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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Stando ad un messaggio promozionale rilasciato di recente dal Twitter ufficiale di Falcom, la compagnia sarebbe alla ricerca di nuovo personale da integrare nel suo staff. Sembra che la loro ricerca, indirizzata sempre nel lato dei Jrpg, sia piuttosto generale, in quanto sono alla ricerca di gente per coprire tanti e diversi ruoli, come game designer, programmatore, compositore, designers per progetti in generale, graphic designer e persino addetti che svolgano mansioni al di fuori di ciò che concerne lo sviluppo dei giochi di per se.

Falcom nuovi titoli

Falcom ha precisato che tale manovra è attuata allo scopo di migliorare la produzione di nuovi titoli e sequel per alcune delle loro serie più in voga, come Ys – il cui ottavo capitolo sembra essere andato molto bene, sebbene qualche difficoltà nella localizzazione – e Trails Of, che vedrà l’arrivo del terzo titolo di Cold Steel in Occidente durante il prossimo anno, mentre il quarto – che concluderà la serie – arriverà in Giappone nello stesso periodo. Inoltre, sono stati annunciati dei porting della serie su Playstation 4. Nonostante ciò, Falcom è imperterrita nel voler creare anche nuovi titoli, discostati dalle suddette serie.

Aldilà dei numerosi progetti già in corso, qualcosa di nuovo potrebbe annunciato in un futuro non lontano. Il suo ultimo titolo uscito quest’anno in Europa, Ys VIII: Lacrimosa of Dana, è disponibile su Playstation 4, Playstation Vita e arriverà in futuro su Steam, non appena saranno conclusi gli ultimi lavori di localizzazione. Se lo possedete già, potrebbero tornarvi utili alcune nostre guide in merito ai naufraghi e al true ending.

Al Jump Festa 2018 si è svolto un torneo ufficiale di Dragon Ball FighterZ, indetto da Dragon Ball FighterZ Jump Festa gameplay. Durante l’evento principale è stato anche mostrato del gameplay, il cui scopo è mostrare i tre nuovi personaggi presentati recentemente, Hit, Beerus e Black Goku, in azione. Nello scontro assisteremo a due team affrontarsi, uno composto da Hit, Frieza e Black Goku contro Goku Sayan, Beerus e Gotenks al terzo stadio. Trovate il video al minuto 56:48.

Vi ricordiamo, infine, che troverete una sfilza di notizie, trailer e altro ancora su Dragon Ball FighterZ visitando l’apposita sezione.

Dragon Ball FighterZ è sviluppato da Arc System Works, uscirà il 25 Gennaio per Playstation 4 e Xbox one, mentre il 26 Gennaio arriverà anche su PC.

Bandai Namco ha rilasciato il trailer di debutto per Black Cover: Quartet Knights, rivelandone uno shooting game adrenalinico. Il video è stato mostrato durante il Jump Festa 2018, lo trovate al minuto 38:02.

Bandai Namco ha informato inoltre che il titolo possederà delle modalità Co-op e che sebbene si tratti di un gioco d’azione, la strategia sarà spesso vitale. Black Cover: Quartet Knights uscirà su PC e Playstation 4.

Si è oggi concluso il Dead or Alive 5 Battle Royal 2017 in America. Alla fine delle celebrazioni Team Ninja, che segue il titolo e lo supporta da ormai più di 5 anni, ossia quando è stato lanciato sul mercato, ha rilasciato un video di circa 4 minuti. In questo video vengono rilasciati dei messaggi dal Game Director Yohei Shimbori, dal capo della direzione artistica Yutaka Saito e infine dal manager di Team Ninja, Yosuke Hayashi. I tre pezzi grossi dello staff “salutano” Dead or Alive 5, ringraziando tutti i fan per il supporto mostrato in questi lunghi anni. Lo scopo è semplicemente quello di cominciare a dedicarsi sui progetti futuri, quanto a qualche nuovo titolo relativo alla celebre famosa serie di picchiaduro con il giusto fanservice. Ecco il video rilasciato da Team Ninja:

Non rimane che augurarsi l’annuncio di un nuovo titolo della serie Dead or Alive. Vi ricordiamo che il suo quinto capitolo è disponibile su Playstation 3, Playstation Vita, Xbox 360 e PC.

