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AGI – Una 89enne olandese è morta dopo essere stata ri-contagiata una seconda volta dal coronavirus: è il primo caso al mondo. Secondo quanto riferisce la stampa, l’anziana soffriva di un raro tipo di linfoma non Hodgkin, la macroglobulinemia di Waldenstrom.

Era stata ricoverata in ospedale in primavera con febbre e forte tosse ed era risultata positiva al Covid, ma era riuscita a guarire e tornare a casa.

Passati due mesi e ripresa la chemioterapia, la 89enne ha contratto nuovamente il coronavirus; in ospedale è risultata negativa agli anticorpi e due settimane dopo è morta. 

AGI – “Noi già sapevamo che il nostro siero di bellezza è fuori dal mondo. Adesso ve lo dimostriamo”. Estée Lauder, la casa di cosmetici nata a New York 74 anni fa, ha letteralmente varcato un nuovo confine: il suo Advanced Night Repair, la crema anti età per il viso, è il primo prodotto di bellezza salito a bordo di una nave spaziale.

Grazie a un programma integrato della Nasa che unisce, anche qui per la prima volta, ricerca scientifica e marketing i flaconi del siero sono stati caricati sulla navicella spaziale Cygnus, lanciata in orbita il 3 ottobre perché raggiungesse la Iss, la stazione spaziale internazionale dedicata alla ricerca scientifica in orbita perenne intorno alla Terra.

Una volta nello spazio, il flacone del siero sarà fotografato dagli astronauti con lo sfondo della celebre cupola, l’osservatorio a vetri composto da sette finestre con la vista sul pianeta, e postato sugli account social di Estée Lauder. “Mentre gli astronauti continuano a esplorare i segreti dello spazio – ha scritto su Facebook e Twitter la casa di bellezza – noi continuiamo a esplorare quelli della pelle”.

Non è la prima volta in assoluto che la Nasa associa le proprie missioni a marchi commerciali: le praline M&M’s, le bibite Tang e gli orologi Omega sono già stati in orbita perché erano tra gli oggetti usati dagli equipaggi. Ma questa volta è una vera campagna pubblicitaria, che apre un nuovo fronte delle missioni spaziali oltre a quello della ricerca scientifica.

Ispirato da Estée Lauder, il colosso Axiom, che si occupa di consulenza tecnologica alle aziende, sta progettando di sponsorizzare viaggi spaziali privati a bordo del Dragon di SpaceX, la navicella realizzata dalla compagnia aerospaziale di Elon Musk con il supporto della Nasa. Come ha osservato Linda Billings, docente e ricercatrice alla George Washington University e consulente della comunicazione alla Nasa per il programma di astrobiologia: “La Nasa adesso è molto concentrata su promuovere il proprio marchio. Qualunque cosa stia facendo insieme a Estée Lauder, è una grande pubblicità per entrambi”.

AGI – Johnson & Johnson ha fermato la sperimentazione sul vaccino anti Covid-19 dopo che un volontario partecipante allo studio si è inaspettatamente ammalato. La notizia, rilanciata da alcuni media americani è stata poi  confermata dal colosso farmaceutico.

“Seguendo le nostre linee guida, la malattia del partecipante viene valutata dal Data Safety Monitoring Board (che è un’entità indipendente) sull’Ensable (che è il nome dello studio) oltre che dai medici ed esperti della sicurezza interni”, precisa la multinazionale Usa in una nota. “Eventi avversi, come malattia o incidenti, anche seri – sottolinea la società – rientrano ogni studio clinico, soprattutto se di larga scala”.

Lo stop è stato comunicato a tutti i ricercatori che si occupano dei circa 60.000 pazienti sottoposti alla sperimentazione.

Non è ancora chiaro se il paziente che ha accusato una “malattia inspiegabile” tale da indurre la multinazionale americana Johnson & Johnson a interrompere la sperimentazione del vaccino sviluppato dalla sua controllata Janssen avesse assunto effettivamente il farmaco, o se, come da protocollo sperimentale, avesse preso un semplice placebo. Tuttavia, la comparsa di questa malattia, ha indotto i responsabili della sperimentazione del vaccino a interrompere ogni altra sperimentazione.

