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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Praticamente ogni giocatore che ha amato il terzo capitolo della saga di The Witcher ha amato allo stesso modo il gioco di carte con il quale ci si può dilettare nelle locande del titolo. Per la gioia di tutti infatti CD Projekt RED ha annunciato all’E3 di quest’anno una versione stand alone del Gwent.

Gwent tripla A

Il gioco dedicato al Gwent sta riscontrando talmente tanto successo che il team di sviluppo si è ritrovato ad ingrandirsi sempre di più e a trattarlo come un gioco tripla A, sviluppandolo come tale.

“Al gioco di Gwent in The Witcher 3 ci abbiamo lavorato in pochi. Abbiamo iniziato in due sulla versione originale […] Come avrei potuto creare un gioco standalone senza un team alle spalle? Sono molto orgoglioso del fatto che abbiamo coinvolto tutte queste persone. Stiamo facendo un ottimo lavoro. Le persone si aspettano un semplice porting, ma stiamo creando un AAA. Ve lo posso promettere. Sono orgoglioso del team”

A quanto pare l’uscita di Mass Effect: Andromeda darà una bella scossa a tutto l’universo narrativo del brand, integrando ancor più i libri nella trama dei videogiochi.

Mass Effect Andromeda Libri

Le vostre librerie dovranno fare un po’ di posto, poiché dal 2016 fino al 2018 faranno la loro comparsa quattro nuovi libri ispirati alla serie, che a detta degli sviluppatori avranno una grande importanza nella trame e nella lore del titolo.

“I racconti funzioneranno come prequel e sequel rispetto agli eventi nei giochi e diventeranno parte integrante della saga complessiva di Mass Effect. Si incentreranno su alcuni personaggi chiave e risponderanno a vari interrogativi posti dal pubblico”

Titan Books.

Inoltre sono state rivelate alcune interessanti novità sulla storia del nuovo capitolo in arrivo:

“la nuova storia porterà il gioco in una nuova e drammatica direzione, ambientata in una nuova regione dello spazio e con un nuovo nemico mortale”

Titan Books.

Street Fighter V sta per arricchirsi con un nuovo aggiornamento che aggiungerà: la modalità storia e due nuovi personaggi.

Street Fighter 5 Balrog

La patch sarà disponibile dal primo luglio e conterà due nuovi combattenti: Ibuki (come previsto) e Balrog.
Da poco è stato rilasciato il trailer per il pugile più ignorante del roster dei combattenti di strada, che contiene anche due piccole sorprese:

Sul finale del video è infatti possibile vede dei piccoli teaser di Juri e Urien

Secondo un comunicato ufficiale di Naughty Dog, a breve verrà rilasciato il primo DLC multiplayer per il suo eccellente Uncharted 4: A Thief’s End.

Primo di una corposa serie di contenuti multiplayer gratuiti che l’azienda di Santa Monica prevede nel corso dei prossimi mesi (vedi immagine in calce), questo DLC aggiunge tra le altre cose nuovi strumenti mistici e armi, nuove mappe, modalità di gioco e vari booster, oltre alla funzione di replay video e alla possibilità di personalizzare maggiormente le proprie sessioni online.

La data prevista per il rilascio del DLC è mercoledì 29 giugno.

uncharted-4-fine-di-un-ladro_notizia

La saga di Halo è pronta ad arricchirsi con il secondo capitolo della saga Wars, spin off nel quale il giocatore è chiamato a gestire un’intera colonia, sviluppandola ed addestrando un esercito per far fronte alla minaccia aliena.

halo wars

Nel corso di una recente intervista con GameSpot un rappresentante di Microsoft ha dichiarato che poco prima del lancio di Halo Wars 2 sarà aperta una seconda fase di beta-testing che, sarà disponibile sia per PC sia per Xbox One e includerà anche un’inedita modalità multiplayer che si unirà a quelle già esistenti: Deathmatch e Domination.

Halo Wars 2 uscirà il 21 febbraio 2017 su Xbox One e Windows 10.

Titanfall è stato un titolo parecchio invidiato da tutti possessori di Playstation essendo un’esclusiva ad appannaggio dei giocatori di Xbox e PC. Respawn Entertainment però ha deciso di cambiare rotta per questo secondo capitolo e infatti Titanfall 2 uscirà anche su Playstation 4 per la gioia di tutti i fan della console Sony.

