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(AGI) – Roma, 16 giu. – “Il presidente del Consiglio ha opportunamente richiamato ad una responsabilita’ generale condivisa e ad un realismo a cui dobbiamo, come governo, richiamare il parlamento perche’ effettivamente gli emendamenti, anche al Senato, sono tantissimi e i tempi stringono. Per la macchina amministrativa avevo dato una scadenza che era gia’ molto, molto generosa: il 15 giugno. Ora, questa data e’ stata gia’ superata e quindi si tratta di capire qual e’ l’atteggiamento delle opposizioni di fronte alla volonta’ di andare non solo bene ma anche presto in porto con questo provvedimento”. Lo dice il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. “Lo stralcio delle assunzioni significa snaturare completamente lo spirito di questo provvedimento”. Cosi’ il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha risposto in un’intervista a Radio 24 alla domanda se e’ ipotizzabile lo stralcio delle assunzioni degli insegnanti dal ddl di riforma della scuola, dopo le dichiarazioni rese del premier Matteo Renzi a Porta a Porta. Giannini ha quindi sottolineato: “Dobbiamo cercare di arrivare a conclusione con tutte le doverose forme di miglioramento che la Camera aveva gia’ apportato e che il Senato puo’ utilmente recuperare o rinnovare ma mettendo insieme tutto, a partire dall’autonomia scolastica, che e’ il nostro obiettivo fondamentale per rendere meno borbonico il sistema”. “La nostra volonta’ – ha concluso il ministro – e’ quella di un grande dialogo sulla scuola e c’e’ stato un dibatito ampio su questo progetto educativo che comprende anche la fine della piaga del precariato storico”. .

(AGI) – Roma, 16 giu. – “Renzi e’ tutto fumo e niente arrosto, se fosse scrutinato sarebbe sicuramente bocciato”.Lo dichiara il capogruppo della Lega Nord al Senato, Gian Marco Centinaio. “Racconta balle a raffica e non conclude un bel niente. Ci incolpa delle mancate assunzioni degli insegnanti a settembre quando ovunque e’ verbalizzata la nostra richiesta di stralciare le assunzioni dal provvedimento e di sanare la situazione con un decreto urgente che avremmo subito votato – osserva – Non puo’ incolparci per la sua incapacita’ di fare e ascoltare. In un anno ha fatto il giro di tutte le scuole, ascoltato tutti i professori, gli studenti, i genitori, le categorie e poi ha presentato la buona scuola. Un vero e proprio fallimento visto che ha scontentato tutti quelli che dice di aver ascoltato. Da buon democristiano rimanda tutto a luglio per far chiudere gli scrutini agli insegnanti e poi trattare la patata bollente quando saranno tutti al mare. Inqualificabile”, conclude. “Mentre Matteo Renzi decide se e’ il Matteo 1 o il Matteo 2 non prenda in giro gli insegnanti e gli italiani abusando della Tv”. E’ netta la reazione di Sinistra Ecologia Liberta’ affidata al coordinatore nazionale Nicola Fratoianni alle parole del premier sulla scuola. “Abbiamo chiesto decine di volte lo stralcio della parte relativa alla stabilizzazione dei docenti precari, dicendo che avremmo votato anche noi subito un decreto per la loro assunzione.Renzi non provi neanche a buttare la responsabilita’ dell’incapacita’ del governo sulle opposizioni e sul Parlamento”, osserva. .

