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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Negli uffici di Milano ho potuto provare due dei titoli in uscita il prossimo anno sotto l’etichetta 505 Games, nata proprio a Milano nel 2006 e salita alla ribalta con la pubblicazione di Cooking Mama e Zumba Fitness, fino ad arrivare a partnership importanti quanto quella con Remedy per la pubblicazione di Control.

505 Games

La premessa: tanto per questa anteprima quanto per quella dei titoli Hook provati allo stesso evento non commenterò eventuali performance tecniche quali cali di frame rate, compenetrazioni o simili, dato che le build giocate erano, nella maggior parte dei casi, prime build o alpha ben lungi dalla pubblicazione, quindi legittimamente “ruvide” dal punto di vista tecnico, appunto, anche se ho potuto giocare tutto su PC, con caratteristiche elevatissime, forniti da AK Informatica, partner di 505 Games e Hook per l’evento.

I titoli che ho potuto provare sono Miasma Chronicles e Stray Blade. Lascia che te ne parli un po’.


Miasma Chronicles

In arrivo su Xbox Series X|S, PlayStation 5, PC e Amazon Luna, Miasma Chronicles è ambientato in un futuro non troppo distante, nel quale l’America è stata distrutta da un evento cataclismatico chiamato “Miasma”, una sorta di tossica diffusione che avviluppa gli esseri viventi e li calcifica; il protagonista Elvis si trova abbandonato da piccolo dalla madre, ma con un lascito tanto potente quanto enigmatico, un guanto in grado di controllare il Miasma. Per farti immaginare il genere, prima di parlartene, il team di sviluppo è The Bearded Ladies, già creatore di Mutant Year Zero: Road to Eden, quindi siamo negli stilemi di un’avventura tattica con elementi RPG.

Miasma Chronicles

Nel mio provato, localizzato più o meno all’inizio del gioco, ho preso confidenza con il combat system e parlato con un po’ di NPC nella cittadina di Sedentary, senza quindi riuscire ad upgradare le armi o il mio equipaggiamento, ma sento comunque di aver saggiato il cuore di quella che è l’esperienza che Miasma Chronicles vuole restituire, ossia quello di un validissimo entry point per i non-aficionados nel genere, nel contesto di una narrazione interessante seppur, almeno da quel poco che ho visto, non straordinariamente originale. Pur partendo da un artstyle che non farà sentire troppo spiazzati i fan del precedente titolo e, per fare un altro esempio, della serie di X-COM, la realizzazione tecnica del gioco in pubblicazione presso 505 Games è davvero ottima: gli ambienti sembrano “vivi”, pur se colpiti dal Miasma, e i modelli di protagonisti e nemici sono ben fatti, tanto da trasudare la capacità di un team che può tranquillamente considerarsi un tripla A.

Lo skill floor sembra basso il giusto, e prendere confidenza con i comandi di gioco, anche su pad Xbox, è stato quasi immediato, e ho potuto sperimentare un paio di tattiche diverse, una volta in battaglia, grazie ad una IA nemica per ora poco aggressiva e che mi ha lasciato ampio spazio per l’errore più di una volta: quello che ho trovato rinfrescante, data anche la mia scarsa esperienza con il genere al di fuori di Mario + Rabbids Kingdom Battle, è proprio quanto il mondo sia e dia al di fuori del combattimento, tanto che si potrebbe tranquillamente confondere Miasma Chronicles con un Fallout Tactics in chiave moderna, se visto di sfuggita. Non ho trovato loot particolarmente interessante, chiaro, ma lo stimolo all’esplorazione c’è ed è ben direzionato dal design degli ambienti e il level design in generale. Forse il tattico a turni ha poco da innovare in fatto di level design, e ora per molti titoli è quasi tutto un lavoro di fino e di smussamento dei pochi spigoli rimasti, ma spero qualche titolo mi dimostri il contrario, durante questa o la prossima gen, magari proprio un gioco 505 Games.

Miasma Chronicles

Parte del mondo fuori dal combattimento è fatto di NPC, come ti dicevo, e le interazioni con essi sono piuttosto elementari, per quanto i dialoghi siano scritti abbastanza bene: forse si fa un po’ troppo affidamento all’immaginario del tipico Kentucky, con ubriaconi strafatti di moonshine e sindaci fumatori di sigari, ma Miasma Chronicles sembra sempre volenteroso di aggiungerci un suo piccolo twist. In toto la mia esperienza con il gioco è stata interessante e soddisfacente, e non vedo l’ora di poter provare il gioco completo in una data imprecisata del 2023.


Stray Blade

Anch’esso fissato per un 2023 generico e sempre pubblicato da 505 Games, Stray Blade è un action RPG dove ci troveremo a vestire i panni di un archeologa che, dopo anni di ricerche sulla misteriosa Valle di Acrea, finalmente ci arriverà… solo per morire alle sue porte. Riportati in vita dall’ibrido lupo-elementale Boji, per tornare al nostro mondo dovremo riportare equilibrio in questa terra segnata dal conflitto. Ecco, se Miasma Chronicles è un gioco che si vende bene anche solo vedendolo, Stray Blade lo posizionerei all’esatto opposto: art style, stile grafico, asset di gioco, tutto urla… giocattoloso, ma non il combattimento. Te lo assicuro, non il combattimento.

Stray Blade

Il contrasto fra ciò che si vede e come si gioca è al centro della mia esperienza e, soprattutto, della previsione delle difficoltà che Stray Blade ha davanti: è come se visuals e feel di gioco parlassero due linguaggi diversi, e, Tunic e Death’s Door ne sono due esempi, è una sottile linea rossa molto scomoda su cui stare in equilibrio. Il combattimento di Stray Blade è infatti ben strutturato, e si intravede la profondità che sarà in grado di regalare quando si avranno più delle poche armi che il mio provato mi ha concesso, però, in un contesto così Kingdoms of Amalur: Reckoning-like come questo, potrebbe attrarre il target sbagliato. Non potremo andare avanti senza pensare e con attenzione, perché gran parte delle cose nel mondo di gioco sono lì per ucciderci, dalle piante agli animali, alle legioni di soldati dispiegate per la mappa.