Il Jump Festa 2018 è ormai sulla sua conclusione, ma Bandai Namco ha ancora qualcosa da mostrare, come il nuovo trailer di debutto per One Piece: World Seeker. Bandai ha ammesso che questo titolo si tratta di uno dei più ambiziosi in merito al famoso manga di Eichiro Oda, in quanto si tratterà di un’esperienza diversa dal solito mentre si vestono i panni di Rufy in un open world pieno di locations diverse. Vi lasciamo al trailer di debutto:

One Piece: World Seeker uscirà su Playstation 4, Xbox One e PC. Il titolo uscirà durante un generico 2018.

Atlus potrebbe essere al lavoro su un seguito o un remaster di un suo titolo uscito precedentemente su Playstation 3. Un paio di mesi fa vi abbiamo informato della vaga possibilità di un Catherine 2 in arrivo, per via di vari indizi sparsi qua e la durante uno streaming indetto da Atlus per celebrare la nascita del suo Studio Zero a Settembre.

Atlus al lavoro di una remaster

In questi giorni, varie voci sparse da chi solito fornisce le prime informazioni da Famitsu e Dengeki trattano la possibilità di un’imminente annuncio da parte di Atlus entro la fine del 2017. Infine, sempre le stesse fonti rivelerebbero che – qualora la notizia sia vera – l’annuncio potrebbe trattarsi di una remaster con eventuali DLC inclusi, o più ipoteticamente un seguito. Atlus ha inoltre confermato in precedenza che è attualmente in lavoro con Studio Zero su un titolo non inerente a Project Re Fantasy, il che potrebbe rafforzare la suddetta teoria. Uno streaming da parte di Atlus, relativo tuttavia a Persona 5 The Animation, si terrà il 24 Dicembre. Che sia l’occasione giusta, e che si tratti di una remaster di Catherine? Non rimane che attendere fiduciosi, in quanto fino ad ora si trattano solo di rumor e la compagnia non ha ancora lasciato trapelare nulla in merito.

Quando, tempo fa, venne presentato Hello Neighbor, attirò prepotentemente la nostra attenzione. L’idea di un gioco in cui lo scopo è infiltrarsi in casa di uno sconosciuto (che ha palesemente fatto qualcosa che non va) e investigare con la sempre presente possibilità di essere scoperti era in qualche modo elettrizzante. La curiosità è aumentata man mano, ma ci siamo sempre rifiutati di guardare video su Youtube al riguardo o di leggere troppe informazioni. Volevamo un’esperienza genuina, una di quelle di quei tempi in cui non esisteva internet e dovevi scoprire da solo tutto ciò che riguardava il gioco. Ciò che ci siamo ritrovati di fronte, però, non era certo ciò che ci aspettavamo.

Hello Neighbor

Qui c’è qualquadra che non cosa

La nostra famiglia si trasferisce. La vecchia casa è ormai vuota, con scatoloni da portare via, e un ultimo saluto è d’uopo. Dopo essere arrivati nella nuova casa, però, noteremo subito qualcosa di strano e bizzarro dal nostro vicino: la casa di fronte è cupa, si sentono rumori non esattamente rassicuranti, e la finestra è proprio lì, in bella vista, che ci chiede di dare un’occhiata. Il vicino ha legato qualcuno e lo ha relegato all’interno di una stanza, rendendo fin troppo chiaro il concetto che la situazione non è delle più legali. La scelta migliore sarebbe chiamare la polizia. Ma noi propenderemo per la scelta migliore? Certo che no! Molto meglio entrare direttamente di soppiatto nella casa del misfatto e investigare con il rischio di essere beccati con le mani nel sacco.

Hello Neighbor

Enigmi a casaccio

La visuale di Hello Neighbor è in prima persona, e le azioni che è possibile svolgere sono piuttosto limitate: un tasto è adibito al salto, uno all’accovacciamento, mentre un terzo serve a interagire con gli oggetti di fronte a noi, che siano porte da aprire, armadi in cui nascondersi, ostacoli da lanciare per terra o altro. Come detto poco più su, il nostro scopo è quello di penetrare all’interno della casa del nostro vicino e investigare sulla sua colpevolezza senza farci scoprire. Questo significa non fare rumore, nascondersi quando necessario, e studiare le abitudini del furfante. La cosa molto interessante e a cui bisogna dare credito è il punto di forza di Hello Neighbor: il nostro vicino difatti è in grado di notare i cambiamenti nella sua casa. Se un oggetto è stato spostato il vicino capirà che è successo qualcosa e inizierà a cercarci come un forsennato. Sarà in grado di imparare i nostri nascondigli preferiti, o di intuire le nostre strade di movimento privilegiate per piazzare lì trappole o telecamere. Questo punto di forza diventa però un punto debole nel momento in cui ci rendiamo conto che la difficoltà del titolo, piuttosto che aumentare con l’avanzare del gioco, non fa che diminuire: ogni capitolo presenta una casa più grande, più dettagliata e con più piani da esplorare. Questo significa che all’inizio del gioco, con una casa piccolina, è molto più facile e frequente per noi essere scoperti, e questo non porta solo a un equilibrio errato della difficoltà ma anche ad un’inevitabile sparizione di quell’ansia da gioco horror nel venire scoperti.

