Newsletter
Video News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

(AGI) – Cannes, 13 mag. – “Le star non hanno piu’ misteri, i social network hanno cambiato ogni cosa. La vita privata degli attori ormai e’ diventata accessibile a tutti”, parola della diva di Francia Catherine Deneuve, al Festival di Cannes con Standing Tall di Emmanuelle Bercot, film d’apertura della kermesse d’oltralpe. La Deneuve veste i panni di un giudice minorile alle prese con un caso disperato, quello di Malony (interpretato dal bravissimo Rod Paradot) abbandonato sin dall’eta’ di sei anni dalla madre (Sara Forestier). La pellicola segue le sue turbolente vicissitudini per undici anni, tra tribunali minorili e case di accoglienza. “Si trattava di una bellissima storia, che parla del rapporto tra adulti e giovani, ma soprattutto dell’importanza dell’educazione nella nostra societa’ – ha commentato l’attrice in conferenza stampa – e credo anche che sia una scelta importante, in un momento delicato come questo per l’Europa e la Francia, che un festival internazionale venga inaugurato da un film che tratti un tema sociale come questo e non da un blockbuster”. E il riferimento e’ ai fatti tragici di Charlie Hebdo. “Il film lo avevamo girato prima”, commenta la regista, poi prosegue ancora l’attrice settantunenne: “L’educazione e’ un diritto di ogni bambino, se la famiglia non e’ in grado di garantirlo tocca alla societa’ farlo. Quei ragazzi sono stati trascurati”. Riguardo invece alla vignetta che la rivista dedicata a Cannes con la scritta “Pacco sospetto sulla croisette. Falso allarme, e’ Catherine Deneuve”, l’attrice dichiara: “La vignetta non l’ho vista, comunque spero che sia divertente”. Ritornando al film l’attrice racconta di come ha affrontato il ruolo: “Molte mattine andavo in tribunale per vedere direttamente il lavoro complesso di giudici, avvocati e assistenti sociali – afferma l’attrice al suo secondo film con la Bercot – sono rimasta sorpresa dalla loro pazienza, dalla capacita’ di ascoltare i ragazzi. Cercano in tutti i modi di farli uscire dalla loro spirale. Infatti molto spesso i teenager sono cresciuti in famiglie numerose, con padri assenti e senza strumenti per affrontare la scuola”. A parlare poi e’ il giovane protagonista, Rod Paradot, catapultato nel mondo del cinema: “Con l’aiuto di un coach ho cercato di entrare nella pelle di Malony – spiega – tra me e lui non ci sono punti di contatto”. E alla domanda: “Ti piacerebbe proseguire su questa strada”? Il diciannovenne risponde: “Non avrei mai pensato di lavorare in un film, ma da sempre amo andare al cinema. Certo mi piacerebbe molto continuare questo cammino e continuare a lanciare questi messaggi come accade in Standing Tall”. .

(AGI) – Roma, 12 mag. – La 68a edizione del Festival del film Locarno attribuira’ a Marco Bellocchio il Pardo d’onore Swisscom. Con questo tributo il Festival rende omaggio a una carriera ricchissima e suggella il legame profondo che intercorre tra Locarno e Bellocchio, iniziato nel 1965 con la proiezione nel parco del Grand Hotel del suo lungometraggio d’esordio, ‘I pugni in tasca’. L’anarchia folgorante dell’opera colpisce pubblico, critica e giuria, che gli conferisce la Vela d’argento. Un successo che lo impone prepotentemente all’attenzione in Italia e a livello mondiale. Nel corso degli anni Marco Bellocchio e’ piu’ volte nuovamente protagonista a Locarno, come nel concorso del 1976 con ‘Marcia trionfale’, nel 1997 in cui presiede la giuria e partecipa al progetto collettivo ‘Locarno demi-siecle; reflexions sur l’avenir’, e nel 1998, anno in cui il Festival gli dedica una grande retrospettiva. “‘I pugni in tasca’ resta tra quei film che hanno fatto la storia di Locarno come luogo di scoperta e di lancio di opere che, senza paura di essere fraintesi, possono essere definite scomode – spiega Carlo Chatrian, direttore artistico del festival -. Ripresentarlo in una versione restaurata e’ insieme un doveroso omaggio all’atto d’inizio di un grande cineasta e l’indicazione di una linea di programmazione fedele ai suoi principi. La scelta di conferire il Pardo d’onore a Marco Bellocchio nasce inoltre dalla consapevolezza che il suo fare cinema – soprattutto in anni recenti – abbia molto da raccontare a chi vive in Italia ma anche a chi fa cinema nel resto del mondo”. L’omaggio che il Festival di Locarno dedica a Bellocchio sara’ accompagnato dalla proiezione di una selezione di suoi film. ‘I pugni in tasca’ sara’ mostrato in Piazza Grande venerdi’ 14 agosto. Il restauro del film e’ stato prodotto da Kavac Film, realizzato da Cineteca di Bologna presso i laboratori de “L’immagine ritrovata”, sostenuto da Giorgio Armani e verra’ distribuito a livello mondiale da The Match Factory. Il pubblico del Festival avra’ inoltre la possibilita’ di dialogare con il regista e cogliere i segreti della sua arte, in una masterclass in programma allo Spazio Cinema. Il Pardo d’onore, sostenuto da Swisscom per il settimo anno consecutivo, e’ il riconoscimento del Festival del film Locarno a grandi registi del cinema contemporaneo. In passato e’ stato assegnato a maestri del calibro di Samuel Fuller, Jean-Luc Godard, Ken Loach, Sidney Pollack, William Friedkin, JIA Zhang-ke, Alain Tanner, Werner Herzog e, nel 2014, Agne’s Varda. .

