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(AGI) – New York, 6 mag. – I ‘Campi Elisi’ del cimitero di Arles, dove Vincet Vang Gogh visse nell’autunno del 1888, sono stati battuti all’asta a New York da Sotheby’s per 66,3 milioni di dollari, il prezzo maggior spuntato da un’opera dell’artista olandese dal 1998. Le stime prevedevano un costo di aggiudicazione di 40 milioni. Ma una lotta all’ultima offerta al cardiopalma tra un collezionista asiatico ed altri 5 potenziali acquirenti ha fatto decollare il prezzo finale. Il quadro piu’ costoso di Van Gogh resta il “Ritratto del dr Gachet” che nel 1990 venne aggiudicato a 82,5 milioni di dollari, che al cambio odienro sarebbero ben 153 milioni La serata e’ stata proficua per la casa d’aste dove un opera di Claude Monet, una delle tante ‘Nifee’, e’ stta aggiudicata per 54 milioni, molto di piu’ dei 30/45 milioni stimati. Ma la stagione delle aste di New York vedra’ il suo apice l’11 maggio quando la rivale Chistie’s vendera’ all’incanto un’opera di Pablo Picasso “Le donne di Algeri (Versione 0), stimata 140 milioni. (AGI) .

(AGI) – San Diego (California), 6 mag. – Sei agenti della Dea, la polizia antidroga americana, sono stati puniti per aver “dimenticato” in cella per cinque giorni uno studente che, senza cibo, ne’ acqua, rischio’ la morte per un blocco renale. L’episodio risale al 2012 quando Daniel Chong, all’epoca 23enne, fu fermato perche’ trovato in un’abitazione piena di marijuana, ecstasy, armi e munizioni. Lo studente di ingegneria disse che voleva “sballare” con i suoi amici ma nego’ di essere uno spacciatore o di essere a conoscenza che vi fossero armi. In cella Chong fu costretto a bere la sua urina per sopravvivere e si contorse per portare le mani ammanettate da dietro a davanti in modo da potersi incidere sul braccio la scritta “Scusa mamma” con la lente dei suoi occhiali. Appena liberato, fu portato in ospedale dove rimase per due giorni in terapia intensiva. Un tribunale gli ha gia’ assegnato un indennizzo da 4,1 milioni di dollari (piu’ di tre e milioni e mezzo di euro) dal governo. I sei agenti responsabili hanno ricevuto una lettera di censura e uno di loro e’ stato sospeso per cinque giorni e un altro per sette per omessa vigilanza. Punizioni comunque miti destinate a riaccendere le polemiche contro la numero uno della Dea, Michele Leonhart, prima donna a guidare l’agenzia e che a meta’ maggio lascera’ l’incarico. L’Amministrazione Obama l’aveva gia’ messa nel mirino per la sua opposizione alle norme federali che hanno permesso di liberalizzare l’uso medico e ricreativo della marijuana in alcuni Stati e per le inadeguate punizioni agli agenti della Dea che in Colombia parteciparono a un festino con le prostitute pagato da un cartello della droga. (AGI) .

(AGI) – Londra, 6 mag. – Gli Stati Uniti hanno aggiunto 4 nuovi nomi all’elenco dei leader di Isis su cui ha piazzato una taglia che in totale ammonta a 20 milioni di dollari. Le ‘new entry’, scrive la Bbc, sono: Abd al-Rahman Mustafa al-Qaduli, per cui offre 7 milioni, considerato un importante esponente dello Stato Islamico, originariamente membro di al Qaeda in Iraq; 5 milioni a testa sono offerti per Abu Mohammed al-Adnani (portavoce ufficiale della formazione) e Tarkhan Tayumurazovich Batirashvili (comandante sul campo nel nord della Siria) e 3 milioni per Tariq Bin-al-Tahar Bin al Falih al-‘Awni al-Harzi, considerato il responsabile dei kamikaze di Isis. Questi 4 nomi sono stati aggiunti alla lunga lista del cosiddetto ‘Reward for Justice Program’, il sistema di taglie gestito dal dipartimento di Stato. In testa, con un premio di 25 milioni di dollari (la meta’ di quella che pendeva su Osama bin Laden) c’e’ il n.1 il leader di al Qaeda, il medico egiziano Ayaman al Zawahiri, ormain apparentemente defilato, seguito dal sedicente califfo di Isis, Abu Bakr al baghdadi, con 10 milioni, in compagnia del Mulla Omar, leader dei talebani afghani, e di Sirajuddin Haqqani, a capo dell’omonimo clan, attivo sia in Afghanistan che Pakistan. (AGI) .

