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AGI – La premier neozelandese, Jacinda Ardern, ha ordinato una settimana di lockdown a Auckland, la maggiore città del Paese, in seguito alla scoperta di un singolo nuovo caso di Covid-19. Il nuovo blocco arriva due settimane dopo un precedente confinamento di tre giorni, seguito alla scoperta di tre casi.

A partire da domenica mattina, gli 1,7 milioni di cittadini di Auckland dovranno restare nelle loro case e potranno uscire solo per lavorare o effettuare acquisti necessari. Le scuole e gli esercizi considerati non essenziali dovranno restare chiusi. Il resto della Nuova Zelanda sarà soggetto a restrizioni più modeste, come la limitazione degli assembramenti a 100 persone e l’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici.

Finora la Nuova Zelanda ha registrato appena 26 decessi legati al Covid-19 su un totale di 2.372 casi.

AGI – Dopo un dibattito durato ore, la Camera dei Rappresentanti Usa ha approvato con 219 voti a favore e 212 contrari il piano anti Covid da 1.900 miliardi di dollari voluto dal presidente Joe Biden.

Il provvedimento è stato respinto in blocco dai Repubblicani, ma anche da due democratici: Kurt Schrader dell’Oregon e Jared Golden del Maine. Il pacchetto di aiuti, che passerà all’esame del Senato la prossima settimana, rappresenta per i democratici un passo fondamentale per affrontare l’emergenza con nuovi finanziamenti per le vaccinazioni, i governi locali e milioni di famiglie provate dalla pandemia.

Tra le varie misure nella versione licenziata dalla Camera c’è anche l’incremento della paga minima oraria da 7,25 a a 15 dollari, ma è previsto che il Senato stralcerà questa disposizione molto cara a Biden perché per l’interpretazione delle regole e della procedura parlamentare l’operazione è irregolare.

La speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha comunque sottolineato che “non ci fermeremo fin quando non passerà la paga minima a 15 dollari”. Ad ogni modo, il pacchetto prevede aiuti diretti alle piccole imprese, un assegno da 1.400 dollari agli americani che guadagnano fino a 75 mila dollari l’anno e un aumento del credito d’imposta per i figli a carico, oltre a 350 miliardi di finanziamenti diretti agli stati, ai governi locali e alle scuole.

Ci sono anche più soldi per la campagna di vaccinazione e vengono rafforzati e prorogati i benefici per i disoccupati. “Siamo convinti che questo pacchetto risponda in modo adeguato alle esigenze del momento”, ha detto il deputato dem John Yarmuth, presidente della commissione Finanza della Camera.

Per i Repubblicani le misure sono invece troppo costose e troppo estese. Secondo Kevin McCarthy, leader del Gop alla Camera, il provvedimento “si prende cura degli alleati politici dei Democratici, ma senza dare risposte alle famiglie americane”.

AGI  – Diciassette ex ginnaste, tra cui tre olimpioniche, hanno deciso di lanciare un’azione legale contro la federazione britannica per i “sistematici abusi fisici e psicologici” perpetrati dagli allenatori.

Le ginnaste hanno notificato una lettera al più rilevante organo di governo dello sport del Regno Unito dove raccontano che gli abusi, nel periodo tra i 6 e i 23 anni, constavano in un “diffuso e inappropriato uso della forza fisica” da parte di alcuni coach e nell’applicazione “senza alcuna ragione” di tecniche per il controllo del peso.

Jennifer Pinches, ritiratasi dalle competizioni internazionali dopo aver aiutato la squadra inglese a raggiungere la finale alle Olimpiadi di Londra 2012, ha sottolineato come la Federazione abbia dato piu’ importanza ai “podi” che si potevano ottenere rispetto a cio’ che le persone provavano.

“È una verità straziante da affrontare conoscendo il livello di abuso a cui noi e cosi’ tanti altri sono stati sottoposti” ha aggiunto Pinches, che ora e’ il coordinatore del gruppo ‘Gymnasts for Change’, nato per denunciare gli abusi.

“Questo è solo l’inizio per ottenere quei cambiamenti radicali che chiediamo. Lottiamo per avere giustizia”. Il responsabile della campagna “Gymnasts for Change“, Claire Heafford, ha aggiunto che non si sta parlando “di poche mele marce all’interno del sistema” ma di “decenni di abusi incoraggiati e coperti da chi sta in alto”.

