Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

È oggi disponibile anche in Italia atezolizumab, la prima immunoterapia anti-PD-L1 sviluppata da Roche e approvata da AIFA per il trattamento in monoterapia di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico, precedentemente sottoposti a chemioterapia. La pubblicazione della determina AIFA del 14 luglio in Gazzetta Ufficiale rende di fatto atezolizumab, anticorpo monoclonale pensato per interferire con la proteina PD-L1, ora prescrivibile nel nostro Paese.

Il tumore al polmone, di cui la tipologia NSCLC rappresenta l'85% dei casi, rimane, ancora oggi, una delle neoplasie più complesse che gli oncologi si trovano ad affrontare, responsabile ogni anno di 1.6 milioni di decessi al mondo. Atezolizumab rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo delle immunoterapie: la molecola ha ottenuto lo status di Farmaco Innovativo dall'AIFA, grazie ai dati dello studio di fase II POPLAR e dello studio di fase III OAK che hanno mostrato come sia in grado di assicurare una maggiore sopravvivenza rispetto al trattamento con docetaxel.

"Atezolizumab rappresenta un'evoluzione nell'ambito degli anticorpi monoclonali, classe di farmaci che ha rivoluzionato la pratica clinica dei tumori, essendo il primo anti PD-L1 con un'elevata componente di innovazione biotecnologica" spiega Fortunato Ciardiello, Professore Ordinario di Oncologia Medica e Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e, attualmente, Past President di ESMO (European Society for Medical Oncology).

Il fast food toglie il fiato. Letteralmente. Secondo un recente studio condotto dai ricercatori dell’università del Sichuan (Cina), l’accoppiata hamburger, patate fritte, salse e bibite gassate aumenta in misura importante il rischio di provocare danni al sistema respiratorio. Che si sommano ai già accertati rischi di sviluppare diabete e obesità.

La premessa

Secondo gli studiosi, la prevalenza di asma e malattie atopiche come eczema (dermatite atopica), rinite allergica (febbre di polline) e rinocongiuntivite è drasticamente aumentata negli ultimi decenni. I fattori che ne hanno determinato l’aumento rimangono poco chiari. Ma ciò che è cambiato è l’introduzione anche in Asia di cibi prettamente americani: quelli da fast food, carichi di carboidrati raffinati, sodio, zuccheri, colesterolo, additivi come conservanti e coloranti, con alte concentrazioni di grassi saturi

Mai tre volte a settimana

I ricercatori hanno analizzato 16 studi svolti in precedenza su questo tema arrivando a una conclusione: mangiare tre volte a settimana cibi carichi di grassi nocivi e zuccheri aumenti i casi di asma, respiro sibilante e molte altre malattie allergiche come l’eczema e la rino-congiuntivite. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Respirology

“Indipendente dal reddito”

Per la ricerca, il coordinatore Gang Wang e i suoi colleghi, hanno sfruttato banche dati aggiornate al febbraio 2018. Il loro studio è più che altro il risultato di un’associazione relativa alla dose, motivo per cui – sostiene lo studioso – “Sono necessari ulteriori studi per confermare le relazioni osservate in questa analisi e per identificare potenziali associazioni causali tra il consumo di fast food e le malattie allergiche”. L’impennata del rischio di malattie respiratorie, poi, è indipendente dal reddito dei consumatori, che può fare la differenza tra una dieta più o meno salutare, sui controlli medici e in generale sulla qualità della vita. 

Findus ha ritirato diversi lotti di 4 tipi di minestroni per il rischio di contaminazione da batterio Listeria. Lo ha annunciato l'azienda sul suo sito web, annunciando che è in corso un richiamo volontario in via del tutto precauzionale dei seguenti lotti di produzione:

  • Minestrone Tradizione 1 KG L7311 L7251 L7308 L7310 L7334 
  • Minestrone Tradizione 400g L7327 L7326 L7304 L7303 
  • Minestrone Leggeramente Sapori Orientali 600g L7257 L7292 L7318 L8011 
  • Minestrone Leggeramente Bontà di semi 600g L7306.

