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AGI – OnePlus e Hasselblad hanno annunciato una partnership triennale per lo sviluppo di fotocamere per smartphone. Dopo quella di Huawei con Leica è la seconda importante collaborazione tra un marchio iconico della fotografia e un produttore di smartphone.

Il primo frutto di questa collaborazione sarà montato sulla serie OnePlus 9 che verrà presentata al pubblico il 23 marzo.

OnePlus ha annunciato anche un piano di investimento triennale di oltre 150 milioni di dollari nel settore delle fotocamere per smartphone.

Da 80 anni Hasselblad è un pioniere della tecnologia delle fotocamere ad alte prestazioni ed è ad oggi riconosciuta come leader mondiale nel settore degli obiettivi e delle fotocamere digitali di medio formato. I suoi prodotti sono stati scelti dai più grandi fotografi di tutto il mondo, catturando alcune delle immagini più iconiche della storia, compresi i primi passi dell’uomo sulla Luna.

La partnership con OnePlus partirà dai miglioramenti del software che includono la sintonizzazione del colore e la calibrazione dei sensori. Sviluppata a quattro mani da OnePlus e Hasselblad, la Natural Color Calibration with Hasselblad mira a portare colori più precisi e naturali alle foto scattate con le fotocamere degli smartphone.

La nuova Hasselblad Pro Mode porta per la prima volta la calibrazione del sensore di Hasselblad, leader nella sua categoria, su uno smartphone e consente per i fotografi professionisti, con la possibilità di regolare ISO, messa a fuoco, tempi di esposizione, bilanciamento del bianco e altro ancora oltre all’utilizzo del formato RAW a 12 bit. 

Oltre a sviluppare insieme ad Hasselblad la Hasselblad Camera for Mobile per i suoi futuri smartphone, OnePlus sta lavorando ad una strategia triennale con un investimento da 150 milioni di dollari che include: lo sviluppo di quattro laboratori di ricerca e sviluppo in tutto il mondo, la creazione di una fotocamera panoramica con un campo visivo di 140 gradi, la tecnologia T-lens per una messa a fuoco fulminea nella fotocamera frontale e una lente a forma libera che elimina la distorsione dei bordi nelle foto ultra-wide.

AGI – Al Festival di Sanremo spopolano le cuffie monitor in-ear prodotte da una start up sardo-milanese indossate da molti degli artisti sul palco. Le vediamo sulle orecchie di Achille Lauro, ospite musicale fisso nelle cinque serate della kermesse musicale, che le ha usate anche quando era in gara nell’edizione 2020. Le cuffie sono frutto dell’idea, nata quasi per caso, di Riccardo Cherchi fonico di Olmedo nel Sassarese e di Alessandro, un audioprotesista anche lui di origini sarde, entrambi milanesi di adozione.

“Faccio il fonico da tempo – racconta Riccardo cofondatore di Nts Audio all’AGI – e ho incontrato il mio collega in un’occasione di lavoro, mi ha chiesto una consulenza e poi abbiamo deciso di mettere insieme le nostre professionalità”. Dai primi prototipi realizzati in un magazzino degli attrezzi il passo verso le numerose richieste da parte di big della musica è stato breve: “Il primo cliente è stato Nic Cester musicista australiano conosciuto dai più come cantante dei Jet” e poi tanti italiani: Francesco Sarcina delle Vibrazioni, che le ha usate sul palco del festival di Sanremo dell’anno scorso.

Vengono usate da molti artisti che si alternano sul palco dell’Ariston

Coma Cose, Colapesce e Dimartino, WrongonYou sono solo alcuni dei cantanti in gara che in queste serate usano le cuffie in-ear di Riccardo: “L’altro giorno abbiamo preso le impronte dell’orecchio del rapper Vega Jones – aggiunge raccontando l’esperienza sanremese – che ha duettato con Aiello sul palco dell’Ariston nella serata delle cover con delle cuffie provvisorie in attesa delle definitive”. Una delle chiavi del successo delle in-ear di Riccardo e Alessandro è che sono ergonomiche e vengono realizzate sull’impronta dell’orecchio del cliente.

