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(AGI) – Roma, 19 mag. – Raffaele Fitto lancia l’Associazione Conservatori e Riformisti, primo tassello del cammino che portera’ alla creazione di un nuovo centrodestra, basato “sui contenuti e su regole definite”, che individui il suo leader attraverso “le primarie”.

Ma non e’ questo il momento di dar vita a nuovi gruppi parlamentari, fuoriuscendo da quelli di Forza Italia: “per noi questo e’ l’ultimo dei problemi”, sottolinea in conferenza stampa. La nuova Associazione lanciata oggi da Fitto si “ispira all’esperienza del gruppo europeo dei Conservatori e Riformisti, e aderira’ alla Fondazione New direction.

Oggi avviamo un percorso – ha spiegato Fitto in conferenza stampa – con la richiesta di adesione al gruppo europeo dei Conservatori e Riformisti, da cui attendo valutazioni”.

L’europarlamentare annuncia i primi appuntamenti: venerdi’ e sabato una delegazione della nuova Associazione partecipera’ all’assemblea che si terra’ in Gran Bretagna, poi il 26 pomeriggio, alla Camera, si svolgera’ una iniziativa con il capogruppo e il suo vice dell’Ecr in Ue.

Per Fitto, dunque, e’ giunto il momento “di guardare oltre, avere il coraggio di guardare al futuro e mettere in campo un nuovo modello di centrodestra, senza rancori ne’ polemiche, ma con l’obiettivo di recuperare i tre milioni di elettori che sono andati via da Forza Italia”. Perche’ “c’e’ uno spazio tra Salvini e Renzi che vogliamo riempire”.

Ma oggi non e’ il giorno dell’annuncio della nascita di nuovi gruppi parlamentari: “per noi e’ l’ultimo dei problemi. Ora vogliamo mettere in campo una cornice programmatica, non operazioni di palazzo. Ci penseremo dopo, affronteremo anche le questioni organizzative in parlamento, e chi vorra’ aderire lo fara’”, ma il punto ineludibile per Fitto e’ “essere alternativi a Renzi. E’ stato un grande errore passare in pochi giorni dal sostegno a Renzi all’insulto a Renzi, noi proponiamo un progetto alternativo ma senza inutili insulti”.

“Non lo so. E’ una partita che non si gioca con un parlamentare in piu’ o in meno, non si gioca sui numeri, ma e’ un progetto che si muove in una prospettiva politica, sulla base di regole, contenuti e programmi”. Cosi’ Raffaele Fitto, in conferenza stampa, risponde a chi gli chiede i numeri delle adesioni da parte dei parlamentari di Forza Italia al suo nuovo progetto politico. E a chi gli chiede se e’ gia’ pronto il nuovo simbolo, Fitto replica: “No, non lo abbiamo ancora, non ci abbiamo pensato. E’ solo un’associazione, lo vedremo dopo”. (AGI)

(AGI) – Roma, 19 mag. – Passa la mediazione tra maggioranza e governo e viene stralciato dal ddl Scuola l’articolo 17, quello relativo al 5 per mille nel settore. La svolta e’ in apertura di seduta, con il parere favorevole della maggioranza, espresso dalla relatrice, Maria Coscia, agli emendamenti all’art. 17 che ne prevedono la soppressione.

Subito dopo e’ la stessa Stefania Giannini a formulare il “parere conforme” da parte del governo che porta dunque allo stralcio della misura. Il ministro dell’Istruzione sottolinea, sempre prendendo la parola in Aula, che “il governo condivide le riflessioni espresse dalla maggioranza e si impegna, ritenendo validissimo il principio che introduce, a un successivo provvedimento, magari che affronta temi di natura fiscale”.

