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Lunedì prossimo Theresa May si gioca tutto. La Camera dei Comuni voterà il suo piano sulla Brexit che, giudicato troppo morbido dall'ala dura del 'Leave', ha causato le dimissioni del ministro degli Esteri, Boris Johnson, e di David Davis, il cui dicastero era direttamente incaricato di gestire i negoziati per il divorzio da Bruxelles. L'ala dei deputati 'tories' ribelli, capeggiati da Jacob Rees-Mogg, che potrebbe votare no sarebbe pari a qualche decina su un totale di 317. Ma, a meno che arrivi un soccorso da parte dell'opposizione (su questo punto i laburisti appaiono divisi), ne basterebbero molti meno per far saltare tutto. Alla Camera dei Comuni il governo May ha infatti una maggioranza di appena due voti e il suo esecutivo è appeso al sostegno dei dieci unionisti irlandesi.

Toni più alti per ricompattare il partito

Il post dai toni forti sui migranti comunitari apparso oggi sul profilo Facebook ufficiale della premier appare quindi come un tentativo in extremis di ricompattare un partito lacerato. "Non accadrà più – scrive May – che la gente senza permesso arrivi qui da tutta Europa con la remota speranza di poter trovare un lavoro. Saranno sempre benvenuti invece i professionisti qualificati che aiutano il nostro Paese a prosperare, medici e infermieri, ingegneri e imprenditori, ma per la prima volta da decenni, avremo il pieno controllo delle nostre frontiere. E sarà il Regno Unito, non Bruxelles, che deciderà a chi sarà consentito vivere e lavorare qui". Nel 'libro bianco' apparso sul sito ufficiale di Downing Street,(ovvero la proposta di 'Soft Brexit' che ha causato le dimissioni di Johnson e Davis, fautori della versione 'hard') la questione non è però così netta. Non solo le società che forniscono servizi saranno in grado di "muovere le loro persone di talento" attraverso il Canale della Manica ma continuerà a essere concesso ai cittadini comunitari di recarsi nel Regno Unito senza visto per impieghi di lavoro "temporanei". Ma a far inviperire i 'Brexiteer' sarà soprattutto il punto che prevede che le controversie commerciali, in certi casi, debbano "far riferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea per l'interpretazione".

Una Brexit meno Brexit possibile 

Le ragioni per un divorzio così soft stanno nella premessa ove il governo si richiama a una Brexit "pratica". Innumerevoli sono infatti i contrattempi che verrebbero causati da una cesura netta o disordinata, come si sono resi conto negli ultimi mesi anche tanti fautori del 'Leave'. L'obiettivo è, di fatto, mantenere con Bruxelles una relazione il più possibile simile a quella esistente, con "un dialogo regolare e istituzioni congiunte". Naturale che Johnson se ne sia andato sbattendo la porta. 

In primo luogo, verrebbe fissata un'area di libero scambio per evitare "costose dichiarazioni doganali" e, soprattutto, scongiurare l'incubo di una nuova frontiera tra le due Irlande. Inoltre vengono proposte "regole comuni su cibo e agricoltura" e addirittura la partecipazione del Regno Unito alle agenzie Ue che coprono settori quale la chimica, l'aviazione e la medicina, "accettando le regole di queste agenzie e contribuendo ai loro costi". Partnership stretta anche in campo di sicurezza, con costante scambio di dati a protezione dei cittadini e, addirittura, "coordinamento nella politica estera e nella difesa". Il libero movimento di persone dalla Ue alla Gran Bretagna, nondimeno, finirà. I dettagli devono però ancora essere negoziati nei mesi a venire e già in passato erano state promesse a Bruxelles importanti concessioni (se non addirittura voce in capitolo).

Elogio dell'Alleanza e un ringraziamento agli alleati che si "sono impegnati" a un "significativo" aumento dei finanziamenti per la difesa. Donald Trump lascia Bruxelles al termine del Vertice dei capi di Stato e di governo convinto di avere strappato ai partner l'impegno che da mesi l'amministrazione americana chiede con forza: più soldi per le spese militari. Impegno che però gli alleati non confermano e che viene anzi pubblicamente negato sia dal presidente francese Emmanuel Macron, che dal premier italiano Giuseppe Conte. E sul quale glissa anche lo stesso segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che si limita a confermare che i 29 sono d'accordo nel proseguire sulla strada dell'accordo del 2014, ovvero assicurare il 2% del Pil per la difesa entro il 2024. Niente di più.