Se questo fosse l’unico punto debole della produzione sarebbe comunque perdonabile, il problema è che la struttura stessa del titolo è mal calibrata. Se la questione “nascondino” è infatti molto interessante e originale, non si può dire lo stesso per la risoluzione degli enigmi che sono a dir poco assurdi e privi di logica. Per la quasi totalità di Hello Neighbor ci ritroveremo a dover interagire con oggetti i quali poi dovranno essere utilizzati in certi posti o con altri oggetti a loro volta, ma con risoluzioni decisamente casuali. Non c’è una vera e propria logica per la quale un enigma possa essere risolto a mente o con un colpo di genio, ma il tutto sarà affidato a un trial and error fastidioso, frustrante, e che porta via un sacco di tempo, un pò come se il gioco fosse stato creato per essere risolto da una community unita piuttosto che da un singolo giocatore che sarà costretto a perdere giorni o anche settimane dietro un singolo tentativo di utilizzare ogni oggetto con ogni altro oggetto o luogo del gioco.

Da disancorare poi anche lo stile grafico del titolo: divertente e simpatico da vedere, ha il contro di minimizzare quella componente horror che sarebbe stata molto più marcata nel caso in cui fosse stato adottato uno stile più realistico. Da aggiungere che il comparto audio è quasi inesistente, mentre i modelli poligonali sono abbastanza semplici e poco dettagliati.

Hello Neighbor

Hello Neighbor presenta uno spunto molto interessante ma gestito malissimo. Il titolo è una matassa di enigmi frustranti e privi di ogni logica, che costringono il giocatore a essere perseverante nell’usare ogni oggetto in qualunque modo possibile piuttosto che spronarlo a usare la testa. La componente da nascondino è troppo punitiva all’inizio dell’esperienza, risultando in una difficoltà mal calibrata, e la sensazione generale è quella di avere di fronte un gioco raffazzonato e con evidenti problemi in ogni suo aspetto.

Se siamo qui a scrivere di videogiochi oggi, lo dobbiamo in grande parte a un parallelepipedo grigio che il 29 settembre 1995, ormai più di 22 anni fa (!) raggiunse i negozi della nostra penisola, destinato a spazzare via abitudini e concezioni vecchie di decenni. Si diceva che nessuno avrebbe mai potuto scalfire il dualismo tra i colossi SEGA e Nintendo degli anni ’80, ma c’era un uomo, dipendente di una famosa azienda tecnologica che era convinto di potercela fare, chiuso nel suo ufficio.

Quell’uomo era Ken Kutaragi, l’azienda era Sony e quel parallelepipedo grigio era ovviamente PlayStation. E oggi celebriamo quella console, grazie a PlayStation Anthology.

PlayStation Anthology

WikiPlaydia

102 milioni di console vendute dopo, PlayStation nel 2006 ha appeso il joypad al chiodo ed è passata ai posteri. Ma nessuno ha dimenticato. Nessuno ha dimenticato Final Fantasy VII; nessuno ha dimenticato Crash (lo dimostrano i numeri del remake di quest’anno e l’isteria collettiva alla sola menzione dell’incombente ritorno di un gioco comunque solo discreto come MediEvil); nessuno ha dimenticato quella schermata d’avvio, che per moltissimi di noi (incluso chi vi scrive. Ndr) fu il primo contatto con una console casalinga nella propria vita.

