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AGI – Lesione del muscolo lungo adduttore sinistro per Zlatan Ibrahimovic .Questo il responso, fa sapere il Milan, degli esami eseguiti sul calciatore che ieri ha disputato una parte della gara con la Roma. Ibra verrà rivalutato fra una decina di giorni.

L’attaccante potrebbe quindi saltare la partita contro l’Udinese e quella con il Verona. In forse anche l’andata degli ottavi di Europa League in programma il prossimo 11 marzo contro il Manchester United. Nessun problema per Rebic: gli esami strumentali hanno dato esito negativo. 

AGI – Bufera sul Barcellona: sono stati arrestati l’ex presidente, Josep Maria Bartomeu, l’ex capo del personale, Jaume Masfeerrer, e l’attuale direttore generale, Oscar Grau. Le manette sono scattate, secondo quanto riferito da fonti giudiziarie, da parte dei Mossos d’Esquadra nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto ‘Barcagate’. 

L’inchiesta è legata a una società esterna che, per conto del club, diffondeva sui social network commenti negativi nei confronti dei giocatori che contestavano la linea della società e altre figure invise alla dirigenza. La polizia catalana ha inoltre effettuato perquisizioni presso gli uffici del Barcellona al Camp Nou alla ricerca di informazioni utili all’inchiesta. Le ipotesi di reato sono corruzione e illeciti amministrativi. La denuncia era partita da un gruppo di abbonati raccolti sotto la sigla “Dignitat Blaugrana”.

L’esplosione dello scandalo, portato alla luce un anno fa dalla stazione radio Cadena Ser, aveva portato, lo scorso aprile, alle dimissioni di sei membri del consiglio d’amministrazione del club. Tra le figure che sono state bersaglio delle campagne social negative figurano l’ex allenatore Pep Guardiola e giocatori di primo piano come Gerard Piqué e Lionel Messi, che era finito nel mirino dopo uno scontro con il direttore sportivo Eric Abidal.

Il Barcellona aveva reagito affermando che la società reclutata, la I3 Ventures, era stata incaricata semplicemente di monitorare le conversazioni sui social network che avevano come argomento il Barcellona. Emili Rosaud, ex vicedirettrice del club, aveva inoltre sostenuto che il contratto con I3 Ventures presentasse irregolarità finanziarie. 

 

AGI – C’è grande attesa attorno alla squadra italiana di atletica leggera che da giovedì 4 a domenica 7 marzo parteciperà ai Campionati europei indoor. L’Italia si presenterà all’edizione numero 36 della kermesse continentale in sala con 44 atleti (16 esordienti) e soprattutto con una perfetta parità di genere, 22 donne e 22 uomini. Il primo grande evento dallo scoppio della pandemia di Covid-19 per la ‘Regina degli sport’ si svolgerà in terra polacca, alla Toruń Arena Sports Hall dell’omonima città che si trova a metà strada tra Varsavia e Danzica in un’area dove l’atletica leggera è molto sentita. Sarà un Europeo con aspettative per molti atleti che guardano alle Olimpiadi di Tokyo di quest’estate. In gara nella quattro giorni di Toruń ci saranno 733 atleti – numero record considerando che il limite precedente era di 615 a Praga 2015 – in rappresentanza di 47 Nazioni. Iscritti ben 17 campioni in carica, tra essi l’azzurro Gianmarco Tamberi che due anni fa vinse l’oro nel salto in alto. Nel salto in lungo femminile Larissa Iapichino, forte del 6,91 di Ancona che è primato mondiale stagionale, cercherà di impedire il poker alla serba Ivana Spanovic che si è imposta nelle ultime tre edizioni degli Euroindoor.

