Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Dopo un lungo periodo di silenzio Quantum Error è tornato a mostrarsi. Gli sviluppatori hanno mostrato un teaser per mostrare il nuovo motore del gioco, passato dall’Unreal Engine 4 all’Unreal Engine 5. Idle Sloth tramite il profilo Twitter ha anche condiviso un breve teaser in tempo reale di Quantum Error, mostrando al pubblico il nuovo motore del titolo e la conferma che lo sviluppo procede bene.

Quantum ErrorDopo un’ultima e criticata apparizione a marzo 2021, gli sviluppatori hanno pensato di apportare diverse novità tra le quali un nuovo motore. Quantum Error è in sviluppo per PlayStation 5, Xbox Series S, Xbox Series X e racconta la storia del Capitano Jacob Thomas, che fa parte della Garboa Fire Dept di San Francisco. Il capitano Jacob sarà mandato sulla struttura spaziale Monad Quantum Research, attaccata da un’entità che la sta lentamente distruggendo con lo scopo di far luce su quanto sta accadendo. In attesa di scoprire la data di uscita restate sulle nostre pagine per ulteriori informazioni.

L’articolo Quantum Error torna a mostrarsi proviene da GameSource.

F.I.S.T. Forged In Shadow Torch fece la sua prima comparsa in un trailer di presentazione ai The Game Awards dell’anno scorso, l’evento creato e condotto da Jeff Keighley. La prima cosa a colpire molti, noi compresi (forse c’è ancora una live a riguardo sul nostro canale Twitch), è sicuramente stata la sua estetica dieselpunk unita ad un mondo abitato da animali antropomorfi.

Secondo ma non indifferente punto d’interesse è stato sicuramente quel buffo braccio meccanico montato sulle spalle del coniglio protagonista, complice di momenti action piacevolmente intervallati a sezioni di platforming, pur in un contesto di scorrimento 2D.

F.I.S.T. Forged In Shadow Torch

Beh, il tempo è giunto (e giusto) per provare con mano F.I.S.T. Forged In Shadow Torch, quindi allacciatevi lo zaino ben saldo sulle spalle, controllate che il braccio meccanico sia ben oliato, e partiamo per questa recensione un po’… ottovolantesca. Come sempre, diamo una rapida occhiata al team dietro il videogioco: F.I.S.T. Forged In Shadow Torch è il primo titolo di TiGames, uno dei team del programma PlayStation cinese che finanzia titoli indie, ed è pubblicato da BiliBili.

Il fatto che questo sia il primo titolo di un team lo terremo assolutamente in considerazione nel valutare alcuni aspetti del gioco, come è giusto che sia, senza però che questo diventi automatica pezza dei suoi eventuali scivoloni.

F.I.S.T. Forged In Shadow Torch

In F.I.S.T. Forged In Shadow Torch il nostro alter-ego digitale è Rayton, un coniglio antropomorfo , ex-combattente di una guerra che ha visto la città di Torch City, setting del gioco, affrontare sin fino alle ultime energie le forze degli invasori robotici della Legion, battaglia che però decenni prima si concluse con una disfatta. Torch City è infatti ora sotto il controllo militare della Legion, la cui ombra opprimente oscura fin troppo bene i veri motivi dietro la loro presenza in città, che scopriremo un po’ alla volta complice la presenza di un volto fin troppo noto a Rayton fra le file nemiche: il suo vecchio compagno d’armi Cicero.

Se siete catturati da questa intro, come lo era inizialmente chi vi sta scrivendo, vi capiamo, e rimarrete delusi quanto noi dallo scoprire che di questo interessante incipit narrativo F.I.S.T. Forged In Shadow Torch non fa moltissimo: avvicinandosi alle battute finali, per quanto avessimo ben chiari i suoi protagonisti, non ci erano molto chiare le situazioni nelle quali ci trovavamo, sempre più convinti che F.I.S.T. volesse dare molto di più dal punto di vista del gameplay che sul suo versante narrativo. Veniamo quindi al gameplay, che dite?

