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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Until Dawn, letteralmente “fino all’alba”: tanto dovranno sopravvivere gli otto protagonisti dell’avventura horror sviluppata da Supermassive Games in esclusiva per Playstation 4, la cui data di uscita è fissata per il 26 agosto 2015. Inizialmente pensato per essere giocato su Playstation 3 con l’ausilio del Move, lo sviluppo di Until Dawn si è protratto fino ad approdare infine su Playstation 4: forte di una trama che ha visto la collaborazione dei registi Graham Reznick e Larry Fessenden, il prodotto videoludico di Supermassive Games promette un’esperienza in bilico tra il videogioco e il film interattivo, sulle orme degli ultimi lavori di Quantic Dream. Durante questa recensione sarà impossibile non citare quindi gli ormai storici Heavy Rain e Beyond: Two Souls, così come leggerete molti paragoni con il mondo del cinema. Questo non tanto per fare meri paragoni quanto piuttosto per evidenziare in cosa Until Dawn ci ha colpito e per quale motivo, ve lo diciamo fin da subito, a nostro parere merita il podio a pari merito con le avventure ideate da David Cage.

Until Dawn recensione

Il più classico dei teen-horror

Una delle qualità che più abbiamo apprezzato in Until Dawn è stato il suo saper rendere interessante la più banale delle trame: gli otto protagonisti si ritrovano, come ogni anno, per un week-end di divertimento in uno sperduto chalet di montagna. Ovviamente i ragazzi scopriranno presto di non essere soli e si ritroveranno costretti a lottare con ogni mezzo per sopravvivere ai pericoli della notte e permettere ai soccorsi che arriveranno all’alba di trarli in salvo.

Più nel dettaglio, per gli otto amici si tratta di una ricorrenza particolare: l’anno precedente infatti, nello stesso chalet, si era consumata un’orribile tragedia che aveva portato alla morte di Beth e Hanna Washignton. Le due ragazze, insieme al fratello Josh, sono le figlie del ricco produttore di Hollywood che possiede lo chalet e, insieme ad esso, l’intera montagna di Blackwood sulla quale si svolge l’avventura. È proprio Josh a contattare gli amici e a chiedere loro di riunirsi ancora una volta come ai vecchi tempi: l’intenzione è quella di ubriacarsi, festeggiare e divertirsi per tutto il fine settimana, anche e soprattutto in memoria delle amiche scomparse.

Until Dawn recensione

Dietro richiesta della stessa Sony non possiamo addentrarci più di tanto nei dettagli della trama, ma avrete già capito perché il cliché da teen-horror ci piace così tanto: durante l’avventura ci siamo finalmente ritrovati di fronte a una trama in stile Venerdì 13 attualizzata a oggi, perfettamente in grado di miscelare il fascino dell’horror anni ’80 con i ritmi, la narrazione serrata e i colpi di scena del più moderno cinema dell’orrore, con momenti più splatter alla Saw e scene di tensione come in Ouja. Gli otto protagonisti incarnano perfettamente gli stereotipi classici del genere: vi sono il palestrato coraggioso, la sua ex fidanzata pedante con il nuovo ragazzo, i compagni di classe innamorati ma che non osano dichiararsi l’un l’altro, il tenebroso e il buffone della compagnia. I cinefili tra voi provino a pensare ai personaggi di IT, di Scream o, perché no, in chiave caricaturale ai Goonies: il carisma e le capacità empatiche dei personaggi di Until Dawn sono esattamente gli stessi ed è grazie a loro che l’avventura incolla letteralmente allo schermo per tutte le dieci ore necessarie a portarla a compimento, che poi sono esattamente le ore che separano l’arrivo dei ragazzi alla baita dal sorgere del sole.

Until Dawn recensione

Tra interattività e passività

Data la particolarità del gameplay, la trama di Until Dawn non è ovviamente lineare: immaginate di assistere a un film interattivo, di volta in volta nei panni di uno dei protagonisti; per ognuno di loro il gioco vi chiamerà a intervenire scegliendo la risposta da dare in determinati dialoghi, la direzione da prendere o l’azione da compiere. Il leitmotiv della narrazione è il Butterfly Effect, il cosiddetto effetto farfalla secondo il quale ogni più piccola e insignificante azione è in grado di modificare il futuro generando anche sconvolgimenti in grado di determinare la vita o la morte delle persone. L’effetto farfalla è sapientemente inserito nel gioco tramite la citazione di alcune leggende indiane, secondo le quali farfalle di diverso colore sono in grado di rappresentare presagi più o meno benigni del futuro: nel mondo di gioco sono sparsi dei piccoli totem che, una volta raccolti dai vari personaggi, mostrano confuse scene di un possibile futuro, da tenere in considerazione se si vuole completare l’avventura salvando tutti i personaggi. In un contesto horror, pensate come litigare con un amico che non vi accompagnerà nell’esplorazione, lasciare aperta una porta o mettersi in tasca un paio di forbici possa fare la differenza tra la vita e la morte, e subito vi sarà chiaro come le numerose diramazioni che avete davanti potranno originare altrettante scene e finali alternativi.

