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(AGI) – Roma, 14 giu. – Urne aperte oggi per il turno di ballottaggio per l’elezione dei sindaci di 65 comuni, di cui 11 capoluoghi di provincia (Lecco, Mantova, Rovigo, Venezia, Arezzo, Fermo, Macerata, Chieti, Trani, Matera, Nuoro), che riguardera’ 2.160.550 elettori, di cui 1.036.159 maschi e 1.124.391 femmine. Le sezioni elettorali saranno 2.524. La sfida clou e’ quella per il sindaco di Venezia dove il Pd e il centrosinistra cercano di confermarsi per il 22esimo anno consecutivo (il primo cittadino e’ espressione della sinistra dal 1993): Felice Casson del Pd ha chiuso al primo turno al 38% mentre lo sfidante di Forza Italia, Luigi Brugnaro, ha ottenuto il 28,6%.

 Le operazioni di votazione si svolgeranno dalle ore 7 alle ore 23 – ricorda il Viminale – e lo scrutinio avra’ inizio al termine delle operazioni di voto e dopo il riscontro del numero dei votanti. Nel turno di ballottaggio, l’elettore sceglie solo tra i due candidati sindaci che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti; si vota tracciando un segno sul rettangolo entro il quale e’ scritto il nome del candidato prescelto. Poiche’ il turno di ballottaggio costituisce una prosecuzione delle operazioni del primo turno – ricorda il ministero dell’Interno – potranno votare solo coloro che abbiano maturato il diritto di elettorato entro domenica 31 maggio 2015, giorno in cui si e’ svolta la votazione del primo turno.

Tali elettori potranno partecipare al turno di ballottaggio anche se non si siano recati a esprimere il voto in occasione del primo turno. Per poter esercitare il diritto di voto presso l’ufficio elettorale di sezione nelle cui liste risulta iscritto, l’elettore dovra’ esibire, oltre ad un documento di riconoscimento, la tessera elettorale personale a carattere permanente. Nella stessa giornata di oggi dalle 8 alle 22 e lunedi dalle 7 alle 15 si svolgera’ anche il turno di ballottaggio di 13 comuni della regione Sicilia.

