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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Cast of the Seven Godsends è un titolo indie sviluppato dagli italianissimi Raven Travel Studios, in attività dal 2011 e caratterizzati dalla passione per l’industria videoludica anni ’80, edito da Merge Games e proposto a 6.99€ tramite piattaforma Steam. Tutto ciò che è stato realizzato per questo titolo punta a coinvolgere sia il giocatore di vecchia data nel passato sia le nuove generazioni attraverso una tipologia di titolo arcade assolutamente sulla cresta dell’onda tra anni Ottanta e Novanta: quei run ‘n’ gun-platform che devono la loro fama a giochi come Ghost’n Goblins, Megaman, Turrican e così via.

Incipit

La trama alla base di Cast of the Seven Godsend è piuttosto semplice, come da tradizione, e vede re Kandar, sovrano del paese di Dareca, impegnato nel tentativo di salvare l’erede al trono dalle grinfie dell’imperatore del male Zaraaima, riuscito a evadere dal sigillo che lo teneva imprigionato da ben sette secoli, posto dalle sette divinità del paese. Per riuscire nella sua impresa Kandar dovrà contare sul nuovo intervento delle divinità di Dareca per arrivare, così, alla fine della sua corsa attraverso i sei “mondi” del suo regno e salvare suo figlio.

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Come al solito il lavoro sporco viene fatto da alcuni sgherri del cattivone di turno, saranno presto puniti.

Sappiamo bene che la trama non è il punto di forza di questo genere, ma è comunque apprezzabile l’idea di inserire le sette divinità in aiuto del protagonista in modo da variare nettamente la tipologia di armamentari e mosse speciali.

Un reverenziale tuffo nel passato

Fin dai primi istanti di Cast of the Seven Godsends si respirerà un’aria ben nota, per chi è nato negli anni 80 o prima, in quanto alcune chicche nascoste nei livelli e un gran numero di citazioni e omaggi ai titoli del passato, sia nel level design che in alcune situazioni, sono una piacevole componente del lavoro dei Raven Travel Studios. Un esempio? Nei primi istanti di gioco, saltare su un cumulo di ossa alle nostre spalle farà spuntare un’armatura e ci troveremo ad affrontare degli scheletri. Questi dettagli vi ricordano per caso un titolo Capcom?

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Una cripta e la nostra prima armatura speciale, potremo evocare i poteri di una delle sette divinità di Dareca.

L’elemento più importante che rimanda al passato è naturalmente il gameplay che, nonostante l’impronta nostalgica, presenta comunque alcuni elementi interessanti e più freschi, come la possibilità di ottenere, tramite un’armatura, i poteri di una delle sette divinità. Questa feature viene attivata al ritrovamento di un oggetto speciale (ottenibile se già in possesso di un’armatura tradizionale, come avveniva appunto in Ghost’n Goblins) e la comparsa a schermo della selezione della divinità prescelta per l’occasione, tramite la pressione del tasto di sparo: quindi attenzione al giusto tempismo perché in certe zone saranno più utili certi poteri in particolare.

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Tenendo premuto il tasto “sparo” potremo caricare un attacco speciale, utile contro i boss ma anche in schermate zeppe di nemici.

