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(AGI) – Schloss Elmau, 7 giu. – “La posizione italiana e’ perfettamente coincidente con qella degli Stati Uniti. Dobbiamo fare di piu’ per il sostegno alla crescita”. Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi incontrando la stampa a margine dei lavori del G7. Il premier ha commentato l’uscita del governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che ha diffidato i sindaci lombardi dall’accogliere nuovi clandestini. “Quegli stessi governatori che oggi si lamentano – ha sottolineato Renzi – sono stati membri di un governo che ha fatto tutte le scelte in politica ester, comprese le scelte sulla Libia”. E poi: “In Italia esiste un problema immigrazione, inutile negarlo ma noi stiamo facendo quello che non e’ stato fatto in passato”. “L’Italia ha scelto una strategia che ha portato agli accordi di Dublino che non funzionano perche’ lasciano l’Italia da sola. Mi piacerebbe che tutti riconoscessero che il problema dell’immigrazione e’ una sfida di tutto il Paese e cercassero di aiutare a risolvere il problema invece di lucrare mezzo voto”. E soprattuto, ha osservato il premier “Noi non siamo in campagna elettorale non bastano uno slogan o un comunicato stampa per risolvere la situazione. Dobbiamo evitare che la politica dello scarica barile” sugli immigrati “si riaffermi”. “Le risposte sull’emergenza” immigrati arrivate fino a qui dall’Unione Europea “sono giudicate dall’Italia largamente insufficienti”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 7 giu. – “Navi di tutta Europa salvano 4000 persone al largo delle coste libiche: navi britanniche, irlandesi, tedesche. Tutto molto bello. Non capisco perche’ poi hanno portato tutti questi richiedenti asilo in Italia. Troppo facile fare i buoni cosi’. L’Inghilterra porti sul proprio territorio le persone che salva. Gibilterra e’ pure vicina”. Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. (AGI)

(AGI) – Milano, 7 giu. – “L’immigrazione clandestina dal Nord Africa – afferma Corrado Passera presidente di Italia Unica – e’ un dramma di enormi proporzioni che, come e’ chiaro a tutti, non si risolve con gli anatemi di Salvini e men che mai con gli inviti a disattendere disposizioni governative che avanza Maroni. Quest’ultimo caso poi e’ particolarmente sconcertante visto che proviene da chi e’ stato ministro dell’interno e conosce la situazione: sta forse minacciando i Sindaci di non far loro piu’ avere contributi dovuti a favore delle loro comunita’ se daranno seguito a precise disposizioni governative? Serve piuttosto – continua Passera – uno sforzo complessivo di Italia e UE per bloccare sul nascere l’emergenza degli arrivi e stroncare il traffico degli scafisti. Ben sapendo che l’Italia ha assorbito negli anni cinque milioni di immigrati e oggi non e’ piu’ in grado di accoglierne altri. Il governo Renzi si faccia parte molto piu’ attiva verso i partner europei: solo cosi’ si potra’ avviare a soluzione una questione troppo a lungo sottovalutata”. (AGI) .

(AGI) – Milano, 7 giu. – “E’ farneticante la minaccia ai Comuni”. E’ quanto afferma il sindaco di Catania e Presidente del Consiglio nazionale dell’Anci Enzo Bianco, riguardo al rifiuto dei governatori Maroni, Zaia e Tosi di accogliere i migranti nelle loro regioni. “Ridicola la diffida ai prefetti. – continua Bianco – Masochistica l’idea di rifiutare il principio della condivisione proprio nel momento in cui l’Europa sta per accertare le quote dei migranti da condividere fra tutti i Paesi dell’Unione. E noi? Noi, che da due anni, con i nostri volontari, abbiamo salvato e ospitato decine di migliaia di disperati, due terzi dei quali hanno diritto all’asilo? Ora che anche le navi di altri Paesi cominciano a fare il loro dovere e l’Europa si sveglia dal suo torpore, e’ cosi’ che l’Italia risponde? Chi ha un impegno tanto importante come quello di amministrare i nostri territori dovrebbe tenere atteggiamenti responsabili ed affrontare i problemi, invece di abbandonarsi a un facile quanto dannoso populismo. Essere poveri di umanita’ – conclude Bianco – e’ la miseria piu’ grande”. (AGI)

