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(AGI) – Gerusalemme, 6 mag. – Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, avrebbe raggiunto all’ultimo minuto utile un accordo per formare un nuovo Governo di coalizione. Lo si apprende dai media israeliani, che citano fonti vicine al negoziato. In particolare Naftali Bennett, leader di Casa Ebraica, avrebbe ottenuto il dicastero della Giustizia. La coalizione di Netanyahu di centrodestra includerebbe i partiti ebraici ultraortodossi.(AGI) .

(AGI) – Vienna, 6 mag. – E’ di almeno un morto e una decina di feriti gravi il bilancio di un incidente ferroviario vicino a Graz, in Austria. Due treni passeggeri locali della Compagnia ferroviaria della Stiria si sono scontrati frontalmente nei pressi di Waldstein in Uebelbach, a nord di Graz. A perdere la vita e’ stato un macchinista mentre l’altro e’ rimasto gravemente ferito, al pari di una donna di 60 anni. I soccorsi da parte di 120 vigili del fuoco, una squadra della Croce Rossa e due elicotteri sono stati ostacolati dal fatto che l’incidente e’ avvenuto lungo un tratto a binario unico e in una zona boscosa. Non c’e chiara la causa dell’incidente ma si ipotizza che sia stato provocato dal mancato rispetto di un segnale di precedenza. (AGI)

(AGI) – Roma, 6 mag. – Piu’ di 45 milioni di cittadini britannici si recheranno domani alle urne per il rinnovo dei 650 seggi della Camera dei Comuni in quelle che tutti gli analisti definiscono le elezioni piu’ incerte della storia del Regno Unito. A poche ore dall’apertura dei seggi – si potra’ votare dalle 7 alle 22 ora locale – i sondaggi confermano il testa a testa fra conservatori e laburisti. Secondo l’ultima rilevazione Opinium, il partito dell’attuale premier, David Cameron, viene accreditato di un 35%, a fronte del 34% assegnato al Labour di Ed Miliband. Proprio l’incubo ingovernabilita’ (lo chiamano Hung Parliament, il Parlamento appeso) e’ stato il leit-motiv di queste cinque settimane di campagna elettorale, con una ridda di ipotesi sul rebus governo, viste le poche chance di conquistare i 326 seggi della maggioranza assoluta. Dall’esecutivo di coalizione – ad esempio, una riedizione dell’attuale alleanza fra Tories e Lid-dem – alla Grosse Koalition alla tedesca tra conservatori e laburisti fino al gabinetto di minoranza, il cui ‘spauracchio’ e’ stato sapientemente agitato da Cameron, che ai moderati inglesi e alla City ha paventato un esecutivo Labour con appoggio esterno (e conseguenti ricatti) degli indipendentisti scozzesi. Leadership forte e un chiaro programma economico: e’ stato questo il manifesto dell”incumbent’ leader Tory, che puo’ vantare di aver guidato la Gran Bretagna fuori dalla crisi economica e ha promesso, se non sara’ sfrattato da Downing Street, un referendum entro il 2017 sull’Unione Europea. “La Gran Bretagna puo’ fare meglio”, e’ stato, invece, lo slogan dei laburisti che contestano a Cameron una ripresa troppo lenta, un’eccessiva pressione fiscale e troppi tagli alla spesa pubblica, soprattutto al sistema sanitario nazionale, uno degli argomenti chiave di queste elezioni. Miliband ha addirittura fatto scolpire sulla pietra i punti del suo programma, galvanizzando il tradizionale humour britannico. Cosi’ ‘Ed il Rosso’ e’ diventato ‘Ed-stone’ e i tabloid si sono scatenati nel paragonarlo a Mose’, giocando sulle sue origini ebraiche. La leader dello Scottish National Party, Nicola Sturgeon, e’ stata senza dubbio la vera star della corsa elettorale e i media, in omaggio al suo piglio di ferro, l’hanno gia’ ribattezzata “Nicola Stuarda”. La 44enne ha letteralmente ‘bucato’ lo schermo nei dibattiti tv e alcuni pronostici arrivano ad assegnare al suo partito ben 50 seggi sui 59 in gioco in Scozia, un risultato che sarebbe senza precedenti. “Se non vengo eletto, mi dimetto” e’ stato invece l’annuncio del rampante euroscettico Nigel Farage, numero uno del partito independentista britannico. Il suo Ukip ha sfondato alle elezioni europee, raccogliendo piu’ voti di tutti nel Regno Unito, ma stavolta non sara’ facile ripetere l’impresa. L’ultimo sondaggio lo accredita del 12% e il sistema elettorale – ‘first past the post’, un maggioritario uninominale che premia i partiti ben radicati nei collegi – potrebbe penalizzarlo non poco. Quanto ai Lib-dem, il 48enne leader Nick Clegg, vicepremier in carica, sembra aver perso smalto; dal boom delle elezioni del 2010, quando i suoi totalizzarono addirittura un 23%, l’astro nascente della politica britannica non ha mai davvero spiccato il volo, forse soffocato dall”abbraccio mortale’ dei 5 anni di governo coi Tories. La sua formazione viene data all’8%. (AGI) .