Apprezzabile è inoltre la varietà di nemici, armi e bonus magici utilizzabili dal nostro eroe oltre, naturalmente, alle diverse ambientazioni che differiscono notevolmente le une dalle altre, non solo esteticamente ma anche per gli ostacoli che si frapporranno tra Kandar e il classico boss di fine livello. Per quanto riguarda i vari stage avremo i classici checkpoint (solitamente due-tre per livello) che ci permetteranno di riprendere, in caso di morte, da un punto avanzato. Nota dolente, sicuramente per le nuove generazioni, sarà la mancanza di un sistema di salvataggio che ci costringerà a dover fare una tirata unica per terminare il gioco, compito che non sarà così semplice da portare a termine per via dell’esiguo numero di vite (aumentabili grazie alla raccolta di bonus e all’uccisione dei nemici) e dei crediti da utilizzare nel peggiore delle ipotesi. Questa scelta è naturalmente dettata dalla volontà di porre Cast of the Seven Godsends in quell’ottica arcade da cabinato dove l’abilità del giocatore decretava la riuscita di una partita, anche a costo di dover ripetere interi stage varie volte. Se questa difficoltà generale da un lato aumenta notevolmente la sfida di questo titolo, dall’altro potrebbe appunto scoraggiare i nuovi giocatori non avvezzi a questa tipologia di gioco o gli utilizzatori di emulatori, abituati a salvare in qualsiasi istante. I quattro diversi finali, le chicche per nostalgici e gli easter-egg sparsi per le location, oltre agli achievments e alla art galery da sbloccare, decretano per Cast of the Seven Godsends un’ottima rigiocabilità e assicurano longevità complessiva. Ad aumentare il livello di sfida ci penseranno i bossi, due per livello, abbastanza impegnativi e dotati di attacchi spettacolari e particolari che richiederanno una buona dose di strategia per riuscire a superarli.

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Scheletri e castelli, il primo mondo strizza l’occhio a Ghost’n Goblins in modo deciso.

Sul versante estetico il lavoro dei ragazzi di Raven Travel Studios è, nel complesso, ben curato, con mappe coloratissime e variegate, armi normali e speciali spesso geniali, e ampio spettro di nemici, come precedentemente accennato. La colonna sonora e l’audio in generale non risultano memorabili, ma comunque seguono un buon ritmo e sono, in definitiva, adeguati al titolo. Il menù di gioco, piuttosto semplice prevede: Nuova Partita, come giocare (un semplice screen che fa da riepilogo ai comandi), le classiche Opzioni, ed Esci. Nei settings potremo dunque customizzare i comandi, scegliere se giocare in Fullscreen o a finestra, attivare l’anti-aliasing e scegliere il blocco a 60 Fps, decidere la difficoltà (Facile, Normale, Difficile, Retrogamer) e impostare audio e lingua. Come prevedibile, data l’origine degli sviluppatori, il titolo presenta l’italiano ed è un multi cinque (inglese, italiano, francese, tedesco e spagnolo).

In conclusione Cast of the Seven Godsends è un amarcord indie che però fa bene al panorama videoludico odierno, soprattutto nostrano, con i Raven Travel Studios che gettano le basi per la riscoperta di un genere all’apparenza semplice ma davvero impegnativo. Il nostro consiglio è di provarlo, grazie anche alla presenza di una demo, e dargli una possibilità: sarà piacevole non solo per gli appassionati di retrogame ma anche per coloro che amano le sfide e i giochi arcade.

Tokusatsu. In pochi conoscono questa parola, che significa “effetti speciali” in giapponese, e tale termine indica un filone di cinema e serie TV piuttosto famoso, anche se nell’ombra. Stiamo parlando di serie come i Super Sentai (quelli che in America vengono rovinati con il nome di Power Rangers) o dei Kamen Rider, dei Metal Hero e tutto ciò che vi è di simile, tutte serie che potete anche seguire sottotitolate in italiano su www.subranger.it dagli Italian Sentai Subranger.
Tuttavia, ciò che ha dato realmente inizio a questo filone, è l’intramontabile lucertolone di cui tutti quanti conoscono come minimo il nome: Godzilla. Apparso per la prima volta al cinema nel 1954, che ha portato a ben trenta film ufficiali, un remake americano del 1998 e infine il recente film di Legendary Pictures e Warner Bros, del 2014, ricevendo consensi e fan non solo in Giappone, ma in tutto il mondo. Con il suo nome originale Gojira (da Gorilla e da Kujira: Balena), ha ora ricevuto anche un adattamento videoludico per PlayStation 3 e PlayStation 4, uscito in Giappone a fine 2014 e in arrivo oggi da noi in Europa. Vediamo di cosa si tratta.

