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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Sony ha annunciato sul blog ufficiale Playstation che è in arrivo, su Playstation 4, una versione gioco dell’anno per Bloodborne.

Bloodborne  Game of the Year Edition

La Game of the Year Edition sarà disponibile dal 25 novembre di quest’anno e includerà, oltre al titolo base, il DLC The Old Hunters. 
Ricordiamo che il DLC uscirà un giorno prima rispetto a questa edizione e includerà circa 15 armi aggiuntive e tantissimi equipaggiamenti mai visti prima. L’avventura si svolgerà all’interno dell’incubo degli “Old Hunters” e sarà accessibile facilmente dal menù principale del titolo, dopo aver proseguito fino ad un punto preciso della storia principale.

Una decina di anni fa usciva sui mercati Shadow of the Colossus, un videogioco che nella sua unicità ha riscosso un enorme successo di critica e di pubblico. Le epiche ed estenuanti battaglie contro i giganteschi colossi del titolo sono inevitabilmente rimaste impresse nei ricordi di chiunque abbia provato questo capolavoro. Pochi mesi fa già Titan Souls aveva utilizzato la formula vincente di SotC, riproponendola in chiave 8-bit e con alcune particolarità di gameplay. Ora lo studio indipendente Thunder Lotus Games fa lo stesso con Jotun, mettendoci contro i giganti della mitologia nordica in un gioco di azione-esplorazione che mescola elementi da puzzle platformer e battaglie all’ultimo sangue contro enormi avversari, ripercorrendo il lascito delle ormai lontane avventure di Wander e Agro.

Jotun Recensione

Mitologia norrena per principianti

In Jotun vestiremo i panni di Thora, guerriera vichinga a cui i genitori hanno dato il nome in onore del celebre dio del tuono. All’inizio del gioco Thora subisce una morte ingloriosa quando la nave su cui sta viaggiando finisce distrutta in una tempesta, e si ritrova così nel Ginnungagap, il vuoto fra i mondi. Per poter ascendere al Valhalla dovrà provare di essere degna agli occhi degli déi sconfiggendo i temibili Jotun. Con questa premessa il gioco ci catapulta in un mondo mistico e meraviglioso, in cui man mano che procederemo, apprenderemo di più sia sul travagliato passato di Thora, che sulla mitologia nordica. Dal mito della creazione, alle rune e al loro significato, dalle costellazioni, agli déi del pantheon norreno e alle loro sfere di influenza, il gioco ci immerge completamente nel vastissimo mondo della religione tradizionale degli antichi popoli scandinavi. Ogni livello in Jotun è fortemente tematizzato su una particolare regione nell’universo dei miti nordici, come l’albero Yggdrasil o il lago di Jormungandr. Questa tematizzazione è stata usata dagli sviluppatori sia per porre sfide ambientali diverse in ogni zona, che per approfondire un elemento differente del background mitologico. Il tutto è confezionato con una narrazione rigorosamente in lingua scandinava della valorosa Thora.

Jotun Recensione

… e la mia ascia

Come il buon vecchio Gimli, tutto quello che avremo a disposizione per combattere i Jotun sarà la nostra fidata ascia. Avremo a disposizione un attacco rapido e debole ed uno lento ma più potente. C’è da dire che la mole dell’ascia renderà entrambi i tipi di attacchi decisamente lenti e con un’animazione piuttosto lunga, dando l’impressione di un sistema irresponsivo e regalando qualche frustrazione nei combattimenti contro i Jotun. Oltre ai nostri attacchi potremo effettuare una capriola rapida che funge da schivata e avremo vari poteri donatici dagli déi, sbloccabili attraverso specifici altari nascosti in ciascun livello. Potremo ad esempio lasciare un’esca esplosiva per prendere un po’ di respiro, o migliorare per breve tempo il nostro attacco lento con il potere del Mjolnir. Oltre agli altari, in ciascun livello è nascosta una mela d’oro, ognuna delle quali aumenterà di poco la nostra vita massima, se trovata. Come accenato prima, oltre ai combattimenti veri e propri, dovremo superare due livelli prima di accedere a ciascun Jotun. Ognuno di essi presenta sfide ambientali particolari e specifiche: da isolotti ghiacciati costantemente spazzati da gelidi venti che ci constringeranno a ripararci dietro delle rocce, fino a enormi fucine popolate da giganti che ci bersaglieranno con enormi massi.

