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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Un’oscura cospirazione: ecco su quali fondamenti andrà a svilupparsi la trama di King’s Bounty II, gioco di ruolo tattico a turni firmato 1C Entertainment e Koch Media e con arrivo previsto, nel corso dell’estate, su PC e console.

King's Bounty II

A rivelare questo dettaglio riguardante la storia di gioco è stato l’ultimo trailer rilasciato dai team dietro al titolo, scelto anche per mostrare a tutti i fan della serie come il paese di Nostria si stia facendo schiacciare e oscurare da intrighi, sabotaggi e negromanzia. A complicare la situazione sono le condizioni di salute del vecchio Re Claudius che, in seguito ad un avvelenamento, è costretto a lasciare le redini del Regno nelle mani del figlio Adrian. Sarà proprio il principe a tentare di unire le terre in lotta, gestire le contee desiderose di indipendenza, sconfiggere i banditi che si aggirano per le strade e combattere le voci sul travolgente potere di Blight.

King’s Bounty II permetterà a tutti i giocatori di intraprendere una vera e propria avventura finalizzata alla protezione del regno, da ottenere sfruttando le personalità e abilità uniche dei tre eroi tra cui sarà possibile scegliere. Vestendo i panni di uno di questi ultimi ogni gamer potrà esplorare il mondo di gioco, reclutare membri per il proprio esercito e farsi largo tra tradimenti, sacrifici ma anche città vivaci, piccoli villaggi, lande ghiacciate e oppressive zone paludose.

King's Bounty II

Il nuovo titolo della serie di strategici a turni, risultato di quattro anni di lavoro di un team di ben 150 sviluppatori, andrà ad offrire oltre 200 personaggi unici, una colonna sonora dinamica, una narrazione dettagliata, il più grande mondo aperto mai creato da 1C Entertainment e oltre 50 ore di gioco.

King’s Bounty II porterà tutte le caratteristiche precedentemente elencate su PC e console PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch a partire dal 24 agosto di quest’anno. 

L’articolo King’s Bounty II: nuovo trailer per la trama proviene da GameSource.

Un padre, uno spietato generale spartano, un semi-dio, un dio, sterminatore di dei e infine di nuovo un padre; questo è Kratos. Il nostro obbiettivo oggi è quello di esaminare la vita del personaggio concentrando l’attenzione su quegli eventi che l’hanno reso ciò che è oggi, e che sarà nel prossimo capitolo: perdite, sconfitte, tradimenti, vendetta e redenzione saranno le nostre parole chiavi.

ATTENZIONE: da qui in poi troverete spoiler su tutta la serie di God of War

Kratos

La storia di Kratos, il nostro Kratos, inizia nel momento in cui si trovava a un passo dalla morte: il generale spartano era stato ferito gravemente in battaglia mentre le sue truppe stavano per essere massacrate, solo una cosa restava da fare al nostro uomo, affidarsi agli dei. Ares, dio della guerra, risponde alla sua richiesta donando a Kratos le famose Lame del Caos e facendolo sopravvivere. Ma possiamo parlare davvero di “dono”? Ares si prese l’anima dello spartano in cambio della sua sopravvivenza e Kratos divenne il suo spietato servitore e pedina durante le battaglie. Questa condizione durò per anni finché Kratos, nella foga di uno scontro, finì per uccidere sua moglie e sua figlia, le uniche cose che avesse mai amato. Nasce così il Fantasma di Sparta: le ceneri della sua famiglia gli si attaccarono sulla pelle, una tortura che Kratos dovrà sopportare per sempre, ma nessuno, neanche gli dei, gli avrebbero impedito di vendicarsi.

Già nel prologo del primo capitolo comprendiamo come la storia di Kratos non è, e non sarà mai semplice. Un uomo destinato a vivere nel dolore e con la rabbia che costantemente lo consumerà dall’interno senza mai abbandonarlo. Di una cosa siamo certi, chiunque (uomo, mostro o dio) si metterà in mezzo tra lui e la sua vendetta morirà.

