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"I ministri che scambiano il governo per un social network fanno male all'Italia. Noi abbiamo bisogno di un salto qualità: ci sono ricadute pesantissime per la citta', ma questa e' una questione nazionale. Quanto accaduto ci riguarda fino in fondo". Lo ha detto il segretario del Pd, Maurizio Martina, a Genova dopo la tragedia di Ponte Morandi. "Le responsabilità vanno accertate e si dovranno pagare fino in fondo. Noi chiediamo al governo uno scatto di responsabilità – ha detto Martina – meno proclami piu' decisioni. Serve un'azione condivisa. Noi ci prendiamo la nostra quota di responsabilità, ma serve un governo chiamato a compiere uno sforzo unitario, un governo che faccia cose utili". 

"Per me va rivisto tutto il sistema delle concessioni in Italia. Non solo quella di Autostrade". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, a margine della visita ai feriti del crollo del ponte Morandi. Su Autostrade, il ministro ha aggiunto: "Ci saranno fondi del governo dei comuni e delle regioni, ma siccome Autostrade ha fatto utili per più di 1 mld di euro, penso che se si toglieranno di tasca, soprattutto i grandi, quelli che poi fanno lezioni agli italiani, una parte di questo miliardo, il minimo risarcimento economico, sociale e morale del danno che hanno causato, saremo tutti più sereni a ridiscutere di burocrazia e concessioni. Se non lo faranno c’è poco da discutere".

"Se io fossi un amministratore di Autostrade per l'Italia avrei sospeso il pagamento per il pedaggio in alcuni caselli, ma già dall'ora successiva. In questo momento le ambulanze pagano il pedaggio sulle autostrade, ma di cosa stiamo parlando? dove hanno il cuore e il cervello certe persone? Mi aspetto che oggi 16 agosto, venga sospeso il pagamento del pedaggio". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, a margine della sua visita ai feriti del crollo di Ponte Morandi, ricoverati al San Martino. "Quanto meno diamo un segnale di buona volontà. Hanno incassato 3 mld e mezzo di euro dai pedaggi. Visto il disastro che hanno causato penso che qualche settimana senza pedaggio possano permettersela".

Un vertice telefonico del governo sulla manovra si è svolto ieri, secondo quanto si apprende stamattina. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i due vicepresidenti, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, e il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, hanno esaminato il quadro macroeconomico e hanno condiviso il lavoro in corso per la definizione dei dettagli del quadro programmatico che verrà presentato a settembre e che è stato già deciso nell'incontro dei giorni scorsi nelle sue linee generali. Il quadro programmatico, informano fonti di Palazzo Chigi, concilia il perseguimento degli obiettivi programmatici del governo con la stabilita' delle finanze pubbliche ed in particolare la continuazione del percorso di riduzione del rapporto debito-Pil.

Quella di Salvini è ormai “quasi un’ossessione”. E può avere delle conseguenze inaspettate. Il dibattito, ancora ai primissimi passi, sulla riforma delle pensioni (il governo vuole mettere la quota 100, tagliare gli assegni oltre i 4.000 euro, alzare le minime e contemporaneamente introdurre la flat tax) sta dando nuova visibilità a chi ha voluto la madre di tutte le riforme pensionistiche: Elsa Fornero, che piano piano torna a trovare uno spazio nei media che sei mesi fa sarebbe stato difficile da immaginare.

Prima Salvini, poi Di Maio

Il fatto è che anche pochi giorni fa il ministro dell’interno è tornato a ribadire: “In autunno cominceremo con quello che abbiamo promesso: metteremo mano alla Fornero, ridurremo la burocrazia e le tasse. Non abbiamo bacchette magiche e non promettiamo di fare tutto in un quarto d'ora".

E anche l’altro vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, commentando le prospettive della futura legge di bilancio ha chiosato: “Confido molto nel dialogo che avremo ai tavoli europei per far sì che questa legge di bilancio possa portare a casa riforme strutturali come reddito di cittadinanza, Flat tax e il superamento della Legge Fornero”.

