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(AGI) – Genova, 9 mag. – “Io giovane? E’ una bugia garbata ma rimane una bugia”. Cosi’ Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, durante un comizio elettorale a Genova. Quando l’ex premier ha detto dal palco “saro’ ancora utile al paese, anche alla mia veneranda eta’”, allora un simpatizzante in sala gli ha gridato “sei giovane!”. Alla risposta di Berlusconi e’ scoppiato un grande applauso. In prima fila era seduta anche la compagna dell’ex premier, Francesca Pascale, al suo fianco anche durante il pranzo in un ristorante del centro cittadino. Entrando nel locale, a chi le ha domandato se il partito si ricompattera’ attorno a Berlusconi, Pascale ha risposto: “il partito non e’ mai stato diviso. Chi si e’ sentito fuori dal partito evidentemente – ha concluso – non condivide piu’ i programmi di Silvio Berlusconi”. .

(AGI) – Roma, 9 mag. – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha parlato questa mattina con Sandro Ruotolo, il giornalista sotto scorta dopo le minacce ricevute dalla camorra. Con la sua solidarieta’ e vicinanza, il premier ha espresso all’inviato della trasmissione di Michele Santoro anche la considerazione del governo per tutti i giornalisti che ogni giorno con il loro lavoro e la denuncia aiutano a combattere contro le mafie e la criminalita’ organizzata. (AGI)

(AGI) – Genova, 9 mag. – Dopo aver vinto le primarie, Matteo Renzi “si e’ catapultato a Palazzo Chigi e oggi impone la sua volonta’ e i suoi provvedimenti con una autorita’ e una violenza mai viste nella storia del Parlamento italiano”. Cosi’ il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, durante un comizio elettorale a Genova per sostenere la candidatura a presidente della Regione Liguria di Giovanni Toti. “Abbiamo subito quattro colpi di stato in 20 anni – ha aggiunto Berlusconi – e oggi siamo al terzo governo non eletto dal popolo, con a capo c’e’ un signore che non e’ stato votato nemmeno per sedere in Parlamento”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 9 mag. – “Ricordare significa anche non rassegnarsi mai nella ricerca della verita’”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del “Giorno della Memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, ha rilasciato una dichiarazione nella quale afferma: “Ricorre oggi il giorno della memoria delle vittime dei tanti terrorismi che hanno insanguinato l’Italia per lunghi e dolorosi anni. La distanza temporale con quei tragici avvenimenti non deve attenuare il ricordo e la gratitudine per chi, servitore dello Stato o semplice cittadino, ha perso la vita a causa di disegni perversi e folli, pervasi di odio e di sopraffazione”. “Trovo pertanto di grande interesse la proposta di un memoriale di tutte le vittime del terrorismo in Italia” ha detto ancora il Capo dello Stato. “Ricordare significa anche non rassegnarsi mai nella ricerca della verita’. Desidero rivolgere un pensiero particolare alla memoria di quei tanti giovani, di qualunque orientamento, che hanno avuto la vita spezzata dalla violenza politica, che e’ sempre esecrabile. Il terrorismo ha lasciato nei familiari delle vittime ferite profonde. Vorrei dire a tutti coloro che hanno perso un genitore, un compagno, un figlio, un fratello o un amico che sono loro vicino, con comprensione e solidarieta’”. (AGI)

