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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Spiders Studio rilascia per The Technomancer un nuovo trailer che mostra diversi minuti di gameplay mentre annuncia la data di lancio del titolo tramite un post su PlayStation Blog.The Technomancer è un action rpg sci-fi ambientato in un mondo cyberpunk, distribuito da Focus Home Interactive, il cui lancio avverrà contemporaneamente su PC, PlayStation 4 e Xbox One il 21 Giugno 2016. La vicenda si svolgerà su Marte con protagonista Zachariah un tecnomante matricola della potente corporazione Abundance. I tecnomanti altri non sono che formidabili guerrieri modificati da impianti cibernetici e in grado di scatenare devastanti poteri elettrici.

Il nostro protagonista potrà scegliere tra tre diversi stili di combattimento, tutti combinabili con le abilità elettriche del tecnomante:

  • Il combattimento con il bastone fatto di movimenti rapidi e danni da impatto utili contro gruppi di nemici.
  • La lotta con lame e pistole tramite agilità, schivate veloci e il controllo del combattimento con la pistola sparachiodi.
  • Lo stile di combattimento basato su lame e scudi incentrato su difesa, blocchi e parate per infliggere ingenti danni in counter.

Dal video abbiamo potuto avere un assaggio sia dell’ambiente di gioco, con il fascino suscitato dal pianeta rosso, sia del sistema di combattimento. Per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale di The Technomancer.

I nazisti ci hanno provato  in tutti i modi a conquistare il mondo. Prima con i Panzer ed hanno fallito, poi da Zombie ed hanno fallito, 2 volte.

Neanche l’attacco dalla luna è andato a buon fine ( vedremo se ora con l’aiuto dei dinosauri ci riusciranno ndr) è giunta quindi l’ora di provarci con l’aiuto di squali…volanti.

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E’, infatti, in produzione  un nuovo film dal titolo Sky Sharks, un trash horror che promette tante risate.

Ad accompagnare l’uscita della nuova pellicola sarà un gioco per mobile sviluppato dalla Remote Control Productions. Non abbiamo ancora a disposizione dettagli sul prodotto ma, sicuramente, basterà il trailer del film per attirare l’attenzione di migliaia di videogiocatori.

John Romero sarebbe al lavoro su un nuovo progetto.

Come testimonia un suo tweet, il co-creatore di mostri sacri del genere come Quake e Doom si starebbe concentrando su un nuovo fps per Pc.

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Il misterioso progetto dovrebbe chiamarsi Hoxar oppure Blackroom, proprio come “l’esperienza immersiva” che questa corporazione fittizia offrirebbe ai propri utenti.

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Non ci resta che attendere nuovi sviluppi sulla vicenda.

Negli ultimi anni abbiamo visto, nel genere RPG, una tendenza al gusto e stile di gioco piu’ occidentale anche dal Giappone. Vediamo infatti la serie Souls della From Software e persino la stessa Square Enix con Final Fantasy XV e Final Fantasy VII Remake.  Sono in pochi oramai ad offrire l’esperienza JRPG piu’ classica, e per i fan del genere è una gran fortuna trovarla. Lo sviluppatore nipponico Level-5 conta fra questi impavidi “classici” e continua a regalarci esperienze JRPG di alto livello anno dopo anno (Inazuma Eleven, Danball Senki/Little Battlers Experience e Ni no Kuni per contarne alcuni).  Adesso dopo una lunga attesa finalmente possiamo immergerci nel loro franchise di successo più recente, ovvero Yo-Kai Watch per Nintendo 3DS. Si tratta di un titolo insolito ma familiare in un certo senso (soprattutto per coloro che si deliziano nel lanciare le sfere bicolore delle Game Freak) infuso con il brio e l’entusiasmo che contraddistingue la Level-5.  Ci vogliono nervi di acciaio, si va a caccia di fantasmi!

