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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Prosegue il nostro mini-ciclo estivo a tema zombie con uno dei più improbabili giochi di zombie (più o meno, dai) della scorsa generazione: Sunset Overdrive di Insomniac Games, uscito su Xbox One nel 2014 e portato su PC quattro anni dopo.

Nell’epoca dei giochi che vogliono assomigliare a film, con inquadrature cinematografiche, budget pazzeschi e storie fin troppo spettacolari o complesse, Sunset Overdrive va nell’altra – opposta – direzione. Il sandbox ambientato nella Sunset City infestata di mutanti è, semplicemente, un videogame. E non manca di ricordarcelo, grazie al suo umorismo brillante, intento a rompere la quarta parete ripetutamente, “giocando” con l’utente, ricordandogli tutti i possibili cliché del genere durante le sue partite.

In Sunset Overdrive non c’è una trama con i controca**i, e va benissimo così: c’è una città, colorata e splendidamente realizzata, da esplorare, nella quale combattere e soprattutto grindare dappertutto, cercando sì di avanzare nella storia, ma prendendosela con calma, provando ad inanellare combo e uccidere gli arancioni mostri nelle maniere più cruente e spettacolari. Sunset Overdrive è il testamento di Insomniac Games agli anni ’90, ai colori, ai veri videogiochi che non si prendono tanto sul serio: è un gioco 32-bit in quanto a filosofia, trasportato però su Xbox One, con tutti i frizzi e lazzi che ne derivano.

Sunset Overdrive

Sunset Overdrive è un TPS open world, ambientato nella fittizia città di Sunset City, una metropoli marittima nella quale alcune arancioni creature dotate di bubboni hanno sterminato la popolazione locale, lasciando solo alcune fazioni armate e superstiti spaventati a sfidare la morte ogni giorno. Di storie di zombie/mutant outbreak ne abbiamo sentite parecchie, spesso in opere che condividono la struttura del titolo Insomniac (Dead Rising è l’esempio più calzante), ma quella di Sunset Overdrive non è la classica vicenda di terrore e morte. La popolazione della colorata Sunset City è stata contagiata dalla più recente bevanda energetica – la Overcharge Delirium XT – prodotta dalla multinazionale FizzCo, la quale ha trasformato in men che non si dica tutti gli abitanti in mostri feroci affamati di sangue e di Overcharge, ovviamente. In questo ambiente ostile saremo chiamati a creare un nostro eroe, scegliendo tra le miriadi di opzioni cosmetiche – sesso, abiti e aspetto fisico – per scoprire cosa c’è sotto a questo disastro e sopravvivere all’Epicalisse. Vi dovrebbe bastare questa definizione o uno sguardo a una qualsiasi immagine o video del gioco per capire come il suo tono sia scanzonato e scherzoso, nonostante l’immane catastrofe.

Come già accennato, l’intreccio di Sunset Overdrive non è dei più profondi, ma con il suo brillante – a tratti – umorismo dissacrante non annoierà fino allo scontro finale, dopo un più che rispettabile quantitativo di ore. Citazioni alla pop-culture, ambientazioni al limite del ridicolo e missioni ancora più assurde (recuperare fumetti da persone morte?) si dimostrano senza dubbio le carte vincenti del gioco.

Sunset Overdrive

Nonostante la filosofia di Sunset Overdrive sia più incline a lasciare il giocatore sperimentare nel parco giochi che è la città di Sunset City, il titolo mantiene tuttavia la struttura classica degli open world, con missioni primarie – in grado di far avanzare la storia – e secondarie sparse per la mappa. In queste ultime verremo chiamati a sfruttare le nostre abilità di parkour, cercando di completare sfide a tempo o a punti, o magari aiutando qualche altro sopravvissuto a recuperare un oggetto. Niente di rivoluzionario, ma il sistema a medaglie/leaderboard dona qualche stimolo in più.