"La decisione, volontaria e in via del tutto precauzionale, di richiamare questi prodotti – spiega Findus – è stata presa a seguito della segnalazione del fornitore Greenyard, della potenziale contaminazione da Listeria di una partita di fagiolini, utilizzati in minima parte all'interno dei prodotti oggetto del richiamo. Findus tiene a precisare che la categoria dei prodotti oggetto del richiamo prevede il consumo solo previa cottura, come chiaramente indicato sulle confezioni". 

Leggi l'articolo sul Messaggero

La situazione in Italia

Al momento nessun focolaio di infezione in Italia, il ritiro dei prodotti in via precauzionale. La ministra della Salute, Giulia Grillo, rassicura sul pronto intervento attuato dal ministero in questa vicenda. "Sto seguendo con la massima attenzione la vicenda del batterio Listeria. I miei uffici hanno subito predisposto tutti i controlli e le misure necessarie". I ritiri fanno seguito a una segnalazione di allerta europea proveniente dall'Ungheria, relativa alla presenza di Listeria monocytogenes in vegetali surgelati. La Listeria è resistente alle basse temperature e provoca tossinfezioni alimentari. Comunque viene inattivato con la cottura. Al momento non risultano focolai di infezione in Italia ed il ritiro dei prodotti sono effettuati in via precauzionale.

La posizione di Coldiretti

"Gli ultimi allarmi alimentari, dalla mucca pazza al latte per l'infanzia Il ritiro di lotti contaminati dalla Listeria in Italia ed in tutta Europa è purtroppo solo l'ultimo della serie di allarmi alimentari che si propagano rapidamente in Europa rispetto ai quali l'esperienza di questi anni dimostra l'importanza di una informazione corretta con l'obbligo di indicare in indicare in etichetta l'origine dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti senza ma anche la necessità di togliere il segreto sui flussi commerciali con l'indicazione pubblica delle aziende che importano i prodotti dall'estero per consentire interventi rapidi e mirati". È quanto afferma la Coldiretti in occasione degli annunci da parte della Findus e della catena distributiva Lidl del ritiro di lotti di minestrone, mais e verdure surgelate per il rischio di contaminazione da Listeria segnalata dall'azienda belga Greenyard. 

Leggi l'articolo sul Post

"Di fronte all'atteggiamento incerto e contradditorio dell'Unione Europea che obbliga ad indicare l'origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per l'ortofrutta fresca ma non per i succhi, le conserve di frutta o per gli ortaggi conservati, l'Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere – sottolinea la Coldiretti – di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme comunitarie. Un'esigenza dinanzi a rischi alimentari – spiega la Coldiretti – in una situazione in cui sono stati 2.925 gli allarmi scattati nell'Unione Europea in un anno". In tutti i casi, conclude in una nota l'associazione dei coltivatori, "è emerso evidente che con la globalizzazione degli scambi commerciali e delle informazioni le emergenze si diffondono rapidamente nei diversi Paesi e continenti e che le maggiori preoccupazioni sono determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio, con pericolose conseguenze per la salute dei cittadini ma anche sul piano economico per gli effetti sui consumi poichè non si riesce a confinare l'emergenza". 

Cosa è successo in Sicilia

Il rischio di contaminazione da Listeria, dopo aver indotto Findus a ritirare diversi lotti di quattro tipologie di minestrone, ha portato al ritiro di due prodotti 'Freshona' venduti da Lidl esclusivamente in Sicilia. È l'azienda belga Greenyard, la stessa che aveva segnalato a Findus la contaminazione di una partita di fagiolini, ad aver disposto il richiamo al consumatore dei seguenti prodotti:

  • Art. 79520 "Freshona" Mais surgelato, 450g Codice a barre 20417963
  • Art. 12105 "Freshona" Mix di verdure surgelate, 1000g – Assortimento Gemusemix – Mix di verdure Codice a barre 20039035.

