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(AGI) – Roma, 4 ago. – Si stringe il cerchio sul nome del presidente della Rai. Pd e FI, si apprende da fonti parlamentari, stanno cercando l’intesa su un nome di garanzia.

Sul tavolo la candidatura della direttrice di Rainews Monica Maggioni ma ‘resiste’ anche l’ipotesi Antonella Mansi.

La scelta dovrebbe ricadere – spiegano fonti parlamentari Pd – su Monica Maggioni, ma occorrera una convergenza ampia.

Questa mattina nella ‘rosa’ dei possibili nomi erano spuntate anche le ipotesi Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, e Simona Ercolani, autrice del programma ‘Sfide’.

Per il ruolo del dg in pole position sempre Antonio Campo Dall’Orto, ma non veniva del tutto esclusa la candidatura di Luigi De Siervo.

Rai: “niente stipendio a pensionati Cda”, Freccero, “lavoro gratis”

Rai niente stipendio a pensionati Cda Freccero lavoro gratis

Mentre si attendono per oggi i nomi del presidente e del candidato direttore generale della Rai, scoppia il caso dei pensionati di viale Mazzini, che secondo la legge non possono ricoprire incarichi retribuiti.

“La legge vieta incarichi pubblici ai pensionati. Mezzo Cda sara’ ‘a tempo determinato”. A sollevare la questione della possibile irregolarita’ dell’elezione di alcuni componenti del Cda della Rai e’ il sito dell’Unita’, che spiega: “Il divieto scatta dal 24 giugno 2014. Si tratta di una norma tesa a favorire il ringiovanimento negli incarichi direttivi”.
  “C’e’ un problema nella nomina di Carlo Freccero nel Cda Rai. E anche per Guelfo Guelfi e forse Giancarlo Mazzuca, tre dei sette consiglieri d’amministrazione della Rai nominati ieri dalla commissione di Vigilanza”, si legge nell’articolo pubblicato sull’home page dell’Unita’, che spiega: “Secondo la legge infatti un lavoratore in pensione non puo’ assumere incarichi nelle societa’ controllate dallo Stato. La via d’uscita, secondo una norma della legge Madia approvata ieri che e’ meno rigida di una precedente disposizione, sta nella gratuita’ dell’incarico che si puo’ svolgere solo per un anno.
  Pertanto, la situazione un po’ paradossale che si potrebbe determinare e’ quella di un pezzo del Cda Rai ‘a tempo determinato’ e ‘piu’ economico’ del previsto”. “Nella legge Madia approvata ieri in via definitiva si ritorna sulla questione – sottolinea l’Unita’ – All’articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, il terzo periodo e’ sostituito dai seguenti: ‘Gli incarichi, le cariche e le collaborazioni di cui ai periodi precedenti sono comunque consentiti a titolo gratuito. Per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferma restando la gratuita’, la durata non puo’ essere superiore a un anno, non prorogabile ne’ rinnovabile, presso ciascuna amministrazione'”. “Di questa norma, devo dire, non sapevo nulla, mi informero'”, ma “per fare un dispetto al Pd sono pronto anche a fare” il consigliere di amministrazione della Rai “gratis”, replica Carlo Freccero, eletto ieri dalla Vigilanza al Cda Rai, Ma in un solo anno cosa si puo’ fare? “Basta per liberare la Rai da alcuni lacci. Anzi, dico di piu’, lo farei anche per sei mesi”, replica Freccero. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 ago. – Dalla norma salva-Ilva all’accesso al credito facilitato per le imprese in crisi, alle misure per migliorare la concorrenza nel concordato preventivo.

Ecco le principali novita’ introdotte dal decreto fallimenti (n. 83/2015), approvato oggi dal Senato in via definitiva:

ACCESSO AL CREDITO – sono previste facilitazioni per l’accesso al credito da parte dell’impresa che abbia chiesto il concordato preventivo (anche con riserva): le relative richieste di finanziamento sono assistite dal beneficio della prededuzione;

CONCORDATO PREVENTIVO – il provvedimento introduce maggiore competitivita’ nel concordato preventivo, con la possibilita’ di apertura sia ad offerte concorrenti per l’acquisto dei beni che a proposte di concordato alternative a quella dell’imprenditore. Introdotta anche una disciplina migliorativa per i contratti pendenti nel concordato preventivo;

ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI – arriva un nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti nei confronti di creditori finanziari, banche ed intermediari, con la previsione di una moratoria dei crediti;