(AGI) – Roma, 14 giu. – Sull’immigrazione “le risposte che l’Europa sta dando sono insufficienti. Redistribuire solo 24.000 persone e’ quasi una provocazione”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un’intervista al ‘Corriere della sera’. “Nei prossimi giorni -chiarisce Renzi- ci giochiamo molto sull’identita’ europea e la nostre voce si fara’ sentire forte perche’ e’ la voce di un Paese fondatore. Se il consiglio europeo scegliera’ la solidarieta’, bene. Se non lo fara’, abbiamo pronto il piano B. Ma sarebbe una ferita anzitutto per l’Europa”, avverte il premier, che assicura: “Vogliamo lavorare fino all’ultimo per dare una risposta europea. Per questo vedro’ nei prossimi giorni Hollande e Cameron e riparlero con Juncker e Merkel”. Secondo Renzi, “va cambiato il principio sancito da Dublino II e votato convintamente da chi oggi protesta contro il nostro governo”. Il premier Matteo Renzi torna sulla polemica scatenata dai governatori di Lombardia, Veneto e Liguria sull’accoglienza degli immigrati e invita ad abbassare i toni. “Il tempo della campagna elettorale e’ finito: noi stiamo aprendo un fronte in Europa difficilissimo, mi piacerrebbe che l’intero sistema istutuzionale – co mpresi i governatori leghisti – facesse il tifo per l’Italia”. Il premier sottolinea che “la situazione e’ tesa ma i numeri sono appena piu’ alti dello scorso anno: al 13 giugno 2014 avevamo accolto 53.827 persone, al 13 giugno 2015 siamo a 57.167. Numeri sostanzialmente simili. Senza contare -prosegue Renzi- che le persone che sono ferme nelle stazioni hanno un biglietto per lasciare l’Italia: il blocco di qualche giorno di Schenghen li sta tenendo fermi qui, ma per loro non e’ l’Italia la destinazione”. Il presidente del Consiglio parla di “una partita di portata storica”, e chiede: “La vogliamo affrontare con la serieta’ di un Paese che e’ una potenza mondiale o inseguendo chi fa tweet sulla scabbia e propone di sparare al primo che passa? Toriamo al buonsenso”, e’ l’invito di Renzi. Qaunto alla vicenda di mafia capitale “Sul piano giuridico apsettiamo le carte, ma personalmente non vedo elementi per sciogliere il Comune per mafia”. “Se, come credo, la questione scioglimento per mafia non esiste – prosegue Renzi – dovremo affrontare politicamente in sede Pd la questione Roma. Il partito va riforndato come ha iniziatoa fare beni Orfini”. Renzi suggerisce: “Possiamo inventarci il modello organizzativo del partito del nuovo secolo, prendendo dal male di questa situazione il bene. Il governo e’ pronto a fare la propria parte, ma -avverte il premier- e’ finito il tempo in cui si davano i soldi a Roma capitale con leggerezza”. Per l’autorizzazione all’arresto del senatore Ncd Antonio Azzollini, “leggeremo le carte. Se emergera’ il fumus persecutionis voteremo contro l’arresto. Se tutto sara’ in linea con la Costituzione e con le leggi voteremo a favore dell’arresto, come abbiamo fatto anche con i nostri. Gli sconti si fanno nei negozi, non in Parlamento”. “Al Senato i numeri sono piu’ solidi del passato. Credo che la maggiornaza non voglia interrompere questo percorso di riforme”. Il presidente del Consiglio rivendica che il suo governo “oggettivamente ha fatto in 15 mesi cose ferme da anni” e osserva: “Si puo’ sempre fare di piu’. E cercheremo di farlo. Se poi – prosegue Renzi – deputati e senatori si sono stancati di noi, basta togliere la fiducia delle Camere e vedremo chi prendera’ quella dei cittadini. Ma non vedo praticabile questo scenario – conclude Renzi – a mio giudizio la legislatura andra’ avanti fino al 2018”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 giu. – Continua il lavoro per riportare l’Unita’ in edicola entro il 30 giugno. Il Consiglio di amministrazione, l’Ad Stefanelli e il nuovo direttore Vladimiro Ilic Frulletti stanno ultimando la sistemazione societaria e redazionale che consentira’ al giornale fondato da Antonio Gramsci di finire di nuovo nelle rotative. Il quotidiano sara’ di 24 pagine e sara’ in edicola al costo di 1,40 euro. Direttore responsabile sara’ Vladimiro Ilic Frulletti, da sempre giornalista della stessa Unita’. La redazione sara’ composta da 33 tra giornalisti e poligrafici, come ha stabilito il nuovo accordo sindacale del 10 giugno, prevedendo l’assunzione di tre giornalisti in piu’ rispetto a quello di novembre. La redazione centrale del giornale sara’ a Roma e non a Milano come stabilito in un primo momento. Lo rende noto un comunicato dell’editore. Il piano e’ stato approvato dall’assemblea dei redattori dell’Unita’ con una larga maggioranza che non ha precedenti nella storia del giornale. Il direttore Frulletti terminera’ questa settimana i colloqui con i giornalisti ed entro la fine della prossima si prevede l’inizio dell’elaborazione dei primi numeri zero della nuova edizione. Le prime tirature dell’Unita’ saranno oltre le 100 mila copie. Definito ulteriormente l’assetto societario all’interno dell’Unita’ srl, di cui l’80% e’ di proprieta’ della Piesse, (societa’ controllata al 60% da Guido Stefannelli e dal 40% da Massimo Pessina) mentre la Fondazione EyU e’ salita al 19,65%, con Guido Veneziani sceso sotto l’1%, uscito cosi’ dal Consiglio di amministrazione. L’amministratore delegato della societa’ e’ Guido Stefanelli, il Cda dell’Unita’ srl e’ composto da 4 consiglieri espressione della Piesse e da uno di EyU. Per stessa volonta’ della Piesse, e’ stato confermato Presidente della societa’ Marco Menozzi, in quota EyU. Veneziani restera’ come service per la realizzazione degli inserti tematici che saranno allegati al giornale e che spazieranno dalla salute al tempo libero. (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 giu. – L’emergenza immigrazione sara’ al centro dei colloqui della prossima settimana di Renzi con Cameron e Hollande. A quanto si apprende da fonti di governo, infatti, il presidente del Consiglio incontrera’ sia il suo omologo inglese che il presidente francese. Entrambi gli appuntamenti a Milano, in ambito Expo: il primo mercoledi’ prossimo 17 giugno, il secondo domenica 21 giugno. Tra i temi al centro dei colloqui, oltre a quelli relativi all’Expo, la questione immigrazione e il punto sulla situazione europea. Le stesse fonti di governo parlano di una convocazione delle regioni a Palazzo Chigi, alla presenza del premier, alla vigilia del Consiglio europeo di Bruxelles.