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Who you gonna call? Ghost Bust-! ehm cioe’ non proprio

Un bel dì il giovane Nate (Keita in originale) va a caccia di insetti per un progetto scolastico quando all’improvviso si ritrova perso all’interno di una foresta. Sotto ad un sacro albero trova una macchinetta Gashapon (i classici distributori giapponesi che in cambio di una moneta elargiscono sfere con all’interno una sorpresa) di pietra. Preso dalla curiosità decide di inserirci una moneta.  Nella capsula che riceve risiede uno Yo-kai (mostri e spiritelli del Folklore Giapponese) di nome Whisper. Quest’ultimo regala al giovane protagonista uno strano accessorio: lo Yo-kai Watch, un orologio da polso di strana fattura con il quale potrà vedere con i suoi occhi i vari Yo-kai presenti nel mondo. Gli Yo-kai sono fonte dei piccoli problemi che affliggono le persone nella vita mondana e sarà compito di Nate e Whisper assistere la brava gente di Valdoro (Sakura New Town in originale) con un po’ di aiuto dai vari Yo-kai con il quale faranno amicizia durante la loro avventura.


Simpatico ‘sto Fantasma

Veniamo al dunque. Yo-kai Watch è un tipo di JRPG piuttosto insolito, e può sembrare strano inizialmente per chi è abituato ad uno stile piu’ classico. Prima abbiamo fatto notare una similitudine con la serie della Game Freak ma questo si limita, nel caso di Yo-kai Watch, al collezionare Mostri e Fantasmi per farli combattere con altri loro simili e quindi salire di livello. Gli Yo-kai esistono in nove categorie o “Tribù” (Audaci, Misteriosi, Tosti, Splendidi, Generosi, Oscuri, Spaventosi, Sfuggenti e Boss) e in vari Rank (da E a S) per un totale di 223 Yo-kai.  Avanzando di livello gli Yo-kai possono evolversi in versioni più potenti, ma potremmo anche combinarli tramite fusione o l’uso di oggetti. Fin qui siamo più o meno in territorio familiare ma le meccaniche che circondano tutto questo processo, a partire da come trovare gli Yo-kai, al farli entrare in squadra e gestirli, fino alla stessa dinamica di combattimento sono radicalmente diversi, nel bene e nel male.

Saremo noi a dover cercare attivamente gli Yo-kai. Questi simpatici fantasmi si nascondono bene e per di più sono invisibili all’occhio umano. Non avremo a che fare con i soliti combattimenti casuali dei JRPG, il che incoraggia la ricerca sia per ampliare il roster di Yo-kai che per fare grinding (anche se quest’ultimo non e’ un fattore chiave come in altri JRPG). In questo ci torna utile lo Yo-kai Watch, che ha molteplici funzioni. Capo fra tutte sarà la lente che ci permette di vederli e il radar che segnalerà quando uno Yo-kai si trova nelle vicinanze. Naturalmente con l’avanzare della storia avremo la possibilità di fare vari Upgrade allo Yo-kai Watch e quindi avere accesso a Yo-kai di livello sempre più alto.  Tutto ciò ci viene spiegato molto abilmente durante il tutorial e si rivelerà un processo abbastanza intuitivo. Basteranno una decina di minuti al giocatore e sarà pronto a setacciare tutti gli angoli della città per trovare gli Yo-kai. Una volta scovato lo spettro, sarà necessario individuarlo con la lente tramite un mini-gioco nel quale dovremo seguirne i movimenti con il touch screen e poi procedere al combattimento.

Qui notiamo un’altra grande variazione sul tema. Nel party avremo accesso a 6 Yo-kai disposti a cerchio su una ruota che potremo muovere a piacimento per cambiare i 3 personaggi che combatteranno. Gli Yo-kai attaccheranno automaticamente senza l’intervento del giocatore se non per girare la ruota per decidere chi combatterà e per risanare Yo-kai afflitti da status negativi che si potranno depurare grazie ad un mini-game con il touch screen. Questo sistema “mini-gioco” servirà anche per usare  la “Mossa Energimax”, ovvero l’abilità speciale di ogni Yo-kai, che cambia notevolmente da spettro a spettro (il tipo di minigioco cambia in modo casuale, dal girare velocemente una ruota, al toccare sfere che passano da una parte all’altra dello schermo, al tracciare disegni particolari con precisione). Durante il combattimento si potranno usare oggetti per ottenere vari effetti come vuole un buon JRPG, ma potremo anche usarli sui nemici nella speranza che questi apprezzino il gesto e si uniscano alla squadra finito il combattimento (conoscendo anche i loro gusti, poichè ogni Yo-Kai avrà un cibo preferito e si dovrà sperimentare). Il sistema è molto poco ortodosso e alla lunga può sembrare ripetitivo, ma fortunatamente Yo-kai Watch è abbastanza vario nelle sue meccaniche da non risultare mai noioso.