La particolarità tecnica – spiega il giovane startupper – è che il driver che utilizziamo è microscopico e ci consente di inserirne nel guscio fino a 12, per dedicare ogni driver a frequenze di intensità diverse”. La qualità per chi fa musica live è fondamentale e il suono, grazie all’ergonomicità e alle dimensioni ridotte, arriva vicino al timpano del musicista che in questo modo è in grado di isolarsi dai rumori esterni e di sentire solo la musica e la sua voce.

La start-up è cresciuta sull’onda del successo

La start up è cresciuta in breve tempo, complice il successo della tecnologia del prodotto e la possibilità di personalizzazione: “Marracash ci ha chiesto di rivestire la parte esterna con delle pietre preziose che abbiamo realizzato con la collaborazione di una tra le più importanti case di produzione di gioielli italiane – per Sarcina abbiamo applicato dei teschi argentati”. Ora Riccardo e Alessandro hanno aperto un laboratorio a Milano con strumentazione più sofisticata: “Ricordo ancora quando abbiamo verniciato dal terrazzo della mia cucina i primi prototipi – racconta – oggi stiamo lavorando per diventare leader nella produzione di cuffie in-ear”.

Per Riccardo cresciuto in un piccolo paesino vicino a Sassari e che ha scelto Milano per formarsi nell’unica università italiana di ingegneria del suono il Sae Institute è un successo inaspettato: “Sono andato a Milano, città della musica, per fare il fonico e – confessa – mai avrei pensato che da un’idea, nata quasi per caso, potesse nascere una realtà apprezzata dai musicisti internazionali e italiani più importanti”.

(AGI) Menù, cataloghi e libri che possono passare di mano in mano senza il rischio di contagio. Una tipografia con sede a Perugia, la Graphic Masters, ha brevettato un nuovo tipo di stampante totalmente ‘antibatterica’ dal nome ‘Happy touch’. Un’idea nata nel pieno del lockdown, quando i due soci fondatori, Enzo Guazzarini e Giuseppe Cellini, si interrogavano su un modo per mandare avanti la produzione senza subire i contraccolpi della pandemia. La risposta è stata applicare le nuove esigenze di sanificazione alla stampa tradizionale, per andare incontro alle necessità di hotel, ristoranti, musei, che ormai da un anno sono costretti ad utilizzare stampati usa e getta.

Una ‘stampa protettiva’

Per garantire la massima sicurezza senza però sprecare carta, nasce quindi questo tipo di ‘stampa protettiva’, che può essere utilizzata sia per semplici brochure che per il mondo del packaging. Questo attraverso l’impiego di prodotti sanificanti e additivi chimici inseriti nella macchina, nel liquido di bagnatura e nella finitura sopra il foglio, in grado di creare una barriera protettiva inospitale per le particelle infettive. “Succede in questo modo che se prendo un foglio, anche se sulla mia mano c’è un batterio o un virus, quando lo passo a un’altra persona, questa non rischierà di contrarlo, perché il prodotto risulterà totalmente sanificato”, spiega Enzo Guazzarini

Utilizzata per il catalogo di una mostra su Raffaello

Con ‘Happy touch’ è già stato stampato un catalogo: quello della mostra di CariPerugia Arte “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia”, che si è tenuta a Palazzo Baldeschi, a Perugia, tra ottobre e gennaio, realizzato da Fabrizio Fabbri editore. Un libro che poteva essere sfogliato da più visitatori in modo del tutto ‘Covid-free’. “La durata della protezione è lunga – spiegano i titolari dell’azienda – a dicembre abbiamo analizzato nuovamente questo prodotto realizzato a settembre e risultava ancora totalmente sanificato”.

