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(AGI/AFP) – Kabul, 27 mag. – E’ finito con l’uccisione di 4 assalitori l’attacco armato in una guesthouse di Kabul, appartenente alla famiglia del ministro degli Esteri afghano, Salahuddin Rabbani. Lo ha reso noto via Twitter il vice ministro degli Interni di Kabul, Mohammad Ayoub Salangi. L’attacco, nel distretto di Wazir Akbar Khan, dove hanno sede diverse ambasciate e ministeri, e’ stato rivendicato dai telebani. “Non ci sono state vittime tra i civili e i militari”, ha precisato il ministro. L’attacco era scattato intorno alle 23.00 ed e’ terminato all’alba dopo oltre 5 ore di scontri.(AGI)

(AGI) – Burlington, 27 mag. – Ha dato formalmente il via alla sua campagna per la Casa Bianca annunciando una “rivoluzione”, il 73enne senatore del Vermont Bernie Sanders, che si definisca un “democratico socialista”. E nel lanciare la sfida a Hillary Clinton per la nomination del partito dell’asinello annuncia di voler riprendersi l’America, ostaggio dei miliardari di Wall Street. “Il gap tra i molto ricchi e tutti gli altri e’ il piu’ ampio registrato dagli anni Venti. La questione della ricchezza e delle diseguaglianze e’ la grande questione morale del nostro tempo ed e’ la grande questione politica del nostro tempo”, ha affermato davanti ad una folla di fan a Burlington, citta’ di cui e’ stato sindaco. Sebbene non possa minare, stando ai sondaggi, la supremazia della Clinton nella corsa alla presidenza, Sanders condizionera’ i toni della campagna elettorale. (AGI)

(AGI) – Tel Aviv, 26 mag. – Un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza sarebbe esploso nel sud di Israele. Lo ha reso noto il portavoce dell’esercito israeliano aggiungendo che non ci sarebbero vittime. Il razzo sarebbe caduto a Gan Yavne nei pressi della citta’ di Ashdod. Il razzo ha colpito un’area vicino alla citta’ di Ashdod, circa 20 chilometri a nord di Gaza. L’esercito israeliano ha confermato che il razzo da Gaza non ha causato feriti. Il portavoce dell’esercito, Peter Lerner, ritiene che la responsabilita’ sia di Hamas perche’ “l’attacco proviene dalla Striscia”.(AGI) .

(AGI) – Tripoli, 26 mag. – Ci sarebbe stato un attentato a primo ministro libico Abdullah al Thani oggi davanti al parlamento di Tobruk. Lo ha detto lo stesso premier ad Al Arabyia spiegando di essere sopravvissuto a un attacco dopo che aveva lasciato la sessione parlamentare. Oggi la Camera dei Rappresentanti, il Parlamento libico eletto che ha sede a Tobruk, era stata costretta a interrompere i lavori dopo che una folla di manifestanti, radunatisi davanti alla sua sede, avevano dato alle fiamme un’auto in segno di protesta. Non sono chiare le loro rivendicazioni, ma i deputati hanno comunque sospeso la seduta alla quale era presente anche il primo ministro. Il portavoce del Governo internazionalmente riconosciuto, Hatem el Ouraybi, ha confermato che Al Thani e’ uscito illeso dall’attentato, mentre e’ rimasta ferita una sua guardia del corpo. Al Thani stava lasciando l’area della citta’ di Tobruk dove era in corso una seduta del Parlamento.(AGI) .