A differenza della maggioranza dei “colleghi” TPS, nel prodotto Insomniac Games l’enfasi è infatti posta non solo sulle armi, ma anche sul sistema di movimento ed esplorazione, una strana creatura dalle ispirazioni multiple che si traduce in un’esperienza esilarante e originale. In Sunset Overdrive saremo sempre in movimento. Il nostro alter ego digitale si scoprirà essere un super atleta, le cui abilità di parkour fanno sembrare gli Assassini di Ubisoft dei pulcini infreddoliti. La città di Sunset è costruita sapientemente per esaltare tanta agilità: correre sui muri, usare i cavi della luce come teleferiche, zompare di qua e di là rimbalzando sulle automobili, grindare su tutto quello che vediamo, saranno azioni all’ordine del giorno in Sunset Overdrive. Dopo i primissimi momenti di smarrimento, necessari per padroneggiare i controlli, il traversal system messo su da Ted Price e colleghi si aprirà come un fiore davanti a noi, regalandoci un’esperienza di gioco maledettamente divertente e adrenalinica. Come succede in Titanfall, ci saranno tantissimi vantaggi nel rimanere per aria, inanellando combo acrobatiche e facendo salire la barra dello stile in alto a destra, utile a sbloccare abilità e renderci invincibili. O quasi, perché Sunset Overdrive è parecchio difficile e punirà il giocatore stazionario; le pallottole degli Scab (i nemici umani), i colpi degli OD (i mutanti) o i raggi dei robot della FizzCo non esiteranno a raggiungerci e a mandarci sovente al creatore, scatenando una delle esilaranti animazioni di respawn. Con l’esperienza, la sensazione che Sunset Overdrive ci donerà, mentre – volando da un capo all’altro della mappa come in un Jet Set Radio qualunque – abbattiamo nemici in un turbinio di esplosioni e velocità è impagabile e unica. Spesso e volentieri perderete mezze ore buone semplicemente a superare i record e a far brillare in un trionfo di effetti particellari e gocce di Overcharge i nemici nelle maniere più disparate.

sunset overdrive

A soddisfare i desideri pirotecnici del giocatore vengono in soccorso le numerose armi, caratterizzate profondamente e dotate di una propria personalità o efficacia variabile a seconda dei bersagli verso i quali verrà puntata. L’umorismo di Insomniac e la loro genialità nel creare oggetti di distruzione, già apprezzati in Ratchet & Clank, contribuisce a creare per Sunset Overdrive un arsenale ricco e assurdo. Dalla nostra fondina potremo estrarre di tutto: annaffiatoi da giardino pieni di acido, orsetti peluche riempiti di TNT, palle da bowling, fuochi d’artificio, boomerang di metallo e chi più ne ha più ne metta. Come se gli orsetti esplosivi e le teleferiche non fossero abbastanza per voi, a modificare ulteriormente le carte in tavola arrivano potenziamenti e poteri in quantità. Ogni giocatore potrà concentrarsi sulle sue abilità peculiari, plasmando il proprio avatar, conferendogli bonus e poteri ulteriori. Gli Overdrive saranno perk dagli effetti non apparenti, quali aumentare munizioni o danni subiti/inflitti, mentre i Potenziamenti si tradurranno in attacchi elementali o add-on per le armi. La personalizzazione del nostro alter ego era solo l’inizio: Insomniac ha speso una quantità di energie e tempo davvero notevole per cesellare il gioco e riempirlo di opzioni e possibilità.

La nostra unicità – esteriore e interiore – viene celebrata specialmente in Chaos Squad, la modalità cooperativa fino a otto giocatori online su Xbox Live, accessibile dalle cabine telefoniche sparse per la città. In Squadra Caos i gruppi di giocatori competono per una serie di missioni dagli obbiettivi multipli prima di utilizzare tutti i punti ottenuti globalmente per sopravvivere a un attacco notturno alla base, una specie di modalità Orda di Gears of War, con tanto di trappole da posizionare. Questa Difesa Notturna – affrontata anche nella campagna in qualche occasione – in multiplayer rappresenta forse il momento più alto di Sunset Overdrive, anche graficamente. 8 giocatori in un’arena a scatenare le proprie armi è un’apoteosi di effetti particellari e confusione ordinata: wow. Squadra Caos potrebbe sembrare un’aggiunta dell’ultimo minuto, ma invece è una modalità chiave nel pacchetto e perfettamente in linea con la filosofia del gioco.