Trump gioca fin dall'inizio tutta la sua strategia mediatica e negoziale sulla questione finanziamenti, prova a forzare con la richiesta provocatoria lanciata ieri di arrivare al 4% del Pil, e rilancia oggi con le voci fatte circolare da diversi media secondo cui lo stesso presidente Usa avrebbe minacciato di "andare da solo" se gli alleati non avessero soddisfatto le sue richieste finanziarie. Posizione che Trump ha smentito, confermando di voler "restare impegnato nell'alleanza" e firmando una dichiarazione finale che riafferma gli obblighi e gli impegni Usa nella Nato.

Le scintille tra Donald e Angela

"L'impegno degli Usa è molto forte e rimane forte – dice Trump in conferenza stampa – io credo nella Nato", aggiunge negando screzi con i partner, in particolare con Angela Merkel. "C'è stato un vero spirito di collegialità tra di noi", dice. In realtà l'irritazione della Merkel c'è stata, riferiscono fonti diplomatiche. Tanto che sarebbe stata la stessa cancelliera, già ieri attaccata frontalmente da Trump, a chiedere al segretario generale della Nato, mentre i partner erano impegnati nella discussione sulla Georgia e Ucraina, di convocare una riunione straordinaria ristretta per chiarire la questione delle spese. Trump fa sapere di avere tutti gli alleati dalla sua e aggiunge che in risposta alle sue richieste i partner si sono impegnati ad un significativo incremento. "Ieri ho detto agli alleati che non sono contento con quello che accade, e loro hanno sostanzialmente innalzato il loro impegno ", dice.

Il presidente Usa, che si è ancora una volta definito "un genio molto stabile", rivendica di avere spinto gli alleati da aver aumentato le spese di 33 miliardi di dollari rispetto all'anno scorso e a 4 giorni dal faccia a faccia con Vladimir Putin a Helsinki aggiunge che "non credo che questo aiuterà la Russia, oggi la Nato è piu' forte di due giorni fa". Ma a stretto giro arrivano le smentite sia del presidente francese Macron che del premier italiano Conte. "C'è stato un comunicato ieri e questo comunicato è chiaro – ha detto Macron – riafferma che c'è un impegno per arrivare al 2% entro il 2024". Conte riconosce che il problema sollevato da Trump è reale e che l'impegno Usa è decisamente superiore a quello dei partner europei, ma ribadisce che "l'Italia conferma gli impegni di spesa per la Nato: ha ereditato impegni di spesa che non abbiamo alterato, non ci sarà nessuna spesa aggiuntiva". "Abbiamo deliberato che non ci saranno altri contributi rispetto a quanto già predeterminato da tempo", aggiunge. Nessun impegno nemmeno da Angela Merkel, che ammette tuttavia che "dobbiamo porci la domanda su cosa si possa fare di più".

L’astronomia è una scienza “inclusiva” e utilizza tutti i possibili canali di informazione per studiare gli oggetti celesti. I telescopi, sia quelli a terra sia quelli nello spazio, raccolgono e studiano i fotoni emessi dai corpi celesti, ma abbiamo imparato che esistono altre finestre per studiare l’Universo. Abbiamo visto nascere l’astronomia gravitazionale, grazie alle prime rivelazioni di onde gravitazione degli scorsi anni, ed ora assistiamo alla nascita dell’astronomia basata sui neutrini . In verità quello che conta non è solo la rivelazione di un’onda gravitazionale o di un neutrino ma la possibilità di associare queste osservazioni a sorgenti di fotoni . Infatti, solo grazie ai fotoni possiamo risalire all’oggetto celeste responsabile dell’emissione.

