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(AGI) – Roma, 11 ago. – “Nel merito si puo’ sempre fare qualcosa piu’ di sinistra” e “c’e’ ancora molto da fare” pero’ le cose fatte “per me sono cose di sinistra”. Lo rivendica Matteo Renzi nella rubrica delle lettere de L’Unita’. E aggiunge: “Me lo fai dire con una battuta scherzosa? L’unica cosa non di sinistra che abbiamo fatto e’ stata… vincere le elezioni”. “Qui – prosegue – c’e’ una sinistra che vince e che governa. Si puo’ fare meglio? Sempre. Ma se alziamo la testa e guardiamo a quello che accade in Europa dove la sinistra non vince nemmeno alla lotteria, forse dovremmo valorizzare di piu’ quello che stiamo facendo”. Il segretario del Pd, invece, non vuole entrare nella polemica tra Staino e Cuperlo: “Non entro nella discussione tra Sergio e Gianni. Per come conosco entrambi, credo che siano due persone di grande intelligenza che troveranno spazi e luoghi per continuare questa discussione”.

LAVORO

I dati diffusi ieri dall’Inps sul lavoro mostrano “risultati molto incoraggianti grazie anche alle politiche che abbiamo messo in campo con il Jobs act” anche se mostrano “una disparita’ tra regioni del centro nord e sud che ci riporta a quanto abbiamo detto nella recente direzione del Pd, sulla priorita’ da mettere sulle aree del mezzogiorno che vorrebbero correre, ma troppo spesso non si trovano nelle condizioni di farlo”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi.

EXPO

“Pensa a dove eravamo solo sei mesi fa: quanti scommettevano sul fallimento dell’Expo! Ricordi le incursioni di Grillo e dei deputati cinque stelle sul luogo del cantiere? Scommettevano sul fallimento dell’Italia come sempre. E invece abbiamo vinto noi, ha vinto l’Italia”. Lo sostiene Matteo Renzi. “Per me l’Expo e’ andata bene. O meglio: sta andando bene, perche’ e’ ancora lunga” ha aggiunto. “Quanti saranno i visitatori alla fine? Non lo so, faremo i conti dopo il 31 ottobre. Io so che dall’Expo sono passati e continueranno a passare – ha concluso il premier – decine di personalita’ di tutto il mondo. E milioni di cittadini che vogliono nutrire il pianeta valorizzando lo stile di vita italiano, i nostri prodotti e i nostri valori”.

RAI

“Questa retorica della societa’ civile da contrapporre al partito (come se il Pd fosse la societa’ incivile) per me e’ insopportabile”. Cosi’ Matteo Renzi, rispondendo sull’Unita’ a un lettore che chiede perche’ non siano stati nominati esponenti della societa’ civile nel Cda Rai da parte del Pd. “Non e’ che se uno non si e’ mai iscritto a un partito e’ societa’ civile e invece chi fa il militante alle feste dell’Unita’ o ha una tessera in tasca e’ incivile. Per anni anche i nostri leader hanno fatto passare questo messaggio, persino nel cda della Rai dove si sono scelte persone non esperte di comunicazione che avevano come grande merito essere appoggiate da movimenti e associazioni di societa’ civile”. Renzi apre poi una parentesi e afferma: “sono il segretario del piu’ grande partito politico europeo: non mi vergogno della mia gente, chiaro? O continuiamo con il meccanismo del passato per cui chi viene dai movimenti e dai girotondi e’ per definizione piu’ bravo di chi sta nei circoli o prende la tessera? Ma davvero vogliamo continuare a gettare la croce su chi ha come unico torto quello di iscriversi a un partito politico?”. Cio’ detto, per quanto riguarda la Rai, prosegue Renzi, “credo che i tre nomi votati dal Pd nelle persone di Guelfo Guelfi, Franco Siddi, Rita Borioni possano godere della tua stima perche’ professionisti capaci nel mondo della comunicazione, dell’informazione, della cultura. Che sono poi i tre aspetti prioritari per il Consiglio d’amministrazione della Rai. Faranno meglio di chi li ha preceduti, credimi. Questo sul fronte partito, ma vale anche e soprattutto per il Governo. Noi abbiamo indicato per la prima volta nella storia recente della Rai figure al vertice che vengono entrambe dalla televisione: Monica Maggioni, giornalista e Antonio Campo dall’Orto, manager di aziende televisive anche a livello internazionale, indicato dal Cda. Prima di tutto viene la competenza, dunque. E la Rai deve essere messa in condizione non solo di essere risanata sui conti, come e’ stato fatto, ma anche di essere rilanciata sui contenuti”. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 ago. – “Caro Sergio, non sono di gomma. Linguaggio e asprezza del giudizio lasciano il segno. Per parte mia fatico nell’accordarmi a toni che non siano di rispetto e conservo l’affetto per un’amicizia da non bruciare malgrado tutto”. Cosi’ Gianni Cuperlo, in una lettera all’Unita’, risopnde alle critiche rivoltegli dal papa’ di Bobo dalle colonne dello stesso giornale. Cuperlo premette: “trovo sbagliato datare la nascita del mondo a stamane e sbianchettare la storia”.

