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(AGI) – Milano, 13 mag. – Prima apertura di Forza Itala alla proposta di Roberto Maroni di avviare una sperimentazione di reddito di cittadinanza in Lombardia. Dopo la bocciatura di Mariastella Gelmini, lo spiraglio arriva dal vice di Maroni, l’azzurro Mario Mantovani. “Le politiche di coesione sociale proposte ormai da decenni dall’Unione Europea – azioni che da parlamentare europeo dal 1999 al 2008 in qualita’ di componente della commissione affari sociali anche io ho contribuito a scrivere – indicano da tempo la necessita’ di affrontare e risolvere le tante forme di disagio estremo presenti in crescenti strati della popolazione europea e in questo senso credo vada letta la proposta del presidente Maroni relativa al reddito di cittadinanza”, scrive il vice governatore lombardo, in una nota. “Per questo – aggiunge Mantovani – ritengo opportuno che sia a livello politico che istituzionale si apra un confronto con lo scopo di trovare risposte adeguate anche per quei lombardi che si trovano a vivere situazioni di fragilita’ e poverta’ estreme. Tutto questo senza dimenticare che la vera leva del cambiamento e della crescita sia da una parte sostenere lo sviluppo e l’innovazione e dall’altra attuare politiche per la riduzione del costo del lavoro e delle tasse. Questa deve essere- conclude Mantovani – la nostra principale ricetta, in Lombardia e nel resto del paese”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 mag. – “Inaccettabile il blocco degli scrutini. La protesta, se si fa, si deve fare con altri strumenti e non condizionando un momento cruciale del percorso scolastico”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini arrivando a Palazzo Chigi. “Credo che i segnali” arrivati dal mondo della scuola “sono stati colti, approfonditi dal governo e penso anche che il tema e’ assolutamente importante e sensibile. E’ per questo che il governo sta dedicando ad essa tanta attenzione”. Lo ha detto il ministro dell’istruzione Stefania Giannini arrivando a Palazzo Chigi. “Si tratta di arrivare al merito delle questioni: dobbiamo considerare la formazione degli insegnanti come uno strumento perche’ la scuola funzioni”, ha aggiunto Giannini. “Il nostro Paese deve acquisire una cultura della valutazione che non riguarda solo la scuola. La scuola deve cominciare con convinzione e questo e in discorso che riguarda la societa’ in generale”, ha concluso. .

(AGI) – Roma, 13 mag. – “Proprio in queste ore va in pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale una norma che ho fortemente voluto: la concessione di prestiti a tasso agevolato, lo 0,25%, per fare lavori di efficientamento energetico nelle scuole pubbliche”, inserita nel “decreto Competitivita’, uno dei primi atti che fece il governo, che ha stanziato per questa misura 350 milioni di euro attraverso il fondo rotativo Kyoto”. E’ quanto scrive il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, nella newsletter del suo dicastero. “Rendere gli edifici scolastici pubblici piu’ efficienti sotto il profilo energetico significa molte cose insieme: investire sull’ambiente limitando le emissioni inquinanti, puntare sulla sicurezza delle strutture e quindi degli studenti, ma anche mettere in moto quel circuito di piccole e medie imprese sul territorio che operano nel campo della sostenibilita’ ambientale e che da quegli interventi possono trovare una possibilita’ di guadagno”, spiega Galletti. Ma e’ “anche un modo per far risparmiare lo Stato, attuando una vera ‘spending review’: se pensiamo che oggi il consumo degli edifici pubblici pesa per il 18% su quello generale dello Stato, alzare a ‘B’ o ‘C’ la classe di efficienza delle nostre strutture vuol dire ottenere un risparmio del 20-25% sul consumo, con notevoli benefici per le casse italiane”, aggiunge il ministro.(AGI) .

