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AGI – Il telefonino è l’oggetto che teniamo più in mano durante la giornata, secondo solo agli strumenti di lavoro, che poi per molti di noi sono sempre ‘telefonini portatili’. L’anno scorso, causa lockdown, lo abbiamo consultato quanto mai in passato, quattro ore di media durante le ore di veglia, che sono circa 16. Un quarto della nostra vita finisce lì, sul touch screen di uno smartphone. 

Nel 2020 si sono moltiplicati i download di app (Facebook, Whatsapp, ma anche TikToc su tutte), gli eventi in streaming che abbiamo seguito sullo schermetto dello smartphone. Partite di calcio o di tennis, concerti, conferenze, riunioni di lavoro, videogame. Il cellulare è più di un device, di un supporto digitale. È una cassetta degli attrezzi sempre aperta, un archivio dove trovare tutto, un negozio con orario continuato e perpetuo, un amico fedele e sempre raggiungibile a cui chiedere consiglio, il peluche con cui dormire (i nostri figli lo nascondono sotto il cuscino per non perdere l’ultima notifica, prima che il sonno demolisca le loro ultime resistenze).

Eppure c’è chi è convinto che lo usiamo, il telefonino, ancora per una minima parte delle sue potenzialità. Un po’ come il nostro cervello. “Fino a ieri lo smartphone era un’arma di distrazione di massa. Il 2020 ci ha insegnato a usarlo come una macchina totale, uno strumento potente. Abbiamo iniziato a fare cose di valore: sul lavoro, nella vita, nelle relazioni. Ora siamo pronti per smettere di restare passivi davanti e utilizzarlo come l’arma più potente che abbiamo per rilanciare i nostri progetti personali e professionali. Abbiamo tra le mani un concentrato di tecnologia potentissimo”. Altro che peluche.

Francesco Facchini è un giornalista friulano, nato e cresciuto nelle redazioni di giornali milanesi scrivendo perlopiù di sport e cronaca (tesi di laurea sul Chievo Verona), che ha anche fondato e diretto un’agenzia di stampa (AlaNews), dopo aver lasciato un lavoro e un posto fisso (redattore a Metro) per un progetto suo (algoritmoumano.it). Da qualche anno si è specializzato sul mobile journalism, il giornalismo realizzato con lo smartphone, attività di cui è diventato un piccolo ‘sacerdote’, per via dei social e di una fitta rete di relazioni che lo hanno sostenuto su questa strada.

Con uno smartphone in tasca non solo si può raccontare una guerra o una partita del Chievo, batte Facchini, ma si può pubblicare un giornale, girare un film, confezionare una presentazione per un Ted. Dov’è la novità? Fino a oggi abbiamo usato il telefono per lavorare in mobilità durante gli spostamenti da un ufficio all’altro, da un computer a un Ipad, mentre eravamo al parco col cane o sul vagone di un metrò, in attesa magari di trovare l’accesso a una stampante. Facchini ha scritto un libro* di oltre 300 pagine per dimostrare che lo smartphone è diventato oggi uno strumento totale, unico nel senso che può fare tutto da solo, non ha più bisogno di annessi tecnologici per sostenere un ciclo produttivo completo, se il prodotto finale si chiama informazione o comunicazione.

Con lo smartphone progetti, realizzi, confezioni, distribuisci, condividi, fidelizzi e incassi – se ci riesci – senza bisogno di altro che non sia la tua intelligenza e la tua creatività.

“Sì – spiega l’autore – si può cambiare la propria vita, trovare (o ritrovare) un lavoro, migliorare la propria carriera, riattivare e far evolvere il racconto della propria attività, piccola o grande che sia. Lo smartphone ci aiuta a rialzare la testa, ci consente di inventare nuovi linguaggi con cui proporci al pubblico. Si possono creare nuovi mercati, proporre prodotti. Si può parlare direttamente alle persone, si può imparare, scoprire, comunicare, viaggiare senza spostarsi, amare senza toccarsi (lo so, è meglio toccarsi…). Per fare tutte queste cose hai un’arma che è diventata davvero potente e che nella tua vita è arrivata in un modo e ora è importante in modi completamente diversi”.

