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(AGI) – Ropma, 14 mag. – Si aggiunge Eros Ramazzotti all’elenco di star della musica italiana che verranno premiati il 4 giugno all’Arena di Verona nell’ambito della nona edizione dei Wind Music Awards, con serata condotta da Carlo Conti e Vanessa Incontrada e diretta in prima seratasu Rai1. L’elenco (in ordine alfabetico) dei primi artisti che hanno confermato la loro presenza sul palco comprende Biagio Antonacci, Mario Biondi, Club Dogo, Dear Jack, Francesco De Gregori, Elisa, Emis Killa, Emma, Fedez, Tiziano Ferro, Lorenzo Fragola, Gemitaiz&Madman, Il Volo, Deborah Iurato, J-Ax, Ligabue, Fiorella Mannoia, Marracash, Marco Mengoni, Moda’, Gianna Nannini, Nek, per l’appunto Ramazzotti, quindi Francesco Renga, Rocco Hunt, Subsonica. Si annuncia una serata a ritmo delle hit dell’anno di questi e altri grandi artisti italiani e, come sempre, anche di ospiti internazionali. I Wind Music Awards, ovvero i premi della musica italiana, sono realizzati con la collaborazione delle associazioni del settore discografico AFI, FIMI e PMI. Saranno premiati gli artisti italiani che, tra maggio 2014 e maggio 2015, hanno raggiunto con i loro album i traguardi “oro”, “platino” e “multi platino” e con i loro singoli il traguardo “multi platino” (certificazioni FIMI/GfK Retail and Technology Italia). Per il secondo anno consecutivo il premio speciale “EarOne Airplay” verra’ assegnato a Ligabue, in quanto artista con il maggior punteggio nella classifica dell’airplay radiofonico tra maggio 2014 e maggio 2015. Nel corso dei WMA15, prodotti da F&P Group con la Ballandi Multimedia per la cura e la gestione di tutti gli aspetti televisivi dell’evento, verranno consegnati anche altri riconoscimenti come il premio speciale “Arena di Verona”. RadioDue Rai sara’ presente per dar voce ai protagonisti dei WMA. I biglietti sono disponibili in prevendita su www.ticketone.it e nei punti vendita e prevendite abituali (per info: www.fepgroup.it). (AGI) .

(AGI) – Cannes, 14 mag. – Il nastro del 68esimo Festival di Cannes e’ stato tagliato e la Croisette ieri sera si e’ illuminata di flash e di star. Tra le prime a sfilare, Isabella Rossellini vestita di bianco, Emmanuelle Beart, Naomi Watts e la giuria al gran completo: dai fratelli Coen (Joel senza smocking) a Jake Gyllenhaal, da Siena Miller a Sophie Marceau, da Rokia Traore’ a Guillermo Del Toro, a Xavier Dolan. Dopo di loro l’elegantissima Natalie Portman (che nei prossimi giorni presentera’ il suo primo film da regista), in un completo rosso fuoco, insieme al marito Benjamin Millepied che ha curato la coreografia del balletto che si e’ svolto all’interno del Grand Theatre Lumiere sulle note della colonna sonora de ‘La donna che visse due volte’ di Hitchcock. E, ovviamente, non poteva mancata la diva del giorno, Catherine Deneuve, accolta in sala con una standing ovation.E’ suo il film di apertura della kermesse francesce, ‘Standing Tall’ di Emmanuelle Bercot.

Catherine Deneuve: per colpa dei social nerwork i divi non hanno piu’ misteri

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Ieri sera, intanto, e’ stato proiettato per la stampa il film di Matteo Garrone, ‘Il Racconto de Racconti’, in concorso oggi. Il film non ha entusiasmato i critici: il fantasy, coprodotto tra Francia e Italia, tratto dalla raccolta di favole secentesche ‘Lo cunto de li cunti’ di Giambattista Basile, e’ stato accolto con applausi tiepidi. Il film e’ interpretato da un cast internazionale come Salma Hayek, John C. Reilly, Vincent Cassel e Toby Jones. La pellicola uscira’ nelle sale domani, in contemporanea con la proiezione ufficiale al festival.