Jotun Recensione

Un piacere per gli occhi, e non solo

Da un punto di vista tecnico Jotun è un prodotto realizzato in modo estremamente piacevole. Gli sprite sono interamente disegnati a mano, i colori sono vivaci e le animazioni sono fluide. Il design dei livelli e dei Jotun è ispirato, grazie anche alla mole del materiale da cui il titolo attinge a piene mani. Anche il comparto audio è decisamente apprezzabile: l’accompagnamento musicale è più che adatto in ogni circostanza al feeling che ogni ambiente deve comunicarci. Durante gli scontri con i Jotun inoltre, la musica va sempre più in crescendo man mano che i combattimenti progrediscono verso le fasi finali e contribuiscono a dare un senso di epicità al tutto. Il doppiaggio del gioco è esclusivamente in lingua scandinava, ma questo è più un pro che un contro, in quanto il parlato è quasi interamente costituito da riflessioni di Thora sul proprio passato e sulla mitologia norrena. La voce sicura e ferma della vichinga e la lingua usata, cruda e piena di consonanti dure contribuiscono a rendere il tutto più vero e coerente. Purtroppo però, ogni cosa bella è destinata a finire, e Jotun finisce piuttosto in fretta. Per completare il gioco saranno necessarie fra le tre e le sei ore in base a quanto si esploreranno i livelli e a quante difficoltà si avranno nei combattimenti contro i boss.

Jotun Recensione

Jotun è un titolo piacevole da giocare e che verrà gradito sicuramente da chi a suo tempo è rimasto affascinato da Shadow of the Colossus. Le ambientazioni, l’atmosfera e la narrazione lo rendono un titolo estremamente godibile, che però purtroppo finisce troppo presto e ci lascia con un po’ di amaro in bocca. Per il tempo che dura, tuttavia, Jotun ci terrà incollati allo schermo, cullandoci come un libro di favole con il suo racconto di Thora e del suo viaggio attraverso l’universo degli intriganti e affascinanti miti nordici.

Dopo l’annuncio di Transformers: Devastation in redazione nutrivamo timori su di esso, perché si pensava di avere davanti l’ennessimo tie-in videoludico non di pregevole fattura. Ma oggi, siamo qui a parlarvi di un ottimo titolo che ha saputo sin da subito prenderci in maniera del tutto positiva, spazzando così tutti i pensieri negativi che avevamo. L’accoppiata Activision-Platinum Games si è rivelata vincente questa volta, offrendo al pubblico un gioco del tutto dedicato agli Autobot e ai Decepticon.

Transformers: Devastation Recensione

La narrativa di Transformers: Devastation si presenta con un’incipit piuttosto semplice: in una calda e soleggiata mattinata, una cittadina terrestre viene attaccata da un terribile terremoto scaturito da dei macchinari in sottosuolo di forma aliena. Proudstar: questo è il nome di una base robotica antica che viene infatti risvegliata da lì a poco. Nel suo interno è presente un dispositivo che racchiude tutta la storia degli abitanti di Cybertron, ma ha anche un potere immane che gli consente di convertire un pianeta terrestre in un pianeta pieno di metallo e circuiti.  Qui entreranno in scena i nostri amici Autobot, che con tutte le loro forze cercheranno di respingere i loschi piani dei Decepticon.