L’obiettivo della tipografia, è applicare questa nuova tecnologia agli ambiti più disparati: non solo per i depliant di musei e fiere, hotel e ristoranti, ma anche per i libri utilizzati dai bambini nelle scuole e soprattutto per pacchi di qualsiasi tipo, a partire dai prodotti che nei negozi vengono toccati da molte persone. “Per ora non ci sono altre aziende che hanno brevettato una tecnologia simile – sostengono – stiamo cercando di promuoverlo e l’interesse è notevole, soprattutto per i nostri clienti editori all’estero, dove c’è maggiore richiesta e sensibilità verso i prodotti sicuri e sanificati. Ci sembra un buon progetto – concludono – che ci consente di continuare a lavorare e di guardare al futuro”. 

Il ruolo determinante delle tecnologie digitali per la ripresa post Covid-19. L’innovazione come volano per assicurare “la continuità didattica, rendere l’istruzione più inclusiva, fornendo insegnamenti interattivi e duraturi tramite siti web, librerie online corsi video”.

Queste le parole di Stefania Giannini, ex ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e attuale vicedirettrice dell’Unesco, responsabile per l’Istruzione, intervenuta a Connected for Shared Prosperity, l’evento di preapertura di Huawei del Mobile World Congress – MWC Shanghai 2021, organizzato da GSMA e in programma fino al 25 febbraio.

Tema del forum, la lotta al cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile. “Nel 2016 l’industria mobile è stata la prima ad aderire pienamente ai 17 obiettivi dell’Onu. Da allora siamo al lavoro, per contribuire a ciascuno degli obiettivi, fra cui l’azione sul clima, l’inclusione digitale e la sostenibilità” ha sottolineato il direttore generale di GSMA Mats Granryd.

Diritto alla connessione universale

Una necessità quella messa in luce da Stefania Giannini che poggia su dati ed evidenze pesanti: in media a livello globale durante la pandemia si sono persi 3,5 mesi di scuola. Non solo. Soltanto la metà della popolazione globale è online, con punte di digital divide che toccano 3 studenti su 4 in Africa. In questo senso, secondo l’ex ministro, ora va riaffermato con forza il diritto alla connessione, universale e a prezzi abbordabili.

Digitale, strumento di progresso

Un tema, l’istruzione, al centro anche dell’intervento di Catherine Chen, Corporate Senior Vice President Director of the Board di Huawei. “Le tecnologie digitali – ha detto – avranno un ruolo centrale per lo sviluppo di un’istruzione equa per il maggior numero possibile di beneficiari. La tecnologia è uno strumento di progresso, è necessario superare una visione politicizzata delle tecnologie, per il bene della società bisogna dire basta alle demonizzazioni”. Chen ha anche ricordato l’impegno di Huawei in collaborazione con l’Unesco per il lancio del programma internazionale triennale “Open Schools” in Egitto, Etiopia, Ghana per migliorare le digital skill con la teledidattica online.  

Il Mobile World Congress 2021

Il Mwc Shanghai 2021 è la prima fiera in presenza organizzata da Gsma in tutto il mondo dallo scoppio della pandemia di Covid-19 l’anno scorso. Secondo GSMA saranno più di 200 gli espositori presenti. Tra questi 50 espositori internazionali dell’industria Mobile, tra cui imprese leader mondiali come Ericsson, Qualcomm e Nokia.

L’evento di quest’anno vedrà più di 40 discorsi e varie conferenze. Secondo GSMA, circa 80 espositori mostreranno i loro ultimi prodotti in campi come la messaggistica 5G, le onde millimetriche, l’Internet delle Cose e il blockchain. Oltre alle attività in presenza, durante l’evento sarà lanciata una piattaforma virtuale. Gli eventi del Mwc si tengono ogni anno a Barcellona, Los Angeles e Shanghai. In precedenza, Barcellona è sempre stata il punto di partenza delle attività annuali e anche un’importante piattaforma per la presentazione mondiale di nuovi prodotti nel settore della telefonia mobile.