Si chiama astronomia multimessaggero, appunto perché coniuga diversi messaggeri celesti.  Gli astronomi e i fisici da tempo lavoravano fianco a fianco, ma tutto è giunto a maturità nell’estate del 2017. Prima, il 17 agosto ,c’è stata l’onda gravitazione GW170817, prodotta dalla fusione di due stelle di neutroni, che è stata studiata da astronomi di mezzo mondo, poi, il 22 settembre è stata la volta di IC-170922A, un neutrino molto energetico rivelato dallo strumento IceCube, che opera immerso nei ghiacci dell’Antartide.


Così IceCube ha visto il neutrino IC-170922A. Le dimensioni dei pallini sono proporzionali all’intensità del segnale registrato nei singoli rivelatori mentre i diversi colori riflettono il tempo di arrivo. Prima sono stati registrati i rossi, poi i verdi, infine i blu per una durata totale dell’attraversamento di 4 microsecondi. La freccia rappresenta la ricostruzione della direzione d’arrivo del neutrino  

 

L’energia del neutrino era  così alta da fare escludere ogni origine “locale”. Doveva essere di provenienza cosmica. Dal momento che i neutrini viaggiano in linea retta, come i fotoni, IceCube ha lanciato una allerta neutrino chiedendo a tutti i telescopi disponibili di osservare la regione, nella costellazione di Orione, dalla quale era stato visto arrivare il neutrino.  L’allerta era principalmente rivolta ai telescopi gamma che sono operativi in orbita ed al suolo perché i processi fisici che producono neutrini di alta energia, attraverso interazione di protoni molti energetici, devono produrre anche raggi gamma di alta energia. 

Il telescopio Fermi, una missione per studiare il cielo gamma della NASA alla quale l’Italia partecipa in modo importante attraverso ASI, INAF e INFN, ha notato la presenza di una sorgente che appariva più brillante del solito. Si trattava di TXS 0506+056, una galassia attiva già catalogata, che emette raggi gamma in virtù della presenza di un mostruoso buco nero centrale.  


 Immagine del cielo gamma visto da Fermi LAT (a sinistra) e da MAGIC (a destra). Le ellissi grigio e rossa rappresentano l’area di incertezza della ricostruzione della direzione di arrivo del neutrino (rispettivamente al 50% e 90%) che è rappresentata dal quadratino verde (il quadratino giallo è la posizione comunicata a caldo nel Telegramma astronomico con l’allerta neutrino). Il cerchietto verde è invece la posizione della sorgente del catalogo Fermi che coincide con TXS 0506+056. Le immagini mostrano chiaramente che nella regione di provenienza del neutrino, oltre a TXS.., non ci sono altre sorgenti “accese”

 

L’attività aumentata della galassia non è sfuggita al satellite AGILE, una missione tutta italiana, nata dalla collaborazione di ASI, INAF ed INFN, sempre dedicata allo studio dei raggi gamma. Poi è entrato in azione lo strumento MAGIC alle Canarie, due enormi specchi che rivelano la luce emessa dalla cascata di particelle prodotte dei fotoni gamma quando entrano nell’atmosfera. MAGIC ha rivelato fotoni gamma mille volte più energetici di quelli di Fermi.  WOW !

La galassia era chiaramente in uno stato eccitato a seguito di qualche evento accaduto nelle vicinanze del buco nero che aveva fatto aumentare la produzione di energia, probabilmente accelerando protoni  che poi, interagendo tra loro, avevano dato origine sia al neutrino che ai raggi gamma.  La misura della distanza di TXS 0506+056 ci dice che tutto era avvenuto 4,5 miliardi di anni fa, quando la terra (insieme a tutto il sistema solare) si stavano ancora formando.  Aggiungiamo che di neutrini ne sono stati sicuramente prodotti moltissimi, ma si tratta di particelle molto difficili da rivelare ed è una fortuna che uno di loro sia stato visto da IceCube.

Grazie alla coincidenza spaziale tra la direzione di arrivo del neutrino IC-170922A e la galassia eccitata TXS 0506+056, il 22 settembre 2017 è nata una nuova accoppiata nell’astronomia multimessaggero: neutrini e fotoni e gli astrofisici italiani hanno partecipato da protagonista.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha smentito il presidente Usa, Donald Trump, il quale ha sostenuto che gli Alleati della Nato hanno deciso di aumentare le spese per la difesa oltre i precedenti obiettivi. Lo riferisce l'agenzia Associated Press.

