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Pubblicano storie, fanno dirette e pubblicizzano prodotti 'in sordina': sono i re e le regine di Instagram e attraverso il social network influenzano il popolo del Web. I più bravi? Chiara Ferragni, che con il suo blog "The blonde salad" è diventata una degli influencer più famosi in assoluto. E poi Gianluca Vacchi e molti altri. Ma il 2017 è anche l’anno della definitiva consacrazione di Instagram, il celebre social network delle foto che è diventato più amato di Youtube e Facebook. 

I numeri di Instagram

L'impatto di Instagram nella società è confermato dai numeri: oltre 700 milioni di utenti attivi ogni mese a livello internazionale, quasi 4000mila foto pubblicate e circa 8500 like ogni secondo, 14 milioni di utenti solo in Italia. 

Leggi anche: Perché è giusto regolare la pubblicità occulta degli influencer

La ricetta vincente

Ma perché Instagram è il social network più amato? Principalmente per il fatto che è facile da utilizzare (77%) e permette di raccontare una storia semplicemente utilizzando una foto (68%). Allo stesso tempo però riesce a collegare fra loro utenti sparsi in tutto il mondo (59%) e non richiede un’attività costante (47%). Una forza che si conferma tale soprattutto in alcuni ‘mondi’, come il food (19%), la moda (34%) e la musica (17%).  Instagram è diventato forte al punto da aver creato una vera e propria categoria sociale, quella degli “Instagrammer”. 

Dalla Ferragni a Vacchi, chi sono gli Instagrammer

Si tratta generalmente di personaggi noti al gran pubblico, che sfruttando la propria immagine, sponsorizzano un brand, un evento o una campagna sociale. Ma chi sono le “stelle di Instagram”?  Secondo una classifica condotta da Found! per i Macchianera Internet Awards (#MIA17), che premieranno il 15 settembre gli influencer più forti della rete, la medaglia d’oro va a Chiara Ferragni, seguita da  Gianluca Vacchi e da Mariano di Vaio. A stabilirlo è l’ultima classifica di Audisocial, realizzata dall’analisi di un algoritmo in costante aggiornamento che tiene conto di followers, like, livello di interazione con gli utenti, numero di commenti, periodi di attività.

Leggi anche: Chiara Ferragni prende una botta in testa e fa tutto da sola

La classifica degli influencer

La classifica assegna a tutti gli influencer in rete un punteggio da 0 a 5, escludendo i personaggi che non sono “nativi digitali”, il cui successo è nato su altri media rispetto alla rete. Il punteggio delle classifiche di settore viene espresso in millesimi. Gli Instagrammer sono generalmente fashion blogger (68%), modelli (62%), sportivi (54%), cantanti (43%), coppie celebri (40%) e attori (38%). ‘Mostri sacri’ come Chiara Ferragni (con 10 milioni di follower) che raccoglie ‘i migliori risultati’, pari ad un minimo di 1.200.000 ‘mi piace’, quando posta foto in cui amoreggia con il fidanzato Fedez, oppure il modello Mariano Di Vaio (5.900.000 follower) che raggiunge il suo apice o quando si mostra a torso nudo o in compagnia di moglie e figlio neonato, oppure ancora l’imprenditore Gianluca Vacchi (10.200.000) che ha raggiuto numeri da record quando ha postato video dei suoi ‘balletti’, raggiungendo fino ad 11.000.000 di mi piace’.

La graduatoria di Youtube

Per quanto riguarda Facebook, invece, il modello e fashion blogger Mariano Di Vaio batte il comico e conduttore Frank Matano, che precede di poco Lodovica Comello. Ai piedi del podio troviamo Fatto in casa da Benedetta, che con le sue ricette è in grado di coinvolgere tutti i tipi di utente, e la blogger milanese Veronica Ferraro.

Leggi ancheSiamo tutti influencer? Vacanze e voli pagati se li racconti sui social

Su Youtube vince Favij

Per quanto riguarda Youtube non c’è discussione. Re incontrastato è Favij, che con i suoi tutorial sui videogames vanta quasi 4 milioni di iscritti al suo canale. Completano il podio IPantellas e St3pny componente dei Mates. Appena staccati Dexter e l’altro membro dei Mates Anima.

Lodovica Comello regina di Twitter

Su Twitter stravince Lodovica Comello, molto attiva su questo social. Sul secondo gradino del podio troviamo la giornalista e speaker radiofonica Selvaggia Lucarelli seguita dalla giovane influencer Sofia Viscardi. Seguono la youtuber e vlogger Greta Menchi e Frank Marano.

