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(AGI) – Roma, 11 ago. – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una cordiale telefonata con Marco Pannella, si e’ informato sulle sue condizioni di salute e lo ha invitato a desistere dallo sciopero della fame e della sete. Il Capo dello Stato ha espresso al leader radicale attenzione e apprezzamento per le sue battaglie civili a sostegno del diritto e della legalita’. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 ago. – Con u lungo post sul suo profilo facebook, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris proclama il capoluogo campano “citta’ derenzizzata”. “Ho rispetto per il Presidente del Consiglio e per il Governo, Istituzioni previste dalla Costituzione Repubblicana. La riflessione che intendo fare e’ politica”, scrive il primo cittadino partenopeo, “Assistiamo con il Governo Renzi ad una consolidata e preoccupante involuzione antidemocratica, un’accelerazione fortemente autoritaria dell’assetto istituzionale, tutta di stampo liberista. Contro le autonomie ed a favore di un centralismo anti libertario. Premier non eletto, nominato dalla casta. Uso bulimico ed abnorme – in violazione della Costituzione – dei decreti legge e del ricorso alla fiducia”. Prosegue l’elenco: “ribaltamento eversivo della Costituzione con l’utilizzo della legislazione ordinaria, a colpi di maggioranza. Attacco al diritto al lavoro con il jobs act, riduzione di diritti e dignita’ delle lavoratrici e dei lavoratori. Smantellamento della scuola pubblica. Lottizzazione dei servizi pubblici e di interesse pubblico. Via libera con lo Sblocca Italia (rectius, sblocca affari, mafie e corruzioni) al massacro del Paese: faraoniche opere pubbliche, trivellazioni, inceneritori, commissariamenti di interi pezzi di territorio. Privatizzazioni di patrimonio, beni, servizi. La bellezza del nostro Paese svenduta al mercato di lobby, cricche e mafie. Vogliono mettere sul mercato liberista anche corpi ed anime. Il respingimento dei diversi e degli ultimi, considerati scarti del liberismo consumistico. Tagli ai servizi per i cittadini attraverso i tagli ai Comuni. Tanto altro ancora nella rottamazione dei diritti, della Costituzione, dell’Italia”. Conclusione: “Non ha rottamato il sistema politico, sta rottamando Costituzione e Paese. Mafia Capitale, inchieste Expo, Opere pubbliche indagine Firenze, Venezia Mose e altro: tutto nell’era renziana. Mi sembra un saldatore, piu’ che un rottamatore ! A Napoli, Davide contro Golia, proviamo a scrivere un’altra storia. Con tutti i nostri limiti, difetti, errori e le nostre incapacita’. Senza piagnistei pero’, con infinito orgoglio di appartenere alla nostra Napoli”.(AGI) .

(AGI) – Roma, 11 ago. – Duro post di Beppe Grillo contro il senatore M5S Maurizio Buccarella, colui che aveva promosso l’anno scorso l’abolizione del reato di immigrazione clandestina e che oggi critica la linea dura del consigliere comunale torinese 5 stelle Bertola sull’immigrazione. “Va ricordato al cittadino Buccarella – scrive Grillo in un post dal titolo ‘Discussione sull’immigrazione’ – che nel M5S non esistono gerarchie, tipiche invece dei partiti”. “Il cittadino portavoce al Senato Buccarella – sottolinea Grillo – in un post su Facebook relativo all’intervento sull’immigrazione firmato dal cittadino portavoce al Consiglio Comunale di Torino Bertola, ha parlato di post scritto da chi “non conosce a fondo la materia” aggiungendo che “la posizione del M5S in tema di immigrazione e politiche di accoglimento e respingimento di stranieri, e’ quella del post qui linkato”. Va ricordato al cittadino Buccarella – osserva – che nel Movimento 5 Stelle non esistono gerarchie, tipiche invece dei partiti. Non c’e’ differenza fra un portavoce consigliere comunale e un portavoce senatore. Nel Movimento 5 Stelle esistono posizioni e discussioni, come quella in corso sull’immigrazione”.