Come ben potete notare sicuramente non è la trama il punto di forza della produzione. L’ultima fatica targata Platinum Games offre un gioco fortemente action incentrato sul gameplay, continuando così la strada intrapresa con giochi del calibro di The Wonderful 101 e Bayonetta. All’inizio sarà disponibile un tutorial che ci mostra in generale le meccaniche del gameplay, switchando tra i cinque personaggi giocabili disponibili. A nostra insaputa, Transformers: Devastation ha delle parziali componenti free-roaming che permettono al giocatore di poter esplorare liberamente la mappa di gioco.

transformers-devastation-02

In giro si potranno scoprire dei luoghi segreti, come ad esempio forzieri contenenti dei loot, o missioni secondarie che consistono in prove di abilità. Nel caso si riuscirà a superare queste prove, sarà possibile ottenere ricompense in denaro o equipaggiamento. Oltre a queste varie attività, in pieno stile Platinum, è molto importante sottolineare quanto il gameplay sia molto ben curato, definendolo un’action game piuttosto tecnico e ostico. Oltre a disporre di attacchi rapidi e pensanti, e la schivata classica vista in Bayonetta, in Trasformers: Devastation ci viene offerta anche la possibilità di usare armi da fuoco di vario genere. Ogni Autobot avrà delle abilità speciali diverse, attivabili con il pulsante LB/L1 ma solo se la relativa barra sarà carica: Bumblebee potrà sgusciare rapidamente alle spalle del nemico, Optimus Prime si trasformerà nella sua forma veicolare per dare vita a un attacco circolare. Da elogiare anche l’attenzione maniacale per la riproduzione delle transformazioni dei robot, che andranno a prendersi un ruolo molto importante del combat system. Trasformati in mezzi, avremo la possibilità di una maggior mobilità rispetto alla forma robotica: ciò ad esempio permetterà di superare più facilmente la forza centrifuga provataca da delle pale eoliche che cercheranno a tutti i costi di sbarrarci la strada in alcune vie della città. Inoltre, sfruttando la spinta della versione veicolare avremo maggiore potenza per poter anche attaccare dei nemici, ad esempio potremo distruggere gli scudi energetici che verranno utilizzati da determinati robot.

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Sparsi per la mappa, quando non siamo impegnati in un combattimento, ci saranno delle icone che ci permetteranno di accedere all’Ark, il quartier generale degli Autobot: al suo interno il giocatore potrà gestire al meglio il loot che ha recuperato in game, prendendo così visione delle proprie caratteristiche ed eventualmente potenziare i robot. I pezzi che si trovano possono essere di vario genere, dai più comuni fino ai più rari: i primi potranno essere venduti, così da poter acquistare nuove mosse o altre abilità nella sezione T.E.C.H.. Queste sono alcune cose che Devastation vuole proporre ai giocatori e si tratta di un piatto davvero ricco e succoso, insaporito da una modalità Sfida, che vede ben cinquanta missioni di varia difficoltà, e una sorta di modalità Orda, dove saremo in un’arena a sopravvivere contro ondate di nemici. Bisogna aggiungere anche l’ottimo comparto tecnico-artistico: il titolo gira a 60fps fissi che mixati a un ritmo frenetico risulta una gioia per gli occhi. L’animazione e la modellazione poligonale rimane a dir poco stupefacente, mantenendo in modo fedele l’autentico stile animato della serie animata anni ’80.

Purtroppo non è oro tutto quel che luccica, infatti la produzione non riesce a raggiungere le vette più alte del genere rispetto ai precedenti capolavori. Ma non fraintendeteci: lo stampo del team giapponese è presente, così come il livello di difficoltà generale molto alto, che saprà soddisfare i palati dei giocatori che vogliono determinate tipologie di sfide. C’è anche da dire che la mancanza del lock-on e di un parco mosse più ampio non ha giovato al titolo, impedendo alla produzione di ambire a molto di più. In più le boss-fight ci sono sembrate piuttosto uguali tra loro, togliendo un po’ di quell’epicità che Kamiya & Co erano già riusciti a farci deliziare in passato. Pensiamo che tutte queste imperfezioni siano dovute a una questione monetaria, perché nel gioco sentiamo che qualcosa è stato tolto durante la fase di sviluppo.

Transformers Devastation 02

Transformers: Devastation si è dimostrato uno dei migliori giochi dedicati alla serie animata, ma soprattutto un action game ottimo sotto ogni suo aspetto. Sentire i doppiatori della serie originale degli anni ’80, si è dimostrata un’aggiunta più che piacevole, e alla fine siamo riusciti ad apprezzare anche la storia, seppur dimostrandosi piuttosto lineare. Platinum Games ha raggiunto l’ennesimo successo, confermandosi nuovamente un punto di riferimento fondamentale nell’attuale panorama del genere action. Ci sentiamo di consigliare il titolo a tutti i fan estimatori del team giapponese e ai fan della serie.