AGI – Addio smartphone? Nel 2022 una nuova tecnologia potrebbe mettere fine, o almeno far scattare il conto alla rovescia, all’apparecchio elettronico piu’ diffuso al mondo.

Dopo aver lanciato, nel 2007, l’iPhone, non il primo smartphone sul mercato ma quello che indicò un concetto nuovo di uso del cellulare, Apple sta testando un sistema da indossare come un paio di occhiali che dovrebbe sostituire il tradizionale telefonino.

Secondo The Information e Bloomberg, i nuovi occhiali Ar, pensati sul modello di quelli per creare una realtà virtuale, dovrebbero andare sul mercato all’inizio del prossimo anno, in tirature limitata, e costare circa tremila dollari.

Dotati di una dozzina di microcamere in grado di tracciare il movimento degli occhi e delle mani, gli occhiali rimanderebbero immagini in ultra-risoluzione per aumentare la qualità delle immagini.

In attesa di conferme ufficiali e della risposta del mercato, il sentiero, dicono le riviste specializzate, è tracciato da tempo: in un futuro non lontano avremo tutti i dati, contatti e web davanti agli occhi, senza dover usare le mani per digitare numeri o scrivere messaggi. (AGI) Quello degli occhiali in grado di fare tutto e’ un obiettivo inseguito da tutte le aziende hi-tech.

Google aveva lanciato i suoi occhiali computer, i Google Glass, costo 1500 dollari, ma non ebbero molto successo. Microsoft aveva presentato i suoi, gli Hololens, nel 2015.

Il capo di Facebook, Mark Zuckerberg, da tempo ha confessato il suo grande sogno: occhiali in grado di fare tutto e leggere la realtà in tempo reale. La piattaforma social sta lavorando al ‘Project Aria’ in grado di registrare video, audio e accedere a dati legati al luogo in cui ci si trova. 

AGI – Nemmeno il tempo di posarsi su Marte che Perseverance è già protagonista di centinaia di ‘meme’ sui social. Il più diffuso è quello che vede protagonista il meme dei meme: Bernie Sanders immortalato sulla sediolina pieghevole durante la cermonia di insediamento di Joe Biden, imbacuccato e con i guantoni di lana divenuti popolarissimi negli Stati Uniti. Lo seguono, ma abbondantemente staccati, un ‘signore dello spazio’ come Elon Musk, immortalato con il suo futuristico pick-up elettrico e Ted Cruz, il senatore del Texas ‘beccato’ mentre, trolley alla mano, torna alla chetichella da Cancun nel suo stato flagellato dal gelo.Poi gli immancabili alieni di varia estrazione: dagli orribili omini verdi di ‘Mars Attacks’ al tenero ‘ET’ di Spielberg, ma anche gatti e animali di ogni tipo. Fino agli italicissimi e regionalissimi meme dedicati ai cartelli ‘Auditorium’, così onnipresenti per le strade di Roma da essere diventati un’icona della capitale, a personaggi squisitamente palermitani come la coppia di fratelli che da decenni – c’era ancora la lira, ma forse addirittura il tarì borbonico – assillano i passanti con l’immutabile cantilena: “cuci’ mi runi due euro?”.

Un meme dedicato a Perseverance

AGI – Regola non scritta degli attacchi informatici: un po’ come nella pesca, si butta l’esca dove c’è qualcosa che possa abboccare. Le offensive colpiscono sfruttando gli interessi degli utenti, le notizie di attualità, le tendenze. Non sorprende allora che attorno a Clubhouse, il social network del momento, emergano alcuni pericoli. Non tanto per le sue caratteristiche quanto, appunto, per quella regola non scritta: dalle parti di Clubhouse ci sono parecchi pesci con le difese abbassate. E l’esca potrebbe funzionare.

