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(AGI) – New Delhi, 12 mag. – Orrore in India: due bambini sono stati bruciati vivi da un uomo che non era riuscito nell’intento di stuprare la zia. E’ accaduto in un villaggio dello stato di Ghusidih, nel distretto di Durg, nello Stato di Chhattisgarh, in India centrale. Secondo la polizia, l’uomo ha tentato di stuprare la 22enne, che si era sposata appena un mese fa ed era andata a vivere a casa del cognato: ha fatto irruzione nella casa, ma la giovane sposa ha opposto resistenza. E di fronte al suo rifiuto, ha cosparso di kerosene i ragazzini che erano in casa – un bimbo, Mohan, di 3 anni, e la sorellina, Bhuvneshwari, di 6 anni- e ha dato loro fuoco. L’uomo e’ poi riuscito a dileguarsi. La polizia lo sta cercando e ha costituito una squadra speciale per rintracciarlo. .

(AGI) – New Delhi, 12 mag. – Un nuovo terremoto di 7,4 gradi sulla scala Richter ha fatto tremare il Nepal, con epicentro a nord-est di Kathmandu, la zona piu’ colpita dal sisma dello scorso 25 aprile. Lo ha reso noto il Servizio geologico degli Stati Uniti, precisando che il movimento tellurico e’ stato registrato a 18,5km di profondita’. Secondo il ministero dell’Interno, il movimento tellurico ha avuto come epicentro la zona tra Dolakha e Sindhupalchowk, quest’ultima l’area dove ci sono stati oltre un terzo degli oltre 8mila morti registrati finora come conseguenza del precedente sisma. (AGI)

(AGI) – CdV, 12 mag. – Papa Francesco si tratterra’ a Cuba dal 19 al 22 settembre. Lo comunica la Conferenza Episcopale Cubana che indica le tappe della visita: L’Avana, Holguin, il Santuario della Madonna del Cobre e Santiago di Cuba. Francesco proseguira’ poi alla volta degli Stati Uniti dove visitera’ Washington, New York e Filadelfia, rientrando in Italia il 28 settembre. (AGI)

(AGI) – Giacarta, 12 mag. – La piaga dei trafficanti di disperati non e’ un’esclusiva del Mediterraneo, anche se nel resto del mondo l’approccio e’ diverso. La Marina indonesiana ha infatti si’ soccorso in mare almeno 400 migranti in fuga da Myanmar e Bangladesh ma si sono limitati a rifornire di carburante il battello a bordo del quale si trovavano per poi trainarlo al di fuori delle acque nazionali, a largo delle coste di Aceh, una delle isole dello sterminato arcipelago. “E’ stato trainato fuori dal territorio indonesiano”, ha spiegato il portavoce della Marina di Giacarta, Manahan Simorangkir, aggiungendo: “Abbiamo dato loro carburante e abbiamo chiesto loro di procedere (oltre). Non li abbiamo obbligati a proseguire verso la Malaysia o l’Australia. Questo non e’ affar nostro. Noi dobbiamo invece impedire che entrino in Indonesia perche’ non e’ la loro destinazione finale”. (AGI) .

(AGI) – New York, 12 mag. – E’ andata oltre le attese l’asta da Christie’s a New York dove un quadro di Pablo Picasso “Les femmes d’Alger (Version ‘O’) e’ stato aggiudicato a 179,3 milioni di dollari (160,8 di euro), segnando il nuovo record assoluto per un’opera d’arte venduta all’asta, battendo il precedente picco toccato raggiunto a novembre del 2013 dal ‘trittico’ “Three studies of Lucian Freud”, fermatosi a 142,4 milioni di dollari.

