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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Year Of The Ladybug è questo il titolo di un nuovo survival horror in terza persona, attualmente in sviluppo, che a livello di concept ricorda le atmosfere della celebre serie Konami.

I bozzetti realizzati da Mint Mentis (artista nonchè sceneggiatore del titolo), visualizzabili sul sito ufficiale, risultano intriganti e allo stesso tempo molto inquietanti:

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La storia di Year Of The Ladybug, ambientata nel futuro 2022 nella città di fantasia di Oakland, Canada, vede come protagonista James Hsieh che si ritrova spinto in un mondo infernale popolato da creature demoniache e illusioni da incubo, tutti elementi che potrebbero far pensare a Silent Hill.

L’inizio del gioco vede Hsieh all’interno di un locale deciso a vendicarsi su un tizio che gli aveva inferto diverse coltellate. Successivamente, si fa strada all’interno del locale fronteggiando diversi malviventi al fine di trovare ed eliminare il boss in cima all’organizzazione. Poco prima di tagliare la testa del boss, con delle cesoie da giardino, viene sparato da uno degli scagnozzi rimanendo ferito in condizio critiche per poi trovarsi arrestato dalla polizia e ricoverato in un ospedale.

Dopo un flashback di quattro anni prima, dove troviamo un allora Hsieh capo famiglia e interior designer, ritorniamo al presente nell’ospedale. Hsieh è ammanettato al letto e, dopo essere riuscito a liberarsi, scopre che l’ospedale è in realtà deserto. Subito dopo, incontra una giovane che comincia a urlare mentre delle entità demoniache appaiono, costringendo Hsieh alla fuga dall’ospedale.

Questi sono gli elementi della trama che attualmente si evincono dal sito ufficiale, per altri dettagli potete consultarlo  voi stessi, dove sono presenti anche concept art di un sistema di crafting e vari menù che confermerebbero un’uscita su PlayStation 4.

Legacy of Kain: Soul Reaver…

Torniamo ai tempi della gloriosa Playstation con  questo secondo capitolo della saga di Kain, malvagio e potente vampiro che infesta il cupo mondo di Nosgoth. In Soul Reaver, impersoneremo uno dei maggiori sgherri di Kain, il vampiro Raziel, caduto in disgrazia agli occhi del suo padrone. Durante la nostra avventura, guideremo il prode Raziel verso la redenzione e, soprattutto, la vendetta! Legacy of Kain: Soul Reaver, sviluppato da Crystal Dynamics e Nixxen Software e distribuito da Eidos Interactive, è uscito nel 1999 su Playstation e PC, nel 2000 per il Dreamcast. In seguito, nel 2009, il titolo venne reso disponibile su PSN per Playstation3 e Playstation Portable e su Steam dal 2012. Il gioco è un mix di azione ed esplorazione, con molti combattimenti, sezioni platform ed enigmi da risolvere. A differenza del primo capitolo, la visuale è in terza persona.