Gli analisti di Kaspersky, società specializzata in sicurezza informatica, hanno infatti individuato “due rischi principali legati alla popolarità di Clubhouse: la vendita degli inviti e le applicazioni che imitano l’app legittima”. In entrambi i casi, si fa leva sull’interesse degli utenti che desiderano entrare nelle stanze del social.

Inviti in vendita

“Il primo scenario – afferma Denis Legezo, esperto di sicurezza di Kaspersky – è il più semplice e consiste nella monetizzazione su piccola scala”. Clubhouse permette l’iscrizione solo attraverso inviti, a disposizione di chi è già sulla piattaforma. Vista la calca all’ingresso, gli utenti che desiderano entrare sono molto di più degli inviti a disposizione. Come da legge della domanda e dell’offerta, questi lasciapassare hanno quindi acquisito valore. E qualcuno ha iniziato a venderli (o a fare finta di venderli). Nulla di contrario alle regole: Clubhouse ha immaginato il meccanismo come gratuito, ma nei termini di utilizzo non c’è un esplicito divieto di monetizzare gli inviti (anche perché dimostrare lo scambio di denaro sarebbe tutt’altro che semplice).

Su diversi canali sta quindi proliferando un mercato nero. Basta una ricerca su Google per veder comparire annunci che rimandano a eBay, con prezzi che vanno da 1 a 30 euro. Su Twitter, diversi account vendono inviti per 5-15 euro: chiedono, se interessati, di inviare un messaggio diretto e, nella maggior parte dei casi, di avere un account Paypal.

Denaro e dati: cosa si rischia

Su Reddit, alcune discussioni sono nate proprio allo scopo di scambiarsi inviti. La compravendita non è esclusa, a patto che sia reale. Uno dei thread più frequentati segnala infatti alcune “truffe” e indica (pur senza fornire prove) cinque utenti accusati di aver calato l’esca.

Il moderatore chiede ai venditori di “provare che sono effettivamente su Clubhouse, anche attraverso degli screenshot”. Agli acquirenti, consiglia di “procedere con cautela”, soprattutto quando a chiedere denaro sono “account Reddit appena creati”. E, se possibile, di scambiare due chiacchiere via chat per capire le loro intenzioni. Detto questo però, come in ogni mercato nero, la certezza non esiste. Pagare (in anticipo) non dà alcuna garanzia di un effettivo accesso a Clubhouse.

Su Telegram, decine di gruppi hanno lo stesso scopo. Il più popolare ha più di 78 mila iscritti. Il gestore spiega agli utenti (in inglese e in russo) come funziona: indica un numero di carta su cui accreditare 7 dollari o 450 rubli. Poi di inviare un’immagine dello schermo che certifichi il pagamento e il numero di telefono necessario per iscriversi. Probabilmente è questo, legato ai dati, il vero rischio. Se la promessa di accesso non venisse rispettata, l’aspirante iscritto non subirebbe un danno economico importante: ci rimetterebbe una decina di euro. Ma avrebbe compiuto un’operazione con i propri dati finanziari (carta di credito o account Paypal) e affidato a uno sconosciuto il proprio numero di telefono.

Audio e video esposti

Oltre alle conseguenze di un mercato degli inviti, Kaspersky ne segnala un altro, più complesso e – nell’immediato – meno visibile: “Gli attaccanti possono distribuire il codice malevolo attraverso finti software popolari, come ad esempio una versione falsa di Clubhouse per Android”. L’app, al momento, è infatti disponibile solo per iOS, cioè per una fetta minoritaria del mercato mobile.

“In base alle autorizzazioni concesse nelle impostazioni di sicurezza del dispositivo Android – spiegano gli esperti di Kaspersky – l’applicazione fake dannosa potrebbe localizzare il dispositivo con vari livelli di precisione, registrare audio e video, ottenere l’accesso alle app di messaggistica e molto altro”.