Questo è un libro (scritto in larga parte sullo smartphone) che parla di giornalismo, ma anche di comunicazione in senso esteso. “Parlo di come rilanciare la vita e il lavoro con lo smartphone in questi tempi nei quali ci siamo accorti che questo strumento non è più solo la macchina moltiplicatrice delle nostre distrazioni, ma anche il più importante mezzo di connessione con il mondo e con la società che ci circonda. Lo smartphone era un mitra che ci sparava addosso informazioni e ci voleva passivi, rimbambiti e fermi a guardare, in quei piccoli schermi, messaggi decisi da qualcun altro. Il tutto regalando allegramente dati personali. La pandemia ci ha chiuso in casa per un sacco di tempo, con il solo telefono in mano. Allora ci siamo accorti che quel mitra poteva diventare altro. È diventato un ponte sul quale anche tu puoi caricare dei contenuti e spararli al mondo. Per dire che esisti, per dire cosa fai, per dire dove sei e che strada stai percorrendo. Per dire quali sono le tue qualità, in che lavoro sei eccellente, in che campo sei unico. Ci siamo accorti che lo smartphone è un ponte perché in quarantena è grazie a lui che abbiamo tenuto in piedi le relazioni importanti, abbiamo completato operazioni vitali, creato azioni, personali e professionali, impattanti. Lo smartphone è la migliore arma che abbiamo per rilanciare la nostra vita e il linguaggio da usare è la mobile content creation”.

Diversi i capitoli tecnici, dove Facchini spiega come fare a realizzare format multimediali (molto interessante l’analisi comparata delle diverse piattaforme per la confezione di video e podcast) e dove propone una guida ragionata alla scelta e all’acquisto di uno smartphone.

Ma sono i passaggi ‘motivazionali’ quelli che restano più impressi a chi con un telefonino in mano passa senz’altro quattro ore al giorno, ma forse non aveva mai immaginato che potessero esistere così tante funzioni ‘industriali’ per produrre contenuti anche solo finalizzati a migliorare le proprie performance sui social. Un solo limite, forse, a un testo certamente destinato a durare e a rinnovarsi con periodiche edizioni aggiornate, testo che dovrebbe essere letto da tutti quelli che usano il cellulare per lavoro e non solo per svago: una lieve vena di fanatismo tecnologico che Facchini tradisce in diversi passaggi per il suo/nostro nuovo totem contemporaneo.

Brand journalism: se è mobile è il futuro https://t.co/qgVrZSiN8y

— Francesco Facchini (@frafacchini)
January 20, 2021

Lo smartphone metronomo definitivo delle nostre vite? Fino a ieri solo strumento di evasione e divertimento, al limite di socializzazione, oggi anche motore produttivo autonomo e completo per le nostre quotidiane attività di comunicazione e relazione col prossimo. Un po’ troppo, chissà. Sicuri che se le ore con le dita sul touch screen diventeranno 5 o 6 ogni giorno la nostra creatività ne guadagnerà? Sicuri che avere uno strumento unico che basta a sé stesso per fare tutto migliorerà la nostra visione della realtà, la nostra capacità di intercettare, comprendere nel profondo, fissare e condividere emozioni, anche solo in formato Pdf o Mp4?

Nessuno strumento tecnologico ha avuto negli ultimi dieci anni una diffusione anche solo comparabile a quella del ‘telefono intelligente’. Oggi ce l’hanno e lo usano tutti in ogni parte del mondo per sempre più ore. È diventato quasi un nuovo arto del corpo umano, un terzo occhio, una memoria addizionale per ricordi e progetti. Un’arma buona, come scrive Facchini, una mano formidabile per fare tutto, quasi un ‘sesto senso’. Ma è giusto e davvero conveniente che sempre di più passi tutto di lì?

‘Smartphone Evolution’, di Francesco Facchini (prefazione di Yusuf Omar). 320 pagine, 28 euro  (Dario Flaccovio Editore)

I podcast hanno vissuto una doppia infanzia. La prima dopo nascita: nel 2005, pochi mesi dopo essere comparsa per la prima volta in un articolo del Guardian, “podcast” viene nominata parola dell’anno dal New Oxford American Dictionary. La seconda è di questi tempi: il podcast cresce, ma la maturità pare ancora lontana.

Chi (e quanto) ascolta podcast in Italia

Secondo un sondaggio Ipsos, il 30% degli italiani ascolta podcast almeno una volta al mese, il 4% in più rispetto al 2019. In numeri assoluti, vuol dire 8,5 milioni di persone. Occhio però alla composizione di questa platea: più di un utente su due ha meno di 35 anni; il 22% è laureato e il 10% riveste posizioni professionali elevate; il 61% ha acquistato contenuti online, mentre l’intero comparto del digital audio si ferma al 45%. Altri due dati: il 77% ascolta il podcast mentre fa altro (era l’83% nel 2019) e il 61% segue l’intero episodio. Un utente su due, dopo aver ascoltato un messaggio pubblicitario, compie un’azione (dalla ricerca di informazioni sul marchio all’acquisto). In sintesi: i podcast hanno un pubblico giovane, con profili socio-culturali qualificati, una propensione alla spesa elevata, sempre più attento e partecipe. Tutti elementi estremamente appetibili per gli inserzionisti.

