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AGI – Il premier australiano, Scott Morrison, ha denunciato con ira un tweet “scandaloso” di un portavoce del governo cinese e ha invitato Pechino a scusarsi formalmente. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha suscitato indignazione pubblicando una foto ritoccata in cui un uomo, vestito da soldato australiano, tiene un coltello insanguinato alla gola di un bambino afghano. Il tweet arriva pochi giorni dopo la pubblicazione di un rapporto sui crimini di guerra presumibilmente commessi da soldati australiani in Afghanistan tra il 2005 e il 2016.

#Australian PM Scott Morrison demands apology from #China over shocking tweet

The tweet by a #Chinese government spokesperson, features a fake image of an #Australian soldier holding a knife to the throat of a child, who is sitting on the #Afghan flag.https://t.co/mmoPBzKHuo

— Indo-Pacific News (@IndoPac_Info)
November 30, 2020

Morrison ha giudicato il tweet, che proviene da un account ufficiale del governo cinese, di “un insulto scandaloso e disgustoso” contro le forze armate australiane, e ha chiesto a Twitter di rimuoverlo. “E’ oltraggioso e non può essere giustificato in alcun modo. Il governo cinese dovrebbe vergognarsi di questa pubblicazione”, ha detto Morrison del tweet che ha suscitato migliaia di reazioni in poche ore. I rapporti tra Canberra e Pechino si sono costantemente deteriorati negli ultimi mesi.

Prime Minister Scott Morrison has demanded China apologise for publishing to Twitter a “falsified” and “repugnant” propaganda post of an Australian soldier holding a knife to the throat of a child.https://t.co/O9kxfCANEb

— Sky News Australia (@SkyNewsAust)
November 30, 2020

La Cina, il più grande partner commerciale dell’Australia, ha sospeso le importazioni di un gran numero di prodotti agricoli tra cui carne bovina, orzo e legname. Da parte sua, l’Australia ha escluso il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei dal dispiegamento della rete 5G e ha chiesto un’indagine indipendente sull’origine del coronavirus. Il portavoce del governo cinese ha accompagnato il suo tweet con un testo in cui si diceva “scioccato dalle uccisioni di civili e prigionieri afghani (perpetrate) dai soldati australiani”. “Condanniamo fermamente questi atti e chiediamo che siano giudicati”, ha scritto.

AGI – Il presidente eletto Joe Biden ha una frattura al piede destro e dovrà indossare il tutore a stivale per diverse settimane. “L’iniziale radiografia non mostrava una evidente frattura ma il suo esame clinico ha richiesto una diagnosi più dettagliata. La successiva Tac ha confermato una piccola frattura”, si legge nel comunicato diffuso dal dottor Kevin O’Connor. Biden, che ha compiuto 78 anni la scorsa settimana, sarà il presidente più anziano ad insediarsi alla Casa Bianca. Si è fatto male mentre giocava con il suo cane.

AGI – Il Parlamento iraniano si è riunito in una sessione a porte chiuse con il ministro per l’Intelligence Mahmoud Alavi per “indagare l’assassinio” di Mohsen Fakhrizadeh, il capo del programma nucleare iraniano ucciso in un attentato venerdì vicino Teheran, e ha approvato a stragrande maggioranza una mozione che esorta a discutere con “massima urgenza” un disegno di legge per espandere il programma nucleare del Paese e ridurre drasticamente la presenza dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), il che porterebbe Teheran ancora più vicino all’uscita dall’accordo sul nucleare del 2015 (Jcpoa). 

Battezzato ‘Piano di azione strategica per la rimozione delle sanzioni’, il testo era stato presentato in Parlamento i primi di novembre. Tra le altre cose, prevede che l’Organizzazione per l’energia atomica iraniana aumenti al 20% e oltre il livello di arricchimento dell’uranio (che il Jcpoa limita al 3,67%) e sospenda l’applicazione del cosiddetto ‘Protocollo addizionale degli accordi con l’Aiea’, minando così la possibilità dell’Agenzia di condurre ispezioni nei siti nucleari sospetti.