Da Clubhouse ai deep fake

Ci sono poi alcuni rischi meno comuni. “Gli attaccanti potrebbero implementare la funzionalità di registrazione audio nei dispositivi in cui è consentita. In questo caso, sarebbero in grado di ottenere registrazioni di alta qualità, da utilizzare per perfezionare gli algoritmi di machine learning e creare deep fake più avanzati”. In sostanza, un utente potrebbe ritrovarsi a osservare qualcuno con la sua faccia, che si muove e parla come lui. Un alter ego digitale svenduto per pochi euro o ceduto per una disattenzione.   

 

Il rapporto fra bambini e web, complici purtroppo i sempre più frequenti casi di cronaca, è al centro da tempo di un dibattito che vede contrapposte tesi diverse, compresa anche l’idea di vietare per legge l’uso degli smartphone ai minori di 12 anni.

L’abbassamento dell’età di primo accesso alla rete, la sua pervasiva diffusione, l’aumento del tempo di esposizione, che con la fase del lockdown ha raggiunto record mai toccati nel recente passato e anche l’esistenza di oggettivi pericoli sul web, hanno giustamente allertato genitori, famiglie ed educatori.

Per ‘La Casa Rossa’, una giovane casa di produzione cinematografica romana, la sfida di un web sicuro e a dimensione di bambini e ragazzi si può vincere puntando sull’educazione e veicolando – con il linguaggio dei più piccoli – i giusti messaggi in prodotti ad hoc, pensati esclusivamente per i bambini dai 5 ai 10 anni con una forte valenza pedagogica.

È con questa finalità che è nata la web serie “elleEenne” che de- butta il 9 febbraio, in coincidenza con il Safer Internet Day e a due giorni dalla giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, in un apposito canale YouTube. I video per bambini che spopolano su YouTube sono moltissimi: challenge, vlog e daily routine. Ma l’obiettivo principale di questa nuova serie è creare un canale “sicuro” che si differenzi dagli altri, che porti divertimento in totale tranquillità, ma soprattutto che riesca a trasmettere piccoli concetti educativi ai bambini, pur all’interno di un contesto ludico.

Grazie a semplici gag, elle E enne (che nella vita sono Luca Cloblizch e Natalia Gemmano, due giovani attori cresciuti nei mini- club dei villaggi turistici) insegnano ai più piccoli a non aprire la porta agli sconosciuti, a tenere al corrente di tutto (in particolar modo di quello che succede nei social network) i propri genitori, a non rispondere a messaggi di sconosciuti e a lottare fino in fondo per raggiungere i propri obiettivi.

“Imparare divertendosi” è stata la linea principale di cui si è tenuto conto nel processo creativo che ha caratterizzato questa nuova e fantasiosa web serie in grado di stimolare l’innata creatività dei bambini. E farlo in assoluta sicurezza: per questo tutta la fase produttiva, dai testi alle ambientazioni, è stata supervisionata da un team di educatori, psicologi e di esperti del web.

elle E enne dovranno impedire ad uno scienziato cattivo (lo Scienziato) di impossessarsi di tutti i giocattoli del mondo e lo faranno con coraggio e prudenza, esortando sempre i loro piccoli spettatori ad avere comportamenti ‘protetti’, a non accettare challenge (le sfide online che sono state purtroppo protagoniste di episodi tragici) che non siano di puro gioco e divertimento e ad informare sempre e comunque i genitori.

Da un’idea de La Casa Rossa, la regia della webserie è affidata a Niccolò Gentili con secondo regista Fabrizio Rossi. Gli autori sono Luca Bellesi e Fabrizio Rossi.