Titanfall 2

La novità principale di questo secondo capitolo sta nel fatto che, oltre a moltissimi nuovi Titan e tantissimi piloti, si è deciso di optare per l’introduzione di una campagna single player molto approfondita. Questo significa che a differenza del passato saremo in grado di giocare anche in modalità offline e in questo modo saremo in grado di approfondire la storia della guerra tra IMC e Militia. È stato mostrato all’ultimo E3 un trailer durante la conferenza di EA in cui un Titan risponde in maniera coerente alle domande di una soldatessa e perciò questo vuol dire che i robot saranno dotati di un’intelligenza artificiale autonoma e avanzata. Questo elemento soprattutto può portare diversi risvolti interessanti all’interno della storia.

Titanfall 2

Il gioco in modalità multiplayer appare frenetico e senza sosta come in passato, con salti ovunque molto distanti dal punti di spawn per evitare gli immediati attacchi nemici. Ricordiamo a tutti coloro che non hanno mai provato il primo Titanfall che in questo FPS la velocità significa realmente tutto e quindi ci ritroveremo a saltare da un punto all’altro costantemente per evitare gli avversari. In aggiunta sarà possibile ottenere la supremazia sugli avversari solamente raggiungendo punti elevati dei vari livelli, in modo da raggiungere i nemici con una pioggia di fuoco. Proprio per questo è stato introdotto anche l’uso del rampino per sfruttare a dovere questo nuovo aspetto di Titanfall 2, anche  soldati potranno utilizzarlo anche per agganciare un mech avversario e disattivarne l’alimentazione per farlo quindi crollare a terra. Il rampino però ha dei tempi di cooldown molto lenti e quindi non potremo abusarne.

Fin dalle prime sessioni ci ritroveremo quindi a scalare muri e saltare su palazzi correndo ovunque, anche in maniera verticale. Le mappe sono tutte molto ampie e caratterizzate da uno sviluppo verticale importante. Potremo sfruttare anche tutti gli interni degli edifici per fare un po’ di sano camperaggio e quindi bersagliare i Titan di passaggio con tutto il nostro arsenale pesante. Durante le battaglie ci saranno degli obiettivi dinamici multipli che possono andare dalla conquista di un’area segnalata sulla mappa oppure optare per un “seek and destroy” di un Titan in particolare. Obiettivi che cambieranno di volta in volta all’insegna dell’altissima variabilità.

Titanfall 2

Dovremo sempre tenere conto di un buon equilibrio tra potenza e velocità del Titan e del soldato relativo. Questo elemento rappresenta un’ulteriore fattore di variabilità del gameplay dato che il soldato sia appiedato che a bordo del suo potentissimo mech potrà realmente fare la differenza e perciò la combinazione di pilota e mezzo è molto importante. Inutile dire che chiamare a raccolta il proprio mech dà una grande soddisfazione anche se dovremo essere molto abili a pilotarlo nel migliore dei modi o saremo costretti a saltarci fuori prima del tempo a causa di un’imminente esplosione. A bordo dei Titan gli spazi vi sembreranno sempre molto stretti, soprattutto in ambienti urbani e quindi dovremo fare molta pratica con tale fisicità. Negli scontri più indiavolati tra mech potremo perfino eseguire delle fatality a fine combattimento.

Il titolo è in arrivo il 28 ottobre in multipiattaforma e le novità in termini di classi e di nuovi Titan hanno già messo in pre allarma tutta l’affezionata community.

Se c’è un publisher esperto nel rinnovare da zero i propri brand quello è Ubisoft. Ghost Recon: Wildlands abbandona le spoglie post-moderne degli ultimi episodi per tornare ai giorni nostri con un gameplay open world assolutamente inedito all’interno della serie, e con la promessa di consegnare ai giocatori uno dei propri titoli più espansi di sempre. E da quello che abbiamo visto potrebbe persino essere vero!

Ghost Recon: Wildlands

Ghost Recon: Wildlands è ambientato in una Bolivia corrotta e controllata dai cartelli della droga e come da tradizione, il governo americano non può restare a guardare e manda la sua forza speciale di élite a ristabilire la democrazia. Conclusa la poco originale sinossi narrativa passiamo a raccontare del rinnovato gameplay di questo Ghost Recon: tradizionalmente la serie si è sempre caratterizzata per una struttura composta da un susseguirsi di missioni lineari con una limitata libertà di azione, mentre Wildlands opta per un approccio completamente diverso dove quattro giocatori (o un giocatore e tre bot) hanno a disposizione un enorme territorio e un ampio numero di missioni che possono svolgere nell’ordine e nelle modalità che preferiscono.

