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(AGI) – Berlino, 8 giu. – E’ morto all’eta’ di 81 anni l’industriale tedesco Horst Brandstaetter, il “papa’ dei Playmobil”, i pupazzetti sorridenti che dal 1973 hanno fatto giocare generazioni di bambini. “Perdiamo non solo un capo, un proprietario e un patriarca ma una delle piu’ grandi personalita’ nel settore dei giocattoli”, ha scritto in un comunicato la compagnia bavarese. Chiamato ‘Herr Playmobil’, o semplicemente ‘Hob’, Brandstaetter entro’ nell’azienda di famiglia – all’epoca gestita da due suoi zii – nel 1952, a 19 anni. Comprese subito che il futuro dei giochi era costituito dai prodotti in plastica e nel 1958 lancio’ l’hula hoop in Europa, con vendite record. E quando la crisi petrolifera fece innalzare i costi della palstica, negli anni ’70, creo’ – assieme al disegnatore Hans Beck – i Playmobil per ridurre l’uso del materiale. Le prime figurine di plastica rappresentavano un nativo americano, un cavaliere e un operaio, ma poi se ne sono aggiunti tantissimi altri arrivando a una produzione di due miliardi e 700 milioni di esemplari. Nel 2014 la compagnia ha festeggiato i 40 anni sul mercato con ricavi per 595 milioni di euro. (AGI) .

(AGI) – Pretoria, 8 giu. – Dopo soli 10 mesi di carcere, il 21 agosto Oscar Pistorius passera’ quasi certamente agli arresti domiciliari. L’atleta paralimpico sudafricano e’ stato condannato a 5 anni di reclusione lo scorso ottobre per l’omicidio colposo della fidanzata Reeva Steenkamp, il 14 febbraio del 2013. Gli arresti domiciliari sono stati stati raccomandati dal servizio carcerario ma devono ancora essere confermati dalla commissione sulla liberta’ vigilata che decidera’ in settimana. Pistorius era entrato nel carcere Kgosi Mampuru II di Pretoria lo scorso 21 ottobre e, come previsto dalla legge, ne potra’ uscira’ per buona condotta dopo 10 mesi. La probabile scarcerazione ha fatto infuriare i parenti della vittima, la fidanzata Reeva Steenkamp. “Dieci mesi in carcere per aver tolto una vita e’ semplicemente non abbastanza”, hanno fatto sapere i genitori della modella 29enne, June e Barry Steenkamp. “Temiamo che non verra’ mandato il giusto messaggio e che non serva come il deterrente che servirebbe”, hanno aggiunto, ricordando che la famiglia ha “perdonato” Pistorius e che “non e’ in cerca di vendetta” per la morte della figlia. Intanto, i giudici hanno fissato per novembre il processo d’appello su richiesta della procura che ha considerato troppo lieve la condanna. La data dell’udienza non e’ stata pero’ ancora fissata, ha fatto sapere un funzionario della Corte Suprema. Se la corte d’appello lo riconoscesse colpevole, Pistorius rischierebbe fino a 15 anni di prigione. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 giu. – All’indomani del pesante ridimensionamento del suo partito alle elezioni turche, Recep Tayyip Erdogan e’ tornato a calarsi nel ruolo di presidente neutrale, invitando tutti a lavorare per preservare la stabilita’ del Paese. Nel primo commento dopo i risultati che hanno visto il suo Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) perdere la maggioranza assoluta in Parlamento per la prima volta in 13 anni e l’ingresso in Parlamento dei filo-curdi dell’Hdp con 80 seggi, il capo di Stato ha ricordato che dalle urne non e’ uscita “l’opportunita’ per nessun partito di formare un governo da solo”, e ha esortato quindi a considerare lo scenario “in modo sano e realistico”. “In questo nuovo processo, e’ di grande importanza che tutte le forze politiche mostrino un comportamento responsabile e la necessaria sensibilita’ per preservare l’atmosfera di stabilita’ e fiducia nel nostro Paese e nei risultati democratici”, ha sostenuto Erdogan. La Banca centrale turca stamane e’ intervenuta in difesa della valuta turca, depressa dal voto al pari del mercato azionario. L’Akp sperava di poter continuare a governare da solo, una condizione impossibile ora con il 40,9% dei voti e i 258 seggi ottenuti, lontani dalla maggioranza assoluta di 276. I repubblicani del Chp con il 25% hanno ottenuto 132 seggi, i nazionalisti del Mhp hanno ottenuto 80 seggi (16,3%). Ma la vera novita’ e’ l’ingresso dei curdi dell’Hdp che, con un sorprendente 13%, hanno superato la soglia di sbarramento (10%) guadagnando 80 seggi. Record anche per il numero di deputate elette, ben 96, cifra mai raggiunta prima. Ora gli scenari possibili sono tre: un governo di minoranza, una coalizione o il ritorno alle urne. “L’Akp si