‘Gimbo’ Tamberi: “In gara do il massimo”

“In allenamento faccio schifo, la gara mi stimola e mi carica, è un mio pregio perché sono un agonista nato. Dall’infortunio del 2016 l’obiettivo che mi rimbombava come un mantra sono sempre state le Olimpiadi di Tokyo”. Lo dice in un’intervista con l’AGI, Gianmarco Tamberi ad una settimana esatta dalla finale del salto in alto dei Campionati europei indoor di atletica leggera di Torun che scatteranno giovedì 4 marzo proprio con le qualificazioni della sua specialità. Tamberi, per tutti affettuosamente ‘Gimbo’, ha iniziato il 2021 con una forma straordinaria: una settimana fa ha valicato l’asticella posta a 2,35 metri in occasione degli Assoluti di Ancona e, quindi, farlo diventare il leader mondiale stagionale.

Marchigiano, 29 anni da compiere l’1 giugno, Tamberi è uno dei testimonial dell’atletica italiana nel mondo con in bacheca un oro iridato ai Mondiali al coperto del 2016 e, nello stesso anno, anche quello europeo outdoor e i due record italiani assoluti, 2,39 e 2,38 (indoor). Dagli Euroindoor in Polonia si attende molto anche perché la stagione appena iniziata culminerà con le Olimpiadi di Tokyo, l’appuntamento che lui ha rincorso dalla sera del 15 luglio del 2016. Non una sera qualsiasi ma la maledetta sera di Montecarlo, quella del drammatico infortunio alla caviglia sinistra durante la rincorsa per provare i 2,41 nella tappa della Diamond League che precedeva i Giochi di Rio de Janeiro.

“Il 2,35 superato con luce (spazio) tra me e l’asticella mi fa sognare – dice Tamberi che si presenta a Torun da campione europeo in carica –. Agli Europei mi aspetto di replicare la gara di Ancona che significherebbe anche un ottimo piazzamento. Quell’urlo di Ancona è stata una liberazione, dopo quasi cinque anni dovevo liberarmi perché sono stati anni difficili, i primi due di frustrazione”.

Gimbo, soprannominato ‘Half-shave’ perché spesso si è presentato in pedana con mezza barba tagliata e mezza no, racconta le sensazioni degli ultimi anni. “I giorni successivi l’infortunio sono stati un incubo, non mi capacitavo, piangevo, mi ha aiutato avere l’obiettivo delle Olimpiadi di Tokyo, era un mantra che mi rimbombava – racconta Tamberi che, lasciate l’estate scorsa le Fiamme Gialle, da alcuni mesi è tesserato per l’Atl-Etica San Vendemiano –. Lo scorso 24 marzo quando hanno deciso di posticipare le Olimpiadi confesso che qualche lacrima mi è scesa. Avevo detto a mio papà (Gianmarco anche lui, suo allenatore, ndr), ‘oggi non mi alleno’ ma il giorno dopo sono tornato a saltare. Il desiderio non era quello di accontentarmi ma di tornare tra i primissimi al mondo. La prima volta che sono stato davvero felice dopo l’infortunio è accaduto nel 2018, dopo il 2,30 ad una gara in Germania, e la seconda ad Ancona pochi giorni fa. L’Europeo vinto con 2,32 nel 2019 mi aveva dato serenità e felicità ma volevo altre misure”.

Parlando della kermesse continentale dei prossimi giorni Gianmarco Tamberi dice, “sarà una gara molto divertente con l’ucraino Protsenko ed il bielorusso Nedasekau siamo i primi tre al mondo del 2021: io sono pronto”.

AGI –   Federica Brignone ha vinto il supergigante di Coppa del mondo sulle nevi italiane di Passo San Pellegrino. Per la sciatrice azzurra quella odierna è la vittoria numero 16 in carriera, la prima in questa stagione, la quarta di sempre in superg. Brignone ha preceduto le svizzere Lara Gut-Behrami, campionessa mondiale in carica della specialità e oggi staccata di 59 centesimi dall’azzurra (cosa che le ha permesso di conquistare la coppa del mondo di specialità), e Corinne Suter, terza a 72 centesimi e anche lei grande protagonista ai recenti Mondiali di Cortina d’Ampezzo.