Ghost Recon: Wildlands

La demo, giocata in quattro persone divise in due coppie, era composta da una singola missione guidata dai rappresentanti di Ubisoft che ci ha permesso di osservare tutti gli aspetti interessanti del gioco. Dopo aver preso confidenza con i comandi ci siamo radunati su una collina a osservare un’abitazione dove si trovava un socio del nostro obbiettivo da catturare e interrogare. Utilizzando dei droni abbiamo marcato tutti i nemici presenti per poterli avere facilmente evidenziati nello schermo al momento di passare all’azione. Ogni giocatore ha quindi estratto il fucile da cecchino, montato il silenziatore e designato un bersaglio da colpire simultaneamente.

Il primo colpo è andato a buon fine per tutti riducendo così il numero di nemici senza dare nell’occhio, dopodiché a causa della sbadataggine di chi sta scrivendo questo articolo, una granata è volata verso la casa mandando all’aria la copertura. Abbandonata ogni speranza di risolvere la situazione tatticamente ci siamo lanciati all’inseguimento del bersaglio fuggito su un veicolo e che abbiamo rincorso a nostra volta salendo su un’auto parcheggiata. Scopriamo piacevolmente che chi non è impegnato a guidare può facilmente esporsi dal finestrino e quindi utilizzare liberamente le proprie armi. Una volta raggiunto il bersaglio, rifugiatosi presso un’altra casa controllata dal cartello e allertando i suoi residenti, il resto del team si è dedicato a fornire fuoco di copertura mentre il sottoscritto è corso direttamente dal soggetto, immobilizzandolo e costringendolo a fornire le informazioni richieste.

Una volta ripulita la zona abbiamo chiamato un elicottero per farci trasportare alla nostra prossima destinazione. Dall’alto abbiamo potuto osservare non solo la vastità del territorio ma anche la sua dinamicità: le strade asfaltate sono sempre popolate di veicoli civili in movimento e, sebbene non abbiamo avuto modo di approfondire, gli sviluppatori ci assicurano che tutti gli NPC che si incrociano seguono delle routine, popolano i centri abitati compiendo azioni quotidiane e reagiscono (pacificamente o meno) ai comportamenti di protagonisti, governo e cartello.

Ghost Recon: Wildlands
Giunti all’altezza del nostro nuovo obbiettivo ci siamo lanciati su una collina poco distante da un enorme base del cartello protetta da torri di vedetta, cancelli fortificati, cecchini e addirittura un mortaio. Dopo aver nuovamente osservato la situazione con i droni ci siamo divisi in due gruppi, uno diretto verso alcuni ribelli prigionieri e uno in cerca di alcuni file riservati da recuperare. Anche in questo caso l’approccio iniziale è stato quello di muoversi di soppiatto ed eliminare i nemici a distanza con i silenziatori, ma la quantità di nemici rendeva davvero difficile giungere ai file in modo pulito. Proprio a questo sono serviti i ribelli, che una volta liberati hanno iniziato ad attaccare i loro carcerieri e prendere in mano le armi, scatenando un vespaio.

I cecchini sulle torri hanno iniziato a prendere di mira sia i ribelli che noi e gli allarmi azionati hanno fatto tempestivamente arrivare sul posto interi camion carichi di rinforzi, il mortaio ha iniziato a sparare sulle nostre posizioni, ogni postazione di mitragliatrici fisse ha aperto il fuoco. Un vero inferno a cui abbiamo risposto sparando con i fucili d’assalto su tutto ciò che si muoveva e sui numerosi elementi esplosivi (taniche di benzina sparse in giro e un’intero serbatoio che esplodendo ha dilaniato soldati nemici e veicoli). Recuperate le informazioni siamo scappati più in fretta possibile, lasciando che i ribelli liberati si occupassero del resto, e a questo punto la demo è finita.