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Mostri affamati

Questo gioco non cerca certo di renderci increduli con una storia arzigogolata o con chissà quali colpi di scena. Godzilla apparve decine di anni fa e venne scacciato, ma quest’oggi è riapparso e sembra essere più determinato che mai a papparsi tutta l’energia del mondo, dato che ora l’umanità gestisce la propria elettricità e ogni suo sistema proprio con il tipo di energia da cui è formato il lucertolone. Dunque, impersonando Godzilla, il nostro scopo sarà andare a distruggere i generatori di energia di tutto il Giappone così da riempirci il pancino, mentre nel frattempo carri-armati e aerei ci infastidiranno come fossero piccole zanzare. Peccato che a volte comparirà un kaiju gigante come noi deciso a metterci i bastoni tra le ruote.

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Battaglia tra kaiju

Kaiju è una parola che indica i mostri giganti provenienti dal panorama giapponese. Parola che è ormai entrata a far parte della collettività, grazie a film famosi come Pacific Rim che hanno iniziato a portare la massa alla conoscenza di questo genere di film e serie TV. Questa è la parola chiave di questo titolo, poichè parlando in maniera realistica, chi mai nel mondo, in un film di Godzilla, ha tifato per l’esercito terrestre anziché per il lucertolone? Da qui è apparso il bisogno di presentare, di pellicola in pellicola, nuovi kaiju che potessero risultare degni avversari del protagonista della serie. Tra dinosauri, falene giganti, mostri di smog e chi più ne ha più ne metta, il Giappone si è ritrovato teatro di epici combattimenti tra esseri enormi, dove gli esseri umani finivano a essere una terza parte il cui unico ruolo era osservare le proprie città mentre cadevano in preda alla distruzione.

Il gioco di Godzilla riprende tutto questo: nella modalità Dio della Distruzione impersoneremo Godzilla, scegliendo uno a uno gli stage da affrontare attraverso una selezione ad albero, e procedendo così all’annientamento di ogni cosa si trovi sul nostro cammino. I comandi, estremamente particolari, richiedono la pressione di L1 ed R1 per voltarci, mentre il movimento con la levetta sinistra è dedicato agli spostamenti in avanti, indietro, o laterali. Con a disposizione attacchi deboli e forti, e l’immancabile “raggio laser” lanciabile quando la barra è piena, il nostro scopo sarà distruggere i generatori di energia presenti in ogni stage. Nel frattempo avremo anche altri obiettivi secondari, tra cui distruggere edifici e artiglieria umana così da assorbire energia e diventare sempre più potenti, sconfiggere i kaiju nemici che occasionalmente potrebbero venire a sfidarci, o andare in punti prestabiliti della mappa da cui gli umani potranno raccogliere dati su di noi così da escogitare nuove strategie e sbloccare nuove sezioni di gioco.
Ogni volta che raggiungeremo la fine dei livelli a disposizione (scegliendo ogni volta la difficoltà della missione seguente, rappresentata dall’accrescimento più lento o più veloce della barra  “Disastro“, la quale determina quanto siano pericolose le risorse degli umani) ci ritroveremo poi a ricominciare daccapo, in uno stile molto arcade, tornando alle dimensioni originali. I progressi veri e propri che faremo in ogni nostra partita sono essenzialmente l’acquisizione delle cellule dei kaiju sconfitti, che ci permetteranno di sbloccarli come creature giocabili, e allo stesso tempo di potenziare le nostre mosse e impararne di nuove nella Modalità Evoluzione.
Nella Modalità Dio della Distruzione, oltre a sfidare gli umani con il classico Godzilla, potremo anche selezionare la modalità Invasione, che ci metterà nei panni di un altro kaiju sbloccato, oppure la modalità Difesa, nella quale useremo uno dei kaiju difensori della Terra per proteggere l’umanità.