Come funziona il vaccino di Johnson&Johnson

Il vaccino messo a punto da Janssen si basa su un vettore virale non replicante, ed è dello stesso tipo di quello sviluppato da AstaZeneca, da Cansino Biologics in China e da Reithera e dall’Istituto Lazzaro Spallanzani. Quello di Janssen è appena arrivato alla fase III di sperimentazione.

I test per questa ultima fase dell’Iter di valutazione della sicurezza e dell’efficacia del vaccino sono iniziati lo scorso 23 settembre e hanno previsto il coinvolgimento di almeno 60.000 persone in 215 siti distribuiti tra Stati Uniti, Messico, Perù, Argentina, Brasile, Colombia e Sud Africa.

Si tratta di un vaccino che richiede, al contrario di molti altri in fase finale di sperimentazione, una singola somministrazione. La sperimentazione di fase III, definita “Ensamble” è uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo ed è costruito per verificare l’efficacia e la sicurezza di una singola dose di vaccino rispetto al placebo.

AGI – “Grossa impennata del virus cinese in Europa e altri posti che le Fake News erano soliti indicare come esempi di posti che stanno facendo bene, in modo da far apparire male gli Usa”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, esortando a essere “forti e vigili”. “Vaccini e cure arrivano presto”, ha aggiunto.

Trump se l’è presa anche con i manifestanti che sono scesi in piazza a Portland, in Oregon, alla vigilia del Columbus Day e hanno abbattuto le statue dei presidenti Usa. Sono “gli stupidi (sostenitori, ndr.) di Biden ed ESTREMISTI DI ANTIFA”, il movimento statunitense di sinistra e antifascista.

“I pazzi della Sinistra Radicale a Portland non vogliono alcun aiuto dalle forze dell’ordine che gli forniremo all’istante. Votate!” ha aggiunto a proposito di quanti, nella notte, hanno abbattuto le statue di Lincoln e Theodore Roosevelt. “Mettete questi animali in prigione, subito”, ha aggiunto.

AGI – Ankara ha annunciato l’invio di una nave da ricerca nelle acque contese del Mediterraneo orientale, al centro di una disputa con Grecia e Cipro che negli ultimi mesi ha riacceso le tensioni. La Oruc Reis era stata richiamata a settembre, alla luce dei tentativi diplomatici di risolvere la querelle.

Ora la Marina militare turca ha fatto sapere che la nave tornerà nel Mediterraneo orientale per 10 giorni per condurre ricerche sismiche; ad accompagnarla ci saranno altre due navi, Ataman e Cengiz Han.

Le nuove tensioni nelle acque contese del Mediterraneo orientale sono scoppiate all’inizio di agosto quando la Turchia ha inviato una nave da esplorazione per cercare gas e petrolio a sud della piccola isola di Castelrosso (in greco, Kastelorizo), zona rivendicata da Atene ma anche da Ankara.

La missione della Oruc Reis turca era stata avviata il 10 agosto e poi estesa nonostante le proteste di Grecia e Cipro e gli avvertimenti Ue, per poi rientrare in Turchia il mese scorso in quello che era stato letto come un segnale distensivo.

All’epoca il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva parlato di dare una chance alla diplomazia, ma funzionari turchi avevano sottolineato che si trattava di una pausa per lavori di manutenzione già pianificati e che sarebbe ritornata per continuare il lavoro.

A ottobre, sotto le pressioni dell’Ue e della Germania, che detiene la presidenza semestrale a rotazione, Ankara e Atene hanno concordato di riprendere i colloqui sulle attività esplorative che erano in stallo dal 2016, senza pero’ fissare una data; inoltre i ministri degli Esteri dei due Paesi si sono visti a margine di un forum sulla sicurezza a Bratislava.

Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, è atteso mercoledì ad Ankara, alla luce delle minacce di sanzioni lanciate da Bruxelles nei confronti della Turchia. 

AGI –  Il coronavirus può sopravvivere sugli oggetti come banconote e cellulari fino a 28 giorni in condizioni di freddo e buio. Lo sostiene una ricerca dell’Organizzazione nazionale scientifica australiana (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation – Csiro).