"Non è possibile escludere – sottolinea l'azienda – che tali prodotti possano essere stati contaminati da Listeria monocytogenes. La Listeria monocytogenes può essere una causa di gravi malattie allo stomaco/intestino (listeriosi) e sintomi simili a un'infezione influenzale. Per alcuni tipi di individui (donne incinte, bambini piccoli, anziani e soggetti immunodepressi) la malattia può degenerare in forme anche molto gravi. A causa di tale rischio per la salute, i consumatori devono prestare molta attenzione a questo richiamo e non mangiare i prodotti sopra indicati. I prodotti interessati dell'azienda belga GREENYARD N.V. sono stati venduti da Lidl Italia solo ed esclusivamente nella Regione Sicilia.

Leggi l'articolo sul Corriere della Sera

Per motivi precauzionali, Lidl Italia si è immediatamente attivata ritirando dalla vendita i prodotti interessati. Questi prodotti possono essere restituiti in tutte le filiali Lidl. Il prezzo di acquisto sarà rimborsato, anche senza presentazione dello scontrino. Il richiamo riguarda solo ed esclusivamente la Regione Sicilia ed è riferito ai soli prodotti sopra indicati dell'azienda belga GREENYARD N.V. Tutti gli altri surgelati venduti da Lidl Italia, in particolare quelli del marchio Freshona di altri produttori, non sono interessati dal richiamo. L'azienda belga GREENYARD N.V. si scusa con tutti gli interessati per gli eventuali disagi causati". 

In quali cibi si può annidare il batterio

È resistente, prospera con il caldo ma resiste anche al gelo, tanto da sopravvivere anche in alimenti surgelati. Il batterio Listeria monocytogenes, causa dell'infezione listeriosi, potenzialmente mortale, è tornato a far parlare di sè dopo la segnalazione di una ditta belga sulla possibile contaminazione di alcuni prodotti, che ha portato tra l'altro al ritiro di diversi lotti di minestroni Findus dagli scaffali.

La listeriosi è generalmente dovuta all'ingestione di cibo contaminato e pertanto classificata fra le malattie trasmesse attraverso gli alimenti (tossinfezioni alimentari). Nonostante evidenze della malattia siano state descritte fin dalla fine dell'800 in diverse specie animali, ricorda l'Istituto Superiore di Sanità, il primo caso umano di listeriosi è stato riportato nel 1929, e il primo caso perinatale nel 1936. Nei Paesi occidentali, la malattia si sta rivelando sempre più un importante problema di sanità pubblica. Seppur relativamente rara, infatti, si può manifestare con un quadro clinico severo e tassi di mortalità elevati soprattutto in soggetti fragili quali neonati, anziani, donne gravide e adulti immuno-compromessi.

Inoltre, negli ultimi anni, si sono verificate frequenti epidemie, soprattutto in seguito alla distribuzione di cibo contaminato attraverso le grandi catene di ristorazione. Il batterio che causa la listeriosi è ubiquitario, molto diffuso nell'ambiente e si trova comunemente nel suolo, nell'acqua, nella vegetazione e nelle feci di numerose specie animali, senza che questi mostrino sintomi apparenti. Può contaminare qualunque livello della catena di produzione e consumo degli alimenti. Può crescere e riprodursi a temperature variabili da 0 a 45 C, tende a persistere nell'ambiente e quindi essere presente anche in alimenti trasformati, conservati e refrigerati.

Leggi anche: Rischio batteri nei surgelati: Lidl e Findus ritirano alcuni prodotti in Sicilia

Gli alimenti principalmente associati all'infezione da listeriosi comprendono: pesce, carne e verdure crude, latte non pastorizzato e latticini come formaggi molli e burro, cibi trasformati e preparati (pronti all'uso) inclusi hot dog, carni fredde tipiche delle gastronomie, insalate preconfezionate, panini, pesce affumicato.

Più raramente le infezioni possono verificarsi attraverso il contatto diretto con animali, persone o l'ambiente contaminato. Il rischio di sviluppare la malattia si ha anche con bassi livelli di carica batterica, anche se la maggior parte dei soggetti adulti in buona salute non presenta alcun sintomo dopo il consumo di alimenti contaminati o può presentare sintomi gastroenterici quando la contaminazione è molto elevata.