(AGI) – Roma, 7 giu. – E’ scontro politico sulla lettera scritta da Maroni ai sindaci lombardi diffidandoli dall’accogliere nuovi clandestini. “Ho deciso di scrivere una lettera ai Prefetti per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perch� non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subir� questa conseguenza” ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, partecipando al Premio Milano Produttiva 2015. “Nei prossimi giorni – ha aggiunto Maroni – voglio incontrare Toti e Zaia per fare fronte comune e assumere iniziative comuni, come diffidare i prefetti e dire ai sindaci delle nostre regioni che se accolgono in clandestini e violano le norme non avranno pi� i contributi regionali”. Maroni ha anche inoltrato tre domande via twitter per sondare l’opinione dei cittadini sulla gestione dell’emergenza immigrazione. “I sindaci lombardi – ha scritto – devono rifiutarsi di accogliere gli immigrati clandestini mandati da Roma. Siete d’accordo?”; e poi: “Domani invio lettera ai Prefetti lombardi diffidandoli dal mandare immigrati clandestini in giro per la Lombardia. Siete d’accordo?”; “I sindaci lombardi devono rifiutarsi di accogliere clandestini mandati da Roma. Se li prendono taglio contributi regionali. Siete d’accordo?”. Il governatore del Piemonte e presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino e’ insorto: a suo avviso le proposte avanzate dal presidente della Regione Lombardia sulla questione immigrati sono illegittime e diverse dalla posizione della Conferenza delle Regioni. “Mi stupisco – ha detto Chiamparino – che Maroni non si sia accorto che la campagna elettorale e’ finita: le proposte da lui avanzate sono chiaramente illegittime e in ogni caso se lui procedesse su questa linea sarebbe piu’ che giusto che il Governo togliesse alla Lombardia, al Veneto e alle altre Regioni che condividano queste posizioni i finanziamenti che Maroni vuole togliere ai Comuni che ospitano i profughi”. La posizione della Conferenza delle Regioni – ha spiegato Chiamparino – e’ diversa: “Abbiamo dato la disponibilita’ per togliere il peso della gestione degli arrivi alle regioni rivierasche, ponendo pero’ come condizioni urgenti l’individuazione di hub per la ricezione e lo smistamento dei rifugiati, l’accelerazione dei lavori delle commissioni che individuano il diritto alla protezione da parte dei profughi e il potenziamento del sistema SPRAR dei Comuni che li accolgano.” .

(AGI) – Roma, 7 giu. – “Non ho trovato uno che difendesse la Severino, ma le leggi vanno rispettate, rigorosamente, piu’ di quanto non avviene in Italia. La legalita’ e’ un principio imprescindibile”. Lo ha detto il neo presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ospite della trasmissione “In mezz’ora” in onda su Rai 3, commentando la sua posizione e il rischio di sospensione legato alla legge Severino vista una condanna per abuso d’ufficio. De Luca ha aggiunto: “Abbiamo perso il punto di partenza sulla Severino. La Severino ha violato la delega del Parlamento, includendo l’abuso di ufficio mentre si parlava di reati di grave allarme sociale. Due articoli vanno cambiati: 63 e 64. La Severino finche’ c’e’ va rispettata. Se pero’ non funziona – ha spiegato De Luca – bisogna intervenire per cambiarla, come ha detto lo stesso Cantone che ha parlato di un tagliando. Io mi sono candidato sulla base di un diritto costituzionale – ha dichiarato ancora il presidente della Campania – e sto pienamente nel rispetto delle leggi. Dinnanzi a questo groviglio di una legge incoerente e’ il Parlamento che finisce sotto accusa. Sono sicuro che il tribunale mi reintegrera’ presto”.