La decisione della Francia di bloccare l’entrata degli immigrati nel Paese sta creando una situazione difficilissima al confine con l’Italia. Diverse decine di migranti, infatti, sono da due giorni accampati alla frontiera franco-italiana a Ventimiglia, in attesa di attraversare il confine; e stamane hanno ripreso il sit-in a qualche decina di metri dalla frontiera francese, minacciando seppur pacificamente di bloccare il traffico. Sono in gran parte etiopi, sudanesi, anche siriani e vogliono entrare in Francia. Ma di fronte a loro i gendarmi francesi bloccano l’accesso in Francia: uno di loro ha riferito all’agenzia France-Presse di aver ricevuto la consegna di non lasciarli entrare; un consegna del resto confermata venerdi’ dalla prefettura delle Alpi Marittime. Il sit-in e’ ripreso stamane alle 8. Su un enorme cartello c’e’ scritto in inglese: ‘We need to pass’, dobbiamo poter passare; su un altro “We need freedom”, abbiamo bisogno di liberta’.

Secondo un giornalista di France 2 sul posto, alcune decine di loro stamane hanno cominciato uno sciopero della fame e rifiutano il cibo. Qualcuno ha raccontato di esser riuscito a entrare in Francia, ma che alla stazione di Mentone e’ stato riportato indietro in Italia. Secondo una fonte della Croce Rossa, rimasto sul posto fino a tarda notte, i migranti nella notte hanno dovuto cercare rifugio a causa dei temporali: “Hanno dormito sotto i ponti, nelle gallerie tra la frontiera e il centro citta’. Poi stamane sono tornati”. A Ventimiglia sono state allestite strutture all’aria aperta per fornire il primo soccorso sanitario: docce e servizi igienici. Organizzazioni umanitarie distribuiscono cibo e acqua, ma gli uomini (non le donne e i bambini) stamane l’hanno rifiutato. Negli ultimi sette giorni, ha detto venerdi’ il prefetto Adolphe Colrat, nelle Alpi Marittime e’ stato fermato un numero record di migranti, 1.439, dei quali 1.097 sono stati rispediti in Italia. Secondo il prefetto, la pressione migratoria alla frontiera franco-italiana conosce da qualche giorno un picco superiore alle settimane record del 2014.

Immigrati: bozza vertice Ue, rimpatri piu’ eficaci ma resta nodo quote

L’Europa “ha bisogno di un approccio equilibrato e geograficamente completo” alla questione dell’immigrazione “basato sulla solidarieta’ e la responsabilita’”: si apre con queste parole il capitolo sull’immigrazione, secondo la prima bozza delle conclusioni Consiglio europeo in programma per il 25 e 26 giugno. Il punto chiave su cui i capi di Stato e di governo intendono mettere l’accento in quella occasione e’ un maggiore impegno sui rimpatri di coloro che non hanno diritto alla protezione internazionale: “Politiche efficaci di rientro per quelli che non sono qualificati per la protezione sono una parte essenziale della lotta all’immigrazione irregolare e aiuteranno a scoraggiare le persone dal mettere a rischio le proprie vite”, si legge nella bozza. Come fanno notare fonti europee, la prima bozza e’ ancora “monca” per quanto riguarda tutta la parte piu’ controversa dell’agenda Ue sull’immigrazione: il paragrafo intitolato “Relocation/Resettlement”, ovvero redistribuzione e reinsediamento, e’ lasciato in bianco, in attesa della discussione di martedi’ prossimo fra i ministri degli Esteri dei 28.

