Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

L’11 Settembre dalle 24 alle 2.00 Bungie e Xbox trasmetteranno uno speciale streaming dedicato a Destiny 2 con la partecipazione straordinaria di Pete Parsons (Head di Bungie) and Phil Spencer (Head di Xbox).

Destiny 2

Pete e Phil giocheranno a Destiny 2 e riserveranno un posto per qualsiasi giocatore vorrà unirsi a loro in questa occasione particolare.

I giocatori (e gli spettatori) avranno modo di vedere da vicino le abilità di Pete e Phil in Destiny 2 e vincere potenzialmente uno speciale emblema per commemorare questa sessione di gioco con due titani dell’industria del videogioco (sebbene uno di loro giochi come un Hunter).

La recente introduzione del Cross Save ha permesso ha questi due amici di ritrovarsi per un’epica sessione di gioco con i Guardians.

Ombre dal Profondo, la nuova espansione per Destiny 2, uscirà il 1 ottobre insieme ad una versione free-to-play chiamata Una nuova luce. Destiny 2 sarà disponibile su Xbox, PlayStation e PC via Steam e più avanti su Google Stadia.

 

L’articolo Destiny 2: Un evento speciale in streaming proviene da GameSource.

Di Blasphemous è ormai un po’ che se ne parla. Gli sviluppatori, gli spagnoli di The Game Kitchen, hanno infatti inizialmente finanziato il loro progetto con una campagna Kickstarter, per finire poi il lavoro venendo distribuiti da Team 17, un nome che in ambito videoludico non richiede certamente presentazioni. Il progetto quindi prometteva già molto bene fino dal principio.

Blasphemous ci trasporta di peso nell’allucinante mondo di Hortodoxia, una nazione nella quale la religione domina incontrastata sia a livello politico che morale ogni aspetto della vita dei suoi sfortunati abitanti. L’intera cultura di Hortodoxia infatti è basata sulla superstizione e le tradizioni folkloristiche, in una sorta di grottesca visione distorta del Credo Cattolico.

Blasphemous

La narrazione di Blasphemous parte con l’avvento dell’Età della Corruzione, quando il Miracolo (un termine piuttosto ambiguo per indicare il Divino), per motivi misteriosi o forse semplicemente schifato dal cieco fanatismo dei suoi seguaci, lancia una maledizione su Hortodoxia, trasformando i suoi più ferventi devoti in allucinanti trasfigurazioni del loro modo di credere, lasciando intatta però la loro fanatica devozione.

Questo, a grandi linee è l’incipit del gioco ma la delirante trama del titolo non sarà subito interamente a disposizione del giocatore: dovrà essere scoperta mano a mano che si procede nel proprio viaggio, leggendo le descrizioni degli oggetti di cui verremo in possesso, interpretando quello che gli NPC (vivi o morti che siano) hanno da dirci e facendo caso a dettagli piccoli e grandi che caratterizzano l’ambiente circostante. Un po’ come in Dark Souls in definitiva, serie dalla quale Blasphemous prende ben più di un’ispirazione.

Blasphemous

Blasphemous si presenta come un classico metroidvania in 2d, con una grafica in pixel art che definire magistrale è davvero riduttivo. Ogni cosa a schermo, ogni avversario, ogni nostra animazione, è realizzata in maniera impeccabile, fluida ma, soprattutto, in linea con l’atmosfera generale del titolo. Una chicca su tutte: il semplice atto di chinarsi, ad esempio per schivare un colpo dei nemici, verrà portato a termine dal nostro personaggio come se stesse genuflettendosi davanti a un altare! Semplici dettagli, ma che contribuiscono a creare e mantenere un certo feeling di gioco.

Per quanto riguarda il gameplay, come per i grandi classici del genere, ci propone un serie di livelli tutti collegati tra loro, liberamente esplorabili anche in maniera non lineare, con zone alle quali si può accedere solo se in possesso dei giusti oggetti, cosa che, unita alle varie “missioni secondarie” nelle quali dovremo consegnare un determinato oggetto a certi personaggi, dà vita a robuste, ma mai noiose, fasi di backtracking.

