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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Control, nuovo titolo di Remedy Entertainment, è in arrivo quest’estate e promette delle meccaniche ben diverse dai precedenti giochi dello studio. Il gioco ha fatto già parlare di sè, però, per le sue esclusive piuttosto che per il suo gameplay.

 

Control

Control presenta infatti molte esclusive, sia per le copie fisiche che digitali. Innanzitutto, la versione per PC sarà un’esclusiva dello store di Epic Games, ma solo per un periodo di tempo limitato.
Per ciò che riguarda il lato console, le due espansioni del gioco sarà un’esclusiva temporanea PlayStation 4. Per quanto tempo, purtroppo, non ci è dato saperlo al momento; la compagnia promette che non si tratterà di molto.

Thomas Puha, direttore delle comunicazioni di Remedy Entertainment, ha dichiarato che gli utenti Xbox One e PC non dovranno attendere molto per mettere le mani sulle espansioni. Inoltre, ha specificato che la scelta di queste esclusive sembra essere dipesa più da 505 Games (i publisher) che da loro.

 

L’articolo Control: le espansioni non saranno esclusive proviene da GameSource.

Se l’odore del napalm al mattino per voi non è abbastanza, se reputate il clangore delle lame che s’incrociano la più dolce delle ninne nanne, se vi sentite nudi senza cotta di maglia e gambeson quando uscite di casa, siete nel posto giusto. In questa sede discorreremo delle nobili gesta di prodi cavalieri e dei più efferati atti di pugna e saccheggio, perciò sellate i vostri destrieri e tenete ben salda la presa sul mouse, le dita pronte a guizzare sulla tastiera.

Mordhau è uno slasher medievale multigiocatore, che ci vede imbracciare le armi in scontri massivi fino a 64 giocatori, nei panni dei più disparati guerrieri che si possano avventurare su un campo di battaglia a tema storico. Il titolo prende il nome dal Mordhau, colpo assassino in tedesco, una tecnica che vede lo schermidore cambiare impugnatura della propria spada, brandendola dal verso della lama al  fine di vibrare un possente colpo di manico contro l’avversario.

Combattimenti cappa e spada

Il gameplay è tanto solido quanto rudimentale: tramite il movimento del mouse sceglieremo la direzione in cui sferrare il colpo dell’arma impugnata, mentre tramite la rotellina del mouse ci esibiremo in un affondo. La pressione del tasto destro del mouse ci offrirà l’opportunità di parare con la giusta tempistica, stando attenti a non farci ingannare da una finta del nostro avversario, in quanto ogni colpo può essere annullato durante i primi frame dell’animazione.

Mordhau

I giocatori più smaliziati potranno addirittura annullare il colpo dell’avversario attaccando nella stessa direzione del colpo nemico pochi istanti prima di essere colpiti, ribaltando così la situazione. Con la pressione di un tasto si potrà calciare: opzione interessante in caso si voglia sorprendere il rivale o perfino spingerlo giù dalle mura di cinta di un castello. I colpi di spada consumano stamina, in particolare i colpi andati a vuoto sono particolarmente dannosi per la propria energia, ma niente paura: basterà attendere qualche secondo per riprendere fiato e gettarsi nuovamente nello scontro.

Impugnare l’arma perfetta

Nell’analizzare Mordhau è imperativo citare Chivalry: Medieval Warfare e pensiamo sia corretto additare Mordhau addirittura come successore spirituale dello slasher rilasciato nel non troppo lontano 2012 dai ragazzi di Thorn Banner Studio. Le cacofoniche battaglie di Mordhau ci regalano lo stesso feeling del suo “predecessore”, andando tuttavia a impreziosirne le meccaniche sotto ogni aspetto, aggiungendo con successo features uniche come il combattimento a cavallo e una migliorata possibilità di personalizzazione.

