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AGI – C’è chi viene dal gaming, come Fjona Cakalli, ideatrice di Games Princess; chi si sta affermando nel mondo della moda come Aya Mohamed e Sumaia Saiboub; chi come Macy Fancy ci regala uno sguardo sulla black beauty, inseguendo il desiderio di mostrare i mille volti e le tante sfaccettature che ci rendono speciali. E ci sono anche la campionessa di nuoto paralimpica Arianna Talamona, che ha trasformato la malattia da cui è affetta in un’opportunità, e Francesco Spedicato, che vuole intrattenere, emozionare e divertire quante più persone possibili attraverso i suoi disegni.

Sono alcuni dei 10 italiani, che fanno parte dei 150 creator digitali emergenti e provenienti da tutto il mondo, che si sono distinti per la capacità di realizzare contenuti video e format originali, coinvolgenti e interattivi sulle app di Meta. A rivelare i loro nomi è la società di Mark Zuckerberg in occasione della presentazione di Creators of Tomorrow, campagna pensata per mettere in luce i talenti che, a livello globale, stanno contribuendo alla nascita di una nuova ondata di contenuti digitali, creativi e originali.

“Parallelamente al  nostro costante impegno nello sviluppo del Metaverso – ha fatto sapere la società – lavoreremo per  aiutare i creator a farsi strada nelle loro carriere, favorendo loro l’accesso a strumenti, formazione e risorse all’avanguardia, per testare e sperimentare in prima persona nuove opportunità e innovazioni”. I Creators of Tomorrow saranno anche protagonisti a novembre a Londra, presso la Tate Britain, di un evento che permetterà loro  di conoscersi: un’occasione per far emergere la loro creatività, imparare gli uni dagli altri e trarre ispirazione per la creazione di contenuti.

I magnifici 10 creator italiani

Fjona Cakalli

Content creator, speaker, tech influencer, conduttrice TV, ma anche caporedattrice e imprenditrice digitale, Fjona Cakalli è nata a Tirana nel 1987 in una famiglia di primi ballerini dell’Opera. È arrivata in Italia a quattro anni. Nel 2011 ha creato Games Princess, sito italiano dedicato ai videogiochi e gestito da ragazze e nel 2013 ha dato vita a TechPrincess.it con l’intento di avvicinare le persone al mondo della tecnologia spiegandola con termini semplici. Nel 2014 apre il canale YouTube, Driving Fjona, in cui si parla di auto in modo leggero e divertente e nel 2019 ha co-fondato l’azienda TechDream, un’agenzia creativa che si occupa di marketing e comunicazione. Ad aprile le è stata affidata la conduzione della eSerie A TIM | eFootball PES 2021, il primo campionato ufficiale di esport targato Lega Serie A.

Aya Mohamed

Attivista e fashion e beauty creative, Aya Mohamed, è nata in Egitto e cresciuta a Milano. Conosciuta sui social come @milanpyramid, ha unito il suo interesse per la moda con la sua volontà di battersi per i diritti sociali. 

Sumaia Saiboub

“Mi è sempre piaciuto raccontare storie e in un modo o in un altro ho sempre sentito che sarebbe stato quello che avrei fatto, quello che non sapevo è che sarebbe stata proprio la mia a interessare – dice di sé Sumaia Saiboub – per questo sono grata ai social: sono le uniche piattaforme in cui tutti hanno la possibilità di raccontarsi in maniera autentica andando oltre le aspettative (fin troppo spesso legate a stereotipi) che la società ha su di te”.

Eugenia Longo

Nata a Milano, 24 anni, Eugenia Longo è laureata in Economia e Gestione Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha appena ultimato un master in Fashion and Luxury Brand Management ed esprime la propria creatività nel segno della self-acceptance. “Negli ultimi anni il mio focus sui social e nella vita si è spostato sul settore della moda – ha raccontato – i miei social rappresentano me, la mia storia, la mia passione e come io vivo ogni giorno con questi elementi e spero che questa commistione possa motivare altre persone ad essere ogni giorno loro stesse”.

Cibosupersonico

Il progetto di Francesca Fariello e Chiara Ratti è nato per condividere e sperimentare nuove espressioni della cucina a base vegetale, che mettono in tavola con cene e cooking classes dedicate alla scoperta di esperienze culinarie innovative e sensoriali. Attraverso i social documentano i loro progetti per abbattere l’inquinamento. 

Chiara’s Cakery

Chiara nel 2016 ha creato il suo blog “Chiara’s Cakery” per mostrare a tutti quanto sia bella e divertente la pasticceria, condividendo foto e video step by step delle sue ricette. Il suo sogno è quello di rendere questa passione un vero lavoro e fare ogni giorno ciò che più ama.

