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(AGI) – Citta’ del Messico, 22 mag. – E’ di almeno 39 morti il bilancio di una sparatoria tra civili e forze di sicurezza nello Stato messicano di Michoacan, roccaforte di uno dei piu’ potenti cartelli della droga. E’ quanto ha riferito un funzionario del governo. Secondo i media locali, nel conflitto a fuoco sarebbero rimaste uccise 46 persone. (AGI) .

(AGI) – Londra, 22 mag. – C’e’ anche l’ex calciatore e divo del football inglese Paul Gascoigne fra le otto persone che dovranno essere risarcite, secondo una sentenza di un tribunale britannico, dal tabloid Daily Mirror, colpevole secondo i giudici di aver intercettato le comunicazioni telefoniche di vip e celebrita’. A Gascoigne, in particolare, andranno poco piu’ di 188mila sterline (circa 265mila euro al cambio attuale), per un totale dei risarcimenti di 1 milione 250mila sterline (circa 1,75 milioni di euro). Fra gli altri divi che riceveranno del denaro ci sono anche l’attrice Sadie Frost, alcune star di soap opera e Alan Yentob, uno dei direttori artistici della televisione pubblica britannica. La Bbc ha fatto sapere che il Daily Mirror ha gia’ messo da parte ulteriori 16 milioni di sterline per poter pagare nuovi eventuali risarcimenti, arrivando a una quota accantonata di 28 milioni di sterline. Secondo le ricostruzioni degli avvocati delle vittime di intercettazioni, le pratiche scorrette erano avvenute fra il 1999 e il 2009. Il gruppo Trinity Mirror ha fatto sapere che sta considerando di presentare ricorso in appello. (AGI) .

(AGI) – Astana, 22 mag. – “Un gruppo energetico come Eni e’ destinato ad avere un grande beneficio dall’Unione economica eurasiatica e ad acquistare con il tempo valore in tutta l’Eurasia”: ad affermarlo e’ il ministro kazako incaricato dell’Energia e delle Infrastrutture, Tair Mansurov, membro del board della Eec, la Commissione economica eurasiatica che porta avanti il processo di integrazione nell’area. “Conosco Eni molto bene, e’ molto attiva in Kazakistan e in Russia ed e’ una compagnia energetica molto conosciuta. Il suo valore in Kazakistan e in Russia sicuramente e’ destinato a crescere in tutta l’Unione eurasiatica che non ha altro interesse che quello di interagire con loro”. Mansurov si e’ soffermato a parlare con l’AGI a margine dei lavori dell’Astana Economic Forum , la piattaforma di dialogo voluta dal presidente Nursultan Nazarbayev alla sua ormai ottava edizione. Sul tavolo dei colloqui del Forum la nascita, lo scorso anno proprio nel corso dell’Aef, e la realizzazione dell’Uee che all’attivo ha cinque membri, Russia, Kazakistan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan, ma che ha l’ambizione di estendersi a tutti i paesi dell’ex blocco sovietico, corteggiando anche Turchia e Vietnam, e aprendo ancora di piu’ al business con l’Europa. “La formazione di questo mercato comune, che dovrebbe partire il primo gennaio del 2019, aiutera’ senz’altro a migliorare la situazione e dara’ una spinta al vendere e produrre energia” ha spiegato Mansurov. “C’e’ un enorme potenziale energetico in molti di questi paesi e se diamo loro l’opportunita’ produrranno in maniera piu’ efficiente. E’ un concetto che e’ stato accettato da tutti gli stati membri e che quindi funzionera’”. L’intenzione, ha spiegato Mansurov, e’ quella di interagire anche sugli altri fronti, infrastrutture, commercio di beni, scambio di know how, con la stessa Europa. “Abbiamo studiato a fondo il processo di integrazione europea che rappresenta per noi un esempio costruttivo” ha detto il ministro che all’Aef ha presentato il libro del presidente Nazarbayev ‘Implementation of the Eurasian Project’. Dedicato ai venti anni, dal marzo 1994, dalla ‘visione’ del leader kazako di un’area di libero scambio in Eurasia diventata realta’ a giugno dello scorso anno. “Il mercato comune entrera’ in vigore nel 2019”, ha spiegato, “ora stiamo lavorando al settore energetico incontrando i ministri di tutti i Paesi per registrare le loro intenzioni”. Anche con l’Ue, ha detto il ministro “ci sono contatti molto attivi tra la Commissione eurasiatica e la Commissione europea e ritengo che ci sia un interesse comune nel partecipare ai progetti in vari campi”. “L’Europa lavora con il gas russo e anche i paesi eurasiatici hanno molto interesse nell’Europa. Come ambasciatore a Mosca ho conosciuto molti diplomatici europei. Tutti hanno sempre dimostrato molto interesse”. Ora pero’ bisogna darsi da fare, ha spiegato Mansurov, “il proposito principale e’ quello di un effetto sinergico. Secondo gli esperti l’effetto cumulativo dell’integrazione nell’arco di 10 anni e quello di un aumento della crescita del Pil nell’area nell’ordine del 17-20%”. E bisognera’ far fronte a una situazione attualmente complessa dovuta all’impatto globale della crisi, la situazione in Ucraina e il calo dei prezzi del petrolio. Ma sono sicuro che supereremo tutte le difficolta’”. (AGI)

