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(AGI) – Roma, 11 giu. – Vanno in soffitta i co.co.pro. Uno dei decreti attuativi del Jobs Act prevede infatti che i contratti di collaborazione a progetto non potranno piu’ esserne attivati (quelli gia’ in essere potranno proseguire fino alla loro scadenza). Comunque, spiega il comunicato del Consiglio dei Ministri, a partire dal 1. gennaio 2016, ai rapporti di collaborazione personali che si concretizzino in prestazioni di lavoro continuative ed etero-organizzate dal datore di lavoro saranno applicate le norme del lavoro subordinato. Restano salve le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale, che prevedono discipline specifiche relative al trattamento economico e normativo in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore e poche altri tipi di collaborazioni.

Jobs act: estese tutele ammortizzatori a 1,4 mln lavoratori

Obiettivo del Governo e’ quello di espandere le tutele del lavoro subordinato: per questo, dal 1. gennaio 2016, scattera’ un meccanismo di stabilizzazione dei collaboratori e dei lavoratori autonomi che hanno prestato attivita’ lavorativa a favore dell’impresa. Altre novita’ riguardano alcune tipologie di contratto come il part-time: il datore di lavoro potra’ chiedere al lavoratore un impegno maggiore (non superiore al 25% delle ore lavorate settimanali, con il diritto del lavoratore ad una maggiorazione onnicomprensiva della retribuzione pari al 25 per cento per le ore di cui e’ variata la collocazione o prestate in aumento. Viene previsto che il lavoratore puo’ essere assegnato a qualunque mansione del livello di inquadramento, cosi’ com’e’ previsto nel lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione purche’ rientranti nella medesima categoria e non piu’ soltanto a mansioni “equivalenti”, a mansioni, cioe’, che implicano l’utilizzo della medesima professionalita’. In presenza di processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale e negli altri casi individuati dai contratti collettivi l’impresa potra’ modificare le mansioni di un lavoratore fino ad un livello, senza modificare il suo trattamento economico (salvo trattamenti accessori legati alla specifica modalita’ di svolgimento del lavoro). Viene altresi’ prevista la possibilita’ di accordi individuali, “in sede protetta”, tra datore di lavoro e lavoratore che possano prevedere la modifica anche del livello di inquadramento e della retribuzione.

Jobs act: durata massima Cig 24 mesi, 36 con solidarieta’

Vengono confermati il contratto a tempo determinato, il contratto di somministrazione (fissando il limite del 20% all’utilizzo calcolato sul totale dei dipendenti ‘fissi’), il contratto a chiamata, il lavoro accessorio (elevando il tetto dell’importo per il lavoratore fino a 7.000 euro e introducendo la tracciabilita’), l’apprendistato (introducendo un sistema per il quale il conseguimento dei titoli, rispettivamente, del livello secondario di istruzione e formazione e del livello terziario, potra’ avvenire anche attraverso l’apprendimento presso l’impresa) e il part-time. Per quest’ultima tipologia, il datore di lavoro puo’ chiedere al lavoratore lo svolgimento di lavoro supplementare seppur in misura non superiore al 25 per cento delle ore di lavoro settimanali concordate. Viene inoltre prevista la possibilita’, per il lavoratore, di richiedere il passaggio al part-time in caso di necessita’ di cura connesse a malattie gravi o in alternativa alla fruizione del congedo parentale. In arrivo novita’ anche in tema di congedi parentali. Tra i decreti del jobs act, il Governo ha previsto un’estensione massima dell’arco temporale di fruibilita’ del congedo parentale dagli attuali 8 anni di vita del bambino a 12. Quello parzialmente retribuito (30%) – si legge nel comunicato del Consiglio dei Ministri – viene portato dai 3 anni di eta’ a 6 anni; per le famiglie meno abbienti tale beneficio puo’ arrivare sino ad 8 anni. Analoga previsione viene introdotta per i casi di adozione o di affidamento.

