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AGI – Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è tornato a parlare delle possibili evoluzioni del conflitto in Ucraina e delle armi inviate a Kiev dagli alleati. In particolare si è soffermato sulle indiscrezioni dei cosiddetti droni “fuori sacco” spiegando come si tratti di voci non veritiere. “Droni fuori sacco? Lo smentisco, se fosse vero sarebbe un reato perché il ministero della Difesa e lo Stato non ne sono a conoscenza, qualcuno dovrebbe finire in galera”, ha detto ospite de ‘L’aria che tira’ a La7.

“Gli aiuti che arrivano non servono solo per salvare l’Ucraina, sono un freno all’escalation che la guerra potrebbe avere espandendosi, cosi’ invece la guerra resta tra due nazioni e non si allarga”, ha precisato poi il Ministro. “Dobbiamo evitare scenari peggiori, i primi preoccupati di questo sono i paesi europei e della Nato, nessuno vuole una escalation. Tutti auspichiamo l’apertura di un tavolo per la pace”.

“L’Italia – sottolinea ancora Crosetto – invierà le armi per difendersi, lo sto dicendo da mesi. Gli attacchi missilistici contro l’Ucraina sono su obiettivi civili e noi ci siamo resi disponibili a dare un sistema di difesa che consenta agli ucraini di abbattere i missili prima che giungano al suolo“. “Il decreto contiene solo armi difensive e materiale per aiutare a superare l’inverno, dovrebbe essere un decreto inattaccabile anche dal punto di vista pacifista”.

“Non esiste un conflitto tra italiani e russi – ha concluso Crosetto – perché gli italiani continuano ad essere amici dei russi, auspico che tra i popoli i rapporti continuino ad essere quelli di prima di rispetto e amicizia”. Insomma, per il ministro “la contrapposizione esiste, perché Putin ha deciso di invadere Ucraina che noi invece stiamo difendendo”.  

AGI – Ultima Supermedia prima del black-out in vista delle elezioni regionali di febbraio (con cui saranno chiamati alle urne oltre un quarto degli aventi diritto al voto totali in Italia). Anche questa settimana, come quella precedente, il confronto è con il dato di fine dicembre. Perde un po’ di consenso FdI, scende anche il Pd mentre sale il M5s. In calo anche Lega e Terzo polo. In leggera flessione Forza Italia. Meglio Verdi/Sinistra e +Europa.

Supermedia liste

  • FdI 29,7 (-0,6)
  • M5S 17,7 (+0,1)
  • Pd 15,6 (-0,4)
  • Lega 8,5 (-0,5)
  • Terzo Polo 7,7 (-0,2)
  • Forza Italia 6,8 (-0,1)
  • Verdi/Sinistra 3,6 (+0,2)
  • +Europa 2,5 (+0,2)
  • Italexit 2,2 (=)
  • Unione Popolare 1,5 (-0,2)
  • Noi Moderati 1,1 (-0,2)

Supermedia coalizioni 2022

  • Centrodestra 46,2 (-1,3)
  • Centrosinistra 21,7 (+0,1)
  • M5S 17,7 (+0,1)
  • Terzo Polo 7,7 (-0,2)
  • Italexit 2,2 (=)
  • Altri 4,5 (+1,3)

NB: le variazioni tra parentesi indicano lo scostamento rispetto alla Supermedia di un mese fa (29 dicembre 2022)

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 12 al 25 gennaio, e’ stata effettuata il giorno 26 gennaio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Demopolis (data di pubblicazione: 25 gennaio), EMG (16 e 23 gennaio), Ipsos (25 gennaio), SWG (16 e 23 gennaio) e Tecnè (14 e 21 gennaio). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato e’ disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it. 

