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(AGI) – Milano, 12 mag. – Un reddito di cittadinanza in Lombardia. La proposta – storica bandiera dei 5 stelle – sara’ “concretizzata”, almeno a suo dire, da Roberto Maroni. Il quale si e’ detto d’accordo col Movimento di Beppe Grillo e pronto ad avviare una “sperimentazione” nella Regione che guida a capo di una coalizione di centro-destra. L’iniziativa del governatore lombardo ha suscitato il plauso immediato dei ‘pentastellati’ e del Pd regionale, mentre piu’ di una “perplessita’” e’ stata espressa dai rappresentanti dei partiti che sostengono la maggioranza. A partire dal partito dell’ex ministro dell’Interno e del Welfare, con il suo leader, Matteo Salvini, che ha tenuto a precisare di essere contrario a qualsiasi “elemosina di Stato”. Oltre a Mariastella Gelmini, per Forza Italia, la quale si e’ detta convinta che la Lombardia possa “fare a meno di soluzioni che hanno il sapore dell’assistenzialismo”. No comment per ora dall’altro alleato al Pirellone, Nuovo centro-destra, che pero’ attende di leggere la proposta di Maroni, lamentando un mancato coinvolgimento. L’idea del governatore lombardo appare semplice: utilizzare parte dei fondi messi a disposizione dall’Unione europea, e, nello specifico, le risorse del fondo sociale europeo (Fse) per il settennato 2014-20. I due programmi – Fse e fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) – hanno una dotazione complessiva di 1,940 miliardi di euro, e, rispetto al periodo precedente, 2007-2013, le risorse destinate alla Regione Lombardia sono aumentate di circa 612 milioni, stando a quanto ha riferito l’assessore all’Economia, Massimo Garavaglia. Nello specifico, per il capitolo fondi di sviluppo, sono a disposizione 970 milioni di euro (440 in piu’ rispetto alla programmazione precedente). Altri 970 milioni invece sono sul fondo sociale (172 milioni in piu’ rispetto alla programmazione precedente), da cui si vorrebbe attingere per creare la misura del reddito di cittadinanza. “Voglio introdurre in Lombardia la prima sperimentazione del reddito di cittadinanza riservato ai cittadini residenti in Lombardia in modo coerente con le finalita’ del fondo sociale europeo”, ha esordito Maroni, in conferenza stampa a Palazzo Lombardia. Il governatore ha spiegato di avere a disposizione 220 milioni e dato incarico agli assessori regionali competenti “di definire un progetto nei prossimi giorni”. A chi gli faceva notare che l’iniziativa e’ una bandiera del M5S, ha risposto: “Per il Movimento 5 Stelle e’ una bandiera, per noi sara’ una cosa concreta. Loro chiacchierano, hanno anche qualche buona idea, noi passeremo dalle parole ai fatti. La Lombardia, prima in Italia sperimentera’ il reddito di cittadinanza”. Maroni ha indicato di voler dare “una prima attuazione” alla sperimentazione “contemporaneamente alla legge di assestamento di bilancio, fra fine giugno e luglio”. Il presidente ha quindi definito “interessante” la proposta di legge del Movimento 5 stelle (relatore Stefano Buffagni), ferma in Commissione programmazione e bilancio dal 26 marzo 2014. “Mi sono letto in questi giorni la proposta di legge presentata da loro – ha spiegato – che e’ interessante perche’ riguarda anche formazione e lavoro. Lo faremo con il coinvolgimento del mondo del volontariato, che e’ fondamentale”. “Useremo il secondo asse del fondo sociale europeo per la lotta alla poverta’”, ha detto ancora. La proposta del presidente ha, quindi, subito incontrato il favore di Movimento 5 stelle e Pd. “A due giorni dalla nostra mobilitazione nazionale, con la marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza, Maroni si e’ svegliato dal letargo e ha dichiarato di essere orientato a definire un progetto di reddito di cittadinanza Lombardia. Ancora una volta, esattamente come nel caso di piu’ autonomia per la Regione, le buone idee del Movimento 5 Stelle dettano l’agenda della politica lombarda e Maroni e’ costretto a rincorrere”, ha commentato