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(AGI) – Washington, 22 mag. – Un sito di incontri hard e’ stato attaccato dagli hacker: a rischio potrebbero essere le informazioni personali di 64 milioni di utenti. AdultFriendFinder.com, della compagnia californiana FriendFinder Networks Inc, ha annunciato di essersi rivolta all’Fbi e di aver adottato “immediati provvedimenti”, sottolineando che la “sicurezza delle informazioni degli iscritti resta un’assoluta priorita’”. AdultFriendFinder si descrive come la “comunita’ piu’ hot di incontri”. Gli iscritti devono indicare una serie di informazioni personali, l’orientamento sessuale e le passioni piu’ intime. L’azienda non ha chiarito la natura della violazione dei dati, ma ha assicurato di aver bloccato il sistema di ricerca degli iscritti e di aver nascosto i nomi degli utenti che potrebbero essere stati colpiti. (AGI) .

(AGI) – Roma, 23 mag. – L’Italia chiede una verifica della strategia contro l’Isisi, dopo l’avanzata jihadista in Iraq e Siria, e un attacco all’Arabia saudita. Il governo italiano “e’ preoccupato, non solo da quello che succede in Siria ma anche per la forse ancora piu’ minacciosa situazione in Iraq”: ecco perche’, ha spiegato da Riga il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, “sara’ fondamentale una verifica sulla strategia che stiamo portando avanti”. Una prima occasione di confronto sara’ offerta dalla riunione a Parigi del 2 giugno, co-presieduta dal ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, e dal segretario di Stato Usa, John Kerry, con la partecipazione dei capi delle diplomazie di una ventina di Paesi della coalizione anti-Daesh, piu’ rappresentanti di Onu e Ue. Quest’ultima ha ribadito che le esecuzioni e le distruzioni a Palmira da parte dell’Isis rappresentano “un crimine di guerra”. L’Isis controlla ormai la meta’ del territorio siriano e negli ultimi otto giorni, per nulla fiaccati da settimane di bombardamenti aerei della coalizione internazionale, i suoi miliziani hanno conquistato Ramadi, capitale della provincia irachena di al-Anbar, Palmira, nel deserto siriano, e il valico di frontiera di al Tanaf, piu’ a sud. Con Al-Tanaf, il regime di Bashar al-Assad ha perso il controllo di tutti e tre i punti transfrontalieri con l’Iraq: Bukamal e’ gia’ in mano all’Isis, e al Jarrubia, piu’ a nord, e’ in mano dalle forze curde. Considerando che i valichi con la Turchia sono chiusi, Assad controlla solo i cinque posti di frontiera con il Libano. Nelle ultime ore, gli estremisti sono avanzati anche nella provincia centrale di Homs, alla frontiera con l’Iraq, prendendo il controllo dell’impianto di gas T3 ed estendendo ancora il Califfato proclamato nel giugno 2014 nelle zone sotto il suo controllo in entrambi i Paesi. Tra l’altro, dopo quasi un mese di assedio, le truppe governative hanno dovuto abbandonare nelle mani dei ribelli islamisti siriani, stavolta del Fronte al-Nusra, qaedisti, un ospedale fuori la citta’ di Jisr al-Shughour, nella provincia di Idlib, cuore della regione alauita pro-Assad. Infine da registrare il sequestro di un altro religioso che lavorava per dare sollievo alla popolazione siriana piegata dalla guerra civile. Padre Jacques Mourad, priore del monastero di Mar Elian a nord di Damasco, e’ stato rapito da un commando che lo ha prelevato sotto la minaccia delle armi. Il sacerdote siro-cattolico appartiene alla comunita’ di Mar Musa El Habashi, fondata dal gesuita italiano padre Paolo Dall’Oglio, a sua volta sequestrato il 29 luglio 2013 e di cui non si hanno notizie. Con padre Dall’Oglio, padre Murad e’ impegnato da anni nel promuovere il dialogo tra Islam e cristianesimo. Preoccupa in questo quadra la debolezza di un alleato dell’Occidenta nella guerra all’Isis. I jihadisti dello Stato islamico hanno rivendicato l’attentato sferrato da un kamikaze contro una moschea frequentata da sciiti in Arabia Saudita. Con un comunicato online, i miliziani hanno indicato nome e cognome dell’attentatore suicida, identificato come Abu Amer al-Najdi, pubblicando anche una sua foto. Nell’esplosione, avvenuta durante la preghiera del venerdi’ nella citta’ a maggioranza sciita di Qatif, sono morte almeno 20 persone. Nel comunicato i jihadisti hanno promesso “altri giorni bui” per gli sciiti finche’ non “saranno cacciati dalla Penisola Arabica”. (AGI) .