Il gruppo denuncia che “le speranze e i sogni di innumerevoli bambini e adolescenti di competere come ginnasti professionisti sono stati distrutti” e che “il loro amore per lo sport è ora condizionato da paure e sofferenze”. Tra le richieste ci sono anche delle scuse formali e uno stravolgimento delle linee guida che oggi determinano le sedute di allenamento. 

AGI. – Samantha Cristoforetti tornerà per la seconda volta nello Spazio e i dettagli della missione saranno presentati ufficialmente mercoledì 3 marzo, come ha annunciato l’Agenzia spaziale europea (Esa).

Cristoforetti appartiene al corpo astronauti di Esa dal 2009 e questo sarà il suo secondo volo nello Spazio. Nella sua prima missione ‘Futura’ del 2014-15 ha trascorso 200 giorni in orbita, svolgendo ricerca scientifica e attività operativa sulla Stazione Spaziale Internazionale in veste di ingegnere di volo per la spedizione 42/43.

Una volta tornata sulla Terra, Samantha ha lavorato presso il Centro Astronauti Europeo dell’Esa (EAC) a Colonia, in Germania, dove ha guidato il team “Spaceship EAC”, formato da studenti e studentesse e giovani professionisti e professioniste al lavoro sulle sfide tecnologiche delle future missioni lunari.

È stata poi rappresentante degli astronauti nel progetto Gateway per realizzare una stazione spaziale nell’orbita lunare e nel 2019 è stata comandante di NEEMO23 (NASA 23rd Extreme Environment Mission Operations), una missione di dieci giorni nell’unica stazione di ricerca sottomarina al mondo, la Aquarius. Samantha è entusiasta di partire per la sua seconda missione spaziale. “La Stazione Spaziale Internazionale è l’avamposto dell’umanità nello spazio. Si tratta di una meraviglia ingegneristica, un luogo di cooperazione internazionale pacifica e fruttuosa, un laboratorio interdisciplinare dedicato alla scienza in ambiente di microgravità”, ha dichiarato l’astronauta. 

AGI – Il gigante russo dei diamanti Alrosa metterà all’asta una delle sue pietre con qualità di gemma dalle dimensioni maggiori: un diamante da 242 carati, grande quanto una pallina da ping pong sarà messo in vendita presso la sede della società a Dubai, dal 14 al 21 marzo, in un’asta i cui risultati saranno annunciati il 22 marzo.

Il prezzo iniziale sarà poco superiore ai 2 milioni di dollari, come riporta Bloomberg. “Negli ultimi 10 anni, Alrosa ha messo all’asta pochi diamanti superiori ai 200 carati di qualità comparabile a questo: essendo estremamente rari, la società russa ha spesso preferito tagliarli e pulirli in azienda”, ha spiegato il capo delle vendite della compagnia, Evgeny Agureev.

L’asta arriva dopo un duro anno per tutta l’industria del settore. Il diamante che è andrà all’asta è stato scoperto a Nurbinskaya, nell’estremo oriente russo 10 anni fa.

AGI – Sale la tensione in Armenia, dove il primo ministro, Nikol Pashinyan, ha denunciato un tentativo di colpo di stato militare dopo che 40 alti ufficiali dell’esercito, tra cui il capo di stato maggiore, Onik Gasparyan, avevano chiesto le sue dimissioni. “Ritengo che la dichiarazione dello stato maggiore sia un tentativo di colpo di Stato militare“, ha dichiarato il premier in una diretta Facebook.

Pashinyan ha disposto il licenziamento di Gasparyan ma il presidente, Armen Sarkissian, non ha ancora firmato il decreto. Dopo il proclama, Pashinyan ha marciato con i suoi sostenitori fino a Piazza della Repubblica, nella capitale Erevan, dove, davanti a 20 mila sostenitori, ha invitato il popolo a non consentire il colpo di Stato.