Tuttavia, il lancio di PlayStation è comunque avvolto nel mistero o quantomeno nel mito. Provate a chiedere a un vostro amico appassionato di videogiochi quando uscì PlayStation esattamente. Molto probabilmente al di là di un generico “negli anni ‘90”, non saprà rispondere perché la situazione vent’anni fa era parecchio diversa, le informazioni non viaggiavano veloce quanto oggi e questa industria era ancora rinchiusa saldamente nella sua nicchia, nicchia che proprio Sony riuscì a superare.

PlayStation Anthology

E per questo esiste Playstation Anthology. PlayStation Anthology è un bellissimo libro, un viaggio nei ricordi lanciato da una campagna Kickstarter e finalmente uscito anche sul nostro Amazon. Disponibile in due versioni – Classic da 386 pagine e Collector’s da 458 – a partire da 39.90€, questo imponente tomo (per ora solo in lingua inglese) è un perfetto regalo di Natale per amici e familiari appassionati di PlayStation, per scoprire non solo la storia della console, i suoi protagonisti e i suoi giochi, ma anche per comprendere la filosofia della compagnia che ha reso tutto questo possibile e i suoi albori.

PlayStation Anthology

400 pagine di storia videoludica

Il libro è diviso in tre macro-sezioni (in verità 4 per la Collector’s): la prima è dedicata alla Storia di Sony e PlayStation, la seconda a una lunga serie di interviste con esponenti del mondo dei videogames e protagonisti del boom di PS1, infine una terza con approfondimenti su hardware, accessori, ed edizioni più o meno conosciute da collezionisti dei vari titoli disponibili per la console.

Dobbiamo dire che la qualità dei materiali ci ha davvero stupito, anche per un libro di queste dimensioni: l’impressione è di vera resistenza e i colori risultano sfavillanti sulle pagine lucide dell’opera. PlayStation Anthology farà bella figura in qualsiasi libreria.

PlayStation Anthology

Passando all’analisi dei contenuti, abbiamo DIVORATO la prima sezione, quella dedicata alla storia. È qui che il libro mostra tutti i suoi muscoli, donandoci una visione unica e mai letta prima di quelli che non solo furono gli anni ruggenti del lancio e della vita di PS1, ma anche delle origini, dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, dell’azienda Sony stessa e della sua filosofia: quella dell’innovazione senza compromessi, la quale fu poi alla base della rivoluzione di PlayStation.

 

Quei party dell’E3 con Spielberg e Micheal Jackson che giocano a Tekken…

Oltre a un ovvio racconto di prototipi, giochi e conferenze stampa, PlayStation Anthology racconta una miriade di fantastici retroscena legati non solo a Sony, ma all’industria videoludica degli anni ’90 in generale. Per esempio, sono splendidi i passaggi dedicati al primo E3, tenutosi nel 1995 e di un leggendario party pieno di star hollywoodiane organizzato dalla stessa Sony per l’occasione.

Altrettanto interesse suscita la sezione dedicata ai rapporti con Nintendo e al progetto Nintendo Play Station, del quale recentemente è apparso pure un prototipo funzionante. Sapevate infatti che la PlayStation è nata come un progetto di Nintendo per costruire un lettore CD per il Super Nintendo? E che galeotta fu Philips, la quale convinse la grande N a seguirla e “abbandonare” Sony, la quale a quel punto decise di proseguire con il progetto da sola e “farla pagare” alla compagnia che fu di Hiroshi Yamauchi.

PlayStation Anthology

Ma non solo queste: le vicende della vita di PS1 sono raccontate in maniera magistrale, fino ai primi vagiti di PlayStation 2 e l’arrivo sul mercato di Microsoft, senza dimenticare una visione d’insieme sui titoli più importanti della storia del marchio.

Le interviste degli uomini straordinari

Oltre alla storia, sono alquanto piacevoli da leggere anche le interviste, le quali includono personaggi davvero illustri come Jason Rubin (creatore di Crash Bandicoot), Yoshinori Kitase (Final Fantasy VII) e Katsuhiro Harada (Tekken) e anche meno illustri, come fonici e sviluppatori indipendenti. Tutti però con almeno un intrigante aneddoto da raccontare su PlayStation. Certamente, avrebbe fatto piacere vedere nomi come quelli del deus ex machina del progetto Kutaragi o di altri big del settore, ma tant’è.

PlayStation Anthology

Non vi annoierete nemmeno nella sezione – certamente più fotografica – dedicata a hardware, accessori e edizioni da collezione. Lo sapevate che PlayStation aveva un suo mouse ufficiale? E che in Giappone uscì anche una sorta di mini PlayStation portatile stile VMU di Dreamcast? Sono queste le curiosità che potreste trovare in PlayStation Anthology e che lo rendono imperdibile per chi sia cresciuto con l’ammiraglia di casa Sony.