La listeriosi può assumere diverse forme cliniche, dalla gastroenterite acuta febbrile più tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall'ingestione (ed è autolimitante nei soggetti sani), a quella invasiva o sistemica. Le donne in gravidanza di solito manifestano una sindrome simil-influenzale con febbre e altri sintomi non specifici, come la fatica e dolori. Tuttavia, le infezioni contratte in gravidanza possono comportare serie conseguenze sul feto (morte fetale, aborto, parto prematuro, o listeriosi congenita). In adulti immuno-compromesse e anziani, la listeriosi può causare meningiti, encefaliti, gravi setticemie. Queste manifestazioni cliniche sono trattabili con antibiotici, ma la prognosi nei casi più gravi è spesso infausta.

Come si manifesta Listeria

L'incubazione media è di 3 settimane (ma può prolungarsi fino a 70 giorni). La migliore strategia di lotta alla listeriosi passa attraverso una efficiente prevenzione, che si può facilmente attuare applicando le generali norme di igiene e attenzione previste per tutte le altre tossinfezioni alimentari, rispetto soprattutto al lavaggio e alla manipolazione degli alimenti, ma anche alla cucina. Dal punto di vista istituzionale, la listeriosi rientra nel gruppo di malattie per le quali sono stati stabiliti sia negli Stati Uniti che in Europa reti di sorveglianza sulla sicurezza alimentare con obbligo di denuncia.

Queste reti, volte a individuare focolai di infezione e determinarne la causa, permettono di agire sia ritirando i prodotti dal mercato che adottando le necessarie misure nei confronti degli impianti di produzione e informando la popolazione a rischio. Data la sua natura batterica, il trattamento della malattia passa attraverso una terapia antibiotica, sia per gli adulti che per i bambini. Una cura antibiotica somministrata precocemente a una donna incinta può prevenire la trasmissione della malattia al feto. 

Restare intrappolati in una grotta somiglia a un lutto. Le fasi di elaborazione di un dramma come quello che stanno vivendo i 12 ragazzini e il loro allenatore in Thailandia ricordano quelli di chi ha subito una perdita: negazione, rabbia, disperazione, accettazione. E bisogna capire cosa sta passando nella loro testa per aiutarli ad affrontare il momento – felicissimo, ma ancora lontano – in cui torneranno alla luce.

"Nei giorni precedenti alla sua scoperta, è probabile che i ragazzi e l'allenatore siano passati attraverso una serie di emozioni tra cui negazione, rabbia, disperazione, accettazione e contrattazione. Queste sono reazioni comuni nelle persone che stanno cercando di venire a patti con un evento estremamente stressante" ha detto al Guardian Neil Greenberg, docente di salute mentale al King's College di Londra, "Quando i due sommozzatori sono arrivati nella loro caverna, è probabile che, dopo un momento di incredulità, abbiano sperimentato euforia, ma solo per un breve momento, prima che l'incertezza su quando e come potranno essere salvati prendesse il sopravvento".

"Tuttavia, ci sono una vasta gamma di fattori che potrebbero influenzare il modo in cui affrontano la situazione, compreso lo spirito di squadra, la loro salute e l'approccio dei soccorritori" ha aggiunto, "È anche probabile, data la loro età, che incida il modio di comunicare con le famiglie: l'ansia espressa dai parenti può facilmente erodere la capacità di recupero di un bambino. D'altra parte un approccio positivo, del tipo 'andrà benissimo' può essere un modo efficace per placare le loro paure".

Secondo Greenberg molti del gruppo potrebbero avere difficoltà a tornare alla normalità, mentre l'allenatore attenderà con timore il giudizio del 'mondo esterno'. "L'allenatore può ovviamente essere preoccupato di come verrà giudicato quando la situazione sarà finalmente risolta" dice, "Più a lungo termine, molti del gruppo troveranno difficile tornare alla normalità, ma nel lungo periodo saranno psicologicamente più forti. Dobbiamo sperare che se qualcuno di loro non riuscirà a liberarsi dall'angoscia avrà la possibilità di avere un buon supporto e un'assistenza professionale".