Mordhau

Oltre ad utilizzare personaggi appartenenti a classi predefinite, potremo infatti creare il nostro avatar personalizzandolo sia esteticamente (grazie ad un tool tanto intuitivo quanto efficace), sia per quanto concerne l’equipaggiamento, con reali implicazioni nel gameplay. Ogni elemento di vestiario che andremo a indossare influirà direttamente sulle statistiche del personaggio, modificandone peso e grado di protezione offerto: un guerriero in armatura completa subirà molti meno danni di un agile ladro, ma la sua velocità risulterà drammaticamente ridotta.

Così come possiamo scegliere l’abbinamento preferito tra elementi cosmetici e armature, la gamma di armi proposte è veramente molto ampia. Possiamo affidare la nostra vita a una robusta picca in grado di mettere grande distanza tra noi e il nostro avversario, imbracciare con entrambe le mani una tanto pesante quanto letale scure da guerra o puntellare la prima linea dell’esercito nemico scoccando frecce o dardi al sicuro in una posizione sopraelevata.

Mordhau

La vasta gamma di armi e armature non sarà tuttavia disponibile immediatamente nella sua interezza: dovremo sbloccare gli elementi prescelti spendendo la valuta di gioco guadagnata alla fine di ogni partita. Come se non bastasse l’estrema possibilità di personalizzazione dell’attrezzatura, potremo addirittura spendere dei punti abilità per dotare il nostro avatar di specifici vantaggi come la schivata, o un recupero di salute migliorato.

Il teatro di scontro

Mordhau ci propone tre diverse modalità di gioco: Frontline, Battle Royale e Orda. In Frontline (come già visto in Chivalry) dovremo scegliere una delle due fazioni disponibili e contenderci delle zone chiave con l’esercito nemico, respownando dopo pochi secondi dalla nostra morte. Questa è la modalità principale del titolo, dove combatteremo la maggior parte degli scontri a 64 giocatori, sperimentando combinazioni di armi e vestiario sempre nuove, magari schierandoci a fianco di un amico in grado di formulare assieme a noi qualche devastante tattica.

Nella Battle Royale partiremo – come tradizione vuole – completamente disarmati e dovremo cercare nelle casse sparse per le mappe di gioco armi e armature in grado di renderci tanto letali da risultare gli ultimi sopravvissuti sul campo di battaglia. Questa modalità è davvero poco ispirata, probabilmente inserita per rispondere a una tendenza di mercato imperante, che tuttavia avrebbe meritato un maggiore sviluppo per risultare appagante. Nell’Orda dovremo rispondere a ondate di brutali assalti da parte di guerrieri guidati dalla CPU, collezionando miglioramenti per rispondere con ferocia alle mire degli invasori.

La build di Mordhau, forte dell’utilizzo di Unreal Engine 4, presenta tuttavia una qualità grafica altalenante, con modelli meno definiti di altri. Sebbene il colpo d’occhio possa impressionare il giocatore, osservare troppo da vicino il teatro delle nostre gesta potrebbe spezzare l’incanto. Gli FPS sono tuttavia stabili e selezionando il giusto server al quale unirsi alla baruffa ci donerà un ping stabile e affidabile.

Mordhau

Visivamente piacevole, il comparto tecnico di Mordhau non fa di certo gridare al miracolo, con la maggior parte delle sue feature seppur funzionali, mai troppo curate da meritare un plauso. Il cuore dell’esperienza è assolutamente incentrato sul gameplay della modalità Frontline, su un swordplay rigido, poco flessibile e per questo funzionale e apprezzabile. Calcare il campo di battaglia nella cacofonica confusione degli schieramenti che si infrangono è davvero suggestivo e sebbene Mordhau sia un must have per gli amanti dei combattimenti cappa e spada, non riesce tuttavia ad innovare il genere a sufficienza da essere consigliabile al di fuori della cerchia di appassionati.

L’articolo Mordhau – Recensione proviene da GameSource.