Ghost Recon: Wildlands

La trasformazione da sparatutto lineare a gioco open-world in terza persona di Ghost Recon: Wildlands ci è piaciuta parecchio: il titolo si avvicina molto a Far Cry e GTA in termini di dinamicità del mondo e quantità di missioni da compiere, ma mantiene il focus tattico che ci si aspetta da un gioco di questa serie. Resta da vedere se l’efficienza dei propri compagni giocando in single player renderà comunque meritevole l’esperienza finale, e naturalmente auspichiamo che le missioni siano abbastanza varie da non rendere il gioco noioso nell’arco di poche ore. Ghost Recon: Wildlands sarà disponibile su PC, Xbox One e PlayStation 4 a partire dal 7 marzo 2017.

Nel vasto mondo dei titoli sportivi, uno dei primi dedicati al calcio è stato Kick Off, uscito a suo tempo sulla console Amiga. Da Kick Off si è passati a Kick Off 2, di cui ancora si svolgono i campionati del Mondo, sempre con lo stesso obiettivo: battere il rivale Sensible Soccer. Con un genere ormai dominato da FIFA e da Pro Evolution Soccer, cercare di tornare sulla scena con un prodotto di livello non è così scontato, e forse il lavoro di svecchiamento del capitolo originale con una riedizione in HD e lasciando invariato il gameplay non è del tutto un’operazione di marketing riuscita.

Kick Off Revival

Un rinnovamento non del tutto riuscito

Kick Off Revival è esattamente lo stesso Kick Off dei tempi di Amiga. Il sistema di controllo affonda ancora le sue radici nel capitolo originale: cercare di controllare la palla senza farla andare fuori dal campo è un’impresa davvero difficile. Tutto il gioco si basa sulla pressione di due unici tasti: uno per muovere il calciatore e uno per calciare il pallone e svolgere le varie azioni sul campo. Con la levetta sinistra si controlla il movimento del giocatore e la direzione della sfera, con il tasto X o il tasto R1 si effettuano tiri, passaggi e tackle che vengono decisi in base al contesto dell’azione di gioco. Nelle fasi di corsa, una pressione prolungata si traduce con una corsa più rapida e la conseguente perdita della sfera. Il pallone infatti non resta incollato al piede e qualsiasi cambio di direzione, anche per cercare di dribblare un avversario, porta quasi sempre al recupero della sfera da parte della CPU. Cercare di organizzare azioni controllando i passaggi è davvero ostico, il pressing della CPU è notevole e il gioco quindi diventa spesso frenetico, questo si traduce con azioni sconclusionate in cui la sfera va da una parte all’altra del campo. Ridurre tutto il gameplay alla pressione di due soli tasti è stata forse un’azione vincente quando il videogioco venne lanciato su Amiga, rigiocarlo su console con tutta una serie di tasti inutilizzati causa non poca frustrazione, tanto che cercare di fare un’azione ragionata diventa una chimera. Ogni azione è fulminea, la sfera schizza da una parte all’altra del campo recuperata prima da una squadra e poi dall’altra come fosse un flipper, il continuo batti e ribatti porta alla frustrazione. Cercare di segnare un gol è altrettanto complicato in quanto è il gioco a scegliere quando la pressione del tasto per calciare il pallone si traduce con un passaggio o un tiro in porta. Un’azione offensiva sulla fascia molto spesso invece di finire con un cross in mezzo all’area di rigore finisce con un lancio in tribuna. A questo aggiungiamoci che il portiere rilancia sempre lungo e quindi non è neanche possibile cercare di costruire un’azione partendo dalla difesa. Insomma, il gameplay di Kick Off Revival è un insieme di calciatori che si muovono casualmente in campo cercando di rincorrere la sfera e che se nel breve può anche risultare divertente, alla lunga diventa noioso e frustrante. Con il tempo ci si prende la mano e si riesce anche ad apprezzare un titolo che ha fatto la storia dei videogiochi ma i primi passi all’interno di questo nuovo capitolo sono davvero difficili.

Arrivare sulle console di nuova generazione ha dovuto necessariamente significare anche un rinnovamento della grafica, ora in HD e con modelli poligonali ricreati per l’occasione, seppure rimangano ancora i classici omini in stile Subbuteo. La scelta della squadra al momento è limitata ai soli team dell’Europeo di calcio, ovviamente tutti senza licenza, a ricalcare le orme dei primi Kick Off. Questo tuttavia permette di ricreare la competizione che è proprio una delle modalità presenti nel videogioco. Oltre alla classica partita contro la CPU e alla modalità pratica in cui imparare i comandi del titolo, ritroviamo anche la modalità competizione, al momento limitata al solo Campionato Europeo. Inoltre è stata aggiunta anche la modalità online.