La vaccinazione per andare a scuola resterà obbligatoria, ma i genitori non dovranno presentare alcun documento della Asl per dimostrare che i figli sono in regola, basterà una dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione per poterli iscrivere all’anno scolastico 2018-2019. L’atto andrà consegnato entro il 10 luglio prossimo, il termine già fissato dalla legge Lorenzin, e sarà valido un anno. Sono previsti controlli a campione per verificare la regolarità delle autocertificazioni. Lo ha confermato la ministra della Salute Giulia Grillo, in conferenza stampa insieme al collega all’Istruzione Marco Bussetti, illustrando la circolare congiunta in merito all’obbligo vaccinale. Si tratta di un provvedimento che di fatto permetterà a tutti di entrare a scuola, senza dover fare una legge. 

Le novità

La circolare prevede l'autocertificazione per i minori da 0 a 6 anni e nessuna comunicazione, invece, per i ragazzi da 6 a 16 anni per i quali resta in vigore la documentazione presentata per l'anno scolastico 2017-2018 appena concluso. L'autocertificazione è prevista anche per i minori da 6 a 16 anni in caso di prima iscrizione.

Una legge M5s-Lega sull'obbligo

La circolare emanata – spiega Il Fatto Quotidiano – non tocca però l’aspetto generale dell’obbligatorietà delle vaccinazioni, che sarà tema di dibattito parlamentare. “La legge sarà modificata da un’altra legge a firma M5s-Lega“, ha chiarito Grillo, spiegando che la circolare serve a snellire intanto le pratiche dei genitori per il prossimo anno scolastico. L’intenzione del governo è quella di introdurre un obbligo "flessibile" che tenga conto delle "diverse situazioni".

Grillo alle famiglie: "Non fate false autocertificazioni"

Il ministro della Salute si è rivolta poi alle famiglie invitandole in ogni caso a non produrre delle false dichiarazioni che attestino le vaccinazioni dei figli per poter frequentare la scuola. "Se ci sono dei genitori che hanno dei dubbi legittimi – si legge su Tgcom24 – si rivolgano a noi e al ministero per avere chiarimenti. La via da seguire è infatti la corretta informazione, sapendo che i vaccini sono importanti e che le famiglie devono essere tranquille".

Un tavolo di esperti indipendenti

Ma – spiega la Repubblica – per affrontare la questione, è stato annunciato un tavolo di esperti indipendenti e privi di conflitti di interesse si occuperà di raccogliere e fornire alla politica informazioni e dati sui vaccini. Questo sia per aggiornare il Piano nazionale vaccini, sia per affrontare il fenomeno della diffidenza e del dissenso vaccinale. Gli esperti saranno scelti da ministero e Regioni nel campo professionale, scientifico, istituzionale e sociale. "A questo tavolo di esperti tengo molto – ha aggiunto Grillo – perché non voglio ci siano dubbi che creino diffidenza sull'indipendenza di chi si occupa di vaccini". Infine la ministra ha chiarito che "I prezzi dei vaccini non aumenteranno per i prossimi 4 anni e resteranno in fascia C".

Il ministro in dolce attesa

Rispondendo a una domanda dei giornalisti durante la conferenza stampa, Grillo ha rivelato di essere in attesa di un figlio, sottolineando la propria intenzione di vaccinarlo.

 

Preso di mira dagli haters no vax per avere pubblicato sul proprio profilo Facebook una foto con la figlia appena vaccinata: è successo al campione della nazionale italiana di pallavolo e stella della Modena Volley, Ivan Zaytsev. Centinaia i commenti sul social network tra cui diversi di natura offensiva, i più feroci poi rimossi. Molti comunque anche i messaggi positivi e di solidarietà al giocatore. "E anche il meningococco è fatto! Bravissima la mia ragazza sempre sorridente!": questa la frase che ha scatenato il popolo del web pubblicata ieri, poco dopo mezzogiorno, dal pallavolista.