Oltre al breve video di gameplay di Spider-Man in Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order per Nintendo Switch – Miles Morales, lo Spider-Man dell’universo Ultimate poi canonizzato in quello normale – Game Informer ha messo le mani anche su Ms. Marvel, una nuova aggiunta nel roster della saga videoludica Marvel.

Ms. Marvel, contrariamente a quanto si possa pensare, non è (più) Carol Danvers, assunta a Captain Marvel nei fumetti prima e con il film ufficiale poi, ma una giovane ragazza pakistana, Kamala Khan, che ha portato freschezza al personaggio cartaceo dal 2013, anno della sua creazione.

Marvel Ultimate Alliance 3

Sebbene abbia preso il nome da battaglia del suo idolo (Carol Danvers appunto, nella foto sopra) tra i suoi poteri non sono annoverati quelli della bionda eroina, bensì può contare sull’elasticità in maniera simile a Mr. Fantastic dei Fantastici Quattro.

Marvel Ultimate Alliance 3 arriva il 19 luglio solo su Nintendo Switch.

L’articolo Marvel Ultimate Alliance 3: gameplay per Ms Marvel proviene da GameSource.

Game Informer ha rilasciato da poche ore una nuova clip dedicata all’atteso Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order, attesa esclusiva Nintendo Switch in uscita il prossimo 19 luglio. Il video, della durata di poco più di un minuto, avrà come protagonista Miles Morales nelle vesti di Spider-Man.

Il nuovo capitolo riprende in toto le apprezzate caratteristiche della serie action, grazie al cooperativo e ad un gameplay molto dinamico in cui potremo impersonare i principali volti del roster Marvel. Non ci resta che attendere con trepidazione l’uscita!

L’articolo Marvel Ultimate Alliance 3: disponibile nuovo trailer proviene da GameSource.

Durante una recente livestream dedicata alle nuove novità introdotte in God Eater 3, Bandai Namco ha annunciato l’arrivo di una demo per la piccola ibrida di casa Nintendo. Inoltre, per l’occasione, l’azienda ha mostrato per la prima volta in assoluto un primo video gameplay del gioco su Nintendo Switch. All’interno del video, che troverete in calce alla news, possiamo notare come il titolo sia spettacolare sia in modalità TV che in modalità portatile. Purtroppo non sappiamo ancora quando verrà rilasciata la demo sull’eShop Nintendo, ma siamo certi che non tarderà ad arrivare. God Eater 3 demo

Le novità introdotte sono parecchie, tra cui un intero capitolo di trama tutto nuovo che si svolge dopo la conclusione della storia principale. Oltre quest’ultima, sono stati introdotti due nuovi Aragami, nuovi elementi personalizzabili, nuovi outfit e sistemati diversi bug che affliggevano God Eater 3. Inoltre, Bandai Namco ha confermato che il titolo sarà supportato ancora a lungo e che, molto probabilmente durante l’E3, sarà rilasciato un nuovo aggiornamento questa estate.

Vi ricordiamo che il titolo sarà disponibile su Nintendo Switch a partire dal prossimo 12 luglio, mentre è già scaricabile per PlayStation 4 e PC. Proverete la demo di God Eater 3 su Switch? Continuate a seguirci per non perdervi nessuna novità in arrivo dal prossimo E3 2019!

L’articolo God Eater 3: annunciata demo per Nintendo Switch proviene da GameSource.

Mentre di solito si verificano decine di leak da Apple su iPhone già molto prima dell’annuncio ufficiale, la fabbrica delle notizie è stata piuttosto tranquilla quest’anno circa l’uscita di iPhone 11. Ma questa situazione sta per cambiare, in quanto le notizie della settimana indicano che la produzione del processore A13 è iniziata, e verrà garantita anche stavolta da TSMC attraverso la nuova tecnologia produttiva a 7nm.

iPhone A13 7nm

Apple è stata una delle prime aziende ad utilizzare processori a 7nm con il lancio di iPhone XS,iPhone XS Max e iPhone XR al termine dello scorso anno. Apple si avvarrà di nuovo della consulenza di TSMC per l’iPhone 11, che utilizzerà i processori A13 basati su node 7nm+. Ciò consentirà guadagni effettivi di performance ed energia.