Secondo le ultime indicazioni, infatti, una dozzina di paesi sarebbe pronta a contrastare la proposta della Commissione sull’obbligo per i paesi di accogliere una parte di 40 mila migranti approdati dal 15 aprile scorso in Grecia e Italia e il cui diritto all’asilo e’ stato verificato. La discussione su questo punto, ammettono le fonti, e’ ancora in alto mare. Sul tema dei rimpatri c’e’ invece la volonta’ comune di accettare le proposte contenute in una lettera che il commissario Dimitris Avramopoulos ha gia’ mandato ai 28. Nella bozza di conclusioni del vertice e’ scritto che “tutti gli strumenti dovranno essere mobilitati per promuovere la riammissione dei migranti economici irregolari verso i paesi di origine e transito”. In particolare, “la commissione assicurera’ che gli impegni di rimpatrio dell’accordo di Cotonou sono attuati efficacemente al piu’ presto; i negoziati in corso sugli accordi di rimpatrio saranno accelerati e nuovi negoziati lanciati con i paesi terzi piu’ rilevanti: l’assistenza Ue sara’ ulteriormente diretta all’attuazione degli accordi di rimpatrio, sulla base del principio ‘more for more’ (l’Ue sviluppa alleanze piu’ forti con i paesi che fanno piu’ progressi in un certo settore, ndr)”.

(AGI) – Roma, 13 giu. – Si svolgera’ domani il turno di ballottaggio per l’elezione dei sindaci di 65 comuni, di cui 11 capoluoghi di provincia (Lecco, Mantova, Rovigo, Venezia, Arezzo, Fermo, Macerata, Chieti, Trani, Matera, Nuoro), che riguardera’ 2.160.550 elettori, di cui 1.036.159 maschi e 1.124.391 femmine. Le sezioni elettorali saranno 2.524. La sfida clou e’ quella per il sindaco di Venezia dove il Pd e il centrosinistra cercano di confermarsi per il 22esimo anno consecutivo (il primo cittadino e’ espressione della sinistra dal 1993): Felice Casson del Pd ha chiuso al primo turno al 38% mentre lo sfidante di Forza Italia, Luigi Brugnaro, ha ottenuto il 28,6%. Le operazioni di votazione si svolgeranno domenica dalle ore 7 alle ore 23 – ricorda il Viminale – e lo scrutinio avra’ inizio al termine delle operazioni di voto e dopo il riscontro del numero dei votanti. Nel turno di ballottaggio, l’elettore sceglie solo tra i due candidati sindaci che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti; si vota tracciando un segno sul rettangolo entro il quale e’ scritto il nome del candidato prescelto. Poiche’ il turno di ballottaggio costituisce una prosecuzione delle operazioni del primo turno – ricorda il ministero dell’Interno – potranno votare solo coloro che abbiano maturato il diritto di elettorato entro domenica 31 maggio 2015, giorno in cui si e’ svolta la votazione del primo turno. Tali elettori potranno partecipare al turno di ballottaggio anche se non si siano recati a esprimere il voto in occasione del primo turno. Per poter esercitare il diritto di voto presso l’ufficio elettorale di sezione nelle cui liste risulta iscritto, l’elettore dovra’ esibire, oltre ad un documento di riconoscimento, la tessera elettorale personale a carattere permanente. Nella stessa giornata di domenica 14 giugno dalle 8 alle 22 e lunedi dalle 7 alle 15 si svolgera’ anche il turno di ballottaggio di 13 comuni della regione Sicilia. .

(AGI) – Milano, 13 giu. – “Il prefetto di Milano voleva fare una tendopoli di fronte alla stazione Centrale di Milano ma io l’ho fermato”: lo ha detto Roberto Maroni nel corso del presidio anti-profughi svoltosi questa mattina davanti alla prefettura di Bergamo. “Quando ho visto i profughi accampati alla stazione Centrale ho telefonato in prefettura sollecitando una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza per risolvere il problema e mi sono sentito chiedere le tende per fare una tendopoli di fronte alla stazione e io ho risposto di no, non voglio vedere tendopoli a Milano. Ai prefetti ho scritto per chiedere di essere immediatamente avvisato sulle destinazioni dei profughi, visto che li vogliono mandare in scuole abbandonate e caserme dismesse in mezzo ai topi. E mandero’ ogni volta delle ispezioni dell’Asl in quei luoghi, e se non ci saranno le condizioni di abitabilita’ faro’ sgomberare quei luoghi”. Mandare l’Onu ad allestire campi profughi in Nord Africa: questa l’idea del presidente della Lombardia, Roberto Maroni, per fermare lo sbarco dei profughi. “Quando io ero ministro dell’Interno – ha ricordato stamattina nel corso del presidio anti-profughi della Loga Nord davanti alla prefettura di Bergamo – io li avevo mandati sul territorio, ma c’era un’emergenza vera con 50mila persone in arrivo. Ora sono 200mila e questa sinistra cialtrona che vive negli attici con l’aria condizioniata li vuole accogliere tutti. E non fa come avevo fatto io che avevo fatto accordi con i governi di tutto il Nord Africa e avevo bloccato le partenze. Se non si trovano accordi bisogna mandare i caschi blu e fare tendopoli in Libia”. Il leader della Lega, Matteo Salvini, accusa: “Non ricordo un governo cosi’ incapace, pericoloso e razzista… Buon sabato, attenti a scabbia, malaria e machete”. Lo scrive su twitter il segretario della Lega nord, Matteo Salvini che in un tweet successivo aggiunge: “Governo ammette che sono scomparsi 50.000 immigrati fra quelli che sono sbarcati: dove sono, che fanno, come campano???”. .