AGI – “Mi 11 è stato creato per essere al centro del palco”. Con queste parole Shou Zi Chew, president of International & CFO di Xiaomi ha presentato il nuovo smartphone della compagnia di Pechino, il Mi11 5G. Chipset Qualcomm Snapdragon 888 per combinare Intelligenza Artificiale e connettività 5G, tripla fotocamera da 108 MP, schermo Amoled Samsung di 6,81 pollici a risoluzione 2K e 120Hz di refresh, batteria da 4.600 mAh con ricarica rapida a 55W le caratteristiche di punta.

Il nuovo smartphone di Xiaomi è stato presentato in Europa nel corso di un evento (in diretta dallo Xiaomi Technology Park) intitolato non a caso “Le luci della ribalta”. L’obiettivo della compagnia di Pechino (terzo produttore di smartphone al mondo) è portare strumenti di ripresa evoluti nelle mani di gli appassionati di foto e video alle prime armi. Mi11 5G sarà disponibile in Italia a partire da inizio marzo, al prezzo di 799,90 euro per la configurazione da 8GB+128GB e a 899,90 euro per la variante da 8GB+256GB. Inizialmente debutterà nelle colorazioni Horizon Blue e Midnight Grey, successivamente la gamma colori sarà ampliata con la versione Cloud White e la Lei Jun limited edition.

Il laboratorio più silenzioso del mondo

Shou Zi Chew, president of International & CFO di Xiaomi, nel corso della presentazione, ha messo anche in evidenza come Xiaomi sia al terzo posto come produttore di smartphone e il fatto che è la compagnia cresciuta di più tra i primi 5 marchi di smartphone. Non solo. Chew si è soffermato anche sui laboratori dei Xiaomi dedicati ai test per le telecamere, precisando che i migliaia di test che prima richiedevano tre giorni per essere eseguiti vengono ora portati a termine in un solo giorno, definendo poi il laboratorio audio “il posto più silenzioso del mondo”. A proposito di 5G ha sottolineato il lavoro per migliorare le antenne.

La fotocamera

Equipaggiato con un sensore da 108 MP, con la più alta risoluzione al mondo per la fotocamera principale, Mi 11 5G monta anche una fotocamera ultra-grandangolare da 13MP e un obiettivo tele macro da 5MP. Sulla parte anteriore, una fotocamera da 20MP riduce al minimo le cornici sulla schermata home, garantendo agli utenti di apparire al meglio quando scattano un selfie o fanno una video chat con gli amici.

I video

Fra le funzionalità di Mi11 5G nel campo della fotografia e dei video c’è la modalità notturna, in grado di ridurre il rumore per riprese più luminose. Nel menu, a disposizione sei funzionalità speciali. Tra cui Parallel World, che duplica e inverte la scena per dare l’impressione di un mondo specchiato, Freeze Frame Video, freeza e clona i fotogrammi video per creare l’illusione che parti del video siano sospese nel tempo.

La modalità Magic Zoom, capace di creare la sensazione della videocamera che ingrandisce e rimpicciolisce simultaneamente la scena. Time-lapse Pro poi permette di regolare la velocità dell’otturatore, ISO, apertura e EV per gestire anche le situazioni di illuminazione più difficili. Il controllo professionale si estende anche all’editing con funzioni AI avanzate, tra cui AI Erase 2.0 che consente agli utenti di rimuovere oggetti o linee indesiderate dalle immagini.

Solamente il 30% delle aziende italiane ha piena consapevolezza del potenziale del 5G, le reti di nuova generazione, mentre il restante 70% non ha la minima idea di cosa sia. Il 63% dei cittadini europei pensa poi che il 5G non sia sicuro. Sono alcuni dei dati emersi nel corso di “Il valore del 5G, tra potenzialità e servizi”, incontro online organizzato oggi pomeriggio da Inwit, società italiana attiva nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni.