(AGI) – Hyderabad (India), 26 mag. – Almeno 800 persone sono morte per l’ondata di caldo che sta investendo l’India, con temperature che hanno sfiorato i 50 gradi e che hanno sciolto l’asfalto su alcune strade di New Delhi. Gli ospedali sono in emergenza per curare i tanti casi colpi di calore e le autorita’ hanno consigliato alla popolazione di restare il piu’ possibile in casa. Lo Stato piu’ colpito e’ stato quello dell’Andhra Pradesh, nel sud del Paese, dove sono morte 551 persone. “Il governo locale ha diffuso messaggi in tv e su altri media per mettere in guardia la popolazione dal non uscire senza cappello e bere molta acqua”, ha spiegato P. Tulsi Rani, commissario speciale per la gestione delle emergenze, “abbiamo chiesto ale Ong e alle organizzazioni governative di aprire tutte le forniture di acqua potabile per far si’ che sia disponibile in tutte le citta’”. L’Hindustan Times ha pubblicato in prima pagina la foto di strade della capitale con l’asfalto sciolto dal calore, con le strisce pedonali diventate uniformi. Oltre all’Andhra Pradesh, il caldo ha provocato vittime anche nello Stato di Telangana (231 morti), in quello di Orissa (11 morti) e nel Bengala occidentale (13 morti). Le temperature sono state piu’ alte di 5 gradi rispetto alla media stagionale e i meteorologi non prevedono miglioramenti per i prossimi giorni. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 26 mag. – Frontex amplia l’operazione Triton nel Mediterraneo e stabilisce una base regionale in Sicilia da dove coordinera’ le attivita’. L’annuncio e’ arrivato oggi dall’agenzia Ue che estendera’ anche l’area di intervento dell’operazione a 138 miglia nautiche dalla costa con un aumento di uomini e mezzi al fine di “sostenere le autorita’ italiane nel controllo dei confini marittimi e nel salvataggio di vite umane”. La Commissione europea inoltre fornira’ a Frontex 26,25 milioni di euro aggiuntivi per rafforzare Triton in Italia e Poseidon in Grecia dal giugno 2015 fino a fine anno portando il budget complessivo per il 2015 38 milioni e a 45 milioni per l’anno successivo. Dalla Sicilia Frontex lavorera’ in stretto contatto con i funzionari di Europol, Eurojust e Easo (l’agenzia per le richieste di asilo) in sostegno alle autorita’ italiane. Il tutto mentre la Commissione europea lavora sul ricollocamento dei rifugiati. Secondo una bozza di proposta che sara’ potata domani al collegio dei commissari Ue l’esecutivo comunitario avrebbe fissato a 6752 il numero di rifugiati che dovranno essere ricollocati in Francia da Italia e Grecia, una cifra rappresenta il 16,88% dei 40,000 rifugiati che potranno essere redistribuiti da Italia (24,000) e Grecia (16,000) nei 24 mesi successivi all’entrata in vigore della decisione. Se questi numeri saranno formalizzati da Commissione e Consiglio, la Francia sara’ dunque il paese che si fara’ carico del maggior numero di rifugiati provenienti da Italia e Grecia, a eccezione della Germania a cui andranno il 21,91% dei rifugiati ricollocati, pari a 8.763. Tranne Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca, tutti gli altri paesi Ue si faranno carico di rifugiati presenti in Italia e Grecia, inclusi quindi i piu’ riluttanti, come per esempio l’Ungheria, dove andranno fino a 827 migranti. Questi numeri sono al netto dei rifugiati che avrebbero comunque diritto a essere redistribuiti in applicazione delle norme europee sulle ricongiunzioni familiari. Decisioni che comunque verrebbero applicate dopo l’entrata in vigore del provvedimento e che comunque prevederebbero anche la possibilita’ di essere ‘bloccate’ dai paesi qualora si dimostrasse che i rifugiati in questione possano rappresentare una minaccia alla sicurezza o all’ordine pubblico. Analoga sospensione si applicherebbe se Grecia e Italia non dovessero eseguire appropriatamente la registrazione e l’accoglienza dei migranti. La redistribuzione inoltre si applichera’ solamente a quei paesi per cui l’Ue in media riconosce almeno il 75% delle domande di asilo. Al momento, a questa categoria appartengono solo siriani ed eritrei, che sono comunque tra le nazionalita’ piu’ comuni tra coloro che sbarcano sulle coste italiane e greche. Mentre si delinea sempre di piu’ l’intervento Ue per l’immigrazione, Wikileaks svela le raccomandazioni dei militari in vista della missione ‘Eunavfor Med’ in Libia. Un’operazione Csdp “con una cornice legale e regole di ingaggio solide” che puo’ “contribuire agli sforzi Ue per smantellare il modello di business delle reti di trafficanti di migranti” si legge in un documento riservato dell’Ue pubblicato da Wikileaks e pubblicato da l’Espresso. L’operazione, secondo i militari, “costituisce una sfida dal punto di vista militare data la complessa situazione in mare e sulle coste”. E’ dunque necessario “calibrare l’attivita’ militare con grande attenzione, particolarmente all’interno delle acque libiche o sul litorale, per evitare di destabilizzare il processo politico causando danni collaterali, colpendo attivita’ economiche legittime o creando la percezione di aver scelto una parte” politica. Quanto all’obiettivo, ‘Eunavfor Med’ dovra’ ritenersi conclusa quando “il flusso di migranti e l’attivita’ dei trafficanti saranno significativamente ridotti”. (AGI) .