Dario Violi, capogruppo del M5s al Pirellone. “Noi siamo pronti a discuterne da subito”, ha affermato, dal canto suo, il segretario lombardo del Pd, Alessandro Alfieri. “L’introduzione del reddito di autonomia era nel nostro programma elettorale per la Regione, dunque ben venga il confronto. Attenzione, pero’ – ha avvertito -: e’ un obiettivo importante e ambizioso, che richiede serieta’ e concretezza. Non bastano gli annunci ne’ operazioni boomerang come quella sui ticket”. Gelo, invece, dai rappresentanti dei partiti di maggioranza. In particolare, dal segretario del partito di Maroni, Matteo Salvini. “Allo Stato elemosiniere, io preferisco lo Stato che abbassa le tasse e offre lavoro. Secondo me e’ un messaggio culturalmente sbagliato”, ha scandito il ‘capitano’ padano. Quindi si opporra’ alla proposta? “No, io non metto becco nelle questioni della Regione Lombardia ma questo non mi esime dall’avere le mie opinioni”. “Lui dice che si tratta di elemosina di Stato, se lo fosse avrebbe ragione ma non e’ cosi’, perche’ il fondo sociale europeo e’ un’altra cosa”, gli ha poi replicato a distanza Maroni. “Sara’ il modello lombardo di reddito di cittadinanza che lotta contro la poverta’ e l’esclusione sociale, fenomeni che purtroppo sono presenti in Lombardia tra i giovani, gli anziani e i disoccupati”. Una misura che “si realizza non attraverso l’elemosina di Stato ma con misure concrete di avviamento al lavoro”. Il governatore ha poi sottolineato che “il fondo sociale europeo ha due finalita’: inclusione sociale, attraverso politiche attive del lavoro, e lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale. Queste due iniziative le ho messe insieme chiamandole reddito di cittadinanza in stile lombardo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – “Non si puo’ addebitare al Pd il fatto che una lista civica di supporto abbia presentato quei candidati”. Lo ha detto Matteo Renzi al videoforum di Repubblica. “Il Pd di impresentabili non ne ha”. “A quelli che sono ‘imbarazzati’, come me, dico che le liste del Pd sono pulite e che il Pd e’ pulito: abbiamo cambiato candidato a Ercolano e a Giugliano, siamo intervenuti in modo molto forte. Su alcune liste collegate si puo’ discutere, alcuni candidati, personalmente, non li voterei neanche se costretto. Abbiamo fatto pulizia, magari non ancora a sufficienza, certo, ma queste elezioni regionali decidono il futuro di Bagnoli, di Pompei, della Napoli-Bari, della Reggia di Caserta”, e allora, avverte Renzi, “per la legalita’ non serve un articolo o fare una polemica al giorno ma far funzionare le cose”. “Dividiamo gli aspetti – riprende il segretario Pd e presidente del Consiglio – la lotta contro la camorra, la mafia, la ‘ndrangheta, deve essere patrimonio di tutti. Io risposi a Saviano, che in questi giorni e’ tornato a criticare il governo, legittimamente, e presi degli impegni precisi che stiamo rispettando”. “Ci sono lo stesso alcuni candidati, in alcune liste collegate, anche ingiustificabili ma in Campania la sfida e’ Caldoro contro De Luca. Io mai parlero’ male dei candidati dell’altra parte, Caldoro e’ persona seria e non voglio un clima da guerra civile. Decideranno i cittadini: la partita non e’ in una Regione come le altre e non si puo’ addebitare al Pd i candidati di una lista di supporto”. Renzi torna sul caso degli ‘impresentabili’ in lista in Campania e ricorda che “la questione e’ come rilanciamo la Campania, un dramma pazzesco quando tutte le altre Regioni stanno ripartendo”. “Ci sono – sottolinea – due Italie e quella a sud di Roma ancora soffre. Noi abbiamo alcuni progetti pilota, d’accordo con i presidenti di Regione, quali che saranno, per rilanciare il Paese e il Mezzogiorno e De Luca e’ un buon amministratore, come gli riconoscono anche gli avversari”. Insomma, ammonisce il segretario Dem, “impresentabili il Pd non ne ha”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – Confronto a Palazzo Chigi tra governo e sindacati sulla riforma della scuola.

