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(AGI) – Mogadiscio, 5 mag. – La Somalia e’ a una svolta e deve “riprendere in mano il suo destino”: e’ il messaggio che John Kerry ha portato a Mogadiscio in una visita a sorpresa, la prima di un segretario di Stato Usa nel tormentato Paese del Corno d’Africa. Il capo della diplomazia americana ha ribadito l’impegno di Washington per sostenere la transizione democratica somala e la lotta contro il terrorismo islamico: “Faremo tutto il possibile per aiutare la Somalia a raggiungere la sicurezza, la prosperita’ e la pace che merita”, ha promesso. “Piu’ di 20 anni fa gli Stati Uniti furono costretti a ritirarsi dal vostro Paese”, ha ricordato Kerry alludendo alla battaglia di Mogadiscio del 3 ottobre 1993, nota come ‘Black Hawk Down’, in cui due elicotteri americani vennero abbattuti e 18 soldati Usa persero la vita. Un incidente che convinse l’allora presidente Bill Clinton a richiamare le forze americane. “Ora ritorniamo, in collaborazione con la comunita’ internazionale e con grandi speranza ma anche perduranti preoccupazioni”, ha aggiunto. Kerry e’ arrivato intorno a mezzogiorno ed e’ stato accolto dal presidente somalo, Hassan Sheikh Mohamud, nella zona superfortificata dell’aeroporto di Mogadiscio, da cui non e’ uscito per motivi di sicurezza. “Sono felice di essere qui. Ha atteso a lungo?”, ha chiesto al presidente. “Spero di no”. “Valeva la pena di attendere”, ha replicato Mohamud. Nel suo blitz a sorpresa, il numero uno della diplomazia Usa ha incontrato anche il premier somalo, Omar Abdirashid Ali Sharmake, e alcuni leader regionali, oltre che esponenti della societa’ civile. All’ordine del giorno, innanzitutto, la lotta contro gli islamisti al Shebaab, che di recente hanno colpito anche il vicino Kenya con il massacro nell’universita’ di Garissa. E il rinnovato appoggio che l’Amministrazione intende mettere in campo per la ricostruzione della Somalia come Paese politicamente stabile e sicuro. “Sono ritornato oggi in Somalia perche’ il vostro Paese riprenda in mano il proprio destino”, ha, non a caso, affermato in un video messaggio al popolo somalo diffuso dal dipartimento di Stato al termine della visita. Proprio in merito alla sicurezza, il segretario Usa ha espresso un preciso proposito: “la prossima volta che vengo, dovremo poter fare una passeggiata in centro”. “Il centro di Mogadiscio e’ molto diverso rispetto a due anni fa”, ha subito, pero’, controbattuto il presidente Mohamud. “Le strade sono meno accidentate e abbiamo anche ingorghi di traffico”. “Ingorghi! Allora state diventando davvero normali”, ha scherzato Kerry. Certo e’ che la visita del capo della diplomazia Usa e’ da considerarsi un evento “storico”, come sottolineato da un alto funzionario del Dipartimento di Stato, secondo cui l’arrivo di Kerry a Mogadiscio e’ “un forte segnale al popolo somalo del nostro impegno”. “Fara’ capire agli shebaab che non voltiamo le spalle al popolo somalo e che continueremo a impegnarci finche’ non li avremo sconfitti”. .

(AGI) – Roma, 5 mag. – E’ operativo da questa mattina alle 9 il Posto medico avanzato-Pma italiano inviato dal Dipartimento della protezione civile a Satbise, nel distretto di Nuwakot, a 90 km da Kathmandu, per prestare soccorso e assistenza alla popolazione locale duramente colpita dal terremoto. Nella zona assegnata e’ presente una tendopoli spontanea di circa 300 persone e la struttura sanitaria e’ al servizio di tutta la popolazione dell’area. Nel corso di questa mattina sono stati visitati 171 pazienti, soprattutto donne e bambini. Al lavoro un team sanitario di 26 persone, appartenente al Gruppo Chirurgia d’Urgenza dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, composto da medici di pronto soccorso, chirurghi, anestesisti, ortopedici e pediatri, specializzato per interventi in contesti di crisi. Il Pma e’ costituito da cinque tende, un gazebo per il triage e le aree di servizio per il personale, materiale tecnico d’intervento e un container contenente 12 tende autostabili. Comprende un’area per la stabilizzazione dei feriti e il pronto soccorso, barelle per l’attesa, attrezzature per radiografie ed ecografie, consulenza trattamento ortopedico, sala operatoria e una zona di attesa per il trasferimento dei degenti in altri ospedali. Nel frattempo e’ atterrato a Kathmandu un altro gruppo di intervento composto da un funzionario del Dipartimento, un rappresentante del ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale e da due operatori della Provincia autonoma di Trento, per supportare le autorita’ nepalesi nella valutazione delle azioni da intraprendere in zone impervie per l’assistenza alla popolazione e per il rimpatrio dei cittadini stranieri. Prosegue anche il lavoro delle due squadre di vigili del fuoco, impegnate nella valutazione dei danni strutturali su edifici ritenuti rilevanti dal Local Emergency Management e nell’assistenza al team di chirurgia d’urgenza di Pisa. Ispezionate varie zone nell’area urbana di Kathmandu e alcuni siti storici, come quelli di Sojan Goth Temple, Sundhara Temple, che risultano totalmente distrutti. Su mandato delle Nazioni Unite, infine, sono in corso le verifiche della stabilita’ strutturale degli edifici destinati alle organizzazioni internazionali e governative. (AGI)