Una meccanica particolare tra tutte è l’“Oni Time” dove il protagonista viene intrappolato in un incubo mentre gira per le strade della città di notte. Dovrà nascondersi da Yo-kai maligni mentre cerca dei forzieri e la via di uscita. L’Oni, che insegue malvagiamente Keita, può essere sconfitto solo con un party di alto livello, e di certo ciò non sarà possibile nelle prime fasi dell’esperienza. Parte dello charme di questo titolo è proprio quindi l’introduzione di nuove meccaniche man mano che si avanza nella storia. Ogni sfaccettatura del gioco è legata alla storia stessa aumentandone il fattore di immersione. Saranno presenti anche qui le classiche “Side-Quest” come vuole la tradizione, che possono essere divise in Richieste o Favori, queste ultime ripetibili all’infinito. Il completamento di una Side-quest, oltre alla ricompensa in oggetti ed esperienza, farà partire un simpatico filmato in stile anime di pochi secondi, che vedrà un personaggio alle prese con una certa attività: se questa avrà buon fine otterremo anche una ricompensa extra.

Vista la natura multimediale di Yo-kai Watch (o se vogliamo, commerciale), nel gioco troveremo la macchinetta Gashapon che ci farà ottenere oggetti e Yo-Kai con l’utilizzo di monete trovate raramente nel gioco, ma anche con l’utilizzo di password segrete o QR Code rilasciati con gli episodi dell’anime, riviste, o sulle medaglie fisiche degli Yo-Kai da comprare nei negozi di giocattoli. L’orologio “fisico”, all’inserimento delle medaglie, genererà una canzoncina diversa a seconda della tribù dello Yo-kai inserito per poi farci sentire il suo nome: queste cose potremo sentirle anche nel videogioco nella modalità fotocamera che ci permetterà di fotografare un nostro amico per scoprire quale Yo-kai lo sta possedendo.

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Yo-kai, Yo-kai, Yo-kai, Watch-chi-chi!

Nell’ambito tecnico la Level-5 dà sempre il meglio di se’. Il comparto grafico di Yo-kai Watch e’ notevole, soprattutto per un titolo 3DS di qualche anno fa (calcolando l’uscita in Giappone dove al momento siamo già al terzo capitolo della serie). I modelli 3D sono simpaticissimi, in ottima definizione e pieni di personalità. Aggiungiamo uno stile artistico rigorosamente in stile Manga e un character design a regola d’arte e ci ritroviamo con un mondo ricco, complesso e assolutamente divertente. I vari Yo-kai che popolano questo mondo sono estremamente vari fra di loro ed ognuno di essi presenta una moltitudine di animazioni  e voci che rendono la scoperta di ogni nuovo fantasmino  una delizia.  La città di Valdoro è realizzata assai bene e presenta una spaccato di vita Giapponese dei sobborghi abbastanza autentico. Insieme alla natura investigativa del gioco abbiamo proprio il senso che si tratti di un mondo che vive e respira, persino quando ci si imbatte nei luoghi piu “spettrali”.

Risplende anche la colonna sonora che rafforza ulteriormente la direzione artistica, con musiche in chiave tenebrosa e sonorità che ci si aspettano da uno Shonen Anime fatto come si deve. Ogni momento del titolo è punteggiato da musiche e suoni, come i cartoni di un tempo. Il pacchetto che troviamo tra le nostre mani è confezionato bene e si accosta perfettamente con tutto il contorno mediatico dello stesso IP. Lascia un po’ perplessi la scelta dell’adattamento, poichè vengono mantenuti ovunque riferimenti alla cultura giapponese (dai nomi di alcune creature come i Kappa e di cibi come gli Onigiri, fino al nome stesso degli Yo-kai piuttosto che utilizzare un semplice “spettri” o “fantasmi”) ma questi poi cadono su questioni molto più sciocche, come il nome del protagonista o il fatto che si usino gli euro invece che gli yen, cosa che rende il tutto molto meno realistico e purista. Comprendiamo la necessità di rendere il tutto papabile per un pubblico di bambini occidentale, ma è necessaria anche coerenza: o si occidentalizza tutto o niente.

