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Il 2018 appartiene alla Generazione Z, i nati nel 2000 che quest’anno diventeranno maggiorenni. Allora l’Istat registrò 543.039 nascite e, con buona probabilità, molti di loro vorranno festeggiare il traguardo con una festa memorabile, magari a tema. Ma quanto costa ai genitori?

Innanzitutto dipende da dove si vive. E poi dal ‘tono’ della festa: secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, per un festeggiamento “standard” con una quarantina di persone si spendono circa 1.890 euro, mentre per una festa “in grande stile” per lo stesso numero di invitati la spesa stimata ammonta a 4.386 euro.

Dalla location al dj, gli ‘ingredienti’ per una festa riuscita

A incidere maggiormente sul prezzo però è l’area geografica. Secondo un ’analisi di ProntoPro, organizzare una festa al Sud costa il 5% in più rispetto al budget indispensabile al Nord. Nell’indagine sono state prese in esame le spese fisse nell’organizzazione di una festa di 18 anni:

  • affitto di una location
  • buffet
  • torta
  • dj
  • fotografo

La spesa media prevista nelle regioni meridionali è pari a 3.570 euro contro i 3.400 previsti in quelle settentrionali e se si guarda ai dettagli si scopre che mentre a Napoli per il servizio fotografico della serata si spendono in media 505 euro, ad Aosta si può mettere a budget una spesa media inferiore del 40%.

La spesa più alta? Il catering

A livello nazionale, la spesa media più alta per un diciottesimo compleanno nel 2018 riguarda il catering: nelle regioni meridionali si è costretti ad investire il budget più elevato sul cibo, arrivando a spendere fino a 1.500 euro per un buffet per 50 persone. Decisamente più contenute, sotto questo aspetto, le spese per i diciottenni che vivono nelle regioni centrali, tutti allineati su una spesa media di 1.200 euro.

L’affitto della location è l’altra voce impegnativa da mettere in conto, ma su cui sono gli abitanti delle regioni settentrionali a dover prevedere un budget più alto. In questa area si devono spendere in media più di 1000 euro contro una media di 800 prevista nelle regioni centrali.

Da non dimenticare per vivere i momenti più divertenti della serata il dj e in conclusione la torta: il budget da mettere in conto per queste due voci non supera i 500 euro nel Nord Italia, mentre nel Sud Italia si deve mettere in conto una spesa maggiore del 23%.

Un lusso importato dagli Usa: la limo

Una voce a parte, da prendere in considerazione solo se si vuole organizzare un party molto esclusivo, riguarda il noleggio della limousine. Il costo del noleggio dell’auto può variare molto a seconda di diversi fattori: il tipo di auto, il tipo di serata, il numero di ore di cui si ha bisogno del mezzo e i servizi di cui si vuole usufruire. Prendendo in considerazione solo il servizio di andata e ritorno dal locale in cui si festeggia, la spesa media in Italia è pari a 280 euro.

Le ultime tendenze

La festa a tema? Bella, ma ormai banale. Sono sempre di più ragazzi prossimi alla maggiore età che per quella serata vogliono strafare. Ecco allora le tendenze più in voga negli ultimi anni Festa itinerante: Sono sempre di più i ragazzi che affittano una limousine o addirittura un bus per celebrare il grande giorno, svolgendo quindi i festeggiamenti all’interno della vettura. Indicativamente il costo per il noleggio di una limousine per otto persone si aggira intorno ai 700 euro (comprensivi di apericena e bevande) mentre per il party a bordo di un bus con 50 invitati la spesa è di circa 1.400,00 euro, che includono una piccola cena a buffet, bevande, musica e animazione.

Festa in barca o in yacht: Il festeggiamento a bordo di una barca o di uno yacht rappresenta una soluzione originale e ricercata. Per una festa con 25 persone si spendono circa 1.600,00 euro, comprensivi di aperitivo, bevande, musica, animazione e breve navigazione con personale di bordo.

Festa in piscina: Se la stagione lo consente, è anche possibile festeggiare in piscina spendendo poco meno di 2.000,00 euro per allestimento tavoli, cena a buffet, bevande, fotografo e musica.

Tra le nuove tendenze inoltre si sta diffondendo sempre di più il “prediciottesimo”: nei giorni precedenti al compleanno si commissiona la realizzazione di un video e un servizio fotografico del festeggiato, che vengono poi mostrati nel corso della festa.

Come risparmiare?