(AGI) – Baghdad, 26 mag. – Il governo iracheno ha annunciato di aver avviato una vasta operazione militare contro l’Isis nella provincia occidentale di Anbar, di cui i miliziani jihadisti controllano anche il capoluogo Ramadi. Secondo quanto riferisce l’emittente di Stato irachena, l’esercito ha dato il via all’offensiva questa mattina. All’operazione partecipano anche milizie sunnite e le forze paramilitari della Mobilitazione popolare sciita. Nella riconquista di Tikrit, a inizio aprile, e ora nella controffensiva su Ramadi un ruolo chiave e’ svolto dalle milizie paramilitari sciite, nonostante le continue accuse di saccheggi e violenze da parte di attivisti per i diritti umani. Nei primi mesi del 2014 l’Isis era riuscito a conquistare una parte della provincia di Anbar, offensiva culminata con la presa di Ramadi completata nelle scorse settimane. La caduta della citta’ ha segnato una grande sconfitta per le forze irachene che, grazie al sostegno dei raid aerei della coalizione internazionale contro lo Stato islamico guidata dagli Stati Uniti, avevano iniziato a respingere i terroristi da diverse aree del Paese, in particolare dalla provincia settentrionale di Salah el Din. Come per la conquista di Mosul, avvenuta nel giugno del 2014, i militari avrebbero abbandonato le loro posizioni, consentendo alle milizie dello Stato islamico di impadronirsi non solo della citta’, ma anche di grandi quantita’ di armi e mezzi abbandonati dall’esercito durante la fuga. La situazione dell’esercito iracheno ha suscitato duri commenti da parte dei vertici della Difesa statunitense, impegnati in questi anni nell’addestramento dei militari e nella ricostruzione delle forze armate irachene. Lo scorso 24 maggio, il segretario alla Difesa Usa, Ashton Carter, aveva dichiarato in un’intervista alla Cnn che l’esercito iracheno era sicuramente piu’ numeroso e meglio armato del nemico, sottolineando che la caduta di Ramadi avesse dimostrato la poca volonta’ dei militari di combattere. Le parole di Carter hanno suscitato forti reazioni da parte delle autorita’ irachene. Il primo ministro Haider al Abadi ha sottolineato che il governo e’ rimasto sorpreso dai commenti del segretario alla Difesa Usa, frutto probabilmente di informazioni non corrette sullo stato delle forze armate. Nonostante la difesa formale del ruolo dell’esercito, l’esecutivo iracheno ha gia’ preso provvedimenti per affrontare un’eventuale revisione delle forze armate. Il presidente del parlamento iracheno, Salim al Juburi, non ha escluso lo scioglimento dell’esercito del suo paese. Al Juburi ha spiegato in un’intervista al quotidiano Al Sharq al-Awsat che “e’ stato redatto un rapporto sulla caduta di Mosul, avvenuta circa un anno fa, il quale mette alla luce le caratteristiche dei nostri difetti, e le cause dell’accaduto, oltre ai nomi dei responsabili”. Secondo il presidente del parlamento iracheno, “saranno sottoposte al voto una serie di raccomandazioni per rinviare a giudizio i responsabili delle disfatte militari per negligenza, altrimenti ci aspettera’ un’ulteriore collasso, e non avremo alternativa allo scioglimento dell’esercito”. Intanto e’ di almeno centoquaranta miliziani dello Stato Islamico uccisi, e di decine di altri feriti, il bilancio di un massiccio bombardamento a tappeto compiuto dall’Aviazione lealista siriana sulla base aerea di al-Tabqah, situata nel nord-est della Siria pochi chilometri a ovest di al-Raqqah, capitale di fatto del Califfato proclamato dai jihadisti la scorsa estate sui territori conquistati a cavallo delle frontiere con l’Iraq: lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale ‘Sana’, citando fonti militari riservate. La struttura, d’importanza non solo strategica ma anche simbolica in quanto sorge sulle rive del lago Assad, era stata espugnata dall’Isis nell’agosto 2014, al termine di una cruenta battaglia con le truppe governative della 17ma Divisione dell’Esercito, molti dei cui soldati furono giustiziati per decapitazione. Le milizie jihadiste del sedicente Stato Islamico si sono invece ritirate dai villaggi lungo il fiume Khabur, nella provincia siriana nord-orientale di Jazira, che avevano occupato lo scorso 23 febbraio costringendo alla fuga di massa la popolazione locale, formata in maggioranza da cristiani assiri. Fonti locali confermano all’agenzia Fides che il ripiegamento dei miliziani dell’Isis e’ stato provocato dall’intensificarsi dei raid aerei realizzati dalle forze della coalizione a guida Usa contro le postazioni degli jihadisti, in supporto alla controffensiva di terra compiuta dalle milizie curde. Le formazioni militari curde e assire entrate nei villaggi abbandonati hanno riferito a fonti locali di aver trovato le chiese devastate e le case saccheggiate, con le croci divelte dai luoghi di culto cristiano e slogan anti-cristiani dipinti sui muri. Secondo quanto riferito dall’agenzia Ara News, una parte delle famiglie assire che avevano trovato rifugio a Hassake’ hanno gia’ fatto ritorno nel villaggi di Tel Tamar, dove la campana della chiesa assira e’ stata ripristinata e i suoi rintocchi hanno dato il segnale della prima Messa celebrata dopo l’esilio forzato. Mentre permane l’incertezza sulla sorte dei piu’ di 230 cristiani che i miliziani dell’Is hanno preso in ostaggio al momento della loro offensiva nella valle del Khabur, deportandoli nelle proprie roccaforti. (AGI) .