E aggiunge: “Non ho da difendere nulla perche’ non e’ indietro che voglio tornare. Fino dal giorno dopo la vittoria di Renzi non ci siamo tirati fuori”, “il mio problema non e’ far cadere il governo che sostengo. Il mio problema e’ quale Paese abbiamo in mente. E la domanda riguarda le ragioni di un partito e la sua natura”. Per questo sono giunte le critiche al premier e segretario Pd. “Una svolta serve e in questi mesi non siamo riusciti a fare cio’ che sarebbe stato necessario”. “In questi mesi cose buone il governo ha fatto e altre ne annuncia, ma lo stesso premier – nota Cuperlo – sostiene che non basta. E allora non e’ assurdo se da sinistra si chiede di avere piu’ radicalita’ e coraggio”.

“Ecco perche’ il mio cruccio non e’ Matteo Renzi. Il problema e’ dove siamo diretti e in nome di che. Spiegarlo conta perche’ se la risposta e’ condivisa anche le differenze tra noi non saranno traumi”. L’importante e’ che che ci sia ascolto vero, perche’ “senza stima reciproca, con campagne dal sapore denigratorio che sono piu’ facili da supportare per chi di piu’ potere dispone, ci si possa trovare distanti o separati senza neppure dirselo”. “Anche per questo sono per tenere il ponte levatoio abbassato e cercare quel pizzico di verita’ che c’e’ in ognuno di noi, anche in chi oggi e’ fuori da noi”.

“L’alternativa? C’e’. E’ ricostruire il campo largo di un centrosinistra civico, dove il Pd non basta a se stesso e che per questo diventa perno di una coalizione con altri”. Quanto alle riforme, “non sara’ una deriva autoritaria ma un enorme pasticcio si’. Tanto piu’ nel combinato con la nuova legge elettorale (e forse col senno del dopo non eravamo provocatori nel chiedere la possibilita’ mica l’obbligo di apparentamento al secondo turno). Con un Senato ne’ carne ne’ pesce e con uno squilibrio di poteri che e’ puro buon senso sanare. Come altri voglio la riforma e la voglio nel segno della fine del bicameralismo. Che altra prova dovremmo dare dopo che alla Camera non abbiamo votato l’articolo 2 ma in quell’Aula mutilata abbiamo comunque garantito a notte fonda il numero legale? Chiedo: si possono rimettere in ordine le cose? E non per l’interesse di una parte, ma nel nome di una idea dello Stato e della nostra democrazia”. “E allora facciamo un accordo serio su questo e marciamo spediti”.

