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Impresa dell’Atalanta in Champions League: vince 3 a 0 in Ucraina contro lo Shakhtar Donetsk scavalcando così la squadra locale (rimasta in dieci nell’ultima parte della gara) e passa agli ottavi di finale. In gol sono andati Castagne al 66′, Pasalic all’80 e Gosens al 94′. Per la squadra allenata da Gasperini c’era solo la vittoria come risultato utile per poter passare, sperando però che la Dinamo Zagabria non battesse il Manchester City, cosa che non è avvenuta perché la squadra di Guardiola ha largamente vinto in trasferta in terra croata, 4 a 1.

Il risultato di questa sera dei nerazzurri bergamaschi e’ senza dubbio eccezionale se si pensa che le prime tre gare della fase di qualificazione si erano concluse con altrettante sconfitte e tutto faceva presagire l’eliminazione. Poi erano seguiti un pareggio, con il Mancity, e un successo, controla Dinamo Zagabria, alimentando speranze di passaggio agli ottavi. Che questa sera si sono concretizzate in terra ucraina.

La difesa di Alex Schwazer guarda al futuro e l’intricato caso del marciatore italiano potrebbe approdare nelle sale della Corte internazionale dei diritti dell’uomo. È quanto apprende l’AGI oggi in Tribunale a Bolzano da fonti legali di Schwazer. Il campione olimpico della 50 km di marcia a Pechino 2008 ieri si è visto respingere dal Tribunale federale della Confederazione elvetica la procedura d’urgenza per arrivare, prima alla sospensione e poi all’eventuale revoca della squalifica di otto anni inflitta dal Tas di Losanna nell’agosto 2016.

“Se sarà necessario ci rivolgeremo alla Corte internazionale dei diritti dell’uomo”, ha precisato lo staff legale di Schwazer oggi in Tribunale per l’udienza di coordinamento dei nuovi prelievi disposti dal gip Pelino. Sarà di particolare interesse la documentazione che fornirà l’agenzia mondiale antidoping (Wada).

Il Napoli supera 4-0 il Genk nell’ultima partita del girone di Champions League e si qualifica per gli ottavi di finale. La squadra partenopea, in attesa di conoscere il destino del proprio allenatore, Carlo Ancelotti, ha dominato per tutti i 90 minuti senza mai mettere in discussione il risultato finale.

A segno, con una tripletta, l’attaccante polacco Arkadiusz Milik, e il collega di reparto, il belga Dries Mertens. Entrambi hanno messo a segno un rigore. Il Napoli chiude cosi’ il girone al secondo posto dietro il Liverpool, vittorioso in trasferta a Salisburgo con il punteggio di 2-0. 

L’Agenzia mondiale antidoping ha bandito la Russia dagli eventi sportivi globali, tra cui le Olimpiadi di Tokyo 2020 e le Olimpiadi invernali di Pechino 2022, dopo aver accusato Mosca di aver falsificato i dati di un laboratorio antidoping. Un portavoce della Wada, il cui comitato esecutivo si è riunito a Losanna, ha riferito che “l’elenco completo delle raccomandazioni è stato accettato all’unanimità”.

Per lo sport russo è il giorno più nero di sempre, con 4 anni di squalifica. Quindi, niente Olimpiadi (a partire da quelle giovanili del gennaio 2020 a Losanna), niente Mondiali, nessuna manifestazione da ospitare nella Grande Madre Russia per un periodo ben preciso.

La Russia in futuro avrebbe intenzione di ospitare le Olimpiadi estive del 2032 (San Pietroburgo, Kazan e Sochi che ha ospitato quelle invernali del 2014).

L’Esecutivo della Wada segue quanto ‘suggerito’ lo scorso 25 novembre dal suo stesso Comitato indipendente di revisione della conformità (CRC), ovvero squalificare lo sport russo per quattro anni. Motivo? “L’agenzia antidoping russa è al centro di un caso estremamente grave di inosservanza dell’obbligo di fornire una copia autentica dei dati (sarebbero 145 casi, ndr) del laboratorio di Mosca”, ha scritto il Comitato di revisione.

Tra i punti da definire, da quale data dovrebbe scattare la squalifica. Una retrodatazione al gennaio 2019, quando è stata riscontrare la violazione del laboratorio, è tra le ipotesi ma non è escluso che la sanzione avrà inizio dal primo gennaio 2020. Il Comitato Olimpico Internazionale già nelle scorse settimana ha annunciato di “sostenere sanzioni severe contro tutti i responsabili della manipolazione dei dati antidoping del laboratorio analitico di Mosca”.

