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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Uscito inizialmente nel 1997 sulla prima PlayStation, e considerato da molti come il migliore episodio della saga, Final Fantasy VII è appena uscito su Apple Store al prezzo di 15,99 euro.

Rimasto finora esclusiva di PC e piattaforme Sony, questa versione richiede sistemi Apple abbastanza recenti e performanti, ma include due sistemi di controllo appositamente adattati agli schermi tattili e un comparto tecnico migliorato.

Altre novità di questa versione sono l’aggiunta di una modalità Jukebox per ascoltare in ogni momento le eccellenti musiche di Nobuo Uematsu e l’ormai immancabile supporto al Game Center, oltre alla possibilità di regolare subito al massimo le caratteristiche dei personaggi e di eliminare gli incontri casuali dei nemici.

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Riuscire a inserirsi nel panorama degli MMORPG facendo breccia nel cuore degli appassionati, in un mercato dominato da moltissimi anni ormai da World of Warcraft , non è affatto facile. I giocatori di questo genere di giochi sono ormai molto scettici riguardo le novità, sopratutto se sono costituite da giochi free to play, che spesso finiscono per deludere le aspettative. In questi anni, infatti, siamo stati bombardati da MMORPG che promettevano tanto, ma rispettavano poco. Fortunatamente in un gregge di pecore nere c’è sempre il posto per qualche pecora bianca, e noi pensiamo di averne scovata una.

Parliamo oggi di Skyforge, un MMORPG in BETA che unisce Sci-fi e mitologia, con un’ambientazione futuristica inserita in un contesto dalle tinte greco/romane. Ci ritroveremo circondati da personaggi armati come legionari, ma non sarà raro vedere armature e armi futuristiche, o addirittura vestiti “quotidiani” come canottiere e giacche di pelle, insomma ce n’è per tutti i gusti.

Skyforge - Anteprima

Una giocata da Dio

Skyforge è un progetto portato avanti dalla Obsidian Entertainment (Neverwinter Nights 2, Pillars of Eternity) e dal team Allods (Allods online), che in maniera molto ambiziosa cercano di portare una ventata d’aria fresca in questa fetta di mercato che è ferma da ormai troppo tempo.

All’interno di Skyforge ci ritroveremo a vestire i panni di un immortale che dovrà percorrere il suo cammino fino a diventare un vero e proprio Dio, ma questo sarà possibile solamente guadagnando la fiducia degli abitanti di Aelion. Il nostro lavoro come immortale sarà quello di aiutare i mortali presenti sul pianeta (visto che in questo universo le divinità intervengono in maniera diretta nelle faccende che riguardano il mondo), e facendo ciò acquisiremo sempre più potere e seguaci. Il gioco eccelle sotto questo punto di vista, in quanto l’ambiente circostante creerà nel giocatore un vero senso di “potere” e “onnipotenza”, non sarà raro difatti incontrare dei nostri adoratori, e più avanti nel gioco sarà presente anche un sistema di gestione degli “Adepti” che ci permetterà di inviarli a compiere missioni per nostro conto.

Il mondo di gioco sarà visionabile e gestibile da un grande hub centrale: il Divine Observatory. Una volta davanti all’osservatorio troveremo una grande quantità di zone istanziate da esplorare: potranno essere veri e propri dungeon, affrontabili sia in gruppo che da soli, zone aperte che non sono altro che delle grandi istanze contenenti molti giocatori alla volta e dove si troveranno tantissime quest da completare, oppure dei battleground dove affrontarsi con altri giocatori in pvp. Una volta completata una delle zone sopracitate ovviamente otterremo un premio, rappresentato a volte da equipaggiamento, ma solitamente da alcune gemme che dovranno essere utilizzate nello skill tree per evolvere il nostro personaggio.

Skyforge - Anteprima

Il mio lavoro lo cambio quando mi pare

A quanto detto dagli sviluppatori il gioco utilizza un combat system ispirato dai migliori giochi action per console unendolo a un sistema di target, ma discostandosi dal classico sistema “punta e clicca” presente negli MMO da sin troppo tempo. Il risultato è un ibrido ben costruito, servirà infatti un target unicamente per utilizzare alcune spell, ma per il resto il tutto risulterà action (alla Devil May Cry) e ci permetterà di eseguire una discreta dose di combo.

Nel gioco sono presenti tredici classi tutte ben differenziate tra di loro sotto ogni punto di vista, e sopratutto saranno intercambiabili in ogni momento del gioco, a patto di averle sbloccate. Le classi sono naturalmente divise nei classici ruoli di dps, tank e supporto, anche se quest’ultimo nel gioco si limiterà solo a donare buff e scudi ai propri alleati.

Ogni classe avrà un proprio skill tree, distaccato dal grandissimo “Ascension Atlas” di cui parleremo più avanti. Lo skill tree di classe (che assomiglia moltissimo alla sferografia di Final Fantasy X) è abbastanza lineare, e vi troveremo vari nodi da sbloccare tramite l’utilizzo delle gemme trovate con le quest. Tali nodi potranno essere di varie grandezze e colori e grazie a queste caratteristiche la loro funzione sarà subito riconoscibile: i nodi piccoli contengono statistiche, i nodi grandi contengono abilità e talenti; a loro volta i nodi possono essere di tre colori (come i colori delle gemme): i rossi andranno ad aumentare il danno base, i verdi le statistiche difensive e i blu il danno bonus. Tutte queste statistiche e abilità sbloccate negli alberi delle singole classi andranno a modificare il personaggio solo quando utilizzeremo, appunto, quella classe, ma nel gioco troveremo anche un sistema di sviluppo del personaggio indipendente dalla classe scelta: L’Ascension Atlas.

