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(AGI) – Roma, 5 lug. – Martedi’ si dovrebbe tenere un summit dei leader europei dopo l’esito del referendum greco. Lo confermano fonti del governo italiano che sottolineano come non sarebbe estranea la spinta italiana per uscire dal format franco-tedesco. Renzi lo avrebbe detto chiaro e tondo a Francia e Germania: non serve un formato a due, ci vuole un coinvolgimento dei leader e delle istituzioni europee .

(AGI) – Roma, 5 lug. – “I cittadini greci hanno preso oggi, con il referendum, una decisione della quale occorre, in primo luogo, prendere atto con rispetto. Una decisione, tuttavia, che proietta, oltre ad Atene, la stessa Unione Europea verso scenari inediti, che richiederanno a tutti, sin d’ora, senso di responsabilita’, lungimiranza e visione strategica”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Quella stessa visione che ha condotto diciannnove Paesi all’adozione di una moneta comune, con la cessione di sovranita’ liberamente e consapevolmente scelta da parte di ciascuno stato aderente, sapendo che ogni modifica delle sue regole passa attraverso una discussione collegiale tra pari. La Grecia – scrive NMatarella – fa parte dell’Europa e, nei confronti del suo popolo, non deve venir meno la solidarieta’ degli altri popoli dell’Unione. Questi saranno certamente, nei prossimi giorni, i principi ispiratori dell’azione dell’Italia e mi auguro anche dei rappresentanti del popolo greco, degli altri partners europei e delle Istituzioni dell’Unione”. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 lug. – Da domani “si dovra’ tornare a parlare”, qualunque sia il risultato del referendum greco, “e la prima a saperlo e’ proprio Angela Merkel”. Lo afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi, secondo il quale, “quando finalmente terminera’ la discussione greca, ci occuperemo della crescita e degli investimenti” in Europa.

In una intervista, il premier ha ribadito che “il lavoro fatto in questi mesi mette l’Italia in condizioni diverse rispetto al passato. Non siamo piu’ sul banco degli imputati”.

Renzi sottolinea che un Paese cosi’ importante, la Grecia, “non puo’ finire cosi'”, ma “ovviamente e’ impossibile salvare la Grecia senza l’impegno del governo greco: la riforma delle pensioni, la lotta all’evasione, il nuovo mercato del lavoro dipendono da loro”. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 lug. – “Siamo qui per fare un partito politico, chiamiamo le cose con il loro nome. Vogliamo essere, assieme ad altri, un affluente di un fiume che vuole misurarsi con una prospettiva di governo”. Lo ha detto ieri Stefano Fassina nel suo intervento conclusivo alla convention al teatro Palladium di Roma.

“Oggi celebriamo l’indipendenza da una sinistra rassegnata e subalterna, chiusa alla partecipazione di uomini e donne, vincente senza vittoria”, aveva detto Fassina aprendo i lavori. “Siamo qui – ha spiegato – perche’ vogliamo tentare di ricostruire una connessione con le tante domande rimaste senza risposte da parte della politica”.

“Renzi non e’ un usurpartore del Pd ma l’interprete estremo della subalternita’ culturale della sinistra italiana”, ha detto Fassina. “Il Pd – ha sostenuto – e’ un ‘non partito’ regolato dalla democrazia plebiscitaria dello statuto e regolato dai cromosomi del Lingotto… E’ stato doloroso lasciare il Pd – ha spiegato – lasciato non per azioni contingenti o per interessi ma per ragioni di fondo. Se avessimo voluto conservare le poltrone avremmo seguito strade piu’ felici. Siamo consapevoli di rischi ma noi tra il Pd e un popolo democratico abbandonato dal Pd, abbiamo scelto il popolo democratico. Noi – ha sottolineato – non e’ uno spazio chiuso ma aperto e accogliente. Questa e’ una scelta di vita”.