GALLERIA FOTO: ‘Il Racconto dei Racconti’ di Matteo Garrone

Come sara’ questo festival? I presidenti della giuria, i fratelli Joel e Ethan Coen, lo hanno spiegato cosi’: “Quando ci hanno chiamato l’abbiamo considerata una grande opportunita’ e una grande esperienza. Ci faremo guidare dalle emozioni, non siamo dei critici cinematografici, il film piu’ bello e’ quello che avra’ piu’ consenso tra noi giurati”. Gli altri membri, insieme agli autori di Non e’ un paese per vecchi, sono l’attrice di Almodovar Rossy De Palma, Sophie Marceau, Siena Miller appena vista in American Sniper di Clint Eastwood, la cantante del Mali Rokia Traore’, i registi Guillermo Del Toro (Il labirinto del fauno) e Xavier Dolan (Mommy, vincitore lo scorso anno proprio a Cannes del Premio della Giuria). Chiude il parterre l’attore Jake Gyllenhaal (I segreti di Brokeback Mountain). “Un compito del genere capita raramente – commenta Sophie Marceau – metteremo tutte le nostre energie”. “Sara’ un’esperienza che mi arricchira’, vedere per dodici giorni film provenienti da tutto il mondo e’ un grande privilegio”, afferma Xavier Dolan. “Potremmo vedere molti film e per di piu’ gratis”, aggiunge con la sua ironia Gyllenhaal, che poi aggiunge: “Il fatto che in giuria ci siano anche degli attori dara’ un po’ di brio al tutto, altrimenti tra registi si scambierebbero solo complimenti”, sorride.

“Siamo qui per dire che cosa ci piace, non che cosa e’ bello o brutto – commenta De Toro – dobbiamo trattare questi film con rispetto. Ci saranno giorni da Arancia meccanica e altri da Nuovo cinema paradiso. Spero di imparare molto da questa avventura e di arricchirmi di cinema”. I giurati si sono gia’ incontrati, vi siete dati un metodo? Vedrete i film tutti insieme? Domanda il moderatore della conferenza Henri Be’har. Prende la parola Gyllenhaal con la sua verve: “Ci siamo divisi in gruppi, da una parte c’e’ chi sta con Joel, dall’altra con Ethan”. Infine la discussione vira sul volto di Ingrid Bergman, icona di questa edizione 2015 del festival: “E’ come un angelo bianco che guarda verso futuro – commenta Sophie Marceau – la magia del cinema e’ questa: le persone restano vive nonostante se ne siano andate”. “Sono un appassionato di Hitchcock – conclude Del Toro – la forza della Bergman era di essere contemporaneamente naturale e diva”. (AGI)

(AGI) – Roma, 14 mag. – Due appuntamenti con gli U2 domani: arriva in radio il nuovo singolo “Song for someone”, tratto dall’ultimo album certificato Platino in Italia “Songs of Innocence” e parte da Vancouver il lungo tour “L’Innocence + Experience Tour 2015” che portera’ la band irlandese in giro per il mondo, con due tappe (gia’ sold out) anche in Italia, il 4 e 5 settembre al Palalpitour di Torino. Il tour e’ stato presentato durante una puntata del tv show americano The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, programma durante il quale la band si e’ prestata ad un paio di divertenti sketch: il primo durante il quale il gruppo (travestito da buskers) suona nella metropolitana di New York, il secondo dove Bono rimane (nuovamente) vittima di un incidente in bicicletta. L’album “Songs of Innocence” e’ disponibile in tutti i negozi di dischi nella versione standard, deluxe e vinile e in digitale nella versione standard e deluxe. Registrato a Dublino, Londra, New York e Los Angeles con i produttori Danger Mouse, Paul Epworth, Ryan Tedder, Declan Gaffney e Flood, l’album incrocia le primissime influenze musicali della band dal rock e punk-rock anni ’70 alla prima elettronica e musica ambient anni ’80, offrendo una panoramica su come e perche’ e’ sono nati gli U2. Anche l’immagine scelta per la copertina che ritrae il batterista Larry Mullen Jr. insieme al figlio Aaron Presley riporta direttamente alle radici della band, come racconta Bono: “riflette le nuove canzoni e la loro ispirazione ai primi anni degli U2 da adolescenti a Dublino”.(AGI)