Instagrammer, l'ultima frontiera degli influencer

Secondo gli esperti a funzionare è il forte legame che si instaura tra il personaggio e un brand che viene ‘raccontato’ attraverso e loro immagini postate: “Gli Instagramer rappresentano l’ultima frontiera degli influencer – commenta Saro Trovato, esperto di media e fondatore di Found! – il loro grande potere sta nella loro capacità di veicolare messaggi dal forte contenuto virale attraverso l’utilizzo di quello che è il mezzo più comprensibile a tutti: una foto. Il messaggio arriva alla fonte in maniera chiara e forte senza filtri, facendo leva sul desiderio inconscio, ed illusorio, di poter entrare nella vita degli altri e condividere parte del suo fascino e glamour”.

C'era una volta il blogger

“Una volta erano i blogger – commenta Gianluca Neri, fondatore dei Macchianera Internet Awards – a dettare legge in rete. Erano le uniche figure emergenti che potevano entrare in contatto con milioni di utenti. Ora, anche grazie alla diffusione sempre maggiore degli smartphone, sono gli instagramers i nuovi idoli della rete. I loro punti di forza? Sono incisivi, empatici e comprensibili per le masse”.

Italiani pazzi per i social: ecco perché 

Ma perché gli italiani utilizzano i social? Secondo gli esperti il motivo principale risiede nel fatto che sono in grado di distrarre nei momenti liberi (42%) e permettono di restare in contatto con parenti e amici (30%). Allo stesso tempo però consentono di essere costantemente collegati con il mondo (15%) e sono un buono strumento di informazione (8%). In particolare Facebook e Instagram vengono usati per pubblicare foto (75%) e per scambiarsi chat (65%), ma anche per postare video (55%) e fare “dirette” (42%). E, sorpresa, Instagram (62%) batte Facebook (55%) per indice di preferenza. Una buona parte degli italiani non può fare a meno di Youtube (48%) e Twitter (32%), considerato però, al tempo stesso, troppo elitario. Chiudono la classifica Pinterest (25%) e Snapchat (22%). Per quanto riguarda l’utilizzo medio, la maggior parte degli utenti dello Stivale ci passa in media 2 o 3 ore al giorno (38%), con una buona parte che ne passa una media di 1 o 2 ore (27%). In calo quelli che passano sui social meno di 1 ora al giorno (20%) o più di tre (15%).

Gli influencer dettano le regole del mercato 

“Oggi gli influencer ricoprono un ruolo molto importante nella comunicazione aziendale – afferma Gigi Mazzeschi, organizzatore dei Macchianera Internet Awards -. Infatti l’influencer marketing è il canale che consente il tasso d’acquisizione più alto, tant’è che un’azienda su 3 ha un budget dedicato a questa attività e ha dichiarato di volerlo incrementare. Dalle foto alle Instagram Stories, gli influencer diventano il punto di contatto privilegiato per legare efficacemente i consumatori ai brand. A garanzia di un rapporto così delicato infine, Instagram, sta sperimentando un tool che consenta di chiarire quando un post è sponsored, anticipando le richieste di trasparenza del garante su tale tema”.

Pubblicano storie, fanno dirette e pubblicizzano prodotti 'in sordina': sono i re e le regine di Instagram e attraverso il social network influenzano il popolo del Web. I più bravi? Chiara Ferragni, che con il suo blog "The blonde salad" è diventata una degli influencer più famosi in assoluto. E poi Gianluca Vacchi e molti altri. Ma il 2017 è anche l’anno della definitiva consacrazione di Instagram, il celebre social network delle foto che è diventato più amato di Youtube e Facebook. 

I numeri di Instagram

L'impatto di Instagram nella società è confermato dai numeri: oltre 700 milioni di utenti attivi ogni mese a livello internazionale, quasi 4000mila foto pubblicate e circa 8500 like ogni secondo, 14 milioni di utenti solo in Italia. 

Leggi anche: Perché è giusto regolare la pubblicità occulta degli influencer

La ricetta vincente

Ma perché Instagram è il social network più amato? Principalmente per il fatto che è facile da utilizzare (77%) e permette di raccontare una storia semplicemente utilizzando una foto (68%). Allo stesso tempo però riesce a collegare fra loro utenti sparsi in tutto il mondo (59%) e non richiede un’attività costante (47%). Una forza che si conferma tale soprattutto in alcuni ‘mondi’, come il food (19%), la moda (34%) e la musica (17%).  Instagram è diventato forte al punto da aver creato una vera e propria categoria sociale, quella degli “Instagrammer”. 

Dalla Ferragni a Vacchi, chi sono gli Instagrammer

Si tratta generalmente di personaggi noti al gran pubblico, che sfruttando la propria immagine, sponsorizzano un brand, un evento o una campagna sociale. Ma chi sono le “stelle di Instagram”?  Secondo una classifica condotta da Found! per i Macchianera Internet Awards (#MIA17), che premieranno il 15 settembre gli influencer più forti della rete, la medaglia d’oro va a Chiara Ferragni, seguita da  Gianluca Vacchi e da Mariano di Vaio. A stabilirlo è l’ultima classifica di Audisocial, realizzata dall’analisi di un algoritmo in costante aggiornamento che tiene conto di followers, like, livello di interazione con gli utenti, numero di commenti, periodi di attività.

