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(AGI) – Roma, 23 ago. – “Il Sinodo e’ un momento importante di riflessione e di crescita non soltanto per i credenti evangelici – e per il dialogo ecumenico nel quale siete impegnati – ma per l’intera societa’ italiana, per la quale risulta preziosa la vostra azione di diaconia. E’ con questa convinzione che desidero rivolgere alla comunita’ che si raccoglie in questi giorni a Torre Pellice, e a tutti i partecipanti al Sinodo, il mio saluto piu’ cordiale e l’augurio sincero di buon lavoro”. Cosi’ il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato ai partecipanti all’annuale Sinodo della Chiesa valdese. “La liberta’ – ha aggiunto il Capo dello Stato – e’ radice e prolungamento di ogni fede religiosa e la liberta’ religiosa e’ alla radice delle liberta’ civili. Il percorso che ha portato all’affermazione di questo principio e’ stato lungo e travagliato. Ora esso e’ sancito dalla Costituzione repubblicana e tocca alla comunita’ italiana nella sua interezza implementarlo, renderlo sempre vivo e operante”. “Nella citta’ dell’uomo, nella dimensione della laicita’, tutti i cittadini sono chiamati a realizzare le loro vocazioni, a esprimere le loro convinzioni e la loro passione in modo che netragga beneficio l’intera societa’”, ha aggiunto Mattarella. “Il segno del dialogo e della riconciliazione si trasforma in valore sociale, culturale, educativo, oltre i confini delle comunita’ religiose: di esso e’ stato segno la storica visita di Papa Francesco, nel giugno scorso, al Tempio valdese di Torino. Un evento di cui e’ molto alto il riflesso civile oltre che religioso. La Chiesa valdese si muove da tempo nella societa’ italiana aderendo ai caratteri di una cultura democratica basata sulle idee di liberta’ ed uguaglianza e promuovendo opere sociali di grande valore – ha sottolineato il presidente della Repubblica – nell’accoglienza agli immigrati, nel sostegno alle persone anziane e a quelle bisognose, nel contrasto alla dispersione scolastica, nell’azione formativa all’interno delle carceri, nell’aiuto ai disabili e ai loro percorsi di integrazione, nell’impegno per la legalita’ e il bene comune. Sono certo – ha concluso Mattarella – che il confronto del vostro Sinodo contribuira’ a far crescere anche il dibattito pubblico, culturale e civile, dell’intera societa’ italiana”. .

(AGI) – Roma, 23 ago. – “Dopo il funerale di Vittorio Casamonica, il Movimento 5 Stelle denuncera’ il ministro Angelino Alfano e il sindaco di Roma Ignazio Marino per chiedere loro il risarcimento per i danni di immagine, decoro e reputazione subiti a livello nazionale e internazionale”. E’ quanto scrive il blog di Beppe Grillo. “Con il funerale show di Vittorio Casamonica l’immagine di Roma e dell’Italia sono irrimediabilmente compromesse, sfregiate e umiliate dall’ennesima manifestazione palese e arrogante della presenza della Mafia nella Capitale”. “Oltre all’umiliazione – prosegue il post – ora i romani e i cittadini devono subire anche la beffa del rimpallo di responsabilita’ tra le anime belle che oggi dicono ‘non sapevo'”. Le responsabilita’, proseguono i 5stelle, oltre che di Marino e Alfano, “sono anche del Presidente del Consiglio che per opportunismo politico si rifiuta di sciogliere per Mafia il comune di Roma, un Presidente del consiglio – ricordiamolo – che e’ anche segretario di un partito che e’ stato letteralmente travolto dalle inchieste su Mafia Capitale e il cui presidente Matteo Orfini oggi si erge a paladino della legalita’ ma che a lungo ha difeso il Presidente del Municipio di Ostia Andrea Tassone poi finito agli arresti domiciliari proprio nell’ambito della stessa inchiesta; un presidente del Consiglio, infine, il cui ministro del Lavoro Poletti, all’epoca a capo della Legacoop, e’ stato immortalato durante la famosa cena proprio con uno dei componenti della famiglia dei Casamonica e Salvatore Buzzi”. “Il danno alla Capitale e ai romani – conclude il post – e’ enorme: per questo valuteremo coi nostri legali se presentare una denuncia nei confronti di Alfano e Marino per chiedere loro il risarcimento per i danni di immagine, decoro e reputazione subiti a livello nazionale e internazionale. I milioni di euro di risarcimento che dovessero arrivare, li useremo per rifare le strade di Roma piu’ danneggiate e tappare le buche che il sindaco non e’ stato in grado di rimettere a posto”. (AGI)

