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AGI – Venezia diventa zona off limits per le Grandi navi. Con il via libera definitivo da parte della Camera, infatti, viene convertito in legge il provvedimento che dispone lo stop del passaggio dei cosiddetti ‘giganti del mare’ nella Laguna. Il testo prevede misure urgenti per la tutela delle vie d’acqua di interesse culturale e per la salvaguardia di Venezia, nonchè disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e norme a favore dell’ex Ilva.

Questi i punti cardine del provvedimento:

I CANALI MONUMENTO NAZIONALE: alcuni canali e vie d’acqua della Laguna vengono dichiarate monumento nazionale o riconosciute di interesse culturale, ai sensi degli articoli 10 e 12 del Codice dei beni culturali. In particolare, il provvedimento dichiara le vie urbane d’acqua Bacino di San Marco, Canale di San Marco e Canale della Giudecca di Venezia monumento nazionale.

STOP ALLE GRANDI NAVI: al fine di assicurare l’integrità, il decoro e la sicurezza delle vie d’acqua dichiarate monumento nazionale o riconosciute di interesse culturale, si dispone che le misure di tutela e le prescrizioni concernenti gli usi non compatibili possono comprendere anche limitazioni e divieto del transito di navi con specifiche caratteristiche, riferite alla stazza lorda, alla lunghezza dello scafo, all’altezza di costruzione e alle emissioni di sostanze inquinanti. Nelle vie urbane d’acqua Bacino di San Marco, Canale di San Marco e Canale della Giudecca di Venezia, dichiarate monumento nazionale, dal 1 agosto 2021 è vietato il transito di navi aventi almeno una delle seguenti caratteristiche: a) stazza lorda superiore a 25.000 GT; b) lunghezza dello scafo al galleggiamento superiore a 180 metri; c) tiraggio aereo (air draft) superiore a 35 metri, con esclusione delle navi a propulsione mista vela – motore; d) impiego di combustibile in manovra con contenuto di zolfo uguale o superiore allo 0.1 per cento. 

AIUTI ALLE COMPAGNIE E AI LAVORATORI: viene istituito un fondo con una dotazione di 35 milioni di euro per l’anno 2021 e di 20 milioni per l’anno 2022 per contributi in favore delle compagnie di navigazione per gli eventuali maggiori costi sostenuti per la riprogrammazione delle rotte e per i rimborsi, riconosciuti ai passeggeri che abbiano rinunciato al viaggio per effetto della riprogrammazione delle rotte, qualora non indennizzabili sulla base di eventuali contratti di assicurazione; contributi in favore del gestore del terminal di approdo interessato dal divieto di transito e delle imprese di cui lo stesso si avvale. Sono inoltre previste misure a salvaguardia dei lavoratori impiegati dal gestore del terminal di approdo non coperti con gli strumenti già previsti a legislazione vigente per il sostegno al reddito: il Fondo sociale per l’occupazione e la formazione è incrementato di 5 milioni di euro per l’anno 2021 e di 5 milioni di euro per l’anno 2022.

COMMISSARIO STRAORDINARIO: il presidente dell’Autorità di sistema Portuale del Mare Adriatico settentrionale di Venezia viene nominato Commissario straordinario per la realizzazione di approdi temporanei e di interventi complementari per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna. Avrà il compito di realizzare punti di attracco temporanei non superiori a cinque nell’area di Marghera destinati anche alle navi adibite al trasporto passeggeri di stazza lorda pari o superiore a 25.000 GT (è stato fatto un bando per il ‘concorso di idee’); si dovrà occupare della manutenzione dei canali esistenti, previa valutazione di impatto ambientale; dovrà prevedere interventi accessori per il miglioramento dell’accessibilità nautica e della sicurezza della navigazione. Al Commissario straordinario non spetta alcun compenso, gettone di presenza, indennità comunque denominata o rimborso di spese. Per il raggiungimento degli obiettivi sono messi a disposizione 157 milioni.

