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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Dopo il successo ottenuto in seguito al rilascio di Sword Art Online RE: Hollow Fragment per Playstation 4, Bandai Namco Entertainment Europe ha appena resa nota la data di uscita del suo seguito diretto Sword Art Online: Lost Song.

Il titolo arriverà nei negozi il 12 novembre 2015 e sarà disponibile per Playstation 4 e Playstation Vita, presenterà un doppiaggio interamente giapponese con sottotitoli in italiano.
Sword Art Online: Lost Song sarà il seguito diretto di Sword Art Online RE: Hollow Fragment, e sarà ambientato nel nuovo mondo di Alfheim.

Quarto e ultimo appuntamento con i titoli dedicati a Warhammer (e secondo dedicato a Warhammer 40000) con Battlefleet Gothic: Armada, il videogioco basato sull’omonimo spin-off di combattimenti spaziali dell’oscuro futuro inventato da Games Workshop.

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Per chi fosse ignaro dell’universo di Warhammer 40000, immaginatevi delle astronavi con un’aspetto che ricorda una via di mezzo tra galeoni e chiese gotiche con lunghezze fino a 10 km (leggasi: dieci kilometri. Dieci. Kilometri.) che si sparano missili, laser e quant’altro a distanze improponibili e con una potenza distruttiva tale da poter disintegrare interi pianeti (e lo fanno): questo è ciò che vi aspetta.
Il gioco è uno strategico in tempo reale single e multiplayer che si svolge attraverso una campagna di conquista su una mappa spaziale composta di settori e pianeti, dove ogni vittoria porta nuovi bonus alla propria fazione (un po’ come avviene nella saga Total War). Le fazioni in gioco sono quattro: Imperium, Chaos, Eldar e Orki. Nella dimostrazione a cui abbiamo assistito si giocava con l’Imperium, il cui esercito è caratterizzato da diversi corpi (Adeptus Astartes, Inquisizione e così via) con diverse finalità e principi, e il giocatore può decidere di seguire le missioni dell’una o dell’altra all’interno della propria campagna. La scelta di chi seguire e quali azioni intraprendere non è senza conseguenze: intraprendere l’Exterminatus (la distruzione totale di un pianeta) per ordine dell’Inquisizione aumenta l’affinità con tale corpo ed elimina rapidamente molti nemici, ma il pianeta colpito è perso per sempre così come le sue risorse (ovviamente).

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Oltre l’aspetto strategico legato alle campagne c’è tantissima micro-gestione: la personalizzazione delle armate è molto capillare, si va dall’aspetto esterno delle navi, alle armi, all’equipaggio – con tanto di abilità, livelli e via discorrendo per truppe e ufficiali, ognuno con la propria personalità. Ad esempio, in fase di battaglia, si può ordinare alle navi di combattere fino alla morte, e i capitani delle navi potrebbero anche rifiutare di obbedire. Lasciarli fare fa perdere reputazione al giocatore, di contro ordinarne l’esecuzione rischia di far rimanere le proprie navi senza comandanti di valore.
La micro-gestione si applica naturalmente anche ai combattimenti: ogni nave ha tante armi differenti con differenti raggi d’azione, e si possono sia impostare comportamenti pre-impostati per ogni nave che controllarne ogni singolo movimento, dall’affiancamento, all’attacco, all’abbordaggio. Non è esclusa la guerriglia informatica: si possono disabilitare i sistemi elettronici delle navi per impedire il movimento, la rilevazione di altre navi e tante altre funzioni.
Dulcis in fundo, la flotta si porta dietro i segni di ogni battaglia: le navi distrutte sono perse per sempre, e quelle danneggiate necessitano di riparazione e non saranno utilizzabili in combattimento finché non saranno completati i lavori.

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Battlefleet Gothic: Armada è sicuramente nella lista dei titoli da seguire di questa Gamescom, non solo per gli appassionati di Warhammer 40000 ma per qualunque persona attratta dai giochi di battaglie spaziali. Uscita prevista su PC per il primo trimestre 2016.