(AGI) – Berlino, 6 mag – Andreas Lubitz, il co-pilota del volo Germanwings da Barcellona a Dusseldorf che il 24 marzo si schianto’ contro le alpi francesi uccidendo 150 persone, aveva provato all’andata la manovra di discesa a bassa quota. La stessa che nel tragico volo di ritorno, dopo aver chiuso il comandante fuori dalla cabina, porto’ a termine fino al tragico evento. E’ quanto rivela il tabloid tedesco Bild citando il rapporto degli inquirenti francesi della Bea (l’autorita’ per la sicurezza al volo di Parigi) che sara’ pubblicato oggi. Nel testo gli inquirenti della Bea riferiscono di “una discesa controllata durata per diversi minuti e priva di alcuna giustificazione dal punto di vista aeronautico”. (AGI) .

(AGI) – Londra, 6 mag. – La Russia ricorrera’ al suo potere di veto all’Onu per bloccare il piano di intervento militare Ue per distruggere i barconi – senza esseri umani a bordo – usati dai trafficanti di esseri umani nel Mediterrano. E’ quanto riferisce il Financial Times sottolineando che cosi’ facendo Mosca di fatto impedira’ all’Ue di ottenere quel mandato Onu che avrebbe dato il crisma della legalita’ internazionale all’operazione . “Catturare i trafficanti di esseri umani e fermare queste imbarcazioni e’ una cosa. Ma distruggerle sarebbe spingersi troppo oltre”, ha detto l’ambasciatore russo all’Ue, Vladimir Chizhov, chiarendo la posizione di Mosca anche al Palazzo di Vetro. Chizhov ha rimarcato il senso delle sue parole sottolineando che la distruzione di navi senza l’ordine di una corte o il consenso del Paese che le ospita nelle sue acque territoriali rappresenterebbe “una violazioni alle norme esistenti del diritti internazionale”. (AGI) .

(AGI) – Londra, 6 mag. – L’Interpol ha emesso un allerta globale per una pillola dimagrante che ha causato la morte di una ragazza britannica, la 21enne Eloise Parry, deceduta lo scorso 12 aprile. Le polizie di 190 Paesi nel mondo hanno recepito l’allarme. La sostanza che la ragazza ha assunto dopo averl acquista online, e’ il Dinitrofenolo o Dnp, che e’ anche usato come sostanza base per esplosivi. Si tratta di un nitrocomposto (sostanze che presentano una tendenza naturale all’esplosione) derivato dal fenolo (composto aromatico del benzene). E’ un composto tossico che provoca un brusco aumento del metabolismo, sudorazione intensa ed e’ spacciata come ‘miracoloso brucia-grassi’. Eloise, riferirono i familiari, racconto’ prima di morire di “sentitrsi bruciare dall’interno”. (AGI) .

(AGI) – Parigi, 5 mag. – “Non sostengo la vittoria di Marine nel 2017”. Violenta la reazione di Jean Marie Le Pen contro sua figlia all’indomani della sospensione dettata dal Front National, partito di cui e’ fondatore, della sua carica di presidente onorario. Lo psicodramma familiare, iniziato ieri con dichiarazioni forti come “mi vergogno che porti il mio nome”, e’ proseguito anche oggi con l’anziano patriarca che, nonostante i suoi 72 anni, non accenna a mollare di un centimetro sulla sua presenza, ormai ingombrante, nel partito di estrema destra. La possibile ascesa alla guida del Paese alle prossime presidenziali da parte di Marine, dal 2011 leader del partito ultra-nazionalista, “sarebbe scandalosa”, ha aggiunto in un’intervista a Europe 1 Jean Marie, definendo la figlia “un po’ peggio” del partito conservatore Ump e dei socialisti, perche’ combatte l’avversario colpendo “alle spalle”. Gelida e’ arrivata anche la risposta di Marine che, sempre ai microfoni di Europe 1, ha definito la reazione del padre la dimostrazione che ormai “non c’era altra soluzione” che quella di allontanare un padre ormai diventato ingombrante e poco in linea con la ‘modernizzazione’ del suo partito. “Approfitteremo di questo allontanamento di Jean Marie per fare il grande salto in avanti – hanno fatto sapere uomini dell’entourage della leader politica -. Si tratta di un taglio del cordone ombelicale necessario per riuscire ad arrivare in cima”. Di fatto la sospensione del vecchio Le Pen altro non sarebbe per la rampante Marine che l’ennesimo colpo di spugna su un partito che ha bisogno di cambiare volto. D’altro canto anche il vecchio patriarca, oltre a far parlare di se’ per le recenti dichiarazioni antisemite, e’ anche nel mirino del fisco per aver costituito nel 2008 un trust nei Caraibi intestato al maggiordomo: un tesoretto oltremare con 500mila euro in contanti e 1,7 milioni in lingotti d’oro. Una situazione che avrebbe nel tempo rovinato l’immagine di Marine e della sua campagna sulla moralita’. Intanto la crisi familiare che ha investito il Front National ha investito inevitabilmente anche Marion Marechal-Le Pen, nipote di Jean Marie, che ha congelato la sua candidatura alle regionali di dicembre in Provenza-Alpi-Costa Azzurra (Paca). In un’intervista a Le Figaro, la giovanissima erede del clan ha riferito di aver chiesto all’ufficio politico del Fn “un periodo di riflessione”. Un gesto, ha sottolineato Marion, che “non e’ assolutamente a sostegno del presidente onorario”, il nonno Jean-Marie Le Pen, che l’ha spesso indicata come sua erede politica. La 25enne ha fatto capire infatti di non aver gradito le dichiarazioni di Le Pen sulla volonta’ di ripudiare la figlia Marine (leader del partito e zia di Marion), da cui si e’ detta “profondamente colpita”. “Non temo il conflitto politico, ne’ e’ una mancanza di motivazioni”, ha assicurato Marion, “ma mi trovo in una situazione personale difficile” e “non vorrei che questo interferisse con la candidatura nella Paca”. La giovane deputata del Fn ha confermato di volere “il meglio per questa regione” e di non voler finire in ostaggio di Jean-Marie Le Pen” e ha assicurando che decidera’ “in fretta, entro poche settimane”. .