A sostegno di Cuperlo e’ sceso in campo Roberto Speranza, leader della minoranza Dem. Nelle parole di Cuperlo, sottolinea Speranza, ” C’e’ dentro tutta la voglia di credere nel Pd senza rinunciare al proprio punto di vista”. “Spero siano da lezione per tanti che in queste ore affermano rozzamente che il problema del Pd sia chi la pensa diversamente dal segretario. E spero che chiudano questa fase di attacchi anche personali, fuori luogo in un confronto politico sui contenuti di una riforma che riguarda la democrazia e non chi e’ favorevole o contrario al governo che tutti noi sosteniamo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 ago. – “Nel merito si puo’ sempre fare qualcosa piu’ di sinistra” e “c’e’ ancora molto da fare” pero’ le cose fatte “per me sono cose di sinistra”. Lo rivendica Matteo Renzi nella rubrica delle lettere de L’Unita’. E aggiunge: “Me lo fai dire con una battuta scherzosa? L’unica cosa non di sinistra che abbiamo fatto e’ stata… vincere le elezioni”. “Qui – prosegue – c’e’ una sinistra che vince e che governa. Si puo’ fare meglio? Sempre. Ma se alziamo la testa e guardiamo a quello che accade in Europa dove la sinistra non vince nemmeno alla lotteria, forse dovremmo valorizzare di piu’ quello che stiamo facendo”. Il segretario del Pd, invece, non vuole entrare nella polemica tra Staino e Cuperlo: “Non entro nella discussione tra Sergio e Gianni. Per come conosco entrambi, credo che siano due persone di grande intelligenza che troveranno spazi e luoghi per continuare questa discussione”.

LAVORO

I dati diffusi ieri dall’Inps sul lavoro mostrano “risultati molto incoraggianti grazie anche alle politiche che abbiamo messo in campo con il Jobs act” anche se mostrano “una disparita’ tra regioni del centro nord e sud che ci riporta a quanto abbiamo detto nella recente direzione del Pd, sulla priorita’ da mettere sulle aree del mezzogiorno che vorrebbero correre, ma troppo spesso non si trovano nelle condizioni di farlo”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi.

EXPO

“Pensa a dove eravamo solo sei mesi fa: quanti scommettevano sul fallimento dell’Expo! Ricordi le incursioni di Grillo e dei deputati cinque stelle sul luogo del cantiere? Scommettevano sul fallimento dell’Italia come sempre. E invece abbiamo vinto noi, ha vinto l’Italia”. Lo sostiene Matteo Renzi. “Per me l’Expo e’ andata bene. O meglio: sta andando bene, perche’ e’ ancora lunga” ha aggiunto. “Quanti saranno i visitatori alla fine? Non lo so, faremo i conti dopo il 31 ottobre. Io so che dall’Expo sono passati e continueranno a passare – ha concluso il premier – decine di personalita’ di tutto il mondo. E milioni di cittadini che vogliono nutrire il pianeta valorizzando lo stile di vita italiano, i nostri prodotti e i nostri valori”.