conferma primo partito, e’ nostro preciso fine quello di garantire la stabilita’ al Paese”, ha commentato il premier, Ahmet Davutoglu. Il vice premier Numan Kurtulmus ha parlato di coalizione come “prima opzione” mentre il secondo vicepremier Bulent Arinc ha sfidato l’opposizione: “Se ci deve essere una coalizione, il Chp l’Mhp e l’Hdp dovrebbero provare a formarne una, se dovessero fallire l’Akp e’ pronto a fare la sua parte”. Intanto, pero’, esulta l’opposizione: “Il popolo ha deciso di porre fine ad un potere sempre piu’ dispotico”, ha dichiarato il portavoce del Chp. Il segretario dei nazionalisti dell’Mhp, Devlet Bahceli, ha chiuso a ogni ipotesi di coalizione con il partito di Erdogan, affermando che il voto “e’ l’inizio della fine” per l’Akp perche’ “e’ evidente che il Paese ha detto no al progetto presidenzialista”. Il giovane e brillante segretario dell’Hdp, Selattin Demirtas, ha ringraziato il Paese e ha parlato di “vittoria degli oppressi, dei poveri e di tutte le minoranze emarginate”. (AGI) .

(AGI) – Madrid, 8 giu. – La madre di Cristiano Ronaldo e’ stata fermata all’aeroporto di Madrid mentre cercava di lasciare la Spagna con 55mila euro nascosti nella borsetta. Dolores Aveiro, 61 anni, e’ stata bloccata alla dogana – durante il controllo dei bagagli – e trattenuta dalla Guardia Civile: la normativa europea antiriciclaggio prevede infatti che ogni movimento di denaro superiore ai 10mila euro venga dichiarato alla dogana. Il fatto e’ avvenuto a fine aprile. La signora, che stava prendendo un aereo per tornare a casa, in Portogallo, si e’ vista confiscare 45mila euro. Una portavoce della Guardia Civile ha precisato che la Aveiro ha commesso una semplice “infrazione”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 giu. – All’indomani del pesante ridimensionamento del suo partito alle elezioni turche, Recep Tayyip Erdogan e’ tornato a calarsi nel ruolo di presidente neutrale, invitando tutti a lavorare per preservare la stabilita’ del Paese. Nel primo commento dopo i risultati che hanno visto il suo Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) perdere la maggioranza assoluta in Parlamento per la prima volta in 13 anni e l’ingresso in Parlamento dei filo-curdi dell’Hdp con 80 seggi, il capo di Stato ha ricordato che dalle urne non e’ uscita “l’opportunita’ per nessun partito di formare un governo da solo”, e ha esortato quindi a considerare lo scenario “in modo sano e realistico”. “In questo nuovo processo, e’ di grande importanza che tutte le forze politiche mostrino un comportamento responsabile e la necessaria sensibilita’ per preservare l’atmosfera di stabilita’ e fiducia nel nostro Paese e nei risultati democratici”, ha sostenuto Erdogan. La Banca centrale turca stamane e’ intervenuta in difesa della valuta turca, depressa dal voto al pari del mercato azionario. L’Akp sperava di poter continuare a governare da solo, una condizione impossibile ora con il 40,9% dei voti e i 258 seggi ottenuti, lontani dalla maggioranza assoluta di 276. I repubblicani del Chp con il 25% hanno ottenuto 132 seggi, i nazionalisti del Mhp hanno ottenuto 80 seggi (16,3%). Ma la vera novita’ e’ l’ingresso dei curdi dell’Hdp che, con un sorprendente 13%, hanno superato la soglia di sbarramento (10%) guadagnando 80 seggi. Record anche per il numero di deputate elette, ben 96, cifra mai raggiunta prima. Ora gli scenari possibili sono tre: un governo di minoranza, una coalizione o il ritorno alle urne. “L’Akp si conferma primo partito, e’ nostro preciso fine quello di garantire la stabilita’ al Paese”, ha commentato il premier, Ahmet Davutoglu. Il vice premier Numan Kurtulmus ha parlato di coalizione come “prima opzione” mentre il secondo vicepremier Bulent Arinc ha sfidato l’opposizione: “Se ci deve essere una coalizione, il Chp l’Mhp e l’Hdp dovrebbero provare a formarne una, se dovessero fallire l’Akp e’ pronto a fare la sua parte”. Intanto, pero’, esulta l’opposizione: “Il popolo ha deciso di porre fine ad un potere sempre piu’ dispotico”, ha dichiarato il portavoce del Chp. Il segretario dei nazionalisti dell’Mhp, Devlet Bahceli, ha chiuso a ogni ipotesi di coalizione con il partito di Erdogan, affermando che il voto “e’ l’inizio della fine” per l’Akp perche’ “e’ evidente che il Paese ha detto no al progetto presidenzialista”. Il giovane e brillante segretario dell’Hdp, Selattin Demirtas, ha ringraziato il Paese e ha parlato di “vittoria degli oppressi, dei poveri e di tutte le minoranze emarginate”. (AGI) .