(AGI) – Londra, 5 mag. – La loro foto ha commesso il mondo ed e’ stata rilanciata sui social, condivisa su Facebook e Twitter come “la sorellina di due anni che viene protetta dal fratello di quattro in Nepal”, dopo il terribile terremoto che nei giorni scorsi ha fatto migliaia di vittime e tantissimi orfani. Peccato che i due piccoli protagonisti sono vietnamiti e la foto e’ stata scattata quasi un decennio fa dal fotografo Na Son Nguyen in “uno sperduto villaggio nella provincia di Ha Giang”. Nel 2007, “passavo da li’ ma mi sono fermato davanti alla scena di due bambini Hmong che giocavano davanti alla loro casa mentre i lor genitori erano nei campi a lavorare”, ha raccontato l’autore dello scatto alla Bbc. “La bambina, probabilmente di due anni, piangeva per la presenza di uno sconosciuto e il bambino, di tre anni o giu’ di li’, l’ha abbracciata per consolarla”. Na Son l’ha pubblicato sul suo blog, e tre anni dopo ha scoperto con stupore che la foto era stata ripresa dagli utenti vietnamiti di Facebook, che l’avevano condivisa come “orfani abbandonati”. Addirittura, ha sottolineato il fotografo, erano circolate storie inverosimili sulla famiglia, come “la madre che era morta e il padre fuggito”. Ma non e’ stato l’unico episodio: nel corso degli anni i due bimbi sono stati accreditati sulla rete come “orfani birmani” fino a “vittime della guerra civile in Siria”. Na Son ha provato ad arginare il fenomeno e a rivendicare i diritti sullo scatto, ma senza successo. “E’ forse la mia foto piu’ condivisa ma sfortunatamente nel contesto sbagliato”. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 mag. – Si rafforza il timore di una ‘Grexit’ e lo spread torna a salire sopra quota 130 punti, mentre le borse europee vanno a picco e perdono oltre il 2%. A far crescere la paura di un’uscita della Grecia dall’euro e’ la confusione sui nuovi aiuti internazionali ad Atene, che non solo non decollano ma anzi si allontanano, mentre appare ormai certo che anche l’Eurogruppo di lunedi’ prossimo a Bruxelles non produrra’ nessun accordo. Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis ha iniziato il suo tour europeo in vista dell’Eurogruppo ma da Bruxelles, dove oggi ha incontrato il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, fa sapere che sul negoziato tra Atene e i suoi creditori vede “grandi progressi”, ma nessuna intesa finale. Varoufakis, che una decina di giorni fa era stato oggetto di forti critiche da parte dei colleghi all’Eurogruppo di Riga, e’ impegato da questa mattina in un giro delle capitali europee: oltre che a Bruxelles, oggi e’ stato anche a Parigi da Michel Sapin, domani andra’ a Roma, da Pier Carlo Padoan e nei giorni successivi in Spagna. Lunedi’ prossimo, all’Eurogruppo, “avremo sicuramente una discussione fruttuosa che confermera’ i grandi progressi raggiungi e sara’ un passo avanti verso l’accordo finale”, ha detto a Bruxelles Varoufakis. Anche Moscovici si tiene nel vago e parla di “progressi significativi del gruppo di Bruxelles”, ovvero i rappresentanti di governo greco e istituzioni (Ue, Fmi, Bce, Efsf) che stanno trattando per sbloccare l’ultima tranche da 7,2 miliardi del programma di aiuti internazionali. E’ quanto si legge sul profilo Twitter del Commissario. L’incontro e’ servito anche a “preparare un Eurogruppo utile per lunedi’” prossimo, quando e’ in programma a Bruxelles la riunione dei 19 ministri presieduti da Jeroen Dijsselbloem. Piu’ ottimista ma solo a parole il ministro delle Finanze francese Michel Sapin, secondo il quale un “buon compromesso” sulla Grecia e’ possibile. “Siamo a un momento cruciale – dice Sapin dopo aver incontrato Varoufakis – e abbiamo la capacita’ di raggiungere un buon compromesso”. A rendere il quadro ancora piu’ nebbioso e’ il Financial Times secondo il quale il Fmi sarebbe disponibile a sborsare la sua quota di aiuti ad Atene solo a patto che i partner europei accettino di svalutare una parte significativa dei loro crediti verso la Grecia. In pratica il Fmi ripropone l’haircut, la ristrutturazione del debito, che Berlino non intende assolitamente prendere in considerazione. E infatti il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha smentito le indiscrezioni, riportate dal ‘Financial Times’, pur confermando l’allarme sul peggioramento della situazione finanziaria di Atene. “Il Fmi ovviamente non ha fatto alcun commento di questo tipo”, ha dichiarato Schaeuble in conferenza stampa, pur ammettendo che “le cose si sono fatte piu’ difficili” in quanto l’istituto di Washington “ha chiarito che i numeri sono peggiorati”, cioe’ la Grecia non ha un surplus di bilancio ma presenta un deficit primario dell’1,5%. Il ministro tedesco si e’ poi detto scettico sulla possibilita’ che l’Eurogruppo di lunedi’ chiuda un accordo che consenta di sbloccare il versamento dell’ultima rata del prestito alla Grecia, pur “non escludendo” questa possibilita’. In serata il Fmi ha confermato le indiscrezioni del Financial Times e cioe’ fatto sapere che la Grecia potrebbe aver bisogno di un taglio del debito, anche se ha negato di aver avanzato questa proposta tramite il capo dipartimento del Fmi per l’Europa, Poul Thomsen alla riunione dell’Eurogruppo di Riga, come aveva sostenuto il quotidiano britannico. .

