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Ultimi giri di valzer per Li Yonghong. Il misterioso uomo d’affari sta cercando di non farsi spennare da Elliott, che è sempre più chiaramente il nuovo proprietario del Milan. Il fondo americano ha avviato la procedura di escussione del debito ed entro pochi giorni subentrerà 'ufficialmente' all’imprenditore cinese nella guida del club rossonero. A confermarlo all’AGI sono fonti vicine alla vicenda.

Li doveva versare 32 milioni ad Elliott entro venerdì scorso. Ma la cifra non è mai arrivata. Il passaggio di proprietà dovrebbe comportare una rivoluzione del Cda del 'diavolo'. L'intenzione di Elliott sarebbe comunque quella di rivendere il prima possibile. In corsa ci sono i soliti nomi: Rocco Commisso, i Ricketts, Dmitrij Rybolovlev. Ma potrebbe aggiungersi anche qualche altro candidato.

Non dovrebbero esserci colpi di coda. Ma il dilemma di Li oggi è tentare di recuperare almeno in parte i soldi spesi per il Milan.

Un chiaro segnale dell’ingresso di Elliott nella proprietà del club – scrive il Sole 24 Ore – è il riassetto all’interno dei veicoli lussemburghesi che controllano la società. Rossoneri Champion Investment Lux (società partecipata da Elliott che controlla Rossoneri Sport Investment Lux, proprietaria del Milan) ha cambiato gli amministratori.  Li appare ormai fuori, se non in posizione marginale, dalla composizione azionaria futura.

Li – noto per gli strani affari – ha lottato fino all’ultimo per non perdere tutto. Ha riaperto le trattative con il magnate russo Rybolovlev, patron del Monaco, in un lunedì di fuoco, scandito da tese negoziazioni e indiscrezioni sulla fumata nera. I legali dei due avrebbero raggiunto un accordo: il russo metterebbe sul tavolo i 32 milioni necessari a Li a rimborsare Elliott dopo la scadenza di venerdì scorso. Peccato che per il closing sia necessaria l’autorizzazione del fondo, che pare invece intenzionato a entrare nel club come nuovo proprietario.

In altre parole, per Elliott il pagamento dei 32 milioni è storia vecchia. Il fondo alza il tiro e chiede a Li – secondo il Sole – l’intera somma prestata a Rossoneri per l’acquisto della società nell’aprile dell’anno scorso (280 milioni). Una richiesta ben oltre la portata di Li. Che ormai è fuori la porta. Con le tasche vuote.

L’alternativa? L’ormai ex patron del Milan è intenzionato a far valere la clausola del "fair value", cioè di una vendita per un "valore corretto".

Elliott, tra tutto, ha preso il controllo per una cifra di circa 370 milioni. Ma il club vale molto di più per Li, che aveva comprato il Milan dalla Fininvest per 740 milioni di euro. Per questo Li potrebbe aprire un contenzioso in tribunale e chiedere che l'eventuale extra guadagno di una futura rivendita vada a lui, mentre ad Elliott solo i soldi del prestito più gli interessi.

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Un accordo Ue-Cina per il governo dei flussi migratori dall'Africa: "Capisco che può sembrare un'utopia, ma ci farebbe fare un enorme salto avanti". Ne è convinto Romano Prodi che indica questa strada intervistato da La Stampa. Si tratta di un disegno "complesso, ma so che è importante farlo. Europa e Cina hanno interessi convergenti. "La Cina – ricorda – ha interessi molto forti in Africa per un motivo molto semplice. Ha il 7% delle terre arate del pianeta e il 20% della popolazione mondiale. Finché le persone erano rassegnate a soffrire la fame il problema non si poneva. Quando sono aumentati i consumi e le aspettative individuali e collettive, il governo cinese è andato a cercare cibo, energia e materie prime là dove poteva trovarle: in altri paesi dell'Asia, America Latina e in Africa".

