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“C’è qualche difficoltà a concordare con opposizione un luogo” e un tempo per l’incontro, “mi ricorda, non vorrei sbagliarmi, ‘Ecce Bombo’ di Nanni Moretti: mi si nota di più a Chigi a Villa Pamphilj, in streaming o in rappresentazione fotografica?” Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa congiunta con il presidente spagnolo Pedro Sanchez, parlando dell’incontro che dovrebbe avere domani con i leader del centrodestra. “Io ci sono, gli inviti sono partiti spero si arrivi al confronto”, ha poi aggiunto il premier.

AGI – Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha detto che non accetta l’invito del presidente del Consiglio Giuseppe Conte domani a Palazzo Chigi.  “Io non vado da nessuno fino a che questo chiacchierone non paga le casse integrazioni promesse”, ha affermato Salvini, e ha aggiunto:  “Domani pomeriggio ho impegni più importanti con lavoratori e operai”.

“Noi – ha sottolineato Salvini – non siamo a disposizione di nessuno, prima il signor Conte paga la cassa integrazione a coloro che aspettano da mesi e sblocca i cantieri che stanno sequestrando decine di lavoratori sulla A7”.  Ne “riparleremo quando avrà mantenuto le sue promesse“, ha dichiarato Salvini.

“Se Pd e M5s trovano una quadra con i loro candidati presidenti è un bene, se non la trovano non cascherà il mondo. La maggioranza parlamentare sta vivendo una fase molto delicata, meglio non aggiungere altre frizioni”: lo ha affermato il capogruppo dem al Senato, Andrea Marcucci in un’intervista al Corriere della Sera in cui sottolinea di ritenere che “alle elezioni regionali le coalizioni servano se c’è un’intesa forte sul programma” e che in ogni caso “esistono due piani diversi: uno è quello nazionale, l’altro è quello locale”.

Per Marcucci quel che vale in termini di alleanze in un caso non necessariamente può valere anche per l’altro. Pertanto se da un lato “il Pd è disponibile ad accogliere tutti gli alleati, ovviamente compresi i 5 Stelle”, dall’altro personalmente teme però che “le forzature non portino i risultati attesi”.

Ad ogni modo, per il capogruppo Pd a Palazzo Madama, “accordi dell’ultimo momento rischiano di essere poco credibili, siamo alle porte con la campagna elettorale e credo che non ci sia il tempo necessario per cambiare i programmi che i candidati presidenti hanno già presentato all’elettorato”.

Come agire, dunque, per convincere i 5Stelle a stringere alleanza con il Pd a livello locale? Alla domanda Marcucci risponde dicendo che “è un mondo che capisco parzialmente quello che gira intorno al M5S”. Certo, aggiunge poi l’esponente Pd, “credo che a livello locale le differenze possano essere meno rilevanti. Le liste del Pd in tutte le regioni sono ispirate da un criterio di sviluppo sostenibile: possibile non trovare punti in comune su ambiente, formazione ed innovazione?”, si è chiesto. “Bisognerebbe abbandonare per un po’ le singole identità ed avviare una contaminazione tra forze diverse. Ahimè, lo ripeto, credo che il tempo stia per terminare”. 

Sono 130 le opere strategiche individuate dal governo che verranno sbloccate con il decreto semplificazioni, il provvedimento approvato nella notte salvo intese il cui testo finale uscirà tra pochi giorni, assicura il presidente del Consiglio in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Tra le opere citate da Conte:
– l’alta velocità ferroviaria Palermo-Messina-Catania, che andrà in gara già quest’estate;
– l’alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, Pescara-Roma, Pescara-Bari, Genova-Ventimiglia, Venezia-Trieste, La Spezia-Parma, Brescia-Verona
– ampliamento strade Salaria, Pontina, Ragusana, 106 Ionica
– demolizione e ricostruzione ponte sullo Scrivia (autostrada A7)
– commissario per anello ferroviario di Roma
– realizzazione Gronda in Liguria
– 9 dighe in Sardegna
– diga di Pietrarossa in Sicilia
– potenziamento Agrigento-Caltanissetta.

“L’intesa è tecnica, sul piano politico abbiamo lavorato tanto. Abbiamo fatto alcune modifiche abbiamo bisogno di qualche giorno per la versione finale”, ha detto ancora Conte, “l”iter del provvedimento – premette  -“posso acconsentire che sia stata sofferto, doloroso mi sembra esagerato. Abbiamo dovuto approfondire, verificare, interveniamo a tutto campo in tutti i settori della P.a e in molte procedure: è una rivoluzione, senza concessione all’enfasi. Si tratta di una semplificazione mai fatta”.