I ricercatori hanno testato la longevità del Covid al buio a tre diverse temperature e hanno visto che il tasso di sopravvivenza del virus calava all’aumentare delle temperature. A 20 gradi gradi Celsius era “estremamente forte” su superfici liscie come lo schermo del cellulare, sopravvivendo per 28 giorni, mentre a 30 gradi la sopravvivenza scendeva a 7 giorni, fino ad arrivare a sole 24 ore a 40 gradi. La sopravvivenza è inferiore sulle superfici porose come il cotone, hanno aggiunto gli scienziati.

Si tratta di risultati “significativamente più lunghi” rispetto a studi precedenti. Come ha sottolineato l’istituto, il Covid viene trasmesso principalmente per via aerea ma sono necessarie altre ricerche per capire meglio la trasmissione attraverso le superfici, una conoscenza “fondamentale per sviluppare strategie di mitigazione del rischio in aree ad alto contatto”.

AGI – A poco più di tre settimane dalle presidenziali Usa, il candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden è in vantaggio di 12 punti a livello nazionale sul presidente, Donald Trump. Lo dice un sondaggio Washington Post-Abc, secondo il quale Biden è al 54%, contro il 42% di Trump. I sondaggi nazionali riflettono il voto popolare e non quello per la conquista dei 270 elettori necessari per la Casa Bianca. 

AGI – Difficile ‘azzeccare’ il nome di chi verrà insignito dal Nobel per l’Economia 2020: tradizionalmente, infatti, qualsiasi previsione della vigilia – il vincitore verrà reso noto domattina – viene stravolta e non è escluso che anche per questa edizione ci sia qualche sorpresa. Si tratta del 52esimo nella storia del Nobel, ed è la più ‘giovane’ tra le categorie essendo stata introdotta solo nel 1969. E se il premio negli altri settori è stato istituito dal chimico e industriale svedese Alfred Nobel nel 1895, questo invece è nato per iniziativa della Banca di Svezia che tuttora lo finanzia.

Non è solo un riconoscimento importante dal punto di vista professionale ma anche piuttosto cospicuo sotto il profilo strettamente finanziario, visto che l’Accademia Reale Svedese riconosce al vincitore una gratifica economica di 960.000 euro. Premio comunque andato principalmente (per ben 45 volte) ad economisti statunitensi (secondi gli inglesi, con 8 vincitori) e una sola volta (nel 1985) è stato assegnato ad un italiano, Franco Modigliani. E solo due volte ad una donna: fu nel 2009 l’economista americana Elinor Ostrom a essere premiata, e poi l’anno scorso a Esther Duflo assieme ad Abhijit Banerjee e Michael Kremer “per il loro approccio sperimentale nella lotta contro la povertà nel mondo”. 

Quest’anno sono numerosi i papabili: le quotazioni danno John List come primo della lista. Economista americano presso l’Università di Chicago, dove ricopre il ruolo di professore di servizio distinto di Kenneth C. Griffin, List si è distinto non solo per gli innumerevoli esperimenti nel campo della raccolta di fondi di beneficenza per conoscere la scienza della filantropia, ma anche nello studio delle teorie economiche comportamentali e come si applicano nel mondo reale, dal comportamento dei prezzi alla discriminazione sul mercato, alla valutazione di beni e servizi non commercializzati.     

Non solo List, anche quest’anno sono in ‘pole’ economisti inglesi o americani: potrebbe essere insignita un’altra volta una donna? Nulla è escluso visto che da più parti è stato lamentato il fatto che il gentil sesso non abbia mai ottenuto un riconoscimento del genere. E poi secondo Hubert Fromlet, professore svedese ed ‘esperto’ di Nobel, se tra gli anni Ottanta e Novanta la ricerca in campo economico era esclusivo appannaggio degli uomini, sarebbe ora tempo di cambiare aria visto gli importanti progressi ottenuti dalle varie ‘cervellone’ negli ultimi decenni. 