Altre modalità presenti nel gioco, a parte la già citata Evoluzione per potenziare i nostri personaggi, sono la modalità Re dei Kaiju (un semplice Survival dove sfideremo 6 mostri nemici uno dopo l’altro), la modalità Enciclopedia (dove sbloccheremo di volta in volta informazioni relativi a tutti i kaiju dell’universo di Godzilla), la modalità online per battersi contro gli amici in battaglie fino a tre giocatori, e infine la modalità Diorama. In quest’ultima potremo collocare i modellini sbloccati di ogni mostro in una qualsiasi ambientazione di cui avevamo precedentemente distrutto il 100% degli edifici. Un modo simpatico per creare la nostra scenetta personalizzata e scattare divertenti foto da condividere in rete.

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Guarda che scaglie sexy

Riguardo il lato tecnico, Godzilla non fa esattamente gridare al miracolo. I kaiju sono ben fatti e modellati, ed è una gioia per gli occhi vedere Godzilla su schermo in questa maniera, tuttavia le ambientazioni sono poco curate e le esplosioni degli edifici sono qualcosa che potevamo comprendere ai tempi della PlayStation 2. Tuttavia c’è da dire che è molto alta la possibilità che tale mediocrità sia stata fatta appositamente per mostrare il lato molto “artigianale” delle opere in questione, come se ci trovassimo effettivamente su un campo di edifici in miniatura fatti di cartone. Il comparto audio presenta poche musiche, sebbene caratteristiche, che vengono presto a noia, e il doppiaggio può essere scelto tra l’inglese e il giapponese, cosa comunque relativa ai soli discorsi tra esseri umani nella modalità storia. Per completare il tutto bastano poche ore, tuttavia queste schizzano oltre la sessantina nel caso si voglia sbloccare tutto il possibile in un farming che però potrebbe presto venire a noia, soprattutto a causa di un sistema di combattimento poco preciso tra kaiju lenti e incapaci di pararsi. Non capiterà di rado una certa frustrazione a causa di inspiegabili colpi mancati, oppure a causa di due nemici insieme che con i loro attacchi combinati non ci faranno nemmeno muovere. Tuttavia, i fan del lucertolone troveranno comunque il tutto piuttosto godibile.

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Con una enorme quantità di kaiju giocabili (tra i quali SpaceGodzilla, Mecha-King Ghidorah, Rodan, Anguirus, Mechagodzilla 1974, Godzilla 1964 e Battra sono esclusive PS4), questo si conferma essere il tributo definitivo a Godzilla. Creato palesemente da appassionati per appassionati, Godzilla riunisce in sé enciclopedie su tutto l’universo del lucertolone e svariate modalità per mantenere viva l’attenzione. Il gameplay è piuttosto lento e macchinoso, con situazioni a volte anche inspiegabili e che faranno crescere spesso una sorta di frustrazione per un mancato tecnicismo ed impossibilità di pararsi, tuttavia, con il passare delle ore di gioco, si inizierà a trovare anche in ciò un certo divertimento a causa della costrizione a utilizzare diverse strategie, volendo anche vigliacche. Non ci sentiamo di consigliarlo a chiunque, tuttavia se amate Godzilla, o se comunque pensate di volerlo iniziare a conoscere assieme al mondo degli altri tokusatsu, provatelo. Non riuscirete a capire molto bene quand’è che avete iniziato a divertirvi abbandonando il senso di perplessità.

È terminata la week 8 della LCS EU. La grande sorpresa della serata è stata la sconfitta degli Origen ad opera dei Gambit Gaming. Con questa sconfitta e la vittoria degli H2K sui Giants Gaming, H2K e Origen si trovano in parità (10-5) al secondo posto. Sarà dunque lo scontro diretto della week 9 di oggi a decidere chi si unirà ai Fnatic nel superare direttamente il primo round dei Playoffs.

Con la sconfitta di questa sera i Copenhager Wolves sono automaticamente retrocessi in Challenger Series, mentre con la vittoria sugli Unicorns of Love, gli SK Gaming mantengono vive le proprie possibilità di uscire dalla zona retrocessione.

A domani, dunque, con la nona e ultima settimana della LCS EU.