GRILLO: SUL LAVORO IL  GOVERNO CAPOVOLGE REALTA’ E MANIPOLA I DATI – “Il Governo sta mettendo in atto da mesi una gravissima campagna di disinformazione sulle condizioni del mondo del lavoro. A ogni occasione utile, quando escono i dati Istat o Inps, si impegna a capovolgere la realta’”. E’ quanto si legge in un post anonimo (e quindi riconducibile direttamente a Beppe Grillo) pubblicato sul blog del leader del Movimento 5 Stelle, dal tiolo “La stabilita’ del lavoro del rigor mortis”, accompagnato da una foto del ministro del Lavoro Poletti.
  Per Grillo la situazione del mercato del lavoro e’ “un disastro totale, che il Governo cerca di coprire manipolando i dati Inps, i quali calcolano non i nuovi posti di lavoro, ma i nuovi contratti di lavoro. Incrociando i dati Istat e Inps viene fuori la cruda realta’: il Governo non ha creato un solo posto di lavoro, e ha coperto il suo fallimento con la conversione dei contratti a tempo determinato in contratti ancora meno stabili, vendendoli per quello che non sono”, accusa Grillo. Il governo, prosegue il post del leader 5 Stelle, “oggi vanta i 259 mila contratti ‘stabili’ in piu’ del primo semestre 2015, certificati dall’Inps. Peccato che di stabile i nuovi contratti non abbiano nulla. Dopo l’approvazione del contratto a tutele crescenti (7 marzo 2015), i datori di lavoro hanno portato avanti una massiccia conversione di contratti a tempo determinato in contratti a tutele crescenti, proprio perche’ rassicurati dalla estrema facilita’ di licenziamento che garantisce la riforma del mondo del lavoro. Nei primi 3 anni, infatti – prosegue Grillo – i datori di lavoro potranno disfarsi dei lavoratori adducendo motivazioni economiche ed erogando loro l’equivalente monetario di 2 mensilita’ per ogni anno di servizio, anche se il licenziamento e’ dichiarato illegittimo dal giudice. Si legalizza in pratica il licenziamento arbitrario, in cambio di un tozzo di pane. Solo dopo 3 anni di servizio i contratti a tutele crescenti devono essere stabilizzati per davvero, ma nulla vieta ai datori di lavoro di scaricare poco prima i lavoratori a tutele crescenti e assumerne di nuovi. Si profila cosi’ una gigantesca operazione ‘usa e getta’ che vedra’ coinvolti nei prossimi anni i nuovi assunti. Va detto, peraltro, che l’Istat ha gia’ messo una pietra tombale sulla propaganda governativa: a giugno la disoccupazione e’ tornata al 12,7% e gli occupati sono in calo anche rispetto al giugno dell’anno scorso”, conclude il post.
 