Ecco alcuni consigli utili per risparmiare secondo Federconsumatori:

Location e catering: Un festeggiamento all’aria aperta consente di abbattere i costi connessi all’affitto della location: giardini, parchi e case fuori città si prestano ad ospitare questo tipo di eventi. Per quanto riguarda il cibo, è possibile contenere le spese organizzando un buffet con piatti preparati in casa o scegliendo una formula tipo “happy hour” o anche colazione/brunch invece di una classica cena.

Inviti: Invece di realizzare un classico invito cartaceo, è possibile comunicare agli invitati le coordinate dell’evento via sms o attraverso i social network o ancora tramite un servizio di messaggistica istantanea. Tale modalità consente inoltre di dare libero sfogo alla fantasia ed alla creatività, magari trasmettendo contenuti multimediali personalizzati, come video, messaggi audio e fotografie.

Bomboniere: Per contenere i costi è consigliabile acquistare le bomboniere online oppure optare per delle bomboniere “fai da te”, magari personalizzate in base al tema della festa.

 

 

Selvaggia Lucarelli, si sa, non è una che le manda a dire. E Mario Adinolfi, si sa, è uno che ama le provocazioni. Non poteva che finire 'male', quindi la tirata del leader del 'Popolo della famiglia' sulla 'Same Sex Dance' andata in scena a 'Ballando con le stelle', di cui la Selvaggia nazionale è giurato. Ma bisogna fare un po' d'ordine per spiegare come si è arrivati a mandarsi a quel paese (per usare un eufemismo) via Twitter.

Tutto comincia con la decisione di introdurre tra le specialità del programma Rai la 'Same Sex Dance',  disciplina riconosciuta dalle federazioni di danza, che consiste nello scambiarsi la guida tra due ballerini dello stesso sesso. E nel cast di "Ballando con le stelle" quest'anno c'è una coppia di uomini – Giovanni Ciacci e il maestro Raimondo Todaro – intorno ai quali Mario Adinolfi ha sollevato il caso, con una lettera inviata alla sede Rai di Milano per denunciare "un'operazione vergognosa per attirare l'attenzione sul programma", facendo notare come "in prima serata davanti alla tv ci sono i bambini".

Chi sono Giovanni Ciacci e Raimondo Todaro

Giovanni Ciacci è uno dei costumisti più amati e apprezzati del piccolo schermo, scrive Blasting News, la sua carriera ha preso il volo negli anni 90 come curatore d'immagine di Valeria Marini ai tempi del Bagaglino e poi successivamente ha collaborato con tante star della televisione italiana, tra cui Antonella Clerici (fu sua l'idea degli abiti super-pomposi del Festival di Sanremo). Oggi è noto soprattutto per la partecipazione a Detto Fatto, il factual show di Raidue condotto da Caterina Balivo dove si occupa del cambio-look di persone comuni.

Raimondo Todaro, 31 anni, balla dall’età di 5 anni. È stato 18 volte campione italiano di ballo nelle varie discipline (danze standard – danze latino americane – combinata 10 balli). Si è formato studiando con i migliori maestri al mondo di danze standard e latino-americane e durante la sua carriera partecipa con successo alle più importanti competizioni internazionali. Vive a Misterbianco, in provincia di Catania, dove, insieme al fratello, ha aperto la scuola “Sensei Sicilia”. Nal 2005 è stato scelto come maestro di Ballando con le Stelle  che nel 2006 ha vinto, insieme alla campionessa di salto in lungo Fiona May.

Dopo la prima puntata dello show, che ha fatto il pieno di ascolti, Adinolfi si è lasciato andare a un'altra provocazione sui social. Cui è seguita la secca risposta della Lucarelli.

 

 

 

Non si trucca, a malapena si prende la briga di domare una imponente massa di ricci (e si vede), eppure guida uno dei colossi della moda internazionale e gli fa macinare miliardi. Francesca Bellettini è italiana (di Cesena, per la precisione) e non parla francese. Ma Yves Saint Laurent le ha messo in mano una casa di moda che, dopo l'abbandono improvviso del direttore artistico Hedi Simane, sembrava diretta a tutto vapore verso gli scogli. E non sarebbe stato un naufragio di poco conto, visto che al gruppo Kering fanno capo non solo la casa madre YSL, ma anche Gucci e Bottega Veneta.

Ma chi è questa 47enne alta e magra che indossa solo ed esclusivamente YSL con la semplicità con cui porterebbe il maglioncino preferito e un po' consumato?  