L’Ascension Atlas è abbastanza simile agli skill tree delle singole classi, segue infatti lo stesso sistema di nodi, ma sarà molto più aperto e ci donerà libera scelta riguardo la strada da percorrere. La struttura di questo albero abilità è simile a un insieme di sistemi solari, dove i nodi grandi rappresentano i soli e quelli piccoli i pianeti. Sbloccando i punti più piccoli aumenteremo come sempre le nostre statistiche, ma sbloccando quelli grandi potremmo addirittura sbloccare intere classi.

Il nostro starting point sarà situato nei grandi nodi rappresentanti le tre classi base: Cryomancer, Paladin e Lightbinder. Partendo da qui le possibilità sono immense, potremmo scegliere di percorrere la strada dell’assassino sbloccando tutti i nodi necessari per sbloccare tale classe, o magari di rimanere saldi col nostro paladino e di muoverci nel lato dell’albero dove vi sono più nodi dedicati alle statistiche difensive, le possibilità sono pressoché infinite.

Nel gioco troveremo inoltre anche uno strano sistema di gestione dei livelli: in Skyforge il nostro grado sarà calcolato dal nostro prestigio totale, un valore numerico che è la somma di tutta la potenza che otteniamo dall’equipaggiamento e dall’Ascension Atlas.

Molto particolare è anche la gestione dell’equipaggiamento. Questo sarà costituito da tre parti principali: arma primaria, arma secondaria e anelli (non è presente alcuno slot per le armature che saranno esclusivamente estetiche), ognuno di questi slot sarà potenziabile, donando delle statistiche e del prestigio di base anche nel caso che questo sia vuoto. Oltre a questi slot principali vi sono altre due parti dell’equipaggiamento accessibili nelle fasi più avanzate di gioco: i trofei e gli amuleti.

Skyforge - Anteprima

Credi in me, che io credo in te

Le possibilità a nostra disposizione non sono di certo finite qui, ricordiamo che siamo delle divinità e come tali dovremmo avere dei seguaci che credano in noi. Nel gioco sarà presente quindi anche la possibilità di creare il proprio ordine: sfruttando la nostra influenza sui mortali potremo infatti assumerli come adepti per mandarli in missione, a costruire santuari e templi utili per aumentare le nostre statistiche, o spedirli come missionari per guadagnare nuovi seguaci. Ogni adepto avrà abilità ben precise, e starà a noi saperli sfruttare al meglio.

Una delle poche pecche presenti a oggi nel gioco e la scarsa possibilità di comunicazione tra i giocatori, sarà presente infatti una chat, un group finder per i dungeon e un sistema di gilde, ma le interazioni tra giocatori non sono mai veramente necessarie per gran parte dell’esperienza di gioco.

Skyforge - Anteprima

Motion capture, questo sconosciuto

Dal punto di vista tecnico il gioco mostra i muscoli per quanto riguarda la grafica e l’atmosfera, ma spesso delude nelle animazioni che per quanto siano godibili spesso risultano molto innaturali.

Le ambientazioni sono realizzate in maniera quasi perfetta, che siano dungeon, zone aperte o città, complice anche la resa grafica veramente eccellente, e riescono a donare un senso di immersione non indifferente. Anche il comparto audio è eccellente, con musiche immersive e un completo doppiaggio in lingua inglese. Per quanto riguarda la longevità, già ora come ora Skyforge si dimostra essere quasi infinito, o almeno estremamente lungo da completare e da esplorare in ogni suo angolo.

Nel complesso Skyforge risulta essere un progetto veramente interessante e promettente. Il gioco è in continuo aggiornamento e le patch promettono di essere veramente sostanziose, è uscito infatti da pochi giorni un aggiornamento che sfiorava i 5 gb di grandezza e al suo interno erano presenti moltissime novità non indifferenti, è stata abilitata per esempio la Divine Form, sbloccabile una volta raggiunti i 35000 punti prestigio, che permetterà di assumere una forma divina per 15 minuti. Sono stati inseriti anche tre importantissimi elementi pve precedentemente annunciati: le invasioni, le anomalie e i raid. Tra una cosa e l’altra Skyforge si è dimostrato essere una piccola perla, da spulciare e da amare. Uno dei pochissimi free to play che vale la pena sul serio di provare, soprattutto grazie alla mancanza di una vera e propria componente pay to win. Vi consigliamo di testarlo, non ve ne pentirete.

La Rare Replay è una Collection che approda sulla console di casa Microsoft, Xbox One. I ragazzi della software house inglese hanno svolto un lavoro egregio, servendo ai moltissimi appassionati di videogiochi un pacchetto ricco costituito dai grandi classici che hanno reso noto il marchio. Infatti, sarà possibile ritrovare al suo interno giochi del calibro di Banjo-Kazooie, Perfect Dark, Conker e molti altri ancora. Negli ultimi anni Rare ha dovuto accantonare le sue saghe più conosciute per dedicarsi allo sviluppo di giochi su Xbox, esattamente per la periferica Kinect, e ovviamente i fan non hanno preso bene tutto ciò. In occasione dell’ultimo E3 2015 hanno presentato, oltre alla Rare Replay, il loro nuovo progetto Sea of Thieves un titolo fortemente centrato sull’online a sfondo piratesco, ma di cui al momento sappiamo davvero poco.