Alle 18 di oggi si svolgerà la week 8 della LCS EU, la penultima settimana di incontri prima dei playoffs.

Fnatic è in testa alla classifica con un secco 14-0 ed è confermata al primo posto. La lotta per il secondo post, anch’esso valido per saltare il primo round dei playoffs è ancora tutto da decidere: Origen (10-4) e H2K (9-5) sono separate da un solo punto e lo scontro diretto avverrà durante la week 9. Ciò che conta per entrambe in questo momento è non perdere e mantenere la concentrazione per queste ultime due importantissime settimane di match.

Copenhagen Wolves (2-12) è automaticamente retrocesso in Challenger Series, mentre le squadre che cercano di scappare dalla terzultima posizione sono Elements (5-9), Roccat (6-8) e Gambit Gaming (6-8).

Ecco la schedule di questa sera:

Ore 18 Giants Gaming vs H2K

Ore 19 Copenhagen Wolves vs Elements

Ore 20 Unicorns of Love vs SK Gaming

Ore 21 Gambit vs Origen

Ore 22 Roccat vs Fnatic

Sintonizzatevi su http://www.twitch.tv/riotgames per seguire tutti i match in diretta.

Poco più di 24 ore ci separano dall’inizio dell’Evo 2015, il più grande torneo al mondo di picchiaduro che vedrà giocatori provenienti da tutto il mondo battersi per il titolo di campione di Guilty Gear Xrd Impact, Persona 4 Arena, Tekken 7, Killier Instinct, Mortal Kombat X, Super Smash Bros Melee, Super Smash Bros 4, Ultimate Marvel vs Capcom 3 e, soprattutto, Ultimate Street Fighter IV.

Street Fighter IV: la competizione più agguerrita di sempre

L’Evo 2015 è addirittura più stacked del CEO: i beniamini del pubblico Ricky Ortiz, Snake EyezJustin Wong e Filipinoman dovranno scontrarsi con la powerhouse nipponica di Mago, DaigoKazunoko, Momochi e Tokido, senza dimenticare sfidanti provenienti da altre parti dell’Asia come  il singaporeano Xian o il coreano Infiltration.

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L’Europa è anche questa volta estremamente sotto rappresentata: riuscirà Luffy, francese, che per primo nell’edizione dello scorso anno ha strappato il titolo di campione di Street Fighter dalle grinfie dei giocatori giapponesi, a replicare l’impresa? O forse questa volta saranno gli americani a tenere alto l’onore dell’occidente?

Si comincia venerdì alle 17 ora italiana con le pools di USFIV su due diversi stream:

SRKEVO1 (loser bracket semifinals previste per le 5 di mattina)

CAPCOMFIGHTERS (winner bracket semifinals previste per le 5 di mattina)

Le finali saranno trasmesse domenica 19 a partire dalle 3.30 del mattino su SRKEVO1

Super Smash Bros Melee: Svezia contro il mondo

Nonostante Melee abbia perso Mew2king per strada, non è certo facile affermare con certezza chi porterà a casa il titolo di questa edizione dell’Evo. Avremo una replica della finale tutta svedese del CEO con Armada e Leffen pronti a scannarsi a colpi di laser o Armada deciderà di tornare a Peach per questo torneo? O forse sarà il leone dormiente Mang0 a risvegliarsi e portare a casa per il secondo anno consecutivo la vittoria? Non dimentichiamoci della mina vagante Hungrybox che con il suo Jigglypuff riesce sempre ad inserirsi nelle prime posizioni della classifica.

Super Smash Bros 3ds demo

Le pools cominceranno venerdì alle 17 su SRKEVO2

Le semifinali saranno sabato su due diversi stream:

SRKEVO2 (winner bracket semifinals previste per le 23)

SRKEVO3 (loser bracket semifinals previste per le 23)

Le finali saranno trasmesse domenica 19 a partire dalle 23 su SRKEVO1

Super Smash Bros 4: una competizione a senso unico?