Come dicevamo in apertura, è inevitabile mettere a confronto il lavoro di Supermassive Games con quello di Quantic Dream, che dai tempi di Indigo Prophecy sviluppa avventure interattive di questo tipo. Per quanto ci riguarda Heavy Rain resta ancora uno dei capisaldi più importanti di questo genere, se non altro per la sua capacità di far affezionare il giocatore al protagonista fino a fargli vivere i sentimenti dei personaggi come pochissimi altri videogiochi sono stati in grado di fare. Ciò non di meno, i lavori di Quantic Dream presentavano una trama a tratti lacunosa che, in base alle scelte compiute dal giocatore, lasciavano indietro punti oscuri o legavano con poca coerenza le varie scene che portavano a uno dei finali possibili. Questa sensazione l’abbiamo avuta anche in Until Down, ma solamente in alcuni momenti: dobbiamo infatti ammettere di esserci ritrovati di fronte a una trama solida e contemporaneamente malleabile, dove anche la più piccola decisione è tenuta in conto nei dialoghi e nelle scene che si susseguono. Le scelte da compiere sono sempre chiare, tranne che in un paio di punti in cui potreste portare alla morte uno dei personaggi senza volerlo, convinti che la vostra scelta lo porterà a compiere un’azione diversa da quella a cui effettivamente assisterete. Anche questa componente fa comunque parte del gioco e vi spingerà a rigiocare il capitolo per prendere una strada diversa e salvare così – oppure cercare di salvare, chissà – la vita a chi avrete precedentemente condannato a morte. A dire il vero a una seconda partita ci si accorge che nonostante i molteplici bivi la storia non può più di tanto essere stravolta, ma la genialità degli sviluppatori e degli scrittori sta proprio nel farvi credere che forse, se aveste fatto un’altra scelta, le cose sarebbero andate in modo diverso. Un po’ come accadrebbe nella vita reale, soprattutto per quanto riguarda le scelte da compiere velocemente perché in pericolo. A volte infine, caratteristica che ci ha fatto saltare sulla sedia in più di un’occasione, c’è anche la possibilità di prendere una terza via semplicemente non facendo nulla e lasciando scadere il tempo a disposizione senza compiere alcuna scelta: questa è forse la parte più affascinante di Until Dawn, che offre una gamma di scelte pari a quelle che si avrebbero nella realtà.

Until Dawn recensione

Arrivati a questo punto, dobbiamo comunque avvisarvi che il gameplay di Until Dawn è interamente composto da esplorazione e scelte. Rispetto a Heavy Rain o al più recente Beyond – nel quale l’interattività era più marcata grazie al capitolo nella zona di guerra e alla presenza dello spettro da comandare per muovere gli oggetti – in Until Dawn la maggior parte dell’azione è limitata a quick time event in cui basterà premere il giusto tasto con tempismo per evitare la morte del personaggio. Supermassive Games ha pensato bene di inserire anche alcune sparatorie e sezioni con armi da fuoco, ma anche in queste vi basterà spostare il mirino e premere il grilletto con il giusto tempismo per cavarvela senza troppi problemi. Siamo pronti a scommettere che i detrattori andranno a nozze con questa mancanza di reale interattività e, a dirla tutta, anche noi avremmo apprezzato una maggiore possibilità di interagire con l’ambiente circostante il giocatore, perlomeno nelle fasi di esplorazione. Detto questo, ci sentiamo di spezzare una lancia per Until Dawn, la cui esperienza complessiva ci ha comunque lasciato più che soddisfatti: l’avventura grafica è un genere derivato dalle avventure punta e clicca e, se vogliamo, dalle vecchie avventure testuali o dai libri-game. Proprio per questo motivo riteniamo sbagliato paragonare Until Dawn a un survival horror, anche parlando di titoli in cui la componente survival è più forte di quella action, come ad esempio in Memento o Clock Tower. Sarebbe come paragonare Super Mario Bros. 3 a Monkey Island e dire che quest’ultimo presenta lacune nella componente action. Se sposate la nostra tesi, capirete bene come possiamo collocare Until Down sul podio delle avventure interattive; al contrario, se non apprezzate il genere e non vi siete fatti conquistare da Heavy Rain e Beyond, anche il gioco dei Supermassive Games vi stancherà dopo pochi minuti.

