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(AGI) – Roma, 21 mag. – “Sulla scuola stiamo discutendo. Dopo anni finalmente c’e’ un investimento nuovo sull’edilizia scolastica, 100 mila precari che vengono assunti…”. Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi arrivando al Nazareno per la segreteria del Pd. “E poi si puo’ sempre discutere e migliorare ma la cosa vera e’ che questo paese si e’ rimesso in moto”, ha aggiunto: “Le cose si fanno, le leggi vengono approvate e poi naturalmente le discussioni, le valutazioni diverse ma sono molto fiducioso”. (AGI)

(AGI) – Roma, 20 mag. – Soddisfatto e orgoglioso, si dice Matteo Renzi. Il risultato ottenuto alla Camera sulla Buona Scuola e’, per il presidente del Consiglio, da incorniciare. Lo dice ai suoi e lo scrive a chiare lettere nel messaggino inviato al capogruppo vicario del Pd alla Camera Ettore Rosato che, a sua volta, lo inoltra a tutti i deputati e le deputate del Pd: “Sono orgoglioso di voi”, scrive tra l’altro il premier, che avete trasformato le lunghe riunioni al Nazareno e le idee che ne sono emerse in “una buona legge”. I numeri, tuttavia, collocano quella della Buona Scuola in fondo alla classifica dei provvedimenti piu’ votati dell’era Renzi, appena un gradino sopra al Jobs Act: 316 i si’ e 137 i contrari. Ma quello che fa discutere dentro il Partito Democratico e’ soprattutto il numero di quanti non hanno partecipato alla votazione. Quaranta in tutto, una cifra che fa scattare l’allarme: erano stati 38 i ‘dissidenti’ a far mancare il voto sull’Italicum. Nella maggioranza Pd i conti sembrano tornare. “Se si escludono gli assenti ‘giustificati’, i dissidenti sono solo 28”, spiegano. “Un miglioramento”, aggiungono, rispetto a quanto avvenuto sulla fiducia all’Italicum, “quando a non votare il provvedimento furono 38 deputati dem”. Tra gli assenti, infatti, erano tanti gli ‘assenti giustificati’. Almeno 12 e, tra questi, Matteo Mauri, la cui assenza in Aula non era passata inosservata: “E’ vero, oggi non ero in Aula. Ma solo perche’ sono bloccato a casa con un piede rotto. Se avessi potuto partecipare al voto, avrei votato si’ alla riforma della scuola”, ha spiegato il deputato. “Abbiamo lavorato a lungo perche’ venisse stralciato l’articolo riguardante il cinque per mille”, ha aggiunto Mauri, “perche’ riteniamo si possa ottenere di piu’ con il confronto con il governo che non con lo scontro. Grazie a questo principio”, conclude, “oggi sono state approvate alcune modifiche importanti, tre ordini del giorno presentati da noi. Una attivita’ riformista che voglio rivendicare”. E anche il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, puo’ dichiarare di sentirsi tranquilla e fiduciosa rispetto ai prossimi appuntamenti a Palazzo Madama. “Abbiamo ottenuto un risultato che va oltre la maggioranza assoluta. E’ stato un passaggio importante”. Fiducia per i passaggi al Senato? “Assolutamente si'”. Una fiducia che non viene scalfita nemmeno dalla lettera dei 47 deputati della minoranza, tra cui Pierluigi Bersani e Rosy Bindi, inviata ai senatori dem. Nella lettera si chiede di ascoltare la voce “di una parte larga di insegnanti, studenti, famiglie che vivono la riforma come una ferita ai propri interessi e diritti”. La maggioranza puo’ contare al Senato su 174 voti, 112 dei quali del Pd. Senza i 24 senatori dem che non votarono l’Italicum a Palazzo Madama, tuttavia, i numeri del governo si fermerebbero a 137 contro i 144 senatori che, almeno sulla carta, fanno parte dell’opposizione e dovrebbero, quindi, votare ‘no’ alla riforma. Un rebus che potrebbe essere risolto con l’intervento di pezzi del Gal o del gruppo Misto. Oppure con una riedizione aggiornata di quel ‘soccorso azzurro’ che permise di licenziare l’Italicum prima versione. (AGI) .

(AGI) – Roma, 20 mag. – L’aula della Camera da’ il primo via libera al ddl scuola, Matteo Renzi esulta, chiede che la scuola non sia terreno di scontro, ma le proteste continuano, con critiche che piovono sia dai partiti di opposizione che dai sindacati, che presidiano piazza Montecitorio da ieri.