Quindi la Cina è un soggetto molto importante nel quadrante africano e per Prodi "basta un minimo di intelligenza politica per capire che uno sviluppo ordinato dell'Africa garantirebbe flussi migratori ordinati". Si tratta innanzitutto di superare le resistenze francesi e "di tutti coloro che conservano interessi specifici sui singoli Stati". Certo sarebbe utile coinvolgere anche Russia e Stati Uniti, ma non è così fondamentale: gli Usa "non hanno bisogno dell'Africa. Sono autosufficienti dal punto di vista energetico, alimentare e delle materie prime. E sostanzialmente la stessa cosa vale per la Russia. Partire con Europa e Cina sarebbe già una gran cosa".

Mappa della presenza cinese in Africa

La Cina è il primo partner commerciale dell’Africa: il volume di scambi è pari a 180 miliardi di dollari annui. Gli investimenti cinesi si concentrano in Etiopia, Algeria, e Nigeria. È soprattutto l’Etiopia il Paese africano dove Pechino ha riversato negli ultimi dieci anni il maggior numero di investimenti: 330 miliardi in totale a partire dal 2005, di cui 280 in Africa Sub-Sahariana e 50 in Nord Africa. Alta concentrazione nel settore delle infrastrutture: trasporti ed energia.

Di recente Yapi Merkezi, il colosso edile turco, ha soffiato ai colossi cinesi l’appalto per la costruzione della linea ferroviaria: un’opera da quasi 2 miliardi di dollari che collegherà Awash con Hara Gebeya, 4 mila chilometri di binari che uniranno il Nord proprio con il Centro dell’Etiopia. Erdogan incalza Washington e infastidisce Pechino, anche se è troppo presto per dire che la Turchia (l’ultima potenza a entrare in Africa, dopo Europa, Stati Uniti, India e Cina) possa inquietare la consolidata presenza cinese.

La ferrovia garantirà allo Stato africano uno sbocco strategico sul Mar Rosso: i vagoni arriveranno fino a Gibuti. Qui la Cina ha aperto la prima base navale all’estero.  La partnership strategica con il piccolo Stato è di importanza strategica per Pechino nel continente, e all'interno del suo progetto di connessione infrastrutturale tra Asia, Europa e Africa: Belt and Road, lanciato nel 2013 dal presidente cinese, Xi Jinping. “Gli Stati Uniti – ha detto Prodi – hanno alcune centinaia di basi militari all’estero e molte migliaia di soldati solo nelle basi militari in Italia. Così gli inglesi, i francesi e i russi: tutti hanno basi militari all’estero. E’ una questione strategica fondamentale. I cinesi ne hanno una e l’hanno messa lì dove passa il petrolio per la Cina”.

Articolo aggiornato alle ore 15,18 del 9 luglio 2018.

Finisce il 9 luglio l’era cinese del Milan: Elliott diventa il proprietario del club rossonero. A riferirlo è  il Sole 24 Ore. Lo confermano alcune fonti dell’Agi, anche se mancano ancora le comunicazioni formali delle due società. Da quando ha acquistato il Milan grazie al prestito del fondo americano, Li Yonghong ha collezionato solo fallimenti e scadenze mancate: l’ultima era quella di venerdì entro la quale avrebbe dovuto restituire i 32 milioni sborsati dal medesimo fondo per l’aumento di capitale, pena l’escussione del pegno sulla Rossoneri Lux. E quindi, a cascata, del Milan. 

Il misterioso uomo d’affari cinese i soldi non li aveva allora –  nei giorni in cui il fiato sul collo di Nyon si faceva sempre più pesante – e non li ha oggi. Pesa sul giudizio dell’Uefa, che ha escluso il Milan dalle coppe europee per una stagione, il rosso di bilancio nel triennio precedente, ma anche i dubbi mai fugati sulla consistenza patrimoniale di Li: noto in Cina per gli strani affari. E alla cronaca, per millantare imperi che non ha (un esempio per tutti: la miniera di fosforo).