(AGI) – Scoppito (L’Aquila), 8 giu. – Per la prima volta in Italia un farmaco partecipa ad un programma per calcolare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra attribuibili al suo ciclo di produzione. Il pogetto e’ stato denominato “Impronta ambientale”. Si tratta di Maalox, il noto antiacido per il trattamento sintomatico del bruciore e dell’iperacidita’ di stomaco, prodotto nello stabilimento Sanofi di Scoppito (L’Aquila). Lo rende noto la stessa azienda. “Con ben sei stabilimenti che attraversano l’Italia da nord a sud, contribuendo all’economia italiana con oltre 350 milioni di euro di fatturato, 90% del quale ricavato dalle esportazioni – commenta Alexander Zehnder, presidente e Ad Sanofi Italia – la nostra azienda vanta una presenza industriale straordinaria nel panorama manifatturiero dell’industria farmaceutica italiana. Questo comporta anche delle responsabilita’”. “Nei nostri siti – prosegue Zehmder – ogni anno, vengono confermate importanti certificazioni internazionali e si registrano riduzioni nei consumi di acqua ed energia elettrica. In alcuni casi, abbiamo costruito impianti di cogenerazione e tri-generazione per produrre internamente energia e ridurre il consumo complessivo”. “L’analisi dell”Impronta ambientale’ – spiega Annaletizia Baccante, direttore dello stabilimento Sanofi di Scoppito – e’ un capitolo nuovo nella cultura del nostro sito. Abbiamo intrapreso questa strada per migliorare la nostra attenzione alla protezione dell’ambiente e abbiamo scelto Maalox come prodotto pilota, in quanto di largo consumo. Siamo grati al ministero dell’Ambiente per averci permesso di entrare in questo progetto, che ci ha consentito di essere stati i primi in ambito farmaceutico a definire un nuovo standard qualitativo”. Lo studio di Impronta ambientale, sviluppato in conformita’ alla normativa ISO / TS 14067 sulle compresse Maalox 400 + 400 mg prodotte per il mercato italiano, ha identificato le principali fonti di emissione in tutte le fasi di produzione del prodotto: approvvigionamento delle materie prime, produzione, distribuzione, uso e smaltimento, evidenziando azioni di miglioramento per la riduzione del consumo di energia e di materie prime. (AGI) .

