Newsletter
Video News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

(AGI) – Roma, 5 mag. – “Lo sciopero della scuola di oggi merita attenzione e rispetto. Spero che i docenti abbiano risposte adeguate. La scuola pubblica e’ vitale per la ripresa”. Lo scrive la Presidente della Camera, Laura Boldrini, su Twitter. (AGI) – Roma, 5 mag. – Gli insegnanti “sono davvero una colonna portante del Paese, lo tengono in piedi in un quotidiano rapporto educativo coi nostri figli nel quale mettono capacita’ e passione, compensate pero’ inadeguatamente e troppo spesso sottoposte a un precariato estenuante. Nelle zone piu’ difficili, specialmente al Sud, rappresentano un autentico presidio di legalita’ e di democrazia”, continua Boldrini su Facebook. “Per questo la loro protesta, la protesta degli insegnanti e delle insegnanti che oggi hanno manifestato in tante piazze, merita di essere considerata con grande rispetto e attenzione. La scuola e’ uno dei terreni vitali sui quali si gioca la ripresa, tanto piu’ in un Paese nel quale profonde rimangono le diseguaglianze e l’istruzione pubblica e’ decisiva per rimettere in movimento l”ascensore sociale’ da troppo tempo bloccato. Ho apprezzato l’atteggiamento di apertura mostrato negli ultimi giorni dal governo rispetto alle critiche ricevute dal disegno di legge ora all’esame della Camera. Mi auguro che, in questi giorni in Commissione e dal 15 maggio in Aula, la scuola italiana, i suoi docenti, possano avere le risposte che meritano”, conclude Boldrini. (AGI) .

(AGI) – Trento, 5 mag. – Il governo ascoltera’ “nel merito le ragioni di questa manifestazione”. A dirlo il premier e segretario Pd, Matteo Renzi, che sta partecipando a u?n incontro del Pd a Trento nel giorno dello sciopero della scuola contro il ddl di riforma del settore. “Vada come vada andiamo avanti, decisi ad ascoltare tutti, ma a togliere un po’ di polvere da questo paese”, ha detto, sottolineando che quello della scuola “e’ il tema chiave”. “Pronti ad ascoltare e condividere”, ha ribadito Renzi, rivendicando che “questo�governo ha messo piu’ soldi nella scuola ed e’ pronto ad incentivare l’autonomia, per avere una scuola che non sia in mano alle circolari ministeriali o ai sindacati, ma a famiglie, insegnanti e studenti”, ha concluso. .

(AGI) – Trento, 5 mag. – “Questo paese e’ decisamente piu’ bello di come lo rappresentano i talk show, da come ci viene raccontato da chi vuole distruggere l’Italia e non costruirla”. A dirlo, a Trento, il premier Matteo Renzi, che e’ tornato a ribadire come ci sia un “derby fra chi dice che va tutto male e gode quando ci sono i risultati negativi dell’Istat” e chi invece crede che “l’Italia non sia un paese finito ma infinito nelle sue possibilita’”. “Dobbiamo guardare in faccia i problemi che abbiamo, non metterli sotto la sabbia”, ha aggiunto, sottolineando che “le promesse, come quella sull’approvazione della legge elettorale, si mantengono”. “L’Italia – ha continuato Renzi -�non la salvano i politici da soli, non sara’ rimessa in piedi solo da chi la dirige ma sara’ rimesso in piedi da chi gli vuole bene”. Per questo, ha concluso, “i momenti di campagna elettorale sono particolarmente importanti”, per “far vedere che la politica e’ una cosa seria, non solo la polemica dei ragazzi romani ma un qualcosa che va in contro ai bisogni della gente”. .

(AGI) – Roma, 5 mag. – “Se alle prossime elezioni mi ricandidero’ con il Pd? Se dovessi rispondere oggi, direi di no”. Stefano Fassina lo spiega dicendo che “il Pd di Renzi e’ molto lontano dal Pd che abbiamo immaginato”. Ospite di Agora’ su Rai Tre, l’esponente della sinistra Dem ribadisce: “Questo non e’ il Pd per il quale abbiamo lavorato in questi anni, pero’ – osserva – potremmo riuscire a cambiarlo. Oggi pero’ la mia risposta e’ no”. Del resto, annota ancora, “si puo’ fare politica in tanti modi, non bisogna stare in Parlamento. Potrei tornare a fare il mio lavoro”.