Dove sono i giochi?

Citati qui e là, mostrati con screenshot nella storia di PlayStation, pensiamo però che i giochi avrebbero dovuto essere un elemento più centrale di quest’opera. Se acquisterete infatti la versione classica di Anthology, non esiste un elenco o una sezione dedicata direttamente a quelli che verosimilmente sono i veri protagonisti della vita di una console: i videogames che ne componevano la line-up. E anche nella Collector’s stessa, è presente solamente un – certamente preciso e completo – elenco delle migliaia di titoli usciti in questi fantastici 9 anni, da Ridge Racer fino a FIFA 2005, l’ultimo titolo mai rilasciato per la console.

PlayStation Anthology

Se infatti dobbiamo trovare un difetto a PlayStation Anthology, è che avremmo davvero amato qualche focus su quei giochi che hanno fatto le fortune di PS, con approfondimenti, curiosità e tante belle immagini.

Questo però non inficia assolutamente sul nostro giudizio più che positivo – chiaramente dovete sapere l’inglese! – sul lavoro del team francese di autori e dell’editore Geeks Line. PlayStation Anthology è un fantastico omaggio alle origini di un brand che ha sconquassato il mondo dell’intrattenimento e regalato milioni di ore di divertimento a tutti noi. Se state cercando un regalo da mettere sotto l’albero, non guardate più in là di questo fantastico libro.

La saga di Dead Rising ha avuto come protagonisti svariati personaggi, tutti più o meno sventurati, ma quello che più di tutti è rimasto nel cuore dei giocatori è Frank West, smaliziato reporter ora conosciuto come “Eroe di Willamette”. È quindi stato un piacere vederlo tornare più in forma che mai nel quarto capitolo del beat ‘em up di Capcom e Capcom Vancouver e, di conseguenza, anche nell’edizione Playstation 4 di Dead Rising 4: Frank’s Big Package.

Dead Rising 4: Frank’s Big Package

Questa versione del gioco comprende tutti i DLC finora rilasciati: la folle modalità di golf in cui, tra una buca e l’altra, si dovranno massacrare zombie a colpi di swing per far punteggio; i pacchetti di Natale e San Valentino, che modificheranno l’estetica di nemici ed NPC con skin a tema; la miniavventura Frank Rising, ambientata durante l’ultimo caso della storia principale e durante la quale gli eventi prenderanno una piega del tutto imprevista; le difficoltà Hard e Blackest Friday e, infine, la modalità Eroi Capcom, che permettere di ripercorrere l’intera storia di Dead Rising 4, ma con la possibilità di equipaggiare (previo unlock) ben 17 costumi ispirati ai protagonisti dei vari brand dell’azienda, ciascuno dei quali dotato di moveset e attacchi speciali unici e un’estetica fuori di testa.

Con un prezzo di listino di 49,99 Euro, Dead Rising 4: Frank’s Big Package è un’occasione ghiotta e dall’ottimo rapporto quantità/qualità/prezzo: il nuovo capitolo della saga è ambientato durante l’ennesima – ed estremamente sospetta – epidemia zombie, scoppiata in un centro commerciale durante gli sconti del Black Friday. Suo malgrado, Frank si ritrova coinvolto, ricattato dall’agente Brad Park e spinto a investigare sul disastro in cambio dell’esclusiva sullo scoop e la possibilità di ripulire la propria fedina penale da uno scandalo militare in cui si era trovato incastrato quattro mesi prima.

Dead Rising 4: Frank’s Big Package

Inutile dire che le scomode scoperte di Frank dei mesi precedenti saranno legate a doppio filo con la nuova epidemia e che quindi il reporter si troverà per l’ennesima volta costretto ad affrontare qualcosa di molto più “ingombrante” di una semplice infezione zombie. Come tipico della saga, la storia di Dead Rising 4: Frank’s Big Package si colloca in un setting simile ma alternativo al nostro mondo; eppure, nonostante il realismo non sia certamente la priorità in sede di sceneggiatura, la scrittura dei comprimari risulta davvero convincente, se rapportata alle situazioni paradossali in cui questi si andranno a trovare.

