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(AGI) – Canberra, 24 giu. – E’ noto che i bambini nati con un
parto naturale sono esposti, durante il passaggio lungo il
canale del parto, a una serie di batteri benefici per la loro
salute. Questo, invece, non accade per i bambini nati con parto
cesareo. Per superare questo gap, in Australia stanno
diventando sempre piu’ di moda i cosiddetti “bagni” nel fluido
vaginale. In pratica, le mamme che fanno un parto cesareo
chiedono che i loro bimbi vengano esposti a liquido vaginale
sterile, tramite un tampone, subito dopo la loro nascita. Il
tampone viene cosi’ applicato sulla bocca, sul viso e in
generale sul corpo del nascituro. La speranza e’ che, cosi’
facendo, il neonato abbia un sistema immunitario migliore e che
questo sistema compensi il mancato passaggio del bimbo nel
canale del parto. A spiegare questa nuova tendenza e’ stato il
Daily Mail Australia. Si tratta di un metodo non ancora provato
scientificamente. Tuttavia, uno studio della School of Medicine
della New York University ha dimostrato che e’ possibile
recuperare, seppur parzialmente, l’esposizione ai batteri persa
a causa del cesareo con una “post-esposizione” al fluido
vaginale. Ma questo “bagno” deve avvenire non troppo dopo la
nascita. “Non possiamo ripristinare (l’esposizione) al 100 per
cento, ma possiamo contribuire a equilibrare il sistema
immunitario”, ha spiegato Maria Gloria Dominguez-Bello, docente
della New York University.
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(AGI) – Londra, 24 giu. – Il cibo biologico o i prodotti
alimentari del commercio equo e solidale sembrano piu’ buoni e
saporiti non perche’ lo siano veramente, ma perche’ producono
una sorta di “soddisfazione morale”. In pratica, i consumatori
confonderebbero l’esperienza gratificante di mangiare alimenti
“etici” con il reale gusto del cibo. A scoprirlo e’ stato uno
studio della Dundee Business School (Scozia), pubblicato sulla
rivista Appetite. Per arrivare a queste conclusioni i
ricercatori hanno chiesto a un gruppo di consumatori di
mangiare una serie di prodotti alimentari identici, solo che
alcuni sono stati etichettati come “biologici” o come frutto
del commercio equo e solidale. Ebbene, nonostante i prodotti
alimentari fossero identici, i consumatori hanno mostrato un
maggiore apprezzamento verso quelli etichettati come “etici”.
La ricerca suggerisce che, una volta che un consumatore ha
provato il “cibo etico”, l’esperienza di gusto apparentemente
superiore fungera’ da meccanismo di ricompensa per farli
continuare a comprare quel prodotto, nonostante il suo prezzo
in genere sia piu’ elevato.
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(AGI) – Londra, 24 giu. – Un fungo usato per secoli nella
medicina cinese potrebbe contribuire a combattere l’obesita’.
Uno studio della Chang Gung University di Taiwan, pubblicato
sulla rivista Nature Communications, ha suggerito che il
“Ganoderma lucidum” rallenta l’aumento di peso, modificando i
batteri dell’intestino. Questo fungo, tradizionalmente venduto
per i suoi effetti sulla longevita’, e’ stato testato sui topi
nutriti con una dieta ricca di grassi. Ebbene, gli animali a
cui e’ stato dato il fungo hanno acquisito in due mesi 35
grammi rispetto ai 42 del gruppo di controllo. I topi sono
risultati ancora piu’ snelli con una dieta normale. Secondo i
ricercatori cinesi, il Ganoderma lucidum altererebbe i batteri
che vivono nell’intestino, favorendo un minore aumento di peso.
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(AGI) – Washington, 24 giu. – La cocaina indebolisce il sistema
immunitario e aumenta cosi’ il rischio di contrarre l’Hiv.
Almeno questo e’ quanto emerso da uno studio della University
of California di Los Angeles, pubblicato sulla rivista
Scientific Reports. Le popolazione di cellule immunitarie
chiamate linfociti T CD4 sono normalmente resistenti al virus
dell’Hiv. Gli scienziato hanno pero’ scoperto che il consumo
regolare di cocaina rende queste cellule piu’ suscettibili.
Dopo aver dimostrato con test in vitro la maggior
vulnerabilita’ dei linfociti T CD4 dopo l’assunzione di
cocaina, i ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti
sui topi. Dopo aver replicato il sistema immunitario umano
negli animali, gli studiosi hanno dimostrato che la cocaina
compromette le difese naturali contro il virus dell’Hiv.
Infatti, il sistema immunitario dei topi a cui e’ stata data la
cocaina e’ risultato piu’ vulnerabile al virus perche’ i
linfociti T CD4 avevano perso la loro efficacia nella
distruzione delle cellule infette.
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(AGI) – Londra, 24 giu. – E’ molto simile a un etilometro il
nuovo test in grado di diagnosticare i tumori dello stomaco e
dell’esofago in pochi minuti con un 90 per cento di precisione.