Until Dawn recensione

Motion capture da oscar

Trattandosi di un connubio quasi perfetto tra gioco e film, è ovvio che Until Down dovesse mostrare i muscoli sotto l’aspetto grafico. Iniziamo innanzitutto con il dire che il cast – interamente composto da attori in carne e ossa che, digitalizzati, hanno recitato splendidamente come in un vero film grazie alla magia del motion capture – è di tutto rispetto: Sam (Hayden Panettiere), Mike (Brett Dalton), Josh (Rami Malek), Ashley (Galadriel Stineman), Chris (Noah Fleiss), Matt (Giordania Fisher), Emily (Nichole Bloom), e Jessica (Meaghan Martin), Beth e Hannah (Ella Lentini) sono tutti nomi più o meno noti agli appassionati di serie Tv, così come Peter Stormare, nei panni dello psicologo con il quale dialogherete tra un capitolo e l’altro del gioco, ha regalato agli sviluppatori un’interpretazione davvero da oscar. Davvero incredibile è la minuziosa attenzione dedicata alla realizzazione dei volti che, tanto nei campi lunghi quanto nel menu di pausa, in cui si può ruotare e ammirare da vicino il volto del personaggio in uso in quel momento, passano attraverso un’enorme gamma di espressioni e di emozioni a esse collegate. Sotto questo aspetto riteniamo che l’hardware della Playstation 4 sia stato perfettamente sfruttato e ci teniamo a sottolineare come il risultato finale sia davvero interessante.

La qualità diminuisce leggermente nei campi lunghi all’esterno della baita, dove il motore grafico Umbra 3 non eccelle particolarmente: se da una parte i dettagli intorno ai protagonisti e le loro animazioni sono sempre eccellenti, alzando lo sguardo verso l’orizzonte si scorgono un po’ troppa nebbia e alcuni scenari meno realistici. Discutibile, poi, la scelta di estremizzare le caratteristiche fisiche di Brett Dalton fino a renderlo quasi identico al Nathan Drake di Uncharted: per quanto l’aitante attore si presti perfettamente alle fasi più action a lui dedicate e per quanto ci faccia piacere giocare nei panni di un avatar simile al buon vecchio Nate, si poteva forse fare di più per caratterizzare anche questo personaggio e renderlo più unico.

Until Dawn Recensione

Passando infine al comparto sonoro, anche qui ci sono alcuni dettagli che avrebbero meritato maggiore attenzione: da una parte abbiamo una fantastica colonna sonora curata da Jason Graves, autore tra le altre delle musiche del recente The Order 1886; dall’altra una localizzazione in italiano che accosta parti perfette a momenti più imbarazzanti. Sotto questo aspetto, Quantic Dream vince la partita e resta ancora una volta produttore dei titoli meglio localizzati che ci sia mai capitato di provare. Nel caso di Until Dawn è chiaro come Supermassive Games abbia fatto doppiare alcune scene del gioco complete al 100% mentre altre sembrano doppiate seguendo lo storyboard o comunque una versione non finita dei filmati: la sensazione è che la voce non appartenga al personaggio, che a fronte di una mimica facciale perfettamente riprodotta adotta un tono di voce e uno stile di dialogo non consono. Si tratta di rari momenti nelle dieci ore di gioco, per la maggior parte concentrati nel settimo capitolo e, certo, basterebbe giocare il titolo in inglese per eliminare il problema. Riteniamo però che una tale disattenzione per la localizzazione si possa sorvolare in altri generi ma non in un gioco di questo calibro che fa della narrazione il suo unico vero punto di forza. Resta il fatto che l’horror e l’avventura interattiva, grazie a Until Dawn, sono pronti ad arrivare in grande stile su Playstation 4 e, se gli sviluppatori continueranno su questa strada, possiamo aspettarci titoli che corretti i piccoli difetti di produzione saranno chiamati veri e propri capolavori.