(AGI) – Roma, 11 ago. – “Il Governo sta mettendo in atto da mesi una gravissima campagna di disinformazione sulle condizioni del mondo del lavoro. A ogni occasione utile, quando escono i dati Istat o Inps, si impegna a capovolgere la realta’”. E’ quanto si legge in un post anonimo (e quindi riconducibile direttamente a Beppe Grillo) pubblicato sul blog del leader del Movimento 5 Stelle, dal tiolo “La stabilita’ del lavoro del rigor mortis”, accompagnato da una foto del ministro del Lavoro Poletti. Per Grillo la situazione del mercato del lavoro e’ “un disastro totale, che il Governo cerca di coprire manipolando i dati Inps, i quali calcolano non i nuovi posti di lavoro, ma i nuovi contratti di lavoro. Incrociando i dati Istat e Inps viene fuori la cruda realta’: il Governo non ha creato un solo posto di lavoro, e ha coperto il suo fallimento con la conversione dei contratti a tempo determinato in contratti ancora meno stabili, vendendoli per quello che non sono”, accusa Grillo. Il governo, prosegue il post del leader 5 Stelle, “oggi vanta i 259 mila contratti ‘stabili’ in piu’ del primo semestre 2015, certificati dall’Inps. Peccato che di stabile i nuovi contratti non abbiano nulla. Dopo l’approvazione del contratto a tutele crescenti (7 marzo 2015), i datori di lavoro hanno portato avanti una massiccia conversione di contratti a tempo determinato in contratti a tutele crescenti, proprio perche’ rassicurati dalla estrema facilita’ di licenziamento che garantisce la riforma del mondo del lavoro. Nei primi 3 anni, infatti – prosegue Grillo – i datori di lavoro potranno disfarsi dei lavoratori adducendo motivazioni economiche ed erogando loro l’equivalente monetario di 2 mensilita’ per ogni anno di servizio, anche se il licenziamento e’ dichiarato illegittimo dal giudice. Si legalizza in pratica il licenziamento arbitrario, in cambio di un tozzo di pane. Solo dopo 3 anni di servizio i contratti a tutele crescenti devono essere stabilizzati per davvero, ma nulla vieta ai datori di lavoro di scaricare poco prima i lavoratori a tutele crescenti e assumerne di nuovi. Si profila cosi’ una gigantesca operazione ‘usa e getta’ che vedra’ coinvolti nei prossimi anni i nuovi assunti. Va detto, peraltro, che l’Istat ha gia’ messo una pietra tombale sulla propaganda governativa: a giugno la disoccupazione e’ tornata al 12,7% e gli occupati sono in calo anche rispetto al giugno dell’anno scorso”, conclude il post. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 ago. – Duro post di Beppe Grillo contro il senatore M5S Maurizio Buccarella, colui che aveva promosso l’anno scorso l’abolizione del reato di immigrazione clandestina e che oggi critica la linea dura del consigliere comunale torinese 5 stelle Bertola sull’immigrazione. “Va ricordato al cittadino Buccarella – scrive Grillo in un post dal titolo ‘Discussione sull’immigrazione’ – che nel M5S non esistono gerarchie, tipiche invece dei partiti”. “Il cittadino portavoce al Senato Buccarella – sottolinea Grillo – in un post su Facebook relativo all’intervento sull’immigrazione firmato dal cittadino portavoce al Consiglio Comunale di Torino Bertola, ha parlato di post scritto da chi “non conosce a fondo la materia” aggiungendo che “la posizione del M5S in tema di immigrazione e politiche di accoglimento e respingimento di stranieri, e’ quella del post qui linkato”. Va ricordato al cittadino Buccarella – osserva – che nel Movimento 5 Stelle non esistono gerarchie, tipiche invece dei partiti. Non c’e’ differenza fra un portavoce consigliere comunale e un portavoce senatore. Nel Movimento 5 Stelle esistono posizioni e discussioni, come quella in corso sull’immigrazione”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 ago. – “Nel merito si puo’ sempre fare qualcosa piu’ di sinistra” e “c’e’ ancora molto da fare” pero’ le cose fatte “per me sono cose di sinistra”. Lo rivendica Matteo Renzi nella rubrica delle lettere de L’Unita’. E aggiunge: “Me lo fai dire con una battuta scherzosa? L’unica cosa non di sinistra che abbiamo fatto e’ stata… vincere le elezioni”. “Qui – prosegue – c’e’ una sinistra che vince e che governa. Si puo’ fare meglio? Sempre. Ma se alziamo la testa e guardiamo a quello che accade in Europa dove la sinistra non vince nemmeno alla lotteria, forse dovremmo valorizzare di piu’ quello che stiamo facendo”. Il segretario del Pd, invece, non vuole entrare nella polemica tra Staino e Cuperlo: “Non entro nella discussione tra Sergio e Gianni. Per come conosco entrambi, credo che siano due persone di grande intelligenza che troveranno spazi e luoghi per continuare questa discussione”.

LAVORO

I dati diffusi ieri dall’Inps sul lavoro mostrano “risultati molto incoraggianti grazie anche alle politiche che abbiamo messo in campo con il Jobs act” anche se mostrano “una disparita’ tra regioni del centro nord e sud che ci riporta a quanto abbiamo detto nella recente direzione del Pd, sulla priorita’ da mettere sulle aree del mezzogiorno che vorrebbero correre, ma troppo spesso non si trovano nelle condizioni di farlo”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi.