“Il fatto di aver dovuto far convergere quattro forze politiche e la sensibilità dei ministri io lo vedo come un risultato clamoroso. La consapevolezza da parte di tutti è stata la molla, c’è stato un grande senso di responsabilià’ per attraversare il guado per il rilancio. A noi non piace la normalità perche’ correre sotto la media Ue non possiamo consentircelo”, ha concluso. 

Nessun condono: “Vogliamo solo un’accelerazione”

Con il via libera al dl semplificazioni non ci sarà alcuna promozione di condoni, “vogliamo solo un’accelerazione dei tempi” nelle valutazioni ambientali per non bloccare le opere, ha spiegato il premier. “Sul reato d’abuso d’ufficio “c’è stata larga condivisione”, ha sottolineato “interveniamo per modificarlo ma non lo aboliamo”. 

Non ci saranno gare d’appalto per opere sotto i 150 mila euro, ribadisce il premier: “Oggi i cantieri sono impantanati”. “Dobbiamo fermare la paura della firma per i funzionari pubblici. Sino al 31 luglio 2021 la responsabilità davanti alla Corte dei conti per danno erariale per chi autorizza un’opera sarà limitata al solo dolo, a un comportamento malevolo intenzionale”, ha aggiunto il presidente del Consiglio, .”Resterà – ha precisato – la responsabilità per colpa per le inerzie ed i ritardi”.

“Diamo poteri regolatori a tutte le stazioni appaltanti. Non serve necessariamente un commissario per le procedure, ma prevediamo che in casi complessi sia possibile nominare dei commissari sulla scia di Expo e del ponte di Genova”, ha proseguito”, vogliamo ancora più legalità e trasparenza: saranno facilitati i protocolli di legalità e si accelerano le procedure urgenti per le certificazioni antimafia”

“Meno file agli sportelli, a breve grande progetto per la banda larga”

Promettendo “uno Stato amico delle imprese”, Conte ha garantito poi uno “stop alle infinite attese” nella pubblica amministrazione, che dovrà assicurare “i tempi effettivi delle pratiche. Ciascun cittadino deve sapere se il tempo” di una pratica “è stato sforato o viene rispettato”, osserva il presidente del Consiglio, “avremo meno file agli sportelli, meno scartoffie, meno moduli, un internet più veloce e annunceremo tra breve un grande progetto in materia di banda larga”.

“È un calo significativo. Non dobbiamo lasciarci spaventare dal calo del Pil. Il problema è la capacità del Paese di affrontare con una terapia d’urto questo rilancio”, ha detto ancora Conte, che prevede  “un nuovo scostamento di bilancio prima della pausa estiva”.

“Non ho intenzione di sollecitare” i colleghi europei ad utilizzare il Mes, ha spiegato infine Conte, parlando del suo ‘tour’ europeo per stringere sul ‘Recovery fund’. Il premier non esclude che nel suo viaggio a Lisbona e Madrid non si possa parlare del Mes, “ma non è la mia intenzione”, afferma. Le altre due tappe del viaggio saranno Germania e Olanda.

“Cìò che esce dal consiglio dei ministri non è interamente il Piano Shock come noi l’avevamo designato ma è un passo in avanti importante nella direzione indicata da Italia Viva. Adesso apriamo i cantieri e chiudiamo le polemiche. L’Italia ha bisogno di lavoro, non di assistenzialismo”. Lo scrive su Facebook Matteo Renzi commentando il via libera al dl semplificazioni.

“Apprezzo moltissimo il lavoro di Conte, come ha guidato il governo in uno dei passaggi più difficili della storia della Repubblica e come cerca sempre il punto di equilibrio in una coalizione inevitabilmente complicata, perché nata tra avversari alle elezioni”. Quindi, “mai pensato” a sostituirlo in corsa. E’ quanto dichiara il ministro per i Beni culturali e capo delegazione dem al governo Dario Franceschini in un’intervista a la Repubblica.

Secondo il ministro del Collegio Romano, pertanto, per i dem allo stato attuale e “in questa legislatura non esistono né un altro premier né un’altra maggioranza” e quindi “ogni nostra parola, anche quando appare critica, è per migliorare l’azione del governo, non per indebolirla”. Tanto che anche il segretario Nicola Zingaretti, secondo Franceschini, ha detto “con chiarezza che intende rafforzare l’azione di governo nel suo ruolo di segretario e di presidente di Regione”.

Il punto per il capodelegazione Pd a Palazzo Chigi è semmai un altro: “Il controsenso politico – dice Franceschini – è che una squadra che sta governando l’Italia poi si presenti divisa alle elezioni regionali. Chi puo’ capire il perche’?”, si chiede.

