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(AGI) – Roma, 11 lug. – “Cosa penso delle frasi e dei comportamenti di Renzi rivelati dal Fatto Quotidiano oggi? Si commentano da soli”. L’ex premier Enrico Letta replica cosi’ alle pubblicazioni delle intercettazioni dell’inchiesta Cpl Concordia, nel corso della quale viene definito dal presidente del Conisglio “un incapace”. Polemica anche per le frasi su Giorgio Napolitano. M5S attacca e chiede al capo del governo di riferie in Aula. (AGI) .

(AGI) – Roma, 10 lug. – “Il vile attentato che ha colpito, al Cairo, la sede del Consolato italiano conferma quanto grave sia il pericolo costituito dal terrorismo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione dopo l’attentato del Cairo. “L’autobomba fatta esplodere nella capitale di un Paese amico evidenzia ancora una volta la indivisibilita’ dell’impegno per sconfiggere il terrore. Ribadiamo le ragioni ed i valori della liberta’, del rispetto della vita umana, del contrasto alla violenza e della solidarieta’ che rendono le democrazie piu’ forti di ogni disegno sanguinario”, aggiunge il Capo dello Stato. “Saremo a fianco dell’Egitto e di ogni altro Paese oggetto dei tentativi di destabilizzazione ed invitiamo l’Unione Europea e la comunita’ internazionale ad assumere iniziative efficaci e tempestive in questa direzione. Sono certo che l’Italia manifestera’ la coesione e la compattezza che sa mettere in campo nei momenti difficili, a sostegno dell’azione di tutela della sicurezza”. “Ai familiari di chi e’ rimasto vittima di questo orribile gesto – conclude Mattarella – ai feriti e all’intero popolo egiziano, esprimo la solidarieta’ della Repubblica Italiana”.(AGI) .

(AGI) – Roma, 11 lug. – “Ci sono molte responsabilita’, innanzitutto politiche, per quello che e’ successo nel Balcani 20 anni fa. La mia generazione e’ cresciuta avendo negli occhi quel dolore e quella strage. Ci siamo detti allora, mai piu’ permetteremo che questo succeda qui a casa nostra. Per questo una parte del nostro impegno politico e’ nato li’, in Bosnia, a Sarajevo, a Srebrenica. L’Unione europea e’ nata per portare pace e prosperita’ nel continente, l’allargamento ad est avvenuto in questi 10 anni ha avuto questo obiettivo. Non abbiamo mai pensato che il nostro compito fosse costruire soltanto un’unione monetaria, piuttosto una comunita’ politica, un’Europa dei popoli. E in proprio in questi giorni la commemorazione del massacro di Srebrenica ha un peso maggiore: ci obbliga a ricordare i valori fondanti dell’Europa e a rinnovare l’impegno a costruire un luogo di pace e di futuro per i nostri figli”. Lo scrive su Facebook il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ricordando il ventesimo anniversario del genocidio di Srebrenica. Renzi prosegue: “Ho molti ricordi del luglio del ’95: la vittoria di Sampras su Becker a Wimbledon in 4 set, Indurain che stava per vincere il quinto Tour, le proteste per gli esperimenti nucleari a Mururoa, una canzone di Pino Daniele che trasmettevano sempre in radio, l’esame di Filosofia del Diritto. Ma di quello che era successo a Srebrenica in quei terribili giorni di luglio si seppe pochissimo per molto tempo. E quando ricevemmo notizia, rimanemmo tutti sgomenti. A poche centinaia di chilometri dalle nostre case, parole come pulizia etnica e genocidio che speravamo rimanessero solo nei ricordi drammatici dei nostri nonni erano di nuovo atrocemente realta’ in Bosnia, qui in Europa. L’11 luglio del 1995, piu’ di 8000 musulmani, compresi anziani donne e bambini, furono trucidati dalle milizie serbe e gettati in fosse comuni, sotto gli occhi indifferenti dell’Europa e del mondo. C’e’ una nenia che ricorda le vittime, si chiama L’Inferno di Srebrenica e fa cose’: ‘Sorella, fratello, vi sogno ancora ogni notte/ non ci siete, non ci siete, non ci siete / vi sto cercando, vi sto cercando, vi sto cercando / ovunque io vada, vi vedo / mamma, sorella, perche’ non ci siete’. A sentirla mette i brividi, ancora oggi”. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 lug. – “Il genocidio di Srebrenica e’ la tragedia umana piu’ grave che si e’ consumata in terra europea dopo la fine della seconda guerra mondiale. Fu una sconfitta dell’umanita’, il cui peso morale e politico grava ancora sulla comunita’ internazionale per l’incapacita’ di prevenire i conflitti che dilaniarono la Jugoslavia, con le tremende atrocita’ che li caratterizzarono, e di attuare strategie in grado almeno di arrestarli e di salvare vite umane”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del ventesimo anniversario di Srebrenica.