Tanto ascolto, pochi incassi

Nonostante ci siano tutti gli elementi per monetizzare, un’analisi di LoupVentures sottolinea quanto poco incassino i podcast rispetto alle loro potenzialità. Secondo l’Interactive Advertising Bureau, nel 2020 hanno fatturato 810 milioni negli Stati Uniti. Un bel balzo rispetto ai 480 milioni del 2018. Si tratta però del 5% rispetto agli introiti della radio e circa l’1,5% della pubblicità in televisione. Eppure, già oggi, il tempo speso ad ascoltare podcast è il 10% di quello della radio e il 5% di quello passato davanti alla tv. In altre parole: la quota di incassi è minore rispetto all’interesse degli utenti. È tempo di accelerare. Secondo un report di Grand View Research, il mercato globale dei podcast valeva 9,28 miliardi di dollari nel 2019. Tra il 2020 e il 2027 potrebbe crescere a un ritmo medio annuo del 27,5%.

Sfida uno: pubblicità più mirata

Senza aumentare gli utenti non si va da nessuna parte. Ma, a giudicare dai dati, questo non sembra essere un problema: i tassi di crescita sono elevati e il punto di saturazione ancora lontano. Le sfide, secondo LoopVentures, sono altre: massimizzare gli incassi pubblicitari, agevolare suggerimenti e ricerche. Per raggiungere il primo obiettivo sarebbe necessario migliorare la targettizzazione. Cioè creare inserzioni più personalizzate, esattamente come fanno Google e Facebook. Va in questa direzione l’ultima acquisizione di Spotify: lo scorso novembre, la società svedese ha messo le mani su Megaphone, una piattaforma che si occupa proprio di migliore l’efficacia degli annunci nei podcast. Spotify ha spiegato che l’operazione fornirà agli editori “strumenti innovativi per guadagnare di più dal loro lavoro”. Un po’ quello che succede con gli youtuber.

Sfida due: suggerimenti centrati

La seconda sfida riguarda una maggiore efficacia della navigazione. Netflix, Youtube, Spotify, Amazon: tutti suggeriscono contenuti e prodotti che si suppongono affini a quelli già visti, ascoltati, comprati. Nei podcast è una funzione ancora da perfezionare. Eppure indicare i contenuti giusti sarebbe fondamentale, ancor più che per un brano musicale. La ragione è banale: se una canzone non incontra il nostro gusto, può essere saltata dopo pochi secondi. I podcast, invece, durano molto di più. E capire se sono di nostro gradimento richiedono più tempo. Ecco perché avere raccomandazioni efficaci diventa decisivo. Un po’ come fa Spotify creato playlist personalizzate o come fanno migliaia di stazioni radio definendo un proprio stile musicale. Si spiega così la mossa di Apple, che lo scorso settembre ha acquisito Scout FM, una startup che punta a gestire i podcast per “canali radio”, omogenei e personalizzati.

Sfida tre: ricerca più efficace

La terza sfida è spiegata da un dato della ricerca Ipsos: il 37% degli ascoltatori ha trovato un podcast cercando su Internet un argomento di proprio interesse. Una quota (decisamente) superiore a quella degli utenti che inciampano in un podcast perché lo hanno visto sui social (il 22%). È quindi ancora preminente un’azione di ricerca autonoma e attiva. Intercettarla e, in parte, guidarla sarà importante in un ambiente sempre più affollato. Sarà quindi necessario migliorare i sistemi di ricerca, rendendoli più complessi e dettagliati: ad esempio non solo per temi e generi ma anche per autori e ospiti.

L’impegno delle grandi piattaforme

Nel 2008 Amazon ha acquisito Audible. Nel 2017 Google ha assorbito l’app di podcast 60db. Già un paio d’anni fa, Spotify ha dichiarato che il proprio futuro sarebbe stato “audio”, cioè non solo musica. Nel 2021, prevede LoopVentures, Apple potrebbe aggiungere alla sua scuderia un servizio dedicato ai podcast, simile a quelli già attivi per video, videogiochi, musica e informazione.