Leggi anche: Chiara Ferragni prende una botta in testa e fa tutto da sola

La classifica degli influencer

La classifica assegna a tutti gli influencer in rete un punteggio da 0 a 5, escludendo i personaggi che non sono “nativi digitali”, il cui successo è nato su altri media rispetto alla rete. Il punteggio delle classifiche di settore viene espresso in millesimi. Gli Instagrammer sono generalmente fashion blogger (68%), modelli (62%), sportivi (54%), cantanti (43%), coppie celebri (40%) e attori (38%). ‘Mostri sacri’ come Chiara Ferragni (con 10 milioni di follower) che raccoglie ‘i migliori risultati’, pari ad un minimo di 1.200.000 ‘mi piace’, quando posta foto in cui amoreggia con il fidanzato Fedez, oppure il modello Mariano Di Vaio (5.900.000 follower) che raggiunge il suo apice o quando si mostra a torso nudo o in compagnia di moglie e figlio neonato, oppure ancora l’imprenditore Gianluca Vacchi (10.200.000) che ha raggiuto numeri da record quando ha postato video dei suoi ‘balletti’, raggiungendo fino ad 11.000.000 di mi piace’.

La graduatoria di Youtube

Per quanto riguarda Facebook, invece, il modello e fashion blogger Mariano Di Vaio batte il comico e conduttore Frank Matano, che precede di poco Lodovica Comello. Ai piedi del podio troviamo Fatto in casa da Benedetta, che con le sue ricette è in grado di coinvolgere tutti i tipi di utente, e la blogger milanese Veronica Ferraro.

Leggi anche: Siamo tutti influencer? Vacanze e voli pagati se li racconti sui social

Su Youtube vince Favij

Per quanto riguarda Youtube non c’è discussione. Re incontrastato è Favij, che con i suoi tutorial sui videogames vanta quasi 4 milioni di iscritti al suo canale. Completano il podio IPantellas e St3pny componente dei Mates. Appena staccati Dexter e l’altro membro dei Mates Anima.

Lodovica Comello regina di Twitter

Su Twitter stravince Lodovica Comello, molto attiva su questo social. Sul secondo gradino del podio troviamo la giornalista e speaker radiofonica Selvaggia Lucarelli seguita dalla giovane influencer Sofia Viscardi. Seguono la youtuber e vlogger Greta Menchi e Frank Marano.

 

Instagrammer l'ultima frontiera degli influencer

Secondo gli esperti a funzionare è il forte legame che si instaura tra il personaggio e un brand che viene ‘raccontato’ attraverso e loro immagini postate: “Gli Instagramer rappresentano l’ultima frontiera degli influencer – commenta Saro Trovato, esperto di media e fondatore di Found! – il loro grande potere sta nella loro capacità di veicolare messaggi dal forte contenuto virale attraverso l’utilizzo di quello che è il mezzo più comprensibile a tutti: una foto. Il messaggio arriva alla fonte in maniera chiara e forte senza filtri, facendo leva sul desiderio inconscio, ed illusorio, di poter entrare nella vita degli altri e condividere parte del suo fascino e glamour”.

C'era una volta il blogger

“Una volta erano i blogger – commenta Gianluca Neri, fondatore dei Macchianera Internet Awards – a dettare legge in rete. Erano le uniche figure emergenti che potevano entrare in contatto con milioni di utenti. Ora, anche grazie alla diffusione sempre maggiore degli smartphone, sono gli instagramers i nuovi idoli della rete. I loro punti di forza? Sono incisivi, empatici e comprensibili per le masse”.

Italiani pazzi per i social: ecco perché 

Ma perché gli italiani utilizzano i social? Secondo gli esperti il motivo principale risiede nel fatto che sono in grado di distrarre nei momenti liberi (42%) e permettono di restare in contatto con parenti e amici (30%). Allo stesso tempo però consentono di essere costantemente collegati con il mondo (15%) e sono un buono strumento di informazione (8%). In particolare Facebook e Instagram vengono usati per pubblicare foto (75%) e per scambiarsi chat (65%), ma anche per postare video (55%) e fare “dirette” (42%). E, sorpresa, Instagram (62%) batte Facebook (55%) per indice di preferenza. Una buona parte degli italiani non può fare a meno di Youtube (48%) e Twitter (32%), considerato però, al tempo stesso, troppo elitario. Chiudono la classifica Pinterest (25%) e Snapchat (22%). Per quanto riguarda l’utilizzo medio, la maggior parte degli utenti dello Stivale ci passa in media 2 o 3 ore al giorno (38%), con una buona parte che ne passa una media di 1 o 2 ore (27%). In calo quelli che passano sui social meno di 1 ora al giorno (20%) o più di tre (15%).