Brignone, 30 anni, carabiniera valdostana di La Salle, è tornata al successo in Coppa a distanza di un anno. L’ultimo sigillo era stato quello del 23 febbraio 2020 a Crans Montana in Svizzera. Molto buono il risultato della squadra italiana: quarta Elena Curtoni a 78 centesimi, quinta Francesca Marsaglia a 83 e sesta Marta Bassino a 86.

Gara segnata dai gravissimo infortuni della norvegese Kajsa Vickhoff Lie e dell’austriaca Rosina Schneeberger. La 22enne scandinava, che il 30 gennaio scorso nel supergigante di Garmisch-Partenkirchen aveva conquistato il primo podio in Coppa, è caduta finendo ad alta velocità contro le reti di protezione riportando molto probabilmente gravi lesioni alle gambe viste le torsioni compiute dalle ginocchia nella fase della caduta. Anche per l’austriaca si teme un grave infortunio alle ginocchia. Entrambe le atlete sono state soccorse direttamente sulla pista ‘La Volatà’ ed elitrasportate in ospedale.

AGI –  Nuova sfornata di elezioni federali nel fine settimana. Domenica sera saranno 34 le federazioni sportive nazionali sotto l’egida del Coni che avranno già rinnovato il proprio consiglio federale sul totale di 44: poichè Federsci e Federghiaccio andranno al voto il prossimo anno, ne mancheranno 8. Mentre il 13 maggio a Milano si terranno le elezioni del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, in questo weekend saranno ben 3 le federazioni che andranno alle urne. In nessuna delle tre, ovvero arti marziali, pugilato e scherma, ci sarà un candidato unico e solo una, le arti marziali, ripresenterà il presidente uscente.

Sabato alla Nuova Fiera di Roma si terrà la 41esima Assemblea nazionale elettiva della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arte Marziali (Fijlkam). La sfida alle urne sarà tra il presidente in carica Domenico Falcone che guida la Fijlkam dal 2013 e Felice Mariani, primo italiano a vincere una medaglia olimpica nel judo (Montreal ‘76) nonché parlamentare del Movimento 5 Stelle.

Sempre sabato, a Fiumicino, si terrà la 38esima Assemblea nazionale elettiva della Federazione Pugilistica Italiana. Il presidente uscente Vittorio Lai non si ripresenta e quindi la sfida sarà tra Flavio D’Ambrosi , attuale vice presidente vicario, ed Angelo Musone, 57 anni, campano, bronzo olimpico nei pesi massimi alle Olimpiadi di Los Angeles ’84.

Domenica, infine, presso la Sala Sinopoli del Parco della Musica a Roma il presidente Giorgio Scarso, eletto per la prima volta nel febbraio del 2005, dopo 16 anni saluterà la Federscherma. La sfida alle urne sarà tra l’attuale vice presidente Paolo Azzi, da circa 20 anni in seno alla federazione, e Michele Maffei, campione olimpico a squadre nella sciabola a Monaco di Baviera ’72, campione del mondo a Vienna ’71 e altre tre volte argento olimpico sempre con la squadra.

L’agenda delle prossime elezioni prevede il 7 marzo l’assemblea elettiva della Federazione pallavolo che eleggerà, dopo la presidenza di Bruno Cattaneo, l’attuale vicepresidente Giuseppe Manfredi (è candidato unico). Il 7 sarà anche il giorno delle elezioni per la Federazione Tennistavolo: due i candidati, Marcello Cicchitti e il presidente uscente Renato Di Napoli.

Il 13 presso la Nuova Fiera di Roma sono in programma le elezioni della Federazione Rugby con ben 7 candidati (il presidente uscente Alfredo Gavazzi, Marzio Innocenti, Nino Saccà, Giovanni Poggiali, Gianni Amore, Paolo Vaccari ed Elio De Anna). Sempre il 13 assemblee elettive della Federazione Discipline Armi Sportive da Caccia a Chianciano Terme (candidato solo il presidente uscente Felice Buglione) e della Federazione Squash a Riccione.