Certo, gli investimenti delle grandi compagnie non sono garanzia di successo, ma sono (quantomeno) un buon indizio. Per due motivi. Primo: ci vedono lungo e basano i propri investimenti (anche) su dati che (spesso) i concorrenti non hanno. Ma soprattutto perché sono piattaforme in grado di spingere i contenuti sui quali puntano. Una previsione fatta (sotto forma di investimento) da Apple, Spotify, Google o Amazon è già di per sé più attendibile perché Apple, Spotify, Google o Amazon si impegneranno per realizzarla. 

AGI – Cosa succederà l’8 febbraio a chi non avrà accettato i nuovo termini contrattuali con WhatsApp? Nulla, perché la società ha deciso di rinviare di tre mesi l’ultimatum e, di fronte alle critiche montanti e all’esodo verso servizi di messaggistica meno autocratici come Signal e Telegram, di “dare più tempo per il recente aggiornamento”.

Di più: WhatsApp ha deciso di spiegare agli utenti come stanno le cose visto che “il recente aggiornamento ha creato un po’ di confusione”.

“Poiché la circolazione di informazioni errate e non veritiere ha causato preoccupazione, desideriamo fare chiarezza e assicurarci che tutti comprendano i principi su cui ci basiamo” scrivono. Ecco in sintesi cosa sostengono.

Cosa non cambia

  • Tutto ciò che si condivide con familiari e amici rimane tra loro.
  • Le conversazioni personali continueranno a essere protette con la crittografia end-to-end.
  • Né WhatsApp né Facebook possono vedere i messaggi privati. Non viene tenuta traccia delle persone che vengono chiamate o cui vengono inviate messaggi.
  • WhatsApp non può nemmeno vedere la posizione condivisa e non condivide i contatti dell’utente con Facebook.
  • Con questo aggiornamento non aumenta la capacità di condividere le informazioni con Facebook.

Cosa cambia

L’aggiornamento include invece nuove opzioni facoltative che consentono agli utenti lo scambio di messaggi con le aziende che usano WhatsApp e offrono maggiore trasparenza sulle modalità di raccolta e utilizzo dei dati. L’obiettivo è diffondere l’uso di WhatsApp per fare acquisti. Tuttavia, l’azienda ritiene che in futuro saranno sempre di più gli utenti sceglieranno di farlo.

Cosa non succederà l’8 febbraio

WhatsApp ha deciso di posticipare la data in cui richiederà agli utenti di rivedere e accettare i termini. L’8 febbraio, nessun account verrà sospeso o eliminato. In modo graduale, e secondo le tempistiche di ciascuno, gli utenti saranno invitati a rivedere l’informativa prima del 15 maggio, quando saranno disponibili le nuove opzioni business.

AGI – “Viviamo in un mondo mobile-first, in cui molte persone hanno iniziato a lavorare da remoto e a trascorrere più tempo a casa. Con i nostri nuovi smartphone, abbiamo voluto offrire un’esperienza in grado di rispondere alle esigenze multimediali che caratterizzano la nostra vita quotidiana in rapida evoluzione”. Con queste parole TM Roh, Presidente e Head of Mobile Communications Business, di Samsung, ha aperto la presentazione dei nuovi Galaxy S21 5G, S21+ 5G e S21 Ultra 5G, la nuova serie di smartphone della multinazionale coreana. 

Il primo è pensato per chi vuole un design sottile e un display compatto da 6,2”, il secondo ha un display più ampio da 6,7” e una batteria più capiente ed è più centrato per gli amanti del gioco e delle serie tv. Per quanto riguarda l’S21 Ultra, Roh ha parlato di un “esempio di come Samsung stia portando avanti un’innovazione significativa, volta a offrire ai consumatori esperienze personalizzate, che possano arricchire le loro vite e aiutarli a esprimere la propria personalità. Abbiamo voluto fare un altro passo avanti ed espandere i confini delle concrete possibilità di uno smartphone”.

Galaxy S21 5G e Galaxy S21+ 5G sono già in vendita in Italia. Il primo, nella versione da 8GB + 128GB ad un prezzo consigliato di 879 euro e nella versione da 8GB + 256GB ad un prezzo di 929 euro. Il secondo è in vendita nella versione da 8GB + 128GB ad un prezzo di 1.079 euro e nella versione da 8GB + 256GB ad un prezzo di 1.129 euro.  Anche Galaxy S21 Ultra 5G sarà disponibile in vendita da oggi, ad un prezzo che oscilla tra 1.279 e 1.459 euro.