PIU’ SEMPLICE L’AZIONE REVOCATORIA – viene semplificata l’azione revocatoria per atti a titolo gratuito pregiudizievoli dei creditori, in relazione ai quali questi ultimi potranno procedere subito a esecuzione forzata;

CURATORI – piu’ stringenti i requisiti per i curatori nel fallimento. Sara’ possibile rateizzare il prezzo delle vendite e degli altri atti di liquidazione;

ESECUZIONE FORZATA – novita’ anche in materia di esecuzione forzata al fine di velocizzare le procedure (tra cui, specifiche riduzioni di termini, rateizzazione del prezzo di vendita, degiurisdizionalizzazione della fase liquidativa dell’espropriazione immobiliare, istituzione del portale unificato delle vendite esecutive).

DEDUCIBILITA’ IRES E IRAP – previste disposizioni in materia fiscale volte ad ampliare la deducibilita’ delle perdite ai fini Ires e Irap e a concedere incentivi fiscali alle parti che si siano avvalse nel 2015 delle procedure di negoziazione assistita e di arbitrato;

PROCESSO TELEMATICO – il provvedimento introduce modifiche della disciplina del processo civile telematico: in particolare, anche gli atti introduttivi potranno essere presentati in forma telematica.

DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE – proroga della permanenza in servizio dei magistrati ordinari, onorari e contabili; abrogazione della prevista riorganizzazione territoriale dei TAR; ingresso nei ruoli dell’amministrazione giudiziaria di 2.000 unita’ di personale amministrativo proveniente dalle province e dalle aree metropolitane; estensione al processo amministrativo delle disposizioni sulla riduzione del periodo di sospensione feriale dei termini processuali, gia’ previste per il processo civile; possibilita’, per i tirocinanti della giustizia che abbiano concluso il tirocinio, di far parte per ulteriori 12 mesi dell’ufficio del processo.

NORMA SALVA-ILVA – l’esercizio dell’attivita’ di impresa degli stabilimenti di interesse strategico nazionale non puo’ essere impedito dal sequestro sui beni dell’impresa titolare dello stabilimento, quando la misura cautelare sia stata adottata in relazione ad ipotesi di reato inerenti la sicurezza dei lavoratori. Va inoltre garantito il necessario bilanciamento tra la continuita’ dell’attivita’ produttiva, la salvaguardia dell’occupazione, la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 ago. – Mentre si attendono per oggi i nomi del presidente e del candidato direttore generale della Rai, scoppia il caso dei pensionati di viale Mazzini, che secondo la legge non possono ricoprire incarichi retribuiti.

“La legge vieta incarichi pubblici ai pensionati. Mezzo Cda sara’ ‘a tempo determinato”. A sollevare la questione della possibile irregolarita’ dell’elezione di alcuni componenti del Cda della Rai e’ il sito dell’Unita’, che spiega: “Il divieto scatta dal 24 giugno 2014. Si tratta di una norma tesa a favorire il ringiovanimento negli incarichi direttivi”. “C’e’ un problema nella nomina di Carlo Freccero nel Cda Rai. E anche per Guelfo Guelfi e forse Giancarlo Mazzuca, tre dei sette consiglieri d’amministrazione della Rai nominati ieri dalla commissione di Vigilanza”, si legge nell’articolo pubblicato sull’home page dell’Unita’, che spiega: “Secondo la legge infatti un lavoratore in pensione non puo’ assumere incarichi nelle societa’ controllate dallo Stato. La via d’uscita, secondo una norma della legge Madia approvata ieri che e’ meno rigida di una precedente disposizione, sta nella gratuita’ dell’incarico che si puo’ svolgere solo per un anno. Pertanto, la situazione un po’ paradossale che si potrebbe determinare e’ quella di un pezzo del Cda Rai ‘a tempo determinato’ e ‘piu’ economico’ del previsto”. “Nella legge Madia approvata ieri in via definitiva si ritorna sulla questione – sottolinea l’Unita’ – All’articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, il terzo periodo e’ sostituito dai seguenti: ‘Gli incarichi, le cariche e le collaborazioni di cui ai periodi precedenti sono comunque consentiti a titolo gratuito. Per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferma restando la gratuita’, la durata non puo’ essere superiore a un anno, non prorogabile ne’ rinnovabile, presso ciascuna amministrazione'”. “Di questa norma, devo dire, non sapevo nulla, mi informero'”, ma “per fare un dispetto al Pd sono pronto anche a fare” il consigliere di amministrazione della Rai “gratis”, replica Carlo Freccero, eletto ieri dalla Vigilanza al Cda Rai, Ma in un solo anno cosa si puo’ fare? “Basta per liberare la Rai da alcuni lacci. Anzi, dico di piu’, lo farei anche per sei mesi”, replica Freccero. (AGI) ,