Insomma, ha buon gioco a ribattere la diretta interessata, “quasi un’ossessione”.

“Meglio un contributo di solidarietà”

Elsa Fornero, a questo punto, conquista lo spazio di un’intervista dopo un cero periodo di silenzio. La sente La Repubblica, che le dedica metà di una pagina. Quello del governo giallo-verde, risponde, “è un approccio pericoloso. Il Paese avrebbe bisogno di unità, non di ulteriori divisioni”.

E poi “chiamarle pensioni d’oro mi pare un eccesso. Non è chiaro ad esempio che cosa succederà a chi ha diverse pensioni. Si guarderà a ciascuna pensione per il ricalcolo o alla somma? Non è chiaro anche come verranno ricostruiti i contributi passati. È un pasticcio”.

Meglio, semmai, ricorrere allo strumento del contributo di solidarietà, perché a riguardo esiste il riparo di una sentenza della Corte Costituzionale. Andando di forbici, invece, apre la strada ai ricorsi. “Ci saranno di sicuro, e ben fondati”, Alta la possibilità che vengano accolti, e tutto torni com’era prima.

Ma anche così il taglio non riguarderebbe tutti

Oltre alla professoressa Fornero, comunque, ci sono altri che iniziano a fare calcoli sul progetto. Il Giornale oggi ha sentito l’economista Giuliano Cazzola, che giura: il taglio delle pensioni non toccherà alcune categorie che invece rientrano appieno nella casistica dei 4.000 euro netti al mese.

Questo perché “si creerebbe uno squilibrio nel caso di categorie professionali che, per legge, accedono alla pensione in età avanzata come i magistrati e i professori universitari nell'ambito Inps o i notai e i medici per quanto attiene alle casse private”.

Con il ricalcolo contributivo “magistrati, professori e notai vedrebbero il loro assegno incrementato perché se si sono ritirati dal lavoro conservando una quota retributiva nel loro montante contributivo sono già stati penalizzati e ora gli verrebbe restituito quanto perso”.

Intanto Elsa Fornero ribadisce: “quella di Salvini è quasi un’ossessione”.

La madre di Raffale Ariano, il giovane ricercatore finito nell'occhio del ciclone per aver denunciato la capotreno autrice dell'annuncio contro "zingari" e "molestatori", chiede al Presidente della Repubblica di intervenire per fermare l'onda d'odio e le minacce che da giorni incombono sulla sua famiglia.

"Quando un cittadino si trova a temere per la propria incolumità a causa di forze più grandi di lui solo per aver espresso un'opinione, per di più a difesa della pari dignità delle persone e dei principi democratici su cui si fonda il suo Paese, si prospettano tempi bui", scrive Annamaria Abate nella lettera aperta a Sergio Mattarella pubblicata sul sito di Articolo 21.

Da circa una settimana l'uomo (che nella missiva la donna descrive come "un privato cittadino: non un politico, non un opinionista, non una figura pubblica") riceve insulti e minacce via Web.

"Nei giorni successivi, sulla pagina Facebook Ufficiale 'Lega – Salvini Premier', è comparso un post che indicava in Raffaele il responsabile del possibile licenziamento della capotreno con tanto di fotografia, nome e cognome e un link diretto alla sua pagina Facebook con la seguente frase: 'State con la capotreno o con il denunciatore, Raffaele Ariano?'".

Dalla pubblicazione di quel post – sottolinea ancora – "è seguito un vero e proprio linciaggio mediatico da parte di sostenitori della Lega e di gruppi neo-fascisti come CasaPound e Forza nuova, contenenti ingiurie e minacce all'incolumità fisica di mio figlio e della nostra famiglia", "epiteti razzisti, omofobi e misogini, diffamazioni sulla sua professionalità, centinaia di minacce di violenza fisica, con tanto di pubblicazione del nostro indirizzo di casa e promesse di incursioni punitive".

Per la mamma di Raffaele Ariano quanto accaduto è un fatto politico che riguarda la nostra democrazia.

