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(AGI) – Roma, 2 ott. – Volano gli stracci nell’Aula di Palazzo Madama fra i verdiniani e M5S. Il tutto scatenato da un gesto del senatore Lucio Barni nei confronti della senatrice M5S Barbara Lezzi. Un gesto sessista molto volgare, riferiscono i penatastellati, che ha scatenato la dura protesta trasversale delle senatrici. “Porco, maiale”, ha subito urlato Paola Taverna verso Barani fra le urla dei grillini. “Faremo gli accertamenti dovuti”, ha replicato Grasso, “e’ materia disciplinare che va trattata dal consiglio di presidenza”, quindi ha sospeso l’Aula per dieci minuti. “In questa Aula parlano cani e porci e parliamo anche noi”, ha detto Barbara Lezzi intervenendo in Aula e sottolineando che Barani non ha chiesto scusa per il gesto , scuse che solo lei, a cui il gesto era rivolto, poteva decidere se accettare. Per la Lega Nord ha preso la parola Erika Stefani sottolineando che il gesto in questione offende tutte le donne e chiedendo “uno scatto di orgoglio” da tutti i gruppi perche’ questi sono gesti che vanno allontanati. Dal Pd anche Valeria Fedeli e Cecilia Guerra hanno stigmatizzato l’accaduto chiedendo approfondimenti, ne’ meno indignazione ha mostrato Cinzia Bonfrisco. Barani , in Aula, ha detto di essere stato mal interpretato. A raccontare da vicino al presidente Grasso l’accaduto ci ha pensato, con ogni probabilita’, il forzista Domenico Scilipoti che si e’ alzato dal suo posto per arrivare allo scranno del presidente e parlargli all’orecchio.(AGI) Poco prima che scoppiasse la bagarre, l”Aula del Senato aveva bocciato un emendamento all’articolo 2 presentato dai fittiani. Ma per la prima volta la maggioranza e’ scesa sotto quota 161, ovvero la maggioranza assoluta. I voti sull’emendamento dei Conservatori e Riformisi ha visto restringersi i numeri della maggioranza, che e’ scesa a 157 voti. I voti favorevoli sono stati 105. (AGI) .

(AGI) – Roma, 2 ott. – “Con la seduta comune di ieri si sono esaurite le votazioni che richiedono quorum di maggioranza diversi per l’elezione dei giudici costituzionali da tempo mancanti. Mi auguro che il Parlamento provveda, con la massima urgenza, a questo doveroso e fondamentale adempimento, a tutela del buon funzionamento e del prestigio della Corte Costituzionale e a salvaguardia della propria responsabilita’ istituzionale”. E’ quanto afferma, in una dichiarazione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Mattarella ai nonni: io un vostro collega

“I Presidenti del Senato e della Camera esprimono totale condivisione per l appello rivolto dal Presidente della Repubblica al Parlamento dopo l’esito, ancora una vota negativo, della seduta comune chiamata ad eleggere i tre giudici mancanti della Corte Costituzionale”. Lo si legge da una nota congiunta. “I Presidenti Grasso e Boldrini – prosegue la nota – avevano ripetutamente sollecitato al riguardo le forze politiche nelle riunioni delle rispettive Conferenze dei Capigruppo dei mesi scorsi. Si augurano pertanto che, anche in conseguenza delle parole odierne del Presidente Mattarella, la questione venga affrontata tempestivamente e con senso di responsabilit  per permettere alla Corte Costituzionale di lavorare a ranghi completi”

 ”Siamo pronti a raccogliere l’appello del capo dello Stato affinche’ il Parlamento elegga rapidamente i tre giudici della Corte Costituzionale mancanti”, dichiarano in una nota i capigruppo del Partito democratico Luigi Zanda ed Ettore Rosato. “Ieri – aggiungono – si sono esaurite le votazioni che richiedono quorum di maggioranza diversi per l’elezione dei giudici. Dobbiamo fare il possibile affinche’ nella prossima votazione siano eletti i tre giudici mancanti e ripristinato il plenum della Corte Costituzionale”.