(AGI) – Los Angeles, 22 mag. – Due 20enni del sud della California sono accusati di aver tentato di raggiungere la Siria per unirsi agli jihadisti dello Stato islamico. E’ quanto ha annunciato la portavoce dell’Fbi, Laura Eimiller. Residenti ad Anaheim, nella contea di Orange, Muhanad Badawi e Nader Elhuzayel, entrambi di 24 anni, sono stati arrestati ieri. Uno dei due giovani e’ stato fermato all’aeroporto di Los Angeles e ha confessato di avere intenzione di arrivare in Siria per aderire all’Isis. I due giovani erano controllati da tempo e l’Fbi e’ entrata in azione quando il loro progetto jihadista si stava concretizzando. (AGI) .

(AGI) – Algeri, 22 mag. – Operazione anti-Isis in Algeria: le autorita’ del Paese nordafricano hanno sequestrato armi ed esplosivi, nella stessa zona in cui nei giorni scorsi l’esercito aveva ucciso 25 islamisti di Jund el-Khilafa, movimento affiliato allo Stato islamico. Le forze di sicurezza da martedi’ stanno perlustrando le montagne di Ferkioua, nella provincia di Bouira, a est di Algiers, dopo aver avuto informazioni sulla presenza nella zona di numerosi miliziani del gruppo affiliato all’Isis. I militari algerini hanno sequestrato armi automatiche, mitragliatrici, lancia granate e ordigni, oltre a 35 chili di esplosivo e 31 detonatori, ha riferito il ministero della Difesa. Il ministro degli Esteri, Ramtane Lamamra, aveva sostenuto ieri di aver spazzato via dal Paese i terroristi e che fossero rimaste solo “poche tracce”. (AGI) .

(AGI) – Citta’ del Messico, 22 mag. – E’ di almeno 39 morti il bilancio di una sparatoria tra civili e forze di sicurezza nello Stato messicano di Michoacan, roccaforte di uno dei piu’ potenti cartelli della droga. E’ quanto ha riferito un funzionario del governo. Secondo i media locali, nel conflitto a fuoco sarebbero rimaste uccise 46 persone. (AGI) .

(AGI) – Londra, 22 mag. – C’e’ anche l’ex calciatore e divo del football inglese Paul Gascoigne fra le otto persone che dovranno essere risarcite, secondo una sentenza di un tribunale britannico, dal tabloid Daily Mirror, colpevole secondo i giudici di aver intercettato le comunicazioni telefoniche di vip e celebrita’. A Gascoigne, in particolare, andranno poco piu’ di 188mila sterline (circa 265mila euro al cambio attuale), per un totale dei risarcimenti di 1 milione 250mila sterline (circa 1,75 milioni di euro). Fra gli altri divi che riceveranno del denaro ci sono anche l’attrice Sadie Frost, alcune star di soap opera e Alan Yentob, uno dei direttori artistici della televisione pubblica britannica. La Bbc ha fatto sapere che il Daily Mirror ha gia’ messo da parte ulteriori 16 milioni di sterline per poter pagare nuovi eventuali risarcimenti, arrivando a una quota accantonata di 28 milioni di sterline. Secondo le ricostruzioni degli avvocati delle vittime di intercettazioni, le pratiche scorrette erano avvenute fra il 1999 e il 2009. Il gruppo Trinity Mirror ha fatto sapere che sta considerando di presentare ricorso in appello. (AGI) .