Jobs act: il lavoratore potra’ regalare un giorno di ferie

In materia di congedi di paternita’, viene estesa a tutte le categorie di lavoratori, e quindi non solo per i lavoratori dipendenti, la possibilita’ di usufruire del congedo da parte del padre nei casi in cui la madre sia impossibilitata a fruirne per motivi naturali o contingenti. Sono inoltre state introdotte norme volte a tutelare la genitorialita’ in caso di adozioni e affidamenti prevedendo estensioni di tutele gia’ previste per i genitori naturali. Importante l’estensione dell’istituto della automaticita’ delle prestazioni (ovvero l’erogazione dell’indennita’ di maternita’ anche in caso di mancato versamento dei relativi contributi) anche ai lavoratori e alle lavoratrici iscritti alla gestione separata non iscritti ad altre forme obbligatorie. .

(AGI) – Roma, 11 giu. – La durata massima della cassa integrazione sara’ di 24 mesi, che possono salire a 36 mesi con il ricorso alla solidarieta’. Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, al termine del Consiglio dei ministri. Illustrando i decreti attuativi del Jobs act sul riordino degli ammortizzatori sociali, Poletti ha aggiunto che sono a disposizione risorse per stabilizzare a 24 mesi il nuovo assegno di disoccupazione. Uno dei decreti che dovranno andare all’esame delle Commissioni parlamentari competenti, ha concluso Poletti, e’ previsto anche “un assegno di ricollocazione” ovvero un assegno “che puo’ essere usato per acquistare servizi per il ricollocamento” da parte di un lavoratore che perde un lavoro dopo sei mesi. .

(AGI) – Roma, 11 giu. – Un contributo di “530 milioni di euro per Imu e Tasi” ai Comuni. Lo prevede il dl Enti locali approvato dal Consiglio dei Ministri secondo quanto riferito dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan al termine del Cdm Nel decreto e’ previsto anche uno stanziamento di 2 mld per il 2015 per le Regioni e le province autonome “per far fronte a debiti liquidi ed esigibili”. Il Consiglio dei ministri ha approvato quindi il decreto sugli Enti locali che “consente di riallocare risorse verso le Regioni e gli enti locali e di allentare i vincoli di Comuni, Province e citta’ metropolitane rispetto al patto di Stabilita’ interno”. Lo dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan al termine del Cdm. Padoan ha aggiunto che “i comuni avranno un contributo di 100 milioni nel 2015-16” e ha sottolineato che l misure non prevedono “un maggior onere di Fianza pubblica, quindi si resta all’interno del rispetto del Patto di Stabilita’”. .

(AGI) – Roma, 11 giu. – Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva due decreti attuativi del jobs act e quattro decreti che dovranno passare all’esame del Parlamento prima di ottenere il via libera definitivo. Lo conferma il ministro del Lavoro, Giuliano poletti al termine del Cdm. “L’unico tema che non e’ in decreto e’ quello sulla possibilita’ di introdure il salario minimo – ha detto Poletti – abbiamo preferito mantenerlo in collegamento con contratti di lavoro e rappresentanza e discuterlo in un secodno momento”. Maria Elena Boschi in conferenza stampa ha detto che “in un anno tutti i decreti previsti dalla delega lavoro sono stati approvati. Il lavoro del governo e’ praticamente finito – ha detto -. E’ stato fatto un lavoro rapido e completo”. Padoan: ok dl Enti locali, allentato Patto ma rispetto conti = Il Consiglio dei ministri ha approvato anche il decreto sugli Enti locali che “consente di riallocare risorse verso le Regioni e gli enti locali e di allentare i vincoli di Comuni, Province e citta’ metropolitane rispetto al patto di Stabilita’ interno”. Lo dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan al termine del Cdm. Padoan ha aggiunto che “i comuni avranno un contributo di 100 milioni nel 2015-16” e ha sottolineato che l misure non prevedono “un maggior onere di Fianza pubblica, quindi si resta all’interno del rispetto del Patto di Stabilita’”. .