(AGI) – Lagos, 6 mag. – Prosegue l’offensiva dell’esercito nigeriano contro i miliziani islamisti di Boko Haram. I militari hanno distrutto 7 accampamenti utilizzati dai terroisti nella foresta di Sambisa, nello stato nordorientale del Borno. Lo ha riferito il portavoce dell’esercito, il generale Chris Olukolade, annunciando che nell’operazione sono state salvate 25 persone, donne e bambini. L’esercito ha preso di mira le roccaforti dei miliziani e i loro campi di addestramento ad Alafa, a Rogo Fulani e a Laraga. I militari hanno sequestrato armi, tra cui lancia granate e razzi anti-aereo e mezzi utilizzati dai terroristi. Nell’offensiva sono stati uccisi alcuni miliziani e sono rimasti feriti quattro soldati nigeriani. .

(AGI) – Roma, 6 mag. – Missione in Ucraina per il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in visita a Kiev in coincidenza con la ripresa a Minsk dei colloqui per l’attuazione dell’accordo di pace con i ribelli filorussi nell’est del Paese. “Sono state poste le basi per rafforzare ulteriormente gli ottimi rapporti tra Ucraina e Italia”, ha commentato il titolare della Farnesina, al termine dell’incontro con il collega, Pavlo Klimkin. “L’Italia”, ha ribadito, “sostiene non solo la sovranita’, ma l’integrita’ territoriale dell’intera Ucraina”. L’attenzione ora e’ sul processo di riforme istituzionali ed economiche richieste a Kiev dall’intesa raggiunta nella capitale bielorussa il 12 febbraio. Si tratta, ha spiegato Gentiloni, di “un impegno che Kiev porta avanti e che l’Ue ritiene strategico non solo per l’Ucraina ma anche per l’evoluzione dei rapporti di associazione che legano Ucraina e Ue”. E sull’impegno di Kiev per attuare l’intesa di Minsk sono arrivate le assicurazioni delle autorita’ ucraine, a cominciare da Klimkin, secondo cui il governo sta “cercando di fare il possibile per andare avanti”. Parole confermate anche dal presidente, Petro Poroshenko: “stiamo facendo del nostro meglio per rispettare il protocollo di Minsk” che ha dato il via al cessate il fuoco nell’est del Paese. Gentiloni, da parte sua, ha rimarcato la felice coincidenza della visita ucraina con la ripresa nella capitale bielorussa dei negoziati tra i separatisti filo russi e Kiev per l’attuazione degli accordi di pace: “Mi fa piacere che proprio oggi a Minsk comincino i 4 gruppi di lavoro” per l’applicazione dell’intesa, ha osservato. “E’ un segnale positivo pur in una situazione che rimane molto fragile. Il nostro auspicio”, ha concluso il capo della diplomazia italiana, “e’ che gli accordi di febbraio possano essere messi in pratica fino in fondo e questo ci consentira’ di aprire una pagina meno negativa nei rapporti con la Russia”. “Le sanzioni alla Russia dovranno essere rimosse solo quando saranno interamente rispettati i 13 punti dell’accordo di Minsk”, ha pero’ avvertito Poroshenko, ringraziando l’Italia per il “sostegno molto forte e continuo a favore dell’integrita’ territoriale dell’Ucraina” e riconoscendo il ruolo avuto da Roma nell’avvicinamento dell’Ucraina all’Ue. “Senza il sostegno italiano non avremmo raggiunto quello di cui abbiamo bisogno, la solidarieta’ dell’Ue”, ha affermato. Intanto, pero’, nonostante il cessate il fuoco, nell’est si continuano a registrare vittime. Cinque soldati ucraini sono morti e altri 12 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore, ha riferito il portavoce militare di Kiev, Andriy Lysenko. (AGI) .