Smash 4 è forse il torneo che meno dovrebbe riservare sorprese: Zero ha dimostrato più volte di essere nettamente al di sopra della competizione, battendo in finale al CEO il secondo giocatore più bravo al mondo, Nairo, con un sonoro 3 a 1. Non diamo nulla per scontato:  la competizione all’Evo 2015 sarà la più agguerrita mai vista prima d’ora e anche il gigante Zero potrebbe tentennare.

Le pools cominceranno venerdì alle 17 su SRKEVO4

Le semifinali saranno sabato a partire dalle 17 su SRKEVO1

Le finali sono previste sabato a partire dalle 21 su SRKEVO1

 

Marvel vs Capcom 3: una competizione tutta americana

 UMVSC3 è ormai da tempo monopolio del magnifico trio Justin Wong, Filipino Champ e ChrisG, con RayRay, JanFlocker che seguono a ruota e aspettano l’occasione buona per sconfiggere i mostri. Non molto ben visto dagli amanti del genere picchiaduro, Marvel vs Capcom è un gioco estremamente colorato e frenetico capace di essere apprezzato anche da chi non è dentro il mondo dei picchiaduro competitivi.

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Le pools saranno sabato a partire dalle 17 su SRKEVO2

Le semifinali saranno sabato su due diversi stream:

SRKEVO2 (winner bracket semifinals previste per le 3)

SRKEVO3 (loser bracket semifinals previste per le 3)

Le finali sono previste domenica a partire dall’1 su SRKEVO1

Siete pronti dunque a seguire la maggiore competizione di picchiaduro dell’anno? Report in tempo reale su Gamesource.it

AESVI ha pubblicato questa mattina i dati di vendita del mercato dei videogiochi relativi all’ultimo anno e mezzo.

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Il 2014 si è concluso con un giro d’affari di quasi 900 milioni di euro, con una crescita del +3,8% nei primi 5 mesi del 2015.
Tra i settori in aumento è in testa quello del software digitale (+20%), seguito dagli accessori (+6,8%) e dall’hardware (+1,2%).
Trend inverso sul software pacchettizzato per console (-2,9%) che, ciononostante, continua ad essere il segmento più importante del mercato, mentre subisce un calo più rilevante il già quasi irrisorio settore software pacchettizzato per PC (-14,3%).

L’intero comunicato è visualizzabile sul sito di AESVI, alleghiamo inoltre l’infografica relativa ai dati raccolti.

Quando un uomo incontra una figlia del diavolo, la figlia del diavolo lo ucciderà in un incubo sottoponendolo a torture indicibili, sofferenze e umiliazioni senza fine. Questo è ciò che promette Deception IV: The Nightmare Princess, nuovo titolo di Koei Tecmo Games, che approda per la prima volta su PS4 dopo altri cinque titoli precedenti. Disponibile anche per PSVita e PS3, Deception IV: The Nightmare Princess si presenta non come un semplice port o riedizione del precedente Deception IV: Blood Ties, ma porta in questa nuova veste numerosi contenuti inediti, migliorie grafiche e tecniche oltre che la solita generosa dose di violenza gratuita.

Deception IV: The Nightmare Princess Recensione

Fallo bene e fallo con stile

Per chi non conoscesse la serie Deception, si tratta di una sorta di strategico in tempo reale in cui il nostro obiettivo è quello di sconfiggere tutti i nemici utilizzando una serie di trappole da posizionare in giro per il livello. Più la combo di trappole sarà elaborata, maggiore sarà la sua efficacia (e la nostra soddisfazione).

Questo Deception IV: The Nightmare Princess racconta la storia di Velguirie, una delle figlie del diavolo. La nostra rossa anti-eroina dovrà riuscire a recuperare le sue forze per liberare il padre e al suo fianco dominare finalmente sul mondo, coronando così il sogno di riforgiarlo a suo piacimento. Il percorso per recuperare le energie sarà però lungo: tramite i suoi poteri, Velguirie dovrà infliggere tremendi incubi agli esseri umani in modo da rubare la loro anima e acquisire nuovi poteri, ma a farle concorrenza ci sarà una delle sue sorelle, Laegrinna, anche lei in cerca di abbastanza energia per risvegliare il padre.

