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(AGI) – Roma, 29 lug. – Il Senato ha respinto la richiesta di arresto ai domicialiari avanzata dal Gip di Trani nei confronti del Senatore Azzollini: hanno votato contro il parere della Giunta di concedere l’autorizzazione 189 senatori, a favore si sono pronunciati in 96, 17 gli astenuti.La votazione e’ avvenuta a scrutinio segreto. Sulla mia persona il Gip ” ha fatto copia-incolla” della richiesta del pm. “Questa la dice sul contesto in cui sono giudicato” ha detto il senatore Antonio Azzollini nell’Aula del Senato. Il 7 ottobre del 2014 la Giunta delle elezioni e delle immunita’ parlamentari del Senato della Repubblica dichiara la inutilizzabilita’ di alcune intercettazioni a mio favore (lo ripeto, 7 ottobre 2014). Il 23 febbraio 2015 sporgo denuncia”, ha anche sottolineato.

Azzollini: tutte le notizie nell’archivio – Agi

“Dovere di un parlamentare, infatti, e’ di non fare alcunche’ di soppiatto; un parlamentare denuncia i fatti ove ritiene in sua coscienza che siano da denunciare; naturalmente spetta – ed e’ in corso – alla magistratura competente l’indagine sul caso. Sporgo denuncia a ragione di alcuni elementi di fatto rappresentati alla Giunta delle elezioni e delle immunita’ parlamentari che ritenevo fossero non corrispondenti al vero.

L’ho fatto per l’esclusiva ragione che il Parlamento, la Giunta, va difeso di fronte a chi a mio avviso non rappresenta la realta’ cosi’ come essa deve essere rappresentata. Questi sono due fatti storici”. Ha ricordato. Conseguenti a questi “sono stati la denuncia al Consiglio superiore della magistratura, al Ministero della giustizia e alla procura generale presso la Corte di cassazione per le azioni di loro competenza. Questi sono fatti che emergono in tutta la loro evidenza”, ha detto ancora. (AGI) .

(AGI) – Roma, 29 lug. – “Non abbiamo dimenticato questo rapimento e continuamo a lavorarci con assoluta costanza, come ho confermato ai fratelli di Dall’Oglio”. Lo ha detto riferendosi al sequestro in Siria di padre Paolo Dall’Oglio il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, nel corso della riunione congiunta delle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. .

(AGI) – Roma, 29 lug. – Il Senato ha respinto la richiesta di arresto ai domicialiari avanzata dal Gip di Trani nei confronti del Senatore Azzollini: hanno votato contro il parere della Giunta di concedere l’autorizzazione 189 senatori, a favore si sono pronunciati in 96, 17 gli astenuti.La votazione e’ avvenuta a scrutinio segreto.

Sulla mia persona il Gip ” ha fatto copia-incolla” della richiesta del pm. “Questa la dice sul contesto in cui sono giudicato” ha detto il senatore Antonio Azzollini nell’Aula del Senato. Il 7 ottobre del 2014 la Giunta delle elezioni e delle immunita’ parlamentari del Senato della Repubblica dichiara la inutilizzabilita’ di alcune intercettazioni a mio favore (lo ripeto, 7 ottobre 2014). Il 23 febbraio 2015 sporgo denuncia”, ha anche sottolineato.

Dovere di un parlamentare, infatti, e’ di non fare alcunche’ di soppiatto; un parlamentare denuncia i fatti ove ritiene in sua coscienza che siano da denunciare; naturalmente spetta – ed e’ in corso – alla magistratura competente l’indagine sul caso. Sporgo denuncia a ragione di alcuni elementi di fatto rappresentati alla Giunta delle elezioni e delle immunita’ parlamentari che ritenevo fossero non corrispondenti al vero.

L’ho fatto per l’esclusiva ragione che il Parlamento, la Giunta, va difeso di fronte a chi a mio avviso non rappresenta la realta’ cosi’ come essa deve essere rappresentata. Questi sono due fatti storici”. Ha ricordato. Conseguenti a questi “sono stati la denuncia al Consiglio superiore della magistratura, al Ministero della giustizia e alla procura generale presso la Corte di cassazione per le azioni di loro competenza. Questi sono fatti che emergono in tutta la loro evidenza”, ha detto ancora. (AGI) .

