerito di non riuscire a chiudere il match, in particolare con Tomiyasu e Barrow, lasciando in bilico il risultato fino alla fine e rischiando di compromettere una partita dominata dal primo all’ultimo minuto. I felsinei salgono così a 12 punti in classifica allontanandosi dalle zone pericolose dove resta, in ultimissima posizione, il Crotone. I calabresi sono fermi a soli due punti in classifica e con la casella delle vittorie ferma a quota zero.

Il Cagliari fermato in casa

Il Cagliari vede sfumare al quarto minuto di recupero una vittoria che sentiva già sua. In Sardegna finisce 2-2 con lo Spezia che agguanta un meritato pareggio all’ultimo respiro. Al gol di Gyasi al 35′ del primo tempo avevano infatti risposto quelli di Joao Pedro e Pavoletti, entrambi realizzati nel primo quarto d’ora della ripresa, prima del tiro dagli undici metri di Nzola che ha chiuso le ostilità e diviso la posta in palio.

La squadra di Vincenzo Italiano esce con un punto prezioso da una trasferta difficile confermando che il ruolo di sorpresa del torneo le calza a pennello. I liguri hanno messo alle corde i padroni di casa nel primo tempo e, nel momento di maggiore difficoltà, hanno tenuto viva la fiammella della speranza di recuperare lo svantaggio. Ai rossoblu, privi di Simeone, Godin, Nandez e Pereiro, tutti fermati dal Covid, resta il rammarico di dover rinunciare a due punti che avrebbero fatto molto comodo per rilanciare le ambizioni in campionato.

Tra i migliori in campo va però annoverato sicuramente il nome del portiere Cragno autore di almeno due interventi decisivi durante i novanta minuti di gioco. Sottil e Joa Pedro, dal canto loro, hanno avuto le chance per chiudere il match trovando l’opposizione della difesa e del portiere avversario. Ai calciatori di Di Francesco rimane la consolazione di aver saputo reagire, nel migliore dei modi, al ritorno dagli spogliatoi e di aver dimostrato grande cinismo nello sfruttare le occasioni create.

I sardi possono sorridere anche per il ritorno al gol di Leonardo Pavoletti, reduce da due operazioni al ginocchio e da un periodo di grande difficoltà. Il ‘Pavo’ non segnava dal maggio del 2019 in serie A. Con questo punto entrambe le squadre restano invischiate nel gruppone a centro classifica, i sardi con 11 punti e i liguri con 10. 

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