La corsa a trovare entro lunedì – oggi – un compratore per il club si è arenata: sfumato l’accordo l’italo-americano Rocco Commisso. Nelle ultime, infuocate, ore, Li ha provato a trattare a Londra con il magnate russo, Dmitrij Rybolovlev, proprietario del Monaco; ma secondo il Sole l’esito è stato negativo, anche se i legali dei due si sarebbero incontrati di nuovo nella mattinata, raggiungendo un accordo non vincolante. Per la firma di un preliminare con il russo serve tuttavia il consenso di Elliott, che invece sarebbe ormai pronto a rilevare il club.

E ora, cosa succederà? Elliott prenderà il controllo della Rossoneri (la società con cui Li aveva acquistato il Milan il 13 aprile del 2017 e che era stata messa in pegno dopo aver ricevuto il prestito di Elliott da 303 milioni, in scadenza a ottobre), e quindi del Milan (secondo Milano Finanza l'escussione sarebbe avvenuta lunedì mattina). Dovrebbe sciogliere l’attuale Cda. La gestione Elliott non dovrebbe durare a lungo; nelle intenzioni del fondo ci sarebbe quella di rimettere in ordine i conti e rivedere il club in tempi non troppo lunghi. Chissà, forse proprio a Rocco Commisso o a Stephen Ross. 

Mentre i rossoneri iniziano il raduno a Milanello nell'incertezza del futuro, cosa farà ora Li per recuperare almeno in parte i 300 milioni spesi per il Milan?

"Mentre i riflettori sono puntati sulla nuova era cinese del Milan, restano dunque i dubbi sull’identità dei nuovi proprietari di AC Milan e su come Li Yonghong rimborserà il Fondo Elliott. Ma questa è un’altra storia".

Così il 15 aprile del 2017  si concludeva la nostra inchiesta "Diavoli e Dragoni". A oltre un anno di distanza è arrivata la risposta. 

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Articolo aggiornato alle ore 15:06 del 9 luglio 2018.

  • 14.40 Concluse per oggi le operazioni di salvataggio nel complesso di grotte di Tham Luang. Si tira un respiro di sollievo in Thailandia per la buona riuscita delle prime due fasi di recupero del gruppo che da quasi due settimane non vede la luce del sole. Otto dei 12 ragazzi intrappolati dal 23 giugno nella grotta sono fuori, al momento dunque, all'interno rimangono ancora 4 ragazzi e il loro allenatore. I giovani, in questa seconda giornata di operazioni sono stati portati fuori in un blocco di quattro, ma sono usciti alla luce uno per uno. I ragazzini non possono però entrare in contatto con i genitori: malnutriti, rimasti per giorni nelle tenebre, sono considerati a rischio di infezione e vengono tenuti in isolamento. 
  • 14.06 Il quarto dei ragazzi dell'operazione di soccorso ripresa oggi in Thailandia, è uscito dalla grotta. I ragazzini tratti in salvo sono dunque a 8. I baby calciatori, una volta usciti all'aria aperta, vengono trattenuti brevemente nell'ospedale da campo, poi prelevati in elicottero e portati nell'ospedale di Chiang Rai, dove vengono tenuti in assoluto isolamento per il timore che, con il sistema immunitario indebolito, siano a rischio di infezioni. 