Kratos

Ares aveva ormai vita breve, Kratos avrebbe fatto di tutto per sconfiggerlo (anche aprire il vaso di Pandora), e infatti il primo capitolo si conclude con il nostro protagonista che prende il posto del dio della guerra. L’Olimpo viene scosso da questo evento e Zeus non tarda a intervenire. Dopo i primi minuti di God of War 2 il padre degli dei si presenta di fronte a Kratos e dopo una breve lotta lo trafigge con la sua spada, Kratos è morto. Questo è quello che crede Zeus, ma lo spartano è duro a morire, e dopo essere stato nell’Ade e aver affrontato migliaia di nemici e mostri riesce a tornare al momento della sua morte, indietro nel tempo. Questo è uno dei punti di svolta nella vita del fantasma di Sparta: le suo origini vengono svelate, la sua rabbia si intensifica e per la prima volta la sua vendetta non si consuma. Era a un passo dal trafiggere Zeus con la sua stessa spada, quando Atena si mette in mezzo e viene colpita. In punto di morte la dea della saggezza rivela a Kratos che il dio che ha cercato di uccidere fino a quel momento era in realtà suo padre. Ora oltre che furioso per l’abbandono da parte degli dei si sente anche tradito dal suo stesso padre.

Da questo momento la figura paterna diventa quasi un topos all’interno della serie, anche negli spin-off per PSP viene approfondito questo aspetto, e capiamo ancora di più quanto Kratos sia tormento da ciò che ha fatto alla sua famiglia e alla sua piccola Calliope: Kratos è un uomo a cui è stato tolto il privilegio di essere padre, un uomo abbandonato dal suo stesso genitore ma che forse, prima o poi, riuscirà a trovare la pace e diventare ciò che non è mai riuscito a essere. Ma prima doveva punire tutti quelli che l’avevano ferito, tradito e abbandonato… l’Olimpo trema ancora.

Kratos

“La mia vendetta si compie ora”, una promessa che preannuncia il destino degli dei greci, si apre così God of War 3. Non c’è molto da dire su questo capitolo della vita di Kratos, ha una missione e lo porterà a termine, costi quel che costi. Tutto l’Olimpo gli si rivolta contro e lui non esita mai un secondo a distruggere chiunque lo ostacoli. Arriva di nuovo di fronte al padre, Zeus questa volta non si salverà, ma quanto costerà tutto questo al fantasma di Sparta?

Il mondo degli uomini ora è dominato dal caos senza le divinità a controllare il tutto, e Kratos si ritrova senza più uno scopo ma con il potere della Speranza ottenuto grazie al vaso di Pandora nel primo capitolo. Lo spirito di Atena gli chiede di darle quel poter ma Kratos ha ormai perso tutta la fiducia negli dei e decide di uccidersi con la spada del padre, liberando così la Speranza nel mondo.

Kratos

Non poteva finire qui la sua vita, c’erano ancora delle cose da risolvere e da completare: la vendetta l’aveva ottenuta, la sua rabbia si era placata, ma era comunque solo, senza una famiglia e con ancora gli incubi di quello che aveva fatto. L’unico modo era fuggire dalla sua terra e crearsi una nuova vita. Non sappiamo molto di questa fase della vita di Kratos, ma abbiamo vissuto, nell’ultimo capitolo, forse la fase più importante di tutte: qui viene approfondito come non mai il rapporto genitore-figlio, Kratos e Atreus, Kratos e Zeus, Freya e Baldur, possiamo citare anche Odino, Thor e i suoi figli. Dopo la morte della moglie è costretto a viaggiare con Atreus, e ritrovare il suo lato paterno nelle profondità del suo essere, quel lato che era andato perso anni prima. Durante il viaggio con il figlio, Kratos non trova la pace interiore ma accetta ciò che è, e questo gli basta per poter vivere senza gli incubi del passato.

Non è stata una vita semplice quella dello spartano, e le difficoltà non sembrano essere finite visto il finale dell’ultimo God of War. Sappiamo però che ora Kratos ha trovato una sorta di equilibrio, quell’equilibrio che non aveva mai trovato in Grecia e che ora, insieme alla sua nuova famiglia, sembra averlo reso più forte che mai.

Eccoci arrivati alla fine anche di questa puntata, e come al solito vi invitiamo a farci sapere la vostra e a suggerirci il prossimo personaggio di cui parlare. In più vi lasciamo gli scorsi due episodi così da poterli recuperare in caso ve li foste persi (Hall of Fame: Joel Miller, Hall of Fame: Vaas).

L’articolo Hall of Fame: Kratos – Una vita in guerra proviene da GameSource.

Narita Boy, il primo lavoro del talentuoso team spagnolo Studio Koba, si presenta come un’opera esteticamente imprescindibile per tutti gli amanti dello stile vaporwave. Nonostante un level design non particolarmente riuscito, il combat system riesce a divertire ed esaltare grazie ad una buona qualità delle animazioni ed una serie di mosse e possibilità davvero estesa.