F.I.S.T. Forged In Shadow Torch

F.I.S.T. Forged In Shadow Torch è un metroidvania e non lo nasconde in nessun modo: sin dall’inizio della nostra esplorazione la mappa si rivelerà estremamente complessa e interconnessa, con una percentuale di “completamento zona” ben visibile. Il lavoro in questo contesto è molto buono e le diverse zone che andremo a esplorare restituiscono un buon feel di mondo “concatenato”.Se durante la prima esplorazione, spinti dagli obbiettivi narrativi principali, ne scopriremo una parte, sta al backtracking, pilastro dell’esperienza metroidvania, lo svelarne i suoi segreti.

Un appunto che però ci teniamo a condividere è la noia o il fastidio che qualche volta il ri-esplorare una zona ci ha portato a provare, complice un sistema di checkpoint curativi che però non sono sinonimo di viaggio veloce, qui relegato a pochi punti sparsi in forma di metropolitana o “sistema di tubi idraulici”. La ricerca del completismo in titoli come questo è quasi un ça va sans dire, e porsi verso di essa in modo così volutamente ostile è inaspettato, al limite dell’ “ingiusto”.

F.I.S.T. Forged In Shadow Torch

F.I.S.T. Forged In Shadow Torch, l’abbiamo detto, è un metroid-vania, quindi non possiamo non parlare della sua componente action particolarmente essenziale: Rayton è infatti provveduto di 3 diverse “armi”, di cui il braccio costituisce solo un esempio; insieme ad una sorta di trivella e una frusta elettrica, il repertorio di mosse del coniglio è davvero ampissimo, con attacchi a terra, colpi a mezz’aria e anche devastanti “finisher” che possono mettere in difficoltà anche il boss più coriaceo.

Ogni nemico va affrontato con una precisa conoscenza del suo moveset e dei suoi frame di attacco, caratteristiche che dovremo sfruttare per scalfire, colpo dopo colpo, la sua salute; per i boss il discorso rimane pressoché identico, ma si nota una qualche accelerata troppo brusca nella curva di difficoltà, che il gioco rende unica e non regolabile.

F.I.S.T. Forged In Shadow Torch

Questa impennata nella durezza del gioco si percepisce anche in ciò che F.I.S.T. Forged In Shadow Torch chiede al giocatore, scontro dopo scontro, ossia una conoscenza millimetrica delle mosse che Rayton è in grado di eseguire: non c’è spazio per il bieco button-mashing, e questo ci piace, ma a volte le pretese sono davvero eccessive, soprattutto quando dobbiamo affrontare quel boss per la diciottesima volta (non sono numeri a caso) facendo tutta la strada dal checkpoint a lui, di nuovo, e di nuovo, e di nuovo.

Esiste una zona, in particolare, che ci portato molto vicini al rage quit, una zona di antiche rovine che ha una delle concentrazioni di puzzle ambientali più alte del gioco, puzzle che non permettono il minimo secondo o frame di errore, cosa che un titolo dovrebbe considerare a livello di comandi e input lag.

F.I.S.T. Forged In Shadow Torch

Ecco, F.I.S.T. Forged In Shadow Torch non è troppo affidabile nella sua gestione degli input di gioco, tanto che più e più volte abbiamo la convinzione di aver effettuato quel colpo o quel cambio arma, ma il gioco semplicemente non l’ha “ricevuto”; se un salto si può sicuramente rifare, il discorso cambia all’ennessima morte per causa di un colpo a chiusura di combo che avrebbe fatto la definitiva differenza fra la sconfitta e la creazione di uno spazio di manovra per recuperare un po’ di energia usando uno dei succhi di carota.