Secondo alcune fonti, l’ A13 è già in trial production, con il progetto di lanciare la produzione di massa alla fine del mese. Il nuovo chip verrà utilizzato su iPhone 11 da 5.8″, su iPhone 11 Max da 6.5″ e nella nuova versione di iPhone XR.

Le voci confermano anche che l’iPhone 11 adotterà un sistema a fotocamera tripla. Tale scelta si mostrerà con un lieve rialzo quadrato nella parte posteriore del telefono, come mostrato in alcuni recenti tweet.

A questo punto sembra lecito aspettarsi nuovi leak su Apple, iPhone 11 ed il processore A13 nel corso dell’estate, via via che ci si avvicina all’inevitabile data di annuncio nel prossimo Settembre.

L’articolo Apple A13 processore 7nm in produzione a fine mese proviene da GameSource.

Durante un report finanziario che si è svolto ieri, il publisher Take-two ha annunciato che entro un paio di mesi il comparto online di Red Dead Redemption 2: Red Dead Online vedrà la fine della fase di Beta. Il CEO Strauss Zelnick ha infatti dichiarato che per la fine di Giugno, oltre al termine del periodo di Beta, ci saranno alcune importanti novità, così come anche per il futuro del titolo.

Sia per Take-two che per Rockstar Games Red Dead Online rappresenta un progetto importante specialmente sul lungo periodo, analogamente a come lo è stato (e lo è tutt’ora) GTA V Online. In particolare il comparto multigiocatore di Red Dead Redemption pare aver riscosso un successo maggiore rispetto a quello che l’ultimo titolo della serie di Grand Theft Auto ha avuto nella stessa fase di sviluppo.

Red Dead Online

Considerato il grande e continuo lavoro di supporto svolto dal team per mantenere sempre vitale GTA V Online siamo convinti che tale impegno applicato su Red Dead Online non possa che giovare all’utenza (oltre che agli sviluppatori di riflesso) che si troverà in questo modo ad avere contenuti sempre nuovi e freschi.

L’articolo Red Dead Online: la beta terminerà a Giugno! proviene da GameSource.

Recensioni, soluzioni, guide, news, trucchi per Giga Wrecker Alt.. Dalla redazione di Gamesource, tutto quello che bisogna sapere sul videogioco Giga Wrecker Alt.


Giga Wrecker Alt - Recensione

L’articolo Giga Wrecker Alt. proviene da GameSource.

La rabbia è non solo inevitabile, è necessaria. La sua assenza indica indifferenza, la più disastrosa delle mancanze umane.

Rage 2 è arrivato sulla scena videoludica in un momento particolare, in cui gli shooting game sono tanti, discretamente variegati e ognuno di essi sbandiera con fierezza quei tratti distintivi divenuti ormai iconici nel corso degli anni. Per tal motivo, probabilmente, le aspettative intorno alla produzione targata Bethesda, figlia di una solida collaborazione tra Avalanche Studios e Id Software, è passata forse – ingiustamente – troppo in sordina, destino se vogliamo analogo a quello del primo capitolo della saga, di cui questo nuovo episodio rappresenta una sorta di seguito spirituale e non diretto. Mettiamo subito in chiaro una cosa fondamentale: se non avete giocato al primo Rage non patirete la fame di nozioni sul mondo di gioco, giacché il tutto viene contestualizzato ottimamente agli eventi correnti, lasciandovi così addentrare senza problemi in una trama che, a onor del vero, non rappresenterà mai il punto cardine – e non ci aspettavamo lo facesse – della produzione.