Oggi Ubisoft ha annunciato che la seconda closed beta di Might & Magic Heroes VII inizierà il 26 agosto a mezzanotte e terminerà il 2 settembre. L’accesso alla seconda closed beta sarà garantito a chi ha preordinato il titolo.

Might Magic Heroes VII Beta

Questa seconda fase di Beta, a quanto detto da Ubisoft, sarà molto più ampia e darà molte possibilità in più rispetto alla fase precedente. Saranno giocabili due fazioni extra, votate dalla community: Sylvan e Dungeon.
Oltre alle due mappe per la modalità Skirmish presenti già dalla prima closed beta, saranno disponibili due nuovi stage: Fire & Blood e Irresponsible War.
I giocatori potranno raccogliere risorse, espandere la loro città, reclutare armate e addirittura livellare il proprio personaggio senza alcun limite, il gioco offe infatti un accesso illimitato ai contenuti fino al 2 settembre.

Might & Magic Heroes VII è un progetto portato avanti da Limbic Entertainment, un team fan di Might & Magic. Il team promette di proporre un gioco che sarà il migliore della serie, rispettando i vecchi titoli ma introducendo nuove caratteristiche scelte dalla community stessa. Miscelando un profondo universo fantasy con un’appagante esperienza strategia, una solida parte RPG e una efficace componente narrativa, Might & Magic Heroes VII dà ai giocatori un mondo dettagliato come mai prima d’ora da esplorare e conquistare, un complesso sistema economico da dominare e creature leggendarie da affrontare in epiche battaglie.

Might & Magic Heroes VII sarà disponibile esclusivamente su PC dal 29 settembre 2015.
Per assicurarsi l’accesso alla seconda Closed Beta, i giocatori dovranno preordinare il gioco, oppure registrarsi nella lista d’attesa sul sito del gioco.

 

 

Con un post sul PlayStation Blog, Sony annuncia puntualmente i giochi che saranno disponibili da scaricare gratis per gli abbonati al servizio PlayStation Plus.

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Vincitore del concorso “Vota e Gioca”, che ha permesso agli utenti stessi di scegliere quale gioco avrebbero voluto incluso nelle offerte di settembre, è stato Grow Home dei ragazzi di Ubisoft Reflections.

Oltre a questo, eccovi gli altri giochi che saranno disponibili dal 1 settembre:

Bandai Namco Entertainment Europe ha annunciato di aver siglato un accordo con The Farm 51 per la produzione e pubblicazione di Get Even per PlayStation 4, Xbox One e PC nel 2016.

Get Even è un thriller psicologico che confonde il classico confine tra film e videogioco, offrendo una perfetta combinazione tra la frenetica tensione degli FPS e l’intimità opprimente di una complessa indagine personale. Evitando i classici luoghi comuni e gli avvincenti scenari che spopolano tra gli FPS, Get Even darà vita a una trama alternativa, matura e intrigante, arricchita da alcuni elementi tipici dei migliori sparatutto.

Get Even promo art

Herve Hoerdt, Vicepresidente IP Strategy, Digital, Marketing & PR di Bandai Namco Entertainment Europe, ha dichiarato:

“Siamo molto orgogliosi di collaborare con The Farm 51 per questo titolo davvero promettente.
Get Even sarà uno dei principali titoli di Bandai Namco Entertainment per l’anno prossimo. Grazie al suo approccio cinematografico e alla sua trama matura e profonda, sarà un titolo davvero imperdibile per tutti i giocatori!”

Wojciech Pazdur, Responsabile dello sviluppo nel team di The Farm 51, dal suo canto ha dichiarato:

““Siamo davvero felici di collaborare con Bandai Namco Entertainment per pubblicare Get Even in tutto il mondo. Grazie al loro contributo, riusciremo a creare un’esperienza di gioco assolutamente unica.
Bandai Namco non solo pubblicherà Get Even, ma ci aiuterà anche a livello produttivo, supportando pienamente la nostra visione del gioco. Crediamo che Get Even sia un titolo davvero innovativo nel genere degli FPS e l’esperienza di Bandai Namco sarà molto importante per aiutarci a concretizzare tutto il suo potenziale.”

Vi lasciamo con il trailer del gioco per farvene un’idea.