La proposta di stralcio e’ stata approvata dall’Aula con 380 si’ e 13 no. L’aula della Camera ha dato il via libera all’articolo 18 del ddl scuola che prevede l’istituzione dello school bonus, cioe’ un credito d’imposta per le erogazioni liberali a tutte le scuole del sistema nazionale d’istruzione. Alcuni esponenti della minoranza dem hanno pero’ votato in difformita’ dal gruppo su un emendamento presentato da Sel che escludeva le scuole private paritarie da tale norma: Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre, infatti, hanno votato in difformita’ dal loro gruppo, che era contrario alla modifica proposta da Sel. Contro il credito d’imposta anche per le erogazioni alle private paritarie si sono espressi anche Psi e M5s. Stefano Fassina ha votato anche contro l’intero articolo. (AGI)

(AGI) – Roma, 19 mag. – “Questa storia dei vitalizi e’ insopportabile”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi a Porta a Porta. “L’Italia puo’ essere piu’ grande di come la si descrive, ma a patto che qualcuno faccia dei sacrifici in piu’, i politici ad esempio devono stare piu’ attenti alle spese”, ha osservato. “Questa battaglia la considero sacrosanta”, ha aggiunto il premier. “E’ inaccettabile che ci sia il parlamentare che e’ stato pure consigliere regionale che di vitalizi ne prende tre”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 19 mag. – E’ ripreso nell’aula della Camera l’esame del ddl di riforma della scuola. L’assemblea di Montecitorio ricomincia le votazioni dall’articolo 12. La votazione dell’articolo 10, che riguarda l’assunzione dei docenti, al momento e’ rinviata poiche’ ci sono degli emendamenti che sono stati accantonati. Accantonato anche l’articolo 11. Il voto finale del ddl e’ previsto per domani. Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, interviene sulla scuola e dice che “il buon senso e la storia suggeriscono di trovare delle sintesi in tempi ragionevoli, magari distinguendo temi e obiettivi”. Il cardinale ha dedicato un ampio capitolo della sua prolusione proprio al tema della “buona scuola” rilevando che “le tensioni si sono manifestate sia sulla volonta’ di cambiamento, sia sulle forme e sui tempi”. “La scuola e’ l’istituzione che ha il compito di affiancare i genitori nell’arduo e affascinante compito educativo” ha ricordato rievocando il grande raduno promosso dalla Cei “un anno fa, con i 300 mila col Papa per un vero patto educativo, e per una buona scuola in Piazza San Pietro”. “Quella visione e quell’onda – ha assicurato il presidente della Cei – non sono scomparse: e’ l’onda di un popolo che e’ appassionato per il futuro del Paese, futuro che passa attraverso l’educazione delle giovani generazioni”. Per Bagnasco si tratta di “un popolo senza targhe, trasversale, grande piu’ di quanto s’immagini, che non intende fare da spettatore su quanto accade o accadra’ sulla pelle dei propri figli. Chiede una struttura piu’ giusta e adeguata per sedi e organici, un’istruzione solida ed essenziale, una formazione professionale stimata e sostenuta; in una parola, un’educazione integrale per tutti, educazione di base che molti Paesi avanzati non hanno e ci invidiano, ma libera, lontana da schemi statalisti, antiliberali”. In questo contesto Bagnasco ha ripetuto anche il “si'” dei vescovi “alla scuola libera”, una scuola, ha spiegato, che non sia “sganciata dal sistema scolastico nazionale”, ma “scelta dai genitori, primi e insostituibili educatori dei loro figli”. “Sarebbe il tempo – ha scandito – di attuare quanto previsto dalla legge 62/2000 a proposito del sistema italiano della pubblica istruzione, nel quale sia la scuola statale sia le scuole paritarie vengono riconosciute a pieno titolo pubblico servizio”. “In questa prospettiva – ha concluso – si giustifica il ‘bonus’ per i genitori da utilizzare nella scuola prescelta”. .