È fondamentale sottolineare questo concetto in sede di recensione perché, nonostante la sua natura caciarona e fuori di testa, Rage 2 porta in scena un immaginario molto intimo – seppur non pienamente originale – e lo fa con grande stile, facendo trasudare personalità da ogni poro. Non ci troviamo di fronte a un prodotto perfetto, sia chiaro, ma le sensazioni provate dopo ogni sessione di gioco, attorcigliati in un loop senza fine di esplorazione, distruzione e assuefazione, sono di quelle veramente importanti. Gloria a chi ha deciso di mettere in piedi una tale formula ludica divertente, appagante e mai frustrante, al netto di tutte le mancanze sul piano delle innovazioni. Per quello ci sarà tempo.

Rage 2

Pink it’s my new obsession

Rage 2 è un titolo – e non potrebbe essere diversamente – che parte subito a mille, a “pistole spianate”, mettendo immediatamente in chiaro quale direzione è stata intrapresa in fase di sviluppo. ID Software e Avalanche Studios hanno tirato su uno shooter frenetico e appagante, e questo lo si nota già dalla primissima sessione di gioco, una sorta di tutorial gigante sfruttato anche per portare sullo schermo l’incipit narrativo. L’Autorità, l’ormai vecchio nemico della razza umana, è tornata e vuole spazzare via dalla faccia della Terra gli inferiori homo sapiens rimasti ai fini di un’inevitabile, dal suo punto di vista, evoluzione della specie. Nei panni di uno degli degli abitanti di una delle roccaforti degli uomini – selezionabile tra maschio e femmina – e genericamente ribattezzato come “Walker”, la nostra missione sarà quella di uscire indenni dall’assalto della fortezza, per mano addirittura del leader stesso dell’Autorità, il Generale Cross, ritenuto morto e sepolto da ormai lungo tempo. L’epilogo di questo drammatico inizio è uno spartiacque fondamentale per tutta la narrazione, che si stabilisce prontamente su un binario preciso ma che, subito dopo, dimostra quanto sia fondamentale lasciare al giocatore quando e in che modo voler raggiungere la propria meta.

La prima parte di gioco si preoccupa subito – e tanto – di voler mettere in chiaro le cose: Rage 2 è un open world nel senso stretto della parola, in cui – se si escludono le primissime ore di gioco un tantino più “indirizzate” – si può progredire nel modo in cui si vuole, senza comunque mai dimenticare di avere una sorta di macro obiettivo sempre presente. Quale? Sconfiggere l’Autorità, chiaramente, ma per farlo il giovane Walker ha bisogno di validi alleati. Inizialmente, quindi, la vostra missione principale in quel di Rage 2 sarà proprio reclutare questi fondamentali personaggi che, per offrirvi i loro servigi, vi chiederanno di fare qualcosa in cambio per loro. Qui si spalancano le porte a quello che è un prodotto clamoroso in termini di densità, divertimento e spettacolarità, capace di tenervi incollati allo schermo senza soluzione di continuità.

Ricostruire per ripartire

In Rage 2, pur senza dimenticare che la vena pulsante del titolo è il gunplay (che approfondiremo più avanti), è impossibile non apprezzare la forte sfumatura “ruolistica” che imbratta le forme della produzione, il cui ruolo diventa di vitale importanza già nelle primissime battute. L’opera di Bethesda è un concentrato esplosivo di attività da svolgere – discretamente differenziate tra loro, ma non vi aspettate miracoli – e soprattutto ispiratore di un forte “grinding”, necessario (ma mai obbligatorio) per potenziare il vostro alter ego. Ogni cosa è potenziabile, compresi i vari veicoli con i quali affrontare le minacciose lande dell’altrettanto minaccioso mondo di gioco, ma non soltanto: il crafting è discretamente importante nell’economia del titolo – seppur non elaboratissimo – e, soprattutto, gli sviluppatori hanno deciso di dare grande importanza al fattore esplorativo. Andando in giro per la mappa, escludendo i punti d’interesse principali, che possono essere “svelati” grazie al ritrovamento – dunque mai fine a se stesso – di datapad (erroneamente considerabili come dei semplici “collezionabili”) o dialogando con i tanti NPC presenti nelle città/avamposti, è possibile ritrovare numerosi luoghi “sconosciuti”, indicati con un punto interrogativo, che spesso possono rappresentare missioni aggiuntive per una delle tre fazioni presenti.