Until Dawn, letteralmente “fino all’alba”: tanto dovranno sopravvivere gli otto protagonisti dell’avventura horror sviluppata da Supermassive Games in esclusiva per Playstation 4, la cui data di uscita è fissata per il 26 agosto 2015. Inizialmente pensato per essere giocato su Playstation 3 con l’ausilio del Move, lo sviluppo di Until Dawn si è protratto fino ad approdare infine su Playstation 4: forte di una trama che ha visto la collaborazione dei registi Graham Reznick e Larry Fessenden, il prodotto videoludico di Supermassive Games promette un’esperienza in bilico tra il videogioco e il film interattivo, sulle orme degli ultimi lavori di Quantic Dream. Durante questa recensione sarà impossibile non citare quindi gli ormai storici Heavy Rain e Beyond: Two Souls, così come leggerete molti paragoni con il mondo del cinema. Questo non tanto per fare meri paragoni quanto piuttosto per evidenziare in cosa Until Dawn ci ha colpito e per quale motivo, ve lo diciamo fin da subito, a nostro parere merita il podio a pari merito con le avventure ideate da David Cage.

Until Dawn recensione

Il più classico dei teen-horror

Una delle qualità che più abbiamo apprezzato in Until Dawn è stato il suo saper rendere interessante la più banale delle trame: gli otto protagonisti si ritrovano, come ogni anno, per un week-end di divertimento in uno sperduto chalet di montagna. Ovviamente i ragazzi scopriranno presto di non essere soli e si ritroveranno costretti a lottare con ogni mezzo per sopravvivere ai pericoli della notte e permettere ai soccorsi che arriveranno all’alba di trarli in salvo.

Più nel dettaglio, per gli otto amici si tratta di una ricorrenza particolare: l’anno precedente infatti, nello stesso chalet, si era consumata un’orribile tragedia che aveva portato alla morte di Beth e Hanna Washignton. Le due ragazze, insieme al fratello Josh, sono le figlie del ricco produttore di Hollywood che possiede lo chalet e, insieme ad esso, l’intera montagna di Blackwood sulla quale si svolge l’avventura. È proprio Josh a contattare gli amici e a chiedere loro di riunirsi ancora una volta come ai vecchi tempi: l’intenzione è quella di ubriacarsi, festeggiare e divertirsi per tutto il fine settimana, anche e soprattutto in memoria delle amiche scomparse.

Until Dawn recensione

Dietro richiesta della stessa Sony non possiamo addentrarci più di tanto nei dettagli della trama, ma avrete già capito perché il cliché da teen-horror ci piace così tanto: durante l’avventura ci siamo finalmente ritrovati di fronte a una trama in stile Venerdì 13 attualizzata a oggi, perfettamente in grado di miscelare il fascino dell’horror anni ’80 con i ritmi, la narrazione serrata e i colpi di scena del più moderno cinema dell’orrore, con momenti più splatter alla Saw e scene di tensione come in Ouja. Gli otto protagonisti incarnano perfettamente gli stereotipi classici del genere: vi sono il palestrato coraggioso, la sua ex fidanzata pedante con il nuovo ragazzo, i compagni di classe innamorati ma che non osano dichiararsi l’un l’altro, il tenebroso e il buffone della compagnia. I cinefili tra voi provino a pensare ai personaggi di IT, di Scream o, perché no, in chiave caricaturale ai Goonies: il carisma e le capacità empatiche dei personaggi di Until Dawn sono esattamente gli stessi ed è grazie a loro che l’avventura incolla letteralmente allo schermo per tutte le dieci ore necessarie a portarla a compimento, che poi sono esattamente le ore che separano l’arrivo dei ragazzi alla baita dal sorgere del sole.