Blasphemous

Il nostro personaggio, il Penitente senza nome, muto e con il volto perennemente coperto da una maschera di espiazione, non salirà di livello con l’esperienza, come in altri titoli. In Blasphemous la build del personaggio sarà legata (tolto l’apprendimento di poche tecniche di attacco) al tipo di oggetti sacri che rinverremo ed equipaggeremo durante il nostro viaggio. Macabre reliquie di vario genere, grani speciali per il nostro rosario, pergamene con su scritto devote preghiere e altre amenità del genere, conferiranno dei buff o delle particolari abilità al Penitente o alla Mea Culpa, ovvero la nostra fedele spada (mai nome è stato più azzeccato). Saper combinare tra loro queste abilità, equipaggiando l’oggetto giusto al momento giusto, è una delle chiavi per avanzare nel gioco.

I combattimenti in Blasphemous saranno quasi sempre rapidi e brutali. Ogni avversario ha le sue peculiarità sia in fatto di attacchi che di tecniche di difesa, e noi ci troveremo quindi a dover pensare rapidamente a come è meglio approcciare uno o più nemici, dato che oltretutto, molto spesso ci troveremo a combattere anche in ambienti potenzialmente letali.

Blasphemous

Come forse avrete già capito, moriremo tanto e quasi sempre malissimo, in un tripudio di gore, smembramenti e bestemmie varie, spesso dovute al dover poi ripartire da un checkpoint (qui, al posto di un falò o una lanterna, troveremo un più consono inginocchiatoio) a volte anche molto distante. Ma ci sta, in fondo nessuno ha mai parlato d Blasphemous come di un’esperienza troppo easy. Peccato che, forse unica pecca evidente in un gioco di per sé quasi ineccepibile, a volte i controlli durante i salti non sono propriamente il massimo della precisione. Per buona parte del gioco non si nota quasi, ma durante alcune fasi molto platform (e molto punitive) andare a schiantarsi per un saltino impreciso, e dover quindi riprendere la zona magari da capo, è sicuramente fonte di frustrazione e blasfemia varia.

Controlli più precisi con i salti, farebbero comodo anche durante le boss fight, comunque sempre divertenti e davvero molto ispirate, con una robusta iniezione di gameplay old school che male non fa mai.


Blasphemous è davvero una piacevolissima conferma alla teoria che i gioconi non debbano essere soltanto dei AAA per forza. Veloce, giocabile, brutale, ispirato e soprattutto dotato di un comparto visivo semplice quanto iconico, Blasphemous, nel suo “piccolo” fa centro praticamente in tutto. Unica pecca, i controlli davvero poco precisi sui salti. Un difetto non eclatante ma che stona davvero in certe parti del gioco e che speriamo venga risolto già dal day one.

L’articolo Blasphemous – Recensione proviene da GameSource.

Nelle ultime ore è stata divulgata da James Interactive la data di uscita ufficiale di The Legend of Bum-bo, prequel di The Binding of Issac di Edmund McMillen.
Inizialmente si pensava che The Legend of Bum-Bo sarebbe uscito entro la fine del 2017, ma mano a mano che il tempo passava si è dilatata la finestra di lancio. Lo sviluppo del gioco, infatti, è stato abbastanza travagliato ed è stato interrotto più volte.

Fortunatamente la fase di sviluppo è quasi conclusa e The Legend of Bum-bo sarà disponibile sul mercato a partire dal 12 novembre 2019.

Legend of Bum-bo uscita

Una particolarità di The Legend of Bum-bo è il sistema di combattimento a turni, che rappresenta una notevole differenza nei confronti di The Binding of Isaac. Quest’ultimo chiaramente rimane il punto di riferimento del prequel che verrà pubblicato a novembre per quanto riguarda stile artistico e gameplay.
The Legend of Bum-bo, che sarà altamente rigiocabile, uscirà, quindi, il 12 novembre su PC, MAC e probabilmente anche su Nintendo Switch.

L’articolo The Legend of Bum-bo ha una data di uscita proviene da GameSource.