MISURE PER EX ILVA: previste anche norme per il trattamento di integrazione salariale in favore di imprese di rilevante interesse strategico nazionale e misure in favore delle medesime imprese. Sono previsti interventi per la tutela dell’occupazione e misure per l’Ilva. Nel dettaglio, si autorizza Invitalia a sottoscrivere ulteriori apporti di capitale e ad erogare finanziamenti in conto soci, nel limite massimo di 705 milioni di euro, per assicurare la continuità del funzionamento produttivo dell’impianto siderurgico di Taranto della societa’ Ilva S.p.A. Invitalia viene inoltre autorizzata alla costituzione di una società, con capitale sociale massimo di 70 milioni di euro, per condurre le analisi di fattibilità finalizzate alla realizzazione e alla gestione di un impianto per la produzione del cosiddetto preridotto.

AGI – Il dibattito tra le forze politiche e nella Lega è sull’estensione del green pass. Il governo sta valutando seriamente di estendere il passaporto sanitario a tutti i lavoratori ma potrebbero essere necessario un nuovo confronto con le parti sociali e andrebbero superati gli ostacoli tecnici-giuridici sul tavolo, oltre che quelli politici, considerata la resistenza di Salvini che ritiene necessario un uso limitato dello strumento. Per questo motivo non si esclude che l’estensione ‘tout court’ del green pass possa avvenire per gradi. Un primo step giovedì in Consiglio dei ministri dopo la convocazione della cabina di regia, un secondo in una riunione della prossima settimana, previo dialogo con i sindacati. In ogni caso se Draghi porterà in Consiglio dei ministri la misura che oltre a estendere il green pass nella P.a. e per quei lavoratori a contatto con il pubblico – dai bar ai ristoranti, dai cinema ai teatri – coinvolgerà anche il settore privato, la Lega – perlomeno è quanto riferiscono più fonti parlamentari – non dovrebbe mettersi di traverso. Vale insomma quanto spiegato dal capo delegazione Giorgetti che considera il passaporto sanitario, al pari dei presidenti di regione del nord, un modo per rilanciare il mondo dell’impresa.
    Tuttavia Salvini, in attesa delle decisioni del governo, continua a frenare. Non è ancora certo, invece, che nel Consiglio dei ministri approdi la delega fiscale, il dossier potrebbe anche slittare alla riunione successiva mentre la riforma della concorrenza di sicuro andrà a dopo le amministrative.
    L’appuntamento al quale guardano tutte le forze politiche è proprio il voto del 3 e 4 ottobre. Ma la campagna elettorale per le amministrative si intreccia con l’operato dell’esecutivo. La Lega, per esempio, dice no a una riforma del catasto. Mentre il presidente M5s, Conte, incontrando il responsabile per la Transizione ecologica, riferisce che non c’e’ alcuna apertura di quest’ultimo sul nucleare. Tra l’altro tutti i leader, a partire dal segretario dem Letta, puntano a far sì che il governo intervenga per scongiurare l’aumento delle bollette. Ma l’attenzione maggiore è legata allo strumento del green pass. Oggi è tornato sull’argomento il ‘Capitano’ della Lega. “Ho appena sentito Zaia, che ribadisce che il Green pass va usato in maniera limitata. Noi siamo contro l’obbligo vaccinale, siamo per la spiegazione e l’educazione”, ha spiegato l’ex ministro dell’Interno. Ed ancora: esteso a tutti i lavoratori? “Saremmo gli unici in Europa a farlo”. Di parere opposto il Pd e Forza Italia che condividono la strategia dell’esecutivo. Il premier Draghi tira dritto. ‘”Le cose vanno fatte perche’ si devono fare, non per avere un risultato immediato anche quando sono impopolari”, ha sottolineato, citando Beniamino Andreatta in occasione della cerimonia per l’intitolazione all’ex ministro Dc dell’aula magna della Bologna Business School. 

AGI –  Avanti rapidi, decisi e solidali nella prosecuzione della campagna vaccinale, perchè solo così si potrà superare la crisi sanitaria, economia e sociale legata alla pandemia. Mario Draghi interviene al Forum interreligioso del G20 a Bologna e torna a ribadire che “per sconfiggere la pandemia, la campagna di vaccinazione deve procedere spedita ovunque. Solo così potremo salvare vite, frenare il contagio, evitare l’emergere di pericolose varianti”. Tuttavia, aggiunge il premier, “a oggi soltanto il 2% della popolazione dei Paesi più poveri ha ricevuto almeno una dose di vaccino – a fronte del 42% della popolazione mondiale”.