Niente famiglia ben introdotta, innanzitutto, ma una formazione solida e abbastanza standard per i manager della sua generazione. Leggasi: Bocconi. Francesca Bellettini, racconta il New York Times, è la più piccola di tre sorelle. Suo padre era contabile in una compagnia di legname; sua madre un amministratore scolastico. Ha studiato economia e business administration alla Bocconi e all'ultimo anno ha trascorso cinque mesi all'Università di Chicago.

Dopo la laurea, si è trasferita a New York per un programma di formazione con Goldman Sachs, poi a Londra per lavorare con il suo team italiano di fusioni e acquisizioni.

La svolta viene con la banca d'investimento Deutsche Morgan Grenfell a Londra, dove aiuta a lanciare accordi per case di moda di lusso, e incontra Patrizio Bertelli, amministratore delegato del Gruppo Prada che nel 1999, le offre un posto nella nuova divisione di sviluppo del business di Prada.

Un'opportunità, per lei che ha sempre amato la moda, ma anche un sacrificio, visto che va a guadagnare la metà. La spinta definitiva ad accettare gliela danno le parole del padre: "Ventinove anni è un po' presto per scegliere un lavoro per soldi: fa' quello che vuoi".

Dopo Prada, passa a Helmut Lang, a Gucci e poi a Bottega Veneta, dove è direttrice della comunicazione e del merchandising, E' qui che la nota Francois-Henry Pinault, ceo di Kering che la chiama a Parigi un venerdì pomeriggio e le chede se vuole guidare Yves Saint Laurent.

Cosa ha fatto

Bellettini dà un'occhiata e conclude che la società deve investire e stimolare la crescita o iniziare le operazioni di smantellamento e di fatto dimezzare le proprie dimensioni. La scelta cade sulla prima opzione e la diversificazione diventa la chiave per il successo. Oggi solo il 19% delle vendite YSL proviene dal prêt-à-porter: il 59% dalla pelletteria, il 14% dalle scarpe e il resto da articoli vari come gli occhiali.

La flessibilità è stata un'altra carta vincente. Quando il numero di turisti cinesi in arrivo a Parigi è precipitato in seguito agli attacchi terroristici nel gennaio e nel novembre 2015, Saint Laurent ha focalizzato la propria attenzione sui negozi parigini per attrarre clienti con sede in Francia e incrementare il business in Cina.

Quando Simane ha lasciato la casa di moda, ha reclutato il 38enne semisconosciuto Anthony Vaccarello – un belga di origini agrigentine – per sostituirlo perché era rimasta colpita da come nei negozi e sulle riviste le sue creazioni di pronto-moda venissero accoppiate ad accessori YSL. Con lui – oggi autentico braccio destro – si è lanciata in campagne azzardate come quelle che hanno spinto una commissione di vigilanza a bocciare come sessista due manifesti pubblicitari. Azzardate, ma vincenti, visto che le vendite hanno raggiunto quota 1,5 miliardi di euro con un incremento nel 2017 del 25,3% rispetto al 2016. 

Vita privata e pubbliche virtù

Vive in un appartamento sulla Rive Gauche che funge da centro creativo dell'azienda. Suo marito, un uomo d'affari con cui condivide l'esistenza da 20 anni, vive a Milano. Parlano quasi tutti i giorni, vanno in vacanze e trascorrono alcuni fine settimana insieme, ma raramente appaiono in pubblico.

Tre mattine a settimana correre 10 chilometri lungo la Senna o fa kickboxing con un personal trainer. Dedica 90 minuti ogni lunedì mattina a una lezione di francese e talvolta rimane fino a mezzanotte a studiare grammatica.

Il suo motto suona un po' come un grido di battaglia: "Devi sapere dove vuoi andare. E devi comportarti come se fossi già lì".

Più della metà dei viaggiatori riarreda casa traendo ispirazione da una vacanza. È quanto emerge da una ricerca condotta da Booking.com, secondo cui il 70% dei viaggiatori intervistati sceglie l’alloggio in cui soggiornare in base allo stile e all’atmosfera.  Ma soprattutto, il 56% sceglie di rifare il look al proprio appartamento sognando mete esotiche. E lo fanno anche i più giovani, in particolare il 67% dei Millenial.

