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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Remnant: From the Ashes è il nuovo sparatutto-survival in lavorazione presso gli studi creatori di Darksiders 3, Gunfire Games. Oltre all’annuncio del nome e di alcune caratteristiche del gioco, è stato rivelato che l’opera uscirà nel corso del 2019. Remnant: From the Ashes è ambientato in una terra post-apocalittica del futuro, un mondo nel quale alieni provenienti da un’altra dimensione hanno portato distruzione e morte. Queste creature si chiamano Root e dovremo combatterle all’interno di livelli generati dinamicamente. I giocatori, insieme a un massimo di altri tre allenati online, potranno esperienziare un sistema di combattimento che unisce sparatorie e attacchi melee contro “mostri mortali e epici boss”.

Sarà presente un sistema di progressione per i personaggi, la possibilità di personalizzarli, il crafting di armature e armi e la possibilità di reclutare dei mercanti per la propria base.

Il gioco sarà giocabile in formato demo il 31 agosto al PAX West, se avrete la fortuna di potervi partecipare. L’opera è attesa per PC, PlayStation 4 e Xbox One e sarà pubblicata da Perfect World Entertainment.

L’articolo Gli sviluppatori di Darksiders 3 annunciano Remnant: From the Ashes proviene da GameSource.

Il prossimo titolo di Sucker Punch promette di essere un capolavoro: Ghost of Tsushima è un titolo di azione/avventura che ci catapulterà nel Giappone feudale. Il trailer mostrato all’E3 2018 ha mandato in visibilio il pubblico per l’ambientazione, l’atmosfera e la cura nei dettagli nella creazione dell’open world.

Ghost Of Tsushima open world

Il mondo di gioco è proprio un punto focale per Sucker Punch all’interno del processo di sviluppo del titolo. L’art director, Jason Connel, ha parlato appunto di come il team stia cercando di costruire un open world vivo, che si muova attorno al giocatore e non sia di semplice sfondo.

Se tutto si muove, se può. È un traguardo molto ambizioso da parte nostra e ci puntiamo sin dall’inizio e che stiamo riuscendo a raggiungere. Camminando in giro per il mondo, vogliamo dare la sensazione che tutto sia idilliaco ma soprattutto vivo.

Il concetto del “tutto si muove” è ben visibile anche nel trailer mostrato all’E3 2018: l’erba che si muove al soffiare del vento, le nuvole che si spostano in cielo, le ombre e l’intero mondo attorno al giocatore si muove. Ricordiamo che Ghost of Tsushima uscirà solo su PlayStation 4 ma non ha ancora una finestra o una data di uscita.

L’articolo Le aspettative di Sucker Punch sull’open world di Ghost of Tsushima sono molto alte proviene da GameSource.

La nota catena Target, in America, ha mostrato per sbaglio ai suoi clienti la figura di un Funko Pop dalle sembianze di Pikachu. Dato che questo Funko non era stato ancora annunciato è stato immediatamente tolto dalla circolazione, ma come è ovvio per queste cose, a quel punto era ormai troppo tardi e il leak su Internet sarebbe stato questioni di momenti. Che stia per arrivare una intera serie di Funko Pop dedicata ai mostriciattoli Nintendo?

Funko Pop

L’articolo Leak per un Funko Pop di Pikachu proviene da GameSource.

Non è facile creare un JRPG nel 2018. Bisogna fare i conti con il gusto di un’utenza che oscilla tra la voglia di provare qualcosa di nuovo e un profondo radicamento e amore per i capolavori del passato. I moderni esponenti “puri” di questo genere che riescono nell’impresa, come il munifico Persona 5, si contano sulle dita di una mano, e non a caso remake e porting di glorie passate vanno ancora per la maggiore.