Gli influencer dettano le regole del mercato 

“Oggi gli influencer ricoprono un ruolo molto importante nella comunicazione aziendale – afferma Gigi Mazzeschi, organizzatore dei Macchianera Internet Awards -. Infatti l’influencer marketing è il canale che consente il tasso d’acquisizione più alto, tant’è che un’azienda su 3 ha un budget dedicato a questa attività e ha dichiarato di volerlo incrementare. Dalle foto alle Instagram Stories, gli influencer diventano il punto di contatto privilegiato per legare efficacemente i consumatori ai brand. A garanzia di un rapporto così delicato infine, Instagram, sta sperimentando un tool che consenta di chiarire quando un post è sponsored, anticipando le richieste di trasparenza del garante su tale tema”.

Un macchinario che è tra le ultime frontiere tecnologiche in campo di chirurgia e adesso è in dotazione presso il reparto di Radioterapia dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Il suo funzionamento è stato illustrato venerdì al capo dello Stato, Sergio Mattarella, in visita alla sede dell'Ifo a Mostacciano. Si tratta di CyberKnife, il sistema robotico per la radiochirurgia, unico per potenzialità e precisione del trattamento dei tumori, appena installato presso la Radioterapia dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena.

Il sistema si compone di un braccio robotico che muove un acceleratore lineare (LINAC), il quale produce fasci di radiazioni ionizzanti ad alta carica energetica. Una delle peculiarità del Cyberknife è quella di muoversi con 6 gradi di libertà attorno al paziente, permettendo l'irradiazione da molteplici punti intorno al paziente stesso. 

Il sistema di guida mediante immagini permette la correzione automatica della direzione del fascio di trattamento in funzione dello spostamento del target, con una precisione di 0,5 mm, senza ricorrere a sistemi invasivi di immobilizzazione del paziente. Inoltre, grazie al sistema di rilevamento e compensazione del respiro, CyberKnife è l'unico dispositivo al mondo in grado di sincronizzare il movimento del LINAC con quello della lesione dovuto al respiro del malato.

L'acceleratore lineare produce raggi X con un'energia di 6MV e dimensioni del fascio da 5 mm a 60 mm e permette quindi di trattare lesioni localizzate di diversa grandezza, da quelle molto piccole fino ad alcuni centimetri di diametro, generando un elevato numero di fasci di radiazioni ad orientamento 3D e risparmiando così il tessuto sano. 

Cosa cambia rispetto alla tecnica tradizionale

Numerosi sono i benefici rispetto alle procedure di radioterapia tradizionali: minori sedute di trattamento, minore invasività, maggiore precisione e salvaguardia dei tessuti sani accanto al bersaglio, riduzione degli effetti collaterali, mantenimento di una buona qualità della vita, riduzione del dolore, aumento del controllo del tumore a lungo termine. L'entità del beneficio dipende da numerosi fattori, come per esempio l'estensione e le dimensioni della malattia, la vicinanza di organi sani, la presenza di sintomi alla diagnosi. Una preliminare vista specialistica radioterapica potrà determinare, nel caso specifico, se esistono o meno vantaggi da una eventuale terapia con Cyberknife rispetto alla terapia tradizionale. 

“Venerdì avremo i posti in prima fila!”: così, sul suo profilo Twitter, l’astronauta ESA Paolo Nespoli ha commentato l’imminente lancio della Soyuz MS-05, con a bordo l’astronauta italiano e i suoi colleghi – il russo Sergei Ryazanskye l’americano Randy Bresnik – dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan alla volta della Stazione Spaziale Internazionale.  

LA DIRETTA VIDEO

Durante la sua permanenza sulla ISS, Nespoli avrà il compito di seguire oltre 200 esperimenti di cui ben 11 selezionati da ASI, la gran parte dei quali biomedici e il resto tecnologici. 

Leggi anche: Quello che c'è da sapere sulla nuova missione di Nespoli

Paolo Nespoli è al suo terzo viaggio nello spazio. La prima volta fu nel 2007 quando prese parte alla missione Esperia a bordo dello space shuttle Discovery per il volo STS-120, occupandosi del coordinamento delle attività extraveicolari relative all’assemblaggio del Node 2. Complessivamente restò in orbita 15 giorni 2 ore e 23 minuti. Tre anni dopo, nel dicembre 2010, la seconda occasione con la Soyuz TMA-20 tornò sulla Stazione Spaziale Internazionale per la missione MagISStra. Allora trascorse nello spazio 159 giorni 7 ore e 17 minuti, una durata record. Nel 2015, ormai alla soglia dei 60 anni, arrivò la notizia del terzo volo nello spazio.