  • 13.47 Anche il settimo dei ragazzi intrappolati nella grotta ne è uscito. Lo riferisce la Cnn precisando che nel frattempo un altro dei ragazzi tratti in salvo è arrivato nell'ospedale di Chiang Rai. Intanto è ancora buio pesto sull'identità di chi è uscito. Quando è arrivato l'ultimo in ospedale, c'era una cortina di ombrelli bianchi che lo ha protetto alla vista e ha reso impossibile capire chi fosse.
  • 13:20 Il secondo dei ragazzini dell'operazione di soccorso ripresa oggi in Thailandia, è uscito dalla grotta Tham Luang. Lo scrive il Guardian
  • 12.55 Secondo quanto riferito dalla Cbs news il sesto ragazzo si starebbe avvicinando all'uscita della grotta. Il ragazzino starebbe già attraversando "la cosiddetta camera 3 da dove ha inizio l’ultima parte del percorso da compiere a piedi"
  • 11.55 È stato recuperato il quinto ragazzino dalla grotta thailandese di Tham Luang. Lo riferiscono testimoni oculari, citati dai media locali e dalla Cnn. Il giovane è stato trasferito in ospedale.
  • 11.24 I ragazzi portati in salvo non entreranno in contatto con i genitori finché vi saranno rischi di infezione. I ragazzini saranno tenuti in isolamento – ha spiegato il capo dei soccorsi – saranno i medici a decidere quando i genitori potranno vederli, ma "a distanza o attraverso un vetro"
  • 11.00 Il Guardian citando fonti ufficiali annuncia che il primo tratto in salvo oggi, uscirà dalla grotta tra le 7.30 e le 8.30 (14.30-15.30 in Italia). I ragazzi che saranno tirati fuori oggi sono quelli "più preparati" a farlo.
  • 10.31 Il capo delle operazioni di salvataggio dei ragazzi intrappolati nella grotta thailandese si è mostrato ottimista sulla seconda fase dei soccorsi, scattata oggi alle 11 del mattino locali (le 6 in Italia). "Tra qualche ora avremo buone notizie, le condizioni sono buone come quelle di ieri" – ha spiegato in conferenza stampa. Secondo quanto riferiscono il Guardian e su Twitter Hathai Pia, corrispondente della Dpa, il team dei soccorritori è lo stesso, con qualche rimpiazzo. Il livello dell'acqua non è preoccupante…le piogge di ieri non hanno avuto impatto su esso all'interno della grotta".
  • 10.03 I quattro ragazzi recuperati dai soccorsi "stanno bene" e "questa mattina in ospedale hanno da mangiare riso con il basilico". Lo ha detto il capo delle operazioni di soccorso, Narongsak Osatanakorn. Sono ancora 8 i giovani calciatori intrappolati nella grotta insieme al loro allenatore. 
  • 8.31 Sono riprese le operazioni di salvataggio dei ragazzi intrappolati nella grotta di Tham Luang, in Thailandia. I subacquei –  riferisce su Twitter Davide Sutton, corrispondente di Network Ten Australia – "sono entrati nella grotta, diretti verso gli otto ragazzi rimasti e il loro allenatore". Questa seconda fase, ha aggiunto Sutton, prevede il recupero di altri quattro ragazzi, così come accaduto ieri. Nell'area, sorvolata adesso da un elicottero, è presente un'ambulanza. 