(AGI) – Cannes, 13 mag. – Il nastro del 68esimo Festival di Cannes e’ stato tagliato e la Croisette si e’ illuminata di flash e di star. Tra le prime a sfilare, Isabella Rossellini vestita di bianco, Emmanuelle Beart, Naomi Watts e la giuria al gran completo: dai fratelli Coen (Joel senza smocking) a Jake Gyllenhaal, da Siena Miller a Sophie Marceau, da Rokia Traore’ a Guillermo Del Toro, a Xavier Dolan. Dopo di loro l’elegantissima Natalie Portman (che nei prossimi giorni presentera’ il suo primo film da regista), in un completo rosso fuoco, insieme al marito Benjamin Millepied che ha curato la coreografia del balletto che si e’ svolto all’interno del Grand Theatre Lumiere sulle note della colonna sonora de ‘La donna che visse due volte’ di Hitchcock. E, ovviamente, non poteva mancata la diva del giorno, Catherine Deneuve, accolta in sala con una standing ovation. E’ suo il film di apertura della kermesse francesce, ‘Standing Tall’ di Emmanuelle Bercot. In serata, intanto, e’ stato proiettato per la stampa il film di Matteo Garrone, ‘Il Racconto de Racconti’, in concorso domani. Il film non ha entusiasmato i critici: il fantasy, coprodotto tra Francia e Italia, tratto dalla raccolta di favole secentesche ‘Lo cunto de li cunti’ di Giambattista Basile, e’ stato accolto con applausi tiepidi. Il film e’ interpretato da un cast internazionale come Salma Hayek, John C. Reilly, Vincent Cassel e Toby Jones. La pellicola uscira’ nelle sale domani, in contemporanea con la proiezione ufficiale al festival.

Catherine Deneuve: per colpa dei social nerwork i divi non hanno piu’ misteri

Come sara’ questo festival? I presidenti della giuria, i fratelli Joel e Ethan Coen, lo hanno spiegato cosi’: “Quando ci hanno chiamato l’abbiamo considerata una grande opportunita’ e una grande esperienza. Ci faremo guidare dalle emozioni, non siamo dei critici cinematografici, il film piu’ bello e’ quello che avra’ piu’ consenso tra noi giurati”. Gli altri membri, insieme agli autori di Non e’ un paese per vecchi, sono l’attrice di Almodovar Rossy De Palma, Sophie Marceau, Siena Miller appena vista in American Sniper di Clint Eastwood, la cantante del Mali Rokia Traore’, i registi Guillermo Del Toro (Il labirinto del fauno) e Xavier Dolan (Mommy, vincitore lo scorso anno proprio a Cannes del Premio della Giuria). Chiude il parterre l’attore Jake Gyllenhaal (I segreti di Brokeback Mountain). “Un compito del genere capita raramente – commenta Sophie Marceau – metteremo tutte le nostre energie”. “Sara’ un’esperienza che mi arricchira’, vedere per dodici giorni film provenienti da tutto il mondo e’ un grande privilegio”, afferma Xavier Dolan. “Potremmo vedere molti film e per di piu’ gratis”, aggiunge con la sua ironia Gyllenhaal, che poi aggiunge: “Il fatto che in giuria ci siano anche degli attori dara’ un po’ di brio al tutto, altrimenti tra registi si scambierebbero solo complimenti”, sorride.

GALLERIA FOTO: ‘Il Racconto dei Racconti’ di Matteo Garrone

“Siamo qui per dire che cosa ci piace, non che cosa e’ bello o brutto – commenta De Toro – dobbiamo trattare questi film con rispetto. Ci saranno giorni da Arancia meccanica e altri da Nuovo cinema paradiso. Spero di imparare molto da questa avventura e di arricchirmi di cinema”. I giurati si sono gia’ incontrati, vi siete dati un metodo? Vedrete i film tutti insieme? Domanda il moderatore della conferenza Henri Be’har. Prende la parola Gyllenhaal con la sua verve: “Ci siamo divisi in gruppi, da una parte c’e’ chi sta con Joel, dall’altra con Ethan”. Infine la discussione vira sul volto di Ingrid Bergman, icona di questa edizione 2015 del festival: “E’ come un angelo bianco che guarda verso futuro – commenta Sophie Marceau – la magia del cinema e’ questa: le persone restano vive nonostante se ne siano andate”. “Sono un appassionato di Hitchcock – conclude Del Toro – la forza della Bergman era di essere contemporaneamente naturale e diva”. .

