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AGI – Sono state definite le nuove date degli Internazionali BNL d’Italia. Il tabellone principale si svolgerà dal 14 al 21 settembre, dunque con ultima giornata di lunedi’, nella cornice del Foro Italico. 

Nei prossimi giorni, si legge in una nota, “si deciderà se il tabellone delle qualificazioni maschili sarà allargato a 64 giocatori e in questo caso le partite inizieranno l’11 settembre. Altrimenti si partirà sabato 12”.

Inoltre, come ha sottolineato il direttore del torneo Sergio Palmieri in un’intervista a SuperTennis,”i semifinalisti degli US Open (31 agosto-13 settembre) avranno un bye all’esordio con la possibilità di scendere in campo non prima di mercoledì o giovedì”.

Nel weekend delle qualificazioni, sabato 12 settembre, si svolgerà anche l’Assemblea elettiva della Federazione Italiana Tennis, sempre nel parco del Foro Italico. Il torneo, che normalmente si gioca prima dell’estate, è stato posticipato a causa della pandemia da Covid. 

AGI – Con la vittoria a sorpresa per 2-1 sull’Atletico Madrid e l’approdo alla semifinale di Champions League contro il Psg, il Lipsia ha riportato la Germania orientale nell’elite del calcio europeo. Era dal 1974, quando il Magdeburgo vinse la Coppa delle Coppe battendo il Milan 2-0 nella finale di Rotterdam, che l’ex Ddr non si avvicinava all’Olimpo del vecchio continente. 

Il miracolo del Roten Bull

E’ un piccolo miracolo se si considera che la città della Sassonia è sì la culla del calcio tedesco (qui fu fondata la federazione Dfb nel 1900), ma da tempo i due club di Lipsia, Lokomotiv e Vfb, annaspavano tra serie minori e fallimenti mentre l’RB Lipsia (l’acronimo viene da Roten Bullen, lo sponsor Red Bull) è stato fondato appena nel maggio 2009. Nel 2012-13 il club biancorosso giocava ancora in quarta serie e solo nel 2015-16 era stato promosso in Bundesliga. 

I giganti Sablitzer e Upamecano 

In campo i grandi protagonisti sono stati due: Marcel Sabitzer, il duttile talento austriaco che ha messo lo zampino in entrambe le reti e non ha fatto rimpiangere la stella Timo Werner, il bomber già ceduto al Chelsea e che non ha voluto rischiare infortuni. L’altro è il 21enne difensore centrale francese di origini guineensi Dayot Upamecano che ha giganteggiato nella marcatura spietata su Diego Costa.

Il patron Mateschiltz e il ‘piccolo Mourinho’

Questa semifinale europea viene però da più lontano: anzitutto dalla scommessa del patron della Red Bull, Dietrich Mateschitz. Il miliardario austriaco della multinazionale della bevanda energetica ha trasferito al Lipsia l’esperienza fatta con il suo marchio in Formula 1 e soprattutto con il Salisburgo, che ha reso competitivo anche in Europa. C’è poi la panchina su cui si sono seduti Ralf Rangnick, il Professore che aveva dato al Lipsia un’impronta tattica ‘sacchiana’, e ora il suo successore 33enne Julian Nagelsmann, già soprannominato il ‘baby Mourinho’. Il bavarese è il più giovane allenatore della storia a centrare il penultimo atto della Champions. E non si vuole fermare: “Siamo arrivati in semifinale e ora vogliamo anche la finale: è normale. Con il Psg sarà una sfida difficile contro una squadra piena di fuoriclasse”. 

 

AGI – Il pilota spagnolo Fernando Alonso è uscito illeso da un incidente avvenuto quando procedeva con la sua vettura a 361 km/h sulla pista di Indianapolis, dov’era impegnato nella seconda giornata di prove per la 500 Miglia che si correrà il 23 agosto.