(AGI) – CdV, 19 mag. – Apprezzamento moderato per l’Agenda Europea per l’immigrazione con la quale la Ue sembra “aver dato un colpo, quello che da anni si e’ atteso e forse si doveva pretendere”, un “segnale dunque apprezzabile, ma avaro”; “orrore”, invece, per i delitti degli scafisti, “criminali dell’umanita’, disposti a uccidere con lucida e cinica programmazione”, e “dolore per la tragedia senza fine di tanta povera gente costretta a trasformare la vita in una fuga verso l’ignoto, prima lungo il deserto e sul mare per canali sconosciuti, e poi sulla terra ferma”. Sono questi i sentimenti che ha espresso il cardinale Angelo Bagnasco nella sua prolusione all’Assemblea Cei aperta ieri sera da Papa Francesco, del quale ha utilizzato le parole per ribadire che i migranti sono “uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerra; cercano una vita migliore”. Secondo Bagnasco, “e’ evidente che l’accoglienza umanitaria vada sempre accompagnata dalla legalita’ e dalla sicurezza di tutti; ed e’ evidente che all’accoglienza deve corrispondere coscienza e disponibilita’”. All’Italia Bagnasco ha rivendicato il merito di “aver fatto non poco attraverso le sue istituzioni politiche, civili e militari, anche se, a volte, tra non poche polemiche: ma quale alternativa non demagogica o peggio?”. “Nel 2014 – ha ricordato il presidente della Cei – furono impiegate in Italia risorse per 650 milioni, e per quest’anno sono stimati 800 milioni di euro” mentre “l”Unione Europea ne ha stanziati, per tutti i 25 Paesi membri, 60!”. Da parte sua, ha aggiunto, “La Chiesa italiana, attraverso le sue molteplici realta’, collabora e continua a collaborare in termini di strutture, organizzazioni, risorse, mantenendo la doverosa attenzione per tutti”. “Vogliamo qui ringraziare – ha aggiunto – i sacerdoti, i consacrati, gli operatori, le comunita’ cristiane, per la dedizione intelligente e fraterna”. L’auspicio di Bagnasco e’ che “il dramma globale possa essere “affrontato con logiche piu’ stringenti, concrete, tempestive, che prevedano interventi nei Paesi di provenienza per superare le cause di tanta fuga coatta, e per creare un quadro normativo chiaro e ordinato vincolante per tutti gli Stati membri, cosicche’, nell’Europa moderna, le persone non si sentano ne’ ingombri, ne’ assistite”. .

(AGI) – Bari, 18 mag. -Il TAR di Puglia ha respinto il ricorso presentato oggi da Adriana Poli Bortone che aveva richiesto l’annullamento della scheda elettorale per le prossime regionali del 31 maggio. La decisione e’ stata resa nota in serata e il ricorso e’ stato giudicato “inammissibile e infondato”. Il tribunale ha inoltre deciso di condannare la stessa ricorrente a rifondere le spese, 800 euro, a ciascuna delle parti costituitesi nel giudizio, tra queste la lista di Michele Emiliano, la Prefettura, la lista di Raffaele Fitto e quella riferita a Francesco Schittulli. In sostanza la candidata di Forza Italia e lista Noi con Salvini, piu’ un’altra lista del Partito Liberale, aveva ritenuto che la collocazione del suo nome all’interno della scheda dal punto di vista grafico fosse “punitivo” anche se dettato da esigenze di impaginazione della stessa scheda. Lo stesso Emiliano, tramite i suoi legali, aveva chiesto ai giudici amministrativi di pronunciarsi per l’irricevibilita’ del ricorso. Se fosse stato accolto peraltro, vi sarebbe un ritardo nella produzione di ben 4 milioni e 950mila schede elettorali e alcune aziende grafiche incaricate della stampa avevano gia’ fatto sapere alla Prefettura che in caso di modifica imposta dall’accoglimento del ricorso della esponente politica salentina, schierata in campo da Silvio Berlusconi, non avrebbero garantire tempi di consegna compatibili con la scadenza del 31 maggio. (AGI)

(AGI) – Roma, 18 mag. – Con il decreto varato oggi dal Cdm puo’ dirsi risolto il nodo pensioni che, in virtu’ della sentenza della Corte Costituzionale, rischiava di trasformarsi in una vera e propria matassa impossibile da sbrogliare. Il presidente del consiglio Matteo Renzi, al termine di un’ora e mezza di discussione in consiglio dei ministri, si e’ detto soddisfatto per una risposta arrivata velocemente.