In una dichiarazione diffusa dai parlamentari iraniani, inoltre, si condanna l’uccisione di Fakhrizadeh come un crimine “del regime sionista a cui la miglior risposta è rivitalizzare la nostra brillante industria nucleare mettendo fine all’applicazione volontaria del Protocollo addizionale ed evitare il regime di ispezioni dell’Aiea”.

Al via le esequie dello scienziato

Il corpo di Fakhrizadeh è stato portato al primo al santuario dell’ottavo imam sciita, Reza, nella città nord-orientale di Mashhad e prima della sua sepoltura – prevista per domani al cimitero di cimitero Behesht-Zahra, sarà esposto anche nel santuario della sorella di Fatima Masoumeh, a Qom, e nel mausoleo dell’imam Khomeini a Teheran. Lo riportano i media iraniani, tra cui l’agenzia Irna, citando il ministero della Difesa.

Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha accusato Israele di essere dietro l’omicidio, nella veste di “mercenario” degli Usa. I funerali di Fakhrizadeh, anche alto ufficiale dei pasdaran, si terranno alla presenza dei vertici militari e della sua famiglia, ha aggiunto il governo, senza specificare però il luogo della cerimonia funebre.

Per Israele è stato “utile”, per la Turchia è “terrorismo”

La prima reazione di Israele all’assassinio arriva dal ministro israeliano dell’Energia, Yuval Steinitz, secondo il quale “chiunque lo abbia commesso, è utile non solo a Israele, ma all’intera regione e al mondo”. Le dichiarazioni di Stenitz, rese alla tv Kan, sono state rilanciate dal Times of Israel.

La Turchia ha condannato l’assassinio, definendolo un atto di “terrorismo” che “sconvolge la pace nella regione”. “Ci rammarichiamo per la morte di Mohsen Fakhrizadeh in un attacco. Condanniamo questo vile omicidio e porgiamo le nostre condoglianze al governo iraniano e a coloro che sono vicini al defunto”, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri di Ankara. “La Turchia”, continua la nota, “si oppone a qualsiasi iniziativa che cerchi di disturbare la pace nella regione ed è contraria a tutte le forme di terrorismo, indipendentemente dai suoi autori e dai suoi obiettivi”. Ankara ha poi invitato “tutte le parti” a “buon senso e moderazione”. 

Il ministro degli Esteri britannico, Dominc Raab, si è detto “preoccupato” per la situazione in Iran e nella regione, dopo l’assassinio del capo del programma nucleare iraniano, Mohsen Farikhzadeh. “Vogliamo vedere una de-escalation delle tensioni”, ha detto intervistato da Sky News. “Stiamo ancora aspettando di capire pienamente l’accaduto”, ha spiegato, “ma direi che ci atteniamo al diritto umanitario internazionale che e’ chiaramente contrario all’uccisione di civili”. 

AGI – È scomparso il misterioso “monolite di metallo” di origine sconosciuta, la cui recente scoperta in un deserto dell’Utah, negli Stati Uniti occidentali, ha suscitato ogni tipo di speculazione. L’ufficio dell’Utah per la Gestione del territorio ha dichiarato di aver ricevuto “testimonianze credibili” sulla rimozione dell’oggetto da parte di ignoti, venerdì sera. “L’ufficio non ha rimosso la struttura, che è considerata proprietà privata”, si legge nella nota, “non indaghiamo su tali crimini, che dipendono dall’Ufficio dello sceriffo locale”.

Il blocco di metallo, alto più di 3,5 metri, è stato scoperto a metà novembre da funzionari locali che stavano sorvolando l’area in elicottero. La notizia della scoperta ha fatto il giro del mondo e molti hanno notato la somiglianza dell’oggetto con l’enigmatico monolite extraterrestre del film cult di Stanley Kubrick “2001: Odissea nello spazio”. Sebbene i funzionari si siano rifiutati di rivelare la posizione dell’oggetto per paura che orde di spettatori si avvicinassero al luogo, è stata presto lanciata una gara su Internet per trovarne la collocazione. Alcuni osservatori hanno notato la somiglianza dell’oggetto con l’opera d’avanguardia di John McCracken, un artista americano che visse per un certo periodo nel vicino stato del New Mexico e morì nel 2011.