Ecco perché quando Square Enix presentò Octopath Traveler, le antenne di numerosi amanti del genere si sono drizzate all’istante. Un titolo dalla presentazione così sfacciatamente rétro da apparire come un vanto, una promessa, un profumo di un’epoca passata: la gloriosa epoca d’oro dei JRPG ai tempi dei 16-bit. Considerando poi che tra i responsabili di questo progetto c’è Tomoya Asano, producer di Bravely Default e Bravely Second, oltre ad altri membri dello stesso team, le premesse per una piccola grande perla dal vigore nostalgico sono tutte al posto giusto. E in effetti Octopath Traveler sembra uscito da un universo parallelo in cui il progresso videoludico non ha mai conosciuto la grafica poligonale o gli sprite in alta definizione, ma al contempo cerca di proporre una prospettiva nuova, anche se non sempre comoda.

L’idea alla base della storyline di Octopath Traveler viene data intuitivamente dal titolo stesso. Nonostante il titolo voglia rifarsi a una narrazione classica, gli autori hanno voluto invertire totalmente l’usuale progressione che caratterizza questo genere di titoli. Invece di partire con un protagonista e una storia principale che va gradualmente diramandosi attraverso i suoi compagni, in Octopath Traveler accade l’inverso: non esiste un protagonista e un percorso principale da seguire, il gioco ci mette a disposizione otto personaggi, ognuno con il proprio background e il proprio percorso davanti a sé, incontrandosi e aiutandosi lungo il cammino, e man mano che proseguiremo nei capitoli delle loro storie singole i nemici principali cominceranno a palesarsi, portandoli a una battaglia corale comune.

Non siamo di fronte quindi a un clone di un Final Fantasy classico, ma piuttosto qualcosa di molto più simile ai vari SaGa (o Live a Live, per chi lo conoscesse). L’avanzamento attraverso il mondo e i capitoli delle storie singole è lasciato totalmente alla libertà del giocatore, che può focalizzarsi sulla progressione di alcuni personaggi, o addirittura ignorarne alcuni; anche se ovviamente la via più auspicabile sarà quella che coinvolge man mano tutti i personaggi per un’esperienza più completa. Come presagito dall’impatto visivo, siamo di fronte a uno stile narrativo dal sapore squisitamente classico, che strizza l’occhio ai titoli della vecchia guardia. Quindi se siete alla ricerca di guizzi di originalità o particolare introspezione psicologica siete avvisati.

Octopath Traveler

Questa scelta di storytelling non lineare, praticamente episodico, è sicuramente qualcosa di poco comune nel panorama del genere, potenzialmente interessante soprattutto per chi ama perdersi in un mondo vivo che non gira attorno ai protagonisti, ma porta con sé anche delle asperità. Se non siete giocatori navigati o particolarmente pazienti potreste trovare qualche difficoltà ad appassionarvi alle vicende dei protagonisti, soprattutto nelle lente fasi iniziali. Sorvolando su uno stile abbastanza verboso (comunque in italiano), come spiegato in precedenza la storia procede attraverso un arco narrativo ampio e decentrato rispetto alla maggior parte delle opere dello stesso genere, e pertanto potrebbe non incontrare il gusto di tutti.

Al di là dei gusti personali però, è il rapporto tra i vari protagonisti a non averci convinto. Il nostro party è composto da personalità sicuramente familiari agli amanti del fantasy (guerriero, sacerdotessa, cacciatrice, ladro, studioso/mago, danzatrice, speziale e mercante), che potrebbero far storcere il naso ai più intolleranti dei cliché, ma che in realtà sono caratterizzati abbastanza bene da farci affezionare a loro e le rispettive vicende. Ogni personaggio ha una storia che viene scandita attraverso vari capitoli, ciascuno di essi ambientato in una città in cui dovrà svolgere una missione dal ritmo abbastanza ciclico (prologo, esplorazione, dungeon, boss). Il problema è che questi “episodi” sono autosufficienti e totalmente slegati l’uno dall’altro, persino quando avvengono nella stessa città; e la narrazione coinvolge solo il personaggio di turno, senza alcuna interazione con i compagni (che addirittura spariscono dallo schermo per tornare visibili nelle fasi di gameplay). Solo dopo determinate cutscene il gioco ci dà la possibilità opzionale di far interagire due personaggi per un breve scambio di battute. È chiaro che questa scelta deriva dall’estrema non linearità della narrazione (perché non è detto che in uno specifico capitolo il giocatore abbia reclutato o portato con sé determinati personaggi), ma la risultante mancanza di interazione tra i personaggi va inevitabilmente a influire sul carisma del gruppo e il senso di coinvolgimento reciproco.