“I numeri crescenti della minoranza interna al Pd sono l’ennesimo segnale di un percorso sbagliato, un percorso che ha portato il presidente del Consiglio a costringere il Parlamento a votare le regole del gioco con una maggioranza che e’ piu’ ristretta di quella che sostiene il governo. Lo stesso errore che ha fatto Berlusconi nel 2005, ora lo riproduce Renzi addirittura piu’ intenso, perche’ Berlusconi non era arrivato a mettere la fiducia sulla legge elettorale: questo e’ il dato politico su cui riflettere”, spiega Stefano Fassina.
  “Il presidente del Consiglio insiste sulla necessita’ del cambiamento e ha ragione – ha aggiunto l’esponente della minoranza Dem – il problema e’ che il cambiamento puo’ essere positivo, progressivo o puo’ essere un cambiamento negativo e regressivo. Su Jobs act, legge elettorale, riforma del Senato e, temo, anche sulla riforma della scuola, il cambiamento e’ significativo ma regressivo. Noi cercheremo di correggere il cambiamento affinche’ sia progressivo, siamo stati eletti per questo”.

Fassina annuncia che partecipera’ “a questo corteo per ribadire che il ddl di riforma della scuola va radicalmente corretto, soprattutto nella parte riguardante i poteri dei dirigenti scolastici e in quella che concerne le assunzioni”. “Non possiamo sbattere fuori dalla scuola centinaia di migliaia di insegnanti precari idonei che in questi anni hanno mandato avanti le nostre scuole”, ha aggiunto il dissidente dem esortando il governo a stralciare il piano delle assunzioni dal provvedimento e procedere con un decreto “In modo da lasciare piu’ tempo al Parlamento per discutere il resto della riforma”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 mag. – “I numeri crescenti della minoranza interna al Pd sono l’ennesimo segnale di un percorso sbagliato, un percorso che ha portato il presidente del Consiglio a costringere il Parlamento a votare le regole del gioco con una maggioranza che e’ piu’ ristretta di quella che sostiene il governo. Lo stesso errore che ha fatto Berlusconi nel 2005, ora lo riproduce Renzi addirittura piu’ intenso, perche’ Berlusconi non era arrivato a mettere la fiducia sulla legge elettorale: questo e’ il dato politico su cui riflettere”. Cosi’ Stefano Fassina (Pd) intervenendo ad Agora’ (Raitre). “Il presidente del Consiglio insiste sulla necessita’ del cambiamento e ha ragione – ha aggiunto l’esponente della minoranza Dem – il problema e’ che il cambiamento puo’ essere positivo, progressivo o puo’ essere un cambiamento negativo e regressivo. Su Jobs act, legge elettorale, riforma del Senato e, temo, anche sulla riforma della scuola, il cambiamento e’ significativo ma regressivo. Noi cercheremo di correggere il cambiamento affinche’ sia progressivo, siamo stati eletti per questo”. (AGI) .

(AGI) – Bolzano, 5 mag. – Matteo Renzi oggi in Trentino Alto Adige. Il presidente del Consiglio dei Ministri, secondo quanto si apprende, al suo arrivo a Bolzano previsto per le 10 incontrera’ direttamente all’aeroporto i presidenti di Alto Adige, Arno Kompatscher, e Trentino, Ugo Rossi. Nel corso del breve incontro saranno trattati i temi delle due autonomie, le competenze ed i rapporti con lo Stato. All’incontro sara’ presente anche il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa. Quindi visita all’azienda Stahlbau Pichler, al termine della quale il premier terra’ una conferenza stampa (prevista alle ore 11,30) congiunta con Kompatscher e Rossi. Nelle vesti di segretario nazionale del Partito Democratico Renzi, sempre secondo quanto appreso, alle 12 terra’ un comizio elettorale al teatro Rainerum a sostegno dei candidati a sindaco alle prossime elezioni. Chiusa la parentesi nel capoluogo altoatesino, il premier si rechera’ in Val di Non, in provincia di Trento, dove visitera’ le celle ipogee di Tassullo, primo magazzino al mondo per la conservazione delle mele costruito nelle montagne. Alle ore 14,45 sara’ a Trento per un comizio presso la Fondazione Bruno Kessler, seguira’ alle 17,30 la visita del Museo d’arte moderna e contemporanea – Mart di Rovereto. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 mag. – “Impegno mantenuto”. Esulta Matteo Renzi un minuto dopo il via libera definitivo dell’Italicum. Non nasconde la soddisfazione Maria Elena Boschi: “Missione compiuta”.