Dopo la Brexit, non si potrà arrivare in Gran Bretagna in cerca di lavoro, ma resteranno benvenuti gli immigrati con specializzazioni e conoscenze utili per l'economia britannica. Lo ha scritto la premier britannica, Theresa May, su Facebook, nel giorno in cui il governo di Londra pubblica l'atteso Libro Bianco, il piano per le relazioni con l'Ue post-Brexit concordato con i ministri venerdì scorso a Chequers.

"Non accadrà più – scrive May – che la gente senza permesso arrivi qui da tutta Europa con la remota speranza di poter trovare un lavoro. Saranno sempre benvenuti invece i professionisti qualificati che aiutano il nostro Paese a prosperare, medici e infermieri, ingegneri e imprenditori, ma per la prima volta da decenni, avremo il pieno controllo delle nostre frontiere. E sarà il Regno Unito, non Bruxelles, che deciderà a chi sarà consentito vivere e lavorare qui".

Con la foto di famiglia di rito e le strette di mano tra i i leader è iniziato ufficialmente a Bruxelles il vertice dei capi di Stato e di governo della Nato. Per la prima volta un summit viene ospitato nel nuovo quartier generale dell'Alleanza, inaugurato un anno fa dal presidente Usa Donald Trump. Lo stesso Trump che a poche ore dall'inizio del summit, e dopo giorni di polemiche a distanza con gli alleati europei accusati di non fare abbastanza per le spese relative alla difesa, ha sferrato un attacco frontale ad Angela Merkel accusando la Germania di essere "prigioniera" della Russia e dipendente da Mosca sul fronte energetico. "Ho vissuto l'occupazione russa e posso dire di essere felice che oggi la Germania sia libera e indipendente", ha risposto Merkel arrivando al vertice. I due leader, che durante la passeggiata dei capi di Stato e di governo prima del vertice si sono completamente ignorati, hanno un bilaterale in agenda a margine dei lavori del summit. Trump vedrà anche il presidente francese, Emmanuel Macron. 

La stoccata prima del bilaterale

L'attacco di Trump è arrivato in mattinata, dopo la colazione di lavoro con il segretario generale dell'Alleanza, Jens Stoltenberg: "Proteggiamo la Germania, proteggiamo la Francia e proteggiamo tutti questi paesi dalla Russia e poi molti di questi paesi vanno a fare accordi sui gasdotti pagando miliardi di dollari nelle casse della Russia", ha detto Trump che ha citato l'ex cancelliere tedesco Gherard Schroeder, a capo della società del gasdotto che fornisce il gas" alla Germania. Berlino "alla fine avrà quasi il 70 per cento del suo paese controllato dalla Russia con il gas. È appropriato?", ha chiesto polemicamente Trump secondo cui gli Usa non avrebbero "mai dovuto permettere che accadesse", ed "è una cosa molto negativa per la Nato".

"Ho vissuto personalmente il controllo della Russia sulla Germania", risponde Merkel arrivando al vertice ricordando la sua gioventù vissuta nella Germania dell'Est, "e sono molto grata del fatto che ora siamo uniti nella libertà nella Repubblica Federale. Motivo per cui possiamo dire che adottiamo la nostra politica indipendente e prendiamo le nostre decisioni in modo indipendente". La Germania, ha proseguito Merkel rispondendo alle accuse di Trump, "è uno dei paesi che partecipa più attivamente alle missioni della Nato".

Un appello all'unità arriva dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che già ieri aveva provato a rassicurare Washington sottolineando che l'impegno economico degli alleati è in crescita e aumenterà ancora. "Esistono delle differenze su diversi temi", ma "siamo tutti d'accordo sul fatto che esiste un'intesa sui fondamenti della nostra alleanza" e sulla necessità di incrementare le spese per la difesa, ha detto. Le differenze ci sono, ha ribadito Stoltenberg, ma "sul tema del burden sharing siamo tutti d'accordo: chi spende meno del 2% del Pil deve spendere di più, tutti gli alleati devono incrementare la loro spesa. "Malgrado le distanze mi aspetto un accordo sui fondamenti, ovvero sul fatto che siamo più forti insieme".