Until Dawn è la prima vera avventura interattiva di spessore disponibile per console di nuova generazione. Rispetto ai precedenti tentativi di Quantic Dream di realizzare film interattivi per console, il gioco di Supermassive Games presenta una trama più coesa e scelte psicologicamente pesanti, complice anche l’atmosfera horror che permea il tessuto narrativo. Graficamente l’hardware di Playstation 4 non fa bella figura negli ampi paesaggi montani, ma si fa perdonare con gli interni e con delle espressioni facciali dettagliatissime. Peccato solo per la localizzazione italiana che perde qualche colpo qua e là, difetto sul quale i fan del genere sapranno sicuramente soprassedere pur di godersi un titolo che consigliamo comunque di provare a tutti gli utenti PS4.

 

Nexon in questi giorni ha aperto un sito teaser contenente un countdown che terminerà ufficialmente il 25 agosto alle 18:00

The Shattering

Non sappiamo di preciso cosa si celi dietro tale conto alla rovescia, ma una cosa è certa: dietro tutto questo c’è il creatore di Gears Of War, Cliff Bleszinski

Dopo aver abbandonato la Epic GamesBleszinski, ha aperto la Boss Key Production, la sua nuova software house. La casa di sviluppo è ancora molto giovane e quindi non vanta ancora nessun titolo nel proprio parco giochi, ma sapevamo da tempo che era a lavoro su un fps free to play chiamato BlueStreak.

La natura effettiva di questo reveal non è del tutto chiara, potrebbe nascondere per esempio l’annuncio di una nuova IP, o qualche novità sostanziosa riguardante quello che dovrebbe essere il primogenito della Boss Key, BlueStreak.

Ha fatto scalpore la risposta ad un tweet da parte di Bleszinski, dove sosteneva che il titolo della pagina teaser (The Shattering) non è il titolo di una nuova IP.

È apparso online un sito apposito dove è possibile consultare la line-up Bandai Namco dei giochi che saranno presenti al prossimo Tokyo Game Show, che si terrà dal 17 al 20 settembre.

Da segnalare in particolare la presenza dei nuovi esponenti delle serie di God Eater, JoJo, Naruto Shippuden, Saint Seiya Sword Art Online e Tokyo Ghoul.
Come è possibile notare, inoltre, la compagnia sta puntando molto sul mercato mobile.
Come per gli anni passati, Bandai Namco ha in programma di trasmettere gli eventi in streming live.

line-up Bandai Namco TGS

Eccovi i titoli in questione:

Giochi su console

  • Digimon World: Next Order (PSV) – Trailer
  • Disney Infinity 3.0 (PS4, PS3, Wii U) – Giocabile, Trailer
  • God Eater Off Shot [Lindow Volume] Cross-Play Pack & Anime Vol. 2 (PS4, PSV) – Trailer, Stage
  • God Eater Resurrection (PS4, PSV) – Giocabile, Trailer, Stage
  • JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven (PS4, PS3) – Giocabile, Trailer, Stage
  • Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 4 (PS4) – Giocabile, Trailer
  • Project X Zone 2 (3DS) – Playable, Trailer, Stage
  • Pro Yakyuu Famista Returns (3DS) – Trailer
  • Saint Seiya: Soldiers’ Soul (PS4, PS3) – Giocabile, Trailer
  • Sword Art Online: Lost Song and Re: Hollow Fragment (PS4) – Trailer, Stage
  • Tokyo Ghoul: Jail (PSV) – Trailer
  • TV Anime The Idolmaster: Cinderella Girls G4U! Pack (PS3) – Trailer, Stage

Giochi per smartphone

  • Digimon Linkz (iOS, Android) – Trailer
  • Dragon Ball Z: Dokkan Battle (iOS, Android) – Trailer
  • Drift Spirits (iOS, Android) – Trailer
  • Gundam Conquest (iOS, Android) – Trailer, Stage
  • The Idolmaster: Cinderella Girls Starlight Stage (iOS, Android) – Trailer, Stage
  • The Idolmaster: SideM (iOS, Android) – Trailer
  • JoJo’s Bizarre Adventure: Stardust Crusaders (iOS, Android) – Trailer
  • One Piece: Treasure Cruise (iOS, Android) – Trailer
  • SD Gundam Generation Frontier (iOS, Android) – Trailer, Stage
  • SD Gundam Strikers (iOS, Android) – Trailer, Stage
  • Seraph of the End: Bloody Blades (iOS, Android) – Trailer
  • Super Gundam Royale (iOS, Android) – Trailer
  • Super Robot Wars X-Omega (iOS, Android) – Trailer
  • Sword Art Online: Code Register (iOS, Android) – Trailer
  • Taiko Drum Master Plus (iOS) – Trailer
  • Tales of Link (iOS, Android) – Trailer
  • Tokyo Ghoul: Carnival (iOS, Android) – Trailer
  • World Trigger: Smash Borders (iOS, Android) – Trailer