Rage 2 recensione

Sostanzialmente, queste rappresentano le diverse missioni affrontabili in Rage 2: le attività da svolgere per il buon Marshall consistono di solito nel liberare avamposti o far fuori bande di nemici, quelle di Hagar nella distruzione di veicoli sparsi per il mondo e delle temute Sentinelle dell’Autorità, mentre, infine, quelle dello strampalato Dottor Kavisr consistono nel ritrovamento di elementi come la feltrite (necessario per molti potenziamenti) e, soprattutto, delle Arche. Queste ultime sono il punto più alto dell’esplorazione: ritrovandole ed esplorandole sarà possibile sbloccare nuove skill ed equipaggiare nuove armi, risultando così, fondamentali e quasi obbligatorie già dai primi minuti di gioco.

E qui, però, qualcosa si rompe. Essendo prima di tutto un open world, è impossibile non rimanere delusi dall’eccessiva ripetitività di fondo della maggior parte delle attività di fondo ma, soprattutto, della risicata longevità generale della campagna principale. Il tutto, comunque, condivide lo stesso cuore: il gameplay prima di tutto. Al netto di questa precisazione, è bello sottolineare come gli sviluppatori abbiano reso necessario, ma senza costrizioni, lo svolgimento di queste mansioni. Completando le richieste, infatti, è possibile sbloccare numerosi vantaggi, acquistabili con una particolare valuta ottenibile proprio alla conclusione di una delle missioni. Un sistema variegato ma semplicistico, quindi, necessario però per un proseguo più semplice e stratificato all’interno della storia. In alcuni casi sarà necessario svolgere un preciso numero di attività (tutte caratterizzate da un livello di difficoltà indicato con una cifra che va da 1 a 10) per poter proseguire con la trama. Una “forzatura” nascosta e per nulla invasiva, ma comunque necessaria anche per arrivare agli scontri decisivi, in particolare con i (pochi) boss di turno, che potrebbero crearvi qualche grattacapo di troppo, nel caso non ci arrivaste necessariamente preparati. E spiace ancor di più, alla luce di queste più che apprezzabili scelte, notare la pochezza generale che attanaglia il mondo di gioco, a volte eccessivamente vacuo, per il genere.

Una sola parola: violenza!

Lo abbiamo ripetuto già più volte: nonostante sia pesantemente attorniato da meccaniche da gioco di ruolo ben marcate, l’anima di Rage 2 è chiaramente ritrovabile nel gameplay e, soprattutto, nel gunplay. Non importa quale missione stiate affrontando, non importa a che punto della – onestamente deludente in termini di longevità , concludibile in una quindicina di ore – campagna principale siete arrivati: il motore del gioco sarà sempre quello della distruzione, la distruzione di orde di nemici sempre più assetati di sangue. Le sparatorie, proprio loro, sono assolutamente l’aspetto centrale della produzione. E funzionano alla grande. Rage 2 è dunque sorretto da un gameplay tanto solido quanto divertente, in cui le varie abilità innate del protagonista (sbloccabili grazie ai ritrovamenti delle Arche) si sposano perfettamente col canto delle varie bocche da fuoco presenti all’interno del titolo.

Il numero complessivo di esse, seppur non miracoloso (anche le armi sono ritrovabili esplorando le Arche), è perfettamente pareggiato da una varietà e da un feedback delle stesse davvero soddisfacente, oltre al discorso “potenziamento” che ancora una volta torna con foga sulla scena. Ognuna delle armi presenti, infatti, sarà potenziabile, sia nella potenza e nelle altre caratteristiche “base”, sia sotto l’aspetto di tipologie di munizioni utilizzabili e aggiunte balistche varie, rendendo così ancor più marcata la differenziazione che intercorre tra un’arma e l’altra. Questa soluzione è stata ereditata dall’ultimo Doom, il reboot arrivato nel 2015, a cui il titolo si ispira moltissimo sotto il profilo strettamente ludico.