(AGI) – Riad, 5 mag. – Il presidente yemenita riconosciuto dalla comunita’ internazionale, Abd Rabbo Mansour Hadi, ha chiesto che i colloqui tra le parti in conflitto inizino a Riad, in Arabia Saudita, il prossimo 17 maggio. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri del Qatar, Khalid al Attiyah, al termine del vertice straordinario dei membri del Consiglio di cooperazione del Golfo. Hadi, ha affermato il capo della diplomazia di Doha, “spera che tutti accettino e si uniscano ai colleghi yemeniti che si trovano gia’ a Riad per avviare il processo di dialogo”. Nei giorni scorsi si era a lungo parlato dell’inizio di una sessione di colloqui tra le forze politiche di Sanaa. L’Iran insiste tuttavia sull’opportunita’ di organizzare le riunioni in una sede neutrale. L’Arabia Saudita e’ infatti alla guida della coalizione regionale sunnita che nel marzo scorso ha iniziato a bombardare le posizioni degli insorti sciiti yemeniti Houthi e dei loro alleati, legati all’ex presidente Ali Abdullah Saleh. Hadi si trova a Riad dall’inizio del conflitto, dopo avere per un periodo stabilito la propria residenza ad Aden, nel sud del paese, proclamata “capitale temporanea”. Nel frattempo, il segretario di stato Usa, John Kerry, tenta di convincere il regno saudita ad una “pausa umanitaria” nei combattimenti in Yemen al fine di permettere ai soccorsi di raggiungere le aree colpite dal conflitto. Domani il responsabile della diplomazia statunitense volera’ a Riad dove si svolge il vertice dei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, che ha fra i suoi temi fondamentali proprio la crisi yemenita. Ieri il ministro degli Esteri saudita, Adel al Jubeir, ha precisato la volonta’ da parte della coalizione organizzata per bloccare l’avanzata dei ribelli sciiti Houthi nel paese di considerare un cessate il fuoco per ragioni umanitarie. Oggi Kerry si e’ recato in visita a sorpresa in Somalia per mostrare solidarieta’ con il governo locale lodandolo per i suoi tentativi di fermare le milizie affiliate ad al Qaeda. In seguito alla guerra in Yemen centinaia di cittadini yemeniti sono approdati in Somalia e Gibuti, aumentando ancora di piu’ la crisi umanitaria che da anni affligge i due stati africani. Il segretario di stato Usa e’ il primo diplomatico di spicco statunitense a recarsi in visita nel paese del Corno d’Africa. Nella suo breve soggiorno a Mogadiscio, Kerry ha incontrato il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud, con il quale ha discusso la lotta delle forze somale contro i miliziani al Shabab, che stanno espandendo le loro attivita’ anche al vicino Kenya. (AGI) Red/Tig .

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