AGI – Una nuova indagine dell’Università di Toronto pubblicata dall’American Psychilogical Association collega direttamente “il consumo costante di informazioni politiche al maggiore stress e deterioramento del benessere emotivo”. Lo rivela il Paìs, secondo cui “gli autori dello studio sottolineano che un meccanismo di prevenzione contro questo malessere è quello di disconnettersi completamente dall’attualità, ma che ciò scoraggia anche dal partecipare all’attività politica”.

Ovvero, i risultati dimostrano che “la politica è altamente personale, un modello che ha conseguenze potenti per la vita quotidiana delle persone”. E aggiungono che, più in generale, “dimostrando in che modo gli eventi politici hanno un impatto personale sul cittadino medio, compresa la sua salute psicologica e fisica”, la ricerca “rivela l’impatto di vasta portata che i politici hanno al di là dei poteri formali che detengono”. Sostanzialmente, i ricercatori hanno scoperto che “pensare a questioni politiche quotidiane evoca emozioni negative, anche quando ai partecipanti allo studio non veniva chiesto di pensare a eventi politici negativi”.

Ma da dove nasce questo tipo di ricerca e studio? Secondo il quotidiano, i ricercatori hanno avviato lo studio perché si sono resi conto di come il rumore del chiacchiericcio politico “avesse completamente intossicato la propria vita quotidiana” producendo una vera e propria “ossessione viscerale, al di là dell’appuntamento con le elezioni ogni quattro anni o dei grandi eventi politici” perché ciò a cui “ci riferiamo è la politica di tutti i giorni”, ha affermato il professor Matthew Feinberg, dell’Università di Toronto, in quanto “le controversie quotidiane della politica moderna hanno un impatto emotivo” sulle persone.

E per misurare il ciclo di iperpoliticizzazione, alimentato dal consumo costante di notizie in ogni momento della giornata sui telefoni cellulari, gli autori hanno progettato lo studio con quattro diversi esperimenti. Feinberg spiega come i primi due campioni siano stati ottenuti da un gruppo di circa un migliaio di persone, cittadini americani (democratici, repubblicani, indipendenti e non affiliati) che ogni notte registravano le proprie emozioni su un diario. “Un’app per tracciare le emozioni”, riassume Feinberg. Nell’applicazione è stato registrato che la normale esposizione alla politica potrebbe persino generare “stress cronico” nei partecipanti.

Conclusione in sintesi: il consumo passivo del rumore di sottofondo da chiacchiericcio politico influisce negativamente sulla salute mentale, quindi per Feinberg è tutto chiaro: “Se l’informazione non motiva ad agire per cambiare le cose, perché sacrificare il proprio benessere per nulla?” I nuovi dati delle ricerca forniscono perciò una “prospettiva psicologica sul motivo per cui le persone smettono di leggere le notizie”.

Non è un caso, infatti, che proprio il Digital News Report 2021 promosso dal Reuters Institute abbia osservato che il 38% degli spagnoli dichiara di “evitare attivamente le notizie”. In quello studio, si osservava appunto che tra i principali fattori per evitarle c’è proprio quello secondo cui esse “generano stati d’animo negativi, spossatezza e discussioni”. Troppe discussioni.

AGI – Primo confronto pubblico tra i quattro candidati governatori in Lombardia, in vista delle elezioni regionali del 12 e 13 febbraio. La prima ‘tribuna elettorale’ è stata organizzata dal TgR ed è andata in onda su Rai 3 all’ora di pranzo. A sfidarsi, in risposte da un minuto a domanda, sono stati il governatore Attilio Fontana (ricandidato dal centrodestra), Pierfrancesco Majorino (centrosinistra e M5s), Letizia Moratti (Terzo Polo) e Mara Ghidorzi (Unione Popolare). 

La polemica si è accesa in particolare sui temi della sanità e dei trasporti. Per quanto riguarda la prima, prendendo la parola Moratti ha rivendicato: “Sono stata chiamata in un momento di estrema criticità e ho portato la Regione Lombardia a diventare la prima per vaccinazioni” anticovid. A stretto giro la risposta ‘velenosa’ di Fontana che, invece, ha parlato della “grande campagna vaccinale realizzata grazie a Guido Bertolaso”.