Le case farmaceutiche hanno promesso di fornire entro la fine di quest’anno 1,3 miliardi di dosi a prezzi calmierati per gli Stati a basso e medio reddito, altri 2 miliardi saranno distribuiti entro il 2022 e la Ue donerà almeno 100 milioni di dosi entro il 2021 attraverso COVAX. “Ma non basta, contina Draghi, perchè adesso è “necessario che le dosi raggiungano chi ne ha bisogno”, altrimenti le conseguene potranno essere drammatiche.

“Dopo il trauma della pandemia, l’economia mondiale è di nuovo in crescita – ribadisce il premier – ma la ripresa non coinvolge tutti allo stesso modo: mentre la maggior parte dei Paesi del G20 recupererà il terreno perduto durante la crisi sanitaria entro il 2022, questo non avverrà per due terzi degli Stati più fragili. E “le conseguenze per i più poveri rischiano di essere drammatiche”. 

Al Forum interreligioso del G20 Draghi si sofferma anche sulla crisi afghana “un paese verso il quale abbiamo un obbligo morale”, dice. Il premier lancia un nuovo invito al’Unione europea affinchè faccia la sua parte sul piano dell’accoglienza: I 27 non devono “ignorare il dramma di queste persone, ne’ la portata storica di questi eventi”., aggiunge. “Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza di questa crisi e dei valori che diciamo di rappresentare – ha aggiunto Draghi – E’ anche sull’accoglienza, e non solo sull’economia, che si misura la maturita’ del processo di integrazione europea”. 

Draghi allarga il ragionamento oltre le drammatiche cronache recenti che arrivano da Kabul, parla di “un numero preoccupante di episodi di estremismo religioso e di conflitti tra diverse famiglie di fede, che abbiamo visto nei terribili attentati rivendicati da organizzazioni come l’Isis, o negli atti terroristici compiuti in nome del suprematismo bianco o cristiano, così come nelle manifestazioni di antisemitismo, un fenomeno in preoccupante crescita. In alcuni casi, particolarmente odiosi, nei luoghi di culto. Spazi in cui si cercano conforto, speranza, protezione dall’odio”.

“Questi eventi brutali vengono spesso usati per rappresentare un mondo diviso tra comunità contrapposte, ma è utile ricordare che le vittime del terrorismo spesso condividono la stessa fede dei loro assassini. Il fanatismo colpisce tutti, indiscriminatamente”. La religione dunque non deve essere “strumentalizzata”, continua il premier: “al terrore, alla sopraffazione anche subdola che vuole privarci dei nostri valori in nome della religione dobbiamo opporci”. 

Nelle ore in cui si infiamma la polemica sull’aumento delle bollette energetiche, Draghi non interviene direttamente sulla questione, ma intervenendo al  Forum economico italo-tedesco, dice che “lo Stato deve essere pronto ad aiutare cittadini e imprese nell’affrontare i costi di questa complessa trasformazione» ambientale e digitale legata al Next Generation Ue. Il premier è consapevole che il governo è alla vigilia di una serie di partite delicate, dall’estensione dell’uso del green pass all’utilizzo delle risorse legate al Recovery, fino alle riforme necessarie per ottenere i foni di Next Generatio Eu, a cominciare dal quella del fisco.

E lancia un messaggio ai componenti della maggioranza: da Bologna per partecipare alla cerimonia di intitolazione dell’aula magna della bologna Business School a Beniamino Andreatta, Draghi cita proprio l’economista ed ex ministro Dc per richiamare i partiti alla responsabilità della politica: Andreatta “da ministro, si e’ mosso in modo coraggioso e onesto in anni drammatici per la Repubblica, e non ha esitato a prendere decisioni necessarie anche quando impopolari, dice: “Le cose vanno fatte perche’ si devono fare, non per avere un risultato immediato – aggiunge usando le parole dell’economista. “Andreatta ha attraversato le tempeste di quegli anni con autonomia e immediatezza. Esortando anche la propria parte politica a “dire molti no e pochi si’ per evitare che tutto sia travolto nella irresponsabilita’”, conclude. 