Tripla fotocamera, ia e fermo immagine 8K

La tripla fotocamera con Intelligenza Artificiale di Galaxy S21 5G e Galaxy S21+ 5G è progettata per i momenti in cui si desidera fare scatti più ricercati e avere maggior controllo creativo. Il sistema di lenti è in grado di analizzare e adattarsi alla scena per garantire il miglior scatto possibile in ogni ambiente.

La funzione “Fermo Immagine 8K” permette di ottenere immagini nitide dai video in 8K, mentre “Super Stabilizzatore” garantisce la massima fluidità dei video indipendentemente dalla velocità o dalle condizioni di ripresa, ottimizzando automaticamente tra i 30fps e i 60fps registrando in risoluzione FHD.

La funzionalità “Scatto Singolo”, poi, grazie all’Intelligenza Artificiale permette di ottenere contemporaneamente un’ampia gamma di immagini e video, è stata migliorata con nuove impostazioni come Video in Evidenza e Slow-Mo Dinamico.

Schermo intelligente

Galaxy S21 Ultra 5G è il modello più grande della serie Galaxy S21: ha un display Dynamic AMOLED 2X da 6,8”. Per la prima volta gli utenti non devono più decidere tra la fluidità di una frequenza di aggiornamento da 120Hz e un display Quad HD+: su Galaxy S21 Ultra 5G sono disponibili entrambi.

La frequenza di aggiornamento dello schermo si adatta al contenuto visualizzato, da 10Hz a 120Hz, assicurando la migliore esperienza di visione senza compromettere la durata della batteria. Rispetto a Galaxy S20, S21 Ultra 5G offre  immagini 25% più brillanti. Con un rapporto di contrasto migliorato del 50%, i contenuti sullo schermo risultano nitidi ed immersivi, anche all’esterno.

Infine, come Galaxy S21 5G e S21+ 5G, anche Galaxy S21 Ultra 5G include un sistema di protezione della vista, per ridurre l’affaticamento degli occhi.

Sensore da 108 MP

Il Galaxy S21 Ultra 5G è dotato di quadrupla fotocamera posteriore (ultra-grandangolare, grandangolare e doppio teleobiettivo) che dispone di un sensore da 108 MP, da cui è possibile acquisire foto HDR a 12 bit. È possibile anche registrare in 4K a 60 fps con tutti gli obiettivi, inclusi la fotocamera frontale e le quattro lenti posteriori. Inoltre, grazie all’opzione file RAW a 12 bit, è possibile conservare tutti i dettagli anche per l’editing delle foto.

Disegnare e prendere appunti con la S pen

Samsung ha portato la S Pen su Galaxy S21 Ultra 5G: si potrà disegnare, prendere appunti, editare foto e firmare documenti. È possibile utilizzare la S Pen di un dispositivo Galaxy Note o Galaxy Tab, oppure acquistare una S Pen separatamente.

Per garantire una connettività migliore e più rapida, Galaxy S21 Ultra 5G è uno dei primi smartphone che supporta il Wi-Fi 6E, che offre una maggiore larghezza di banda e una connessione internet quattro volte più veloce, così da poter trasmettere in streaming e condividere contenuti in un batter d’occhio.

Con una connettività 5G ultraveloce e a bassissima latenza, Galaxy S21 Ultra 5G è progettato per fornire download video veloci, oltre a videoconferenze e streaming fluidi. Grazie alle funzionalità Ultra-wideband (UWB) integrate in Galaxy S21 Ultra 5G e S21 + 5G, sarà presto possibile usare Galaxy S21 per sbloccare automaticamente le portiere dell’auto, senza estrarre le chiavi.

AGI – Telegram ha registrato 25 milioni di nuovi utenti nelle ultime 72 ore. Lo ha dichiarato il suo fondatore, Pavel Durov. L’annuncio arriva nel momento in cui WhatsApp, principale rivale dell’app di messaggistica, è al centro di numerose polemiche per via dell’aggiornamento dei termini di utilizzo che consentiranno di condividere più dati con Facebook.

Durov, 36 anni, di cui qualcuno passato in Italia durante l’infanzia, ha dichiarato sul suo canale Telegram che l’app ha registrato oltre 500 milioni di utenti attivi mensili nelle prime settimane di gennaio e “25 milioni di nuovi utenti si sono uniti a Telegram solo nelle ultime 72 ore”.

Durov non cita mail l’app rivale, ma spiega che, a suo avviso, “la gente non vuole più scambiare la propria privacy con servizi gratuiti”.