“Non ho salvato nessuno,ho fatto la mia parte”

“Non ho salvato niente e nessuno, ho solo contribuito affinche’ il risultato nazionale fosse straordinariamente positivo per il Partito democratico e il centrosinistra” ha aggiunto De Luca, “La Campania – ha aggiunto De Luca – e’ la seconda regione d’Italia, e’ evidente che se si fosse persa la Campania un problema c’era. Renzi mi deve qualcosa? No, non mi deve niente nessuno. Ho fatto la mia battaglia con la determinazione feroce che mi e’ derivata da una campagna di aggressione che ho subito per mesi e che – ha concluso – non ha paragone nella storia politica di questo Paese. Ho combattuto in questi mesi come se stessi facendo la Resistenza”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 7 giu. – “Ho deciso di scrivere una lettera ai Prefetti per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perch� non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subir� questa conseguenza”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni partecipando al Premio Milano Produttiva 2015, che si al Teatro alla Scala di Milano. “Nei prossimi giorni – ha aggiunto Maroni – voglio incontrare Toti e Zaia per fare fronte comune e assumere iniziative comuni, come diffidare i prefetti e dire ai sindaci delle nostre regioni che se accolgono in clandestini e violano le norme non avranno pi� i contributi regionali”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 6 giu. – “L’unica sinistra che in Europa ha ancora un risultato e’ la nostra”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Genova per ‘la Repubblica delle Idee’. Renzi e’ tornata a commentare i risultati del voto in Liguria. “L’idea che c’e’ una sinistra che e’ piu’ sinistra dell’altra, quella riformista, non solo ci fa perdere in Liguria, ma e’ stata una delle principali alleate del ventennio di Berlusconi e fa vincere la destra”.

E ancora, il premier ha sottolineato di aver messo in un angolo quella sinistra che dopo anni di rinvii ancora non faceva le riforme, ad esempio quella fondamentale di aiutare i precari. La riflessione sul voto di Genova e’ aperta, ma serve consapevolezza.

Dopo le regionali, ha osservato Renzi, “sicuramente il Pd deve fare una riflessione, ben venga, un po’ di buon senso ci aiuta a rimetterci in gioco. Ma la sinistra deve chiarire: fuori dal nostro Pd c’e’ la Coalizione sociale o Podemos italiano. Fuori dal Pd c’e’ Salvini ed il centrodestra – ha aggiunto il premier -. Per essere argine all’antipolitica dobbiamo darci una smossa ma essere consapevoli della situazione”.

Secondo Renzi, la categoria degli ‘ex’ non funziona, “nel cuore profondo del Pd c’e’ gente che non ne puo’ piu’ di sentirsi chiedere da dove viene e vuole sentire cosa si fa per il futuro”. “Io non provengo dalla sinistra comunista – ha concluso- ma abbiamo una situazione di condivisione e collegialita’, i candidati alle regionali venivano tutti dai Ds e ce ne sono anche nel governo, ma questa categoria degli ex funziona? Credo di no”. (AGI)

(AGI) – Santa Margherita Ligure (Genova), 6 giu. – “Non e’ una proposta del governo. Credo che ci siano punti da rivedere nel passaggio al Senato. Ha sicuramente bisogno di alcune modifiche”. Lo ha detto Maria Elena Boschi al convegno dei giovani di Confindustria, parlando della class action e precisando poi che il governo “non aveva ritenuto che fosse una priorita’, in questo momento”. Boschi ha parlato anche dell’Italicum: “L’avevo detto che ce lo avrebbero copiato anche all’estero”, “Spagna e Israele stanno pensando di cambiare la propria legge elettorale basandosi sull’Italicum perche’ funziona”. L’Italicum, ha ricordato Boschi ai giovani imprenditori riuniti a Santa Margherita Ligure, “e’ una promessa fatta un anno fa qui e che il Paese aspettava da 10 anni”. L’elemento importante della nuova legge, ha aggiunto, e’ che “c’e’ anche un tema di credibilita’ della politica e di stabilita’”, in quanto per le stesse imprese “avere un Governo stabile e’ importante”, anche “perche’ significa non avere ablibi e non poter addossare responsabilita’ ad altri”. (AGI)