(AGI) – Quito, 26 mag. – Si e’ risvegliato dopo 33 anni il vulcano Wolf, sull’isola Isabela, nell’arcipelago delle Galapagos. L’eruzione potrebbe mettere a rischio le rarissime iguane rosa, presenti solo in quelle isole del Pacifico, territorio dell’Ecuador. L’ecosistema delle Galapagos ispiro’ le teorie evoluzionistiche di Charles Darwin che visito’ l’arcipelago nel 1835.

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I responsabili del parco nazionale delle Galapagos hanno pubblicato su Twitter le immagini spettacolari dell’eruzione. Il ministero dell’Ambiente ha spiegato che la lava sta scendendo sul versante meridionale del vulcano e che le iguane rosa sono sul lato opposto e dovrebbero riuscire a fuggire.

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Nell’aprile scorso era stata registrata un’inusuale attivita’ sismica sul vulcano Sierra, sempre sulla stessa isola Isabela, la piu’ grande delle 13 isole dell’arcipelago. .

(AGI) – Bruxelles, 26 mag. – La Commissione europea ha fissato in 6752 il numero di rifugiati che dovranno essere ricollocati in Francia da Italia e Grecia, secondo la bozza di proposta che sara’ portata domani al collegio dei commissari Ue. Questa cifra rappresenta il 16,88% dei 40,000 rifugiati che potranno essere redistribuiti da Italia (24,000) e Grecia (16,000) nei 24 mesi successivi all’entrata in vigore della decisione. La Commissione europea ha fissato in 6.752 il numero di rifugiati che dovranno essere ricollocati in Francia da Italia e Grecia, secondo la bozza di proposta che sara’ portata domani al collegio dei commissari Ue. Questa cifra rappresenta il 16,88% dei 40.000 rifugiati che potranno essere redistribuiti da Italia (24.000) e Grecia (16.000) nei 24 mesi successivi all’entrata in vigore della decisione. Se questi numeri saranno formalizzati da Commissione e Consiglio, la Francia sara’ dunque il paese che si fara’ carico del maggior numero di rifugiati provenienti da Italia e Grecia, a eccezione della Germania a cui andranno il 21,91% dei rifugiati ricollocati, pari a 8.763. Tranne Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca, tutti gli altri paesi Ue si faranno carico di rifugiati presenti in Italia e Grecia, inclusi quindi i piu’ riluttanti, come per esempio l’Ungheria, dove andranno fino a 827 migranti. Questi numeri sono al netto dei rifugiati che avrebbero comunque diritto a essere redistribuiti in applicazione delle norme europee sulle ricongiunzioni familiari. D’altro lato, pero’, le redistribuzioni potranno essere bloccate se il paese di destinazione ritiene “probabile” che i rifugiati in questione possano rappresentare una minaccia alla sicurezza o all’ordine pubblico. Analoga sospensione si applicherebbe se Grecia e Italia non dovessero eseguire appropriatamente la registrazione e l’accoglienza dei migranti. La redistribuzione si applichera’ ai richiedenti asilo che arriveranno dopo l’entrata in vigore della decisione, ed esclusivamente per quelli provenienti da paesi per cui l’Ue in media riconosce almeno il 75% delle domande di asilo. Al momento, a questa categoria appartengono solo siriani ed eritrei, che sono comunque tra le nazionalita’ piu’ comuni tra coloro che sbarcano sulle coste italiane e greche. (AGI) .