Rage 2 recensione

Cotanta beltà videoludica, comunque, non è esente da problemi di sorta. Il primo, il più importante, è quello dell’intelligenza artificiale nemica, in verità fin troppo statica e a volte quasi deficitaria. Gli avversari (per tal motivo vi consigliamo di giocare a un livello di difficoltà più elevato) riusciranno a impensierirvi soltanto se in sonora superiorità numerica giacché le loro movenze, scelte e atteggiamenti vari sul campo di battaglia spesso e volentieri risultano essere un clamoroso buco nell’acqua. Difficilmente i nemici vi accerchieranno o tenteranno di prendervi alla sprovvista, risultando quasi fastidiosamente “corretti” nei loro atteggiamenti. Alcuni nemici, chiaramente, risultano nettamente più ostici di altri ma, fondamentalmente, il tasso di sfida offerto ai livelli di difficoltà più bassi – ma anche a quelli più elevati – è decisamente tarato verso il basso. Una scelta tutto sommato comprensibile, che forse cerca di focalizzare maggiormente il gameplay sulla scia del divertimento genuino e quasi orgasmico dello sgominare ondate di mostri – tra esplosioni e torrette automatiche varie – senza doversi preoccupare più di tanto della propria salute, ma che non farà felice tutti quanti. Ci dispiace, comunque, assistere a tale situazione anche fronteggiando i vari boss, in verità pochi, e tutti fin troppo facili da abbattere.

Un altro fattore non proprio riuscitissimo, e lo abbiamo anche accennato poc’anzi, è legato alla natura delle attività, soprattutto quelle secondarie. Seppur divertenti e piacevoli, il rischio di cadere nella ripetitività è dietro l’angolo siccome, inevitabilmente, le varie tipologie di attività risultano molto schematizzate e prive di colpi di scena o “effetto sorpresa”. Va detto, comunque, che il titolo di Avalanche Studios e ID Software è pensato proprio per ampliarsi e progredire col tempo (abbiamo già potuto assistere ad una lunga lista di aggiornamenti previsti per il gioco), e ciò si nota anche dopo i titoli di coda. Conclusa la main quest, infatti, il gioco vi farà subito capire che il vero divertimento è appena iniziato e che la liberazione del “mondo libero” è tutt’altro che ultimata. Una soluzione di gameplay quasi inevitabile, che speriamo venga adeguatamente supportata in futuro con le già citate espansioni già in parte rivelate.

Rage 2 recensione

L’occhio vuole sempre la sua parte

La folle corsa di Rage 2, oltre a colpire dritto il palato ludico di ogni videogiocatore, si preoccupa anche (e non poco) di fare la medesima cosa sotto il profilo tecnico/visivo. Almeno su PC (versione da noi testata) il prodotto di Bethesda riesce a offrire un colpo d’occhio a tratti importante, con una resa molto convincente di elementi come gli effetti di luce, le animazioni facciali dei vari NPC e più in generale le texture e i modelli poligonali vari. Il mondo di gioco è splendidamente caratterizzato, seppur sia impossibile non notare una certa ridondanza nei modelli dei nemici, in verità davvero molto pochi (specialmente i boss), soprattutto quelli umani, davvero eccessivamente simili gli uni con gli altri, anche in rapporto alla diverse bande a cui appartengono. Anche le tre città sono tutto sommato poco caratterizzate, ma sono soprattutto le fasi all’aperto – quelle in sella agli spumeggianti veicoli di trasporto, per intenderci – a mettere in chiaro in modo più lampante questo limite. Gli ambienti, seppur splendidi da vedere, sono sostanzialmente spogli e poveri di dettagli, risultando eccessivamente simili gli uni con gli altri. Niente di clamoroso, certo, e sicuramente non in grado di inficiare la qualità complessiva di un prodotto importante sotto il profilo tecnico, la cui bontà grafica si palesa anche nella cura dei particellari. Ogni esplosione è semplicemente un’epifania di una quantità di sensazioni difficilmente provabili altrove e poco importa se, in alcuni frangenti, abbiamo assistito a qualche piccolo calo di frame-rate (solido sui 30fps con settaggio “Ultra” e sui 60 scegliendo l’opzione “Alta” – il tutto in Full HD) e a qualche piccolo ritardo nel caricare le texture o a un leggero pop-in, maggiormente lampante nelle fasi, manco a dirlo, all’aperto.