AGI – Altra sconfitta per Donald Trump nella sua battaglia per rivedere il risultato delle presidenziali del 3 novembre: la Corte suprema dello Stato della Pennsylvania ha respinto il ricorso dei repubblicani per invalidare le schede per corrispondenza e bloccare la certificazione dei risultati del voto.

La decisione di fatto riduce quasi a zero le possibilità di Trump di rivedere il risultato elettorale in questo Stato conteso, già assegnato ufficialmente al candidato democratico Joe Biden, con un margine di circa 81 mila voti. “Non sono riusciti a sostenere che anche una singola scheda elettorale per corrispondenza fosse stata buttata o contata in modo fraudolento”, ha dichiarato il giudice David Wecht.

Il presidente uscente ha criticato la decisione dei giudici e annunciato che il suo team di avvocati farà appello. Nonostante sconfitte simili in altri Stati contestati, il presidente uscente continua la sua battaglia e ha denunciato, su Twitter, “molti voti illegali” anche in Wisconsin dove si appresta a presentare azioni legali, “Lunedì o martedì”, quando sarà finito il riconteggio. Il post in questione è stato bollato come ‘controverso’ da Twitter.

AGI – Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha accusato Israele dell’omicidio dello scienziato nucleare, Mohsen Fakhrizadeh, e ha assicurato che l’assassinio non fermerà i progressi nucleari di Teheran

“Ancora una volta le mani malvagie dell’arroganza globale sono state macchiate con il sangue del regime sionista usurpatore mercenario (termine usato per indicare Israele, ndr)”, ha dichiarato Rohani secondo la tv di Stato. “L’assassinio del martire Fakhrizadeh mostra la disperazione dei nostri nemici e la profondità del loro odio. Il suo martirio non rallenterà le nostre conquiste”, ha aggiunto il capo di Stato iraniano secondo quanto riportano i media internazionali. 

Rohani, ha accusato Israele di voler tentare di creare “il caos” con l’assassinio di uno dei suoi più eminenti scienziati nucleari. L’Iran – ha però aggiunto – non cadrà nella “trappola”.     

“La nazione iraniana è troppo intelligente per cadere nella trappola della cospirazione sionista. Vogliono creare il caos ma dovrebbero sapere che li abbiamo smascherati e che non ci riusciranno”, ha detto il presidente in un intervento televisivo, dopo l’assassinio avvenuto nei pressi di Teheran.

Sul caso è intervenuto anche Ali Khamenei, che chiede di “punire” i responsabili dell’uccisione di Fakhrizadeh. “Bisogna individuare tutti coloro che sono stati coinvolti nell’omicidio e devono essere puniti. E ciò è inevitabile”, ha dichiarato la Guida suprema iraniana.

AGI – “Il padre della bomba iraniana”, “il “Qassem Soleimani del programma nucleare e missilistico” della Repubblica islamica. Sono alcune delle definizioni che accompagnano il nome di Mohsen Fakhrizadeh, lo scienziato ucciso ad Absard, a Est di Teheran, in un attentato terroristico.

Il paragone col potente generale Soleimaini, capo delle forze Quds – le unità speciali delle Guardie della Rivoluzione – ucciso a Baghdad dagli americani nel gennaio scorso, non appare esagerato per gli osservatori: “La portata dell’assassinio di Fahrizadeh è enorme”, ha scritto su Twitter Farnaz Fassihi, che si occupa di Iran per il Wall Street Journal.

Fakhrizadeh era considerato il motore del programma militare iraniano: capo del piano Amad (Speranza) che per Teheran era di natura civile e pacifica, mentre per l’intelligence israeliana mirava a dotare di armi atomiche la Repubblica islamica.