Le prime missioni altro non sono che un tutorial, ci verrà spiegato il funzionamento delle trappole, il modo per posizionarle e attivarle. Ci verrà spiegato come, combinando più trappole insieme, otterremo combo sempre più potenti, e maggiore sarà elaborata la combo, maggiori saranno i danni inflitti e i punti che guadagneremo. Una delle novità di Deception IV: The Nightmare Princess è la capacità di Velguirie di sferrare calci, introducendo per la prima volta nella serie un contatto diretto tra protagonista e nemici. I calci serviranno per facilitare il posizionamento del nemico in punti precisi in modo da scatenare le combo come avevamo programmato. Interessante anche l’utilizzo attivo del livello, con statue, colonne e lampadari da utilizzare nelle nostre combo, come anche trappole già presenti e che non conteranno nel numero massimo di trappole che potremo piazzare.

Deception IV: The Nightmare Princess Recensione

Dopo queste prime missioni tutorial, che seviranno anche a sbloccare le prime trappole da aggiungere al nostro arsenale, inizierà la trama vera e propria. Ci troveremo davanti a un enorme story tree ricco di bivi e scelte da fare (sebbene potremmo anche decidere di fare semplicemente tutte le quest per sbloccare quante più trappole e abilità possibile), per un totale di più di cento nuove quest rispetto al precedente Deception IV: Blood Ties. Oltre alle numerose missioni legate alla trama, avremo a  disposizione anche il Deception Studio, cioè un vero e proprio editor nel quale creare nuovi nemici e nuove quest, dando libero sfogo al nostro lato più selvaggio e sadico.

Infine è presente anche una modalità Free Battle nella quale esercitarsi per diventare il trapper definitivo.

È evidente come Deception IV: The Nightmare Princess spinge molto il giocatore a cercare la perfezione in quello che crea. Trovare il punto giusto per la trappola giusta diventa quasi un’ossessione e questo è intensificato dal pesante meccanismo di Trial and Error che necessariamente è congenito a questo tipo di gioco: non solo bisogna completare le quest per andare avanti, ma ogni quest ha diversi obiettivi opzionali per sbloccare nuove trappole o potenziamenti di quelle che abbiamo già. Come se non bastasse alcuni di questi obiettivi non saranno fattibili se non sbloccheremo prima qualcosa in una quest magari anche molto più avanti nella trama. Ecco quindi che ci ritroveremo a fare tantissime volte le stesse missioni ancora e ancora e ancora.

Ricerca della perfezione

Se è vero che per il giocatore questo titolo è una continua ricerca del modo migliore di fare le cose, così sarebbe dovuto essere anche per gli sviluppatori in fase di creazione. Purtroppo però Deception IV: The Nightmare Princess ha diversi problemi proprio dove più “fa male”: il gameplay. Piazzare trappole e attivarle richiede una buona dose di precisione, velocità e tempismo. Capita però che i comandi non sempre rispondano con reattività alle nostre richieste, compromettendo così il successo di una combo e la nostra esperienza di gioco, rasentando la frustrazione. Non giova a questa problematica il dover rifare mille volte le missioni per cercare il setup migliore, né rifare per un motivo o un altro una delle missioni più odiate.

Deception IV: The Nightmare Princess Recensione

Oltre a controlli non proprio perfetti, a creare altri problemi ci pensa la telecamera: saremo noi a doverla muovere, e sopratutto all’inizio questo ci potrà distrarre facendoci perdere il tempismo per attivare una trappola, con conseguente retry e crescente frustrazione. Esiste la possibiltà di lockare il bersaglio (beneficiando di spettacolari telecamere ad hoc durante le combo) ma per farlo bisogna tenere premuti due tasti dorsali e alla lunga stanca.