RAI

“Questa retorica della societa’ civile da contrapporre al partito (come se il Pd fosse la societa’ incivile) per me e’ insopportabile”. Cosi’ Matteo Renzi, rispondendo sull’Unita’ a un lettore che chiede perche’ non siano stati nominati esponenti della societa’ civile nel Cda Rai da parte del Pd. “Non e’ che se uno non si e’ mai iscritto a un partito e’ societa’ civile e invece chi fa il militante alle feste dell’Unita’ o ha una tessera in tasca e’ incivile. Per anni anche i nostri leader hanno fatto passare questo messaggio, persino nel cda della Rai dove si sono scelte persone non esperte di comunicazione che avevano come grande merito essere appoggiate da movimenti e associazioni di societa’ civile”. Renzi apre poi una parentesi e afferma: “sono il segretario del piu’ grande partito politico europeo: non mi vergogno della mia gente, chiaro? O continuiamo con il meccanismo del passato per cui chi viene dai movimenti e dai girotondi e’ per definizione piu’ bravo di chi sta nei circoli o prende la tessera? Ma davvero vogliamo continuare a gettare la croce su chi ha come unico torto quello di iscriversi a un partito politico?”. Cio’ detto, per quanto riguarda la Rai, prosegue Renzi, “credo che i tre nomi votati dal Pd nelle persone di Guelfo Guelfi, Franco Siddi, Rita Borioni possano godere della tua stima perche’ professionisti capaci nel mondo della comunicazione, dell’informazione, della cultura. Che sono poi i tre aspetti prioritari per il Consiglio d’amministrazione della Rai. Faranno meglio di chi li ha preceduti, credimi. Questo sul fronte partito, ma vale anche e soprattutto per il Governo. Noi abbiamo indicato per la prima volta nella storia recente della Rai figure al vertice che vengono entrambe dalla televisione: Monica Maggioni, giornalista e Antonio Campo dall’Orto, manager di aziende televisive anche a livello internazionale, indicato dal Cda. Prima di tutto viene la competenza, dunque. E la Rai deve essere messa in condizione non solo di essere risanata sui conti, come e’ stato fatto, ma anche di essere rilanciata sui contenuti”. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 ago. – I dati diffusi ieri dall’Inps sul lavoro mostrano “risultati molto incoraggianti grazie anche alle politiche che abbiamo messo in campo con il Jobs act” anche se mostrano “una disparita’ tra regioni del centro nord e sud che ci riporta a quanto abbiamo detto nella recente direzione del Pd, sulla priorita’ da mettere sulle aree del mezzogiorno che vorrebbero correre, ma troppo spesso non si trovano nelle condizioni di farlo”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi, nella rubrica delle lettere su L’Unita’. .