AGI – Oltre un’ora di incontro tra il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani nella sede del Mite a Roma. Hanno preso parte alla riunione anche i ministri pentastellati Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli, Fabiana Dadone e Federico D’Incà.

Un incontro di ‘chiarimento’ chiesto dai 5 stelle dopo le parole del ministro sull’energia nucleare. Al termine l’ex premier ha riferito di aver ricevuto garanzie da Cingolani: “L’Italia non abbraccia l’energia atomica, abbiamo avuto garanzie perché questa è la sensibilità del M5s ma soprattutto perché ci sono stati due referendum e l’energia atomica costa moltissimo”, ha spiegato Conte.

“Noi come sistema italiano stiamo puntando a incrementare sempre più le eco tecnologie e continueremo in questa direzione. Anche da questo punto di vista Cingolani condivide questa posizione”, ha aggiunto il leader pentastellato.

Conte non ha risparmiato una ‘stoccata’ al leader della Lega. “Salvini è per il ritorno al nucleare? Può trasferirsi in Francia”, ha tagliato corto l’ex premier. “Il ministro Cingolani condivide le nostre considerazioni. Dobbiamo incrementare le energie rinnovabili e discutere di nucleare significa distrarsi dall’obiettivo principale. Sarebbe ingeneroso scaricare sul ministro Cingolani un percorso sulle rinnovabili che l’Italia sta facendo. Noi abbiamo fatto percorsi chiari”.

Ma quello sul nucleare non è stato l’unico affondo che Conte ha riservato al suo ex ministro dell’Interno. “È sotto gli occhi di tutti che la ministra Lamorgese è competente, sa di cosa parla e si sta impegnando al massimo. La sua mi sembra un’opera meritoria.”, ha premesso Conte difendendo la titolare del Viminale dagli attacchi di Salvini, il quale “non mi sembra che sui rimpatri abbia migliorato da ministro come gli avevo chiesto. Ha ottenuto il risultato di tenere in mare dei migranti”.

Infine, Conte ha riferito di aver affrontato con il ministro della Transizione ecologica anche la questione del rincaro delle bollette: “Abbiamo avuto un proficuo incontro con Cingolani passando in rassegna lo stato dell’arte e le prospettive. La transizione ecologica è nel Dna del M5s ma deve essere nel Dna di tutte le forze politiche perché concorreranno alla neutralità climatica nel 2050″.

“Dobbiamo lavorare tutti in questa direzione e abbiamo trovato un ministro molto motivato. Il M5s darà un contributo entusiasta, consapevole dell’importanza della crescita economica ma anche dello sviluppo sociale, una crescita ben costruita porterà anche giustizia sociale. Un tema particolarmente a cuore è quello del rincaro delle bollette: dobbiamo intervenire con varie modalità per calibrare questi costi. È un incremento notevole che si ripercuote sulla vita delle singole famiglie”, ha concluso Conte.

AGI – Riunire per un confronto studiosi e rappresentanti delle diverse religioni  in coincidenza con il G20 è “una scelta lungimirante” perché il tema deve essere un elemento di dialogo e non di scontro. A scriverlo, in un messaggio al G20 Interfaith Forum, è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Le regioni non siano elemento di scontro

“L’idea di riunire, in coincidenza con il G20, studiosi, rappresentanti delle diverse fedi ed esponenti della società civile in uno specifico momento dedicato alla dimensione spirituale, costituisce una scelta lungimirante, particolarmente in una congiuntura in cui si ripresentano tentazioni di utilizzare le espressioni religiose come elemento di scontro anziché di dialogo“, ha esortato Mattarella. 

“La consapevolezza di come il fattore religioso sia elemento importante nella costruzione di una società internazionale più giusta, rispettosa della dignità di ogni donna e di ogni uomo, si va sempre più radicando”, aggiunge Mattarella. “Cresce, di conseguenza, anche il riconoscimento del costruttivo apporto che le diverse confessioni possono offrire alla causa della pace e alla cooperazione al raggiungimento di obiettivi che interpellano l’umanità intera, in un mosaico fecondo che attinge ai valori universali che testimoniano”.