(AGI) – Berlino, 8 giu. – E’ morto all’eta’ di 81 anni l’industriale tedesco Horst Brandstaetter, il “papa’ dei Playmobil”, i pupazzetti sorridenti che dal 1973 hanno fatto giocare generazioni di bambini. “Perdiamo non solo un capo, un proprietario e un patriarca ma una delle piu’ grandi personalita’ nel settore dei giocattoli”, ha scritto in un comunicato la compagnia bavarese. Chiamato ‘Herr Playmobil’, o semplicemente ‘Hob’, Brandstaetter entro’ nell’azienda di famiglia – all’epoca gestita da due suoi zii – nel 1952, a 19 anni. Comprese subito che il futuro dei giochi era costituito dai prodotti in plastica e nel 1958 lancio’ l’hula hoop in Europa, con vendite record. E quando la crisi petrolifera fece innalzare i costi della palstica, negli anni ’70, creo’ – assieme al disegnatore Hans Beck – i Playmobil per ridurre l’uso del materiale. Le prime figurine di plastica rappresentavano un nativo americano, un cavaliere e un operaio, ma poi se ne sono aggiunti tantissimi altri arrivando a una produzione di due miliardi e 700 milioni di esemplari. Nel 2014 la compagnia ha festeggiato i 40 anni sul mercato con ricavi per 595 milioni di euro. (AGI)

(AGI) – Torino, 8 giu. – Fca fara’ altre 1.000 assunzioni in diversi stabilimenti italiani entro quest’anno, applicando il Jobs Act. Inoltre saranno stabilizzati anche i 1.550 lavoratori di Melfi. Lo ha annunciato il responsabile Emea Alfredo Altavilla incontrando i sindacati oggi a Torino. “Di queste 1.000 assunzioni, 600 saranno nello stabilimento di Melfi – ha spiegato Altavilla – di cui 250 a giugno, con l’obiettivo di portare la capacita’ produttiva dello stabilimento a 1.200 vetture al giorno”. Altre 200 assunzioni saranno fatte in Sevel, 170 a Verrone e 100 giovani sul programma Alfa Romeo a Termoli e Cassino, “il tutto – ha detto ancora Altavilla – accompagnato dal rientro dei lavoratori in cig”. Per quanto riguarda Mirafiori, ha aggiunto Altavilla, “il programma Levante va avanti nei tempi previsti”. Grande soddisfazione da parte dei sindacati. “L’annuncio di nuove mille assunzioni della Fca negli stabilimenti italiani e’ un fatto estremamente positivo, insieme alla stabilizzazione dei 1500 dipendenti assunti a Melfi e dal rientro della cassa integrazione e dei contratti di solidarieta’ in tutti gli stabilimenti entro il 2018”, ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan mentre i rappresentanti di Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazioni Quadri, al termine dell’incontro, hanno rilevato che Fca ha confermato la fine degli ammortizzatori sociali e la piena occupazione negli stabilimenti del Gruppo entro il 2018. “Pensare che a Melfi entro fine anno potremo stabilizzare i 1.550 lavoratori e che ne entreranno altri 600 significa che abbiamo incrementato di circa il 50% degli occupati la forza lavoro dello stabilimento ed e’ un fatto epocale”, ha commentato Ferdinando Uliano della Fim. “In tutto – ha rilevato Roberto Di Maulo della Fismic – si tratta di 3.000 assunzioni tra azienda ed indotto, dove i nuovi ingressi saranno circa 400. E’ una giornata positiva che conferma che la linea dei sindacati partecipativi produce lavoro e ricchezza”. “Ci sono state date conferme – ha detto Giovanni Serra dell’Associazione Quadri Fiat – che il piano industriale va avanti anche aiutato dal consolidamento del mercato italiano e dei volumi a partire dallo stabilimento di Melfi”. Quanto annunciato oggi per Gianluca Ficco della Uilm “e’ la conferma che Fca in Italia e’ in ripresa e che gli sforzi degli ultimi anni saranno finalmente ripagati”. (AGI)

(AGI) – Roma, 8 giu. – Al via l’8 giugno la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) “Casa dolce Casa”. Obiettivo dell’iniziativa e’ di accendere i riflettori sulla condizione vissuta da oltre 50 milioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case per fuggire dalla guerra, in particolare sulle emergenze in corso in Siria, Iraq, Repubblica Centroafricana e Sud Sudan. Fino al 28 giugno si puo’ contribuire alla campagna con un sms al 45507. La guerra e la violenza hanno costretto 50 milioni di persone a lasciare la propria casa. Numeri drammatici e senza precedenti dalla Seconda Guerra Mondiale. Vedere la propria casa bombardata o bruciata vuol dire vivere un trauma profondo, a cui segue la fatica e il pericolo della fuga forzata e la paura