Il premier: “Non me ne vado, il golpe non ci sarà”

Con un megafono in mano, affiancato dal figlio e dai ministri del suo governo, Pashinyan ha smentito le voci che lo vogliono pronto ad abbandonare il Paese. “Alcuni stanno diffondendo voci secondo cui starei cercando di fuggire e avrei prenotato un aereo”, ha detto Pashinyan, “ma io sono qui, la mia famiglia è qui. Li inviteremo qui perché vedano da soli”. Il premier ha assicurato che non ci sarà nessun golpe.

Nel centro della città si sono verificati i primi scontri tra i fautori del premier, che stanno marciando con lui per le strade, e i sostenitori dell’opposizione, che appoggia l’appello dell’esercito perché Pashinyan si dimetta. Un video dell’agenzia russa Sputnik documenta calci, pugni e spintoni tra i membri delle due fazioni. Nella rissa sono rimasti coinvolti anche alcuni cronisti che stavano documentando i tafferugli. I sostenitori dell’opposizione si stanno raccogliendo a Piazza della Libertà per una contromanifestazione e hanno applaudito gli aerei militari che stanno sorvolando la città.

Il presidente invita alla calma

Sarkissian ha annunciato di essere al lavoro su “iniziative urgenti per allentare le tensioni” nel Paese e “cercare maniere per risolvere la situazione in modo pacifico”.

“Chiedo a tutti di mostrare sobrietà e moderazione”, ha dichiarato Sarkissian in una nota diffusa dal suo ufficio, “l’Armenia è in una situazione esplosiva, carica di implicazioni imprevedibili per il nostro Stato che potrebbero portare a conseguenze irreversibili”.

Le ragioni dello scontro

La nota firmata da Gasparyan esprimeva una “forte protesta” contro il licenziamento del vice capo di stato maggiore, Tiran Khachatryan, per ragioni definite “superficiali e infondate”. Mercoledì Sarkissian aveva firmato il decreto che rimuoveva Khachatryan in seguito a uno scontro con il governo, che aveva lamentato l’inefficienza dimostrata dai missili Iskander di fabbricazione russa nel recente conflitto con l’Azerbaigian per il controllo del Nagorno-Karabakh.

L’esito della guerra, conclusasi con un consolidamento delle rivendicazioni territoriali azere, ha scatenato un’ondata di rabbia popolare contro l’esecutivo guidato da Pashinyan. Stanchi di sentirsi addosso tutta la responsabilità del risultato del conflitto, Pashinyan e i membri del suo governo sono quindi passati all’attacco, lamentando l’inefficienza degli armamenti russi in dotazione all’esercito.

Di recente Khachatryan aveva commentato con una risata sprezzante un commento di Pashinyan a proposito degli Iskander che “non esplodevano” o “esplodevano del 10%”, affermando che simili affermazioni “non potevano essere serie”. Poco dopo il numero due delle forze armate era stato licenziato, una decisione che, secondo la nota dei militari, “è stata presa senza tenere conto degli interessi nazionali e statali dell’Armenia ma solo sulla base di sentimenti e ambizioni personali”.

“La decisione, presa in circostanze difficili per l’Armenia, è antistatale e irresponsabile”, prosegue il comunicato, secondo il quale il premier armeno e il suo governo “non sono piu’ in grado di prendere decisioni adeguate in questa situazione critica, cruciale per il popolo armeno”. “Le forze armate armene hanno tollerato a lungo gli attacchi delle autorità mirati a screditare le forze armate ma ogni cosa ha il suo limite”, conclude la nota, “date le circostanze, le forze armate armene chiedono le dimissioni immediate del primo ministro e del governo e li avvertono di non utilizzare la forza contro la gente i cui figli sono morti difendendo la madrepatria”.

Mosca preoccupata, Ankara condanna

Il Cremlino ha espresso “preoccupazione” per l’aggravarsi dello scontro tra governo ed esercito in Armenia e ha invitato le parti alla “calma”. Il ministero degli Esteri russo ha poi sottolineato che la crisi in corso nell’ex repubblica sovietica è un “affare interno”.

“È con preoccupazione che seguiamo la situazione in Armenia ma la riteniamo una questione esclusivamente dell’Armenia, che è un nostro alleato molto importante e prossimo nel Sud del Caucaso”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, “come naturale, chiediamo a tutte le parti di mantenere la calma. Riteniamo che la situazione debba essere tenuta nei limiti del quadro costituzionale”. 

Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha condannato il tentativo di colpo di Stato in Armenia. “Quando un colpo di Stato ha luogo, lo condanniamo”, ha dichiarato Cavusoglu durante la sua visita a Budapest, secondo quanto riporta l’agenzia Sputnik, “condanniamo questo tentativo in modo risoluto”.

“Criticare il governo e chiederne le dimissioni è normale, laddove rovesciare il governo con il sostegno dell’esercito è inaccettabile, così come i semplici appelli in materia”, ha aggiunto Cavusoglu, che ha definito la stabilità in Armenia cruciale per il processo di pace nel Nagorno-Karabakh.

AGI – Entra nella fase finale dei test il vaccino cubano Soberana 02: dalla prossima settimana se ne comincerà a valutare l’efficacia e la sicurezza, prima di iniziare a somministrarlo in massa alla popolazione dell’isola caraibica. Lo ha reso noto il ricercatore italiano Fabrizio Chiodo, che lavora al progetto con l’istituto di vaccini Finlay di Cuba. Del farmaco, saranno prodotte 100 milioni di dosi dalla società farmaceutica pubblica Biocubafarma.

Soberana 02 è uno dei quattro vaccini che Cuba sta sviluppando per immunizzare al più presto il Paese, che peraltro è riuscito a controllare con successo l’epidemia, poiché il numero totale di decessi registrati dallo scoppio della pandemia non supera i 304, ha spiegato il ricercatore, membro in Italia del Consiglio Nazionale delle Ricerche. 

In collegamento on-line da Cuba con la stampa straniera, Chiodo ha ricordato che si tratta di un vaccino pubblico al 100%, che viene sviluppato senza scopo di lucro e che è stato sviluppato rapidamente grazie alla rete “eccellente” di ricercatori, epidemiologi e medici a Cuba. Il vaccino -ha aggiunto Chiodo- che è “molto sicuro”, verrà utilizzato per persone di età compresa tra i 35 e gli 80 anni, e probabilmente raggiungerà altri luoghi, dato che ci sono molti Paesi interessati, anche se Cuba vaccinerà prima i suoi cittadini”.    

 Soberana 02 è il frutto della collaborazione e ricerca di anche “di altri Paesi”, ma è finanziato e diretto da Cuba, che ha una lunga storia -ha sottolineato- nella “diffusione scientifica, sperimentazione e sviluppo di vaccini”.

Superata l’ultima fase, nella quale si conosceranno i risultati della sua efficacia e sicurezza ma della quale Chiodo non ha precisato i tempi, il Paese procederà alla vaccinazione di massa della popolazione.

AGI – La Svizzera riaprirà negozi, musei e zoo dal primo marzo prossimo, primi passi di allentamento delle misure anti-Covid e verso una “graduale normalizzazione della vita economica e sociale“. Il governo ha annunciato che negozi non essenziali, musei e biblioteche e sale di lettura riapriranno, così come gli impianti sportivi all’aperto, gli zoo e i giardini botanici. Saranno consentiti con un limite di 15 persone eventi all’aperto, feste o attività sportive anche fra parenti o amici.

“Con questa cauta riapertura, il Consiglio Federale mira ad una graduale normalizzazione della vita sociale ed economica, anche se la situazione epidemiologica rimane precaria perché circolano nuove varianti più infettive del virus“, spiega il governo in un comunicato. “La fase iniziale di riapertura dal primo marzo prevede essenzialmente attività che permettono alle persone di indossare maschere e mantenere la distanza sociale, e che coinvolgono solo piccoli numeri di persone o incontri all’aperto”.

Le restrizioni volte a contenere la pandemia di coronavirus sono state imposte a dicembre e gennaio in seguito a un importante picco nel numero di casi. Il governo intende allentare le misure per gradi. La prossima fase di riapertura è prevista per il 22 marzo, quando il governo spera di consentire l’apertura di aree all’aperto nei ristoranti, modifiche al lavoro da casa, e partecipazione di un numero limitato di spettatori ad eventi sportivi e culturali. 