(AGI) – Roma, 11 giu. – Il Partito Democratico votera’ per l’arresto del senatore Ncd Antonio Azzollini, presidente della Commissione Bilancio, raggiunto dalla richiesta di arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sul crac della casa di Cura Divina Provvidenza. Lo ha spiegato il presidente del Pd, Matteo Orfini, innescando una serie di reazioni tra i neocentristi e in particolare nello stato maggiore. I capigruppo Ncd di Camera e Senato accusano Orfini di voler procedere a un “giudizio immediato” nei confronti del Senatore: “Il compito del Parlamento e’ solo quello di valutare che non ci sia fumus persecutionis”, precisa Lupi per poi aggiungere: “Nel caso di Azzollini, e’ noto che tra lui e il procuratore non corra buon sangue, e da tempi non sospetti”. Stesso concetto e’ stato espresso anche da Renato Schifani: “Spero che le parole di Orfini siano state riportate male dai mezzi di informazione perche’ conosco la cura dei colleghi del Pd nel vagliare le carte processuali in casi come questo e mi stupisce che si parli prima ancora di aver potuto legge quei documenti”. In ogni caso, tanto Lupi quanto Schifani, sentono di poter escludere che, anche nell’eventualita’ di un voto del Pd favorevole all’arresto, possano esserci conseguenze sul governo. La Giunta per le Immunita’ del Senato si riunira’ martedi’ 16 giugno per esaminare la richiesta d’arresto trasmessa dalla procura di Trani. Nei giorni successivi, ha spiegato il presidente della Giunta, Dario Stefano, potrebbe essere ascoltato lo stesso Azzollini che ha avuto un colloquio telefonico con Stefano per decidere i tempi del suo intervento. Stando a quanto si apprende da fonti di Palazzo Madama, i ritmi dovrebbero essere serrati. In questo senso si valutera’ anche la richiesta arrivata dal Movimento Cinque Stelle di lavorare anche in notturna. I problemi per il presidente della Giunta, tuttavia, sono gia’ iniziati: alla seduta che doveva decidere il calendario dei lavori non si sono presentati i senatori di FI e Ncd, mentre i componenti di Grandi Autonomia e Liberta’ hanno protestato per la velocita’ con cui si e’ convocata la Giunta. A riferirlo e’ il Cinque Stelle, Michele Giarrusso. Sui numeri, invece, non dovrebbe esserci partita, con l’asse del si’ all’arresto formato da Pd e M5S a totalizzare 12 voti contro i 7, massimo 9, del partito del ‘no’ al quale sono iscritti Ncd, gal e FI. .

(AGI) – Milano, 11 giu. – La Lega Nord e’ a favore della sospensione “immediata” del Trattato di Schengen che dal 1995 ha abolito i controlli sistematici alle frontiere interne dei Paesi aderenti (26, di cui 22 dell’Ue). E’ quanto chiarisce Matteo Salvini, contattato al telefono dall’Agi. “La nostra posizione e’ chiara, l’ho detto anche ieri in conferenza stampa a Strasburgo con Marine Le Pen: sospendere Schengen. Ma e’ gia’ dall’anno scorso che lo diciamo, anche per i controlli interni, per i cittadini comunitari, ai confini con la Francia, l’Austria”, spiega il segretario federale leghista. “Assolutamente: verificare chi va e chi viene. Gli altri lo stanno gia’ facendo i francesi hanno gia’ sospeso Schengen a Ventimiglia, gli austriaci al Brennero: siamo gli unici ‘pirla’ che non controllano”, insiste Salvini. Ma non potrebbe danneggiare l’Italia un’eventuale sospensione, bloccando qui tutti i migranti che approdano nel Belpaese? “Gli altri stanno gia’ controllando chi entra in casa loro e’ un problema solo italiano siamo rimasti gli unici che non lo fanno. Cosi’ succede oggi: quindi, peggio di quello che sta succedendo oggi e’ difficile che succeda”, risponde.

Momenti di tensione e fuggi-fuggi generale alla Stazione Tiburtina di Roma quando la polizia e’ intervenuta verso le 18 di oggi per identificare le centinaia di migranti presenti da quattro giorni, accampati in condizioni di grande degrado. In molti sono scappati per non lasciarsi identificare dalle forze dell’ordine. Roma, infatti, e’ solo un punto di passaggio per raggiungere il Nord Europa, ma fino al 15 giugno non riusciranno a varcare la frontiera italiana a causa della sospensione degli accordi di libera circolazione per il G7. Una volta identificati, infatti, per i migranti sara’ piu’ difficile lasciare il Paese.