(AGI) – Roma, 13 mag. – “Non e’ accettabile che la Commissione europea, eletta da nessuno, chieda all’Italia di fare la riforma della scuola o di svendere le nostre grandi aziende. Queste sono cose che decide il Parlamento sovrano. Sono decisioni dei cittadini italiani. Il governo rimandi al mittente questi diktat, le chiamano raccomandazioni ma sono imposizioni. Se poi vogliono commissariarci, abbiano il coraggio di farlo. Cosi’ e’ la volta buona che esce allo scoperto la vera natura di questa Ue”. Cosi’ su Facebook il deputato 5 stelle e vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – Quanto accaduto oggi in commissione Giustizia alla Camera, dove l’assenza dei componenti di Forza Italia ha fatto si’ che decadessero tutti gli emendamenti presentati dagli azzurri al provvedimento anticorruzione, la dice lunga sullo stato di confusione e sbandamento in cui versa il partito. Ad aggravare lo scoramento, soprattutto della vecchia guardia – sempre piu’ preoccupata dalla rivoluzione annunciata da Silvio Berlusconi – i dati delle comunali di domenica, con FI scesa ben oltre sotto il 10%, e i sondaggi in vista delle Regionali, che fotografano un quadro “allarmante”, confessa un azzurro vicino al Cavaliere. E poi c’e’ il nodo addii e scissioni, con i parlamentari forzisti che gia’ fanno di conto: se Fitto (sembra essere a un passo l’annuncio del nuovo soggetto politico) e Verdini se ne vanno portandosi dietro le loro truppe restiamo una ‘ridotta’ alla merce’ della cerchia ristretta e della Lega. Del resto, proprio le mosse future di Salvini e i suoi toni sprezzanti nei confronti del leader azzurro e del suo progetto di riunire il centrodestra fanno temere ai piu’ in Forza Italia che le chance di essere ancora il fulcro di una nuova coalizione – o partito unico – si siano ridotte al lumicino. Berlusconi continua a tacere pubblicamente, parlera’ giovedi’ e venerdi ‘in Puglia, sfidando Fitto nel suo stess o feudo. Ma con i fedelissimi l’ex premier non nasconde l’irritazione per le parole di Salvini, e non da meno di Maroni, che parla addirittura di ‘ultimo giro’ per il Cavaliere: la Lega vuole dettare le condizioni? Se lo scordino, avrebbe detto ai suoi. Non mi faccio intimidire ne’ mettere da parte. E poi, e’ il ragionamento, sono toni da campagna elettorale e Salvini e’ ‘ringalluzzito’ dai dati delle comunali. Poi, dopo le regionali,�e’ ancora la riflessione, sara’ necessaria una accelerazione sul nuovo progetto e Salvini sa che da solo non va da nessuna parte. Se poi, avrebbe tagliato corto Berlusconi, non gli sta bene, prego si accomodi, non trattengo ne’ tantomeno supplico nessuno. Perche’ per Berlusconi non ci sono alternative a un nuovo contenitore di tutti i moderati. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – Sinistra riformista contro sinistra masochista: Matteo Renzi sintetizza cosi’ il conflitto in campo nel Pd. L’uscita di Pippo Civati e l’eventuale addio di Stefano Fassina? “Se Fassina va via e’ un problema suo, non mio”. Parole che fanno scattare la reazione della minoranza dem. “E’ una mistificazione, abbiamo visto che si puo’ vincere poco, tanto, pochissimo, ma si vince essendo fedeli ai valori e ideali del centrosinistra ed essendo alternativi al centrodestra. Dall’Ulivo in poi abbiamo sempre vinto cosi'”, replica Pierluigi Bersani. E Gianni Cuperlo sottolinea che “Se persone valide come Civati e Cofferati lasciano il Pd, o Fassina riflette a voce alta sulla possibilita’ di fare la stessa cosa, la replica non puo’ essere che e’ un problema loro: se sei il leader del partito il problema e’ tuo, il problema e’ nostro”. Parole sottoscritte anche dall’ex capogruppo alla Camera, Roberto Speranza. Scintille anche sulla ‘grana’ Campania: se ci sono dei candidati ‘impresentabili’, non si possono addebitare responsabilita’ al Pd, ma bisogna guardare alle liste che lo sostengono, ha spiegato Renzi. Ma, e’ la risposta di Cuperlo, “se ti candidi a guidare una regione come la Campania devi respingere certi sostegni”. E’ sinistra masochista quella che – attacca Renzi – “perde un po’ ovunque, dalla Liguria a Londra”, che “scappa con il pallone quando perde” – vedi il caso Cofferati in Liguria – o quella che attacca il Jobs Act, “una rivoluzione di sinistra”. Per rivendicare una identita’ di sinistra ‘riformista’ per il Pd, Renzi mostra di non avere bisogno dei padri nobili del partito: “non e’ che si e’ di sinistra solo se c’e’ D’Alema o Bersani”. Gli elettori del Pd, comunque, “non moriranno democristiani”, assicura ancora Renzi. Un derby, quello tra “riformisti” e “masochisti” che andra’ avanti almeno fino al 2017, anno del congresso del partito (fonti del Pd danno per buono il mese di luglio). Sul fronte parlamentare, il governo e’ atteso a breve alla prova dell’aula di Palazzo Madama con il ddl Boschi, da approvare in terza lettura “entro