Quello che ci ha convinti poco, in verità, è il comparto sonoro: il doppiaggio italiano è tutto sommato positivo, ma spesso e volentieri (sicuramente verrà fixato con qualche patch al day one) si lascia andare a problematiche anche importanti. La traccia audio, occasionalmente, è letteralmente saltata, lasciando l’incombenza di spiegarvi ciò che accade agli immancabili sottotitoli. Ciò non ci è parso accadere con il doppiaggio inglese, per fortuna, ma ci auguriamo che venga prontamente sistemato in vista della release ufficiale.

Rage 2 recensione

Rage 2 è una macchina da guerra formidabile. Dal primo all’ultimo minuto di ogni sessione, il titolo targato Avalanche Studios e ID Software saprà divertirvi col suo gameplay frenetico e fuori di testa, che strizza l’occhio in maniera lampante a elementi ruolistici ben marcati. Purtroppo, però,  la trama principale vi porterà via “soltanto” una quindicina di ore, e non vi sorprenderà per scrittura e narrazione in generale. Come se non bastasse le attività da svolgere, seppur divertenti, a lungo andare cadono nel pericoloso turbine della ripetitività, flagellando fin troppo un’esperienza ludica altrimenti inattaccabile.

Un ottimo ritorno per la saga, comunque, capace di ergersi a pieno diritto come uno degli shooting game più solidi di quest’anno, al netto di qualche singhiozzo di natura tecnica e alcune scelte di gameplay eccessivamente ridondanti. Si tratta di un acquisto quasi obbligatorio per tutti i fan del genere, ma non solo: grazie anche ad un livello di sfida più che accessibile, il titolo può considerarsi un ottimo entry level per tutti coloro che abbiano intenzione di avvicinarsi al mondo degli shooter in prima persona. Che la rabbia sia con voi!

L’articolo Rage 2 – Recensione proviene da GameSource.

Domani sarà finalmente disponibile A Plague Tale: Innocence e per celebrare l’evento Focus Home Interactive ha pubblicato il trailer di lancio del titolo.

A Plague Tale: Innocence

Publisher e sviluppatore ci invitano a preparaci ad un’avventura emozionante e cupa ambientata nella Francia medievale devastata dalla guerra. Dovremo riuscire a muoverci nelle lande devastate mentre l’Inquisizione e un’interminabile orda di ratti feroci ci saranno costantemente alle costole.
A Plague Tale: Innocence narra una triste ed emozionante storia e presenta un gameplay che risulta essere una commistione dei generi action e avventura. Seguiremo le vicende di Amicia e di suo fratello Hugo, nel tentativo di sopravvivere un mondo duro e crudele tormentato dalla guerra e dalla Peste Nera. Questo tortuoso viaggio ovviamente avrà delle pesanti ripercussioni su entrambi.
A Plague Tale: Innocence, sviluppato da Asobo Studio, vedrà la luce il 14 maggio su PlayStation 4, Xbox One e PC. Vi lasciamo al trailer di lancio:

L’articolo A Plague Tale: Innocence, ecco il trailer di lancio proviene da GameSource.

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