In conferenza stampa, assieme ai ministri Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti, ha spiegato i punti qualificanti del decreto: si attinge a un ‘tesoretto’ di 2 miliardi a 180 milioni con cui pagare la mancata indicizzazione delle pensioni a 3,7 milioni di persone: “Tre virgola sette milioni di persone riceveranno 500 euro il primo agosto. 650 mila persone, quelle che sono sopra i tremila euro di pensioni, non riceveranno alcunche’. Se prendi 1.700 euro lordi di pensioni avrai il primo agosto il bonus Poletti di 750 mila euro, se prendi 2700 euro lordi avrai 278 euro di bonus Poletti”, ha sottolineato il premier.

“E’ una questione di stock e di flusso”, ha sottolineato Padoan ai giornalisti che gli chiedevano delle coperture del decreto sulle pensioni varato oggi: “Lo stock sono gli arretrati che saranno pagati con la differenza tra tendenziale e programmatico; il flusso sara’ gestito attraverso la programmazione”. Al premier, tuttavia, ha risposto l’opposizione con il capogruppo FI alla Camera, Renato Brunetta: “Renzi in conferenza stampa cerca di cambiare carte in tavola”, ha spiegato: “Renzi smetta di chiamarlo bonus: e’ semplicemente una restituzione parziale e imbrogliona. Altro che bonus!”.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, guarda invece a Strasburgo per fare giustizia degli esodati: “Sul tema delle pensioni abbiamo dato incarico a un legale di presentare un ricorso contro la normativa Fornero alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, accompagnato dalle firme degli esodati che ancora aspettano”, ha spiegato. Per i sindacati, la risposta del governo non e’ “ne’ adeguata ne’ sufficiente”, per dirla con il segretario confederale Cisl, Maurizio Petriccioli. “Le risposte del governo non corrispondono alle indicazioni della consulta”, sottolinea invece la Uil con Romano Bellissima.

“Da Renzi una prima risposta, non la soluzione al problema” e’ stato invece il commento del segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone. Ma Renzi ha sottolineato: “Quando questo provvedimento e’ stato votato, io tappavo le buche nella citta’ di Firenze. Dire ‘restituite tutto’ e’ ridicolo da parte di chi quella norma l’ha votata, e’ proprio il colmo”. E, sulla restituzione parziale delle indicizzazioni, il premier ha aggiunto: “Il nostro governo potrebbe stare qui a discutere mesi, perche’ si pone un grande problema, ogni denaro che diamo a questi nostri concittadini lo togliamo a qualcun altro. Dovremo dare 18 miliardi di euro, che sarebbero tolti agli asili, alle infrastrutture, ai dipendenti. Una cifra molto grande”.

Inps le paghera’ il primo giorno del mese – In materia pensionistica il decreto legge, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, prevede anche un intervento che consente all’INPS di anticipare al primo giorno del mese il pagamento delle pensioni e un ulteriore intervento che protegge il montante contributivo, per il calcolo delle future pensioni, dalla caduta del PIL che si e’ verificata negli anni passati. In materia di ammortizzatori sociali sono poi previsti il rifinanziamento per 1 miliardo di euro degli ammortizzatori in deroga per il 2015 (mobilita’ e cassa integrazione) e il rifinanziamento dei contratti di solidarieta’ per 70 milioni di euro.

(AGI) – Saronno (Varese), 18 mag. – “Io sono, ormai, fuori dalla politica, ormai sono soltanto qualcuno con un grande senso di responsabilita’”. Silvio Berlusconi, ex presidente del Consiglio, oggi a Saronno per sostenere la candidatura del sindaco Pierluigi Gilli di Forza Italia, conversando con i giornalisti che gli chiedevano conto del suo progetto di riunificazione dei moderati, ha voluto rimarcare il fatto che e’ animato da senso di responsabilita’ “nei confronti del mio paese e dei tanti italiani che mi hanno sempre dato fiducia, e quindi vedo in questo progetto, chiamiamolo pure un sogno, cioe’ trasformare la maggioranza numerica degli italiani, e che sia una maggioranza non si discute, in maggioranza politica organizzata”.

