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(AGI)- Roma, 9 ago. – “In 20 mesi sbloccheremo opere per un punto di Pil, almeno 15-16 miliardi in tutta Italia”. Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, in un’intervista a Repubblica. “E se il Sud sara’ capace di far fruttare i fondi europei crescera’ del 2,5-3%”, ha assicurato il ministro. “Rafforzeremo i collegamenti tra porti, strade e ferrovie, faremo molta cura del ferro, specie nelle tratte di Calabria, Sicilia e Sardegna”, ha spiegato. “E poi la cura dell’acqua”, ha aggiunto Delrio, “sbloccando i 5 miliardi di investimenti fermi nei porti. Dal 10 agosto, ad esempio, partiranno dieci coppie di treni alla settimana carichi di merci arrivate dal mare, dal porto di Gioia Tauro al grande interporto campano di Marcianise”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 ago. – “Nonostante siano trascorsi ormai quasi sessant’anni, il ricordo dei duecentosessantadue lavoratori che hanno perso la vita nella tragedia di Marcinelle e’ vivido e presente in tutti noi. Desidero esprimere, a nome mio personale e dell’Italia intera, la piu’ sincera solidarieta’ ai familiari delle vittime della tragedia e salutare tutti coloro che mantengono vivo il ricordo del sacrificio dei minatori del Bois du Cazier”.

Cosi’ il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio, in occasione del 59mo anniversario della tragedia di Marcinelle. “Il dramma che costo’ la vita a centotrentasei connazionali costituisce un doloroso monito per tutti coloro che hanno responsabilita’ di garantire la sicurezza del lavoro – sottolinea il Capo dello Stato – in ogni Paese e in qualsiasi settore, affinche’ eventi tragici come quelli che oggi ricordiamo non abbiamo piu’ a ripetersi. E’ una battaglia di civilta’ alla quale tutti dobbiamo contribuire, nella consapevolezza che anche prestando costante attenzione al tema della sicurezza sul luogo di lavoro, si potra’ fermare e consolidare sempre piu’ la dignita’ della persona umana. In questo spirito, rinnovo a tutti i presenti i miei sentimenti di commossa partecipazione e vicinanza”, conclude Mattarella. .

(AGI) – CdV, 8 ago. – “Chi, in Italia come in qualunque altra parte d’Europa e del mondo, capovolge addirittura la disperazione di questi perseguitati in atto di ‘invasione’ e’, e la storia lo marchiera’ inesorabilmente cosi’, di fatto un complice attivo di dittatori, sfruttatori, trafficanti e tagliagole”. Lo scrive il direttore del quotidiano cattolico Avvenire, Marco Tarquinio, che non risparmia questa pesantissima accusa a Matteo Salvini, anche se il leader della Lega ieri aveva commentato “con tutto il dovuto rispetto” le forti parole di Bergoglio sui respingimenti come atti di guerra, alle quali ha risposto che non consentire il loro ingresso e’ invece “un dovere”. “Siamo stanchi – afferma Tarquinio dando voce ai sentimenti della comunita’ ecclesiale italiana – di questa politica vuota di ideali e di sagge iniziative che gioca a svuotare il cuore della gente per riempirlo di risentimento.

Il leghista su Fb: altri 800 immigrati, li portano in Vaticano?

Di questi politici che magari, come ieri Matteo Salvini, sembrano aver imparato un po’ di formali buone maniere, ma continuano a chiamare sprezzantemente ‘clandestini’ altri essere umani, insistono a spacciare le favole false, feroci e tristi dei migranti trattati da ‘signori’ a scapito dei poveri di casa nostra e non si vergognano di presentarli, a giorni alterni, come sfaccendati assoluti o come pericolosi rubalavoro. Siedono in Parlamento, hanno diritto di parola e di voto in Europa, governano: si decidano a fare cio’ che e’ giusto e la smettano di parlare a vuoto”. Secondo il direttore del quotidiano Cei, “per far finire affari e tragedie sulla pelle dei perseguitati e dei poveri non servono bombe, servono corridoi umanitari presidiati dall’Onu e, nel nostro caso, dalla Ue. Servono idee chiare e la consapevolezza che il cinismo uccide tanto quanto esplosivi, mitra e coltelli”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 ago. – “Altri 800 clandestini sbarcati inItalia. Li staranno portando a Bruxelles o in Vaticano…?”. Lo scrive su Facebook il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, oggimduramente attaccato dal quotidiano dei vescovi Avvenire per le sue parole di ieri al quotidiano online Affaritaliani.it (“Con tutto il dovuto rispetto per Papa Francesco, respingere i clandestini non e’ un crimine ma, anzi, un dovere di qualunque buon amministratore, cattolico o no”). .