Rare Replay Recensione

Si apra il sipario

Inserito il disco di gioco nella propria Xbox One, verremo catapultati in un bellissimo e stravagante filmato introduttivo che, per com’è stato realizzato, vale già da solo il prezzo d’acquisto del biglietto, a ciò fa da cornice una canzone al quanto celebrativa facendo sembrare il tutto uscito da un musical teatrale. Si parte subito con Jetpac, titolo uscito per ZX Spectrum e primo titolo della software house inglese: si presenta come un normale sparatutto a scorrimento orizzontale, noi impersoneremo un’astronauta, di nome Jatman, e il nostro scopo sarà quello di aiutarlo nell’impresa di costruire un razzo per fuggire su molteplici pianeti. Proseguendo sempre con i titoli dell’era ZX Spectrum ci saranno: Atic Atac, Sabre Wulf, Knight Lore o Gun Fight. Tutti questi sono basati sullo stesso motore grafico con una visuale isometrica: dire che oggi possano avere un certo effetto sul videogiocatore è un po’ difficile purtroppo ma, ovviamente, all’epoca erano piuttosto innovativi.

Rare Replay Recensione

La carrellata di titoli prosegue con l’epoca dei titoli per NES: partendo da Slalom, titolo basato sugli ASCII che fu il primo debutto di Rare su hardware Nintendo, poi c’è Snake Rattle ‘n’ Roll o RC Pro-Am, quest’ultimo un gioco di guida in cui sono presenti delle piccole macchinine radiocomandate da far correre, ed è tutt’oggi ancora molto divertente da giocare. C’è l’originale Battletoads uscito per NES e anche la versione Arcade che uscì successivamente a quest’ultimo  nel 1994. Uno migliore dell’altro, soprattutto il secondo, due picchiaduro a scorrimento piuttosto difficili dove la parola chiave è: “prendi a pugni in faccia a tutti!”.

Rare Replay Recensione

Proseguiamo poi con i giochi per Nintendo 64: Perfect Dark uno sparatutto davvero eccellente; Blast Corps un gioco di demolizioni; Jet Force Gemini e due pietre miliari come Banjo & Kazooie e Conker’s Bad Fur Day, platform 3D il cui protagonista, un tenero scoiattolino, si ubriaca, dice parolacce ed è fissato con il sesso. Il titolo all’epoca, a causa del suo essere “volgare”, fu pesantemente censurato ma qui viene proposta la versione originale, potendo così godere le più belle citazioni presenti. La collana di giochi si conclude con la sezione dedicata ai giochi per Xbox: Grabbed by the Ghoulies, Perfect Dark Zero, Kameo, Viva Pinata e Banjo & Kazooie: Nuts & Bolts. Purtroppo mancano alcuni giochi alla collezione, perchè Nintendo detiene la loro proprietà, e stiamo parlando di: Donkey Kong Country per NES, Goldeneye 007 per N64 e molti giochi usciti per Game Boy. Sicuramente uno dei punti di forza di questa collection è senza dubbio la longevità riposta nei titoli, dato che per completarli serviranno poco più di cento ore, tipo Viva Pinata che è praticamente infinito.

No biglietto, no party

Per gli amanti degli obiettivi la Rare Replay è una gallina dalle uova d’oro. Pian piano che finiremo un gioco e ne inizieremo un altro, ci sarà un livello di esperienza che salirà e ci permetterà di avere accesso a una sezione denominata “Rare Revealed“. Cos’è “Rare Revealed“? È una sezione che da la possibilità di mostrare al giocatore i retroscena della software house inglese riguardante la realizzazione dei giochi a modo di documentario. Sarà possibile dunque scoprire anche ulteriori informazioni su di loro e sui titoli pensati per essere sviluppati ma, poi successivamente cancellati. Non sarà una passeggiata sbloccare questi contenuti, richiederà tempo e abilità da parte del videogiocatore. I giochi proposti sono esattamente quelli che uscirono all’epoca: nessun remake, o cose di questo genere. La Rare Replay vi propone le versioni originali, con il comparto tecnico di una volta e, la presenza di due bande laterali in caso vi troviate a giocare a un gioco in 4:3. L’intera collezione pesa decine e decine di giga, dunque state pronti a download davvero consistenti: tra giochi ed extra. Tutti i giochi usciti su Xbox 360 dovranno essere scaricati a parte e avranno la lista achievement anch’essa separata: i punti G totali da sbloccare sono ben 10.000.