Conte lancia l'allarme sul fronte sud

Quanto all'Italia, è al vertice della Nato "per confermare la sua fedeltà all'Alleanza" e per chiedere che venga rafforzato il fronte sud, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, arrivando al vertice di Bruxelles. "È interesse dell'Italia rafforzare il fronte sud e in questa prospettiva l'Hub di Napoli è un passaggio molto importante", ha detto. Conte ha ribadito che l'Italia teme "minacce sul fronte Sud per quanto riguarda il terrorismo, sono minacce molto significative". E "anche dalla stessa immigrazione potrebbero arrivare pericoli di foreign fighters". Il vertice serve a prendere atto dei passi fatti per l'allargamento a Est dell'alleanza, ma anche per ribadire l'interesse dell'Italia e degli italiani a rafforzare il fronte Sud dell'alleanza". "L'hub che verrà sviluppato a Napoli è un passaggio molto importante perché significa rafforzare il presidio sul fronte Sud, dove le minacce per il terrorismo sono molto importanti e significative".

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha dichiarato che il suo Paese è libero e indipendente e decide senza interferenza esterna la sua politica. Merkel ha parlato poche ore dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva descritto Berlino come "ostaggio" della Russia per la fornitura energetica. 

"Personalmente ho sperimentato che una parte della Germania era controllata dall'Unione Sovietica e sono molto grata che ora siamo uniti nella libertà nella Repubblica Federale. Motivo per cui possiamo dire che adottiamo la nostra politica indipendente e prendiamo le nostre decisioni in modo indipendente. E questo va bene", ha detto al suo arrivo al vertice dei leader della Nato a Bruxelles.

C'è un disegno che sintetizza tutto: un ragazzo seduto in meditazione, l'espressione serena, che stringe tra le braccia dodici cuccioli di cinghiale. Rimbalza di post in tweet sui social, ma solo sui profili asiatici: tra quelli occidentali non lo troverete, perché quello è il ritratto di Ekaphol Chanthawong, il vice-allenatore 25enne che con i piccoli calciatori ha condiviso 18 giorni nelle grotte di Tham Luan Nang Non. Colui che mentre i giornali occidentali sono troppo impegnati a decidere se debba finire o no sotto processo, in patria è celebrato come un eroe.

E' ovvio che poche cose sono più sterili del dibattito tutto occidentale sul destino processuale di Ake, come lo chiamano i suoi giocatori, ma meno ovvio appare ai nostri occhi l'atteggiamento nei suoi confronti delle dodici mamme che hanno atteso fuori dalle grotte. Pregando le loro divinità, non maledicendo il nome di Ake. Un portavoce del governo thailandese ha fatto sapere che la questione processare/non processare non è nemmeno all'ordine del giorno, ma quelle mamme hanno già deciso: è Ake che ha salvato i loro bambini.

Perché è vero che è lui che li ha condotti nel dedalo di cunicoli, è lui che ha ignorato il segnale di divieto di accesso durante la stagione dei monsoni, è lui che gli ha fatto lasciare le ciabatte e portare con sé solo un pugno di merendine, ma è anche – e soprattutto – lui che non li ha abbandonati nemmeno per un attimo, controllando e vincendo la loro paura con una forza che in Occidente riserviamo a certi circoli da guardare con sufficienza: la meditazione. 

E' stato lui – ma non poteva essere altrimenti – l'ultimo a lasciare la grotta insieme ai quattro Navy Seals thailandesi che dal momento del ritrovamento non hanno mai lasciato soli i ragazzini. E' stato lui a scrivere ai genitori dei bambini – tutti tra gli 11 e i 16 anni – per chiedere loro scusa, mentre ancora erano 800 metri sotto terra. "Se non ci fossi stato tu, come sarebbe sopravvissuto mio figlio?" gli ha risposto una delle madri, secondo quanto riportato dal Corriere.

E non si capisce il senso del perdono se non si conosce il legame che Ake ha con questi ragazzi. Tutti vengono da minoranze etniche e famiglie disagiate in un'area di confine tra Cambogia, Laos e Thailandia in cui anche solo per andare a scuola devono attraversare il confine. Per tutti il calcio è l'unico modo per tenersi lontano dalla strada e dai guai (almeno fino al momento di imboccare la grotta sbagliata nella stagione sbagliata) e Ake sa bene cosa passano ogni giorno questi ragazzi perché è stato uno di loro.