(AGI) – Londra, 5 mag. – Dopo l’annuncio del nome della Royal Girl di casa Windsor, ora il rebus riguarda il cognome della piccola, venuta alla luce sabato scorso. Lunedi’ e’ stato comunicato il titolo completo della secondogenita di William e Kate, “Her Royal Highness Princess Charlotte of Cambridge”. “Sua Altezza Reale”, quindi, grazie a una decisione della regina Elisabetta II che nel dicembre 2012 ha consentito a suo nipote William di dare questo appellativo ai suoi eredi. Ma ora gli esperti di genealogia del Regno Unito sono di fronte a un dilemma su quale dovrebbe essere il cognome di Charlotte Elizabeth Diana. E’ sicuramente una Windsor grazie al nonno Carlo, il principe del Galles. Discende tuttavia anche dagli Spencer, grazie appunto a Lady Diana, una famiglia che annovera i conti Spencer, i conti di Sunderland e i duchi di Marlborough. Infine, grazie a suo bisnonno, marito della regina e duca di Edimburgo, la neonata principessa ha il sangue del casato degli Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glucksburg, re di Grecia, Danimarca e Norvegia. Poi, chiaramente, a questo va aggiunto il vero cognome di William, che come quello di Harry e’ “Wales”, dal casato reale di appartenenza del principe Carlo. – Va sottolineato comunque che, per le norme della monarchia britannica, i reali non sono obbligati ad avere un cognome e anzi questa consuetudine e’ iniziata solo nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, per iniziativa di re Giorgio V, nonno dell’attuale sovrana, che decise appunto di dare alla famiglia l’altisonante cognome “Windsor”, derivato dal castello che per secoli fu la principale residenza dei monarchi.

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La scelta del re fu anche per dare ai membri della casa reale sembianze piu’ “umane”, dopo che per secoli erano stati trattati alla stregua di divinita’. Il tutto chiaramente si complica quando si considera che fra i cognomi di Carlo c’e’ anche quello della nonna paterna, madre del principe Filippo e duca di Edimburgo, un ancora piu’ altisonante “Mountbatten”, cognome che in teoria dovrebbe essere anche nel titolo reale di William. Ecco, cosi’, quello che secondo la genealogia ricostruita dalla stampa britannica dovrebbe essere il vero titolo completo della nuova Royal Baby: “Her Royal Highness Charlotte Elizabeth Diana Mountbatten-Windsor of Cambridge”. E pensare che nei giorni scorsi c’era chi sperava in un semplice “Diana”, come sua nonna, la principessa piu’ amata – e odiata – della storia della casa reale, un’icona di semplicita’ ma anche di maestosita’ conosciuta a tutti, in modo sintetico ma efficace, come “Lady D”. (AGI)

(AGI) – Dubai (emirati Arabi Uniti), 5 mag. – Il governo iracheno, anche lui come tutti i produttori di greggio messo alle strette dal calo dei corsi petroliferi, ha chiesto un aiuto urgente al Fondo Monetario Internazionale che potrebbe concedere “entro poche settimane” un prestito di circa 800 milioni di dollari. Lo riferisce Masood Ahmed, direttore del Fondo per Medio Oriente e Asia Centrale. Baghdad ha previsto per quest’anno un pesantissimo buco di bilancio di 25 miliardi di dollari su un budget totale di 100 miliardi. L’aiuto dall’Fmi rappresenterebbe per l’Iraq una boccata di ossigeno rispetto alle pressioni degli investitori e rafforzerebbe le chance di Baghdad di riuscire ad emettere titoli per 5 miliardi di dollari, la prima operazione sul mercato del debito in 9 anni. “Le squadre (irachene e del fondo) affronteranno la vicenda nelle prossime settimane e speriamo di raggiungere una soluzione relativamente presto” Ahmed ha spiegato che lo strumento usato sara’ quello del Rapid Financing Instrument (RFI), un sistema di intervento rapido creato dall’Fmi, che prevede una restituzione dei fondi nell’arco di 3/4 anni. (AGI) .