(AGI) – Roma, 16 giu. – “E’ il momento piu’ difficile e piu’ affascinante dell’intera legislatura”, ammette il presidente del Consiglio nel corso dell’assemblea dei deputati Dem. “Questa legislatura finira’ nel 2018”, assicura Matteo Renzi che intanto serra i ranghi e torna in modalita’ rottamazione, almeno per quanto riguarda le liturgie del confronto politico. “Tutta la discussione politica e’ sul fatto che in alcune citta’ abbiamo perso i ballottaggi. E’ evidente che quando i cittadini dicono ‘non ci sei piaciuto, scegliamo un altro’ bisogna riflettere”, ragiona tornando sul risultato del test amministrativo. “Oggi abbiamo un clima economico nel Paese che spinge per ripartire e su questo dobbiamo puntare”, rivendica Renzi per dirsi convinto che “questo Paese ha un sacco di potenzialita’” e per avvertire che “non ne possiamo piu’ di un ragionamento per cui quando si parla di politica si discute solo del nostro ombelico”. E’ il giorno della partecipazione al salotto tv di Bruno Vespa, dopo il breve ‘speech’ all’assemblea dei deputati Pd per l’elezione di Ettore Rosato a successore di Roberto Speranza alla presidenza del gruppo. Ma e’ anche, e forse soprattutto, il giorno dell’intervista a La Stampa in cui l’inquilino di Palazzo Chigi fissa alcuni paletti: “Queste elezioni dicono con chiarezza che con il ‘Renzi 2’ non si vince. Devo tornare a fare il ‘Renzi 1′”, aveva scandito. Il che voleva dire, per esempio, “infischiarmene dei D’Attorre e dei Fassina e riprendere in mano il partito”. ‘Cortesie’ che lo stesso Fassina ricambia con il medesimo tenore: “La scissione l’hanno fatta gia’ gli elettori, che in numero molto consistente, prima in Emilia Romagna poi nelle altre regioni, non hanno partecipato al voto, non hanno votato Pd. Dopodiche’, e’ evidente che dovremo fare un bilancio, perche’ cosi’ non va”. Ma c’e’ un altro passaggio, in quell’intervista, che riaccende le polveri, oltre alle tensioni mai sopite nel partito. Quando dice “adesso basta, si cambia”, Renzi ricorda che “tra un anno si vota nelle grandi citta’: Torino, Milano, Bologna, Napoli, forse Roma”. Un accenno a una possibilita’ tecnica che arriva pero’ dal presidente del Consiglio. E dal segretario del partito cui appartiene il sindaco di Roma: “Se torna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo”, gli manda a dire Renzi. La linea non cambia durante la registrazione di Porta a porta: “Sia il sindaco che l’amministrazione si guardino allo specchio e decidano quello che si deve fare”, perche’ “chi e’ in grado di governare governi, e se non sei in grado vai a casa”. E anche qui arriva la replica a muso duro di Fassina: “Ho trovato le parole di Renzi sul sindaco di Roma, Marino, indecenti”. Matteo Orfini, presidente dell’Assemblea nazionale Pd e commissario del partito a Roma, conferma a Marino un appoggio “forte e deciso” ma non blinda la Consiliatura a fronte di quanto puo’, sulla carta, accadere sulla base delle valutazioni di Gabrielli: “Tecnicamente nessuno puo’ dire ‘no, non accadra’ mai’ perche’ e’ il prefetto a chiedere lo scioglimento all’esecutivo. Quindi, anche per una questione di galateo istituzionale, nessuno puo’ dire oggi che il Comune di Roma non sara’ commissariato. Noi staremo tranquilli a Roma solo quando tutti i problemi della capitale saranno risolti”. .

(AGI) – Roma, 16 giu. – “Quest’anno con tremila emendamenti in commissione non si riesce ad assumere i 100mila a settembre. Le scelte dell’opposizione hanno come conseguenza che il provvedimento non riuscira’ ad entrare in vigore in tempo per settembre”. Cosi’ Matteo Renzi, a Porta a Porta, sull’ostruzionismo sulla Buona Scuola. “Nei primi giorni di luglio faremo una conferenza nazionale sulla scuola, dai sindacati alle famiglie, presentiamo la nostra proposta e una volta che abbiamo ascoltato tutti si chiude”, ha aggiunto.

Roma: Renzi avverte Marino, si guardi allo specchio e decida che fare

Sia il sindaco che l’amministrazione si guardino allo specchio e decidano quello che si deve fare”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si rivolge dal pulpito di Porta a Porta al primo cittadino romano. “Se vogliono andare avanti su Roma, noi gli daremo una mano”, aggiunge copmunque Renzi a proposito del futuro della giunta capitolina. E assicura che “non esiste l’ipotesi del commissariamento per mafia” del Comune di Roma. Quindi chiosa: “Chi e’ in grado di governare governi. Se non sei in grado vai a casa”.

Il premier parla poi del deludente esito delle elezioni regionali. “Tutta la discussione politica e’ sul fatto che in alcune citta’ abbiamo perso i ballottaggi. E’ evidente che quando i cittadini dicono ‘non ci sei piaciuto, scegliamo un altro’ bisogna riflettere”. A Porta a Porta, Renzi indica la via da seguire: “Oggi abbiamo un clima economico nel paese che spinge per ripartire e su questo dobbiamo puntare”. Parlando quindi delle primarie, il premier spiega che “c’e’ da votare in alcune citta’ importanti e decideremo se ricorrere alle primarie o no”.

Poi precisa: “Io sono convinto che questo Paese abbia un sacco di potenzialita’. Ma non ne possiamo piu’ di un ragionamento per cui quando si parla di politica si discute solo del nostro ombelico”, spiega a Porta a Porta. “Alla gente interessa di come si sceglie un sindaco o che le strade siano pulite? Decidiamo come scegliere ma poi bisogna fare le cose”. Renzi assicura di non temere di essere messo in minoranza nel Pd. “Se devo andare a casa, vado a casa al congresso del partito nel 2017 – spiega -. Mi basta poco: ho dieci camicie da piegare e qualche libro da portarmi via”.