(AGI) – Ruda (Udine), 11 ago. – “Con i sindacati ci sono rapporti alti e bassi ma credo che ci sia la giusta collaborazione. Forse a livello nazionale il meccanismo si e’ un po’ inceppato. Anche perche’ ho l’impressione che si chiede alla politica di cambiare ma questo cambiamento credo si debba venire dagli stessi sindacati, dalle categorie economiche e dalla classe dirigente che rappresenta questo Paese”. Lo ha detto alla Festa dell’Unita’ di Ruda (Udine) la vicesegretaria nazionale del Pd Debora Serracchiani rispondendo a una domanda sul deteriorato rapporto governo-sindacati. “Dico anche – ha aggiunto – che sono cambiati i tempi e i modi della concertazione. D’altro canto non mi sembra normale quello che e’ accaduto a Pompei con un’assemblea sindacale convocata all’ultimo minuto con i turisti sotto il sole per ore. Non mi sembra normale quello che e’ accaduto a Fiumicino. Secondo me – ha precisato – questo non puo’ accadere in un paese civile che vuole conquistare credibilita’. Quindi per carita’, fermo restando il diritto di sciopero, credo pero’ che ci sia la necessita’ di rivedere un po’ le regole del sindacato e anche la rappresentanza sindacale, nel senso che quando si convocano i rappresentanti sindacali per una qualsiasi vicenda non bastano piu’ le sedie, sono troppi: mi sembra che si e’ arrivati a tal punto che non si sa piu’ chi rappresenta chi. Quindi qui c’e’ anche l’esigenza da parte degli stessi grandi sindacati, di fare ordine. Soprattutto – aggiunge Serracchiani – se vogliamo mettere il lavoro al centro. Se viceversa il tema e’ difendere posizioni allora questo credo non sia interesse dei lavoratori. Inoltre – conclude Serracchiani – bisogna anche fare delle proposte e non dire sempre di ‘no’, ma di fronte al cambiamento dire anche qualche ‘si”. Talvolta ho l’impressione che questo sia un Paese in cui tanti hanno la voglia di cambiare, ma nello stesso tempo che a tanti vada bene cosi'”. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 ago. – “La questione essenziale e’ che non si lasci in piedi, attraverso l’elezione a scrutinio universale anche del Senato della Repubblica, la competenza di due istituzioni rappresentative della generalita’ dei cittadini, sottraendo al Senato solo (e a qul punto insostenibilmente!) il potere di dare la fiducia al governo”. Lo scrive l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che torna sul tema delle riforme in una lettera a ‘Repubblica’. “L’essenziale -sottolinea- e’ dar vita a un nuovo Senato che arricchisca la democrazia repibblicana dando ad esso la natura di un’istituzione finora assente che rappresenti le istituzioni territoriali. Altrimenti -spiega Napolitano- di fatto il superamento del bicameralismo paritario non ci sarebbe. Rimarrebbero intatti i fattori di fragilita’ e debole capcita’ deliberativa dell’esecutivo, si lascerebbe il Paese in quell’assoluta incertezza e tortuosita’ dei percorsi di approvazione delle leggi, che ha offerto spinte e alibi al degenerativo precipitare die rapporti Governo-Parlamento nella spirale dei decreti legge, dei voti di fiducia, dei maxiemendamenti e articoli unici”. Per Napolitano, “e’ dunque in discussione non uno schema astratto di riforma o un qualche puntiglio politico, bensi’ una esigenza vitale per un valido funzionamento, specie nell’attuale fase storica, del sistema democratico italiano”. L’ex capo dello Stato invita ad andare avanti: “Senza farsi dominare da quella ‘paura dei pericoli’ (evocata in una guizzante definizione di Gramsci), che puo’ solo far naufragare per l’ennesima volta nell’inconcludenza il necessario processo riformare. Si tenga ragionevolmente conto di cio’ -esorta Napolitno- nella liberta’ di collevare legittimamente, senza far polveroni, qualsiasi questione elativa a posizioni, questioni, modi di governare che riguardino il Presidente Renzi”. Il quale peraltro, osserva il senatore a vita, “era anni luce lontano dall’entrare nel firmamento politico quando la necessita’ e l’idea di una revisione costituzionale, relativa in particolare al superamento del bicamericalismo paritario venivano affermate da tutt’altre personalita’”. Napolitano poi assicura: “Non mi trovero’, per nessun aspetto, in una posizione imbarazzante rispetto a qualsiasi parere possa esprimere il Presidente Mattarella, in quanto in ogni caso mi rimettero’ con pieno rispetto all’autonomo esercizio del suo insindacabile mandato”. E qui, rispondendo alle polemiche di questi giorni, l’ex capo dello Stato respinge le analogie evocate “con strumentale e ridicola rozzezza, fra un altro Emerito di somma autorita’ spirituale e un ex presidente della Repubblica che la nostra Carta ha voluto senatore di diritto e a vita, ovvero membro attivo di un’istituzione parlamentare a cui possa dare in piena indipendenza il contributo della sua esperienza”. (AGI)