A meno di un’ora dalla fine delle prove, il due volte campione di Formula 1 ha sbattuto contro il muro alla curva 4 la ruota anteriore destra della sua Arrow McLaren, perdendo il controllo del veicolo, che si è girato e si è diretto verso il muro di contenimento. Alonso, al suo terzo tentativo di trionfo a Indianapolis, ha detto “era il grip della macchina”.

Al momento dell’incidente il pilota iberico segnava l’ottavo miglior tempo. “In questo posto i muri sono molto vicini. Purtroppo oggi è successo di nuovo. Speriamo che sia accaduto oggi e non accada domenica 23 – ha detto -. Si imparano nuove cose in ogni giro che si fa qui. Domani si ricomincia e penso che andrà tutto bene. Continuiamo così e speriamo che non ci siano più problemi”.

Alonso insegue una vittoria nella 500 Miglia con cui completare, a 39 anni, la “tripla corona” dell’automobilismo. Questa impresa, che richiede di essere stato anche il vincitore del Gran Premio di F1 di Monaco e della 24 ore di Le Mans, è stata completata solo dal britannico Graham Hill, nel 1972.

Day 2 of practice was put to a halt after this @alo_oficial crash.

Fernando Alonso will look to rebound on Fast Friday. Watch practice on @NBCSportsGold: https://t.co/PqVUeFoq4g pic.twitter.com/xapYDsi33b

— IndyCar on NBC (@IndyCaronNBC)
August 13, 2020

AGI – L’Atalanta sfiora l’impresa ma in semifinale di Champions League ci va il Psg che vince 2-1, in rimonta, segnando due gol allo scadere dei tempi regolamentari. Al vantaggio di Pasalic al minuto 26, rispondono Marquinos al minuto 90 e Choupo-Moting al minuto 92. La squadra di Gasperini esce a testa alta, sconfitta dall’inesperienza e dalla stanchezza dopo una partita di grande sacrificio e applicazione. I parigini ora attendono la vincente della sfida tra Atletico Madrid e Lipsia.

A Lisbona non c’è il pubblico sugli spalti, è vero, ma è impossibile annoiarsi quando scende in campo la squadra di Gasperini. Che si tratti di una partita di campionato o della partita più importante della sua storia, un quarto di finale di Champions League contro il Psg, l’Atalanta resta fedele a se stessa.

Nella prima frazione non snatura il suo gioco e non rinuncia a quegli uno contro uno, soprattutto a centrocampo, che per lunghi tratti di stagione le hanno permesso di confondere, e poi travolgere, gli avversari. Gomez spaventa subito i francesi ma il suo tiro, appena dopo un minuto dal fischio d’inizio, è debole e centrale. Hateboer, di testa, dieci minuti dopo, chiama Navas a un intervento molto più difficile.

Il Psg, privo di Verratti, fatica a costruire trame di gioco lineari, obnubilato dal pressing orobico, ma colpisce in contropiede. Il punto debole della strategia della Dea e ben noto: se il pallone oltrepassa la prima linea poi si aprono le praterie. E Neymar, l’asso brasiliano a cui si affida Tuchel, quegli ampi spazi li sa attaccare.

Ma a mancargli è la cattiveria sottoporta: Sportiello ringrazia per ben tre volte mentre vede i palloni sparacchiati fuori dallo specchio della porta. Il gol dei bergamaschi che spezza l’equilibrio arriva al minuto 26. Ed è frutto della caparbietà di Zapata che sbuffa, lotta, sgomita per difendere palloni e creare opportunità. Ma è un rimpallo, alla fine, a regalare un assist perfetto a Pasalic. Il croato, senza stoppare la palla, infila la palla sul secondo palo con un preciso tiro a giro. Di prima intenzione, aprendo il piattone. Con forza calcolata ed estrema precisione. I particolari sono tanti ma il risultato, per fortuna, è solo uno: è gol dell’1-0. Il primo tempo, perlomeno, è nerazzurro.

Nel secondo tempo, sul prato dello stadio del Benfica, arriva il nervosismo. Fioccano i cartellini gialli, soprattutto per gli atalantini che sanno di dover stringere le maglie difensive e rinunciare alla spinta offensiva. E qui le cose cambiano. L’arbitro fischia e spezzetta il gioco che si fa più sporco e ruvido. In palio c’è qualcosa di grosso, la bellezza resta negli spogliatoi. Le occasioni sono poche e arrivano da punizioni e calci d’angolo.