Il player-feedback è davvero molto buono, con un saggio utilizzo di quei freeze-frame, caratteristici dei migliori picchiaduro, che sono il modo migliore di farci capire che il nostro colpo ha connesso con il nemico; l’introduzione di un attacco “abbatti-stamina” da parte del nostro comprimario Boji, esserino che non smetterà di commentare molto di quello che faremo (e le volte che moriremo), aggiunge un nuovo livello al già stratificato sistema di combattimento fatto di schivate, attacchi veloci ma poco potenti, e aerobiche evoluzioni, che sì, tolgono parecchia vita al nemico, ma che ci lasciano anche scoperti a un attacco nemico che può interrompere con facilità il caricamento del nostro.

Stray Blade

Anche in questo caso, su loot e personalizzazione ho poco da dire, visto il poco che ho potuto sperimentare a riguardo, ma il cuore della player experience è sicuramente il combattimento, e Stray Blade lo fa eccezionalmente bene. A livello tecnico qui ci sono alcune incertezze, ma, come premesso, è qualcosa da aspettarsi nel momento in cui si è davanti a un alpha.


In toto i titoli di 505 Games in arrivo l’anno prossimo mi hanno intrigato, per motivi diversi, e sono curioso di vedere dove proseguirà la strada sia dei due titoli che dei team al lavoro su di essi. Come ti anticipavo, non ho provato solo titoli di 505 Games ma anche due giochi di Hook, etichetta di publishing nata dalla costa di 505 e che mi ha concesso di provare due suoi prodotti, compresa una piccola anteprima di uno stealth-horror che, pur terrorizzandomi, mi ha intrigato molto, ma ve ne parlo in questo articolo.

L’articolo Lineup 2023 di 505 Games – Provato proviene da GameSource.

Hard West 2 di Good Sheperd Entertainment è un gioco che ci riporta nel selvaggio ovest, ma stavolta, accanto a cowboy dal grilletto facile, sceriffi corrotti, fattorie di hillbilly e l’occasionale serpente a sonagli, avremo a che fare anche con demoni, non-morti e il Diavolo in persona o chi per lui.

Non è un mondo facile, amigo, quindi ecco per te la lista completa degli Obiettivi per Steam che puoi sbloccare cavalcando per le praterie infestate di Hard West 2 e tutti i modi per ottenerli. Ricordati solo di prendere una borraccia piena e una pistola carica prima di avventurarti nel deserto.

Hard West 2

Obiettivi di Hard West 2:

  • Tutto qui?: Uccidi 100 banditi
  • Veri Temerari: Completa “Temerari” in non più di 8 turni con tutti gli obiettivi completati
  • Quei maledetti non-morti: Uccidi 100 revenant
  • Non è la mia tribù: Uccidi 100 Danzatori dell’Ombra
  • Prima volta?: Completa “Fregare il boia” in non più di 4 turni con tutti gli obiettivi completati
  • Mezzogiorno di fuoco: Completa una missione usando solo pistole
  • Affronta le tue paure: Completa “La visione di Flynn” in non più di 10 turni con tutti gli obiettivi completati
  • Esperto in demolizioni: Completa “Uscita esplosiva” in non più di 8 turni con tutti gli obiettivi completati
  • Libro di Mosè: “Completa “La fattoria degli O’Kane” in non più di 8 turni con tutti gli obiettivi completati
  • In cerca di tracce: Completa “Al gelo e Calla Calla” in non più di 10 turni con tutti gli obiettivi completati

Hard West 2

  • Legame spirituale: Raggiungi il massimo di lealtà con Cla’lish
  • Amico di una strega: Raggiungi il massimo di lealtà con Flynn
  • “Biting” Ben: Completa “Una piaga su questa terra” in non più di 12 turni con tutti gli obiettivi completati
  • Il numero della Bestia: Uccidi 666 nemici
  • Cacciatori di teste: Completa “Ricercata: Lady Shrike” in non più di 15 turni con tutti gli obiettivi completati
  • Colpo al treno: Completa “Il rapido 3:10 per il paradiso” in non più di 1 turni con tutti gli obiettivi completati
  • Giocata Lenta: Forma una scala con quattro membri della posse contemporaneamente
  • Pokerista: Forma una scala reale con quattro membri della posse contemporaneamente
  • Rapinatori leggendari: Completa “Il grande colpo al treno” in non più di 10 turni con tutti gli obiettivi completati
  • Fai con calma: Completa il gioco in difficoltà Facile
  • Vicino alla faglia: Completa “Cavalcafaglia” in non più di 10 turni con tutti gli obiettivi completati
  • Non era poi COSI difficile: Completa il gioco in difficoltà Difficile
  • Facili bersagli: Completa una missione usando solo fucili
  • Ora è la nostra tribù: Raggiungi il massimo della lealtà con Cervo-Che-Ride
  • Capolinea: Completa “L’ultima Corsa” in non più di 12 turni con tutti gli obiettivi completati
  • Portare un coltello a una sparatoria: Completa una missione usando solo armi da mischia
  • Un amico non cosi santo: Raggiungi il massimo della lealtà con Lazarus
  • Pazienza granitica: Forma un Full con 4 membri della posse contemporaneamente
  • Piena potenza: Completa una missione usando solo fucili a pompa
  • L’amico di un uomo morto: Raggiungi il massimo della lealtà con Vecchio Bill
  • Ora si che si ragiona: Completa il gioco in difficoltà Incubo
  • Cacciatore di demoni: Uccidi 60 Progenie Infernali
  • Amici per la pelle: Raggiungi il massimo di lealtà con tutti i membri della posse

Hard West

L’articolo Hard West 2 – Lista Obiettivi proviene da GameSource.

Il 2022 è stato un anno a dir poco controverso e per certi versi agrodolce per il panorama dei calcistici videoludici. Tra il ritorno in buona forma di eFootball 2023, l’arrivo sempre più vicino di Goal e UFC e soprattutto il nuovo corso intrapreso da FIFA e EA Sports, separatesi dopo quasi un trentennio di gloriosi successi, il futuro del calcio virtuale è al contempo interessante, ma anche incerto. Per tal motivo, abbiamo strizzato subito l’occhio a quel FIFA 23, chiamato a fare da passerella finale per suggellare un rapporto d’amore finito in tragedia. A dispetto di quanto si potesse immaginare, i ragazzi di Electronic Arts hanno voluto concludere al meglio il gargantuesco sodalizio con un ultimo FIFA ricco come non mai di contenuti, tanto per quanto concerne le attività di gioco quanto da un punto di vista del gameplay.