EXPO

“Pensa a dove eravamo solo sei mesi fa: quanti scommettevano sul fallimento dell’Expo! Ricordi le incursioni di Grillo e dei deputati cinque stelle sul luogo del cantiere? Scommettevano sul fallimento dell’Italia come sempre. E invece abbiamo vinto noi, ha vinto l’Italia”. Lo sostiene Matteo Renzi. “Per me l’Expo e’ andata bene. O meglio: sta andando bene, perche’ e’ ancora lunga” ha aggiunto. “Quanti saranno i visitatori alla fine? Non lo so, faremo i conti dopo il 31 ottobre. Io so che dall’Expo sono passati e continueranno a passare – ha concluso il premier – decine di personalita’ di tutto il mondo. E milioni di cittadini che vogliono nutrire il pianeta valorizzando lo stile di vita italiano, i nostri prodotti e i nostri valori”.

RAI

“Questa retorica della societa’ civile da contrapporre al partito (come se il Pd fosse la societa’ incivile) per me e’ insopportabile”. Cosi’ Matteo Renzi, rispondendo sull’Unita’ a un lettore che chiede perche’ non siano stati nominati esponenti della societa’ civile nel Cda Rai da parte del Pd. “Non e’ che se uno non si e’ mai iscritto a un partito e’ societa’ civile e invece chi fa il militante alle feste dell’Unita’ o ha una tessera in tasca e’ incivile. Per anni anche i nostri leader hanno fatto passare questo messaggio, persino nel cda della Rai dove si sono scelte persone non esperte di comunicazione che avevano come grande merito essere appoggiate da movimenti e associazioni di societa’ civile”. Renzi apre poi una parentesi e afferma: “sono il segretario del piu’ grande partito politico europeo: non mi vergogno della mia gente, chiaro? O continuiamo con il meccanismo del passato per cui chi viene dai movimenti e dai girotondi e’ per definizione piu’ bravo di chi sta nei circoli o prende la tessera? Ma davvero vogliamo continuare a gettare la croce su chi ha come unico torto quello di iscriversi a un partito politico?”. Cio’ detto, per quanto riguarda la Rai, prosegue Renzi, “credo che i tre nomi votati dal Pd nelle persone di Guelfo Guelfi, Franco Siddi, Rita Borioni possano godere della tua stima perche’ professionisti capaci nel mondo della comunicazione, dell’informazione, della cultura. Che sono poi i tre aspetti prioritari per il Consiglio d’amministrazione della Rai. Faranno meglio di chi li ha preceduti, credimi. Questo sul fronte partito, ma vale anche e soprattutto per il Governo. Noi abbiamo indicato per la prima volta nella storia recente della Rai figure al vertice che vengono entrambe dalla televisione: Monica Maggioni, giornalista e Antonio Campo dall’Orto, manager di aziende televisive anche a livello internazionale, indicato dal Cda. Prima di tutto viene la competenza, dunque. E la Rai deve essere messa in condizione non solo di essere risanata sui conti, come e’ stato fatto, ma anche di essere rilanciata sui contenuti”. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 ago. – “Nel merito si puo’ sempre fare qualcosa piu’ di sinistra” e “c’e’ ancora molto da fare” pero’ le cose fatte “per me sono cose di sinistra”. Lo rivendica Matteo Renzi nella rubrica delle lettere de L’Unita’. E aggiunge: “Me lo fai dire con una battuta scherzosa? L’unica cosa non di sinistra che abbiamo fatto e’ stata… vincere le elezioni”. “Qui – prosegue – c’e’ una sinistra che vince e che governa. Si puo’ fare meglio? Sempre. Ma se alziamo la testa e guardiamo a quello che accade in Europa dove la sinistra non vince nemmeno alla lotteria, forse dovremmo valorizzare di piu’ quello che stiamo facendo”. Il segretario del Pd, invece, non vuole entrare nella polemica tra Staino e Cuperlo: “Non entro nella discussione tra Sergio e Gianni. Per come conosco entrambi, credo che siano due persone di grande intelligenza che troveranno spazi e luoghi per continuare questa discussione”.