(AGI) – Milano, 12 mag. – Originale, poetico, di forte impatto, con una produzione straordinaria, 90 orchestrali in buca, 19 solisti che cantano in 9 lingue diverse, incluso il sanscrito e il greco antico, un coro di voci bianche che canta in latino, e un Adamo ed Eva di colore. Incuriosisce non poco la nuova opera CO2, commissionata dal Teatro alla Scala di Milano, a Giorgio Battistelli, che debuttera’ in prima mondiale il prossimo 16 maggio, presentata oggi alla stampa dal sovrintendente Alexander Pereira insieme a Ian Burton, autore del libretto, il noto regista Robert Carsen, il direttore d’orchestra tedesco, il 35enne, Cornelius Meister, l’assessore Del Corno. E alcuni tra i protagonisti, Anthony Michaels-Moore (il climatologo), Jennifer Johnston (Gaia), il singalese Sean Panikkar e la sud africana Pumeza Matshikiza (Adamo e Eva). Il titolo ‘CO2′, la formula chimica dell’anidride carbonica, e’ significativo ed e’ in linea con il tema dell’Esposizione universale, ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’. L’opera affronta in modo originale alcune delle questioni piu’ dibattute dei nostri giorni: i consumi irresponsabili, le emissioni di carbonio, il surriscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacci, la desertificazione, l’estinzione delle specie animali. Lo fa anche avvalendosi di video realizzati da Finn Ross e alcune immagini d’effetto del grande fotografo canadese Edward Burtynsky, che faranno da sfondo, per esempio, alla scena di Gaia. Non ha temuto la sfida, il sovrintendente Pereira che anzi, si dice convinto che “un teatro non debba occuparsi solo di tradizione. Uno dei modi di dar vita alla nostra lirica e’ sviluppare nuovi progetti. Alla Scala siamo sempre interessati alla ricerca e sviluppo, che ci da’ l’idea di come il teatro e’ in grado di orientarsi nel futuro”. Dopo il successo ottenuto al Piermarini, da Die Soldaten, Pereira non solo anticipa che il teatro portera’ in scena almeno un’opera contemporanea all’anno, ma e’ ottimista e assicura che “sara’ uno spettacolo eccezionale grazie anche all’immaginazione di Robert Carsen”. E all’orchestrazione “densa e colorata” di Giorgio Battistelli. Il compositore ci lavora da anni. “Il progetto e’ in cantiere dal 2007 – racconta – anche se ci sono state variazioni sul tema. Ma e’ da anni che pensavo a un soggetto che potesse farci riflettere.