C’è poco da dire su grafica e sonoro. Entrambi senza infamia e senza lode, sono esattamente quello che ci si aspetterebbe da un titolo come questo. Accettabili anche se datati i modelli poligonali dei personaggi, evidentemente e logicamente più curati quelli dei protagonisti rispetto ai nemici, mentre lasciano un po’ a desiderare le texture digli ambienti e degli scenari.

Anche il comparto audio non sarà ricordato negli annali della musica videoludica, ma fa il suo lavoro senza essere invasivo o fastidioso in alcun modo.

Arrivato al sesto capitolo, Deception IV: The Nightmare Princess finalmente sbarca su next gen, portando qualche novità, tanti contenuti, ma nel contempo non raggiunge quei livelli di eccellenza che si aspetterebbero da una serie che dovrebbe ormai essere matura. Resta comunque un gioco godibile per passare il tempo, magari per ridere un po’ con gli amici o magari mentre aspettiamo la fine del download di una patch di qualche altro gioco, tuttavia qualcosa di più ce la saremmo aspettata.

E’ stata annunciata la data d’uscita della nuova espansione per Neverwinter: Strongholds, che introdurra il PvP ed una nuova mappa.

L’espansione sarà disponibile al download a partire dall’ 11 agosto.

Neverwinter: Strongholds – la settima espansione del MMORPG d’azione ambientato nell’universo dei Forgotten Realms di Dungeons & Dragons della Wizards of the Coast – sarà disponibile l’11 agosto per PC. Strongholds introduce la mappa giocabile più vasta mai pubblicata per Neverwinter ed è incentrato su giocatori che si uniscono per reclamare una roccaforte dalla natura selvaggia. L’espansione iniziale si concentrerà sulla modalità giocatori contro l’ambiente per dare alle gilde l’opportunità di costruire le loro roccaforti prima di portare lo scontro ad altri giocatori quando a settembre verranno lanciati i contenuti giocatore contro giocatore su grande scala.

Neverwinter: Strongholds

La Bioware ha appena avviato un contest nel quale chiede agli utenti di creare degli oggetti speciali che verranno inclusi nei prossimi DLC del mastodontico e ottimo Dragon Age: Inquisition.

Secondo il messaggio della casa di Edmonton, che somiglia a una vera e propria chiamata per gli avventurieri, i giocatori non dovranno limitarsi al solo lato estetico e al nome dell’oggetto, ma dovranno anche approfondirne la storia e le caratteristiche.

I creatori degli oggetti giudicati più interessanti e originali, oltre a vedere le loro opere nei prossimi DLC, verranno premiati con un Dragon Age: Inquisition Prize Pack.

Dragon-Age-Inquisition-Party

E’ disponibile da oggi il nuovi aggiornamento per Ace Combat Infinity, titolo free-to-play, in esclusiva per PS3, della famosa serie di simulatori di volo.

Bandai Namco ha rilasciato nella giornata odierna, l’ultimo aggiornamento per Ace Combat Infinity, scaricabile gratuitamente dal Playstation Network.

Tale update offre ai giocatori di Ace Combat Infinity nuovi aerei, missioni co-op online, eventi speciali e molto altro. L’aggiornamento 10 porta con sé una grande varietà di aerei da guerra grazie all’arrivo di 4 nuovi modelli standard e 15 speciali. Sono state anche inserite 4 nuove missioni coopertive che comprendono: Satellite Interception IV, Aerospace Center Defense(HARD) e il test Pilot Aptitude.

Inoltre saranno presenti nuovi contenuti tra cui:

  • 6 Nuovi componenti per gli Aerei
  • Nuovi Messaggi Radio
  • Nickname, Skin per gli aerei ed emblemi  aggiuntivi
  • Level Cap portato da 15 a 20
  • Funzionalità che fornisce un “Bonus Ritorno” a chi non ha giocato per un certo periodo di tempo
  • Bilanciamenti di gioco e correzione bug

Ace Combat Infinity

 

 

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