Domenica 14 elezioni della Federazione Triathlon con due candidati alla presidenza, l’uscente Luigi Bianchi e Riccardo Giubilei. L’assemblea elettiva dell’AeroClub sarà a giugno. C’è una federazione che rischia di non andare al voto entro l’estate: è l’Unione Italiana Tiro a Segno, attualmente commissariata. Il nuovo Statuto è stato approvato dal Coni ma mancano ancora le approvazioni da parte dei due ministeri ai quali è collegato, Difesa che opera di concerto con Economia.

AGI – Sorteggio difficile per il Milan agli ottavi di finale di Europa League: la squadra rossonera se la vedrà con gli inglesi del Manchester United.

Più benevola la sorte per la Roma che incrocerà gli ucraini dello Shakhtar Donetsk.

I giallorossi giocheranno l’andata l’11 marzo in Ucraina, mentre il ritorno sarà il 18 dello stesso mese. Lo Shakhtar è il club che mister Fonseca ha allenato dal 2016 al 2019, prima di approdare a Roma.

Anche i rossoneri giocheranno contro il Manchester United  fuori casa il prossimo 11 marzo, e il ritorno il 18 a Milano. 

Sono 6 le sfide della Roma con lo Shakhtar Donetsk e tutte in Champions League. Gli incontri risalgono alle edizioni 2006-07, 2010-11 e 2017-18. Nel 2006-07 furono all’interno del primo girone di qualificazione. Nei due casi successivi negli ottavi di finale della competizione.

Un passaggio del turno a testa, nel 2011 gli ucraini, nel 2018 la Roma. Il bilancio delle sei partite giocate è di 2 vittorie, 4 sconfitte. Per i giallorossi sono 10 i precedenti contro le squadre dell’Ucraina.

Oltre ai 6 con lo Shakhtar, ci sono anche 4 sfide passate contro la Dinamo Kiev in Champions League, tutte e 4 nella fase a gironi. Il bilancio è di 2 sconfitte e 2 vittorie. Il complessivo contro le ucraine, dunque, è 10 gare, 4 vittorie, 6 ko.

Il Milan dopo essersi qualificato battendo la Stella Rossa grazie a un doppio pareggio (2-2 a Belgrado, 1-1 a San Siro), affronterà la squadra inglese che ha battuto la Real Sociedad (4-0 e 0-0).

In campionato i Red Devils sono secondi in classifica a quota 49 punti dopo 25 giornate, a -10 dalla vetta occupata dai “cugini” del City.

AGI – Serata con i toni chiaroscuri per le italiane impegnate in Europa League. Tutto facile per la Roma che passa 3-1 in casa col Braga; al Milan basta un pareggio in casa con lo Stella Rossa; il Napoli vince 2-1 con il Granada, ma non basta ai partenopei che sono fuori dalla competizione. 

La Roma vince ancora, 3-1 al Braga e passa il turno

La Roma vince anche il ritorno dei sedicesimi di Europa League contro il Braga, strappando definitivamente il pass per gli ottavi di finale. 3-1 il punteggio dell’Olimpico firmato da Dzeko (uscito poi per infortunio), Carles Perez e Borja Mayoral; la rete della bandiera ospite è uno sfortunato autogol di Cristante. Domani la squadra di Fonseca conoscerà il prossimo avversario europeo, in attesa della grande sfida di domenica in campionato contro il Milan.
I giallorossi fanno la partita ma senza accelerare troppo i ritmi, forti del bel risultato ottenuto nella gara d’andata e dell’atteggiamento inizialmente un po’ troppo timido dei portoghesi.

Al 23′ così è la Roma che ne approfitta per passare in vantaggio con Dzeko, bravo a ribattere in rete la respinta del palo sul bel destro a giro di El Shaarawy. Intorno alla mezz’ora prova a reagire il Braga con un paio di conclusioni di Piazon e Sporar, che spaventano ma non fanno male a Pau Lopez. A ridosso del 40′ torna a farsi vedere in avanti la squadra di Fonseca, sfortunata nel colpire una traversa con una conclusione di Pedro su assist di El Shaarawy.