Leggi anche: Spazio, Terra, uomini, Dio. Così parlò Paolo Nespoli, astronauta

L'edizione 2017 della .itCup del Registro.it, una delle più note competizioni per startup a livello nazionale, entra nel vivo. Delle 110 iscrizioni arrivate per la competizione ne sono state selezionate sei che saranno le finaliste della competizione. Quest'anno coincide con un'importante ricorrenza della recente storia tecnologica del nostro Paese: nel 2017, infatti, cade il 30esimo anniversario del primo nome a dominio.it, registrato il 23 dicembre 1987 al Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa. Quest'ultimo gestisce tuttora, appunto tramite il servizio denominato Registro.it, l'anagrafe dei domini internet italiani.

Particolarmente interessante il profilo delle sei startup finaliste. La prima è la romana Easytax Assistant, che ha lavorato ad un'applicazione per dispositivi mobili, completamente gratuita, che permette a lavoratori dipendenti e liberi professionisti di gestire meglio i propri adempimenti fiscali. La trapanese Smartraining System, invece, intende portare l'IoT nel mondo delle palestre, applicando ai macchinari per il rafforzamento fisico una serie di sensori che si interfacciano con i device del centro sportivo, dei trainer e degli utenti.

Il video della finale 2016

Ancora dalla Sicilia viene Ludwig, il primo motore di ricerca linguistico che aiuta chiunque a scrivere correttamente in inglese, utilizzando la galassia dei siti web in inglese come un corpus da cui attingere per fornire agli utenti il suggerimento giusto. C'è tanta Toscana, invece, dentro Glitch Factory, spin off dell'Università di Siena con sede ad Arezzo. Il suo prodotto di punta è Squeezeme, una cover per tablet che interagisce con il tablet medesimo: una compressione manuale della cover, ad esempio, può indurre il dispositivo a scattare una foto. Infine, due startup che si rivolgono al settore dell'assistenza alla persona. La milanese NoonCare ha sviluppato una app grazie a cui, tramite un dispositivo mobile, un adulto può monitorare un secondo telefono, dalla funzionalità semplificata, che viene lasciato in uso a un anziano. Chiude il quadro la Pharmercure di Asti, che offre diversi servizi Ict tutti mirati a migliorare il sistema di distribuzione dei farmaci, come la ricarica intelligente dei prodotti necessari alle cure di persone anziane e malati cronici, cosi' da garantire la continua disponibilità degli stessi al domicilio dei pazienti.

Al quartier generale del Cnr, il 4, 5 e 6 ottobre saranno giudicate da una giuria formata da primari investitori nazionali nel settore startup e da altri noti imprenditori stabilirà chi, tra le sei candidate, conquisterà l'ormai consueto premio SanFranciscoDreaming. In concreto, si tratta della possibilità di volare nella Silicon Valley per frequentare la prestigiosa Startup School di Mind The Bridge, uno dei più importanti centri di formazione al mondo per imprenditori in erba. 

Whatsapp ha un miliardo di utenti al giorno. Lo ha annunciato oggi Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook che nel 2014 ha comprato l’app di messaggistica per 19 miliardi. “Congratulazioni al team che lavora a Whatsapp che connette un miliardo di persone ogni giorno nel mondo” ha scritto Zuckerberg in un post che annuncia i nuovi risultati dell’app. “Solo un anno fa abbiamo annunciato che un miliardo di persone nel mondo usano Whatsapp ogni mese. Oggi siamo entusiasti e fieri nel dire che un miliardo di persone ogni giorno usano Whatsapp per rimanere in contatto con la loro famiglia e i loro amici”.

55 miliardi di messaggi ogni giorno

Oltre al miliardo di utenti attivi ogni giorno, la società ha inoltre pubblicato altri dati sugli utenti: sono 1,3 miliardi quelli attivi ogni mese, 55 miliardi i messaggi inviati ogni giorno, 4,5 miliardi di foto condivise ogni giorno e 1 miliardo di video

Facebook, che controlla Whatsapp, ha appena pubblicato i dati economici del suo secondo trimestre segnando un’altro record di profitti con 3,9 miliardi di dollari in aumento del 71% rispetto ai 2,2 miliardi dello stesso periodo del 2016. Molto di più di quanto si aspettavano gli analisti, grazie al traino delle inserzioni pubblicitarie, i cui introiti sono cresciuti del 47% a 9,1 miliardi. Il numero degli utenti attivi è salito a 2,1 miliardi, anche questo sopra le attese degli analisti. Ogni giorno usano Facebook 1,98 miliardi di persone. Un passo avanti in quello che sembra essere il principale obiettivo di Zuckerberg, ripetuto oramai ad ogni suo post con gli aggiornamenti sui suoi utenti: “Rendere il mondo sempre più vicino”. Il goal è di trimestrale in trimestrale sempre più vicino. 