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In conclusione

Yo-kai Watch è un mondo vasto, in tutti i sensi, e pieno di sorprese. Il target sarà pure giovane ma è un’esperienza adatta a tutti. La natura molto poco ortodossa del gameplay è una spada a doppio taglio e potrebbe scoraggiare i puristi e i neofiti in cerca di qualcosa di diverso. Questo sarebbe un gran peccato poichè quello che offre Yo-kai Watch è una deliziosa avventura estiva piena di fantasia e di brio. Per i piu’ grandi è un ricordo di infanzia, di quando il mondo era ancora un posto magico, mentre per i più piccoli è un mondo da scoprire. Come suo solito la Level-5 ha fatto un gran bel lavoro e si consiglia vivamente di dare al titolo una possibilità.

FuRyu ha rilasciato un nuovo trailer di Caligula, il JRPG in esclusiva per PlayStation Vita, dall’autore di Persona e Persona 2 Tadashi Satomi.

Il trailer mostra sia fasi di gameplay che cutscenes dando un assaggio del ricco cast che andrà a muoversi nello scenario di Caligula. Annunciato lo scorso Febbraio, questo nuovo JRPG in esclusiva per PS Vita, farà il suo esordio in Giappone il 23 Giugno. Insieme al nuovo trailer di Caligula è stata rilasciata anche la box art della confezione giapponese del titolo FuRyu.

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Per molti videogiocatori Insomniac Games non è una semplice casa di sviluppo videoludica. Rappresenta piuttosto una sorta di parente che ha cresciuto generazioni di sonari, prima con Spyro, in seguito con Racthet & Clank. In particolare, l’eccentrica coppia composta dal Lombax e dal suo amico robottino, ha cercato di ritagliarsi un posticino pure durante la terza generazione di console Sony, attraverso spin-off e titoli distanti dal progetto originario, e probabilmente per questo i  risultati sono stati abbastanza scadenti. Tutto ciò lasciava presupporre la fine di un’era, la caduta di due eroi che ormai avevano vissuto il loro tempo. Tutte fandonie, perché a partire dal 20 aprile lo strampalato duo è pronto a entrare nuovamente in scena su PlayStation 4.

In questo caso la parola “nuovamente” si condisce di significati: Ratchet & Clank è infatti un reboot della saga nata quattordici anni fa su PS2, che trae forza e spunto dall’omonimo film, pronto anch’esso all’uscita nei cinema. Sarà noto anche a voi l’ironico slogan “Il videogioco ispirato al film che è ispirato al videogioco“. Si tratta dunque di un mix particolare, fatto di vecchio e di nuovo, di tradizione e di innovazione, che punta non solo a far breccia nel cuore dei nostalgici, ma a conquistare le giovani generazioni di videogiocatori.


Armi e distruzioni della quarta parete

Il narcisista, egocentrico, vanitoso, ma sempre mitico Capitano Qwark si trova all’interno di un carcere spaziale per motivi ignoti. La sua vita scorre noiosa, fin quando un giorno non incontra un nuovo prigioniero: Shiv Helix, il quale si rivela essere un suo grandissimo fan. Notizia perfetta per l’ego del Capitano, che decide di intrattenere il nuovo ospite raccontando l’avventura che ha dato inizio alla saga di Ratchet & Clank.
La sua voce calda ci accompagnerà per il resto del gioco: ogni volta che i due protagonisti si troveranno in nuova situazione o compiranno un’azione per la prima volta, la voce fuori campo di Qwark narrerà con enfasi quanto accadrà. Ciò crea degli effetti interessanti, come l’alterazione del tempo narrativo, la possibilità di mettere sempre in mostra l’umorismo targato Insomniac, oltre a consentire una maggiore immedesimazione. Anche le frequenti battute sul rapporto videogioco/film/reboot, creano un ritmo paradossale, donando novità a una storia che è già conosciuta da molti: impedire al malvagio Presidente Drek e ai suoi Blarg di distruggere la Galassia di Solana.