 

Ne abbiamo parlato proprio poco tempo fa nelle nostre recensioni: recentemente c’è stato un enorme affollamento di videogames in stile Musou. Senza considerare i titoli canonici di questa tipologia come i vari Dynasty Warriors, Samurai Warriors, o Sengoku Basara, sono approdati sulla scena decine e decine di capitoli di questo genere basati su manga, anime, o altre tipologie ci videogames. Sono entrati a far parte dei Musou i Gundam, i personaggi di One Piece, quelli di Naruto, quelli di Hokuto no Ken, e molti altri, ma sempre con un risultato piuttosto monotono e che risultava in una mera traslazione di personaggi ben conosciuti in un gioco privo di novità.
Fino a questo momento l’unico titolo del genere che è riuscito a dare una ventata di freschezza al genere è stato Hyrule Warriors su Nintendo Wii U, il capitolo della serie dedicato a Zelda, ma stavolta Square Enix ha deciso di seguire quelle orme e proporci così Dragon Quest Heroes: L’Albero del Mondo e le Radici del Male, Musou dedicato al magico mondo dei jrpg dal character design di Akira Toriyama.

dragon quest heroes: l'albero del mondo e le radici del male


Da amici a nemici

Dragon Quest Heroes: L’Albero del Mondo e le Radici del Male è ambientato in un mondo nel quale i mostri, da sempre incubo di tutte le popolazioni, sono invece creature gentili e che vivono pacificamente con il genere umano. Nel regno di Arba è ora in corso una grande festa, con bancarelle sparse ovunque nella città e umani e mostri che passeggiano nel divertimento, almeno fin quando non accade qualcosa di inaspettato.

Una strana figura incappucciata sprigiona infatti un’aura oscura attraverso la quale i mostri impazziscono diventando malvagi e aggressivi. Iniziano così ad attaccare gli esseri umani, che vengono difesi dalle due guardie reali: lo stratega Lucyus e la sbarazzina Aurora, accompagnati da quello che appare essere l’unico mostro su cui la pazzia non ha avuto effetto, un Dottor Slime sempre pronto a curare il gruppetto. Una volta salvata la città si incontrano con re Doric, e assieme a lui decidono di partire per incontrarsi con l’inventrice Juliette e scoprire da cosa deriva questa improvvisa furia dei mostri.

dragon quest heroes: l'albero del mondo e le radici del male


Da Musou a Tower Defence

I quattro personaggi originali di Dragon Quest Heroes: L’Albero del Mondo e le Radici del Male sono così ben caratterizzati e fuori dai canoni da essere un gruppo perfetto anche per un capitolo canonico della serie. È quasi un peccato vederli protagonisti di uno spin off per poi sparire del nulla, ma almeno ciò comporta un’esperienza “dragon questiana” vissuta appieno, oltre alla bellezza di ritrovare, in seguito, svariati personaggi provenienti dai vari capitoli della serie e farli entrare nel nostro gruppo.

Il gameplay di base di Dragon Quest Heroes è il solito che ben conosciamo nei Musou. Un pulsante sarà dedicato agli attacci leggeri e uno agli attacchi pesanti, con diverse combo possibili a seconda delle combinazioni di tasti che avremo usato, per poi considerare anche i meno usati tasti della parata e della schivata. A differenza dei Musou generici, però, le mappe non saranno divise in zone da conquistare, bensì saranno sparse di portali oscuri dai quali usciranno fuori orde di mostri all’infinito.
Il nostro scopo, solitamente, sarà quello di andare a cercare i Guardiani dei Portali e sconfiggerli, per  poter chiudere questi varchi del male e mettere al sicuro ogni luogo della mappa. Capiteranno anche diverse missioni durante le quali i mostri cercheranno di raggiungere un nostro oggetto chiave per poi distruggerlo piombando da più direzioni diverse, a mo’ di Tower Defence. In questi casi avremo a che fare con la più grande novità di questo gioco: sconfiggere i nemici farà a volte comparire delle Medaglie dei Mostri raffiguranti il mostro che abbiamo sconfitto; tali Medaglie entreranno a far parte di un nostro equipaggiamento (che durerà solo fino alla fine del livello in questione) e con esse potremo evocare la creatura che combatterà dandoci man forte.
Evocare i mostri dunque ci metterà in condizione di proteggere zone della mappa con orde di nemici che proseguono verso il nostro oggetto da difendere, mentre noi saremo impegnati a chiudere altri portali lontani. Ciò rende le cose decisamente più tattiche e interessanti, e come se non bastasse esistono ben due tipi di Medaglie: la prima è quella difensiva, di cui abbiamo già parlato, mentre la seconda evocherà il mostro per effettuare una singola mossa speciale molto potente e poi sparire.