 

23,00: fine aggiornamento di domenica 8 luglio.

  • 22.00 Grazie al calo del livello dell'acqua, procedono più rapidamente del previsto le operazioni di salvataggio dei 12 piccoli calciatori rimasti intrappolati nella grotta di Tham Luang, in Thailandia, insieme al loro allenatore lo scorso 23 giugno. Quattro di loro sono già stati estratti e sono in buone condizioni di salute. I soccorsi sono ora sospesi. Riprenderanno alle 3 del mattino ora italiana.
  • 20.09 Il Daily Beast, citando fonti ufficilai, fa i nomi dei 4 giù fuori dalle grotte: Pipat Bodhi, 15 anni, detto Nick, non fa parte della squadra: si era unito agli allenamenti l 23 giugno solo per passare un po' di tempo con il porteire, suo amico del cuore; Prajak Sutham, 14 anni, detto Note, centrocampista, ma quando serve portiere; Peerapat Sompiangjai, 16 anni, detto Night, ala destra e Nattawut Takamsai, 14 anni, detto Tle.
  • 16.20 Secondo quanto riferisce la Bbc le operazioni riprenderanno alle 8 del mattino di domani ora locale, le tre in Italia.
  • 16.10 Il governatore ha aggiunto che occorreranno 10 ore prima che le operazioni vengano riprese. "Dobbiamo preparare le forniture di ossigeno, consumate quasi tutte in questa prima operazione di alvataggio, e assicurarci che le condizioni rimangano stabili per poter cominciare il salvataggio degli altri ragazzi", ha detto. Le operazioni riprenderanno quindi quando in Thailandia sorgerà l'alba. Il governatore ha inoltre chiarito che i ragazzi in salvo sono quattro e non sei, come riportato da organi di stampa.
  • 16.00 I ragazzi tirati fuori dalla grotta thailandese di Tham Luang sono in "perfetta" salute. Lo ha detto il capo delle operazioni di soccorso e governatore di Chiang Rai, Narongsak Osottanakorn, nel corso di una conferenza stampa tenuta dopo aver incontrato i ragazzi.
  • 15.57  La missione di recupero è stata momentaneamente sospesa. Lo ha riferito il responsabile delle operazioni di soccorso, nel corso di una conferenza stampa. Esse "riprenderanno quanto prima", ha detto un funzionario. Alle 21 locali vi sarà un punto della situazione.
  • 15.15 Il giornalista Florian Witulski, sul posto, riferisce su Twitter che sei ragazzi sono stati riportati all'aria aperta e altri due sono nell'ultima camera. "Con questo ritmo potrebbero essere fuori per oggi", sottolinea. Alcuni sono già in ospedale, altri stanno venendo curati al campo medico. Ma solo uno è in condizioni serie.
  • 15.05 Sono in tutto quattro, finora, i ragazzi in salvo. Il primo recupero è avvenuto due ore prima del previsto (alle 14 ora italiana), e altri due, ha affermato il governo, "sono fuori dalla grotta". Un'altra coppia di ragazzi, invece, "uscirà probabilmente a breve", ha spiegato il generale Kongcheep Tantrawanit.
  • 14.43 Un altro gruppo di quattro ragazzi uscirà "a breve" dalla grotta thailandese in cui sono rimasti intrappolati dallo scorso 23 giugno. Lo ha riferito il governo del paese asiatico. I ragazzi sono adesso nella camera 3, al campo base dei soccorritori, e il tragitto più difficile è alle spalle, ha speigato il generale Kongcheep Tantrawanit. 

  • 14.20 Sono quattro in tutto i ragazzi usciti dalla grotta di Tham Luang. Lo riferisce il governo del paese asiatico.
  • 13.48 Sono fuori dalla grotta i primi due dei 12 ragazzi rimasti intrappolati sottoterra insieme con il loro allenatore. Lo riferisce su Twitter John Irvine, corrispondente del network televisivo britannico Itv, che sottolinea di aver ricevuto l'informazione dal capo della polizia locale. I ragazzi, aggiunge, stanno bene. "I due ragazzi – ha detto Tossathep Boonthong, capo del soccorso medico- si trovano nell'ospedale da campo vicino alla grotta. Non sono ancora stati trasferiti nell'ospedale di Chiang Rai, e sono in corso sul posto esami medici".
    Sul sito della Bcc è visibile un filmato che riprende un'ambulanza che esce dall'area della grotta. Se confermata, la notizia indica che l'uscita dalla grotta è avvenuta due ore prima del previsto. Cio è dovuto all'abbassamento del livello dell'acqua, che ha aumentato l'area nella quale è possibile camminare.

Un percorso altamente rischioso

Circa quattro chilometri, passaggi stretti (uno largho solo 38 centimetri) immersioni in tunnel allagati, pendenze e un lungo cammino tra correnti d'acqua e rocce: sono le difficoltà della missione di salvataggio. Il primo tratto è quello che presenta i rischi maggiori. Per superarlo, i ragazzi, che hanno trascorso circa nove giorni senza mangiare prima di essere ritrovati lunedì, dovranno immergersi in uno stretto passaggio dove c'è spazio per una sola persona.

I ragazzi, molti dei quali non sapevano nuotare prima di essere soccorsi, hanno preso lezioni intensive sulla gestione delle attrezzature per l'immersione. Utilizzeranno maschere speciali che coprono l'intero viso e permettono loro di respirare naturalmente, oltre a comunicare con le squadre di soccorso. I sommozzatori esperti (sono 18, 13 stranieri e 5 thailandesi) hanno avvertito del rischio della missione ma hanno assicurato che è l'opzione migliore, resteranno sempre con i ragazzi, per guidarli. I ragazzi potranno tenersi a una corda attaccata al muro attraverso un percorso di saliscendi in un terreno roccioso con forti correnti d'acqua, illuminato artificialmente. Una volta usciti, i ragazzini saranno visitati e valutati dai medici. Ad attenderli, 13 ambulanze e cinque elicotteri, per il trasporto in ospedale. Le precipitazioni sono una delle preoccupazioni principali, perché l'acqua filtrata dal monte può tornare a inondare le gallerie. 