(AGI) – Cannes, 13 mag. – E’ stato accolta con applausi tiepidi la prima proiezione stampa de ‘Il racconto dei racconti’ di Matteo Garrone, il primo film italiano in concorso al 68esimo Festival di Cannes. Il fantasy, coprodotto tra Francia e Italia, tratto dalla raccolta di favole secentesche ‘Lo cunto de li cunti’ di Giambattista Basile, e’ interpretato da un cast internazionale come Salma Hayek, John C. Reilly, Vincent Cassel e Toby Jones. La pellicola uscira’ nelle sale domani, in contemporanea con la proiezione ufficiale al festival. .

(AGI) – Cannes, 13 mag. – Che le danze abbiano inizio. Il nastro del 68esimo Festival di Cannes e’ stato tagliato. La croisette si e’ illuminata di flash e di star. Tra le prime a sfilare, Isabella Rossellini vestita di bianco, Emmanuelle Beart, Naomi Watts e la giuria al gran completo: dai fratelli Coen (Joel senza smocking) a Jake Gyllenhaal, da Siena Miller a Sophie Marceau, da Rokia Traore’ a Guillermo Del Toro, a Xavier Dolan. Dopo di loro l’elegantissima Natalie Portman (che nei prossimi giorni presentera’ il suo primo film da regista), in un completo rosso fuoco, insieme al marito Benjamin Millepied che ha curato la coreografia del balletto che si e’ svolto all’interno del Grand Theatre Lumiere sulle note della colonna sonora de ‘La donna che visse due volte’ di Hitchcock. E, ovviamente, non poteva mancata la diva del giorno, Catherine Deneuve, accolta in sala con una standing ovation. Stessa accoglienza per i fratelli Coen: quando l’attore Lambert Wilson, conduttore della cerimonia di apertura, ha chiamato i presidenti di giuria, dopo un video tributo con le immagini dei loro film, la sala li ha accolti con un’ovazione. Infine Wilson ha chiamato Julianne Moore, vestita con un abito Armani, che ha ritirato il premio vinto lo scorso anno per la migliore interpretazione femminile in ‘Maps to the Stars’ di David Cronenberg. Tra il pubblico c’era anche la nostra Jasmine Trinca.

“Quando ci hanno chiamato l’abbiamo considerata una grande opportunita’ e una grande esperienza – affermano i registi Joel e Ethan Coen, presidenti della giuria al 68mo Festival di Cannes -. Ci faremo guidare dalle emozioni, non siamo dei critici cinematografici, il film piu’ bello e’ quello che avra’ piu’ consenso tra noi giurati”. Gli altri membri, insieme agli autori di Non e’ un paese per vecchi, sono l’attrice di Almodovar Rossy De Palma, Sophie Marceau, Siena Miller appena vista in American Sniper di Clint Eastwood, la cantante del Mali Rokia Traore’, i registi Guillermo Del Toro (Il labirinto del fauno) e Xavier Dolan (Mommy, vincitore lo scorso anno proprio a Cannes del Premio della Giuria). Chiude il parterre l’attore Jake Gyllenhaal (I segreti di Brokeback Mountain). “Un compito del genere capita raramente – commenta Sophie Marceau – metteremo tutte le nostre energie”.