Vogliamo però precisarlo per evitare ogni tipo di dubbio: FIFA 23 non è un prodotto rivoluzionario, ma compie i giusti passi nelle giuste direzioni, e nel complesso risulta un ottimo capitolo, capace come sempre di tenere incollati allo schermo i giocatori per tutta la stagione, in attesa di un 2023 che si preannuncia a dir poco rivoluzionario.

FIFA 23

Hypermotion 2: dimmi che sei diverso senza dirmi che sei diverso

L’aspetto più importante di questo FIFA 23 è senza dubbio legato all’introduzione dell’HyperMotion 2, versione evoluta e migliorata del nuovo motore di gioco che spinge la produzione, almeno nella sua versione next-gen. Le oltre 6000 nuove animazioni apportate all’intelaiatura già complessa del gioco hanno ampliato a dismisura le movenze dei giocatori sul rettangolo verde virtuale, con pesanti conseguenze anche per quel che riguarda il gameplay in generale. Le nuove animazioni e soprattutto la nuova fisicità dei giocatori, unite a una fisica della palla molto più “dura” e meno leggera che in passato, rendono l’esperienza di gioco decisamente diversa rispetto alle scorse edizioni.

FIFA 23 è, pad alla mano, molto più lento, sia nei ritmi sia proprio in generale nelle movenze dei giocatori che, a dispetto di un ritmo sempre e comunque più frenetico rispetto alla concorrenza, sono ora caratterizzati da una resa in campo più “pesante”. Durante le già tante partite fatte, sia contro l’IA sia contro avversari “umani”, abbiamo potuto appurare inequivocabilmente la presenza di ritmi di gioco fortemente più bassi, in cui anche i giocatori più agili e sguscianti, tipo Neymar, Vinicius, Mbappè e via dicendo, non hanno quell’esplosività che gli permette di volare via palla al piede e che di conseguenza non permette ai giocatori di abusare di un sistema di gioco fin troppo orientato al “run and gun” piuttosto che all’azione ragionata.

FIFA 23

Di conseguenza, quest’anno come non mai, la fase d’attacco è incentrata fortemente sul possesso palla, sul “tiki-taka” in stile Guardiola per intenderci, cosa che rende le dinamiche di gioco profondamente diverse anche all’interno di Ultimate Team, in cui i giocatori più forti tecnicamente ma magari meno veloci sono comunque assolutamente utilizzabili e, anzi, aiutano non poco nel costruire una manovra che, mai come in questa edizione del calcistico più amato al mondo, vuole partire da uno stilema di gioco più vicino alla controparte reale. La fase offensiva è stata poi impreziosita con il “power shot”. Tale meccanica, un po’ come avviene con il tiro sensazionale di eFootball, permette al giocatore di sferrare un super colpo quasi impossibile da parare, a patto di indovinare sia i tempi sia l’angolazione giusta.

Il mix di spettacolarità e “credibilità” rende il nuovo FIFA 23 un prodotto appagante per tutti giocatori, che siamo convinti troveranno in questa nuova struttura di gioco un piacevole porto sicuro per tutta la stagione.

FIFA 23

La difesa che ci piace

Parlando di gameplay e di novità, introdotte grazie al nuovo HyperMotion 2, è impossibile anche non menzionare la difesa e in generale le fasi di “non possesso”. I giocatori si muovono in maniera più consapevole in mezzo al campo e sembrano avere molta più “voglia” di coprire le zone scoperte anche senza l’intervento del giocatore. Questa dinamica è fondamentale nell’economia della difesa, anche perché il sistema di controllo dei giocatori è diventato meno “generoso” e gli atleti virtuali sono più complicati da manovrare quando si tratta di intervenire sugli attaccanti avversari per rubare il pallone. Per intenderci, è diventato tutto più “manuale”, e anche i contrasti vanno fatti con una maggiore precisione, proprio che perché il team di sviluppo ha deciso di rendere la manovra difensiva allo stesso tempo più “proprietaria” del giocatore ma anche anche più consapevole in modo autonomo, in un sistema generale che, complessivamente, almeno fino a questo momento, ci ha suscitato sensazioni molto positive, per quanto non nascondiamo che siamo andati fin troppo “a vuoto” in qualche occasione di troppo che ci è costata cara ai fini del risultato finale di diverse partite.

Rimanendo in tema di difesa, ci sono piaciuti molto il nuovo sistema di scivolate e i nuovi contrasti arei, che sottolineano ancora una volta la voglia di dare più fisicità a tutti i giocatori, un aspetto che chiaramente si avverte di più utilizzando proprio i difensori, o comunque quei giocatori più prestanti fisicamente, che riescono a restituire in maniera più concreta questo nuovo feeling. In generale, comunque, abbiamo apprezzato la voglia di rendere il tutto un po’ più complesso, seppur con alcune incertezze relative soprattutto ad alcune dinamiche legate ai rimpalli e alle animazioni non sempre a fuoco del pallone.

FIFA 23

I calci piazzati

Chiudendo il discorso sul gameplay, dobbiamo spendere due paroline sui nuovi calci piazzati. Per FIFA 23, Electronic Arts ha pensato bene di modificare pesantemente la struttura sia dei rigori sia delle punizioni sia dei calci d’angolo, diventati nelle ultime edizioni un terno a lotto complicato da valutare. Con il nuovo sistema, EA ha introdotto un sistema di controllo più specifico, con i giocatori che, grazie a una grafica molto curata, possono stabilire anzitempo la traiettoria e il punto di impatto sulla palla, per dar vita così a colpi balistici dal sapore sempre diverso. Abbiamo apprezzato parecchio in particolare i calci d’angolo, che hanno in qualche modo “rotto” l’abuso fatto negli scorsi anni con i vari bug “scovati” dai giocatori, mentre abbiamo qualche riserva in più sui calci di punizione e sui rigori, che ci sono sembrati forse eccessivamente complessi e che richiedono sicuramente più tempo per una piena padronanza, ragion per cui, magari, torneremo a parlarne nel corso delle prossime settimane.