Il dispositivo e’ stato messo a punto da un gruppo di
scienziati dell’Imperial College di Londra, come riporta il
quotidiano britannico Daily Mail. Attualmente i test per la
diagnosi dei tumori dello stomaco e dell’esofago richiedono un
endoscopia, un esame invasivo e costoso, e tempi piu’ lunghi,
fino a 6 ore, per arrivare al risultato. Il nuovo test, invece,
prevede che i pazienti respirino semplicemente in un
dispositivo simile a un etilometro, capace di distingue gli
“odori” prodotti dai tumori maligni. Al momento e’ stato
testato su oltre 200 pazienti e i risultati sono molto
promettenti. I tumori dello stomaco e dell’esofago
costituiscono il 15 per cento di tutti i decessi per cancro.
Entrambi sono solitamente diagnosticati in fase avanzata,
perche’ raramente in fase iniziale causano sintomi evidenti.
“Il nostro test del respiro potrebbe risolvere questi problemi,
perche’ puo’ aiutare a diagnosticare i pazienti con i primi
sintomi non specifici, nonche’ ridurre il numero di endoscopie
invasive, che spesso portano a risultati negativi”, hanno
spiegato i ricercatori. “La diagnosi in fase precoce potrebbe
salvare piu’ vite”, hanno concluso.
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(AGI) – Rho (Milano), 23 giu. – L’obesita’ e’ una vera e
propria patologia, a sua volta fattore di rischio per molte
altre, come nell’adulto cosi’ anche nel bambino. Nell’ambito
dei workshop organizzati dal ministero della Salute a Expo
Milano 2015, il medico specialista in scienze
dell’alimentazione presso il centro DCA Gruber Bologna,
Donatella Ballardini, ha provato a spiegare alle mamme quanto
sia importante “riconoscere il problema e comprendere le
strategie per affrontarlo e prevenirlo”. L’esperta ha spiegato
quanto si tratti di un problema diffuso: “i dati a livello
mondiale – ha detto – sono allarmanti. In Italia nel 2014,
secondo un’indagine condotta dal Ministero della Salute su
bambini intorno ai 9 anni di eta’, il 9,8% risulta obeso e il
20% in sovrappeso. Quindi oltre il 30% popolazione in quella
fascia di eta’ ha un problema di peso ponderale importante, ma
molte mamme – ha proseguito – hanno difficolta’ a percepire il
reale problema figlio”. Invitando a “non sottovalutare anche
piccole discrepanze nel rapporto peso altezza”, il medico ha
avvertito che “l’obesita’ va prevenuta perche’ – ha chiarito –
se instaurata e’ dura da curare”. Di qui una serie di consigli
che equivalgono alla smentita di molti miti sul tema. A partire
dal fatto che un bambino non deve mangiare come e piu’ di un
adulto, “come molte mamme pensano visto che i figli sono in
fase di crescita”, ma le sue porzioni devono essere calibrate
con l’eta’; la regola, allora, e’ quella del ‘5’: vale a dire
cinque pasti al giorno, cinque porzioni di frutta e verdura e 5
colori di vegetali. “Il mio consiglio e’ soprattutto di cercare
di capire qual e’ la quantita’ alimentare che il bambino deve
assumere – ha spiegato Ballardini – e quindi selezionare cibi
salutari. Anche la prima colazione e’ importante perche’ i
bambini che la fanno sembrano aver meno problemi di peso in
quanto riduce gli stimoli della fame nella giornata”. Altri
piccoli consigli riguardano l’abitudine della tavola, come
evitare di sollecitare il bambino a mangiare in fretta,
invitarlo a fare piccole pause durante il pasto, non imporre il
piatto pulito e stimolarlo invece a riconoscere lo stimolo
della sazieta’ e abituarlo a un’alimentazione lenta con
forchetta e cucchiaio mai troppo carichi. L’attenzione costante
al peso del bambino e alle sue abitudini alimentari va infine
accentuata qualora gli stessi genitori soffrano di obesita’ o
sovrappeso; “dobbiamo ricordare – ha concluso l’esperta – che
uno stato di obesita’ nel bambino comporta le stesse patologie,
come il rischio diabetico o le complicanze respiratorie, che
provoca nell’adulto”.
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(AGI) – Washington, 23 giu. – I cambiamenti climatici
potrebbero cancellare gli ultimi 50 anni di progressi fatti nel
campo della salute umana. A lanciare l’allarme e’ stata una
commissione di esperti nominata dalla rivista Lancet. Il
riscaldamento globale, secondo gli esperti, rappresenterebbe
una vera e propria “emergenza sanitaria”. Tuttavia, rispondere
a questo problema potrebbe offrire l’opportunita’ di migliorare
la salute umana. La commissione ha infatti spiegato come la
riduzione di gas serra puo’ ridurre la presenza di inquinanti
nell’atmosfera, responsabili ad esempio dell’insorgenza di
malattie respiratorie. Inoltre, invertire i cambiamenti
climatici potrebbe contribuire a ridurre il rischio di eventi
meteorologici estremi, come tempeste, inondazioni, siccita’,
ecc. L’allarme della commissione arriva in un momento cruciale
dei negoziati sul clima. “Tutto quello che faremo ora per
proteggerci dai cambiamenti climatici migliorera’ la nostra
salute”, hanno concluso gli esperti.