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Oltre un umorismo e uno stile inimitabili, un altro marchio di fabbrica della saga è il gameplay. I comandi sono più o meno invariati rispetto ai primi capitoli, e la fluidità di gioco è evidente sin dai tutorial. Tuttavia è giusto delineare le caratteristiche di Ratchet e Clank per coloro che si avvicinano al titolo per la prima volta. Il Lombax è dotato di un’omnichiave, attraverso la quale può colpire i nemici da vicino, oltre avvitare determinati bulloni, utili per per sbloccare porte o congegni. Inoltre Ratchet può contare su un arsenale di armi assurdo e unico. Si tratta fondamentalmente di armi da fuoco, acquistabili presso i rivenditori Gadgetron, ognuna delle quali è caratterizzata da particolari effetti. Possiamo avere un classico lanciafiamme o un guanto lancia-granate, per poi passare al Discotron, ovvero una palla dai chiari riferimenti anni 70, che lanciata in una determinata area fa ballare i nemici, rendendoli facili prede per i nostri attacchi. Citiamo pure il Pixelatore, graditissima novità di questo capitolo, i cui effetti risultano palesi a partire dal nome; vi assicuriamo però che visto all’azione è decisamente più bello. Per i fan della saga, è giusto dirvi che tra le armi troveremo l’inarrestabile Mr. Zurkon.

Questi sono solo alcuni esempi per far capire quanto può essere esilarante lo stile di Ratchet & Clank. In ogni caso, più un’arma viene usata, più questa cresce di livello. Inoltre ognuna può essere potenziata nei rivenditori, utilizzando un minerale prezioso chiamato Raritarium. Ogni pezzo può essere usato per apportare dei miglioramenti sull’area d’azione, sulla capienza delle munizioni, sulla velocità di fuoco, ecc.

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Se le sezioni dedicate a Ratchet sono caratterizzate da una certa caoticità, quelle di Clank sono più lente e ragionate. Il robottino può lanciare della granate, ma la sua peculiarità è l’astuzia; ecco perché nei suoi panni ci ritroveremo a risolvere enigmi e puzzle attraverso l’ausilio di alcuni robottini che se usati sapientemente possono avere vari scopi funzionali. Alcuni, ad esempio, se messi vicino a un generatore lo alimentano, altri possono esserci utili per saltare più in alto e proseguire nell’esplorazione, e così via.

In generale il gameplay è molto vario. All’interno di ogni livello dovremo mettere alla prova diverse abilità legate a differenti generi di gioco. Dopo una frenetica sparatoria, passeremo infatti a dover saltare su piattaforme in movimento, o a immergerci sott’acqua, o ancora a utilizzare gadget , come il Trapassatore, fondamentale per aprire alcune porte. Per riuscire nell’intento bisognerà superare un mini-gioco in cui dovremo unire dei raggi laser a dei piccoli pannelli. Niente di troppo difficile, ma richiede comunque un minimo di concentrazione.

Sparatorie, fasi platform, enigmi ed esplorazione sono ciò che rendono piacevole e divertente l’avventura di Ratchet & Clank, un mix di ingredienti già noto e apprezzato dai più, ma che in questo nuovo capitolo si arricchisce ulteriormente. Ritroviamo infatti le gare sull’hoverboard – uno skateboard alla Ritorno al Futuro – molto adrenaliniche. L’aspetto più divertente sono i commenti della cronista ad ogni nostro sorpasso, acrobazia e, chiaramente, caduta. A queste si aggiungono livelli in cui useremo la nostra navicella spaziale per distruggere quelle nemiche. Anche qui il ritmo è parecchio frenetico, ma i comandi immediati e fluidi permettono di godere di questi momenti.

Ratchet & Clank

Abbiamo speso molte parole a tessere le lodi di Ratchet & Clank, tuttavia sono presenti alcuni difettucci. Innanzitutto le aree di gioco sono state ridotte, e nonostante l’aggiunta di missioni secondarie, le mappe sono piuttosto piccole. Vi è anche la componente esplorativa, dedicata soprattutto ai giocatori che desiderano completare il gioco al 100%. Tra i collezionabili citiamo i Bolt d’oro e le Olocarte, utilissime per ottenere trofei o le versioni finali delle armi. In questo caso le ore di gioco salgono a oltre una quindicina, ma se ci si basa unicamente sulla storia principale, si parla di circa sei- sette ore di gioco, come un classico action.