Renzi, orgoglioso Pd scrive storia. Ora nodo Senato

La riforma elettorale e’ legge: con 334 si’ e 61 voti contrari, a scrutinio segreto richiesto da Forza Italia e Lega, l’Aula di Montecitorio approva il nuovo sistema di voto, che introduce i capilista bloccati (100 in tutto), le preferenze, il ballottaggio qualora nessuna lista o partito ottenga il 40% dei voti, il premio di maggioranza non piu’ alla coalizione ma al partito.

Boschi, 61 no dato politico, ma importante non  mollare

 

 

Italicum: ecco come funziona la nuova legge

La maggioranza regge l’onda d’urto, nemmeno il voto segreto mette in difficolta’ la tenuta del governo. Ma l’ultimo miglio del cammino dell’Italicum non e’ stato certo in discesa. Il Pd si pacca, almeno 40 – se non 45 – ‘dissidenti’ interni votano contro (da Bersani a Letta, da Cuperlo a Bindi e Fassina), mugugni anche in Scelta civica e Area popolare. E le opposizioni che abbandonano l’Aula e scelgono l’Aventino, non prima di aver chiesto lo scrutinio segreto, nell’ultimo tentativo di mettere in atto un blitz, magari con l’aiuto della minoranza dem. Che, pero’, seppur guadagnando qualche voto, non riesce a ‘sfondare’.

Tensioni si registrano anche dentro Forza Italia, gruppo in prima fila a guidare la pattuglia degli aventiniani. Sin dalla mattina, infatti, il capogruppo Brunetta annuncia che gli azzurri non parteciperanno al voto.

Le altre forze di minoranza riflettono, valutano tutte le alternative, con i grillini favorevoli a restare nell’emiciclo se il voto fosse stato palese. Il malumore interno ai forzisti si fa sentire subito: abbandonare l’aula e’ una scelta sbagliata e controproducente, accusano ‘verdiniani’ e ‘fittiani’. Tanto che durante la discussione sugli ordini del giorno, che hanno preceduto l’ok finale alla riforma, in circa una ventina di deputati di FI disattendono le direttive del gruppo e restano in Aula. Brunetta minimizza. Alla fine, pero’, diversi gli azzurri presenti al momento del voto finale: tra questi, Francesco Paolo Sisto, in qualita’ di presidente della commissione Affari costituzionali – quindi ‘giustificato’ – e Francesco Saverio Romano, fittiano della prima ora che annuncia pubblicamente il suo voto contrario all’Italicum.

Sin dalla mattina Renzi ostenta tranquillita’: la nuova legge “portera’ chiarezza e stabilita’”, dice il premier, convinto che con l‘Italicum “le cose cambieranno davvero”.

Dopo l’ok finale, su twitter, il presidente del Consiglio scrive: “Impegno mantenuto, promessa rispettata. L’Italia ha bisogno di chi non dice sempre no. Avanti, con umilta’ e coraggio”.

 

Minoranza in piazza contro l’Italicum – VIDEO

Duri i commenti della minoranza Pd: “Che amarezza la Camera mezza vuota. Cosi’ la sfida del Pd al Paese e’ piu’ debole”, afferma il capogruppo dimissionario Roberto Speranza.

