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(AGI) – Bruxelles, 18 mag. – L’Unione europea ha deciso la missione navale per combattere il traffico illegale di migranti. Lo annuncia su Twitter il capo della diplomazia Ue Federica Mogherini, al termine della riunione dei ministri degli esteri e della difesa dei Ventotto.

  Il quartier generale della missione navale dell’Ue sara’ a Roma e il comando sara’ affidato all’ammiraglio italiano Enrico Redendino, ha spiegato l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue. 

I ministri degli Esteri e della Difesa dell’Ue hanno dunque compiuto oggi il primo passo verso la missione navale che dovra’ fermare i trafficanti di essere umani nel Mediterraneo: una missione che prevede il dispiego di mezzi navali e aerei da ricognizione al largo della Libia per ricercare e trarre in salvo i migranti; ma prevede anche operazioni per la cattura e il sequestro dei barconi utilizzati dagli scafisti, se l’Onu dara’ il via libera alla risoluzione che fornira’ il “quadro legale” alle operazioni.

 

  La Francia, la Gran Bretagna, la Germania, la Spagna e ovviamente l’Italia hanno gia’ promesso navi. Polonia e Slovenia impegnerebbero aerei da ricognizione ed elicotteri. L’alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, ha escluso invece operazioni militari in territorio libico.

Per ottenere il mandato Onu, Mogherini e’ stata due volte a New York negli ultimi dieci giorni: per essere pienamente operativa, e’ necessario che il Consiglio di Sicurezza approvi una risoluzione in base al capitolo 7, che fa riferimento all’uso della forza. Piu’ in generale, il capo della diplomazia europea si e’ augurata che i Ventotto consentano all’Ue di essere “efficace”: e’ stata una risposta alla Francia, ultimo Paese -dopo Gran Bretagna, Ungheria e Polonia- a mettere in discussione la questione delle quote di ripartizione dei migranti. Mentre la Spagna ne ha criticato i criteri, affermando che non sono “ne’ giusti ne’ realistici”.

Anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha tenuto a sottolineare che sul principio di condivisione delle responsabilita’ per l’accoglienza non si devono fare “passi indietro”: “Sarebbe francamente molto amaro constatare che quell’iniziativa e quella disponibilita’ a rendere quel problema un problema europeo, e non solo italiano, facesse passi indietro”.

Per il titolare della Farnesina agli impegni “presi e dichiarati dobbiamo ora far corrispondere i fatti” senza “tornare indietro, perche’ l’Europa non farebbe una figura all’altezza dell’Europa”. Intanto, anche se finora non c’e’ stata alcuna richiesta da parte dell’Ue, la Nato ha fatto sapere che e’ “pronta ad aiutare” la missione contro gli scafisti. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, ha anche spronato i Ventotto ad agire anche perche’ -ha detto, rilanciando quello che e’ il timore di molti- sui barconi potrebbero imbarcarsi anche terroristi, confondendosi con i migranti. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 18 mag. – L’Unione europea ha deciso la missione navale per combattere il traffico illegale di migranti. Lo annuncia su Twitter il capo della diplomazia Ue Federica Mogherini, al termine della riunione dei ministri degli esteri e della difesa dei Ventotto. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 18 mag. – I ministri degli Esteri e della Difesa dell’Ue fanno oggi il primo passo verso la missione navale che dovra’ fermare i trafficanti di essere umani nel Mediterraneo: una missione che prevede il dispiego di mezzi navali e aerei da ricognizione al largo della Libia per ricercare e trarre in salvo i migranti; ma prevede anche operazioni per la cattura e il sequestro dei barconi utilizzati dagli scafisti, se l’Onu dara’ il via libera alla risoluzione che fornira’ il “quadro legale” alle operazioni. E’ il primo passo politico cui seguira’, in caso di via libera dal Palazzo di Vetro e dopo la ratifica dei capi di Stato Ue, la designazione del quartier generale della missione, chiamata Eu Navfor Med: a Roma, quasi certamente, sotto la guida dell’ammiraglio italiano, Enrico Credendino. La Francia, la Gran Bretagna, la Germania, la Spagna e ovviamente l’Italia hanno gia’ promesso navi. Polonia e Slovenia impegnerebbero aerei da ricognizione ed elicotteri. L’alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, ha escluso invece operazioni militari in territorio libico. Per ottenere il mandato Onu, Mogherini e’ stata due volte a New York negli ultimi dieci giorni: per essere pienamente operativa, e’ necessario che il Consiglio di Sicurezza approvi una risoluzione in base al capitolo 7, che fa riferimento all’uso della forza. Piu’ in generale, il capo della diplomazia europea si e’ augurata che i Ventotto consentano all’Ue di essere “efficace”: e’ stata una risposta alla Francia, ultimo Paese -dopo Gran Bretagna, Ungheria e Polonia- a mettere in discussione la questione delle quote di ripartizione dei migranti. Mentre la Spagna ne ha criticato i criteri, affermando che non sono “ne’ giusti ne’ realistici”. Anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha tenuto a sottolineare che sul principio di condivisione delle responsabilita’ per l’accoglienza non si devono fare “passi indietro”: “Sarebbe francamente molto amaro constatare che quell’iniziativa e quella disponibilita’ a rendere quel problema un problema europeo, e non solo italiano, facesse passi indietro”. Per il titolare della Farnesina agli impegni “presi e dichiarati dobbiamo ora far corrispondere i fatti” senza “tornare indietro, perche’ l’Europa non farebbe una figura all’altezza dell’Europa”. Intanto, anche se finora non c’e’ stata alcuna richiesta da parte dell’Ue, la Nato ha fatto sapere che e’ “pronta ad aiutare” la missione contro gli scafisti. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, ha anche spronato i Ventotto ad agire anche perche’ -ha detto, rilanciando quello che e’ il timore di molti- sui barconi potrebbero imbarcarsi anche terroristi, confondendosi con i migranti. (AGI)