“Gli emendamenti approvati non modificano la sostanza. Cambiamento si’ ma non come vorrebbe il governo”, ha affermato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Ci potrebbe essere il blocco degli scrutini. Lo annunciano i sindacati di categoria al termine dell’incontro con il governo che non ha lasciato soddisfatti Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Cobas.

“Giovanni Berlinguer aveva immaginato la scuola come la scuola dell’autonomia, una invenzione dell’Ulivo di inizio anni Novanta. Noi nel disegno di legge abbiamo individuato tre poteri per i presidi: scrivere il piano offerta formativa, valutare i docenti, scegliere dentro le graduatorie gli insegnanti piu’ adatti”, ha detto Matteo Renzi al videoforum di Repubblica. “Siamo disposti ad ascoltare i sindacati su tutto. “La scuola funziona se e’ di tutti e non siamo disposti a bloccare la qualita’ nella scuola”, ha concluso Renzi. “Noi non saremo mai una supepotenza militare. Possiamo essere una superpotenza culturale ed avere questo come ruolo nel mondo. E’ per questo che punto sulla scuola”, ha aggiunto Renzi.

STUDENTI BOICOTTANO TEST INVALSI,”SONO COSTOSI E DANNOSI” – Giornata “calda” per la Scuola quella di oggi, con gli studenti che hanno boicottato i test Invalsi. “Anche quest’anno abbiamo promosso il boicottaggio delle prove Invalsi, chiedendo agli studenti di non compilare a testa bassa dei test costosi, dannosi, escludenti ed antidemocratici”. A parlare e’ Danilo Lampis, coordinatore nazionale Unione degli Studenti (Uds). “Sulla scia della grande giornata di sciopero del 5 maggio, il dato di mobilitazione studentesca nella giornata di oggi e’ stato altissimo”. L’Uds comunica che “stamattina possiamo confermare l’altissima adesione alla protesta. Le studentesse e gli studenti delle classi seconde hanno consegnato in bianco, letto un libro mentre somministravano le prove, non sono entrati in classe, hanno organizzato sit-in e manifestazioni di protesta. Da oggi partira’ lo sportello SOS per difendere gli studenti da ritorsioni e illegittime sanzioni”. Gli studenti si dicono “contrari ad un modello di valutazione escludente, che tende a gerarchizzare le scuole ed aumentare le disuguaglianze. Noi vogliamo essere “valutati e non schedati”. “Per noi questa giornata” – conclude l’UdS – “e’ una ulteriore giornata di mobilitazione contro il ddl Renzi, in continuita’ con lo sciopero del 5 maggio. La giornata di oggi dimostra come il mondo della scuola sia pronto a continuare a lottare contro la sordita’ del Governo alle nostre istanze. Chiediamo lo stop del ddl Renzi e lo stralcio delle deleghe per aprire un confronto reale e cambiare davvero la scuola. Il Governo deve fare una scelta di campo. O continuare ad assecondare le richieste delle lobby, o bloccare il ddl ed ascoltare le richieste delle piazze che durante tutto l’anno hanno espresso una alternativa molto piu’ credibile e lungimirante di quella de “La Buona Scuola”. Gli studenti la loro idea di scuola ce l’hanno ben chiara e l’hanno scritta dal basso all’interno della proposta AltraScuola. che continueranno a portare avanti in contrapposizione al ddl”.(AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – Ci potrebbe essere il blocco degli scrutini. Lo annunciano i sindacati di categoria al termine dell’incontro con il governo che non ha lasciato soddisfatti Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Cobas. (AGI)

(AGI) – Milano, 12 mag. – Via alla sperimentazione di un ‘reddito di cittadinanza’ per tutti i lombardi in difficolta’ economica. L’annuncio e’ stato fatto da Roberto Maroni, nel corso della presentazione della ripartizione dei fondi strutturali europei per il 2014-20.