Civati attacca il governo “Non lo sosterro’ piu’
forse gruppo autonomo” – VIDEO

“Il dissenso e’ stato abbastanza ampio. Il dato politico sia sull’approvazione della legge sia sulle dimensioni del dissenso e’ non poco rilevante”, osserva Pierluigi Bersani.

Scelta civica rivendica l’importanza dei suoi voti: “noi determinanti. Senza di noi oggi la maggioranza non c’era”, sottolinea Enrico Zanetti.

Soddisfatta anche Area popolare: “approvata una buona legge”, spiega Angelino Alfano.

Ma e’ dalle opposizioni che si leva un coro di critiche e proteste: “Renzi come un black cloc massacra la democrazia”, accusa Carla Ruocco del direttorio 5 Stelle. I grillini hanno chiesto a Mattarella di non firmare la legge. Brunetta parla di “vittoria di Pirro”. Per l’azzurro Renzi “al Senato non ha i numeri per approvare la riforma del Senato”. Per Nicola Fratoianni di Sel “Renzi dimezza la democrazia”. Chiosa il leghista Roberto Calderoli: “E’ proprio vero che al peggio non c’e’ mai fine, infatti dopo il Porcellum e’ arrivato il Porcellissimum”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 mag. – “Impegno mantenuto”. Esulta Matteo Renzi un minuto dopo il via libera definitivo dell’Italicum. Non nasconde la soddisfazione Maria Elena Boschi: “Missione compiuta”.

Renzi, orgoglioso Pd scrive storia. Ora nodo Senato

La riforma elettorale e’ legge: con 334 si’ e 61 voti contrari, a scrutinio segreto richiesto da Forza Italia e Lega, l’Aula di Montecitorio approva il nuovo sistema di voto, che introduce i capilista bloccati (100 in tutto), le preferenze, il ballottaggio qualora nessuna lista o partito ottenga il 40% dei voti, il premio di maggioranza non piu’ alla coalizione ma al partito.

Boschi, 61 no dato politico, ma importante non  mollare

 

 

Italicum: ecco come funziona la nuova legge

La maggioranza regge l’onda d’urto, nemmeno il voto segreto mette in difficolta’ la tenuta del governo. Ma l’ultimo miglio del cammino dell’Italicum non e’ stato certo in discesa. Il Pd si pacca, almeno 40 – se non 45 – ‘dissidenti’ interni votano contro (da Bersani a Letta, da Cuperlo a Bindi e Fassina), mugugni anche in Scelta civica e Area popolare. E le opposizioni che abbandonano l’Aula e scelgono l’Aventino, non prima di aver chiesto lo scrutinio segreto, nell’ultimo tentativo di mettere in atto un blitz, magari con l’aiuto della minoranza dem. Che, pero’, seppur guadagnando qualche voto, non riesce a ‘sfondare’.

Tensioni si registrano anche dentro Forza Italia, gruppo in prima fila a guidare la pattuglia degli aventiniani. Sin dalla mattina, infatti, il capogruppo Brunetta annuncia che gli azzurri non parteciperanno al voto.

Le altre forze di minoranza riflettono, valutano tutte le alternative, con i grillini favorevoli a restare nell’emiciclo se il voto fosse stato palese. Il malumore interno ai forzisti si fa sentire subito: abbandonare l’aula e’ una scelta sbagliata e controproducente, accusano ‘verdiniani’ e ‘fittiani’. Tanto che durante la discussione sugli ordini del giorno, che hanno preceduto l’ok finale alla riforma, in circa una ventina di deputati di FI disattendono le direttive del gruppo e restano in Aula. Brunetta minimizza. Alla fine, pero’, diversi gli azzurri presenti al momento del voto finale: tra questi, Francesco Paolo Sisto, in qualita’ di presidente della commissione Affari costituzionali – quindi ‘giustificato’ – e Francesco Saverio Romano, fittiano della prima ora che annuncia pubblicamente il suo voto contrario all’Italicum.

Sin dalla mattina Renzi ostenta tranquillita’: la nuova legge “portera’ chiarezza e stabilita’”, dice il premier, convinto che con l‘Italicum “le cose cambieranno davvero”.