Un terzo dei viaggiatori (il 32%) sostiene di voler rinnovare l’arredamento della propria casa perché spera che gli faccia rivivere i bei momenti del viaggio. A 1 viaggiatore su 5 (il 21%) piace poter ricreare l’atmosfera di vacanza nel proprio appartamento. Come farlo? Con  gli oggetti e l’atmosfera che li circondava durante la vacanza, come per esempio i tessuti e i colori (36%)

Il 44% degli intervistati, oltre a trarre ispirazione dall’alloggio, prendono spunto dallo stile della destinazione in cui sono stati. Helsinki, Copenaghen, Eindhoven, Graz e Milano sono le 5 destinazioni del mondo più consigliate per il design dai viaggiatori di Booking. 

Il lavoro più desiderato dagli italiani è nella moda o nella finanza. E’ quanto emerge da un nuovo studio LinkedIn dedicato agli annunci di lavoro per cui si sono candidati più utenti negli ultimi 12 mesi tra la rete da 11 milioni di italiani.

Sono questi i campi che rimangano saldamente ai primi posti nei desideri dei professionisti, con una particolare propensione a mansioni che riguardino il contatto con il pubblico e la comunicazione. “Da quello che possiamo vedere, questa analisi sottolinea la grande diversità dei lavori disponibili oggi su LinkedIn”, ha dichiarato Marcello Albergoni, Head of Italy di LinkedIn.

La top-five delle offerte più appetibili

Dando uno sguardo più approfondito alla classifica, quindi, troviamo nei primi 5 posti le offerte pubblicate da:

1.  Intesa Sanpaolo che a marzo 2017 cercava un Direttore di filiale

2.  Calzedonia, che cercava un District Manager per il Lazio

3.  Gucci, che a novembre dello scorso anno aveva aperto le selezioni per un Events Assistant

4.  The Estèe Lauder Companies, che per il settore del beauty ha aperto le porte a un Junior Key Account Manager

5.  Calzedonia, che era interessata ad assumere un Social Media&Digital PR Manager

Un insieme di open job, osserva LinkedIn, che sottolinea come il vero amore dell’Italia che lavora e che crea rimanga sempre la moda, con uno sguardo anche al mondo del beauty e soprattutto a quello bancario. Un settore che sta riscuotendo un buon successo in termini di attenzione da parte dei professionisti, anche grazie alla leggera ripresa economica riscontrata nel nostro Paese negli ultimi mesi, oltre al fatto che, con l’avvento del digitale, quello delle banche risulta essere uno dei mercati in maggiore evoluzione, grazie anche allo sviluppo e all’innovazione di processi tecnologici che stanno coinvolgendo soprattutto quella branca del cosiddetto fintech che guarda con grande interesse alla trasformazione 4.0 del territorio italiano e del nostro modo di acquistare ed effettuare transazioni online.

La comunicazione prima di tutto

Dalle prime dieci posizioni emerge inoltre una forte concentrazione di mansioni inerenti al rapporto con il pubblico e la comunicazione. Dall’assistente agli eventi al social media manager e dal customer care all’assistenza clienti, infatti, alcuni dei lavori che hanno ricevuto più candidature l’anno scorso sembrano sottolineare una grande esigenza, da parte del mercato, nel comunicare e soprattutto nel dare un servizio di supporto al proprio pubblico.

“Avere un buon servizio di customer care è un fattore fondamentale oggi per il successo di un brand” ha commentato Albergoni. “In un mondo sempre più digitalizzato, nel quale i processi del business, come anche le abitudini di acquisto dei consumatori, sono in continua evoluzione, le aziende devono porre grande attenzione alla propria reputation online e al proprio employer branding. I commenti, le risposte immediate e trasparenti e soprattutto una comunicazione chiara e precisa sono aspetti imprescindibili ai giorni nostri per il successo di un business di qualità e questo i professionisti lo sanno. Per questo motivo, mansioni come quelle dell’assistenza clienti e della comunicazione sono tra i lavori più ricercati degli ultimi mesi”.

Il mondo è pieno di proprietari di aerei costretti a far volare vuoti i loro gioiellini alati. Sembra ironia, ma è un problema reale: in termi di gestione per i possessori di jet e piccoli aerei e in termini di inquinamento e spreco. Il 30% degli aerei che solcano i cieli, è stato calcolato, viaggia senza carico.

E partendo da questa considerazione l'italiano Luigi Contessi ha pensato di ottimizzare risorse e domanda e creare la 'Uber dei cieli'. Guai a chiamarla così, perché Uber come è noto, è gelosissima del suo business, ma Ubefly è giù una realtà e… vola.