“Non insieme contro la destra ma gli uni contro gli altri”, quindi divisi. “Politica e semplice buonsenso dicono che è un errore gravissimo e – secondo Franceschini – in questa direzione vanno le parole di Zingaretti e Conte su cui sarebbe utile un supplemento di riflessione di 5 Stelle e Italia viva” è l’invito del ministro per l’unita’ politica ed elettorale.

“Alle attuali condizioni di mercato, i tassi di interesse sono negativi. Quindi non solo l’Italia non pagherebbe alcun costo aggiuntivo, ma si troverebbe a rimborsare una cifra inferiore a quella ricevuta”.

Parola di Nicola Giammarioli, segretario generale del Mes, il numero due dell’istituzione guidata dal tedesco Klaus Regling, che in un’intervista a la Repubblica afferma che per il Fondo Salva Stati su questa base “oggi l’Italia risparmierebbe 500 milioni all’anno, ovvero 5 miliardi nei 10 anni coperti dalle nostre linee di credito. Sono soldi che potrebbero essere impiegati per finanziare altre politiche a beneficio dei cittadini”.

Pertanto, prosegue il segretario generale del Mes, “secondo le nostre analisi, che derivano anche dalle discussioni con gli investitori, l’accesso alla nostra nuova linea di credito non provocherebbe alcuno stigma, non ci sarebbero danni di fiducia sui mercati. Non si tratta di un salvataggio come quelli del passato, non è un soccorso lanciato durante una crisi finanziaria o per rimediare a scelte sbagliate di un governo. Si tratta di una linea di credito studiata per rispondere alla pandemia, fenomeno del quale nessuno ha colpa” quindi “il debito diventa meno costoso con un significativo beneficio finanziario”.

Quindi Giammarioli spiega: “Dobbiamo essere molto chiari: con le nuove linee di credito il Meccanismo non può imporre alcun genere di condizionalità ex post, austerity, troika, taglio delle pensioni o del settore pubblico. Siamo in un altro campo da gioco rispetto al passato: l’unica condizione da soddisfare è che i soldi siano usati per la sanità”.

“Grazie ad Andrea Orlando che ha detto la verità” . Lo scrive in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti. “E anche se c’è chi si diverte a criticare solo noi e non la destra, noi non arretriamo. Andiamo avanti insieme a elettori, militanti, amministratori e dirigenti grazie ai quali il Pd è più forte, un partito pluralista unito, unitario, casa dei riformisti italiani. Insostituibile pilastro di qualsiasi ipotesi alternativa alle destre”.

“Qualcuno aveva altri obiettivi e continua a picconare dal salotto di casa con i tweet, ma hanno fallito e continueremo a combattere con la nostra gente non per ‘parlar'” di cambiamento ma per realizzarlo. Ora lavoro e scuola. Prima l’Italia e prima le persone. p. s. andrea ha ragione anche su un altro punto solo il delirio di alcuni puo’ esaltare la degenerazione delle divisioni, litigi e scissioni patologia della nostra storia. Uniti si vince”, osserva.

Zingaretti ha commentato una dichiarazione Andrea Orlando, che in mattinata aveva affermato che senza scissioni ora i dem avrebbero gli stessi consensi della Lega. “Questo è un sondaggio di oggi. Da questi numeri emerge in modo evidente che senza 3 (dicasi tre) scissioni il Pd sarebbe pari alla Lega”, ha twittato l’ex ministro, “ai volenterosi dirigenti del Pd che sollevano obiezioni sulla leadership del partito, consiglierei di orientare meglio i loro strali”.

Il riferimento è a un sondaggio BiDiMedia sulle intenzioni di voto al 4 luglio, che vede la Lega primo partito con il 26,6% e il Pd subito dietro con il 21,4%. Seguono M5s con il 15% e Fratelli d’Italia con il 14,1%. Stabile Italia Viva di Renzi al 3,5%, scende Leu al 2,6% (-0,2%), mentre Azione di Calenda registra un lieve incremento dello 0,1% raggiungendo il 2,6%. Pronta la replica del deputato dem ‘critico’ Matteo Orfini: “Peccato però che per rincorrere Salvini chiudiamo i porti e sequestriamo le persone in mare esattamente come lui”, ha twittato.

Il leader di Azione, Carlo Calenda, da parte sua, ha ribattuto di non aver mai fatto scissioni: “Me ne sono andato da solo perché ritenevo l’alleanza con i 5S mortale per i riformisti. Era la posizione unanime del Pd. Votata negli organi e confermata nella prima relazione di Zingaretti. Vi siete scissi voi dalle vostre promesse e dai vostri valori”. Ironico un altro dem, il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori: “Pensa il Psi: se nel ’21 non avesse subi’to la scissione di Livorno a quest’ora dove stava…”.