(AGI) – Roma, 29 lug. – “Voglio tranquillizzare gli amici della sinistra Pd: nessuno di noi ha voglia di iscriversi o entrare al Pd. Io, poi, sono toscano e se lo avessi voluto fare lo avrei fatto da ragazzo”. Cosi’ Denis Verdini, nella conferenza stampa di presentazione della nascita del nuovo gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, smentisce le voci circolate nelle ultime settimane di una possibile alleanza della sua nuova formazione con il Pd. Premettendo che “nessuno di noi ha mai espresso la volonta’ di aderire al Pd”, tuttavia “eravamo a disagio all’interno dei gruppi in cui abbiamo militato”, ma “non rinneghiamo niente” ha affermato Verdini in riferimento alla sua storia politica in Forza Italia e al fianco di Berlusconi. (AGI)

(AGI) – Roma, 29 lug. – Al via, con l’intervento del presidente della Giunta per le elezioni e le immunita’ di Palazzo Madama, Dario Stefano, l’Aula del Senato sulla richiesta di autorizzazione di arresto ai domiciliari da parte della magistratura di Trani del presidente della commissione Bilancio e senatore Ncd, Antonio Azzollini. L’assemblea e’ chiamata a pronunciarsi sul parere espresso a maggioranza dalla giunta, favorevole ad autorizzare la richiesta avanzata dal Gip, non avendo ravvisato fumus persecutionis.(AGI)