Octopath Traveler

Dal punto di vista del gameplay Octopath Traveler riesce ottimamente nel creare una sinfonia tra vecchio e nuovo. Ad una base granitica fatta di turni, classi, magie e abilità varie, il team di sviluppo ha aggiunto elementi di titoli più recenti e complessi, come Bravely Default e Shin Megami Tensei/Persona. Ogni nemico dispone di un determinato valore di difesa personale, una protezione che gli evita di sostenere gravi danni, che dovremo azzerare colpendolo tramite specifici tipi di arma o magie elementali a cui è vulnerabile. Distruggendo la sua difesa entriamo nella modalità Dominio, in cui infliggere molti più danni approfittando della guardia scoperta finché non sarà ripristinata. A ogni turno, inoltre, i personaggi ottengono automaticamente un Punto Potenza (PP), che possono essere accumulati e utilizzati fino a un massimo di 3 per volta per sferrare più attacchi fisici consecutivi o per potenziare magie e abilità speciali. Gestire i PP in relazione ai punti difesa degli avversari è il fulcro del battle system, e il giocatore dovrà saper utilizzare tatticamente tutti gli elementi in ballo per ottimizzare i turni e sfruttare al meglio le fasi di Dominio.

Ogni personaggio incarna una singola classe, ed è ovviamente importante saper trovare un buon equilibrio nel party per poter affrontare le decine di combattimenti casuali lungo il cammino, come pure i boss. Una volta raggiunte certe località nell’avventura sbloccheremo anche le classi secondarie, cioè la possibilità di dare a un personaggio le abilità di un compagno; ci ritroveremo quindi a poter dare al guerriero Olberic le abilità del ladro Therion, o le magie elementali dello studioso Cyrus alla sacerdotessa Ophilia e così via, creando combinazioni versatili e interessanti dal punto di vista della personalizzazione del party. Ogni personaggio può inoltre contare su un’azione unica con cui interagire nelle città: il ladro Therion può cercare di alleggerire le tasche degli NPC, mentre Olberic potrà sfidarli a duello per ottenere esperienza aggiuntiva o accedere a edifici protetti.

Octopath Traveler

Il tutto è calibrato con un equilibrio delicato ma sorprendentemente efficace. Persino la presenza di più o meno componenti del party è calcolata nella difficoltà di gioco: ci saranno differenza di difficoltà affrontando una zona o un boss con un singolo personaggio o in gruppo. I dungeon non sono molto estesi, e presentano per lo più alcuni percorsi verso casse nascoste, anche se ovviamente diventano più elaborati andando avanti nell’avventura. Oltre alle missioni principali sono presenti zone facoltative da esplorare (accessibili solitamente più avanti nell’avventura, data la difficoltà dei nemici), e dozzine di side quest che potremo attivare parlando a specifici NPC, che potranno risolversi con un banale scambio di oggetti ma anche portandoci in dungeon o boss aggiuntivi.

Quello di Octopath Traveler è un gameplay relativamente facile da apprendere, ma che continua a regalare nuove sfide e soddisfazioni durante tutta l’avventura. È richiesta senza dubbio una particolare bravura tattica, e anche le battaglie casuali possono creare problemi se non affrontate con attenzione, mentre le boss battle offrono delle sfide sicuramente da non sottovalutare. Insomma, se siete alla ricerca di un titolo che sappia regalare ore e ore (dalle 50 in su) di esplorazione, personalizzazione e combattimenti in perfetto stile JRPG questo è senza dubbio il titolo che fa per voi.