(AGI) – Bruxelles, 18 mag. – I ministri degli Esteri e della Difesa dell’Ue fanno oggi il primo passo verso la missione navale che dovra’ fermare i trafficanti di essere umani nel Mediterraneo: una missione che prevede il dispiego di mezzi navali e aerei da ricognizione europei al largo della Libia per ricercare e trarre in salvo i migranti; ma prevede anche operazioni per la cattura e il sequestro dei barconi utilizzati dagli scafisti, se l’Onu dara’ il via libera alla risoluzione che fornira’ il “quadro legale” alle operazioni. E’ il primo passo politico cui seguira’, in caso di via libera dal Palazzo di Vetro e dopo la ratifica dei capi di Stato Ue, la designazione del quartier generale della missione, chiamata Eu Navfor Med: a Roma, quasi certamente, sotto la guida dell’ammiraglio italiano, Enrico Credendino. La Francia, la Gran Bretagna, la Germania, la Spagna e ovviamente l’Italia hanno gia’ promesso navi. Polonia e Slovenia impegnerebbero aerei da ricognizione ed elicotteri.

L’alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, ha escluso invece operazioni militari in territorio libico. Per ottenere il mandato Onu, Mogherini e’ stata due volte a New York negli ultimi dieci giorni: per essere pienamente operativa, e’ necessario che il Consiglio di Sicurezza approvi una risoluzione in base al capitolo 7, che fa riferimento all’uso della forza. Piu’ in generale, il capo della diplomazia europea si e’ augurata che i Ventotto consentano all’Ue di essere “efficace”: e’ stata una risposta alla Francia, ultimo Paese -dopo Gran Bretagna, Ungheria e Polonia- a mettere n discussione la questione delle quote di ripartizione dei migranti. “E’ chiaro -ha aggiunto- che la condivisione della responsabilita’ e cosa facciamo delle persone che salviamo e’ parte integrante della strategia complessiva”. Anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha tenuto a sottolineare che sul principio di condivisione delle responsabilita’ per l’accoglienza non si devono fare “passi indietro”: “Sarebbe francamente molto amaro constatare che quell’iniziativa e quella disponibilita’ a rendere quel problema un problema europeo, e non solo italiano, facesse passi indietro”. Per il titolare della Farnesina agli impegni “presi e dichiarati dobbiamo ora far corrispondere i fatti” senza “tornare indietro, perche’ l’Europa non farebbe una figura all’altezza dell’Europa”. Intanto, anche se finora non c’e’ stata alcuna richiesta da parte dell’Ue, la Nato ha fatto sapere che e’ “pronta ad aiutare” la missione contro gli scafisti. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, ha anche spronato i Ventotto ad agire anche perche’ -ha detto, rilanciando quello che e’ il timore di molti- sui barconi potrebbero imbarcarsi anche terroristi, confondendosi con i migranti. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 18 mag. – I ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventotto si apprestano oggi a dare il loro via libero “politico e formale” alla missione navale contro i trafficanti di migranti. E’ quanto si aspetta l’alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, dal Consiglio di oggi. Dopo aver gia’ affrontato “l’aspetto del salvataggio in mare, rafforzando Triton, e della condivisione della responsabilita’ dell’accoglienza, con l’agenda sull’immigrazione presentata dalla Commissione la scorsa settimana, oggi possiamo completare il quadro con la decisione di stabilire l’operazione navale”, ha spiegato prima della riunione. In questo modo, sara’ possibile “nelle prossime settimane di completare la pianificazione e poi mi auguro che lanceremo l’operazione gia’ a giugno”.