Macy Fancy

Nata in Costa d’Avorio e cresciuta in Italia, Macoura, questo il suo nome, è una lifestyle, fashion e beauty content creator. “Sono laureata in Scienze Politiche, sono appassionata di tutto ciò che riguarda la comunicazione digitale. Il mio lavoro è il perfetto ponte fra la mia professione e la mia personalità creativa ed attenta ai dettagli. Sui social sono conosciuta come Macy, consapevole del forte impatto dei social oggi, cerco di essere un esempio positivo. Condivido la mia quotidianità, le mie idee e i valori in cui credo. Il mio desiderio è fare realizzare, alle ragazze, alle donne di oggi e a quelle del futuro che la nostra voce vale e conta in questo mondo. In una società come la nostra con mille volti e sfaccettature, spesso sono le nostre a essere nascoste”.

Arianna Talamona

Arianna è nata con una malattia rara ereditaria, nel 2019 è diventata campionessa del mondo di nuoto e nel 2020 ha vinto una medaglia d’argento alle paralimpiadi di Tokyo. Oltre a essere un’atleta, dal 2016 ha iniziato ad usare i social per raccontare la sua quotidianità e la disabilità dal suo punto di vista, con ironia e un po’ di stile. Arianna racconta le sue giornate tra un nuovo sport, il triathlon, la sua vita di coppia (si è sposata da poco) e le sue tante passioni, come la moda

Francesco Spedicato

Nato a Lecce, Francesco Spedicato, 22 anni, sin da piccolo ha amato essere creativo e non appena ha imparato ad impugnare una matita, ha iniziato a buttare giù schizzi che tentavano di riprodurre le copertine delle vecchie cassette dei cartoni animati o quelle dei dischi dei suoi cantanti preferiti. I suoi contenuti spaziano dai disegni tradizionali (con tecniche differenti) a mini tutorial o brevi cover acustiche di canzoni ed ancora fotografie e video della sua quotidianità. “Grazie ad Instagram ho la possibilità di ispirare, intrattenere, emozionare e divertire quante più persone possibili. Insieme, questi fattori costituiscono il motore che mi spinge a continuare a creare e a condividere contenuti con la mia community. Ora mi definirei un content creator full time e allo stesso tempo studio Scienze della Comunicazione all’Università di Lecce, cercando di poter realizzare il mio sogno, ovvero far diventare le mie passioni la mia professione”.

Ceppeland

Giuseppe Casciano, in arte ceppe, sfrutta a pieno le sue competenze professionali ed artistiche muovendosi trasversalmente tra attività tecniche e creative. Videomaker specializzato in effetti visivi, programmatore, musicista polistrumentista e social media manager, riesce a fondere le sue capacità al fine di creare una figura ibrida, polivalente, dinamicamente attiva 24/7. “Sostanzialmente un bot”.

AGI – Aggiornamenti dal mondo della connettività: il traffico dati da mobile ha raggiunto i 100 Exabyte al mese, cioè 1000 miliardi di byte. È successo nel secondo trimestre di quest’anno, secondo Ericsson Mobility Report. Il volume è cresciuto dell’8% rispetto al trimestre precedente, del 39% in un solo anno ed è raddoppiato nel giro di due anni e mezzo.

La lievitazione dei dati si spiega, come l’ormai consueta combinazione tra l’aumento degli abbonamenti a banda larga e una fruizione (sempre più focalizzata sui video) che esige un consumo di dati maggiore.

Tra aprile e giugno, il numero di abbonamenti di tipo mobile broadband è aumentato di 100 milioni di unità, arrivando a un totale di circa 7,2 miliardi, con un incremento del 6% anno su anno. Oggi l’86% delle Sim in circolazione sono legate a un abbonamento alla banda larga mobile. Permettono, in altre parole, di accedere a Internet e app.

L’Lte è la generazione dominante: gli abbonamenti sono 5 miliardi, ossia il 60% di tutti gli abbonamenti mobili. Quelli 5G sono ancora molti meno (690 milioni in tutto il mondo) ma crescono in modo sostenuto (+70 milioni nel trimestre , contro i 77 milioni dell’Lte).

Non è una novità che il tasso di penetrazione degli abbonamenti mobile superi il 100% (è al 106%). Vuol dire, in sostanza, che sulla Terra ci sono più Sim attive (8,3 miliardi) che esseri umani. Nel secondo trimestre, la spinta è arrivata soprattutto da Cina (10 milioni di abbonamenti in più), India (+7 milioni) e Indonesia (+4 milioni).