(AGI) – Astana, 22 mag. – “Un gruppo energetico come Eni e’ destinato ad avere un grande beneficio dall’Unione economica eurasiatica e ad acquistare con il tempo valore in tutta l’Eurasia”: ad affermarlo e’ il ministro kazako incaricato dell’Energia e delle Infrastrutture, Tair Mansurov, membro del board della Eec, la Commissione economica eurasiatica che porta avanti il processo di integrazione nell’area. “Conosco Eni molto bene, e’ molto attiva in Kazakistan e in Russia ed e’ una compagnia energetica molto conosciuta. Il suo valore in Kazakistan e in Russia sicuramente e’ destinato a crescere in tutta l’Unione eurasiatica che non ha altro interesse che quello di interagire con loro”. Mansurov si e’ soffermato a parlare con l’AGI a margine dei lavori dell’Astana Economic Forum , la piattaforma di dialogo voluta dal presidente Nursultan Nazarbayev alla sua ormai ottava edizione. Sul tavolo dei colloqui del Forum la nascita, lo scorso anno proprio nel corso dell’Aef, e la realizzazione dell’Uee che all’attivo ha cinque membri, Russia, Kazakistan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan, ma che ha l’ambizione di estendersi a tutti i paesi dell’ex blocco sovietico, corteggiando anche Turchia e Vietnam, e aprendo ancora di piu’ al business con l’Europa. “La formazione di questo mercato comune, che dovrebbe partire il primo gennaio del 2019, aiutera’ senz’altro a migliorare la situazione e dara’ una spinta al vendere e produrre energia” ha spiegato Mansurov. “C’e’ un enorme potenziale energetico in molti di questi paesi e se diamo loro l’opportunita’ produrranno in maniera piu’ efficiente. E’ un concetto che e’ stato accettato da tutti gli stati membri e che quindi funzionera’”. L’intenzione, ha spiegato Mansurov, e’ quella di interagire anche sugli altri fronti, infrastrutture, commercio di beni, scambio di know how, con la stessa Europa. “Abbiamo studiato a fondo il processo di integrazione europea che rappresenta per noi un esempio costruttivo” ha detto il ministro che all’Aef ha presentato il libro del presidente Nazarbayev ‘Implementation of the Eurasian Project’. Dedicato ai venti anni, dal marzo 1994, dalla ‘visione’ del leader kazako di un’area di libero scambio in Eurasia diventata realta’ a giugno dello scorso anno. “Il mercato comune entrera’ in vigore nel 2019”, ha spiegato, “ora stiamo lavorando al settore energetico incontrando i ministri di tutti i Paesi per registrare le loro intenzioni”. Anche con l’Ue, ha detto il ministro “ci sono contatti molto attivi tra la Commissione eurasiatica e la Commissione europea e ritengo che ci sia un interesse comune nel partecipare ai progetti in vari campi”. “L’Europa lavora con il gas russo e anche i paesi eurasiatici hanno molto interesse nell’Europa. Come ambasciatore a Mosca ho conosciuto molti diplomatici europei. Tutti hanno sempre dimostrato molto interesse”. Ora pero’ bisogna darsi da fare, ha spiegato Mansurov, “il proposito principale e’ quello di un effetto sinergico. Secondo gli esperti l’effetto cumulativo dell’integrazione nell’arco di 10 anni e quello di un aumento della crescita del Pil nell’area nell’ordine del 17-20%”. E bisognera’ far fronte a una situazione attualmente complessa dovuta all’impatto globale della crisi, la situazione in Ucraina e il calo dei prezzi del petrolio. Ma sono sicuro che supereremo tutte le difficolta’”. (AGI)