Catherine Deneuve contro Facebook: i divi non hanno piu’ misteri

“Sara’ un’esperienza che mi arricchira’, vedere per dodici giorni film provenienti da tutto il mondo e’ un grande privilegio”, afferma Xavier Dolan. “Potremmo vedere molti film e per di piu’ gratis”, aggiunge con la sua ironia Gyllenhaal, che poi aggiunge: “Il fatto che in giuria ci siano anche degli attori dara’ un po’ di brio al tutto, altrimenti tra registi si scambierebbero solo complimenti”, sorride. “Siamo qui per dire che cosa ci piace, non che cosa e’ bello o brutto – commenta De Toro – dobbiamo trattare questi film con rispetto. Ci saranno giorni da Arancia meccanica e altri da Nuovo cinema paradiso. Spero di imparare molto da questa avventura e di arricchirmi di cinema”. I giurati si sono gia’ incontrati, vi siete dati un metodo? Vedrete i film tutti insieme? Domanda il moderatore della conferenza Henri Be’har. Prende la parola Gyllenhaal con la sua verve: “Ci siamo divisi in gruppi, da una parte c’e’ chi sta con Joel, dall’altra con Ethan”. Infine la discussione vira sul volto di Ingrid Bergman, icona di questa edizione 2015 del festival: “E’ come un angelo bianco che guarda verso futuro – commenta Sophie Marceau – la magia del cinema e’ questa: le persone restano vive nonostante se ne siano andate”. “Sono un appassionato di Hitchcock – conclude Del Toro – la forza della Bergman era di essere contemporaneamente naturale e diva”. .

(AGI) – Cannes, 13 mag. – Che le danze abbiano inizio. Il nastro del 68esimo Festival di Cannes e’ stato tagliato. La croisette si e’ illuminata di flash e di star. Tra le prime a sfilare, Isabella Rossellini vestita di bianco, Emmanuelle Beart, Naomi Watts e la giuria al gran completo: dai fratelli Coen (Joel senza smocking) a Jake Gyllenhaal, da Siena Miller a Sophie Marceau, da Rokia Traore’ a Guillermo Del Toro, a Xavier Dolan. Dopo di loro l’elegantissima Natalie Portman (che nei prossimi giorni presentera’ il suo primo film da regista), in un completo rosso fuoco, insieme al marito Benjamin Millepied che ha curato la coreografia del balletto che si e’ svolto all’interno del Grand Theatre Lumiere sulle note della colonna sonora de ‘La donna che visse due volte’ di Hitchcock. E, ovviamente, non poteva mancata la diva del giorno, Catherine Deneuve, accolta in sala con una standing ovation. Stessa accoglienza per i fratelli Coen: quando l’attore Lambert Wilson, conduttore della cerimonia di apertura, ha chiamato i presidenti di giuria, dopo un video tributo con le immagini dei loro film, la sala li ha accolti con un’ovazione. Infine Wilson ha chiamato Julianne Moore, vestita con un abito Armani, che ha ritirato il premio vinto lo scorso anno per la migliore interpretazione femminile in ‘Maps to the Stars’ di David Cronenberg. Tra il pubblico c’era anche la nostra Jasmine Trinca. .

(AGI) – Roma, 13 mag. – L’1 e 2 giugno arriva in 150 sale italiane ‘Messi, storia di un campione’, il film documentario di Alex De la Iglesia presentato alla 71esima Mostra di Venezia.Una iniziativa esclusiva The Space Movies in partnership con Universal Pictures Italia, in collaborazione con 102 Distribution. Il film racconta la vita e la carriera del fuoriclasse argentino Lionel Messi attraverso le testimonianze di leggende del calcio come Menotti, Maradona, Valdano e Cruyff e di gente comune che l’ha accompagnato nel suo percorso di vita, il tutto attraverso immagini d’archivio, interviste e clip inedite. Riuniti a cena, gli amici, i compagni di squadra, ex allenatori, giornalisti e scrittori ripassano i momenti piu’ significativi della vita di Messi, il fuoriclasse che a tredici anni era alto 1,43 cm e pesava 35 kg e, a causa di una malattia della crescita, sembrava condannato a non poter mai esprimere il suo incredibile talento. Oggi i centimetri sono 169 e i kg 69: dietro a questa trasformazione (che l’ha costretto per anni a iniettarsi un ormone per la crescita) c’e’ una storia, un romanzo, una fiction, un documentario su quello che forse e’ il piu’ forte calciatore di tutti i tempi.