“Dallo sviluppo, alla tutela dei diritti fondamentali, alla promozione di un’autentica parità tra donne e uomini, alla prevenzione e alla soluzione dei conflitti, alla cura dell’ambiente e alla protezione della salute, all’accesso all’istruzione, numerosi sono gli ambiti in cui trova espressione il loro contributo al consorzio umano.

L’attenzione per la dimensione spirituale

L’attenzione per la dimensione spirituale suona anche riconoscimento alla accentuata presenza di leader religiosi nel dibattito pubblico sui grandi temi globali. Si tratta di sfide di portata eccezionale, che richiedono una partecipata assunzione di responsabilità da parte delle Istituzioni e della società civile, in uno sforzo congiunto – di cui tutti dobbiamo farci carico – particolarmente nei confronti dei giovani e delle generazioni future”, continua il presidente della Repubblica. 

Il titolo del Forum, Time to heal – un tempo per sanare le ferite – invita a raccogliere valori e messaggi positivi, di cui le diverse fedi sono portatrici, per una comunanza di intenti, tanto più importante in un momento storico segnato dalla pandemia, con le sue drammatiche conseguenze. Le religioni possono essere preziose, nel colloquio con le Istituzioni, per aspirare a un mondo migliore. Mentre mi è grato esprimere apprezzamento per l’impegno degli organizzatori del Forum Interreligioso di Bologna, rivolgo un saluto e un caloroso augurio di buon lavoro a tutti i partecipanti”, ha concluso Mattarella. 

AGI – “Nella prossima manovra ci sarà spazio per una quarta rottamazione delle cartelle esattoriali”, assicura Matteo Salvini. A Benevento per la seconda tappa del suo tour in Campania, il leader della Lega aggiunge che “la rateizzazione, il saldo e stralcio sono fondamentali perché il primo gennaio rischiano di partire 50 milioni di cartelle esattoriali che saranno un disastro, un massacro soprattutto per coloro che hanno delle cartelle di 10-15-20 mila euro e sarebbero rovinati”.

Salvini conferma che la questione cartelle “sarà una delle priorità della Lega, cosi’ come confermare Quota 100”. “Faremo le barricate davanti al Parlamento per difendere Quota 100”, anticipa. 

AGI – “Qualcuno ha la moda di dire ‘candidiamo un sindaco donna, un presidente donna’. Noi una donna la scegliamo se è brava”. Così Matteo Salvini a proposito degli auspici di una donna al Quirinale.
“Ci sono donne più in gamba degli uomini – aggiunge il leader della Lega – e vanno avanti perché sono brave”. 

AGI – “In occasione del ventesimo anniversario dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001, desidero anzitutto esprimere la vicinanza del popolo italiano alle famiglie delle vittime di quel feroce attentato e a tutto il popolo degli Stati Uniti, nel segno della profonda e storica amicizia che lega i nostri due Paesi. Rivolgo un pensiero particolare ai connazionali e alle persone di origine italiana che persero la vita in quella dolorosa circostanza, vite spezzate da un fanatismo vile e cieco che colpì uomini e donne innocenti. Quella tragedia ci ha uniti nel segno del dolore. La memoria della barbara aggressione di vent’anni or sono ci spinge con sempre maggiore vigore a proteggere quella cornice comune di valori che risponde ai princìpi di libertà e pacifica convivenza tra popoli”.

Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del ventesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001.”La drammatica vicenda afgana che è seguita”, agli attentati terroristici dell’11 settembre del 2001, “sino al recente gravissimo attentato presso l’aeroporto di Kabul, ultimo di una sequela di brutali attacchi terroristici susseguitisi negli anni in tanti Paesi, conferma quanto sia impervia la strada della affermazione dei diritti dell’uomo. Libertà, democrazia, pace e sicurezza sono valori indivisibili che non possono mai essere considerati acquisiti, bensì devono essere preservati e alimentati dalla comunità internazionale”.