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Vampiri vs Vampiri

Nel gioco impersoneremo, come già accennato, il vampiro Raziel o, più precisamente, quel che ne resta. Si, perché il nostro eroe, fino a poco fa campione e luogotenente di Kain, Signore dei Vampiri, peccando di superbia nei confronti del suo padrone, si becca una punizione mica da ridere… Kain stesso gli strappa le ali e lo getta nel fondo dell’Abisso, dove il suo corpo e la sua anima si consumeranno tra atroci sofferenze! Durante questo suo supplizio, il Dio Antico (nemico di Kain) contatta il povero Raziel e gli offre l’opportunità di vendicarsi del suo ex capo, e di ristabilire anche l’Equilibrio del mondo di Nosgoth, infranto quando Kain e i suoi vampiri avevano conquistato praticamente tutto. Inutile dire che Raziel non aspettava altro che un’occasione. Prima di mettere gli artigli su Kain, però, dovremo esplorare per bene i territori dei vari clan di vampiri, capitanati dai nostri ex fratelli d’arme, gli altri luogotenenti dell’infame Dio Vampiro. I vampiri dei clan, con il passare dei secoli, sono mutati dalla loro forma originale, adattandosi alle condizioni e all’ambiente in cui “vivono”. Affronteremo dunque molti tipi di creature, ognuna con peculiarità e punti deboli tutti suoi. Inoltre, da ogni clan potremo apprendere una nuova abilità, che permetterà a Raziel di proseguire il suo cammino. Oltre ai vampiri, numerosi avversari ci si pareranno davanti. Altri mostri, spiriti e anche i pochi umani sopravvissuti. Inoltre, il Dio Antico ci ha donato la capacità di passare dal Regno Materiale al Regno Spettrale, cosa che risulterà fondamentale per la buona riuscita della nostra impresa.  Soul Reaver è stato, all’epoca della sua uscita, un vero e proprio giocone. La grafica era, sempre tenendo conto dell’epoca, strepitosa. Aggiungiamo un’ottima trama, una buonissima longevità e una massiccia dose di esplorazione/risoluzione di enigmi degna di un vecchio capitolo di Tomb Raider. Il fatto di poter passare da un Regno all’altro è stato molto ben implementato nel gameplay. Moltissimi enigmi e molti passaggi di gioco, si basano infatti su questa abilità. Raziel potrà in qualunque momento abbandonare il Regno Materiale per quello Spirituale, dove sarà possibile interagire in maniera differente con l’ambiente circostante. Potremo quindi spostare oggetti altrimenti inamovibili o attraversare corsi d’acqua come se fossero asciutti. Raziel combatte bene con i suoi mostruosi artigli, però può anche usare altre armi e oggetti trovati durante il cammino per fare la pelle ai suoi rivali, che essendo spesso vampiri, e quindi virtualmente invulnerabili, vanno prima storditi e poi finiti in una qualche maniera. Che sia per impalamento, esposizione alla luce solare, annegamento o dandogli fuoco poco importa. E qui viene il bello, perché potrete sbizzarrivi a trovare i modi più divertenti e letali per queste “fatality”.

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I vampiri invecchiano, ma non perdono il fascino 

Tecnicamente parlando, Legacy of Kain: Soul Reaver, era impressionante per i suoi tempi. La grafica poligonale era piuttosto dettagliata e fluida e le animazioni erano davvero belle, soprattutto quelle delle mosse finali per distruggere un nemico. La versione Dreamcast probabilmente, era anche migliore di quella per PC e Playstation, per quanto riguarda grafica e e frame rate. Poco di più, ma è giusto dirlo. Il gioco è molto impegnativo, a tratti anche frustrante. A volte ci ritroveremo spaesati, senza avere, letteralmente, la minima idea di come fare per passare un determinato punto. A tutto si arriva, d’accordo, ma certi enigmi li ho trovati piuttosto farraginosi. Belli i combattimenti, ma bisogna prenderci un pochino la mano, forse perché si gioca solo con il d-pad (almeno la versione Playstation da me testata). Ma dopo pochi scontri, tutto filerà liscio! Occhio comunque agli avversari perché, tolti i primi livelli, raramente sono da sottovalutare. Una volta padroneggiati i controlli e aver imparato qualche abilità supplementare, potremo esplorare Nosgoth senza grossi problemi e con una buona dose di libertà (senza aspettarsi un open world però, siamo più sulla falsariga Metroidvania).

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Legacy of Kain: Soul Reaver è davvero uno di quei giochi che si possono definire, senza esagerare, un “must have”. Non è perfetto, soprattutto vedendo come si è sviluppato in seguito questo tipo di giochi, ma ha segnato davvero il passo. Ricordo ancora, ai tempi, lo smisurato hype che si era venuto a creare per la sua uscita. Degnamente ripagato. Rigiocandolo dopo 16 anni, come ho detto, ci si accorge di qualche limite in più. Nonostante tutto, questo è un titolo è da recuperare assolutamente e giocare a fondo!

E’ stato già confermato che Battlefield 5 è in produzione, ma non era stato mai annunciato il contesto in cui il famoso FPS sarebbe stato ambientato. Fino ad oggi.