Alla fiera tecnologica più importante dell’anno, l’IFA 2019, sono stati annunciati da parte di numerose aziende tantissimi prodotti di pregevole fattura come monitor, TV, PC, dispositivi per la domotica e altro ancora, e sono perfino apparsi i primi leak sul nuovo iPhone 11.

Iphone XI

Sono infatti state avvistate cover protettive proprio per questo nuovo iPhone XI che hanno avvalorato i rumor dei mesi passati: sospetti confermati non appena si é potuto osservare l’effettivo telefono in mano ad uno dei partecipanti alla fiera. Pochissime le informazioni per quanto concerne il nuovo device della casa di Cupertino, ma le poche giunte fin ora riguardano la fotocamera e le differenti versioni esistenti.









iPhone XI sarà disponibile in diverse colorazioni (bianco, oro, nero, oltre alla nuova colorazione apparentemente tendente all’azzurro) e sarà presente nelle varianti 5,8″ a tripla fotocamera, 6,1” a doppia fotocamera e 6,5” nuovamente a tripla fotocamera.

Sul design non vi sono particolare sorprese, l’unica differenza rispetto ai predecessori riguarda la fotocamera, che segue uno stile asimmetrico, a differenza di quanto fatto da Huawei e Samsung.

Iphone XI

Tra pochi giorni ci sarà la presentazione ufficiale del prodotto, nella quale saranno dichiarati le specifiche tecniche, fotocamera, sensori integrati e ovviamente prezzi e disponibilità.

L’articolo IPhone XI – All’IFA di Berlino è realtà proviene da GameSource.

Un bel recap dei trofei di NBA 2K20, dicevate? Eccolo!

NBA 2K20 rappresenta l’ultima iterazione del monumentale franchise Visual Concepts e 2K Games. Lo si può amare sino allo spasmo, lo si può odiare per alcune feature un pochino difficili da mandare giù, ma è obiettivamente una grande saga di basket.

In attesa di leggere la nostra recensione, e anche per dimenticare la delusione di Italia – Spagna (bye bye Mondiali in Cina), siete curiosi di scoprire tutti i trofei del gioco?

Buona lettura e buoni trofei di NBA 2K20 a tutti!