Contessi non ha fatto altro che contattare i proprietari di aerei privati (un lavoro certosino, in realtà) e proporre loro di entrare in un circuito di NCP: noleggio con pilota.

Come funziona

Ubefly ha sede nel cuore di Parigi, in Rue du Faubourg SaintHonoré, e in sostanza mette a disposizione passaggi aerei a prezzi ragionevoli. Quanto ragionevoli? Meno di 600 euro per le tratte 'fisse' e a partire da 200 euro per un volo Milano-Londra o un Parigi-Milano. E questo perché ad essere noleggiato non è l'aereo, ma il 'sedile', su un volo che sarebbe stato fatto comunque, con o senza passeggeri.

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Chi sulla terra preferisce noleggiare una limousine invece che muoversi in taxi avrà a disposizione ad alta quota, il lusso e il comfort di una suite a cinque stelle, traslando il sistema proposto di Uber su jet privati ed elicotteri. “Vogliamo rivoluzionare il mondo del volo con mezzi disponibili in tutto il mondo, ventiquattr'ore su ventiquattro: piccole compagnie aeree e privati possessori di jet ed elicotteri, potranno condividere e noleggiare i propri mezzi” ha commentato Luigi Contessi, un passato in Air-Dynamic, Swissair, Varig, British Airways World Cargo, Meridiana e Air One, “Questo permetterà di aver accesso a un numero davvero importante di aeromobili dislocati ovunque e, allo stesso tempo, di avere a disposizione, in breve tempo, la più grande flotta al mondo di jet privati ed elicotteri, usufruendo di tariffe eccezionalmente convenienti”.

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L'idea è anche di condividere un jet privato attraverso il Jet Sharing e di avere accesso a "secret deal" (offerte riservate ai soli clienti fidelizzati con voli gratuiti), e a partecipare a eventi e party esclusivi in tutto il mondo. Ubefly prevede già 11 destinazioni europee con 42 voli settimanali con partenza in giorni e orari prefissati serviti da jet Citation Mustang con 4 posti disponibile (prezzi a partire da 390 euro fino ad un massimo di 590). Ma anche tour in elicottero in tutte le principali città del mondo, noleggio yacht e luxury car, accesso agli eventi musicali e sportivi con posti esclusivi e accessi prioritari. 

La Birmania (o Myanmar) è una destinazione alternativa alle classiche mete esotiche, che regala al viaggiatore un’intensa esperienza culturale e spirituale. Si tratta di un luogo autentico, dalle radicate tradizioni, estremamente lontano dalla realtà occidentale. Merito del patrimonio artistico e storico che lo caratterizza, negli ultimi anni il Myanmar ha attirato turisti provenienti da ogni dove.

Il Myanmar è uno Stato di grande suggestione, e non solo per le scintillanti pagode che costellano il Paese da nord a sud, e in cui si celebrano cerimonie antichissime. La povertà, largamente diffusa, lascia spazio alla ricchezza d’animo della popolazione, generalmente molto ospitale. Le attrazioni sono numerose, a partire dalla Swedagon Paya: il templio d’oro situato a Rangoon. I siti archeologici si trovano soprattutto nella piana di Bagan, ricca di monasteri da rappresentare un vero e proprio museo a cielo aperto.

Il periodo consigliato per visitare il Myanmar va da dicembre a gennaio. Da evitare invece la stagione dei monsoni, che si concentra nei mesi estivi. Le specialità gastronomiche sono influenzate soprattutto dalla cucina cinese e indiana, per questo, fra piatti tipici troviamo i noddles (spaghettini) conditi con verdure, pesce e carne. Largo uso è fatto del ngapi, un condimento simile all’antico garum di epoca latina, preparato con pesce sminuzzato e successivamente essiccato.

Tuttavia, è importante sapere che organizzare un viaggio in Myanmar può non essere così semplice: ecco perché.

Prima di partire per il Myanmar, è indispensabile informarsi sulla situazione sanitaria del Paese, sulle vaccinazioni richieste e sulle tutele per i viaggiatori. 

Le aree interne dello Stato infatti, sono colpite da malattie tropicali come la tubercolosi e la malaria. Non va sottovalutato il fatto che l’intero territorio del Myanmar versa in condizioni igenico-sanitarie precarie. Le strutture ospedaliere locali in particolar modo, non offrono assistenza equiparabile a quella europea, e la carenza di farmaci è all’ordine del giorno.