“L’impegno dell’Italia” – aggiunge il capo dello Stato non verrà mai meno, a partire dal contributo alla definizione di una cornice di sicurezza che sappia sconfiggere il terrorismo e i suoi inganni. L’Italia è solidale con gli Stati Uniti e gli altri alleati per fronteggiare ogni minaccia terroristica, spegnere i focolai di guerra che le fortificano e per rafforzare un ordine mondiale incentrato sul diritto, sulla giustizia sociale ed economica, attraverso la cooperazione, il dialogo multilaterale, nella profonda convinzione che tale impegno consentirà di affrontare le nuove decisive sfide che si profilano sullo scenario globale per lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni”.

AGI – “Il problema non sono i non vaccinati, ma il virus che varia. Le variazioni nascono come reazione ai vaccini. In Israele sono tutti vaccinati e il virus sta virando tra migliaia di persone”. È quanto ha sostenuto Matteo Salvini, attirandosi le critiche di virologi e colleghi parlamentari. “Io invito, non obbligo tutti a vaccinarsi, ma servono i tamponi, gratuiti per chi non se lo può permettere“, ha proseguito il segretario della Lega, intervenendo a ‘L’aria che tira’. “No vax? Basta con la tifoseria, sembra Milan-Inter. I medici in Gran Bretagna sconsigliano i vaccini ai ragazzi sotto i 15 anni”.

“Voi capite perché sono scoraggiato?”, commenta, su Twitter, il virologo Roberto Burioni, docente all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano. “Sarebbe buona cosa se un leader politico i cui messaggi arrivano a milioni di cittadini evitasse di cimentarsi con approssimative e pericolose affermazioni di carattere scientifico“, stigmatizza il deputato democratico Emanuele Fiano, della presidenza del Gruppo, “Ma Salvini non finisce mai di stupirci e, dopo l’ambiguo e irresponsabile atteggiamento tenuto dalla Lega sul green pass alla Camera, oggi si imbatte in una spericolata teoria secondo cui i vaccini generano varianti – aggiunge – Smentito dai più eminenti virologi italiani, scienziati che peraltro hanno avuto anche posizioni tra loro differenti, ma non oggi e non su questo.Non spetta a un politico avventurarsi in questo genere di esternazioni che incidono negativamente su tutti gli sforzi che stiamo facendo per contrastare il Covid. Se vuole stare in un governo che sta prendendo le misure più serie e necessarie, Salvini lo dovrebbe fare dimostrando di fronte alla più grande epidemia globale dell’era moderna, senso di responsabilità. Qui non siamo al Papeete, siamo al cospetto di oltre 130.000 morti, di famiglie straziate, di un’economia ferita. Basta giocare con il consenso sulla pelle degli italiani”.

“Salvini è totalmente irresponsabile, non si può parlare a vanvera contro ogni evidenza scientifica“, protesta Matteo Ricci, sindaco dem di Pesaro e coordinatore dei sindaci del Pd. “La sua presenza al Governo sta frenando l’azione virtuosa di Draghi. La Lega sta facendo opposizione no vax, esca dal Governo, non è compatibile con Draghi”.

In serata, Salvini ha poi corretto il tiro. “Sono fra i 40 milioni di italiani che hanno scelto il vaccino e lavoro, al fianco di sindaci e governatori, per offrire questa possibilità a chi ancora non l’ha fatto”, ha tenuto a premettere. “Ricordare che il vaccino comunque non ci rende immortali, che occorre continuare a essere prudenti per sconfiggere le varianti, che col virus purtroppo dovremo convivere a lungo, con pazienza e attenzione, è semplicemente responsabilità – si è difeso – Basta con le polemiche, uniti contro il virus e stop“.

In una nota del partito si è poi citata una pagina dell’Istituto superiore di sanità in cui, tra “le ipotesi avanzate” per elencare i “motivi che determinano lo sviluppo di una variante di un virus”, si cita la “pressione selettiva esercitata dalla risposta immunitaria, da farmaci o da vaccini”. Anche oggi, Salvini – si è tenuto a sottolineare – ha lanciato un appello affinché gli italiani si vaccinino, come peraltro ha fatto lui, “per scelta consapevole e non per costrizione”. 