“Il 4G è ancora oggi l’unico modo con cui miliardi di persone in tutto il mondo accedono a Internet”, afferma Andrea Missori, amministratore delegato di Ericsson in Italia. “Il 5G agirà da catalizzatore per l’evoluzione. Le nuove reti sono implementate non solo per continuare a supportare la crescente domanda di dati e per abilitare nuovi casi d’uso in ambito industriale e consumer, ma anche per aiutare a ridurre il consumo di energia e contribuire alla transizione ecologica”.

AGI – Il primo drone cinese a energia solare ha effettuato il 4 settembre il suo primo test di volo. Qimingxing 50 (anche o Morning Star-50), questo il suo nome, sviluppato dall’Aviation Industry Corporation of China,  è decollato sabato a Yulin, nella provincia dello Shaanxi nella Cina nord-occidentale, ed è atterrato senza intoppi dopo 26 minuti di volo, completando con successo il suo volo inaugurale con tutti i sistemi funzionanti.

Il Qimingxing-50 è il primo grande drone a utilizzare una configurazione a doppia fusoliera ed è spinto da sei motori elettrici alimentati da batterie solari: i pannelli solari sono posizionati sulle ali, che hanno una lunghezza complessiva di 50 metri. Grazie all’energia solare, il drone può rimanere in volo per molto tempo

Qimingxing-50 è progettato per operare in quello che viene definito “near space”, quella parte dell’atmosfera terrestre ad altitudini comprese tra 20 e 100 chilometri, che comprende porzioni della stratosfera, della mesosfera e della termosfera inferiore, sopra le altitudini degli aerei di linea commerciali, ma al di sotto dei satelliti in orbita.

Sarà utilizzato come sostituto dei satelliti per la ricognizione ad alta quota, il monitoraggio degli incendi e la mappatura aerea. I servizi satellitari non sono sempre disponibili a causa del numero limitato di satelliti e degli orari relativamente fissi dei passaggi. Non solo. I servizi satellitari possono anche essere sabotati in tempo di guerra. I droni poi sono più economici.

A livello internazionale, pochi Paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno sviluppato droni a energia solare che possono volare fino a 20 mila metri. Il record mondiale della più alta altitudine raggiunta da un drone a energia solare, 29.524 metri, è stato stabilito dall’Helios Prototype degli Stati Uniti, sviluppato dalla società tecnologica AeroVironmentInc in California, nell’agosto 2001.

AGI – Fendi, casa di moda del gruppo Lvmh, ha lanciato  sulle piattaforme di Meta, Instagram e Facebook, Faster by Fendi e Masterpiece by Fendi, due effetti di Realtà Aumentata, sviluppati grazie alla tecnologia Spark AR di Meta. Entrambi gli effetti hanno al centro le scarpe sneaker Faster, tra i prodotti più recenti.

Secondo quanto riportato dalla società “ogni mese sono oltre 700 milioni le persone che interagiscono con effetti di realtà aumentata su Meta”. Fendi ha debuttato nel Metaverso in occasione della presentazione della collezione uomo autunno inverno 2022/23. Poco prima aveva anche lanciato un portafoglio per criptovalute.

Faster by Fendi, disponibile per Stories e Reels, sia su Facebook che su Instagram, si propone come un’esperienza interattiva che invita le persone a cercare la sneaker Faster, come un tesoro sepolto. Avviando l’effetto dal proprio cellulare e puntando lo schermo su un luogo qualsiasi dello spazio circostante, gli utenti trasformeranno l’ambiente in cui si trovano in un sito archeologico dove cimentarsi in scavi virtuali. Tra le principali innovazioni di questo effetto c’è l’utilizzo del rilevamento delle mani (hands tracking). Questa funzionalità utilizza la mano ripresa dal cellulare come input e consente alle persone di giocare con il movimento in modo naturale e realistico.

È disponibile anche Masterpiece by Fendi. L’effetto AR si geo-attiva unicamente a Roma in prossimità del Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur, sede dell’Headquarter Fendi. Una volta attivato l’effetto, basterà inquadrare con il proprio telefono il cartello posto all’ingresso dell’headquarter per vedere comparire un cubo di marmo. L’effetto invita le persone a cimentarsi nella scultura, plasmando il blocco di pietra virtuale, da cui poi prendono forma le sneaker Faster. 

Spark AR di Meta, con cui sono stati sviluppati gli affetti, è una piattaforma che permette a una comunità di creator e sviluppatori di realizzare effetti AR che possono supportare l’espressione e la comunicazione dei brand. Il software Spark AR Studio consente ai creator e ai brand di progettare, testare e pubblicare queste esperienze AR su Facebook, Messenger e Instagram.

AGI – iPhone 14, tre nuovi modelli di Apple Watch e anche AirPods Pro aggiornati. Al netto dei mille rumors che circolano sulla Rete, gli esperti sono concordi che saranno questi i nuovi prodotti che Apple presenterà all’evento che la compagnia ha organizzato il 7 settembre allo Steve Jobs Theatre all’Apple Park di Cupertino (“Far out” il suo nome). Dati in rampa di lancio anche a iOS 16 e watchOS 9. E il visore per realtà mista? No, per quest’anno non se ne dovrebbe parlare. 