Sull’account Twitter di World of Games è, infatti,  stato postato un tweet che tradotto riporta “ sparatutto multiplayer ambientato nella prima guerra mondiale. Uno scenario nuovo quindi ancora scarsamente utilizzato nel mercato videoludico che sicuramente farà piacere a tutti gli appassionati della storia del 900, un po’ meno chi è abituato ai ritmi frenetici degli FPS moderni.

Resta da capire se sarà disponibile anche una campagna single player.

RECENSIONE COMPLETA

Il videogioco Pokémon originale, uscito in Giappone nel 1996, ritorna su Virtual Console. Pokémon Giallo, Pokémon Rosso e Pokémon Blu debuttano su Nintendo 3DS per festeggiare il ventesimo anniversario del lancio della famosa serie.

Se Pokémon Giallo segue le vicende dell’anime obbligandoci alla scelta di Pikachu come starter, ecco che in Pokémon Rosso e in Pokémon Blu avremo a disposizione i tre Pokémon iniziali. Bulbasaur, Charmender e Squirtle saranno le classiche scelte di partenza rispettivamente per le tipologie erba, fuoco e acqua. Da Biancavilla, cittadina di origine del nostro protagonista, inizia il viaggio verso la Lega Pokémon, obiettivo di tutti gli allenatori. Un viaggio che ci porterà a dovere affrontare gli otto capopalestra di Kanto.

Girovagando fra le cittadine, i campi, le grotte e tutto quello che rende l’ambientazione di Kanto una delle più interessanti della serie, incontreremo i 151 Pokèmon originali, compresi i Pokémon Leggendari. Il nostro obiettivo oltre al primato nella Lega Pokèmon sarà quello di riempire il Pokédex consegnatoci dal Professor Oak. Come al solito, ogni videogioco avrà dei Pokémon unici, tanto che per completare la nostra collezione e riempire il Pokédex ci dovremo affidare agli scambi che con il titolo in Virtual Console potremo effettuare anche online e tramite Wi-Fi.

Pokémon Giallo Rosso Blu Videorecensione

Il nostro scopo sarà quello di catturare, di allenare e di fare crescere i nostri Pokémon, che una volta saliti di livello potranno evolversi e imparare nuove mosse con l’aiuto di MT e di MN. Ritornando all’origine, ecco che quindi il Pokémon più forte sarà quello con le mosse più forti, lasciando in disparte il battling competitivo che ha caratterizzato gli ultimi titoli della serie, senza dovere pensare di allenare un Pokémon assegnandone EV e facendolo crescere con le giuste IV.

Chiudiamo infine con un breve commento sulla grafica, in 2D come nei videogiochi originali, e con gli sprite di prima generazione, che danno un tocco in più a quello che è già un titolo dal valore eccellente, che non ha bisogno di grafiche straordinarie per essere considerato uno dei migliori titoli sella serie. Come la grafica, il sonoro fatto di musiche in 8-bit riesce a dare al titolo quello stile inconfondibile, in cui con un Lanciafiamme o con un Iper Raggio diventavi l’allenatore più forte di tutti.

Pokémon Giallo Rosso Blu Videorecensione

Game Freak con il lancio su Virtual Console degli originali Pokémon Giallo, Pokémon Rosso e Pokémon Blu, ci fa quindi tornare alle atmosfere che hanno caratterizzato il lancio di Pokémon nel lontano 1996, senza tanti fronzoli con grafiche straordinarie e con un gameplay semplice e consolidato, gli originali titoli Pokémon restano sempre un must have per tutti gli amanti della serie.

Continua l’appuntamento di Bethesda Softworks con “22 ragioni per amare DOOM” e questa volta ci presentano alcuni particolari sulla modalità SnapMap, il multiplayer e il motore grafico del nuovo titolo Id Software: l’idTech6.

L’innovativa modalità SnapMap, a detta degli sviluppatori, renderà molto semplice la creazione amatoriale di mappe per il single player, coop, multiplayer ecc. Questo utilissimo tool è stato sviluppato da un team parallelo, il cui nome è Escalation, al team Id Software di DOOM. L’obiettivo è molto semplice a detta di Tom Mustaine, amministratore delegato della Escalation Studios:

« Permettere a chiunque di divenire un creatore! »

Ha poi aggiunto:

« Essere in grado di prendere un’idea, modellarla in un pacchetto scaricabile e condividerla con il mondo è qualcosa in cui il DOOM originale è stato pioniere. Con SnapMap, vogliamo ampliare tale esperienza per rendere disponibili ai giocatori contenuti illimitati, nonché la possibilità di creare, modificare e condividere con facilità.»