(AGI) – Londra, 6 maggio. – In vista di elezioni politiche che si annunciano incertissime, la stampa si e’ schierata quasi totalmenente a favore dei Tory del premier uscente, David Cameron. Dai tabloid alla stampa piu’ tradizionale, il solo progressita Guardian si e’ sottratto al diluvio di “endorsement” piu’ o meno espliciti per i conservatori Lunedi’ il primo a prendere posizione era stato l’Independent, di proprieta’ dell’oligarca russo esule Alexander Lebedev, che aveva detto apertamente di fare il tifo per i Tory. Martedi’ pomeriggio s’ stata la volta del London Evening Standard, il tabloid distribuito gratuitamento nel metro’ di proprieta’ dello stesso Lebedev. Forte delle sue 900mila copie quotidiane che ne fanno anche il giornale a maggior tiratura del Regno Unito, lo Standard ha invitato apertamente a “sostenere i Tory” perche’ hanno “accelerato” il boom economico della capitale e reso la metropoli inglese “piu’ bella e piu’ potente”. Alla vigilia del voto e’ sceso in campo anche il Sun, il potente tabloid di Rupert Murdoch, che invita chiaramente a lasciare “Ed (il leader laburista Miliband) e i suoi porcellini fuori dai giochi”. Il rischio e’ che “il socialismo metta un freno alla ripresa economica”. Ancora piu’ accorato l’appello del Daily Mail: “Per carita’, non lasciate che uno zelota della guerra di classe e lo Snp (i separatisti scozzesi, ndr) distruggano la nostra economia e la nostra nazione”. Endorsement piu’ raffinato quello del Daily Telegraph che ha titolato “Un incubo a Downing Street”, dove l’incubo e’ chiaramente la prospettiva di un cambiamento. Infine il Times, di proprieta’ sempre di Murdoch, che non sollecita ad alcun voto particolare ma da’ voce quasi esclusivamente al premier uscente Cameron e alle sue paure che Miliband stia cercando di “imbrogliare” per “farsi strada a Downing Street”. (AGI) .

(AGI) – Varsavia, 6 mag. – L’Italia ha sottoposto ai membri europei del Consiglio di sicurezza dell’Onu una bozza di risoluzione per far fronte all’immigrazione illegale che potrebbe essere votata “entro 10 giorni”.

L’obiettivo e’ fornire “una base legale alle diverse attivita’ di contrasto al traffico di esseri umani e che consenta di assicurare i trafficanti alla giustizia”, ha spiegato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, al termine di un incontro con il collega polacco a Varsavia.

“Credo che ci siano le condizioni per arrivare ad approvarla”, ha assicurato. “Io sono ottimista”, ha aggiunto il titolare della Farnesina, “la strada non e’ in discesa ma nella comunita’ internazionale c’e’ una consapevolezza condivisa che si deve fare qualcosa contro il traffico degli esseri umani”.

La bozza e’ stata condivisa con i membri permanenti europei del Consiglio di sicurezza (Gran Bretagna e Francia) e a quelli non permanenti (Lituania e Spagna) e in questa settimana verra’ condivisa anche con gli altri partner. (AGI)

(AGI) – Roma, 6 mag. – Missione in Ucraina per il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in visita a Kiev in coincidenza con la ripresa a Minsk dei colloqui per l’attuazione dell’accordo di pace con i ribelli filorussi nell’est del Paese. “Sono state poste le basi per rafforzare ulteriormente gli ottimi rapporti tra Ucraina e Italia”, ha commentato il titolare della Farnesina, al termine dell’incontro con il collega, Pavlo Klimkin. “L’Italia”, ha ribadito, “sostiene non solo la sovranita’, ma l’integrita’ territoriale dell’intera Ucraina”.

L’attenzione ora e’ sul processo di riforme istituzionali ed economiche richieste a Kiev dall’intesa raggiunta nella capitale bielorussa il 12 febbraio. Si tratta, ha spiegato Gentiloni, di “un impegno che Kiev porta avanti e che l’Ue ritiene strategico non solo per l’Ucraina ma anche per l’evoluzione dei rapporti di associazione che legano Ucraina e Ue”.

E sull’impegno di Kiev per attuare l’intesa di Minsk sono arrivate le assicurazioni delle autorita’ ucraine, a cominciare da Klimkin, secondo cui il governo sta “cercando di fare il possibile per andare avanti”. Parole confermate anche dal presidente, Petro Poroshenko: “stiamo facendo del nostro meglio per rispettare il protocollo di Minsk” che ha dato il via al cessate il fuoco nell’est del Paese.