luglio”. C’e’ spazio per discutere e modificarlo, sottolinea Renzi, tranne che nella parte che riguarda l’eleggibilita’ dei senatori. Avanti con il confronto anche sulla riforma della scuola, grazie alla quale “l’Italia sara’ una superpotenza della cultura”. Certo, non aiuta la tegola della Consulta sulle pensioni. Renzi ha “masticato amaro”. “Avevo un tesoretto pronto per alcune cose. Me le sono dovute rimangiare”. Nonostante questo, dice, “nei prossimi giorni studieremo le carte nel dettaglio. La sentenza non dice che e’ obbligatorio restituire tutto. Troveremo il modo di mantenerci dentro le regole europee”. E nel tardo pomeriggio il premier ha incontrato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – “E’ una mistificazione, abbiamo visto che si puo’ vincere poco, tanto, pochissimo, ma si vince essendo fedeli ai valori e ideali del centrosinistra ed essendo alternativi al centrodestra. Dall’Ulivo in poi abbiamo sempre vinto cosi'”. E’ la replica, ai microfoni del Tg1, di Pierluigi Bersani al premier Matteo Renzi che oggi ha parlato di sinistra masochista. In merito all’Italicum e alla riforma costituzionale, Bersani ha aggiunto: “Io sono convinto che questa legge ci portera’ a una strada fatta di demagogia e trasformismo, ora c’e’ la riforma costituzionale, dove si fa un Senato delle Regioni e vedo gia’ i tavoli dove si trattera’ ‘tu fai l’assessore io il senatore’… vogliamo una cosa cosi’? Io spero che il testo venga modificato” Sui dati relativi ai nuovi contratti e sull’occupazione, l’ex segretario del Pd ha spiegato: “Bene, perche’ e’ meglio di un contratto assolutamente precario, ma l’occupazione si fa in altro modo, trasformando gli investimenti in lavoro e servono nuove politiche pubbliche”. (AGI) .

(AGI) – Milano, 12 mag. – Un reddito di cittadinanza in Lombardia. La proposta – storica bandiera dei 5 stelle – sara’ “concretizzata”, almeno a suo dire, da Roberto Maroni. Il quale si e’ detto d’accordo col Movimento di Beppe Grillo e pronto ad avviare una “sperimentazione” nella Regione che guida a capo di una coalizione di centro-destra. L’iniziativa del governatore lombardo ha suscitato il plauso immediato dei ‘pentastellati’ e del Pd regionale, mentre piu’ di una “perplessita’” e’ stata espressa dai rappresentanti dei partiti che sostengono la maggioranza. A partire dal partito dell’ex ministro dell’Interno e del Welfare, con il suo leader, Matteo Salvini, che ha tenuto a precisare di essere contrario a qualsiasi “elemosina di Stato”. Oltre a Mariastella Gelmini, per Forza Italia, la quale si e’ detta convinta che la Lombardia possa “fare a meno di soluzioni che hanno il sapore dell’assistenzialismo”. No comment per ora dall’altro alleato al Pirellone, Nuovo centro-destra, che pero’ attende di leggere la proposta di Maroni, lamentando un mancato coinvolgimento. L’idea del governatore lombardo appare semplice: utilizzare parte dei fondi messi a disposizione dall’Unione europea, e, nello specifico, le risorse del fondo sociale europeo (Fse) per il settennato 2014-20. I due programmi – Fse e fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) – hanno una dotazione complessiva di 1,940 miliardi di euro, e, rispetto al periodo precedente, 2007-2013, le risorse destinate alla Regione Lombardia sono aumentate di circa 612 milioni, stando a quanto ha riferito l’assessore all’Economia, Massimo Garavaglia. Nello specifico, per il capitolo fondi di sviluppo, sono a disposizione 970 milioni di euro (440 in piu’ rispetto alla programmazione precedente). Altri 970 milioni invece sono sul fondo sociale (172 milioni in piu’ rispetto alla programmazione precedente), da cui si vorrebbe attingere per creare la misura del reddito di cittadinanza. “Voglio introdurre in Lombardia la prima sperimentazione del reddito di cittadinanza riservato ai cittadini residenti in Lombardia in modo coerente con le finalita’ del fondo sociale europeo”, ha esordito Maroni, in conferenza stampa a Palazzo Lombardia. Il governatore ha spiegato di avere a disposizione 220 milioni e dato incarico agli assessori regionali competenti “di definire un progetto nei prossimi giorni”. A chi gli faceva notare che l’iniziativa e’ una bandiera del M5S, ha risposto: “Per il Movimento 5 Stelle e’ una bandiera, per noi sara’ una cosa concreta. Loro chiacchierano, hanno anche qualche buona idea, noi passeremo dalle parole ai fatti. La Lombardia, prima in Italia sperimentera’ il reddito di cittadinanza”. Maroni ha indicato di voler dare “una prima attuazione” alla sperimentazione “contemporaneamente alla legge di assestamento di bilancio, fra fine giugno e luglio”. Il presidente ha quindi definito “interessante” la proposta di legge del Movimento 5 stelle (relatore Stefano Buffagni), ferma in Commissione programmazione e bilancio dal 26 marzo 2014. “Mi sono letto in questi giorni la