(AGI) – Roma, 16 giu. – “Sia il sindaco che l’amministrazione si guardino allo specchio e decidano quello che si deve fare”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si rivolge dal pulpito di Porta a Porta al primo cittadino romano. “Se vogliono andare avanti su Roma, noi gli daremo una mano”, aggiunge copmunque Renzi a proposito del futuro della giunta capitolina. E assicra che “non esiste l’ipotesi del commissariamento per mafia” del Comune di Roma. Quindi chiosa: “Chi e’ in grado di governare governi. Se non sei in grado vai a casa”.

Il premier parla poi del deludente esito delle elezioni regionali. “Tutta la discussione politica e’ sul fatto che in alcune citta’ abbiamo perso i ballottaggi. E’ evidente che quando i cittadini dicono ‘non ci sei piaciuto, scegliamo un altro’ bisogna riflettere”. A Porta a Porta, Renzi indica la via da seguire: “Oggi abbiamo un clima economico nel paese che spinge per ripartire e su questo dobbiamo puntare”. Parlando quindi delle primarie, il premier spiega che “c’e’ da votare in alcune citta’ importanti e decideremo se ricorrere alle primarie o no”. Poi precisa: “Io sono convinto che questo Paese abbia un sacco di potenzialita’. Ma non ne possiamo piu’ di un ragionamento per cui quando si parla di politica si discute solo del nostro ombelico”, spiega a Porta a Porta. “Alla gente interessa di come si sceglie un sindaco o che le strade siano pulite? Decidiamo come scegliere ma poi bisogna fare le cose”. Renzi assicura di non temere di essere messo in minoranza nel Pd. “Se devo andare a casa, vado a casa al congresso del partito nel 2017 – spiega -. Mi basta poco: ho dieci camicie da piegare e qualche libro da portarmi via”.

Lavoro: Renzi, non compito politica dare reddito cittadinanza 

“Io credo che il compito della politica non sia quello di dare i soldi ai cittadini solo perche’ si e’ cittadini”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Porta a Porta. “Dobbiamo cambiare il sistema della pubblica amministrazione, della giustizia, pressione fiscale”, ha aggiunto. Il tutto, “per favorire l’occupazione”. .

(AGI) – Roma, 16 giu. – “Noi pensiamo al futuro della citta’”, una citta’ “che cambia e va avanti”. Cosi’ il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha risposto a chi gli chiedeva se pensasse alle dimissioni dopo le dichiarazioni rilasciate dal premier, Matteo Renzi, in un’intervista a un quotidiano. Stamane, in un colloquio con La Stampa, parlando dei prossimi appuntamenti elettorali, il premier ha parlato anche della Capitale: “Ma adesso basta, si cambia”, ha detto Renzi. “Anche perche’ tra un anno si vota nelle grandi citta’. Torino, Milano, Bologna, Napoli, forse Roma”. E proprio sulla Capitale Renzi ha avvertito: “Se torna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 16 giu. – “Oggi, 16 giugno, e’ il martedi’ nero in cui gli italiani sono sottoposti a un salasso fiscale. Come Conservatori e Riformisti, ci battiamo affinche’ mai piu’ vi siano giornate come questa. In particolare, tra le imposizioni piu’ scandalose c’e’ quella sulla prima casa. Nei mesi passati, abbiamo proposto l’abolizione totale della tassa sulla prima casa, frutto di enormi sacrifici da parte delle famiglie italiane (copertura da noi individuata: taglio degli acquisti di beni e servizi della Pa). Il nostro emendamento fu dichiarato tecnicamente ammissibile, ma fu respinto da Pd e Governo Renzi. Lo riproporremo rispetto a ogni provvedimento in cui si possa tentare di introdurre modifiche”. Lo afferma in una nota Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti, che aggiunge: “Avevamo in tempi non sospetti dichiarato che la nuova patrimoniale sulla casa, fondata sul binomio Tasi+Imu, avrebbe superato nel gettito la tassazione immobiliare prevista dal Governo Monti. Alcuni ci hanno detto che esageravamo, alcuni hanno detto che non sarebbe stato possibile, il Mef ha sostenuto che il gettito sarebbe stato inferiore, si sono sprecati comunicati e dichiarazioni nel corso dell’anno. E’ bastato attendere pochi mesi e i nostri calcoli purtroppo si sono avverati. Renzi supera Monti in materia di tassazione immobiliare del 7% ma troviamo difficile rintracciare un suo tweet sull’argomento; addirittura riesce nell’impresa di provocare un aumento della tassazione del 157% rispetto ai tempi della vecchia Ici”, osserva Fitto. “Bisogna tremare al pensiero che il Governo mettera’ ancora mano alla tassa sul mattone; abbiamo fondati timori che il nome cambiera’ (local tax) ma che il gettito tendera’ ad aumentare battendo ogni tipo di record. Piu’ in generale, oggi si rischia di raggiungere la cifra mostruosa di 46 miliardi di imposte da pagare tra Imu, Tasi, Irpef, Irap, Ires e cedolare secca. Il 16 giugno sara’ ricordata come una giornata devastante per i cittadini italiani. Per quanto ci riguarda, domani, a Roma (ore 16, Teatro S. Chiara), insieme al guru antitasse Usa Grover Norquist, leader di Americans For Tax Reform, presenteremo la nostra proposta fiscale con il preciso intento di dare una vera scossa alla nostra economia”, conclude Fitto. (AGI)