Dopo l’ok finale, su twitter, il presidente del Consiglio scrive: “Impegno mantenuto, promessa rispettata. L’Italia ha bisogno di chi non dice sempre no. Avanti, con umilta’ e coraggio”.

 

Minoranza in piazza contro l’Italicum – VIDEO

Duri i commenti della minoranza Pd: “Che amarezza la Camera mezza vuota. Cosi’ la sfida del Pd al Paese e’ piu’ debole”, afferma il capogruppo dimissionario Roberto Speranza.

Civati attacca il governo “Non lo sosterro’ piu’
forse gruppo autonomo” – VIDEO

“Il dissenso e’ stato abbastanza ampio. Il dato politico sia sull’approvazione della legge sia sulle dimensioni del dissenso e’ non poco rilevante”, osserva Pierluigi Bersani.

Scelta civica rivendica l’importanza dei suoi voti: “noi determinanti. Senza di noi oggi la maggioranza non c’era”, sottolinea Enrico Zanetti.

Soddisfatta anche Area popolare: “approvata una buona legge”, spiega Angelino Alfano.

Ma e’ dalle opposizioni che si leva un coro di critiche e proteste: “Renzi come un black cloc massacra la democrazia”, accusa Carla Ruocco del direttorio 5 Stelle. I grillini hanno chiesto a Mattarella di non firmare la legge. Brunetta parla di “vittoria di Pirro”. Per l’azzurro Renzi “al Senato non ha i numeri per approvare la riforma del Senato”. Per Nicola Fratoianni di Sel “Renzi dimezza la democrazia”. Chiosa il leghista Roberto Calderoli: “E’ proprio vero che al peggio non c’e’ mai fine, infatti dopo il Porcellum e’ arrivato il Porcellissimum”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 mag. – Potrei costituire “anche un gruppo autonomo, quando ci si divide ci si divide, ma vorrei discuterne ancora qualche ora. Sicuramente non sosterro’ piu’ questo Governo, quando mi chiederanno la fiducia non gliela daro’ perche’ non mi fido piu'”. Lo ha detto a Sky TG24 HD, all’interno dello speciale ‘Italicum, il voto finale’, l’esponente della minoranza PD Giuseppe Civati, dopo l’approvazione dell’Italicum. “Gia’ al Senato – ha spiegato – 24 senatori non votarono l’Italicum, la spaccatura all’interno del gruppo c’e’ gia’ stata, e’ un fatto politico che Renzi conosceva gia’ e che evidentemente non gli interessa. Per me questa e’ una parentesi che non si chiude, che significa discutere nelle prossime ore con chi e’ determinato a ribadire questo dato politico e capire se si puo’ fare qualcosa insieme, altrimenti faro’ una scelta personale che nelle prossime ore comunichero’. Penso che chi non e’ d’accordo debba immaginare anche un’ipotesi referendaria, porre almeno in termini politici questa questione sarebbe giusto”. .

(AGI) – Roma, 4 mag. – “Si’, sicuramente e’ un dato politico” i 61 voti contrari all’Italicum, ma questo “accade anche in altri provvedimenti, in cui i voti contrari di solito sono molti di piu’. Ma il dato politico molto forte, per me e che sento quando sono in giro, e’ che la gente che incontriamo, soprattutto i piu’ adulti, ci dicono di andare avanti e non mollare, ci dicono ‘non vi fate bloccare’. Questo per me e’ il dato politico”. Lo ha detto Maria Elena Boschi, a Otto e mezzo, commentando le parole di Pierluigi Bersani che ha giudicato un ‘dato politico’ l’esito del voto sull’Italicum.

“Mi dispiace sinceramente che uno che ha fatto tanto per il partito, che e’ stato segretario, come Bersani, che spesso ci ha richiamato a noi piu’ giovani al senso della ‘ditta’, che non abbiano rispettato le decisioni della maggioranza. Mi aspetto che il 10% del partito rispetti la maggioranza del gruppo e questo e’ stato prorio lui ad insegnarcelo”. Lo ha detto Maria Elena Boschi a Otto e mezzo, commentando la posizione assunta da Pierluigi Bersani. (AGI)

Flag Counter
Video Games