 

 

Qui affrontiamo un problema del nostro presente non piu’ dal punto di vista scientifico, ma da quello estetico. Il problema maggiore e’ stato quello di sviluppare una drammaturgia”. “In aiuto ci sono venuti i libri di Al Gore, ma solo all’inizio – spiega Ian Burton -. Poi abbiamo pensato di costruire una sorta di poema del XX secolo, fatto di versi, citazioni, rimandi interni. Il risultato e’ una narrazione non lineare. E’ stato molto eccitante fare un’opera per il nostro tempo e con Battistelli avevo gia’ lavorato per il Riccardo III. Ma in quel caso avevamo Shakespeare alle spalle, qui no”. Per parlare di cambiamenti climatici il direttore d’orchestra ha pensato bene di inserire nuovi strumenti, uno lo ha portato con se oggi: una sirena, di quelle usate per avvisare dell’arrivo degli uragani. “Ci sara’ anche la riproduzione di suoni naturali come per esempio, il morso della mela” spiega un vulcanico Meister, che racconta del suo lungo rapporto con l’opera, iniziato a dieci anni come pianista, ma che si e’ sviluppato sempre piu’ con la musica contemporanea. L’opera e’ divisa in nove scene (con l’aggiunta di un Prologo e un Epilogo): ci si sposta da un aeroporto internazionale, alla Conferenza per il Protocollo di Kyoto in Giappone, da un supermercato a una spiaggia della Tailandia dopo lo Tsunami, dal Giardino dell’Eden allo Spazio Cosmico al momento della nascita e della fine apocalittica dell’Universo. Tutto attorno ruotano scienziati, climatologi, arcangeli, Adamo, Eva e il serpente, ballerini e danzatori del tempio di Shiva. .

(AGI) – Roma, 12 mag. – Uno spettacolo itinerante di successo (“La grande magia” con otto persone in scena), un libro (“La magia della vita, la mia storia”, edito da Mondadori) ed ora Per Silvan (Aldo Savoldello le vere generalita’), il premio piu’ ambito che un illusionista possa ricevere, una sorta di Nobel della magia: The Masters Fellowship, come dire “il mago dei maghi”, conferitogli dall’Accademia delle Arti Magiche di Hollywood. E’ la prima volta che il riconoscimento viene attribuito ad un europeo. Silvan lo ricevera’ domenica 17 maggio a Los Angeles nel corso di una cerimonia alla quale saranno presenti centinaia tra i maghi piu’ famosi del mondo, attori ed esponenti di primo piano della vita americana, tutti pronti a celebrare l’illustre collega italiano che ha raggiunto “il massimo successo artistico”. E’ il momento di Silvan, ma in realta’ e’ sempre il suo momento poiche’ sono anni che questo artista, applaudito e amato, affascina con la sua eleganza e le sue magie milioni di persone sulle scene di tutto il mondo. La sua popolarita’ risale ai tempi del programma televisivo “Primo applauso” degli anni ’60, ma appare anche inutile rievocare le sue tappe perche’, come si dice, ‘il mago e’ senza tempo’. Ma non si puo’ non parlare di “Sim Salabim”, un’altra trasmissione del sabato sera della Rai, in onda dal ’72 all’80, e poi della serie di giochi di prestigio con le carte nella sigla di apertura di “Scala Reale”, oppure delle 26 puntate di “Buonasera…con Silvan”, tutti show con milioni e milioni di telespettatori, fino al tour che lo sta portando in questi giorni nei teatri italiani. Ospite per sette volte dello show di Ed Sullivan negli Stati Uniti, si e’ esibito davanti alle piu’ grandi personalita’, da Ronald Reagan e a Elisabetta II, ed ha ricevuto i riconoscimenti piu’ prestigiosi “per la sua continua popolarita’ e il suo costante successo”, come ha scritto nella motivazione la Societa’ Internazionale degli illusionisti. Ma il premio di Hollywood supera tutti. Il suo nome fa ormai parte dell’immaginario collettivo: e’ entrato nei discorsi della gente e viene citato, per esempio, quando si e’ di fronte ad una situazione che sembra frutto di una magia, la mossa di un illusionista, “ma chi sei, Silvan?”, si dice infatti. .