“Oggi si incontrano tanti uomini e donne che hanno lasciato il Pd perche’ il Pd ha abbandonato il suo popolo. Parte un cammino in tante citta’, in tanti territori. Ci sara’ Sel. Ci incontreremo con Sel nel prossimo autunno per avviare un percorso comune”, ha spiegato. “Civati – ha detto ancora l’ex dem – e’ parte integrante di questo percorso insieme ad altri movimenti, associazioni, liste civiche che sono nate in questi mesi nei territori e tutti insieme lavoreremo poi per un soggetto politico unitario di una sinistra di governo capace di costruire un’agenda alternativa”. “Vogliamo evitare la sindrome di Jep Gambardella… che, secondo la descrizione del bravissimo attore che l’ha interpretato nella ‘Grande Bellezza’ Tony Servillo, e’ ‘un vuoto in cerca di contenitore’. Ecco, noi non vogliamo questa sindrome”, ha aggiunto Fassina, concludendo il suo intervento citando Edoardo Bennato e la celebre canzone ‘L’isola che non c’e”. “E ti prendono in giro se continui a cercarla – ricorda Fassina ripetendo il testo della canzone – ma non darti per vinto perche’, chi ci ha gia’ rinunciato e ti ride alle spalle, forse e’ ancora piu’ pazzo di… noi”. E conclude: “Sono convinto che possiamo insieme, da qua, raggiungere l’isola che non c’e'”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 lug. – Per la magistratura “cogliere e prevedere le conseguenze delle decisioni giudiziarie non puo’ piu’ essere un tabu'”. Lo scrive il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, in una lettera pubblicata oggi dal ‘Corriere della Sera’, nell’ambito del dibattito scaturito dalle vicende Ilva e Fincantieri. “Se sulla magistratura si riversano maggiori aspettative e domande – aggiunge Legnini – occorre che essa orienti sempre piu’ le sue decisioni a ponderazione, specializzazione e piena consapevolezza della forte incidenza della giurisprudenza sul caso concreto e sul sistema in generale. Cosi’, cogliere e prevedere le conseguenze delle decisioni giudiziarie, il loro impatto sull’economia e sulla societa’ non puo’ piu’ essere considerato un tabu'”. Le decisioni di un giudice, rileva ancora il numero due di Palazzo dei Marescialli, “producono conseguenze sistemiche, egli non puo’ mai prescindere dalla previsione degli effetti del proprio rendere giustizia” e pertanto “occorre farsi carico, con l’istituto della motivazione, di dar conto delle ragioni che inducono a scegliere una soluzione concreta a discapito delle altre”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 lug. – Da domani “si dovra’ tornare a parlare”, qualunque sia il risultato del referendum greco, “e la prima a saperlo e’ proprio Angela Merkel”. Lo afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi, secondo il quale, “quando finalmente terminera’ la discussione greca, ci occuperemo della crescita e degli investimenti” in Europa. In una intervista al Messaggero, il premier ha ribadito che “il lavoro fatto in questi mesi mette l’Italia in condizioni diverse rispetto al passato. Non siamo piu’ sul banco degli imputati”. Renzi sottolinea che un Paese cosi’ importante, la Grecia, “non puo’ finire cosi'”, ma “ovviamente e’ impossibile salvare la Grecia senza l’impegno del governo greco: la riforma delle pensioni, la lotta all’evasione, il nuovo mercato del lavoro dipendono da loro”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 lug. – “L’Italia non ha paura di conseguenze specifiche sul nostro paese: 3 o 4 anni fa eravamo il problema insieme alla Grecia, eravamo compagni di sventura, adesso non e’ piu’ cosi’ grazie alle riforme e alla ripartenza dell’economia. Noi siamo dalla parte di quelli che cercano di risolvere il problema, non siamo piu’ il problema”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi al Tg5.

“Anche i denari messi da parte per la Grecia – ha spiegato – gia’ sono computati nel conto del debito. Quindi, gli italiani non devono avere paura. Certo c’e’ una questione politica, la situazione e’ complessa: ma smettiamo di raccontare l’Italia come il malato d’Europa. Non siamo piu’ il malato d’Europa”. Quanto alla lotta al terrorismo, il premier ha spiegato che “il presidente Obama ci telefona per farci i complimenti, e in Italia scoppiano le polemiche. Ma come e’ possibile?”. (AGI)