A circa dieci giorni dall’invio dei primi inviti e quando manca una manciata di ore all’appuntamento (in presenza e in streaming), l’attesa è tutta per la nuova linea di smartphone. L’iPhone 14 sarà disponibile in blu e viola intenso, con un caricabatterie da 30 W più veloce (ma il telefono stesso probabilmente non sarà ancora dotato di USB-C ) e 256 GB di spazio di archiviazione. Secondo l’analista Ming-Chi Kuo l’iPhone 14 sarà lanciato in 4 modelli (iPhone 14, iPhone 14 Max, iPhone 14 Pro e iPhone 14 Pro Max): quello standard sarà sostenuto dall’A15, lo stesso processore dell’iPhone 13, mentre iPhone 14 Pro e Max saranno equipaggiati con il nuovo A16. iPhone 14 avrà anche un display sempre attivo, una fotocamera da 48 megapixel e uno schermo senza tacca (il notch).  

Secondo 9to5Mac, Apple utilizzerà lo spazio extra così ricavato tra i due ritagli per visualizzare in modo più evidente gli indicatori di privacy per la fotocamera e il microfono, a cui gli utenti potrebbero essere in grado di attingere per ulteriori informazioni su ciò che sta attualmente accadendo. Sempre secondo 9to5MacApple potrebbe ottimizzare la sua app Fotocamera per i suoi dispositivi Pro spostando alcuni dei suoi controlli, come il pulsante flash e autofocus nella parte superiore dello schermo, con altri alloggiati direttamente sotto il ritaglio.

Apple si prepara a lanciare anche tre nuovi modelli di Apple Watch: Watch Series 8, un SE rinnovato e un nuovo modello “Pro” robusto e progettato per gli atleti che praticano sport estremi. Watch Series 8, secondo il giornalista di Bloomberg Mark Gurman , l’orologio sarà dotato di un nuovo chip S8 e potrebbe essere dotato di un sensore di temperatura che rileverà se hai la febbre, oltre a funzionalità di monitoraggio della fertilità. Per quanto riguarda l’Apple Watch “Pro”, sempre Gurman ritiene che potrebbe essere dotato di un “display da quasi 2 pollici” più grande che è “più resistente agli urti”. Potrebbe anche sfoggiare una custodia in “metallo resistente”.

 Per quanto riguarda i nuovi AirPods Pro si parla di un nuovo design, di sensori per il monitoraggio del fitness, del supporto per l’audio senza perdita di dati e del Bluetooth 5.2, che utilizza un nuovo codec che dovrebbe trasmettere l’audio in modo più efficiente, consentendo una qualità audio superiore o un utilizzo ridotto della batteria. 

Dopo l’evento di settembre, Apple potrebbe inoltre organizzare un ulteriore evento a ottobre per mostrare i suoi nuovi iPad e Mac: qui gli analisti si aspettano un nuovo iPad Pro dotato di M2 e un iPad entry-level con il chip A14. Si dice anche che Apple rilascerà tre nuovi Mac, tra cui un Mac Mini, Mac Pro e MacBook Pro, tutti con il chip M2 di Apple. Probabilmente anche iPadOS e macOS Ventura arriveranno in questo periodo.

AGI – La transizione è completa. Con il lancio sul mercato del flagship Magic 4 Pro e la presentazione, sul palcoscenico dell’Ifa di Berlino, della serie 70, Honor ha completato il percorso per affrancarsi definitivamente dal marchio da cui era derivato: Huawei.

Ancora alle prese con la costruzione di una nuova identità e con il lancio del suo sistema operativo, dei suoi Mobile Services e della sua app gallery, il colosso è stato costretto a lasciare libera la sua costola che ha acquisito personale e tecnologia – all’avanguardia soprattutto nella fotografia e nelle batterie – e ha iniziato una nuova vita. Indipendente al punto da aver sviluppato una propria interfaccia mobile – Magic Os – e una app per collegare gli smartwatch.

Ifa 2022 è la prima edizione in persona dopo la pandemia e la prima dopo la separazione di Honor da Huawei. Non poteva esserci occasione migliore per presentare la ‘nuova’ Honor e i nuovo prodotti, alcuni dei quali non vedremo in Italia.

Al mercato italiano è destinato l’Honor 70, un device di fascia media – costa 549 o 599 euro a seconda della configurazione con 128 o 256 giga di storage – che grazie a alla funzione ‘Solo Cut’ permette ai creatori di contenuti che vogliono scegliere il protagonista della loro storia di creare ‘vlog ritratti’ che riprendono una persona specifica in un video di gruppo e due video ad alta definizione contemporaneamente.