Renzi, orgoglioso, Sinistra Pd pronta a battaglia in Senato

Il ddl ha avuto l’ok della Camera, con 316 si’, 137 no e 1 astenuto. Contro il provvedimento hanno votato Sel, M5s, Lega e Fi. La sinistra dem ha espresso in un documento le sue critiche al ddl ed ha auspicato che si possa proseguire l’opera di modifica al Senato. Molti esponenti dem, tra cui Bersani, Cuperlo, Fassina, Speranza ed Epifani, non hanno preso parte al voto. Il ministro Stefania Giannini si e’ detta “emozionata e soddisfatta” per il si’ dell’aula.

Garante scioperi, nessun blocco scrutini per cicli finali

Gia’ di prima mattina il premier Renzi aveva difeso il suo provvedimento. “Non voglio imporre le mie idee o la mia linea. La mia idea di scuola e’ che l’uguaglianza e’ di partenza” ha detto, “per me e’ importante che questa riforma vada avanti e che i professori vengano coinvolti. La scuola non sia piu’ terreno di scontro, cerchiamo di ripartire insieme”. Renzi ha definito “un errore” l’ipotesi di blocco degli scrutini: “hanno tutto il diritto di farlo, per me sarebbe una cosa sbagliata, un errore. Noi siamo un Paese libero e democratico”.

Proprio mentre parlava il premier, l’autorita’ garante degli scioperi ha riferito che Unicobas, Cobas e Usb hanno esplicitamente escluso ogni forma di blocco degli scrutini per i cicli terminali del percorso scolastico. “La scuola e’ il futuro dell’Italia”, ha detto ancora il premier, “l’Italia e’ di tutti non soltanto dei sindacati”, “io vado avanti”. “I sindacati, quando e’ stata approvato la legge Fornero, non hanno scioperato, ora stanno protestando perche’ abbiamo messo tre miliardi in piu’ sulla scuola”, ha osservato il premier che ha anche affermato che il suo e’ il governo che “ha messo piu’ soldi sulla scuola perche’ ci crediamo”.

Quanto al merito del provvedimento, Renzi ha difeso la contestata norma sui presidi: “questo non e’ un preside sceriffo, e’ un preside che si prende qualche responsabilita’ in piu’, io non lo voglio il preside burocrate e passacarte, perche’ quelli sono la fine della scuola”. E “l’importante e’ che ci sia un principio: agli insegnanti bravi vanno dati i soldi in piu’, bisognera’ dare un po’ di attenzione e prestigio, e, se possibile, denaro in piu'”.

Quanto allo stralcio del 5 x mille dal ddl scuola, “abbiamo fatto un passo indietro, proprio perche’ non vogliamo imporre la nostra linea o le nostre idee. Io lo avrei lasciato. Ne riparleremo nella legge stabilita’”. “Con il voto di oggi non si chiude la battaglia ma la battaglia continua” ha commentato critica il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. (AGI)

(AGI) – Roma, 20 mag. – “Giungendo qui per quella che sono certo sara’ una bella serata di sport autentico pensavo e penso ai tanti che seguono il calcio e chiedono che sia vissuto come uno sport, e si attendono che sia praticato con correttezza assoluta, in campo e sugli spalti. Per rispetto a loro, oltre che per rispetto per la legge, che occorre riguardo a tutto questi comportamenti fraudolenti, di imbroglio e di inganni, che occorre procedere rapidamente e con severita’”. Cosi’ il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, giungendo allo stadio Olimpico di Roma per la finale di Coppa Italia Juventus-Lazio, in merito allo scandalo del calcioscommesse. “Non c’e’ dubbio – ha scandito Mattarella – che il divario tra questi fenomeni che periodicamente affiorano e la passione con cui tanta gente segue il calcio fa indignare davvero. Per questo occorre fare di tutto perche’ il calcio sia costantemente uno sport vissuto in maniera autentica”. .

(AGI) – Roma, 20 mag. – Carcere fino a 12 anni e revoca della patente fino a 30 per chi commette un omicidio stradale in stato di ebbrezza alcoolica o sotto l’effetto di droga. Lo ha deciso la commissione Giustizia del Senato che ha dato l’ok al testo con cui si introduce il delitto di omicidio stradale nel codice penale e ha dato mandato al relatore, Giuseppe Cucca, (Pd) affinche’ riferisca per l’Aula.

La pena minima e’ stabilita in otto anni di carcere. Si modifica cosi’ l’attuale previsione che prevede la reclusione da tre a dieci anni per chi cagiona la morte per colpa sotto effetto di droghe o alcol.

La norma messa a punto riguarda anche chi, in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe, cagioni per colpa la morte di una persona mettendosi alla guida di un natante o di una imbarcazione a motore. La pena e’ aumentata fino a un terzo nel caso di fuga del conducente. Il testo della Commissione prevede anche la reclusione da sette a dieci anni per chiunque cagioni la morte di una persona procedendo in un centro urbano ad una velocita’ pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km o su strade extraurbane ad una velocita’ superiore di almeno 50 km rispetto a quella massima consentita.