LAVORO

I dati diffusi ieri dall’Inps sul lavoro mostrano “risultati molto incoraggianti grazie anche alle politiche che abbiamo messo in campo con il Jobs act” anche se mostrano “una disparita’ tra regioni del centro nord e sud che ci riporta a quanto abbiamo detto nella recente direzione del Pd, sulla priorita’ da mettere sulle aree del mezzogiorno che vorrebbero correre, ma troppo spesso non si trovano nelle condizioni di farlo”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi.

EXPO

“Pensa a dove eravamo solo sei mesi fa: quanti scommettevano sul fallimento dell’Expo! Ricordi le incursioni di Grillo e dei deputati cinque stelle sul luogo del cantiere? Scommettevano sul fallimento dell’Italia come sempre. E invece abbiamo vinto noi, ha vinto l’Italia”. Lo sostiene Matteo Renzi. “Per me l’Expo e’ andata bene. O meglio: sta andando bene, perche’ e’ ancora lunga” ha aggiunto. “Quanti saranno i visitatori alla fine? Non lo so, faremo i conti dopo il 31 ottobre. Io so che dall’Expo sono passati e continueranno a passare – ha concluso il premier – decine di personalita’ di tutto il mondo. E milioni di cittadini che vogliono nutrire il pianeta valorizzando lo stile di vita italiano, i nostri prodotti e i nostri valori”.

RAI

“Questa retorica della societa’ civile da contrapporre al partito (come se il Pd fosse la societa’ incivile) per me e’ insopportabile”. Cosi’ Matteo Renzi, rispondendo sull’Unita’ a un lettore che chiede perche’ non siano stati nominati esponenti della societa’ civile nel Cda Rai da parte del Pd. “Non e’ che se uno non si e’ mai iscritto a un partito e’ societa’ civile e invece chi fa il militante alle feste dell’Unita’ o ha una tessera in tasca e’ incivile. Per anni anche i nostri leader hanno fatto passare questo messaggio, persino nel cda della Rai dove si sono scelte persone non esperte di comunicazione che avevano come grande merito essere appoggiate da movimenti e associazioni di societa’ civile”. Renzi apre poi una parentesi e afferma: “sono il segretario del piu’ grande partito politico europeo: non mi vergogno della mia gente, chiaro? O continuiamo con il meccanismo del passato per cui chi viene dai movimenti e dai girotondi e’ per definizione piu’ bravo di chi sta nei circoli o prende la tessera? Ma davvero vogliamo continuare a gettare la croce su chi ha come unico torto quello di iscriversi a un partito politico?”. Cio’ detto, per quanto riguarda la Rai, prosegue Renzi, “credo che i tre nomi votati dal Pd nelle persone di Guelfo Guelfi, Franco Siddi, Rita Borioni possano godere della tua stima perche’ professionisti capaci nel mondo della comunicazione, dell’informazione, della cultura. Che sono poi i tre aspetti prioritari per il Consiglio d’amministrazione della Rai. Faranno meglio di chi li ha preceduti, credimi. Questo sul fronte partito, ma vale anche e soprattutto per il Governo. Noi abbiamo indicato per la prima volta nella storia recente della Rai figure al vertice che vengono entrambe dalla televisione: Monica Maggioni, giornalista e Antonio Campo dall’Orto, manager di aziende televisive anche a livello internazionale, indicato dal Cda. Prima di tutto viene la competenza, dunque. E la Rai deve essere messa in condizione non solo di essere risanata sui conti, come e’ stato fatto, ma anche di essere rilanciata sui contenuti”. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 ago. – “Caro Sergio, non sono di gomma. Linguaggio e asprezza del giudizio lasciano il segno. Per parte mia fatico nell’accordarmi a toni che non siano di rispetto e conservo l’affetto per un’amicizia da non bruciare malgrado tutto”. Cosi’ Gianni Cuperlo, in una lettera all’Unita’, risopnde alle critiche rivoltegli dal papa’ di Bobo dalle colonne dello stesso giornale. Cuperlo premette: “trovo sbagliato datare la nascita del mondo a stamane e sbianchettare la storia”.