Octopath Traveler

Uno degli aspetti che senza dubbio rivela l’ispirazione classica del titolo è il comparto grafico. Sin da subito Octopath Traveler si è distinto per quello che è stato definito dagli sviluppatori come “HD-2D”, una veste grafica che riprende lo stile dell’epoca a 16-bit, ma dandogli un tocco moderno. Gli sprite 2D dei protagonisti sono immersi in ambienti tridimensionale in un modo che ci ha riportato alla memoria classici come Suikoden e Xenogears. Il mondo è poi impreziosito da un utilizzo delle luci impressionante, unito a un particolare effetto volutamente “fuori fuoco” per gli oggetti su un piano diverso rispetto a quello del personaggio, che dà una sensazione dei profondità davvero interessante. Da questa direzione artistica scaturiscono scenari straordinariamente pittoreschi e suggestivi inaspettati per un gioco di questo calibro. Mentre i combattimenti sono esaltati da effetti particellari spettacolari che si legano straordinariamente bene con i modelli bidimensionali.

Ad accompagnare tale delizia visiva ci pensa l’ottima colonna sonora ad opera di Yasunori Nishiki, capace di spaziare dalle tonalità calme e rilassate di città e foreste selvagge, ai martellanti e concitati ritmi dei temi di battaglia, capaci di esaltarvi e rendere i combattimenti ancora più appassionanti.
Buono anche il doppiaggio inglese dei dialoghi più importanti, grazie al quale gli inespressivi personaggi ottengono una profondità non indifferente. Per i puristi è persino disponibile il doppiaggio originale in giapponese.

Octopath Traveler

Octopath Traveler è una vera lettera d’amore per i fan dei JRPG degli anni ’90. Sebbene la sua narrazione non lineare abbia qualche carenza strutturale e non sia adatta a tutti i palati, farà comunque la gioia di chi sa apprezzare una storia fantasy classica tipica dei giochi della vecchia guardia. Ammaliante da guardare, incantevole da ascoltare, ma soprattutto maledettamente avvincente da giocare grazie a un gameplay solido e profondo che coinvolgerà gli amanti del genere in ore di puro divertimento. Se avete apprezzato i vari Bravely e siete alla ricerca di qualcosa dalla potenza nostalgica analoga, avete trovato il gioco giusto.

L’articolo Octopath Traveler – Recensione proviene da GameSource.

Recentemente sono state rivelate alcune informazioni su Shenmue I & II HD, la versione remaster dei giochi di Yu Suzuki, in uscita su PlayStation 4, Xbox One e PC il 21 agosto 2018.

Tra le varie novità scopriamo che

  • Shenmue II è basato sulla versione Xbox del gioco ma in questa collection l’effetto bloom sarà opzionale.
  • Nella versione originale giapponese erano presenti dei loghi, ad esempio della Coca-Cola, che sono stati rimossi in questa nuova versione. In verità, la versione americana ed europea di Shenmue utilizzavano dei brand fasulli (Jet Cola, ad esempio) quindi questa differenza non si applica.
  • Sarà possibile giocare in 4:3 fullscreen o 16:9 widescreen, ma le curscene saranno sempre in 4:3. Sono presenti anche due diverse modalità di risoluzione: quella a 1080p e una modalità “originale” a 480p.
  • I tempi di caricamento sono stati diminuiti fino a 1-2 secondi tra le varie aree.
  • Al contrario di quanto alcuni rumor avevano fatto pensare, non ci saranno microtransazioni. (I rumor erano stati causati da una lettura erronea di un’affermazione di Sony nella quale si parlava di acquisti con moneta in-game).
  • Non ci sono feature online in questa collection, né sarà presente lo Shenmue Passport.

Shenmue I & II HD info

Non manca ormai molto all’arrivo di Shenmue I & II HD su PC e sulle console Sony e Microsoft. Speriamo che i lavori di restauro abbiano reso giustizia alle opere originali.

L’articolo Shenmue I & II HD: tempi di caricamento più rapidi e altre novità proviene da GameSource.