Quando inizialmente vi citavamo il roller-coaster, intendevamo proprio questo: ci sono ottimi spunti interessanti e una realizzazione per lo più all’altezza di titoli ben più blasonati, però non mancano scivoloni che, in un altro contesto, ci avrebbero portato ad un sonoro e doloroso rage quit, pur nel contesto di un’avventura che si colloca su una durata di 20 ore circa.

F.I.S.T. Forged In Shadow Torch

Il comparto sonoro, che non abbiamo voluto citare prima, rimane adeguato al contesto, senza particolari guizzi di originalità o genialità; graficamente tutto è molto next-gen, con un frame rate stabile a 60fps e una risoluzione piacevolmente 4K.

Nei suoi momenti più urbani, F.I.S.T. Forged In Shadow Torch ci regala una città della quale possiamo un po’ intuire passato e presente, anche attraverso comprimari caratterizzati esteticamente bene, ma più vanilla dal punto di vista della personalità, tolti un paio di casi; al di fuori delle mura delle città, tutto rimane godibile ma sa di già visto, fra miniere abbandonate (o quasi) e complessi industriali che fanno respirare molto Final Fantasy VII.


F.I.S.T. Forged In Shadow Torch è un buon primo outing per il team di TiGames, del quale seguiremo il percorso futuro; il titolo mira abbastanza in alto, ma non sempre riesce a sostenere le pretese del genere e le premesse narrative e meccaniche che lui stesso impone inizialmente. La curva di difficoltà è sicuramente da aggiustare, in funzione non solo di una più piacevole parentesi di backtracking, ma anche in nome di un avanzamento in campo accessibilità; il combat system è talmente complesso da poter tranquillamente essere equiparato ad un picchiaduro, ma non sempre la responsività dei comandi può permettersi una manovrabilità così capillare. Nuovamente, F.I.S.T. Forged In Shadow Torch è di sicura qualità, manca solo qualche piccolo accorgimento che lo poteva (e potrà) rendere più che un buon esercizio di stile.

L’articolo F.I.S.T. Forged In Shadow Torch – Recensione proviene da GameSource.

Nella serie dedicata al basket di 2K è ormai sempre presente questa meccanica dei Codici Spogliatoio: dei codici con cui riscattare bonus e ricompense gratis nella modalità MyTeam. Di seguito troverete una guida con tutti i codici aggiornati e come riscattarli.

2K22 codici spogliatoio

Riscattare i codici spogliatoio di NBA 2K22

Una volta entrato nella modalità MyTeam, puoi riscattare i Codici Spogliato di NBA 2K22 navigando dalla Home nel menu Community Hub e selezionando l’opzione Codici Spogliatoio. Consulta la lista in basso per inserire il codice e una volta finito avrai la tua ricompensa.

NBA 2K22 codici spogliatoio

Lista codici spogliatoio


  • 2KDAY-IN-MYTEAM
    Scadenza: 17 Settembre 2021

Una ricompensa a scelta tra:

    • +4 Schiacciata Diamante
    • Scarpa Diamante
    • LeBron James Free Agent
    • Zach Levine Free Agent

  • WELCOME-TO-MYTEAM-CALL-TO-BALL
    Scadenza: 17 Settembre 2021

Una ricompensa tra:

    • Colossal Pack Deluxe
    • 5 Boost Scarpe Oro
    • 5 Scarpe Oro
    • Ticket per il Draft

  • HAPPY-NEXTGEN-2KDAY-22
    Scadenza: 14 settembre 2021

Una ricompensa tra:

    • 3 Banner
    • 2XP Coin per 30 Minuti
    • New Player Indicator
    • New Green Animation

NBA 2K22 codici spogliatoio


Questa era la lista aggiornata dei Codici Spogliatoio presenti in NBA 2K22, speriamo possa esservi stata utile per ottenere delle fantastiche ricompense per il vostro club nella modalità MyTeam.

L’articolo NBA 2K22: lista Codici Spogliatoio completa proviene da GameSource.