sunset overdrive

I colori e lo stile di questo TPS per Xbox One sono quasi commoventi, tanto ne sentivamo bisogno in questo ambiente che ormai concepisce il mondo in una scala di marroni e grigi. Somiglia più a Crazy Taxi che a inFamous, per dire. I dettagliati e verticali palazzi di Sunset City sono poi realizzati in maniera magnifica dal motore grafico del gioco, fisso sui 30fps in maniera pressoché costante: una perfetta testimonianza di come anche la console Microsoft potesse dare luce a creazioni videoludiche di impatto visivo non indifferente, soprattutto considerando la natura open world e le decine di nemici ed effetti in azione in ogni santo momento.

Spendendo qualche ultima parola sulle musichette stile punk e indie rock, oltre al doppiaggio completamente italiano (con qualche problema di sync), siamo pronti a chiudere questa recensione dicendovi che Sunset Overdrive rappresenta un ritorno al gotha videoludico per Insomniac Games, dopo i fasti del periodo PlayStation & PlayStation 2, riscattando alcune uscite poco edificanti proprio in tempo per il loro esordio in partnership esclusiva con il team Xbox di Phil Spencer e soci.

Sunset Overdrive


Sunset Overdrive è un videogame audace, una nuova IP che siamo lieti sia riuscita a raggiungere i suoi obbiettivi e forse anche superarli, regalando un classico istantaneo agli utenti di One, un franchise che Xbox avrebbe fatto bene a coltivare e rendere parte della propria rotazione di release first party. Purtroppo le cose non sono andate così…

L’articolo Back in Time – Sunset Overdrive proviene da GameSource.

Chi volesse scoprire per la prima volta, o rivivere, Star Wars: Knights of the Old Republic 2  su Nintendo Switch non dovrà ancora aspettare molto, in quanto l’uscita è prevista per Giugno. Con un cortissimo preavviso, Nintendo of America ha confermato come l’RPG di Obsidian arriverà a breve, per la precisione l’8 Giugno, su Nintendo E-Shop.

Il preorder digitale è attivo da ora. Per chi non conoscesse Star Wars: Knights of the Old Republic 2: The Sith Lords (conosciuto anche come Kotor: 2), si tratta di un RPG sequel standalone del classico gioco Bioware Knights of the Old Republic, del quale l’anno scorso è stato annunciato un remake. Assieme all’annuncio di Jedi: Survivor, questo titolo riaccende il brand di Star Wars, almeno sotto il lato dei videogiochi.

Star Wars: Knights of the Old Republic 2 Switch

Sappiamo di molto progetti a tema Guerre Stellari in cantiere. L’arrivo di questo classico su Nintendo Switch è solo l’inizio di una nuova sfilza di pubblicazioni che ci accompagnerà dal 2023 in poi. Se volete approfondire l’annuncio del nuovo progetto di Respawn invece, vi invitiamo a controllare il nostro articolo dedicato.

L’articolo Star Wars: Knights of the Old Republic 2 su Switch a Giugno proviene da GameSource.

Senua’s Saga: Hellblade II è senza ombra di dubbio uno dei titoli più attesi in assoluto del mondo videoludico.

Senua's Saga: Hellblade II

Dopo un primo capitolo di pregevolissima fattura, Ninja Theory sta lavorando duramente per portare nel mercato un sequel che possa superare in tutto e per tutto il primo capitolo.

Hellblade II è infatti probabilmente il titolo più ambizioso di questa casa di sviluppo che, oggi, ci ha voluto deliziare con un piccolo video backstage.

Il video mostra come è stato realizzato un gigante attraverso la tecnica del motion capture e, quindi, i vari step che portano dalla recitazione di un essere umano reale alla figura virtuale e animata del gioco.