Gentiloni, da parte sua, ha rimarcato la felice coincidenza della visita ucraina con la ripresa nella capitale bielorussa dei negoziati tra i separatisti filo russi e Kiev per l’attuazione degli accordi di pace: “Mi fa piacere che proprio oggi a Minsk comincino i 4 gruppi di lavoro” per l’applicazione dell’intesa, ha osservato. “E’ un segnale positivo pur in una situazione che rimane molto fragile. Il nostro auspicio”, ha concluso il capo della diplomazia italiana, “e’ che gli accordi di febbraio possano essere messi in pratica fino in fondo e questo ci consentira’ di aprire una pagina meno negativa nei rapporti con la Russia”.

“Le sanzioni alla Russia dovranno essere rimosse solo quando saranno interamente rispettati i 13 punti dell’accordo di Minsk”, ha pero’ avvertito Poroshenko, ringraziando l’Italia per il “sostegno molto forte e continuo a favore dell’integrita’ territoriale dell’Ucraina” e riconoscendo il ruolo avuto da Roma nell’avvicinamento dell’Ucraina all’Ue. “Senza il sostegno italiano non avremmo raggiunto quello di cui abbiamo bisogno, la solidarieta’ dell’Ue”, ha affermato. Intanto, pero’, nonostante il cessate il fuoco, nell’est si continuano a registrare vittime. Cinque soldati ucraini sono morti e altri 12 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore . (AGI)

(AGI) – Londra, 6 mag. – Polemiche e stupore nel Regno Unito per la decisione dell’Alta Corte di sottrarre una bimba a una madre surrogata per affidarla al suo padre biologico, un omosessuale convivente con il suo partner. La causa legale, raccontata dal ‘Daily Mail’, era sorta dopo che nei giorni precedenti il parto la madre aveva deciso di tenere la bimba. Secondo la coppia gay, la donna aveva acconsentito con un accordo a voce a svolgere il ruolo di madre surrogata mentre la donna ha sostenuto di aver messo in chiaro che si sarebbe presa cura lei della piccola. La giudice Alison Russell ha pero’ sentenziato che la bimba, che ora ha quindici mesi, debba essere affidata ai due omosessuali, in quanto la madre avrebbe intenzionalmente ingannato il padre biologico, tenendogli nascosta intenzione di tenersi la piccola. Nel Regno Unito e’ legale ricorrere a madri surrogate, che tuttavia non possono essere pagate, se non con rimborsi per le spese mediche e di primo mantenimento del figlio. A far decidere la giuria per questo tipo di sentenza sono stati anche altri elementi. Contrariamente agli accordi pre-parto, la donna non ha comunicato ai due uomini la nascita della figlia, l’ha poi allattata al seno, le ha dato un nome non concordato e l’ha persino battezzata in chiesa. Inoltre, la donna si sarebbe anche prodigata in commenti omofobici, prima e dopo la nascita della bimba. Le associazioni che difendono i diritti delle madri surrogate hanno comunque sottolineato come la soluzione degli accordi informali sia la migliore per il contesto giuridico britannico, in quanto un patto registrato in modo ufficiale potrebbe ledere i diritti delle donne. .

(AGI) – New York, 6 mag. – In una cerimonia blindata anche per il recente attentato a Dallas, Charlie Hebdo e’ stato premiato a New York dal Pen american centre per il suo coraggio. La redazione del settimanale satirico francese, seppur decimata dalla strage jihadista di gennaio, “ha saputo andare avanti e opporsi a una limitazione della liberta’ di parola imposta con la violenza”, ha affermato il presidente del Pen, Andrew Solomon. L’assegnazione del premio da parte dell’organizzazione che tutela gli scrittori perseguitati per il proprio lavoro, e’ stata comunque sofferta, con sei noti scrittori che hanno boicottato la serata perche’ non condividono “l’intolleranza culturale” di Charlie e un altro centinaio che ha scritto una lettera di protesta. La cerimonia si e’ svolta 48 ore dopo l’attentato di Dallas, in Texas, contro un concorso sulle vignette di Maometto, proprio come quelle la cui pubblicazione aveva messo Charlie nel mirino dei terroristi. Il direttore del settimanale, Gerard Biard, nel ritirare il premio ha spiegato che contribuira’ a “disarmare” gli estremisti: “Non vogliono che scriviamo e disegniamo, dobbiamo scrivere e disegnare. Non vogliono che pensiamo e ridiamo. Dobbiamo pensare e ridere. Non vogliono che dibattiamo. Dobbiamo dibattere”. A boicottare la serata erano stati gli scrittori Rachel Kushner, Peter Carey, Michael Ondaatje, Francine Prose, Teju Cole e Taiye Selasi. (AGI) .

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