VIDEO: trailer del film ‘Messi – storia di un campione’

Di lui Cesar Luis Menotti, ct dell’Argentina campione del mondo 1978, ha detto: “Gioca fuori, gioca dentro, gioca dove vuole perche’ gioca da dio”. Quello di De la Iglesia e’ un film su Leo Messi uomo, sulla sua famiglia, gli amici, i compagni. Non un film sul calcio, ma il racconto di anni incredibili (in campo per la prima volta a 5 anni), di timori e sofferenze. Dell’addio a Rosario e dell’arrivo a Barcellona. La ‘pulce’ Messi e’ ancora una volta in prima pagina: un successo in 180 minuti contro il Bayern e la certezza di arrivare a Berlino, per la finale di Champions 2015. Lo sportivo piu’ ricco del mondo ha un’anima e una volonta’ incredibile. Ha avuto una nonna tifosa che di fatto lo ha buttato in campo, costringendo il suo primo allenatore, Ricardo Aparicio, a schierarlo tra lo stupore generale. E Leo comincia subito a fare gol. Non smettera’ piu’. Come ha fatto mercoledi’ 6 maggio contro l’ex amico Guardiola. Eccellente anche l’incontro di ritorno del 12 maggio.

Champions: il Bacelllona di Messi conquista la finalissima

Ora, in attesa della finalissima del 6 giugno, e’ il momento del film ‘Messi, storia di un campione’. I testimonial di questa storia non sono intervistati uno per uno, in un freddo studio. Dialogano e ricordano davanti a un bicchiere di vino o a una birra. C’e’ un tavolo di ex manager del Barcellona. Un tavolo di ex grandi giocatori. Un tavolo di compagni di fanciullezza di Leo. Non c’e’ un attimo di noia. Tutti i testimonial si sono improvvisamente impadroniti di una dote difficile da tradurre al cinema: la sintesi, ma anche la simpatia, l’uso del sorriso. Cio’ che conta e’ anche un solo istante sul campo da calcio. Le multinazionali lo adorano anche per la sua vita privata, per l’assoluta mancanza di scandali, l’assenza di fuoriserie dal suo garage, la modestia della villa catalana, le lezioni di vita di suo padre, Jorhje, ex operaio siderurgico, apprese e applicate nella vita di ogni giorno. Leo e’ quel bambino che, di fronte al medico che gli diagnosticava il blocco della crescita, ha fatto una sola, vitale domanda: potro’ giocare ancora a calcio? .

(AGI) – Cannes, 13 mag. – “Le star non hanno piu’ misteri, i social network hanno cambiato ogni cosa. La vita privata degli attori ormai e’ diventata accessibile a tutti”, parola della diva di Francia Catherine Deneuve, al Festival di Cannes con Standing Tall di Emmanuelle Bercot, film d’apertura della kermesse d’oltralpe. La Deneuve veste i panni di un giudice minorile alle prese con un caso disperato, quello di Malony (interpretato dal bravissimo Rod Paradot) abbandonato sin dall’eta’ di sei anni dalla madre (Sara Forestier). La pellicola segue le sue turbolente vicissitudini per undici anni, tra tribunali minorili e case di accoglienza. “Si trattava di una bellissima storia, che parla del rapporto tra adulti e giovani, ma soprattutto dell’importanza dell’educazione nella nostra societa’ – ha commentato l’attrice in conferenza stampa – e credo anche che sia una scelta importante, in un momento delicato come questo per l’Europa e la Francia, che un festival internazionale venga inaugurato da un film che tratti un tema sociale come questo e non da un blockbuster”. E il riferimento e’ ai fatti tragici di Charlie Hebdo. “Il film lo avevamo girato prima”, commenta la regista, poi prosegue ancora l’attrice settantunenne: “L’educazione e’ un diritto di ogni bambino, se la famiglia non e’ in grado di garantirlo tocca alla societa’ farlo. Quei ragazzi sono stati trascurati”. Riguardo invece alla vignetta che la rivista dedicata a Cannes con la scritta “Pacco sospetto sulla croisette. Falso allarme, e’ Catherine Deneuve”, l’attrice dichiara: “La vignetta non l’ho vista, comunque spero che sia divertente”. Ritornando al film l’attrice racconta di come ha affrontato il ruolo: “Molte mattine andavo in tribunale per vedere direttamente il lavoro complesso di giudici, avvocati e assistenti sociali – afferma l’attrice al suo secondo film con la Bercot – sono rimasta sorpresa dalla loro pazienza, dalla capacita’ di ascoltare i ragazzi. Cercano in tutti i modi di farli uscire dalla loro spirale. Infatti molto spesso i teenager sono cresciuti in famiglie numerose, con padri assenti e senza strumenti per affrontare la scuola”. A parlare poi e’ il giovane protagonista, Rod Paradot, catapultato nel mondo del cinema: “Con l’aiuto di un coach ho cercato di entrare nella pelle di Malony – spiega – tra me e lui non ci sono punti di contatto”. E alla domanda: “Ti piacerebbe proseguire su questa strada”? Il diciannovenne risponde: “Non avrei mai pensato di lavorare in un film, ma da sempre amo andare al cinema. Certo mi piacerebbe molto continuare questo cammino e continuare a lanciare questi messaggi come accade in Standing Tall”. .