Whatsapp ha un miliardo di utenti al giorno. Lo ha annunciato oggi Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook che nel 2014 ha comprato l’app di messaggistica per 19 miliardi. “Congratulazioni al team che lavora a Whatsapp che connette un miliardo di persone ogni giorno nel mondo” ha scritto Zuckerberg in un post che annuncia i nuovi risultati dell’app. “Solo un anno fa abbiamo annunciato che un miliardo di persone nel mondo usano Whatsapp ogni mese. Oggi siamo entusiasti e fieri nel dire che un miliardo di persone ogni giorno usano Whatsapp per rimanere in contatto con la loro famiglia e i loro amici”.

55 miliardi di messaggi ogni giorno

Oltre al miliardo di utenti attivi ogni giorno, la società ha inoltre pubblicato altri dati sugli utenti: sono 1,3 miliardi quelli attivi ogni mese, 55 miliardi i messaggi inviati ogni giorno, 4,5 miliardi di foto condivise ogni giorno e 1 miliardo di video

Facebook, che controlla Whatsapp, ha appena pubblicato i dati economici del suo secondo trimestre segnando un’altro record di profitti con 3,9 miliardi di dollari in aumento del 71% rispetto ai 2,2 miliardi dello stesso periodo del 2016. Molto di più di quanto si aspettavano gli analisti, grazie al traino delle inserzioni pubblicitarie, i cui introiti sono cresciuti del 47% a 9,1 miliardi. Il numero degli utenti attivi è salito a 2,1 miliardi, anche questo sopra le attese degli analisti. Ogni giorno usano Facebook 1,98 miliardi di persone. Un passo avanti in quello che sembra essere il principale obiettivo di Zuckerberg, ripetuto oramai ad ogni suo post con gli aggiornamenti sui suoi utenti: “Rendere il mondo sempre più vicino”. Il goal è di trimestrale in trimestrale sempre più vicino. 

Musk l'apocalittico contro Zuckerberg l'integrato. Tema: l'intelligenza artificiale. Il fondatore di Tesla ha snobbato quello di Facebook. Su Twitter ha scritto: “Ne ho parlato con Mark. La sua comprensione dell'argomento è limitata”. Un successone: 6 mila retweet e 23 mila “mi piace”. Riassunto delle puntate precedenti. Musk risponde a un utente che gli fa notare un articolo nel quale Mark Zuckerberg lo critica.

Qualche ora prima, mentre il suo barbecue rosolava la carne, il fondatore di Facebook si era piazzato davanti allo smartphone per rispondere in diretta alle domande degli utenti. Un discorso lungo un'ora e mezza, interrotto giusto un paio di volte per controllare la cottura delle bistecche. “Ho visto un'intervista – scrive un utente – in cui Elon Musk sottolineava i suoi timori sull'intelligenza artificiale. Cosa ne pensi?”.

Risposta. Prima qualche parola di contorno: “La tecnologia può essere usata bene o male. Ma sono ottimista, l'intelligenza artificiale renderà la nostra vita migliore e trovo discutibile chi vuole rallentare questo processo”. Poi l'affondo: “Non capisco chi cavalca questi scenari da giorno del giudizio”. Si tratta di allarmi “negativi e, in qualche modo, irresponsabili”. Messaggio affrancato e spedita a Musk. Che però non se l'è tenuta.

Il gran capo di Tesla, effettivamente, ci era andato giù pesante. Aveva invocato una regolazione rapida: “È uno di quei casi in cui bisogna essere protattivi e non solo reattivi”. Ha affermato che gli uomini “dovrebbero essere preoccupati” per le potenzialità dell'intelligenza artificiale. E che le macchine evolute potrebbero mettere a rischio l'esistenza del genere umano: “Io continuo a suonare l'allarme, ma non ci saranno reazioni fino a che i robot non scenderanno in strada e uccideranno le persone”. Uno scenario apocalittico, ancora peggiore di quello prospettato da Jack Ma, che è piaciuto poco a Zuckerberg.

È piaciuto ancora meno a Rodney Brooks, il fondatore del Computer Science and Artificial Intelligence Lab del Mit. Insomma, uno che ne sa parecchio ed è riconosciuto come un'autorità in materia. Dopo aver letto il parere di Musk, l'ha toccata piano: “Ci sono solo poche persone che dicono che l'intelligenza artificiale sia un problema 'esistenziale', come Stephen Hawking ed Elon Musk. Hanno tutti in comune una cosa: non lavorano con l'intelligenza artificiale”. Tradotto: la loro comprensione dell'argomento è limitata.