(AGI) – Roma, 5 ago. – “Ci rivedremo al rientro a Roma, pronti da subito per una legge di stabilita’ che proseguira’ nel taglio delle tasse”. Cosi’ il premier Matteo Renzi in una lettera inviata ai parlamentari della maggioranza. Dopo un anno di riforme, da settembre ci sara’ “da correre ancora piu’ forte”, scrive il premier. “L’Italia sta meglio di un anno fa. Gli italiani lo devono anche grazie al vostro impegno. Io debbo e voglio dirvi grazie: mi avete onorato della vostra fiducia (personale e parlamentare) e se abbiamo riacceso la macchina della speranza e’ perche’ voi ci avete creduto quando non era semplice farlo. Ma non possiamo accontentarci”. Per Renzi “se abbiamo fatto tutta questa strada in dodici mesi, vi immaginate dove potremo essere ad agosto 2016? Allora, godetevi queste vacanze. Perche’ alla ripresa ci sara’ da correre ancora piu’ forte. Per concretizzare tutti i nostri sogni – che gia’ stanno diventando realta’ – dovremo completare le riforme. Ma soprattutto sbloccare le tante opere pubbliche incagliate, le tante energie scoraggiate, i tanti talenti inespressi”. “L’Italia sta meglio di un anno fa”, sostiene Renzi. “L’Italia non e’ piu’ il problema dell’Europa ma contribuisce a risolvere i problemi dell’Europa: la comunicazione sulla flessibilita’ permette margini di manovra fino a un punto di PIL e la recente vicenda greca ci ha visto come protagonisti di una mediazione cruciale per la Grecia ma forse anche per l’intera area Euro. Dopo undici trimestri negativi il Pil e’ tornato a crescere. Il turismo cresce soprattutto al sud, come dimostrano anche i dati di oggi. Gli investimenti diretti esteri nel 2014 crollano in Europa (-17%) e aumentano in Italia (+31%) segno che il nostro Paese e’ finalmente di nuovo attrattivo”. Insomma, scrive il premier “I consumi tornano finalmente a crescere, i posti di lavoro aumentano anche se ancora non con l’intensita’ che vorremmo, i mutui e i movimenti bancari dimostrano che la ripresa non e’ una chimera. Detta in modo semplice: l’Italia sta meglio di un anno fa. Gli italiani lo devono anche grazie al vostro impegno”. “Tra qualche ora sarete in vacanza, per una breve pausa. Mi permetto di dire, sfidando le ire dei benpensanti: vacanza molto meritata”, aggiunge il premier nella lettera ai parlamentari. “Si’, meritata. Perche’ se vi voltate un attimo indietro e provate a ripercorrere il cammino di questo anno, resterete stupiti pensando alle cose che abbiamo portato a casa. Lo dico senza giri di parole: avete fatto un lavoro straordinario ed e’ giusto rendervi merito. Mai il Parlamento italiano in 70 anni di storia aveva lavorato cosi’ tanto e cosi’ intensamente. E nessun Paese europeo ha mai fatto – tutte insieme – cosi’ tante riforme”. “Dopo che la legislatura si era aperta nel segno dell’immobilismo, perche’ tutti sappiamo (anche quelli che fingono di essersene dimenticati) che se si e’ cambiato Governo e’ perche’ la palude aveva bloccato l’azione dell’esecutivo, quest’anno – grazie a voi, a ciascuno di voi – ha visto una svolta impressionante”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 ago. – La commissione di Vigilanza Rai ha votato i sette componenti del Cda di viale Mazzini di sua competenza. Ma e’ stata una votazione che ha segnato ancora una frattura in seno al Pd: la maggioranza interna ha proposto un blocco di nomi che e’ passato, mentre la minoranza dem ha proposto un nome – quello di Ferruccio de Bortoli – che non e’ passato, ovvero per l’ex direttore del Corsera non ci sono stati suffragi sufficienti per essere eletto o quanto meno perche’ si andasse ad un secondo turno di votazione. Mette invece a segno un colpo il centrodestra perche’ alla fine si ritrova con due componenti, anziche’ il solo preventivato.