Al sessantesimo entra Mbappé, altro spartiacque del match. Il Psg, ancora indietro di un gol non può più permettersi di aspettare, e inizia il suo assedio. L’attaccante esterno della Nazionale francese si fa subito sentire: i suoi scatti mettono in difficoltà i difensori di Gasperini, i suoi affondi liberano spazi per i compagni, le sue giocate creano apprensione e rianimano anche Neymar. Sportiello però è attento e neutralizza le prime conclusioni avversarie, sempre poco incisive.

Serata difficile invece per Icardi che mai spaventa Caldara e Toloi, capaci di imbrigliarlo e neutralizzarlo. L’argentino esce a dieci minuti dalla fine, scuotendo la testa. Al suo posto, però, entra  Choupo-Moting. La panchina parigina è lunga e Tuchel indovina chi e quando cambiare. 

Al minuto 81, Palomino spaventa tifosi e compagni prima di vanificare con uno scatto poderoso la corsa solitaria di Mbappé verso la porta atalantina. La sofferenza però è troppa, la paura cresce. Il Psg si riversa in avanti e nella confusione Marquinos è bravo a pareggiare al 90esimo. Una doccia fredda, ghiacciata. 

Si spalanca l’ipotesi supplementari. Ma i ragazzi di Gasperini sono storditi e la stanchezza appesantisce gambe e pensieri. Neymar ne approfitta e serve un assist al bacio per l’attaccante camerunense che, con un tocco sotto porta, piega le ultime velleità italiane di passaggio del turno. Il secondo tempo, di sicuro, è parigino. La corsa incredibile dell’Atalanta finisce così. Con tanti applausi e tanto rammarico di aver giocato da Atalanta solo per metà.

AGI – La federazione russa di atletica leggera (RusAF) non verrà sanzionata o espulsa da World Athletics, la federazione mondiale. Il presidente ad interim della federazione russa Yevgeny Yurchenko ha annunciato di aver pagato oggi, quindi con tre giorni d’anticipo rispetto alla data ultima prevista, la somma di 6,31 milioni di dollari (5,32 milioni di euro), importo totale della multa inflitta da World Athletics per questioni legate a casi di doping.

Il versamento della somma è stato possibile perché il ministero dello sport russo ha assegnato una sovvenzione ‘una tantum’ alla RusAF al fine di cancellare il debito con World Athletics. Se la RusAF non avesse pagato entro il 15 agosto, World Athletics avrebbe convocato un Congresso per votare l’espulsione della federazione russa di atletica leggera.

Con il pagamento della sanzione World Athletics dovrebbe riprendere l’iter, sospeso a luglio, per consentire il riconoscimento di atleti neutrali ‘Ana’ dei russi, senza precedenti di doping e in regola con il passaporto biologico, al fine di poter gareggiare con un numero massimo negli eventi internazionali (Olimpiadi, Mondiali ed Europei).

La sanzione pecuniaria era uno dei criteri per arrivare al ripristino della federazione di Mosca che è sospesa dal novembre del 2015 – provvedimento diverse volte prorogato – a seguito del doping di Stato che ha portato a tante positivita’ nell’atletica leggera.

AGI – I quarti di finale di Champions League inizieranno domani a Lisbona con una squadra italiana ancora in corsa: l’Atalanta dei miracoli di Gasperini che se la dovrà vedere con il Paris St. Germain (PSG) di Neymar, Icardi e, se dovesse recuperare dall’infortunio, Mbappé.

La pandemia di coronavirus, oltre che a ritardare di quattro mesi gli incontri, ha determinato un cambiamento di formula e luogo. Niente gare di andata e ritorno ma sfida secca in campo neutro: otto squadre sono quindi partite alla volta di Lisbona per provare ad alzare al cielo la Coppa dalle grandi orecchie.