Nella ripresa la Roma non deve far altro che gestire, seppur i portoghesi provino con orgoglio a riaprire il discorso, ma al 75′ il neo entrato Carles Perez realizza il 2-0 che chiude definitivamente i conti, giusto qualche istante dopo un calcio di rigore spedito a lato da Pellegrini. Prima del triplice fischio arrivano prima lo sfortunato autogol di Cristante che accorcia momentaneamente, poi il tris di Borja Mayoral per il definitivo 3-1.

Il Milan soffre ma passa, 1-1 con la Stella Rossa

Al Milan basta un pareggio per eliminare la Stella Rossa e qualificarsi agli ottavi di finale di Europa League. A San Siro finisce 1-1 con le reti di Kessie e Ben Nabohuane: rossoneri avanti in virtu’ dei due gol realizzati fuori casa nella sfida d’andata, terminata sul 2-2. Cuore e carattere non bastano alla formazione di Stankovic, costretta anche all’inferiorità numerica per oltre venti minuti dopo il rosso a Gobeljic.

Giusto una manciata di minuti sul cronometro e i rossoneri trovano subito l’episodio per sbloccare la gara: Krunic calcia e trova la deviazione di mano di Gobeljic, l’arbitro viene richiamato dal Var e assegna il penalty che Kessie trasforma nell’1-0. I serbi non ci stanno e vanno subito a caccia del pareggio, trovandolo al 25′ con la bella conclusione di Ben Nabouhane, giusto qualche istante dopo un gol annullato e una traversa colpita dallo stesso attaccante. Al 37′ il Milan avrebbe una grandissima occasione per tornare avanti, ma Dalot si lascia murare da pochi passi da un attento Borjan.

Nella ripresa entrano Ibrahimovic e Rebic e sono loro due che vanno vicinissimi a confezionare il gol del vantaggio, con lo svedese ad offrire di testa al croato, poco incisivo pero’ a pochi metri dalla porta. Dall’altra parte invece serve un grande intervento di Donnarumma a salvare i suoi sulla conclusione di Sanogo, poi Gobeljic spara alle stelle con la porta semivuota.

Lo stesso numero 77 serbo verrà espulso per doppia ammonizione qualche istante piu’ tardi, lasciando la Stella Rossa in inferiorità numerica. Il Milan prova subito ad approfittarne trovando un gol con Saelemaekers, annullato pero’ per fuorigioco precedente di Ibrahimovic, autore dell’assist. Nel finale la Stella Rossa ci prova in tutti i modi ma non basta a trovare il gol qualificazione. 

Europa League: Napoli vince 2-1 ma non basta, passa il Granada

Una vittoria che lascia l’amaro in bocca al Napoli: il 2-1 di oggi non basta ai partenopei per passare il turno di Europa League, agli ottavi ci va il Granada. Non riesce quindi la grande rimonta alla squadra di Gattuso, a cui non bastano le reti di Zielinski e Fabian Ruiz; in mezzo il sigillo spagnolo di Montoro praticamente letale per gli azzurri.

Bastano appena 3 minuti ai partenopei per rimettere in discussione la qualificazione: gli spagnoli perdono una palla sanguinosa, Zielinski ne approfitta per scappare verso la porta e fulminare Silva per l’1-0. Per la squadra di Gattuso pero’ è solo un fuoco di paglia, perché il Granada non si scompone e al 25′ trova l’1-1 con Montoro che taglia praticamente le gambe al Napoli, costretto a segnare altri tre gol per passare il turno. Gli azzurri non ne vogliono comunque sapere di mollare e al 35′ colpiscono un’incredibile traversa con Insigne, che disegna una splendida traiettoria su punizione respinta pero’ dal montante.

Nella ripresa i padroni di casa continuano a premere sull’acceleratore e al 59′ tornano in corsa con la rete di Fabian Ruiz, che lanciato da Insigne non sbaglia davanti al portiere la chance del 2-1. La rimonta rimane comunque impossibile, il Napoli ci prova fino alla fine con cuore ed orgoglio, ma stavolta non basta. Il Granada fa festa e strappa il pass per gli ottavi di finale.