Picasso e Giacometti, star da record dell’arte

Anche in quel caso la casa d’aste battitrice fu Christie’s. In teoria altre due opere sarebbero state vendute ad un prezzo maggiore, ma non in aste pubbliche e quindi le cifre non sono mai state certificate. Si tratta di un quadro di Paul Gauguin, “Nafea faa ipoipo (“Quando ti sposi?” in haitiano)” acquisito privatamente dalla famiglia del collezionista Rudolf Staechelin, dal museo della casa dell’emiro del Qatar, gli al Khalifa, si dice per una somma vicina ai 300 milioni di dollari. Nel 2011 sempre l’emirato di Doha si aggiudico’ privatamente “I giocatori di carte” di Paul Cezanne per oltre 259 milioni di dollari. La cifra esatta cui l’opera e’ stata venduta, dopo 11 minuti di offerte e rilanci al cardiopalma ad opera di collezionisti collegati al telefono e non presenti in sala, e’ 179.365.000 dollari. La stima iniziale era di 140 milioni. L’opera era una degli ultimi capolavori del pittore spagnola ancora in mani private. Ne esistono 15 versioni prodotte e quella venduta stasera (appunto la “Version O”) e’ del 1955. Peraltro e’ cubisticamente ispirata ad un altro quadro, “Donne di Algeri nei loro appartamenti” del capostipite della scuola romantica francese, Eugene Delacroix del 1834 e conservata al Louvre. Davvero una notte da record a New York. Subito dopo Picasso e’ stata la volta della statua “L’homme au doigt” dello scultore svizzero Alberto Giacometti, ad abbattere ogni precedente.

 

Il bronzo alto 1,77 metri ha spuntato la somma piu’ alta spesa per una scultura: 141,2 milioni di dollari. Il precedente record era sempre di un’altra opera di Giacometti “L’homme qui marche I”, battuta a 103,9 milioni di dollari nel 2010 a Londra dalla rivale Sotheby’s. L’opera venne prodotta in sei esemplari da Giacometti nel 1947. Ad aumentare il valore di quella aggiudicata al’asta ieri sera a New York (oltre al fatto che le altre sono in musei o collezioni private) il fatto che sia stata dipinta a mano dallo scultore per intensificarne l’impatto visivo. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Osama Bin Laden fu ‘venduto’ alla Cia da uno 007 pakistano, che rivelo’ la posizione del suo nascondiglio in cambio di 25 milioni di dollari. I servizi segreti di Islamabad, del resto, tenevano lo ‘Sceicco di al Qaeda’ prigioniero fin dal 2006 e collaborarono al raid dei Navy Seals in cui trovo’ la morte. Non solo: il corpo del superterrorista non fu affatto sepolto in mare ma i suoi resti vennero gettati dall’elicottero sulle montagne afghane.

Casa Bianca respinge ruolo Pakistan in blitz

Con un articolo ‘bomba’ pubblicato sulla London Review of Books, il giornalista e premio Pulitzer, Seymour Hersh, accusa Barack Obama di aver mentito agli americani sull’operazione del secolo, l’uccisione di Bin Laden. E smentisce punto dopo punto quelle che definisce come le “menzogne” del presidente Usa sulla missione del 2011 che – a suo dire – e’ stata “il fattore principale della sua rielezione” alla Casa Bianca. Secondo Hersh, innanzitutto, non e’ vero che il raid fu un ‘affare’ completamente americano, progettato e portato a termine senza informare i pakistani. Al contrario il generale Ashfaq Parvez Kayani, capo di Stato maggiore dell’esercito, e Ahmed Shuja Pasha, numero uno dell’Isi, sapevano e collaborarono, consentendo ai due elicotteri Usa di varcare lo spazio aereo nazionale in tutta tranquillita’.

Bin Laden, del resto, prosegue il giornalista, era in mano ai servizi di Islamabad almeno dal 2006; tenuto di fatto prigioniero nel compound di Abbottabad. Hersh – che ha raccolto la maggior parte delle sue informazioni da una singola fonte dell’intelligence Usa – smentisce anche la vulgata ufficiale secondo cui la Cia scovo’ il superterrorista grazie a un corriere di al Qaeda. La soffiata, scrive, arrivo’ da un ex ufficiale dell’intelligence pakistana che, in cambio, intasco’ quasi tutta la taglia sulla testa di bin Laden: ben 25 milioni di dollari. Falso anche – secondo il premio Pulitzer – che i Navy Seals spararono perche’ bin Laden oppose resistenza. Il commando aveva licenza di uccidere; per questo “entro’ e lo cancello'”, ha raccontato la fonte a Hersh.