Il doping russo, che aveva visto il coinvolgimento dei servizi segreti (Fsb), il ministero dello sport , il laboratorio antidoping moscovita e altri enti nazionali e federazioni sportive internazionali (per esempio quella di atletica leggera), ha coinvolto oltre mille atleti sia degli sport estivi che invernali tra il 2012 e 2015. Dal novembre del 2015 l’atletica leggera russa è sospesa e gli atleti che hanno dimostrato di non aver mai avuto problemi di doping possono gareggiare come atleti neutrali. L’agenzia antoping russa Rusada ha tempo 21 giorni per un eventuale ricorso al Tribunale arbitrale internazionale dello sport di Losanna. La decisione del Tas sarebbe poi definitiva. 

Domani si gioca Inter-Roma e il Corriere dello Sport, nel preparare la partita, mette in prima pagina i giocatori di colore Romelu Lukaku e Chris Smalling con la scritta “Black Friday”. Il titolo del giornale è stato particolarmente criticato dagli utenti sui social e anche dalle due squadre in questione. “Il calcio è passione, cultura e fratellanza. Siamo e saremo sempre contro ogni forma di discriminazione”, ha scritto l’Inter in un Tweet.

Il calcio è passione, cultura e fratellanza.
Siamo e saremo sempre contro ogni forma di discriminazione
#BUU #BrothersUniversallyUnited #NoToDiscrimination #FCIM

— Inter (@Inter)
December 5, 2019

La Roma ha risposto con lucida ironia, sfruttando la base di un famoso meme. “Nessuno: (parla ndr.). Assolutamente nessuno: (dice nulla ndr.) Nemmeno un’anima viva: (dice qualcosa ndr.).

No one:

Absolutely nobody:

Not a single soul:

Corriere dello Sport headline writer: pic.twitter.com/u2xpMLV5IH

— AS Roma English (@ASRomaEN)
December 5, 2019

La risposta del giornale alle critiche

Il direttore Ivan Zazzaroni ha poi pubblicato sul sito del quotidiano sportivo la spiegazione della scelta di quel titolo commentando le numerose critiche ricevute:

Piattaforme digitali? Direi pattumiere. Truccate da rancori nobili. Sdegno a buon mercato. Un bel pensiero al giorno toglie il medico di torno. Eserciti di benpensanti di questi tempi affollano il web per tingersi di bianco le loro anime belle. Individuato il razzista di turno, vai, due colpi alla tastiera e via la macchia, ti senti un uomo migliore in un mondo migliore. Bianchi, neri, gialli. Negare la differenza è il tipico macroscopico inciampo del razzismo degli antirazzismi. La suburra mentale dei moralisti della domenica, quando anche giovedì è domenica. “Black Friday”, per chi vuole e può capirlo, era ed è solo l’elogio della differenza, l’orgoglio della differenza, la ricchezza magnifica della differenza. Se non lo capisci è perché non ce la fai o perché ci fai. Un titolo innocente, peraltro perfettamente argomentato da Roberto Perrone, viene trasformato in veleno da chi il veleno ce l’ha dentro.

Il commento di Smalling e di Lukaku

Anche i due protagonisti, del tutto involontari, della vicenda hanno affidato ai loro profili social il loro punto di vista. Smalling, su Twitter il difensore giallorosso e l’attaccante neroazzurro hanno incrociato i pensieri condannato quello che è successo in mattinata. Per Smalling, in particolare, è qualcosa di profondamente sbagliato e privo di tatto. 

pic.twitter.com/ZlhQCicEmc

— Chris Smalling (@ChrisSmalling)
December 5, 2019

Per Lukaku, invece, il titolo del Corriere dello Sport è il “più stupido” che abbia visto invitando i giornalisti a fare “un lavoro migliore”. Poi si è rivolto ai giovani spiegando che la chiave per combattere il razzismo è sempre l’educazione. 