Sono in tutto sei, finora, i ragazzi usciti dalla grotta di Tham Luang in Thailandia. Il primo recupero è avvenuto due ore prima del previsto (alle 14 ora italiana), e altri due, ha affermato il governo, "sono fuori dalla grotta". Un'altra coppia di ragazzi, invece, "uscirà probabilmente a breve", ha spiegato il generale Kongcheep Tantrawanit. I tweet dei Navy Seal thailandesi indicano che i ragazzi completamente fuori dalla grotta sono 4. 

Si chiamano Rick Stanton e John Volanthen, sono inglesi e sono due tra i migliori sub specializzati in salvataggi nelle grotte. Il 2 luglio sono stati i primi a raggiungere i dodici ragazzini della squadra di calcio giovanile Moo Pa intrappolati nelle cavità della grotta Tham Luang dal 23 giugno scorso insieme al venticinquenne allenatore, le cui operazioni di salvataggio sono in corso.

Nel video postato su Facebook dalla Marina militare thailandese il momento in cui Rick e John raggiungono i dispersi, cercando di rassicurarli. Ma chi sono i due sommozzatori? Ecco le loro storie.

Il pompiere che si è innamorato della speleologia in tv

Rick Stanton, classe 1961, di professione fa il pompiere a Coventry, come riporta il giornale locale Coventry Live. La passione per la speleologia l’aveva già portato alla ribalta nel 2004 quando intervenne in Messico nelle operazioni di salvataggio di un gruppo di soldati britannici intrappolati in una grotta. Secondo il blog Divernet, che raccoglie le biografie dei più importanti sommozzatori al mondo, Rick si sarebbe innamorato delle immersioni in grotta da adolescente, quando la madre lo invitò a guardare un programma televisivo intitolato Underground Eiger che raccontava l’impresa di due sub nella grotta più profonda al mondo. “Dopo aver guardato quella trasmissione ho capito che era ciò che faceva per me”, riporta Divernet. Rick è in attività da più di 35 anni ma continua a farlo “come hobby” e su base volontaria, riporta il Guardian. Una passione che nel 2012 gli ha fatto fruttare un Mbe, il titolo che lo rende membro dell’Ordine dell’impero britannico, proprio grazie ai suoi salvataggi.

L’ingegnere meccanico che “ha un lavoro da fare”

Il collega di Rick è John Volanthen da Bristol, dove lavora come ingegnere meccanico e nel tempo libero corre le maratone. Quarantasette anni, esperto in materia di respirazione subacquea, ha anche messo a punto un rebreather personale, cioè un dispensatore di ossigeno in grado di rendere riutilizzabile l’ossigeno, da utilizzare nelle grotte dove il rifornimento è più difficile per via della conformità naturale degli spazi. Proprio la loro competenza in questo tipo di salvataggi particolarmente complessi sarebbe stata, secondo il Guardian che cita il sub britannico Neil Bennett di NZ Diving, il motivo per cui i due sono stati chiamati in Thailandia.

Non sarebbe la prima volta che la coppia britannica viene convocata per cercare di salvare persone intrappolate nelle grotte: secondo quanto riportato da Bbc, la coppia Volanthen-Stanton era stata coinvolta anche nel salvataggio di un sub intrappolato nelle gole delle grotte di Ardèche, in Francia, e in quel caso il loro intervento sarebbe stato richiesto espressamente dalle autorità francesi. La scorsa settimana, al momento di entrare nella grotta thailandese, aveva tagliato corto con i cronisti che gli chiedevano una dichiarazione: “Abbiamo un lavoro da fare” e via, dentro la pancia della terra.

Insieme a loro due, alla missione per salvare i ragazzini nella grotta Tham Luang ha preso parte anche un terzo sommozzatore britannico, Robert Harper del British Cave Rescue Council.