(AGI) – Napoli, 23 ago. – “Napoli ha tante risorse”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rispondendo ai cronisti che gli domandano se la citta’ ce la fara’ a riscattarsi. Dopo aver partecipato alla messa, il capo dello Stato si e’ fermato per pochi secondi con i giornalisti sul sagrato della parrocchia Corpus Christi e Santo Rosario. Riferendosi alla sua visita privata, che volge al termine, ha poi definito Napoli “una meraviglia”, dando l’appuntamento a settembre, quando tornera’ per l’inaugurazione dell’anno scolastico.  Durante la preghiera dei fedeli, uno dei parrocchiani ha invitato i presenti a pregare per i “governanti” e “in particolare per il presidente della Repubblica, affinche’ ci guidi verso la pace, la giustizia e la prosperita’”. Il capo dello Stato ha seguito la messa tra i fedeli e prima di prendere l’eucaristia, al momento dello scambio della pace, ha stretto la mano a tutti coloro che si sono avvicinati al suo banco. Il viceparroco Robert Mathew, che ha celebrato il rito, lo ha ringraziato per la sua presenza e lo ha invitato a tornare in occasione delle prossime visite. I fedeli che lo hanno riconosciuto si sono detti “emozionati” e uno di loro ha spiegato di aver apprezzato la scelta di Mattarella di sedersi in fondo alla chiesa per “dimostrare ancora una volta di voler stare tra la gente”.

(AGI) – Napoli, 22 ago. – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e’ arrivato nel centro storico di Napoli per una visita alla Cappella San Severo, in via De Santis, a ridosso di piazza San Domenico. Il Capo dello Stato, che dovrebbe effettuare una serie di tappe a monumenti partenopei nel corso di questa sua seconda giornata a Napoli, ha stretto la mano a una decina di curiosi che si assiepavano nella stretta stradina di accesso al monumento. Mattarella si e’ fermato ad ammirare il ‘Cristo velato’ e gli altri quadri e sculture della Cappella, voluta da Raimondo di Sangro di Sansevero, per circa venti minuti, lasciando poi una dedica sul libro dei visitatori. “Dopo aver ammirato il Cristo velato e l’intera Cappella, sono straordinariamente ammirato”, ha scritto il Capo dello Stato. All’uscita Mattarella e’ stato accolto da un gruppo di napoletani e turisti, ha stretto mani e risposto brevemente a qualche anziano, tra le grida ‘viva il Presidente’ e ‘grazie Presidente’. (AGI) .

(AGI) – Napoli, 21 ago. – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e’ arrivato a Villa Rosebery a Napoli, dove restera’, in veste privata, per il fine settimana. Passando in auto, ha salutato cronisti e curiosi con un gesto della mano. Per il capo dello Stato, che e’ atterrato intorno alle 9,45 all’aeroporto di Capodichino con un volo di linea proveniente da Palermo, si tratta della prima visita nel capoluogo campano dopo l’elezione. Al momento non sono previsti appuntamenti nella residenza presidenziale di Posillipo ne’ uscite pubbliche del presidente.

Siamo contenti che il capo dello Stato abbia scelto di trascorrere nella nostra citta’ alcuni giorni di meritato riposo e rispettiamo la sua volonta’ di tenere la visita in forma strettamente privata. Ma siamo certi che Napoli lo sapra’ comunque accogliere, oltre ogni protocollo, con il calore della sua gente e con la straordinaria bellezza del suo patrimonio artistico, culturale e paesaggistico”. Cosi’ in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che da’ il “benvenuto a Napoli” al presidente Sergio Mattarella, a nome di citta’ “del cuore e della umanita’, dell’amore e dell’accoglienza”.

(AGI) – Roma, 21 ago. – “Se confermato il virgolettato attribuito alla Questura di Roma, apparso questa mattina sulla stampa nazionale, nel quale si afferma che ‘il defunto’ Vittorio Casamonica ‘risulta ai margini degli ambienti criminali’ credo che avremmo gia’ una prima ammissione di responsabilita’”. Cosi’ il Deputato del PD Dario Ginefra che ieri aveva chiesto al Ministro Alfano un’indagine amministrativa per verificare ogni eventuale responsabilita’ in merito alle modalita’ di svolgimento del funerale del Casamonica. Ginefra aggiunge: “il profilo del defunto appare in evidente contrasto con quella che e’ la banalizzazione del suo ruolo operata dalla questura romana e desta profonda preoccupazione la circostanza che, in un momento di cosi’ grande esposizione della Capitale rispetto ad indagini che attesterebbero una vera e propria articolazione di tipo mafioso della sua criminalita’, l’avamposto del Ministero degli Interni appaia cosi’ disarmato e rinunciatario. Si dispongano immediati provvedimenti per rimediare a questo vero e proprio danno all’immagine per il Paese”. .