(AGI) – Salerno, 8 mag. – Per i giudici della seconda sezione del Tar della Campania, Vincenzo De Luca e’ candidabile e “non potrebbe in alcun modo fondatamente sostenersi” che “in quanto condannato con sentenza non definitiva, versi in una ipotesi di incandidabilita’”. Il ricorso presentato dai parlamentari del Movimento Cinque Stelle si fondava sulla incandidabilita’ dell’ex sindaco di Salerno in quanto condannato in primo grado per abuso di ufficio e quindi sospeso da qualsiasi carica pubblica in applicazione della legge Severino. Nelle motivazioni della sentenza il Tar sottolinea invece che presupposto per le cause di incandidabilita’ e’ costituito da “provvedimento di natura definitiva: condanna definitiva, provvedimento definitivo di applicazione della misura di prevenzione”. Per i giudici del Tar la legge Severino stabilisce che le condanne “quando non sono definitive costituiscono causa di semplice sospensione di diritto dalla carica (nel caso di condanna a una pena non inferiore a due anni di reclusione per un delitto non colposo, dopo l’elezione o la nomina, e’ pero’ necessario che la sentenza di primo grado sia stata confermata in appello); lo stesso vale per l’applicazione della predetta misura di prevenzione che avvenga con provvedimento non definitivo. La situazione di sospensione dalla carica – sostengono i giudici – siccome legata ad un provvedimento non definitivo, e’ anch’essa intrinsecamente provvisoria, essendo destinata a far posto alla decadenza dalla carica stessa, qualora intervenga il passaggio in giudicato della sentenza di condanna o divenga definitivo il provvedimento che applica la misura di prevenzione”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 mag. – Vince Cameron, il Labour e’ in crisi, per Matteo Renzi e’ una conferma delle sue tesi. “Dalla Liguria a tutta Europa c’e’ un solo Pd, ma ci sono due sinistre”, spiega da Genova, dove e’ venuto ad appoggiare la candidatura della fedelissina Lella Paita alla presidenza regionale, “una a cui piace cambiare e una a cui piace perdere”. Logicamente, la prima e’ la sua, la seconda l’opposizione interna al Pd, che con la partenza di Pippo Civati e’ divenuta opposizione tout-court. Giro a marce forzate, oggi, per il Presidente del Consiglio, tra Firenze, Aosta e Genova. E’ pero’ in quest’ultima citta’ che si lascia andare alle confessioni piu’ sapide. “In Inghilterra oggi Cameron ha vinto le elezioni, e ha preso la maggioranza dei seggi, con il 36 per cento dei voti”, sottolinea, “In Italia, con l’Italicum, con il 36 per cento si va al ballottaggio. Quanta superficialita’ e studiata disinformazione c’e’ stata nel dibattito sulla legge elettorale, tanto che si e’ parlato di deriva autoritaria”. Superficialita’ che ravvisa anche nelle accuse di chi lo descrive come promotore di una svolta autoritaria, proprio grazie alla nuova legge elettorale. Soprattutto se quel qualcuno e’ un capogruppo di Forza Italia alla Camera: Brunetta ha detto che siamo in mezzo al fascismo, l’altro giorno, ma utilizzare quel riferimento significa profanare la memoria di chi e’ morto”. Tutt’altro. Semmai e’ vero il contrario, perche’ per se’ Renzi ritaglia il ruolo dell’innamorato della politica. “L’idea che la politica sia una cosa brutta per addetti ai lavori, che cambiano i partiti ma non le cose da fare”, quasi si indigna, “Noi non ci rassegniamo a questa idea, siamo convinti che la politica debba essere una cosa bella”. Poi ribadisce: “Io penso che fare politica non sia quella schifezza che ci e’ stata raccontata, ma che sia servire le persone che hanno piu’ bisogno. Una cosa che fa allargare il cuore alle persone”. Altro che la sinistra che perde, come quella di Milliband. (AGI) .

(AGI) – Salerno, 8 mag. – “Ancora una volta il Tar Campania mi da’ ragione, respingendo il ricorso del Movimento 5 Stelle e confermando che Vincenzo De Luca e’ candidato legittimamente, verra’ eletto legittimamente e governera’ legittimamente”. E’ quanto scrive sulla sua bacheca Facebook, Vincenzo De Luca, candidato del Pd alle elezioni regionali, in merito alla sentenza del Tar Campania che ha respinto il ricorso del Movimento Cinque Stelle sulla sua incandidabilita’ in base alla legge Severino. (AGI) .

(AGI) – Salerno, 8 mag. – Il Tar della Campania ha respinto il ricorso del Movimento Cinque Stelle sulla incandidabilita’ di Vincenzo De Luca alla carica di presidente della Regione. Il ricorso e’ stato dichiarato infondato dal collegio composto dal presidente Gabriele Nunziata e dai consiglieri Francesco Guarracino e Brunella Bruno. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 mag. – La decisone non e’ presa in Aula, ma dagli uffici di presidenza dei due rami del Parlamento, e la cosa non piace a tutti. Ma adesso la decisione e’ presa e, con grande soddisfazione dei presidenti Pietro Grasso e Laura Boldrini, si stabilisce che deputati e senatori colpiti da condanne superiori ai due anni, per reati di mafia terrorismo e contro la pubblica amministrazione, perderanno il vitalizio. Che poi e’ la pensione per gli anni in cui si e’ seduti a Montecitorio e Palazzo Madama. Un appannaggio che risulta abolito per le legislature future, per tutti: condannati e no.