Narita Boy si presenta su PlayStation con una lista di 35 trofei con nome e descrizione interamente in inglese, così come lo è l’intera opera, completamente mancante della localizzazione in italiano.

Andiamo quindi a vedere quali saranno i trofei che dovremo sbloccare per colorare tutto il Digital Kingdom di grigio platino.


Trofei Bronzo Narita Boy

  • The final push: Find the access Techno Key to the Capital.
  • Master of Fire: Find and install Johnny Heat’s code.
  • Stallion Skewers: Insert the ‘Dashstab’ power-up.
  • Know thine enemy: Activate the Switch with HIM’s Holo-History.
  • Master of Water: Find and install Ougai Rain’s code.
  • The sound of the Summit: Activate the digital path that will allow you to ascend the Summit.
  • Sweeping over the simulation: Equip the Floppy Board.
  • Shattering floors: Insert the ‘Downstab’ power-up.
  • Master of Light: Find and install Taiyo Beam’s code.
  • Riding the wind: Find and mount your Servo Horse.
  • Your friend in the air: Insert the ‘Uppercut’ power-up.
  • The brightness of the three houses: Reach Trifurcation, at the portal of the Three Houses of the Trichroma.
  • Beyond the collision: Insert the ‘Shoulder Bash’ power-up
  • Animal form: Metamorphose into your animal form.
  • One of the greats: Defeat the first end-of-level Boss.
  • The first of many: Use the Transcriptor of Symbols and transcend for the first time.
  • In the creator’s mind: Penetrate the first Creator’s Totem.
  • Fly over the ground: Insert the ‘dodge’ power-up.
  • Thick as thieves: Wield the Techno Sword and become one with it to overthrow the Stallions.
  • A world to discover: Reaching the Digital Kingdom is quite an achievement.

Trofei Argento Narita Boy

  • Rebuilding memories: Get hold of the first floppy backup disk to restore the Creator’s lost Memory.
  • Invisible code: Find the access to Taiyo Beam’s red symbol.
  • Together we’ll go further: Transform yourself into Servobot.
  • A room with a view: Find the Floppy Disk on the Technocrats’ balcony in the Capital.
  • Being a Stallion just isn’t cool anymore: Defeat the Glove.
  • Déjà vu: Get back to the Technocrats’ terrace in the Capital.
  • I am Big Narita: Transform yourself into Big Narita.
  • I know what I did yesterday: Unlock all the Creator’s memories.
  • Savior of worlds: Return to the 80s after saving the Digital Kingdom.

Trofei Oro Narita Boy

  • In the house of the dudes: Find Taiyo Beam’s hidden room.
  • I’m bringing beers: Find Ougai Rain’s hidden room.
  • Your buddy’s room: Find Johnny Heat’s hidden room.
  • Supreme Stallion Annihilator: Defeat HIM.
  • Retrieving memory: Retrieve all the fragments of the Backup Floppy Disk.

Trofei Platino Narita Boy

  • Master of the Trichroma: Unlock all other trophies

Riuscirete a liberare il Digital Kingdom dalla minaccia degli Stallion e a conquistare tutti i trofei di Narita Boy? Il bellissimo mondo virtuale creato da Studio Koba vi attende.

L’articolo Narita Boy – Lista trofei proviene da GameSource.

Anomalia Tachionica sta per arrivare su Marvel’s Avengers, titolo di Square Enix uscito il 4 settembre dello scorso anno. L’evento avrà inizio dal 22 di aprile fino al 3 maggio e porterà con se delle anomalie del tempo causate dall’AIM, che porteranno gli eroi Avengers a incontrarsi in differenti linee temporali per poter combattere tali minacce.

Sarà possibile quindi giocare alle missioni dedicate all’Anomalia Tachionica all’interno di una squadra composta solamente da ben quattro Hulk, oppure da quattro Ms. Marvel, o ancora da ben quattro Iron Man, senza avere nessun limite di scelta del personaggio da poter utilizzare in game. Una volta completate tutte le missioni dell’evento si potrà ottenere il set “Mente alveare”, oltre al set “Priorità”, quest’ultimo solamente per gli eroi che avranno ottenuto i punteggi migliori.