(AGI) – Roma, 26 mag. – Un’operazione della durata iniziale di un anno, divisa in tre fasi, con l’obiettivo di ridurre “significativamente l’afflusso di migranti e le attivita’ dei trafficanti”. Due protocolli riservati dell’Ue – pubblicati da Wikileaks e rivelati da l’Espresso – svelano dettagli e strategia della missione ‘Eunavfor Med’ in Libia, la cui natura appare propriamente “militare” e con un raggio d’azione che puo’ comprendere “le acque interne libiche” e le operazioni “a terra”. In uno dei documenti, contente le raccomandazioni militari alla missione, si legge che quest’ultima “costituisce una sfida dal punto di vista militare data la complessa situazione in mare e sulle coste”. In particolare, e’ scritto nel documento, e’ necessario “calibrare l’attivita’ militare con grande attenzione, particolarmente all’interno delle acque libiche o sul litorale, per evitare di destabilizzare il processo politico causando danni collaterali, colpendo attivita’ economiche legittime o creando la percezione di aver scelto una parte” politica. Fondamentali, dunque, saranno le regole di ingaggio della missione che – come viene specificato nel paragrafo dal titolo “Uso della forza” – dovranno essere “robuste e ben validate, in particolare per il sequestro dei barconi in caso di resistenza, per la neutralizzazione delle imbarcazioni e dei beni dei trafficanti, per situazioni specifiche come il salvataggio degli ostaggi e per la temporanea detenzione di coloro che possono rappresentare una minaccia o sono sospettati di crimini”. Saranno, inoltre, richieste regole di ingaggio anche “per la gestione dei migranti e dei trafficanti”. Nelle loro osservazioni, i militari mettono in guardia rispetto alla “potenziale presenza di forze ostili, estremisti o terroristi del Daesh (Stato Islamico, ndr)”. Anche la “minaccia derivante dalla mera gestione di grandi volumi di migranti” e’ da tenere in considerazione cosi’ come i rischi che possono presentarsi durante “le operazioni di abbordaggio, attivita’ a terra o in prossimita’ di coste insicure”. Quanto all’approccio diviso in fasi, esso viene consigliato allo scopo di “lanciare l’operazione il piu’ rapidamente possibile” e di “modellarla al meglio all’interno di una cornice legale”; anche perche’ vi sono aspetti operativi, come il sequestro dei barconi, che dipendono dalla legislazione nazionale e/o da un’eventuale risoluzione Onu che faccia riferimento al capitolo VII della Carta. I militari sottolineano inoltre che non c’e’ ancora “una sufficiente e chiara conoscenza del modello di business utilizzato dalle reti di trafficanti di migranti nella regione del Mediterraneo meridionale e centrale” e forniscono anche alcuni consigli sulla gestione ‘mediatica’ della missione, il cui focus – affermano – non deve concentrarsi sul salvataggio dei migranti in mare ma sulla distruzione del modello di business dei trafficanti. Quanto all’obiettivo, ‘Eunavfor Med’ dovra’ ritenersi conclusa quando “il flusso di migranti e l’attivita’ dei trafficanti saranno significativamente ridotti”. (AGI) .

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