I sette nominati sono Carlo Freccero, proposto da M5S e Sel, che ha ottenuto sei voti; quindi il blocco Pd con Guelfo Guelfi (sei voti anche per lui), Rita Borioni (5), Franco Siddi (5); poi c’e’ Paolo Messa, candidato dall’area centrista (4 voti); Arturo Diaconale (5 voti) e Giancarlo Mazzuca (4), centrodestra. Ora si attende di conoscere gli altri due nomi – di pertinenza del governo – per completare il nuovo Cda Rai, eletto pero’ ancora una volta con la legge Gasparri. La votazione finale e’ prevista per giovedi’ (l’ipotesi di un voto nella serata di domani e’ solo sulla carta, stando alla successione dei lavori del Cda e quindi della commissione di Vigilanza). Matteo Orfini, presidente Pd, ha spiegato, al termine dei lavori della commissione, che “la minoranza e’ abituata ad esercitare veti ma stranamente si e’ presentata con un nome secco, quello di De Bortoli”. Per contro, Michele Gotor, della minoranza Pd, ha sostenuto “ci e’ stato posto un veto su de Bortoli che giudichiamo sbagliato e che ci amareggia. Il Pd deve dare indicazioni di alto profilo e invece si e’ persa questa occasione”.

Figura che “avrebbe dato lustro al Pd, alla proposta politica del governo e alla Rai”. Il presidente della Vigilanza, Roberto Fico, in conferenza stampa va giu’ pesante: “Renzi e’ un emerito buffone: dice una cosa e ne fa un’altra. Nel momento in cui dice che vuol far vedere una Rai indipendente, costringe i suoi rappresentanti a votare persone che sono dentro i partiti”. E aggiunge “il quadro e’ desolante, nel Cda ci sono persone che devono rispondere a un preciso intento. E’ iniziata la campagna elettorale e occorre blindare le future nomine nelle testate giornalistiche Rai. Noi siamo un movimento libero, culturalmente libero, e possiamo fare e dare il meglio. Renzi dice ‘liberiamo la Rai dai partiti’, e poi ci ritroviamo le nomine di amici di famiglia, spin doctor, assistenti di partiti”. Fico rileva che “per Renzi la conferenza stampa e’ una vetrina, per poi tornare ad ingannare gli italiani nelle segrete stanze. E dal Giappone un po’ parla del sud Italia e un po’ della Rai…”.

Quanto a Freccero, nome proposto dal M5S e votato, per Fico “e’ un patrimonio di professionalita’ che mettiamo a disposizione. Questo significa un servizio pubblico indipendente. La legge di riforma che il Pd ha portato in Senato e’ una Gasparri 2.0 ancora peggio…E con la nuova legge (se fosse stata gia’ esecutiva, ndr) non ci sarebbe stata possibilita’ di portare in Cda uno come Freccero”. E sul futuro presidente, “Renzi deve fare il nome in tempo utile e trasparente”, prima del voto di giovedi’, e questo significa dialogare in forma seria. Non credo che arrivera’ questo grande nome”.

Critiche per come si e’ proceduto sono arrivate dall’Usigrai: “La spartizione e’ servita. Come nelle peggiori tradizioni della partitocrazia, in pieno agosto ci si e’ affrettati a spartirsi le poltrone della Rai. Non e’ una questione di nomi, di questo o quel consigliere. E’ una questione di metodo. Utilizzato anche da chi aveva promesso di rottamare il passato”. Per l’Usigrai, alla nomina si e’ proceduto “con il bilancino dei partiti, senza alcun tipo di discussione sul mandato del nuovo vertice, e quindi sui profili necessari a traghettare verso il futuro la piu’ grande azienda culturale e informativa del Paese, ne’ sul finanziamento”.

E per il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, “il giudizio di metodo sulla nomina del nuovo Cda della Rai rimane negativo. Non si puo’ non confermare quanto gia’ detto alla vigilia, il metodo e’ sbagliato e rischia di produrre conseguenze pericolose per il futuro della Rai e del Servizio pubblico radiotelevisivo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 ago. – La riforma della pubblica amministrazione voluta dal ministro Marianna Madia, dopo essere stata approvata da Senato e Camera, e’ legge.

Ecco le maggiori novita’ previste:

TRASPARENZA: accesso libero ai documenti e ai dati della pubblica ammnistrazione

DIGITALIZZAZIONE: viene introdotta la ‘carta della cittadinanza digitale’, gestita da un dirigente ad hoc. Le cosiddette micro-bollette si potranno pagare anche con il credito telefonico.