Marvel's Avengers trailer

Saranno introdotte anche le targhe Assalto temporale, da poter sfoggiare per indicare a tutti gli altri giocatori la vostra esperienza. Con il primo completamento delle missioni settimanali potrete ricevere una speciale targa di squadra animata, la quale sarà equipaggiabile su qualsiasi eroe vogliate. All’interno del negozio di gioco troverete delle targhe animate per i singoli eroi, seguendo questo schema per le due settimane dell’evento:

  • 22-29 aprile – Thor, Hawkeye, Black Widow, Hulk
  • 29 aprile-6 maggio – Iron Man, Captain America, Ms. Marvel, Kate Bishop

Marvel's Avengers

Le missioni dedicate all’evento saranno disponibili per eroi con un livello di potenza da 1 a 100, in rotazione per tutta la giornata, con in palio delle ricompense. Affrontando queste missioni avrete bisogno di Volontà (Vita), che scandirà il tempo a vostra disposizione per continuare a combattere. Vi servirà attaccare i nemici e raccogliere particelle di tachioni per rinvigorirvi e poter continuare il combattimento. Sappiate inoltre che verrà aggiunta una nuova missione tachionica, ovvero: Di nuovo in scena.

Voi che ne dite di questo nuovo evento di Marvel’s Avengers? Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate.

L’articolo Marvel’s Avengers: Anomalia Tachionica in arrivo proviene da GameSource.

Proseguendo il vostro pellegrinaggio tra le terre di Cvstodia vi troverete a Sogni di Misericordia, un’area piena di trappole dall’aspetto molto simile ad una prigione. Superate tutte le difficoltà della zona entrerete in un’area suggestiva, preceduta da un Prie Dieu, all’interno della quale troverete una statua a dir poco peculiare. Una creatura in parte uomo, in parte pianta e dalla testa caprina giace apparentemente morto tra le braccia di una donna. Proprio come nella famosissima statua di Michelangelo.

Blasphemous

Quando accorcerete la distanza tra voi e la statua l’essere si risveglierà, turbato dalla vostra presenza, e tenterà di uccidervi. Senza Pietà (o in originale Ten Piedad) possiede una varietà di attacchi più ampia rispetto al precedente Guardiano Silente, e vi immergerà completamente nel gameplay di Blasphemous. Il boss cercherà di mantenervi lontani da lui il più possibile, per evitare che lo attacchiate, tramite attacchi ad area e facendo crescere dei cespugli di rovi dal terreno.

Il miglior modo per sconfiggere Senza Pietà è imparare a parare i colpi inferti dai nemici con il parry: in questo modo riuscirete ad avvicinarvi sempre di più al boss per colpirlo. Questo metodo, però, non funziona quando utilizzerà lo swipe attack e lo stomp attack: con il primo cercherà di colpirvi utilizzando le braccia, nel secondo caso scaraventerà il piede a terra generando un’onda d’urto.

Blasphemous

Senza Pietà possiede una seconda fase, ma non è prevista un’animazione che la annunci: vi accorgerete del suo arrivo quando i cespugli che cresceranno dal terreno aumenteranno di numero rispetto a inizio bossfight. Quando Senza Pietà sarà sconfitto verrete premiati con 625 Lacrime di Redenzione e sbloccherete l’achievement Nessuna pietà. Se voleste approfondire al meglio il mondo di Blasphemous vi invitiamo a leggere la sezione notizie e le altre guide, in particolare la prima di questa seria: come sconfiggere il Guardiano del Lamento Silente.

L’articolo Blasphemous – Senza Pietà proviene da GameSource.

Con la chiusura imminente del PlayStation Store per PlayStation 3, PlayStation Vita a PSP, è tempo di considerare se ci siamo lasciati indietro qualcosa da recuperare. Molti giochi interessanti sono già stati considerati in questa rubrica (uno su tutti: God Hand), moltissimi altri no. Stella Deus: Gate of Eternity – uscito in patria nel 2004 e in Europa nel 2006 per PlayStation 2 e scaricabile da PS Store dal 2013 – è uno di questi.