Honor ha presentato in anteprima MagicOS 7.0, un sistema operativo per la collaborazione intelligente basato su Android, PC e sistemi operativi IoT, che abbraccia standard aperti per facilitare la collaborazione tra smartphone, tablet, PC e altri prodotti IoT.

In sostanza gli utenti potranno controllare un laptop, uno smartphone e un tablet Honor utilizzando un’unica tastiera e un unico mouse. Grazie a questa funzione, si potranno trascinare i file da un dispositivo all’altro senza alcuna interruzione e digitare testi sullo smartphone o sul tablet con la tastiera del laptop.

Per rafforzare il suo portafoglio di prodotti ha presentato anche il portatile MagicBook 14 e il tablet Pad 8, che però per il momento non vedremo in Italia, e ha anticipato l’arrivo in Europa degli smartphone pieghevoli.

Lo smartphone portato a Ifa monta una doppia fotocamera principale che comprende una Super Sensing da 54MP con un sensore IMX800 da 1/1,49 pollici e una fotocamera Ultra-Wide e Macro da 50MP. Honor 70 è alimentato da Qualcomm Snapdragon 778G Plus 5G e supporta GPU Turbo X e OS Turbo X, per reggere attività pesanti, tra cui l’editing video.

AGI – Huawei non ha nessuna intenzione di lasciare il mercato europeo. Alcuni giorni fa le parole di Ren Zhengfei, ceo del colosso cinese, sulla necessità dell’azienda di ‘sopravvivere’ a tempi difficili e sulla possibilità di abbandonare alcune piazze aveva lasciato pensare che l’Europa fosse uno di quei teatri da cui ritirarsi, soprattutto per l’improvvisa ostilità di alcuni governi nei confronti delle infrastrutture 5G made in China e per il bando all’uso dei servizi di Google sui suoi smartphone.

Eppure Huawei resterà in Europa, come ha assicurato all’AGI William Tian, presidente di Huawei CBG per l’Europa occidentale, e anzi rilancia, diversificando la platea di prodotti e puntando sui pc portatili e sugli indossabili pensati per lo sport e la salute.

Le attrezzature Huawei per le reti 5G erano utilizzate massicciamente dai provider europei che, dopo i dubbi sollevati dalle intelligence occidentali sulla sicurezza delle reti, sono stati convinti ad abbandonarle in favore di prodotti europei come Ericsson e Nokia.

Un colpo letale per Huawei la cui posizione era stata già pesantemente compromessa dalla marginalizzazione nel settore degli smartphone. “Non abbandoniamo il mercato europeo” assicura Tian, “per via della situazione economica le vendite di smartphone sono crollate e i costi sono aumentati, ma è una sfida per tutto il mercato. Abbiamo dovuto diversificare, ma siamo convinti che in Europa ci sia spazio per i nostri smartphone e vogliamo continuare a lavorare con i partner europei”.

Per questo all’Ifa di Berlino è stata presentata la nuova serie di smartphone di fascia media, con Nova 10 e Nova 10 Pro , con la convinzione che a medio termine l’ecosistema formato dal sistema operativo Harmony insieme agli Huawei Mobile Services (Hms) e all’AppGallery saranno accolti dal mercato come terzo player insieme a iOS e Android da una parte e App Store e Play Store dall’altra.

Diversa la partita giocata nel campo dello smart office, con il  lancio del nuovo portatile della serie X (un computer che monta Windows e costa circa 2.200 euro), e della salute, con il nuovo smartwatch della serie D, certificato per il monitoraggio della pressione arteriosa, l’ECG e la saturazione. “La nostra visione di lungo termine” insiste Tian, “è focalizzata sull’Intelligenza artificiale, lo smart office, la smart home, la salute e l’intrattenimento”. Tutti settori però molto ben presidiati dai competitor che possono contare sul sostegno incondizionato di un partner importante come Google con il suo derivato Android.

AGI – Il social non è più solo intrattenimento: diventato agorà, è ormai un canale necessario per i partiti. Ma si ritrova a fare i conti con la disinformazione. E con una domanda: si può parlare di politica in un minuto? Dai balletti al voto. TikTok ha smesso di essere il social dei playback. Lo è ancora, ma non è solo quello. A differenza di altri grandi social network, TikTok è sempre stato votato all’intrattenimento puro e non si è mai proposto come agorà. Eppure lo è diventato.