LICENZIAMENTI PIU’ FACILI: in caso di azione disciplinare obbligo di portare a termine la pratica, compreso il ricorso alla sanzione piu’ grave.

LICENZIANBILITA’ DEI VERTICI: basta incarichi dirigenziali che possano essere ricoperti senza preoccupazione di rimozione.
  Viene infatti introdotto il criterio della valutazione. Se questa e’ negativa, due le possibilita’: o lasciare l’amministrazione dello Stato, o accettare di passare da un incarico di dirigente a quello di funzionario. Inoltre viene introdotta la revoca o il divieto dell’incarico in settori esposti al rischio corruzione, quando c’e’ una condanna (anche non definitiva) da parte della Corte dei Conti al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.

ABOLITO VOTO MINIMO DI LAUREA PER CONCORSI: con un emendamento presentato dal Pd e votato la notte scorsa, viene abolito il requisito del voto minimo di laurea per partecipare ai pubblici concorsi.

LOTTA ALL’ASSENTEISMO: passano dalle Asl all’Inps le funzioni di controllo sulle malattie.

TELELAVORO E CO-WORKING: l’articolo 11 prevede l’introduzione per i dipendenti della Pubblica amministrazione delle forme di telelavoro e co-working.

FUSIONE DEL CORPO FORESTALE con un’altra forza dello stato, come i carabinieri. Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze.

PARTECIPATE: piu’ facile il commissariamento. Drastica riduzione delle camere di commercio.

PREFETTURE: stessa sorte delle partecipate. Eliminazione anche degli uffici ridondanti tra ministeri e enti di controllo e garanzia.

GRANDI OPERE: semplificate le pratiche burocratiche per i cantieri. Si calcola un dimezzamento dei tempi.

NUMERO UNICO PER EMERGENZE: e’ il 112 e varra’ per tutti i tipi di problema o emergenza.

LIBRETTO UNICO AUTO: grazie al previsto trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione, si punta alla creazione di unica banca dati per la circolazione e la proprieta’, con un solo libretto.

(AGI) – Roma, 4 ago. – La commissione di Vigilanza Rai ha votato i sette componenti del Cda di viale Mazzini di sua competenza. Ma e’ stata una votazione che ha segnato ancora una frattura in seno al Pd: la maggioranza interna ha proposto un blocco di nomi che e’ passato, mentre la minoranza dem ha proposto un nome – quello di Ferruccio de Bortoli – che non e’ passato, ovvero per l’ex direttore del Corsera non ci sono stati suffragi sufficienti per essere eletto o quanto meno perche’ si andasse ad un secondo turno di votazione. Mette invece a segno un colpo il centrodestra perche’ alla fine si ritrova con due componenti, anziche’ il solo preventivato. I sette nominati sono Carlo Freccero, proposto da M5S e Sel, che ha ottenuto sei voti; quindi il blocco Pd con Guelfo Guelfi (sei voti anche per lui), Rita Borioni (5), Franco Siddi (5); poi c’e’ Paolo Messa, candidato dall’area centrista (4 voti); Arturo Diaconale (5 voti) e Giancarlo Mazzuca (4), centrodestra. Ora si attende di conoscere gli altri due nomi – di pertinenza del governo – per completare il nuovo Cda Rai, eletto pero’ ancora una volta con la legge Gasparri. La votazione finale e’ prevista per giovedi’ (l’ipotesi di un voto nella serata di domani e’ solo sulla carta, stando alla successione dei lavori del Cda e quindi della commissione di Vigilanza). Matteo Orfini, presidente Pd, ha spiegato, al termine dei lavori della commissione, che “la minoranza e’ abituata ad esercitare veti ma stranamente si e’ presentata con un nome secco, quello di De Bortoli”. Per contro, Michele Gotor, della minoranza Pd, ha sostenuto “ci e’ stato posto un veto su de Bortoli che giudichiamo sbagliato e che ci amareggia. Il Pd deve dare indicazioni di alto profilo e invece si e’ persa questa occasione”. Figura che “avrebbe dato lustro al Pd, alla proposta politica del governo e alla Rai”. Il presidente della Vigilanza, Roberto Fico, in conferenza stampa va giu’ pesante: “Renzi e’ un emerito buffone: dice una cosa e ne fa un’altra. Nel momento in cui dice che vuol far vedere una Rai indipendente, costringe i suoi rappresentanti a votare persone che sono dentro i partiti”. E aggiunge “il quadro e’ desolante, nel Cda ci sono persone che devono rispondere a un preciso intento. E’ iniziata la campagna elettorale e occorre blindare le future nomine nelle testate giornalistiche Rai. Noi siamo un movimento libero, culturalmente libero, e possiamo fare e dare il meglio. Renzi dice ‘liberiamo la Rai dai partiti’, e poi ci ritroviamo le nomine di amici di famiglia, spin doctor, assistenti di partiti”. Fico rileva che “per Renzi la conferenza stampa e’ una vetrina, per poi tornare ad ingannare gli italiani nelle segrete stanze. E dal Giappone un po’ parla del sud Italia e un po’ della Rai…”. Quanto a Freccero, nome proposto dal M5S e votato, per Fico “e’ un patrimonio di professionalita’ che mettiamo a disposizione. Questo significa un servizio pubblico indipendente. La legge di riforma che il Pd ha portato in Senato e’ una Gasparri 2.0 ancora peggio…E con la nuova legge (se fosse stata gia’ esecutiva, ndr) non ci sarebbe stata possibilita’ di portare in Cda uno come Freccero”. E sul futuro presidente, “Renzi deve fare il nome in tempo utile e trasparente”, prima del voto di giovedi’, e questo significa dialogare in forma seria. Non credo che arrivera’ questo grande nome”. Critiche per come si e’ proceduto sono arrivate dall’Usigrai: “La spartizione e’ servita. Come nelle peggiori tradizioni della partitocrazia, in pieno agosto ci si e’ affrettati a spartirsi le poltrone della Rai. Non e’ una questione di nomi, di questo o quel consigliere. E’ una questione di metodo. Utilizzato anche da chi aveva promesso di rottamare il passato”. Per l’Usigrai, alla nomina si e’ proceduto “con il bilancino dei partiti, senza alcun tipo di discussione sul mandato del nuovo vertice, e quindi sui profili necessari a traghettare verso il futuro la piu’ grande azienda culturale e informativa del Paese, ne’ sul finanziamento”. E per il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, “il giudizio di metodo sulla nomina del nuovo Cda della Rai rimane negativo. Non si puo’ non confermare quanto gia’ detto alla vigilia, il metodo e’ sbagliato e rischia di produrre conseguenze pericolose per il futuro della Rai e del Servizio pubblico radiotelevisivo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 ago. – Via libera definitivo alla riforma della Pubblica Amministrazione. L’aula del Senato ha approvato la delega sulla P.A. con 145 voti a favore, 97 contrari e nessun astenuto.