Anche la solita “barra della super” qui prende forme “dragon questiane”: combattendo aumenteremo la classica Tensione del personaggio, che potremo poi scatenare quando più preferiamo con la pressione del pulsante cerchio, a condizione che la barra sia ovviamente piena. Durante lo stato di Alta Tensione, che durerà solo alcuni secondi, sferreremo attacchi molto più potenti e potremo usare tecniche speciali senza l’utilizzo di mana, oltre a poter scatenare appunto la Super del personaggio al costo dei secondi restanti, ma con il risultato di fare piazza pulita  attorno a noi.

Di grande interesse è l’ibrido che si viene a creare con il gioco di ruolo tanto amato, grazie a svariate feature che ricordano molto le caratteristiche basilari della serie. Non parliamo solamente dei danni in HP che compaiono a schermo quando attacchiamo i nemici, delle skill a consumo di Punti Magia, o dell’esperienza acquisita per avanzare di livello, ma parliamo anche del negozio di armi e armature dove migliorare il nostro equipaggiamento e dell’utilissimo Calderone Alchemico dove inserire oggetti per crearne di nuovi sempre più potenti.
A prova  fatta si può decisamente dire che, nonostante il gioco di base sia rimasto il solito Musou e quindi finirà per diventare monotono a lungo andare, il team di sviluppo si è impegnato per rendere il contesto più vario possibile, rendendo differenti situazioni e combattimenti, e creando un perfetto mix con il gioco di ruolo che sembra essere veramente un capitolo canonico ma sviluppato in maniera action, grazie anche al sistema di party che ci permette di avere in campo quattro personaggi allo stesso tempo e cambiare il controllo del giocatore da uno all’altro liberamente con la sola pressione di un pulsante.

dragon quest heroes: l'albero del mondo e le radici del male


Gli Slime non sono mai stati così belli

Nonostante si tratti di un prodotto cross-gen, approdato sia su PlayStation 3 che su PlayStation 4, Dragon Quest Heroes mostra i denti con una grafica veramente raffinata, ben sviluppata nel dettaglio, e che rende piena giustizia allo stile di Toriyama e dei capitoli classici della serie. Osservare i personaggi provenienti dai precedenti giochi in questa nuova veste è una gioia per gli occhi, così come lo è ascoltarli parlare per la prima volta con sottofondo di musiche classiche della saga unite a nuove aggiunte perfette per l’atmosfera. Il gameplay è solido e divertente, con 60 fps granitici e una longevità veramente ampia grazie a una storia che terrà impegnati per varie ore e un’ovvia tendenza al grinding.

dragon quest heroes: l'albero del mondo e le radici del male

Dragon Quest Heroes: L’Albero del Mondo e le Radici del Male è, finalmente, il secondo gioco Musou dopo Hyrule Warriors che tenta di rinnovarsi e di fare del suo meglio per rendere le situazioni il più variegate e intriganti possibili. Il mix con il gioco di ruolo è riuscito alla perfezione, e tecnicamente non abbiamo mai visto i mostri di Dragon Quest più splendidi di così. È quasi un peccato farli a fettine. Consigliato a tutti gli amanti della serie di Dragon Quest, ma anche a coloro che vorrebbero avvicinarvisi con un titolo più action.