Ciò significa che in caso di infortunio o malattia, i viaggiatori possono trovarsi in serie difficoltà. Il Ministero degli Affari Esteri consiglia vivamente la stipulazione di una polizza viaggio a copertura delle spese mediche, sanitarie e farmaceutiche comprensiva dell’invio di farmaci all’Estero, del consulto telefonico con un medico italiano e del rimpatrio d’emergenza. 

Soluzioni su misura complete di polizza medica, annullamento e tutela del bagaglio specifiche per il Myanmar o per altre destinazioni, sono disponibili su siti di assicurazione viaggio online TravelEasy, sul portale Ima Italia Assistance e sui principali siti dedicati alle polizze viaggio. 

Per entrare in Myanmar è necessario un passaporto con validità residua di almeno 6 mesi, e un visto turistico da richiedere all’Ambasciata della Repubblica dell’Unione del Myanmar a Roma. La domanda per il visto può essere inoltrata anche per via telematica tramite il sito ufficiale del Ministero del Lavoro, dell’Immigrazione e della Popolazione della Repubblica dell’Unione del Myanmar. Tale richiesta permette di ottenere il rilascio del documento presso gli aeroporti internazionali di Yangon, Mandalay, Nay Pyi Taw, e presso i tre valichi di frontiera con la Thailandia.

A causa delle profonde trasformazioni politiche che interessano il Paese, esistono zone in cui il soggiorno (o il semplice transito) sono assolutamente sconsigliati. Il Ministero degli Affari Esteri segnala diverse aree a rischio episodi di violenza, tra cui i confini con la Thailandia, l’area nord-orientale dello Stato Shan, il nord del Kachin e lo Stato del Kayin. Per approfondire l’argomento basta consultare il portale ViaggiareSicuri.it della Farnesina.

Rispetto al costo della vita gli alloggi in Myanmar sono piuttosto cari. In località turistiche come Bagan o Inle Lake – il meraviglioso lago di acqua dolce situato fra le montagne dello Shan- è possibile trovare sistemazioni economiche, così come a Kalaw, paese "bomboniera" immerso fra verdi colline. 

Un viaggio sostenibile in una di queste località è vivamente consigliato. Si tratta di luoghi abitati da comunità che svolgono ancora una vita semplice, avvolti in un’atmosfera mistica di preghiera. La cultura predominante in Myanmar infatti è quella Bamar, d’ispirazione buddista Theravãda, che influenza la quotidianità come tutte le arti, dalla musica alla letteratura.

Nelle aree costiere esistono anche lussuosi resort, situati ad esempio nei pressi delle spiagge di Ngapali Beach, Silver Beach e Chuang Tha. Per avere un assaggio della cultura locale, è in ogni caso preferibile scegliere mete diverse, purché non gravate da problemi relativi alla sicurezza.

Contenuto realizzato in collaborazione con TravelEasy
 

Meglio un fidanzato reale o quattro virtuali? Per milioni di donne in Cina la risposta potrebbe non essere scontata, almeno non per chi negli ultimi due mesi, cioè da quando è in circolazione, ha scaricato sui propri smartphone “Love and Producer” (o “Lian Yu Zhi Zuo Ren”, il nome originale cinese) il gioco on line del momento che simula appuntamenti con quattro personaggi bellissimi e intriganti.

Nonostante sia disponibile solo da poche settimane, il gioco è già una delle app più scaricate sugli App Store cinesi, grazie al suo mix di romanticismo e interazione con i personaggi virtuali. I quattro protagonisti sono tutti di alto o altissimo profilo: Li Zeyan è amministratore delegato di un’azienda, duro dal cuore tenero; Xu Mo è un dotatissimo scienziato; Bai Qi, un super-poliziotto che “non ti lascerà mai in pericolo”; Zhou Qiluo, dalla bionda chioma, invece, è un'inarrivabile popstar, ma dall’animo gentile e premuroso.

Tutti e quattro sono a disposizione per una relazione (e nessuno chiede l’esclusiva) con la protagonista del gioco, impegnata nel frattempo a evitare la bancarotta agli studi televisivi fondati dal padre. Per proseguire nel gioco occorre superare alcune prove da cui proverranno crediti per continuare nel gioco, anche se per ottenere lo stesso risultato è sufficiente sborsare denaro reale.  