(AGI) – Roma, 10 ago. – Fallita la mediazione proposta dal capogruppo Luigi Zanda sui senatori eletti in un listino ad hoc, e rilanciata dal sottosegretario Pizzetti e dal ministro Martina (che torna ad invocare l’unita’ del partito), si riaccende oggi lo scontro interno al Pd sulle riforme: la minoranza dem, come spiega Gotor in un’intervista, non ha nessuna intenzione di cedere di un millimetro, mentre la maggioranza ostenta sicurezza e tira dritto. Anzi, proprio i dati forniti oggi dall’Inps sugli effetti del jobs act forniscono lo spunto al premier e ai renziani per rivendicare l’importanza delle riforme, unica strada per aiutare il Paese ad uscire dalla crisi, mentre altri si dedicano a produrre “valanghe di emendamenti”, e’ il commento del vice segretario Lorenzo Guerini. Lo stesso Matteo Renzi, nel sottolineare i risultati ottenuti grazie alla riforma del Lavoro, liquida le tensioni interne e le richieste della sinistra Pd con un laconico “tutto il resto e’ noia…”, prendendo in prestito dal Califfo il titolo di una sua vecchia canzone. “L’Italia riparte, con buona pace di chi si augurava il contrario”, aggiunge il presidente del Consiglio. Ma sono le parole del vicepresidente del partito, Matteo Ricci, a surriscaldare ulteriormente il clima. Ricci non offre altre vie d’uscita all’approvazione delle riforme: “Non mandarle avanti – mette in chiaro il vice presidente del partito – significa mettere termine a questa legislatura, lo sanno tutti”. E rivolgendosi direttamente alla minoranza Pd, Ricci spiega: “Vedremo a settembre al Senato chi vuole davvero cambiare il Paese e chi invece no. Alla minoranza Pd dico che il popolo della sinistra non vuole un Paese immobilizzato, la vostra battaglia e’ assurda”. Insomma, Ricci e’ categorico: “Tornare indietro e’ difficile, vedremo se ci potranno essere ulteriori elementi di mediazione, ma non si puo’ stravolgere il testo e giustamente Renzi su questo non arretra perche’ sarebbe una riforma monca”. Il senatore della minoranza, Federico Fornaro, invita pero’ il premier a “non ascoltare i cattivi consiglieri, e apra al Senato elettivo”. In questo modo, garantisce Fornaro, “si approverebbero le riforme con una larghissima maggioranza”. Alla battaglia della minoranza dem si aggiungono anche le opposizioni, con i 5 Stelle che insistono sul dimezzamento del numero dei senatori, eletti direttamente dal popolo. Sel, con Arturo Scotto, esorta il governo a non occuparsi di una materia che e’ prettamente parlamentare: “i renziani sotto l’ombrellone leggano un manuale di diritto costituzionale”. Ma e’ soprattutto Forza Italia, i cui voti a palazzo Madama sarebbero determinanti per approvare il ddl Boschi senza la minoranza dem, a dettare le condizioni: “Noi ci siamo se c’e’ il Senato elettivo e il premio di maggioranza alla coalizione”, dice Daniela Santanche’. E il capogruppo Renato Brunetta precisa: qualsiasi intesa va fatta “alla luce del sole” e “senza intermediari”. Ebbene, se “Renzi dichiara subito questa volonta’” FI e’ pronta a votare le riforme, ma sia chiaro servono “aperture sostanziali di Renzi”. Ovvero, puntualizza ulteriormente Il Mattinale, “il metodo non sara’ mai piu’ quello del patto del Nazareno, con i due forni di Renzi”. Area Popolare, con Gaetano Quagliariello, non nega che al Senato “i numeri ballano”, e cosi’ invita la maggioranza a guardare ai voti non solo di FI, ma anche dei tosiani e dei fittiani: “serve un accordo istituzionale, non un compromesso politico”. Fitto, pero’ chiude la porta: “per noi la via maestra e’ l’abolizione secca del Senato o, in alternativa, un Senato eletto direttamente. Intanto, il Senato fa sapere che il 24 agosto gli oltre 513 mila emendamenti al ddl Boschi saranno pronti per la tipografia. (AGI) .

(AGI) – Roma, 10 ago. – “Non mandare avanti le riforme costituzionali significa mettere termine a questa legislatura, lo sanno tutti”. Lo afferma Matteo Ricci, vicepresidente del Pd, ai microfoni di Sky Tg24. Per Ricci “e’ una vergogna” presentare un numero cosi’ elevato di emendamenti, spiega riferendosi anche alla posizione assunta dalla minoranza Pd. “Se dopo un anno e mezzo e due votazioni favorevoli” del ddl Boschi “si presentano 500 mila emendamenti significa solo vergognosamente voler fermare il cambiamento e non significa certo discutere nel merito, che si potrebbe fare se si presentassero pochi emendamenti”. (AGI) .