FIFA 23

Calcio e spettacolo dall’Old Trafford

Rimanendo in tema di animazioni e di movenze, vogliamo subito affrontare il discorso dell’aspetto tecnico e grafico del gioco, storicamente molto caro alla maggioranza degli appassionati. Da questo punto di vista, FIFA 23 si conferma un prodotto molto conservativo, con un quadro complessivo molto in continuità con quello che è stato il capitolo precedente, ma con diverse aggiunte “marginali” sicuramente molto interessanti e relativamente importanti. Se la resa degli atleti in campo in termini di modellazione poligonale e densità di pixel rimane pressoché invariata rispetto a dodici mesi fa, sono i dettagli a fare la differenza in questo nuovo capitolo.

I riflessi sui capelli, l’angolazione delle luci, finanche le gocce d’acqua sul terreno bagnato rasentano sempre di più la maniacale voglia di rendere gli elementi di contorno un punto centrale di tutta la produzione, un aspetto da sempre molto caro all’azienda canadese e che anche quest’anno sembra voler fare la differenza. A ciò si aggiungono una quantità spropositata di nuove animazioni, che riescono nel difficile compito di migliorare un quadro generale già di per sé a dir poco invidiabile. Durante le partite abbiamo assistito a strattonate di maglia, a tentativi maldestri di asciugarsi il sudore o più semplicemente a una gestualità molto marcata, che ha aumentato non poco il fattore immersività, che con FIFA 23 raggiunge nuove vette qualitative. Sul piano più “pratico” però le nuove animazioni si traducono anche in un feeling migliore a livello di gameplay, con scivolate, contrasti e in generale tutto il movimento del corpo degli atleti virtuali che risulta sempre più credibile e visivamente appagante.

FIFA 23

In termini “numerici” FIFA 23 è un prodotto che funziona molto bene visivamente e offre una stabilità generale, tanto nei server quanto e soprattutto in termini di qualità grafica, come al solito invidiabile. Abbiamo testato il gioco su Xbox Series X grazie a un codice che ci ha fornito il publisher in anteprima, macchina su cui il titolo di Electronic Arts ha sfoggiato un ottimo comparto audiovisivo sulla nostra TV 4K HDR di generose dimensioni, senza perdite di qualità o incertezze varie. Certo, non mancano alcuni bug e piccoli singhiozzi occasionali, ma nel complesso il lavoro svolto dal team quest’anno, per quanto al risparmio, ha sicuramente funzionato a dovere. Molto valido, come al solito, è anche il comparto sonoro.

I suoni “ambientali” del gioco rendono i match virtuali sempre più appaganti, quest’anno grazie anche a una telecronaca che finalmente funziona bene e non “stona”, è il caso di dirlo, col resto dell’offerta. Il duo Pardo-Adani quest’anno sembra in grande spolvero, con tante nuove frasi aggiunte e soprattutto una maggiore precisione negli interventi, grazie ai quali si avverte con forza la voglia del team di sviluppo di offrire una telecronaca più realistica e meno “occasionale”. Molto buona, infine, la colonna sonora: EA l’ha presentata, come al solito, un po’ prima dell’arrivo del gioco, e dobbiamo ammettere che passare tempo tra i menù di gioco è come al solito un piacere, grazie proprio alla qualità delle tracce scelte dal team per quest’ultimo viaggio, almeno per come abbiamo imparato a conoscere FIFA durante questi anni.

FIFA 23

Modalità di gioco: più Carriera per tutti, ma non per tutti

Arriviamo, di conseguenza, all’aspetto come al solito più importante e generoso dell’offerta contenutistica targata Electronic Arts che, anche su FIFA 23 e anzi soprattutto con questo capitolo, risulta a dir poco esorbitante. Sul piano delle modalità di gioco disponibili, infatti, FIFA 23 è senza dubbio il più ambizioso della serie a nostra memoria, e lo si capisce già subito dopo i primi contatti avuti con il gioco. L’ultimo titolo sotto la nomenclatura FIFA offre infatti un quantitativo impressionante di modalità, che non si discostano chiaramente dal passato, e sono pensate per venire incontro alle esigenze di tutti i giocatori, sia quelli “competitivi” sia i lupi solitari. Proprio parlando di questi ultimi, dobbiamo subito levarci il dente relativo alla Carriera che, come al solito, si divide in Allenatore e Giocatore. Quest’anno, le due modalità regine dell’offerta single player di FIFA 23 si presentano ai nastri di partenza con poche novità rispetto alla passata edizione, conseguenza della natura “di transizione” del capitolo, seppur comunque alcune dinamiche inserite risultino decisamente intriganti.

FIFA 23

Nella carriera Giocatore, ad esempio, sono stati inseriti dei dialoghi prima di ogni partita o comunque una sorta di “eventi” in cui il giocatore controllato può decidere come interagire col prossimo, con conseguenze dirette sulla sua personalità, che cambia in qualche modo in base proprio alle risposte date via via che passano le settimane. Inoltre, da quest’anno il giocatore può scegliere come passare il tempo al di là del calcio giocato, con investimenti, attività extra e via dicendo, che impattano ancora una volta sulla sua personalità, seppur comunque questo aspetto non vada a incidere più di tanto con la cosa più importante, ossia il campo. Una volta scesi sul rettangolo verde, di novità vere e proprie non ne abbiamo trovate, con un sistema di valutazione molto simile agli scorsi anni che si basa sulla riuscita dei vari obiettivi assegnati a inizio gara.

FIFA 23

Discorso molto simile per la Carriera Allenatore, che arriva sul mercato con un parco novità molto limitato e soprattutto di natura “estetica”. Abbiamo potuto apprezzare la presenza di menù più scattanti e più immediati o dei diagrammi più semplici con cui monitorare il Vivaio o gli obiettivi di mercato, nel tentativo (riuscito) di rendere l’esperienza di gioco più concisa e immediata possibile, cercando di limitare quei tediosi passaggi infiniti da fare per accedere a una o un’altra sezione di gestione del team. A livello pratico, però, le novità sono ben poche. La carriera prosegue in maniera tutto sommato molto classica, e non abbiamo notato grandi stravolgimenti in termini di avanzamento degli anni di gioco, dello sviluppo dei giovani e del mercato, che rimangono fondamentalmente ancorati alle ultime iterazioni del gioco.