pic.twitter.com/Hq7PTbFU6V

— R.Lukaku Bolingoli9 (@RomeluLukaku9)
December 5, 2019

La presa di posizione di Roma e Milan

La Roma e il Milan hanno poi deciso di chiudere le porte dei centri di allenamento, Trigoria e Milanello, ai giornalisti del Corriere dello Sport dopo le polemiche sul titolo di apertura di oggi, ‘Black Friday’, in cui annunciava la supersfida di domani Inter-Roma con le foto dei due principali giocatori di colore delle due squadre, Lukaku e Smalling, e il titolo che appunto giocava con il doppio senso.” Crediamo che tutti i giocatori, i club, i tifosi e i media – scrivono in un comunicato congiunto le due societa’ – debbano essere uniti nella lotta contro il razzismo nel mondo del calcio ed e’ responsabilita’ di tutti noi essere estremamente precisi nella scelta delle parole e dei messaggi che trasmettiamo. In risposta al titolo “Black Friday” pubblicato oggi dal giornale, la Roma e il Milan hanno deciso di negare al Corriere dello Sport l’accesso ai centri di allenamento per il resto dell’anno e hanno stabilito che i rispettivi giocatori non svolgeranno alcuna attivita’ mediatica con il giornale durante questo periodo. Entrambi i club sono consapevoli che comunque l’articolo di giornale associato al titolo “Black Friday” contenga un messaggio antirazzista ed e’ questa la ragione per la quale sara’ vietato l’accesso al Corriere dello Sport solo fino a gennaio. Restiamo totalmente impegnati nella lotta contro il razzismo”

Le reazioni dei tifosi e dai quotidiani esteri

La Fiorentina allega alla foto della prima pagina la didascalia “Speechless” (senza parole). Oltre ai social delle due squadra, molte critiche sono arrivate da parte di tifosi di diverse altre società unite contro quello che hanno giudicato un titolo razzista. “Io credo che il Corriere dello Sport abbia superato il limite”, scrive un supporter giallorosso.

La prima pagina arriva a pochi giorni dalla lettera aperta “a chi ama il calcio”, sottoscritta dai 20 club di A, che invita a schierarsi contro il razzismo. “UEFA: Tolleranza zero contro ogni forma di razzismo e discriminazione Lega serie A: Uniti contro il razzismo. Corriere dello Sport: BLACK FRIDAY”, scrive un utente. Un altro attacca: “Comunque il Corriere Dello Sport e’ degno rappresentante di questo paese e di questo movimento calcistico”.

Una tifosa della Juventus scrive: “Quando in Italia smetteremo finalmente di catalogare e giustificare ogni cosa in nome di uno squallido spirito goliardico, potremmo diventare un paese civile Forse!”. Un altro utente scrive: “Il titolo in questione e’ formato da due parole e la foto di due giocatori. Tutto innocuo. Ma voglio usare una metafora: non e’ il coltello ad essere un’arma, e’ l’uso che se ne fa a renderlo potenzialmente pericoloso.” I tweet arrivano da tutto il mondo.

“L’Italia aspetta ancora di raggiungerci nel 21esimo secolo”, attaccano dall’Inghilterra. La notizia è stata riportata anche da diversi quotidiani in tutto il mondo. Dalla Russia agli Stati Uniti. Il Guardian ad esempio riprende le parole del FARE (football against racism in Europe) che scrive in un Tweet “I media alimentano il razzismo ogni giorno” allegando la prima pagina del quotidiano.

È morto a 68 anni Giovanni Bertini, malato di SLA dal 2016. Lo riferisce su Twitter il club giallorosso: “L’#ASRoma piange la scomparsa di Giovanni Bertini, difensore che vestì la maglia giallorossa tra il 1969 e il 1974. Ai familiari va il cordoglio da parte del Club”. Il calciatore aveva anche giocato nella difesa di Fiorentina, Ascoli, Catania e Benevento.

Giovannone‘, come era chiamato l’imponente stopper, era nato a Roma nel gennaio del 1951 e cresciuto nell’Ostiense prima di esordire, non ancora diciannovenne, con i giallorossi in un Fiorentina-Roma del 1969. In quella stagione collezionò soltanto 6 presenze, saranno 29 in totale nei cinque anni con la maglia giallorossa, inframezzati da 7 presenze in serie B con l’Arezzo.

Perché tra i calciatori il rischio di malattie neurodegenerative è più alto

Passò quindi al Taranto nel 1974, dove rimase quattro mesi, prima della chiamata di Carlo Mazzone che lo volle ad Ascoli. Nella città picena Bertini collezionò 15 presenze migliorando dal punto di vista tattico, soprattutto in marcatura, visto che il tecnico romano gli assegnò, in allenamento, il compito di fermare Macciò, ala brevilinea molto veloce. 