C’era una volta un mondo sull’orlo del cataclisma, inghiottito rapidamente dal Miasma. Spero e i suoi compagni Grey e Adara, credendo di contribuire alla salvezza della loro terra, hanno il compito di raccogliere l’energia degli spiriti, che sarà utilizzata dall’alchimia per proteggere le zone ancora incontaminate. L’incontro con i ribelli, tuttavia, porterà i nostri eroi a rivedere le loro posizioni…

Queste sono le premesse narrative di Stella Deus: nulla di rivoluzionario nel genere, ma, tutto sommato, la trama riesce a intrigare e il cast a coinvolgere, pur nella sua caratterizzazione piuttosto classica. Interessante, poi, la trattazione di temi religiosi, relativamente adulta per gli standard shonen del genere jrpgistico. La narrazione avviene attraverso schermate fisse (da segnalare gli ottimi artwork che accompagnano i dialoghi), come nella maggior parte dei JRPG tattici, arricchita da rari filmati, stilisticamente molto interessanti, ma privi dei sottotitoli.

Forse il maggior difetto è la tendenza ad allungare il brodo, funzionale a garantire una buona longevità (più di 50 battaglie prima di vedere i titoli di coda), ma letale per l’interesse del giocatore: preferiamo mantenerci sul generico per evitare spoiler, però, ad esempio, in una parte dell’avventura vi sarà richiesto di fare praticamente la stessa cosa per quattro volte. Non che non succeda anche in altri giochi, ci mancherebbe, però con questo trucchetto da due battaglie ne sono state tirate fuori otto. Insomma, il plot avrebbe potuto essere in alcuni punti condensato a discapito della lunghezza della quest principale, anche perché essa è affiancata da un discreto numero di missioni secondarie.

Stella Deus

Passiamo ora a saggiare il gameplay di Stella Deus, nelle sue fasi principali di battaglia e customizzazione delle truppe, entrambe ben realizzate ma non esenti da difetti.

Le schermaglie sono scandite da una barra dei turni, come, ad esempio, in Final Fantasy X. Ogni personaggio, alleato o avversario che sia, ha a disposizione 100 AP (sistema mutuato da Sakura Taisen), da utilizzare come meglio si crede. Questa soluzione è molto interessante, dal momento che viene a mancare la classica (in questo genere) successione spostamento/attacco/fine turno: un combattente può muoversi, attaccare, poi muoversi di nuovo e attaccare ancora una volta, se queste azioni rientrano nella quantità complessiva di 100 AP. Il costo dello spostamento o dell’attacco dipende da parametri come il peso dell’unità considerata o la potenza della mossa (nel caso non si utilizzi il normale colpo con l’arma, bensì qualche incantesimo).

Non è obbligatorio consumare tutti i punti a disposizione, anzi, meno se ne usano, prima arriverà il turno successivo di quel personaggio. L’azione finale è sempre l’orientamento del guerriero, che incide sugli eventuali danni ricevuti: un attacco alle spalle è molto più pernicioso di uno frontale. Il quadro che ne esce è intrigante, e avrebbe potuto esserlo ancora di più se solo il numero di combattenti schierabili non fosse così basso (sei al massimo) e l’intelligenza artificiale fosse un po’ più arguta: può capitare di vedere curatori buttarsi sconsideratamente nella mischia, o arcieri colpire pressoché a caso, o, addirittura, boss chiudersi in vicoli ciechi.

Stella Deus

La gestione delle truppe, invece, non dà adito a particolari lamentele: è necessario assegnare l’equipaggiamento e, soprattutto, le abilità con criterio per superare agevolmente anche le battaglie più complesse. Per quanto riguarda la fase di Equip, tutti i personaggi possono indossare le stesse protezioni, mentre l’arma dipende dal job; molto importante si rivela ottenere buone statistiche per tutti i personaggi, che siano un giusto compromesso fra potenza e peso (che, come abbiamo visto, influisce sul consumo di AP). L’equipaggiamento può essere acquistato allo Shop, selezionabile in ogni momento nella world map, ma la merce migliore migliore si ottiene con le side-quest e la fusione, alle quali si può accedere attraverso la Guild, la voce immediatamente sotto allo Shop nel menù. La terza voce, invece, è la Catacomb of Trials: si tratta di un dungeon di svariati piani (credo 100, ma non sono arrivato fino in fondo, N.d.R.), colmi sempre degli stessi tipi di nemici, solamente di livello crescente. Costituisce l’elemento power playing di Stella Deus, nonché il modo principale per allenarsi e una delle maggiori fonti di noia del gioco. D’altro canto il grinding è importante: anche un paio di livelli in meno del nemico potrebbero decretare la vostra sconfitta. Per ridurre al minimo le fasi di allenamento è consigliabile utilizzare al meglio le skill. Esse sono di tre tipi:

  1. attacchi speciali e incantesimi;
  2. abilità generiche legate al personaggio (prevenzione di status alterati, aumento delle statistiche, ecc.);
  3. abilità legate al territorio di influenza del personaggio: ogni lottatore ha intorno a sé delle caselle gialle che costituiscono la porzione del campo di battaglia influenzata dalle sue abilità, che possono apportare power up agli alleati (recupero mp o hp) o svantaggi ai nemici (maggior impiego di AP per spostarsi o attaccare).