Deals with Gold 13 Ottobre online con Spotlight Sale (offerte dedicate agli abbonati silver e gold) per Xbox One e Xbox 360. Questa settimana l’attenzione è puntata sui titoli del brand Dragon Age e Grand Theft Auto con tagli di prezzo interessanti. Vediamo la lista completa dei titoli in sconto, tramite majornelson:

XBOX ONE

*offerte valide per abbonati Silver e Gold.

XBOX 360

*offerte valide per abbonati Silver e Gold.

In questi Deals with Gold 13 Ottobre riflettori puntati, dunque, su titoli ampiamente proposti come GTA V e Dragon Age: Origins in sconto su entrambe le piattaforme Microsoft. Ricordiamo che queste offerte saranno valide fino al 19 Ottobre.

È stato da poco registrato da Nintendo un marchio denominato “X,Y&Z“.

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Ricordiamo che tale dicitura è riportata anche nella nuova serie animata, quindi a prima vista si potrebbe pensare che la registrazione sia legata a questo, ma all’interno del documento non vi è menzionata alcuna delle compagnie che sono a lavoro su di essa.

Le uniche compagnie menzionate sono: Nintendo, Game Freak e Creature. Che si tratti di nuovo capitolo?
Non è da escludere però la possibilità che si tratti di qualcosa inerente al gioco di carte a tema Pokémon, in quanto “Creature” si occupa unicamente di quest’ultimo.

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EA ha reso noto, tramite un tweet, che la beta di Star Wars: Battlefront non terminerà più oggi, ma bensì domani.

Star Wars Battlefront Prolungata beta

“Questo ulteriore test avrà inizio Lunedì 12 Ottobre e terminerà Martedì 13 Ottobre. Questi test sono necessari per creare picchi di utenza estremi, questo significa anche che alcuni giocatori potrebbero riscontrare problemi o venire espulsi dalle partite in corso. Tutto ciò è però necessario per rendere le nostre infrastrutture pronte per giorno del lancio”

Ricordiamo che la Beta è disponibile su Playstaton 4, Xbox One e PC (Origin)

Oggi Square Enix e Eidos Montréal hanno rilasciato un video DXTV hands-on, un nuovo episodio della serie di video che riprende il dietro le quinte dei fan alle prese con il loro franchise preferito.

Questo nuovo video si concentra su una delle tappe più importanti nello sviluppo della serie di Deus Ex: Mankind Divided: la prima volta in cui i membri della stampa sono stati invitati presso lo studio per provare il gioco.

Dal video possiamo avere un primo assaggio di quello che ci aspetta in Deus Ex: Mankind Divided quando sarà disponibile in tutto il mondo il 23 Febbraio 2016.
Potremo vedere il team di sviluppo mentre aspetta nervosamente di vedere le reazioni dei pochi fortunati che stanno giocando ai primi due livelli del gioco – il tutorial iniziale di Dubai e un livello in classico stile Deus Ex da un punto più avanzato nel gioco che vede Adam Jensen infiltrarsi nel Teatro Dvali a Praga.

Chi guarderà questo nuovo episodio di  DXTV potrà sbloccare un nuovo brano musicale di Michael McCann della colonna sonora del gioco, basterà scannerizzare l’icona triangolo che compare nel video con l’app Deus Ex Universe.

Per ulteriori info sul gioco vi rimandiamo al sito ufficiale.

DXTV Hands-on Deus Ex Mankind Divided

 

Poche sono le software house che possono vantare una carriera priva di buchi nell’acqua o di titoli poco convincenti, Frictional Games secondo noi è una di queste. Sin dal 2007 con Penumbra: Overture fino ad arrivare al 2010 con Amnesia, la casa di sviluppo svedese ha saputo sempre innovarsi e offrire avventure horror di altissimo livello, senza mai esser risucchiata dal vortice degli horror d’intrattenimento che tanto vanno di moda in questi anni su piattaforme come YouTube. Saranno riusciti a fare lo stesso anche con il loro ultimogenito SOMA?

SOMA Recensione

Cosa succede?