Nemmeno la storia della sepoltura in mare e’ verosimile, secondo il reporter. Stando alle sue fonti, i suoi resti – i Seals si vantavano di averlo fatto a pezzi – vennero gettati dall’elicottero sulle montagne Hindu Kush durante il viaggio di ritorno. Anche l’importanza di Bin Laden sul piano operativo fu sapientemente gonfiata con notizie create ad arte. In realta’, accusa Hersh, l’uomo era praticamente un terrorista in pensione. “La Casa Bianca doveva dare l’impressione che Bin Laden fosse ancora importante dal punto di vista operativo. Altrimenti perche’ ammazzarlo?”, ha rivelato la fonte. “La storia della Casa Bianca potrebbe essere stata scritta da Lewis Carroll”, l’autore di ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’, denuncia il giornalista, che attualmente scrive per il New Yorker.

Hersh nell’aprile 2014 aveva gia’ attaccato Obama per aver tradito l’impegno a intervenire in Siria nel caso di attacchi chimici e lo aveva accusato di mentire sulle responsabilita’ dell’impiego del sarin. Era diventato famoso per la sua inchiesta sul massacro di My Lai durante la Guerra del Vietnam, per la quale ricevette il Premio Pulitzer nel 1970. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 mag. – L’emergenza immigrazione “non solo e’ un’emergenza umanitaria, ma anche una crisi di sicurezza e noi siamo qui per agire e per agire subito”, perche’ “per noi e’ un dovere morale”. L‘Alto rappresentante per la politica Estera e di Sicurezza europea, Federica Mogherini, parlando davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu nella prospettiva di una risoluzione che dia il via al piano elaborato dalla Ue che comprende anche missioni contro gli scafisti, i trafficanti e le loro imbarcazioni, ha sottolineato che siamo di fronte ad una crisi “eccezionale”, che necessita di “una risposta eccezionale, immediata e coordinata”.

Intervistato dalla Cnn anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha spiegato che la risoluzione Onu “fornirebbe una cornice di legalita’ internazionale per poter condurre operazioni mirate all’identificazione e distruzione delle imbarcazioni dei trafficanti di migranti prima che queste ultime partano”.

Mattarella, “Europa faccia presto”

Mogherini ha illustrato a Palazzo di Vetro la bozza del piano di azione dell’Europa che prevede quattro punti principali:

aiuti ai paesi di origine e di transito dei migranti;

controlli alle frontiere in Libia e nei paesi confinanti;

missioni contro i trafficanti di esseri umani e gli scafisti;

suddivisione dei profughi attraverso un meccanismo di quote tra i Paesi dell’Unione.

Da Madrid, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha affermato che “siamo in attesa di una risoluzione delle Nazioni Unite, per poi ascoltare i libici”, perche’, ha precisato, “occorre il loro consenso all’ipotesi di una guida italiana di una missione internazionale in Libia. “Quando ci sara’ una decisione dell’Onu e quando la Libia avra’ trovato una condizione che la faccia uscire da questo stato di mancanza di autorita’, l’Italia sara’ pronta ad aiutare”, ha assicurato il capo dello Stato.

Intanto sale la tensione tra il governo libico di Abdullah Al Thani, riconosciuto dalla comunita’ internazionale, e la Turchia che sostiene l’esecutivo islamista di Tripoli, dopo che un mercantile turco e’ stato attaccato dall’esercito libico davanti alle coste di Tobruk. Nel raid e’ morto il terzo ufficiale della nave e altri membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. L’esercito, guidato dal generale Khalifa Haftar, ha confermato di aver bombardato il cargo “diretto a Derna” che avrebbe violato l’ordine dei militari di non avvicinarsi alla citta’ in parte controllata da milizie affiliate all’Isis.