(AGI) – Roma, 22 mag. – L’Italia chiede una verifica della strategia contro l’Isisi, dopo l’avanzata jihadista in Iraq e Siria. Il governo italiano “e’ preoccupato, non solo da quello che succede in Siria ma anche per la forse ancora piu’ minacciosa situazione in Iraq”: ecco perche’, ha spiegato da Riga il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, “sara’ fondamentale una verifica sulla strategia che stiamo portando avanti”. Una prima occasione di confronto sara’ offerta dalla riunione a Parigi del 2 giugno, in cui il segretario di Stato Usa, John Kerry, e i leader e i rappresentanti dei 60 Paesi alleati faranno il punto sulla lotta al Daesh. L’Isis controlla ormai la meta’ del territorio siriano e negli ultimi otto giorni, per nulla fiaccati da settimane di bombardamenti aerei della coalizione internazionale, i suoi miliziani hanno conquistato Ramadi, capitale della provincia irachena di al-Anbar, Palmira, nel deserto siriano, e il valico di frontiera di al Tanaf, piu’ a sud.

Con Al-Tanaf, il regime di Bashar al-Assad ha perso il controllo di tutti e tre i punti transfrontalieri con l’Iraq: Bukamal e’ gia’ in mano all’Isis, e al Jarrubia, piu’ a nord, e’ in mano dalle forze curde. Nelle ultime ore, gli estremisti sono avanzati anche nella provincia centrale di Homs, alla frontiera con l’Iraq, prendando il controllo dell’impianto di gas T3. Dunque di fatto, nonostante la campagna aerea cominciata nel 2014 dalla coalizione internazionale a guida americana, il gruppo estremista sunnita ha continuato ad avanzare ed esteso il ‘cailffato’ dichiarato nel giugno 2014 nelle zone sotto il suo controllo in entrambi i Paesi. Tra l’altro, dopo quasi un mese di assedio, le truppe governative hanno dovuto abbandonare nelle mani dei ribelli islamisti siriani, stavolta del Fronte al-Nusra, qaedisti, un ospedale fuori la citta’ di Jisr al-Shughour, nella provincia di Idlib. La zona di Jisr al-Shughour e’ strategica per la sua posizione nei pressi della costa, cuore della regione alauita, fedele al presidente siriano Assad, che all’inizio del mese aveva promesso l’invio di rinforzi all’ospedale assediato. Infine da registrare il sequestro di un altro religioso che lavorava per dare sollievo alla popolazione siriana piegata dalla guerra civile.

Padre Jacques Mourad, priore del monastero di Mar Elian, e’ stato rapito da un commando che lo ha prelevato sotto la minaccia delle armi. Il sacerdote siro-cattolico appartiene alla comunita’ di Mar Musa El Habashi, fondata dal gesuita italiano padre Paolo Dall’Oglio, a sua volta sequestrato il 29 luglio 2013 e di cui non si hanno notizie. Con padre Dall’Oglio, padre Murad e’ impegnato da anni nel promuovere il dialogo e l’avvicinamento spirituale tra Islam e cristianesimo. Deir Mar Musa, il monastero di San Mose’ l’etiope, e’ un’oasi di preghiera a nord di Damasco. (AGI) .

(AGI) – Riga, 22 mag. – La proposta legislativa che la Commissione europea dovra’ approvare mercoledi’ prossimo per quantificare i migranti che verranno redistribuiti tra i vari Stati membri dell’Ue, prevede al momento che, sui complessivi 40mila, 24mila proverranno dall’Italia. E’ quanto si apprende da fonti comunitarie. Non si tratterebbe di migranti economici ma soltanto di quelli che hanno titolo per richiedere asilo. Gli altri 16mila da redistribuire sono quelli che vengono dalla Grecia.

Lo scorso 13 maggio, la Commissione aveva fissato delle quote obbligatorie nazionali per la redistribuzione dei migranti che avevano diritto alla protezione internazionale ed erano gia’ sbarcati in Europa, preannunciando le cifre precise sulla “relocation” per la fine del mese. Nei giorni successivi, molti Paesi hanno espresso perplessita’ per l’istituzione di queste quote, pur dicendosi, come nel caso della Francia, favorevoli al principio di una condivisione di responsabilita’. .