Il nuovo corso di God of War inaugurato con il riuscitissimo titolo del 2018, a quanto pare, non sarà una trilogia. Questo è quanto emerso da un’intervista post PlayStation Showcase al director di God of War: Ragnarok Eric Williams.

God of War Ragnarok

Interrogato sul ruolo che avrà il Ragnarok all’interno della storia del nuovo gioco, Williams ha risposto:

Non si può chiamare il gioco God of War: Ragnarok e non avere il Ragnarok. Succederà e con esso chiuderemo il filone norreno

Chiudere un reboot tanto riuscito e di successo dopo soli due giochi è certamente una scelta coraggiosa, nonostante questo però non è detto che la saga si concluderà definitivamente qui.

Dopo essere passato dall’antica Grecia alla cultura norrena, Kratos potrebbe decidere di farsi un viaggetto presso qualche altra grande civiltà dell’epoca classica: l’Egitto ad esempio.

Fossimo in Osiride, Ra, Seth e Anubi, non dormiremmo sonni tranquilli.

L’articolo God of War: Ragnarok concluderà il filone norreno proviene da GameSource.

La recente uscita di Hades su nuove piattaforme ha risvegliato la nostra voglia di Grecia classica, ma, visto che in passato abbiamo già parlato di molti vecchi God of War, oggi parleremo di qualcos’altro.

Perseo, figlio di Zeus e di Danae, è uno degli eroi più famosi della mitologia greca, ma non ci risulta che gli fossero stati dedicati videogiochi fino ad ora (ma c’è in God of War II, e ovviamente non fa una bella fine -NdR). Fino ad ora, appunto, perché Funk of Titans ci racconta proprio le gesta dell’eroe greco, anzi, afroamericano! Eh, sì, gli spagnoli di A crowd of Monsters hanno realizzato un bizzarro melting pot

Il nostro Perseo-afro, figlio di uno Zeus che assomiglia notevolmente a Morpheus (di The Matrix), è il paladino del genere funk, e la sua missione è sconfiggere i Titani, ciascuno ascrivibile a un diverso genere musicale.

Occasione sprecata

Queste premesse avrebbero potuto portare a un gioco delirante ed esilarante, ricolmo di citazionismi e parodie. E invece… e invece niente di tutto ciò, purtroppo. La musica non si ritaglia alcuno spazio nel gameplay, e tutto sommato nemmeno nella direzione artistica. I mondi a tema Pop, Rap e Rock hanno ben poco dei loro generi di appartenenza: solo i boss vanno a parodiare i vari Pitbull e Lady Gaga. Persino la storia è raccontata male, anzi, è sostanzialmente inesistente, siccome i dialoghi ridotti all’osso consistono o in consigli o in qualche battutina, dispensata da Zeus, da Aretha (Franklin, ovviamente) e da un Eracle ciccione e brufoloso.

Graficamente, Funk of Titans non si presenta malissimo: lo stile cartoon “ci sta” e la palette cromatica è gradevole, così come i vari effetti. A ciò fa da contraltare una fluidità non proprio eccezionale, qualche glitch, e una direzione artistica generica, che contiene qualche richiamo all’antica Grecia (sì, insomma, qualche anfora, qualche elmo…), ma non ai vari generi musicali.

funk of titans

Ancor più deludente il sonoro, che presenta poche tracce (sette, se abbiamo contato bene -NdR), nessuna delle quali vi rimarrà impressa dopo aver spento la console; non un lavoro inascoltabile, ma comunque non all’altezza di un gioco che dovrebbe avere la musica fra i suoi temi portanti. Il doppiaggio è assente.

Quasi come un endless runner…

Funk of Titans prende spunto da un genere in voga fra i titoli mobile, quello degli endless runner. Per chi non lo sapesse, si tratta di un sottogenere del platform in cui il personaggio corre automaticamente in livelli generati proceduralmente, quindi infiniti. Ecco, Funk of Titans presenta la prima caratteristica, ma non la seconda, visto che ciascun livello (della durata di un paio di minuti, o anche meno) è stato disegnato dagli sviluppatori.