Grandi opportunità per le imprese e cittadini

“Lo sviluppo delle reti 5G può rappresentare il driver abilitante capace di accelerare la trasformazione tecnologica e sostenere la ripresa economica e sociale del nostro Paese – ha detto in apertura Giovanni Ferigo, AD di Inwit – i benefici non saranno solo economici, ma riguarderanno le modalità stesse del nostro vivere. Il 5G aprirà grandi opportunità organizzative per le imprese e per le pubbliche amministrazioni e permetterà di trasformare le città in smart cities dove servizi evoluti, innovazione e attenzione alle esigenze dei cittadini costituiranno gli assi portanti del nuovo sviluppo urbano. Affinché le aziende, la PA e tutti i cittadini siano consapevoli delle potenzialità del 5G e dei vantaggi che lo sviluppo delle reti di quinta generazione produrrà sul sistema-paese, è necessario puntare sull’education, in modo da diffondere sempre più cultura e competenze digitali”.

Rivoluzione culturale e digitale

Conoscenza, competenza e formazione per sostenere “una rivoluzione che ci porterà verso una società iperconnessa. Non sarà – ha spiegato Michele Gamberini, Chief Technology and Information Office TIM – un big bang ma un’evoluzione graduale, che comporterà anche una mutamento delle competenze all’interno delle imprese”. Una rivoluzione digitale “che implica una rivoluzione culturale con nuovi modi di lavorare e nuove professionalità”.

Il 5G presto e subito

All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che ha parlato del 5G come di “un grande salto”, da una parte “in continuità con le tecnologie che già conosciamo”, dall’altra con una spinta in termini di prestazioni. “Penso alla telemedicina, che ha nel 5G un abilitatore molto rilevante. Se noi avessimo già avuto il 5G – si è chiesto Gori – gli effetti della pandemia sarebbero stati gli stessi? Penso poi alla pubblica amministrazione, all’interazione tra le macchine. Non ho dubbi che serva, ma serve presto e in modo diffuso”. Gori ha anche messo in evidenza come la nostra regolamentazione sia eccessivamente severa in termini di “emissioni, con livelli consentiti che sono di alcune grandezze più bassi della media degli altri Paesi”, con un conseguente aumento delle antenne e una minore velocità di trasmissione.

La​ velocità è determinante

Un elemento preso in considerazione anche da Marco Gay, Presidente Confindustria Piemonte. “È urgente un confronto sulle nuove tecnologie e gli strumenti di abilitazione: il 5G non è solo trasmissione di dati, ma anche e soprattutto un mondo di servizi alle imprese e al cittadino”. Sul tema delle emissioni ha aggiunto: “Le nostre aziende sono inserite in una competizione europea e la velocità è fondamentale”. Per Marco Gay cultura, leva fiscale e filiere sono le tre direzioni su cui iniziare a lavorare in termini di implementazione del 5G.

5G per rilanciare il Paese

“Il Recovery Fund? Avremo un ulteriore passaggio parlamentare ma c’è una forte impronta su formazione e digitale” ha assicurato Luca Carabetta, componente della X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo. “Usiamo le turbolenze di questo fase e mettiamoci intorno ad un tavolo per rilanciare il paese. Non c’è impresa innovativa senza fattore abilitante”. Dello stesso avviso Vincenza Bruno Bossio, Segretario IX Commissione Trasporti,
Poste e telecomunicazioni. “L’investimento sul 5G è fondamentale per il futuro del Paese” perché secondo Bossio permette “di superare il digital divide in Italia”. “Siamo riusciti – ha ricordato – a bloccare una serie di pregiudizi sul 5G, con mozioni e risoluzioni che andavano in senso contrario alle fake news. Con il Decreto Semplificazioni poi abbiamo dato un colpo importante. Ma dobbiamo andare oltre”. La scommessa del “Recovery Fund sta proprio in questo: dare l’indicazione su dove deve andare il Paese nei prossimi anni”. Se non continuiamo a investire sul 5G, ha avvertito Bossio, “regrediamo. Dobbiamo fare un salto di qualità sul digitale” e farne una “tecnologia di prossimità per il cittadino”.

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