A dire il vero, abbiamo avvertito una maggiore “facilità” in alcune operazioni di mercato e un tentativo se vogliamo riuscito in parte di dare un po’ più di credibilità alle operazioni anche tra squadre mosse dall’IA, ma siamo comunque ancora lontani da una formula credibile e appagante al cento per cento. Abbiamo apprezzato però la dinamiche della valutazione delle trattative, la quale dà un tocco di “dinamicità” a tutta l’offerta grazie a un sistema che va a influenzare anche il morale di alcuni giocatori che intervengono in alcuni casi, dando il loro giudizio sulle operazioni e indicando una sorta di obiettivi dinamici da poter seguire durante le sessioni di mercato. Proprio in termini di IA abbiamo notato anche una buona gestione della difficoltà di gioco, per quanto però persiste il solito problema nel bilanciamento dei team, che sembrano un po’ tutti uguali sul campo a dispetto del loro livello globale o del loro stile di gioco. In definitiva, la Carriera di FIFA 23 è un po’ da considerarsi rimandata al prossimo anno, seppur non vediamo l’ora di riportare il Parma nel calcio dei grandi, magari con il grande ritorno in Serie A di Hernan Crespo, stavolta però sulla panchina e non sul campo, a difendere i colori gialloblu come un tempo.

FIFA 23

Tutti pazzi per il FUT

La parte finale della recensione la vogliamo dedicare a quello che è il cuore pulsante di FIFA 23: il FUT. La modalità Ultimate Team, su cui torneremo in maniera più approfondita in altra sede, è diventata ormai da anni l’epicentro di tutto il mondo FIFA e anche quest’anno, per salutare il ventennale sodalizio giunto al termine, si conferma la modalità su cui EA ha investito la maggior parte del suo tempo e delle sue energie. Sia chiaro, le modalità di gioco principali sono rimaste invariate, ma sono state ampliate con l’arrivo dei Momenti, una modalità di gioco pensata maggiormente per i giocatori che hanno meno tempo per star dietro alle tante sfide da portare al termine. In “Momenti”, le cui sfide verranno aggiornate in maniera settimanale, è possibile prendere parte a sfide dalla difficoltà via via sempre maggiore, che danno accesso a una nuova valuta, contraddistinta con una stella viola.

Queste “stelle” possono poi essere utilizzare per comprare pacchetti giocatori e consumabili di vario tipo, andando così ad aiutare non poco i giocatori che non spendono soldi sul gioco e che si affidano al “semplice” farming per andare avanti. Le sfide in questione variano da tipologia in tipologia, e permettono di rivivere momenti speciali di alcuni giocatori (Mbappè ecc) e anche degli allenatori migliori (Klopp è il primo), ma spaziano anche in tipologie differenti e più generiche, in cui magari vi viene chiesto semplicemente di vincere una partita, fare degli assist, e via dicendo. Per quanto potesse sembrare all’apparenza un’aggiunta relativamente trascurabile, i Momenti si sono invece rivelati un contenuto di grande livello, capace di ampliare non poco l’offerta ludica all’interno del FUT.

FIFA 23

L’altra grande novità in seno all’Ultimate Team di FIFA 23 è sicuramente quella dell’Intesa, pesantemente cambiata nella sua identità per come ormai avevamo imparato a conoscerla e a “farla nostra” negli ultimi anni. Da quest’anno infatti, il vecchio sistema con linee colorate e la scala numerica su 100 viene rimpiazzata da un nuovo format a “rombi” con cui i sopracitati simboli indicano il livello di ogni giocatore, che va da un minimo da zero a, appunto, tre rombi, per un massimo di 33 punti totali di intesa.

La grande variazione è quella che però prevede i giocatori che non necessitano più di un collegamento diretto per dare o ricevere intesa, ma basta semplicemente metterli in campo per ottenere una maggiore affinità. Inoltre, da quest’anno, non sono previsti malus in caso di giocatori schierati senza intesa, ma questi ultimi, semplicemente, non prendono bonus e rimangono con le loro statistiche di base. Un’altra importante aggiunta riguarda il Cross-Play, che sarà attivo dal day one per alcune dinamiche di gioco del FUT, tra cui le Amichevoli, diventate negli ultimi anni un po’ l’epicentro di tutto il sistema di gioco, soprattutto considerando gli svariati obiettivi sbloccabili proprio in tal modo.

fifa 23

Questa dinamica andrà certamente approfondita con il passare del tempo, ma siamo convinti che possa fare sicuramente la felicità di molti giocatori, non come il mercato unificato, che invece non sembra essere molto apprezzato dai fan, per quanto però fino a questo momento non ci è sembrato un problema, anzi. Il “nuovo-vecchio” FUT, insomma, funziona alla grande e siamo convinti che se questa è la nuova base di partenza, i prossimi anni potranno regalare grandi soddisfazioni e tanto divertimento a tutti i giocatori appassionati.


FIFA 23 è un titolo che funziona nonostante il suo voler giocare al risparmio, con tante piccole novità che rendono l’esperienza di gioco decisamente più completa, soprattutto “online” e con il FUT. Sotto questo punto di vista, le modalità competitive diventano sempre più appaganti, e per tal motivo ci spiace dover sottolineare quanto si poteva e doveva fare di più con quelle offline, ancora una volta troppo “snobbate” dal colosso di EA. Di tempo per migliorare ce n’è, e l’anno prossimo sarà uno spartiacque importante per il futuro della Serie. Intanto, però, godiamoci il gioco di calcio più ricco di sempre.

L’articolo FIFA 23 – Recensione proviene da GameSource.

Sony sta portando un’altra esclusiva PlayStation su PC, ovvero, Sackboy: Una grande avventura che uscirà su PC il 27 ottobre, secondo un trailer che è stato pubblicato in anticipo sull’account YouTube di Sony PlayStation Latin America. Avvistato da Nibel su Twitter, il trailer conferma che il porting per PC di Sackboy: Una grande avventura sarà ricco di miglioramenti.