Grazie al calo del livello dell'acqua, procedono più rapidamente del previsto le operazioni di salvataggio dei 12 piccoli calciatori rimasti intrappolati nella grotta di Tham Luang, in Thailandia, insieme al loro allenatore lo scorso 23 giugno. Quattro di loro sono già stati estratti e altri quattro potrebbero presto essere salvati.

La situazione ora per ora

  • 15.15 Il giornalista Florian Witulski, sul posto, riferisce su Twitter che sei ragazzi sono stati riportati all'aria aperta e altri due sono nell'ultima camera. "Con questo ritmo potrebbero essere fuori per oggi", sottolinea. Alcuni sono già in ospedale, altri stanno venendo curati al campo medico. Ma solo uno è in condizioni serie.
  • 15.05 Sono in tutto sei, finora, i ragazzi in salvo. Il primo recupero è avvenuto due ore prima del previsto (alle 14 ora italiana), e altri due, ha affermato il governo, "sono fuori dalla grotta". Un'altra coppia di ragazzi, invece, "uscirà probabilmente a breve", ha spiegato il generale Kongcheep Tantrawanit.
  • 14.43 Un altro gruppo di quattro ragazzi uscirà "a breve" dalla grotta thailandese in cui sono rimasti intrappolati dallo scorso 23 giugno. Lo ha riferito il governo del paese asiatico. I ragazzi sono adesso nella camera 3, al campo base dei soccorritori, e il tragitto più difficile è alle spalle, ha speigato il generale Kongcheep Tantrawanit. 
  • 14.20 Sono quattro in tutto i ragazzi usciti dalla grotta di Tham Luang. Lo riferisce il governo del paese asiatico.
  • 13.48 Sono fuori dalla grotta i primi due dei 12 ragazzi rimasti intrappolati sottoterra insieme con il loro allenatore. Lo riferisce su Twitter John Irvine, corrispondente del network televisivo britannico Itv, che sottolinea di aver ricevuto l'informazione dal capo della polizia locale. I ragazzi, aggiunge, stanno bene. "I due ragazzi – ha detto Tossathep Boonthong, capo del soccorso medico- si trovano nell'ospedale da campo vicino alla grotta. Non sono ancora stati trasferiti nell'ospedale di Chiang Rai, e sono in corso sul posto esami medici".
    Sul sito della Bcc è visibile un filmato che riprende un'ambulanza che esce dall'area della grotta. Se confermata, la notizia indica che l'uscita dalla grotta è avvenuta due ore prima del previsto. Cio è dovuto all'abbassamento del livello dell'acqua, che ha aumentato l'area nella quale è possibile camminare.

Un percorso altamente rischioso

Circa quattro chilometri, passaggi stretti (uno largho solo 38 centimetri) immersioni in tunnel allagati, pendenze e un lungo cammino tra correnti d'acqua e rocce: sono le difficoltà della missione di salvataggio. Il primo tratto è quello che presenta i rischi maggiori. Per superarlo, i ragazzi, che hanno trascorso circa nove giorni senza mangiare prima di essere ritrovati lunedì, dovranno immergersi in uno stretto passaggio dove c'è spazio per una sola persona.

I ragazzi, molti dei quali non sapevano nuotare prima di essere soccorsi, hanno preso lezioni intensive sulla gestione delle attrezzature per l'immersione. Utilizzeranno maschere speciali che coprono l'intero viso e permettono loro di respirare naturalmente, oltre a comunicare con le squadre di soccorso. I sommozzatori esperti (sono 18, 13 stranieri e 5 thailandesi) hanno avvertito del rischio della missione ma hanno assicurato che è l'opzione migliore, resteranno sempre con i ragazzi, per guidarli. I ragazzi potranno tenersi a una corda attaccata al muro attraverso un percorso di saliscendi in un terreno roccioso con forti correnti d'acqua, illuminato artificialmente. Una volta usciti, i ragazzini saranno visitati e valutati dai medici. Ad attenderli, 13 ambulanze e cinque elicotteri, per il trasporto in ospedale. Le precipitazioni sono una delle preoccupazioni principali, perché l'acqua filtrata dal monte può tornare a inondare le gallerie. 