(AGI) – Roma, 2 ott. – I presidenti del Senato e della Camera esprimono totale condivisione per l’appello rivolto dal Presidente della Repubblica al Parlamento dopo l’esito, ancora una vota negativo, della seduta comune chiamata ad eleggere i tre giudici mancanti della Corte Costituzionale. Pietro Grasso e Laura Boldrini, ricorda una nota congiunta, “avevano ripetutamente sollecitato al riguardo le forze politiche nelle riunioni delle rispettive Conferenze dei Capigruppo dei mesi scorsi. Si augurano pertanto che, anche in conseguenza delle parole odierne del Presidente Mattarella, la questione venga affrontata tempestivamente e con senso di responsabilita’ per permettere alla Corte Costituzionale di lavorare a ranghi completi”. (AGI)

(AGI) – Roma, 2 ott. – La famiglia in tempi di crisi e’ ancora
piu’ un “ammortizzatore sociale” e necessita quindi di
sostegni. Sergio Mattarella accoglie al Quirinale nonni e
nipoti nel decennale della Festa dei Nonni e sottolinea che “
la famiglia, con le caratteristiche della societa’ di oggi, e’
sempre di piu’ un ammortizzatore sociale che consente al Paese
di andare avanti fronteggiando le difficolta’ economiche della
crisi”.

Mattarella ai nonni: io un vostro collega

“Sono contento di incontrarvi qui al Quirinale, e’ un
incontro da collega, sono uno di voi”, ha poi detto Mattarella
accogliendo nel salone dei Corazzieri al Quirinale un folto
gruppo di nonni e nipoti. Il Capo dello Stato, infatti, ha sei
nipoti dai tre figli
.

(AGI) – Roma, 2 ott. – Nella seduta pomeridiana le votazioni sugli emendamenti all’articolo 2 del ddl riforme procedono con piu’ velocita’. E su due votazioni – un emendamento di Forza Italia e un emendamento dei senatori tosiani – si registrano maggioranze ‘bulgare’ e trasversali, che superano l’asticella di 211 raggiunta oggi sull’emendamento soppressivo dell’ex grillino Campanella: 236 i voti contrari al primo emendamento, 240 quelli sul secondo emendamento. In entrambi i casi, anche forze dell’opposizione hanno votato contro assieme alla maggioranza, tra cui il Movimento 5 Stelle. (AGI)

(AGI) – Roma, 2 ott. – Cosa unisce l’ Onorevole Angelo M. Predieri, fondatore e leader dell’Estremo Centro e il Saverio Diotallevi, Procuratore della Repubblica di un’oscura provincia? Cosa lega il potente Cardinale Terenzio Magliano e Lavinia Salvi, nota giornalista di lungo corso? Forse un disperato bisogno di apparire in un mondo nel quale, se non appari, semplicemente non sei. O forse una prepotente vocazione al comando, una voglia mai appagata di piegare le vite degli altri ai propri disegni. Ma li accomuna, sicuramente, una certezza. In un’Italia che si e’ fatta angusta, piu’ povera, dove la coperta e’ piu’ corta per tutti, solo i lupi con i denti affilati possono farcela. E solo il piu’ feroce fra i lupi potra’ vincere il gioco. In ‘Il Gioco delle Caste’ (Piemme, 420 pagine ? 18,50 euro), Giovanni Negri racconta una realta’ che conosce bene. Eletto deputato a 27 anni, gia’ parlamentare italiano ed europeo, segretario del Partito Radicale, presidente di gruppo parlamentare alla Camera, consigliere del ministero dei beni culturali, giornalista, autore di pamphlet e volumi sull’ “Italia del Non Fare” e sui “Senzapatria”, fondatore dell’Osservatorio Laico, ideatore della campagna Emma for president, espulso a vita dalla Cecoslovacchia nel 1988, riaccolto e ringraziato dal presidente Havel nel 1989, primo esponente politico a ricevere in Italia il Dalai Lama. Adesso produce Barolo, Chardonnay e Pinot Nero a Serradenari, nelle Langhe piemontesi. Ha esordito come romanziere per Einaudi Stile Libero nel 2010, con ‘Il sangue di Montalcino’, prima storia della serie che ha per protagonista il commissario Cosulich e il cui ultimo capitolo in ordine cronologico e’ ‘Il vigneto da Vinci’ (Piemme, 2015). ‘Il gioco delle caste’ e’ il primo romanzo in cui racconta “cose viste, fatte e viste fare”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 2 ott. – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale Nadiya, Anastasiya e Lisa, moglie e figlie di Anatoly Korol, il muratore ucraino rimasto ucciso il 29 agosto scorso nel tentativo di sventare una rapina in un supermercato a Castello di Cisterna (Na). Nel corso dell’incontro il Presidente Mattarella ha consegnato loro la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria del signor Anatoly. Erano presenti il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano e l’Ambasciatore dell’Ucraina in Italia, Yevhen Perelygin. .