(AGI) . Tokyo, 22 mag. – Dolci come il nettare -o almeno cosi’ si spera- e dalla forma perfettamente sferica, due meloni in Giappone sono stati venduti al prezzo record di un milione e mezzo di yen, circa 11.550 euro, nella prima asta della stagione agricola. Il prezzo e’ stato il quarto piu’ alto mai pagato nell’ultimo decennio per questo tipo di frutta, ma il record fu toccato l’anno scorso con 19.250 euro. I due meloni sono della varieta’ di Cantalupo, molto comuni anche in Italia, chiamati cosi’ perche’ portati per la prima volta da missionari asiatici al castello pontificio di Cantalupo, nella Bassa Sabina, a una cinquantina di chilometri da Roma. Media grandezza, superfice liscia e polpa giallo-arancio, i due meloni sono andati all’incanto al mercato centrale di Sapporo, il capoluogo di Hokkaido, e sono stati acquistati da un grossista di frutta. La qualita’ dei due frutti, secondo la tv giapponese, e’ particolare per la forma rotonda, grazie a un ritmo di crescita costante e perche’ hanno potuto godere di una lunga stagione di sole. .

(AGI) – Dublino, 22 mag. – Oggi gli irlandesi votano fino alle 23 per il referendum sui matrimoni gay. L’omosessualita’ in Irlanda era considerata un crimine fino al 1993. Il premier Enda Kenny invita a votare per il si’, cosi’ come il leader degli U2 Bono. L’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, votera’ no. In Croazia e Slovenia analoghi referendum videro prevalere i no. Nell’Irlanda del Nord i matrimoni gay sono vietati, anche se nel resto della Gran Bretagna sono legali. Il risultato del referendum sara’ definitivo domani pomeriggio. I sondaggi danno il si’ largamente prevalente. .

(AGI) – Riga, 22 mag. – Ahmed Gaddaf al Dam, ex consigliere e cugino di Muhammar Gheddafi, ha messo in guardia da un possibile intervento militare occidentale nel suo paese, con il pretesto di fermare “l’immigrazione clandestina”. Gaddaf al Dam ha sottolineato in un’intervista al quotidiano arabo edito a Londra “al Sharq al-Awsat” che “l’Occidente sta battendo i tamburi di guerra, con vari pretesti, tra cui l’immigrazione clandestina nel Mediterraneo dalle coste libiche”. L’ex inviato personale del colonnello Gheddafi ha detto che “la conferenza delle tribu’ libiche che si terra’ al Cairo lunedi’ prossimo e’ un’opportunita’ storica per la salvezza della Libia”, criticando l’inviato dell’Onu in Libia, Bernardino Leon, per aver “deliberatamente ignorato le principali tribu’ e le vere forze in campo nel paese”.(AGI)

(AGI) – Riga, 22 mag. – I negoziati tra Ue e Regno Unito per la riforma dell’Unione avranno “alti e bassi”. Lo afferma il premier britannico, David Cameron, che conferma: “I britannici avranno diritto di scegliere sulla Ue riformata”. Cameron conferma l’intenzione di tenere il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dalla Ue alla fine del 2017. .

(AGI) – Helnsinki, 22 mag. – La Finlandia teme dal XIX secolo, quando venne persa dalla Svezia, la Russia imperiale prima, e poi, dal 1939 e per tutta la II Guerra Mondiale e anche dopo, l’Unione Sovietica. Ma finora non era mai giunta a tanto: il governo di Helnsinki ha inviato una lettera ad oltre 900.000 riservisti, inclusi i finlandesi residenti all’estero, per ricordare loro i compiti cui sono tenuti “nel caso di un conflitto”. La lettera non cita esplicitamente la Russia ma e’ il potente vicino l’unico Stato con cui sono possibili tensioni. Nella lettera, riferisce il birtannico Daily Telegraph, si ricorda ad ogni singolo riservista a quale reggimento o unita’ appartengono: “In allegato – si legge – troverete i vostri dettagli personali cosi’ come il vostro ruolo nel caso di guerra”. Il governo ha smentito che l’invio delle lettere sia legata alla crisi ucraina o alle tensioni con la Russia, sostenendo che i piani per il ‘richiamo’ dei riservisti risale a due anni fa, prima dell’annessione della Crimea del marzo 2014. La Finlandia, che non e’ membro della Nato, condivide con la Russia oltre 1.300 km di confini. Le forze armate di Helnsiki contano su 16.000 soldati a tempo pieno, che possono salire a 285.000 in pochi giorni con i riservisti. Negli ultimi mesi gli aerei da guerra russi hanno testato piu’ volte le difese aeree finlandesi e ad aprile un sottomarino, che si sospetta fosse russo, venne scoperto nella rada di Helnsinki. (AGI) .

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