 La decisione di oggi, ha precisato Mogherini, comprende “l’indicazione sul quartier generale e sul comando” mentre “tutta la fase di pianificazione nel dettaglio, compresa anche l’area su cui operazione vertera’, saranno oggetto di una successiva pianificazione”. Oggi i ministri chiederanno alle istituzioni “di lavorare nelle prossime settimane velocemente, cosi’ come abbiamo lavorato in queste settimane, a una velocita’ record per le strutture europee, anche alla pianificazione nel dettaglio”. E’ chiaro, ha aggiunto, “che noi cerchiamo una piena legittimita’ internazionale: puo’ avvenire con la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. A New York, dove il capo della diplomazia Ue e’ stata “due volte negli ultimi dieci giorni”, Mogherini non ha “trovato maggiori resistenze politiche all’ipotesi di una risoluzione”, “anche secondo il capitolo 7”, ma “tutto il lavoro sulla stesura della risoluzione stessa e’ ancora da finalizzare”. L’Ue, ha ricordato, “non siede al Consiglio di sicurezza ma stiamo coordinando il lavoro degli stati membri che ne fanno parte”: anche questo, ha sottolineato, “da’ gia’ il senso di una dimensione europea dell’azione politica nuova nello scenario internazionale, che ci da’ forza e legittimita’”.

(AGI)

(AGI) – Washington, 18 mag. – Un marine e altri 21 sono rimasti feriti nell’atterraggio di emergenza di un velivolo militare alle Hawai. Lo ha reso noto il Corpo dei Marines. Il mezzo, un MV-22 Osprey a rotori basculanti, capace di atterrare e decollare come un elicottero ma dotato di ali, in fotografie pubblicate dai media americani appare in fiamme che sprigionano una densa colonna di fumo nero. L’unita’ era impegnata in una esercitazione di routine, ha detto il capitano Brian Block in un comunicato. I marines coinvolti erano giunti alle Hawai da San Diego il 10 maggio scorso, per una missione di 7 mesi in zone di competenza del Comando centrale e del Pacifico delle forze armate statunitensi. Sulle cause dell’incidente sono in corso indagini. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 18 mag. – La “forza e credibilita’” dell’Europa “nello scenario internazionale” sulla questione della gestione dell’immigrazione dipende anche “dall’assunzione, per la prima volta, della responsabilita’ sulla condivisione dell’accoglienza”. Come ha sottolineato il capo della diplomazia europea Federica Mogherini, assieme alla decisione sulla forza navale, che i ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 prenderanno oggi, “sono due facce della stessa medaglia, che si devono tenere anche nelle prossime settimane”. Mogherini ha ricordato che “oggi siamo qui per la prima volta dal 2012 in formato ministri degli Esteri e della Difesa per tradurre, a meno di un mese dal Consiglio europeo straordinario del 23 aprile, i minuti di silenzio in azioni concrete ed europee”. .

(AGI) – Washington, 18 mag. – L’ultima bravata e’ costata cara a Dean Potter, uno tra i piu’ conosciuti pionieri americani degli sport estremi: si e’ lanciato con la tuta alare da un promontorio, Taft Poin, che si affaccia sulla Yosemite Valley. E si e’ schiantato a terra. Con lui e’ morto un altro noto BASE jumper, Graham Hunt. La coppia si e’ lanciata sabato pomeriggio, probabilmente per evitare i controlli dei rangers, visto che la pratica e’ vietata in tutti i parchi naturali americani. Il BASE jumping e’ uno sport estremo che consiste nel lanciarsi da una struttura fissa o da una scogliera (BASE e’ l’acronimo di Building, edifici, Antennas, torri abbandonate, Span ponti ed Earth terra): il paracadute viene aperto dopo essersi lasciati cadere a lungo e solo la tuta alare diminuisce un po’ il rischio. Non vedendoli tornare, qualcuno ha lanciato l’allarme e le squadre di soccorso li hanno cercati fino a tarda notte; ma i corpi sono stati individuati solo domenica da un elicottero. Il paracadute non si era aperto. Potter e Hunt, che vivevano vicino a Yosemite, erano molto conosciuti nella comunita’ degli amanti degli sport estremi. Spirito libero, Dean aveva la passione di spingersi oltre il limite di cio’ che e’ possibile. Era l’unico al mondo ad eccellere in tre discipline: BASE jumping, arrampicate in solitaria e anche le camminate funamboliche su una corda di nylon, tesa tra i canyon piu’ spettacolari del mondo, a centinaia di metri dal suolo; il tutto senza cavi di collegamento o dotazioni di sicurezza. Spesso, ma non stavolta, era accompagnato nelle sue imprese dalla fidanzata, Jennifer Rapp, e dal suo cane, Whisper. Di recente aveva scatenato le ire degli animalisti la sua decisione di portare in una delle sue imprese il cagnolino: infilato nello zaino issato in spalla, Whisper aveva provato il brivido del BASE jumping. Quando era arrivato a terra aveva fatto le feste al padrone, ma c’e’ chi giura che non gli fosse piaciuto. (AGI) .