Dopo aver perso a 10 anni e in pochissimo tempo madre, padre e fratello, è stato affidato ai monaci buddhisti dai quali ha imparato proprio quella meditazione che ha permesso a lui e agli altri di resistere alla fame e alla paura. Ha imparato a conoscere bene il territorio che lo circondava e anche le grotte di Tham Luan. E' uscito dal monastero pochi anni fa per accudire la nonna malata e si è messo a fare il vice-allenatore di una squadra dal nome curioso: "i cinghiali". Quegli stessi cuccioli che una mano felice ha voluto ritrarre tra le sue braccia, sotto un sorriso sereno.

E' durata 18 giorni l'odissea dei 'cinghialotti', i 12 baby-calciatori di età compresa tra gli 11 e i 16 anni e il loro allenatore 25enne, rimasti bloccati nel sistema di grotte di Tham Luang.

Queste le tappe della storia che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso e ha suscitato una mobilitazione internazionale probabilmente decisiva per il buon esito dei soccorsi:

SABATO 23 GIUGNO

Il gruppo entra in una grotta al termine di un allenamento. E' una sorta di rito iniziatico: vogliono incidere i loro nomi sulle pareti. All'esterno, però, piove in maniera battente e, per sfuggire all'acqua che inonda i canali interni, il gruppo si addentra sempre più nella grotta. La notte i ragazzi non tornano a casa e i genitori lanciano l'allarme.

DOMENICA 24 GIUGNO

Cominciano le ricerche e, dopo aver trovato le biciclette e le scarpe vicino all'entrata del complesso di grotte di Tham Luang, lì si concentrano le ricerche.

LUNEDI' 25 GIUGNO

Navy Seal thailandesi si immergono nelle acque che hanno invaso la caverna, mentre all'ingresso esterno si radunano i genitori: pregano e fanno offerte votive. Le piogge monsoniche ostacolano le ricerche. 

MERCOLEDI' 27 GIUGNO

Alle ricerche si uniscono 30 militari americani del comando Usa del Pacifico e tre sub super-esperti britannici.

DOMENICA 1 LUGLIO

Viene creata una base operativa nella 'camera tre' interna alla grotta: è a metà del percorso e viene attrezzate con bombole di ossigeno e viveri.

LUNEDI' 2 LUGLIO

E' il giorno del miracolo: i ragazzi vengono trovati vivi dai sommozzatori britannici 400 metri oltre Pattaya Beach. 

MARTEDI' 3 LUGLIO

I ragazzi vengono rifocillati con cibo altamente proteico, visitati da un medico e curati per lievi escoriazioni. Ma ora bisogna trarli fuori e le autorità allertano: rischiano di dover restare nella grotta per mesi.

MERCOLEDI' 4 LUGLIO – I 'cinghialotti', che non sanno nuotare, cominciano a prendere dimestichezza con maschere da sub e attrezzature per la respirazione subacquea. Nel frattempo l'acqua all'interno della galleria viene estratta senza sosta da pompe drenanti.

VENERDI' 6 LUGLIO – Un sommozzatore thailandese volontario, il 38enne Salman Kunan, muore asfissiato mentre piazza le bombole di ossigeno che dovranno 'punteggiare' il percorso per portare fuori i ragazzi. L'ossigeno nella galleria è calato drasticamente: per le autorità c'è una finestra di soli 3-4 giorni per il salvataggio.

SABATO 7 LUGLIO – I ragazzi scrivono ai genitori, "non preoccupatevi". Scrive loro anche l'allenatore e chiede scusa.

DOMENICA 8 LUGLIO – Prende il via l'operazione di salvataggio: i ragazzi devono percorrere oltre 3 chilometri molto accidentati, in parte camminando e in parte nuotando, e devono anche attraversare uno stretto cunicolo sott'acqua in cui passa a stento una persona. Dopo 11 ore di attesa, spunta alla luce il primo ragazzino: il mondo tira un sospiro di sollievo. E' il segno che anche gli altri ce la possono fare. A fine giornata, mentre cala il buio, sono quattro i ragazzi usciti.