(AGI) – Roma, 22 mag. – L’Italia chiede una verifica della strategia contro l’Isisi, dopo l’avanzata jihadista in Iraq e Siria. Il governo italiano “e’ preoccupato, non solo da quello che succede in Siria ma anche per la forse ancora piu’ minacciosa situazione in Iraq”: ecco perche’, ha spiegato da Riga il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, “sara’ fondamentale una verifica sulla strategia che stiamo portando avanti”. Una prima occasione di confronto sara’ offerta dalla riunione a Parigi del 2 giugno, in cui il segretario di Stato Usa, John Kerry, e i leader e i rappresentanti dei 60 Paesi alleati faranno il punto sulla lotta al Daesh. L’Isis controlla ormai la meta’ del territorio siriano e negli ultimi otto giorni, per nulla fiaccati da settimane di bombardamenti aerei della coalizione internazionale, i suoi miliziani hanno conquistato Ramadi, capitale della provincia irachena di al-Anbar, Palmira, nel deserto siriano, e il valico di frontiera di al Tanaf, piu’ a sud.

Con Al-Tanaf, il regime di Bashar al-Assad ha perso il controllo di tutti e tre i punti transfrontalieri con l’Iraq: Bukamal e’ gia’ in mano all’Isis, e al Jarrubia, piu’ a nord, e’ in mano dalle forze curde. Nelle ultime ore, gli estremisti sono avanzati anche nella provincia centrale di Homs, alla frontiera con l’Iraq, prendando il controllo dell’impianto di gas T3. Dunque di fatto, nonostante la campagna aerea cominciata nel 2014 dalla coalizione internazionale a guida americana, il gruppo estremista sunnita ha continuato ad avanzare ed esteso il ‘cailffato’ dichiarato nel giugno 2014 nelle zone sotto il suo controllo in entrambi i Paesi. Tra l’altro, dopo quasi un mese di assedio, le truppe governative hanno dovuto abbandonare nelle mani dei ribelli islamisti siriani, stavolta del Fronte al-Nusra, qaedisti, un ospedale fuori la citta’ di Jisr al-Shughour, nella provincia di Idlib. La zona di Jisr al-Shughour e’ strategica per la sua posizione nei pressi della costa, cuore della regione alauita, fedele al presidente siriano Assad, che all’inizio del mese aveva promesso l’invio di rinforzi all’ospedale assediato. Infine da registrare il sequestro di un altro religioso che lavorava per dare sollievo alla popolazione siriana piegata dalla guerra civile.

Padre Jacques Mourad, priore del monastero di Mar Elian, e’ stato rapito da un commando che lo ha prelevato sotto la minaccia delle armi. Il sacerdote siro-cattolico appartiene alla comunita’ di Mar Musa El Habashi, fondata dal gesuita italiano padre Paolo Dall’Oglio, a sua volta sequestrato il 29 luglio 2013 e di cui non si hanno notizie. Con padre Dall’Oglio, padre Murad e’ impegnato da anni nel promuovere il dialogo e l’avvicinamento spirituale tra Islam e cristianesimo. Deir Mar Musa, il monastero di San Mose’ l’etiope, e’ un’oasi di preghiera a nord di Damasco. (AGI) .

(AGI) – Riga, 22 mag. – La proposta legislativa che la Commissione europea dovra’ approvare mercoledi’ prossimo per quantificare i migranti che verranno redistribuiti tra i vari Stati membri dell’Ue, prevede al momento che, sui complessivi 40mila, 24mila proverranno dall’Italia. E’ quanto si apprende da fonti comunitarie. Non si tratterebbe di migranti economici ma soltanto di quelli che hanno titolo per richiedere asilo. Gli altri 16mila da redistribuire sono quelli che vengono dalla Grecia.

Lo scorso 13 maggio, la Commissione aveva fissato delle quote obbligatorie nazionali per la redistribuzione dei migranti che avevano diritto alla protezione internazionale ed erano gia’ sbarcati in Europa, preannunciando le cifre precise sulla “relocation” per la fine del mese. Nei giorni successivi, molti Paesi hanno espresso perplessita’ per l’istituzione di queste quote, pur dicendosi, come nel caso della Francia, favorevoli al principio di una condivisione di responsabilita’. .

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