Dopo una seconda notte all’addiaccio per quasi 250 profughi, di fronte alla Stazione Centrale di Milano si sta allestendo un presidio sanitario per l’assistenza e le prime visite mediche. Il presidio, dice il personale dell’Asl, dovrebbe essere pronto in serata e verra’ recintato e segnalato a tutti i profughi che necessitano di cure. Sul posto e’ prevista la presenza 24 ore su 24 di 15 unita’ di personale sanitario e almeno un medico per nove ore, che decidera’ su eventuali trasferimenti in strutture ospedaliere. “Abbiamo lavorato fino all’una di stanotte circa per portare almeno tutte le donne presenti in uno dei centri di accoglienza milanesi”, spiega uno dei dipendenti dell’Asl, mentre la maggior parte degli uomini e’ rimasta a dormire tra l’interno della stazione e piazza Duca D’Aosta. I profughi sono principalmente di nazionalita’ eritrea e siriana, la maggior parte di loro e’ sbarcata nei giorni scorsi in Sicilia dalla Libia. “Si tratta di un’unita’ mobile sanitaria di primissima accoglienza, il presidio visitera’ tutti i profughi che ci vengono segnalati dai volontari presenti alla stazione centrale” spiega Giorgio Ciconali, medico dell’Asl responsabile della struttura. Al momento il presidio, che sara’ in funzione dalle 9 di domattina, e’ in attesa dei farmaci di prima necessita’, ma tra tutti il pericolo numero uno si chiama scabbia: “Di scabbia non si muore, ma e’ comunque una malattia estremamente fastidiosa e dobbiamo evitare il contagio tra i profughi. Stiamo aspettando una fornitura di 500 pomate anti scabbia, e quando si riscontreranno dei casi li isoleremo e cureremo”. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 giu. – “Dimissioni, dimissioni”. E’ quanto hanno invocato in coro i consiglieri della lista Marchini, in Campidoglio, al termine della seduta lampo dell’Assemblea capitolina, affiancati dai consiglieri del Movimento 5 Stelle. “Il sindaco non si e’ presentato e l’assessore se n’e’ andato perche’ non c’e’ piu’ una maggioranza”, spiega il capogruppo di Lista Marchini Alessandro Onorato, sottolineando che “non mollano le poltrone per conservare il potere e questo consiglio comunale lampo e’ una vergogna: un assessore se ne va davanti a una delibera da 600 milioni di euro di disavanzo e il sindaco proprio non si e’ presentato”.

L’assenza dell’assessore al Bilancio Silvia Scozzese, che ha lasciato sguarniti i banchi della giunta costringendo alla chiusura della seduta, e’ stata cosi’ spiegata dalla vicepresidente dell’Assemblea capitolina Gemma Azuni: “Ci hanno riferito che l’assessore e’ stata convocata urgentemente in Banca d’Italia”. Ma questo non placa la polemica delle opposizioni: “Nel giorno in cui si doveva approvare una delibera che sancisce un buco di 853 milioni di euro, non c’e’ nessuno: ne’ il sindaco, come al solito, ne’ l’assessore”, ha attaccato il capogruppo M5S Marcello De Vito, mentre il suo collega Enrico Stefano ha aggiunto: “Resta palese che questa maggioranza non sia in grado di governare la citta’. Convocano un consiglio comunale sul bilancio e dopo mezz’ora viene chiuso perche’ l’assessore al Bilancio non c’e’: neanche nei peggiori condomini”.

Mentre Matteo Orfini alla direzione Pd di Roma spiega: “Dobbiamo reagire a quello che sta succedendo, la soluzione dei problemi di Roma non puo’ essere quella auspicata da Buzzi e Carminati. Non puo’ essere mandare a casa la giunta Marino”. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 giu. – “Ben tornata a casa AstroSamantha!”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con un tweet saluta cosi’ il rientro dell’astronauta Samantha Cristoforetti, al termine della lunga missione nello spazio. Il Capo dello Stato ha anche inviato al capitano Cristoforetti un messaggio di saluto. “Con trepidazione – scrive Mattarella – gli italiani attendevano il rientro dalla missione nello spazio a meta’ maggio, ma le circostanze hanno voluto riservarle una soddisfazione ancora piu’ grande a coronamento della sua storica impresa: il record mondiale femminile di permanenza consecutiva nello spazio. Siamo, con lei, fieri ed orgogliosi di questo record, che si aggiunge a quelli europeo e nazionale. La sua esperienza, gli studi e le tante attivita’ effettuate in oltre sei mesi e mezzo lontano dal nostro pianeta, rappresentano il dono piu’ importante della sua impresa, da trasmettere alle nuove generazioni per infondere conoscenza ed entusiasmo nel futuro. L’aspetto al Quirinale – conclude – per manifestarle, da parte di tutta la comunita’ nazionale, sentimenti di profonda stima e gratitudine. Ben tornata a casa, Samantha”. .