(AGI) – Napoli, 21 ago. – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e’ arrivato a Villa Rosebery a Napoli, dove restera’, in veste privata, per il fine settimana. Passando in auto, ha salutato cronisti e curiosi con un gesto della mano. Per il capo dello Stato, che e’ atterrato intorno alle 9,45 all’aeroporto di Capodichino con un volo di linea proveniente da Palermo, si tratta della prima visita nel capoluogo campano dopo l’elezione. Al momento non sono previsti appuntamenti nella residenza presidenziale di Posillipo ne’ uscite pubbliche del presidente. .

(AGI) – Roma, 21 ago. – In merito ad alcune indiscrezioni di stampa sugli assetti del Pd, fonti del Nazareno sottolineano che Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini continueranno nel loro ruolo di vicesegretari del Partito Democratico a fianco di Matteo Renzi fino al congresso del dicembre 2017, contando sulla stima del segretario nazionale, della direzione e dell’assemblea. .

(AGI) – Roma, 20 ago. – “Ostentazione di potere mafioso” e ancora “Roma non puo’ essere sfregiata da chi la vorrebbe far diventare un set del Padrino”. Le esequie di Vittorio Casamonica, capo del clan di nomadi diventano un caso politico.

Una cerimonia che fa dire a Rosi Bindi “E’ allarmante che il funerale di un esponente del clan Casamonica, coinvolto in numerose inchieste sulla criminalita’ romana e su Mafia Capitale, si sia trasformato in una ostentazione di potere mafioso”. Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, non usa mezzi termini e denuncia che “quanto avvenuto oggi a Roma non e’ francamente accettabile”. “Sara’ necessario accertare – riprende – se tutto questo sia accaduto con o senza le dovute autorizzazioni”. “Preoccupa in ogni caso il clima di consenso che ha accompagnato una simile messa in scena, che dovrebbe fugare ogni dubbio – e’ l’affondo dell’esponente Pd – sull’esistenza della mafia nella Capitale e raddoppiare l’impegno delle istituzioni a contrastarne la forza e la capacita’ di inquinare ampi settori della societa’ e della pubblica amministrazione”.

A farle eco c’e’ il presidente del Pd, Matteo Orfini, che su twitter scrive “Mai piu’. Roma non puo’ essere sfregiata da chi la vorrebbe far diventare un set del Padrino”. Il governatore della regione Lombardia interviene cosi’: “Eh si’, con il Pd al governo Roma e’ proprio Mafia Capitale” e la replica del presidente del Pd non si fa attendere, “La mafia a Roma ha dilagato quando c’era il tuo amico Alemanno e tu governavi. Abbi la decenza di tacere”.