22 ragioni per amare doom multiplayer

Riguardo al tema multiplayer si parla di Deathmatch ma non solo, come l’introduzione di nuove modalità e nuove armi (il cannone statico e il fucile Vortex). Il capo programmazione multigiocatore Evan Eubanks spiega la filosofia dietro allo sviluppo del comparto multiplayer:

« Vogliamo promuovere lo stile di multigiocatore vecchia-scuola presso l’attuale generazione di giocatori e console, speriamo che l’introduzione delle nostre meccaniche con i demoni, le nuove modalità, le armi, la personalizzazione di giocatore/armi e altri aspetti piacciano ai vecchi fan e ai nuovi. »

Riguardo al motore grafico di DOOM, l’idTech6, sviluppato da un team guidato da Robert Duffy, direttore tecnologico di id, e alcuni tra i migliori talenti provenienti da un team ben noto ai videogiocatori, Crytek. Quali saranno i punti di forza di questo nuovo motore grafico ce lo spiega il capo programmatore progetto Billy Khan:

« Vogliamo che la gente si chieda come fanno DOOM e l’idTech 6 a essere così visivamente incredibili a 60 frame al secondo in 1.080p su tutte le piattaforme, quando gli altri titoli non riescono a ottenere simili risultati neanche con 30 frame al secondo. Il nostro obiettivo consiste nel creare il gioco dall’aspetto migliore in 1.080p a 60 fps. Il renderer su base fisica e il sistema d’illuminazione dinamica dell’idTech 6 permettono ai nostri grafici di ottenere personaggi e ambienti più realistici e incredibili che mai. »

Per ulteriori dettagli vi invitiamo a visitare il post ufficiale nel sito di Bethesda Softworks mentre se aveste perso le altre motivazioni per amare DOOM, vi invitiamo a leggere la parte 1 e la parte 2.

Anche se la diretta di Nintendo dedicata esclusivamente al mondo Pokémon, tenutasi nella giornata di oggi, è risultata essere molto corta (appena 6 minuti) gli annunci non si sono fermati a Pokemon Sun e Moon, si cui vi abbiamo parlato in un altro articolo.
La seconda interessante novità riguarda Pokémon Rosso, Blu e Giallo, che saranno disponibili domani sull’eShop.

I tre titoli di prima generazione saranno infatti compatibili con la Pokébanca, il servizio in abbonamento messo a disposizione da Nintendo, per conservare e trasportare i mostriciattoli da un gioco all’altro. Durante la diretta è stato specificato che i Pokémon trovati in Rosso, Blu e Giallo saranno trasportabili in Sun e Moon, ma non è stato specificato niente riguardo gli altri capitoli.

Pokémon Rosso Blu Giallo Pokébanca

 

 

Si è da poco concluso il nuovo Nintendo Direct a tema Pokémon che ha confermato i leak che si erano fatti strada nella rete in questi giorni e di cui anche noi vi avevamo parlato.

Pokémon Sun Moon

Queste voci riguardavano i nuovi possibili giochi della serie: Pokémon Sun e Pokémon Moon, le voci sembravano molto attendibili ma non c’era nulla di certo, almeno fino ad oggi. I due titoli sono stati confermati durante la, cortissima, diretta e faranno il loro debutto durante il 2016.
Purtroppo non è stato mostrato nulla di specifico riguardo a questi prossimi capitoli. Che si tratti della tanto agognata settima generazione? Probabile, ma nulla è certo.

Le salse con cui è stata condita l’apocalisse zombie sono innumerevoli: chiudetevi in uno stanzino e pensate alla vostra personale visione della fine del mondo causata dai morti viventi, fatto? Ecco, probabilmente è già stata realizzata sotto forma di fumetto, film, serie tv, videogame o altro. Soltanto qualcosa di veramente speciale è ormai in grado di stupirci, qualcosa in grado di rinnovarsi o di migliorarsi. Non esiste quindi migliore occasione dell’uscita dell’espansione di Dying Light, The Following, per migliorare e rinnovare l’intero mondo di Kyle Crane.