In commissione si e’ posto anche la questione della revoca della patente, che resta sempre sanzione accessoria. Si e’ stabilito di modulare i tempi a seconda delle fattispecie. Si e’ cosi’ fissato in 30 anni il tempo che deve trascorrere per poter rifare l’esame di guida nel caso di revoca per stato di ebbrezza ed eccessiva velocita’; in 20 anni quando gia’ in passato il titolare della patente e’ risultato ai controlli positivo all’alcool o alla droga; in 15 anni per chi viene colto in stato di ebbrezza. (AGI)

(AGI) – Roma, 20 mag. – “Noi stiamo prendendo a schiaffoni la Costituzione del ’48” sulla base “di un principio che valorizza il “monismo” e di “logica di comando”. Ma “dove sta scritto che la stabilita’ sia un bene per le istituzioni?”. E’ l’affondo di Massimo D’Alema alla presentazione del fascicolo di ‘Paradoxa’: ‘una storia presidenziale 2006 – 2015′ di Gianfranco Pasquino, dedicata ai nove anni da Capo dello Stato di Giorgio Napolitano. L’antiparlamentarismo e’ “espressione di un profondo animus antidemocratico”, ha osservato l’ex premier e questo elemento “ha percorso la storia della seconda Repubblica”. Nell’indicare in Napolitano un “punto di riferimento essenziale” in questi anni di crisi D’Alema non ha mancato di sottolineare che “il sistema con la sua debolezza e flessibilita’ ha consentito di affrontare una crisi drammatica”. Se ci fossero state le “rigidita’” che si vogliono introdurre “non si sarebbe potuta governare la crisi cosi’ come e’ stato fatto. La Costituzione ha consentito di affrontare le difficolta’”. Se ne “usciamo espungendo gli elementi di flessibilita’ che sono un vantaggio dei sistemi parlamentari rischiamo di liquidare il buono del parlamentarismo senza introdurre il buono del presidenzialismo, di mettere insieme il peggio”, ha osservato ancora. E con una battuta ha proseguito: “Condivido l’ansia riformatrice ma un vecchio proverbio dice che la gatta presciolosa fa i gattini ciechi”. Si rischia di “sfregiare la Costituzione del ’48 per un sistema che puo’ funzionare peggio dal punto di vista della democrazia e del futuro dell’Italia”. (AGI)

(AGI) – Roma, 20 mag. – “La commissione Giustizia del Senato ha dato l’ok al testo che introduce il reato di omicidio stradale e di lesioni personali stradali nel codice penale. Ci sembra una novita’ importante cosi’ come importanti sono le altre norme contenute nel testo”. Lo scrive in una nota il senatore del Pd Giuseppe Cucca, relatore del provvedimento. “Tra queste, la decisione di inserire un’aggravante per chi si da’ alla fuga dopo aver investito la vittima e la pena triplicata in caso di omicidio plurimo (dai 12 anni di carcere si passa a un massimo di 18)”, spiega.”Abbiamo affrontato il dibattito in modo serio e serrato, non senza qualche asperita’, ma alla fine siamo arrivati a un testo condiviso. Oggi abbiamo compiuto il primo passo importante per dare una risposta forte e concreta a un’esigenza sentita da anni da tutte le forze politiche e in particolare dall’opinione pubblica”, osserva Cucca. “Il Partito democratico ha rispettato l’impegno in tempi rapidi e pensiamo che il provvedimento possa approdare in Aula per la prima meta’ di giugno. Lo dobbiamo a tutte quelle persone rimaste coinvolte in un incidente stradale e alle loro famiglie, alle associazioni delle vittime, ma anche a chi crede ancora nei valori della giustizia e della buona politica, aperta al confronto e al dibattito ma che poi alla fine compie scelte assumendosi in pieno le responsabilita’”, conclude.(AGI) .