Mogherini ha dichiarato che il Consiglio di Sicurezza “condivide il senso di urgenza”. “Bisogna essere sicuri che i barconi non vengano piu’ usati” ha ammonito l’Alto rappresentante Ue, assicurando che le prime decisioni in materia di sicurezza e politica estera contro i trafficanti saranno prese lunedi’ 18 maggio al Consiglio europeo. “L’Unione europea – ha detto – e’ pronta a fare la propria parte e ad assumersi le proprie responsabilita’, anche se non e’ sempre stato cosi’. L’Ue puo’ fare molto, faremo molto, ma non lo faremo da soli. Vogliamo lavorare con l’Onu sul mandato di una operazione navale per fermare il traffico illegale di migranti”.

Quanto ai tempi per l’approvazione della risoluzione preparata dall’Italia e presentata dalla Gran Bretagna, secondo Gentiloni ci vorra’ una decina di giorni per capire se, oltre all’appoggio che gia’ c’e’ da parte di Francia, Gran Bretagna, Spagna e Lituania, si potra’ contare anche su quello degli altri undici membri. La Russia, per ora, non ha vincolato il suo si’ alla questione delle sanzioni, lasciando aperta la strada dell’ottimismo. Intervenendo nella trasmissione della Cnn condotta da Christiane Amanpour, Gentiloni ha spiegato che la risoluzione “fornirebbe una cornice di legalita’ internazionale per poter condurre operazioni mirate all’identificazione e distruzione delle imbarcazioni dei trafficanti di migranti prima che queste ultime partano”. Ma, ha precisato, sarebbe folle immaginare di distruggere i barcono quando sono gia’ in mare carichi di migranti, bisogna fermarli prima.

Dalla Libia pero’ arrivano parola dure contro il piano Ue. L’inviato di Tripoli alle Nazioni Unite, Ibrahim Dabbashi, ha sottolineato che “l governo libico non e’ stato consultato dall’Unione europea, ci hanno lasciato all’oscuro delle loro intenzioni e del tipo di azioni militari che stanno per prendere nelle nostre acque territoriali”. In particolare, ha rilevato l’inviato di Tripoli, non e’ chiaro come i servizi di soccorso marittimo dell’Ue dovranno distinguere le barche dei pescatori dalle navi dei trafficanti. (AGI)

(AGI) – Washington, 11 mag. – La Casa Bianca ha smentito categoricamente che il Pakistan abbia avuto un ruolo nella cattura di Osama bin Laden, secondo quanto affermato dal giornalista e premio Pulitzer Seymour Hersh. Nel suo articolo ‘bomba’ pubblicato sulla London Review of Books, Hersh sostiene che lo Sceicco di al Qaeda fu ‘venduto’ da uno 007 pachistano, il quale rivelo’ il suo nascondiglio in cambio di 25 milioni di dollari e i servizi segreti di Islamabad avevano imprigionato bin Laden dal 2006. L’operazione che porto’ alla morte della mente che ideo’ l’attentato dell’11 settembre 2001 “e’ stata, in tutto e per tutto un’operazione statunitense”, ha affermato Edward Price, un portavoce della Casa Bianca. “L’idea che la missione non fu unilaterale e’ palesemente falsa”, ha aggiunto sottolineando che i dettagli dell’operazione erano disponibili a una “piccola cerchia di funzionari degli Stati Uniti”. Non solo: “il presidente decise subito di non informare alcun governo, tra cui il Pakistan, avvisato solo dopo raid avvenuto”. Il blitz di Abbottabad a opera dei Navy Seals suscito’ diverse proteste pubbliche in Pakistan e incrino’ i rapporti gia’ tesi tra Washington e Islamabad. .

(AGI) – Washington, 11 mag. – “Non e’ esclusa” una visita di Barack Obama a Cuba nel 2016. Lo ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, precisando che al momento il presidente americano non ha programmi immediati di una visita ufficiale all’Avana. .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Il ministro della Giustizia egiziano, Mahfouz Saber, si e’ dimesso in seguito alle polemiche scatenate dalle sue affermazioni in una intervista tv, secondo le quali i “figli dei raccoglitori di immondizia non dovrebbero diventare giudici”. I giudici dovreberro provenire da “un milieu rispettabile”. Lo rende noto la Bbc. .

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