“Oggi – prosegue – a vent’anni da quell’immane tragedia, avvertiamo il dovere – prosegue Mattarella – di coltivare la memoria e interrogare la nostra coscienza affinche’ mai eventi simili abbiano a ripetersi. E’ necessario continuare a perseguire i responsabili di violenze cosi’ atroci, evitando al tempo stesso che il disonore e l’infamia sia fatta ricadere su interi popoli”. Per Mattarella “Solo se vi sara’ giustizia sara’ possibile lenire almeno in parte l’enorme sofferenza delle madri e di tutti coloro che hanno perso familiari e amici. Solo in nome della giustizia sara’ possibile, per la Bosnia-Erzegovina, completare un percorso di autentica riconciliazione nazionale e quindi di pace, sicurezza, convivenza tra le diversita’ etniche e religiose”.

“E’ questa – sottolinea Mattarella – una sfida decisiva della nostra epoca, a cui l’Europa intera e’ chiamata. Da come riusciremo a far convivere nel nostro Continente le culture e le religioni diverse – assicurando la liberta’ delle persone e delle comunita’ – dipendera’ la pace mondiale e il ruolo attivo dell’Europa nel mondo”. “Muovendo dai momenti piu’ tragici della sua storia, la Bosnia Erzegovina – ricorda Mattarella – e’ chiamata oggi, con l’intera regione dei Balcani, a guardare avanti, al suo futuro. Un futuro che potra’ trovare nell’integrazione europea il suo approdo, per una pacificazione definitiva. Nel cammino lungo la strada intrapresa, la Bosnia Erzegovina potra’ sempre contare sull’amicizia e il sostegno politico dell’Italia, come gia’ avvenuto concretamente in passato. Il nostro auspicio e’ che tutta l’Europa sappia assumersi oggi questa responsabilita’ storica: lo dobbiamo, in nome di tutte le vittime di quelle guerre, ai giovani e ai popoli balcanici”, conclude il Presidente della Repubblica.