Amad è stato ufficialmente accantonato nel 2003 e Teheran ha negato la sua esistenza nel 2015, quando è stato firmato l’accordo sul nucleare iraniano. Israele, però, ha continuato a nutrire sospetti, convinto che il programma sia andato avanti sotto altre forme, come l’Spnd del del ministero della Difesa, guidato proprio da Fakhrizadeh.

Ad accusare pubblicamente il fisico era stato il premier Benjamin Netanyahu in persona, che in una conferenza stampa nel 2018, dopo aver annunciato che i servizi segreti israeliani avevano trafugato da un sito iraniano 100 mila file da archivi segreti sul nucleare, aveva ammonito: “Ricordate questo nome, Fakhrizadeh“. Secondo fonti israeliane, lo scienziato era nella lista degli obiettivi del Mossad, che aveva provato ad ucciderlo alcuni anni fa.

Nel confermare quello che è stato definito il suo “martirio”, il ministero della Difesa lo ha ricordato come il “capo dell’Organizzazione per la ricerca e l’innovazione difensiva”, che ricade sotto il dicastero stesso. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), dopo lo smantellamento di Amad era stato proprio Fakhrizadeh a fondare l’Organizzazione presso il sito Mojdeh, vicino all’Università Malek Ashtar di Teheran. Lo scienziato, alto ufficiale delle Irgc (il Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana), era anche professore di fisica all’Università Imam Hossein di Teheran ed ex capo del centro di ricerca di fisica dell’Iran (Phrc).

L’esperto di intelligence Ronen Bergmanm, nel 2019, aveva detto alla tv israeliana che dato che molti degli stretti collaboratori di Fakhrizadeh erano morti, negli anni, in omicidi riconducibili al Mossad, era “ragionevole presumere” che sarebbe stato tra le prossime “scelte”. Israele non ha mai riconosciuto alcuna responsabilità negli assassinii di persone coinvolte nel programma nucleare iraniano. 

AGI – L’assassinio, a nord di Teheran, dello scienziato Mohsen Fakhrizadeh – per mano del Mossad, a sentire il regime iraniano – chiude un anno, il 2020, iniziato per l’Iran con un’altra vittima illustre.

Il 3 gennaio era stato ucciso a Baghdad dal missile di un drone Usa Qassem Suleimani, il potente comandante delle forze al-Quds, le unità speciali dei Guardiani della rivoluzione, una figura quasi leggendaria, al cuore di tutti i disegni geopolitici di Teheran in Medio Oriente.

Adesso, per gli ayatollah, un’altra perdita di primissimo piano. Mentre gli ultimi colpi di coda dell’amministrazione Trump appaiono come il riflesso di quello che è stato uno dei ‘leitmotiv’ della sua presidenza, la convinzione che l’Iran sia il male assoluto.

 E quando manca neppure un mese dall’insediamento di Joe Biden, uno dei temi che più hanno caratterizzato i quattro anni dell’amministrazione Trump -lo scontro aperto con l’Iran- rischia di avvelenare l’ingresso del futuro presidente americano alla Casa Bianca.  

Il presidente Donald Trump non ha commentato l’attacco odierno, ma ha ritwittato la notizia dal New York Times e rilanciato due tweet, in inglese ed ebraico, di un giornalista israeliano, Yossi Melman, secondo cui l’omicidio è stato un “pesante colpo psicologico e professionale per l’Iran”.

Neppure Israele ha parlato; ma l’omicidio di almeno quattro scienziati iraniani legati al programma nucleare tra il 2010 e il 2012, tutti molto vicini a Fakhrizadeh, era stato attribuito ai suoi tempi al Mossad, i servizi segreti israeliani all’estero, cosa che nessun portavoce ha mai ammesso ma neppure negato. 

Oltre ad essere un alto ufficiale del corpo d’elite dei Guardiani della Rivoluzione, Fakhrizadeh era il più famoso scienziato nucleare iraniano: professore di fisica, secondo documenti ottenuti da Israele nel 2018, era stato alla guida del progetto Amad, il programma segreto  creato nel 1989 per le ricerche sul nucleare, chiuso poi nel 2003. 