Ricordiamo che la data di uscita di Senua’s Saga: Hellblade II non è ancora stata rivelata, ma sappiamo già che il titolo sarà disponibile su PC e Xbox Series X.

E voi cosa ne pensate? Attendete anche voi con trepidazione l’uscita di questo promettente titolo? Come sempre, vi invitiamo a dircelo nei commenti.

L’articolo Hellblade II: backstage sul motion capture proviene da GameSource.

Lo sapevi che oltre ai personaggi iconici come Crash Bandicoot, Spyro, Jak and Dexter e Ratchet & Clank ne esistono tanti altri che hanno avuto le loro piccole epopee nei primi anni 2000? Uno di questi personaggi si chiama Kao the Kangaroo, un canguro appunto, che si è fatto strada in diversi giochi usciti su PC, Dreamcast, Xbox e GameCube.

Kao the Kangaroo

Avete presente il detto “A volte ritornano”? Ecco, questo è il perfetto esempio di ciò di cui vi voglio parlare oggi, con il vero e proprio reboot della serie, chiamato: Kao the Kangaroo.

Un tuffo nel passato

Il team polacco di Tate Multimedia ha cercato di realizzare un gioco che sapesse fare leva sugli stilemi dei classici platform-adventure dell’epoca e questa cosa la noterai fin dai primi istanti di gioco.

Kao the Kangaroo
Avrai subito, pad alla mano, il controllo di Kao, che vede durante un suo sogno, la sorella Kaia scomparsa misteriosamente mentre era alla ricerca del padre, anch’esso scomparso misteriosamente. Prima che parta la prossima puntata di “Chi l’ha visto?”, ecco che Kao si sveglia e decide che forse è tempo di risolvere questo problema da sé.

Kao the Kangaroo

Parte così il classico livello tutorial che però, riesce a distribuire al meglio le varie meccaniche del gioco, che, sia chiaro, non sono tante ma si riusciranno a combinare piacevolmente nel corso dell’intera avventura. 

Kao è un canguro e non giriamoci attorno, lo sai benissimo a cosa stai pensando… si, avrà due bei guantoni da Boxe, posseduti da degli antichi spiriti abbastanza sarcastici che ci aiuteranno nel corso dell’avventura a far fuori nemici di ogni sorta e risolvere enigmi ambientali con l’utilizzo di tre elementi: fuoco, ghiaccio e vento.

Kao the Kangaroo
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal perfetto bilanciamento di questi elementi. Si passa continuamente da una sezione di combattimento ad una puramente platform. Da una platform con enigmi ambientali a combattimenti che ti richiederanno di usare fuoco o ghiaccio o vento, insomma un bel mix che non annoia mai. 

Veniamo però all’elefante nella stanza: la durata del gioco. Non aspettarti una lunga avventura quanto una breve e forse troppo intensa, che si brucia immediatamente senza dare mai troppo contesto a quello che succede con cutscene raffazzonate e poco curate.

Kao the Kangaroo
Ho giocato sempre cercando di completare i livelli al 100%, e ho portato a termine il gioco in 7 ore. Il tempo potrebbe ridursi di molto se non ti interessa minimamente dei collezionabili e prosegui dritto per dritto verso la fine di ogni livello.

Tanti pugni al vento

Lo so, sei forse rimasto scosso dalla breve durata del gioco, però, attenzione, è un bel gioco nel complesso e come ho detto poco fa, il gioco bilancia bene tutti gli stilemi di un classico platform-adventure a cui si aggiungono i collezionabili.

Kao the Kangaroo
Similmente a quanto avviene in Donkey Kong, potrai raccogliere in ogni livello tre lettere che formano la parola KAO, a cosa serve tutto ciò? A sbloccare voci extra nella Kaopedia con dettagli aggiuntivi sul mondo di gioco. Sostanzialmente, nulla all’atto pratico, non ci sono bonus, in quanto, sia i frammenti di cuori (in puro stile The Legend of Zelda) e le vite extra, si potranno comprare con le monete in ogni hub dei mondi di gioco.