Atalanta – Psg

Sulla carta non ci sarebbe storia. Da una parte il gigante francese, desideroso come non mai di arrivare fino in fondo, dall’altra la piccola realtà bergamasca che ha incantato con il suo gioco e che non ha intenzione di svestire i panni di quella che gli americani chiamerebbero “Cinderella”, ovvero l’outsider inaspettato. Basta un numero per raccontare le differenze tra questi due mondi: lo stipendio dell’asso brasiliano Neymar, pari a circa 36 milioni di euro, è pressocchè il totale di quelli elargiti ai giocatori orobici.

Per la squadra parigina, d’altronde, si tratta di un’occasione da non perdere, soprattutto considerando che il sorteggio ha stabilito che in semifinale la vincente di questo match vada a incontrare una tra Atletico Madrid e Lipsia. Insomma, la dirigenza qatariota che da un decennio investe milioni di euro nella squadra, sperando di vincere la Champions, potrebbe essere più vicina che mai a coronare il suo sogno.

La formula della gara a eliminazione diretta potrebbe però mettere maggiormente in discussione lo strapotere francese e dare una chance in più agli atalantini, desiderosi di regalare un momento di grande felicità a una città colpita oltremodo dal coronavirus. Numerose le assenze: il Psg dovrà fare a meno di Di Maria (squalificato) e, salvo sorprese, di Verratti e Mbappe (almeno dal primo minuto); Gasperini si ritrova invece senza Ilicic, trascinatore di Coppa, e Gollini.

Atletico Madrid – Lipsia

I ‘Colchoneros’ di Diego Simeone puntano a raggiungere la terza finale in sette anni contro la squadra della “Red Bull” che vuole continuare a stupire. L’Atletico arriva in Portogallo dopo aver eliminato i detentori del titolo, gli inglesi del Liverpool, dominatori della Premier League. Uno scalpo prestigioso che mette gli spagnoli nelle condizioni di poter ambire alla vittoria finale.

L’altra faccia della medaglia, però, è rappresentata dalla movimentata vigilia della partenza da Madrid, con due giocatori trovati positivi al Covid. Angel Correa e Sime Vrsaljko stanno bene ma sono stati messi in quarantena e, di conseguenza, esclusi dal match. Il Lipsia è arrivato, quest’anno, per la prima volta nella sua storia, nella fase a eliminazione diretta della Champions League, grazie alla vittoria sul Tottenham di Mourinho.

Si presentano al fischio d’inizio, però, senza la loro stella, Timo Werner, ceduto a suon di quattrini al Chelsea durante l’estate. Ma Nagelsmann, allenatore di belle speranze, è convinto di poterla spuntare anche senza i 34 gol messi a segno dalla stella emergente del calcio tedesco. L’effetto sorpresa, le ripartenze rapide, e la leggerezza mentale di chi sa che non ha nulla da perdere, potrebbero essere determinati nel ribaltare le gerarchie della vigilia.

Barcellona – Bayern Monaco

È la sfida più affascinante dei quarti di finale e per molti una finale anticipata. Parliamo del resto delle uniche squadre, tra le otto partecipanti, che possono vantare il possesso di almeno una Champions al di là dei vetri delle bacheche societarie. Se vogliamo essere precisi ne ahnno vinto 5 a testa. Quest’anno la bilancia sembra pendere però per i tedeschi, freschi della doppietta Bundesliga e Coppa nazionale, e autori di una stagione di grande solidità fisica e mentale.

Neanche il Chelsea, agli ottavi, è riuscito a opporre molta resistenza davanti al carro armato bavarese. Davanti, poi, c’è quel Robert Lewandowski che oggi è il principale spauracchio delle difese di tutta Europa: l’attaccante polacco ha segnato 53 gol in questa stagione, di cui 13 proprio in Champions League. Nessuno ha fatto meglio di lui.