È elencato il supporto 4K e 120fps, insieme al supporto per monitor ultrawide 21:9, DLSS di Nvidia e VRR (Variable Refresh Rate). Questi sono i migliori miglioramenti di Sackboy: Una grande avventura ancora, a seguito di un aumento della risoluzione e della grafica sulla versione PlayStation 5.

Sackboy: A Big Adventure

Sackboy: Una grande avventura è l’ultimo di una line-up sempre in crescita di giochi esclusivi per PlayStation su PC. Marvel’s Spider-Man Remastered è stato lanciato su PC il mese scorso, dopo la comparsa di Horizon Zero Dawn, Days Gone e God of War negli ultimi anni. Uncharted: Legacy of Thieves Collection verrà lanciato anche su PC il 19 ottobre, con Marvel’s Spider-Man: Miles Morales in arrivo su PC ad un certo punto questo autunno.

Sony si è sempre più concentrata sul porting di titoli PlayStation per PC e ricordiamo che vuole che circa la metà dei suoi giochi sia su PC e dispositivi mobili entro il 2025. Sony ha anche iniziato a utilizzare un’etichetta per PC PlayStation l’anno scorso insieme all’acquisizione di uno sviluppatore dedicato esclusivamente per i porting PC.

Sackboy: A Big Adventure

L’annuncio di Sackboy: Una grande avventura su PC arriva appena un giorno dopo che una versione PC del menu delle impostazioni di Returnal è trapelata. Sony ha confermato la sua autenticità per copyright colpendo il video su YouTube, e il video delle impostazioni mostrava il supporto per ombre e riflessi ray-tracing e DLSS di Nvidia.

L’articolo Sackboy: Una Grande Avventura annunciato per PC proviene da GameSource.

Dopo qualche anno di assenza dalle scene, Saints Row è tornato con una veste diversa rispetto al passato. Il ReBoot firmato Volition e Deep Silver consente agli utenti PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series S e Xbox Series X di accrescere e gestire il proprio impero criminale, ponendo l’accento sulla componente Sandbox della sua mappa con tante attività distinte. Per muovere i primi passi a Santo Ileso senza il rischio di farsi beccare e per puntare a diventare i migliori nel campo, andiamo a scoprire qualche indicazione adatta a tutti i giocatori di Saints Row.

Saints Row

Requisiti e Iniziative criminali

Prima di diventare imperatori delle strade di Santo Ileso, è preferibile godersi la campagna principale proposta dagli sviluppatori. Così facendo per esempio, sarà possibile ottenere l’accesso al tavolo per la gestione del proprio dominio criminale, un’aggiunta essenziale per iniziare ad accumulare soldi e a fare acquisti. Non solo, in questo modo si renderà disponibile una speciale applicazione che permetterà al protagonista di riscuotere i proventi delle sue operazioni illecite. Accessibile dallo smartphone, questa genera denaro durante la permanenza nel mondo di gioco, ma esiste un limite al quantitativo di dollari che possono restare in sospeso prima di fare un prelievo. Ciò significa che è preferibile controllare l’applicazione periodicamente, in modo da essere sicuri di continuare a generare introiti.

Interagendo con la bacheca del proprio impero criminale nella chiesa che funge da base operativa, sarà possibile attivare le Iniziative Criminali: si trattano di attività illecite che richiedono una piccola spesa iniziale, grazie alla quale ottenere guadagni continui passivi, accreditati ogni ora di gioco. In questo modo saranno rese disponibili delle brevi missioni secondarie, chiamate Minacce, che compariranno sulla mappa a gruppi di cinque dopo il posizionamento di ciascuna nuova Attività Criminale. Una volta completate, aumenteranno il guadagno periodico ottenuto.

Saints Row

Pallet di droga e ricercati

Saints Row offre 125 pallet di droga rintracciabili sulla mappa. Questi ultimi non saranno visibili nella loro totalità sin dal primo momento di gioco, bensì appariranno a mano a mano che verranno completate le attività delle zone adiacenti. Scovata l’ubicazione di ogni pallet, il giocatore guadagnerà denaro ed esperienza.

Per chi vuole sporcarsi davvero le mani, è possibile guadagnare maggiori quantità di dollari aprendo la lista dei ricercati da scovare per il mondo di gioco. Basterà accedere all’applicazione dedicata sullo smartphone, scegliere il bersaglio e colpire. Completato l’incarico, i giocatori saranno ricompensati con 5.000 dollari, una cifra apparentemente bassa, ma rapportata al  tempo necessario per completare ogni taglia.

Con questi piccoli accorgimenti, diventerete presto sovrani del più vasto e temibile impero criminale di tutto Saints Row.

L’articolo Saints Row – Come guadagnare soldi velocemente proviene da GameSource.

È inutile negare che l’annuncio di Return to Monkey Island, lo scorso Aprile, è arrivato come una sorpresa inaspettata, visto che l’ultimo titolo, Tales from Monkey Island, risaliva al 2009 e lo studio di sviluppo Telltale Games aveva “oltrepassato il velo della morte” nel 2018. Insomma, gli ingredienti per una scomparsa nell’oblio del franchise c’erano davvero tutti. Pochi mesi fa, però, è arrivata la conferma di Ron Gilbert e del co-writer Dave Grossman: il 6° titolo della saga era in lavorazione da 2 anni e avrebbe visto il ritorno di gran parte del team dietro ai precedenti capitoli, compresi i doppiatori Dominic Armato e Alexandra Boyd (Guybrush ed Elaine) e il trio di compositori Michael Land, Peter McConnell, e Clint Bajakian.

Beh, lo scopo di questa recensione è la ricerca della risposta a una delle domande fondamentali: è possibile fare giochi innovativi per un target di giocatori e giocatrici affezionato ai classici?