nba 2k20 giocatori


NBA 2K20 trofei bronzo

  • La Nina
    Realizza 10 punti in una partita ne La mia CARRIERA
  • La Pinta
    Realizza 20 punti in una partita ne La mia CARRIERA
  • Su un piatto d’argento
    Realizza 5 assist in una partita ne La mia CARRIERA
  • 10 portate
    Realizza 10 assist in una partita ne La mia CARRIERA
  • Collezionista
    Cattura 10 rimbalzi difensivi in una partita ne La mia CARRIERA
  • Seconde possibilità
    Cattura 3 rimbalzi offensivi in una partita ne La mia CARRIERA
  • Provaci ancora, Fam
    Cattura 5 rimbalzi offensivi in una partita ne La mia CARRIERA
  • Vicolo cieco
    Esegui 3 stoppate in una partita ne La mia CARRIERA
  • Schiacciamosche
    Esegui 5 stoppate in una partita ne La mia CARRIERA
  • Chi lo trova…
    Ottieni 3 palle rubate in una partita ne La mia CARRIERA
  • … se lo tiene
    Ottieni 5 palle rubate in una partita ne La mia CARRIERA
  • Scroccone
    Realizza 5 tiri liberi in una partita ne La mia CARRIERA
  • Cielo a pecorelle…
    Realizza 5 tiri da tre punti in una partita ne La mia CARRIERA
  • … pioggia a catinelle
    Realizza 10 tiri da tre punti in una partita ne La mia CARRIERA
  • Il vero MVP
    Ottieni il premio Migliore in campo ne La mia CARRIERA
  • Una squadra sulle spalle
    Contribuisci alla metà dei punti e degli assist realizzati in una partita ne La mia SQUADRA
  • Due per lo spettacolo
    Registra una doppia-doppia in una partita ne La mia CARRIERA
  • Impeto
    Attiva l’Indicatore Impeto del tuo Il mio GIOCATORE durante una partita ne La mia CARRIERA
  • La mia SQUADRA Atlantic
    Vinci una partita ne La mia SQUADRA con un quintetto titolare di giocatori dell’Atlantic Division
  • La mia SQUADRA Central
    Vinci una partita ne La mia SQUADRA con un quintetto titolare di giocatori della Central Division
  • La mia SQUADRA Southeast
    Vinci una partita ne La mia SQUADRA con un quintetto titolare di giocatori della Southeast Division
  • La mia SQUADRA Northwest
    Vinci una partita ne La mia SQUADRA con un quintetto titolare di giocatori della Northwest Division
  • La mia SQUADRA Pacific
    Vinci una partita ne La mia SQUADRA con un quintetto titolare di giocatori della Pacific Division
  • La mia SQUADRA Southwest
    Vinci una partita ne La mia SQUADRA con un quintetto titolare di giocatori della Southwest Division
  • Il duo dinamico
    Gioca una partita con due giocatori che formano un duo ne La mia SQUADRA
  • Più siamo, meglio è
    Ottieni un giocatore usando i gettoni ne La mia SQUADRA
  • Qualche piccola modifica
    Effettua un aggiustamento difensivo al volo durante una partita
  • Pronti, via!
    Realizza 1 tiro con rilascio verde in una partita
  • Zona verde
    Realizza 5 tiri con rilascio verde in una singola partita
  • Onda verde
    Realizza 10 tiri con rilascio verde in una singola partita
  • Vittoria
    Vinci una partita
  • Fatti sentire
    Vinci una partita con più di 10 punti di vantaggio
  • Lascia il segno
    Vinci una partita con più di 20 punti di vantaggio
  • Punto di svolta
    Registra un vantaggio di 10 punti sul tuo avversario in un singolo quarto
  • Il resto è solo accademia
    Raggiungi un vantaggio di 10 punti entro l’intervallo
  • Alla larga
    Realizza 10 tiri da tre punti in una singola partita qualunque
  • Guadagno netto
    Perdi il possesso di palla 10 volte in meno del tuo avversario
  • Lavoro sporco
    Registra più rimbalzi, stoppate e assist del tuo avversario

NBA 2K20 trofei argento

  • La Santa Maria
    Realizza 50 punti in una partita ne La mia CARRIERA
  • 15 portate
    Realizza 15 assist in una partita ne La mia CARRIERA
  • Accumulatore compulsivo
    Cattura 20 rimbalzi difensivi in una partita ne La mia CARRIERA
  • Vincere facile
    Realizza 10 tiri liberi in una partita ne La mia CARRIERA
  • Canestri a ripetizione
    Realizza 15 tiri da tre punti in una partita ne La mia CARRIERA
  • Uno per scaldarsi
    Registra una tripla-doppia in una partita ne La mia CARRIERA
  • Geologo
    Colleziona una carta giocatore di ogni rarità ne La mia SQUADRA
  • Di gran carriera
    Metti a segno i primi 10 punti in una partita
  • Sono una barzelletta per te? 
    Raggiungi un parziale di 20-0 in una singola partita
  • Amore per tutti
    Concludi una partita in cui i 5 titolari abbiano realizzato un punteggio a due cifre

trofei oro

  • Tre per andare a tutta forza
    Registra una quadrupla-doppia in una partita ne La mia CARRIERA
  • Miglior collezionista di sempre
    Raggiungi il livello collezionista G.O.A.T. ne La mia SQUADRA

NBA 2K20 trofei platino

  • Baracca e burattini
    Ottieni tutti i trofei di NBA 2K20

Buon Divertimento con i trofei di NBA 2K20!

L’articolo NBA 2K20 – Guida ai trofei proviene da GameSource.

NETGEAR, azienda leader nella fornitura di soluzioni di networking, annuncia il debutto di “Merual Canvas II”.

Meural Canvas II è un quadro digitale Wi-Fi, ideato e progettato in tal modo da rendere la propria postazione o abitazione arricchita da fotografie di pregevole fattura. Il nuovo prodotto dell’azienda statunitense è dotato di un display opaco anti-riflesso e garantisce un’esperienza  visiva senza eguali. Gli utenti appassionati di fotografia potranno esporre la propria raccolta di immagini, in quanto Meural Canvas II è un device smart.