Il Barcellona, che ha estromesso il Napoli, è reduce invece da una stagione complicata e piena di delusioni: consegnata la Liga ai rivali del Real Madrid a causa di una ripartenza post-pandemia assai lenta, deve fare i conti con i malumori nello spogliatoio nei confronti dell’allenatore, Quique Setien, e della dirigenza, il cui mandato è in scadenza.

Sono note ormai le bizze di Leo Messi che, a 33 anni, e per la prima volta in carriera, sembra davvero allontanarsi dalla Catalogna. Per qualità della rosa e colpi dei suoi fuoriclasse, tuttavia, i blaugrana restano potenzialmente tra i favoriti per la conquista del titolo e niente, soprattutto in una gara ad eliminazione diretta, può essere facilmente pronosticabile.

Manchester City – Lione

Guardiola ci crede e i suoi citizens hanno davanti l’occasione di issarsi sul gradino più alto d’Europa. Un obiettivo inseguito più volte negli ultimi anni e sempre sfuggito alla squadra degli sceicchi. L’eliminazione del Real Madrid di Zidane, battuto a distanza di mesi, sia all’andata che al ritorno, ha messo fieno in saccoccia, energia nelle gambe e convinzione nella testa. Il Lione, giustiziere a sorpresa della Juventus e di Sarri, non sembra poter rappresentare un ostacolo serio al percorso degli inglesi.

Eppure, nella scorsa edizione, le due compagini si sono affrontate nel girone di Champions e la squadra francese conquistò inaspettatamente una vittoria e un pareggio. Questa, a voler tirar a tutti i costi le somme, è un’edizione della Champions diversa dal solito e anche Atalanta, Lipsia e Lione possono ambire a qualcosa che, solo qualche mese fa, non avrebbero mai potuto pensare di vivere. Sete di vittoria delle big permettendo. 

AGI –  Tania Cagnotto è in dolce attesa per la seconda volta e quindi tramonta definitivamente il sogno di partecipare a quelle che sarebbero state le sue seste Olimpiadi consecutive. Il rinvio dei Giochi di Tokyo 2020 al prossimo anno a seguito del coronavirus, ha portato la tuffatrice italiana a prendere altre scelte e, quindi, a regalare un fratellino o una sorellina a Maya che era nata il 23 gennaio del 2018.

Ad annunciare quella “nuova vita dentro di me”, è stata questa sera proprio la Cagnotto, atleta azzurra che passera’ alla storia per aver essere stata la prima ed unica tuffatrice azzurra ad aver vinto un oro mondiale (Kazan 2015 dal trampolino da tre metri) ed una medaglia olimpica individuale (Rio de Janeiro 2016 dal trampolino da un metro). Il palmares della campionessa altoatesina vede allori mondiali ed europei in tutte le specialita’ dei tuffi, dal trampolino alla piattaforma, passando per i sincronizzati.

In un post Tania Cagnotto, 35 anni compiuti lo scorso 15 maggio, bolzanina di nascita, sposata con Stefano Parolin, figlia d’arte (papa’ Giorgio e mamma Carmen erano tuffatori) rientrata pochi giorni fa da un periodo di vacanza che ha toccato anche l’isola d’Elba (si era sposata nel 2016), ha scritto che c’erano “da una parte la voglia di partecipare alla mia sesta Olimpiade da mamma con il grande sogno di portare la bandiera italiana e dall’altra il desiderio di allargare la famiglia”. La Cagnotto, nell’affermare di “aver scelto la vita, la famiglia”, si è rivolta ai tifosi.

 “So che molti di voi volevano vedermi ancora una volta sul trampolino e mi spiace di avervi deluso ma in questo lockdown, come sarà successo a tanti altri, ho avuto tempo di riflettere e capire cosa fosse più importante per me – sostiene Tania -. Non avevo più quella forza di volonta’ che per 20 anni mi ha guidato di impegnarmi e sacrificarmi nel modo in cui un’Olimpiade lo richiede! Ho sempre onorato tutte le Olimpiadi e non potevo non farlo anche questa volta”.