Kao the Kangaroo

Un dettaglio Kao the Kangaroo che non ho apprezzato particolarmente è stato quello relativo alla difficoltà, praticamente inesistente, persino con i boss di fine mondo. Non esiste un selettore della difficoltà e ogni scontro, di conseguenza, sebbene ci sia un combat system che mi ha divertito (pur riducendosi il più delle volte al button mashing), non ho mai percepito una potenziale minaccia in tutto il gioco.

Kao the Kangaroo

Devo però ammettere che ogni livello è ben realizzato, colorato, sempre diverso e originale. I ragazzi di Tate Multimedia mi hanno catturato in questo universo bizzarro e sconosciuto per me che sono stato felice di scoprire, perché, nonostante qualche piccolo bug (correggibile sicuramente con una day one patch), Kao the Kangaroo è un tuffo nel passato, quello degli platform-adventure colorati, semplici e spensierati.

Parlando delle prestazioni, ho giocato su PlayStation 5 e il titolo rimane perfettamente ancorato ai 60 fotogrammi al secondo, nessun problema su questo fronte, perciò, ottimo lavoro al team di sviluppo, in quanto, un gioco del genere è bene che sia responsivo e fluido in ogni momento.

Kao the Kangaroo


Kao the Kangaroo è una lettera d’amore ai classici platform-adventure dei primi anni 2000. Riesce nell’impresa di raccontare una breve avventura, in un ottimo mix tra sezioni platform e combattimenti, purtroppo fiin troppo semplici per rappresentare anche solo una percezione di sfida per qualsiasi giocatore. Ogni livello è però ben strutturato, ricco di segreti e collezionabili da trovare come da tradizione. L’operazione nostalgia è superata, sebbene, Tate Multimedia avrebbe potuto osare di più con una maggiore esplorazione delle feature di gioco, uscendo, anche di poco, dalla comfort zone delle mascotte più popolari. 

L’articolo Kao the Kangaroo – Recensione proviene da GameSource.

Epic Games Store ha svelato il secondo gioco gratuito per festeggiare i Mega Saldi di Epic e si tratta di una trilogia che non possiamo non consigliarvi: l’intero franchise Bioshock è disponibile gratis! Per riscattarlo avete tempo fino a Giovedì prossimo. Il pacchetto contiene la Bioshock: The Collection, che comprende Bioshock, Bioshock 2 e Bioshock Infinite.

Bioshock gratis

 Si tratta delle versioni “remaster ” dei giochi Irrational Games che includono tutti i DLC, tra cui i “Burial at the Sea” di Infinite, particolarmente apprezzati ai tempi della loro pubblicazione.

Per chi non avesse ancora giocato Bioshock, l’opportunità di recuperarlo gratis deve essere la spinta per giocare questa trilogia di classici del genere FPS. In passato erano stati regalati anche su Playstation tramite il Playstation Plus. Purtroppo la serie sembra essersi spenta dopo l’abbandono di Ken Levine, storico direttore del franchise. Si vocifera di un possibile quarto capitolo senza Levine al timone, ma ancora non sappiamo nulla di concreto.

 

 

L’articolo Bioshock: intera trilogia gratis su PC proviene da GameSource.

Non sarebbe una primizia ma l’arrivo di Returnal su Steam sarebbe l’ultima di una serie di esclusive PlayStation a giungere su PC. Nello specifico è stato scoperto un interessante indizio su SteamDB relativamente a un progetto chiamato “Oregon”.

Returnal

Oregon non dice granché su cosa si tratti ma nella sezione relativa alla localizzazione vi sono rimandi ad Atropos (pianeta in cui è ambientato Returnal), Helios (la nave di Selene), la Torre di Sisifo (modalità survival inclusa nell’aggiornamento Ascension) e Returning (riferito probabilmente al loop temporale in cui si trova Selene).