Secondariamente, a noi è sembrato un po’ troppo facile sin dal’inizio. Abbiamo testato il gioco a difficoltà normale, e siamo morti pure qualche volta, eh; tuttavia non abbiamo mai avuto la sensazione di doverci impegnare più di tanto, tant’è che il primo pensiero che ci ha assalito è stato: “Forse siamo un po’ troppo cresciuti per questo“.

Uno stile indimenticabile

Graficamente Ratchet & Clank è molto piacevole. I lineamenti del Lombax sono stati ammorbiditi donandogli un aspetto da gatto pacioccone. Al di là dei protagonisti,  il character design è meraviglioso, e qualsiasi personaggio (già conosciuto o meno) con cui andremo a parlare, ci coinvolgerà con le sue espressioni e il suo look. Anche le ambientazioni sono ricchissime di dettagli e caratterizzate da colori accesi e sfavillanti. Inoltre, sia la scene in game che le sequenze video sono molto pulite e nitide. Durante la fasi di gioco -anche le più concitate – non abbiamo mai assistito a cali di frame, mentre i video si attestano sui 1080p.

Ratchet & Clank

Per quanto riguarda il doppiaggio, esso è interamente in italiano, e, grazie alla presenza di molte voci storiche dei vecchi capitoli, possiamo provare quel senso di nostalgia più volte citato. Anche le musiche, per quanto facciano da contorno, si accostano perfettamente alle situazioni vissute, delineando ulteriormente lo stile inimitabile di Ratchet & Clank.

 

Il reboot di una saga storica è un difficilissima sfida da superare, poiché il pubblico cambia e certe dinamiche che un tempo avevano successo, nei giorni attuali possono non più entusiasmare. Insomniac Games con il nuovo Ratchet & Clank riesce a farsi strada tra queste pericolose insidie, offrendo un prodotto di ottima qualità e dedicato a diverse tipologie di pubblico. I fan della saga troveranno tutto ciò che hanno amato in epoca PS2, primo fra tutti uno stile unico evidente nel character design, nelle ambientazioni, e soprattutto nelle armi, che rappresentano il vero marchio di fabbrica. Per i neofiti invece R&C è un’occasione per tuffarsi in un miscuglio di generi videoludici: sparatutto in terza persona, platfom, puzzle, corse in navicella, ecc.
I difetti ci sono, come una difficoltà poco incisiva e una riduzione delle mappe, ma, considerando i pericoli, Insomniac supera dignitosamente la prova, portando nuovamente in auge meccaniche di gioco divenute ormai di nicchia.  

Sono bastati appena tre minuti a Steamforged Games per raggiungere tramite Kickstarter le 50 mila sterline necessarie per realizzare Dark Souls, il Board Game ispirato alla fortunata saga di From Software.

Le meccaniche del Board Game, ufficiale di Bandai Namco, saranno molto simili a quanto visto nelle controparti videoludiche: il posizionamento del nostro personaggio rispetto a quello del nemico sarà molto importante, così come la ricerca dei loro punti deboli e un’accurata gestione delle numerose carte tesoro, equipaggiamento e mostro. Saranno disponibili anche numerose miniature e nove delle classi tipiche della saga: ladro, mercenario, stregone, piromante, chierico, araldo, assassino, cavaliere e guerriero.

Nel momento in cui scriviamo mancano ancora più di venti giorni alla fine della campagna Kickstarter, e la cifra a disposizione di Steamforged Games ha già superato le 400 mila sterline. Ulteriori miniature, materiali e contenuti verranno aggiunti ogni 20 mila sterline raccolte, fino a quando si raggiungeranno le 500 mila. Da lì in poi, il nuovo materiale verrà aggiunto ogni 25 mila sterline fino a quando si raggiungerà il milione.

Bisognerà comunque attendere ancora molto per vedere realizzato il Board Game di Dark Souls: la distribuzione è infatti prevista per aprile del 2017.