Potrebbe essere prorogata la scadenza del 10 luglio che fissa i termini per la presentazione della certificazione di avvenuta vaccinazione ai fini dell'iscrizione a scuola per l'anno scolastico 2018/19. Sarebbe questa la strada in valutazione da parte del Governo in merito alla questione dell'obbligo vaccinale per andare a scuola. Dal momento che il termine ultimo è vicino e non ci sarebbero i tempi tecnici per eventuali modifiche alla legge varata dal precedente governo, l'ipotesi della proroga appare la più probabile.

Governo a lavoro

La revisione dell'obbligo vaccinale per l'iscrizione scolastica è prevista dal Contratto di Governo ed è stata riaffermata la scorsa settimana dal vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il ministro della Salute, Giulia Grillo, da parte sua ha ribadito che i vaccini "sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria" e che "in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione". Ma  – ricorda SkyTg24 – ha anche sottolineato che le decisioni opportune saranno prese "in accordo con gli alleati di Governo", anche se "si tratta di un tema che deve essere discusso anzitutto dal ministero della Salute". 

Una polemica, quella relativa all'obbligo vaccinale, che preoccupa la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps). I pediatri parlano di una "inadeguata conoscenza del grave pericolo tuttora rappresentato dalle malattie prevenibili con le vaccinazioni", sottolineando come "in nome di posizioni ideologiche prive di fondamento scientifico, si rischi di perdere quanto di buono è stato realizzato anche nel nostro Paese nella lotta contro queste malattie"

I vaccini obbligatori, cosa dobbiamo sapere:

La legge prevede l'obbligo di dieci vaccinazioni sui minori di età compresa fra 0 e 16 anni. Le dieci vaccinazioni obbligatorie sono quelle contro poliomelite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus tipo b influentiae, morbillo, rosolia, parotite, varicella. Ci sono poi le vaccinazioni raccomandate, ovvero meningococco ceppo B e C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus. Pena la non iscrizione fino ai 6 anni, e il pagamento di multe per i genitori dai 6 anni in poi. E' inoltre previsto l'obbligo di vaccinazione anche per i minori stranieri non accompagnati. L'attuale scadenza del 10 luglio è prevista dalla legge e dalla circolare del ministero dello Salute dello scorso 16 agosto.

  • Antidifterica: la difterite è una malattia infettiva acuta provocata da un batterio che può danneggiare o distruggere organi e tessuti.
  • Antitetanica: il tetano è una malattia infettiva causata da un batterio presente in natura che raggiunge il sistema nervoso centrale, causando contrazioni e spasmi muscolari che iniziano dal capo e progrediscono verso tronco e arti. 
  • Antipoliomelitica: la poliomelite è causata dal polio-virus che invade il sistema nervoso nel giro di poche ore, distruggendo le cellule neurali colpite e causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale.
  • Antiepatite virale B: l’epatite B è dovuta un virus (Hbv)che nella maggior parte dei casi provoca un'infezione asintomatica, ma se si evolve in malattia può provocare cancro al fegato. Il tasso di letalità è circa l'1 per cento.
  • Anti-pertosse: la pertosse colpisce prevalentemente bambini sotto i 5 anni. Progressivamente la tosse diventa parossistica e si associa a difficoltà respiratorie. Può causare apnea, cianosi e vomito. Nei bambini al di sotto di 1 anno può essere mortale.
  • Anti- meningococco B: la meningite B rappresenta il 70 per cento dei casi di meningite, colpisce tra i 700 e i 1.100 bambini ogni anno in Italia. È dovuta al meningococco B, in grado di uccidere in meno di 24 ore
  • Anti-meningococco C: la meningite C è provocata dal meningococco C che alberga nelle vie respiratorie, spesso di portatori sani. Nel 10-20 per cento dei casi ha decorso fulminante e porta al decesso in poche ore
  • Anti-morbillo: il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa che colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni. Le complicazioni sono dovute principalmente a otite, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti. 
  • Anti-rosolia: la rosolia si manifesta con un'eruzione cutanea, di solito benigna per i bambini, ma che diventa pericolosa durante la gravidanza perché può generare un aborto spontaneo o gravi malformazioni fetali. 
  • Anti-parotite: la parotite si manifesta con la tumefazione delle ghiandole parotidi, poste sotto i padiglioni auricolari. Tra le complicazioni vi sono encefaliti, meningiti, pancreatite. Nei bambini, in 5 casi ogni 100.000 di malattia, causa perdita dell'udito.
  • Anti-varicella: la varicella, provocata dal virus Varicella zoster, in genere guarisce in 10 giorni ma ha un decorso più aggressivo nell'adolescente e nell'adulto. La complicanza più comune è la polmonite. I virus rimane latente e nel 10-20 per cento dei casi si risveglia a distanza di decenni, dando luogo al “fuoco di Sant'Antonio”
  • vaccino contro l'Haemophilus influenzae: l’Haemophilus influenzae di tipo b (Hib) causa infezioni spesso severe, soprattutto tra i bambini sotto ai 5 anni. In alcuni casi, può evolvere in forme gravi. La letalità è del 2-5 per cento.