(AGI) – Palermo, 4 lug. – La tesissima e lunga riunione della direzione del Pd siciliano si e’ conclusa questa sera con l’approvazione della relazione e della proposta del segretario Fausto Raciti che da’ meno di un mese di tempo per verificare se e’ possibile proseguire l’esperienza del governo Crocetta, travolto dalle dimissioni di tre suoi assessori, dall’emergenza finanziaria e dallo stallo sulle riforme. Oppure se si tratta di costruire un percorso che conduca al voto. Insomma, la prospettiva del ritorno alle urne, dopo la giornata di oggi, assume una consistenza molto piu’ solida; l’ipotesi e’ stata messa sul tavolo con forza anche dal sottosegretario Davide Faraone. E non e’ stato il solo. La direzione ha dato mandato a Raciti di confrontarsi con il governatore e con gli alleati. E poi di riferire l’esito di questa riflessione, in cui saranno certamente coinvolti il partito nazionale e il governo centrale, all’assemblea del Pd che sara’ convocata per fine luglio. Secondo Raciti “e’ entrato in crisi non solo il governo, ma il patto su cui si reggeva. Il Pd deve pensare a una fase nuova e di certo la Giunta Crocetta non puo’ essere lo strumento per perdere consensi”. Crocetta, da parte sua, aveva spiegato di non volere “essere un problema per il partito” e che se questo glielo chiedesse si dimetterebbe. E Raciti gli ha rimproverato di avere eluso nel corso del suo doppio intervento i problemi posti, nonche’ l’assenza di analisi e di soluzioni. “Oggi – ha detto – tutti gli scenari sono aperti”. .

(AGI) – Roma, 4 lug. – “Siamo qui per fare un partito politico, chiamiamo le cose con il loro nome. Vogliamo essere, assieme ad altri, un affluente di un fiume che vuole misurarsi con una prospettiva di governo”. Lo ha detto Stefano Fassina nel suo intervento conclusivo alla convention al teatro Palladium di Roma.

“Oggi e’ il 4 luglio e non e’ solo la festa dell’indipendenza degli Stati Uniti. Oggi celebriamo l’indipendenza da una sinistra rassegnata e subalterna, chiusa alla partecipazione di uomini e donne, vincente senza vittoria”, aveva detto Fassina aprendo i lavori. “Siamo qui – ha spiegato – perche’ vogliamo tentare di ricostruire una connessione con le tante domande rimaste senza risposte da parte della politica”. “Renzi non e’ un usurpartore del Pd ma l’interprete estremo della subalternita’ culturale della sinistra italiana”, ha detto Fassina. “Il Pd – ha sostenuto – e’ un ‘non partito’ regolato dalla democrazia plebiscitaria dello statuto e regolato dai cromosomi del Lingotto… E’ stato doloroso lasciare il Pd – ha spiegato – lasciato non per azioni contingenti o per interessi ma per ragioni di fondo. Se avessimo voluto conservare le poltrone avremmo seguito strade piu’ felici. Siamo consapevoli di rischi ma noi tra il Pd e un popolo democratico abbandonato dal Pd, abbiamo scelto il popolo democratico. Noi – ha sottolineato – non e’ uno spazio chiuso ma aperto e accogliente. Questa e’ una scelta di vita”. “Oggi si incontrano tanti uomini e donne che hanno lasciato il Pd perche’ il Pd ha abbandonato il suo popolo. Parte un cammino in tante citta’, in tanti territori. Ci sara’ Sel. Ci incontreremo con Sel nel prossimo autunno per avviare un percorso comune”, ha spiegato. “Civati – ha detto ancora l’ex dem – e’ parte integrante di questo percorso insieme ad altri movimenti, associazioni, liste civiche che sono nate in questi mesi nei territori e tutti insieme lavoreremo poi per un soggetto politico unitario di una sinistra di governo capace di costruire un’agenda alternativa”. “Vogliamo evitare la sindrome di Jep Gambardella… che, secondo la descrizione del bravissimo attore che l’ha interpretato nella ‘Grande Bellezza’ Tony Servillo, e’ ‘un vuoto in cerca di contenitore’. Ecco, noi non vogliamo questa sindrome”, ha aggiunto Fassina, concludendo il suo intervento citando Edoardo Bennato e la celebre canzone ‘L’isola che non c’e”. “E ti prendono in giro se continui a cercarla – ricorda Fassina ripetendo il testo della canzone – ma non darti per vinto perche’, chi ci ha gia’ rinunciato e ti ride alle spalle, forse e’ ancora piu’ pazzo di… noi”. E conclude: “Sono convinto che possiamo insieme, da qua, raggiungere l’isola che non c’e'”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 lug. – “Siamo qui per fare un partito politico, chiamiamo le cose con il loro nome. Vogliamo essere, assieme ad altri, un affluente di un fiume che vuole misurarsi con una prospettiva di governo”. Lo ha detto Stefano Fassina nel suo intervento conclusivo alla convention in corso al teatro Palladium. (AGI) .

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