Rare Replay Recensione

La Rare Replay è la rappresentazione di un tributo a una delle software house più importanti ed è un’occasione che va colta immediatamente. La cura e la realizzazione di questa collana comprendente i trenta titoli è stata affrontata in maniera certosina e impeccabile. Ogni giocatore avrà la possibilità di scegliere tantissimi generi diversi tra loro, come dagli sparatutto ai gestionali, dai picchiaduro ai platform. Questa operazione nostalgica ha dalla sua parte il prezzo e la mole di contenuti al quanto bilanciata, solo 30€, una cifra piuttosto ottima per il pacchetto riservato. Ovvio, per chi magari non ha mai potuto mettere le proprie zampacce su un un ZX Spectrum questa potrebbe essere un’ottima occasione, nonostante siamo consapevoli che alcuni giochi possano lasciare il tempo che trovano.

GameSource.it è lieta di annunciare la propria presenza a Comicspopoli 2015, evento fieristico dedicato al mondo dei fumetti, dell’animazione e dei videogiochi che si terrà a Forlimpopoli (FC) sabato 5 e domenica 6 settembre.

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La fiera si terrà all’interno e nei dintorni della rocca medioevale posta al centro della città, dove troverete anche il nostro stand in cui potrete provare liberamente le ultime novità per PlayStation 4, Xbox One, PC e Wii U, fra cui Metal Gear Solid V e il nuovo gioco su Mad Max.

C’è inoltre una novità esclusiva: al nostro stand sarà infatti possibile provare in anteprima il videogioco The Steampunk League creato dagli italiani DiXidiasoft. Luca Pierabella, programmatore e responsabile del team, sarà presente per illustrare il suo titolo e rispondere a tutte le vostre domande.

Come ai nostri precedenti eventi non mancheranno giveaway di giochi e interventi sul palco per discutere e approfondire le ultime novità del mondo dei videogiochi e in particolare di quanto abbiamo visto alla Gamescom.

L’appuntamento per la conferenza “Parliamo di videogiochi” è fissato alle 10:30 di domenica 6 settembre sul palco del Teatro Verdi di piazza Fratti.

Per sapere il programma completo, indicazioni su come raggiungere la fiera ed orari vi rimandiamo al sito ufficiale di Comicspopoli.

 

A poche ore dalla sua uscita, la versione per PC di Final Fantasy Type-0 HD sembra avere già alcuni problemi. Il gdr di Square Enix, infatti, sembra risentire di animazioni che, anche sui sistemi più performanti, non superano i 30fps.

Altre limitazioni del titolo, pubblicato tramite Steam, sono la mancanza di una risoluzione 4K (sono disponibili solo 720p e 1080p) e l’assenza di supporto per il mouse, dal momento che possono essere utilizzati solamente tastiera e pad.

Non si sa ancora se si tratti di una serie di bug del prodotto, già da tempo disponibile per PlayStation 4 e Xbox One, o di una precisa (e discutibile) scelta degli sviluppatori.

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Durante la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 in TV era comune, sia nei canali regionali che in quelli nazionali, vedere trasmessi cartoni animati giapponesi che avevano come protagonisti improbabili quanto meravigliosi dei giganteschi robottoni e le loro crociate contro il male. Ogni tipo di male. Goldrake, Daitarn III, Jeeg, molti di noi sono cresciuti cantando a squarciagola le sigle di quegli epici anime e ancora oggi, siamo sicuri, vi capita di andare a risentirle su Youtube, con l’inevitabile single tear che scende giù. Questo sentimento di nostalgia e amore per quel tipo di intrattenimento è sempre stato vivo anche nel cuore di chi crea videogiochi è spesso stato traslato in ambito videoludico con giochi più o meno di successo e in alcuni casi anche con dei cult del settore: le serie di Front Mission e Armored Core per citare i più amati e apprezzati, ma sono tanti i giochi che hanno cercato di ricreare l’atmosfera epica degli scontri galattici con cui siamo cresciuti.

Oggi ci provano anche gli studi indi, nel caso specifico 17-BIT, con un gioco leggermente diverso da quelli a cui siamo stati abituati fin ora: Galak-Z: The Dimensional. Saranno riusciti a farci tornare bambini? Saranno stati in grado di far spuntare la single tear al dodicenne dentro di noi? Scopriamolo.

Galak-Z: The Dimensional - Recensione

Sviluppato e pubblicato da 17-BIT, per intenderci quelli di Skulls of the Shogun, Galak-Z: The Dimensional ha avuto uno sviluppo travagliato. Inizialmente pensato per essere un 2D space shoot-’em-up, o come ha detto lo stesso Jake Kezdal (fondatore di 17-BIT) “un tipico gioco di azione-avventura in stile Metroidvania”, durante lo sviluppo il team si è reso conto dei limiti che il gioco avrebbe avuto. Mancava un’identità, inoltre la creazione di ogni singolo livello era diventata noiosa e questo avrebbe inevitabilmente avuto un’influenza negativa sul prodotto finito. Così vennero creati dei tool che generassero proceduralmente dei livelli partendo da degli schizzi di base e fu fatta una build di prova che però aveva abbandonato lo stile Metroidvania in favore di una forte componente roguelike. L’intero team fu sorpreso dallo scoprire quanto avrebbero potuto fare in questa nuova situazione, quanti contenuti avrebbero potuto aggiungere. Tutti avevano inziato a divertirsi molto di più a giocare al nuovo Galak-Z, che quindi diventò ufficialmente quello che è ora, un roguelike.