Meural Canvas II

Per quanto concerne l’efficienza energetica, la nuova versione di Meural Canvas consuma il 45% in meno rispetto al modello precedente; inoltre vi sono dei sensori posti sulla parte anteriore del dispositivo che regolano al meglio la luminosità del display in base alla quantità di luce presente nelle circostanze. Il display è disponibile in due differenti varianti, una da 27 pollici (19 x 29) ed una seconda da 21 pollici (14 x 21), entrambi di tipo AHVA LCD con risoluzione full HD (1.920 x 1.080 pixel).

Vi sono varie feature interessanti integrate come

  • Il controllo gestuale: attraverso il semplice movimento della propria mano davanti ai due sensori integrati vi è la possibilità di scorrere all’opera o immagine successiva.
  • Il controllo vocale: attraverso l’ausilio di Amazon Alexa è possibile scorrere tra le varie immagini
  • App Meural: l’app dedicata per gestire a 360° Meural Canvas II
  • Desktop: attraverso l’ausilio my.meural.com è possibile gestire completamente  Meural Canvas II

Meural Canvas II

Ogni dispositivo ha ben 42 immagini pre-caricate e nel momento in cui l’utente in questione si iscrive (a pagamento) a Meural Membres  è data la possibilità per il possessore di accedere a più di 30.000 opere d’arte, sia quelle più note, come “L’ultima cena” di Leonardo Da Vinci, sia quelle di artisti emergenti.

Meural Canvas II è dotato di una porta USB e uno slot per schede SD, in tal modo che l’utente abbia sempre la possibilità di visualizzare in ogni momento i suoi scatti effettuati.

Meural Canvas II

La versione 27″ con cornice legno chiaro o scuro è disponibile al prezzo di 899 euro, la medesima versione con cornice bianca o nera è presente al prezzo di 849 euro. La versione da 21 pollici con cornice legno chiaro o scuro è disponibile al prezzo di 699 euro, mentre la medesima versione con cornice bianca o nera è presente al prezzo di 649 euro. Il perno snodabile è venduto singolarmente al prezzo di 49 euro.

L’articolo Meural Canvas II: anteprima – IFA 2019 proviene da GameSource.

Hideo Kojima, autore di Death Stranding, recentemente è stato intervistato dal Financial Times e ha parlato brevemente di cosa pensa del suo gioco. Kojima ha dichiarato di non riuscire ancora a comprendere con chiarezza il suo stesso titolo, ma è certo di una cosa: il punto focale del gioco sarà la connessione e non la distruzione.
La visione del mondo, così come le dinamiche del gameplay, è completamente inedita e tutto ciò contribuirà a creare un vero e proprio nuovo genere videoludico.

Quanto sappiamo di Death Stranding, inoltre, è dovuto ad alcuni trailer che hanno stupito e lasciato dubbioso il pubblico grazie a situazioni a dir poco surreali. Molti potrebbero pensare che questo particolare del surrealismo contribuisca a rendere Death Stranding arte, ma Kojima propone una visione differente che può aiutarci a capire cosa pensa del suo lavoro.

Kojima Death Stranding
Il popolare autore giapponese crede, infatti, che i videogiochi altro non siano se non la massima forma di artigianato. L’8 novembre, quindi, i possessori di PlayStation 4 potranno mettere le mani sull’opera di Kojima e svelare così ogni dubbio riguardante la natura artistica o artigianale del titolo.

 

L’articolo Kojima non riesce ancora a comprendere Death Stranding proviene da GameSource.

Il 1997 rappresentò un’annata eccezionale per i JRPG: in Giappone furono pubblicati Final Fantasy VII e Grandia, due titoli che non hanno bisogno di presentazioni e che si guadagnarono immediatamente un posto nell’Olimpo dei JRPG, destinati a rimanerci in eterno. Fra le date di uscita dei due titoli si colloca pure quella di Breath of Fire III (11 settembre, ventidue anni fa), terza incarnazione della saga di Capcom incentrata sui draghi. I tre giochi sopracitati condividono l’adozione delle tre dimensioni, la grande rivoluzione dell’epoca 32 bit, a differenza di Wild Arms, uscito l’anno precedente, il quale presentava ancora una commistione di 2D nelle fasi esplorative e 3D durante i combattimenti.