(AGI) – Roma, 8 ago. – Meno permessi umanitari e piu’ rimpatri forzati. E’ la ricetta per risolvere l’emergenza immigrazione, proposta da Vittorio Bertola, consigliere comunale M5S di Torino, e pubblicata sull’home page del blog di Beppe Grillo. Il grillino illustra sul blog le sue quattro proposte sull’immigrazione: si va dal “giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitari”, alla “istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone a cui viene respinta la domanda di asilo”, passando per l'”istituzione di una procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell’asilo”, fino alla “sorveglianza piu’ stretta dei profughi nel sistema di accoglienza”. .

(AGI) – Roma, 8 ago. – “Nonostante siano trascorsi ormai quasi sessant’anni, il ricordo dei duecentosessantadue lavoratori che hanno perso la vita nella tragedia di Marcinelle e’ vivido e presente in tutti noi. Desidero esprimere, a nome mio personale e dell’Italia intera, la piu’ sincera solidarieta’ ai familiari delle vittime della tragedia e salutare tutti coloro che mantengono vivo il ricordo del sacrificio dei minatori del Bois du Cazier”. Cosi’ il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio, in occasione del 59mo anniversario della tragedia di Marcinelle. “Il dramma che costo’ la vita a centotrentasei connazionali costituisce un doloroso monito per tutti coloro che hanno responsabilita’ di garantire la sicurezza del lavoro – sottolinea il Capo dello Stato – in ogni Paese e in qualsiasi settore, affinche’ eventi tragici come quelli che oggi ricordiamo non abbiamo piu’ a ripetersi. E’ una battaglia di civilta’ alla quale tutti dobbiamo contribuire, nella consapevolezza che anche prestando costante attenzione al tema della sicurezza sul luogo di lavoro, si potra’ fermare e consolidare sempre piu’ la dignita’ della persona umana. In questo spirito, rinnovo a tutti i presenti i miei sentimenti di commossa partecipazione e vicinanza”, conclude Mattarella. .

(AGI) – Roma, 8 ago. – Se Silvio Berlusconi “e’ all’angolo sono problemi suoi. Noi non abbiamo bisogno di nulla, ne’ cerchiamo di risollevare qualcuno”. Detto questo, la vicesegretaria del Pd, Debora Serracchiani, assicura: sulle riforme costituzionali “dobbiamo parlare con tutti. Intendo proprio tutti”, quindi anche con Forza Italia e Berlusconi. Del resto, ricorda Serracchiani in un’intervista a Repubblica, “Forza Italia ha votato le riforme in passato e non vedo perche’ non possa rifarlo”. Ma per la vicesegretaria del Pd “avremo i numeri” per approvare il ddl Boschi. “Se altre forze voteranno le riforme, questo non cambiera’ la maggioranza parlamentare”. Serracchiani ribadisce: l’articolo sull’elezione indiretta del Senato non si cambia: “una cosa e’ certa, indietro non si torna”, “se modifichiamo quel punto mettiamo a rischio la riforma”. Quanto alla minoranza Pd, “non vorrei che qualcuno strumentalizzasse la riforma per ragionamenti interni al Pd”. Forza Italia conferma di essere pronta a confrontarsi con Matteo Renzi sulle riforme, ma questo non vuol dire che sia rinato il patto del Nazareno o ci saranno nuovi patti. E poi, e’ necessario modificare le norme sull’elezione del Senato: se “Renzi apre al Senato elettivo si procedera’ in tempi rapidi. Anche sul referendum: nessuno slittamento”, garantisce il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani, che in un’intervista ad Avvenire ribadisce: “Il Patto del Nazareno e’ morto. Finito. Ed escludo categoricamente che possano esserci le condizioni per un secondo patto tra Berlusconi e il segretario del Pd”. Quanto al numero degli emendamenti presentati da Forza Italia, oltre un migliaio, Romani spiega: “e’ una decisione presa per lanciare un messaggio sulla necessita’ di riaprire il confronto sulla correzione dell’articolo sulla composizione ed elezione del Senato, per cercare di porre rimedio alle contraddizioni che sono state inserite dai deputati. Se ci sara’ un’apertura in questo senso, siamo pronti a ritirare gli emendamenti”. Aperture al dialogo con governo e maggioranza sulle riforme arrivano anche da Giovanni Toti, governatore della Liguria e consigliere politico di FI: “Forza Italia deve essere pronta a sedere a tutti i tavoli di confronto che il governo intende aprire. Mi auguro che Renzi voglia interrompere questo cammino autarchico che lo sta portando a compiere parecchi errori”. “Il Nazareno e’ finito – precisa ancora Toti – non esiste piu’. Tuttavia, prosegue, “l’atteggiamento di FI resta quello di un partito costruttivo e dialogante”. .