I super-eroi romantici virtuali, dotati di superpoteri ad hoc, stanno facendo la fortuna del gruppo Paper Studio,  di Suzhou, nella Cina orientale, che si nasconde dietro il successo di questo gioco on line, lanciato a dicembre scorso e che oggi conta già oltre quattro milioni di utenti giornalieri, il 90% dei quali donne, in particolare giovani attorno ai venti anni, secondo le stime del sito web cinese dedicato ai giochi on line GameLook. Per il mese di gennaio, il gruppo si attende ricavi fino a trecento milioni di yuan (47 milioni di dollari) dalla sua creatura, che si inserisce nel filone degli “otome games”, ovvero dei videogiochi, popolari da anni in Giappone, che si rivolgono principalmente a un pubblico femminile e che si sviluppano partendo da una storia di background. 

La popolarità del gioco è fuori discussione, al punto che il 13 gennaio scorso, compleanno di uno dei quattro personaggi di Love and Producer, Li Zeyan, un gruppo di fidanzate virtuali del Ceo del videogioco ha pagato soldi reali, equivalenti a 39mila dollari, per un banner digitale su un grattacielo di Shenzhen, alle porte di Hong Kong per fare gli auguri al loro eroe. Nonostante sembri un gioco innocuo, Love and Producer sta già facendo discutere per le sue dinamiche che metterebbero in luce alcuni punti deboli del rapporto tra uomini e donne nella Cina di oggi.

Jiemian, una start-up di news focalizzata su affari e innovazione, sostiene che “la semplificazione, il consumismo e l’ipocrisia radicati in questi simulatori di appuntamenti sono il prodotto di questa era senza amore”. Al di là del giudizio morale, il risvolto sociale che sembra emergere da questi giochi è che “il consumismo in stile fast-food permette alle donne di imporre agli uomini vari tipi di pretese che un tempo erano rivolte a loro. E lascia filtrare il messaggio che gli uomini di una classe inferiore non siano degni di essere frequentati”.

Loredana Lecciso ha deciso di dire la sua. Dopo settimane di gossip, innescate da una foto galeotta in un mercatino di Natale, la moglie di Al Bano ha raccontato la sua versione dei fatti negli studi di Domenica Live, con Barbara D'Urso. E per capire a che puto è il suo rapporto con Al Bano bastano queste dieci frasi.

  1. Il gossip: "Al Bano è una persona che tiene in sé i suoi sentimenti più intimi. Quando dice che non vuole fare gossip, è vero, si ritrova al centro del gossip, se dietro a tutto questo ci fosse una regia di certo non sarebbe la sua. Agli occhi del pubblico potrebbe sembrare un Al Bano che non è, è solo che a volte pecca di ingenuità. Accadono cose di cui lui poco ha la paternità".
  2. La separazione: "Nessuno ha lasciato nessuno, c’è stato effettivamente un allontanamento, che non era nato da situazioni poco gradite citate, ero già fuori".
  3. Romina Power: "Devo dire che le provocazioni di Romina… Voglio essere onesta, il confine tra l’ironia e il buon gusto è labile, non ho gradito affatto alcune esternazioni".
  4. La famiglia: "Con Al Bano io ho costruito una famiglia, che è nata da una realtà molto chiara, mi dispiace passare come se fossi il terzo incomodo, quando ho conosciuto Al Bano era un uomo libero, eravamo due persone astutamente libere, e abbiamo iniziato il nostro percorso insieme, è stato molto bello".
  5. Cosa è successo a Natale: "Ero a Pavia. Al Bano è stato molto carino, ha trascorso il Natale con i nostri figli e le mie sorelle. Qualsiasi donna si sarebbe sentita ferita, avevo bisogno di quel momento per capire molto bene. Dall’esterno, la sua posizione potrebbe sembrare quasi ambigua. Studiando bene la cronologia di alcuni eventi, lui era stato anche molto chiaro. Fatico a comprendere perché Romina faccia così".
  6. La situazione oggi: "Voglio un gran bene ad Al Bano, lo amo ancora. Io credo nel progetto. La nostra non è mai stata una coppia idilliaca, è sempre stata molto accesa, una coppia normale, ma quando è stato male ci siamo avvicinati ancora di più. Nessuno ha lasciato nessuno, è come se ci fosse un momento interlocutorio, che ha spiazzato me e di conseguenza anche Al Bano. Io credo nella sua buona fede, ci credo ancora. Forse quell'allontanamento era anche un gesto d'amore, visto che c'è tutto questo sovraffollamento, mi sottraggo io ed è anche un paradosso, io e Al Bano siamo una famiglia da 18 anni".
  7. L'amore: "In questi momenti agli occhi del pubblico può sembrare che ad Al Bano piaccia essere oggetto di contesa tra due donne…  Lui non è questo, Al Bano è uomo di grande chiarezza".