(AGI) – Roma, 12 mag. – “Quando si beve molto poi non si sta bene e dopo si fa la figura dei coglioni”. A parlare sono i membri del gruppo Elio e le storie tese, in occasione della presentazione al Liceo Scientifico “Kennedy” a Roma della campagna 2015 del Ministero della Salute contro l’abuso di alcol. Il gruppo e’ testimonial della Campagna e hanno presentato un brano apposito, dal titolo “Alcol snaturato – una serata speciale”. “Io ho fatto una figura di merda la prima volta che mi sono ubriacato e non l’ho piu’ ripetuta. Non permettete a qualcuno di rovinarvi la vita – ha detto Elio parlando agli studenti del Kennedy -, non abusate dell’alcol. Quello che vogliamo far capire e’ che l’alcol fa malissimo, se bevete troppo vi rovinate, e’ un disastro, una cacata pazzesca”. .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Sara’ il regista messicano Alfonso Cuaron (‘Gravity’) a presiedere la Giuria internazionale del Concorso della 72.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2 – 12 settembre 2015). La decisione e’ stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera. Vincitore di due Oscar – per la miglior regia e il miglior montaggio di ‘Gravity’, film d’apertura della Mostra di Venezia 2013 che ha ottenuto in tutto 7 Oscar – Alfonso Cuaron ha avuto altre quattro nomination agli Academy Award, sempre per film presentati in prima mondiale a Venezia: ‘Y tu mama’ tambien’ (2001, miglior sceneggiatura), ‘I figli degli uomini’ (2006, miglior sceneggiatura e miglior montaggio), ‘Gravity’ (2013, miglior film). Il legame di Cuaron con la Mostra risale dunque al 2001, quando ‘Y tu mama’ tambien vinse l’Osella per la miglior sceneggiatura (di Carlos e Alfonso Cuaron) e il Premio Marcello Mastroianni (Gael Garcia Bernal e Diego Luna). Direttore della Mostra era Alberto Barbera. Nel 2006, ‘I figli degli uomini vinse’ l’Osella per la migliore fotografia, premiando Emmanuel Lubezki, direttore della fotografia anche di ‘Gravity’. .