In molti sicuramente hanno giocato quel capolavoro di Super Mario 3D World. Per chi non lo avesse mai toccato, in tale titolo erano presenti alcuni livelli “minigioco”, dove al posto del paffuto idraulico eravamo in controllo di Captain Toad, capitano di uno squadrone di abitanti del Regno dei Funghi nato con Super Mario Galaxy. In tale minigioco il nostro Capitano, incapace di saltare o di attaccare, doveva vagare per livelli da esplorare a tutto tondo, girandoli come fossero cubi con la nostra telecamera, per ottenere le stelle nascoste. A quanto pare il concept di base è piaciuto, al punto da meritarsi un gioco a sé stante: Captain Toad: Treasure Tracker uscì su Wii U, ma, come ormai sappiamo bene, la scorsa generazione non fu esattamente felice per Nintendo, che ha deciso di riproporre diversi giochi molto apprezzati, tra cui questo, su Switch.

Captain Toad: Treasure TrackerUccelli da arrostire

Come in tutti i giochi dell’universo mariesco, a parte i giochi di ruolo, anche Captain Toad: Treasure Tracker evita di tediarci con una storia iniziale e ci getta immediatamente nell’azione. Captain Toad e la sua assistente Toadette stanno viaggiando in giro per il mondo per trovare nuove Stelle da aggiungere alla loro collezione, e le loro esplorazioni hanno effettivamente successo. Trovata una nuova Super Stella in un luogo sperduto, però, accade qualcosa di inaspettato: un gigantesco uccellaccio chiamato Wingo arriva a rovinare la festa dei due funghi per fregarsi la Stella appena trovata, e già che c’è rapire anche Toadette, rimasta attaccata ad essa. E quindi ecco che il nostro impavido eroe Toad parte, preoccupatissimo, all’inseguimento di Wingo per salvare Toadette, superando molte insidie. Certo, tra tutte queste insidie però tanto vale perdere tempo a trovare i tesori, tanto che fretta c’è? Mica può morire Toadette in un gioco di Super Mario, in fondo.

Captain Toad: Treasure Tracker

Time for Adventure!

A questa esclamazione partono tutti i livelli del gioco che dovremo affrontare, gioco che come concept principale riprende perfettamente quello dei minigiochi di 3D World. Joycon o pad alla mano, controlleremo Captain Toad, lento e pesante a causa del suo grosso zaino e incapace di saltare, in livelli solitamente dalla forma cubica. Con lo stick destro avremo modo di girare a piacimento l’ambientazione così da poterla esaminare in ogni sua parte, dato che porte, cunicoli, anfratti e luoghi nascosti sono alla base di questo puzzle game colorato e ben congegnato. Le scorribande del nostro fungo saranno ostacolate da mostri come Goomba, Shy Guy e altre creature (anche nuove) dell’universo di Mario, ma fortunatamente almeno i controlli sono quanto di più facile ci sia: Toad si limita a camminare con lo stick sinistro, a tentare una maldestra corsa tenendo premuto il pulsante A e a sradicare l’erba sempre premendo lo stesso pulsante. Sradicare l’erba servirà a ottenere monete (così da tentare di raggiungere i sempre amati 100, per alzare lo stock di vite di uno), funghi per tornare grandi nel caso fossimo stati colpiti da un nemico rimpicciolendo, o anche rape da gettare contro gli avversari, nostra unica arma in pieno stile Super Mario Bros. 2.

Nostro principale obiettivo è il raggiungimento della Stella presente in ogni livello, sfruttando gli indizi dati da ogni angolo dello scenario ma anche le funzionalità del touch screen di Switch in modalità portatile, compatibile con il gioco così come accadeva in Super Mario 3D World in cui potevamo toccare i nemici per bloccarli per qualche istante, trovare monete invisibili, ma anche toccare piattaforme semovibili e girare manovelle per ruotare elementi dello scenario. Le funzionalità di Switch in modalità portatile non sono tutte qui, comunque: il meglio viene nei livelli in cui sono presenti il Cannone a Rape e il Carrello Minerario. Com’è intuibile, quando Toad si mette a sparare con il Cannone, si passa alla prima persona, così da poter mirare al meglio. Questo accade anche quando saliamo sui Carrelli, che si muoveranno in maniera autonoma (in un percorso su binari, in tutti i sensi) e ci faranno concentrare esclusivamente sullo sparare ai nemici, ai soldi e ai collezionabili.