LUNEDI' 9 LUGLIO – Escono altri quattro ragazzini. Tutti vengono ricoverati ospedale in isolamento. I genitori li possono vedere solo a distanza nel timore di infezioni. 

MARTEDI' 10 LUGLIO – L'incubo è finito: tutti e 12 i ragazzini e il loro allenatore sono fuori dalla caverna. Rimarranno in ospedale una settimana per i controlli, ma sono in buone condizioni fisiche e mentali. Non potranno andare a vedere a Mosca la finale dei mondiali di calcio, a cui sono stati invitati, ma intanto Hollywood già prepara un film sull'incredibile avventura. 

Articolo aggiornato alle ore 14.32 del 10 luglio 2018.

Si è conclusa l'operazione di recupero in Thailandia: sono tutti in salvo i 12 ragazzi ed il loro allenatore, rimasti intrappolati per 17 giorni nelle viscere della grotta di Tham Luang in Thailandia. L'ambulanza che lasciava la grotta è stata stamattina il primo segno che anche l'ultimo gruppo rimasto dentro dopo i primi due giorni di soccorsi  – quattro ragazzi e l'allenatore – si avviava verso la libertà: dopo poco sono seguite le altre.

Il premier Prayuth Chan-ocha – riporta La Stampa – ha dichiarato che ai ragazzi sono stati somministrati degli ansiolitici durante il percorso. Tutti gli otto ragazzi estratti tra ieri e l’altro ieri stanno bene sia fisicamente sia mentalmente, e alcuni di essi hanno potuto finalmente rivedere i genitori ma solo attraverso un vetro. 

I ragazzi stanno bene fisicamente, ma alcuni di loro hanno problemi di sonno – si legge sul Corriere della sera – I normali sintomi da stress post-traumatico, che non se ne andranno via subito». Sono sotto cura d’antibiotico, qualcuno ha ricevuto un leggero sonnifero. Ma più delle medicine, a curarli sarà presto l’abbraccio di casa.

  • 13.40 Fuori anche l'allenatore. Incubo finito, tutti salvi.
  • 13.27 È fuori dalla grotta anche il dodicesimo ragazzo intrappolato a Tham Luang. Lo riferisce l'agenzia nipponica Kyodo News. All'interno rimane solo l'allenatore che aveva detto di voler esser l'ultimo tratto in salvo. I ragazzini, una volta usciti dal buio, vengono trattenuti brevemente nell'ospedale da campo, poi prelevati in elicottero e portati nell'ospedale di Chiang Rai, dove vengono tenuti in assoluto isolamento per il timore che, con il sistema immunitario indebolito, siano a rischio di infezioni.
  • 12.20 Uscito dalla grotta Tham Luang anche l'undicesimo ragazzo. Lo riferisce la CNN. All'interno della grotta dunque rimangono solo due persone, ma per tutti il ritorno all'aria aperta è previsto in giornata. 
  • 11.36 Fuori anche il decimo ragazzo. Lo riferisce la Reuters, che ha anche visto una persona portata via in barella dalla zona del complesso di grotte. All'interno della grotta dunque rimangono solo tre persone. Per tutti il ritorno all'aria aperta e' previsto in giornata. 
  • 11.20 Anche il nono dei ragazzi intrappolati nella grotta thailandese di Tham Luang ne è uscito. Lo riferisce la Cnn. Poco prima si era vista un'ambulanza allontanarsi dalla zona del complesso di grotte. Al terzo giorno di operazioni di salvataggio, in Thailandia, all'interno della grotta dunque rimangono solo tre ragazzi e l'allenatore. Per tutti il ritorno all'aria aperta è previsto in giornata. I ragazzini, una volta usciti dal buio, vengono trattenuti brevemente nell'ospedale da campo, poi prelevati in elicottero e portati nell'ospedale di Chiang Rai, dove vengono tenuti in assoluto isolamento per il timore che, con il sistema immunitario indebolito, siano a rischio di infezioni.
  • 10.53 L'Associated Press ha riferito che un'ambulanza ha lasciato la zona dei soccorsi ma non c'è ancora nessuna conferma ufficiale su nuovi recuperi
  • 10.36 I giovani calciatori liberati dovranno purtroppo declinare l'invito della Fifa. "Non potranno assistere alla finale dei Mondiali di calcio in Russia, in programma per il 15 luglio, perché dovranno restare in ospedale", ha dichiarato un responsabile del ministero della Salute. 
  • 9.00 I ragazzi "stanno facendo qualcosa che nessun bambino prima di loro aveva mai fatto" per uscire dalla grotta, ha dichiarato alla Bbc un membro del team internazionale dei soccorritori, Ivan Karadzic. "Non e' assolutamente normale", ha sottolineato, "fare immersioni in grotta per bambini di 11 anni. Si stanno immergendo in un ambiente considerato estremamente pericoloso, in totale assenza di visibilità, l'unica luce è quella delle torce che indossano". Inoltre il rischio è elevato: "Avevamo ovviamente molta paura di ogni tipo di panico, poi ci sono i possibili malfunzionamenti delle apparecchiature che potete immaginare. Non riesco a definire quanto siano grandi questi piccoli bambini, sono ragazzi incredibilmente forti", ha concluso.
  • 8.11 Declinata l'offerta dell'imprenditore americano, Elon Musk, di portare fuori i ragazzi thailandesi ancora intrappolati nella grotta attraverso un mini sommergibile costruito dalla sua azienda. Lo riferisce il Guardian. "Sebbene la sua tecnologia sia buona e sofisticata, non è pratica per questa missione", ha dichiarato il governatore di Chiang Rai, Narongsak Osatanakorn. Musk aveva twittato che "il mini sommergibile è pronto, nel caso servisse". Composto da parte di razzi e chiamato "cinghiale" in onore della squadra dei ragazzi, sarà "lasciato in Thailandia nel caso possa essere utile in futuro", ha aggiunto il fondatore di Tesla e SpaceX. 