Un pensiero Tania anche per l’amica e compagna di tante sfide nel sincro, la trentina Francesca Dallapè che nel settembre del 2018 l’aveva convinta a risalire sul trampolino sognando la qualificazione per i Giochi di Tokyo. “Grazie Francesca per avermi convinta ad affrontare questa sfida pazzesca e di avermi fatto tornare a sognare qualcosa in grande come un Olimpiade da mamme – ha scritto la Cagnotto -. Ancora una volta grazie a tutti voi che avete ricreduto in me, voi che mi avete dato la forza di rimettere in moto la macchina, voi che mi avete sempre sostenuto con messaggi di stima e affetto! Vi prometto che vi renderò ancora partecipi della mia vita e comunque questo è solo un arrivederci al mondo dei tuffi perché credo di poter dare ancora qualcosa in un altra veste”. Tania ha concluso con una battuta rivolta alla primogenita: “e poi a Maya servirà un’allenatrice”. 

AGI – Max Verstappen ha vinto il Gran Premio dei 70 anni della Formula 1 a Silverstone in Inghilterra. Per l’olandese della Red Bull si tratta del nono trionfo in carriera. Sui gradini piu’ bassi del podio sono saliti i due piloti della Mercedes, Lewis Hamilton e Valtteri Bottas che era partito dalla pole.

Quarto posto per un combattivo Charles Leclerc che, con una Ferrari che ritrova un minimo di passo in gara, si ferma solo una volta e tiene botta fino all’ultimo giro nonostante le gomme in sofferenza. Una resilienza da applausi e che permette di tenere dietro Albon, quinto, e i suoi desideri di rimonta. Seguono, a punti, Stroll, Hulkenberg, Ocon, Norris e Kvyat. Vettel ancora a secco: testacoda in partenza e dodicesimo al traguardo.

Momento fondamentale della gara il secondo pit-stop di Hamilton che, forse impaurito dalla foratura della settimana precedente, ha deciso di fermarsi e cambiare le gomme. Una sosta che ha favorito Verstappen, bravo a conquistare la vetta e a mantenerla fino alla fine. Negli ultimi giri breve lotta tra i due piloti Mercedes con Hamilton che ha difeso la posizione contro le timide avances del compagno di squadra.

AGI – Giornata di gloria per il pilota sudafricano Brad Binder che, a bordo di una Ktm, vice il MotoGp di Brno in Repubblica Ceca, portando a casa il primo successo della sua carriera.

In una gara in cui era ancora assente Marquez, grande soddisfazione anche per l’italiano Franco Morbidelli, su Yamaha, che giunge al secondo posto, conquistando il primo podio della sua vita.

Terzo il francesce Johann Zarco su Ducati. Quinta piazza per Valentino Rossi, mentre il leader del mondiale, Fabio Quartararo si deve accontentare del settimo posto.  

agi –  Serata nera per il Napoli che al Camp Nou non fa il miracolo e viene eliminato agli ottavi di finali della Champions League. Troppo cinico e concreto il Barcellona che vince 3-1 senza troppi affanni. A parte un inizio veemente degli ospiti con un palo di Mertens dopo 120 secondi, i blaugrana, che a Napoli avevano pareggiato 1-1, sbloccano il match al 10′ con Clement Lenglet, autore di un colpo di testa su calcio d’angolo (ma c’era una spinta su Demme), e raddoppiano al 23′ con una prodezza di Messi, circondato da tre difensori partenopei.

Il numero 10 argentino firma anche il tris al 30′ ma il Var annulla il gol. Il Var invece assegna un rigore ai padroni di casa qualche minuto prima della fine del primo tempo: penalty realizzato da Suarez che spiazza Ospina. Nel recupero della prima frazione di gioco, è Insigne, sempre su calcio di rigore per un fallo subito in area da Mertens, a regalare una piccola speranza al Napoli, firmando il 3-1. Ma nella ripresa, a parte il brivido di un gol di Milik all’80esimo annullato per fuorigioco e di un palo di Lozano all’84esimo, i catalani non sembrano faticare più di tanto per controllare il match e superare il turno. Ai quarti dovranno vedersela con il Bayern Monaco.

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