(AGI) – Roma, 12 mag. – La 68a edizione del Festival del film Locarno attribuira’ a Marco Bellocchio il Pardo d’onore Swisscom. Con questo tributo il Festival rende omaggio a una carriera ricchissima e suggella il legame profondo che intercorre tra Locarno e Bellocchio, iniziato nel 1965 con la proiezione nel parco del Grand Hotel del suo lungometraggio d’esordio, ‘I pugni in tasca’. L’anarchia folgorante dell’opera colpisce pubblico, critica e giuria, che gli conferisce la Vela d’argento. Un successo che lo impone prepotentemente all’attenzione in Italia e a livello mondiale. Nel corso degli anni Marco Bellocchio e’ piu’ volte nuovamente protagonista a Locarno, come nel concorso del 1976 con ‘Marcia trionfale’, nel 1997 in cui presiede la giuria e partecipa al progetto collettivo ‘Locarno demi-siecle; reflexions sur l’avenir’, e nel 1998, anno in cui il Festival gli dedica una grande retrospettiva. “‘I pugni in tasca’ resta tra quei film che hanno fatto la storia di Locarno come luogo di scoperta e di lancio di opere che, senza paura di essere fraintesi, possono essere definite scomode – spiega Carlo Chatrian, direttore artistico del festival -. Ripresentarlo in una versione restaurata e’ insieme un doveroso omaggio all’atto d’inizio di un grande cineasta e l’indicazione di una linea di programmazione fedele ai suoi principi. La scelta di conferire il Pardo d’onore a Marco Bellocchio nasce inoltre dalla consapevolezza che il suo fare cinema – soprattutto in anni recenti – abbia molto da raccontare a chi vive in Italia ma anche a chi fa cinema nel resto del mondo”. L’omaggio che il Festival di Locarno dedica a Bellocchio sara’ accompagnato dalla proiezione di una selezione di suoi film. ‘I pugni in tasca’ sara’ mostrato in Piazza Grande venerdi’ 14 agosto. Il restauro del film e’ stato prodotto da Kavac Film, realizzato da Cineteca di Bologna presso i laboratori de “L’immagine ritrovata”, sostenuto da Giorgio Armani e verra’ distribuito a livello mondiale da The Match Factory. Il pubblico del Festival avra’ inoltre la possibilita’ di dialogare con il regista e cogliere i segreti della sua arte, in una masterclass in programma allo Spazio Cinema. Il Pardo d’onore, sostenuto da Swisscom per il settimo anno consecutivo, e’ il riconoscimento del Festival del film Locarno a grandi registi del cinema contemporaneo. In passato e’ stato assegnato a maestri del calibro di Samuel Fuller, Jean-Luc Godard, Ken Loach, Sidney Pollack, William Friedkin, JIA Zhang-ke, Alain Tanner, Werner Herzog e, nel 2014, Agne’s Varda. .

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