di non sopravvivere per la mancanza di un rifugio sicuro. Ai rifugiati e agli sfollati che non hanno piu’ un posto sicuro dove stare e’ dedicata la campagna di comunicazione e raccolta fondi “Casa Dolce Casa” che l’Unhcr lancia in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato. “Per molti di noi la casa e’ una certezza ed e’ spesso sinonimo di calore e affetto. Senza avere alcuna colpa, invece, i rifugiati si ritrovano a perdere tutto cio’ per cui hanno lavorato tutta la vita, la casa e tutte le sicurezze – dichiara Carlotta Sami portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). E’ proprio a loro che dedichiamo questa campagna, a cui tutti possono contribuire. Donando al 45507 e’ possibile infatti fornire a migliaia di rifugiati e di sfollati in Siria, Iraq, Repubblica Centroafricana e Sud Sudan una tenda per 5 persone, un kit di pentole e una tanica per l’acqua, oggetti essenziali per sentirsi al sicuro in una situazione di emergenza”. La campagna “Casa dolce Casa” si propone di accendere i riflettori su quattro fra le piu’ gravi crisi umanitarie degli ultimi decenni: Siria, Iraq, Repubblica Centroafricana e Sud Sudan. In Siria, Paese entrato da poco nel quinto anno di guerra, circa 12 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari e 5,6 milioni subiscono le terribili conseguenze del conflitto. In Iraq 3 milioni di persone sono fuggite esauste e traumatizzate dalla violenza dei terroristi. Data l’escalation del conflitto, la maggior parte delle persone in fuga non puo’ fare ritorno nelle zone di provenienza. Gli sfollati vivono in alloggi di fortuna che si sono costruiti da soli, o in centri collettivi, edifici in costruzione e scuole. Con quasi 3 milioni di persone in urgente attesa di aiuti umanitari, la Repubblica Centrafricana sta diventando tra le piu’ grandi crisi dimenticate del nostro tempo. Nel corso degli ultimi 14 mesi, la violenza in Sud Sudan ha provocato l’esodo di piu’ di 2 milioni di persone. Piu’ del 60% di loro sono donne e bambini. Queste crisi stanno generando livelli record di migrazioni forzate causate da guerre e conflitti e hanno alimentato il forte aumento del numero di rifugiati che tentano di entrare in Europa attraverso una delle poche vie rimaste accessibili: le traversate in mare. “Come vediamo ogni giorno nel Mediterraneo, il terrore della guerra spinge le persone a rischiare la vita in mare. Nel 2014, circa 219.000 persone hanno attraversato il Mediterraneo a bordo di imbarcazioni gestite dai trafficanti . Almeno il 50% di queste persone erano rifugiati, in fuga da guerre e persecuzioni.Oltre 3.500 hanno perso la vita. Finora, nel 2015, circa 80.500 persone hanno intrapreso questa pericolosa traversata e oltre 1.800 hanno perso la vita – continua Carlotta Sami”. (AGI) .

(AGI) – Pretoria, 8 giu. – Dopo soli 10 mesi di carcere, il 21 agosto Oscar Pistorius passera’ quasi certamente agli arresti domiciliari. L’atleta paralimpico sudafricano e’ stato condannato a 5 anni di reclusione lo scorso ottobre per l’omicidio colposo della fidanzata Reeva Steenkamp, il 14 febbraio del 2013. Gli arresti domiciliari sono stati stati raccomandati dal servizio carcerario ma devono ancora essere confermati dalla commissione sulla liberta’ vigilata che decidera’ in settimana. Pistorius era entrato nel carcere Kgosi Mampuru II di Pretoria lo scorso 21 ottobre e, come previsto dalla legge, ne potra’ uscira’ per buona condotta dopo 10 mesi. La probabile scarcerazione ha fatto infuriare i parenti della vittima, la fidanzata Reeva Steenkamp. “Dieci mesi in carcere per aver tolto una vita e’ semplicemente non abbastanza”, hanno fatto sapere i genitori della modella 29enne, June e Barry Steenkamp. “Temiamo che non verra’ mandato il giusto messaggio e che non serva come il deterrente che servirebbe”, hanno aggiunto, ricordando che la famiglia ha “perdonato” Pistorius e che “non e’ in cerca di vendetta” per la morte della figlia. Intanto, i giudici hanno fissato per novembre il processo d’appello su richiesta della procura che ha considerato troppo lieve la condanna. La data dell’udienza non e’ stata pero’ ancora fissata, ha fatto sapere un funzionario della Corte Suprema. Se la corte d’appello lo riconoscesse colpevole, Pistorius rischierebbe fino a 15 anni di prigione. (AGI) .

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