Until Dawn recensione

Tra interattività e passività

Data la particolarità del gameplay, la trama di Until Dawn non è ovviamente lineare: immaginate di assistere a un film interattivo, di volta in volta nei panni di uno dei protagonisti; per ognuno di loro il gioco vi chiamerà a intervenire scegliendo la risposta da dare in determinati dialoghi, la direzione da prendere o l’azione da compiere. Il leitmotiv della narrazione è il Butterfly Effect, il cosiddetto effetto farfalla secondo il quale ogni più piccola e insignificante azione è in grado di modificare il futuro generando anche sconvolgimenti in grado di determinare la vita o la morte delle persone. L’effetto farfalla è sapientemente inserito nel gioco tramite la citazione di alcune leggende indiane, secondo le quali farfalle di diverso colore sono in grado di rappresentare presagi più o meno benigni del futuro: nel mondo di gioco sono sparsi dei piccoli totem che, una volta raccolti dai vari personaggi, mostrano confuse scene di un possibile futuro, da tenere in considerazione se si vuole completare l’avventura salvando tutti i personaggi. In un contesto horror, pensate come litigare con un amico che non vi accompagnerà nell’esplorazione, lasciare aperta una porta o mettersi in tasca un paio di forbici possa fare la differenza tra la vita e la morte, e subito vi sarà chiaro come le numerose diramazioni che avete davanti potranno originare altrettante scene e finali alternativi.

Come dicevamo in apertura, è inevitabile mettere a confronto il lavoro di Supermassive Games con quello di Quantic Dream, che dai tempi di Indigo Prophecy sviluppa avventure interattive di questo tipo. Per quanto ci riguarda Heavy Rain resta ancora uno dei capisaldi più importanti di questo genere, se non altro per la sua capacità di far affezionare il giocatore al protagonista fino a fargli vivere i sentimenti dei personaggi come pochissimi altri videogiochi sono stati in grado di fare. Ciò non di meno, i lavori di Quantic Dream presentavano una trama a tratti lacunosa che, in base alle scelte compiute dal giocatore, lasciavano indietro punti oscuri o legavano con poca coerenza le varie scene che portavano a uno dei finali possibili. Questa sensazione l’abbiamo avuta anche in Until Down, ma solamente in alcuni momenti: dobbiamo infatti ammettere di esserci ritrovati di fronte a una trama solida e contemporaneamente malleabile, dove anche la più piccola decisione è tenuta in conto nei dialoghi e nelle scene che si susseguono. Le scelte da compiere sono sempre chiare, tranne che in un paio di punti in cui potreste portare alla morte uno dei personaggi senza volerlo, convinti che la vostra scelta lo porterà a compiere un’azione diversa da quella a cui effettivamente assisterete. Anche questa componente fa comunque parte del gioco e vi spingerà a rigiocare il capitolo per prendere una strada diversa e salvare così – oppure cercare di salvare, chissà – la vita a chi avrete precedentemente condannato a morte. A dire il vero a una seconda partita ci si accorge che nonostante i molteplici bivi la storia non può più di tanto essere stravolta, ma la genialità degli sviluppatori e degli scrittori sta proprio nel farvi credere che forse, se aveste fatto un’altra scelta, le cose sarebbero andate in modo diverso. Un po’ come accadrebbe nella vita reale, soprattutto per quanto riguarda le scelte da compiere velocemente perché in pericolo. A volte infine, caratteristica che ci ha fatto saltare sulla sedia in più di un’occasione, c’è anche la possibilità di prendere una terza via semplicemente non facendo nulla e lasciando scadere il tempo a disposizione senza compiere alcuna scelta: questa è forse la parte più affascinante di Until Dawn, che offre una gamma di scelte pari a quelle che si avrebbero nella realtà.