In occasione del ventiduesimo anniversario del gioco, riscopriamolo assieme.

Breath of Fire III

Gli ambienti, per la prima volta nella saga, sono tridimensionali (e risentono dell’aliasing, a dire il vero), mentre la visuale è una classica isometrica dall’alto e può essere ruotata di circa 45°, caratteristica importante dal momento che alcuni forzieri vengono nascosti dall’inquadratura standard, non sempre ottimale. I personaggi e i nemici (che, come in tutti i JRPG, vengono talvolta “riciclati”) sono realizzati tramite sprite e, tutto sommato, sono ben animati. Stilisticamente, ci troviamo davanti a una classica ambientazione fantasy giapponese, in cui passato e futuro si trovano a convivere sotto forma di tecnologie arcane vagamente steampunk.

Molto più interessante il sonoro, anzi, la colonna sonora, che spesso è stata ritenuta non troppo adatta a un JRPG, a causa delle sue ispirazioni Jazz/Lounge, com’è evidentissimo, ad esempio, nel theme della World Map: molti ritengono l’OST incapace di trasmettere l’epicità che dovrebbe scaturire da un JRPG e probabilmente hanno anche ragione; d’altro canto, fa piacere, di tanto in tanto, ascoltare qualcosa di inusitato, tenendo comunque conto del fatto che il lavoro è di buona qualità. Per la prima volta nella serie, inoltre, è presente il doppiaggio, anche se le voci sono presenti solo durante le battaglie, quando un personaggio viene sconfitto o infligge un danno considerevole.

Breath of Fire III

Per quanti non conoscessero la saga, vale la pena di illustrarne gli elementi ricorrenti. Tutti i Breath of Fire – anche se il quinto esce un po’ dagli schemi – sono classici JRPG turn-based, e tutti sono caratterizzati da temi e personaggi ricorrenti: il protagonista, dotato di chioma blu, si chiama sempre Ryu e appartiene alla stirpe dei draghi, particolarità che si ripercuote sul gameplay; al suo fianco c’è sempre un personaggio femminile di nome Nina, che talvolta ha una relazione sentimentale con Ryu (non in questo caso). La trama prevede sempre l’incontro/scontro con divinità, quindi la presenza di temi religiosi e vagamente filosofici.

Le vicende di Breath of Fire III seguono questo canovaccio, risultando non particolarmente originali, ma abbastanza appassionanti, soprattutto nel finale, mentre ci sono alcuni punti morti e fillerosi durante l’avventura, divisa in due parti: nella prima Ryu, sempre e comunque muto, è un marmocchio piagnucoloso che scopre pian piano i suoi poteri, mentre nella seconda è un giovane drago, consapevole della sua natura, che vuole indagare sull’eliminazione dei suoi simili, ordinata dalla Dea ai Guardiani. La fase più noiosa è l’infanzia di Ryu, che costituisce un prologo piuttosto esteso.

Il cast si compone di sei personaggi principali: oltre a Ryu e Nina, ce ne sono altri quattro che non nominiamo per evitare eventuali spoiler; questi sono comunque abbastanza caratterizzati (a eccezione di uno, che per molto tempo vi sembrerà inutile), sia da un punto di vista narrativo, sia all’interno del party durante le battaglie.

Breath of Fire III

In Breath of Fire III, come già accennato, gli scontri si svolgono a turni: il giocatore decide all’inizio le mosse di tutti i componenti del party, poi nemici e alleati attaccano nell’ordine decretato dai parametri di Agilità; se i propri personaggi sono molto più veloci degli avversari, possono beneficiare di un turno extra al termine di quello regolare. Il sistema, molto classico, ormai vecchio, è impreziosito dalla trasformazione in Dragone: spendendo un turno e un congruo quantitativo di AP (usati anche per le magie), Ryu può mutare forma, vedendo incrementati di molto i suoi poteri. La trasformazione si effettua combinando fra loro i Dragon Gene, ciascuno dei quali dà una caratteristica particolare (per esempio, elemento fuoco o ghiaccio, aumento delle capacità offensive o difensive); se ne possono utilizzare da uno a tre contemporaneamente, quindi, tenendo conto che sono una ventina in totale, le combinazioni sono 987 (numero uscito direttamente da Capcom, che non ho verificato di persona, NdR).