proposta di legge presentata da loro – ha spiegato – che e’ interessante perche’ riguarda anche formazione e lavoro. Lo faremo con il coinvolgimento del mondo del volontariato, che e’ fondamentale”. “Useremo il secondo asse del fondo sociale europeo per la lotta alla poverta’”, ha detto ancora. La proposta del presidente ha, quindi, subito incontrato il favore di Movimento 5 stelle e Pd. “A due giorni dalla nostra mobilitazione nazionale, con la marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza, Maroni si e’ svegliato dal letargo e ha dichiarato di essere orientato a definire un progetto di reddito di cittadinanza Lombardia. Ancora una volta, esattamente come nel caso di piu’ autonomia per la Regione, le buone idee del Movimento 5 Stelle dettano l’agenda della politica lombarda e Maroni e’ costretto a rincorrere”, ha commentato Dario Violi, capogruppo del M5s al Pirellone. “Noi siamo pronti a discuterne da subito”, ha affermato, dal canto suo, il segretario lombardo del Pd, Alessandro Alfieri. “L’introduzione del reddito di autonomia era nel nostro programma elettorale per la Regione, dunque ben venga il confronto. Attenzione, pero’ – ha avvertito -: e’ un obiettivo importante e ambizioso, che richiede serieta’ e concretezza. Non bastano gli annunci ne’ operazioni boomerang come quella sui ticket”. Gelo, invece, dai rappresentanti dei partiti di maggioranza. In particolare, dal segretario del partito di Maroni, Matteo Salvini. “Allo Stato elemosiniere, io preferisco lo Stato che abbassa le tasse e offre lavoro. Secondo me e’ un messaggio culturalmente sbagliato”, ha scandito il ‘capitano’ padano. Quindi si opporra’ alla proposta? “No, io non metto becco nelle questioni della Regione Lombardia ma questo non mi esime dall’avere le mie opinioni”. “Lui dice che si tratta di elemosina di Stato, se lo fosse avrebbe ragione ma non e’ cosi’, perche’ il fondo sociale europeo e’ un’altra cosa”, gli ha poi replicato a distanza Maroni. “Sara’ il modello lombardo di reddito di cittadinanza che lotta contro la poverta’ e l’esclusione sociale, fenomeni che purtroppo sono presenti in Lombardia tra i giovani, gli anziani e i disoccupati”. Una misura che “si realizza non attraverso l’elemosina di Stato ma con misure concrete di avviamento al lavoro”. Il governatore ha poi sottolineato che “il fondo sociale europeo ha due finalita’: inclusione sociale, attraverso politiche attive del lavoro, e lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale. Queste due iniziative le ho messe insieme chiamandole reddito di cittadinanza in stile lombardo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – “Non si puo’ addebitare al Pd il fatto che una lista civica di supporto abbia presentato quei candidati”. Lo ha detto Matteo Renzi al videoforum di Repubblica. “Il Pd di impresentabili non ne ha”. “A quelli che sono ‘imbarazzati’, come me, dico che le liste del Pd sono pulite e che il Pd e’ pulito: abbiamo cambiato candidato a Ercolano e a Giugliano, siamo intervenuti in modo molto forte. Su alcune liste collegate si puo’ discutere, alcuni candidati, personalmente, non li voterei neanche se costretto. Abbiamo fatto pulizia, magari non ancora a sufficienza, certo, ma queste elezioni regionali decidono il futuro di Bagnoli, di Pompei, della Napoli-Bari, della Reggia di Caserta”, e allora, avverte Renzi, “per la legalita’ non serve un articolo o fare una polemica al giorno ma far funzionare le cose”. “Dividiamo gli aspetti – riprende il segretario Pd e presidente del Consiglio – la lotta contro la camorra, la mafia, la ‘ndrangheta, deve essere patrimonio di tutti. Io risposi a Saviano, che in questi giorni e’ tornato a criticare il governo, legittimamente, e presi degli impegni precisi che stiamo rispettando”. “Ci sono lo stesso alcuni candidati, in alcune liste collegate, anche ingiustificabili ma in Campania la sfida e’ Caldoro contro De Luca. Io mai parlero’ male dei candidati dell’altra parte, Caldoro e’ persona seria e non voglio un clima da guerra civile. Decideranno i cittadini: la partita non e’ in una Regione come le altre e non si puo’ addebitare al Pd i candidati di una lista di supporto”. Renzi torna sul caso degli ‘impresentabili’ in lista in Campania e ricorda che “la questione e’ come rilanciamo la Campania, un dramma pazzesco quando tutte le altre Regioni stanno ripartendo”. “Ci sono – sottolinea – due Italie e quella a sud di Roma ancora soffre. Noi abbiamo alcuni progetti pilota, d’accordo con i presidenti di Regione, quali che saranno, per rilanciare il Paese e il Mezzogiorno e De Luca e’ un buon amministratore, come gli riconoscono anche gli avversari”. Insomma, ammonisce il segretario Dem, “impresentabili il Pd non ne ha”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – Confronto a Palazzo Chigi tra governo e sindacati sulla riforma della scuola.