AGI – La strada scelta dall’Unione europea nella produzione di vaccini “è quella della cooperazione e non della coercizione”, in particolare per aumentare i siti produttivi in Ue, ma “qualora non dovesse funzionare, ci sono degli strumenti stabiliti dai Trattati, come l’articolo 122” che permette, in caso di gravi difficoltà nell’approvvigionamento di determinati prodotti, di intervenire anche con obblighi o divieti. Lo ha dichiarato un alto funzionario Ue in vista del summit di domani tra i leader europei.

“La produzione di vaccini è un processo estremamente difficoltoso e cambiare la catena di approvvigionamento è molto complicato”, ha chiarito la fonte Ue che non esclude l’attivazione dell’articolo che assegna maggiori poteri a Bruxelles e agli Stati membri. 

Un altro strumento messo in campo dell’Unione europea per controllare meglio la produzione dei vaccini è il meccanismo di trasparenza e autorizzazione di export delle dosi. “Finora non c’è stato alcun blocco delle esportazioni. Le aziende sono tenute a rispettare i loro impegni e finché lo faranno non ci sarà alcun bando”, ha spiegato la stessa fonte di Bruxelles.  

Nel frattempo,  i premier di Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia e Lituania hanno scritto una lettera al Consiglio dell’Ue in cui esprimono “urgente bisogno di integrare e guidare strategicamente la nostra catena del valore per aumentare le nostre capacità di produzione di vaccini in Europa”.  

“Dobbiamo lavorare, insieme alla Commissione, a stretto contatto con tutti i potenziali produttori di vaccini in Europa, rafforzando i partenariati pubblico-privato lungo l’intera catena del valore per aumentare gli sforzi di ricerca e sviluppo, accelerare e adattare la capacità di fornitura”, è la conclusione dei cinque leader, che domani parteciperanno al summit con gli altri capi di Stato e di Governo.

AGI – Il gruppo farmaceutico CanSino Biologics ha presentato richiesta all’ente cinese di regolamentazione dei farmaci per l’uso di massa del proprio vaccino contro il Covid-19. Lo riferisce la stessa casa farmaceutica cinese, citata dal tabloid Global Times, che conferma che la richiesta è stata accettata dall’autorità farmaceutica.

CanSino è il terzo gruppo cinese a presentare richiesta per l’uso di massa di un proprio vaccino contro il Covid-19, dopo i giganti farmaceutici Sinopharm e Sinovac. Secondo gli ultimi risultati dell’ultima fase di sperimentazione, il vaccino prodotto congiuntamente dall’Istituto di Biotecnologia dell’Accademia di Scienze Mediche Militari cinese e dal gruppo di Tianjin ha un’efficacia del 65,7% nella prevenzione dei casi sintomatici di Covid-19.

L’avvio della campagna Sinopharn in Ungheria

“Oggi cominciamo a fare iniezioni usando i vaccini cinesi”. Lo ha detto il primo ministro Viktor Orban in un video messaggio su Facebook spiegando come l’Ungheria sia diventata la prima nazione della Ue a usare il vaccino cinese Sinopharm nella campagna contro il coronavirus.

Il governo di Budapest ha ordinato cinque milioni di dosi provenienti da Pechino, una quantità importante visto che la popolazione del Paese consta di 10 milioni di persone.

In settimana saranno inoculate le 275 mila dosi provenienti dal primo lotto arrivato in Ungheria all’inizio di febbraio. Orban ha dichiarato che il prodotto cinese è il suo preferito tra quelli sul mercato dichiarando che spera di poter ricevere presto la prima dose, “forse la prossima settimana”. 

Il governo ha avviato in parallelo una campagna basata sul vaccino russo Sputnik V e anche in quel caso si è trattato di una “prima volta” per un Paese appartenente all’Ue. Negli scorsi mesi Budapest si è spesso scontrata con Bruxelles criticando la lentezza nell’approvazione dei vaccini e nell’approvvigionamento delle dosi necessarie.

Nelle ultime ore 24 ore il governo di Orban ha registrato 102 nuovi decessi da Covid-19, portando il bilancio complessivo delle vittime del paese a 14.552, mentre il numero di infezioni e di pazienti con coronavirus negli ospedali è tornato a salire bruscamente a febbraio. “Una terza ondata del virus sta minacciando l’Ungheria”, ha detto Orban, esortando i cittadini a vaccinarsi. 

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