(AGI) – Roma, 8 ago. – Forza Italia e’ pronta a confrontarsi con Matteo Renzi sulle riforme, ma questo non vuol dire che sia rinato il patto del Nazareno o ci saranno nuovi patti. E poi, e’ necessario modificare le norme sull’elezione del Senato: se “Renzi apre al Senato elettivo si procedera’ in tempi rapidi. Anche sul referendum: nessuno slittamento”, garantisce il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani, che in un’intervista ad Avvenire ribadisce: “Il Patto del Nazareno e’ morto. Finito. Ed escludo categoricamente che possano esserci le condizioni per un secondo patto tra Berlusconi e il segretario del Pd”. Quanto al numero degli emendamenti presentati da Forza Italia, oltre un migliaio, Romani spiega: “e’ una decisione presa per lanciare un messaggio sulla necessita’ di riaprire il confronto sulla correzione dell’articolo sulla composizione ed elezione del Senato, per cercare di porre rimedio alle contraddizioni che sono state inserite dai deputati. Se ci sara’ un’apertura in questo senso, siamo pronti a ritirare gli emendamenti”. Aperture al dialogo con governo e maggioranza sulle riforme arrivano anche da Giovanni Toti, governatore della Liguria e consigliere politico di FI: “Forza Italia deve essere pronta a sedere a tutti i tavoli di confronto che il governo intende aprire. Mi auguro che Renzi voglia interrompere questo cammino autarchico che lo sta portando a compiere parecchi errori”. “Il Nazareno e’ finito – precisa ancora Toti – non esiste piu’. Tuttavia, prosegue, “l’atteggiamento di FI resta quello di un partito costruttivo e dialogante”. .

(AGI) – Roma, 8 ago. – Se Silvio Berlusconi “e’ all’angolo sono problemi suoi. Noi non abbiamo bisogno di nulla, ne’ cerchiamo di risollevare qualcuno”. Detto questo, la vicesegretaria del Pd, Debora Serracchiani, assicura: sulle riforme costituzionali “dobbiamo parlare con tutti. Intendo proprio tutti”, quindi anche con Forza Italia e Berlusconi. Del resto, ricorda Serracchiani in un’intervista a Repubblica, “Forza Italia ha votato le riforme in passato e non vedo perche’ non possa rifarlo”. Ma per la vicesegretaria del Pd “avremo i numeri” per approvare il ddl Boschi. “Se altre forze voteranno le riforme, questo non cambiera’ la maggioranza parlamentare”. Serracchiani ribadisce: l’articolo sull’elezione indiretta del Senato non si cambia: “una cosa e’ certa, indietro non si torna”, “se modifichiamo quel punto mettiamo a rischio la riforma”. Quanto alla minoranza Pd, “non vorrei che qualcuno strumentalizzasse la riforma per ragionamenti interni al Pd”. .

(AGI) – Roma, 8 ago. – Sono 513.450 gli emendamenti totali presentati ieri sul ddl Boschi in commissione Affari costituzionali del Senato. E’ quanto rende noto palazzo Madama.  Nello specifico, ecco la ripartizione per singolo gruppo: Lega nord: 510.293. Forza Italia: 1.075. Sel: 1.043. Misto componente Fare: 259. Gal: 215. M5S: 194. Riformisti italiani: 124. Movimento x: 75: Pd: 63. Gruppo Autonomie: 45. Misto: 30. Misto componente l’Altra Europa con Tsipras: 20. Area popolare: 11. Ala 3. Un fronte compatto che ha un unico comune denominatore: la richiesta di ripristinare il Senato eletto direttamente dai cittadini. Sommando ai 28 senatori della minoranza Pd – che hanno presentato emendamenti al ddl Boschi per modificare l’articolo 2 relativo all’elezione del Senato – i numeri degli altri gruppi o componenti interne ai gruppi che sono a favore del Senato eletto direttamente dai cittadini, si arriva a toccare quota 141. Sono 28 i senatori della minoranza Pd, a cui si possono aggiungere i 12 senatori del gruppo delle Autonomie – che fanno parte della maggioranza – come rileva Vannino Chiti. A questi, si potrebbero aggiungere i 7 senatori di Sel, i 36 del Movimento 5 Stelle, i 45 senatori di Forza Italia, 12 senatori della Lega , piu’ il voto di Vincenzo D’Anna – del gruppo dei verdiniani ma da sempre contrario al testo del ddl Boschi – che ha presentato emendamenti a favore del Senato elettivo.