E aggiunge: “Non ho da difendere nulla perche’ non e’ indietro che voglio tornare. Fino dal giorno dopo la vittoria di Renzi non ci siamo tirati fuori”, “il mio problema non e’ far cadere il governo che sostengo. Il mio problema e’ quale Paese abbiamo in mente. E la domanda riguarda le ragioni di un partito e la sua natura”. Per questo sono giunte le critiche al premier e segretario Pd. “Una svolta serve e in questi mesi non siamo riusciti a fare cio’ che sarebbe stato necessario”. “In questi mesi cose buone il governo ha fatto e altre ne annuncia, ma lo stesso premier – nota Cuperlo – sostiene che non basta. E allora non e’ assurdo se da sinistra si chiede di avere piu’ radicalita’ e coraggio”.

“Ecco perche’ il mio cruccio non e’ Matteo Renzi. Il problema e’ dove siamo diretti e in nome di che. Spiegarlo conta perche’ se la risposta e’ condivisa anche le differenze tra noi non saranno traumi”. L’importante e’ che che ci sia ascolto vero, perche’ “senza stima reciproca, con campagne dal sapore denigratorio che sono piu’ facili da supportare per chi di piu’ potere dispone, ci si possa trovare distanti o separati senza neppure dirselo”. “Anche per questo sono per tenere il ponte levatoio abbassato e cercare quel pizzico di verita’ che c’e’ in ognuno di noi, anche in chi oggi e’ fuori da noi”.

“L’alternativa? C’e’. E’ ricostruire il campo largo di un centrosinistra civico, dove il Pd non basta a se stesso e che per questo diventa perno di una coalizione con altri”. Quanto alle riforme, “non sara’ una deriva autoritaria ma un enorme pasticcio si’. Tanto piu’ nel combinato con la nuova legge elettorale (e forse col senno del dopo non eravamo provocatori nel chiedere la possibilita’ mica l’obbligo di apparentamento al secondo turno). Con un Senato ne’ carne ne’ pesce e con uno squilibrio di poteri che e’ puro buon senso sanare. Come altri voglio la riforma e la voglio nel segno della fine del bicameralismo. Che altra prova dovremmo dare dopo che alla Camera non abbiamo votato l’articolo 2 ma in quell’Aula mutilata abbiamo comunque garantito a notte fonda il numero legale? Chiedo: si possono rimettere in ordine le cose? E non per l’interesse di una parte, ma nel nome di una idea dello Stato e della nostra democrazia”. “E allora facciamo un accordo serio su questo e marciamo spediti”.

A sostegno di Cuperlo e’ sceso in campo Roberto Speranza, leader della minoranza Dem. Nelle parole di Cuperlo, sottolinea Speranza, ” C’e’ dentro tutta la voglia di credere nel Pd senza rinunciare al proprio punto di vista”. “Spero siano da lezione per tanti che in queste ore affermano rozzamente che il problema del Pd sia chi la pensa diversamente dal segretario. E spero che chiudano questa fase di attacchi anche personali, fuori luogo in un confronto politico sui contenuti di una riforma che riguarda la democrazia e non chi e’ favorevole o contrario al governo che tutti noi sosteniamo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 ago. – “Nel merito si puo’ sempre fare qualcosa piu’ di sinistra” e “c’e’ ancora molto da fare” pero’ le cose fatte “per me sono cose di sinistra”. Lo rivendica Matteo Renzi nella rubrica delle lettere de L’Unita’. E aggiunge: “Me lo fai dire con una battuta scherzosa? L’unica cosa non di sinistra che abbiamo fatto e’ stata… vincere le elezioni”. “Qui – prosegue – c’e’ una sinistra che vince e che governa. Si puo’ fare meglio? Sempre. Ma se alziamo la testa e guardiamo a quello che accade in Europa dove la sinistra non vince nemmeno alla lotteria, forse dovremmo valorizzare di piu’ quello che stiamo facendo”. Il segretario del Pd, invece, non vuole entrare nella polemica tra Staino e Cuperlo: “Non entro nella discussione tra Sergio e Gianni. Per come conosco entrambi, credo che siano due persone di grande intelligenza che troveranno spazi e luoghi per continuare questa discussione”.