I due programmi – fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e fondo sociale europeo (Fse) – hanno una dotazione complessiva di 1,940 miliardi di euro, e, rispetto al periodo precedente 2007-2013, le risorse destinate alla Regione Lombardia sono aumentate di circa 640 milioni di euro.

“Questi interventi – ha spiegato il governatore lombardo – sostengono un modello di crescita che punta sulla ricerca e sull’innovazione, che sono una delle vocazioni della Lombardia. Sul nostro territorio abbiamo 13 universita’, 500 centri di ricerca, 18 Irccs, 6 parchi tecnologici, la presenza delle principali societa’ del settore. Insomma, tutte le condizioni ideali affinche’ la Lombardia possa diventare la Regione d’eccellenza in Europa in fatto di innovazione e ricerca”.

SALVINI LO BACCHETTA, “NON METTO BECCO MA E’ UN ERRORE” – Non piace a Matteo Salvini la proposta di una sperimentazione in Lombardia del ‘reddito di cittadinanza’ avanzata dal suo predecessore alla guida della Lega Nord, Roberto Maroni. “Allo Stato elemosiniere, io preferisco lo Stato che abbassa le tasse e offre lavoro. Secondo me e’ un messaggio culturalmente sbagliato”, commenta il segretario federale del Carroccio, contattato al telefono dall’Agi.

Quindi si opporra’ alla proposta? “No, io non metto becco nelle questioni della Regione Lombardia ma questo non mi esime dall’avere le mie opinioni”. Piu’ cauto il capogruppo leghista in Consiglio regionale lombardo. “Prima di giudicare la proposta, che non abbiamo ancora visto, preferiremmo vi fosse una condivisione nell’ambito dei partiti di maggioranza”, spiega Massimiliano Romeo, contattato al telefono. L’annuncio di Maroni e’ arrivato stamane nel corso della presentazione del piano per l’assegnazione dei fondi strutturali europei 2014-20.

L’idea del governatore lombardo – che deve pero’ essere condivisa con le parti sociali e l’Unione europea – e’ quella di utilizzare il fondo sociale europeo per finanziare una sorta di “reddito di cittadinanza” destinato ai cittadini lombardi. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – Sinistra riformista contro sinistra masochista: Matteo Renzi sintetizza cosi’ il conflitto in campo, non solo nel Pd. Il centrodestra e’ in crisi, ma niente illusioni: la partita rimane difficile, avverte il premier, anche perche’ Silvio Berlusconi ha sette vite come i gatti e non e’ escluso che possa dare compimento al progetto di mettere in piedi un partito repubblicano all’americana.

Nell’attesa, occorre fronteggiare le spinte centrifughe all’interno del partito. L’uscita di Pippo Civati e l’eventuale addio di Stefano Fassina non preoccupano Renzi: “Se Fassina va via e’ un problema suo, non mio”. Parole che fanno scattare la reazione della minorazna dem. Gianni Cuperlo sottolinea che “Se persone valide come Civati e Cofferati lasciano il Pd, o Fassina riflette a voce alta sulla possibilita’ di fare la stessa cosa, la replica non puo’ essere che e’ un problema loro: se sei il leader del partito il problema e’ tuo, il problema e’ nostro”. Parole sottoscritte anche dall’ex capogruppo alla Camera, Roberto Speranza.

Scintille anche sulla ‘grana’ Campania: se ci sono dei candidati ‘impresentabili’, non si possono addebitare responsabilita’ al Pd, ma bisogna guardare alle liste che lo sostengono, ha spiegato Renzi. Ma, e’ la risposta di Cuperlo, “se ti candidi a guidare una regione come la Campania devi respingere certi sostegni”. E’ sinistra masochista quella che “perde un po’ ovunque, dalla Liguria a Londra”, che “scappa con il pallone quando perde” – vedi il caso Cofferati in Liguria – o quella che attacca il Jobs Act, “una rivoluzione di sinistra”. Per rivendicare una identita’ di sinistra ‘riformista’ per il Pd, Renzi mostra di non avere bisogno dei padri nobili del partito: “non e’ che si e’ di sinistra solo se c’e’ D’Alema o Bersani”. Gli elettori del Pd, comunque, “non moriranno democristiani”, assicura ancora Renzi.