(AGI) – Roma, 13 giu. – Modificare il regolamento di Dublino e uscire temporaneamente da Schengen. Sono le due proposte di Beppe Grillo, rilanciate in un post sul suo blog. “Per fare queste due cose ci vorrebbe pero’ un governo con gli attributi – osserva tuttavia Grillo – invece di un governo di coglioni”. “Il Regolamento di Dublino, firmato a suo tempo anche dalla Lega, va modificato in fretta. Il profugo deve poter scegliere il Paese della Ue dove essere accolto. Se gli altri Paesi Ue escono da Schengen temporaneamente – spiega il leader 5 Stelle – dobbiamo farlo anche noi. Controlleremo almeno il flusso migratorio che dal Mediterraneo transita attraverso i Paesi balcanici”. .

(AGI) – Roma, 12 giu. – “Salvare Roma. Liberarla dai tentacoli di una piovra che ha nuotato negli abissi della citta’ e che si e’ nutrita del trasversalismo della politica e degli affari”. Lo scrive sul suo blog Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, in un post dedicato alle vicende giudiziarie e politiche della Capitale. “Emanciparla da quel Welfare mafioso che ha lucrato sul disagio sociale, che ha strumentalizzato vecchie e nuove poverta’ per cumulare ricchezza e potere, che ha insozzato la bellezza del verbo ‘cooperare’ e ha tessuto reti associative col filo rosso-nero di una cupola criminale. Salvare Roma: questo e’ il compito di oggi”, aggiunge. “Salvarla innanzitutto dalla menzogna istituzionale e politica che occulta la relazione tra suburra e poteri forti, tra una composita e disperata plebe urbana e colletti bianchi, tra trafficanti di voti e trafficanti di appalti, tra gangster stagionati e immarcescibili palazzinari”, prosegue Vendola. “Ci vuole la grande bonifica che solo l’ingegneria della verita’ – tutta la verita’ e tutte le verita’ – puo’ realizzare. E dunque, per evitare che ‘tutto cambi affinche’ nulla cambi’, occorre rispondere ad alcune domande irriverenti e cattive”, osserva. “Come e’ possibile – prosegue il leader di Sel – che gli stessi protagonisti del ‘romanzo criminale’ neo-mafioso e fascista degli anni settanta, possano tornare quarant’anni dopo come perno centrale del sacco di Roma? Com’e’ possibile accettare che il cuore della banda della Magliana abbia pulsato nel corpo dei poteri capitolini, fino ad essere partner fondamentale del sindaco Alemanno? Cosa ha fatto, come ha lavorato, cosa ha investigato, la Procura di Roma, prima dell’avvento salutare del Procuratore Pignatone? E i nostri inossidabili servizi segreti, che danzano spesso sulla stessa pista dei faccendieri e dei delinquenti, sono stati distratti o sono stati complici? Come e’ stato possibile che si saldassero alleanze indicibili e paradossali – sopra tutte quella tra Buzzi e Carminati – e nessuno se ne accorgesse?” E come e’ stato possibile, continua Vendola, “che nessun contabile, nessun esperto di spending review , si accorgesse dell’indecente spreed tra le risorse investite nelle politiche di accoglienza e di integrazione e il degrado, l’inospitalita’ e la disintegrazione sociale di quelle discariche in cui sono state precipitate le vite a perdere di stranieri, di profughi, di rom?” “Salvare Roma, dunque. Salvarla anche dalla palude delle mezze verita’ e delle ciclopiche falsita’ – insiste Vendola – Vedere i fascisti (della Meloni o di Casa Pound o di Salvini) ergersi a paladini della legalita’, e’ davvero incredibile. Vedere gli uffici stampa del verminaio capitolino archiviare il cuore dell’inchiesta (gli indagati per mafia) per concentrare tutta l’attenzione politico-mediatica su cio’ che non e’ oggetto di accusa (tutti coloro che avevano rapporti con la piu’ importante cooperativa sociale di Roma), e’ emblematico del rischio che sta correndo Roma: mettere tutti nello stesso mazzo, usare l’inchiesta per creare un polverone che mette al riparo tutti i veri beneficiari del sistema corruttivo”. “Serve a dire che sono tutti corrotti e serve a non parlare piu’ approfonditamente dei corruttori, quelli che abitano nel ‘mondo di sopra’ e che profumano di champagne e incenso, quelli che spesso hanno benemerenze massoniche, amicizie porporate, protezioni togate o graduate, quelli che vantano (o magari occultano) sconfinate proprieta’ fondiarie, imprese che ibridano l’edilizia e la finanza, pacchetti azionari o pacchetti di voti”, aggiunge. “Ma per salvare Roma occorre anche operare una ricostruzione radicale del rapporto con la citta’, con le sue tante citta’, che oggi vivono sia lo sgomento di questa rivelazione (‘mafia capitale’) sia la rabbia perche’ l’antimafia procede per tagli che feriscono non solo il clan ma