Il punto cardine su cui si basa SOMA è la storia. Basterà questa infatti a tenervi attaccati allo schermo per tutte le ore sufficienti al completamento dell’avventura. La trama sarà inizialmente molto confusa, nonostante il gioco dia praticamente subito (in maniera molto velata) i mezzi per capire cosa stia succedendo attorno a noi.

Il protagonista di questa storia è Simon Jarrett, commesso di un negozio di fumetti con una storia non molto fortunata. In seguito a un incidente d’auto ha riportato una grave emorragia al cervello e ha perso, quella che sembrava essere, una ragazza per cui provava qualcosa e alla quale stava per dichiararsi poco prima dell’incidente. In seguito allo scontro automobilistico la sua vita è cambiata totalmente, questa emorragia non gli permetteva di fare grandi sforzi celebrali e gli impediva anche le azioni più semplici come guardare la televisione.

La nostra avventura inizierà nel giorno in cui Simon ha fissato un appuntamento con il dottore David Munshi per una scansione celebrale. Quest’ultimo sta infatti sviluppando un metodo non invasivo per curare le patologie celebrali: tramite una scansione può infatti ricreare un modello fedelissimo del cervello in questione per testare ciò che vuole senza ripercussioni sull’individuo. Una volta giunti nell’ufficio ed eseguita la scansione, tutto intorno a noi cambierà. Una volta tolto il caschetto utilizzato dal dottore ci ritroveremo dentro, quella che sembra, una base militare, ma cento anni più avanti nel tempo.

SOMA Recensione

Una volta presa coscienza che non siamo più nel nostro tempo, guardandosi in giro non ci vorrà molto per capire che qualcosa è andato storto all’interno di questa stazione subacquea dove le uniche forme di “vita” presenti sono dei robot semi distrutti e fortemente convinti di essere delle persone in carne e ossa. Tutto inizierà ad avere un senso quando incontreremo al dottoressa Catherine Chun, che ci spiegherà che la presenza di queste macchine con una coscienza umana è del tutto normale, in quanto lei stessa anni prima aveva creato il progetto ARK, un sistema in grado di garantire la vita (o meglio, la sopravvivenza) eterna al genere umano. Tale progetto consisteva nel creare delle scansioni di persone umane e inserirle in un computer, creando dei veri e propri cloni che vivevano in eterno in una infinita simulazione, mentre gli individui originali continuavano verso la loro vita “mortale”.

Questo è ciò su cui SOMA si basa, il titolo non è altro che una grande riflessione sulla vita, nonché sull’identità e sull’importanza di essa. Cosa siamo veramente? Un insieme di esperienza e ricordi intrappolate in un ammasso di carne? O magari siamo anche quell’ammasso di carne? Sono tutte domande che i ragazzi di Frictional Games tenteranno di farci auto porre, fornendoci continui spunti e materiali per arrivare alla nostra personale risposta che, come potremo notare anche dalle scelte attuate dai personaggi del gioco, sarà diversa per ognuno di noi.

SOMA Recensione

Meno horror del previsto

Iniziamo col precisare che se state cercando un gioco horror pieno di jumpscare e mostriciattoli siete sulla cattiva strada, ma se siete degli appassionati del lavoro di Frictional Games questa informazione non potrà che rendervi felici. SOMA è un titolo horror molto particolare, sarà in grado di spaventarvi solamente grazie all’atmosfera e alla storia, entrambe realizzate egregiamente.

Come in tutti i precedenti titoli sono, ovviamente, presenti delle minacce reali. Sembra infatti che l’intera base sia stata contagiata da un’entità artificiale intenta a controllare e a far impazzire tutte le macchine presenti nella struttura. Quest’ultima pare però essere solo una IA senza alcuna coscienza e si muove similmente a un tumore. La presenza di questa entità ha infatti creato delle macchine erranti per tutta la base.

SOMA Recensione

Anche se a  prima vista queste creature potranno sembrare minacciose e pericolose, basterà poco per capire che in realtà non ci sarà molto da temere. Sarà molto difficile provare un reale senso di terrore alla loro vista, complice anche una non eccellente gestione dell’intelligenza artificiale dei nemici unita alla scelta degli sviluppatori di inserirne relativamente pochi.