Nel 2015 il New York Times lo aveva paragonato a J. Robert Oppenheimer, il fisico che durante la Seconda Guerra  Mondiale, nell’ambito del Progetto Manhattan, produsse le prime bombe atomiche.

Figura abituata a vivere nell’ombra, era da tempo in cima alla ‘black list’ del Mossad.

L’assassinio arriva in un momento di crescenti tensioni tra Teheran e Washington: proprio il presidente uscente è stato dissuaso dal colpire l’Iran solo due settimane fa. Il 12 novembre Trump ha riunito i suoi più stretti collaboratori nello Studio Ovale perché meditava un’azione mirata contro il principale sito nucleare iraniano, quello di Natanz.

Lo hanno dissuaso avvertendolo che uno scontro aperto avrebbe potuto degenerare in un conflitto più ampio e dalle conseguenze imprevedibili. Pochi giorni dopo, però, il segretario di Stato, Mike Pompeo, ex direttore della Cia, è volato in Israele. In questo scorcio finale di presidenza, licenziato il capo del Pentagono, Mark Esper, Trump deve aver pensato ad operazioni, palesi o segrete, contro l’Iran; oppure il suo fedele alleato in Medio Oriente, Benjamin Netanyahu, che in vari momenti è stato sul punto di attaccare gli impianti nucleari iraniani, potrebbe aver voluto agire mentre Trump è ancora alla Casa Bianca.

Per Biden, sono tutte mosse che si tradurranno in un ostacolo in più sulla strada del tentativo di riportare gli Usa a quell’accordo sul nucleare iraniano siglato nel luglio 2015 e che è stato abbandonato dagli Usa. Per l’Iran invece un brutto colpo. Teheran minaccia vendetta, “una terribile vendetta”, ha avvertito il capo di Stato maggiore, generale Mohammad Bagheri.

Ma per gli ayatollah, la morte di Fakhrizadeh, dopo quella di Soleimani, chiude un ‘annus horribilis’. 

AGI –  La Conferenza episcopale francese (Cef) ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato contro il limite di presenza di trenta persone alle cerimonie religiose deciso dal governo. Ha inoltre fissato un incontro, per domenica alle 18, con il premier Jean Castex nella speranza di avere “un vero momento di consultazione”. 

“Le tante reazioni ricevute dai fedeli, anche di altre religioni, ci spingono a chiedere che la legge sia rispettata”, scrivono i vescovi francesi . La domanda di appello al provvedimento è stata “depositata questa mattina”, ha detto un portavoce della Cef, Vincent Neymon, “preventivamente, anche prima della pubblicazione del decreto” che specifica le misure decise per il culto.      

L’episcopato ritiene un “grave errore” la conferma di Jean Castex che il limite per la ripresa delle cerimonie religiose con il pubblico nel weekend è rimasto a trenta persone. La misura, definita “irrealistica” e “inapplicabile”, era stata annunciata martedì sera dal presidente, Emmanuel Macron, ma i vescovi si aspettavano una nuova proposta che invece non è arrivata.

La Cef chiede un parametro fissato in base alle dimensioni dell’edificio, con uno spazio di 4 metri quadri per ciascun fedele e un tasso di riempimento di un terzo della chiesa. “In attesa dell’esito di questi due passaggi, sono in vigore le regole fissate dal presidente del Consiglio anche se siamo tutti consapevoli delle grandi difficoltà in cui pongono i fedeli queste decisioni di governo”, evidenzia l’episcopato.