Il sistema di gestione delle skill è uno dei più profondi elementi tattici di Stella Deus. Si sarebbe potuto, però, diversificare maggiormente le  classi, gestite attraverso un sistema rigido: ciascun protagonista ha il suo job. Punto. Esistono anche personaggi secondari reclutabili nelle side-quest che appartengono alle stesse classi del cast principale: costituiscono, sostanzialmente, dei “doppioni” più deboli delle truppe già a disposizione, quindi sono quasi tutti inutili, a eccezione forse del curatore, dal momento che il vero e proprio healer del party non si ottiene subito.

Stella Deus

Quanti di voi non si accontentino di portare a termine solo la trama, potranno passare il loro tempo dilettandosi in tre differenti ambiti: side-quest, fusione e Catacombe. Le missioni secondarie spaziano dalla tipica fetch quest (procurati un oggetto e portalo al committente) al combattimento classico, oppure in condizioni particolari; alcune, molto semplicemente richiedono che un personaggio (o il party) sia a un certo livello (ad esempio scassinare una cassaforte richiede un certo livello per il ladro). Ad ogni modo, non si aggiunge nulla al plot, purtroppo.

Le fusioni funzionano in maniera molto semplice: con l’esborso di denaro e due oggetti se ne ottiene un terzo perdendo i precedenti. Ciascun item ha un grado che ne indica la potenza. Molto più complesso è capire i meccanismi alla base del processo (sempre detto che esistano precisamente; i meno volenterosi possono pur sempre affidarsi a Gamefaqs!, N.d.R.).

Stella Deus

Tecnicamente, Stella Deus si difende bene, soprattutto tenendo conto del fatto che la sua uscita giapponese risale al 2004: sprite di buona fattura, scenari 3d zoomabili e ruotabili a piacimento, anche se, a onor del vero, non molto estesi e abbastanza ripetitivi, e, come già accennato, filmati e artwork molto belli, che denotano un character design di qualità (Fukushima, d’altronde, ha lavorato pure sugli ottimi Persona 2). Senza grossi dubbi in merito, si può tranquillamente affermare che costituisce da questo punto di vista il top del genere su PlayStation 2 PAL, che però ha visto quasi esclusivamente titoli graficamente piuttosto rozzi.

Anche il sonoro è soddisfacente, specialmente per l’OST di Sakimoto e Iwata (i quali hanno collaborato in seguito per le colonne sonore di Final Fantasy XII, Grim Grimoire e Odin Sphere, fra gli altri), dal momento che il doppiaggio inglese è abbastanza fiacco e inespressivo: peccato che non sia stata data la possibilità di mantenere quello giapponese.

Stella Deus


Il primo impatto con Stella Deus: The Gate of Eternity è ottimo: setting e plot dalle premesse intriganti, battle system buono e diverse variabili nella customizzazione. Purtroppo l’entusiasmo si affievolisce un po’ con lo scorrere delle ore, che rivelano qualche magagna nel gameplay e una certa ripetitività, dovuta anche al grinding; inoltre, la trama non spicca mai veramente il volo.

L’articolo Back in Time – Stella Deus: The Gate of Eternity proviene da GameSource.

Che l’abbiate giocato oppure no, è probabile conosciate le problematiche che ha avuto al lancio il titolo Cyberpunk 2077, e di come questo abbia creato diversi problemi a CD Projekt RED, all’azienda sviluppatrice del gioco.

Le problematiche tecniche sono state molte ma gli sviluppatori sono tutt’ora al lavoro per risolvere la maggior parte delle difficoltà riscontrate giocando al titolo, soprattutto su console di vecchia generazione. Nonostante questo, a discapito di quanto si possa pensare dopo le critiche e le turbolenti accuse nei mesi passati, sin dall’uscita del gioco Cyberpunk 2077 è andato molto bene e ha realizzato guadagni record, sia per la casa di sviluppo che di produzione del gioco.