Berlusconi ha poi aggiunto che questa e’ l’unica strada “l’unica possibilita’ che possa dare all’Italia quei cambiamenti di cui abbiamo assolutamente bisogno”. A chi gli chiedeva cosa succederebbe se il suo progetto non si realizzasse, Berlusconi ha risposto: “Succederebbe che l’Italia andrebbe avanti cosi’ come un Paese difficilmente governabile senza quella possibilita’ di modernizzazione, che invece e’ assolutamente indispensabile”. Silvio Berlusconi ha poi risposto ai giornalisti che gli chiedevano cosa pensasse dell’annuncio di Raffaele Fitto di lasciare Forza Italia, e se questo avesse come conseguenza la creazione di gruppi autonomi: “Faccia quello che vuole”.

Quindi, rispondendo indirettamente al leader Ncd, Angelino Alfano, che aveva detto di essere in grado di unire i moderati, Berlusconi ha detto: “Auguri! Ciascuno dice quello che vuole”. Poi, durante il comizio elettorale per la candidatura a sindaco di Saronno, di Pierluigi Gilli, per Forza Italia, ha aggiunto: “Se guardo il futuro non vedo il ricompattamento del centrodestra. Ho un sogno, quello di un movimento che sappia aggregare tutti i moderati”.

Momenti di tensione all’arrivo di Berlusconi a Saronno: c’e’ stato un parapiglia e una persona e’ stato arrestata per aver tentato di aggredire Silvio Berlusconi.  L’uomo, 44 anni, e’ di Saronno e in passato aveva avuto problemi con la giustizia per droga, lesioni e resistenza. La tentata aggressione all’ex presidente del Consiglio, secondo quanto si apprende, non avrebbe moventi politici. L’accusa e’ di resistenza e lesioni a un carabiniere: l’uomo sara’ processato domani per direttissima.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo ha tentato di “avvicinarsi troppo” all’ex premier e quando la sua scorta ha tentato di fermarlo ha opposto resistenza in maniera decisa. E’ stato in quel momento che i militari dell’Arma lo hanno immobilizzato e portato in caserma.  (AGI)

(AGI) – Roma, 18 mag. – L’aula della Camera ha approvato l’articolo 9 del ddl sulla riforma della scuola sul ruolo dei presidi. Norme che attribuiscono ai presidi il potere di chiamata diretta dei docenti dei propri istituti e che secondo le opposizioni molto critiche, M5S in primis, diventano cosi’ dei ‘super presidi’. I voti a favore sono stati 214, 100 i no, 11 gli astenuti. “Con art. 9 #labuonascuola nuovi strumenti per autonomia, non ci sara’ nessun preside-padrone ma dirigente responsabile e valutato. @MiurSocial”, scrive su twitter Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione. Oggi alcuni studenti si sono riuniti in piazza di Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, per protestare contro la riforma della scuola. All’iniziativa, promossa dall’Unione degli studenti, aderiscono anche i principali sindacati di categoria. Gli studenti hanno portato in piazza una lavagna simile a quella utilizzata dal premier, Matteo Renzi, nel video di alcuni giorni fa, sulla quale hanno scritto: “La Buona Scuola siamo noi”. Il sit-in, organizzato in concomitanza con la discussione del provvedimento nell’aula della Camera, proseguira’ domani e dopodomani, giorno in cui e’ prevista l’approvazione finale, “perche’ il governo non ha fatto alcun passo indietro e ha anche tentato di dividere studenti e docenti”, spiega Giacomo Zolezzi dell’Unione degli studenti. “Noi – ha continuato il giovane – diciamo quindi agli insegnanti di procedere anche con il blocco degli scrutini. E’ meglio rinunciare infatti agli scrutini per qualche giorno piuttosto che ritrovarsi con scuole di serie A e di serie B e con dei presidi che fanno quello che vogliono”. Domani, invece, scende in piazza il Movimento Cinque stelle: “Ci auguriamo che domani saranno davvero in tanti i cittadini che decideranno di venire a piazza Montecitorio, a partire dalle ore 11, per chiedere il ritiro del ddl Istruzione. Davanti alla Camera ci saranno i nostri parlamentari, ma l’appuntamento e’ aperto a tutti coloro i quali sono contrari a questa pessima riforma dell’istruzione. Proprio per questa ragione chiediamo che la manifestazione si svolga senza simboli o bandiere identitarie. L’unico vero protagonista deve essere il mondo della scuola: studenti, insegnanti, genitori”. Cosi’ il deputato del M5S Giuseppe Brescia, membro della commissione Cultura di Montecitorio. I 5 stelle hanno distribuito volantini invitando gli studenti a partecipare all’appuntamento di domani davanti alla Camera. (AGI) .