Return to Monkey Island

La ricerca del punto di unione fra freschezza e classicità è proprio al centro dell’anima di Return to Monkey Island e lo si nota (per chi non avesse visto i trailer) già dalle prime immagini: è evidente, ed espresso anche dagli stessi creatori in diverse interviste, che il team di sviluppo ha sempre voluto spingere un po’ oltre l’asticella, per i vari Monkey Island. Un esempio validissimo è il box di testo dal quale scegliere i dialoghi, elemento presente nel primo titolo ma scomparso nelle successive iterazioni in favore di testi che galleggiano attorno al character che parla e che in Return to Monkey Island diventa elemento di UI meta-diegetica, dato che potremo capire cosa pensa Guybrush di un oggetto o di un altro character solamente arrivandoci sopra con i tasti dorsali di Switch (R e L). Bastano davvero pochi secondi e una manciata di interazioni per apprezzare quanto fatto dal team di sviluppo, primi elementi di una serie di accorgimenti che dimostrano una cura verso il franchise e il suo target che è difficile non definire lodevole, e che riaccendono il ricordo dell’immancabile ironia che permea l’esperienza di gioco dei Monkey Island in generale.

Return to Monkey Island

C’è un altro elemento importante del quale voglio parlarti: i comandi. Non ho mai nascosto la mia opinione su Nintendo Switch, una console che, pur in grado di portare titoli interessanti nelle mani di giocatori e giocatrici, soffre ancora di un’eccessiva plasticosità e di una user experience, a livello di comandi, che mi viene da paragonare ai movimenti caotico-dinamici delle mani di Doctor Strange. Chiaro quindi che la mia preoccupazione fosse tanta, nell’affrontare l’esperienza Return to Monkey Island proprio su Switch. Come dice il saggio, solo gli idioti non cambiano mai idea, e devo confessarti che la trasposizione delle normali interazioni da punta e clicca sulla console Nintendo è riuscita quasi perfettamente: l’esperienza del team con Thimbleweed Park, che supportava il controller, si nota, tanto che mai a schermo ci sono oggetti troppo vicini; una differenza essenziale è che ora con l’analogico muoviamo fisicamente Guybrush, e il potersi muovere e contemporaneamente ispezionare l’ambiente magari interagendo con questo o quell’oggetto è un’esperienza molto fluida, tanto che, a riguardare i vecchi titoli, sembra che finalmente il mondo di gioco lo si stia vivendo ed esplorando per davvero e non solo osservando attraverso uno specchio. L’inventario è comodo, facile da aprire e consultare, e altrettanto facile è il combinare i vari elementi, azione che in Return to Monkey Island ti troverai stranamente a fare meno del solito.

Return to Monkey Island

Ovviamente devo anche parlarti di quello che è rimasto 100% Monkey Island, ossia la storia. Gli elementi narrativi classici ci sono tutti: streghe, pirati, eroi, puzzle da risolvere, barili di ironia e i character folli e assurdi ai quali la serie ci ha abituato, da Guybrush stesso, a LeChuck, senza dimenticare il caro vecchio Stan e le sue mani sempre in movimento. In questo contesto ho apprezzato molto che l’esperienza Telltale non abbia eccessivamente pesato su quanto Return to Monkey Island regala a chi gioca: se negli altri titoli Telltale quasi sempre le scelte sono importanti e, in tutta onestà, sembra che esse ricadano fra una cosa brutta, una più brutta e una davvero pessima, qui è pieno di scelte senza conseguenze e dall’ironia esponenziale. Ah, e lo shader della giacca di Stan è ancora lo stesso, quindi davvero, un inchino agli sviluppatori.

Return to Monkey Island

Anche i vari puzzle sono intelligenti e ben congeniati, nel perfetto punto medio fra “scontato” e “machiavellico” che così tanti sviluppatori mancano: devi sapere infatti che il più delle volte, nel momento in cui da game designer costruisci un puzzle, rischi di trovarne la soluzione comprensibile solo perché sei stato tu a crearlo, ed è questo che succede in diversi puzzle game, per lo più indie, che lasciano giocatori e giocatrici in un oceano di dubbi e conflitti esistenziali, per fortuna risolti da una rapida ricerca sul web. Anche in questo gli sviluppatori hanno intrapreso la strada migliore offrendo, all’interno dell’inventario di gioco di Return to Monkey Island, un libro che permette  di sfruttare dei suggerimenti sugli enigmi da risolvere nella sezione di gioco in corso senza subire alcun tipo di malus: non ci verrà data la soluzione immediatamente, sia chiaro, ma ci verranno dati 3 indizi sempre più specifici sul cosa fare. È un sistema che funziona e aumenta di molto la fascia di pubblico che può avvicinarsi al franchise dato che, come espresso da Gilbert e Grossman, la porta per eventuali titoli futuri è spalancata e questo non sarà l’ultimo titolo della saga di Threepwood, e sicuramente il voler mettere a dura prova le meningi di giocatori e giocatrici non è il pilastro centrale di quanto Return to Monkey Island vuole regalarci.

Return to Monkey Island

Se soundtrack e durata di gioco sono anch’essi perfetti e l’artstyle è semplicemente adorabile, sulla narrazione della decina (o poco meno) di ore di gioco che ti aspettano ti dirò davvero poco, e ho tenuto gli screenshot meno spoilerosi proprio in funzione del godimento che meriti nello scoprire dove va a parare la storia: diciamo solo che Monkey Island e il suo segreto sono di nuovo al centro dell’avventura, in un quintetto di capitoli pieni di colpi di scena, occhiolini a luoghi e personaggi storici della saga, e un finale così commovente e meta che davvero non mi sarei mai aspettato, nemmeno da Monkey Island.


Return to Monkey Island è la dimostrazione che il cambiamento fa bene, anche per saghe e franchise storici: i tanti piccoli accorgimenti del team di sviluppo fanno di questa un’esperienza ai limiti della perfezione, sia come gioco in sé che come titolo Nintendo Switch. La trasposizione dei comandi tipici da punta e clicca al mondo console è ottima, e ora c’è finalmente la sensazione di navigare ed esplorare l’ambiente, senza quel distacco che, a posteriori, sembra inevitabile retrogusto dei precedenti titoli della saga. La presenza dei doppiatori e compositori storici eleva ancor di più la qualità del titolo, che mantiene intatta tutta l’ironia della saga, portandola anche nell’interazione con gli oggetti e i personaggi che abitano i mondi di gioco. Return to Monkey Island è insomma la perfetta idiosincrasia fra “nuovo” e “classico”, e non posso che dichiararmi curioso di come proseguirà l’avventura da qui. 