AGI – Dopo giornate di tensione, divisioni, attacchi frontali e voti con le opposizioni, arriva la tregua nella maggioranza. E, ‘complice’ anche l’apertura del governo ad alcune richieste del partito di Salvini – messe nero su bianco in una serie di ordini del giorno (dalla certificazione verde ai test salivari fino al possibile rinvio delle cartelle esattoriali) – la Lega scioglie la riserva, abbandona la tentazione dell’astensione e vota a favore del primo decreto sul green pass, il provvedimento che ha introdotto dallo scorso 6 agosto l’obbligo del certificato per i ristoranti al chiuso, piscine e palestre, musei, cinema e spettacoli.

Il decreto, che ora passa all’esame del Senato, incassa il via libera della Camera con 259 voti favorevoli, 34 contrari (tra cui il leghista Guido De Martino) e 2 astenuti. Ma spiccano le numerose assenze tra i banchi della maggioranza e, in particolare, di Lega e Forza Italia: solo 45 i deputati leghisti, su un totale di 132, hanno votato a favore. La percentuale dei presenti della Lega è pari al 34%. Dalla Lega, tuttavia, si minimizza, negando che dietro le assenze vi sia un segnale politico.

Sono 27 i voti a favore di Forza Italia su 76 depuati complessivi, per una percentuale di presenze pari al 35%. Nel Pd in 49 votano a favore su un totale di 93 deputati (la percentuale di presenti è del 52,6%), mentre il Movimento 5 stelle risulta essere il gruppo più presente: votano sì in 103 su 159 (percentuale del 64,7%).

Del resto, che nella Lega ci fosse malumore era noto in questi giorni, così come il fatto che non si fosse placata la ‘fronda’ dei contrari alla certificazione verde. Lo dimostrano anche le stesse parole pronunciate in Aula da Claudio Borghi in dichiarazione di voto (durante la quale non dice mai che la Lega avrebbe votato sì): “Anche con il sacrificio della Lega, tutti ne usciamo meglio, il Parlamento è stato rispettato e la fiducia è stata evitata”, spiega, invitando il premier Mario Draghi a “non avere paura dell’Aula”. Infine, il leghista rivendica il lavoro sugli emendamenti fatto con FdI e osserva: “E’ opportuno che in questi casi ci siano argomenti che vanno oltre le maggioranze di governo momentanee”.     

La Lega torna così a votare compatta con le altre forze politiche che sostengono il governo, dopo le quattro votazioni sugli emendamenti delle opposizioni in cui si era invece schierata al fianco di FdI contro l’obbligo della certificazione verde (i leghisti si sono astenuti), a sostegno dell’eliminazione dell’obbligo per i ristoranti al chiuso, e a favore dello stop al certificato verde per i minori di 18 anni. Tutte richieste bocciate, ma che hanno lasciato profondi strascichi nella maggioranza, fino ad arrivare a far dire al segretario dem Letta che “il limite è stato ampiamente superato”.    

A far tornare il sereno (almeno per il momento) è la lunga mediazione portata avanti dal governo sugli ordini del giorno, ma anche sulle nuove estensioni del green pass, con la scelta di procedere step by step: il Cdm approva l’obbligo di vaccino per i lavoratori delle Rsa e l’obbligo del green pass a tutto il personale esterno della scuola. Ma è solo il primo round. Durante la riunione a palazzo Chigi, infatti, Draghi mette in chiaro che a breve ci sarà un intervento più ampio di estensione dell’obbligo del green pass. Per ora al termine del Consiglio dei ministri non si registrano tensioni ufficiali: “Oggi in Cdm voto unanime sull’estensione del green pass”, riferisce l’azzurra Mara Carfagna.

Tuttavia nella maggioranza, soprattuto fra le file di Pd e M5s, c’è chi è pronto a scommettere che il clima tornerà a surriscaldarsi: sempre alla Camera è infatti iniziato l’esame in commissione del secondo decreto green pass, che estende l’obbligo del certificato ai trasporti a lunga percorrenza, università e scuole. E già si sono registrate le prime avvisaglie di una futura battaglia. La Lega ha disertato la seduta di ieri preannunciando che il sì al provvedimento non è affatto scontato.

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