(AGI) – Milano, 11 giu. – La Lega Nord e’ a favore della sospensione “immediata” del Trattato di Schengen che dal 1995 ha abolito i controlli sistematici alle frontiere interne dei Paesi aderenti (26, di cui 22 dell’Ue). E’ quanto chiarisce Matteo Salvini, contattato al telefono dall’Agi. “La nostra posizione e’ chiara, l’ho detto anche ieri in conferenza stampa a Strasburgo con Marine Le Pen: sospendere Schengen. Ma e’ gia’ dall’anno scorso che lo diciamo, anche per i controlli interni, per i cittadini comunitari, ai confini con la Francia, l’Austria”, spiega il segretario federale leghista. “Assolutamente: verificare chi va e chi viene. Gli altri lo stanno gia’ facendo i francesi hanno gia’ sospeso Schengen a Ventimiglia, gli austriaci al Brennero: siamo gli unici ‘pirla’ che non controllano”, insiste Salvini. Ma non potrebbe danneggiare l’Italia un’eventuale sospensione, bloccando qui tutti i migranti che approdano nel Belpaese? “Gli altri stanno gia’ controllando chi entra in casa loro e’ un problema solo italiano siamo rimasti gli unici che non lo fanno. Cosi’ succede oggi: quindi, peggio di quello che sta succedendo oggi e’ difficile che succeda”, risponde. In mattinata il segretario del Carroccio aveva lanciato un invito provocatorio su Twitter. “Da clandestini 180 casi di scabbia a Milano, nonche’ altre centinaia di malati. Andassero ad abbracciare Renzi e la Boldrini”. Intanto il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, ha invitato a guardare al fenomeno dell’immigrazione e alle soluzioni dell’accoglienza “non con paura, ma con realismo”. A margine del national day della Santa Sede a Expo, Bagnasco ha spiegato che non bisogna “alimentare la paura” perche’ “non e’ una buona consigliera”. “Dobbiamo affrontare i problemi con realismo – ha aggiunto – e con disponibilita’ da parte di tutti”. (AGI) .

(AGI) – Milano, 11 giu. – Roberto Maroni torna a parlare di Schengen e approfondisce il suo pensiero dopo aver evocato un’eventuale sospensione del trattato stamane in audizione al comitato parlamentare Schengen. “A gennaio ho proposto di sospendere Schengen, ma solo per Expo, per ragioni di sicurezza: questo non c’entra nulla con l’attuale emergenza dei clandestini”, chiarisce nel pomeriggio il governatore lombardo, parlando dell’inaugurazione della bretella stradale Camisano – Romano di Lombardia. “Sospendere Schengen ora non avrebbe senso, perche’ la Libia o la Tunisia non fanno parte di Schengen e, anzi, sospendere Schengen adesso consentirebbe ai Paesi confinanti, alla Francia o all’Austria, di non far passare neppure gli immigrati regolari”, prosegue. “Il problema degli sbarchi -insite Maroni- lo si risolve in un solo modo: il premier Renzi deve andare a New York, all’Onu, parlare con il segretario generale delle Nazioni unite e fargli presente che c’e’ un’emergenza umanitaria senza precedenti in Libia, con 500.000 persone pronte a partire. Le Nazioni unite fanno missioni di peacekeeping senza chiedere l’autorizzazione ai governi e cosi’ devono fare in Libia, dove va fatta una missione di lifekeeping, per salvare vite, allestendo campi profughi, dove vedere li’ chi ha diritto alla protezione internazionale e poi portarlo in giro per il mondo in tutta sicurezza. Questo risolverebbe tutti i problemi”. “Il problema dell’accoglienza dei clandestini arrivati” in Italia, aggiunge poi Maroni, “va affrontato con un riparto equo tra le regioni. La Lombardia ha gia’ il 13 per cento degli immigrati regolari presenti sul proprio territorio, contro una media nazionale dell’8 per cento, per cui, prima di mandare qui altri immigrati, bisogna mandarli nelle altre regioni”. (AGI) .

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