LAVORO

I dati diffusi ieri dall’Inps sul lavoro mostrano “risultati molto incoraggianti grazie anche alle politiche che abbiamo messo in campo con il Jobs act” anche se mostrano “una disparita’ tra regioni del centro nord e sud che ci riporta a quanto abbiamo detto nella recente direzione del Pd, sulla priorita’ da mettere sulle aree del mezzogiorno che vorrebbero correre, ma troppo spesso non si trovano nelle condizioni di farlo”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi.

EXPO

“Pensa a dove eravamo solo sei mesi fa: quanti scommettevano sul fallimento dell’Expo! Ricordi le incursioni di Grillo e dei deputati cinque stelle sul luogo del cantiere? Scommettevano sul fallimento dell’Italia come sempre. E invece abbiamo vinto noi, ha vinto l’Italia”. Lo sostiene Matteo Renzi. “Per me l’Expo e’ andata bene. O meglio: sta andando bene, perche’ e’ ancora lunga” ha aggiunto. “Quanti saranno i visitatori alla fine? Non lo so, faremo i conti dopo il 31 ottobre. Io so che dall’Expo sono passati e continueranno a passare – ha concluso il premier – decine di personalita’ di tutto il mondo. E milioni di cittadini che vogliono nutrire il pianeta valorizzando lo stile di vita italiano, i nostri prodotti e i nostri valori”.

RAI

“Questa retorica della societa’ civile da contrapporre al partito (come se il Pd fosse la societa’ incivile) per me e’ insopportabile”. Cosi’ Matteo Renzi, rispondendo sull’Unita’ a un lettore che chiede perche’ non siano stati nominati esponenti della societa’ civile nel Cda Rai da parte del Pd. “Non e’ che se uno non si e’ mai iscritto a un partito e’ societa’ civile e invece chi fa il militante alle feste dell’Unita’ o ha una tessera in tasca e’ incivile. Per anni anche i nostri leader hanno fatto passare questo messaggio, persino nel cda della Rai dove si sono scelte persone non esperte di comunicazione che avevano come grande merito essere appoggiate da movimenti e associazioni di societa’ civile”. Renzi apre poi una parentesi e afferma: “sono il segretario del piu’ grande partito politico europeo: non mi vergogno della mia gente, chiaro? O continuiamo con il meccanismo del passato per cui chi viene dai movimenti e dai girotondi e’ per definizione piu’ bravo di chi sta nei circoli o prende la tessera? Ma davvero vogliamo continuare a gettare la croce su chi ha come unico torto quello di iscriversi a un partito politico?”. Cio’ detto, per quanto riguarda la Rai, prosegue Renzi, “credo che i tre nomi votati dal Pd nelle persone di Guelfo Guelfi, Franco Siddi, Rita Borioni possano godere della tua stima perche’ professionisti capaci nel mondo della comunicazione, dell’informazione, della cultura. Che sono poi i tre aspetti prioritari per il Consiglio d’amministrazione della Rai. Faranno meglio di chi li ha preceduti, credimi. Questo sul fronte partito, ma vale anche e soprattutto per il Governo. Noi abbiamo indicato per la prima volta nella storia recente della Rai figure al vertice che vengono entrambe dalla televisione: Monica Maggioni, giornalista e Antonio Campo dall’Orto, manager di aziende televisive anche a livello internazionale, indicato dal Cda. Prima di tutto viene la competenza, dunque. E la Rai deve essere messa in condizione non solo di essere risanata sui conti, come e’ stato fatto, ma anche di essere rilanciata sui contenuti”. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 ago. – I dati diffusi ieri dall’Inps sul lavoro mostrano “risultati molto incoraggianti grazie anche alle politiche che abbiamo messo in campo con il Jobs act” anche se mostrano “una disparita’ tra regioni del centro nord e sud che ci riporta a quanto abbiamo detto nella recente direzione del Pd, sulla priorita’ da mettere sulle aree del mezzogiorno che vorrebbero correre, ma troppo spesso non si trovano nelle condizioni di farlo”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi, nella rubrica delle lettere su L’Unita’. .

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