(AGI) – Roma, 6 giu. – Fame e diseguaglianze portano guerre e fratture sociali, creano squilibri che non sono piu’ circoscritti entro i confini dei Paesi poveri o emergenti, ma investono anche i Paesi sviluppati. Sergio Mattarella apre i lavori della conferenza Fao, dopo una giornata impegnata a Expo a sottolineare l’importanza della lotta alla fame e alla poverta’, e batte ancora sul tasto dolente dell’egoismo che offusca la solidarieta’, in una visione mipoe che spesso diventa boomerang. Accolto dal direttore generale della Fao Jose Graziano da Silva insieme alla presidente cilena Michelle Bachelet, il Capo dello Stato apre la sessione mattutina e sottolinea che “la liberta’ dalla fame” non e’ questione separata “rispetto alle tensioni sociali e alle minacce globali: la fame e’ causa concorrente o scatenante di violenze e anche di guerre, e contrastarla e’ una preziosa opera di pace. E’ un delitto trasformare cibo e acqua in strumenti di conflitto. Al contrario, sono testimonianza della indivisibilita’ del destino dell’umanita’”. Gia’ ieri Mattarella aveva spiegato che a suo avviso la lotta alla poverta’ “e’ il nome nuovo della pace”, oggi ha esplicitato ulteriormente che “il diritto al cibo e all’acqua sono iscritti dentro un piu’ ampio diritto alla vita, e sorreggono un’idea di ‘sicurezza umana’ che richiede cooperazione tra Stati, sviluppo sostenibile, riduzione delle disuguaglianze, lotta contro le poverta’, impegno contro le alterazioni climatiche, contrasto delle ragioni e delle conseguenze dei disastri naturali, tutela delle biodiversita’. Sono parole che oggi significano: pace. Sono la sfida di oggi”. Il Capo dello Stato ha ricordato con soddisfazione che domani a 72 paesi verra’ riconosciuto di aver raggiunto l’Obiettivo del Millennio, cioe’ il dimezzamento entro il 2015 di fame e poverta’. Ma non basta, ancora 800 milioni di persone – inclusi 160 milioni di bambini minori di cinque anni ? patiscono la fame. Serve dunque maggiore sviluppo, ma nella chiave della compatibilita’. “Le disuguaglianze, anche quelle interne, non sono un prezzo necessario per la competizione e la crescita” sottolinea Mattarella, mentre anche in Europa si discute di quale modello di crescita sia possibile. “Al contrario, disuguaglianze ed esclusioni aprono fratture sociali e deprimono le potenzialita’ di sviluppo. Colpiscono, in particolar modo, proprio la sostenibilita’ dello sviluppo”. Eppure “sconfiggere la poverta’ e la malnutrizione e’ possibile. Difficile ma possibile” e quindi “l’umanita’ non puo’ rinunciare a questo traguardo”. “Non ci sara’ mai vera pace se permarranno queste disparita’”. L’appello del Capo dello Stato dunque e’ secco: “Le nazioni devono far prevalere la solidarieta’ sull’egoismo. Il dialogo e la cooperazione possono battere il fanatismo e la sopraffazione”. Anche perche’ l’egoismo e’ mipoe, non tiene in conto gli effetti di lungo periodo e di lungo raggio. Innanzitutto perche’ “poverta’, diseguaglianze e disoccupazione sono mali che riguardano ogni Paese, indipendentemente dal grado di sviluppo. Sono piaghe che affliggono tutti”. E poi perche’ le conseguenze di questi problemi, come di quelli del clima, della scarsita’ di risorse naturali, dell’insicurezza alimentare ed energetica “hanno conseguenze per tutti, a tutte le latitudini”. Le risposte non si limitano piu’ a schemi ormai sorpassati di dialettica Nord-Sud e la responsabilita’ accomuna tutti perche’ il rischio boomerang e’ sempre dietro l’angolo. Mentre l’attenzione alla sostenibilita’ porta “equita’ sociale, territoriale e generazionale”. Un esempio di questi mesi e’ sotto gli occhi di tutti: fame e guerre alimentano flussi migratori che investono l’Europa, un fenomeno che ha cause lontane ma effetti nelle nostre citta’. Dunque c’e’ innanzitutto “un dovere morale di salvare vite umane” e di “accogliere coloro che gridano aiuto” ma insieme a questo e alla lotta ai trafficanti di essere umani, l’Europa “deve saper aggiungere una strategia che rafforzi la cooperazione con i Paesi di origine e di transito in modo da favorire la loro crescita economica e sociale”. Solo cosi’ si conterranno “dimensioni di un problema epocale, e con il quale dovremo convivere a lungo. Senza cooperazione tra Paesi e tra Continenti ogni barriera diventera’ insicura e finira’ per alimentare ulteriormente odii e fanatismi”. Le sfide che ogni giorno si presentano alle decisioni di Stati e governi sono nuove e tutte globali: “In questo cambio d’epoca – ha concluso Mattarella – siamo chiamati a decisioni davvero storiche”. (AGI)

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