Until Dawn recensione

Arrivati a questo punto, dobbiamo comunque avvisarvi che il gameplay di Until Dawn è interamente composto da esplorazione e scelte. Rispetto a Heavy Rain o al più recente Beyond – nel quale l’interattività era più marcata grazie al capitolo nella zona di guerra e alla presenza dello spettro da comandare per muovere gli oggetti – in Until Dawn la maggior parte dell’azione è limitata a quick time event in cui basterà premere il giusto tasto con tempismo per evitare la morte del personaggio. Supermassive Games ha pensato bene di inserire anche alcune sparatorie e sezioni con armi da fuoco, ma anche in queste vi basterà spostare il mirino e premere il grilletto con il giusto tempismo per cavarvela senza troppi problemi. Siamo pronti a scommettere che i detrattori andranno a nozze con questa mancanza di reale interattività e, a dirla tutta, anche noi avremmo apprezzato una maggiore possibilità di interagire con l’ambiente circostante il giocatore, perlomeno nelle fasi di esplorazione. Detto questo, ci sentiamo di spezzare una lancia per Until Dawn, la cui esperienza complessiva ci ha comunque lasciato più che soddisfatti: l’avventura grafica è un genere derivato dalle avventure punta e clicca e, se vogliamo, dalle vecchie avventure testuali o dai libri-game. Proprio per questo motivo riteniamo sbagliato paragonare Until Dawn a un survival horror, anche parlando di titoli in cui la componente survival è più forte di quella action, come ad esempio in Memento o Clock Tower. Sarebbe come paragonare Super Mario Bros. 3 a Monkey Island e dire che quest’ultimo presenta lacune nella componente action. Se sposate la nostra tesi, capirete bene come possiamo collocare Until Down sul podio delle avventure interattive; al contrario, se non apprezzate il genere e non vi siete fatti conquistare da Heavy Rain e Beyond, anche il gioco dei Supermassive Games vi stancherà dopo pochi minuti.

Until Dawn recensione

Motion capture da oscar

Trattandosi di un connubio quasi perfetto tra gioco e film, è ovvio che Until Down dovesse mostrare i muscoli sotto l’aspetto grafico. Iniziamo innanzitutto con il dire che il cast – interamente composto da attori in carne e ossa che, digitalizzati, hanno recitato splendidamente come in un vero film grazie alla magia del motion capture – è di tutto rispetto: Sam (Hayden Panettiere), Mike (Brett Dalton), Josh (Rami Malek), Ashley (Galadriel Stineman), Chris (Noah Fleiss), Matt (Giordania Fisher), Emily (Nichole Bloom), e Jessica (Meaghan Martin), Beth e Hannah (Ella Lentini) sono tutti nomi più o meno noti agli appassionati di serie Tv, così come Peter Stormare, nei panni dello psicologo con il quale dialogherete tra un capitolo e l’altro del gioco, ha regalato agli sviluppatori un’interpretazione davvero da oscar. Davvero incredibile è la minuziosa attenzione dedicata alla realizzazione dei volti che, tanto nei campi lunghi quanto nel menu di pausa, in cui si può ruotare e ammirare da vicino il volto del personaggio in uso in quel momento, passano attraverso un’enorme gamma di espressioni e di emozioni a esse collegate. Sotto questo aspetto riteniamo che l’hardware della Playstation 4 sia stato perfettamente sfruttato e ci teniamo a sottolineare come il risultato finale sia davvero interessante.

La qualità diminuisce leggermente nei campi lunghi all’esterno della baita, dove il motore grafico Umbra 3 non eccelle particolarmente: se da una parte i dettagli intorno ai protagonisti e le loro animazioni sono sempre eccellenti, alzando lo sguardo verso l’orizzonte si scorgono un po’ troppa nebbia e alcuni scenari meno realistici. Discutibile, poi, la scelta di estremizzare le caratteristiche fisiche di Brett Dalton fino a renderlo quasi identico al Nathan Drake di Uncharted: per quanto l’aitante attore si presti perfettamente alle fasi più action a lui dedicate e per quanto ci faccia piacere giocare nei panni di un avatar simile al buon vecchio Nate, si poteva forse fare di più per caratterizzare anche questo personaggio e renderlo più unico.