Sel invece annuncia che sulle esequie presentera’ un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, Angelino Alfano e il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Walter Verdini, parla di uno “spettacolo volgare” “Roma – continua – sta combattendo una battaglia importante e difficile contro la criminalita’ e la corruzione e a nessuno puo’ essere consentito neppure di evocare contesti e scenari paramafiosi che colpiscono la citta’ e le stesse istituzioni religiose. Una citta’, ricordiamolo, dove un bene sequestrato ad un boss della criminalita’ divenne, proprio dieci anni fa, Casa del Jazz, con una stele all’ingresso dedicata alle vittime delle mafie, e dove un altro immobile sequestrato alla delinquenza divenne, sempre in quegli anni, sede nazionale di Libera”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 20 ago. – “Bisogna lavorare tutti per un salto di qualita’ nell’azione di contrasto a questi fenomeni come caporalato, lavoro nero, intermediazione irregolare che si sviluppa in particolare in alcune stagioni”. Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, parla del fenomeno del caporalato e spiega che “e’ importante che sia approvata la Rete del lavoro agricolo di qualita’, che sara’ operativa dal primo di settembre ed e’ uno strumento innovativo, che consente alle imprese di certificare la regolarita’ e la qualita’ del proprio lavoro e di farlo diventare uno strumento virtuoso anche verso i consumatori. Serve un’azione che irrobustisca subito, come stiamo facendo col ministero del Lavoro, i controlli e il contrasto sul campo di questi fenomeni, il presidio dei campi in particolare in alcune realta’. Chiedo alle associazioni d’impresa – conclude il ministro – di lavorare con noi ancora su questo fronte, perche’ in tanti territori fa la differenza anche il livello di controllo e contrasto che le stesse associazioni d’impresa possono generare e produrre, accanto alle istituzioni e agli organismi di controllo”. “A settembre andra’ in discussione la proposta di legge per il rafforzamento delle misure di contrasto al caporalato. Il governo c’e’ e lavora con tenacia al contrasto di questa piaga inaccettabile in agricoltura e non solo” aggiunge Martina su Facebook. “Grazie al lavoro di questi mesi del Parlamento e del Governo – ricorda Martina – a settembre partira’ operativamente la “Rete del lavoro agricolo di qualita’” sperimentazione unica in Italia da tempo attesa dopo anni di disattenzione che ci consentira’ la certificazione etica del lavoro agricolo. Sara’ fondamentale che imprese agricole, imprese alimentari e della grande distribuzione la utilizzino quotidianamente per certificare la piena regolarita’ delle attivita’. E sara’ importante anche poter disporre di un logo identificativo sui prodotti in modo che il cittadino-consumatore possa informarsi. Il ministero del lavoro, intanto, ha rafforzato immediatamente le azioni ispettive e di controllo in particolare in alcuni territori. Importante e’ anche l’impegno impostato dalle Commissioni lavoro, affari sociali e agricoltura. Penso a cio’ che e’ stato fatto proprio in questi mesi per l’accesso ai voucher con copertura Inps e Inail ma non solo”. Bianconi, da Renzi e Martina promesse fumose “Invece di pontificare in tv e sui giornali, Renzi e Martina indossino un bel paio di stivali e vadano nei campi a vedere come i braccianti lavorano in condizioni disumane” replica il deputato di Conservatori e Riformisti Maurizio Bianconi. “Forse cosi’ – aggiunge – si renderebbero conto che di fronte alla tragedia della donna deceduta ad Andria sarebbe meglio utilizzare toni vicini alla realta’ e non promesse fumose. Altro che salto di qualita’, come invoca Martina: il Governo sta facendo fare agli italiani un salto nel buio dopo l’altro, innescando una guerra tra poveri che lottano per sopravvivere”. Santanche’ (FI), da governo retorica da voltastomaco “La retorica del Governo sul caporalato e’ davvero da voltastomaco: in questo modo si offende solo la memoria della povera donna bracciante che ha perso la vita nei campi” afferma Saniela Santanche’, di Forza Italia “Se di fronte alla tragedia avvenuta il ministro Martina riesce a dire solo che serve un salto di qualita’, e’ evidente che passata la notizia estiva tutti si dimenticheranno di quello che e’ successo. Insomma il Governo sa solo riempirsi la bocca di belle parole: i fatti, pero’, stanno a zero”. Sel, va equiparato al reato di mafia “Anche il governo se ne accorge. Il ministro Martina finalmente denuncia l’enorme esplosione del caporalato nei campi. Siamo di fronte a un nuovo schiavismo che va trattato come un’emergenza nazionale perche’ sfregia il volto della nostra economia e della civilta’ del lavoro” afferma Arturo Scotto, capogruppo dei deputati di Sinistra Ecologia Liberta’. “Occorrono misure esemplari – prosegue il capogruppo di Sel – per stroncare un fenomeno ottocentesco che riguarda migranti e italiani. E non si puo’ aspettare troppo tempo. Propongo un decreto che incida nella carne viva di questa vergogna nazionale: una definizione normativa del lavoro schiavistico, a partire dalle ore di lavoro e dal salario. Ma anche l’equiparazione tra caporalato e mafia attraverso pene che non lascino zone d’ombra: se il caporale e’ un mafioso occorre introdurre il 416 bis per chi alimenta questa rete omertosa sulla pelle di chi lavora. E per le aziende che fruiscono del lavoro schiavistico occorre introdurre la confisca dei beni come per le attivita’ imprenditoriali mafiose”. “Fare questo nell’immediato e’ il minimo sindacale, – conclude Scotto – altrimenti siamo ancora alle chiacchiere”. (AGI) .

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