(AGI) – Roma, 28 lug. – Quattro nuovi assessori, un preciso elenco di priorita’ e una ‘sfida’ al premier Renzi: “ha ragione nell’affermare che l’amministrazione di una citta’ va valutata per cio’ che ha fatto e per cio’ che fa”. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha completato la nuova giunta capitolina e illustrato il suo programma di ‘mid term’, perche’ – ha spiegato – dopo “due anni per cambiare il modo di governare la citta’, abbiamo tre anni per cambiare la citta’”. Le new entry sono Marco Causi (vicesindaco con delega al Bilancio e al Personale), Marco Rossi Doria (assessore a Scuola e Periferie), Stefano Esposito (Trasporti) e Luigina Di Liegro (Turismo). Causi, deputato pd, sulla sua scrivania trovera’ alcuni dossier scottanti, come quello relativo alla trattativa per il rinnovo del contratto decentrato e sul salario accessorio dei dipendenti del Comune. Di Liegro, nata a Gaeta e trasferitasi da piccola con la famiglia negli Usa, e’ nipote di don Luigi, fondatore della Caritas diocesana a Roma, ed e’ stata gia’ assessore alle Politiche della sicurezza del Lazio. Piemontese, parlamentare dal 2008, Esposito e’ noto per le sue posizioni ‘pro Tav’, che in passato gli hanno procurato minacce dal movimento antagonista: il senatore dem e’ anche membro della commissione antimafia e, a seguito dell’inchiesta su Mafia Capitale, commissario del partito nel territorio di Ostia. Marco Rossi Doria, ex sottosegretario all’Istruzione nei governi Monti e Letta, rimpiazza Paolo Masini. Causi ed Esposito hanno subito chiarito che non lasceranno le loro poltrone da parlamentari, rinunciando pero’ agli stipendi che spetterebbero loro in Campidoglio. “Quando mi sono insediato – ha premesso Marino presentando i nuovi assessori – anche se non credevo che avrei trovato una situazione di rigore e legalita’, non immaginavo di trovare le casse vuote, un disavanzo di quasi un miliardo di euro e la criminalita’ organizzata: mancavano solo le mine antiuomo. Non ho mai percepito un pressing per le mie dimissioni – ha assicurato – mi sento solido e sento la solidita’ del governo”. “Credo ci sia una citta’ che apprezza il nostro cambiamento e un presidente del Consiglio felice del fatto che siamo riusciti a riportare la legalita’ contabile in Campidoglio”, ha aggiunto il primo cittadino della capitale rivelando di non aver avuto nelle ultime 24 ore “contatti diretti” con Renzi: “c’e’ stato un lavoro comune a Palazzo Chigi e in Campidoglio su progetti e idee, sono sicuro che nelle prossime ore avremo occasione di confrontarci”. “Cambiare Roma: due fasi, un solo obiettivo”, lo slogan scelto per questa ‘ripartenza’: decoro, mobilita’, trasporti, casa e trasformazione urbana, oltre a Giubileo e Olimpiadi, i fronti piu’ caldi. Primi passi concreti: “abbiamo chiesto al governo di convocare il tavolo interistituzionale per Roma Capitale, che e’ stato convocato per martedi’ prossimo a palazzo Chigi”, ha reso noto Causi, mentre Esposito – in riferimento alla crisi Atac – ha annunciato di voler “incontrare tutti i sindacati tra domani e giovedi’: per me c’e un foglio bianco e credo che ci sia la necessita’ di fare un patto perche’ gli scontri tra politica e sindacato, uniti alle questioni di vetusta’ dei mezzi e dell’infrastruttura, li stiamo scaricando sui cittadini e non lo possiamo piu’ fare”. Prevedibile il corollario di polemiche. Per il capogruppo di Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola, “la giunta annunciata e’ un prodotto fatto da continuita’ con il vecchio centrosinistra misto a iper renzismo”. “E’ stato posto il sigillo all’incompetenza di Marino – ha attaccato la deputata M5S, Roberta Lombardi: “guardando ai nomi avanzati dal pd nazionale mi pare che sia peggio la pezza del buco”. Causi ed Esposito “sono totalmente inadeguati. E a pagarne il prezzo saranno ancora una volta i romani”. Ironica Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia: “Marino e’ di Genova, Causi di Palermo, Esposito di Torino, Rossi Doria di Napoli, Di Liegro di Gaeta, Sabella di Bivona, Danesi di Avezzano, Cattoi di Riva del Garda, Pucci di Pisa, Caudo di Fiumefreddo di Sicilia. Praticamente gli unici romani rimasti in Campidoglio sono Marco Aurelio e la Lupa. Se potessero se ne andrebbero anche loro”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 28 lug. – Il presidente dei senatori, Luigi Zanda, ha inviato – riferiscono fonti parlamentari del Pd – una lettera a tutti gli esponenti dem di palazzo Madama – invitandoli a seguire il dibattito di domani in Aula e a formarsi un proprio convincimento sul ‘caso Azzollini’. Nessuna volonta’, spiega un senatore, di ‘sconfessare’ il lavoro della Giunta per l’Immunita’ del Senato – anzi nella missiva sono allegate le relazioni di Stefano e di D’Ascola -, ma ogni senatore potra’ votare secondo coscienza. Zanda, tra l’altro, ricorda nella missiva come sia la prima volta in questa legislatura che si vota per l’arresto di un senatore. Si capira’ domani come si pronuncera’ l’Aula di palazzo Madama sulla richiesta di arresto per il senatore Ncd, ma nel partito democratico, spiega un’altra fonte, sono in molti che potrebbero ‘salvare’ il senatore del Nuovo Centrodestra. “Anche piu’ della meta’”, viene fatto rilevare. La giunta per le immunita’ del Senato aveva dato parere positivo alla richiesta di arresto della procura di Trani per Antonio Azzollini coinvolto nel crac delle case di cura “Divina Provvidenza. “Bisonera’ come si muoveranno in FI e in Ncd, se ci saranno franchi tiratori nel segreto dell’urna”, spiega un altro esponente di palazzo Madama. Ma nelle fila di Area popolare e degli azzurri si da’ per scontato il no alla richiesta d’arresto. (AGI) .