Quest’aspetto è la vera peculiarità di Breath of Fire III, ma ha il suo rovescio, dal momento che può portare all’abuso (specialmente contro i boss) rendendo gli scontri ripetitivi; è anche vero, tuttavia, che spesso è necessario riflettere per combinare a dovere i Dragon Gene e che anche la gestione degli altri personaggi è determinante. Parlando di questi, ognuno ha delle caratteristiche precise: c’è il mago, dotato di molti AP e pochi HP, il guerriero, che è esattamente l’opposto, il ladro, agile ma non resistentissimo… insomma, grossomodo i tipici job. Purtroppo alcuni lottatori appaiono più forti di altri, o meglio, più adatti a supportare il protagonista (che non può mai essere rimosso dal party), quindi, soprattutto nelle battute conclusive, vi troverete a servirvi sempre dello stesso terzetto e, soprattutto, sempre della stessa tattica, per battere i mostri più ostici, anche se il gioco non è difficile una volta padroneggiati gli aspetti tattici basilari, come la metamorfosi. Per contro, ogni volta che un personaggio cade in battaglia, i suoi HP massimi scenderanno, fino al ritorno a una locanda, e, se si perde contro un boss, non c’è modo la volta successiva di skippare eventuali scene e dialoghi.

Breath of Fire III

L’esplorazione dei dungeon vi obbligherà a tenere alcuni personaggi nel party, siccome ciascuno di essi ha un’abilità particolare indispensabile per risolvere alcuni puzzle elementari, che possono però risultare tedianti a causa degli incontri casuali frequenti che spezzano l’esplorazione. Anche alcuni momenti della trama richiedono la presenza di determinati comprimari, scelta di game design piuttosto fastidiosa, dal momento che non si può cambiare squadra dal menù principale, bensì bisogna trovare un libro di salvataggio e di conseguenza, male che vada, tornare alla World Map.

A proposito di World Map, quella di Breath of Fire III è abbastanza particolare: in vecchio stile 2D, non presenta incontri casuali, però ci sono delle aree, contrassegnate da un punto esclamativo o da un punto di domanda ,a cui si può accedere premendo X: le prime sono semplici schermate in cui ci sono nemici casuali e un tesoro di scarso valore (come una pozione), mentre le seconde nascondono segreti, ad esempio Dragon Genes o Maestri. I Master sono una delle trovate più fresche del gameplay, insieme alla gestione delle abilità più in generale. Esse possono essere acquisite in tre modi diversi: salendo di livello (ogni personaggio ha le sue); imparandole dai nemici(alla maniera del Mago Blu di Final Fantasy) col comando Examine; apprendendole dai Master. A ciascun personaggio si può assegnare un maestro, il quale, dopo un certo numero di Level Up, gli dona alcune abilità. Alcuni Master modificano anche i parametri, quindi vanno scelti con attenzione. L’unica pecca è costituita dal fatto che (senza una guida, cartacea o virtuale che sia) non è possibile sapere quanti livelli saranno necessari per acquisire tutte le tecniche di un maestro, quindi sarete obbligati a tornare spesso nei posti in cui si trovano i vostri mentori.

Inoltre, le Skill che non si apprendono salendo di livello, possono essere scambiate fra i vari personaggi utilizzando un oggetto (Skill Ink) nei punti di salvataggio. Attenzione a non abusare di questa possibilità, dal momento che non si trova molto Skill Ink in giro.