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A Game Freak deve piacere molto Diglett. Dopo l’originale e la sua forma Alola (che era semplicemente Diglett con un ciuffo, ma conta comunque) arriva anche un Pokémon “gemello”. Ecco infatti il nuovo arrivato nel roster di Pokémon Scarlatto e Violetto: Wiglett! Si tratta essenzialmente di un Diglett di mare, infatti il trailer di presentazione approfondisce proprio le similitudini e le differente tra le due specie.

A causa principalmente del corpo Wiglett viene categorizzato come un Pokèmon completamente originale, ed esclusivo (per ora) di Scarlatto e Violetto, piuttosto che una forma regionale.

Pokémon Scarlatto Violetto Wiglett

Il roster di nuove creature della regione di Paldea continua ad espandarsi, quando all’uscita del gioco manca ancora più di un mese. Game Freak e The Pokèmon Company hanno deciso di presentare alcuni nuovi arrivati su Youtube con un’approccio alla “mocumentary” che è sinceramente molto carino. Possiamo aspettarci sicuramente altre novità ad ottobre, prima del lancio ufficiale di Novembre!

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Con l’avvicinarsi dell’uscita di Gotham Knights, WB Montrèal svela sempre di più sul nuovo gioco ambientato nell’universo DC e oggi il focus è sulle feature per PC. Protagonisti dello showcase sono i soliti noti: risoluzione 4K, frame-rate elevato, supporto ai monitor ultra-wide e Raytracing. Interessante è anche  il supporto al DLSS 2 di Nvidia o altre ottimizzazioni tipop AMD FSR 2 e Intel XeSS.

Ovviamente le feature PC di Gotham Knights comportano anche un’elevata scelta di personalizzazioni. Il video purtroppo non mostra vero e proprio gameplay, optando invece per un montaggio curato di scene di gioco.

Gotham Knights feature pc

Il focus marketing sulla versione PC fa sperare in un porting di degna fattura, al contrario di quanto successo con Arkham Knight, ultimo gioco di rilievo dell’uomo mascherato. All’uscita il titolo Rocksteady era stato obiettivo di molte, giuste, critiche a causa di un porting insufficiente. Gotham Knights, pur condividendo un titolo estremamente simile, viene da un developer differente ed in un’era dove il PC Gaming è ormai essenziale per le strategie di mercato, riuscirà a non ripetere gli errori del passato?

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Dopo l’ultimo ingresso del tenerissimo Gizmo nel roster e già previsto da diverso tempo, MultiVersus è pronto ad accogliere a braccia aperte anche il folle scienziato Rick Sanchez dalla serie animata Rick & Morty.

Multiversus

La nuova patch 1.03 del picchiaduro ispirato a Super Smash Bros. porta con sé diverse novità, tra cui la più importante è ovviamente l’arrivo dello scienziato di Rick & Morty nel roster. Finalmente il duo strambo formato da Rick e il piccolo Morty è completo e per sbloccare la nuova entrata saranno richieste 3000 monete d’oro. Player First Games ha inoltre fornito alcuni dettagli sul kit di abilità possedute dal nuovo personaggio che appartiene alla classe “Mago”, come Tom & Jerry e Bugs Bunny.

“Yeah, Fart Bomb” è la prima mossa di Rick nell’elenco, in grado di colpire gli avversari verso l’alto infliggendo danni ad area. Poi c’è “Meeseek and Destroy”, dove Rick evoca un Miguardi che corre verso un nemico e lo colpisce con un montante medio o una mazza da golf spedendoli via in traiettorie diverse. L’ultima mossa a disposizione di Rick è “Basrick Portal Theory”, in grado di evocare fino a due portali in cui il personaggio può viaggiare fornendo opzioni di fuga quando serve.

Multiversus

La patch 1.03 di Multiversus ha introdotto altre novità, come il raddoppio dei Punti Esperienza richiesti per livellare i personaggi dal 3 al 15 e Shaggy che diventa il nuovo personaggio sbloccabile gratis col tutorial al posto di Wonder Woman. Naturalmente quest’ultima scelta non andrà a influire coloro che hanno già sbloccato la supereroina in precedenza.

Per quanto riguarda i bilanciamenti della patch attuati da Player First Games si segnalano nerf importanti a Bugs Bunny, Finn, Jake, Velma, Shaggy e Superman. Tom & Jerry godono di ottimi buff dopo i precedenti depotenziamenti, così come Gizmo, Garnet e Steven Universe, mentre LeBron James ha ricevuto una via di mezzo tra nerf e buff.

Ricordiamo che i server di Multiversus entreranno in manutenzione dalle ore 18:00 di oggi (27 settembre) per permettere l’aggiunta della patch, mentre dalle 19:00 sarà possibile sbloccare il nuovo ingresso Rick Sanchez.

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Valkyrie Elysium esce questo venerdì, e Famitsu ne ha condiviso non solo la recensione, ma anche un video di gameplay, dal quale possiamo vedere gli skill-tree e delle bossfight.  Trovate il video di seguito, ovviamente siete avvertiti per rischio spoiler, in quanto contiene un boss importante a livello di narrativa.

La principale attrazione del video su Valkyrie Elysium è sicuramente la bossfight contro Hilde , la quale non sembra male a prima vista. Il nemico ha l’aria di essere abbastanza facile, ma il combattimento in sè sembra divertente. Non ci troviamo dinnanzi un combat system da Character Action puro ovviamente, niente lontanamente simile ad un Devil May Cry o un Soulstice, ma per la media degli Action RPG lo showcase è decisamente interessante.

Valkyrie Elysium boss

All’interno dei dodici minuti condivisi da Famitsu viene mostrata anche dell’esplorazione, con varie battaglie contro nemici standard. Come già anche notabile nella demo, sarà necessario usare le abilità di alcuni spiriti per riuscire ad andare oltre a certi ostacoli. Sugli skill-tree si vede poco e la barriera linguistica ovviamente non aiuta.

L’articolo Valkyrie Elysium, nuovo video su delle bossfight proviene da GameSource.

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