(AGI) – Torino, 28 lug. – Dopo l’episodio avvenuto stamattina al Comune di Torino, quando durante un convegno islamico due consiglieri leghisti, in segno di protesta, hanno chiuso la stanza della preghiera allestita per l’occasione a Palazzo civico per i fedeli musulmani, il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, ha incaricato la Digos di svolgere “accertamenti urgenti per verificare l’eventuale rilevanza penale dell’accaduto”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 28 lug. – Il giorno dell’addio di Denis Verdini a Forza Italia e a Silvio Berlusconi e’ arrivato. Domani, alle 11, il senatore toscano, per vent’anni braccio destro e operativo del Cavaliere, ufficializzera’ in una conferenza stampa a palazzo Madama la nascita del nuovo gruppo, che si chiamera’ ‘Alleanza liberalpopolare-Autonomie’, il cui acronimo, fanno notare i verdiniani, sara’ ‘Ala’, una sigla che vuol segnare l’avvio di un nuovo percorso. Ma Verdini ha voluto fare le cose in grande: non solo la nascita del gruppo ma anche la creazione di una fondazione, che avra’ sede in via Poli a Roma. Sono 10 i senatori che seguiranno Verdini in questa nuova avventura, mentre alla Camera i verdiniani al momento sono 7-8, ma per la fuoriuscita dal gruppo azzurro e il conseguente approdo nel Misto forse – viene spiegato – si dovra’ attendere ancora qualche giorno, “al piu’ tardi la prossima settimana”. E in corso d’opera, viene ancora spiegato, non e’ escluso che i verdiniani possano chiedere una deroga alla presidente Boldrini, come hanno fatto altri ex berlusconiani, Fratelli d’Italia. Il capogruppo al Senato della nuova formazione sara’ Lucio Barani, mentre a Vincenzo D’Anna sara’ affidato il ruolo di portavoce nazionale. Verdini sara’ il presidente. Domani, oltre al nuovo gruppo, Verdini presentera’ anche un documento politico e programmatico, in cui – riferiscono fonti vicine al senatore toscano – sara’ scritto nero su bianco che Alleanza liberlpopolare non sara’ in alcun modo “la stampella di Renzi, non ci sara’ nessun soccorso ne’ aiuto sistematico alla maggioranza di governo”. Insomma, spiegano le stesse fonti, la nuova formazione si collochera’ all’opposizione, e valutera’ di volta in volta l’atteggiamento da tenere sui singoli provvedimenti. Fatte salve le riforme: la linea politica del nuovo soggetto creato da Verdini e’ coerente con la posizione da sempre assunta dal senatore in materia di riforme. Il ddl Boschi va sostenuto, viene confermato. Tutt’altro discorso per le altre riforme che Renzi mira ad approvare. Si valutera’ volta per volta nel merito. La bussola che indichera’ la strada sara’ il progetto liberale che era alla base del centrodestra creato da Berlusconi. Una presa di distanza netta, quindi, dalla linea politica assunta da Forza Italia negli ultimi mesi, dopo la rottura del patto del Nazareno. E, soprattutto, dalla linea di destra estrema propria della Lega di Salvini. Nessun patto alla luce del sole con Renzi, quindi, ma una opposizione costruttiva e non ideologica, basata sui contenuti, e’ la linea dei verdiniani. La ‘campagna’ di adesioni di Verdini, pero’, non termina con la nascita domani del nuovo gruppo. Anche oggi, riferiscono alcune fonti parlamentari al Senato, e’ proseguita l’opera di convincimento del senatore toscano. E secondo alcuni fedelissimi, non e’ escluso che col passare delle settimane saranno altri a dire addio a Berlusconi: dalla nostra, sottolinea un verdiniano, c’e’ l’operazione di dismissione di Forza Italia che stanno portando avanti il ‘cerchio magico’ e lo stesso Cavaliere. Molti tra ‘rottamati’ sicuri – soprattutto tra i senatori azzurri over 65 anni – faranno il ‘salto’ quando in autunno Berlusconi dara’ il via alla trasformazione in bad company del partito, lasciando di fatto nelle mani di Salvini la leadership del centrodestra, e’ il ragionamento. Chi si aspettava oggi, in occasione del voto di fiducia sul decreto Enti locali, la prima ‘uscita’ ufficiale pro-Renzi dei verdiniani, pero’, e’ rimasto deluso. Verdini, D’Anna e altri fedelissimi hanno disertato l’Aula al momento della ‘chiama’. Per i maliziosi ex colleghi di partito un’assenza strategica, per non iniziare a soccorrere Renzi ancor prima del battesimo ufficiale. Dal fronte verdiniano, invece, si ribadisce che sono tutte letture strumentali: “non faremo da stampella a Renzi. La nostra posizione e’ chiara, non ci sara’ nessun soccorso”. Alleanza liberalpopolare non sara’ parte integrante della maggioranza, ne’ annuncera’ alcun appoggio esterno al governo. Per il futuro, invece, si vedra’, quando e se Renzi mettera’ in campo il partito della Nazione, ma i verdiniani garantiscono che non saranno “mai organici” a un soggetto di centrosinistra. Il primo banco di prova sara’ a settembre, quando riprendera’ l’iter delle riforme in Senato e Renzi avra’ bisogno dei numeri aggiuntivi di ‘Ala’ per neutralizzare il fronte interno della minoranza Pd. Fonti azzurre, che nelle ultime settimane erano state contattate da Verdini per far parte della squadra, sostengono che sia stato proprio Renzi a chiedere a Verdini di mantenersi in un’area ‘di limbo’: una strategia utile al premier per evitare la rivolta della sinistra interna. (AGI) .

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