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Immaginate di aver appena commesso un grande, un grosso errore a causa delle volte scelte sbagliate e di aver appena messo in pericolo tutti quelli che amate. Come reagireste? Semplice, basta riavvolgere tutto e ricominciare da capo! O almeno, in Stories: The Path of Destinies è proprio così che ci si comporta.

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Scegli, sbaglia, ricomincia!

Spearhead Games, casa indie conosciuta per Tiny Brains, prova a reinventare il concetto di rigiocabilità con Stories attraverso un metodo che mixa elementi provenienti dai titoli Telltale e da Prince of Persia.
In questo titolo vestendo i panni di Reynaldo, eroe volpino con trascorsi da masnadiero, dovremo riportare la pace nella sua terra natia, vittima della guerra a causa del suo regnante portato alla pazzia per motivi non molto chiari. Durante le nostre avventure incontreremo un grande amico della volpe, il coniglio Lapino, e la sua felina compagna di classe ai tempi della scuola di spada, Zenobia, il classico amore non sbocciato.
Reynaldo non sarà armato soltanto della sua spada ma anche di un libro dotato di un potere incommensurabile: quello di poter riportare indietro il tempo fino al punto in cui lo si è iniziato a leggere. Tutto ciò ovviamente andrà a incidere nel gameplay del titolo, ma andiamo per gradi. La prima volta che ci troveremo a guidare Reynaldo verremo messi di fronte a delle scelte, tali decisioni andranno a incidere sulla storia che andremo a percorrere e quindi anche sugli stage che affronteremo, per un totale di cinque. Alla fine di questi piccoli capitoli vedremo uno dei finali disponibili (in totale una ventina), di questi uno solo è quello che ha una conclusione positiva, in tutti gli altri casi invece non andrà proprio bene e verremo catapultati di nuovo all’inizio della nostra storia, avendo però la consapevolezza delle nostre scelte precedenti e quindi poter intraprendere un cammino diverso.
Inoltre ogni volta che concluderemo uno dei diversi archi ci sarà la possibilità che ci venga rivelata una verità, per un totale di quattro, che influenzeranno ulteriormente le nostre scelte: grazie a queste rivelazioni infatti scopriremo quattro diverse assunzioni che si riveleranno sempre vere, qualsiasi sia il sentiero da noi scelto.

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Corvi, spade e gemme

Anche se l’imperatore malvagio è un rospo, il suo esercito è composto da corvi, una miriade di corvi. Reynaldo li fronteggerà armato della sua spada, o meglio di spade. Raccogliendo frammenti ed essenze sparsi per le diverse location, la volpe potrà potenziare la Spada dell’Eroe, in suo possesso dall’inizio della sua avventura, e crearne anche delle nuove (Fuoco, Vuoto e Ghiaccio) grazie agli appositi banchi di lavoro. Ognuna delle spade avrà una capacità individuale di attacco legata al proprio elemento oppure di supporto, ad esempio il ripristino della barra della vitalità. Ovviamente tali capacità non saranno utilizzabili quando ci pare e piace ma verranno regolate da apposite barre di energia.
Le spade tuttavia non saranno soltanto delle armi ma fungeranno anche da chiavi: nei vari stage infatti vi saranno delle zone chiuse da portali elementali che si apriranno soltanto tramite l’uso della spada corretta. Ciò sta a significare che non esploreremo quasi mai uno stage alla prima run ma ne occorreranno di più, anche se c’è da dire che per level design e fantasia nell’ideare gli enigmi il titolo non brilla certo per fantasia: quasi tutti saranno abbastanza simili, legati il più delle volte all’uso di una delle abilità di Reynaldo, tra l’altro senza dover sforzare più di tanto le nostre meningi.