Breath of Fire III

Se salvare il mondo vi venisse a noia, ci sono anche altre cose da fare in Breath of Fire III: una in particolare è la pesca (Ryu, d’altronde, in tutti gli episodi, è un Sanpei in erba), in cui bisogna scegliere canna ed esca adeguati e poi dedicarsi alla cattura del pesce tramite minigioco. Per accedere a questo utile (ma non indispensabile, se non in un punto nella trama) passatempo bisogna recarsi in uno dei numerosi Fishing Spot presenti sulla World Map. Un’altra attività piuttosto proficua è occuparsi del villaggio delle Fate, una sorta di piccolo gestionale in cui bisogna assegnare diversi job agli abitanti del villaggio perché questo sopravviva e poi prosperi.

Ma se questi palliativi non vi interessano e, una volta terminato il gioco, volete una vera sfida, potrete andare in cerca dei due mostri più forti di Breath of Fire III, che sono in realtà semplici incontri casuali. Oppure potete anche accontentarvi delle 40 ore che offre l’avventura principale, vedervi entrambe i finali (basta duplicare il salvataggio prima del boss finale) e poi passare a qualche altro JRPG.

Breath of Fire III


Breath of Fire III è un buon titolo, ma non raggiunge l’eccellenza e il coinvolgimento di giochi come Final Fantasy VII e Grandia. A ogni modo, è un acquisto consigliabile, magari approfittando della riedizione su PSP.

L’articolo Back in Time – Breath of Fire III proviene da GameSource.

Il fatto che Death Stranding, nuova opera del famigerato Hideo Kojima, sarebbe stato presente al Tokyo Game Show 2019 non è certo un mistero. Nel corso delle ultime ore Kojima Production ha comunicato, tramite il suo account Twitter, nuove informazioni riguardanti la partecipazione del gioco.

Kojima Production ha intenzione di mostrare Death Stranding in ben tre appuntamenti diversi che si terranno del corso del Tokyo Game Show. I primi due appuntamenti saranno incentrati sul gameplay e si tratterà, quindi, di più di 80 minuti di contenuti. Chiaramente, Hideo Kojima sarà presente ad ognuna delle tre presentazioni dove sicuramente il pubblico potrà venire a conoscenza di nuovi ed interessanti dettagli.

Death Stranding gameplay

Gli appuntamenti si svolgeranno nel seguente ordine tra il 9 e 15 settembre:

  • Day 1, Gameplay Session Vol.1 dalle 15:40 alle 16:50
  • Day 2,  Gameplay Session Vol.2 dalle 16:00 alle 16:50
  • Day 3, Gameplay Session Vol.3 dalle 16:00 alle 16:50

Gli orari degli eventi sono quelli giapponesi e in caso fosse possibile seguirli occorrerà tenerne conto.

L’articolo Death Stranding: 80 minuti di gameplay al Tokyo Game Show proviene da GameSource.

Koei Tecmo, qualche ora fa, ha annunciato che pubblicherà un RPG brandizzato Fairy Tail, fortunato manga dell’autore Hiro Mashima. Il titolo arriverà su PlayStation 4, Nintendo Switch e PC. Fairy Tail uscirà nel 2020 e Gust si sta già occupando dello sviluppo.

Fairy Tail RPG

Koei Tecmo ha introdotto il titolo come un mix di “Magia, Gilde e RPG” . Fairy Tail sarà inoltre presente al Tokyo Game Show 2019 e farà parte dello stage di Koei Tecmo del 15 settembre. All’evento saranno presenti Hisashi Koinuma, General Producer di Fairy Tail, e Keisuke Kikuchi, altro produttore del titolo, insieme a Sayaka Ohara, doppiatrice di Elsa. Il fatto che Gust si stia occupando dello sviluppo, invece di Omega Force, non vuol dire necessariamente che la cosa si concretizzi in un musou, sospetto che può nascere visto che Hisashi Koinuma è stato il produttore di molti musou su licenza come Hyrule Warriors. D’altro canto, infatti Keisuke Kikuchi è stato il produttore di Nights of Azure e Blue Reflection, due RPG action. Molto più probabile che Fairy Tail abbia una struttura di gameplay simile a quella di Nights of Azure, piuttosto che un musou.
Nell’attesa vi lasciamo al trailer di annuncio!

L’articolo Koei Tecmo annuncia un RPG dedicato a Fairy Tail! proviene da GameSource.

Flag Counter