Su Twitter Renzi scrive: “Un altro tassello: approvata la riforma PA #lavoltabuona un abbraccio agli amici gufi”. Intanto i Cinquestelle attaccano: “Il governo Renzi ha detto no alla creazione di una Polizia ambientale e al tempo stesso ha depotenziato il Corpo Forestale dello Stato senza toccare gli sprechi clientelari dei forestali nelle Regioni a statuto speciale come in Sicilia. Le ecomafie ringraziano”. Cosi’ il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Gianluca Castaldi, al termine dell’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione.

 

Renzi a Tokyo rivendica di mantenereo le promesse, “l’Italia sta meglio di un anno fa e tra un anno stara’ meglio di ora”

“Lo scioglimento del Corpo forestale dello Stato previsto nella riforma della Pubblica amministrazione e’ l’agnello sacrificale per la campagna demagogica di Matteo Renzi, a cui interessa solo twittare la riduzione da cinque a quattro delle forze di polizia spacciando risparmi inesistenti. Con questo provvedimento si e’ persa l’occasione di costituire una vera polizia ambientale”. Lo scrivono in una nota congiunta i senatori della Lega Nord, Paolo Arrigoni e Stefano Candiani.

RIFORMA P.A.: tutte le novita’, da 112 ai licenziamenti facili

“Il passaggio del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, per la quale nutriamo massimo rispetto, e’ un’ipotesi discutibile che se sara’ confermata dimostrera’ dimostra tutto il pressappochismo di questa cattiva riforma. Militarizzare uomini e donne di un corpo ad ordinamento civile e’ una strada scivolosa. Come puo’ essere chiesto all’improvviso a chi ha abbracciato una professione civile, sia pure di servizio all’interno di un Corpo armato dello Stato, di accettare un penalizzante cambiamento di status? La Lega Nord, che si e’ sempre battuta contro questa scellerata decisione, vigilera’ affinche’ il governo mantenga almeno l’impegno di garantire lo status civile del personale del Corpo, contenuto nel nostro ordine del giorno approvato all’unanimita’”.

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