Galak-Z: The Dimensional si presenta come un classico shooter bidimensionale con visuale dall’alto in cui qui potremo muoverci liberamente per esplorare intere aree nel corso di ogni missione. Potremo lasciarci trasportare dall’inerzia o utilizzare i razzi propulsori per cambiare direzione e avremo a nostra disposizione laser e missili per distruggere qualunque cosa che si muova, siano essi nemici o asteroidi la cui colpa è solo quella di passarci davanti. L’intero sistema di comandi è studiato per essere funzionale, ma non pratico: ci vorranno infatti diversi minuti per prendere dimestichezza con i comandi e abituarsi ai movimenti della propria nave, e ci vorranno ore per diventarne padroni. Ogni volta che crederemo di aver preso le misure al gioco, infatti, succederà qualcosa che fino a quel momento non era successa (come ad esempio un maggior numero di nemici a schermo, le cui più numerose e violente esplosioni dovranno essere assorbite in modo diverso), e come se non bastasse, quando finalmente penseremo che niente di nuovo potrebbe accadere, ecco che la nostra nave spaziale si trasforma in un fantastico robottone. Ebbene sì, Galak-Z: The Dimensional ci permette di utilizzare un mech. Una volta trasformati non potremo più sparare, ma avremo a disposizione uno scudo, una spada e un artiglio allungabile per afferrare nemici ed environment da utilizzare a nostro favore (asteroidi, taniche di benzina, cavi scoperti. Cosa farci con questa roba non ve lo dobbiamo dire noi no?).

Galak-Z: The Dimensional - Recensione

C’è da dire comunque che se è vero che imparare a giocare sia abbastanza difficile, è vero anche che sia estremamente soddisfacente. Una volta imparato sarà come essere davvero in quella nave. Il gioco regala un’immersività eccezionale grazie ai continui discorsi tra A-Tak (il protagonista) e Beam (il capo sulla nave ammiraglia), oppure grazie al riquadro in basso a sinistra in cui possiamo vedere le smorfie di A-Tak mentre spara, subisce o schiva i colpi. Insomma ogni singolo aspetto del gioco è curato nei minimi dettagli per trasmettere quella sensazione di stare guardando una puntata di un vecchio anime e buttarci indietro di trent’anni. Addirittura il menu di pausa sembra quello di un videoregistratore di inizio anni ’90, con tanto di sfarfallio dello schermo.

L’intera avventura è divisa in cinque Seasons, ognuna composta da cinque episodi. In ogni episodio potremo svolgere una missione casuale (distruggere dei satelliti o riposizionarli, eliminare una tana di insetti, recuperare provviste ecc), e durante le nostre avventure potremo trovare delle casse più o meno nascoste in cui ci saranno currency o potenziamenti per la nave o blueprint per sbloccare oggetti nel negozio. Una volta completata la stagione, o una volta morti, dovremo ricominciare tutto da capo, in perfetto stile roguelike.

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Tecnicamente siamo davanti a una piccola perla. Il design dei livelli è studiato affinché ogni singolo elemento abbia un senso all’interno del livello, seppure ogni cosa sia generata casualmente. Ecco quindi che in una missione in cui esploreremo delle caverne troveremo spuntoni acuminati su cui scaraventare le navi ostili, oppure dei fiori rompendo i quali liberemo delle spore per rallentare o distruggere gli scudi dei nemici; o ancora in un livello a tema più “industriale” troveremo tubi di gas da fare esplodere al passaggio delle navi avversarie, o barili di benzina e così via.

A far da cornice a tutto questo, Galak-Z: The Dimensional sfoggia un comparto tecnico di tutto rispetto. Il gioco è realizzato decisamente bene, sia da un punto di vista di gameplay, come abbiamo visto, sia da un punto di vista grafico. Tutti gli ambienti risultano curati, così come le animazioni e la realizzazione dei modelli sono convincenti e azzeccati. Tutto è studiato per ricordare l’atmosfera degli anime anni ’70, ’80 e ’90, perfino i personaggi sono disegnati ricalcando lo stile di quei tempi (e difatti non sono proprio bellissimi, ndr).

Se qualche difetto vogliamo trovarlo, lo possiamo cercare nella soundtrack, non allo stesso livello di tutto il resto. Risulta abbastanza monotona, almeno per buona parte del gioco, salvandosi solo in qualche momento più concitato come ad esempio qualche boss fight. Nonostante Galak-Z: The Dimensional giri complessivamente bene su Playstation 4, abbiamo riscontrato anche qualche leggero calo di fps di tanto in tanto. Una volta ci è perfino crashato, cosa che chi scrive non aveva mai visto prima su PS4. Lo stesso Kezdal in un’intervista ha ammesso che sviluppare questo gioco su console sia stato una sfida. 17-BIT voleva portare al pubblico un gioco che fosse completo e bello da vedere e per questo motivo è stata anche cancellata la versione per Playstation Vita a causa di limiti tecnici della console. Su PS4 fortunatamente sono stati raggiunti dei buoni standard e possiamo essere soddisfatti di quello che abbiamo per le mani. A detta di Kezdal comunque la versione per PC, che arriverà probabilmente nell’autunno 2015, sarà sicuramente superiore.