Un sisma di magnitudo 5.9 ha colpito il Giappone, ed è stato particolarmente avvertito a Tokyo e alla sua periferia. Non è stato lanciato alcun allarme tsunami, ma i grattacieli della capitale nipponica hanno oscillato paurosamente. Non sono stati registrati, al momento, danni a cose o a persone. Il sisma è stato registrato alle 8:23 della sera, con epicentro a una profondità di 39 km, al largo della costa orientale di Honshu. Secondo la giapponese NHK non è stato registrato alcun impatto sulle centrali nucleari. 

Nell'era di Internet, dei social e di Elon Musk che offre i suoi ingegneri aerospaziali per salvare 12 ragazzini intrappolati in una grotta, i loro messaggi di speranza sono affidati a fogli di quaderno. Carta e penna come una volta, consegnati ai soccorritori perché li portassero ai genitori, per rassicurare e consolare, come se chi sta fuori dalla grotta ne avesse più bisogno di chi sta dentro.

Ma, come in tutte le cose di questa epoca, le lettere sono finite sui social prima ancora che nelle mani dei genitori, fotografate e postate su Facebook da chi era ansioso di condividere con un pubblico in angoscia quei messaggi di speranza. 

Nelle loro lettere i ragazzi assicurano che stanno bene, mentre il loro allenatore si scusa con le famiglie. "Non preoccuparti per me, mi manchi tanto, ti amo, sto bene qui, i miei fratelli, i Marines si stanno prendendo cura di me", scrive Mik. "Sto bene, sono solo un po' infreddolito, non preoccuparti per me, non dimenticare la mia festa di compleanno", scrive Night, che ha compiuto gli anni nella grotta e chiede un barbecue quando uscirà.

Scusandosi con i familiari, l'allenatore dei ragazzi, Ekapol Chanthawong, ha assicurato che "stanno tutti bene, i soccorritori si stanno prendendo cura di noi. Prometto che mi prenderà cura dei bambini nel miglior modo possibile. Grazie per il sostegno e per favore, accettate le mie scuse".

Le autorità tailandesi credono di avere una finestra da tre a quattro giorni per liberare i ragazzi e si concentreranno sulla riduzione dei pericoli delle operazioni di salvataggio il più possibile finché la pioggia o l'aria sempre più tossica all'interno della grotta non li costringeranno ad agire .

Narongsak Osatanakorn, il governatore della provincia di Chiang Rai, ha detto che l'operazione di drenaggio dell'acqua lungo il percorso di 3,2 km fino a dove i ragazzi si sono rifugiati nelle ultime due settimane ha "avuto molto successo" e ha resistito alle piogge, riporta il Guardian, ma le precipitazioni si prevedono più intense nei prossimi giorni e diventeranno torrenziali all'inizio della prossima settimana, dando ai soccorritori solo pochi giorni per estrarre i ragazzi e il loro allenatore. Passati quei giorni, la grotta sarà una trappola senza uscita fino a gennaio.

"I prossimi tre o quattro giorni saranno i più favorevoli per l'operazione e la missione di soccorsi", ha detto Osatanakorn in una conferenza stampa. "Se aspetteremo troppo a lungo, non sappiamo con quanta acqua piovana dovremo avere a che fare".

Le autorità thailandesi ritengono di avere una finestra da tre a quattro giorni per liberare i 12 ragazzi bloccati all'interno di una grotta con il loro allenatore. Narongsak Osatanakorn, il governatore della provincia di Chiang Rai, ha spiegato che l'operazione di drenaggio dell'acqua lungo il percorso di 3,2 chilometri fino al punto in cui di trovano i ragazzi ha "avuto molto successo". "I prossimi tre-quattro giorni saranno i piu' favorevoli" per il salvataggio, ha riferito Osatanakorn in una conferenza stampa presso il sito della grotta, "se aspettiamo troppo a lungo, non sappiamo quanta acqua piovana potrebbe ancora aggiungersi".

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