Until Dawn Recensione

Passando infine al comparto sonoro, anche qui ci sono alcuni dettagli che avrebbero meritato maggiore attenzione: da una parte abbiamo una fantastica colonna sonora curata da Jason Graves, autore tra le altre delle musiche del recente The Order 1886; dall’altra una localizzazione in italiano che accosta parti perfette a momenti più imbarazzanti. Sotto questo aspetto, Quantic Dream vince la partita e resta ancora una volta produttore dei titoli meglio localizzati che ci sia mai capitato di provare. Nel caso di Until Dawn è chiaro come Supermassive Games abbia fatto doppiare alcune scene del gioco complete al 100% mentre altre sembrano doppiate seguendo lo storyboard o comunque una versione non finita dei filmati: la sensazione è che la voce non appartenga al personaggio, che a fronte di una mimica facciale perfettamente riprodotta adotta un tono di voce e uno stile di dialogo non consono. Si tratta di rari momenti nelle dieci ore di gioco, per la maggior parte concentrati nel settimo capitolo e, certo, basterebbe giocare il titolo in inglese per eliminare il problema. Riteniamo però che una tale disattenzione per la localizzazione si possa sorvolare in altri generi ma non in un gioco di questo calibro che fa della narrazione il suo unico vero punto di forza. Resta il fatto che l’horror e l’avventura interattiva, grazie a Until Dawn, sono pronti ad arrivare in grande stile su Playstation 4 e, se gli sviluppatori continueranno su questa strada, possiamo aspettarci titoli che corretti i piccoli difetti di produzione saranno chiamati veri e propri capolavori.

Until Dawn è la prima vera avventura interattiva di spessore disponibile per console di nuova generazione. Rispetto ai precedenti tentativi di Quantic Dream di realizzare film interattivi per console, il gioco di Supermassive Games presenta una trama più coesa e scelte psicologicamente pesanti, complice anche l’atmosfera horror che permea il tessuto narrativo. Graficamente l’hardware di Playstation 4 non fa bella figura negli ampi paesaggi montani, ma si fa perdonare con gli interni e con delle espressioni facciali dettagliatissime. Peccato solo per la localizzazione italiana che perde qualche colpo qua e là, difetto sul quale i fan del genere sapranno sicuramente soprassedere pur di godersi un titolo che consigliamo comunque di provare a tutti gli utenti PS4.

 

Nexon in questi giorni ha aperto un sito teaser contenente un countdown che terminerà ufficialmente il 25 agosto alle 18:00

The Shattering

Non sappiamo di preciso cosa si celi dietro tale conto alla rovescia, ma una cosa è certa: dietro tutto questo c’è il creatore di Gears Of War, Cliff Bleszinski

Dopo aver abbandonato la Epic GamesBleszinski, ha aperto la Boss Key Production, la sua nuova software house. La casa di sviluppo è ancora molto giovane e quindi non vanta ancora nessun titolo nel proprio parco giochi, ma sapevamo da tempo che era a lavoro su un fps free to play chiamato BlueStreak.

La natura effettiva di questo reveal non è del tutto chiara, potrebbe nascondere per esempio l’annuncio di una nuova IP, o qualche novità sostanziosa riguardante quello che dovrebbe essere il primogenito della Boss Key, BlueStreak.

Ha fatto scalpore la risposta ad un tweet da parte di Bleszinski, dove sosteneva che il titolo della pagina teaser (The Shattering) non è il titolo di una nuova IP.

È apparso online un sito apposito dove è possibile consultare la line-up Bandai Namco dei giochi che saranno presenti al prossimo Tokyo Game Show, che si terrà dal 17 al 20 settembre.

Da segnalare in particolare la presenza dei nuovi esponenti delle serie di God Eater, JoJo, Naruto Shippuden, Saint Seiya Sword Art Online e Tokyo Ghoul.
Come è possibile notare, inoltre, la compagnia sta puntando molto sul mercato mobile.
Come per gli anni passati, Bandai Namco ha in programma di trasmettere gli eventi in streming live.

line-up Bandai Namco TGS

Eccovi i titoli in questione:

Giochi su console

  • Digimon World: Next Order (PSV) – Trailer
  • Disney Infinity 3.0 (PS4, PS3, Wii U) – Giocabile, Trailer
  • God Eater Off Shot [Lindow Volume] Cross-Play Pack & Anime Vol. 2 (PS4, PSV) – Trailer, Stage
  • God Eater Resurrection (PS4, PSV) – Giocabile, Trailer, Stage
  • JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven (PS4, PS3) – Giocabile, Trailer, Stage
  • Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 4 (PS4) – Giocabile, Trailer
  • Project X Zone 2 (3DS) – Playable, Trailer, Stage
  • Pro Yakyuu Famista Returns (3DS) – Trailer
  • Saint Seiya: Soldiers’ Soul (PS4, PS3) – Giocabile, Trailer
  • Sword Art Online: Lost Song and Re: Hollow Fragment (PS4) – Trailer, Stage
  • Tokyo Ghoul: Jail (PSV) – Trailer
  • TV Anime The Idolmaster: Cinderella Girls G4U! Pack (PS3) – Trailer, Stage