Kick Off Revival

Kick Off Revival è un progetto con ottime basi che ha come obiettivo quello di riportare sul campo i videogiocatori di Amiga, ma che, gettato nel mondo delle console di nuova generazione, fa capire molto presto i suoi limiti rimarcati da un gameplay frenetico e azioni difficili da realizzare, limiti un po’ mitigati da una grafica in HD e dai modelli poligonali dei calciatori rinnovati. Kick Off Revival è comunque destinato a rimanere un videogioco di nicchia senza riuscire a raggiungere il successo del titolo originale.

Il trailer di annuncio a inizio maggio non poteva essere più esplicito: Relic Enterteinment punta letteralmente a fare le cose in grande con Dawn of War III. Abbiamo visto una demo a porte chiuse, e possiamo assolutamente confermare che i fan di Warhammer 40.000 in attesa di battaglie spettacolari e fuori scala avranno ciò che si aspettano.

Dawn of War III

La campagna single player di Dawn of War III prosegue la storia di Gabriel Angelos, il leader del Capitolo di Space Marine denominato Blood Ravens. La missione della demo vede impegnati i Blood Ravens a confrontarsi con un insediamento di Eldar su un pianeta ghiacciato: in apertura osserviamo Gabriel affrontare da solo intere squadre di nemici i con il suo enorme martello e le sue terribili abilità in grado di eliminare molteplici gracili elfi in un solo colpo.

Le unità di élite, tuttavia, non saranno più le uniche in grado di disseminare panico in autonomia: Angelos viene raggiunto poco dopo da Solaria, una Space Marine all’interno di un gigantesco mech alto più di qualsiasi unità mai vista in un Dawn of War e in grado di seminare il panico con fuoco di sbarramento di due gaitling gun, missili a ricerca e altro ancora. Nel gioco finale unità di élite e super unità come Solaria verranno selezionate prima della partita con un massimo di tre e potranno essere dislocate consumando gli appositi “punti élite”, e sebbene estremamente distruttive avranno ciascuna le proprie debolezze, ad esempio Solaria si muove molto lenta e può facilmente essere colpita dall’artiglieria.

Dawn of War III

Le unità “normali”, d’altro canto, funzionano grossomodo come ci aspettiamo: ogni unità è più o meno efficace nell’attacco corpo a corpo o a distanza, con specialità differenti per ogni razza ma tutte bilanciate in modo tale da rendere impossibile definirne una più forte di altre. Quello che differenzia profondamente Dawn of War III rispetto ai precedenti capitoli della serie è la quantità di unità: le squadre sono molto più folte e numerose, e analogamente al primo Dawn of War potranno essere prodotte all’interno delle basi. Di contro la micro gestione è stata ridotta: mentre in Dawn of War II ogni squadra poteva essere capillarmente controllata anche nel posizionamento per poter sfruttare al massimo coperture dello scenario e del terreno, Dawn of War III elimina questo aspetto limitando le coperture a poche zone definite (come scudi ed edifici) e riducendo il numero di status di cui una squadra può soffrire.

Dawn of War III

Questo è bene o male tutto ciò che sappiamo di Dawn of War III fino ad ora. Non sappiamo se verranno aggiunte nuove modalità multiplayer rispetto alla classica versus del passato e per ora sono disponibili solo tre razze: Eldar, Orki e Space Marine. Non ci sono notizie sulla presenza di eventuali altre razze al lancio, anche se è lecito attendersi che come al solito molte saranno disponibili solo tramite espansioni.

Warhammer 40.000: Dawn of War III è previsto esclusivamente su PC per un generico 2017.

Annunciato all’E3 dello scorso anno, Horizon: Zero Dawn è stato tra i titoli più attesi della conferenza Sony 2016 nonostante la notizia della sua uscita posticipata avesse un po’ spento gli animi. Il lavoro di Guerrilla si conferma in uno stato avanzato di sviluppo e ha senza dubbio stupito grazie a un motore grafico eccezionale.

Se il gameplay di Horizon: Zero Dawn è stato esplicitato a dovere, la trama dietro a questo action RPG open world risulta ancora avvolta nel mistero.