Dal canto suo Mark Zuckerberg non risponde a Musk e non entra esplicitamente nella polemica. Ma scrive un post: "Il motivo per cui sono ottimista sul futuro dell'Intelligenza artificiale" ha scritto Zuckerberg il 26 luglio in un post su Facebook "è la serie di miglioramenti nelle ricerche che stiamo ottenendo in diversi campi – dalla diagnosi delle malattie a quelli sulle auto a guida autonoma, dal potenziamento dei news feed per mostrarci contenuti migliori al darci risultati più accurati nei motori di ricerca. Ogni volta che miglioriamo i nostri metodi di applicazione dell'Intelligenza Artifciale, tutti i sistemi migliorano. E mi entusiasma tutto ciò che è progresso e il suo potenziale per rendere il mondo migliore", in quella che sembra una risposta diretta all'accusa di Musk.

Il fondatore di Facebook si complimenta con i suoi ricercatori per aver vinto, per il secondo anno consecutivo, il paper del "Densely Connected Convolutional Networks", forse il più importante riconoscimento perni progetti di sviluppo sull'inteligenza artificiale.  Non vedere in questo post una risposta a Musk è quasi negare l'evidenza.

 

Musk l'apocalittico contro Zuckerberg l'integrato. Tema: l'intelligenza artificiale. Il fondatore di Tesla ha snobbato quello di Facebook. Su Twitter ha scritto: “Ne ho parlato con Mark. La sua comprensione dell'argomento è limitata”. Un successone: 6 mila retweet e 23 mila “mi piace”. Riassunto delle puntate precedenti. Musk risponde a un utente che gli fa notare un articolo nel quale Mark Zuckerberg lo critica.

Qualche ora prima, mentre il suo barbecue rosolava la carne, il fondatore di Facebook si era piazzato davanti allo smartphone per rispondere in diretta alle domande degli utenti. Un discorso lungo un'ora e mezza, interrotto giusto un paio di volte per controllare la cottura delle bistecche. “Ho visto un'intervista – scrive un utente – in cui Elon Musk sottolineava i suoi timori sull'intelligenza artificiale. Cosa ne pensi?”.

Risposta. Prima qualche parola di contorno: “La tecnologia può essere usata bene o male. Ma sono ottimista, l'intelligenza artificiale renderà la nostra vita migliore e trovo discutibile chi vuole rallentare questo processo”. Poi l'affondo: “Non capisco chi cavalca questi scenari da giorno del giudizio”. Si tratta di allarmi “negativi e, in qualche modo, irresponsabili”. Messaggio affrancato e spedita a Musk. Che però non se l'è tenuta.

Il gran capo di Tesla, effettivamente, ci era andato giù pesante. Aveva invocato una regolazione rapida: “È uno di quei casi in cui bisogna essere protattivi e non solo reattivi”. Ha affermato che gli uomini “dovrebbero essere preoccupati” per le potenzialità dell'intelligenza artificiale. E che le macchine evolute potrebbero mettere a rischio l'esistenza del genere umano: “Io continuo a suonare l'allarme, ma non ci saranno reazioni fino a che i robot non scenderanno in strada e uccideranno le persone”. Uno scenario apocalittico, ancora peggiore di quello prospettato da Jack Ma, che è piaciuto poco a Zuckerberg.

È piaciuto ancora meno a Rodney Brooks, il fondatore del Computer Science and Artificial Intelligence Lab del Mit. Insomma, uno che ne sa parecchio ed è riconosciuto come un'autorità in materia. Dopo aver letto il parere di Musk, l'ha toccata piano: “Ci sono solo poche persone che dicono che l'intelligenza artificiale sia un problema 'esistenziale', come Stephen Hawking ed Elon Musk. Hanno tutti in comune una cosa: non lavorano con l'intelligenza artificiale”. Tradotto: la loro comprensione dell'argomento è limitata.

"Una ragione per cui sono ottimista sull'Intelligenza artificiale" ha scritto Zuckerberg il 26 luglio in un post su Facebook " sono i miglioramenti nelle ricerche in diversi campi, dalla diagnosi delle malattie a quelli sulle auto a guida autonoma, dal potenziamento dei news feed per mostrarci contenuti migliori al darci risultati più accurati nei motori di ricerca. Ogni volta che miglioriamo i nostri metodi dell'Intelligenza Artifciale, tutti questi sistemi migliorano. E mi entusiasma tutto ciò che è progresso e il suo potenziale per rendere il mondo migliore", in quella che sembra una risposta diretta all'accusa di Musk. 

 

Ci sono app per valutare gli alberghi, quelle per suggerire i posti in cui si mangia meglio, ma non quelle per informare un paziente sulle cure e le strutture che potrebbero trattare al meglio la patologia di cui soffre. O almeno fino ad oggi, perché l'app MySafeCure, ideata dalla giovane Chiara Molinario, punta proprio a colmare questo gap. Ma andiamo con ordine.