 

“Una bella giornata”, commenta una Boldrini raggiante. La pensano piu’ o meno come lei Pd, Scelta Civica, Fdi e Sel.

 

Forza Italia no: ha abbandonato i lavori non partecipando al voto.

 

 

 

La stessa cosa, ma per motivazioni opposte, che fanno i grillini. Per loro e’ troppo poco, come per Fi e’ troppo. “C’e’ sempre qualcuno che dice ‘si poteva fare di piu”, ma finora mai nessuno era riuscito a fare questo”, ribatte da lontano Boldrini, che ha in mente anche la Lega. Poi a Roma, di fronte a Montecitorio, piomba Grillo e i toni si innalzano. Per lui e’ tutta una porcata, una legge col trucco incorporato.

Anche la sola parola ‘vitalizio’ scatena in lui l’orrore. Per Laura Boldrini ha parole appena piu’ leggere, per Mattarella sarcasmo legato all’Italicum. Che poi, aggiunge, e’ una legge che fa piu’ comodo al M5S che non a chi l’ha voluta. E con quest’ultima osservazione ci si ricorda che siamo nel pieno della campagna elettorale per le regionali. Che, a sentir Grillo, in fondo sono inutili. Tanto lui le regioni le vorrebbe abolire. Altro che risparmio sui vitalizi.(AGI)

(AGI) – Roma, 8 mag. – Il governo e’ “irresponsabile” perche’ tre giorni dopo lo sciopero e le manifestazioni dei lavoratori della scuola contro la riforma non ha ancora convocato i sindacati. Cosi’ una nota unitaria di Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, nella quale si avverte anche che “la mobiltazione continuera’ in tutte le realta’ territoriali fino a coinvolgere le attivita’ di scrutinio finale”. “Quello di martedi’ 5 maggio – si legge nel comunicato – e’ stato lo sciopero piu’ partecipato del personale della scuola. Anche la Funzione Pubblica ne ha certificato la portata. Quasi l’80% del personale della scuola ha rinunciato ad una giornata di lavoro, ha partecipato alle manifestazioni, per far sentire forte la protesta nei confronti del provvedimento ora all’esame della Camera. La partecipazione delle famiglie, di tante associazioni e degli studenti, gli attestati di solidarieta’, hanno mostrato come il tema della scuola e il rispetto per chi la fa funzionare, sia fortemente sentito come fondante per il nostro Paese. Dopo tre giorni e’ irresponsabile da parte del Governo ? che avrebbe dovuto rispondere immediatamente ad una protesta cosi’ ampia del mondo della scuola e al segnale chiaro di uno sciopero cosi’ partecipato ? non aver convocato i sindacati che hanno indetto lo sciopero per affrontare i tre punti chiari che sono stati posti: precari, superpoteri al dirigente, tutele contrattuali e rinnovo del contratto nazionale. Tre giorni durante i quali sono continuate le proteste nelle scuole, proprio in una fase delicatissima dell’anno scolastico. Ora e’ urgente una convocazione da parte del governo”. “Non si puo’ ignorare – continua la noat dei sindacati – che lo sciopero del 5 maggio ha confermato che sul disegno di legge non c’e’ il consenso del Paese e del mondo della scuola e senza scelte condivise non si puo’ migliorare la qualita’ del sistema di istruzione e formazione. In merito agli emendamenti che la Commissione Cultura della Camera sta predisponendo, e che ci sono stati annunciati nel corso dell’incontro con il Partito democratico, seguiremo con attenzione tutti gli esiti ribadendo la necessita’ che ci siano radicali cambiamenti del testo del disegno di legge”. Intanto, agiunge il sindacato, “abbiamo attivato una campagna capillare di informazione nelle scuole, attraverso le Rsu di tutti i sindacati scuola, per coinvolgere il personale della scuola sugli esiti del confronto e del dibattito parlamentare. Continueremo la mobilitazione in tutte le realta’ territoriali con iniziative che coinvolgeranno le istituzioni locali, le rappresentanze politiche, la cittadinanza, che facciano sentire le ragioni di merito che sono alla base della proteste dei sindacati su precariato del personale ata e docente, superpoteri al dirigente come figura monocratica e contrattazione. Sulle criticita’ del disegno di legge abbiamo inviato ripetutamente alle forze politiche e al Governo le nostre proposte. In assenza di adeguate risposte – conclude la nota – la mobilitazione continuera’ fino a coinvolgere le attivita’ di scrutinio finale”.(AGI) .

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