anche la cittadinanza. Mi spiego: se a Ostia viene giustamente sequestrata una palestra o un lido con i relativi servizi, Ostia rimane orfana di qualcosa che prima c’era e dava risposta a bisogni reali. Insomma non e’ possibile che la mafia apra una palestra e l’antimafia la chiuda: c’e’ qualcosa che non funziona – sottolinea – La mafia organizza il consenso anche surrogando funzioni che lo Stato fatica ad assolvere, ma se lo Stato si presenta solo come gendarmeria e repressione noi non andiamo da nessuna parte”. “Infine – conclude Vendola – Credo di capire l’amarezza che vive Ignazio Marino. Tutti sanno che e’ persona perbene. E capisco il dolore del suo vicesindaco, Luigi Nieri, che e’ un amministratore onesto e capace. Il rischio di essere trascinati nel fango dal ciclone giudiziario che investe il Campidoglio rappresenta una immensa ingiustizia. Ma il punto, anche per chi oggi governa Roma, non puo’ essere solo la distinzione tra persone perbene e permale. Questa e’ una precondizione. Il punto e’ che occorre, nei simboli e nel programma, un patto con i romani per salvare Roma. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 giu. – “Ci sono tanti che abbaiano alla luna, che vivono sulle paure, che pensano che l’unica dimensione sia chiudersi in casa”. Nel giorno in cui si susseguono le notizie sugli immigrati accampati alla stazione centrale di Milano, e un ferroviere viene aggredito da due latinoamericani e rischia di perdere l’uso di un braccio, Matteo Renzi invita a non creare panico. Senza intervenire direttamente sui singoli tema, il premier parla di globalizzazione e fa notare che “per troppo tempo si e’ pensato che, nel mondo, la globalizzazione negasse l’identita’. Io credo che oggi si debba scrivere una pagina nuova, l’identita’ e le radici non sono ostacolo alla globalizzazione ma una opportunita’”. “Il mondo ‘piatto’ nel quale stiamo vivendo – ha continuato – non impedisce di esprimere ma valorizza le singole identita’”. A cercare di dividere i temi della sicurezza da quelli dell’accoglienza ci ha provato anche il presidente della Cei Angelo Bagnasco: “Sicurezza e legalita’ sono un dovere preciso di uno Stato democratico e civile – ha detto -, ma questo dovere non puo’ essere chiusura e non accoglienza verso chi e’ disperato”. Ma i governatori del Nord attaccano. Luca Zaia scrive ai prefetti della sua Regione per chiedere un allontanamento dei migranti dalle localita’ turistiche. Mentre il leader leghista Matteo Salvini taglia corto: “uno a Milano vuole prendere il treno, non la scabbia. Nelle altre citta’ d’Europa ci sono 100 malati di scabbia che bivaccano nelle stazioni di Monaco di Baviera o della Francia o della Svizzera? Noi siamo Terzo mondo”. E Silvio Berlusconi dichiara tutto il suo choc per il dramma del ferroviere aggredito: “Polizia comunale e forze dell’ordine devono lavorare con l’esercito. Siamo invasi, ma il governo dov’e’?”. A Salvini risponde Debora Serracchiani, dal Pd, che stigmatizza: “L’impressione e’ che Salvini si aggiri sui barconi dei profughi come un avvoltoio, augurandosi che ne vengano sempre di piu’ per poter lanciare strida piu’ acute”. Renzi intanto, impegnato all’Expo al businnes forum Italia-Messico, tira dritto sul tema delle riforme: “Per troppi anni abbiamo fatto la ‘siesta’, invece di fare le riforme”. “Se vogliamo essere competitivi” bisogna “crescere”, non bisogna essere “ostaggi della cultura della lamentazione”. “Il Messico lo sta facendo”, ha continuato il presidente del Consiglio, “l’Italia lo ha fatto, ma puo’ fare di piu'”. Uno dei primi obiettivi che si pone il governo “e’ combattere per un mondo piu’ giusto dove la crescita economica si accompagni a capacita’ di offrire opportunita’ a tutti” ha detto ancora. E strigliando ancora una volta il fortino di Bruxelles ha spiegato che la politica e’ “una cosa seria”, ed e’ il “tempo della politica con la ‘P’ maiuscola, non della tecnocrazia” sia in America latina che in Europa. Secondo Renzi, “l’ubriacatura tecnocratica sta finalmente segnando il passo”, in Europa. A Bruxelles, osserva il premier, si sta cominciando a capire che “l’Europa non crescera’ piu’ se continuera’ a pensare” che si va avanti “soltanto affidandosi a ricette tecnocratiche”. Infine un nuovo cenno al tema che sta scaldando le segreterie dei partiti a Roma: “Dobbiamo impegnarci una lotta senza quartiere alla corruzione e alle inefficienze” ma al tempo stesso dobbiamo anche offrire delle “prospettive”. Insomma, “dobbiamo seminare il futuro non la disperazione”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. (AGI)