(AGI) – Baghdad, 18 mag. – L’Isis ha rivendicato in un comunicato di aver conquistato il pieno controllo della citta’ di Ramadi, capoluogo della provincia di Anbar nell’Iraq occidentali, a circa 300 chilometri da Baghdad, e di aver ucciso decine di “apostati”, termine con cui gli islamisti si riferiscono agli uomini delle forze di sicurezza irachene. Benche’ Ramadi sia a maggioranza sunnita, il premiere iracheno Haider al-Abadi aveva autorizzato l’impiego di milizie sciite nel tentativo di respingere i jihadist: una mossa estrema da cui si era finora astenuto nel timore che cio’ provocasse violenze interreligiose. Sotto l’offensiva dei miliziani dell’Isis, penetrati in uno degli ultimi quartieri della citta’ che ancora resistevano, le forze governative hanno abbandonato una base chiave. Un ufficiale che si stava ritirando dalla base, ha riferito che i combattenti dell’Isis con altoparlanti invitavano le truppe ad abbandonare le armi promettendo in cambio clemenza. “La maggioranza dei soldati si sono ritirati dal nostro quartier generale e i miliziani islamici sono riusciti a sfondare dalla porta Sud”, ha affermato l’ufficiale. “Stiamo ripiegando a ovest, verso una zona sicura”, ha aggiunto. Senza confermare esplicitamente la rivendicazione dello Stato Islamico, la portavoce del Pentagono Elissa Smith ha detto che “Ramadi e’ stata contesa dall’estate scorsa e l’Isis e’ adesso in vantaggio. Secondo La portavoce, la perdita della citta’ non significherebbe che l’intera campagna militare in Iraq volge in favore dell’Isis, ma ha riconosciuto che lo Stato Islamico ne riceverebbe “una spinta propagandistica”. “Cio’ significa soltanto che la coalizione dovra’ appoggiare le forze irachene per riprenderla in seguito”, ha affermato Smith. (AGI) .

(AGI) – Tunisi, 18 mag. – Le milizie Alba della Libia hanno sequestrato 172 cittadini tunisini che si trovavano nel quartiere di Salahuddin a Tripoli. Lo ha annunciato la radio tunisina Mosaique Fm. Il sequestro e’ una riposta al fermo cui e’ stato sottoposto un alto esponente delle milizie domenica, al suo arrivo all’aeroporto di Tunisi. Il console tunisino in Libia, Ibrahim al Razqi, ha assicurato che “i connazionali sequestrati non hanno subito alcuna violenza” e che le autorita’ di Tunisi seguiranno con attenzione la vicenda fino a quando tutti i tunisini in mano alle milizie libiche non saranno stati liberati. Il capo delle forze armate libiche, il generale Khalifa Haftar, ha annunciato che “la fine delle operazioni militari a Bengasi e’ vicina” e che “presto” annuncera’ “la liberazione della citta’”. In un discorso televisivo trasmesso domenica sera da diverse emittenti libiche, Haftar ha spiegato che “le forze armate continueranno a combattere fino a quando non saranno state liberate anche le altre citta’ come Derna, Ajdabya, Nawafilia, Sirte, Sebrata e le altre controllate dai terroristi”. Il generale ha lodato il ruolo giocato da alcuni paesi arabi come Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita al fianco della Libia. Il messaggio alla nazione di Haftar e’ giunto nel primo anniversario dell’inizio dell’operazione Karama per la liberazione di Bengasi dalle milizie di Ansar al Sharia.(AGI) .

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