(AGI) – CdV, 10 ago. – nuovo scontro tra Vaticano e Lega Nord sul tema dell’immigrazione. Oggi e’ intervenuto il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, che pur senza citare espressamente Salvini e Grillo, qualifica i leader politici che in questi giorni hanno affermato la necessita’ di piu’ efficaci restrizioni all’ingresso in Italia di nuovi immigrati e profughi come “piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse!”.

“Come italiani – ha aggiunto Galantino – dovremmo un poco di piu’ imparare a distinguere il ‘percepire’ dal reale”.

Replica il segretario del Carroccio, Matteo Salvini: “Chi difende questa invasione clandestina, che sta rovinando l’Italia, o non capisce o ci guadagna. Non si tratta di essere cattolici o no, si tratta di buonsenso. Sono felice del sostegno che arriva, a me e alla Lega, da tante donne e uomini di Chiesa senza le fette di salame sugli occhi e le tasche piene!”.

Intanto Forza Italia propone “una sorta ‘check point’ dove l’ambulante debba mostrare il titolo di soggiorno e le autorizzazioni per lavorare come tale”, ha spiegato Giorgio Silli, responsabile nazionale immigrazione di Forza Italia, che in una nota aggiunge: “A norma deve corrispondere sanzione. Quando si e’ in uno Stato di diritto degno di questo nome, il rispetto delle norme deve essere verificato costantemente e non lasciato al caso, soprattutto quando i numeri non lo permettono”.

Nel frattempo la Ue ha approvato 23 programmi pluriennali fino al 2020 per un totale di 2,4 miliardi di euro (parte dei 7 miliardi stanziati fino al 2020 in materia di sicurezza e immigrazione) a sostegno dei Paesi membri che debbono affrontare in prima linea l’impatto delle ondate di immigrati che sbarcano sul loro territorio. All’Italia sono stati assegnati 557 milioni suddivisi in due programmi: Asylum Migration ed Integration Fund (Amif) e l’Internal Security Fund. Lo ha reso noto il commissario Ue all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos. ((AGI) .

(AGI) – Roma, 10 ago. – “Sarebbe utile, se non indispensabile, una sorta di controllo fisso sulla spiaggia, una sorta di ‘check point’ dove l’ambulante debba mostrare il titolo di soggiorno e le autorizzazioni per lavorare come tale”. E’ la proposta lanciata da Giorgio Silli, responsabile nazionale immigrazione di Forza Italia, che in una nota spiega: “A norma deve corrispondere sanzione. Quando si e’ in uno Stato di diritto degno di questo nome, il rispetto delle norme deve essere verificato costantemente e non lasciato al caso, soprattutto quando i numeri non lo permettono”. “Chiunque villeggi al mare, da ogni parte d’Italia, si sara’ reso conto che il fenomeno degli ambulanti sulle spiagge, i cosiddetti volgarmente ‘vu cumpra” e’ aumentato vertiginosamente – prosegue il responsabile immigrazione di FI – tanto da essere diventato insopportabile. Ogni 5 minuti, dico 5, sei costretto, nel migliore dei casi, a sorridere ed a dire ‘no grazie’. Al di la’ del disturbo che possono arrecare, mi viene da domandarmi di che titolo di soggiorno la maggior parte di essi sia in possesso. Il governo continua a gestire il fenomeno migratorio in maniera quasi goliardica, ed il fenomeno degli sbarchi con l’ideologia dell’accoglienza a tutti i costi e questi sono i risultati, tangibili nella vita di tutti i giorni dell’italiano medio. Per avere un permesso di soggiorno vi e’ la necessita’ di un contratto di lavoro, mi domando di chi siano dipendenti costoro. Presumibilmente sono clandestini o comunque irregolari. Bene ha fatto il sindaco di Pietrasanta a chiedere la presenza di militari come deterrente. Aggiungo che sarebbe utile, se non indispensabile, una sorta di controllo fisso sulla spiaggia, una sorta di ‘check point’ dove l’ambulante debba mostrare il titolo di soggiorno e le autorizzazioni per lavorare come tale”, conclude Silli. .

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