I nuovi termini di WhatsApps hanno suscitato critiche in quanto gli utenti extraeuropei che non accettano le nuove condizioni prima dell’8 febbraio saranno tagliati fuori dall’applicazione di messaggistica. Durov martedì ha detto che Telegram è diventato il “più grande rifugio” per quanti cercano una piattaforma di comunicazione privata e sicura e ha assicurato ai nuovi utenti che il suo team “prende questa responsabilità molto seriamente”.

Telegram è stata fondata nel 2013 dai fratelli Pavel e Nikolai Durov, che hanno anche fondato il social network russo VKontakte. Una delle caratteristiche che l’hanno resa popolare è il rifiuto di collaborare con qualsiasi autorità e di consegnare le chiavi di cifratura dei messaggi, il che ha portato al suo divieto in diversi Paesi, tra cui la Russia. Anche se sul finire dello scorso anno Mosca ha annunciato che revocherà il divieto. 

@arcamasilum

Lo ZTE Axon 20 5G, il primo smartphone 5G con fotocamera sotto il display, è disponibile per l’acquisto anche in Italia, ma solo sul sito web ZTE. Al momento non sono pèrevisti accordi con gli operatori, né con catene di negozi fisici.

A differenza di tutti gli altri smartphone in commercio (a esclusione di quelli con pop-up camera),  Axon 20 non ha alcun notch o foro sul display OLED FHD+ da 6,92 pollici a 90Hz. Per riuscirci sono stati usati materiali più trasparenti, chip a doppio controllo, circuiti driver unici, matrice speciale di pixel e il un algoritmo per il selfie usato dalla telecamera frontale alloggiata in modo invisibile sotto lo schermo, dove sono alloggiati anche il sensore di luminosità, l’altoparlante e il sensore per le impronte digitali 

L’esperienza 5G 

Axon 20 5G è dotato di una tecnologia d’antenna potenziata per garantire un’esperienza 5G ultraveloce. La Super Antenna 2.0 della ZTE è un’antenna PDS all’avanguardia con un design integrato a 360 gradi surround e una tecnologia intelligente di sintonizzazione ad anello chiuso, che può migliorare la stabilità della connessione di rete e la velocità di download. 

Sul fronte dle comparto fotografico è dotato di una telecamera principale super HD da 64MP che supporta video ad alta risoluzione 4K a 60 fps, scene super notturne e video HDR in tempo reale in condizioni di illuminazione multipla. Inoltre, gli obiettivi principali e il grandangolo supportano la stabilizzazione dell’immagine,

Le prestazioni

Alimentato dalla piattaforma Qualcomm Snapdragon 765G, Axon 20 5G è dotato di un motore di ottimizzazione del sistema a scenario completo di nuova generazione. La batteria da 4.220 mAh può supportare la ricarica rapida da 30W e ha una modalità di risparmio energetico da 5G che migliora la durata della batteria del 35%. Le capacità di dissipazione del calore sono migliorate grazie a un sistema a triplo livello, che include la circolazione del raffreddamento a liquido, il cuscinetto termico in nanofibra di carbonio e il materiale in grafite. 

È disponibile in due colori: nero mezzanotte e giallo alba e pesa 198 grammi.

Gli auricolari

ZTE ha presentato anche gli auricolari TWS – gli ZTE Livebuds. Grazie ai due microfoni ad alta definizione all’interno, utilizzano la riduzione del rumore ambientale ENC con l’inclusione di un chip intelligente di riduzione del rumore che sopprime il 90% del rumore ambientale.

Axon 20 5G costa 449 euro  e le LiveBuds ha un prezzo 39,90.

 

Tcl, il colosso dell’elettronica di consumo da 300 milioni di clienti in 160 Paesi, si è alleato con Google per conquistare il mondo delle smart-tv.

Sul palco (per la prima volta virtuale) del CES di Las Vegas ha lanciato la Google Tv attraverso una partnership che porterà su schermi QLED, Mini-LED e 8K l’offerta di intrattenimento del grupo di Mountain View.

Sarà disponibile da subito negli Stati Uniti, per poi arrivare nel resto del mondo. “Siamo entusiasti di collaborare con TCL per portare Google TV ai clienti di tutto il mondo. Google TV è un’esperienza TV utile e piacevole che aiuta gli utenti a trovare i contenuti che amano” ha dichiarato Shobana Radhakrishnan, Senior Engineering Director Google TV.