Da parte sua Renzi sottolinea con un post su Facebook il silenzio di questi giorni “Ho molti ricordi del luglio del ’95: la vittoria di Sampras su Becker a Wimbledon in 4 set, Indurain che stava per vincere il quinto Tour, le proteste per gli esperimenti nucleari a Mururoa, una canzone di Pino Daniele che trasmettevano sempre in radio, l’esame di Filosofia del Diritto. Ma di quello che era successo a Srebrenica in quei terribili giorni di luglio si seppe pochissimo per molto tempo. E quando ricevemmo notizia, rimanemmo tutti sgomenti” (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 lug. – “Ci sono molte responsabilita’, innanzitutto politiche, per quello che e’ successo nel Balcani 20 anni fa. La mia generazione e’ cresciuta avendo negli occhi quel dolore e quella strage. Ci siamo detti allora, mai piu’ permetteremo che questo succeda qui a casa nostra. Per questo una parte del nostro impegno politico e’ nato li’, in Bosnia, a Sarajevo, a Srebrenica. L’Unione europea e’ nata per portare pace e prosperita’ nel continente, l’allargamento ad est avvenuto in questi 10 anni ha avuto questo obiettivo. Non abbiamo mai pensato che il nostro compito fosse costruire soltanto un’unione monetaria, piuttosto una comunita’ politica, un’Europa dei popoli. E in proprio in questi giorni la commemorazione del massacro di Srebrenica ha un peso maggiore: ci obbliga a ricordare i valori fondanti dell’Europa e a rinnovare l’impegno a costruire un luogo di pace e di futuro per i nostri figli”. Lo scrive su Facebook il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ricordando il ventesimo anniversario del genocidio di Srebrenica. Renzi prosegue: “Ho molti ricordi del luglio del ’95: la vittoria di Sampras su Becker a Wimbledon in 4 set, Indurain che stava per vincere il quinto Tour, le proteste per gli esperimenti nucleari a Mururoa, una canzone di Pino Daniele che trasmettevano sempre in radio, l’esame di Filosofia del Diritto. Ma di quello che era successo a Srebrenica in quei terribili giorni di luglio si seppe pochissimo per molto tempo. E quando ricevemmo notizia, rimanemmo tutti sgomenti. A poche centinaia di chilometri dalle nostre case, parole come pulizia etnica e genocidio che speravamo rimanessero solo nei ricordi drammatici dei nostri nonni erano di nuovo atrocemente realta’ in Bosnia, qui in Europa. L’11 luglio del 1995, piu’ di 8000 musulmani, compresi anziani donne e bambini, furono trucidati dalle milizie serbe e gettati in fosse comuni, sotto gli occhi indifferenti dell’Europa e del mondo. C’e’ una nenia che ricorda le vittime, si chiama L’Inferno di Srebrenica e fa cose’: ‘Sorella, fratello, vi sogno ancora ogni notte/ non ci siete, non ci siete, non ci siete / vi sto cercando, vi sto cercando, vi sto cercando / ovunque io vada, vi vedo / mamma, sorella, perche’ non ci siete’. A sentirla mette i brividi, ancora oggi”. (AGI)

(AGI) – Roma, 10 lug. – “Non c’e’ nessun Paese in Europa che ha fatto cosi’ tante riforme in cosi’ poco tempo. Adesso possiamo dire che un’Europa che si basa solo sulle statistiche e sui parametri non esiste” e su questo si basera’ “la discussione per i prossimi mesi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a termine dell’incontro con il premier irlandese, Enda Kenny. “Per anni – ha aggiunto – l’Italia ha considerato l’Europa come il luogo dove andare a prendere la lezioncina sulle riforme da fare. Nel giro di un anno abbiamo cambiato il mercato del lavoro, abbiamo dato stabilita’ al sistema politico con la nuova legge elettorale, abbiamo approvato le regole contro la corruzione e per la responsabilita’ civile dei magistrati e ieri abbiamo fatto un investimento sulla scuola con 100mila professori in piu’ e spero che nelle prossime ore chiuderemo la riforma della P.a., una delle principale sfide che abbiamo”. Al termine dell’incontro con il premier irlandese, Enda Kenny, Renzi ha detto che “l’Europa sia la casa dello sviluppo e non delle statistiche”. “Ci fa male vedere i nostri concittadini greci in fila ai bancomat”, ha spiegato, ma la vera questione non si risolvera’ fino a quando “l’Europa non avra’ il coraggio di dire che c’e’ bisogno di una discussione in piu’ sulla crescita e una in meno sull’auterita’, di un investimento in piu’ sui valori e non soltanto sull’Europa dei quattrini”. Per Renzi “i prossimi mesi saranno importanti per discutere non solo di come va a finire in Grecia ma di come va a iniziare una nuova fase in Europa”. .