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(AGI) – Londra, 23 giu. – I cosiddetti jeans skinny, ovvero i
jeans attillatissimi, possono danneggiare la salute. Come e’
successo a una 35enne australiana. Le gambe della donna,
strette nei jeans, si sono cosi’ gonfiate e indebolite che non
e’ riuscita piu’ a camminare. Ai medici del Royal Adelaide
Hospital, che hanno soccorso la paziente, non e’ rimasto altro
da fare che tagliare i jeans e intervenire. Il caso e’ stato
documentato sul Journal of Neurology, Neurosurgery and
Psychiatryl. La donna australiana ha indossato i jeans stretti
per un’intera giornata, aiutando una parente a traslocare. Dopo
lunghe ore passate a pulire e a sistemare casa, la sera aveva
perso la sensibilita’ delle gambe. Uscita a fare una
passeggiata, la donna e’ caduta a terra e non e’ riuscita piu’
ad alzarsi. C’e’ voluto tempo prima di riuscire a chiedere
aiuto: la donna si e’ trascinata letteralmente vicino a una
strada e ha fermato un taxi per andare in ospedale. La diagnosi
e’ stata “sindrome da compressione, una condizione causata
dall’aunento della pressione in un’area specifica del corpo. I
polpacci della 35enne erano molto gonfi, i suoi piedi caldi per
via dell’afflusso di sangue, i suoi muscoli deboli e aveva
perso la sensibilita’. In pratica i jeans hanno danneggiato
muscoli e nervi. Dopo 4 giorni attaccata alla flebo, la donna
e’ ritornata a camminare. Ma i medici hanno documentato il caso
per portare alla luce un problema che potrebbe riguardare
moltissime altre “vittime della moda”.
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(AGI) – Londra, 23 giu. – Un preservativo “intelligente” che
cambia colore quando rileva una malattia sessualmente
trasmissibile. L’idea e’ di un gruppo di studenti che ha
partecipato al premio britannico TeenTech con lo scopo di
combattere l’aumento dei tassi di infezione. Chiamato “Steye”,
il preservativo “smart” sfrutterebbe uno strato di molecole che
si attaccano ai batteri e ai virus associati alle infezioni
sessualmente trasmissibili piu’ comuni. Quando queste molecole
di legano ai virus o ai batteri diventano fluorescenti,
rilevando l’infezione anche al buoi. L’idea e’ di far
illuminare di verde il preservativo per la clamidia, di giallo
per l’herpes, di viola per l’Hpv e blu per la sifilide. Al
momento e’ solo un’idea. ma gli studenti sperano di
trasformarla in realta’. A Steye e’ stato assegnato il primo
premio della categoria salute del premio, come riporta i Daily
Mail.
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(AGI) – New York, 23 giu. – Un farmaco gia’ approvato dalla
Food and Drug Administration per il trattamento della pressione
sanguigna elevata potrebbe contribuire a combattere la
dipendenza da cocaina e alcol. Almeno e’ stato cosi’ negli
esperimenti condotti sui topolini da un gruppo di ricercatori
della University of Texas di Austin. I risultati sono stati
pubblicati sulla rivista Molecular Psychiatry. I ricercatori
hanno addestrato i topi a riconoscere due stanze, una contenete
la droga e l’altra un farmaco. Dopo aver reso gli animali
tossicodipendenti, gli studiosi hanno offerto loro di scegliere
in quale stanza andare e i topi hanno quasi sempre scelto
quella che conteneva la sostanza da cui erano dipendenti. Poi
un giorno i ricercatori hanno somministrato ai topi una dose
elevata di un farmaco antipertensivo, l’isradipina, prima che
facessero la scelta della stanza. I topi, pur avendo preferito
la stanza con la droga il primo giorno, successivamente hanno
cambiato preferenza. Persistendo con il trattamento i topolini
erano propensi ad andare anche nella stanza con il farmaco.
“L’isradipina ha cancellato i ricordi che li ha portati ad
associare una certa stanza con la cocaina o l’alcol”, ha detto
Hitoshi Morikawa, autore dello studio. Si pensa che le sostanze
stupefacenti siano in grado di ricablare i circuiti cerebrali
coinvolti nell’apprendimento della ricompensa, formando ricordi
forti legati alla droga. Tutti i farmaci antipertensivi
bloccano questi canali ionici nel cervello, invertendo il
ricablaggio che sta alla base della memoria dei luoghi
associati alla dipendenza. La prossima sfida e’ verificare se
il farmaco puo’ avere lo stesso effetto negli esseri umani. E,
visto che l’isridipina e’ gia’ stata testata sugli uomini ed e’
considerata un farmaco sicuro, le sperimentazioni cliniche
potrebbe essere eseguite molto piu’ rapidamente.
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