Ma al di là dei proclami e dei buoni propositi, che  cosa sarà possibile vedere su Google TV?

Film, programmi, programmi TV in diretta e altro da tutte le app e gli abbonamenti organizzati per gli utenti. Integrerà suggerimenti personalizzati che consentiranno agli utenti di scoprire cose nuove da guardare, controllare i dispositivi domestici intelligenti e anche fare domande a Google sul grande schermo.

Non solo Google Tv, TCL ha anche presentato una nuova linea di smartphone, la Serie 20, che combina un design ispirato alla natura, prestazioni di livello, con  due modelli 5G, un’immagine migliorata, e una maggiore durata della batteria. Ha lanciato nuovi prodotti Alcatel con due smartphone (dotati di fotocamere con Intelligenza Artificiale) e di un tablet: Alcatel 3L, Alcatel 1S e Alcatel 1T 7 WiFi. 

E poi ancora, nuovi prodotti wearable: gli occhiali Wearable Display, gli auricolari premium MOVEAUDIO S600 True Wireless e l’ultimo MOVETRACK Pet Tracker.

L’AI per la visualizzazione adattativa

La Serie 20 di smartphone è dotata degli ultimi display realizzati da TCL e della nuova generazione di tecnologia NXTVISION, che fornisce miglioramenti in tempo reale nell’esperienza di visualizzazione di video e immagini. Tra i vantaggi apportati, una migliore conversione da SDR a HDR, una calibrazione ottimizzata del colore e maggiori caratteristiche di sicurezza per gli occhi. I dispositivi della Serie 20 includono anche un motore di visualizzazione dedicato di nuova generazione, combinato con software AI per consentire funzioni di visualizzazione adattiva, e la nuova tecnologia di miglioramento visivo, che consiste in un algoritmo che rileva in modo intelligente l’illuminazione dell’ambiente e distingue le diverse scene per migliorare automaticamente luminosità, accuratezza dei colori, chiarezza e contrasto. “Quest’anno – ha sottolineato Aaron Zhang, CEO di TCL Communication – i nostri dispositivi mobili a marchio TCL evidenziano una crescente attenzione al rafforzamento del nostro ecosistema, rendendo la connettività 5G più accessibile e conveniente per le persone di tutto il mondo, senza compromettere le caratteristiche e il design premium di TCL”.

L’innovazione “accessibile” Alcatel

“La nostra prossima generazione di smartphone Alcatel – ha precisato Stefan Streit, Global Marketing General Manager di TCL Communication – ridefinisce l’innovazione come accessibile e si sforza di soddisfare le esigenze sempre mutevoli dei nostri consumatori”,  “I consumatori richiedono sempre più spesso fotocamere dotate di AI, e noi abbiamo risposto assicurando che queste siano una caratteristica standard nella nostra ultima linea di smartphone”.

AGI – Connettività 5G su due schede sim contemporaneamente e più antenne, per connessioni veloci anche in condizioni di congestione del traffico. Tripla fotocamera posteriore da 48 megapixel con sensore di profondità da 2 megapixel e un obiettivo macro da 2 megapixel.

Queste in sintesi le caratteristiche di Redmi Note 9T 5G, nuovo smartphone di fascia media lanciato da Xiaomi. La compagnia di Pechino, terzo produttore mondiale di smartphone (secondo i dati di ottobre 2020, con 46,5 milioni di smartphone, il 42% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ha superato Apple) ha presentato anche lo smartphone entry – level Redmi 9T e i nuovi dispositivi dell’ecosistema Xiaomi: Mi Smart Clock e Mi 360 Home Security Camera 2K Pro.

Redmi Note 9T sarà disponibile (nella versione 4GB+64GB) dal 25 gennaio al prezzo di 269,90 euro. La configurazione da 4GB+128GB sarà invece disponibile su mi.com e presso Mi Store Italia al prezzo di 299,90 euro.

“Durante lo scorso anno, abbiamo assistito al ruolo fondamentale svolto dalla tecnologia nell’aiutarci a continuare la nostra vita e rimanere in contatto gli uni con gli altri. Il nostro impegno per un futuro inclusivo e sostenibile va di pari passo con la nostra incessante ricerca di innovazione per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei consumatori: dalla riduzione dell’impronta di carbonio dei nostri prodotti, alla fornitura di una suite di funzioni di accessibilità, all’offerta di un un’esperienza visiva senza precedenti che si adatta allo stile di vita di ogni utente”. Queste le parole con cui JH Han, President of Visual Display Business di Samsung, ha aperto il suo First Look 2021, appuntamento (per la prima volta virtuale) in cui la compagnia coreana ha presentato la nuova gamma di TV: Neo QLED e Lifestyle TV, annunciando inoltre che da quest’anno i televisori Samsung saranno dotati di un telecomando a energia solare che può essere ricaricato dalla luce del sole ma anche dalle luci di casa, o tramite usb.