I primi otto ragazzi recuperati dalla grotta Tham Luang in Thailandia sono tutti in buone condizioni fisiche e mentali: lo ha reso noto il ministro della Sanità thailandese, Jesada ​Chokedamrongsuk. "Sono tutti in un buono stato mentale e oggi nessuno ha la febbre", ha riferito il ministro parlando all'ospedale Chiang Rai. Due ragazzi, però, sono sotto antibiotici per un possibile principio di polmonite, hanno riferito fonti sanitarie. I ragazzi salvati tra domenica e lunedì, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, hanno chiesto di porter mangiare della cioccolata. Resteranno in osservazione per una settimana. Il ministro ha spiegato che tutti i ragazzi sono stati sono stati sottoposti a esami del sangue e a radiografie e sono tutti in grado di muoversi, di mangiare e di parlare. Anche se restano in isolamento, alcuni dei genitori hanno potuti vederli da dietro a un vetro.

Intanto nell'area della grotta in cui sono ancora bloccati quattro ragazzi e l'allenatore della loro squadra di calcio nonostante la forte pioggia sono riprese questa mattina le operazioni per estrarre dalla grotta ìi quattro ragazzi e il loro allenatore, ancora intrappolati. "Devono essere tirati tutti fuori oggi", ha affermato il responsabile dei soccorsi. 

 

  • 8,00 Se tutto va come previsto, a fine giornata nessuno dei 'cinghiali' sarà ancora dentro la grotta, ha annunciato il responsabile dei soccorsi, Narongsak Osatanakorn alludendo al nome della squadra di calcio. "La preparazione per la terza missione è iniziata la mattina presto", ha aggiunto. I primi 19 sub coinvolti sono stati mandati nella grotta alle 10.08 (ora locale, 5.08 in Italia). La pioggia torrenziale non ha avuto effetti sulla macchina dei soccorsi: secondo il governatore la terza operazione, quella di oggi, dovrebbe essere ancora piu' celere rispetto alle prime due. "Il primo giorno ci abbiamo messo 11 ore, ieri ci sono volute 9, oggi speriamo di fare prima o comunque come ieri", ha aggiunto. "Se tutto va bene, vedremo fuori oggi i quattro ragazzi e il loro allenatore".

 

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