Lo stesso Frank West, pur se macchiettistico e sopra le righe, ha una coerenza di fondo non da poco e riesce ad amalgamare ironia e cinismo, esaltazione e autocommiserazione in modo sorprendente.

Dead Rising 4: Frank’s Big Package offre il solito e sempre benvenuto centinaio abbondante di nemici a schermo all’interno di mappe sandbox estremamente curate in ogni particolare. La densità poligonale non è ovviamente delle migliori di questa generazione, ma le animazioni fluide, la già citata cura nel setting e il framerate stabile riescono a sopperire alla grafica non sempre esaltante.

Dead Rising 4: Frank’s Big Package

Anche l’interazione con l’ambiente è rimasta tipica del brand Dead Rising, nel bene e nel male: è possibile raccogliere quasi ogni oggetto presente a schermo e usarlo come strumento offensivo ai danni di zombie, maniaci e soldati poco di buono; i mercanti nascosti all’interno dei rifugi venderanno cibo, armi e veicoli, molti dei quali saranno però ottenibili in maniere assai più economiche con la giusta esplorazione.

Recuperando i progetti sparsi nelle mappe, infatti, Frank avrà accesso al menu di combinazione delle risorse recuperate e potrà creare strumenti letali e fuori di testa per eliminare i nemici e aggirarsi nelle aree in (quasi) massima sicurezza. Gradito nuovo arrivato è l’esoscheletro, che una volta equipaggiato – e per un periodo di tempo estremamente ridotto – permetterà al reporter di causare danni massivi a tutto ciò che lo circonda e interagire con elementi della mappa altrimenti inamovibili.

Dead Rising 4: Frank’s Big Package

Non mancherà come sempre la possibilità di cambiarsi d’abito nel corso dell’avventura e affrontare la minaccia zombie nelle mise più improbabili. Stesso dicasi per le foto (selfie compresi) che da sempre fanno parte delle avventure di Frank e che regaleranno piccoli extra durante la partita… e qualche sorriso da black humor.

L’unica effettiva critica movibile a Dead Rising 4: Frank’s Big Package – e a Dead Rising 4 in generale – è il suo aver abbassato notevolmente la curva di difficoltà della modalità storia. L’assenza di un conto alla rovescia, abbinato all’arsenale sempre più letale a disposizione del protagonista e a boss fight non sempre ispirate, rende quasi nulla la sfida al livello di difficoltà standard, nel quale basterà giusto qualche accortezza per non rimanere mai a corto di cure e/o circondati da zombie affamati.

Tutto questo va a minare anche il fattore rigiocabilità che, per quanto ancora presente, rimane legato al desiderio soggettivo di approcciarsi alle situazioni in modo diverso, più che al voler realizzare un punteggio elevato, facilmente conseguibile anche in blind run.

Dead Rising 4: Frank’s Big Package

Dead Rising 4: Frank’s Big Package è sicuramente un ottimo bundle per tutti i possessori di una console Sony, come anche un possibile punto di partenza per approcciarsi al brand di Dead Rising. Non si tratta del titolo più complesso della saga, ma questo non deve esser visto per forza come un difetto o come un passo indietro, bensì come un’occasione per fare il punto della situazione e sperimentare nuove, fantasiose maniere di fare a pezzi zombie e diventare eroi nazionali.

PUBG Steam

Playerunknown’s Battleground continua a macinare numeri e record sulla piattaforma Steam, che ricordiamo ospita il gioco ancora in versione Preview. Il Battle Royale di Bluehole Studio ha registrato un record di ben tre milioni di giocatori connessi contemporaneamente sulla piattaforma di Valve.

Il record arriva a pochi giorni dalla release ufficiale, che ricordiamo, è fissata per il 20 dicembre, giorno in cui finalmente il titolo uscirà dalla sua lunghissima fase Beta, la quale ha garantito al piccolo team un fatturato impressionante che verrà utilizzato interamente per gli sviluppi futuri dell’ormai famosissimo PUBG.

Ricordiamo inoltre che il gioco è disponibile in versione Preview anche per la piattaforma Xbox One, la quale riceverà l’update alla versione finale nei primi mesi del 2018. Si sono registrati importanti record anche per questa versione, infatti a sole 48 ore dal lancio sono stati registrati ben 1 milione di giocatori connessi contemporaneamente. Non sono mancati problemi tecnici e di frame rate, i quali verranno prontamente risolti dagli sviluppatori nei giorni a venire.

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