Ma cosa accade quando ci troviamo in modalità Dock? Considerate le numerose funzionalità dettate dal touch screen (dato che originariamente erano tutte pensate per il paddone di Wii U), Nintendo ha dovuto ricorrere a soluzioni non troppo comode nè tantomento eleganti. Durante la nostra partita sarà onnipresente un fastidioso mirino, che potremo spostare muovendo il pad oppure mirando direttamente alla tv in caso di modalità a due giocatori (esclusiva della versione Switch) con un Joycon dedicato alla gestione del puntatore e l’altro ai movimenti di Toad. Inutile dire che questo tipo di soluzione mina gravemente la magia e l’immediatezza del gioco, tuttavia probabilmente non c’era altra scelta.

Captain Toad: Treasure Tracker

Effettivamente, nonostante basti raggiungere la Stella per completare un livello, i puristi del 100% avranno molte gatte da pelare a causa di collezionabili sempre più complicati da trovare e da raggiungere. In ogni stage sono nascosti ben tre Diamanti (necessari, spesso, per sbloccare dei livelli avanzati come accadeva in 3D World con le stelle), e oltre a ciò sarà presente anche un obiettivo extra non sempre semplice da raggiungere. Potrebbe essere il collezionare un certo numero di monete in quel determinato livello, o non farsi mai scoprire dalle pattuglie degli Shy Guy che si muovono in un pattern ben determinato (Metal Gear Toad in azione), oppure trovare un collezionabile speciale ed esclusivo come un fungo dorato ben nascosto nel labirinto in questione.

Inutile dire che completare ogni stage non solo con la Stella ma anche con i suoi collezionabili e l’obiettivo extra, è quello che significa giocare davvero a Captain Toad: Treasure Tracker. La matassa può sempre essere sbrogliata, basta trovare il filo tramite ragionamenti e logica, anche grazie a Power Up molto marieschi come la ciliegia capace di moltiplicare il corpo del nostro personaggio, o la Piccozza che per un certo numero di secondi ci permetterà di distruggere tutto ciò che incontriamo allo stesso modo (e con la stessa musica) del Super Martello di Wrecking Crew e Super Smash. Bros.

Ciliegina sulla torta sono le battaglie contro i boss, che rimangono in ogni caso sullo stile del puzzle game e vanno sconfitti col cervello piuttosto che con salti, palle di fuoco, e mosse baffute.

Captain Toad: Treasure Tracker

La Principessa Toadette è in un altro Castello

Fortunatamente anche in termini di longevità Captain Toad: Treasure Tracker  non ci lascia a bocca asciutta. Sono presenti svariate “storie” ognuna da circa diciotto livelli da superare, per un totale di ben sessantaquattro stage. Se questo non bastasse, finendo gli episodi principali sarà possibile sbloccare ulteriori livelli basati sulle ambientazioni di 3D World, naturalmente riadattate per il nostro Toad incapace di saltare, portando così il numero di sfide oltre l’ottantina. Non è ancora sufficiente? La versione per Switch propone ulteriori nuovi livelli, esclusivi per la console di nuova generazione, basati su Super Mario Odyssey.

Graficamente il titolo presenta una cura identica a quella del capitolo di Mario per Wii U, molto colorata, apprezzabile e “pucciosissima”, e su Nintendo Switch, sebbene i modelli poligonali siano stati migliorati in maniera appena accennata, la risoluzione è stata aumentata a 1080p con conseguente rielaborazione in alta definizione di tutti i menù. Il comparto audio, per quanto ci porti tracce audio tanto amate e rimasterizzate, non fa altro che riutilizzare musiche che già conosciamo alla perfezione senza regalarci nulla di nuovo, o quasi. Niente che rimarrà negli annali della migliore colonna sonora, in ogni caso.