(AGI) – Roma, 20 mag. – I parlamentari della Lega Nord hanno presentato, in una caserma dell’Arma, un esposto contro il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e i ministri dell’Interno e degli Esteri, Angelino Alfano e Paolo Gentiloni, “in quanto non tutelano la sicurezza nazionale e dei cittadini di questo Paese”, sulla scia dell’arresto del presunto terrorista marocchino fermato oggi a Milano con l’accusa di essere uno degli organizzatori dell’attentato al museo del Bardo di Tunisi, che sarebbe giunto in Italia su un barcone carico di immigrati. Ed e’ alla stazione dei Carabinieri di piazza San Lorenzo in Lucina che si sono presentati questo pomeriggio Massimiliano Fedriga, capogruppo alla Camera del Carroccio, insieme a una decina di parlamentari leghisti. “Vogliamo che la magistratura accerti se ci sono delle responsabilita’ e continueremo con queste azioni eclatanti e forti perche’ la politica dell’invasione incontrollata di questo governo deve terminare”, dicono gli esponenti del Carroccio. La Lega, ha aggiunto Fedriga, ha piu’ volte segnalato la presenza di terroristi sui barconi in arrivo in Italia dalle coste del nord Africa. “Nell’esposto – sottolinea il parlamentare – segnaliamo i fatti, le informative fatte dal governo in aula dove negavano il rischio di infiltrazioni terroristiche all’interno dei barconi. Piu’ volte lo abbiamo segnalato ma c’e’ stato risposto che siamo sciacalli, razzisti, xenofobi. Semplicemente, e ci rammarichiamo di avere avuto ragione, segnalavamo che il rischio c’era e che si doveva e si deve tutelare la sicurezza dei cittadini e del Paese”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 20 mag. – L’aula della Camera da’ il primo via libera al ddl scuola, Matteo Renzi esulta, chiede che la scuola non sia terreno di scontro, ma le proteste continuano, con critiche che piovono sia dai partiti di opposizione che dai sindacati, che presidiano piazza Montecitorio da ieri. Il ddl ha avuto l’ok della Camera, con 316 si’, 137 no e 1 astenuto. Contro il provvedimento hanno votato Sel, M5s, Lega e Fi. La sinistra dem ha espresso in un documento le sue critiche al ddl ed ha auspicato che si possa proseguire l’opera di modifica al Senato. Molti esponenti dem, tra cui Bersani, Cuperlo, Fassina, Speranza ed Epifani, non hanno preso parte al voto. Il ministro Stefania Giannini si e’ detta “emozionata e soddisfatta” per il si’ dell’aula. Gia’ di prima mattina il premier Renzi aveva difeso il suo provvedimento. “Non voglio imporre le mie idee o la mia linea. La mia idea di scuola e’ che l’uguaglianza e’ di partenza” ha detto, “per me e’ importante che questa riforma vada avanti e che i professori vengano coinvolti. La scuola non sia piu’ terreno di scontro, cerchiamo di ripartire insieme”. Renzi ha definito “un errore” l’ipotesi di blocco degli scrutini: “hanno tutto il diritto di farlo, per me sarebbe una cosa sbagliata, un errore. Noi siamo un Paese libero e democratico”. Proprio mentre parlava il premier, l’autorita’ garante degli scioperi ha riferito che Unicobas, Cobas e Usb hanno esplicitamente escluso ogni forma di blocco degli scrutini per i cicli terminali del percorso scolastico. “La scuola e’ il futuro dell’Italia”, ha detto ancora il premier, “l’Italia e’ di tutti non soltanto dei sindacati”, “io vado avanti”. “I sindacati, quando e’ stata approvato la legge Fornero, non hanno scioperato, ora stanno protestando perche’ abbiamo messo tre miliardi in piu’ sulla scuola”, ha osservato il premier che ha anche affermato che il suo e’ il governo che “ha messo piu’ soldi sulla scuola perche’ ci crediamo”. Quanto al merito del provvedimento, Renzi ha difeso la contestata norma sui presidi: “questo non e’ un preside sceriffo, e’ un preside che si prende qualche responsabilita’ in piu’, io non lo voglio il preside burocrate e passacarte, perche’ quelli sono la fine della scuola”. E “l’importante e’ che ci sia un principio: agli insegnanti bravi vanno dati i soldi in piu’, bisognera’ dare un po’ di attenzione e prestigio, e, se possibile, denaro in piu'”. Quanto allo stralcio del 5 x mille dal ddl scuola, “abbiamo fatto un passo indietro, proprio perche’ non vogliamo imporre la nostra linea o le nostre idee. Io lo avrei lasciato. Ne riparleremo nella legge stabilita’”. “Con il voto di oggi non si chiude la battaglia ma la battaglia continua” ha commentato critica il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. (AGI)

(AGI) – Roma, 20 mag. – E’ bagarre alla Camera dopo l’intervento di un esponente del M5s, Angelo Tofalo, che ha accusato “destra e sinistra” di aver lucrato sul fenomeno dell’immigrazione: “dovete andare in galera” ha detto intervenendo sulla cattura del terrorista tunisino a Milano. Poco prima sia Lega che Fi avevano chiesto la presenza in aula del governo. Tofalo e’ stato poi accusato dal Pd Mauro Miccoli di aver inseguito un deputato Pd fin davanti all’ingresso dei bagni, episodio smentito da Tofalo. Dopo un discreto parapiglia, Alfonso Bonafede, del M5s e’ stato espulso e la presidente Laura Boldrini ha sospeso la seduta. (AGI)

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