Chi è Chiara Molinario

Chiara è una dei 18 under 30 vincitori del concorso "Youth in Action for Sustainable Developments Goals", promosso da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione ENI Enrico Mattei e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

Leggi anche: le idee di 18 under 30, premiare

Le idee migliori, più 'sostenibili' e in linea con gli obiettivi dell'agenda 2030, sono state premiate con un tirocinio retribuito di 3-6 mesi presso aziende e fondazioni. Tra queste c'è anche l'app di Chiara che è piaciuta a Ubi Banca. 

Come è nata MySafeCure

"La mia App, MySafeCure, non è ancora stata sviluppata ma sto lavorando alla realizzazione", precisa all'Agi Chiara, studentessa di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, all’ultimo anno della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi del Sannio"E' iniziato tutto qualche mese fa, quando curiosando nel piano di studi della mia facoltà, dovendo scegliere un esame a scelta da sostenere, mi sono imbattuta nel corso di 'Negoziazione e sviluppo sostenibile'. Già durante il secondo incontro la professoressa ci ha parlato del concorso che era stato appena presentato dalla Fondazione Accenture mostrandoci come la partecipazione potesse concretizzare quanto noi avremmo affrontato teoricamente durante le lezioni. Ero un po' scettica perchè non avevo mai partecipato a un concorso prima e il tempo per presentare l'idea era davvero poco". Da quel momento, Chiara ha iniziato a scrutare la realtà con occhi diversi, "proiettati alla ricerca di un'idea innovativa, ma non la trovavo". 

L'incontro giusto

Una mattina durante una giornata di prevenzione per la salute cardiaca organizzata da un'associazione di cui fa parte e che si occupa tra le altre cose anche di assistenza agli anziani, ai disabili, alle donne, Chiara ha incontrato un signore che si stava sottoponendo ai controlli: "Mi ha raccontato la sua storia e il momento difficile che stava affrontando. Per privacy non riporterò i particolari ma basti sapere che era affetto da una malformazione cardiaca ed era molto preoccupato perchè non sapeva a quale struttura affidarsi per l'operazione. L'ospedale che aveva individuato in base a consigli di amici e medici si trovava in una Regione lontana dalla Campania e per la sua età e il suo reddito gli era molto complicato raggiungerlo questa struttura". Ma aveva un unico desiderio: avere a disposizione indicazioni su strutture vicine, avanzate e adeguate al suo caso.

Risalire la corrente

"Iniziai a rifletterci su, a indagare e ad approfondire la tematica fin quando non mi resi conto che in Italia c'è un potente flusso informativo che dalle strutture è inviato alle Regioni e dalle stesse al ministero della Sanità". Continua Chiara: "E’ un flusso routinario e controllato e che è a disposizione di tutti i privati su richiesta. Utilizzare questo flusso per fini scientifici è consentito ed è proprio quello che ho intenzione di fare: elaborare questi dati per ricavarne indicazioni precise su tutte le prestazioni sanitarie erogate sull’intero territorio nazionale".

Dalla teoria alla pratica (grazie a Ubi banca)

"Mi auguro che da qui a qualche mese la mia idea verrà ad esistenza", ha commentato Chiara che non ha dubbi: "Ho intenzione di iniziare la ricerca di elaborazione dati  nel mio ateneo: l’Università degli Studi del Sannio che, nonostante sia molto giovane, è ricca di personalità di valore, competenti e molto disponibili". Quanto allo stage offerto da Ubi Banca, "rappresenta per me un grande onore e una grande possibilità sia per la mia crescita personale, che per l’attuazione del mio progetto".

Ma perché una banca dovrebbe interessarsi all'app di Chiara? "Ubi Banca con sede a Bergamo è la prima banca italiana che ha attuato il servizio di Welfare Aziendale e mi hanno scelta per lavorare al miglioramento di questo progetto innovativo, in quanto tra i servizi di welfare rientrano anche prestazioni in strutture sanitarie". 

 

Una vita tra toghe e camici bianchi 

 

Laureanda in giurisprudenza con il cuore ai malati: quella di Chiara è una personalità insolita ma – assicura – non in contraddizione: "Sono cresciuta con un padre medico che mi ha da sempre trasmesso la passione per la salute, la sanità, l’importanza delle cure e dell’assistenza ai pazienti che io ho sempre reinterpretato in una chiave giuridica che mi contraddistingue". E nel futuro "non penso di scegliere una strada a discapito dell’altra ma ho intenzione di coniugarle iscrivendomi a un Master giuridico in ambito sanitario". Ma di una cosa è convinta: "Mi sono avvicinata all’associazionismo perché spesso quando aiuti il prossimo alla fine è sempre lui che dà qualcosa a te e non il contrario. E non è un caso che la mia idea infatti sia nata proprio perché qualcuno mi ha trasmesso emozioni raccontando la propria esperienza di vita". 

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