Captain Toad: Treasure Tracker

Captain Toad: Treasure Tracker è l’esempio di come una semplice idea per un minigioco possa essere in realtà la molla per un titolo a sé stante, divertente e ben sviluppato. Con un utilizzo dell’Amiibo di Toad che conferisce un fungo di vita, più di ottanta livelli da completare e un comparto tecnico apprezzabile, Captain Toad: Treasure Tracker è un esperimento riuscito da parte di Nintendo, che si guadagnò un posto nel cuore dei possessori di Wii U; adesso viene riproposto su Switch, tendendo la mano a tutti i giocatori di nuova leva e strizzando l’occhiolino a tutti quelli che si erano persi in passato questa perla.

L’articolo Captain Toad: Treasure Tracker – Recensione proviene da GameSource.

Square Enix sgancia la novità riguardo Dissidia Final Fantasy NT, svelando chi sarà il terzo personaggio nuovo che sarà disponibile a fine agosto nel picchiaduro strategico di Team Ninja. Si tratta di Rinoa Heartilly, per la gioia dei fan di Final Fantasy VIII. Com’era facile da intuire dopo aver visto Vayne come assaltatore e Locke come velocista, Rinoa sarà un tiratore in grado di sferrare una moltitudine di magie e colpi caricati col boomerang. Nel video che vi mostreremo a breve potrete scovare anche il suo fido Angelo, oltre la presumibile tecnica EX che sembra essere proprio Ali di Fata.

Quanti di voi vorranno fare una squadra in cui Rinoa coprirà le spalle del suo caro Leone dalla lunga distanza? Vi lasciamo al video!

Esattamente come accaduto con Vayne (e a breve anche Locke), rimanete con noi per ricevere un’accurata analisi del personaggio appena svelato quando sarà rilasciato.

L’articolo Rinoa è il terzo nuovo personaggio ad apparire in Dissidia Final Fantasy NT proviene da GameSource.

Realm Royale sta avendo un grande successo e moltissimi si sono cimentati nel gioco senza conoscere alcuni dettagli che possono cambiare le sorti di una partita.

Per tutti i neofiti del titolo vi proponiamo una guida ai valori delle armature, compresi gli effetti passivi delle armature epiche e leggendarie, augurandoci che i nostri consigli  vi possano portare alla vittoria.

Realm Royal Armature

Stivali

  • Comune          +100 di armatura
  • Rara                + 160 di armatura
  • Epica               + 220 di armatura e +5% di velocità a cavallo
  • Leggendaria  + 300 di armatura e +15% di velocità a cavallo

Busto

  • Comune          +100 di armatura
  • Rara                + 160 di armatura
  • Epica               + 220 di armatura e +5 hp al secondo di cura
  • Leggendaria  + 300 di armatura e +15 hp al secondo di cura

Guanti

  • Comune          +100 di armatura
  • Rara                + 160 di armatura
  • Epica               + 220 di armatura e +10% velocità di scambio delle armi, +10% velocità di ricarica
  • Leggendaria  + 300 di armatura e +30% velocità di scambio delle armi, +30% velocità di ricarica

Elmetto

  • Comune          +100 di armatura
  • Rara                + 160 di armatura
  • Epica               + 220 di armatura e +10% di riduzione della ricarica delle abilità
  • Leggendaria  + 300 di armatura e +30% di riduzione della ricarica delle abilità

Realm Royal Armature

Vi ricordiamo che le armature leggendarie si possono ottenere soltanto attraverso le fornaci ove bisogna craftarle. Le armature comuni, rare ed epiche, invece, le si può trovare nei forzieri sparsi per tutta la mappa.

L’articolo Come gestire al meglio i valori delle armature su Realm Royale proviene da GameSource.

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