Angolo famiglia

  • Aikatsu! My No. 1 Stage! (3DS) – Giocabile, Trailer
  • Chou Tousouchuu Atsumare! Saikyou no Tousou Monotachi (3DS) – Giocabile, Trailer
  • Dragon Ball Z: Extreme Butoden (3DS) – Giocabile, Trailer
  • Disney Magical World 2 (3DS) – Giocabile, Trailer
  • Go! Princess PreCure: Sugar Kingdom and the 6 Princesses (3DS) – Giocabile, Trailer

Fonte: Gematsu

Mancano ormai pochi giorni all’uscita dell’ultimo attesissimo capitolo della saga di Metal Gear Solid, in cui vestiremo ancora una volta i panni di Big Boss. La stampa internazionale si è già portata avanti, provando il titolo, e dando dei voti che sembrano confermare tutte le aspettative, oltre al parere unanime secondo il quale il titolo sembra essere davvero vastissimo.

Nuove immagini di Metal Gear Solid V 05

Ecco con esattezza i voti attribuiti al titolo :

IGN – 10
Metal Gear Informer – 10
Gamespot – 10
EGM – 9.5
GameTrailers – 9.5
Examiner – 5/5
GameInformer – 9.25
Destructoid – 9
Premere Start – 9

Non resta che attendere il primo di settembre per mettere le mani su quello che si preannuncia essere il capitolo della saga più bello in assoluto. Ricordiamo che Metal Gear Solid V: The Phantom Pain uscirà per Xbox One, Xbox 360, Playstation 3, Playstation 4 e PC.

Nintendo ha da poco ufficializzato la data europea di release di Xenoblade Chronicles X, tramite un tweet dal suo account italiano.

Il nuovo titolo di Monolith Soft sarà commercializzato nel territorio europeo in 4 dicembre di quest’anno. Data perfetta per un Natale coi fiocchi!

release di Xenoblade Chronicles X

Vi ricordiamo inoltre che Nintendo ha già annunciato che sarà disponibile una Limited Edition del gioco e un bundle.

La Limited Edition conterrà, oltre al gioco, un artbook, una mappa del mondo, un poster double-face e una steelbook.

Il bundle conterrà, ovviamente, la copia del gioco con la console Wii U, l’artbook e la mappa.

release di Xenoblade Chronicles X - Limited bundle

Scritto in collaborazione con Jgor “Jeegsephirot” Masera

Come ogni anno, Activision continua a portare avanti la sua serializzazione della serie videoludica più remunerativa di sempre, ovvero quella di Call of Duty. Questo 2015 sarà l’anno di Call of Duty: Black Ops 3 che sancisce il ritorno di Treyarch sulla serie Black Ops nata nel 2010. Questo terzo episodio chiude quello che viene definito, dagli sviluppatori, un ciclo di storie sulla corruzione: nel primo Black Ops abbiamo visto uomini che corrompevano uomini, in Black Ops 2 uomini che corrompono macchine, mentre in questo Black Ops 3 stavolta saranno le macchine a corrompere le macchine, anche se in questo caso le macchine è da intendersi come umani modificati con innesti tecnologici degni del miglior Adam Jensen della serie Deus Ex.

L’anno è il 2056, trenta anni dopo gli eventi di Black Ops 2, e nel mondo è in atto una nuova guerra fredda. È in questo contesto che prenderemo il controllo di uno degli “Spartan”, uno dei quattro protagonisti di cui saremo in grado di scegliere sesso e personalizzare l’estetica esattamente come accade in Mass Effect (per fare un esempio) e vederne i risultati durante i dialoghi e le cut-scene.

La campagna single player, per la prima volta, sarà affrontabile in cooperativa con altri tre giocatori e questo ha permesso ai ragazzi di Treyarch di lavorare sull’estensione delle mappe e sull’importanza delle tecniche e strategie da affrontare nelle diverse situazioni di gioco.