(AGI) – Cagliari, 10 lug. – “Dopo sette anni di riduzione di risorse ai Comuni, grandi e piccoli, e’ venuto il tempo di aprire una stagione nuova”. L’ha detto il presidente nazionale dell’Anci, e sindaco di Torino, Piero Fassino questa mattina a Cagliari in occasione della XV Conferenza nazionale dei Piccoli Comuni e della IX Conferenza nazionale delle Unioni dei Comuni. “Nella legge di Stabilita’ sono state riconosciute alcune richieste e rivendicazioni dei Comuni, ma e’ solo il primo passo. Il decreto Enti locali, in fase di approvazione da’ ulteriori risposte, ma ne attendiamo altre”, ha sottolineato Fassino. Per il presidente dell’associazione che riunisce gli ottomila Comuni italiani “le politiche di rientro dal debito e di contenimento della spesa hanno penalizzato fortemente le amministrazioni locali: dal 2007 al 2015 gli enti locali hanno contribuito al risanamento dello Stato con oltre 18 miliardi di euro”. Tagli che, ha evidenziato il sindaco di Torino, hanno reso piu’ complesso e difficile il lavoro degli amministratori che si sono dati un obiettivo prioritario: “Non ridurre i servizi ai cittadini e fare in modo che la riduzione delle risorse non si scaricasse su di loro”. “Favorire i processi di aggregazione, attraverso le Unioni di comuni o le fusioni, e’ la strada per garantire che in tutto il territorio italiano gli enti locali siano in grado di soddisfare le aspettative dei cittadini”. .

(AGI) – Roma, 10 lug. – “Speriamo che non serva il summit di domenica”. Matteo Renzi riceve il premier irlandese Enda Kenny e afferma di sperare che le trattative di queste ore tra Grecia e istituzioni europee portino ad un accordo tale da non rendere necessario il summit dei 29 paesi dell’Unione europea convocato domenica. “Speriamo che non serva il summit di domenica: vorrebbe dire che l’accordo puo’ essere fatto sabato dall’Eurogruppo”. Italia e Irlanda “condividono valori ancorati al passato e sguardo orgoglioso verso il futuro”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a termine dell’incontro con il premier irlandese a palazzo Chigi. “Oggi – ha aggiunto – condividiamo con la stessa energia il comune ideale per fare dell’Europa l’Europa dei popoli e non solo delle banche, l’Europa della gente e non solo dell’austerita’, l’Europa della crescita e non solo della disoccupazione specie giovanile”. .

(AGI) – Roma, 9 lug. – Il dottor Liborio Iudicello ha espresso la sua intenzione di lasciare l’incarico di Segretario Generale di Roma Capitale. E’ quanto rende noto il Campidoglio, spiegando che il sindaco Ignazio Marino ha cercato di far recedere il Segretario dalla sua determinazione ma ha poi preso atto della sua ferma volonta’ per evitare di continuare a lavorare in un clima di delegittimazione della funzione. Iudicello viene indicato da indiscrezioni come uno dei dirigenti comunali di cui si sarebbe chiesta la rimozione nella relazione inviata dal prefetto della capitale, Franco Gabrielli, al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Per il bene della corretta amministrazione di Roma Capitale si addiverra’ ad una soluzione condivisa che prevede la risoluzione consensuale, fanno sapere dal Comune, precisando che il sindaco ha avuto un lungo colloquio con il Segretario Generale in cui ha voluto ricordare le diverse e straordinarie difficolta’ nelle quali il dottor Liborio Iudicello e’ stato determinante nell’individuare percorsi legittimi di soluzione, a partire dall’approvazione del Bilancio 2013. Il sindaco ha voluto esprimere sentimenti di gratitudine per la dedizione al lavoro e di rispetto per la professionalita’ e le qualita’ umane e morali del dottor Iudicello. .

(AGI) – Roma, 9 lug. – “Non ho chiesto la condanna di nessuno, voglio che si ristabilisca la verita’ storica e che nella democrazia italiana certe cose non accadano piu'”. Lo ha detto Romano Prodi, intervistato dal Tg1 sugli esiti del processo che ha Napoli ha visto la condanna di Selvio Berlusconi. “La prescrizione e’ un problema dei giudici”, ha aggiunto. .

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