Pad alla mano, il gioco è molto semplice: con A si salta, con X si usa l’arma (versione Xbox One), che serve per abbattere nemici, tirare leve e distruggere porte e altri oggetti. Tutto qua, a meno che non vogliate far pronunciare qualche verso o frasetta al vostro afro-Perseo. Anche la difficoltà è tarata verso il basso: la velocità di crociera non è elevata, i percorsi non sono tortuosi e, se anche lo fossero, la strada viene indicata dai vinili dorati sparsi per i livelli. Il level design è avaro di sorprese, ma presenta qualche bivio o passaggio più complesso, sapendo intrattenere per il poco tempo che serve a finire il gioco. Ovviamente si sarebbe potuto fare molto di più.

funk of titans

Il completamento di ogni livello dipende da tre parametri: salute, vinili, testa di Pegaso. Perseo non muore al primo colpo ricevuto, che semplicemente lo riduce in mutande (avete presente Ghosts ‘n Goblins, no? -NdR); per ottenere il “punto” salute di uno schema bisogna completarlo senza essere colpiti. Per ottenere quello vinili, invece, bisogna raccogliere tutti i cento dischi sparsi per il livello. Infine, per il punto Pegaso, bisogna trovare la testa di Pegaso, che poi attiva la relativa sfida di cui parleremo tra pochissimo.

Per variare un po’, A crowd of Monsters ha aggiunto altri due tipi di sfida, cioè le boss battle e le sfide Pegaso. Le prime sono in tutto sei (tre boss di fine mondo più tre mirmidoni), si dividono in tre round e sono terribilmente noiose, consistendo in banalissimi quick time event, privi peraltro di una componente rhythm. Le sfide Pegaso, invece, sono tutte uguali: si tratta di percorrere uno (stesso) livello a bordo di una motoretta volante raccogliendo vinili extra (che fungono da valuta nel gioco), secondo un sistema che ricorda il famoso Flappy Bird. Alla lunga stanca pure questo.

… ben poco endless

Il maggior difetto di Funk of Titans è la sua pochezza, in tutti gli ambiti. Abbiamo già parlato dei limiti di storia, grafica, sonoro e gameplay, ma la più grande debolezza risiede nella longevità.

funk of titans

Nonostante il numero di livelli sia abbastanza elevato (sono ben quarantacinque, quindici per mondo), per vedere i titoli di coda vi basteranno un paio d’ore, siccome gli schemi sono molto brevi e la difficoltà è inesistente. Per allungare un po’ il brodo, gli sviluppatori hanno aggiunto un sistema di crescita del personaggio, che però non è un vero sistema di crescita. Per salire di livello è necessario superare tre sfide banali (chiamate “missioni eroiche di Zeus”), del tipo uccidere venti nemici o raccogliere 500 vinili; il level up, tuttavia, dà solo qualche vinile bonus, senza influire in alcun modo sul personaggio. L’unico dato significativo è lo sbloccaggio di alcuni equipaggiamenti allo shop: si tratta o di armi o di caschi. Purtroppo questi oggetti non aggiungono mosse o abilità di nessun tipo; al massimo servono per superare altre missioni eroiche (esempio: “completa un livello con il casco Funk Trooper”) o per aprire alcune porte che conducono alle teste di Pegaso. Almeno sono extra simpatici, che spesso rendono omaggio a film o videogiochi, come Star Wars e Final Fantasy VII.

Insomma, non ci sono grandi stimoli per continuare a giocare dopo i titoli di coda, se non per i cacciatori di Obiettivi, che troveranno un “1000” facilissimo, che li impegnerà per un massimo di cinque ore. Certo, verso la quarta ora potrebbero cominciare già ad annoiarsi…

funk of titans


Funk of Titans è un passatempo anche simpatico, ma che non vale nemmeno la metà del suo prezzo di lancio, soprattutto in considerazione del fatto che vi impegnerà per sole tre ore circa. Si tratta senz’altro di un’occasione sprecata, visto che i presupposti per un giochino interessante c’erano tutti.