Giochi per smartphone

  • Digimon Linkz (iOS, Android) – Trailer
  • Dragon Ball Z: Dokkan Battle (iOS, Android) – Trailer
  • Drift Spirits (iOS, Android) – Trailer
  • Gundam Conquest (iOS, Android) – Trailer, Stage
  • The Idolmaster: Cinderella Girls Starlight Stage (iOS, Android) – Trailer, Stage
  • The Idolmaster: SideM (iOS, Android) – Trailer
  • JoJo’s Bizarre Adventure: Stardust Crusaders (iOS, Android) – Trailer
  • One Piece: Treasure Cruise (iOS, Android) – Trailer
  • SD Gundam Generation Frontier (iOS, Android) – Trailer, Stage
  • SD Gundam Strikers (iOS, Android) – Trailer, Stage
  • Seraph of the End: Bloody Blades (iOS, Android) – Trailer
  • Super Gundam Royale (iOS, Android) – Trailer
  • Super Robot Wars X-Omega (iOS, Android) – Trailer
  • Sword Art Online: Code Register (iOS, Android) – Trailer
  • Taiko Drum Master Plus (iOS) – Trailer
  • Tales of Link (iOS, Android) – Trailer
  • Tokyo Ghoul: Carnival (iOS, Android) – Trailer
  • World Trigger: Smash Borders (iOS, Android) – Trailer

Angolo famiglia

  • Aikatsu! My No. 1 Stage! (3DS) – Giocabile, Trailer
  • Chou Tousouchuu Atsumare! Saikyou no Tousou Monotachi (3DS) – Giocabile, Trailer
  • Dragon Ball Z: Extreme Butoden (3DS) – Giocabile, Trailer
  • Disney Magical World 2 (3DS) – Giocabile, Trailer
  • Go! Princess PreCure: Sugar Kingdom and the 6 Princesses (3DS) – Giocabile, Trailer

Fonte: Gematsu

Mancano ormai pochi giorni all’uscita dell’ultimo attesissimo capitolo della saga di Metal Gear Solid, in cui vestiremo ancora una volta i panni di Big Boss. La stampa internazionale si è già portata avanti, provando il titolo, e dando dei voti che sembrano confermare tutte le aspettative, oltre al parere unanime secondo il quale il titolo sembra essere davvero vastissimo.

Nuove immagini di Metal Gear Solid V 05

Ecco con esattezza i voti attribuiti al titolo :

IGN – 10
Metal Gear Informer – 10
Gamespot – 10
EGM – 9.5
GameTrailers – 9.5
Examiner – 5/5
GameInformer – 9.25
Destructoid – 9
Premere Start – 9

Non resta che attendere il primo di settembre per mettere le mani su quello che si preannuncia essere il capitolo della saga più bello in assoluto. Ricordiamo che Metal Gear Solid V: The Phantom Pain uscirà per Xbox One, Xbox 360, Playstation 3, Playstation 4 e PC.

Nintendo ha da poco ufficializzato la data europea di release di Xenoblade Chronicles X, tramite un tweet dal suo account italiano.

Il nuovo titolo di Monolith Soft sarà commercializzato nel territorio europeo in 4 dicembre di quest’anno. Data perfetta per un Natale coi fiocchi!

release di Xenoblade Chronicles X

Vi ricordiamo inoltre che Nintendo ha già annunciato che sarà disponibile una Limited Edition del gioco e un bundle.

La Limited Edition conterrà, oltre al gioco, un artbook, una mappa del mondo, un poster double-face e una steelbook.

Il bundle conterrà, ovviamente, la copia del gioco con la console Wii U, l’artbook e la mappa.

release di Xenoblade Chronicles X - Limited bundle

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