CD Projekt RED

Nel rapporto stillato da GamesIndustry, la compagnia polacca ha guadagnato 2,14 miliardi di PLN, che corrispondono a circa 470 milioni di Euro di ricavati di vendita, superando poi di ben due volte e mezzo persino i guadagni delle vendite di The Witcher 3: Wild Hunt del 2015. Nello specifico, Brendan Sinclair, managing editor, ha spiegato quanto segue:

Per l’intero anno, CD Projekt ha registrato un record di 2,14 miliardi di PLN (470 milioni di Euro) di fatturato consolidato. Questo numero è più di quattro volte quello riportato per il 2019 e più di due volte e mezzo il precedente record della società di 798 milioni di PLN (175 milioni di Euro), stabilito nel 2015 con il lancio di The Witcher 3: Wild Hunt.

CD Projekt RED

Vi ricordiamo che proprio pochi giorni fa CD Projekt RED ha promesso di risolvere gli ancora numerosi problemi di Cyberpunk 2077, precisando di non voler assolutamente abbandonare il progetto. Che ne dite dei risultati ottenuti dal team di sviluppo? Fateci sapere come sempre nei commenti cosa ne pensate.

L’articolo CD Projekt RED – È record di incassi del 2020 proviene da GameSource.

All’epoca della sua pubblicazione, Shadow Man riscosse un ottimo successo di critica e pubblico, instaurandosi istantaneamente nei cuori e nelle sinapsi dell’intera platea che videogioca(va), a cominciare dalla stampa specializzata sino ad arrivare all’ultimo dei videogiocatori. In un assolato mese di Agosto di ventidue anni fa, più in particolare, chiunque avesse un Nintendo 64, una PlayStation o un PC bramava di mettere le mani sulla nuova creazione adventure targata Acclaim. Risulta quindi facilmente immaginabile come la notizia del prossimo arrivo di una versione riveduta e corretta di quel classico che venti anni fa rallegrò qualsivoglia animo sia stata accolta con grandioso entusiasmo da mezzo globo terracqueo, Gamesource inclusa.

Shadow Man Remastered recensione

Una reazione normale per coloro i quali, piuttosto che crucciarsi su quesiti decisamente più importanti quali il temibilissimo Millenium Bug e la prossima fine del mondo anticipata da Nostradamus, preferivano strofinare le proprie gonadi sulle tetre ambientazioni di un gioco in grado di smuovere le coscienze anche grazie a una trama decisamente matura, in perenne bilico tra vita e morte, capace di attingere a piene mani da un materiale di riferimento particolarmente curato quale l’omonimo fumetto edito da Valiant Comics. Fast forward, Shadow Man Remastered è arrivato e un inquietante interrogativo balena in testa al videogiocatore: cosa ne sarà del gioco, una volta svanito l’effetto nostalgia?

Molto poco, purtroppo. Già nei pochi secondi successivi all’avvio del gioco, qualcosa stona, sembrando quasi una sbiadita controfigura del gioco che fu. L’opera di rimasterizzazione messa in atto da Nightdive Studios (talentuoso team statunitense già responsabile di altre remastered, quali System Shock: Enhanced Edition, Turok e Turok 2: Seeds of Evil), seppur decisamente buona, non riesce a nascondere le evidenti problematiche a livello squisitamente ludico che il gioco purtroppo evidenzia a ogni ripresa.

Shadow Man Remastered recensione

Un leggero revamp grafico, qualitativamente alternante, restituisce a Shadow Man Remastered una migliore risoluzione, un maggior numero di effetti particellari e persino un sistema di illuminazione abbastanza evoluto, non riuscendo tuttavia a mascherare il fatto che, sì, il gioco è invecchiato malissimo a livello di gameplay. Lenti e legnosi i controlli, adattati al doppio stick analogico ma ancora troppo ancorati a una manovrabilità che poteva essere accettabile giusto venti anni fa. Esplorare un ambiente tridimensionale con questo control scheme rende l’intera esperienza giocosa decisamente poco allettante, risultando in una concretizzazione binaria non appetibile al grande pubblico, oramai abituato a produzioni ben più rifinite.

La poca accondiscendenza dei comandi si incastra perfettamente, purtroppo, con una gestione della telecamera virtuale decisamente scomoda e con un canovaccio ludico particolarmente vetusto: malgrado la presenza di numerosi collezionabili e a una struttura esplorativa non lineare, gli enigmi ambientali che potevano risultare godibili all’epoca risultano adesso boriosi e scarsamente interessanti, corroborati da una intelligenza artificiale che probabilmente avremmo fatto meglio a dimenticare tutti. Anche il comparto sonoro non riserva particolari sorprese, proponendo musiche piatte e ripetitive.