Un ultimo indizio relativo all’arrivo di Returnal su Steam riguarda i tag scelti e che sono: Third-Person Shooter, Female Protagonist, Roguevania, Sci-fi, Exploration ecc. Si tratta di aggiornamenti fatti nella giornata odierna (dove sono arrivati diversi annunci da parte di Sony) ed è possibile che sia di preparazione all’ufficialità del porting.

Naturalmente si tratta di supposizioni belle e buone, quindi prendiamole come tali. Certo non sarebbe così improbabile che un titolo PlayStation 5, così come capita per Xbox, arrivi su PC tramite Steam o Epic Games Store. A questo punto Giugno potrebbe confermarsi, nonostante la mancanza dell’E3, un mese caldo per il mercato videoludico.

L’articolo Returnal: in arrivo su Steam? proviene da GameSource.

Dopo Starfield, un’altra esclusiva console Microsoft ha subito uno slittamento. Nelle scorse ore, il produttore Coatsink e gli sviluppatori di Sad Cat Studios hanno infatti annunciato che Replaced è stato rinviato al 2023.

La causa di questa decisione va ricercata nella situazione oltremodo drammatica che sta imperversando in Ucraina. Come recita il messaggio pubblicato sui canali social, “Sad Cat Studios è composto da un talentuoso team che proviene sia dalla Bielorussia che dall’Ucraina. Sfortunatamente, la guerra che sta imperversando in Ucraina ha avuto un forte impatto sullo sviluppo di Replaced, poiché la maggior parte del team che vi lavora risiede nelle regioni limitrofe agli scontri”.

replacedSpostare il lancio del gioco in un periodo non meglio precisato del 2023 consentirà tanto agli autori quanto alle loro famiglie di trasferirsi in un luogo sicuro. Nonostante ciò, gli esponenti dello studio assicurano che “stiamo continuando a lavorare sodo per raggiungere gli standard qualitativi che i nostri fan si aspettano da noi dopo aver ammirato il trailer, ma diamo la priorità alla salute fisica e mentale degli sviluppatori non forzando le scadenze originarie. Grazie a tutti per la pazienza e il supporto che vorrete continuare a darci per Sad Cat e il progetto di Replaced”. Replaced è infatti atteso su Xbox One, Xbox Series S, Xbox Series X e PC tramite Steam e Epic Games Store.

L’articolo Replaced per Xbox e PC rinviato al 2023 proviene da GameSource.

Quando in redazione è spuntata la possibilità di provare in anteprima un titolo come Metal: Hellsinger, ho sentito dentro il me stesso della metà degli anni ’90 che diceva “Cool!!“, come in una pessima imitazione degli inarrivabili Beavis & Butthead.

Si, perché dovete sapere che in quel tempo, con molti più capelli e molta meno barba e anni sul groppone, decisi di incanalare parte delle mie (all’epoca) infinite energie nell’abbracciare il più possibile uno stile di vita dannatamente Heavy Metal. Perché? Perché era maledettamente fico. Ci sono riuscito? Vedi sopra la citazione a Beavis & Butthead.

Metal: Hellsinger

Rock’n’Roll Baby!!

Cosa c’entra questa mia elucubrazione con l’anteprima di Metal: Hellsinger? C’entra eccome, visto che il gioco di The Outsiders, che sarà distribuito da Funcom più avanti in questo 2022, è un FPS/Rhythm Game a base di demoni, fucilate e musica metal pompatissima, e visto che le buone abitudini non muoiono mai…

Musica metal e videogames sono due cose che riescono ad andare a braccetto spesso e volentieri. Senza voler considerare il troppo sottovalutato Brütal Legend, che faceva dell’immaginario storico metal la propria ambientazione, una miriade di altri titoli hanno pescato a mani basse da questa peculiare sottocultura musicale, e non soltanto per quanto riguarda le colonne sonore! Titoli che spaziano dal AAA all’indie, come DOOM, Doom Eternal, Slain e Valfaris sono un esempio lampante di quanto vi sto dicendo.