(AGI) – Milano, 2 ott. – “Mi fanno schifo i ‘Verdini’, che sono gli stravaccati, quelli che dicono ‘traslochiamo’, ‘sosteniamo’, faccio il taxi per Renzi…”. Cosi’ Matteo Salvini il leader della Lega, da radio Padania, su Denis Verdini, l’ex braccio destro di Berlusconi per l’apertura al governo Renzi. .

(AGI) – Roma, 2 ott. – “Assumo la partenita’ totale di questo emendamento”. Lo ha dteto nell’Aula del Senato, il Pd Roberto Cociancich. “Se ho esitato fino ad adesso a parlare – ha detto rivolto al presidente Pietro Grasso – e’ per una forma di rispetto nei suoi confronti. Sarebbe stato come confermare le sue parole, che per me valgono piu’ di ogni altra cosa”.

Il canguro del senatore Cociancich permette al governo di mettere al sicuro l’articoli 1 del ddl sulle riforme. I numeri dicono: 172 si’, 108 no e 3 astenuti sulla parte varata ieri. Da oggi  parte l’esame dell’articolo 2, con il probabile ripetersi delle asprezze viste negli ultini due giorni a Palazzo Madama.

Si’ del Governo a emendamento Finocchiaro su art. 2

E’ prevista una mezza dozzina di voti segreti, e magari un nuovo canguro, anche se il governo esclude un’ipotesi del genere. E’ la vita parlamentare, come lo e’ il M5S che sventola volantini all’indirizzo del ministro Boschi e Fi che torna a prendersela con Denis Verdini ed i suoi seguaci.

Renzi commenta soddisfatto che il passaggio piu’ difficile, comunque, e’ stato superato. Ma la riprova che il dialogo tra maggioranza ed opposizione e’ tuttaltro che facile consiste nell’ennesima fumata nera nel tentativo di eleggere i due giudici della corte costituzionale da reintegrare. La questione va avanti letteralmente da anni, da quando al Quirinale c’era ancora un Napolitano da rieleggere.

Intanto si guarda anche all’immediato futuro, dal momento che sta per iniziare la sessione di bilancio e andra’ varata la legge di stabilita’. Riprendono i distnguo nel Pd (l’unita’ all’interno del partito sulle riforme e’ stata trovata solo nelle ultime settimane, sul resto la frattura resta profonda). Ecco allora che la minoranza inizia a segnare i limiti del campo, e chiede: lotta alle diseguaglianze, interventi per il lavoro e piu’ attenzione al sistema del welfare.

Tutto scritto in un contro-documento abbozzato in una riunione ristretta alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Roberto Speranza e Alfredo D’Attorre. Prima ed immediata critica sulle misure sulla sanita’, la manovra del governo Renzi si caratterizzi per una scarsa equita’ sociale: gli stanziamenti per il Fondo Sanitario Nazionale “erano 115 nel Patto con le Regioni, 113 nella nota di aggiornamento al Def e, solo ieri, sono diventati 111. Si concretizza una logica di smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale”, ha spiegato D’Attorre: “Quattro miliardi che corrispondono al valore del mancato introito derivante dal non far pagare l’Imu ai piu’ ricchi. Non e’ una scelta sostenibile, ne’ economicamente ne’ socialmente”.

(AGI) – Roma, 2 ott. – Ok del governo all’emendamento a prima firma Finocchiaro presentato all’articolo 2 delle Riforme. Il parere favorevole al testo che recepisce l’intesa della maggioranza sulle modalita’ di elezione del nuovo Senato e’ stato dato dal ministro Maria Elena Boschi che ha dato parere contrario del Governo a tutte le altre proposte di modifica. (AGI) .

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