AGI – I due amministratori delegati dell’Inter, Alessandro Antonello e Giuseppe Marotta, il direttore sportivo, Piero Ausilio, il legale del club, Angelo Capellini, e un membro dello staff tecnico sono risultati positivi al Covid-19. Lo rende noto la società nerazzurra sul proprio sito internet.

“Tutti i dirigenti e l’intero gruppo squadra – si legge – seguiranno le procedure previste dal protocollo sanitario”.

AGI – Ferrari tornerà nella massima categoria del mondiale Endurance dal 2023, a cinquant’anni dall’ultima partecipazione ufficiale. La Ferrari scenderà in pista nella classe Hypercar del Fia World Endurance Championship, un campionato che contribuì attivamente a creare.

La casa di Maranello, informa una nota, dopo una fase di studio e analisi ha dato il via allo sviluppo della nuova vettura Lmh che nelle scorse settimane è già entrato nel vivo con l’avvio delle fasi di progettazione e simulazione. Il programma di collaudi in pista, il nome della vettura e quello dei piloti che costituiranno gli equipaggi ufficiali saranno comunicati in futuro.

Le vetture a ruote coperte di Maranello negli anni hanno riportato grandi successi, come testimoniano i 24 titoli mondiali conseguiti, l’ultimo dei quali conquistato nel 2017, e le 36 vittorie alla 24 Ore di Le Mans.

John Elkann, Presidente di Ferrari, ha commentato: “In oltre 70 anni di competizioni abbiamo portato le nostre vetture a ruote coperte a trionfare sulle piste di tutto il mondo, sperimentando soluzioni tecnologiche d’avanguardia: innovazioni che nascono dai circuiti e rendono straordinaria ogni auto stradale prodotta a Maranello.

Con il nuovo programma Le Mans Hypercar, Ferrari rilancia il suo impegno sportivo e conferma la volontà di essere protagonista nei campionati di eccellenza del motorsport mondiale”. 

AGI – Un’Atalanta di ferro si piega solamente nel finale al Real Madrid nell’andata degli ottavi di finale, cadendo 1-0 al termine di una gara condizionata in particolare da una decisione arbitrale abbastanza discutibile, che ha costretto i bergamaschi all’inferiorità numerica per oltre un’ora e un quarto. Decide la rete di Mendy all’86’, che pone i blancos in una posizione di netto vantaggio in vista del ritorno in terra spagnola, seppur resti comunque tutto aperto. Quarti che sembrano già ipotecati invece per il Manchester City, che a Budapest contro il Gladbach passa 2-0 con Silva e Jesus. 

Al Gewiss Stadium, in un avvio di gara divertente e all’insegna dell’equilibrio, il primo episodio arriva al 17′ ed è un clamoroso abbaglio dell’arbitro, che espelle Freuler per un fallo al limite su Mendy, lanciato sì in porta ma defilato rispetto ai pali difesi da Gollini (oltretutto il centrocampista nerazzurro non era neanche l’ultimo uomo). Nonostante l’inferiorità numerica la Dea non disdegna, anche se verso la porta di fatto calciano solo i blancos, che a ridosso dell’intervallo sfiorano due volte il vantaggio con Vinicius e Casemiro, murati rispettivamente da Pessina e Gollini.

Nella ripresa continua a premere il Real spaventando ancora moltissimo l’Atalanta, che si salva in un altro paio di situazioni sulle conclusioni nuovamente deviate di Modric prima e Vinicius poi. Tanto cuore in difesa, tanta fatica in attacco per gli uomini di Gasperini, preventivatile con l’uomo in meno e dopo l’uscita per infortunio di uno sfortunato Zapata. Pochissimi i pericoli capitati dalle parti di Cortuois, inoperoso per gran parte della sfida. Nel finale il destro a giro di Mendy da fuori area regala al Real un successo pesante, ma per l’Atalanta nulla è perduto e a Madrid servirà un capolavoro per ribaltare le sorti della qualificazione. 

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