Metal: Hellsinger

In questo incasinato mosh pit di rabbia, pixel e assoli distorti, Metal: Hellsinger è pronto a dare battaglia al resto della cricca proponendo una interessante rivisitazione di un genere ormai più che classico. A un primissimo avvio, Metal: Hellsinger sembra presentarsi come l’ennesimo fps, con una fortissima ispirazione alla serie di Doom. Ci siamo noi, nei panni di un’entità diabolica davvero mal disposta nei confronti dei suoi simili, livelli infernali pieni zeppi di teschi, fuoco, fiamme, dannati impalati e amenità del genere e, naturalmente, tonnellate di poteri arcani e spaventose armi da fuoco, realizzate con una estetica apocalittica che è veramente (passatemi la pessima freddura), la fine del mondo.

Quindi, in cosa Metal: Hellsinger si differenzia dagli altri “doomlike“? In una meccanica che ben si sposa con un titolo indissolubilmente legato a un genere musicale: la componente da rhythm game!

Mentre saremo impegnati a massacrare orde demoniache assortite infatti potremo, e dovremo, mettere a segno dei colpi secondo una precisa tempistica ritmica, basata ovviamente sulla “tranquillissima” colonna sonora in sottofondo. Attaccando gli avversari al momento giusto (segnalato da un inquietante bagliore) saremo in grado di creare effetti devastanti per il malcapitato. Concatenando il tutto in una bella combo, saremo in grado di infliggere quantità mostruose di danno, utili per avere ragione anche dei nemici più coriacei. Il tutto, non mi stancherò mai di ripeterlo a ritmo di metal. E che metal!

Gods of Metal

Già, perché dovete sapere che la colonna sonora di Metal: Hellsinger è firmata da una nutrita schiera di artisti della scena. La soundtrack del gioco, che vi ricordo uscirà per PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X e S nel corso di quest’anno, è opera di gente come Randy Blythe (Lamb of God), James Dorton (Black Crown Initiate), Matt Heafy (Trivium), Dennis Lyxzén (Refused e INVSN), Tatiana Shmailyuk (Jinjer), Mikael Stanne (Dark Tranquillity), Björn Strid (Soilwork), Alissa White-Gluz (Arch Enemy) e, ultimo ma non ultimo, Serj Tankian dei System of a Down.

Metal: Hellsinger

Quella sulla quale ho messo le mani (e giocato ancora e ancora!) è una versione dimostrativa del gioco, e quindi ovviamente non completa, ma che fa il suo senza mettere in risalto grossi difetti. Tutto fila liscio e fluido, anche alla massima risoluzione, i comandi rispondono bene e la difficoltà, per quel poco che ho potuto progredire, sembra ben bilanciata.


Grandi speranze e aspettative per Metal: Hellsinger quindi, che mi auguro non vengano disattese. Perché sennò, il metallarozzo dentro di me piangerebbe. E un vero metallaro non deve piangere. Mai.

L’articolo Metal: Hellsinger – Anteprima proviene da GameSource.

Street of Rage 4, una delle più grandi sorprese indie degli ultimi anni, è ora disponibile anche su Android ed iOS. Nato come revival dell’abbandonata serie di brawler SEGA, il titolo si è guadagnato un ottimo successo grazie allo stupendo comparto grafico ed il gameplay semplice ma autentico alla serie originale. Per il prezzo di 7,99 euro è un buon affare, considerando come su console venga ancora 25 euro. Ovviamente i controlli touch sono meno responsivi del pad, ma il gioco si presta bene alla portabilità.

Streets Of Rage 4 Android iOS

Il genere beat’em up sembrava essere morto negli anni ’90, Street of Rage 4 ha invece dimostrato come abbia ancora un posto nel mercato moderno e il porting Android e iOS può ampliare maggiormente il pubblico. Le prime recensioni su Play Store parlano di una versione ben fatta, con rari problemi su modelli specifici di telefono, cosa difficile da evitare con l’eterogeneità del mercato. Ricordiamo che, nel caso non vogliate usare i controlli touch, il gioco supporta i pad bluetooth  sia su prodotti targati Apple che con ogni modello Android.

L’articolo Street of Rage 4 disponibile per Android e iOS proviene da GameSource.

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