Come se tutto ciò non bastasse il gioco presenta una meccanica che da una parte riesce a rendere il gameplay fluido e mai frustrante, ma dall’altra annienta il senso di paura che si prova verso i nemici, questi ultimi non saranno affrontabili e non sarà possibile ucciderli in nessun modo (come i precedenti titoli), però una volta che ci avranno raggiunto non ci uccideranno, ma ci lasceranno sul posto svenuti. Serviranno infatti due o tre scontri per arrivare al Game Over.

Per quanto riguarda la durata, l’avventura richiederà almeno una decina di ore per essere portata a termine. Non sono molte, ma sono assolutamente sufficienti e una volta portato a termine il gioco non lascerà la sensazione di essere né troppo corto né troppo lungo.

Afferra tutto ma non raccogliere niente

Il gameplay del titolo sarà familiare a chiunque abbia mai giocato un vecchio titolo Frictional, avremo infatti una visuale in prima persona (che risulterà molto immersiva, vista anche la totale assenza di HUD) e la possibilità di raccogliere e interagire direttamente con praticamente qualsiasi oggetto presente nello scenario. Questa è una formula vincente che il team svedese si porta dietro fin dai primi progetti, ma qualcosa qui sembra esser andato storto. Nei vecchi titoli era possibile interagire con molti oggetti presenti nello scenario, ma nel marasma di spazzatura era presente anche qualche oggetto utile che finiva direttamente nel nostro inventario (batterie, olio, ecc), quindi ravanare tra tutti gli oggetti presenti nel gioco non era una meccanica fine a se stessa. In SOMA invece non è presente nessun inventario e quindi nei livelli non è possibile trovare alcun oggetto veramente utile ai fini del gameplay ed è veramente un peccato se pensiamo che in questo titolo gli oggetti interagibili sono veramente tanti. Saranno ovviamente presenti i classici documenti da leggere per comprendere a pieno la lore del titolo.

SOMA Recensione

Graficamente il gioco non fa urlare al miracolo, ma risulta estremamente pulito e nel complesso regala degli scorci non indifferenti sopratutto nelle fasi subacquee. Il gioco utilizza l‘HPL Engine 3, un motore proprietario che se la cava senz’altro bene se non fosse per qualche calo di frame rate, specialmente nella versione PS4.

Nulla si può dire al comparto sonoro che, come da routine per i titoli Frictional, riesce a far immergere ancora di più il giocatore in un’atmosfera già di per sé quasi perfetta. Forse alcuni suoni potranno risultare troppo forti per qualcuno, ma anch’essi aiutano a donare un senso di inquietudine incredibile.

SOMA Recensione

SOMA non è sicuramente il titolo Frictional che più brilla sotto il lato del gameplay ma è probabilmente il più interessante dal punto di vista della trama. Questo titolo è l’esempio di come un videogioco può trascendere la sua natura di puro oggetto di intrattenimento e diventare uno spunto di riflessione concreta su ciò che abbiamo di più nostro: la nostra identità.

In concomitanza con l’uscita della nuova serie animata: “Pokémon XY&Z“ verranno distribuiti in Giappone i due leggendari delle versioni X e Y, Xerneas e Yveltal, in versione cromatica e Zygarde nella sua colorazione base.

Queste distribuzioni avverranno settimanalmente e i Pokémon saranno ottenibili tramiPokéte codici seriali, che saranno visibili durane le puntate della nuova serie.

Distribuzione Xerneas e Yveltal Shiny

Il 29 ottobre sarà distribuito Xerneas shiny: questo sarà al livello 100 e conoscerà le mosse Geocontrollo,Forza Lunare, Aromaterapia e Focalcolpo.

Distribuzione Xerneas e Yveltal Shiny

Il 5 novembre sarà il turno di Yveltal shiny, con le mosse Ali del Fato, Sbigoattacco, Neropulsar e Ripicca.

Distribuzione Xerneas e Yveltal Shiny

il 12 novembre sarà la volta di Zygarde, con le mosse Forza Tellurica, Extrarapido, Sguardo Feroce e Oltraggio.

Distribuzione Xerneas e Yveltal Shiny

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