Moratti ha poi aggiunto che  “la riforma dovrà rafforzare la sanità territoriale e abbattere le liste di attesa”, questione, quest’ultima, “che prima di me non era stata presa in considerazione”. Insomma, “c’è tanto lavoro da fare”. Anche il governatore uscente conferma l’abbattimento delle liste d’attesa come priorità e aggiunge: “In futuro sicuramente la sanità avrà più attenzione al territorio, grazie alle risorse del Pnrr”. 

Inoltre “nelle case di comunità si svolgeranno le vere prese in carico dei pazienti”, e “ritengo importante mantenere altissimo il livello dei nostri ospedali”. Da parte sua Majorino ha sottolineato che “è inaccettabile che si dica ai lombardi ‘se vuoi farti curare, paga’. E’ una giustizia intollerabile, perché ci sono delle eccellenze” nella sanità, ma non si è tutelato abbastanza l’interesse pubblico. Il programma più “radicale”, comunque, lo ha presentato Ghidorzi, secondo cui “la sanità deve tornare a essere pubblica, la salute non è una merce ma un bene comune”.

Sul trasporto pubblico, il bersaglio principale di Majorino e Moratti è stata Trenord, l’azienda che gestisce i treni regionali. Il candidato del centrosinistra ha sottolineato come Fontana e la stessa Moratti “non hanno fatto nulla fin qui, quando hanno governato”. Perché “una cura sul ferro per sostenere il trasporto pubblico, e siamo tutti d’accordo che si doveva realizzare, poteva partire prima. Come mai non si è riusciti in questi anni? Perché non si è toccata la scatola di Trenord? Quali interessi si stanno tutelando?”. 

Per Majorino “i treni per i pendolari in Regione Lombardia non sono accettabili, chiediamo un sacrificio eccessivo” alle persone che tutti i giorni si spostano per lavorare. La risposta del governatore non si è fatta attendere: “Se non si è intervenuti sul ferro è perché Rfi, una società che fa riferimento a Ferrovie dello Stato, non è intervenuta. La rete appartiene a Rfi, quindi Majorino si dovrebbe vergognare perché i ‘suoi’ governi non hanno fatto fare un metro quadrato di trasporto su ferro”.

Insomma, il trasporto ferroviario “funziona se ci sono treni e linea efficienti. I treni li stiamo comprando, la linea dipende da Rfi, non da noi”. Per questo “abbiamo chiesto un intervento, Rfi ha riconosciuto la fatiscenza della linea e si sono impegnati a investire 14 miliardi. Per ora non hanno fatto niente, confidiamo nel ministro Salvini”. Secondo Moratti “Trenord è inefficiente, un servizio non degno della Lombardia. Noi abbiamo la proposta di mettere a bando il servizio”.

Ghidorzi, invece, ha ricordato che “la Lombardia è la regione più inquinata d’Italia. Il tema dei trasporti è fortemente collegato alla qualità  dell’aria, per noi va disincentivato l’utilizzo del mezzo privato. Si può agire prevedendo un piano per un trasporto pubblico che sia integrato ed efficiente”.

Altro tema divisivo sono state le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Moratti, memore dell’esperienza dell’Expo milanese del 2015, ha chiesto che quell’evento sia “un esempio” anche per i Giochi che “in questo momento presentano ritardi rispetto a impianti e infrastrutture”.

Dunque “ci si deve dare rapidamente una mossa”. Dal canto suo, Majorino ha puntualizzato che sarebbe “uno scempio perdere l’occasione delle Olimpiadi”, ma bisogna farle “in modo sostenibile” guardando agli errori del passato, per evitarli. 