E qui, come sempre, la situazione si complica. Un social che diventa luogo pubblico di discussione attira idee, messaggi, ma anche bufale e disinformazione. Facebook se ne è accorto con Cambridge Analytica, TikTok quest’anno, durante la guerra in Ucraina. Come la pubblicità, la comunicazione politica è, in un certo senso, laica: non bada al palcoscenico ma va ovunque ci sia una platea da raggiungere. Ecco perché TikTok sta diventando centrale anche in tema di elezioni, soprattutto in quelle americane di midterm.

I precedenti elettorali (poco incoraggianti)

Già nelle elezioni federali tedesche dello stesso anno, un rapporto della Mozilla Foundation aveva definito gli sforzi del social per arginare la disinformazione “largamente senza successo”: video segnalati “in modo improprio” e “account falsi” che si fingevano politici o influenti personalità tedesche suggerivano “che la piattaforma non riesce a far rispettare le proprie linee guida”.

In vista delle elezioni presidenziali colombiane, alcune video-bufale sono state tra i contenuti più condivisi, mentre Ferdinand “Bongbong” Marcos è stato eletto presidente delle Filippine anche grazie a una strategia social che ha riscritto, ripulito e mitizzato la storia della sua famiglia e di suo padre, il dittatore Ferdinand Marcos.

Nelle elezioni in Kenya dello scorso agosto la Mozilla Foundation ha individuato 130 video e 33 account che “manipolano la realtà” o “incitano all’odio”. “La nostra indagine mostra come i contenuti falsi prosperino su TikTok, ottenendo in alcuni casi un coinvolgimento maggiore rispetto ad altre piattaforme”, ha spiegato l’autore Odanga Madung.

Il problema della moderazione

Dopo la pubblicazione del rapporto sulle elezioni in Kenya, TikTok ha rimosso alcuni dei video incriminati. Ma le falle sembrano strutturali: oltre agli algoritmi – sempre perfettibili – ci sarebbe una moderazione che non avrebbe né il tempo né le risorse “adeguate per limitare la disinformazione elettorale”. Un ex moderatore ha infatti confermato che spesso gli incaricati della revisione “non conoscono il contesto” di un contenuto e non sono quindi in grado di capire se un video viola le norme della piattaforma. Anche perché i moderatori vengono incoraggiati a correre parecchio, al ritmo di un migliaio di video al giorno. In sostanza – ha spiegato l’ex dipendente del social network, “non c’era modo di identificare se un video era reale o falso”.

La conclusione della Mozilla Foundation è quindi dura: “Piuttosto che imparare dagli errori di piattaforme come Facebook e Twitter, TikTok sta seguendo le loro orme, ospitando e diffondendo disinformazione politica”.

Il social è il messaggio

Adesso che si avvicinano le elezioni di midterm, con un volume di contenuti decisamente superiore a quello keniano, il tema della disinformazione si ripropone con ancora maggior forza, anche per alcune caratteristiche proprie di TikTok.

L’app incrocia video, audio e testo. Seppur brevi, quindi, si tratta di contenuti complessi, che accavallano voce e immagini presi da contesti differenti, giocando spesso sull’ironia e sul paradosso. Come confermato dal caso Kenya, è quindi molto più difficile moderare un video di TikTok rispetto a un tweet o a un post di Instagram. E se lo è per un umano, figurarsi per l’intelligenza artificiale, che tutto è fuorché ironica.

Anche la brevità che caratterizza i post è un elemento che orienta i contenuti. Il limite originario dei 15 secondi si è allargato, ma la durata consigliata per essere efficaci si aggira comunque attorno ai 20-30 secondi. È raro che video più lunghi riescano a diventare virali. È una tendenza che riguarda – bene o male – tutti i social (e non solo i social), ma in TikTok è più accentuata. Argomentare un concetto politico in così poco tempo diventa quindi complicato. Tendono a fare più presa messaggi diretti, divisivi, brevi.

La capacità di intercettare i gusti della platea è inoltre ancora più importante rispetto ad altre piattaforme. L’algoritmo e il funzionamento dell’app propongono e premiano contenuti popolari, anche quando vengono pubblicati da utenti con un numero di follower ridotto. È chiaro che essere seguito conta, ma i singoli contenti di totali sconosciuti hanno la possibilità di diffondersi rapidamente.

TikTok e le elezioni di midterm

Negli Stati Uniti (ma non solo) e su TikTok (ma non solo) l’attenzione si sta alzando in vista delle elezioni di midterm, in programma a novembre. Fino a ora, personalità vicine al partito repubblicano sono state più abili nel comprendere e intercettare lo spirito di TikTok. L’onda lunga dell’assalto al Campidoglio non si è ancora esaurita. Advance Democracy, Ong che studia i fenomeni legati alla disinformazione, ha di recente individuato sei hashtag che sostengono le teorie del complotto, tra le quali quella della vittoria truccata di Joe Biden. Nel solo mese di luglio hanno avuto 38 milioni di visualizzazioni, prima che la piattaforma intervenisse per rimuovere alcuni contenuti.