La stagione successiva, sempre con Mazzone, andò a giocare alla Fiorentina dove collezionò 10 presenze, prima di trasferirsi in Sicilia a Catania. Con gli etnei rimase per quattro stagioni giocando 65 partite in serie C, 84 in totale tra le varie divisioni.

Terminò la sua carriera da calciatore nel Benevento dove giocò dal 1980 al 1982. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Bertini fu ospite di varie emittenti radiotelevisive romane dove, da romano e romanista, si divertiva a esprimere severi giudizi sui calciatori di oggi.

Nel 2016 gli venne diagnosticata la Sla, malattia contro cui ha lottato per 3 anni. Dal 1960 a oggi sono quasi 50 gli ex calciatori morti a causa della Sclerosi laterale amiotrofica

Lionel Messi ha vinto il suo sesto Pallone d’Oro. L’attaccante argentino del Barcellona ora ha un trofeo in più del rivale portoghese della Juventus Cristiano Ronaldo, che ha vinto il Pallone d’Oro per cinque volte. Il sesto trofeo di Messi porta a 12 il totale di quelli di giocatori del Barcellona. 

France Football svela anche il resto del podio di questa edizione del Pallone d’Oro. Al secondo posto il difensore olandese Virgil Van Dijk che si infila fra i due pezzi grossi del trofeo. Terzo, infatti, si piazza lo juventino Cristiano Ronaldo, vincitore di 5 edizioni e secondo lo scorso anno.

“Non devi mai smettere di sognare”, ha detto Messi ricevendo il premio, “ieri ricorrevano i 10 anni dalla mia prima vittoria di questo premio. Avevo 22 anni e non avrei mai creduto di arrivare fino a qui”. Fino al record del sesto premio vinto in carriera.

“Vorrei ringraziare i giornalisti, i miei compagni di squadra che mi hanno aiutato a vincere questo premio. Grazie mille. Ricordo il mio primo Pallone d’Oro, era impensabile a quel tempo. E ora ne ho un sesto. È un momento completamente diverso, voglio ringraziare la mia famiglia, i miei figli. Non devi mai smettere di sognare, non smettere mai di lavorare, non smettere mai di divertirti quando giochi a calcio. Sono benedetta, spero di poter continuare per molto tempo, penso di avere ancora dei grandi anni davanti a me anche se il pensionamento si avvicina”. 

Fumata nera in Lega Calcio: l’assemblea chiamata a eleggere il successore di Gaetano Miccichè non ha trovato un nome condiviso come presidente e domani entrerà in carica il commissario ad acta Mario Cicala che dovrà individuare un profilo adatto a quell’incarico entro marzo 2020. 

Sarà Italia-Portogallo la finale dei mondiali di Beach soccer, in programma alle 22 ora italiana ad Asuncion, in Paraguay. Dopo la rocambolesca vittoria degli azzurri per 8-7 ai supplementari contro la Russia, i lusitani si sono imposti ai rigori per 2-1 sul Giappone, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sul 2-2 e ai supplementari si era andati sul 3-3.

L’Italia del beach soccer vince ancora e conquista l’accesso alla finale dei mondiali in Paraguay. In semifinale gli azzurri hanno superato la Russia per 8-7 dopo una partita combattuta e giocata in condizioni meteorologiche difficili.

Ad Asuncion, infatti, si è abbattuta una vera tempesta con i tifosi che, nella terza frazione, dalle tribune hanno cercato riparo dalla forte pioggia. Gabriele Gori e Dario Ramacciotti, autori di una tripletta ciascuno, sono stati i mattatori del match tra le file azzurre.

Il gol del vantaggio definitivo è stato segnato, su rigore, da Emanuele Zurlo già decisivo nella sfida dei quarti con la Svizzera. L’Italia del ct Emiliano Del Duca attende ora la vincente della seconda semifinale che si giocherà tra il Giappone, sorpresa della manifestazione, e il quotato Portogallo. L’atto conclusivo si terrà domenica 1 dicembre alle 22, ora italiana. 

Andiamo in FINALE beppe!

Azzurri STRATOSFERICI

Russia battuta 8️⃣-7️⃣ all’extra time in semifinale #BeachSoccerWC #BeachSoccer pic.twitter.com/tu1uwTwJEI

— LND (@LegaDilettanti)
November 30, 2019

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