Fra un capitolo e l’altro troveremo inoltre degli scrigni speciali, in cui saranno custodite delle gemme che Reynaldo potrà equipaggiare sul suo bracciale, per un massimo di tre. Tali gemme aumenteranno le statistiche del nostro eroe, a seconda della loro tipologia. A governare tali parametri e a donare particolari capacità all’eroica volpe sarà l’albero delle abilità, dove potremo spendere i punti guadagnati salendo di livello da combattimento a combattimento. E proprio nelle fasi di combattimento che il titolo sembra ricalcare a tratti il sistema della saga Batman Arkham e di Shadow of Mordor, anche se in maniera più superficiale, rivelandosi più spoglio anche se a tratti frenetico, specialmente quando ci troveremo di fronte a ondate di corvi. Non è raro però che durante gli scontri con gruppi numerosi di corvi si verifichino cali di frame abbastanza fastidiosi o che Reynaldo resti bloccato per qualche secondo, senza rispondere ai nostri comandi, costringendoci a prendere mazzate senza poter reagire. Tali punti negativi rovinano senza dubbio la validità del gameplay che, a nostro parere, avrebbe comunque potuto dare qualcosina in più soprattutto perché, dopo qualche run, diventa abbastanza ripetitivo.

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Narrazione pungente

Durante le nostre avventure in compagnia del guerriero volpe sarà la voce narrante a spiegarci cosa succede di volta in volta sia in toni sarcastici e pungenti che seriosi.  Il narratore inoltre darà voce anche ai dialoghi fra i vari personaggi, integrandoli all’interno dello storytelling: all in one insomma. Non molto incisiva invece la colonna sonora che, pur adattandosi alle atmosfere del titolo, non lascia il segno.
La tendenza si inverte invece per la grafica: la paletta di colori sgargianti, la pulizia dei modelli in cell shading e lo stile “fumettistico” degli intermezzi risultino essere vincenti e gradevoli.

L’impressione che si ha giocando a Stories: Path of Destinies è che si abbia fra le mani una grande occasione mancata. Non che il titolo si riveli essere un titolo da buttare, assolutamente, anzi vi consigliamo sicuramente di provarlo assolutamente, soprattutto per il sistema di storie a bivi e di amplia possibilità di esplorazione narrativa. E’ innegabile però pensare che, con elementi vincenti come questi, un gameplay più profondo ed originale, qualche accortezza in più sul lato tecnico e meno ripetitività negli scontri avremmo potuto avere fra le mani un gioiello. 

Square-Enix ha annunciato Samurai Rising, un nuovo titolo per dispositivi Android e iOS che rientra nel genere action rpg ma che nasconde elementi ben noti ai fan di Final Fantasy.

samurai rising logo

Samurai Rising uscirà in Giappone durante questi mesi primaverili. Square-Enix ha rilasciato un trailer a corredo dell’annuncio:

Nonostante il titolo faccia pensare a tutt’altro, questo gioco per dispositivi mobile sembra integrare alcune caratteristiche dei titoli Final Fantasy come la presenza dei jobs (Dragoon, White e Black Magic) in un action game stile Final Fantasy: Crystal Chronicles. Nella speranza di poterlo apprezzare anche in Occidente, Samurai Rising (questo il sito ufficiale) uscirà questa primavera in Giappone su dispositivi Android e iOS e sarà un titolo free-to-play con la presenza di micro transazioni.

Giungono nella giornata di oggi importanti annunci da Insomniac Games relativi a due nuovi titoli che sfrutteranno la realtà virtuale e le date d’uscita di Edge of Nowhere e Song of the Deep.

Di seguito vi mostriamo i teaser trailer di Feral Rights e The Unspoken:

Entrambi i titoli sfrutteranno la realtà virtuale e saranno presenti nell’Oculus Store questo autunno. Feral Rights è un’adventure brawl ambientato in una rigogliosa isola caratterizzata da elementi fantasy, templi e foreste. The Unspoken è un action game in cui avremo a disposizione delle abilità magiche da sfruttare tramite il sistema Oculus Touch, i giocatori saranno in grado di trasformare il mondo circostante in una sorta di esoterico fight club urbano (come si evince dalla gallery qua sotto con le immagini dei due titoli).

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Veniamo ora ai titoli noti e di cui sono state annunciate le date: Edge of Nowhere e Song of the Deep. Insomniac Games rilascerà Edge of Nowhere in esclusiva sull’Oculus Store il 6 Giugno 2016; Song of The Deep (corredato da un nuovo trailer per l’occasione) uscirà in versione fisica nei negozi GameStop e in versione digitale per Xbox One, PlayStation 4 e PC tramite le varie piattaforme dedicate (Xbox Live, PlayStation Store e Steam) il 12 Giugno 2016.

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