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Galak-Z: The Dimensional è un trionfo di nostalgia per gli amanti degli anime di trent’anni fa, una celebrazione di quei robot, quei personaggi e quelle storie che ci hanno cresciuto e che ci hanno reso gli otaku o i gamer che siamo oggi. A volte capita che questo tipo di giochi celebrativi siano idealmente belli, ma poi realizzati in maniera mediocre, ma non è questo il caso. Galak-Z: The Dimensional riesce in tutte le sue intenzioni: è bello da vedere, divertente da giocare e rigiocare infinite volte, ogni volta raccontandoci una storia diversa. Il nostro consiglio è quello di fare contento il vostro dodicenne interiore e regalarvi questa perla, così che “sul tuo bel viso una lacrima vien giù” (cit. sigla Starzinger)

Non è una novità, ormai, che anime e videogiochi vadano di pari passo, almeno per quanto riguarda le serie più famose. Non accade di rado, difatti, di trovarci di fronte più e più videogames basati sulle saghe di Dragon Ball, Naruto, One Piece, Jojo, e così via. Accade tuttavia che a volte nascano videogames così belli e apprezzati, che è l’anime ad uscire in seguito al gioco. E’ stato il caso, per esempio, di Pokèmon, ma anche di Inazuma Eleven e Yokai Watch. Questi ultimi due titoli, opera della Level-5, hanno dimostrato come questa casa sia in grado di sfornare capolavori incredibili, dal gameplay azzeccato e con storia e personaggi appassionanti, al punto da ottenere appunto un proprio anime (che poi può risultare più o meno commerciale, come scopo l’acquisto del gioco stesso).
Inazuma Eleven e Yokai Watch non sono però gli unici due giochi della Level-5 ad aver ottenuto questo trattamento: troviamo infatti anche il titolo di cui andremo a parlare in.

Danball Senki uscì in Giappone il 16 giugno del 2011, per PSP.  L’11 settembre dello stesso anno, sempre per PSP, l’enorme successo del gioco portò Level-5 a rilasciare a così poca distanza un remake chiamato Danball Senki Boost, con nuovi modellini giocabili, nuovi stili di combattimento, episodi di storia aggiuntiva, nuovi boss segreti, e svariati altri miglioramenti.
Ma la questione non ebbe termine così: il 5 luglio 2012 fu rilasciata per 3DS la versione definitiva del gioco, chiamata Danball Senki Gaku Boost. Tale versione conteneva tutti i miglioramenti del Boost più molti altri contenuti. A distanza di ben tre anni da quel giorno, ecco che finalmente Danball Senki arriva anche in America e in Europa, direttamente nella sua versione definitiva. Danball Senki Baku Boost viene qui chiamato Little Battle eXperience.

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Robottini pericolosi

Ci troviamo nel futuro, più precisamente nell’anno 2050. La tecnologia ha fatto passi da gigante incredibili, sia nelle invenzioni utili, sia nei piccoli hobby. Tra questi vi sono dei piccoli robot, modellini customizzabili in ogni loro parte chiamati LBX (Little Battlers eXperience) che vengono usati in combattimenti tra ragazzi (come se fossero Pokémon, effettivamente). Tuttavia, a causa di armi piuttosto pericolose, questi modellini vengono ritirati dal mercato dopo aver provocato brutti incidenti tra i bambini che ne facevano uso. L’hobby degli LBX torna però in auge ottenendo un successo stratosferico dopo l’invenzione del cartone fortificato, un cartone da pacchi della resistenza incredibile e che inizia a essere usato come arena per gli LBX, così che le loro armi non possano colpire in alcun modo gli utenti.
Van, il protagonista della nostra vicenda, è un ragazzo delle medie che ama gli LBX ma non ne ha mai potuto possedere uno, dato che la madre ne ha proibito l’uso dopo un incidente che ha provocato la perdita del marito cinque anni prima. Un giorno, però, una donna misteriosa gli lascia una valigetta, affermando che essa contiene la speranza e la disperazione dell’umanità intera. Con grande sorpresa di Van, dentro la valigetta è presente un LBX, non trovabile si trova in alcun catalogo e dalle origini ignote. Peccato che da quel giorno in poi, il nostro protagonista inizia a essere attaccato da legioni di LBX che sembrano voler ottenere il contenuto della valigetta. Che dietro il famoso hobby che ha fatto impazzire milioni di ragazzi si nasconda qualche cosa di più oscuro?

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Dal calcio ai mini mech

Little Battlers eXperience si presenta come un vero e proprio gioco di ruolo in stile Level-5. Così come accade in Inazuma Eleven, i vari personaggi si muovono in un ambiente tridimensionale girovagando di mappa in mappa per parlare con le persone, visitare negozi, accettare sfide di LBX, e così via.
Le cose si fanno interessanti però quando si entra in modalità di battaglia. Niente palloni da calcio questa volta, e niente fantasmi. Ci troviamo invece di fronte al nostro LBX contro quello nemico, chiusi all’interno di un Diorama, cioè un’arena creata appositamente con cartone fortificato. Il combattimento ha luogo in un ambito action gdr alla Kingdom Hearts, ma che ricorda anche un picchiaduro ad arena come quelli che spopolano in Giappone, genere noto anche in Occidente a titoli come  Dissidia Final Fantasy o J-Stars Victory.