In attesa che la situazione evolva positivamente, i vescovi tengono a ricordare che “sono in vigore le regole fissate dal primo ministro” ma immediatamente aggiungono: “Siamo tutti consapevoli delle grandi difficoltà che queste decisioni di governo pongono i fedeli. Possa il ricorso al diritto aiutare a calmare gli animi”. La nota conclude: “È chiaro a tutti noi che la messa non può diventare un luogo di lotta e di rivendicazione, ma rimanere un luogo di pace e di comunione”

Un braccio di ferro simile si era verificato nei giorni scorsi a New York dove le comunità ebraica e ortodossa avevano fatto ricorso contro la decisione del governatore, Andrew Cuomo, di imporre restrizioni alle cerimonie religiose. La Corte Suprema americana ha accolto il ricorso bocciando il provvedimento di Cuomo. 

AGI – Gli uragani Eta e Iota che hanno colpito l’America centrale nelle scorse settimane hanno causato oltre 200 morti e un numero imprecisato di dispersi, oltre a centinaia di milioni di dollari di danni. Eta e Iota si sono susseguiti a meno di due settimane di distanza, con la stessa traiettoria, lasciando sulla loro scia catastrofiche inondazioni, smottamenti e distruzioni in Centro America e nelle isole caraibiche colombiane.

L’uragano Eta ha colpito per la prima volta il 3 novembre, quando ha toccato terra sulla costa del Nicaragua in categoria 4 della scala Saffir-Simpson, che ne ha 5. Iota lo ha seguito il 16 novembre, al culmine della potenza distruttiva di un uragano, con piogge torrenziali scroscianti su un terreno già inzuppato. L’Honduras ha pagato il prezzo più alto: inondazioni e smottamenti hanno provocato 94 morti e otto dispersi, secondo i dati ufficiali. Gli abitanti della valle di San Pedro Sula, la seconda città e capitale industriale del Paese, che è stata sommersa dall’acqua, affermano tuttavia che non è stato possibile identificare e contare molti cadaveri.

La protezione civile honduregna ha registrato 3,9 milioni di persone colpite, di cui 154 mila hanno dovuto lasciare le loro 70 mila case distrutte o inabitabili. Quasi 300 strade sono state danneggiate, 48 ponti distrutti e altri 32 sono stati colpiti dalle inondazioni dei fiumi.

Non è andata tanto meglio in Guatemala dove sono stati registrati 60 morti e un centinaio di dispersi dopo il passaggio dei due cicloni, che hanno colpito 2,1 milioni di persone. Il bilancio finale di una frana che ha inghiottito decine di case in un villaggio indigeno non è stato ancora stabilito e potrebbe ammontare a più di cento morti. Inoltre, 274.829 persone sono state evacuate, secondo l’organizzazione guatemalteca per la prevenzione dei disastri Conred, che rileva anche danni a 211 strade e quasi 100 ponti.

Il Nicaragua non è stato risparmiato da frane e inondazioni che hanno ucciso 21 persone. In totale, oltre tre milioni di persone sono state colpite dal passaggio dei cicloni che hanno causato danni per 742 milioni di dollari, secondo il governo. Quasi 2 mila chilometri di strade e 106 ponti sono stati distrutti o danneggiati, cosi’ come scuole, cliniche e ospedali a Bilwi, la città portuale caraibica che spazzata dalla piena potenza dei due uragani. A Panama, Eta e Iota hanno lasciato piu’ di venti morti e dieci dispersi, provocando danni significativi, soprattutto nella provincia di Chiriqui e nella regione indigena di Nabe-Bugle’, nell’Ovest.

La Costa Rica ha sofferto maggiormente per l’attraversamento dell’Eta, che ha provocato due morti a sud, vicino al confine panamense. Le piogge torrenziali dei due cicloni hanno danneggiato 264 strade e 11 ponti, e 29 villaggi sono stati isolati dal mondo mentre 2.056 persone sono state evacuate, soprattutto sulla costa del Pacifico e nel sud del Paese, secondo la protezione civile. Il danno alle strade è stimato in 15 milioni di dollari.

El Salvador, il Paese meno colpito, registra due morti. Prima di colpire l’America Centrale, nel Mar dei Caraibi, gli uragani hanno devastato le isole colombiane di San Andres, Providencia e Santa Catalina, uccidendo due persone.

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