(AGI) – Tunisi, 18 mag. – Un chiaro richiamo all’Europa, percorsa in queste ore da mille dubbi e forse qualche egoismo: “i flussi migratori dalla Libia configurano un dramma umanitario senza precedenti”, scandisce Sergio Mattarella parlando di fronte al parlamento tunisino, “l’Europa deve farsene carico collettivamente con senso di responsabilita’, spirito di solidarieta’ e disponibilita’ all’accoglienza”. Il capo dello Stato ribadisce il suo no ad ogni opzione militare per risolvere la questione libica, chiede semmai all’Unione europea di rendersi protagonista di un progetto politico di ampio respiro che avvicini le due sponde del Mediterraneo. Anzi, sembra indicare proprio in questa dimensione la nuova frontiera di una Unione che ha bisogno quanto non mai di ritrovare la propria anima. “Gli europei devono rendersi conto che sono in gioco i valori su cui si fonda l’Ue”, spiega, “e’ cresciuta la consapevolezza, si sta preparando a un cambio di passo, ma e’ indispensabile sviluppare rapidamente una maggiore cooperazione fra i Paesi di origine e di transito dei flussi, e anche di forte contrasto alle reti criminali di trafficanti di essere umani”. Insomma, “Bruxelles deve darsi una nuova missione storica che si ponga l’obiettivo di favorire l’integrazione tra la sponda nord e la sponda sud del Mediterraneo, creando le condizioni per uno sviluppo condiviso di tutti i Paesi dell’area”. Del resto la democrazia puo’ benissimo germinare nei Paesi di cultura araba. E’ proprio il caso della Tunisia, dove Mattarella si reca per ricordare la strage del museo del Bardo avvenuta due mesi fa, e nella quale perirono alcuni turisti italiani. I terroristi dell’Isis “tentarono di rompere il circolo virtuoso della democrazia”, e non a caso scelsero proprio la Tunisia, “una storia di successo anche per il metodo scelto nella costruzione del sistema democratico”. Non vi sono stati qua confronti sanguinosi come altrove, ma si e’ cercato sempre “un compromesso politico alto e inclusivo fra tutte le forze politiche, economiche e sociali del Paese”. E se proprio i fatti del Bardo ricordano che “una democrazia none ‘ mai conquistata per sempre” e’ vero che la costituzione tunisina del 2014 “riflette una concezione moderna dei diritti e delle cittadinanze” e ad essa si devono “rispetto e ammirazione”. Per questo Mattarella viene a porgere “amicizia e forte sostegno al cammino che e’ stato intrapreso” e “vicinanza alla tradizione democratica che e’ stata da poco avviata”. La Tunisia e’ “un’avanguardia della civilta’ democratica nel mondo arabo, anche in materia della parita’ di genere” e non a caso l’Italia promette di non lasciarla sola. Ne’ sulla strada delle democrazia, ne’ all’interno della comunita’ internazionale. Non a caso il capo dello Stato ricorda gli accordi di cooperazione firmati oggi, e ribadisce che per Tunisi ci sara’ sempre un amico all’interno dell’Unione europea. Una Unione europea che deve rendersi conto che il problema degli immigrati e’ un problema di tutti, senza eccezioni. (AGI) .

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