(AGI) – Roma, 12 giu. – Si svolgera’ domenica prossima il turno di ballottaggio per l’elezione dei sindaci di 65 comuni, di cui 11 capoluoghi di provincia (Lecco, Mantova, Rovigo, Venezia, Arezzo, Fermo, Macerata, Chieti, Trani, Matera, Nuoro), che riguardera’ 2.160.550 elettori, di cui 1.036.159 maschi e 1.124.391 femmine. Le sezioni elettorali saranno 2.524. Le operazioni di votazione si svolgeranno domenica dalle ore 7 alle ore 23 – ricorda il Viminale – e lo scrutinio avra’ inizio al termine delle operazioni di voto e dopo il riscontro del numero dei votanti. Nel turno di ballottaggio, l’elettore sceglie solo tra i due candidati sindaci che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti; si vota tracciando un segno sul rettangolo entro il quale e’ scritto il nome del candidato prescelto. I risultati delle operazioni elettorali saranno diffusi in tempo reale attraverso il sito www.interno.gov.it oppure http//elezioni.interno.it. Poiche’ il turno di ballottaggio costituisce una prosecuzione delle operazioni del primo turno – ricorda il ministero dell’Interno – potranno votare solo coloro che abbiano maturato il diritto di elettorato entro domenica 31 maggio 2015, giorno in cui si e’ svolta la votazione del primo turno. Tali elettori potranno partecipare al turno di ballottaggio anche se non si siano recati a esprimere il voto in occasione del primo turno. Per poter esercitare il diritto di voto presso l’ufficio elettorale di sezione nelle cui liste risulta iscritto, l’elettore dovra’ esibire, oltre ad un documento di riconoscimento, la tessera elettorale personale a carattere permanente. Nella stessa giornata di domenica 14 giugno dalle 8 alle 22 e lunedi dalle 7 alle 15 si svolgera’ anche il turno di ballottaggio di 13 comuni della regione Sicilia. (AGI)

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