Techland, un anno dopo l’uscita del titolo originale, ha rilasciato quindi Dying Light: The Following Enhanced Edition, la rivisitazione migliorata e potenziata della sua “Luce Morente”: ecco quali sono state le nostre impressioni.

Dying Light: The Following - Recensione

Antizin, questo sconosciuto

Una volta avviato The Following, ci ritroveremo nuovamente nei panni di Crane e, ovviamente, le scorte di Antizin scarseggiano nuovamente fra i sopravvissuti di Harran. Le risorse sono ormai così scarse che Crane va in esplorazione nella zona rurale della città, appiggliandosi a delle dicerie secondo le quali una santona, chiamata “la Madre”, sarebbe in grado di curare gli infetti con metodi del tutto sconosciuti. Crane dovrà quindi lottare contro il tempo e contro la diffidenza degli abitanti della periferia, completamente diffidenti nei confronti di Kyle, che dovrà prima dimostrare il suo valore e la veridicità delle sue intenzioni prima di poter vedere la Madre. Sarà proprio quest’ultima la componente principale di The Following: la fiducia nei confronti dell’estraneo. Sarà infatti tramite gli annunci affissi alle bacheche e alle quest secondarie che pian piano la nostra reputazione crescerà all’interno di questa nuova comunità. Gli incarichi, come nella trama principale, saranno molto variegati e numerosi: andranno dalla ricerca di semplici corrispondenza alla distruzione di colonie di infetti, cacciando gli zombie madre. Sicuramente la vita in campagna in tema zombie non sarà di certo monotona.

Dying Light: The Following - Recensione

Meno saltelli, più macelli

L’Harran della versione Enhanced manterrà lo stile urbano/trasandato che tutti conosciamo ma lo stesso non può dirsi per l’Harran di The Following: la campagna non offrirà l’ambiente adatto alle acrobazie in stile parkour di Crane. Non ci saranno grattacieli, grandi edifici o strade troppo intricate fra cui destreggiarsi, così come ogni ambiente rurale che sia veramente tale. Mancando tali spunti quindi l’azione si incentrerà meno sulle fughe acrobatiche (che non saranno comunque assenti), tanto che molte volte i piedi saranno sostituiti da pneumatici: non sarà raro infatti avventurarsi per le campagne di Harran con l’immancabile Buggy sui terreni sterrati.  Oltre a essere “in tema” con l’ambientazione, l’automobile sarà una componente essenziale per le nuove avventure di Crane in quanto la grandezza della mappa, rispetto alla campagna originale, è addirittura raddoppiata. Così come per le armi però anche la Buggy subirà gli effetti dell’usura e dovremo quindi prendercene cura, non mollando mai con la smania di accattone ereditata dalle avventure precedenti. Pezzi di ferro, plastica, spago ecc. saranno ancora il nostro pane quotidiano, insieme al carburante trafugato da ogni rifornimento disponibile in quanto la Buggy ne avrà un bisogno vitale. Tuttavia la nostra compagna non sarà soltanto un semplice mezzo di locomozione ma all’occorrenza sarà una vera e propria arma di distruzione: oltre alle classiche personalizzazioni, sia per i componenti effettivi quali il motore e quelli estetici, potremo montare dei veri e propri apparati per trasformarla in una vera e propria macelleria ambulante. Oltre alla Buggy, altra estensione di Crane, diventerà anche la balestra che, con le diverse tipologie di dardi di cui è dotata, si contenderà il titolo di flagello degli zombie.

Altra innovazione essenziale che lega ulteriormente l’espansione alla trama principale è l’introduzione dei livelli Leggendari. Oltre agli alberi delle abilità di Sopravvivenza, Agilità e Forza infatti ve ne saranno altri: Pilota (solo in The Following) e i succitati Leggendari, per un totale di 250 livelli. Verranno migliorate sia le statistiche di base che ovviamente le abilità da sbloccare passo passo, inoltre ogni venticinque livelli sbloccheremo degli emblemi, progetti e armi, senza dimenticare che sia i livelli che le armi e i progetti stessi sbloccati saranno disponibili sia nell’espansione che nella campagna principale.