Con il pad muoveremo il nostro personaggio, e con gli altri pulsanti avremo modo di svolgere le azioni più disparate come l’attacco basilare, il salto, lo scatto, la parata, e attacchi speciali. Ciò che rende questo titolo davvero speciale, però, è che non sono presenti semplicemente diversi personaggi giocabili o da affrontare, dei quali è possibile conoscere tutte le caratteristiche. Ogni LBX, difatti, può essere totalmente customizzato dal suo possessore, il quale può montare qualsivoglia testa, corpo, gambe, braccia o arma sul proprio modellino. Viene da sè quindi che, con ogni pezzo avente le proprie statistiche e abilità speciali, ogni singolo LBX muta totalmente il proprio gameplay e la propria potenza in battaglia. Il giocatore è dunque tenuto non solo a cercare pezzi sempre più forti e rari (sconfiggendo altri LBX, svolgendo quest secondarie, o vincendo in minigiochi), ma anche a trovare lo stile di gioco a egli più affine.
Oltre alle battaglie con gli LBX è possibile imbarcarsi in diverse altre attività, come appunto le quest secondarie (ognuna con un proprio grado di difficoltà) o l’opzionale gioco di carte LBX, una sorta di Magic o Yu-Gi-Oh! insito nel mondo di Danball Senki.
Se poi la modalità storia non soddisfa, è possibile sfidare altri giocatori in battaglie locali e online, per guadagnare anche punti spendibili in cambio di parti di LBX preziose.

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eXperience definitiva

Nonostante l’enorme ritardo con cui Danball Senki è arrivato da noi, possiamo almeno godere del fatto che abbiamo ottenuto direttamente la sua versione definitiva. Baku Boost infatti è decisamente enorme in quanto a contenuti, con tantissimi LBX e carte da collezionare, modalità extra, e addirittura la possibilità di reclutare nel proprio party i tre eroi del secondo capitolo della serie: Danball Senki W. È piuttosto probabile che arriverà da noi anche questo capitolo nella sua versione definitiva per 3DS chiamata Danball Senki W Super Custom, mentre per il terzo capitolo (Danball Senki Wars) dovremo aspettare un bel po’. In ogni caso la longevità è veramente altissima, e per completare tutto supereremo senz’altro il centinaio di ore di gioco.
Tecnicamente abbiamo di fronte un prodotto 3DS superbo, con personaggi modellati e animati alla perfezione come sugli ultimi capitoli di Inazuma Eleven, una colonna sonora ben fatta e orecchiabile, e una storia studiata che lascia spazio ai sequel in un twist di colpi di scena appassionanti.

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Little Battlers eXperience si dimostra come l’ennesimo gioco per 3DS di Level-5 che supera le aspettative. Con una storia appassionante, un gameplay solido e divertente, e soprattutto contenuti di una quantità incredibile, questo gioco permette al giocatore di creare il proprio guerriero in miniatura modificando ogni parte come più desidera. Il fatto che a noi sia arrivata direttamente la versione definitiva darà modo di provare l’esperienza di gioco di Danball Senki nella sua forma migliore, e se le vendite andranno come si sperano, non è escluso che arrivi qui in Italia anche l’eccezionale serie animata. Se vi piacciono i titoli Level-5 vi consigliamo di non lasciarvi sfuggire LBX, in attesa del sequel già uscito in Giappone.

Final Fantasy Type-0 HD disponibile su PC da oggi tramite piattaforma Steam al prezzo di 24,99€. La versione remastered del titolo Square Enix, originariamente uscito su PSP, dopo aver visto nuova luce su PS4 e Xbox One finalmente sarà giocabile anche dagli utenti PC. Per tutte le informazioni vi lasciamo al comunicato ufficiale:

Una versione di FINAL FANTASY TYPE-0 HD ampliata e migliorata in esclusiva per PC

Final-Fantasy-Type-0-HD

Milano, 18 agosto 2015Square Enix Ltd., publisher dei prodotti di intrattenimento interattivi di SQUARE ENIX® in Europa e negli altri paesi che adottano lo standard PAL, ha annunciato che FINAL FANTASY TYPE-0™ HD recentemente uscito per PlayStation®4 e Xbox One, è ora disponibile anche per PC.
 
La versione per PC di FINAL FANTASY TYPE-0 HD include una selezione di miglioramenti: controllo migliorato della telecamera in battaglia, supporto dei trofei e delle carte collezionabili di STEAM, impostazioni per migliorare il motion blur e una modalità che consente di creare i propri sfondi personalizzati. La versione per PC offre il supporto per l’uso del controller e per i computer più potenti anche opzioni per migliorare la risoluzione grafica. Tra le nuove opzioni ci sono anche maggiori effetti di sangue e un nuovo acceleratore della velocità dei personaggi. FINAL FANTASY TYPE-0 HD offre un nuovo tipo di esperienza mai vista prima nella serie FINAL FANTASY ed è un titolo capace di catturare l’attenzione di chi non si è mai avvicinato alla serie così come quella dei grandi fan. Con oltre un milione di copie vendute in tutto il mondo, FINAL FANTASY TYPE-0 HD combina un universo coinvolgente, personaggi memorabili e la grande qualità che ha reso famosa la saga, con un gameplay avvincente e una trama all’altezza della migliore tradizione.

FINAL FANTASY TYPE-0 HD è ora disponibile per PC. Per acquistarlo, e per maggiori informazioni, visita: http://store.steampowered.com/app/340170/

A seguire trovate i requisiti minimi e consigliati per PC.