Un derby, quello tra “riformisti” e “masochisti” che andra’ avanti almeno fino al 2017, anno del congresso del partito (fonti del Pd danno per buono il mese di luglio). Sul fronte parlamentare, il governo e’ atteso a breve alla prova dell’aula di Palazzo Madama con il ddl Boschi, da approvare in terza lettura “entro luglio”. C’e’ spazio per discutere e modificarlo, sottolinea Renzi, tranne che nella parte che riguarda l’elegibilita’ dei senatori. Avanti con il confronto anche sulla riforma della scuola, grazie alla quale “l’Italia sara’ una superpotenza della cultura”. Ma la priorita’ rimane il Sud, con la banda ultralarga e non solo perche’ “se riparte il Sud riparte tutto il Paese” Certo, non aiuta la tegola della Consulta sulle pensioni. Renzi ha “masticato amaro”. “Avevo un tesoretto pronto per alcune cose. Me le sono dovute rimangiare”. Nonostante questo, dice, “nei prossimi giorni studieremo le carte nel dettaglio. La sentenza non dice che e’ obbligatorio restituire tutto. Troveremo il modo di mantenerci dentro le regole europee”. (AGI) .

(AGI) – Milano, 12 mag. – Dopo Matteo Salvini e i sindacati Cisl e Cgil anche Forza Italia esprime “perplessita’” sulla proposta avanzata da Roberto Maroni di usare il fondo sociale europeo per finanziare una sorta di ‘reddito di cittadinanza’ in Lombardia. “Suscita perplessita’ la proposta del governatore lombardo, Roberto Maroni, di sperimentare il ‘reddito di cittadinanza’: la Lombardia e’ molto avanti nell’attuazione delle politiche attive sul lavoro, dalla formazione al collocamento, tanto da far pensare che puo’ tranquillamente fare a meno di soluzioni che hanno il sapore dell’assistenzialismo”, ha commentato la coordinatrice lombarda di FI, Mariastella Gelmini, in una nota. “Bisogna creare nuove opportunita’ di lavoro, anche coi fondi europei, come ha gia’ fatto in piu’ di una occasione la Lombardia – ha continuato Gelmini -. La crisi si batte abbassando le tasse su imprese e lavoro e realizzando le condizioni perche’ lavorare in Lombardia sia piu’ competitivo e profittevole. Ripeto, il reddito di cittadinanza, non a caso applaudito dai 5 Stelle, e’ una forma assistenziale che non ci aiuta ad uscire dall’impasse. Per noi le parole chiave restano: lavoro e impresa. E la Lombardia puo’ proseguire sulla strada che ha gia’ imboccato e che noi tutti consideriamo quella giusta”. (AGI) .