Call of Duty Black Ops 3 Beta Anteprima
Nella demo da noi provata, abbiamo avuto modo di affrontare in una grande piazza diverse ondate di soldati modificati e di robot, il che ci ha permesso di testare con mano le molte novità ed equipaggiamenti previsti per questo Black Ops 3, personalizzabili liberamente prima dell’inizio di una nuova missione presso la Safe House, un hub dove è possibile incontrarsi con i propri amici, allenarsi e dedicarsi alla gestione del proprio armamentario.

L’aspetto più importante è sicuramente quello delle abilità messe a disposizione dai nostri innesti tecnologici, molti di questi ci permetteranno infatti di hackerare i droni nemici e poterli manovrare a nostro piacimento, o prendere il controllo dei robot nemici e far sì che diventino nostri alleati per un breve periodo di tempo o i classici boost alla velocità e alla resistenza ai colpi.

Lato multiplayer, invece, abbiamo potuto testare la Beta del titolo in anteprima nella sua compagina multiplayer. Il titolo è stato reso disponibile solamente per Playstation 4 mentre la beta per Xbox One e PC arriverà solo più avanti. Ricordiamo anche che questa possibilità è stata offerta solamente a coloro i quali hanno già preordinato il titolo.

Call of Duty Black Ops 3 Beta Anteprima

Con cosa ti sparo

Come abbiamo già anticipato abbiamo potuto testare Black Ops 3 solamente nella sua componente multiplayer, non potendo mettere le mani sulla campagna e la modalità zombie. In ogni caso anche in questa maniera ci siamo potuti rendere conto cosa Treyarch ha tenuto in serbo per noi aficionados in questa terza incarnazione di uno dei suoi franchise più amati.

Innanzitutto passiamo in rassegna il fornitissimo arsenale che avremo a disposizione. Avremo come sempre una pletora di fucili da cecchino, mitragliatrici, fucili a pompa e armi corte tra cui orientarci. Il tutto può essere come sempre customizzabile all’ennesima potenza con vari silenziatori, unità ottiche anche laser e così via. Ritornano anche le skin totalmente personalizzabili divise in tre settori diversi per dare un ulteriore tocco di personalità alla propria fedele arma. In questo terzo capitolo sono stati introdotti anche gli Specialisti che avranno un’arma e un’abilità speciale, disponibili tramite i tokens che verranno guadagnati sul campo di battaglia. A questo proposito ricordiamo che come per il precedente capitolo ritorna il Pick 10 e quindi la propria classe avrà a disposizione solo dieci slot. Dovrete quindi pianificare al meglio quali perk, armi e bonus inserire per affrontare al meglio le proprie sessioni online.

Call of Duty Black Ops 3 Beta Anteprima

Ancora una volta alcune armi sono un po’ troppo sbilanciate rispetto ad altre, come la ARK7 o la Razorback e lo stesso vale per delle abilità degli Specialisti che sembrano dare un po’ troppo vantaggio rispetto agli avversari, come la Vision Pulse o la Gravity Spikes degli Outrider o dei Ruin.

Volare oh oh

Fin dalle prime battute potremo renderci conto anche delle differenze nel sistema di movimento in questo capitolo. Un po’ come accadeva in Advanced Warfare, anche in questo caso potremo effettuare lunghissimi salti e scivolate prodigiose. In aggiunta a tutto questo inoltre avremo la possibilità di correre sui muri alla Titanfall. Tale mossa di parkour per quanto spettacolare risulta essere piuttosto inutile perché in questo modo infatti attirerete l’attenzione e diventerete un facilissimo bersaglio da impallinare.

Tutte le killstreak del passato sono state reinserite anche questa volta con presenti all’appello Hellstorm e Guardian e il senso di feeling del passato è palpabile grazie anche agli stessi effetti sonori e allo stesso doppiaggio di Black Ops 2. Non ci è stato possibile provare la modalità competitiva ma sarà comunque inclusa nella versione finale del titolo e si chiamerà Arena. Per entrare nella divisione Master dovremo sempre scalare i venti rank disponibili.

Call of Duty Black Ops 3 Beta Anteprima

Un more of the same che non delude le aspettative. Le grandi possibilità di personalizzazione date grazie anche all’introduzione dei cosiddetti Specialisti dovrebbe garantire una longevità ottimale. Call of Duty Black Ops 3 da queste premesse potrebbe rappresentare un nuovo punto di partenza per la serie e riconquistare chi si è un po’ stancato del franchise.