Requisiti minimi di sistema:

Sistema operativo: Windows 7, 8, 8.1 64 bitProcessore: CPU Core i3 2.5 GHz

Memoria: 4 GB di RAM

Spazio su disco: 30 GB di HDD/SSD

Scheda video: GTX560Ti o AMD Radeon 7790   mp4 [H.264]

Suono: DirectX XAudio2API

DirectX®: 11 o superiore

Requisiti di sistema consigliati:

Sistema operativo: Windows 7, 8, 8.1 64 bit

Processore: CPU Core i5 2.7GHz

Memoria: 6 GB di RAM

Spazio su disco: 30 GB di HDD/SSD

Scheda video: GTX750 mp4 [H.264]

Suono: DirectX XAudio2API

DirectX®: 11 o superiore

Vi ricordiamo che potete leggere la nostra recensione per sapere di più su questo titolo.

Dopo avervi presentato due titoli su Warhammer fantasy, ecco il primo di due sull’universo sci-fi di Games Workshop. Sviluppato da Neocore, Warhammer 40000: Inquisitor – Martyr è un hack’n’slash che promette di portare la furia dell’Imperatore su tutti i nemici dell’umanità a suon di colpi di spada-motosega, lanciafiamme e fucili al plasma. Scusate, ci siamo lasciati trasportare [dalla Sacra Luce dell’Imperatore, ndr].

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Tornando coi piedi per terra, Neocore ha deciso di sfruttare il successo della trilogia di The Incredible Adventures of Van Helsing per creare un gioco di ruolo d’azione con il medesimo motore grafico e ambientato nel più brutale e oscuro scenario fantascientifico mai realizzato e con la massima fedeltà possibile al lore del gioco da tavolo e alle sue regole. Come il nome stesso suggerisce, Martyr mette nei panni di un Inquisitore, la fazione più segreta, spietata ed efficiente dell’esercito dell’Imperium, inviato nel settore spaziale di Caldari a esaminare traccie di Eresia che presagiscono un’imminente invasione delle forze del Chaos. Ovviamente le trova, e si scatena l’inferno – per gli eretici e gli alieni.

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Il gameplay presenta tutto quello che ci aspetta da un hack’n’slash basato su Warhammer 40000: migliaia di nemici da sterminare, un sacco di equipaggiamento con statistiche casuali da raccogliere e provare, tre possibili classi con tante differenti abilità. Per rendere l’esperienza meno banale e più affine al gioco da tavolo, Neocore ha reso il gioco più lento rispetto ad altri dello stesso genere, riducendo il numero di nemici simultanei a schermo in favore di combattimenti più tattici. Il giocatore potrà infatti avvalersi di coperture (che possono essere distrutte) o utilizzare elementi come torrette e armi fisse, così come i nemici, inoltre questi ultimi saranno in grado di organizzare tattiche di attacco e accerchiamento. Non mancheranno boss e mostri molto grossi con tanto di possibilità di puntare alle singole parti del loro corpo, con effetti differenti, e anche sessioni distinte del gioco in cui si piloteranno veicoli.

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Quanto raccontato fa parte della modalità storia, ma c’è anche una modalità sandbox all’interno di un mondo online persistente definita Inquisitorial Campaign. In questa modalità il giocatore potrà accedere a varie missioni attraverso una mappa stellare, ognuna con differenti caratteristiche e obbiettivi. Due punti particolarmente interessanti di questa modalità sono la possibilità di giocare in co-op fino a quattro giocatori e, soprattutto, che trattandosi di una campagna online questa verrà costantemente aggiornata dagli sviluppatori introducendo nuove missioni, nuovi mondi da esplorare ed eventi unici in cui le azioni dei giocatori porteranno cambiamenti nel settore. Ogni giocatore avrà inoltre accesso a una fortezza personale e customizzabile, e potrà invadere quella degli altri giocatori (senza combattere direttamente con questi) per ottenere nuovi oggetti.

Warhammer 40000: Inquisitor – Martyr uscirà nel 2016, prima per PC e poi per Xbox One e PlayStation 4.

Distribuito da The Quantum Astrophysicists Guild e disponibile da più di un anno su piattaforma Steam, Xbox One e Xbox 360, l’originale puzzle game The Bridge arriva oggi anche su PlayStation 4, PlayStation 3 e PlayStation Vita. Creato nell’arco di 4 anni da due sole persone, Ty Taylor e Kevin MacLeod, il titolo si ispira alle opere di Maurits Cornelis Escher, qui magistralmente ricreate da Mario Castañeda in bianco e nero, scelta cromatica necessaria per ricreare in modo efficace le atmosfere dell’artista olandese.

Il protagonista del titolo verrà inizialmente svegliato dalla caduta di una mela sulla testa (vi ricorda qualcuno?) e affronterà una labirintica avventura interamente basata sulla legge di gravità, le cui meccaniche dovranno essere padroneggiate per venire a capo degli enigmi di questa onirica esperienza. Enigmi che variano tra vortici, rotazioni e vettori di gravità e andranno risolti solamente facendo ruotare lo scenario (manca il tasto di salto).

Vincitore di più di 16 riconoscimenti, tra premi e nomination, The Bridge include sulle piattaforme Sony le opzioni cross-buy, cross-save e la condivisione dei trofei.

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