Renzi, la maggioranza c’e’ e mai manchera’

“Mi auguro che ci sia dialogo vero in questa direzione, non come al solito, che Renzi parla un’ora e non ascolta le critiche. Serve un confronto vero sul Senato eletto. Bisogna evitare che il governo metta la fiducia anche sulla riforma della Costituzione. Il governo ha molte emergenze da affrontare”. Alfredo D’Attorre, esponente della minoranza Pd, entrando alla riunione della direzione del Pd spiega le ragioni della minoranza. “Vedremo se rinascera’ un nuovo patto del Nazareno, vedremo se Forza Italia cambiera’ di nuovo idea sull’elettivita’ del Senato. Verdini non credo possa diventare il nuovo padre costituente” ha proseguito D’Attorre rispondendo alle domande dei giornalisti sul dialogo con Forza Italia. Quanto alle critiche giunte dal vertice Pd che parla di frenata sui tempi da parte della minoranza, D’Attorre afferma: “Nessuno esclude che ci possano essere modifiche, quindi la riforma dovra’ tornare alla Camera, nuove modifiche vere non cambiano i tempi di approvazione”. “Il Senato votera’ e decidera’ la maggioranza del Senato, il governo e la durata della legislatura non c’entrano, mettere in mezzo sono pressioni improprie e intollerabili”.

Riforme: Serracchiani, bene dialogo FI ma non e’ nuovo patto

“Siamo impegnati sulle riforme, talmente importanti per il Paese che se altre forze politiche sono disponibili e vogliono partecipare bene, ma non e’ un nuovo patto del Nazareno, ma l’impegno e la responsabilita’ a coinvolgere tutte le forze politiche”. Cosi’ la vicesegretaria del Pd, Debora Serracchiani, in conferenza stampa, replica alla domanda se un rinnovato dialogo con Forza Italia puo’ dar vita a un nuovo patto sulle riforme. Lorenzo Guerini, in conferenza stampa, mette poi in chiaro la posizione del Pd sul ddl Boschi: “I paletti sono chiari: va bene introdurre modifiche migliorative del testo ma non si torna al punto zero, non e’ possibile”. Cosi’ il vicesegretario del Pd in conferenza stampa, replicando alla domanda sugli emendamenti presentati dalla minoranza del partito che mirano all’elezione diretta del Senato.

“Sulle senatrici e i senatori del Partito democratico pesa una parte molto consistente della responsabilita’ di tenuta di questa difficile e critica legislatura. Senza il vostro lavoro in commissione e in aula, non saremmo mai potuti arrivare all’approvazione di tanti e importanti provvedimenti”. Lo scrive il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, nell’abituale lettera di saluto prima della pausa estiva alle senatrici e ai senatori del gruppo ringraziandoli “di cuore” per il lavoro “impegnativo per il ritmo quotidiano e la complessita’ delle questioni” affrontate”. Nel ricordare il calendario della ripresa dei lavori “denso di provvedimenti di estrema delicatezza” come “unioni civili, riforma costituzionale, legge di stabilita’”, Zanda esorta i senatori di fare “tesoro dell’esperienza”.

“Per migliorare ulteriormente la qualita’ e l’efficacia del nostro lavoro – scrive – e’ necessario mantenere un forte impegno di collegialita’ e una buona attivita’ istruttoria delle nostre iniziative”. “Suggerisco a tutti noi di fare ogni sforzo possibile affinche’ i temi piu’ spinosi vengano affrontati e risolti in commissione. Abbiamo capito che trattare direttamente in aula i nodi politicamente piu’ delicati produce, fatalmente, disordine politico, confusione tra maggioranza e opposizione e, per di piu’, nessun risultato nel merito”, sottolinea il capogruppo Pd.

Riforme: minoranza Pd, a Consulta ultima parola su immunita’ 

“Il fatto nuovo e’ una legge elettorale in cui si arriva, purtroppo, ad un Camera dominata da un solo partito e fatta prevalentemente di nominati. Con quella legge elettorale li’, c’e’ bisogno di un Senato in cui si restituisca la parola ai cittadini per scegliere i senatori. Penso sia una cosa di buon senso. Le riforme possono e devono andare avanti ma con questa modifica”. Lo afferma al tg3 l’ex capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza. Spettera’ alla Consulta dire l’ultima parola sull’immunita’ dei senatori. E’ quanto prevede un emendamento della minoranza Pd, a prima firma Felice Casson, che dispone: “Contro il diniego della autorizzazione e’ ammesso ricorso alla Corte costituzionale. A tale scopo, viene istituita all’interno della Corte una sezione, composta di cinque membri effettivi e due supplenti, che decide i ricorsi di cui al presente comma, cosi’ come quelli di cui all’articolo 66. I cinque membri effettivi e i due supplenti vengono scelti dal plenum della Corte a scrutinio segreto, con le modalita’ stabilite dalla legge ordinaria, che provvede anche alla redazione delle norme procedurali e per la durata massima di cinque anni. La sezione e’ presieduta da un giudice scelto, a scrutinio segreto, dai sette membri della medesima”. Sara’ la Consulta, in maniera automatica e non su ricorso di almeno un terzo dei componenti di uno dei due rami del Parlamento, a valutare in maniera preventiva la costituzionalita’ o meno della legge elettorale. Lo prevede un emendamento della minoranza Pd.

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