Anche i Democratici, però, hanno capito la forza di TikTok e stanno provando a sfruttarla. Il comitato del partito ha creato un hub online per coordinare i contenuti e lo stile di canali social e influencer con simpatie democratiche. “Il nostro obiettivo è fornire ai sostenitori e ai volontari gli strumenti per condividere il nostro messaggio con i loro network”, ha spiegato a The Verge Shelby Cole, vice responsabile del marketing del comitato. Si tratta di contenuti pubblicati da diversi utenti, ma accomunati da alcuni elementi grafici e dal tentativo di discutere un argomento in modo più approfondito. Cioè in parte contro la brevità ed estemporaneità genetica di TikTok.

La strategia non convince l’editorialista di Vox Rebecca Jennings: “I democratici stanno provando a conquistare TikTok con fatti e sfumature, ma l’algoritmo ricompensa l’opposto”. Qualcosa però si muove: da quando è stato lanciato, lo scorso febbraio, l’hub ha formato circa mille sostenitori e contribuito a pubblicare video visualizzati 83 milioni di volte.

Le contromisure (già viste?)

Come già fatto da altre piattaforme in passato, con alterni successi, anche TikTok ha garantito il suo impegno per “proteggere l’integrità della piattaforma, in particolare durante le elezioni”. Le inserzioni politiche a pagamento sono vietate. I creator verranno istruiti per evitare che infrangano le regole. Il social sta sviluppando un “Elections Center”, con l’obiettivo di diffondere “informazioni autorevoli” e utili tra chi si mostra interessato ai contenuti elettorali.

Post e profili autorevoli legati alle elezioni di midterm verranno accompagnati da specifiche etichette, promuovendo l’uso di hashtag più istituzionali, come #elections2022 e #midtermelections.

Oltre alla consueta miscela di moderazione umana e tecnologia per intercettare contenuti contrari alle norme della piattaforma, TikTok sta collaborando con alcune organizzazione per verificare l’attendibilità dei post. Nel caso in cui siano borderline, non verranno oscurati ma penalizzati dall’algoritmo.

La lista delle azioni e delle promesse non è molto diversa da quella stilata in passato da Facebook o Twitter. Il social controllato da ByteDance afferma però di aver “imparato dalle passate esperienze elettorali”. Si spera.  

AGI – Mentre Apple si prepara a svelare i nuovi modelli la prossima settimana, lo smartwatch ha trovato un pubblico inaspettato: i bambini di appena 5 anni. I genitori lo ritengono affidabile? A che scopo? La risposta è semplice: per raggiungere e rintracciare i propri figli, mentre gli schermi in miniatura mitigano problemi come la dipendenza da Internet, scrive in un servizio il New York Times. E così negli Stati Uniti sempre più spesso i genitori sono inclini ad acquistre orologi Apple e li allacciano al polso di bambini di 5 anni.

Insomma, sembra che ormai bambini e adolescenti siano diventati un mercato sproporzionatamente ampio per gli orologi intelligenti. Per esempio in un sondaggio del 2020 promosso dalla banca di investimento Piper Sandler sui teenagers americani, il 31% ha affermato di possedere uno smartwatch. Nello stesso anno, il 21% degli adulti negli Stati Uniti ha dichiarato di possederne uno, secondo il Pew Researche Center.

Annota in proposito il quotidiano: “L’uso degli orologi intelligenti come gadget per bambini mostra come il pubblico di un prodotto tecnologico di consumo possa trasformarsi in modi inaspettati. Ha anche dato nuova vita all’Apple Watch, che è stato presentato nel 2015 ed è stato variamente posizionato come un fitness tracker, una dichiarazione di stile o un modo per liberarsi da un iPhone”. Tant’è che “Apple ha deliberatamente trasformato l’orologio in un dispositivo che può essere attraente per i bambini e i loro genitori”.

One third grader said he actually wanted a smartphone. “But the watch is still really, really nice.”

Parents are increasingly buying Apple Watches and for the wrists of children as young as 5. The goal: to use them as a stopgap cellphone for the kids. https://t.co/fMibeQhH7Z

— The New York Times (@nytimes)
September 2, 2022

Così proprio nel 2020, la società ha rilasciato l’Apple Watch SE, che aveva meno funzionalità rispetto a un modello premium e aveva un prezzo inferiore di $ 120. Apple ha anche introdotto Family Setup, che è un software che “consente ai genitori di tenere traccia delle posizioni dei propri figli, gestire l’elenco dei contatti e limitare le notifiche”. Uno strumento di controllo e al tempo stesso di loro assoluta tranquillità…