Ad ogni modo, quest’anno nella rosa dei papabili figura anche un altro americano, Richard S. Grossman, professore di economia alla Wesleyan University di Middletown, CT e visiting scholar presso l’Istituto di Scienze Sociali Quantitative dell’Università di Harvard. E’ esperto di questioni politiche in macroeconomia, banche e finanza. In particolare, si concentra sui legami tra il settore finanziario e l’attività economica aggregata e su come le forze economiche e politiche plasmano la struttura finanziaria. Un altro professore, Albert “Pete” Kyle, potrebbe ricevere quest’anno il Nobel: è stato professore alla Princeton University (1981-1987), all’University of California Berkeley (1987-1992) e alla Duke University (1992-2006). La sua ricerca si è sempre concentrata sul trading, in particolare sulla manipolazione del mercato e la volatilità dei prezzi. La sua attenzione si è focalizzata nei suoi studi anche sul venture capital e sul private equity, nonché sulla finanza aziendale, il prezzo delle opzioni e il prezzo degli asset.

AGI – Da foresta pluviale a savana, il passo è breve per l’Amazzonia devastata dagli incendi e sempre più esposta al riscaldamento climatico. A lanciare l’allerta è uno studio dello Stockholm Resilience Centre, pubblicato sulla rivista Nature Comunications, in base al quale oggi fino al 40% delle foresta pluviale amazzonica si trova già ad un punto di non ritorno, più vicina a boschi con praterie tipiche della savana.

A preoccupare gli esperti è la perdita accelerata del numero di alberi, in quantità sempre minore. La conseguenza di un doppio fenomeno: da una parte il moltiplicarsi degli incendi e la siccità prolungata che li distruggono. Dall’altra le foreste pluviali come quella amazzonica, altamente sensibile ai cambiamenti delle precipitazioni e alle variazioni del livello di umidità, risentono fortemente della quantità sempre inferiore di pioggia rispetto al passato, quale ripercussione diretta dei cambiamenti climatici.

Gli esperti si aspettavano effetti come questi ma avevano valutato che tali cambiamenti strutturali si sarebbero verificati molto più in là. In altre parole l’avvio del punto di non ritorno non era atteso così presto. L’autore principale dello studio, Arie Staal, ha spiegato il collegamento diretto tra clima giusto, incendi e conservazione delle foreste pluviali.

“Le condizioni più asciutte rendono più difficile il recupero della foresta e aumenta l’infiammabilità dell’ecosistema Una volta che la foresta pluviale ha varcato la soglia e si è convertita in un misto di bosco e prateria di tipo savana, è improbabile che torni naturalmente al suo stato precedente” ha sottolineato Staal al Guardian. 

In condizioni climatiche ideali riescono a autoprodurre le proprie precipitazioni in quantità sufficiente, ma non appena le condizioni variano, diventano più calde e secche, anche gli alberi si seccano con grande facilità. Con meno pioggia prodotta – ovvero meno umidità atmosferica da riciclare – gli alberi sono molto più vulnerabili agli incendi. E in Amazzonia il circolo virtuoso – più piogge, meno incendi e nuove foreste – si è interrotto sul 40% della superficie, avviando di fatto il processo del passaggio da pluviale a savana. Ci vorrà ancora qualche decennio prima che abbia pieno effetto, ma già adesso tornare indietro sembra difficile.       

Le ultime notizie, del resto, non sono buone. Rispetto a settembre 2019, in Amazzonia gli incendi sono aumentati di oltre il 60%, facendo segnare alla foresta pluviale il peggior record degli ultimi 10 anni, in un contesto ulteriormente aggravato dalla siccità persistente. Il dato allarmante è stato ricavato dalle immagini satellitari dell’agenzia spaziale Inpe che il mese scorso ha rilevato oltre 32 mila focolai accesi, il 61% in più rispetto a settembre 2019, e un aumento medio degli incendi del 13% nei primi 9 mesi del 2020.

Incendi in buona parte causati da quanti stanno sfruttando l’area per le proprie attività agricole e di allevamento e dai minatori legali ed illegali, in cerca di oro, soprattutto ora che il prezzo del minerario è aumentato del 35% durante la pandemia di Covid-19. Tutte attività che colpiscono direttamente l’Amazzonia e all’interno le riserve delle comunità indigene, con il beneplacito del presidente di estrema destra, Jair Bolsonaro, di certo non un modello in materia di tutela dell’ambiente.  