Infine, Fontana ha rassicurato tutti: “Le Olimpiadi sono organizzate tramite una Fondazione, che si occupa della realizzazione dei Giochi, degli eventi sportivi, dell’accoglienza di turisti, e che sta realizzando il suo compito in maniera tempestiva. Ci sono opere pubbliche affidate a Regione Lombardia che sono nei tempi previsti; ce ne sono altre affidate a una società  costituita dal governo, formata con un certo ritardo, ma che sta recuperando. Il commissario nominato dal governo garantisce che l’Olimpiade si realizzerà e sarà una grande Olimpiade”. 

AGI – L’indipendenza della magistratura è pilastro della democrazia, come vuole la Costituzione: è il messaggio lanciato da Sergio Mattarella intervenuto alla cerimonia di commiato dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura uscente.  

Il presidente della Repubblica ha ricordato che è stata “una consiliatura complessa, segnata da gravi episodi che l’hanno colpita. Ciò nonostante, grazie al contributo dei suoi componenti, il Consiglio superiore ha cercato di superare le profonde tensioni prodotte da quelle vicende, per assicurare il corretto funzionamento degli uffici giudiziari”.

 E la magistratura ha le risorse per superare le difficoltà: la bussola è la Costituzione. “La magistratura  – sottolinea Mattarella – ha nei valori costituzionali, nel suo ambito e nella sua storia, le risorse per affrontare le difficoltà e per assicurare, con autorevolezza e credibilità, il rispetto della legalità indispensabile per la vita e la crescita civile della società”.

Autonomia e indipendenza delle toghe sono due fattori irrinunciabili che il Csm deve assicurare. Per il Capo dello Stato “attraverso l’esercizio trasparente ed efficiente del governo autonomo il Consiglio Superiore deve garantire, nel modo migliore, l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione; e deve assicurare agli uffici giudiziari il miglior livello di professionalità dei magistrati, che svolgono con impegno e dedizione la loro attività anche in condizioni ambientali complesse e talvolta insidiose”.  

“Sono certo che il nuovo Consiglio saprà svolgere le sue funzioni nel quadro di corretti rapporti istituzionali, nell’interesse preminente della Repubblica”, ha concluso Mattarella.

AGI – “Matteo Messina Denaro ha avuto una bella vita, ha vissuto all’estero, solo all’ultimo si è trovato in questo paesino. Lui conosce le stragi del ’92 e ’93. Godeva di una rete di protezione di altissimo livello, riusciva a scappare un attimo prima dell’arresto e le indagini hanno dimostrato che veniva avvertito dagli stessi investigatori che dovevano arrestarlo”. L’ex procuratore di Palermo, oggi senatore del M5S, Roberto Scarpinato, parlando al Tg1, ricostruisce non soltanto la figura dell’ex superlatitante, ma spiega anche come si può arrivare all’arresto di un boss del calibro di Messina Denaro, analizzando ogni possibile falla nel sistema di protezione mafiosa.

E traccia anche uno scenario. “Potrebbe rivelare i complici esterni delle stragi del ’92 e ’93, ma si tratta di persone talmente pericolose che non lo farà – aggiunge Scarpinato -. La mia preoccupazione è che passi nell’opinione pubblica l’idea che la mafia sia stata sconfitta e che si smantelli il 41 Bis“.

L’ex procuratore, che si è formato nel pool antimafia di Falcone e Borsellino, spiega anche come si costruisce una latitanza perfetta.  “I mafiosi non ostentano mai la loro ricchezza. Al contrario, si mostrano umili, non hanno mai avuto macchine lussuose, l’ostentazione del lusso è controproducente”. E contesta l’idea che possano esserci retroscena nella fase della cattura. “L’operazione dei Ros è inappuntabile, non c’è alcun aspetto oscuri. È lui che si è comportato in modo strano, usando cellulari e prendendo l’identità di un altro uomo di mafia. C’è qualcosa che non funziona, ma non nelle indagini, quanto all’interno della mafia”. 