In tema multiplayer, includendo anche la modalità Be the Zombie, non vi sono troppe novità ma queste saltano subito all’occhio in quanto abbastanza grandi: i Buggy infatti saranno presenti e di conseguenza gli zombie controllati dagli altri giocatori potranno anche arrampicarsi su di essi e darci non poco filo da torcere, rivelandosi davvero insidiosi.

Dying Light: The Following - Recensione

Putrefatto ma limpido

Graficamente Dying Light: The Following Enhanced Edition si presenta quasi immutato rispetto al passato. In poche parole non troverete nessun cambiamento stratosferico rispetto al Dying Light classico se non una limpidità maggiore dell’immagine e un’attenzione particolare nella creazione della mappa. Techland insomma ha puntato più sul focalizzare l’attenzione sulle novità che migliorare il “vecchio”, sotto questo punto di vista. Il comparto sonoro invece si rivela all’altezza dell’originale sia per quanto riguarda il doppiaggio, localizzato totalmente in italiano, che per quanto riguarda gli SFX: i Notturni continueranno a incutervi timore, come sempre!

Dying Light: The Following è un’espansione degna di tale nome: vasta, solida e divertente, oltre che innovativa. Poche sono infatti le espansioni (o DLC) che vanno a rinnovare, in parte, anche il titolo originale migliorandone la giocabilità e fornendo nuove sfide ai giocatori. Se Dying Light vi aveva colpiti un anno fa, fate in modo di non farvi sfuggire The Following. Se invece vi avvicinate per la prima volta al titolo di Techland, cercando un misto fra action, zombie e GDR, l’Enhanced Edition è proprio quello che stavate cercando, non pensateci due volte prima di giocarlo o i Notturni verranno a mangiarvi le budella

Capcom ha pubblicato, nella serata di ieri, un trailer per le versioni HD Remaster di Resident Evil 4, Resident Evil 5 e Resident Evil 6. Senza troppi giri di parole, qui sotto vi lasciamo il video in questione. Buona visione.

Il videogioco Pokémon originale, uscito in Giappone nel 1996, ritorna su Virtual Console. Pokémon Giallo, Pokémon Rosso e Pokémon Blu debuttano su Nintendo 3DS per festeggiare il ventesimo anniversario del lancio della famosa serie. Con qualche novità, tra cui gli scambi online, questi tre titoli ritornano rinforzati da un gameplay consolidato e dallo stile grafico della prima generazione. Scopritelo in questa recensione.

Pokémon Giallo Rosso Blu Recensione
Il ritorno degli originali

Il ritorno nella regione di Kanto porta con sé qualche leggera novità, se il gameplay e le ambientazioni restano invariate, gli scambi online e tramite Wi-Fi, non disponibili su Game Boy, danno una ventata di freschezza a un titolo già di per sé eccellente. Le differenze fra le versioni restano le stesse degli originali, se Pokémon Giallo segue le vicende dell’anime obbligandoci alla scelta di Pikachu come starter, ecco che in Pokémon Rosso e in Pokémon Blu avremo a disposizione i tre Pokémon iniziali. Bulbasaur, Charmender e Squirtle saranno le classiche scelte di partenza rispettivamente per le tipologie erba, fuoco e acqua. Le ambientazioni di Kanto, che fanno da sfondo alla storia, ci fanno ritornare all’epica sfida tra Ash e Gary. Entrambi allenatori ed entrambi alle prime armi, riceveranno quindi il primo Pokémon dal Professor Oak, il più celebre Professore Pokémon nella storia della serie. Da Biancavilla, cittadina di origine del nostro protagonista, inizia il viaggio verso la Lega Pokémon, obiettivo di tutti gli allenatori. Un viaggio che ci porterà a dovere affrontare gli otto capopalestra di Kanto, ognuno distinto dagli altri per carattere e per tipo di Pokémon che usa, ognuno dei quali una volta sconfitto ci conferirà la medaglia relativa alla propria palestra che ci servirà a sbloccare gli accessi per accedere alla Via Vittoria.