Orlando ha poi controreplicato con un altro tweet: “Riuscire a fare polemica su un’affermazione abbastanza scontata, cioè che sarebbe meglio evitare la scissionite, malattia endemica della sinistra, è una bella impresa. Ma c’è chi ci riesce”.

 

AGI – “Non temo un’intesa Fi-Pd-5S su legge elettorale e Mes, ma i cantieri fermi sulle autostrade, che fanno perdere ore ai cittadini in coda e le cartelle in partenza da Equitalia”. Lo ha detto Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una raccolta firme organizzata dai militanti fuori a un centro commerciale di Milano. 

“Le due battaglie che stiamo portando avanti in questi giorni sono sbloccare i cantieri sulle autostrade che stanno facendo disperare gli italiani e bloccare gli 8 milioni di cartelle esattoriali in partenza in questi giorni – ha aggiunto -. I dibattiti surreali sulla legge elettorale, sul Mes e sui giochini non mi appassionano e sono sicuro che il centrodestra sarà compatto. La via maestra è il voto”.

Poi, in un comizio improvvisato davanti ai suoi sostenitori, ha aggiunto: “Facciamo di tutto per mandarli a casa il prima possibile. Siamo nelle mani del buon Dio e degli italiani. Io sono preoccupato, più che per le manovra di palazzo, per la situazione economica e sociale: cassa integrazione, posti di lavoro a rischio, l’allarme ieri di Confcommercio sul milione di posti di lavoro a rischio e oggi di Confindustria sui cantieri fermi”. Il leader leghista si è detto “preoccupato per un governo litigioso e confuso” auspicando “che gli italiani possano tornare a scegliere il prima possibile”.

La questione TSO

 “Tso per i positivi che non si vogliono far curare come dice Zaia? Zaia fa bene a essere assolutamente rigoroso. Io ritengo che prima si ritorna a una normalita’ in sicurezza e meglio e'”. Lo ha detto Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una raccolta firma allestita dai militanti della Lega in un centro commerciale di Milano. Il riferimento è alla proposta del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, di sottoporre al trattamento sanitario obbligatorio chi rifiuta il ricovero pur risultando positivo al tampone del coronavirus.

Il leader del Carroccio poi aggiunge: “A Bronte, provincia di Catania, un rifugiato minaccia l’assistente sociale e danneggia l’auto dei carabinieri. In pieno centro a Milano, invece, un ex cliente nigeriano ha aggredito a calci e pugni un’avvocata dell’Asgi, la nota associazione pro-immigrati da sempre contro i Decreti sicurezza. Contro ogni violenza senza se e senza ma: i delinquenti devono stare in galera e – nel caso di immigrati- dopo la cella ci dev’essere l’espulsione”. 

AGI – Polemiche nel centrosinistra dopo che il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, ha affermato che senza scissioni ora i dem avrebbero gli stessi consensi della Lega. “Questo è un sondaggio di oggi. Da questi numeri emerge in modo evidente che senza 3 (dicasi tre) scissioni il Pd sarebbe pari alla Lega”, ha twittato l’ex ministro, “ai volenterosi dirigenti del Pd che sollevano obiezioni sulla leadership del partito, consiglierei di orientare meglio i loro strali”.

Il riferimento è a un sondaggio BiDiMedia sulle intenzioni di voto al 4 luglio, che vede la Lega primo partito con il 26,6% e il Pd subito dietro con il 21,4%. Seguono M5s con il 15% e Fratelli d’Italia con il 14,1%. Stabile Italia Viva di Renzi al 3,5%, scende Leu al 2,6% (-0,2%), mentre Azione di Calenda registra un lieve incremento dello 0,1% raggiungendo il 2,6%.

Pronta la replica del deputato dem ‘critico’ Matteo Orfini: “Peccato però che per rincorrere Salvini chiudiamo i porti e sequestriamo le persone in mare esattamente come lui”, ha twittato.

Il leader di Azione, Carlo Calenda, da parte sua, ha ribattuto di non aver mai fatto scissioni: “Me ne sono andato da solo perché ritenevo l’alleanza con i 5S mortale per i riformisti. Era la posizione unanime del Pd. Votata negli organi e confermata nella prima relazione di Zingaretti. Vi siete scissi voi dalle vostre promesse e dai vostri valori”. Ironico un altro dem, il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori: “Pensa il Psi: se nel ’21 non avesse subi’to la scissione di Livorno a quest’ora dove stava…”.

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