 “Salvatore Baiardo è il portavoce della mafia, parla in tv e annuncia che Matteo Messina Denaro verrà arrestato e nonostante questo lui resta dov’era. C’è qualcosa che non va”. Ha aggiunto Scarpinato che però respinge l’ipotesi di un Matteo Messina Denaro “venduto” da unpezzo dell’organizzazione che dirigeva. “No, assolutamente. – dice l’ex Pg di Palermo – Ha cominciato a commettere una serie di errori da principiante, per cui era inevitabile che prima o poi venisse catturato. Non è che Matteo Messina Denaro non era più il capo, è che c’è una struttura che va al di là di Matteo Messina Denaro che dice ‘è chiusa, è finita, quetso è il momento in cui tu ti devi fare arrestare. E anche Matteo Messina denaro deve obbedire”. 

AGI – Sono 129 gli emendamenti firmati anche dal presidente della Lazio, Claudio Lotito, al ‘Milleproroghe’ che si trova all’esame della commissione Bilancio del Senato. Fra questi, ne spiccano tre: la possibilità della sponsorizzazione indiretta delle aziende di betting, il cui marchio non dovrebbe essere come nel resto d’Europa vietato; la possibilità di estendere da 3 a 5 anni con una norma transitoria i diritti televisivi per adeguare anche le nostre norme alla Ue; la possibilità per i giocatori che rientrano da esperienze all’estero di pagare le tasse sul reddito da lavoro e non su quello complessivo.

“Bisogna smetterla di fare i farisei che sono sepolcri imbiancati – ha detto Lotito – Bisogna fare le cose che servono all’economia del Paese e alle persone”.

AGI –  “L’Algeria è un partner affidabile e di rilievo strategico“. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha incontrato ad Algeri il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune. Il governo, ha aggiunto Meloni, “intende rafforzare la collaborazione con l’Algeria in altri campi” oltre a quello dell’energia. 

Il premier italiano ha spiegato che “l’Algeria e’ fondamentale per il Piano Mattei per l’Africa”, ossia “un modello di cooperazione su base
paritaria per trasformare le tante crisi anche in possibili occasioni”. 

Con il premier, anche Claudio Descalzi ad di Eni il quale ha spiegato che “gli investimenti  danno centralità al Nord Africa, sviluppo, occupazione, tecnologie e quindi distendono una situazione che porta all’immigrazione“. “Solo due anni fa l’Algeria fa dava all’Italia circa 21 miliardi di mc di gas, ora 25 miliardi, arriveremo a piu’ di 28 miliardi l’anno prossimo e poi nel 2024/25 ancora di piu'”, ha aggiunto.
Il manager non crede a una eccessiva dipendenza dell’Italia dall’Algeria dal punto di vista energetico. “Bisogna diversificare, non c’e’ solo l’Algeria. C’e’ la Libia, l’Egitto, l’Angola, il Mozambico, gli Stati Uniti. Siamo passati da due grossi fornitori, Russia e Norvegia. La Norvegia rimane, alla Russia se ne aggiungono molti altri”

AGI – Energia, impresa e spazio. Sono cinque le intese tra Italia e Algeria firmate in occasione della visita ufficiale ad Algeri del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel dettaglio, è stato firmato un Memorandum d’Intesa Eni-Sonatrach sulla collaborazione tecnologica nella riduzione del gas flaring (combustione del gas), la valorizzazione e altre tecnologie per la riduzione delle emissioni

Lo scopo del Memorandum è  quello di individuare congiuntamente le possibili attivita’ volte a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra in Algeria, e le migliori tecnologie da utilizzare per giungere a tale riduzione, mediante uno studio condiviso avente ad oggetto la riduzione del gas faring, nonché del venting delle attivita’ operative.

L’Intesa prevede inoltre progetti congiunti sulla riduzione delle emissioni di CO2 nelle strutture produttive di idrocarburi in Algeria.
Il memorandum è stato firmato per la parte italiana dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e per la parte algerina il PDG di Sonatrach Toufik Hakkar.