Una nota di plauso va al doppiaggio in inglese, davvero ben realizzato, contrariamente a quello in italiano (Shadow Man Remastered è completamente localizzato nella nostra lingua) che alterna momenti di ottima qualità a frammenti davvero scarsi.

E poco importa che all’interno di questa versione rimasterizzata siano stati inseriti alcuni contenuti aggiuntivi che non avevano trovato spazio all’interno della release originale, quando tutto il resto è semplicemente troppo obsoleto per poter essere degnamente fruito. Il KEX Engine riesce a spingere i limiti della cosmesi del gioco, mantenendosi molto fedele alla controparte di venti anni fa migliorando qualcosa qua e là, ma fondamentalmente quel che rimane è solo una profonda malinconia per gli anni che furono e che non torneranno più.

Shadow Man Remastered recensione


Il tempo passa per tutti, anche per Shadow Man. La versione rimasterizzata di questo classico di fine anni ’90 dimostra che le operazioni nostalgia, a volte, sarebbe meglio non venissero messe in atto e che alcuni ricordi rimangano nell’oblio, in quella stessa ombra che, paradossalmente, rappresenta l’essenza del protagonista di questa creatura digitale.

L’articolo Shadow Man Remastered – Recensione proviene da GameSource.

Il capitolo 6 della saga di Battlefield potrebbe non essere pubblicato sulle console di precedente generazione: un leak dell’informatissimo Tom Henderson esclude infatti una versione PS4 | Xbox One, anche se originariamente in cantiere.

Battlefield 6 DICE

Certo in  queste ultime settimane fughe di notizie e voci su Battlefield 6 non sono affatto mancate. Dei tanti potenziali dettagli emersi, anche il dato (non trascurabile) che le versioni cross-gen dell’FPS targato DICE sarebbero state gestite da un team separato e dedicato. Ma su questo ultimo aspetto è già doccia fredda.

Piani abbandonati dunque: i progetti sullo sviluppo di Battlefield 6 per PS4 e Xbox One sembrano già offside. È stato invece recentemente detto che il titolo potrebbe approdare su Xbox Game Pass al day-one, e  secondo Henderson ciò rappresenterebbe una strategia d’attacco da parte di EA per puntare immediatamente ad un alto numero di giocatori fin dall’inizio.

Ad ogni modo è atteso un reveal dello sparatutto di guerra già in maggio, quindi è probabile che ne sapremo di più tra non molto. Non vi resta che attivare le notifiche, la war-experience targata Battlefield sta per debuttare su console in 4k e Ray Tracing.

L’articolo Battlefield 6 non uscirà su PS4 e Xbox One? proviene da GameSource.

La stagione calcistica, quella vera, sta lentamente volgendo al termine. Quella di FIFA 21, invece, procede spedita. Con l’arrivo di nuovi eventi, tra cui i tanto attesi TOTS, l’attenzione dei fan sul gioco continua ad essere alle stelle.

E, al culmine proprio di una stagione ricca e mai doma, quest’anno ci sarà il grande ritorno della eNations Cup, annunciata ufficialmente da Electronic Arts e dagli organi interessati. La più grande competizione mondiale riguardante il calcistico di EA, un vere e proprio “Mondiale” di FIFA 21,  si terrà dal prossimo 20 agosto, fino al 22, in una due giorni che si prevede letteralmente di fuoco. La competizione sarà ospitata dalla Danimarca, in cui le sessanta nazionali presenti (composte da tre player ognuna) si affronteranno per entrare nella fase finale, che comprenderà le migliori 24 compagini.

Le qualificazioni per stabilire le 24 finaliste si svolgeranno dal 22 aprile al 23 maggio, con le varie squadre divise per aree geografiche  (Asia e Oceania, Medio Oriente e Africa, Europa, Sudamerica, Nord America e America centrale), un po’ come accade con il calcio “vero”. Anche la nostra nazionale italiana prenderà parte all’evento e noi non vediamo l’ora di poter fare il tifo per i nostri ragazzi.

fifa 21La scorsa edizione, svoltasi nel Regno Unito, ha visto il trionfo della nazionale francese, che ha portato a casa il trofeo ed un premio in denaro di 40.000 dollari. Secondo posto per l’Argentina, mentre sull’ultimo gradino del podio sono finite il Portogallo e la Danimarca, il paese ospitante dell’edizione annuale.

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