(AGI) – Roma, 11 mag. – E’ partito il conto alla rovescia, manca meno di un mese al tour di Vasco Rossi: 14 date e doppi concerti, dal sud al nord e ritorno, per 8 citta’. Il LIVE KOM ‘015 sara’ incentrato sui brani dell’ultimo album “Sono Innocente”, come dichiara il Kom: “ci saranno molti pezzi dell’album nuovo, quindi non sara’ un concerto celebrativo: ci mettero’ anche il mio passato, ma con uno sguardo al futuro. Al Vasco di domani”. E al periodico Rolling Stone, in edicola in questi giorni, aggiunge: “Io scrivo le canzoni per gioco, faccio dischi per scherzo, poi salgo sul palco e faccio sul serio”. Anche quest’anno le prove del tour si svolgono in Puglia, “la mia seconda casa – dice Vasco – da quando sono diventato primo cittadino della Puglia Creativa”. Nel suo “rifugio segreto” di Castellaneta Marina, nel Tarantino, le giornate sono scandite dagli allenamenti atletici e dalle quotidiane prove di scaletta con Guido Elmi e la band al completo, al Chromie, la gigantesca discoteca occupata dalla produzione per quasi tutto il mese di maggio. A proposito di scaletta, Vasco promette “un duro incontro” confermando la band dell’anno scorso e la svolta ‘heavy oriented’. “Tutto quello che volevo dire l’ho detto nelle canzoni, e’ un diario. Ho raccontato tutto quello che vedevo, tutto quello che mi stava sul cazzo, volevo provocare reazioni”. dice ancora Vasco a Rolling Stone. “Non e’ tanto importante quanto vivi, ma come. Io spingevo molto sull’acceleratore. Non dormivo mai. Io ho vissuto il doppio di vita. Bruciavo la candela da tutte e due le parti. E allora, dopo la vita spericolata, mi son trovato li’ a cercare di capire che cazzo fare. Ho passato due anni a non riuscire a scrivere canzoni. Poi, come un miracolo, in una notte ho scritto una decina di canzoni – Lunedi’, Domenica lunatica… Mi son messo a giocare e scherzare e sono uscite le canzoni nuove. Ho dovuto ritrovare la voglia di scrivere per gioco. Io scrivo le canzoni per gioco, faccio i dischi per scherzo, poi salgo sul palco e faccio sul serio”. “Devo prendermi poco sul serio. Il fatto e’ che, rimanendo vivi, arriva la consapevolezza. A tonnellate. Quando comincia la musica poi tutto torna. Non so spiegare, non so cosa succede, ma tutto torna. E’ un viaggio, butto fuori tutto, anche le paure e le debolezze. Quando cominci a condividere le tue paure e scopri che c’e’ un altro che ha la stessa paura, allora stai meglio. Stai veramente male, quando pensi di averla solo tu”. Si parla anche dei prossimi live: “Il concerto sara’ una bomba e quindi devo allenarmi. Io sono un professionista, sai”. A vent’anni mica ti allenavi pero’. “Ma va, ero sicuro che sarei morto giovane. Poi mi son ritrovato vivo ed e’ stata durissima. E ora mi tocca correre. Io odio correre. E’ un sacrificio enorme. Ma lo faccio, perche’ poi sul palco devo spaccare tutto. Son rimasto qui e mi tocca di vedere tutto fino alla fine. E’ il mio destino e io amo il mio destino”. Si parte da Bari, il 7 e 8 giugno, per due concerti allo stadio S. Nicola. Si sale poi a Firenze, il 12 e 13 giugno, allo stadio Franchi, quindi a Milano, stadio San Siro il 17 e 18 giugno; a Bologna, stadio Dall’Ara il 22 e 23 giugno; a Torino, stadio Olimpico il 27 e 28 giugno. Grande ritorno a Napoli, il 3 luglio, allo stadio San Paolo, che Vasco e’ felice di ri-aprire al rock (era stato chiuso alla musica dal suo ultimo concerto nel 2004). Festa grande anche a Messina, l’8 luglio, allo stadio S. Filippo, che ha ospitato Vasco nel 2007 e nel 2008; l’appuntamento del 2011 fu annullato per inagibilita’ dello stadio. Si chiude a Padova, con due concerti il 12 e 13 luglio allo stadio Euganeo. Vasco Rossi festeggera’ il suo record di “25 anni-di-stadi-sold-out”, anche quest’anno a San Siro, per la 22° e 23° volta. E nel frattempo, arriva in radio venerdi’ 15 maggio “Guai”, la traccia n. 4 di “Sono Innocente”, dall’odore di passato, presente e..futuro, promossa a pieni voti da tutti. Il testo di Vasco, la musica di Gaetano Curreri, complice di molte hit del rocker. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 mag. – Si profila un testa a testa tra Francesco Munzi e Mario Martone per la conquista dei David di Donatello 2015. I due registi, infatti, hanno ottenuto il maggior numero di candidature, annunciate oggi in Rai dal presidente dei premi di David di Donatello, Gian Luigi Rondi. ‘Anime nere’ di Francesco Munzi ha ottenuto 16 candidature, due piu’ di ‘Il giovane favoloso’ di Mario Martone. A contendere ai due le prestigiose statuette, che saranno consegnate il 12 giugno nella cerimonia che si terra’ alle 18:30 al Teatro Olimpico di Roma, Nanni Moretti che con ‘Mia madre’ ha dieci nomination, Gabriele Salvatores che ne ha altrettante con ‘Il ragazzo invisibile’, Ermanno Olmi, nominato otto volte per il suo ‘Torneranno i prati’, Saverio Costanzo e Edoardo Leo, entrambi con sette candidature rispettivamente per ‘Hungry Hearts’ e ‘Noi e la Giulia’. La 59esima edizione dei David di Donatello sara’ presentata da Tullio Solenghi e sara’ trasmessa in diretta su Rai Movie e in differita su Rai Uno. I magnifici cinque della notte dei David saranno Francesco Munzi, Mario Martone, Ermanno Olmi, Saverio Costanzo e anni Moretti. Saranno loro a contendersi le statuette piu’ prestigiose del cinema italiano venerdi’ 12 giugno, nella cerimonia di premiazione della 59.ma edizione dei Premi David di Donatello, in diretta su Rai Movie alle 18:30 dal Teatro Olimpico di Roma e in differita su Rai 1, in seconda serata. A questi si deve aggiungere – se non altro per la mole di candidature conquistate, 10 in totale – Gabriele Salvatores con ‘Il ragazzo invisibile’. Per il resto e’ uno scontro tra ‘Anime nere’ di Munzi, autentica sorpresa che ha fatto il pieno di nomination (16), ‘Il giovane favoloso’ di Martone, ‘Torneranno i prati’ di Olmi, ‘Hungry Hearts’ di Costanzo e ‘Mia madre’ di Moretti: si contenderanno il David per miglior film e miglior regia, mentre per la categoria miglior sceneggiatura al posto di Olmi compare Edoardo Leo con Marco Bonini per ‘Noi e la Giulia’ dello stesso Leo. La cinquina delle attrici protagoniste vede in campo Alba Rohrwacher per ‘Hungry Hearts’, Virna Lisi per ‘Latin lover’, Margherita Buy per ‘Mia madre’, Jasmine Trinca per ‘Nessuno si salva da solo’ e Paola Cortellesi per ‘Scusate se esisto!’. Tra gli uomini, si contenderanno la statuetta per l’attore protagonista Fabrizio Ferracane per ‘Anime nere’, Elio Germano per ‘Il giovane favoloso’, Alessandro Gassman per ‘Il nome del figlio’, Riccardo Scamarcio per ‘Nessuno si salva da solo’ e Marco Giallini per ‘Se Dio vuole’. La manifestazione, presieduta da Gian Luigi Rondi, e’ sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il contributo del MiBact, e della Regione Lazio, con la partecipazione, in qualita’ di partner istituzionale, di Bnl Gruppo Bnp Paribas (che ha finanziato, tra l’altro, il film di Francesco Munzi, ‘Anime nere’) cui quest’anno si affiancano la Siae e il Nuovo Imaie. Tra i premi anche il David per il Miglior Cortometraggio, votato da una giuria presieduta da Andrea Piersanti e composta da Francesca Calvelli, Enzo Decaro, Leonardo Diberti, Paolo Fondato, Enrico Magrelli, Lamberto Mancini, Mario Mazzetti, Paolo Mereghetti, e il David Giovani, assegnato da un altra giuria composta da piu’ di seimila studenti delle scuole superiori di tutta Italia, che verra’ consegnato da Luigi Abete, Presidente di Bnl Gruppo Bnp Paribas. .