L’articolo Back in Time – Funk of Titans proviene da GameSource.

Era il 1994 quando la francese Adeline Software International esordì sul mercato con Little Big Adventure: action adventure creato sotto la direzione di Frédérick Raynal, autore del più celebre Alone in the Dark.

little big adventure lba

Il titolo ottenne un discreto successo e si distinse grazie all’atmosfera mista fra il giocattoloso ed il fatato, una magistrale colonna sonora, animazioni fluide e pulite, oltre ad essere uno dei primi giochi della storia ad essere doppiato.

Nel 1997 uscì il sequel Little Big Adventure 2 che ottenne un successo maggiore del primo capitolo. Nonostante questo, a causa di alcune difficoltà finanziarie, Adeline Software International chiuse i battenti nel 2004 e la saga non ottenne mai un terzo gioco.

little big adventure lba

Nel frattempo, i due titoli sono approdati su Steam ed il primo capitolo arrivò su dispositivi mobile del 2015 con uno scadente porting curato da DotEmu.

Ebbene, dopo 24 anni dall’uscita di LBA2 ed in maniera completamente inattesa, è stato annunciato su Twitter un nuovo Little Big Adventure sviluppato dallo studio indipendente 2.21, fondato apposta per l’occasione.

Nonostante dal post non sia specificato se si tratterà del terzo capitolo o di un reboot della serie, un annuncio di lavoro sulla pagina LinkedIn del neonato studio sembra fugare ogni dubbio titolando: “Game Director – Little Big Adventure 3”.

Quello che per ora è certo è che i due creatori della serie, Frédérick Raynal e Didier Chanfray, daranno il loro supporto al progetto.

Lo sviluppo del gioco non è ancora iniziato, quindi ci sarà da attendere ancora parecchio, niente a cui gli ormai sparuti e (finora) disillusi fan di LBA non siano abituati.

Una piccola grande perla degli anni 90 si prepara a tornare.

L’articolo Little Big Adventure: nuovo gioco in arrivo proviene da GameSource.

Dopo il reveal al PlayStation Showcase, tramite un post su Twitter, Insomniac Games conferma che Marvel’s Spider Man 2 e Marvel’s Wolverine non saranno titoli cross-gen. La conferma arriva direttamente dallo sviluppatore il quale condivide con tutta la community la notizia che i loro due titoli in sviluppo, sono esclusive assolute PlayStation 5.

Al momento sappiamo che Marvel’s Spider Man 2 è in uscita nel corso del 2023 mentre non è chiaro quando sarà rilasciato Marvel’s Wolverine. Insomniac Games conferma che Marvel’s Spider Man 2 è il proseguo dell’avventura di Peter e Miles Morales; il sequel permetterà al giocatore di vivere una fantastica avventura single player incentrata sui due giovani supereroi.

Marvel's Spider Man 2Al momento non è chiaro quali saranno i villain che appariranno nella storia di Marvel’s Spider Man 2, l’unica conferma è la presenza di Venom, doppiato da Tony Todd. In attesa di scoprire le date ufficiali, vi invitiamo a restare sulle nostre pagine per ulteriori aggiornamenti.

L’articolo Marvel’s Spider Man 2,sarà esclusiva PlayStation 5 proviene da GameSource.

Rockstar Games ha pubblicato nel corso del PlayStation Showcase un nuovo trailer dedicato alla versione next-gen di Grand Theft Auto V. Il trailer annuncia però anche il posticipo del titolo di qualche mese.