Siglato anche un memorandum d’Intesa Eni-Sonatrach per la valorizzazione della rete di interconnessione energetica tra Italia e Algeria per una transizione energetica sostenibile.

Il fine del Memorandum è quello di giungere all’individuazione delle migliori opportunita’ per incrementare le esportazioni di energia dall’Algeria verso l’Italia, attraverso lo studio congiunto sull’incremento della capacità di trasporto del gas esistente, la realizzazione di un nuovo gasdotto anche per il trasporto di idrogeno, la posa di un cavo elettrico sottomarino e l’aumento della capacità di produrre gas liquefatto. 

 Firmato inoltre un memorandum di collaborazione tra la Confindustria e il Consiglio del Rinnovamento economico algerino (CREA).

Lo scopo del Memorandum di Collaborazione fra Confindustria e CREA è quello di rafforzare la rete delle imprese italiane in Algeria e delle imprese algerine in Italia. Le due parti si impegnano a definire un piano d’azione coordinato per prevedere iniziative e attivita’ congiunte di promozione internazionale, internazionalizzazione e business matching, da svolgere in formato digitale o in presenza, in Italia e in Algeria, rafforzando così le relazioni economiche tra i due Paesi.
Hanno firmato per la parte italiana il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi e per la parte algerina il Presidente di CREA Kamel Moula.

Siglato anche un memorandum d’Intesa tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) della Repubblica Italiana e l’Agenzia Spaziale Algerina (ASAL). Il Memorandum d’Intesa viene concluso nel quadro del Trattato sui principi che governano le attività degli Stati in materia di esplorazione ed utilizzazione dello spazio extra-atmosferico compresa la Luna e gli altri corpi celesti.

Le aree di cooperazione includono: le scienze dello spazio e l’esplorazione spaziale; la tecnologia applicata allo spazio; l’osservazione della Terra e la formazione. La cooperazione trovera’ attuazione attraverso lo scambio di conoscenza nella materia, l’organizzazione di seminari e workshop, lo sviluppo di progetti di interesse reciproco e l’organizzazione di attivita’ di formazione. Firmano: per la parte italiana il Presidente dell’ASI Giorgio Saccoccia e per la parte algerina il Direttore Generale dell’ASAL Azzedine Oussedik.
Meloni e il Presidente della Repubblica Algerina Democratica e Popolare, Abdelmadjid Tebboune, al termine dei colloqui allargati hanno celebrato il ventesimo anniversario della firma del Trattato di Amicizia, Cooperazione e Buon Vicinato e tra Italia e Algeria (27 gennaio 2003) e hanno sottolineato “l’eccellenza delle relazioni tra i due Paesi, nonché la comune volonta’ di rafforzarle ulteriormente, nel campo politico, economico e culturale”

AGI – Visita della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ai giardini Enrico Mattei di Algeri. La premier, accompagnata dal ministro algerino dell’Energia e dall’ad di Eni, Claudio Descalzi, si è fermata qualche minuto di fronte alla lapide commemorativa dedicata a Mattei e ha fatto una breve passeggiata nei giardini che portano il nome dell imprenditore italiano.

Nato su iniziativa dell’Ambasciata, il giardino dedicato alla memoria di Mattei, è stato inaugurato a novembre del 2021 durante la visita di Stato in Algeria del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il sito, che si trova nel quartiere residenziale di Hydra ad Algeri, è arricchito da uno spazio verde e da una targa in marmo bianco in cui è incisa in alto l’immagine del volto di Mattei, circondata dalle bandiere italiana e algerina.

In basso è presente la seguente scritta in arabo e con la traduzione in italiano: “Personalità italiana, amico della rivoluzione algerina, difensore tenace e convinto della libertà e dei valori democratici, impegnato a favore dell’indipendenza del popolo algerino e del compimento della sua sovranità”. 

 

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