Pochi gli elementi già noti e ribaditi durante questo E3 2016: Aloy, protagonista del titolo, si muove su un pianeta post-apocalittico in cui l’umanità è regredita a causa della presenza di creature meccaniche dalle fattezze di animali, e dove la sopravvivenza è garantita dalla caccia di queste prede robotiche atta al recupero di materie prime tecnologiche. La nostra eroina abbandonerà il villaggio natio per cercare delle risposte dietro al mistero di un pianeta ormai dominato da imponenti macchine e nel quale l’uomo lotta per la sopravvivenza.

Queste sono le poche informazioni in nostro possesso ma siamo certi che la presenza di dialoghi con scelte multiple e il commento della protagonista durante i nostri spostamenti forniranno tutto ciò che sarà necessario per posizionare i tasselli che compongono il mosaico del titolo Guerrilla.

horizon: zero dawn

Arco ma non solo frecce

Come ogni buon action RPG che si rispetti avremo a disposizione il nostro equipaggiamento, spiccatamente offensivo, in cui svetta l’arco. Dotato di varie tipologie di frecce, ci tornerà utile per cacciare, recuperare materiali e sottomettere le creature tramite una sorta di hacking alla loro intelligenza artificiale.

Da questo punto di vista Horizon: Zero Dawn presenta un’anima spiccatamente action nella quale gli elementi del Role-playing game sono implementati in maniera intelligente.

L’umanità come dicevamo è regredita ma non ha perso tutta la tecnologia di cui era in possesso: Aloy avrà una sorta di visore che fornirà diverse informazioni sulle creature robotiche che incontreremo nel nostro cammino.

horizon: zero dawn

Un esempio riguarda il sistema che evidenzia i punti deboli dei vari nemici robotizzati e che ci permetterà di sconfiggerli utilizzando la tipologia di proiettile più adatta al nostro scopo. In questo frangente l’azione si integra alla perfezione tramite un bullet time utilizzabile nelle fasi più concitate per rallentare la scena e poter mirare con più precisione al punto scoperto del nemico o, in generale, per migliorare le probabilità di successo del nostro tiro.

horizon: zero dawn

Restando sul lato action non possiamo che apprezzare la varietà di proiettili utilizzabili con l’arco che ci permetteranno di bloccare i nemici o preparare trappole esplosive a seconda della situazione in cui ci troveremo. Sfruttare adeguatamente l’ambiente circostante, fatto di spazi aperti e zone più impervie dove si evidenzia una natura che ha ripreso il sopravvento, sarà essenziale nelle nostre fasi di caccia grazie a una componente stealth in grado di facilitare il nostro compito ossia quello di recuperare materiali tecnologici. L’utilizzo dei vari componenti sarà in generale relativo al crafting, al potenziamento del nostro equipaggiamento e al recupero di nuove munizioni.

Le macchine ribelli

Questa volta Skynet non c’entra e siamo curiosi di scoprire cosa ha trasformato questo mondo, un ipotetico 3000 d.C., in una culla dominata da esseri artificiali dalle fattezze preistoriche. Attenzione a questo particolare: le creature di questa Terra varieranno da esseri della grandezza di un bisonte a quella mastodontici dinosauri, questi ultimi senza dubbio impressionanti per stazza e pericolosità.

A muovere i fili di questo mondo c’è un motore grafico davvero impressionante soprattutto per la fluidità con cui muove tutto in tempo reale. L’ottima impressione data dalle nuove fasi di gameplay di Horizon: Zero Dawn mostrate durante questo E3 2016 sono frutto di filmati realizzati interamente con l’engine del gioco, versione modificata del motore grafico già apprezzato in Killzone: Shadow Fall, dove si fanno notare soprattutto le animazioni che muovono Aloy, i nemici e il terreno circostante dai fili d’erba al più piccolo degli animali.

horizon: zero dawn

Se a livello tecnico Guerrilla sembra aver già convinto tutti restano dubbi riguardo alla trama di gioco che dovrà dimostrarsi all’altezza di un titolo open world action con elementi RPG e nel quale dovranno necessariamente venir fuori personaggi di grande spessore come possibili comprimari della protagonista Aloy. I combattimenti si sono dimostrati molto avvincenti, così come le fasi di caccia e di recupero dei materiali ma non vorremmo vedere risoluzioni di scontri che man mano diventano sempre più ripetitive. Il tempo non manca vista l’uscita annunciata per Febbraio 2017 ma siamo ottimisti su un risultato soddisfacente viste le premesse attuali. Il parco titoli di esclusive per PlayStation 4 sta diventando davvero interessante.

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