Girovagando fra le cittadine, i campi, le grotte e tutto quello che rende l’ambientazione di Kanto una delle più interessanti della serie, incontreremo i 151 Pokèmon originali, compresi i Pokémon Leggendari. Il nostro obiettivo oltre al primato nella Lega Pokèmon sarà quello di riempire il Pokédex consegnatoci dal Professor Oak. Come al solito, ogni videogioco avrà dei Pokémon unici, tanto che per completare la nostra collezione e riempire il Pokédex ci dovremo affidare agli scambi che con il titolo in Virtual Console potremo effettuare anche online e tramite Wi-Fi. Una sfida quindi sicuramente più facile rispetto a quella originale, seppure con lo stesso fascino.

Pokémon Giallo Rosso Blu Recensione
Le sfide ai capopalestra

Ritornando al gameplay, invariato rispetto ai videogiochi originali, il nostro scopo sarà quello di catturare, di allenare e di fare crescere i nostri Pokémon, che una volta saliti di livello potranno evolversi e imparare nuove mosse che, con l’aiuto di MT e di MN, potranno imparare tecniche che con la sola esperienza ottenuta durante le battaglie con gli altri allenatori non sarebbero potute essere apprese dai nostri amici. Ritornando all’origine, ecco che quindi il Pokémon più forte sarà quello con le mosse più forti, lasciando in disparte il battling competitivo che ha caratterizzato gli ultimi titoli della serie, senza dovere pensare di allenare un Pokémon assegnandone EV e facendolo crescere con le giuste IV. Inoltre non ci saranno le pensioni adibite alla nascita di Pokémon tramite uovo e avremo solo a disposizione quella per fare crescere i nostri Pokèmon anche lontano dal combattimento.

Come per ogni titolo della serie avremo a disposizione diversi aiuti per fare salire di livello i nostri Pokémon, il Condividi Esperienza e le Caramelle Rare, oggetti importanti e non acquistabili nei negozi che invece ci potranno vendere Pokéball per catturare altri Pokémon e oggetti utili sia all’interno di una lotta che all’esterno durante l’esplorazione della regione di Kanto. Come limitati sono gli oggetti da acquistare nei negozi e nei centri commerciali, rispetto ai nuovi titoli, limitate saranno quindi anche le mosse che ogni Pokémon potrà imparare salendo di livello, con l’utilizzo di MT e di MN, dato che nelle versioni originali le mosse che ogni Pokémon poteva imparare erano di numero notevolmente ridotto. Anche i tipi dei Pokèmon saranno gli stessi delle versioni originali, quindi niente tipo Drago o tipo Folletto, o qualunque altro inserito dopo la prima generazione.

Pokémon Giallo Rosso Blu Recensione

Come ogni titolo della serie originale che si rispetti, anche in queste versioni avremo degli antagonisti che, oltre al nostro rivale, saranno rappresentati dal Team Rocket. La sfida per diventare il Campione passa quindi anche per la battaglia contro l’organizzazione criminale che incontreremo in diverse occasioni nel corso della nostra avventura nella regione di Kanto.

Chiudiamo infine con un breve commento sulla grafica, in 2D come nei videogiochi originali, e con gli sprite di prima generazione, che danno un tocco in più a quello che è già un titolo dal valore eccellente, che non ha bisogno di grafiche straordinarie per essere considerato uno dei migliori titoli sella serie. Come la grafica, il sonoro fatto di musiche in 8-bit riescono a dare al titolo quello stile inconfondibile, in cui con un Lanciafiamme o con un Iper Raggio diventavi l’allenatore più forte di tutti.

Pokémon Giallo Rosso Blu Recensione

Game Freak con il lancio su Virtual Console degli originali Pokémon Giallo, Pokémon Rosso e Pokémon Blu, ci fa quindi tornare alle atmosfere che hanno caratterizzato il lancio di Pokémon nel lontano 1996, senza tanti fronzoli con grafiche straordinarie e con un gameplay semplice e consolidato, gli originali titoli Pokémon restano sempre un must have per tutti gli amanti della serie.

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