(AGI) – Milano, 12 mag. – “Voglio introdurre in Lombardia la prima sperimentazione del reddito di cittadinanza riservato ai cittadini residenti in Lombardia in modo coerente con le finalita’ del fondo sociale europeo”. A dirlo e’ il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine della presentazione dei fondi europei per la Lombardia. Il governatore ha parlato di 220 milioni di euro dal fondo sociale europeo da utilizzare gia’ quest’anno. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Silvio Berlusconi estingue nel 2015 i fidi accesi presso la banca Monte dei Paschi di Siena e Banca Popolare di Sondrio, adempiendo alle fidejussioni fatte nel 1998, 1999 e 2001 a favore di Forza Italia. Ma a rimpinguare le casse in rosso del partito, sempre nel 2015, arrivano le donazioni dei due figli dell’ex premier, Marina e Pier Silvio, che finanziano Forza Italia entrambi con 100 mila euro. E’ quanto risulta dalle dichiarazioni erogate ai partiti nel primo quadrimestre del 2015, relative ai contributi dei privati, che devono essere depositate alla Camera per le somme superiori ai 5 mila euro. I due versamenti fatti da Marina e Pier Silvio Berlusconi, a favore di Forza Italia per un totale di 200 mila euro, sono stati protocollati entrambi a fine aprile 2015. L’ex premier, invece, nello stesso periodo risulta, cosi’ come protocolato, aver adempiuto alla fidejussione del gennaio 2001 per estinzione dei fidi del Monte dei Paschi di Siena a favore del partito, per un totale di 23 milioni e 284 mila 365 euro. E’ di inizio maggio l’estinzione dell’altro fido acceso presso la Popolare di Sondrio nel ’98 e nel ’99 per un totale di 10 milioni 382 mila e 32 euro. Sempre scorrendo i rendiconti depositati alla Camera per le donazioni da parte dei privati a favore dei partiti, nel rendiconto del 2014 Silvio Berlusconi estingue altri due fidi, accesi presso il Banco Popolare e la Unicredit, estinguendo i fidi risalenti al 2001 e 2002, per somme pari a poco meno di 40 milioni e di circa 7 milioni. .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Il Pd si conferma a Trento e vince ad Aosta, la Lega raddoppia e Forza Italia crolla, come l’affluenza alle urne. I risultati delle amministrative di domenica in Valle d’Aosta e in Trentino Alto Adige non lasciano spazio a interpretazioni. L’unica partita ancora aperta e’ quella per la conquista della poltrona del sindaco di Bolzano, si decidera’ il 24 maggio al ballottaggio.

Il dato che preoccupa e’ quello dell’astensione. In Trentino sono andati alle urne solo due elettori su tre, il 7,7% in meno rispetto all’ultima tornata elettorale, ad Aosta il dato e’ sceso dal 66 al 61,2%. A Trento si e’ imposto l’attuale sindaco del centrosinistra Alessandro Andreatta. Ha ottenuto il 53,7% dei voti contro il 31,03% di Claudio Cia, supportato da FI, Lega, FdI e da due liste civiche. Aosta, con Fulvio Centoz, e’ passata al centrosinistra. Il nuovo sindaco, presentato da Pd, Stella alpina, Union Valdotaine e Creare Vda, e’ stato eletto con il 54,18% delle preferenze. Giochi non chiusi a Bolzano. Luigi Spagnolli, sindaco uscente, ha ottenuto il 41,58% dei suffragi, e correra’ al ballottaggio contro Alessandro Urzi’, sostenuto da Forza Italia e da due liste civiche, che al primo turno ha racimolato il 12,74% dei voti. “Non faro’ accordi prima del ballottaggio. Chi vince si preoccupera’ di fare la coalizione. Ci saranno colloqui ma non ho intenzione di chiudere accordi tipo mercato delle vacche”, afferma Spagnolli in vista del voto del 24 maggio. Intanto le segreterie dei partiti analizzano risultati e strategie. Se in casa Pd si festeggia (“Un’affermazione netta a Trento e Aosta, un buongoverno da confermare a Bolzano: questo e’ un Pd in ottima salute”, riassume la vicesegretaria Debora Serracchiani), in Forza Italia si cercano i colpevoli. Il partito di Berlusconi a Trento ha ottenuto il 4,25% dei voti e a Bolzano il 3,64% (dal 21,61 preso nel 2010 dal Pdl). Giovanni Toti, consigliere politico del partito e candidato presidente della Liguria, non usa mezzi termini: i risultati, dice, sono “il frutto di inadeguatezza di ricette, litigi, distinguo e totale incapacita’ della nostra locale classe dirigente di rappresentare i nostri elettori e le loro esigenze”. E’ quindi indispensabile, afferma ancora, “un ripensamento dell’intera struttura del nostro movimento politico in quella zona provvedendo al piu’ presto alla nomina di un commissario”. La sconfitta di FI ha premiato il Carroccio. A Bolzano la Lega ha ottenuto il 10,67%, poco meno del doppio (5,52%) conseguito alle amministrative del 2010. A Trento ha raggiunto il 13,06% e ad Aosta dall’1,61% e’ passata all’8,45%. (AGI)

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