Tutto questo a pochi giorni dal CES 2021 di Las Vegas, la più importante fiera del mondo dedicata all’elettronica di consumo. Di accessibilità, sostenibilità (miglioramento dell’efficienza energetica, impiego di materiali riciclati e riduzione al minimo del testo e delle grafiche sull’imballaggio ecologico) e innovazione ha parlato anche Bruno Marnati, Head of Audio Video di Samsung Italia. “Il nostro impegno nell’innovazione, nel DNA di Samsung da sempre, deve andare di pari passo con la costruzione di un futuro inclusivo e sostenibile”.

In particolare Samsung ha presentato una tecnologia display nuova, Neo QLED, nei suoi modelli di punta 8K (QN900A) e 4K (QN90A), portando la tecnologia QLED a un livello ulteriore grazie a una nuova sorgente luminosa, il Quantum Mini LED, controllata dalla tecnologia Quantum Matrix e dal processore Neo Quantum, un potente processore di immagini ottimizzato per Neo QLED. I modelli 2021 Neo QLED 8K e 4K di Samsung presentano poi funzionalità smart che arricchiscono il ruolo della TV, supportando le esigenze di fitness, intrattenimento e smart working dei consumatori.Samsung ha presentato anche la nuova gamma di Lifestyle TV. The Frame 2021 ha una dimensione della cornice dimezzata rispetto ai modelli precedenti. Le nuove cornici personalizzabili sono disponibili in cinque opzioni di colore e in due diversi stili personalizzabili.

AGI – Telemedicina, cloud, sport femminile e informazione sul 5G: sono i trend in crescita nel 2021 secondo la ventesima edizione del report Deloitte “TMT Predictions”. Lo studio analizza le tendenze di tecnologia, media e telecomunicazioni che potrebbero influenzare consumatori e aziende nei prossimi mesi.

Uno dei trend innescati da Covid-19 a livello globale è stato il ricorso alla telemedicina, tra cui le visite mediche effettuate tramite video. Oltre ad aver reso necessario l’abbattimento di alcune barriere normative, i pazienti sono stati spinti a comprendere e utilizzare le app di videochiamata, soprattutto gli ultrasessantenni. Lo studio prevede che la percentuale di medici e pazienti disposti ad adottare soluzioni virtuali salirà al 5% a livello globale nel 2021, rispetto all’1% stimato nel 2019.

Lockdown e lavoro da remoto hanno accelerato la crescita del mercato cloud, che nel 2020 ha registrato tassi più elevati rispetto al 2019. Tra il 2021 e il 2025, si prevede che l’aumento dei ricavi rimarrà superiore al 30%. Il mercato esce quindi rafforzato dalla pandemia. “È ormai sotto gli occhi di tutti che la pandemia ha portato con sé un’accelerazione tecnologica senza precedenti, soprattutto in Italia”, afferma Andrea Laurenza, TMT Industry Leader, Deloitte Central Mediterranean.

Gli eventi sportivi, tra annullamenti, spostamenti e assenza di pubblico, sono stati condizionati nel 2020. Tuttavia, spiega il rapporto, sono rimaste intatte le prospettive di crescita. Soprattutto in due direzioni: la maggiore capitalizzazione degli sport femminili e l’utilizzo delle tecnologie digitali per allenarsi. Nei prossimi anni, prevede Deloitte, il mercato degli sport femminili supererà il miliardo di dollari, grazie a una crescente capacità di attrarre il pubblico televisivo e gl sponsor.

Le bufale sui danni del 5G sono dure a morire. Soprattutto in Italia, che tra i Paesi analizzati è penultimo per conoscenze sulle nuove tecnologie di rete. Sarebbe quindi necessario “un tempestivo e adeguato piano di informazione che educhi i consumatori affinché vengano opportunamente arginate le paure” associate al 5G.

“Anche se persistono alcune resistenze come nel caso del 5G – spiega Laurenza – il nostro Paese sta vivendo un incremento dell’alfabetizzazione digitale sia a livello di consumatori sia di aziende, ed è fondamentale capitalizzare questi cambiamenti per ottimizzare il rilancio socio-economico post Covid”.

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