(AGI) – Roma, 11 mag. – La Rai si sta impegnando a sostegno del cinema italiano, raddoppiando gli sforzi. Lo assicura il direttore di Rai 1, Giancarlo Leone, rispondendo durante la conferenza di presentazione dei David di Donatello 2015 alle accuse del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. “Si e’ detto che non trasmettiamo abbastanza film italiani – ha detto Leone -. Per quanto mi riguarda, in qualita’ di direttore di Rai 1, posso dire che rispetto al 2014 la rete ammiraglia raddoppiera’ i film trasmessi in prima serata, che passeranno da 6 a 12. Ad oggi ne abbiamo trasmessi gia’ quanti in tutto il 2014 – ha aggiunto – e per la fine dell’anno arriveremo a 12. Posso gia’ annunciare i prossimi due: ‘Buongiorno presidente’ e, il 23 maggio giorno della legalita’, programmeremo ‘La mafia uccide solo d’estate’ di Pif. .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Youth, di Paolo Sorrentino, uscira’ nele sale il 20′ maggio. Nel cast il due volte premio Oscar Michael Caine, Harvey Keitel, il premio Oscar Rachel Weisz, Paul Dano, il due volte premio Oscar Jane Fonda. Ideato e scritto da Paolo Sorrentino, e’ prodotto da Nicola Giuliano, Francesca, Cima, Carlotta Calori. Luca Bigazzi firma la fotografia, Cristiano Travaglioli il montaggio, David Lang la musica, Ludovica Ferrario la scenografia, Carlo Poggioli i costumi. La storia e’ quella di Fred e Mick, due vecchi amici alla soglia degli ottant’anni, trascorrono insieme una vacanza primaverile in un elegante albergo ai piedi delle Alpi. Fred e’ un compositore e direttore d’orchestra in pensione, Mick un regista ancora in attivita’. Sanno che il loro futuro si va velocemente esaurendo e decidono di affrontarlo insieme. Guardano con curiosita’ e tenerezza alla vita confusa dei propri figli, all’entusiasmo dei giovani collaboratori di Mick, agli altri ospiti dell’albergo, a quanti sembrano poter disporre di un tempo che a loro non e’ dato. E mentre Mick si affanna nel tentativo di concludere la sceneggiatura di quello che pensa sara’ il suo ultimo e piu’ significativo film, Fred, che da tempo ha rinunciato alla musica, non intende assolutamente tornare sui propri passi. Ma c’e’ chi vuole a tutti i costi vederlo dirigere ancora una volta e ascoltare le sue composizioni. (AGI) .

Flag Counter
Video Games