Fino all'età di 80 anni circa il rischio di mortalità aumenta, ma poi decelera fino a raggiungere un livello costante dopo i 105 anni. Il rischio di mortalità diminuisce nel tempo anche a queste età estreme. Quindi, se esiste un limite alla longevità, questo non è stato ancora raggiunto. Sono le conclusioni di uno studio condotto da ricercatori delle università La Sapienza, Roma Tre, Berkeley e Southern Denmark e dell'Istat.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science. Lo studio è un tentativo di rispondere a domande come "C'è un limite biologico alla longevità umana? Come cambia il rischio di morire con l'avanzare dell'età?". Per riuscirci è necessario stimare con esattezza il rischio di mortalità degli ultracentenari. La mancanza di dati affidabili su questi "pionieri della longevità" ha alimentato un controverso dibattito tra gli scienziati di tutto il mondo.

La comunità scientifica è oggi divisa tra chi sostiene che la curva dei rischi di mortalità continui ad aumentare esponenzialmente con l'età e chi invece argomenta che essa deceleri e raggiunga un livello costante (plateau) alle età più elevate, mimando il comportamento di altre specie animali. Nello studio i ricercatori hanno studiato dati accuratamente documentati sui semi-supercentenari italiani (coloro che superano l'età di 105 anni). I ricercatori hanno stimato per la prima volta la mortalità alle età avanzate con una accuratezza e precisione che non era stata finora possibile.

E hanno individuato l'età di 105 anni come soglia oltre la quale il rischio di mortalità rimane costante. Questa scoperta, secondo i ricercatori, è cruciale per la comprensione dei meccanismi alla base della senescenza e della longevità umana. Essa costituisce una prima cruciale conferma del ruolo giocato dalla sopravvivenza selettiva e fornisce la necessaria chiarezza empirica per il progresso degli studi che riguardano le teorie evolutive sulla senescenza.

L’intelligenza artificiale di Google prevede le probabilità di morte di un paziente con il 95 per cento di accuratezza. A dimostrarlo, con un esperimento i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature, sono stati i tecnici del Medical brain team dell’azienda, i quali hanno “insegnato” a un computer a capire quali probabilità di sopravvivenza ha un paziente al momento in cui entra in un ospedale.

In uno dei test effettuati, una paziente affetta da un cancro al seno in stato avanzato è stata sottoposta a dei test da parte dell’ospedale, che ha stabilito una probabilità del 9,3 per cento di poter morire durante la degenza. L’intelligenza artificiale di Google ha analizzato la stessa paziente e stabilito una probabilità di morte del 19,9 per cento. La paziente è deceduta dieci giorni dopo l’ammissione.

A fare la differenza tra l’analisi effettuata dall’ospedale e quella dell’intelligenza artificiale è che il primo si basa su dati quali pressione sanguigna, battito cardiaco e analisi respiratoria. L’algoritmo di Google invece ha utilizzato complessivamente 175.639 informazioni, potendo accedere automaticamente ai Pdf di precedenti analisi mediche e agli appunti di dottori e infermieri, grazie ai quali ha individuato la potenziale presenza di fluidi intorno ai polmoni.