“Gli emendamenti approvati non modificano la sostanza. Cambiamento si’ ma non come vorrebbe il governo”, ha affermato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Ci potrebbe essere il blocco degli scrutini. Lo annunciano i sindacati di categoria al termine dell’incontro con il governo che non ha lasciato soddisfatti Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Cobas.

“Giovanni Berlinguer aveva immaginato la scuola come la scuola dell’autonomia, una invenzione dell’Ulivo di inizio anni Novanta. Noi nel disegno di legge abbiamo individuato tre poteri per i presidi: scrivere il piano offerta formativa, valutare i docenti, scegliere dentro le graduatorie gli insegnanti piu’ adatti”, ha detto Matteo Renzi al videoforum di Repubblica. “Siamo disposti ad ascoltare i sindacati su tutto. “La scuola funziona se e’ di tutti e non siamo disposti a bloccare la qualita’ nella scuola”, ha concluso Renzi. “Noi non saremo mai una supepotenza militare. Possiamo essere una superpotenza culturale ed avere questo come ruolo nel mondo. E’ per questo che punto sulla scuola”, ha aggiunto Renzi.

STUDENTI BOICOTTANO TEST INVALSI,”SONO COSTOSI E DANNOSI” – Giornata “calda” per la Scuola quella di oggi, con gli studenti che hanno boicottato i test Invalsi. “Anche quest’anno abbiamo promosso il boicottaggio delle prove Invalsi, chiedendo agli studenti di non compilare a testa bassa dei test costosi, dannosi, escludenti ed antidemocratici”. A parlare e’ Danilo Lampis, coordinatore nazionale Unione degli Studenti (Uds). “Sulla scia della grande giornata di sciopero del 5 maggio, il dato di mobilitazione studentesca nella giornata di oggi e’ stato altissimo”. L’Uds comunica che “stamattina possiamo confermare l’altissima adesione alla protesta. Le studentesse e gli studenti delle classi seconde hanno consegnato in bianco, letto un libro mentre somministravano le prove, non sono entrati in classe, hanno organizzato sit-in e manifestazioni di protesta. Da oggi partira’ lo sportello SOS per difendere gli studenti da ritorsioni e illegittime sanzioni”. Gli studenti si dicono “contrari ad un modello di valutazione escludente, che tende a gerarchizzare le scuole ed aumentare le disuguaglianze. Noi vogliamo essere “valutati e non schedati”. “Per noi questa giornata” – conclude l’UdS – “e’ una ulteriore giornata di mobilitazione contro il ddl Renzi, in continuita’ con lo sciopero del 5 maggio. La giornata di oggi dimostra come il mondo della scuola sia pronto a continuare a lottare contro la sordita’ del Governo alle nostre istanze. Chiediamo lo stop del ddl Renzi e lo stralcio delle deleghe per aprire un confronto reale e cambiare davvero la scuola. Il Governo deve fare una scelta di campo. O continuare ad assecondare le richieste delle lobby, o bloccare il ddl ed ascoltare le richieste delle piazze che durante tutto l’anno hanno espresso una alternativa molto piu’ credibile e lungimirante di quella de “La Buona Scuola”. Gli studenti la loro idea di scuola ce l’hanno ben chiara e l’hanno scritta dal basso all’interno della proposta AltraScuola. che continueranno a portare avanti in contrapposizione al ddl”.(AGI) .

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