La gravità di quanto accaduto va, però, molto al di là della sua persona: l’aggressione e il linciaggio mediatico che si è riversato su mio figlio, per il sol fatto di aver chiesto pubblicamente il rispetto di principi e valori scritti nella nostra Costituzione, potrebbero colpire chiunque. Quanto accaduto è un fatto politico che riguarda la nostra democrazia. La responsabilità degli insulti e delle minacce da parte degli odiatori del web è certamente personale, ma i cinquantamila commenti sul profilo di un privato cittadino non vi sono arrivati spontaneamente, bensì – per quanto ci risulta – sollecitati e guidati direttamente dalla pagina Ufficiale “Lega – Salvini Premier”. 

È tollerabile in uno Stato di diritto che un privato cittadino possa essere minacciato nella sua incolumità per azioni riconducibili al Ministro preposto all'ordine e alla sicurezza di tutti i cittadini? In un Paese dove il Ministro dell'Interno avesse la possibilità di chiudere la bocca a chi osa dissentire su un qualsiasi tema di pubblico interesse, ci si sente più o meno sicuri?"

Per evitare che anche altri possano in futuro "subire intimidazioni o, addirittura, arrivare a autolimitarsi preventivamente nell'esercizio del diritto alla libertà di manifestazione del pensiero" Annamaria Abbate chiede dunque al Capo dello Stato:

"Altri, in futuro, potrebbero subire intimidazioni o, addirittura, arrivare a autolimitarsi preventivamente nell’esercizio del diritto alla libertà di manifestazione del pensiero. Quando un cittadino si trova a temere per la propria incolumità a causa di forze più grandi di lui solo per aver espresso un’opinione, per di più a difesa della pari dignità delle persone e dei principi democratici su cui si fonda il suo Paese, si prospettano tempi bui.

Confidando nella Sua persona e nel ruolo che ricopre, affido a Lei questi inquietanti quesiti e Le chiedo, rispettosamente, come cittadina e come madre, di valutare un Suo intervento, secondo i Suoi poteri e prerogative costituzionali, a tutela dei nostri diritti di cittadini italiani, del nostro ordinamento e dei valori democratici su cui si fonda.

"Io non vedo il rischio concreto che questo governo sia attaccato, è più una speranza delle opposizioni. E se qualcuno vuole usare i mercati contro il governo, sappia che non siamo ricattabili. A Palazzo Chigi non c'è Berlusconi che rinunciò per le sue aziende". Lo dice, intervistato dal 'Corriere della Sera', il vice premier Luigi Di Maio, commentando l'allarme lanciato dal sottosegretario Giorgetti.

"Le nostre idee – aggiunge – mirano a stabilizzare la situazione economica italiana. I provvedimenti fondamentali del contratto li faremo col massimo rispetto degli equilibri di bilancio, ma anche chiedendo all'Europa di farci fare le riforme che ci permetteranno di abbattere il debito pubblico". "II decreto Dignità aumenterà la produttività delle aziende. La Flat tax e il reddito di cittadinanza ci permetteranno di aumentare la domanda interna".

Per quanto riguarda il deficit di bilancio, secondo il leader pentastellato, "non ci sarà bisogno di sforare", il tetto del 3%. "Con Conte e Tria convinceremo la Ue a farci fare riforme che porteranno all'abbassamento del debito e all'aumento della domanda interna". Nessun problema col Carroccio: "Con la Lega possiamo lavorare cinque anni in piena lealtà. Quanto alle Europee, i numeri dicono che la maggioranza formata da Ppe e Pse non esisterà più, finirà l'epoca dell'austerity e inizierà un nuovo settennato di bilancio espansivo". Di Maio sottolinea poi la necessità, "viste le crisi che ci ha lasciato il precedente governo", di un "decreto legge per ricostituire la cassa integrazione per cessazione". 

“C’è un disegno di legge che sarà approvato nei tempi parlamentari, quindi il nuovo anno scolastico inizierà in regime di decreto Lorenzin. La mamma che si vanta di aver falsificato l’autocertificazione sappia che rischia fino a due anni di galera. La legge va applicata, perché non si gioca con la salute”.

Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio in una intervista al Corriere della Sera. Il leader Cinquestelle chiarisce la posizione del Movimento sul tema vaccini, che così tanto sta dividendo l’opinione pubblica e anche il suo partito in relazione all’obbligo di certificazione sanitaria per l’ingresso a scuola dei bambini delle materne e delle elementari.

“Voglio mettere a tacere qualche idea malsana contro i vaccini – dice Di Maio – Da quando sono capo politico del Movimento non siamo mai stati contro, noi vogliamo che si facciano. Poi quel che noi non vediamo di buon occhio è legare l’obbligo alla frequenza scolastica, invece che introdurlo quando c’è il rischio di epidemie”.

Il ministro M5s dei Trasporti, Danilo Toninelli, torna all'attacco sulla Tav. "Teniamo gli occhi aperti sul cantiere e, come detto, considereremo quale atto ostile ogni decisione che faccia avanzare il Tav prima che arrivi una scelta politica da parte del governo", avverte Toninelli, che accusa: "Nei giorni scorsi il Cipe ha dato il via libera a una serie di modifiche alla cosiddetta 'delibera 30' sul Tav Torino-Lione. Il testo è di fine aprile ed è stato messo a punto dal governo precedente, nonostante – annota – la batosta elettorale appena presa che lo obbligava ad agire solo per gli affari correnti, cioè per quasi nulla. Invece si è comportato come una sanguisuga sulla carne viva del popolo italiano. Ma state tranquilli – conclude – non è nulla  che possa influire in modo decisivo sulla analisi costi-benefici che finalmente stiamo conducendo in maniera seria e obiettiva".

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"A fine agosto i fondi speculativi ci aggrediranno, può accadere quello che è successo a Berlusconi sette anni fa. E l'opposizione, in crisi, farà di tutto per saltarci addosso". È L'allarme che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti affida alle colonne di Libero nella convinzione che "L'Europa e le elìte temono questo governo" legastellato. Giorgetti si dice "preoccupato il giusto. L'attacco – spiega – io me lo aspetto, i mercati sono popolati da affamati fondi speculativi che scelgono le loro prede e agiscono. Abbiamo visto cos'è accaduto a fine agosto nel '92 e sette anni fa con Berlusconi. In estate ci sono pochi movimenti nelle Borse, è un periodo propedeutico a iniziative aggressive nei confronti degli Stati, guardi la Turchia". Ma "se arriva il temporale, apriremo l'ombrello. L'Italia – ricorda Giorgetti – è un grande Paese e ha le risorse per reggere, anche grazie al suo grande risparmio privato. Quello che mi preoccupa è che, nel silenzio generale, gran parte del risparmio italiano è stato portato all'estero e quindi la gestione dei nostri titoli non è domestica".

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Quindi l'Italia è alla mercè del fuoco straniero? "Gliel'ho detto, il governo populista non è tollerato. La Ue teme che, se funziona in Italia, altri Paesi possano imitarci".(

Il governo gialloverde "Durerà finché converrà agli italiani", certo è che "A Lega e M5s converrebbe tornare al voto subito, incassare il consenso e annientare Pd e Forza Italia, ma noi lavoriamo nell'interesse del Paese, non delle nostre botteghe, per questo credo che l'orizzonte non sarà di breve termine. L'accordo è saldo e ne abbiamo dato prova: M5s ci è venuto dietro sull'immigrazione e noi abbiamo tenuto duro sul decreto dignità", sottolinea Giorgetti.

A minacciare il destino dell'esecutivo c'è solo "l'imponderabile, qualche atto o situazione improvvisa alla quale non sappiamo reagire. Poteva accadere sull'immigrazione, se Salvini non avesse tirato fuori l'asso nella manica. È una situazione incredibilmente nuova. Basti pensare che all'inizio tutti erano convinti che la debolezza del governo sarebbe stata la politica estera, che invece si è rivelata il nostro punto di forza". Di qui l'allarme sugli attacchi speculativi esteri e la già sperimentata impennata dello spread.

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