Le mosse della società della Silicon Valley per rendere l’Apple Watch un cellulare adatto ai bambini hanno richiesto circa tre anni. E una delle preoccupazioni principali ha riguardato l’autonomia della batteria, poiché l’orologio consumava più energia di un iPhone. Ora Apple prevede di competere presto in modo più aggressivo per i giovani clienti di smartwatch e la società ha poi diffuso una dichiarazione di Jeff Williams, il direttore operativo, che ha affermato: “Per i membri della famiglia che non hanno un iPhone, Apple Watch offre una straordinaria serie di funzionalità che possono aiutarli a rimanere in contatto con i propri cari, essere più attivi e stai al sicuro”, anche se ormai qualsiasi tecnologia venga utilizzata dai bambini solleva interrogativi sui rischi e sui danni possibili. La filosofia dello smartwatch risponde però a questo criterio di un genitore verso i propri figli: “Vuoi essere in grado di contattarli, ma non vuoi che passino tutto il giorno su uno schermo”.

AGI – Twitter, la piattaforma di microblogging co-fondata nel 2006 da Jack Dorsey e al centro di una battaglia giudiziaria con Elon Musk, sta testando la possibilità di modificare i post. “Speriamo che con la disponibilità di ‘modifica tweet’, twittare diventi più accessibile e meno stressante “, ha fatto sapere la società dul proprio blog. Ogni utente dovrebbe “essere in grado di partecipare alla conversazione in un modo che abbia più senso”.

Il pulsante di modifica verrà concesso prima ai dipendenti di Twitter per effetturare test interni e poi, “entro la fine del mese”, agli utenti del servizio di abbonamento, Twitter Blue. La società alla fine, anche se non ha specificato quando, prevede di dare a tutti la possibilità di modificare i propri tweet.

if you see an edited Tweet it’s because we’re testing the edit button

this is happening and you’ll be okay

— Twitter (@Twitter)
September 1, 2022

“Il test sarà inizialmente localizzato in un singolo paese e si espanderà man mano che osserviamo come le persone utilizzano la funzione. Presteremo inoltre molta attenzione all’impatto della funzione sul modo in cui le persone leggono, scrivono e interagiscono con i Tweet”.

Per evitare che il pulsante di “modifica tweet” diventi uno dei preferiti tra chi diffonde disinformazione e fake news, Twitter ha aggiunto delle misure di sicurezza. Gli utenti potranno apportare modifiche solo entro 30 minuti dopo la pubblicazione del tweet originale. Dopo una modifica, il tweet riporterà un’etichetta per mostrare che è stato modificato. Facendo clic sull’etichetta, gli utenti potranno vedere la cronologia delle modifiche.

La possibilità di editare i tweet era molto attesa dagli oltre 237 milioni di utenti della piattaforma, che potranno finalmente modificare un tweet dopo averlo pubblicato. Una feature richiesta perfino da Elon Musk: “Dov’è la funzione di modifica quando ne hai davvero bisogno!?” twittava nel 2019.

Da quando Twitter è stato lanciato nel 2006, le basi per utilizzarlo sono state semplici e sempre uguali: si scrive un tweet, si pubblica e si affrontano le conseguenze di errori di battitura e grammaticali. Il pulsante di modifica è quindi forse il più grande cambiamento nel servizio di social media dal 2017, da quando Twitter ha aumentato il limite di caratteri per i messaggi, da 140 a 80 caratteri.

Man mano che Twitter è passato da un servizio di nicchia a una piattaforma globale, sempre più utenti hanno iniziato a chiedere un modo per modificare i propri post. Alcuni hanno commesso errori di battitura nei loro tweet chiedendo un pulsante di modifica per correggere i loro errori di battitura. Ebbene, dopo 15 anni, nove mesi e 22 giorni, il pulsante modifica potrebbe diventare realtà.

Ma perché è passato tanto tempo?

La società ha sempre sostenuto che c’era qualcosa di nobile nel lasciare gli errori in mostra. Un utente potrebbe modificare un tweet dopo che è già stato ampiamente condiviso, scambiando un messaggio benevolo con uno fuorviante. Qualcuno che avesse ritwittato una dichiarazione potrebbe perdere l’aggiornamento, trasmettendo inavvertitamente un tweet con cui non era più d’accordo.

Più recentemente, però, Twitter ha iniziato a riconsiderare un pulsante di modifica, proprio cercava di far crescere il suo servizio e di attirare persone che potrebbero essere più attente alle loro parole.

Nel 2020, Twitter ha lanciato Fleets, una funzionalità che eliminava i post degli utenti dopo 24 ore. Che non ha preso piede. Questa settimana, l’azienda ha introdotto Circles, una funzionalità che consente alle persone di pubblicare messaggi a un sottoinsieme più piccolo di 150 follower. 
 

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