Nigam Shah, coautore della ricerca pubblicata su Nature, ha spiegato a Bloomberg che i dati raccolti e i risultati vengono messi insieme in un formato direttamente leggibile anche dagli operatori sanitari.

"In generale, il lavoro si è concentrato su un sottoinsieme di funzioni disponibili nella cartella sanitaria elettronica, piuttosto che su tutti i dati disponibili in una CCE", si legge nella ricerca. "Il che include appunti presi a margine e grandi quantità di dati strutturati e semi-strutturati".

Grillina 'doc' (a partire dal cognome, anche se non c'è legame di parentela con il fondatore), militante del Movimento dai primi MeetUp in Sicilia, medico legale, Giulia Grillo è il nuovo ministro della Salute.

Considerata una fedelissima dei vertici del movimento (ha praticamente sempre votato alla Camera secondo le indicazioni del Gruppo), profilo senza picchi polemici e senza fuochi d'artificio sui social come molti suoi colleghi, Grillo è nata a Catania nel 1975, ha fondato già nel 2006 il MeetUp​ locale e un comitato antitrivelle, ha percorso a nuoto lo stretto di Messina tre mesi prima di Beppe Grillo, si è candidata nel 2012 alle prime parlamentarie dei 5 Stelle, dopo aver mancato nel 2008 l'elezione all'Assemblea regionale siciliana.

E' proprio il video di presentazione girato sulla spiaggia di Torre Faro dopo la traversata a nuoto a renderla celebre tra i militanti, che la scelgono come capolista alla Camera per la circoscrizione Sicilia Orientale. Una crescita costante, fino alla carica (a rotazione) di capogruppo, giunta nel settembre 2016.


La carriera politica

  • 2006 – fonda il MeetUp di Catania e un comitato antitrivelle
  • ​2008 – si candida (non eletta) all'Assemblea regionale siciliana
  • 2012 – si candida alle prime parlamentarie dei 5 Stelle

Gli italiani hanno imparato a conoscerne il volto in questi lunghissimi giorni di stallo dopo il voto: era lei, insieme a Toninelli, ad affiancare Luigi Di Maio durante le consultazioni al Quirinale.

In Parlamento, da medico, è stata durante tutta la scorsa legislatura in Commissione Affari sociali e Sanità, e la sua piattaforma programmatica da ministro è già nero su bianco sul suo curriculum, "affisso" sulla piattaforma Rousseau, e sul contratto M5S-Lega: ridurre le disuguaglianze di cura e assistenza, rifinanziare la sanità pubblica, contrasto alle logiche clientelari e antimeritocratiche (sganciando la sanità dalle ingerenze della politica), abolire il ticket sui farmaci, abbattere le liste d'attesa.


Cosa vuole fare

  • ridurre le disuguaglianze di cura e assistenza 
  • rifinanziare la sanità pubblica 
  • contrastare le logiche clientelari e antimeritocratiche 
  • abolire il ticket sui farmaci
  • abbattere le liste d'attesa

Ma naturalmente gli occhi dell'opinione pubblica, almeno nei primi mesi di mandato, saranno puntati sulla questione vaccini. Sul tema Giulia Grillo, a differenza di molti militanti 5 Stelle, non ha preso posizioni esplicite (non risultano dichiarazioni pubbliche in cui annuncia che l'obbligo verrà eliminato, appena un anno dopo la sua introduzione), ma il senso della sua posizione è di forte perplessità sulla linea scelta dal suo predecessore Beatrice Lorenzin.

"Riconoscere l'importanza delle vaccinazioni – aveva detto – e poi obbligare la gente a farle sembra una contraddizione anche agli occhi dei cittadini. Secondo me era dunque più sensato dare informazioni ai più dubbiosi per farne capire l'importanza. Anche perché obbligando i genitori non è che li abbiamo convinti". Bisognerà vedere ora come questa dichiarazione di intenti si tradurrà nella pratica.​

Flag Counter