Il mattoncino Lego compie 60 anni e, a dispetto della sua età e delle nuove tecnologie, non smette di appassionare piccoli e grandi. Tanto da essere stato incoronato nel 1999 “giocattolo del secolo” dalla rivista 'Fortune'. In realtà, l’azienda danese fondata nel 1916 da Ole Kirk Kristiansen, un falegname della piccola città di Billund,  iniziò a produrre i famosi mattoncini a partire dal 1949, ma fu soltanto il 28 gennaio del 1958 che questi assunsero la particolare forma che è arrivata fino a noi.

L’intuizione che ne decretò il successo fu semplice: aggiungere piccoli tubi all’interno di mattoncini cavi in plastica che permettono di incastrarli con maggiore presa. “Possono essere continuamente uniti e smontati. Le combinazioni possibili sono infinite: unico limite la fantasia. Questo permette ai giovani di mantenere le proprie menti aperte e continuare a esplorare soluzioni creative sviluppando alcune delle capacità utili per affrontare il 21° secolo come la creatività, la collaborazione e la capacità di problem solving,” afferma Julia Goldin, direttore marketing del gruppo. E i Lego – si scrive obbligatoriamente tutto maiuscolo – sono tutt’oggi tra i giochi più istruttivi in assoluto.

D’altronde lo sapeva bene Kristiansen che per i suoi mattoncini scelse proprio il nome LEGO da “leg godt“, che significa “gioca bene”.

Dalla crisi all'exploit

Dopo aver superato nel 2005 una crisi che ha costretto il gruppo a vendere parte dei suoi parchi a tema, Lego ha chiuso il 2016 con il miglior fatturato della sua storia, con ricavi pari a 37,9 miliardi di corone danesi, circa 5 miliardi di euro, e una crescita del +6% rispetto all’anno precedente.

Il merito? Soprattutto del mercato europeo e cinese e di una strategia che ogni anno aggiorna il catalogo di prodotti. Nel 2016 ne sono stati lanciati 335 inediti, mentre le costruzioni a tema come quelle a marchio Star Wars, specie in coincidenza dell’uscita dei film in sala, contribuiscono al 60% delle vendite annuali. Non solo, secondo uno studio del 2015, LEGO ha registrato un incremento del valore medio del 12% annuo in quindici anni, contro il 9,6% dell’oro e il 4,1% del mercato azionario.

40 miliardi di mattoncini per la luna

– Ogni anno vengono prodotti circa 20 miliardi di mattoncini, ovvero circa 2,3 milioni all'ora.

– I pezzi difettosi sono 18 pezzi su ogni milione

Sei mattoncini Lego “2×4” possono essere combinati in più di 915 milioni di modi possibili.

 – Per raggiungere la luna occorrono 40 miliardi di mattoncini “2×4” impilati uno sopra l’altro.

– Gli stampi usati per produrre gli elementi Lego sono precisissimi (tra i 4my/0,004mm) , ovvero meno della spessore di un singolo capello.

–  Numero di colori utilizzati per la produzione: oltre 60.

Nel '71 arrivò il rosa

– Nel 1961 vengono inserite nelle confezioni le prime ruote. Oggi Lego è uno dei maggiori produttori di pneumatici al mondo con oltre 700.000.000 di gomme prodotte ogni anno.

– Nel 1971 esce la prima linea dedicata interamente alle ragazze.

– Sul sito di aste online Catawiki, nel febbraio 2017, viene venduto il mattoncino Lego più costoso del mondo. Non è in plastica, ma in oro 14 carati, battuto al prezzo di circa 19.000 euro, quando il valore dell'oro era stato stimato a soli 2.000 euro.

– Sono oltre 19mila i dipendenti del gruppo.

– Nel 2006 l'azienda ha ricevuto una nomina prestigiosa dalla rivista Working Mothers ("Madri Lavoratrici"), come una delle 100 migliori società al mondo nell'attenzione verso le madri lavoratrici.

– Attualmente ci sono 140 Lego store nel mondo, di cui 7 in Italia.

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