Dopo una serie di immagini legate alla componente single-player del quinto capitolo della serie di Rockstar Games, è stato annunciato che Grand Theft Auto V uscirà su PlayStation 5, Xbox Series X e Xbox Series S nel mese di Marzo 2022. Il posticipo sembra essere motivato per permettere al team di curare gli ultimi aspetti di questa versione migliorata ed espansa di Grand Theft Auto V che promette di offrire ai giocatori una grafica migliorata, nuovi contenuti esclusivi e molto altro. 

Grand Theft Auto V

Nel frattempo, gli utenti abbonati al servizio PlayStation Plus possono continuare a ricevere 1.000.000$ su GTA Online per ogni mese fino all’uscita della versione next-gen, garantendo così ai giocatori di guadagnare del denaro da poter conservare o spendere in vista dei nuovi contenuti in arrivo su Grand Theft Auto Online.

L’articolo Grand Theft Auto V: posticipata la versione Next-Gen proviene da GameSource.

Dopo l’arrivo dell’annuncio ufficiale, Alan Wake Remastered è stato uno dei tanti protagonisti dell’evento Sony della scorsa serata. Il trailer confezionato per il PlayStation Showcase mostra il gioco firmato Remedy Entertainment in grande spolvero grafico, dando appuntamento ai fan per il prossimo mese.

Lo spettacolo in formato digitale della casa nipponica ha offerto spazio tanto ai first party quanto alle terze parti. Tra queste ultime troviamo proprio la riedizione di Alan Wake, gioco uscito originariamente nel 2010 per Xbox 360 e PC. Il filmato preparato dal team finlandese mette in mostra il lavoro di restauro fatto per trascinare il titolo alle piattaforme di gioco attuali, con scene animate alternate ad altre di Gameplay.

Alan Wake 2Alan Wake Remastered sarà disponibile dal 5 ottobre 2021 per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X, Xbox Series S e PC. Il gioco racconta la storia dello scrittore Alan, che suo malgrado si troverà ad affrontare un’oscura minaccia. In attesa di provare il gioco con mano, sono state pubblicate anche delle immagini comparative tra la prima versione di undici anni fa e quella Remastered.

L’operazione di Remedy sembra essere concretamente tangibile, all’insegna di un prodotto pensato per chi ha già conosciuto Alan Wake e chi vorrà conoscerlo in questa nuova veste grafica.

L’articolo Alan Wake Remastered, trailer e data di lancio proviene da GameSource.

C’è grande attesa per il PlayStation Showcase di questa sera e in molti aspettano di vedere delle vere e proprie bombe durante l’evento. Ma i prodotti più attesi, di cui si sa già l’esistenza, sono di certamente la modalità multiplayer di The Last of Us: Part IIe il nuovo God of War. Andiamo ad analizzare cosa potremo vedere.

PlayStation Showcase

Da mesi ormai si parla di questa famosa modalità multiplayer di The Last of Us: Part II e che ormai dovrebbe essere prossima all’annuncio. Allora quale migliore occasione dell’evento di questa sera per Naughty Dog di presentarla, dopo più di un anno di silenzio? Potrebbe essere un buon momento anche per dare una prima occhiata alla serie tv dedicata al gioco post-apocalittico prodotta da HBO o al film di Uncharted con Tom Holland. Altri rumor parlano di nuovi giochi su cui i cagnacci di Santa Monica starebbero lavorando, ma che difficilmente saranno mostrati ora.

PlayStation Showcase

God of War Ragnarok, o qualunque sarà il suo nome ufficiale, è un altro di quei titoli che tutti attendono e che con tutta probabilità vedremo questa sera in un primissimo trailer. Visto lo stato di avanzamento dei lavori, inoltre, potremo assistere addirittura a un video di gameplay che mostri i progressi tecnici fatti dal team grazie alla next gen.

Insomma l’attesa per questa sera è altissima, e noi non vediamo l’ora di seguire il PlayStation Showcase in vostra compagnia su Twitch (qui il link al canale) a partire dalle 21:30.

L’articolo PlayStation Showcase: The Last of Us e God of War? proviene da GameSource.

Flag Counter