(AGI) – Roma, 16 giu. – “E’ il momento piu’ difficile e piu’ affascinante dell’intera legislatura. Questa legislatura finira’ nel 2018”. Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi all’assemblea del gruppo Pd alla Camera. “Candido Ettore Rosato come capogruppo – ha annunciato il premier – ha fatto bene fino ad ora come segretario d’Aula e poi come vice capogruppo vicario. Non e’ una proposta fatta con il bilancino. E’ la proposta di chi ha fatto bene e puo’ fare bene”. “Abbiamo di fronte molte riforme, l’impegno e’ grosso”. Questa mattina in un’intervista pubblicata su “La Stampa”, il premier aveva detto: “Queste elezioni dicono con chiarezza che con il Renzi 2 non si vince. Devo tornare a fare il Renzi 1. Infischiarmene dei D’Attorre e dei Fassina e riprendere in mano il partito”. “Una cosa e’ certa – ha osservato – le primarie sono in crisi. Dipendesse da me – ha aggiunto Renzi – la loro stagione sarebbe finita”. Quanto alla recente tornata elettorale “Casson, Paita, De Luca, Emiliano, Moretti. Io in quelle scelte non ho messo bocca.” Secondo Renzi “Questo e’ un paese moderato, vince chi occupa il centro. Con personalita’. Perche’ se invece degli originali corrono le copie, allora non funziona. In Liguria la Paita non ha perso perche’ il candidato di Civati le ha tolto dei voti che probabilmente non sarebbero andati comunque a lei. Ha perso perche’ nell’ultima settimana il 5 per cento degli elettori di centro si e’ spostato verso Toti.” “Storicamente ad Arezzo abbiamo vinto solo quando il candidato si chiamava Fanfani. L’ultimo e’ stato Fanfani Beppe…. I miei giudizi sul voto di domenica non sono in bianco e nero. In alcuni casi, e’ vero, perdiamo per mancanza di organizzazione. In altri pero’, come a Mantova, vinciamo dove la Lega e’ forte. La verita’ e’ che ormai la gente vota come le pare, sulla base della persona”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 16 giu. – “Candido Ettore Rosato come capogruppo, ha fatto bene fino ad ora come segretario d’Aula e poi come vice capogruppo vicario. Non e’ una proposta fatta con il bilancino. E’ la proposta di chi ha fatto bene e puo’ fare bene”. Lo ha detto Matteo Renzi all’assemblea del gruppo Pd alla Camera. “Abbiamo di fronte molte riforme, l’impegno e’ grosso” ha concluso il premier. “Ringrazio per la fiducia e sono grato a Speranza per il lavoro svolto” ha detto Rosato, indicato da Matteo Renzi come candidato capogruppo alla Camera, prendendo la parola durante l’assemblea del Pd. “Dobbiamo fare in modo che ognuno si senta a casa sua nel gruppo. Dopo il confronto, lavorare tutti insieme”. (AGI) ..

(AGI) – Roma, 16 giu. – “Noi pensiamo al futuro della citta’”, una citta’ “che cambia e va avanti”. Cosi’ il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha risposto a chi gli chiedeva se pensasse alle dimissioni dopo le dichiarazioni rilasciate dal premier, Matteo Renzi, in un’intervista a un quotidiano. Stamane, in un colloquio con La Stampa, parlando dei prossimi appuntamenti elettorali, il premier ha parlato anche della Capitale: “Ma adesso basta, si cambia”, ha detto Renzi. “Anche perche’ tra un anno si vota nelle grandi citta’. Torino, Milano, Bologna, Napoli, forse Roma”. E proprio sulla Capitale Renzi ha avvertito: “Se torna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo”. (AGI) .

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