 

Il mese scorso Square Enix ha annunciato ufficialmente Dragon Quest XI.

Tutti i fan in trepidante attesa saranno lieti di sapere che da poco è stato reso noto che il gioco sarà disponibile, almeno in Giappone, entro Maggio 2017.

Dragon Quest XI data uscita

 

A quanto detto dagli sviluppatori il titolo non presenterà alcun comparto online.

Il gioco è previsto in uscita per Playstation 4 e 3ds. Le due piattaforme, secondo quanto rivelato dagli sviluppatori, offriranno la stessa esperienza di gioco per quanto riguarda i contenuti e differiranno solamente per la resa tecnica e visiva, vista l’enorme differenza di hardware tra le due console.
La Nintendo sta valutando l’idea di produrre una versione per Nintendo NX, ma non si hanno ancora notizie al riguardo.

Ricordiamo che il gioco è previsto, per ora, in uscita solamente nel sol levante e che non si hanno notizie per una versione occidentale.

 

Benjamin Gwin si è cimentato in un’avventura a dir poco epica: giocare e completare Dark Souls solo ed esclusivamente usando la propria voce. Il giocatore infatti si è armato di un software particolare, chiamato Voice Attack per impartire i comandi attraverso la propria voce, giocando ovviamente alla versione PC del titolo.
La run ha richiesto circa 30 ore di gioco per essere portata a termine, con molta fatica e pazienza da parte di Benjamin, come lui stesso afferma nel video che documenta i suoi ultimi 3 minuti di gioco contro il boss finale del titolo.

Sareste in grado di ripetere un’esperienza del genere?

Street Fighter è un’autentica istituzione nel campo dei picchiaduro. Dopo 23 anni, la fortunata serie Capcom rimane ancora tra i migliori esponenti del genere, e in generale tra i preferiti dei giocatori di tutto il mondo.
Il quarto capitolo è riuscito a portare avanti a testa alta la serie grazie a una formula che combinava immediatezza, profondità e bilanciamento del gameplay, equilibrando nuove meccaniche su elementi classici della serie.

Dopo vari tira e molla con i server, siamo finalmente riusciti a provare la beta di Street Fighter V, e dalle prime impressioni sembra che l’evoluzione della serie per il nuovo capitolo sia in linea con il passato.
I personaggi che siamo riusciti a provare adeguatamente sono Ryu, Chun-Li, Nash e M. Bison; in un secondo momento sono stati aggiunti Cammy e Birdie, che siamo riusciti a provare meno.

A una prima occhiata, il nuovo capitolo potrebbe sembrare una versione di SFIV con grafica migliorata.
Il gioco propone in effetti un forte senso di continuità con il predecessore, sia dal punto di vista meramente grafico che di “feeling” dei comandi base, rendendolo fruibile a giocatori casual. Prendendo in mano un combattete è possibile che ritroverete la sue tipiche combo di base.
I cambiamenti però ci sono, e ora ve li elencheremo.

Street Fighter V Ryu

Un quinto variabile

Innanzitutto non ci sono più la barra Revenge, le Ultra e i Focus Attack. Street Fighter V è costruito attorno al nuovo sistema di Variables.
Oltre alla classica barra EX, i personaggi sono dotati di una barra V (normalmente costituita da due unità, ma alcuni personaggi ne hanno tre), che si riempie in modo simile alla barra Revenge, cioè ricevendo danni, ma che serve ad attivare le V-Reversal e le V-Trigger.

Le V-Reversal funzionano praticamente come le Alpha Counter della serie Street Fighter Alpha: durante il block stun premendo avanti e i tre pugni o i tre calci (a seconda del personaggio) si esegue un immediato contrattacco, che consuma una tacca di barra V. Ogni personaggio ha la sua variante di contrattacco.

Street Fighter V Chun-li Reversal

Le V-Trigger si eseguono premendo i tasti di pugno forte e calcio forte simultaneamente, attivando così uno stato potenziato che conferisce effetti differenti a ciascun personaggio; una volta attivato la barra si svuota gradualmente, quindi l’effetto è temporaneo.
Il V-Trigger di Ryu gli fa infliggere colpi più forti e, caricando le mosse speciali, gli permette di perforare la guardia avversaria. Chun-Li ha un effetto simile, ma invece della potenza aumenta il numero di colpi sferrati. Nash acquista un vantaggio di manovrabilità ottenendo un versatile teletrasporto. M. Bison ha accesso a nuove combo e trasformerà i suoi spostamenti dash in teletrasporti a corta distanza, ma sufficienti per sottrarsi agli attacchi, se ben calcolati.