(AGI) – Beirut, 5 mag. – L’Isis ha rivendicato l’attentato contro il raduno anti-islamico alla periferia di Dallas, in Texas, in un messaggio trasmesso sulla radio ufficiale. “Due soldati del Califfato hanno eseguito un attacco contro un’esposizione di caricature del profeta a Garland, Texas, Stati Uniti”, ha annunciato lo Stato islamico nel messaggio. I due terroristi sono stati uccisi dopo aver tentato di attaccare a colpi di armi automatiche un convegno islamofobo al quale partecipava, tra gli altri, l’ultraconservatore populista olandese, Geert Wilders. (AGI)

(AGI) – Kathmandu, 5 mag. – E’ arrivato a 7.557 morti e 14.536 feriti il bilancio del terremoto in Nepal del 25 aprile. Il governo di Kathmandu ha reso noto che la distribuzione degli aiuti e’ in via di intensificazione e vi partecipano 131.500 tra militari e poliziotti, coadiuvati da un centinaio di team stranieri. “La situazione si sta normalizzando perche’ sono state raggiunte anche le aree piu’ colpite”, ha rassicurato un portavoce del ministero dell’Interno, Laxmi Prasad Dhakal.

Tra i settori colpiti c’e’ anche quello scolastico. Il Dipartimento per l’Istruzione ha riferito che il sisma ha distrutto 668 scuole e ne ha danneggiate 2.228 che dovranno superare i collaudi prima di poter riaprire le porte per la ripresa delle lezioni. Il sisma ha creato problemi per gli istituti scolastici di 36 distretti del Paese su un totale di 75. (AGI) .

(AGI) – Oaxaca (Messico), 5 mag. – Il cadavere di un giornalista di una radio messicana e’ stato ritrovato crivellato di colpi nello stato di Oaxaca. Armando Saldana Morales lavorava come reporter per la stazione “La Ke Buena” a Veracruz, uno stato considerato roccaforte dei cartelli della droga. La procura locale ha riferito che il suo corpo, con numerose ferite d’arma da fuoco, e’ stato ritrovato vicino a un pickup bianco senza targa. Secondo Reporter senza frontiere (Rsf), dal 2000 al settembre del 2014 sono stati uccisi in Messico 82 giornalisti. (AGI) .

(AGI) – New York, 5 mag. – E’ caduto dal tapis roulant e ha battuto la testa: e’ morto cosi’, in un resort in Messico, il top manager americano di 47 anni David Goldberg, noto soprattutto per essere il marito della direttrice operativa di Facebook, Sheryl Sandberg. Goldberg era l’ad di SurveyMonkey, uno strumento che permette di realizzare indagini in rete analizzando flussi di dati e che ha un volume d’affari di due miliardi di dollari. L’incidente, avvenuto in una villa del Four Seasons Resort di Punta Mita, risale a venerdi’ scorso. E’ stato il fratello a trovare il manager a terra agonizzante e a farlo portare in ospedale, dove e’ morto. Fra i primi a darne notizia e’ stato Mark Zuckenberg, il fondatore del social network. Goldberg aveva iniziato la carriera come analista nella Silicon Valley ed era approdato a multinazionali come Yahoo. Nel 2004 si era sposato con Sheryl Sandberg che ha sempre detto di dover esser grata al marito per il suo successo. (AGI)

(AGI) – Sydney (Australia), 5 mag. – Una serie di forti scosse di terremoto, da magnitudo 7,5 a 3,1 ha colpito nella notte Papua Nuova Guinea facendo scattare un’allerta tsunami non distruttivo, poi rientrato, per un’area intorno a 300 km dall’epicentro localizzato in mare a 133 km a sud di Kokopo sull’isola di New Britain. La prima scossa si e’ registrata alle 3,44 italiane e l’ultima alle 5,55. Le scosse maggiori sono state avvertite sull’isola ma non hanno creato danni. (AGI)

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