Ora a decretare lo stato di “catastrofe nazionale” è la Bolivia, dove nel solo mese di settembre sono andati in fumo 2,3 milioni di ettari di foreste e pascoli, dopo i 6,4 milioni distrutti nel 2019. “Dichiariamo lo stato di catastrofe nazionale a causa della siccità e degli incendi” ha annunciato la presidente ad interim, Jeanine Anez, in visita nella regione di Santa Cruz (Est), tra quelle più colpite.

Le altre sono quelle di Beni (Nord-Est), Pando (Nord), Chuquisaca (Sud-Est) e Tarija (Sud). Minacciata anche l’area di La Paz, la capitale, “dove fuochi nascenti si stanno collegando a causa delle elevate temperature mentre per i prossimi 10-15 giorni non è prevista pioggia” ha riferito il ministro della Difesa boliviano, Luis Fernando Camacho.  

La drammatica situazione dell’Amazzonia non riguarda solo il Brasile e la Bolivia. Secondo uno strumento di monitoraggio degli incendi finanziato in parte dall’agenzia spaziale statunitense, la Nasa, la foresta pluviale presente in 9 Paesi conta attualmente oltre 28.892 incendi attivi. Un’analisi della Amazon Conservation, associazione senza scopo di lucro con sede negli Stati Uniti, ha evidenziato che circa il 62% dei principali incendi dell’Amazzonia si sono verificati a settembre, rispetto a solo il 15% ad agosto. 

Gli incendi di settembre non solo hanno bruciato aree e terreni agricoli recentemente deforestati, incendiati dagli allevatori per ripulire il terreno, ma stanno anche bruciando sempre più foreste vergini, una tendenza preoccupante a riprova che la foresta pluviale sta diventando più secca e più incline al fuoco. L’Amazzonia sta vivendo una stagione secca più severa rispetto al 2019, attribuita parzialmente dagli scienziati al riscaldamento dell’Oceano Atlantico settentrionale tropicale che allontana l’umidità dal Sudamerica.

AGI –  La Corea del Nord difende la versione ufficiale di contagi zero da Covid-19 nel Paese, in occasione del 75esimo anniversario della fondazione del Partito dei Lavoratori, a capo del quale siede il leader nord-coreano Kim Jong-un. “Non una sola persona ha contratto il coronavirus” in Corea del nord, ha detto Kim nel suo discorso per commemorare l’evento, e durante il quale ha formulato i propri auguri a tutti coloro che soffrono della malattia nel resto del mondo.

In particolare, Kim ha fatto gli auguri alla Corea del Sud, per una “rapida ripresa” dalla pandemia di Covid-19, in quello che appare un messaggio distensivo verso Seul, dopo che i rapporti tra le due Coree erano piombati ai minimi da anni in seguito all’esplosione dell’ufficio di collegamento inter-coreano del giugno scorso, che aveva fatto nuovamente raffreddare i rapporti. “Auguro ai miei amici sud-coreani che l’epidemia da Covid-19 sia superata presto”, ha scandito Kim.

Il leader nord-coreano ha anche ringraziato i soldati per l’impegno nella lotta contro l’epidemia di Covid-19, nella quale la Corea del Nord dichiara di non avere registrato contagi, e contro i disastri naturali che hanno colpito il Paese nelle scorse settimane. “La devozione patriottica dei soldati sia sul fronte della quarantena che su quello dei soccorsi in caso di catastrofi naturali”, ha detto Kim nel suo discorso per commemorare i 75 anni dalla fondazione del Partito dei Lavoratori al potere in Corea del Nord, e di cui è a capo, “non può essere trattato senza lacrime di gratitudine”.  

Per quanto riguarda le conseguenze economiche, Kim si è scusato per le difficoltà del Paese, che attribuisce alle sanzioni “dure e di lunga durata” a cui è sottoposta la Corea del Nord per lo sviluppo del suo programma nucleare, oltreché alla pandemia di Covid-19 e ai disastri naturali. “Mi vergogno di non essere stato in grado di ripagarvi appropriatamente della vostra fiducia”, ha detto in un passaggio del discorso pronunciato per celebrare la ricorrenza. “I miei sforzi e la mia devozione non sono stati in grado di portare la nostra gente fuori dalle difficoltà di sostentamento”.

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