Street Fighter V Trigger

Ci sono inoltre le V-Skill che, diversamente dalle prime due, non consumano la barra V e possono essere eseguite ogni volta che si vuole premendo simultaneamente pugno medio e calcio medio.
Ryu esegue una parry praticamente uguale a quelle viste in Street Fighter III. Chun-Li esegue un balzo medio in avanti con calcio volante (perfetto per scavalcare le tecniche dalla distanza e contrattaccare). M. Bison può riflettere al mittente le tecniche “preoiettili”. Nash invece le assorbe per riempire la propria barra V.

Street Fighter V parry

Ci sono infine le Critical Art che funzionano essenzialmente come le classiche Super.

Eccovi un video riassuntivo delle nuove meccaniche di Street Fighter V:

Insomma, rispetto al capitolo precedente, dove le innovazioni riguardavano soprattutto i modi per attaccare l’avversario, le nuove meccaniche “V” sono prevalentemente potenzianti o difensive, che danno nuove possibilità ai personaggi e incoraggiano una certa tattica, soprattutto i giocatori che vorranno impiegare tempo ad approfondire i benefici del loro utilizzo.
Il tutto non sembra però troppo predominante sulle meccaniche base di Street Fighter, che rimangono incentrate sull’adrenalina del combattimento e i controlli precisi e puntuali.

Energia fluida

Come abbiamo già detto, lo stile grafico di Street Fighter V è molto simile a quello del predecessore. Gli effetti speciali “inchiostrati” sono stati sostituiti da un peculiare effetto “energia fluida”. A parte questo, lo stile del design è rimasto fondamentalmente lo stesso, con un tratto cartoonesco e con delle proporzioni anatomiche dei personaggi che non si sforzano più di tanto a risultare realistiche.
Ovviamente la qualità grafica è migliorata, anche se non in maniera così evidente. Le animazioni rimangono di altissima qualità, come da tradizione Capcom.
Nella schermata “Vs” che precede il combattimento abbiamo assistito a un palese e spiacevole effetto di compenetrazione della catena di Birdie con i teschio di metallo al collo.
C’è comunque da considerare che stiamo parlando pur sempre della beta, quindi Capcom avrà tutto il tempo di correggere eventuali imperfezioni. Anche perché la software house ha promesso per il gioco finale una qualità a 1080p e 60fps.

Speriamo soprattutto che vengano risolti i problemi riscontrati al livello di server. Anche perché, ricordiamolo, il gioco vanterà un cross-platform che permetterà ai giocatori PlayStation 4 e PC di affrontarsi online.

Street Fighter V Bison-Ryu

Here comes a new challenge

Insomma, Street Fighter V sembra continuare la sua salita evolutiva come ha fatto finora: mantenendo intatte le dinamiche di base, ma proponendo allo stesso tempo delle innovazioni avanzate che possono cambiare profondamente i match per i giocatori più esperti. Le Variables sembrano aggiungere un livello di profondità al tipico set di mosse dei combattenti, e sembrano poter essere la chiave per qualcosa di diverso e divertente.

Non ci resta che aspettare i prossimi aggiornamenti che seguiranno da qui a marzo 2016, quando il gioco dovrebbe arrivare sugli scaffali.

Square Enix continua a far trapelare dettagli sul mondo e le creature di Final Fantasy XV.

Dopo il nuovo video di gameplay presentato alla Gamescom di Colonia, ecco un nuovo screenshot che ritrae l’iconico mostro Molboro della serie in tutta la sua… spettacolare bruttezza.
(Cliccateci sopra per ingrandire)

Molboro in Final Fantasy XV

Ancora una volta il Molboro sarà una delle creature più pericoloso. Fatto reso abbastanza chiaro dall’ultimo video in cui si vede il gruppo dei protagonisti affrontarlo e fare una brutta fine sotto il nefasto effetto del suo famigerato “Bad Breath” (Alito Fetido).

Per chi si fosse perso il video ve lo riportiamo qui di seguito:

È ormai chiaro che Square Enix ha iniziato a promuovere il Final Fantasy XV in pompa magna, mettendo il director Hajime Tabata in prima fila.
Tabata ha dichiarato che nuovi particolari sul gioco saranno rivelati nel prossimo Active Time Report fissato per il 29 agosto in occasione del prossimo PAX Prime di Seattle.

 

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